Il Signore degli Anelli

 

Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2

il signore degli anelli tre anelli ai re degli elfi sotto il cielo che risplende sette ai principi dei nani nelle lor rocche di pietra nove agli uomini mortali che la triste morte attende uno per l oscuro sire chiuso nella reggia tetra nella terra di mordor dove l ombra nera scende un anello per domarli un anello per trovarli un anello per ghermirli e nel buio incatenarli nella terra di mordor dove l ombra cupa scende prologo a proposito degli hobbit questo libro riguarda principalmente gli hobbit e dalle sue pagine il lettore imparerà molto sul loro carattere e un po della loro storia ulteriori informazioni potranno trovarsi nel libro rosso dei confini occidentali già pubblicato col titolo di lo hobbit questa storia è tratta dai più antichi capitoli del libro rosso scritti da bilbo in persona il primo hobbit divenuto famoso nel resto del mondo e da lui intitolati andata e ritorno poiché narravano il suo viaggio verso l est e il ritorno a casa fu questa un avventura che avrebbe più tardi coinvolto tutti gli hobbit nei grandi avvenimenti di un era di cui parleremo molti comunque desidererebbero saperne di più su questo popolo primordiale e per questi lettori ho annotato qui i punti essenziali della tradizione hobbit e riassunto le sue prime vicende il popolo hobbit è discreto e modesto ma di antica origine meno numeroso oggi che nel passato amante della pace della calma e della terra ben coltivata il suo asilo preferito era una campagna scrupolosamente ordinata e curata ora come allora essi non capiscono e non amano macchinari più complessi del soffietto del fabbro del mulino ad acqua o del telaio a mano quantunque abilissimi nel maneggiare attrezzi di ogni tipo anche in passato erano estremamente timidi ora poi evitano addirittura con costernazione «la gente alta» come ci chiamano ed è diventato difficilissimo trovarli hanno una vista ed un udito particolarmente acuti e benché tendano ad essere grassocci e piuttosto pigri sono agili e svelti nei movimenti sin dal principio possedevano l arte di sparire veloci e silenziosi al sopraggiungere di genti che non desideravano incontrare ma ora quest arte l hanno talmente perfezionata che agli uo26 prologo

[close]

p. 3

mini può sembrare quasi magica gli hobbit invece non hanno mai effettivamente studiato alcun tipo di magia e quella loro rara dote è unicamente dovuta ad una abilità professionale che l eredità la pratica e un amicizia molto intima con la terra hanno reso inimitabile da parte di razze più grandi e goffe essi sono infatti minuscoli anche i più alti fra loro sono più piccoli dei nani sebbene meno tozzi e robusti la loro statura è variabile ed oscilla da un braccio a un braccio e mezzo ma ormai è raro che qualcuno arrivi a quella misura giacché pare che col tempo si siano rimpiccioliti e che in passato fossero più alti secondo quanto riferisce il libro rosso brandobras tuc ruggibrante figlio di isengrim secondo misurava due braccia ed era capace di montare a cavallo il suo record fu battuto in tutta la storia hobbit da altri due personaggi soltanto ma di questo parleremo in seguito per quanto riguarda gli hobbit della contea di cui tratta questo nostro racconto essi erano nei tempi di pace e di benessere un popolo allegro e spensierato portavano vestiti di colori vivaci preferendo il giallo ed il verde ma calzavano raramente scarpe essendo i loro piedi ricoperti di un pelo riccio folto e castano come i loro capelli e le piante dure e callose come suole perciò l unica forma di artigianato che praticassero poco era la fabbricazione di calzature benché avessero lunghe dita abilissime capaci di creare tanti altri oggetti utili ed artistici più che belli i loro visi erano generalmente gioviali illuminati da occhi vivacissimi e guance colorite con una bocca fatta per ridere bere e mangiare ed era proprio ciò che facevano mangiavano bevevano e ridevano con tutto il cuore amavano fare a tutte le ore scherzi infantili e pranzavano sei volte al giorno quando ne avevano la possibilità erano ospitali feste e regali che offrivano con grande generosità ed accettavano con entusiasmo costituivano il loro massimo divertimento la parentela che ci unisce agli hobbit malgrado la loro recente ostilità è più che evidente e molto più stretta che non quella che ci unisce agli elfi o persino ai nani in tempi lontani parlavano le lingue degli uomini a modo loro ed avevano le stesse preferenze e le stesse antipatie quale sia però la nostra esatta parentela ormai nessuno lo può più dire gli albori della civiltà hobbit sono persi nei tempi remoti caduti nell oblio solamente gli elfi conservano ancora ricordi di quel tempo che fu ma sono solo ricordi della loro propria storia ove gli uomini hanno poco posto e gli hobbit niente del tutto eppure è un fatto che gli hobbit siano vissuti tranprologo 27 quilli e pacifici nella terra di mezzo per anni e anni prima che gli altri popoli si accorgessero della loro presenza e dato che il mondo è pieno zeppo di strane creature questi piccoli esseri sembravano ben poco importanti fu ai tempi di bilbo e del duo erede frodo che essi acquistarono improvvisamente senza desiderarlo per nulla importanza e fama importunando non poco i consigli dei saggi e dei grandi quei giorni la terza era della terra di mezzo sono ormai molto lontani e la configurazione di tutti i paesi è cambiata ma le regioni in cui allora vivevano gli hobbit sono senza alcun dubbio le stesse ove essi passano tuttora i loro giorni a nord-ovest del vecchio mondo e ad est del mare gli hobbit del tempo di bilbo non avevano la più vaga idea di quale fosse il loro luogo ci origine l amore per lo studio a parte l erudizione genealogica era molto poco

[close]

p. 4

diffusa ma vi era ancora qualche membro delle antiche casate che studiava i libri di famiglia e che raccoglieva persino cronache dei tempi passati e di terre lontane abitate dagli elfi dagli uomini e dai nani quanto alle loro proprie cronache esse furono intraprese solamente dopo l installazione nella contea e persino le loro più antiche leggende risalgono appena all epoca della lunga marcia risulta comunque chiaramente da queste leggende dai loro particolari usi e costume e dal loro strano linguaggio che gli hobbit come molti altri popoli in un lontano passato migrarono verso ovest i loro primi racconti lasciano intravedere il tempo in cui dimoravano nelle alte vallate dell anduin tra la grande foresta verde e le montagne nebbiose nessuno può dire perché essi intrapresero più tardi la difficile e pericolosa traversata delle montagne scendendo nella valle dell eriador le loro cronache parlano del numero sempre crescente di uomini in quel posto e di una grande ombra che oscurò la foresta alla quale diedero perciò il nome di bosco atro prima di valicare le montagne gli hobbit erano già divisi in tre razze i pelopiedi gli sturoi ed i paloidi i pelopiedi erano i più scuri bassi e minuti non portavano barba né scarpe avevano mani e piedi piccoli ed agili e preferivano la montagna alla pianura gli sturoi al contrario erano tozzi e ben piantati avevano mani e piedi più grandi e prediligevano la campagna e le rive dei fiumi i paloidi infine chiari di pelle e di capelli erano i più alti e magri essi amavano i boschi e le foreste i pelopiedi erano stati in passato allorché vivevano ancora sulle 28 prologo falde dei monti grandi amici dei nani furono i primi a emigrare verso ovest attraversando l eriador per giungere fino al colle vento mentre gli altri erano rimasti nelle terre selvagge erano la razza più tipica e caratteristica e di gran lunga la più numerosa inclinavano a stabilirsi definitivamente in un posto e conservarono a lungo l antico costume di vivere in caverne e gallerie sotterranee gli sturoi i meno timidi errarono molto tempo lungo le sponde del gran fiume anduin quindi seguirono i pelopiedi nel loro viaggio verso ovest dirottando a sud lungo il corso del rombirivo molti di loro vi sostarono tra sarbad ed i confini del dunand prima di ritornare al nord i paloidi ramo nordico degli hobbit erano i meno numerosi dotati per le lingue e per il canto piuttosto che per l artigianato preferivano la caccia all agricoltura dopo aver valicato le montagne a nord di gran burrone e costeggiato il fiume bianco giunsero nell eriador dove si mescolarono presto alle altre due razze ciò nonostante essendo più spericolati ed avventurosi furono spesso loro a comandare i clan dei pelopiedi e degli sturoi le grandi famiglie quali i tuc ed i signori di buck si distinguevano all epoca di bilbo per il forte temperamento paloidiano ad ovest dell eriador tra le montagne nebbiose ed i monti luhun vivevano uomini ed elfi vi erano persino gli ultimi numenoreani i re degli uomini giunti per mare dall ovesturia in tempi remoti ma poiché stavano velocemente sparendo le terre del loro regno del nord erano in un pietoso stato di abbandono vi era quindi spazio in abbondanza e presto si formarono le prime piccole comunità di hobbit della maggior parte di queste colonie ai tempi di bilbo non vi era più alcuna traccia una sola delle più importanti sopravviveva ancora a circa quaranta chilometri dalla contea a brea e nel circostante bosco cet.

[close]

p. 5

fu senza dubbio a questi tempi che gli hobbit appresero l alfabeto dei numenoreani ai quali gli elfi avevano insegnato a scrivere dimenticarono così tutte le lingue che avevano adoperate prima per parlare unicamente la lingua corrente il cosiddetto ovestron di uso comune nelle terre dei re da arnor a gondor e sulle coste del mare dal golfo di belfalas a luhun conservarono però ancora qualche termine come i nomi dei mesi e dei giorni e gran parte dei nomi di persona all incirca dalla stessa epoca cominciarono a contare gli anni segnando così la fine delle leggende ed il nascere della storia hobbit prologo 29 fu nell anno 1601 della terza era che i due fratelli paloidi marcho e blanco partirono da brea e avendo ottenuto il permesso dal gran re di fornost 1 attraversarono il fiume baranduin seguiti da un gran numero di hobbit passarono sul ponte di arcoinpietra costruito nei giorni di splendore del regno del nord ed occuparono le terre comprese tra il fiume ed i luoghi lontani fu loro solamente chiesto come compenso di riparare tutte le strade ed i ponti in particolar modo il grande ponte di augurare buon viaggio ai messi del re e di riverire la sua regalità così ebbe inizio l era della contea e gli hobbit fissarono come primo anno quello del passaggio del brandivino nuovo nome dato da loro al fiume tutte le date seguenti sono state calcolate in base a questo calendario 2 gli hobbit d occidente s innamorarono subito del loro nuovo paese e vi restarono per sempre scomparendo così nuovamente dalla storia degli uomini e degli elfi fino alla morte dell ultimo re rimasero ufficialmente suoi sudditi sebbene avessero i loro propri capi e non si occupassero per nulla di ciò che accadeva nel resto del mondo sostengono di aver mandato degli arcieri in aiuto del re durante la battaglia di fornost contro il capo degli stregoni di angmar quantunque la storia degli uomini non lo riferisca in ogni modo quella guerra segnò la fine del regno del nord gli hobbit presero allora in mano le redini del paese e scelsero fra i loro capi un conte che sostituisse il re soltanto qualche guerra turbò i mille anni seguenti e dopo la peste nera c.c 37 3 essi si moltiplicarono e si arricchirono fino alla catastrofe del lungo inverno e alla conseguente carestia che ne sterminò a migliaia all epoca della nostra storia comunque i giorni della fame 1158-60 erano molto lontani e gli hobbit avevano ritrovato il benessere la terra era ricca e generosa e prima dello stato di abbandono in cui l avevano trovata aveva conosciuto bravi coltivatori che curavano le fattorie le piantagioni di granturco i vigneti ed i boschi di proprietà del re questo paese che si estendeva per quaranta leghe dai luoghi lontani al brandivino e per cinquanta dalle brughiere del nord alle paludi del sud fu chiamato dagli hobbit la contea poiché la re1 argeleb ii ventesimo re del ramo nordico che si estinse trecento anni dopo con anedui 2 per calcolare in base al calendario degli elfi e dei numenoreani gli anni della terza era basta quindi aggiungere 1600 anni alla data dell era della contea 3 calendario della contea n.d.t 30 prologo gione attiva negli affari e nel commercio era sotto l autorità del

[close]

p. 6

conte noncuranti del resto del mondo abitato da strani esseri oscuri conducevano in quel ridente angolo della terra una vita talmente ordinata e bene organizzata che finirono per credere che pace e prosperità fossero normali nella terra di mezzo nonché un diritto di ogni popolo ragionevole dimenticarono o ignorarono quel poco che sapevano sui guardiani e sulle pene di coloro che avevano lottato per la pace della contea erano protetti ma lo dimenticarono gli hobbit non avevano mai amato la guerra né combattuto fra di loro in principio erano naturalmente stati costretti a lottare per sopravvivere ma all epoca di bilbo nessuno se ne ricordava più l ultima battaglia prima dell inizio di questo libro e certo l unica combattuta all interno della contea fu la battaglia di terreverdi c.c 1147 durante la quale brandobras tuc mise in fuga gli orchetti che avevano invaso il paese finanche le tempeste si erano calmate ed i lupi che un tempo solevano venire dal nord nei terribili inverni glaciali in cerca di preda esistevano ormai soltanto nelle favole della nonna così benché possedessero ancora poche armi gli hobbit le adoperavano unicamente come trofei appese ai muri e sui camini o raccolte nel museo di pietraforata detto palazzo mathom chiamavano infatti mathom tutto ciò che non sapevano come utilizzare ma che non desideravano eliminare le loro abitazioni erano generalmente piene di mathom di cui la maggior parte era costituita dai regali che si scambiavano tra di loro nonostante la pace ed il benessere di cui godevano gli hobbit erano rimasti stranamente resistenti era difficile impaurirli ed ucciderli e quel loro amore inesauribile per tutte le cose buone era dovuto al fatto che sapevano se necessario farne a meno e resistere alle ostilità degli uomini ed alle avversità della natura tanto da destare meraviglia in coloro che non li conoscevano bene e che di loro vedevano soltanto i pancioni ed i visi ben pasciuti benché lenti nel combattimento e non particolarmente dotati per lo sport all occorrenza sapevano ancora adoperare le armi e persino nelle situazioni più disparate e senza scampo si comportavano valorosamente erano arcieri abilissimi per via della vista straordinariamente acuta e della fermezza della mano e se un hobbit raccoglieva una pietra era bene correre subito al riparo e gli animale che tentavano di assalirli lo apprendevano a proprie spese le caverne che ritenevano fossero state le loro prime abitazioni erano tuttora la dimora che preferivano benché col passar del prologo 31 tempo si fossero dovuti trasferire altrove all epoca di bilbo la legge voleva che soltanto i più ricchi ed i più poveri vi abitassero ancora i poveri vivevano in tane estremamente primitive dei veri e propri buchi con una sola finestra o addirittura senza mentre le caverne dei benestanti continuavano ad essere ampliate e decorate siccome quei lunghi tunnel che chiamavano smial non potevano essere ricavati ovunque nelle pianure e nelle conche gli hobbit si trovarono costretti a costruire in superficie ora persino sulle colline e negli antichi villaggi come hobbiville o tucboro o nel capoluogo della contea pietraforata sui bianchi poggi sorgevano edifici di legno pietra o mattoni vi abitavano soprattutto mugnai fabbri cordai ed altri artigiani i quali già al tempo delle caverne solevano costruirsi laboratori e botteghe pare che 1 primi a creare fattorie e granai fossero gli abitanti delle paludi lungo il brandivino gli hobbit di quella regione chiamata

[close]

p. 7

decumano est erano grossi avevano gambe corte e se pioveva portavano stivaletti si sapeva comunque che erano in gran parte di sangue sturoi e lo dimostrava la barbetta che molti di loro si facevano crescere infatti nessun pelopiede e nessun paloide aveva la minima traccia di barba la gente delle paludi dopo aver occupato per qualche tempo la terra di buck contrada ad est del fiume si trasferì poi in gran parte a nord nella contea conservando però strane parole e nomi bizzarri ignoti nel resto del paese e probabile che l arte dell edilizia come molte altre arti provenisse dai numenoreani ma erano stati gli elfi ad insegnarla agli uomini e gli hobbit potrebbero averla appresa direttamente da loro gli elfi di alto lignaggio non avevano infatti ancora abbandonato la terra di mezzo e vivevano ad ovest nei rifugi oscuri ed in altri luoghi non lontani dalla contea si potevano ancora vedere oltre i confini occidentali tre torri di epoca immemorabile costruite dagli elfi luccicavano da lontano illuminate dai raggi della luna la più alta era anche la più lontana e si innalzava su di un colle verdeggiante gli hobbit del decumano ovest sostenevano che si dovesse vedere il mare dall alto della torre ma nessuno vi si era mai arrampicato erano infatti pochi quelli che avevano visto o attraversato il mare e pochissimi quelli ritornati per narrare le avventure vissute i più non sapevano nuotare e fiumi e barche destavano la loro diffidenza con l andar del tempo parlarono sempre meno con gli elfi ed incominciarono a temerli e a sospettare di coloro che li frequentavano si allontanarono il più possibile dal32 prologo le colline occidentali e dal mare diventato per loro il simbolo della paura e della morte a quell arte dell edilizia che avevano appreso dagli elfi e dagli uomini gli hobbit diedero un carattere tutto particolare torri non ne volevano e le loro case erano infatti tutte basse lunghe e comode il tipo più antico non era che un imitazione degli smial dai tetti di paglia di erba secca o di muschio e dai muri leggermente curvi da allora comunque avevano fatto molti progressi e perfezionato le costruzioni grazie agli stratagemmi insegnati loro dagli elfi o escogitati da loro stessi l unica particolarità dell architettura hobbit tuttora esistente era la forma circolare delle finestre e persino delle porte case e caverne della contea erano grandi ed abitate da famiglie numerose bilbo e frodo baggins erano più unici che rari essendo scapoli e grandi amici degli elfi alcuni come per esempio i tuc dei grandi smial ed i brandibuck di villa brandy vivevano con più generazioni di parenti in relativa pace nella vasta e ramificata dimora avita tutti gli hobbit avevano uno spiccato senso della famiglia e tenevano molto alle parentele disegnavano lunghi ed intricati alberi genealogici dagli innumerevoli rami che parlando di loro è importantissimo conoscere sarebbe impossibile stabilire in questo libro anche solo un albero genealogico che comprenda unicamente i membri principali delle grandi famiglie di quell epoca ve ne sono parecchi alla fine del libro rosso dei confini occidentali ma costituiscono un piccolo volume a sé estremamente noioso per chiunque eccetto che per gli hobbit che adoravano questo genere di cose si dilettavano a riempire meticolosamente libri interi di cose che già sapevano in termini chiari e senza contraddizioni.

[close]

p. 8

2 a proposito dell erba-pipa e bene qui far cenno di un altra originale abitudine degli hobbit solevano aspirare o inalare con pipe di legno o di argilla il fumo proveniente dalla combustione di certe foglie che chiamavano erba-pipa o foglia-pipa e che probabilmente erano una varietà di quella che noi chiamiamo nicotiana un gran mistero avvolge le origini di questo strano costume o «arte» come la chiamano gli hobbit tutte le notizie che fu possibile procurarsi le riunì in un libro meriadoc brandibuck signore della terra di buck e data prologo 33 la parte importante che tanto lui quanto il tabacco del decumano sud occupano in questo libro è opportuno citare l introduzione della sua opera intitolata l erborista della contea «e questa un arte» sostiene «che possiamo certo dire di aver inventata noi quando gli hobbit incominciarono a fumare nessuno lo sa tutte le leggende e storie di famiglia ne parlano come di una abitudine esistita da sempre da secoli le genti della contea fumavano vari tipi di erbe le une amare le altre più dolci un fatto sicuro è che il primo a coltivare l autentica erba-pipa nei suoi giardini ai tempi di isengrim secondo verso l anno 1070 secondo il calendario della contea fu tobaldo soffiatromba di pianilungone le varietà prodotte in quella regione come la foglia di pianilungone il vecchio tobia e la stella del sud sono tuttora le più pregiate «il vecchio tobia non volle mai svelare nemmeno in punto di morte dove scoprì quella pianta sapeva tutto sulle erbe ma non era un gran viaggiatore pare che da giovane si recasse spesso a brea e certo non si allontanò mai più di tanto dalla contea e dunque possibile che sentisse parlare della pianta a brea dove ora perlomeno cresce molto bene sulle falde delle colline gli hobbit di quella regione pretendono infatti di essere stati i primi a fumare sostengono di aver fatto tutto prima o meglio della gente della contea che chiamano abitanti delle colonie e su questo punto credo che abbiano probabilmente ragione fu certo da brea che l arte di fumare l autentica erba-pipa si è diffusa recentemente fra i nani i raminghi gli stregoni i viaggiatori che attraversavano quella regione e fra altre genti ancora il centro e nucleo di sviluppo di quest arte fu così l antica osteria di brea lì puledro impennato di proprietà della famiglia cactacei da tempo immemorabile «ciò nonostante dalle ricerche compiute da me personalmente durante numerosi viaggi nel sud risulta che detta erba non è originaria delle nostre parti credo provenga invece dall ovesturia e che fu poi da lì portata dagli uomini attraverso il mare a gondor è abbondante più folta e profumata che non a nord dove non cresce spontanea e per sopravvivere e fiorire ha bisogno di luoghi caldi e riparati come pianilungone gli uomini di gondor la chiamano dolce galenas e ne apprezzano solo la fragranza dei fiori forse nei secoli tra la venuta di elendil ed i giorni nostri fu trasportata verso nord lungo il verdecammino persino i numenoreani riconoscono che gli hobbit furono i primi a metterla in una pipa prima di noi nemmeno gli stregoni vi avevano pensato ben34 prologo

[close]

p. 9

ché uno di loto che conoscevo tanto tempo fa avesse appreso questa nostra arte e la praticasse come tutte le altre arti che conoscevo alla perfezione» l ordinamento della contea la contea era divisa in quattro regioni delle quali abbiamo già parlato i decumani sud nord est ed ovest questi a loro volta erano divisi in un certo numero di signorie che portavano ancora i nomi delle antiche e potenti famiglie ma ai tempi della nostra storia questi nomi si trovavano anche fuori dalle rispettive signorie quasi tutti i tuc vivevano ancora in tuclandia ma né i baggins né i boffin vivevano nelle loro antiche signorie fuori dei decumani vi erano i confini occidentali e orientali la terra di buck ed i confini occidentali furono aggiunti alla contea nell anno 1462 la contea non aveva in quel tempo un vero e proprio «governo» ogni famiglia si occupava dei suoi affari i lavori agricoli necessari per produrre i generi alimentari ed i continui pasti occupavano interamente le loro giornate negli altri settori non erano in linea di massima avidi ed ingordi bensì generosi e moderati tanto che le dimensioni dei fondi fattorie e botteghe rimanevano immutate per intere generazioni avevano conservato l antica tradizione che voleva il re a fornost o roccanorda come preferivano chiamare quel villaggio a nord della contea ma da quasi mille anni non vi erano più re e le rovine di roccanorda erano invase dall erba ciò nonostante gli hobbit continuavano a dire parlando di popoli selvaggi e di esseri crudeli i vagabondi per esempio che non avevano mai conosciuto il re attribuivano infatti al re dei tempi antichi tutte le leggi fondamentali e generalmente le osservavano di loro spontanea iniziativa considerandole regole antiche e giuste la famiglia tuc fu certo per molto tempo la più patente poiché il titolo e le mansioni del conte dopo essere toccati ai vecchiobecco erano passati a loro il primogenito portava dunque il titolo di conte era il giudice supremo della corte di giustizia presidente dell assemblea nazionale e capo dell esercito hobbit istituzioni che però esistevano solo in periodi di emergenza ormai più unici che rari per cui il «conteato» non era altro che un onorificenza la famiglia tuc godeva comunque di una stima e di un rispetto particolari essendo numerosa ed immensamente ricca inolprologo 35 tre generava rampolli forti e volitivi dalle abitudini bizzarre e dal temperamento avventuroso e spericolato ora che i tempi erano cambiati questo lato del carattere dei ricchi era mal visto e tollerato anziché apprezzato gli hobbit tuttavia conservarono l abitudine di chiamare il capo famiglia «il tuc» e di aggiungere al suo nome se necessario un numero per esempio isengrim secondo l unico vero e proprio ufficiale della contea era il sindaco di pietraforata eletto ogni sette anni alla fiera gratuita sui bianchi poggi in occasione della grande festa lithe di mezza estate il solo compito del sindaco era di presiedere i frequenti banchetti festivi senonché essendo egli anche ministro delle poste e primo guardacontea doveva occuparsi contemporaneamente dei servizi di messi e della guardia nazionale questi erano gli unici due servizi della contea e i messi erano i più numerosi e di gran lunga i più attivi.

[close]

p. 10

pochi tra gli hobbit erano i letterati ma coloro che lo erano scrivevano spessissimo a tutti gli amici ed a una scelta cerchia di parenti non raggiungibili con una passeggiata pomeridiana guardacontea era il nome dato dagli hobbit a quelli che più rassomigliavano ai nostri poliziotti non portavano certo uniformi ne ignoravano persino l esistenza ma solo una piuma sul berretto e si occupavano molto più degli smarrimenti di animali che non della sicurezza delle persone erano in tutto dodici tre per ogni decumano addetti al lavoro interno un corpo armato più importante i cui effettivi variavano secondo le necessità era impiegato per sorvegliare le frontiere ed impedire a qualsiasi straniero grande piccolo o importante che fosse di dare fastidio all epoca in cui comincia la nostra storia il numero dei confinieri come venivano chiamati era notevolmente aumentato vi erano stati infatti molti rapporti e lagnanze su strani esseri ed ignote creature che vagavano attorno alle frontiere e che talvolta le attraversavano era questo il primo segno che le cose non andavano come dovevano e come in passato erano sempre andate eccetto che nelle favole e leggende di tempi remoti eppure quasi nessuno vi preste attenzione nemmeno bilbo si rese conto di ciò che poteva significare erano passati sessant anni da quando era partito per il suo famoso viaggio ed era considerato molto vecchio anche dagli hobbit che spessissimo raggiungevano i cento anni conservava ancora gran parte dell enorme fortuna che aveva portata con sé al suo ritorno a quanto ammontasse non lo rivelò mai a nessuno nemmeno a frodo il suo nipote preferito e non svelò mai il segreto dell anello che aveva trovato 36 prologo 4 a proposito della scoperta dell anello il libro rosso racconta che un giorno si presentò alla porta di bilbo il grande stregone gandalf il grigio accompagnato da tredici nani tra i quali nientemeno che thorin scudodiquercia discendente di re ed i suoi dodici compagni ci esilio benché sbalordito e incredulo bilbo partì con loro in una mattina ci aprile del 1341 calendario della contea alla ricerca del gran tesoro appartenuto ai re dei nani si diceva che fosse stato seppellito sotto la montagna nella valle a sud di erebor il drago di guardia al tesoro fu ucciso la spedizione fu coronata da un brillante successo tuttavia nonostante la battaglia dei cinque eserciti durante la quale thorin e molti altri valorosi cavalieri persero la vita l impresa non avrebbe avuto molto rilievo nella storia o meritato più di un accenno nei lunghi annali della terza era se non si fosse verificato uno strano incidente il gruppo diretto verso le terre selvagge fu assalito dagli orchetti in un alto valico delle montagne nebbiose durante la lotta bilbo si smarri nelle profonde miniere nere degli orchetti brancolando nel buio posò una mano in terra e gli capitò di trovare un anello gli parve allora un semplice caso e si mise l anello in tasca cercando una via ci uscita bilbo giunse alla fine della galleria nel ventre della montagna in quel luogo viveva gollum lontano dalla luce del giorno su un isolotto in mezzo a un gran lago ghiacciato era un piccolo essere ripugnante adoperava i grandi piedi piatti come remi per muovere una piccola barca mentre con pallidi occhi

[close]

p. 11

fosforescenti osservava i pesci ciechi che le sue lunghe dita afferravano ed infilavano ancora vivi in bocca mangiava ogni essere vivente che riusciva a catturare e strangolare persino gli orchetti possedeva un tesoro segreto venuto in suo possesso molti anni prima quando viveva ancora alla luce un anello ci oro capace di rendere invisibile colui che lo portava era l unica cosa che amava il suo «talismano» col quale parlava e discuteva anche quando non l aveva con sé di solito lo teneva nascosto nel suo isolotto al sicuro in un buco fuorché quando cacciava o spiava gli orchetti al lavoro nella miniera gollum avrebbe certo subito attaccato bilbo se avesse avuto con sé l anello al momento del loro incontro invece era l hobbit ad avere un arma un coltello elfico che adoperava a mo di spada per guadagnare tempo il mostro lo sfidò al gioco degli enigmi se prologo 37 bilbo non fosse riuscito a risolvere gli enigmi egli l avrebbe ucciso e divorato nel caso contrario sarebbe stato lui a fare qualcosa per bilbo gli avrebbe mostrato cioè la via ci uscita dalla galleria bilbo smarrito nel buio senza speranza incapace sia di avanzare che di tornare indietro accettò la sfida alla fine fu bilbo a vincere più per fortuna sembra che per intelligenza infatti non sapendo più che cosa chiedere ed avendo inavvertitamente toccato l anello raccolto nella galleria domandò «che cosa ho in tasca?» gollum pur @avendo dato tre risposte non riuscì a trovare quella giusta i pareri dei commentatori sono discordi se considerare veramente cioè in base alle regole del gioco l ultima domanda di bilbo come un vero e proprio «enigma» oppure come una semplice «domanda» ma tutti sono ci accordo nel dire che gollum avendo accettato la sfida e tentato di risolvere l ultime quesito era irrevocabilmente tenuto a rispettate la promessa bilbo colto dall improvvisa idea che quella viscida creatura potasse essere falsa e bugiarda pregò vivamente gollum di mantenere la parola vincolo sacro che nessuno oserebbe mai rompere ma dopo anni di buio il cuore di gollum era diventato nero e in lui covava la falsità fuggi furtivamente sulla sua isoletta in mezzo alle scure acque di cui bilbo ignorava l esistenza lì pensava era il suo «talismano» che l avrebbe protetto e confortato ora che si sentiva furioso ed affamato ma l anello era sparito l aveva perso glielo avevano rubato mandò un urlo che fece rizzare i capelli sulla testa di bilbo il quale non aveva pero capito che cosa fosse successo un idea balenò improvvisamente nella mente di gollum «ecco che cosa aveva in tasca!» gridò e si precipitò per ammazzare l hobbit e riprendersi il suo tesoro nell oscurità gli occhi di gollum brillavano come una fiamma verde bilbo si accorse del pericolo giusto in tempo per fuggire su per la galleria lontano dal lago e di nuovo la sua buona stella lo salve mentre correva mise una mano in tasca e l anello gli si infilò dolcemente al dito gollum lo sorpassò e si mise a guardia dell uscita per impedire al «ladro» di scappare bilbo seguendo stancamente il mostro che imprecava e piagnucolava indovinò il segreto dell anello aveva trovato lui il magico amuleto e con esso lì il modo per sfuggire agli orchetti e a gollum la speranza fu come una luce nell oscurità infine arrivarono davanti ad un apertura pressoché invisibile che conduceva alle uscite inferiori della miniera sul lato est della mon-

[close]

p. 12

38 prologo tagna gollum si mise all agguato e bilbo fu tentato di ucciderlo con la spada ma la pietà glielo impedì ed egli non volle che l anello unica sua speranza di sopravvivenza gli servisse per ammazzare una creatura impaurita e in situazione di svantaggio raccogliendo tutte le proprio forze saltò al di là di gollum nel buio e scappò giù per il passaggio inseguito dalle grida di odio e di disperazione del suo nemico «al ladro al ladro baggins sia maledetto in eterno!» lo strano è che la prima versione dei fatti data da bilbo ai suoi compagni era molto diversa da questa egli infatti disse loro che gollum gli aveva promesso un «regalo» se avesse vinto il gioco quando poi era andato sull isola a cercare l anello si era accorto che il suo tesoro era sparito un anello magico che gli era stato regalato molto tempo prima per il suo compleanno bilbo si sarebbe reso conto allora che si trattava dell anello trovato nel tunnel ma non avrebbe detto niente e come premio invece del gioiello si sarebbe fatto indicare l uscita questo è ciò che bilbo scrisse nelle sue memorie e sembra non aver mai più nemmeno dopo il consiglio di elrond modificato il testo che è così riportato dall edizione originale del libro rosso e da molte copie e riassunti solo le copie più tardive contengono ambedue le versioni ispirate agli appunti di frodo e di samvise i quali malgrado fossero venuti a conoscenza della verità si mostrarono sempre molto resta a cancellare e distruggere qualcosa scritta di proprio pugno dal loro compatriotta chi fin dal principio non credette mai alla storia raccontata da bilbo fu gandalf che continuò ad essere molto incuriosito dalla storia dell anello dopo innumerevoli interrogatori che dettero origine a una certa tensione nei loro rapporti gandalf riuscì finalmente ad apprendere da bilbo la verità lo stregone teneva molto a conoscere l esatta versione dei fatti e considerava preoccupante e sospetto che il caro amico non gli avesse detto la verità sin dall inizio come aveva sempre fatto l idea del «regalo» non era comunque una semplice invenzione alla hobbit gliel avevano suggerita dichiarò poi bilbo le parole borbottate da gollum che riferendosi più volte all anello lo aveva chiamato «regalo di compleanno» anche questo gandalf lo trovava strano ed ambiguo ma la verità non gli fu rivelata che anni ed anni dopo come vedremo più in là sulle ultime avventure di bilbo non vi è più molto da dire grazie all anello riuscì a varcare l uscita della miniera ed a fuggire prologo 39 lontano dagli orchetti raggiungendo i compagni adoperò l anello molte altre volte prima di rientrare a casa specialmente per venire in aiuto agli amici mantenendo tuttavia il segreto per quanto gli fu possibile al suo ritorno ne parla unicamente a gandalf e a frodo nessun altro nella contea conosceva l esistenza dell anello o perlomeno così egli credeva soltanto a frodo mostrò ciò che stava scrivendo il diario del suo viaggio al suo ritorno bilbo appese la spada pungolo sul camino e preste ad un museo e precisamente al palazzo mathom di pietraforata la meravigliosa armatura proveniente dal tesoro del drago e regalatagli dai nani ma conservò in un cassetto di casa baggins l antica mantella con cappuccio che aveva portato durante il

[close]

p. 13

viaggio e in tasca assicurato ad una catenella il prezioso anello che non lasciava mai ritornò a casa baggins il 22 giugno aveva allora cinquantadue anni c.c 1342 e nella contea non si verificò alcun fatto degno di nota fino ai preparativi per festeggiare il suo centoundicesimo compleanno e qui che incomincia la nostra storia nota sulla documentazione della contea la parte sostenuta dagli hobbit negli avvenimenti della terza era che portarono all annessione della contea al reame unificato destò in loro un crescente interesse per la propria storia molte delle loro tradizioni tramandate fino allora per via orale furono raccolte e trascritte le grandi famiglie si interessarono anche degli avvenimenti occorsi nelle altre parti del reame e molti dei loro membri ne studiarono le antiche storie e leggende alla fine del primo secolo della quarta era vi erano già nella contea numerose biblioteche ricche di libri storici e di preziosi documenti le collezioni più belle e numerose si trovavano probabilmente a sottotorri ai grandi smial ed a villa brandy la nostra storia che riguarda la fine della terza era è tratta per la maggior parte dal libro rosso dei confini occidentali il nome di questa importante fonte di notizie sulla guerra dell anello è dovuto al fatto che fu a lungo conservata a sottotorri dai belpiccolo custodi dei confini occidentali era originariamente il diario privato di bilbo che egli recò con sé a gran burrone frodo avendolo riportato nella vedi appendice b annali 1451 1462 1482 e nota conclusiva dell appendice c 40 prologo contea assieme ad altri numerosi appunti lo completò nel 1420-1421 c.c con la storia della guerra egli vi annesse tre grossi volumi rilegati in pelle rossa donatigli da bilbo come regalo ci addio a sottotorri aggiunsero poi a questi quattro volumi un quinto contenente commentari genealogici ed altro materiale riguardante gli hobbit della compagnia dell anello l originale del libro rosso non è pervenuto fino a noi ma abbiamo gran parte delle copie fatte per i discendenti di samvise la più importante ha una storia complessa scritta a gondor probabilmente su richiesta del pronipote di peregrino e completata nell anno 1592 c.c 172 della quarta era fu però conservata ai grandi smial lo scriba aggiunse la nota seguente «findegil scrittore del re conclude il suo lavoro nell anno 172 della quarta era e la copia dettagliata e precisa del libro del conte che si trova a minas tirith e questo a sua volta è la copia fatta su richiesta del re elessar del libro rosso di periannath quest ultimo era stato portato al re dal conte peregrino nel 64 della quarta era anno del suo ritorno a gondor» il libro del conte fu dunque la prima copia del libro rosso e contiene tutto ciò che nelle edizioni seguenti fu perduto oppure omesso a minas tirith fu molto commentato ed in particolare furono corretti alcuni nomi termini e citazioni in lingua gnomica vi fu anche aggiunto un riassunto del racconto di aragorn ed arwen la versione integrale pare sia stata scritta da barallir nipote del commissario faramir poco dopo la morte del re ma l importanza dell opera di findegil è dovuta principalmente al fatto che

[close]

p. 14

essa è l unica copia contenente le complete traduzioni dall elfico di bilbo si tratta di tre volumi scritti tra il 1403 ed il 1418 che dimostrano l abilità e l erudizione dell autore nel servirsi di tutte le fonti ci informazione disponibili a gran burrone essi trattano unicamente dei tempi remoti e frodo non li adoperò affatto per cui non è necessario parlarne in questa sede da quando meriadoc e peregrino erano diventati i capi delle rispettive influenti famiglie mantenendo però le conoscenze ed i rapporti che avevano con rohan e con gondor le biblioteche di tucboro e di buckburgo si riempirono di opere indipendenti dal libro rosso a villa brandy ve ne erano che parlavano dell eriador e della storia di rohan alcune fu proprio meriadoc a comporte o ad iniziarle tra i suoi lavori erano tuttavia più popolari l erborista della contea ed il calcolo degli anni nel quale confrontava i calendari della contea e di brea con quelli di gran burrone gondor e prologo 41 rohan scrisse anche un breve trattato intitolato antichi termini e nomi della contea nel quale mostrava un particolare interesse per la ricerca di termine tipici della contea come per esempio mathom e di elementi arcaici nei nomi delle località che avevano affinità con la lingua dei rohirrim i libri della biblioteca dei grandi smial benché contenessero cronache storiche più dettagliate e minuziose erano di minor interesse per le genti della contea nessun volume era stato scritto da peregrino il quale però aveva raccolto molte opere redatte dagli scribi di gondor erano in maggior parte copie o riassunti di storie e leggende su elendil ed i suoi successori i grandi smial erano l unico posto della contea dove si potevano trovare esaurienti documentazioni relative alla storia di nùmenor ed all ascesa di sauron fu inoltre probabilmente compilata lì grazie al materiale raccolto da meriadoc la cronaca degli anni.1 benché le date specialmente quelle della seconda era siano spesso ipotetiche esse meritano l attenzione dei lettori forse meriadoc trovò gran parte delle informazioni a gran burrone dove si recò più volte vivevano colà assieme a qualche alto elfo i figli di elrond rimasti dopo la partenza del padre dicono che celeborn vi si trasferì dopo che galadriel se ne era andata via ma nessuno conosce il giorno in cui egli disse addio ai rifugi oscuri portando con sé l ultimo vivido ricordo dei tempi remoti della terra di mezzo b 1 e brevemente riassunta fino all inizio della quarta era nell appendice

[close]

p. 15

parte prima la compagnia dell anello capitolo i una festa a lungo attesa quando il signor bilbo baggins di casa baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima tutta hobbiville si mise in agitazione bilbo era estremamente ricco e bizzarro e da quando sessant anni prima era sparito di colpo per ritornare poi inaspettatamente rappresentava la meraviglia della contea le ricchezze portate dal viaggio erano diventate leggendarie ed il popolo credeva benché ormai i vecchi lo neghino che la collina di casa baggins fosse piena di grotte rigurgitanti di tesori e come se ciò non bastasse ad attirare l attenzione di tutti contribuiva la sua inesauribile sorprendente vitalità il tempo passava lasciando poche tracce sul signor baggins a novant anni era tale e quale era stato a cinquanta a novantanove incominciarono a dire che si manteneva bene sarebbe stato più esatto dire che era immutato vi erano quelli che scuotevano la testa borbottando che aveva avuto troppo dalla vita non sembrava giusto che qualcuno possedesse palesemente l eterna giovinezza ed allo stesso tempo per fama ricchezze inestimabili «sono cose che dovremo scontare» dicevano «non è secondo natura e ci porterà dei guai!» ma finora guai non ve ne erano stati ed essendo il signor baggins generoso la gente gli perdonava facilmente le sue stranezze e la sua fortuna mantenne i rapporti con i parenti eccetto naturalmente i sackville-baggins e contava molti devoti ammiratori fra la gente umile e ordinaria ma non ebbe amici intimi fin quando alcuni suoi giovani cugini non incominciarono a diventare grandi il maggiore ed il preferito era frodo baggins a novantanove anni bilbo lo adottò e lo portò con sé a casa baggins e tutte le speranze dei sackville-baggins sfumarono si dà il caso che tanto bilbo quanto frodo festeggiassero il compleanno il 22 settembre «sarebbe meglio che tu venissi a stare da me» disse un giorno 48 la compagnia dell anello

[close]

Comments

no comments yet

YOUBLISHER
About
What Others Say
Sitemap
Impressum

PUBLISHERS
Login
Signup
Tutorials
FAQ
Support

BUSINESS
Overview
Advertising
Support

DEVELOPERS
API

LEGAL
Report a Copyright Violation
Copyright FAQ
Terms of Use
Privacy Policy