La nostra idea sullo psicologo in farmacia

 

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Alcune note sulla proposta dello psicologo in farmacia

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associazione di promozione sociale psicologi per il territorio via san martino 13 47121 forlì fc c.f 92075680402 www.psicologiperilterritorio.it la nostra idea sulla funzione dello psicologo nelle farmacie territoriali 1 riferimenti normativi con l art 11 della l 68/99 delega al governo in materia di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell ambito del servizio sanitario nazionale il parlamento italiano individua i principi attraverso i quali le farmacie erogheranno nuovi servizi a forte valenza socio-sanitaria nell ambito del servizio sanitario nazionale i principi in questione sono i seguenti a assicurare la partecipazione delle farmacie al servizio di assistenza domiciliare integrata a favore dei pazienti residenti nel territorio della sede di pertinenza di ciascuna farmacia a supporto delle attività del medico di medicina generale anche con l obiettivo di garantire il corretto utilizzo dei medicinali prescritti e il relativo monitoraggio al fine di favorire l aderenza dei malati alle terapie mediche b collaborare ai programmi di educazione sanitaria della popolazione realizzati a livello nazionale e regionale nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari c realizzare nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale anche effettuando analisi di laboratorio di prima istanza nei limiti e alle condizioni stabiliti con decreto del ministro del lavoro della salute e delle politiche sociali esclusa l attività di prelievo di sangue o di plasma mediante siringhe d consentire nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari la prenotazione in farmacia di visite ed esami specialistici presso le strutture pubbliche e private convenzionate anche prevedendo la possibilità di pagamento delle relative quote di partecipazione alla spesa a carico del cittadino e di ritiro del referto in farmacia e prevedere forme di remunerazione delle attività di cui al presente comma da parte del servizio sanitario nazionale entro il limite dell accertata diminuzione degli oneri derivante per il medesimo servizio sanitario nazionale per le regioni e per gli enti locali dallo svolgimento delle suddette attività da parte delle farmacie con decreto legislativo 3 ottobre 2009 n 153 individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell ambito del servizio sanitario nazionale a norma dell articolo 11 della legge 18 giugno 2009 n 69 il presidente della repubblica emana le seguenti disposizioni legislative in materia di nuovi compiti e servizi assistenziali erogati dalla farmacie pubbliche e private assieme alla modifica dell art 8 del dlgs 502/92 disciplina dei rapporti per le erogazioni sanitarie all interno del decreto l.vo che disciplina la materia sanitaria in italia nel rispetto di quanto previsto dai piani socio-sanitari regionali e previa adesione del titolare della farmacia ovvero a la partecipazione delle farmacie al servizio di assistenza domiciliare integrata 1

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consegna domiciliare di farmaci e dispositivi medici preparazione nonché la dispensazione al domicilio miscele per la nutrizione artificiale e dei medicinali antidolorifici la messa a disposizione di operatori socio-sanitari di infermieri e di fisioterapisti per la effettuazione a domicilio di specifiche prestazioni professionali richieste dal medico di famiglia o dal pediatra di libera scelta fermo restando che le prestazioni infermieristiche o fisioterapiche che possono essere svolte presso la farmacia sono limitate b la collaborazione delle farmacie alle iniziative finalizzate a garantire il corretto utilizzo dei medicinali prescritti e il relativo monitoraggio a favorire l aderenza dei malati alle terapie mediche c la erogazione di servizi di primo livello attraverso i quali le farmacie partecipano alla realizzazione dei programmi di educazione sanitaria e di campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale rivolti alla popolazione generale ed ai gruppi a rischio e realizzati a livello nazionale e regionale ricorrendo a modalità di informazione adeguate al tipo di struttura e ove necessario previa formazione dei farmacisti che vi operano d la erogazione di servizi di secondo livello rivolti ai singoli assistiti in coerenza con le linee guida ed i percorsi diagnostico-terapeutici previsti per le specifiche patologie su prescrizione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta anche avvalendosi di personale infermieristico prevedendo anche l inserimento delle farmacie tra i punti forniti di defibrillatori semiautomatici e l effettuazione presso le farmacie nell ambito dei servizi di secondo livello di cui alla lettera d di prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell ambito dell autocontrollo nei limiti e alle condizioni stabiliti con decreto di natura non regolamentare del ministro del lavoro della salute e delle politiche sociali d intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo stato le regioni f la effettuazione di attività attraverso le quali nelle farmacie gli assistiti possano prenotare prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate e provvedere al pagamento delle relative quote di partecipazione alla spesa a carico del cittadino nonché ritirare i referti relativi a prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale effettuate presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate il rapporto delle farmacie con il servizio sanitario nazionale per lo svolgimento dei nuovi servizi è disciplinato dalle medesime convenzioni di cui all articolo 8 comma 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n 502 e successive modificazioni conformi agli accordi collettivi nazionali stipulati a norma dell articolo 4 comma 9 della legge 30 dicembre 1991 n 412 ed ai correlati accordi di livello regionale gli accordi nazionali e gli accordi di livello regionale fissano altresì i requisiti richiesti alle farmacie per la partecipazione alle attività di cui al comma 2 con decreto 16 dicembre 2010 il ministero della salute disciplina i limiti e delle condizioni delle prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell ambito dell autocontrollo e per le indicazioni tecniche relative ai dispositivi strumentali 2

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ovvero test autodiagnostici gestibili direttamente dai pazienti in funzione di autocontrollo come a esempio test per glicemia colesterolo e trigliceridi test per misurazione in tempo reale di emoglobina emoglobina glicata creatinina transaminasi ematocrito test per la misurazione di componenti delle urine quali acido ascorbico chetoni urobilinogeno e bilirubina leucociti nitriti ph sangue proteine ed esterasi leucocitaria test ovulazione test gravidanza e test menopausa per la misura dei livelli dell ormone fsa nelle urine 2 sperimentazioni dello psicologo in farmacia le principali sperimentazioni dello psicologo in farmacia sono da attribuirsi al comune di milano nel 2009 cfr http www.comune.milano.it/portale/wps/portal/cdm?wcm_global_context wps/wcm/connect/contentlibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie/salute/salute_pcicol ogo_quartiere_seconda_fase_24farmacie sotto forma di psicologo di quartiere roma e provincia http www.psicologoinfarmacia.com/chi_siamo.html -bologna-forlì http www.ascom.bo.it/flex/cm/pages/serveblob.php/l/it/idpagina/385 http www.asf.fo.it/sezione.asp?sezioni=newsletter&idsezione=9&idtiposezione=4 appare subito evidente che la sperimentazione del protocollo di collaborazione tra farmacie e psicologo è regolato dal contesto nel quale è promossa la sperimentazione a milano è il comune a finanziare il progetto definito dello psicologo di quartiere utilizzando le farmacie come punti di riferimento territoriali a roma il servizio è gratuito come gratuita è anche la prestazione con il sostegno del sindacato delle farmacie private appartenenti a federfarma a bologna il servizio è effettuato con la collaborazione scientifica dell associazione e fromm e il sostegno economico di una associazione di categoria che rappresenta alcune farmacie territoriali ascomfarma a forlì il servizio è promosso peri il tramite della associazione e fromm con il principio della gratuità per gli operatori e per gi utenti all interno delle farmacie aderenti al sindacato delle farmacie comunali forlifarma vi sono poi altre esperienze della figura dello psicologo sul territorio anche strutturate e istituzionali come a esempio quella del punto di ascolto psicologico di parma psicologi in strada http informagiovani.parma.it/generali/psicologi-in-strada-punto-dascoltopsicologico-gratuito con il sostegno della ausl di parma senza riportare altre esperienze dello psicologo sul territorio per il tramite di un terzo soggetto che probabilmente esistono nelle circoscrizioni in strada etc o come oggi si potrebbe definire ­ all interno del nuovo welfare di comunità ­ quella dello psicologo di prossimità una considerazione salta sicuramente all occhio le esperienze riportate nascono prevalentemente da accordi con organismi privati fatta eccezione per milano spesso rappresentanti di una parte delle associazioni di riferimento dei farmacisti federfarma ascomfarma forlifarma 3

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scorrendo la legge sui nuovi servizi erogati dalle farmacie si nota un elemento legislativo di non poco conto ovvero che il rapporto tra le farmacie e la salute pubblica e il benessere è regolato innanzitutto da una convezione stabilita dall art 8 del dlgs 502/92 e rientra all interno di disposizioni legislative in materia di nuovi compiti e servizi assistenziali erogati dalla farmacie pubbliche e private nel rispetto di quanto previsto dai piani socio-sanitari regionali e previa adesione del titolare della farmacia È questo il punto il valore stabile dello psicologo in farmacia come figura di riferimento non transitoria è legato alla sua legittimazione all interno del sistema della salute e del benessere territoriale oggi si potrebbe dire all interno dei sistema dei piani per la salute e il benessere quanto più lo psicologo ricopre un ruolo attivo stabile e legittimato all interno del sistema della salute e del benessere territoriale tanto più la sua azione può diventare strategica anche in farmacia a milano difatti è l assessorato alla salute a legittimare lo psicologo sul territorio a roma bologna forlì invece sono alcune organizzazioni sindacali delle farmacie federfarma forlìfarma o datoriali ascomfarma/confcommercio le leggi di riferimento sui nuovi servizi erogati dalle farmacie non parlano espressamente di psicologi ma di operatori sanitari infermieri fisioterapisti addetti all assistenza della persona in considerazione del fatto che i nuovi servizi delle farmacie devono erogarsi nel rispetto di quanto previsto dai piani socio-sanitari regionali a ben vedere neanche i servizi di primo e secondo livello previsti dal decreto 153/09 contemplano la consulenza psicologica o la psicoterapia si parla invece di ausili per le autodiagnosi di campagne di prevenzione per il corretto uso del farmaco o di patologie croniche di rilevanza sociale per il cui intervento le farmacie devono relazionarsi con i medici di base e i pediatri di libera scelta di psicologo non se ne parla ciononostante le esperienze delle città sopra indicate esistono sono tangibili quindi corrispondono per il tramite delle singole farmacie a un bisogno sentito dalla popolazione quello dell ascolto 3 la nostra idea premessa volendo essere sinceri il bisogno di ascolto e comprensione della popolazione è legittimato e riconosciuto sono però le risorse per realizzarlo che non trovano testo di legge volendo essere sinceri la figura sanitaria dello psicologo-psicoterapeuta è vissuta ancora oggi in senso troppo specialistico e come tutte le prestazioni specialistiche con un sentimento di preoccupazione almeno fino alla risoluzione del problema difatti l idea di dover andare dallo psicologo psicoterapeuta per così dire non è accattivante inoltre la figura dello specialista è inevitabilmente associata a un problema importante altrimenti che senso avrebbe lo specialista allo stesso modo non è invitante pensare di aver bisogno di uno specialista psicologo psicoterapeuta le persone che ne hanno veramente bisogno non si soffermano a parlarne al banco della farmacia basta provare a pensare al traffico che c è in farmacia un bancone separa l avventore dal farmacista una linea di rispetto da chi lo segue nella richiesta del farmaco ma a sinistra e a destra ci sono altri avventori quale privacy si può tutelare quale attenzione può prestare il farmacista al richiedente dato il suo dovere/necessità di dispensare farmaci e poi a leggere bene i decreti quante farmacie hanno lo spazio per allestire al proprio interno un punto di ascolto psicologico assieme agli spazi dedicati ai prodotti da banco con le rispettive promoter gli apparecchi per la misurazione della pressione o per il monitoraggio della glicemia 4

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immaginare lo psicologo dentro la farmacia a fare l ascolto mentre il farmacista lavora e gli avventori arrivano a acquistare i farmaci non rende un servizio alla farmacia e neanche al cittadino e poi che relazione tra le figure professionali nella prospettiva della tutela della salute pubblica quale ricaduta sul sistema territoriale quale il valore aggiunto di questa nuova sinergia la figura dello psicologo nel sistema di tutela territoriale della salute a opera delle farmacie seppure la lettura delle norme non lascia spazio allo psicologo nei nuovi servizi erogati dalle farmacie è un fatto che tale figura è stata sperimentata da alcune farmacie lo psicologo e la psicologia fanno fatica a ritagliarsi uno spazio all interno degli interventi di prevenzione e tutela della salute previsti dai piani socio sanitari regionali a cui le norme sulle prestazioni erogabili dalla farmacie fanno riferimento la farmacia d altronde prima del suo ingresso nei piani regionali socio sanitari ha svolto una funzione esclusivamente commerciale sul territorio un dispensario di farmaci del ssn prescritti dai medici di base per le cure dei cittadini l interlocutore privilegiato del farmacista è infatti il medico per tramite del quale tradizionalmente la farmacia vende il farmaco la rappresentazione sociale che i clienti più comuni delle farmacie hanno dello psicologo pregiudica nondimeno la sua funzione all interno delle farmacie certo vi è anche una parte dei clienti che invece considera la portata dello psicologo e della psicologia­psicoterapia senza pregiudizi ma in genere no ne parla al banco dei farmaci con il farmacista di turno quell élite illuminata di clienti che non pregiudica la figura dello psicologo nella rappresentazione della malattia mentale si rivolge altrove evitando di intrattenersi con il titolare o il farmacista di turno a parlare dei propri problemi personali in tal modo la farmacia continua a fare il suo interesse originario non quello dello psicologo consigliare un comodissimo prodotto della farmacopea al posto di un professionista della salute psichica va da sé che lo psicologo/psicoterapeuta non ha lo stesso valore del medico di base per il sistema farmaceutico guardando a casa nostra o nelle immediate vicinanze scopriamo infatti che a milano il servizio dello psicologo di quartiere non è più finanziato per i tagli agli enti locali se a bologna le associazioni di categoria hanno finanziato la sperimentazione lo stesso non hanno fatto a forlì a roma le attività di consulenza sono gratuite per ambedue i soggetti psicologo e cittadino certo si potrebbe dire che un solo psicologo che riceve di tanto intanto degli invii dalle farmacie comunque riesce a portarsi dietro qualche cliente anche a costi calmierati ma con quale risultato/ricaduta psicologi per il territorio ritiene sia sbagliato creare un rapporto con le farmacie teso a promuovere il/i singolo/i psicologo/i ai clienti delle farmacie se la psicologia e lo psicologo sono legittimati a svolgere il loro ruolo attraverso le farmacie devono allo stesso tempo diventare un valore aggiunto per il territorio per il tramite delle farmacie in questa logica la collaborazione non può ridursi a un rapporto di tipo privatistico regolato dal libero mercato tra committente commissionario e cliente l art 8 della dlgs 502/92 parla di convenzione tra il sistema delle farmacie e il servizio sanitario non tra medico di base e farmacista dal punto di vista strutturale e della sua durevolezza tale accordo di convenzione è molto più solido rispetto a quello stipulato tra due soggetti privati nel regime di libero mercato i titolari di farmacia più illuminati sono però in grado di leggere in prospettiva la portata della partecipazione del sistema delle farmacie al sistema sociale e sanitario del territorio intanto perché le farmacie come soggetti che operano nel libero mercato sono costrette a differenziare i servizi poi perché la congiuntura attuale ha determinato in alcuni territori una pesante razionalizzazione della distribuzione farmaceutica 5

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penalizzando quei gruppi che operano solo nella distribuzione dei farmaci e dei prodotti galenici in altre parole anche le farmacie hanno bisogno di fare marketing e di connettersi al più ampio sistema di promozione del benessere di comunità come portatore di interesse stakeholder difatti il dlgs 153 del 2009 riferendosi ai servizi di primo livello parla di «partecipazione alla realizzazione dei programmi di educazione sanitaria e di campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale» ovvero di «iniziative finalizzate a garantire il corretto utilizzo dei medicinali favorendo l aderenza dei malati alle terapie mediche» in quest ottica il decreto non considera più la farmacia staccata dal territorio come esclusivo operatore commerciale ma la inserisce in un più ampio sistema di tutela della salute e del benessere teso a favorire il bene comune lo psicologo inteso al di fuori del suo studio professionale ­ che lo vede impegnato tradizionalemente in una consueta seduta psicoterapeutica ­ diventa una figura di sistema i modelli operativi di promozione della partecipazione di facilitazione della compliance di educazione sanitaria rientrano nel bagaglio di competenze dello psicologo così inteso lo psicologo aggiunge valore a un sistema che si sta differenziando per l accesso di un nuovo soggetto la farmacia un operatore tradizionalemente commerciale che adesso è chiamato a svolgere un ruolo di sussidiarietà nel sistema territoriale della salute e del benessere il ruolo che lo psicologo e la psicologia può giocare in questa nuova configurazione è quella di evidenziare che una funzione di tale genere rischi di cristallizzarsi nella sola vendita di ausili per l autodiagnosi o ancora nella esclusiva funzione di prenotazione on line e ritiro degli esami clinici per conto dei cup sanitari in altre parole una organizzazione del sistema che non differenzia le farmacie territoriali dal tradizionale ruolo di operatori commerciali dal 2009 a oggi è cambiata la definizione di intervento socio sanitario si parla più correttamente di piani sociali per la salute e il benessere in emilia romagna poi l organizzazione di tale sistema è territoriale e vede implicati comuni e distretti sanitari di fatti i piani prevedono politiche di tipo sociale socio sanitario e sanitario per aree di intervento minori famiglie anziani fragilità adulte disabilità etc comuni e distretto il territorio sono impegnati a dare risposte differenziate sulla base dei bisogni dei cittadini con una complicazione in più l entità dei servizi alla persona erogati fino a oggi non è più sostenibile il bisogno non risponde punto a un servizio erogabile e spesso deve essere surrogato attraverso un processo pertanto come è avvenuto con l introduzione di farmaci generici l unico surrogato possibile di un servizio che tende ad esaurirsi diventa il processo di orientamento verso la soddisfazione stessa del bisogno certo non si intende la stessa cosa ma si vuole solamente dire che lo psicologo come professionista in farmacia deve giocare un ruolo più sistemico capace di interconnettere le farmacie con il territorio individuando la giusta risposta ai bisogni delle persone che spesso non corrisponde all idea che le persone hanno di soddisfazione del loro bisogno lo psicologo capace di orientare facilitare promuovere sostenere a esempio le famiglie con un carico eccessivo di cronicità capace di intervenire nella promozione di corretti stili di vita è il valore aggiunto sul quale le farmacie possono investire anziché confliggere come se si trattasse di un nuovo competitor del sistema della salute e del benessere lo psicologo diventa così una risorsa umana delle farmacie introdotte per legge nel sistema socio sanitario territoriale seppure il decreto non parli espressamente di psicologi indica al suo interno l erogazione di servizi di primo livello che rientrano nelle competenze dello psicologo che opera sui processi piuttosto che sul erogazione di prodotti 6

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i destinatari dei servizi socio sanitari per la salute e il benessere sono gli stessi clienti delle farmacie che cercano oggi nella persona del farmacista per il tramite delle sue medicine qualcosa che il farmacista non è preparato a corrispondere una funzione di sostegno orientamento supporto che vada al di là della preparazione farmacologica e che inoltre il farmacista non può corrispondere sul proprio luogo di lavoro per non appesantire i tempi di attesa degli altri clienti diviene necessario quindi formulare un progetto comune tra psicologo e farmacista che li faccia incontrare a metà strada nel rispetto delle esigenze di ciascun sistema di appartenenza lo psicologo non può surrogare il medico di base e il farmacista non può essere un consulente di problemi psico-sociali in conclusione i due interlocutori possono dialogare all interno di un sistema più ampio quello delle politiche territoriali per la salute e il benessere della persona e della comunità con un progetto condiviso e non con un ulteriore servizio dedicato al cliente come a esempio la fitoterapia o la fisioterapia da aggiungere ai servizi già erogati dalle farmacie che vada incontro ai bisogni dei clienti delle farmacie che sono anche i cittadini verso cui i piani socio sanitari regionali sono rivolti e degli altri soggetti che operano all interno della salute pubblica medici di base referenti degli enti locali assistenti sociali operatori sanitari organizzazioni del terzo settore sistema educativo formativo etc le competenze di base che lo psicologo deve possedere in questo contesto per essere un reale valore aggiunto per le farmacie e il sistema di riferimento sono a esempio date dalla conoscenza dei/delle · lep livelli essenziali delle prestazioni lea liveas · principi di riabilitazione sociale e socio educativa · modelli di organizzazione ed articolazione dei servizi socio-sanitari locali · teorie e modelli di intervento per l autonomia e l empowerment · profili di comunità piani sociali e aree di intervento socio sanitarie · capitale sociale e terzo settore · tecniche di sostegno individualizzato e di gruppo diversamente il professionista della psicologia cadrà nel tranello del libero mercato a cui le esperienze fino a oggi realizzate dello psicologo in farmacia salvo rare eccezioni tendono nella prospettiva commerciale di differenziare prodotti e servizi offerti dalla associazioni di categoria per migliorare il loro posizionamento sul mercato rispetto ai competitor per tali ragioni è auspicabile che un progetto sulla funzione delle psicologo in farmacia sia condiviso dalle istituzioni delle rispettive professioni ordini professionali degli psicologi e dei farmacisti quali garanti delle linee di indirizzo che i decreti evidenziano convenzionando le farmacie e permettendo loro di erogare prodotti e servizi all interno dei piani regionali per la salute e il benessere per psicologi per il territorio antonio ozzimo mariana marquez 7

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