Il conte di Cavuor

 

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il conte di cavour

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camillo benso conte di cavour nacque a torino il 10 agosto 1810 e morì il 6 giugno 1861 cavour fu un politico e un importante patriota italiano fu protagonista del risorgimento nel 1852 in piemonte cavour successe a massimo d azeglio come primo ministro cavour aveva intrapreso la carriera politica e voleva raggiungere dei traguardi · promuovere lo sviluppo economico del regno di sardegna ·fargli assumere la guida del movimento per l indipendenza ·creare un italia unita e forte capace di vincere in poco tempo il suo ritardo sul resto dell europa.

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i mezzi per raggiungere questi traguardi erano ·una politica liberale moderata cioè antirepubblicana ma rispettosa dei diritti di tutti i cittadini · un liberismo economico che permettesse la più ampia libertà d azione per gli imprenditori vedeva come ostacoli su questo cammino ·gli ultraconservatori che volevano abrogare lo statuto e che avevano rovinato l esercito ·i democratici che volevano abbattere la monarchia avevano perso ogni fiducia nell esercito regolare e riponevano tutte le loro speranze in una guerra di popolo suscitata da un insurrezione generale ·la chiesa che rispettava come autorità spirituale ma di cui non accettava i grandi privilegi dei quali godeva nel resto dell italia il tribunale ecclesiastico cioè il diritto del clero di sottrarsi ai tribunali laici anche se accusato di crimini comuni il diritto d asilo che garantiva l impunità anche ai laici se si rifugiavano in una chiesa o in un convento la manomorta che impediva allo stato di non espropriare per nessun motivo le proprietà della chiesa e di non pretendere tasse da esse.

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sul piano della politica interna grazie ad abili manovre politiche cavour riuscì ad allearsi con l opposizione e a far votare due leggi che portarono ai primi importanti risultati ·l abolizione dei dazi sul grano all interno del regno di sardegna e delle barriere doganali con l estero quest ultima gli permise di concludere una serie di trattati commerciali con francia belgio e inghilterra per esportare i prodotti piemontesi sui principali mercati europei ·una riforma fiscale che colpì le persone con i redditi più alti.

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da questa riforma cavour ricavò il denaro necessario per varare lavori pubblici destinati a favorire lo sviluppo capitalistico canali porti ferrovie e per potenziare l industria siderurgica e meccanica in liguria.

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sul piano della politica estera cavour convinto che il piemonte da solo non sarebbe riuscito a battere l austria mirò a ottenere l alleanza della francia nel frattempo era iniziata la guerra di crimea tra russia da una parte e turchia inghilterra e francia dall altra napoleone iii ottenne la partecipazione del piemonte che inviò 15 000 bersaglieri nel 1855 in crimea al comando del generale lamarmora i russi furono sconfitti e nel 1856 il congresso di parigi riunì le grande potenze per discutere le condizioni di pace il congresso fu dedicato anche alla questione italiana e il ministro piemontese poté denunciare le prepotenze austriache così nel 1858 napoleone iii accettò di firmare segretamente i patti plombìeres l imperatore francese promise a cavour l intervento della francia a patto che il primo atto di guerra partisse dall austria in caso di vittoria l italia sarebbe stata suddivisa in quattro regni.

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da quel momento cavour ricorse a ogni sorta di provocazione per indurre l austria ad aggredire il regno di sardegna fece manovre militari a poche centinaia di metri dal confine con il lombardoveneto -pagò gli affitti dei famigliari dei patrioti ai quali gli austriaci avevano confiscato i beni ospitò centinaia di esuli l austria finì per cadere nella trappola e il 30 aprile 1859 110000 soldati austriaci varcarono il confine con il piemonte cominciò così la seconda guerra d indipendenza mentre lamarmora allagava le risaie del vercellese facendo impantanare gli austriaci l armata napoleonica arrivava dalle alpi le ferrovie fatte costruite da cavuor venivano usate come scopo militare infine gli austriaci furono sconfitti in due battaglie campali dai francesi a solferino e dai piemontesi a san martino.

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sembrava che l unità d italia fosse a portata di mano ma proprio questa imminenza indusse napoleone iii a ritirare il suo aiuto infatti i conservatori e il clero di francia non tolleravano che si toccassero i possedimenti del papa inoltre molti francesi ritenevano uno spreco di denaro e di vite umane una guerra da cui non traevano grandi vantaggi concreti così nel luglio 1859 napoleone iii firmò improvvisamente con l imperatore francesco giuseppe l armistizio di villafranca ponendo fine alla guerra l austria cedette al regno di sardegna la lombardia prendendosi però il veneto e pretendendo la restituzione immediata di tutti i territori del centro-nord ai granduchi asburgici.

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l armistizio suscitò un ondata di sdegno e cavour diede le dimissioni l armistizio di villafranca fu un vero e proprio tradimento per gli italiani nel 1860 cavour accettò di tornare al governo diede a napoleone iii nizza e la savoia purchè si disinteressasse dei fatti interni italiani e incitò le popolazioni insorte in emilia-romagna e in toscana a indire una serie di plebisciti così fu fatto e per voto popolare unanime queste regioni passarono al regno di sardegna per i democratici l italia unita era un obiettivo irrinunciabile e infatti decisero di liberare il mezzogiorno il democratico francesco crispi convinse garibaldi che era ormai giunto il momento di indurre alla ribellione i contadini siciliani.

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nel 1860 garibaldi salpò a quarto presso genova con un migliaio di volontari i leggendari mille successivamente sconfisse i borbonici a calatafimi e arrivò a palermo dove iniziarono i problemi garibaldi aveva avuto delle incomprensioni con i contadini siciliani che volevano la rivoluzione sociale ·i garibaldini imposero subito una leva militare obbligatoria allo scopo di conquistare il napoletano;

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· i picciotti non ne volevano sapere non avevano combattuto per l unità d italia ma perché crispi aveva promesso di distribuire le terre ai contadini · i garibaldini iniziarono le distribuzioni di terra ma requisirono unicamente i terreni demaniali molto meno estesi e meno fertili di quelli nobiliari · in preda alla delusione alcuni picciotti incendiarono i palazzi dei baroni e trucidarono le loro famiglie · a questo punto il contrasto si fece insanabile e sfociò in una dura repressione dove alcuni ribelli furono fucilati per ordine di nino bixio braccio destro di garibaldi.

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man mano che la spedizione dei mille procedeva cresceva la paura di cavour egli temeva che il meridione diventasse autonomo e retto da una repubblica democratica invece che dai savoia ma soprattutto temeva che garibaldi prendesse roma la sede del papa se ciò fosse avvenuto i francesi avrebbero dichiarato guerra all italia in difesa del pontefice per evitare questo pericolo si doveva indurre il re a riprendere l iniziativa e così fu deciso dopo aver ordinato ai garibaldini di fermarsi ,vittorio emanuele ii invase lo stato pontificio senza però toccare né il lazio né roma il 17 marzo 1861 si riunì il primo parlamento nazionale a torino e vittorio emanuele ii fu proclamato re d italia anche se mancavano veneto e roma l unità poteva dirsi realizzata.

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