2000 Via Francigena da Altopascio a Roma

 

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le motivazioni iniziali non erano chiare dentro di me ma piano piano leggendo diversi libri e riflettendo sul loro contenuto ho elaborato che non era una partecipazione atletico sportiva ma soprattutto di provare che la spiritualità della strada che tanto mi ha dato in passato poteva aiutarmi ancora oggi a rafforzare quella poca fede che mi ritrovavo l altro motivo era di vedere se nelle difficoltà e nella convivenza di tutti giorni con altri fratelli sarei riuscito ad essere aperto al dialogo al confronto al mettersi a disposizione la condivisione di giovanna gianluca gli amici mia nipote cristina a cui va un ringraziamento particolare per il suo bel biglietto e il contributo a capire il significato del pellegrinaggio hanno fatto sì che il sogno si avverasse grazie anche a mia cognata sandra per avermi regalato il libruccino senza il quale questo diario che segue non ci sarebbe stato.

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24 aprile 2000 arrivati ad altopascio entriamo nella chiesa di s.jacopo e dopo aver letto una bellissima preghiera che la sandra aveva preparato per noi ci incamminiamo in questa avventura il tempo non promette niente di buono e ci mette subito a dura prova noi e i nostri equipaggiamenti piove a dirotto e ci inzuppiamo come pulcini in particolare io che nonostante il materiale tecnico ho l acqua tecnica da tutte le parti compreso gli scarponi a galleno dopo aver percorso un bel tratto di vecchia strada francigena sempre e rigorosamente sotto l acqua nel rientrare nella statale un anziana signora ci chiama benvenuti vi posso offrire qualcosa un caffè non possiamo che accettare piove ancora molto ma la gioia di questo piccolo grande gesto della signora maria ci fa entrare subito nel clima giusto prima di ponte a cappiano troviamo per la strada due ragazze di colore a battere non posso fare a meno di avere un pensiero a tutti quelli che si danno da fare per dare ospitalità a chi vuole smettere e uscire da questa situazione che gente brava c è nel mondo l impressione è di essere calati nelle situazioni che i pellegrini di tanti anni fa trovavano lungo il loro cammino fatica fisica accoglienza tentazioni ci mancano solo i briganti alle 17 siamo già a s miniato alto nelle nostre accoglienti camerine che riempiamo subito con uno spagliolio di vestiario messo ad asciugare sono le 19 penso che andremo a cenare e dopo ci aspetta un meritato riposo.

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25 aprile 2000 ci alziamo alle ore 7 il primo pensiero va agli scarponi bagnati che grazie a una lampada da tavolo messa in bagno e

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accesa tutta la notte con sotto gli scarponi spero siano asciutti e cosi è dopo una frugale colazione si parte ma purtroppo dalla porta sbagliata e cosi facciamo qualche chilometro in più ,ma come ci a detto un signore in ape a cui abbiamo chiesto informazioni tanto avvoiattri e piace caminare siamo immersi in una campagna bellissima il tempo ci ha voluto bene e piano piano ma non troppo siamo arrivati a gambassi anzi prima a pieve a chianni dove senza volere troviamo ad accoglierci il parroco che poi ci ospiterà per la notte la pieve è aperta e con grande disponibilità il parroco ci spiega la storia e l architettura della chiesa una volta sistemati ceniamo e ricontrolliamo il percorso di domani ci accorgiamo che è più breve del previsto così si pensa a un percorso in più decidiamo di andare a vedere san vivaldo non lontano da gambassi.

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26 aprile 2000 come avevamo deciso ieri sera pimpanti dei pochi chilometri che dobbiamo fare andiamo verso s vivaldo ma con grande sorpresa i primi cartelli indicatori ci smentiscono subito il chilometraggio che avevamo pensato arrivati in crinale lo spettacolo si fa grande con la vista delle alpi apuane l abetone e via via tutto l arco appenninico a un nuovo cartello indicatore dei km ci accorgiamo che si farebbe troppi chilometri e anche senza zaino la cosa si fa seria e visto una bella cisterna romana che era proprio lì per noi torniamo a gambassi dove presi gli zaini iniziamo la nostra tappa l itinerario si presenta subito adventure guadiamo 3/4 volte il fiume non senza difficoltà poi come se non bastasse si entra in un pantano pazzesco il mio scarpone che è alto assaggia le sabbie mobili fino all orlo della caviglia,il divertimento è assicurato e come quattro ragazzini divertiti usciamo da questa situazione su un crinale che ci mozza il fiato da quanto è bello e unico in toscana si vede anche certaldo alto da una angolatura che non avevo mai visto alla chiesa di cellole facciamo sosta con refrigerio per i nostri piedi e relativo allontanamento delle persone vicino a noi la sosta si fa ricca di una bella riflessione completamente spontanea su come viviamo la fede ognuno di noi nel mondo frenetico che ci circonda riprendiamo il cammino e arrivati a san gimignano andiamo a sistemarci nelle nuove e belle camerine che le suore di clausura hanno appena rinnovato come foresteria visitiamo le cose più importanti della città e ci infiliamo in una pizzeria come al solito per mangiare domani ci aspetta la tappa più lunga del nostro percorso.

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27 aprile 2000 svegliati come al solito da massimo con grande felicità ritrovo la cartina topografica che ieri sera avevo perso indovinate dov era sotto la camicia di francesco che nel cercarla aveva giurato di non averla spergiuro il panorama è incantevole che bella regione è la nostra toscana dopo una moltitudine di sali -scendi che iniziano senza accorgersene a stancarci ,arriviamo a badia isola dove dopo una breve sosta riprendiamo il cammino questa volta affaticati sbagliamo un sentiero e entriamo in una forra pazzesca e in salita io comincio ad accusare la stanchezza questa mi fa crollare del tutto quando dopo un controllo sulle carte vediamo che i km non sono quelli già lunghi ma previsti di 38/40 ma di 49/50 solo la forza di volontà insieme a l aiuto morale dei mie compagni mi fa arrivare a siena una capo del gruppo scout che ci ospita nella propria sede ci aspetta in piazza del campo che di notte assume una particolare fisionomia e bellezza ci accompagna e ci saluta con un bel bacio fraterno e un buona strada dopo una doccia non voluta pensavo fosse la leva dell acqua del water si va tutti a letto e grazie ai materassini gonfiabili che c era in sede riusciamo dopo un buonanotte appena sussurrato dal poco fiato che avevo a prendere sonno.

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28 aprile 2000 svegliandomi mi accorgo che i dolori della sera precedente sono quasi scomparsi e questa sensazione mi tira su di morale usciamo da siena questa volta dalla porta giusta ovviamente porta romana e per la prima volta assaggiamo l asfalto e il traffico veicolare della cassia alla grancia di cuna fattoria fortificata dello spedale della scala di siena ci fermiamo a mangiare cipolle e tonno una bellissima insalata proseguiamo dopo una ennesima cura dei nostri piedini creme protettive a base di vitamine in direzione di buonconvento dove chiara e giovanni nipoti di adriano ci ospitano nella loro bella casa qui sono arrivati i primi cambi di biancheria portati da firenze nelle borse già predisposte da andrea e giulia volpi accompagnati dalla infaticabile si fa per dire sandra.

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la sorpresa più grossa è l arrivo non aspettato delle mogli di francesco e di massimo loredana e barbara tutto ciò mi ha fatto pensare alla visita dei genitori ai campi scout e tutto questo è cosa buona ricca cena offerta da chiara e giovanni con vini veramente buoni lo dice uno che se ne intende e poi tutti a letto prima di addormentarmi penso a giovanna che a casa segue passo passo il nostro cammino 29 aprile 2000 si riparte e giovanni marito della chiara ci accompagna a piedi per 3/4 km poi salutato continuiamo il nostro cammino sulla cassia arriviamo a san quirico d orcia e la bellezza di questa cittadina mi sorprende perchè non sapevo della sua bella pieve con un bel portale romano e della chiesetta fuori mura di santa maria con un portale che si rifà all architettura di quello di san antimo poco lontano da li proseguendo per una strada non asfaltata delizia per i nostri piedi arriviamo a vignoni alta borgo fortificato con annessa chiesetta molto bello in attesa della persona che deve aprirci il locale parrocchiale dove dormiremo approfittiamo della chiesa aperta per poter fare le nostre cose chi medita ,chi legge chi scrive fuori sta piovendo e la cagnetta che ci ha seguiti da san quirico d orcia a qui da noi chiamata romea e fuori che si diverte come una matta con un altro canino del luogo finalmente possiamo entrare nei locali e una volta sistemati scendiamo a cena a bagno vignoni gran bello spettacolo sia a scendere che risalire per un ambiente davvero suggestivo dimenticavo di dire che oggi abbiamo toccato un altro tema di riflessione servizio verso gli altri mentalità e cultura per poter dare il nostro meglio visto che ci avviciniamo alla pensione oibò io ci sono già !

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30 aprile 2000 visto che a vignoni alta la messa viene celebrata alle ore 9,decidiamo di partecipare anche noi salutato le poche persone delle due case del borgo ci incamminiamo verso bagni vignoni ,ricca colazione e poi via di corsa come lepri tartarugate ma di corsa chi arriva romea la cagnetta che ci aveva seguito siamo preoccupati perche se viene con noi sulla cassia avremo dei grossi problemi ma la provvidenza ci viene in aiuto nella fattispecie un canino maschio che romea circuisce lasciandoci finalmente liberi e poi dicono che siamo noi uomini a comandare ma il panorama è da mozzafiato il sole che splende con tutta la sua potenza in cielo ,fa il resto e il primo giorno che mi metto i pantaloni corti e i miei fratelli di cammino fanno apprezzamenti sulle mie gambe scoperte sono un po preoccupato non avrò mica sbagliato gruppo passiamo in mezzo al verde dei campi e dopo aver passato le località di gallina e le briccole con la sua chiesetta di san pellegrino ci fermiamo a mangiare vicino a un cascinale abbandonato in alto da dove dominiamo un bel panorama il pezzo di strada che stiamo facendo è quello della vecchia francigena e seguendo rigorosamente il tracciato ci troviamo ad affrontare la salita per radicofani già base delle uscite banditesche del famigerato ghino di tacco la salita si presenta subito lunga e dura ma pianino pianino si arriva alla meta,grazie anche a un massaggio che massimo fa sulla mia coscia destra dolorante avevo detto che ho sbagliato gruppo arriviamo al nostro albergo e dopo una bella doccia ritorniamo a mangiare presupposto necessario per una buona dormita.

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1 maggio 2000 lo e francesco siamo svegliati di soprassalto da massimo,si dormiva alla grande e poi dice francesco che non dorme mai prima di partire andiamo alla rocca da dove si domina tutta la valle del paglia scendendo prendiamo una carrareccia la vecchia cassia che si snoda in sali scendi sui crinali di colline per poi arrivare nuovamente sulla ss.2 cassia fino a ponte sul rigo e verso l ora di pranzo a centeno due case dico due e un ristorante e poi non si crede più nella provvidenza dopo la strippata accompagnata da buon vino ripartiamo un po appesantiti ma sobri e passo dopo passo arriviamo al ponte gregoriano e infine a acquapendente dove veniamo ospitati nella foresteria delle suore clarisse grazie all interessamento del parroco del luogo.

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2 maggio 2000 ci alziamo presto e di buona lena visitiamo la basilica del santo sepolcro dove i caratteri romanici dell edificio sono evidenziati dalla sua forma a croce ma si sono conservati

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meglio nella cripta una fra le più antiche del lazio sec.x -xii divisa in nove navatelle da colonne con capitelli scolpiti a forte rilievo con figure animali e motivi vegetali nella cripta si conserva un sacello con reliquie del pretorio di gerusalemme il lapidarium che svolgeva una funzione di memoria della città santa ed era oggetto di grande devozione da parte dei pellegrini che ritenevano anche per questo motivo obbligatoria una sosta di meditazione ad acquapendente prima di proseguire il viaggio verso roma proseguendo ci appare all improvviso il lago di bolsena e poi bolsena citta,dove visitiamo la basilica di santa cristina dove viene custodito la pietra con l impronte dei piedi della santa,e l altare del miracolo eucaristico la sensazione che in quei luoghi siano passati nel tempo tanti pellegrini mi fa sentire partecipe con loro e tutto questo è bello passo dopo passo arriviamo alla meta montefiascone dove veniamo ospitati dalle suore pie filippini che nell insieme ci hanno fatto una bella impressione domani vedrò giovanna e questo mi mette di buonumore più del solito.

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