Diario d'Inverno - Racconti Natalizi Ebook

 

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Prima antologia del blog letterario Diario di Pensieri Persi

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d rio d invern ia wrote by the bloggers o

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k dedicato ad antonella cara amica del diario by

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indice antonella albano pag 2 stefania auci pag 7 federica galetto pag 13 desy giuffrè pag 16 giulia marengo pag 19 gabriella parisi pag 24 francesca rossi pag 30 petra zari pag 32 cristina zavettieri pag 35 alessandra zengo pag 37 crediti pag 38 by 1

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antonella albano sujong la luce negli occhi di mamma mi chiama le tocco il braccio si spegne quando mi guarda sento qualcosa che si spezza qui dentro ritiro la mano e mi siedo vicino e guardo ciò che la illumina il piccolo viso di minjong è perfetto a mamma non importa la rabbia di papà quando lui non c è i maschi verranno sussurra a occhi bassi ora un calore viene da lei mentre allatta la luce riscalda io non ci sono lì dentro mi metto vicino per prenderne un po ma mi duole qualcosa che non so una mano si sporge mamma è contenta che non le chiedo niente mentre il suo latte invisibile ripaga la luce che minjong le accende negli occhi la carezza leggera fa salire l acqua ai miei occhi perché brucia così piano piano seduta vicino metto la testa sulla sua gamba sperando che non mi cacci guardo la luce brilla lontana lontana e io ho freddo hai dato da mangiare al maiale non si sente suono di risposta perché fa così questa figlia non guarda e non sorride mai la sua grossa testa che si china mi tranquillizza È obbediente può andar bene per minjong hai indossato il vestito della festa bene figlia girati ti farai onore alla danza dei ventagli vai prima che sia tardi jin ha fame figlio d oro aspetta il padre vieni qui quanto pesa questo figlio d oro tu prepara il pasto presto il padre viene mangerete e potremo andare alla festa non mettere tutte le stoviglie mangeremo in fretta per andare a vedere tua sorella perché abbassi gli occhi figlia guardami mentre ti parlo pettinati meglio e cambiati il vestito non dobbiamo far sfigurare minjong jin figlio il padre arriva vai fuori guarda il sentiero accoglilo così è contento questa figlia che si può fare il viso e le spalle sempre piegate sì ha gli occhi di mia madre aspetta vieni qui guardami la pelle delle guance è morbida mi ricordo che rideva da piccola era bella quando rideva gli occhi lacrimano ogni tanto come adesso e mi guardano come se la stessi battendo anche ora che le tocco il viso mia mamma mi batteva ogni tanto prima che dovremo prendere una decisione ma forse ancora no vai a cambiarti la ragazza è forte moglie meglio lei che la seconda che ha bisogno della dote fra pochi anni non si lamenterà e non ci farà fare cattiva figura perché mi guardi così donna tu hai sempre parlato di matrimonio per minjong non per la prima figlia non è questo forse che intendevi per te pure è stato così non andartene mentre ti parlo e non voltarmi le spalle il momento è arrivato è ora parlale tu non guardarmi così o ti batterò come quella volta lo so che lei aiuta ma hai l altra figlia e tu godi ancora buona salute anche se non mi hai dato altri figli jin è bravo e ci renderà fieri e minjong ti darà dei nipoti di cui occuparti fai alla prima figlia il pacco con i vestiti di cui avrà bisogno domani partirà e non voglio sentire altre parole su questo devo salutare il maiale gli daranno da mangiare chissà se per lui sarà diverso ricevere il cibo da altri chi porterà l acqua in casa perché mi mandano via non ho potuto parlare per chiedere se sono stata una figlia inutile forse se la madre non ce la farà con le faccende mi verranno a riprendere gli occhi sembravano come se ci fosse una luce come quella che non mi ricordo nemmeno più ma era una 2

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luce triste o arrabbiata forse non sono stata brava abbastanza non quanto minjong lei fa venire la luce negli occhi alle persone era bello quando voleva giocare con me non potrò più vederla ho chiesto e la madre non mi ha risposto l ho fatta arrabbiare forse e se ne è andata perché devo andare via l acqua che scorre dagli occhi non la devono vedere le persone il maiale sì a lui non dà fastidio non posso salutare minjong e jin non potrò più ringraziarlo per la scrittura che mi ha insegnato di nascosto ora che è più grande ha le sue cose da fare aiutare il padre perché il padre è arrabbiato con me io li ho delusi te no addio maiale ti nutrirà qualcun altro io devo andare questa ragazza è brutta quanto vuoi che ti dia se è brutta è brutta e lo vedono tutti che mi importa che è forte quanto dura dura non ti darò più denaro di così È nuova sì e chi me lo dice vuoi essere battuto perché a me non costa nulla farti battere te la vuoi riportare e riportatela sai quante me ne arrivano di brutte così e poi non è nuova non lasciarla là da sola che può scappare no qualcuno l ha usata sicuramente no chi mi garantisce che è obbediente la tua parola non ti arrabbiare o ti faccio battere questo è quello che ti posso dare ed è pure troppo qui non abbiamo bisogno di donne che puliscano non ho bisogno di questo ci mancherebbe altro che le ragazze non puliscano anche sì vecchio va bene quasi quasi mi hai fatto venire il buon umore questo è qualcosa in più per il buon umore che mi hai fatto venire vattene e tu vai per quella porta sì là hyuri ti dirà dove mettere le tue cose che guardi vai il tuo vecchio se ne è andato ancora un altro giorno se la cipria potrà coprire il livido in faccia e alla luce della lampada non si vedranno i segni delle ferite dovrò tornare a lavorare ancora un altro giorno se zoppico non mi faranno tornare dai signori se zoppico però mi spintonano perché dicono che fingo non posso più stare stesa o mi diranno che mangio a sbafo e a stare seduta mi fa male devo stare qui in piedi e basta l altro mese quella ragazza l hanno ammazzata il padrone ci ha perso ma lei è stata fortunata si dorme e basta dopo chissà fra poco devo andare a farmi vedere da hyuri e lei stabilirà se ho un altro giorno se mi azzoppassero forse non mi vorrebbero più È perché non sono brava vogliono che sorrida e io non ci riesco hyuri ha detto che le ricordo mia nonna e che mia madre era più brava mia madre lo sapeva per questo non mi ha salutato quel giorno sapeva che non sarei stata brava chissà minjong non devo pensare io sono come quello sgabello la mia pelle è dura e scabra come quello sgabello lo sgabello sta dove lo si mette e lì ha la sua pace anche il mio maiale esisteva e basta ma lui sentiva però il maiale no non era mio ma lui vedeva e a volte era contento lo sgabello non ha bisogno di essere contento io devo essere come lui solo gli sciocchi si arrabbiano con uno sgabello se lo rompi poi non ce l hai più sei cattivo se rompi una cosa sei stupido soltanto sì ma se quella cosa non ti serve ti dà soddisfazione romperla È la cosa che è stupida non tu uno sgabello serve a sedersi io sono rotta qui dentro e le cose rotte sono brutte e inutili un altro giorno solo un altro giorno gli sgabelli non piangono la odiano e basta la picchiano perché non reagisce non è abbastanza intelligente per fingere che vuoi che ci faccia col fatto che l hai pagata È successo 3

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più di due anni fa sei abbondantemente rientrato della cifra come diavolo faccio a renderla più bella non è davvero brutta poi no che non lo è sì d accordo non è bella come certe altre ma non è quello il problema finché era più piccola ai clienti piaceva proprio per quello e la sua passività li eccitava mi ricordo che cercavano il salice che piange uno di loro così la chiamava poi però non è più bastato ora si arrabbiano perché non piange perché non grida perché non sorride non a tutti piace farlo con una cosa che ci devi guadagnare lo so però forse c è un altro modo io un idea ce l ho mettiamola ad aiutare il cuoco è obbediente e io non credo affatto che sia stupida non come dici tu se le ragazze non dovessero bastare possiamo sempre richiamarla no che non scapperà non ha abbastanza iniziativa proviamoci almeno dimmi quando sei stato deluso dai miei suggerimenti se muore la prossima volta che la battono è certo che non ci potrai ricavare più niente sì sì lo so alla fine vedrai che la farai passare come una tua idea e sarai tutto fiero di te stesso sì perdonami non battermi va bene la porto dal cuoco allora la gente fa una sacco di rumore ride parla contratta io sono come l aria che passa vicino e nessuno la vede devo solo non guardarli devo solo seguire il cuoco non devo perderlo l altro giorno mi ha battuta perché mi ero persa non so perché ma sembrava disperato quando finalmente l ho visto fra la folla e poi si è infuriato quando si è accorto di me ridevano tutti e poi ha smesso di darmele devo stare attenta e tenere il sacco aperto quando deve metterci le cose che compra e non guardare in faccia nessuno ma i bambini sono belli sui fianchi delle mamme le ragazze eleganti guardano da lontano mentre le serve fanno la spesa sarebbe stato bello fare la serva di minjong ma l avrei fatta sfigurare e mamma mi avrebbe guardato male no no così è meglio meglio il cuoco che si infuria e mi batte che mamma che mi guarda con quegli occhi non ci devo pensare a loro perché poi mi confondo e non sto attenta chissà il padre no ecco l anatra nel sacco devo stare attenta mi spingono e non mi vedono che bello camminare al sole speriamo che oggi il cuoco sia troppo indaffarato per mi piace quando invece mi fa cucinare un poco sono troppo stupida per fare la cuoca ha detto chi sono quelle donne sono vestite stranamente hanno gli occhi strani mi guardano perché mi guardano hanno una stoffa in testa mi sta sorridendo forse ce l ha con qualcun altro forse è pazza come quella ragazza nella casa che rideva sempre e poi è sparita non devo guardarla dov è il cuoco eccolo il sacco vuole il sacco per metterci il riso sono qui sono come il sacco faccio quello a cui servo in pace sono contenta nessuno mi guarda e mi tocca sono come l albero che stava nel cortile di casa che aspettava tanto e poi i fiori lo ricoprivano sorella la picchiano quella ragazza quell uomo la picchia possiamo fare qualcosa vedi ti prego sorella io non credo che quello sia suo padre non posso saperlo sì lo so lo so che non possiamo intervenire possiamo però andare a quella bancarella lì in fondo ci serve sì ci serve il riso se passiamo vicino a loro può darsi che lui la smetta grazie sorella ci guardano male però sì lo so non devo parlare nella nostra lingua in presenza delle persone scusami sorella quella ragazza mi guardava come se avesse paura di me non so perché però quando le ho sorriso mi è sembrato che gli occhi le si sono riempiti di lacrime ma 4

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forse era per il dolore comunque quell uomo ha smesso di farle male sì sorella lo so devo coltivare il silenzio hai ragione pregherò per quella ragazza signore quella ragazza mi fa impazzire ti sono profondamente grato di averla messa ad aiutarmi ma il pensiero che possa scappare non mi fa stare tranquillo no no in effetti non ha tentato di scappare è che si distrae si perde e io non posso stare sempre a guardarmi indietro per essere sicuro che mi stia seguendo non è che non mi sia utile sì mi obbedisce quello che le dico più o meno lo fa è che è strana sì padrone io ti ringrazio molto di avermi voluto alleviare la fatica ma se invece la mettessi ad accogliere e istruire le ragazze no padrone ti chiedo profondamente scusa non volevo in alcun modo offenderti e no non volevo dirti come sistemare i tuoi affari abbi compassione di me che non sono molto intelligente si sa i cuochi si è rifiutata ha detto no strano non ce la vedo ah è rimasta lì a guardarle senza far niente È vero sì ricordo che ha avuto le bende in testa per un po la tua grande intelligenza è innegabile signore allora non c è nulla da fare per lei capisco la farò lavorare come sempre va bene ti ringrazio della tua benevolenza signore madre sorella julianne mi tormenta per quella ragazza che ha visto al mercato non so che fare per farla tacere e lavorare tranquilla ha addirittura cercato informazioni su di lei lo sa madre che è quella di noi che conosce meglio la lingua che devo fare con lei capisco che voglia far bene ma allora la santa obbedienza dov è le parli lei santa madre la ragazza sì certo sorella julianne ha saputo che è la serva di una di quelle case là madre e forse non è solo la serva quanti anni ha non lo so è molto giovane ma ha lo sguardo come spento mentre quell uomo la picchiava sembrava quasi non accorgersene come fosse abituata sorella julianne continua a dire che dobbiamo salvarla ma a me è sembrato che avesse paura di noi addirittura sì madre grazie le mando sorella julianne così le parla lei certo grazie madre sia lode all altissimo cosa ci faccio qui che cosa vorranno da me queste donne straniere ho paura mi porteranno via con i loro veli neri non mi hanno fatto niente e mi portano da mangiare ma la donna anziana è venuta a comprarmi dal padrone ora mi porteranno lontano nel luogo da dove sono venute e quella giovane che sorride non mi posso fidare quando gli uomini mi sorridevano poi succedeva che ridevano a farmi piangere scommettevano fra loro chi mi avrebbe fatto piangere prima e se mi sorridevano prima o dopo prima o dopo un demone li prendeva e mi odiavano se almeno mi lasciassero stare qui eccola mi chiama perché mi vede perché non è come gli altri se mi tocca grido capisce quello che penso vuole che vada con lei ci sono dei pacchi vuole che la aiuti vuole che li porti È una trappola e se sbaglio mi picchierà non fa niente li porto io faccio le cose come lo sgabello che sopporta il peso come il mio maiale che aspetta di morire come l albero del giardino che aspetta il fiore e i fulmini i pacchi non sono pesanti sono grandi come è vuoto questo posto e silenzioso rompe i pacchi non ha paura che la battano forse si deve fare così sono delle statue come quelle del tempio sono strane però c è un uomo con le vesti lunghe una donna e su uno sgabello della paglia e lì che cosa si mette un bambino che strani capelli gialli come il sole e la donna ha la stoffa in testa come queste signore È la mamma del bambino però lui è piccolo perché non lo tiene in braccio lei è tanto bella e ha gli occhi come le signore tondi non come i miei però a guardarla bene ce li ha un po come 5

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i miei lui è il padre ma sta indietro a guardare perché fa così cosa guarda forse perché il figlio è maschio e non una sventurata femmina lui è contento ha ragione perché il bambino è bello la donna ha negli occhi la luce che aveva la mamma quando guardava minjong ha ragione è bello questo bambino anche se ha i capelli gialli ha uno sguardo così bello ma perché la signora con la stoffa azzurra non lo tiene in braccio perché i bambini sono felici quando le mamme li tengono in braccio felici come gli alberi quando arrivano i fiori posso stare qui ancora non mi picchiano se sto qui la signora che mi ha portato qui mi sorride di nuovo spero che non sia matta come quella ragazza e mi dice con la mano che posso restare qui È una trappola mi picchieranno non fa niente si sta bene qui qui si può stare a guardare la mamma è felice e ha negli occhi la luce mentre guarda suo figlio e il bambino è felice anche lui i suoi occhi non mi fanno paura mamma figlio mio la vedo ha il cuore ferito lo vedi come è bella soffre da tanto sì sanguina di dolore ma non c è nessuna maledizione dentro di lei È tua vero È sempre stata tua posso farmi aiutare da lei a tenerti lo sai che mi fa un po male la schiena lo so so anche che vuoi spingermi a fare qualcosa che io voglio già fare per lei hanno sanguinato le mie ferite e le sue ferite hanno sanguinato per me anche se non lo sapeva È in braccio a lei che voglio andare sujong mi prendi in braccio vieni piccina la schiena ti pesa lo so appoggiati a me lo reggiamo insieme vedi È felice mio figlio in braccio a te sorride e ti guarda e anch io ti vedo sujong figlia d oro stai qui sul mio cuore insieme lo teniamo e lui così felice fra le tue braccia potrà dormire un po la luce negli occhi del bambino mi scalda il cuore e sono nuova come in braccio a mia mamma questa mamma bellissima mi guarda come faceva la mia me lo ricordo ora le sue braccia mi sostengono e il suo tocco non mi fa paura tengo lui come tenevo jin quando era piccolo e c è tutto nei suoi occhi c è la mia mamma che piange di gioia alla mia nascita e mio padre che sorride c è l albero coi fiori rosa e il maiale che scodinzolava a vedermi c è tanto dolore il suo terribile quello di tutti tutto il mio tutta la mia solitudine e la mia nostalgia e va tutto bene perché era tutto per lui lui mi tocca la guancia e nulla è andato perso io sono sujong l amata e sono felice qui ora e per sempre by 6

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stefania auci l angelo della morte no che non si può ferie nemmeno a parlarne una vacanzina piccola mai lavoro lavoro e lavoro vada che per noi il tempo non esiste ma alla lunga anche l eternità ha il suo peso e poi con l incarico che mi è toccato c è poco da stare allegri è logorante ammettiamolo avrei bisogno di staccare un po di trovare nuovo entusiasmo chi sono un ostetrico dell anima aiuto le anime a nascere a nuova vita no non quella terrena quella eterna so che è una cosa splendida ma molte creature non lo sanno piangono si lacerano soffrono e solo dopo un po comprendono che la vita vera è infinitamente più semplice e serena e che le cose di prima non hanno più importanza io accompagno la morte molti esseri umani credono che non ci sia altro dopo che sia una questione di biologia e di proteine ma non è così ciò che gli uomini lasciano dietro di sé amori rabbia dolore son ciò che li contraddistingue rappresentalo l essenza della vita quella che vibra per le persone che si amano che si emoziona per la bellezza dell alba o si arrabbia per le ingiustizie c è un mondo invisibile di cui pochi intuiscono l esistenza alcuni lo conoscono ­ o pensano di conoscerlo ­ attraverso la religione altri con la filosofia non immaginano che basterebbe aprire il proprio cuore lasciare che l energia della vita fluisca attraverso di loro che l immenso è lì e basterebbe spingere la porta per entrare va bene chiedo troppo il principale me lo rimprovera sempre comunque sono arrivato È un ospedale come molti altri i luoghi di sofferenza si assomigliano tutti hanno un aura grigia densa impregnata di rimpianto e amarezza ogni anima che nasce alla vita eterna ha una luce particolare cambia per ogni essere vivente e ciascuno di noi ostetrici la riconosce per istinto questa in particolare è di un rosso vivido luminosa come un rubino pulsa ancora segno che è attaccata al corpo e produce un suono malinconico una sorta di canto conosco queste sensazioni vuol dire che appartiene a una persona che ha molto amato e che non è pronta a lasciare questo mondo che vuole restare oltrepasso un infermiera in cuffia e camice bianco proseguo per il corridoio guardando attorno con curiosità c è un cielo grigio di neve e gelo fuori in un angolo accanto alla finestra 7

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qualcuno ha addobbato un albero con luci e festoni una stella argentata splende in cima illuminata dal riflesso di lampadine colorate sono pacchiane e chiassose ma danno un po di colore a quest ambiente livido dove predomina uno slavato azzurro polvere mi fermo dinanzi una porta:l anima è lì potrei attraversarla e fare in fretta ciò che devo ma qualcosa mi trattiene parole provo un emozione diversa dalla noia o dall indifferenza con cui solitamente porto avanti il mio compito la morte umana è così maledettamente simile a se stessa devo vedere capire il corri doio è deserto prendo una forma um ana si mile a quell a dell infermiera che ho oltrepassato poco fa È una strana sensazione sentirmi imprigionata in un corpo limitato e pesante le mie mani sono calde la stoffa sfrega contro la pelle i miei movimenti sono limitati avverto l odore della malattia quel misto di sudore urina e disinfettante che rappresenta l aspetto concreto dell aura di ciò che percepisco in spirito non riesco più a udire quelle parole ma il mondo è assai più concreto e luminoso anche quelle luci che prima sembravano sguaiate mi appaiono come stelle sperdute in un cielo dal colore sbagliato metto la mano sulla porta la apro ed entro l uomo non si voltò quando udì la porta richiudersi teneva le mani intrecciate a quelle di una donna stesa nel letto dall aria sofferente lei doveva esser stata giovane aveva la pelle del viso tirata sugli zigomi pallidi le palpebre socchiuse i capelli ­ pochi ­ raccolti in una coda sfilacciata lui si voltò a guardare l infermiera È lei di turno oggi la donna annuì senza rispondere con gli occhi fissi sul quel viso affilato e immobile beh qualcuno deve pur esserlo considerò l uomo volgendo lo sguardo alla mano intrecciata alla sua non è un bel modo per passare il natale ma sempre migliore di quello di mia moglie commentò a mezza voce l infermiera annuì di nuovo aveva occhi chiari pieni di compassione ma quello sguardo non mise l uomo in imbarazzo anzi stuzzicò la sua voglia di parlare come se quella sconosciuta potesse capirlo come se potesse consolarlo l anno scorso io e alice abbiamo preparato l albero in giardino e due giorni prima di natale lo abbiamo trovato coperto di neve era nevicato così tanto che le lampade si scorgevano a malapena sorrise gli occhi lontani persi in quella scena felice poi lei ha iniziato ad avvertire nausee e crampi al ventre per alcuni giorni abbiamo pensato persino che fosse incinta ma non era così l uomo deglutì mentre l ombra del sorriso veniva cancellata da una consapevolezza amara non ce la fa più lo vedo lo sento la mia alice è stanca di lottare le prese la mano appoggiandola sul petto e le sfiorò il viso con una carezza lo so che sta male ma non posso lasciarla andare non ci riesco 8

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l infermiera avanzò sino a sfiorare la pediera del letto dallo sguardo scaturiva una strana dolcezza una comprensione che l uomo non aveva mai scorto nei suoi colleghi o nei medici l ama molto disse lei sottovoce era il tono di un affermazione ma suonava come una domanda sì adesso che sono qui comprendo perché quest anima è così luminosa È una goccia sospesa tra lo sterno e la gola di questa donna trema tende verso l alto ma non può staccarsi dal corpo il suo è il rosso del sangue ed è calda viva come una fiamma È legata a quest uomo che la veglia che le stringe la mano come se volesse darle la propria vita per prolungare la sua e in un certo senso lo fa se non fosse il suo amore a tenerla qui sarebbe già andata via È dell anima di alice la voce che sento parla con l uomo che l ama e che non può sentirla ed è un canto una carezza una consolazione non soffrire più amore mio non smetterò mai di amarti sarò sempre con te il tempo che ci è stato concesso è stato poco ma prezioso ma adesso non posso più sopportare il tuo dolore mi fa male è una catena che mi impedisce di andare via l infermiera si mosse con leggerezza l uomo notò che teneva i capelli chiarissimi raccolti in una sorta di treccia sul capo da cui sfuggivano alcune ciocche vaporose simili a un aureola e lei È stata incastrata qui per natale o ha chiesto di fare questo turno non che gli importasse sul serio voleva spezzare quella tensione che gravava nella stanza e sul suo petto ricordarsi che esisteva una vita al di là di delle mura azzurre e dell infusore che pigolava in un angolo continuò a parlare senza attendere una risposta io non ho nessuno che mi aspetti a casa la mia famiglia vive in un altra città e così anche quella di mia moglie È natale non ha senso che anche altri stiano qui a star male io e alice non abbiamo avuto figli abbiamo tentato a lungo poi abbiamo deciso di smettere a marzo saranno si fermò un groppo alla gola gli impediva di parlare e dovette respirare a fondo per continuare sarebbero stati dodici anni stare in coppia è una missione considerò l infermiera dopo una manciata di secondi È dura sopportarsi no l uomo si strinse nelle spalle non più che lavorare in fabbrica o un hospice come questo se si decide in libertà di fare un dato mestiere o di avere un figlio o di vivere con una persona non è un sacrificio fece una pausa mentre le parole ristagnavano nella stanza lei non ha forse scelto di fare questo mestiere la donna parve sorpresa da quella domanda abbozzò un sorriso poi arricciò il naso con una smorfia infantile oh beh mi è toccato credo si guardò attorno nello sguardo azzurro c era una strana perplessità 9

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dico io il principale ha un senso dell umorismo bastardo volevo riposare e lo sapeva mi manda sulla terra occhei accettiamo è il mio compito mi manda in questa stanza dove un uomo sta soffrendo perché la sua compagna di vita sta per nascere a vita nuova e mi sento fare delle domande sulla mia di esistenza io non ho scelto di essere un ostetrico dell anima avrei voluto essere un custode che assiste i viventi dal momento in cui nascono e che li aiutano nelle difficoltà a proposito non vedo i custodi di questi due vorrei sapere che fine hanno fatto beh sporgerò denuncia mica si possono lasciare gli umani in difficoltà così senza una parola saranno su qualche nuvola a suonarsi l arpa a vicenda soprattutto quello di alice dovrebbe essere qui fare il passaggio di consegne con me e invece chissà dove sarà eh erano belli i tempi in cui noi ostetrici scendevamo a frotte in questo piano della realtà legioni intere ranghi serrati e via zac veloce e pulito centinaia di migliaia di vite nascevano all eternità in pochi istanti con i custodi ce la sbrogliavamo dopo con calma senza passaggi di consegne e scartoffie ma carestie e pestilenze sono diminuite le guerre continuano ad andare alla grande e anche i terremoti non scherzano ma non mietono più decine di vittime al minuto vanno ancora forte gli attentati e gli assalti ma non ci chiamano più a legioni come una volta adesso bisogna sporcarsi le mani venire giù staccare l anima dal corpo portarla alla luce no non è affatto bello il dolore ti contamina ti lascia addosso una stanchezza difficile da metabolizzare e so già che quello di oggi sarà un intervento che non dimenticherò facilmente fuori la gente si salutava scambiandosi abbracci e auguri l infermiera allungò il collo e sbirciò fuori dalla finestra poco distante c era un parco dove i bambini giocavano a palle di neve alcuni adulti si avvicinavano ridendo altri proseguivano per la strada affollata era la mattina del giorno di natale e c era una strana energia nell aria che sapeva di affetto e di allegria l uomo seguì il suo sguardo poi tornò a fissare la moglie buon natale amore mio bisbigliò tornando a rivolgersi alla moglie le prese la mano e la baciò piano questa è la festa che preferisci vero mi spiace di non averti preso alcun regalo ma non ho voluto lasciarti un attimo ed è questo che importa sollevò la testa gli occhi erano privi di lacrime c era qualcosa che andava oltre la sofferenza e la paura se potessi vorrei un minuto di vita in più con lei solo questo sussurrò con le labbra contro le sue dita vorrei poterle dire che ha reso la mia vita degna di essere vissuta vedere di nuovo il suo sguardo innamorato farle capire che l amerò sempre era una preghiera sul viso delicato dell infermiera comparve una ruga decisa studiò a lungo l uomo poi senza una parola pose la mano sul petto di alice no adesso decido io accidenti sono un ostetrico della vita giusto posso decidere quando raccogliere un anima 10

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ha chiesto un minuto e lo avrà ama questa donna più di se stesso nei millenni di vita che ho trascorso ho incontrato poche volte un amore così intenso È natale e per gli esseri umani questo è un momento di gioia di rinascita di ricchezza interiore questa donna nascerà a nuova vita ma prima avrà modo di ascoltare ciò che quest uomo prova per lei posso farlo è in mio potere porterò di nuovo l anima nel corpo quel tanto che basterà perché entrambi possano dirsi addio ed essere in pace e se il principale si incavola gliene dico quattro ehi l uomo si voltò di scatto rendendosi conto di esser rimasto solo alice lo stava guardando gli occhi spalancati e lucidi le labbra stirate in un sorriso storto corse vicino a lei incapace di credere a ciò che stava accadendo tesoro disse scostandole i capelli dalla fronte con una carezza premurosa come stai era incredulo i medici avevano detto che non si sarebbe più svegliata che il suo cuore avrebbe cessato di battere senza che lei riprendesse conoscenza e invece era lì lucida con gli occhi spalancati sono stata meglio È mattina la voce di lei era lo spettro di ciò che era stata ma per il marito era il canto più dolce che potesse desiderare È il giorno di natale amore mio appoggio la propria fronte sulla sua buon natale alice chiuse gli occhi inspirando il profumo della sua pelle era un odore buono ma ormai lo percepiva con difficoltà la chemio aveva bruciato le terminazioni nervose e probabilmente quell aroma di limone era solo il ricordo dell odore ma era forte così rassicurante era ciò di cui aveva bisogno gli prese la mano ho paura lui la strinse forte poteva contare le sue ossa sentire il sangue che pulsava nelle vene io sono con te non ti lascio sola io ti amo nel petto di alice qualcosa si sciolse era calore era luce era tranquillità anche io la testa divenne pesante gli occhi si offuscarono e si appoggiò al suo braccio non te ne andare abbracciami l uomo capì si rannicchiò accanto a lei circondandola con le braccia mentre sentiva il suo respiro diventare lento e pesante È natale e c è la neve la gente corre per strada e i bambini stanno giocando al parco quello dove ci sedevamo d estate ad ascoltare la musica e a prendere il gelato fa freddo fuori ma il cielo è terso le nuvole sono sparite il sole si riflette sulla neve che è bianca così bianca e soffice come piace a te le baciò la fronte mentre la gola era serrata da una morsa così forte che gli impediva quasi di 11

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parlare ti ricordi l anno scorso quando abbiamo trovato il nostro albero di natale coperto di neve ecco pensa a questo amore adorato alla nostra casa e io ricorderò il tuo sorriso la cioccolata calda che abbiamo bevuto sul divano la tua faccia da bambina felice e quanto ti amo e ti amerò per sempre by 12

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federica galetto la gioia della neve oltre il vetro le aiuole sommerse di bianco luccicore si disegnavano come drappi poggiati sui petali caduti le corolle invecchiate i grumi di terra scura rimpiangevo il minuto precedente l arrivo della neve perché ancora era limpido il cielo e nessuna nube ostile incombeva sul giorno ora le cortine di fiocchi vorticavano veloci e faceva un freddo intriso di vuoto proprio come quando da bambina camminavo sul bordo del marciapiede che portava alla scuola nelle mattine d inverno era stato come allora all improvviso l azzurro aveva preso il volo e nubi scure si erano accalcate sulle case e sulle vie poco dopo la neve era arrivata silenziosa senza preavviso muta nel passare fatta d eterni attimi la sua discesa a quel punto ogni volta mi sentivo come sollevare dall aria pulita che mi sferzava il viso e mi veniva voglia di cioccolata calda di pane e marmellata di fuoco scricchiolante nel camino in genere non potevo permettermi certi lussi la neve arrivava quando voleva e quando voleva se ne andava lasciandomi sempre impreparata all evento capivo dopo molti anni quanto fosse magica la forza del gelo da bambini tutto si dà per scontato si vive come se niente fosse mai vissuto prima e la dolcezza della scoperta della meraviglia splendono come stelle negli occhi la casa dei miei genitori aveva una grande sala da pranzo le finestre alte e grandi versavano sul giardino e sull orto che ora apparivano come lenzuoli stesi ad asciugare rigidi di grigi e pieghe biancastre con sotto il corpo della vita dormiente e placida il natale era alle porte c era odore di spezie e di mele cotte al forno di vischio e bacche rosse di legna consumata ardente nella stufa da quando avevo divorziato neanche il natale mi sembrava più lo stesso e non lo era avevo perduto l istinto per la bellezza dei dettagli la volontà di pregare il desiderio di scartare e fare regali di addobbare l abete o solo di preparare il vino caldo con i chiodi di garofano non riuscivo a stare seduta accanto al fuoco nè a distinguere quell attimo in cui la mente sola armoniosamente elucubra sogni non sognavo più e neppure l odore pungente della luce livida mi quietava e guardavo passare la tramontana di fiocchi gelati con le mani incapaci di volontà un tempo avrei voluto afferrarli uno ad uno mi sarei eccitata nel sorprenderli cadere sul mio palmo interrompendone la naturale discesa ero diventata come quel ramo di fico laggiù nel fondo dell orto di mio padre un debole ramo piegato prossimo a spezzarsi sotto il peso della neve ma se la neve aveva un peso ben sapevo che aveva anche una sua leggerezza immortale i boschi intorno alla casa zittiti dal turbinare della tormenta cigolavano sotto un velo di ghiaccio volante non si udivano voci né canti d uccelli né 13

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