La Busacca 2012

 

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Teatro La Busacca 2012

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la busacca teatro stabile del salento diretto da francesco piccolo

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le voci di dentro di eduardo de filippo con francesco piccolo walter prete mary negro gustavo d aversa claudia mancino stefania bocco rossella caggia rosario piccolo maila volpicella antonio pedio paride napolitano salvatore negro dora paulì gabriele polimeno regia francesco piccolo la commedia in tre atti di e de filippo scritta nel 1948 conserva ancora e forse di più temi e umori di stringente attualità l ordito della scrittura che non si ritrae dall intingersi dell inchiostro del grottesco è vivace e nel contempo profondo lo scorrere della vicenda è incalzante e sempre animato da un mistero che non si svela alberto saporito sospetta i cimmaruta per la scomparsa di aniello amitrano ma la polizia non trova traccia del presunto omicidio e alberto comprende di averlo solo sognato intanto ciascun membro della famiglia cimmaruta si reca a turno da alberto che vive con il fratello carlo e lo zio nicola un singolare personaggio che si esprime attraverso fuochi d artificio e gli denuncia le malefatte dei propri parenti giustificando i suoi sospetti poi tutti insieme progettano di eliminare alberto temendo che sia in possesso di documenti compromettenti per loro ma a questo punto

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pensaci giacomino di luigi pirandello con francesco piccolo stefania bocco mary negro gustavo d aversa walter prete claudia mancino salvatore negro rossella caggia gabriele polimeno dora paulì rosario piccolo regia francesco piccolo pensaci giacomino tratto da una novella pubblicata nel 1910 è una commedia scritta nei primi mesi del 1917 da luigi pirandello riemergono con grande efficacia nell opera i topoi dell opera pirandelliana l incapacità dello stato i paradossi esistenziali dell individuo doppi ruoli crisi di identità e i dilemmi che scaturiscono dalle sanzioni decise da parte della società tra i più celebri interpreti della commedia vi furono angelo musco e salvo randone il prof agostino toti settantenne sposa per beneficarla la giovane figlia del bidello della scuola dove insegna la bella lillina infatti è stata scacciata dai genitori perché incinta e impossibilitata a sposare giacomino un fidanzato che non può mantenerla il professore pur essendo legalmente il marito di lillina la considera una figlia accetta in casa le visite di giacomino e si è affezionato al loro figlioletto nini come un nonno allorche inaspettatamente riceve una cospicua eredità fa assumere dalla banca che custodisce il suo denaro lo stesso giacomino come impiegato ciò è ovviamente causa di scandalo invidia e malignità nella cittadina di provincia in cui vivono i protagonisti della storia i genitori di lillina per salvare la faccia rifiutano di frequentare la casa della figlia il direttore della scuola dove insegna il professore sollecitato dai genitori degli studenti gli vorrebbe far dare le dimissioni rosaria la sorella maggiore di giacomino pur di allontanarlo dalla scabrosa relazione lo fa fidanzare con una sua amica e manda il suo confessore padre landolina un prete falso e ipocrita dal professore per farsi rilasciare un attestato di innocenza del fratello per quanto concerne le dicerie su di lui e sulla giovane lillina

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le ultime lune di furio bordon con francesco piccolo mary negro gustavo d aversa regia francesco piccolo per metà monologo e per metà misto di persone e fantasmi la pièce scritta dallo scrittore triestino è una riflessione sui drammi e le dolcezze della vecchiaia in una fase della vita tra le più delicate quando all uomo viene a mancare il bene più prezioso il futuro un percorso coinvolgente fatto di fantasie sogni suggestioni fatto di un dolce dialogare con la donna che lo ha reso felice e che ritrova nel passato eppure viva e consolatrice mentre guarda in faccia la vecchiaia per sua natura solitaria indigente e maligna furio bordon è nato e vive a trieste scrive romanzi testi teatrali e per il cinema le ultime lune marsilio editore è stato rappresentato e tradotto in 12 paesi ed è stato interpretato in italia da marcello mastroianni e da gianrico tedeschi il sottotitolo è quando la felicità è nel passato

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arlecchino servitore di due padroni di carlo goldoni con stefania bocco francesco piccolo rossella caggia mary negro gustavo d aversa walter prete claudia mancino dora paulì gabriele polimeno salvatore negro maila volpicella paride napolitano antonio pedio regia francesco piccolo spinti ognuno da un proprio progetto e dal proprio amore personaggi improbabili e singolarissimi si affollano sullo sfondo di una venezia settecentesca di cui si può quasi respirare l aria sottile e ilare a destreggiarsi in un dedalo di equivoci e di inganni è arlecchino messosi a servizio di due sconosciuti forestieri gli eventi si avvicendano precipitosi e irresistibili verso un finale in cui l amore e l allegria sciolgono ogni piano ed equivoco vero banco di prova per ogni attore arlecchino servitore di due padroni è un classico venerato della commedia dell arte italiana la tradizione attraversa i secoli e ci restituisce intatto il gusto di un maestro come carlo goldoni.

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il giardino ciliegi di anton cechov dei con mary negro francesco piccolo antonio pedio rossella caggia claudia mancino walter prete salvatore negro gustavo d aversa stefania bocco gabriele polimeno maila volpicella dora paulì paride napolitano regia francesco piccolo sospeso come la memoria il giardino dei ciliegi di ljuba e gaev è il luogo dell infanzia e dei giorni sereni del dolore dimenticato dove ogni cosa lotta silenziosamente contro il tempo e la storia un ritorno costa dolore e tenerezza il giardino dei ciliegi racconta l impossibile immobilità nel tempo del cambiamento fa brillare per l ultima volta ciò che il tempo cancellerà parlando per voce di chi non sarà ascoltato dalla storia di fronte all inesorabilità del cambiamento cechov guarda con tenerezza a ciò che sta per sparire e dimenticarsi una delle più belle pagine di teatro del novecento attraversa riedizioni e traduzioni per arrivare viva forse più che mai a noi oggi.

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il malinteso di albert camus con mary negro rossella caggia walter prete stefania bocco gustavo d aversa regia francesco piccolo un albergo anonimo in un angolo imprecisato e tetro dell europa centrale le proprietarie la madre e sua figlia marta sopravvivono uccidendo di tanto in tanto qualche raro cliente ricco per depredarlo l ultimo predestinato è jan il figlio e fratello dimenticato tornato ricco dopo vent anni per renderle felici la sua ricchezza fantastica marta le renderà finalmente libere libere dall albergo-carcere libere da una terra gelida e invernale con jan c è la moglie maria che è amore è vita è felicità egli infervorato nella sua missione familiare si presenta da solo tace per nascondere la verità è questo il malinteso che condanna tutti il simbolismo del malinteso è evidente l uomo solo sulla terra cerca disperatamente di appagare il suo desiderio di felicità marta desidera raggiungere terre lontane più felici jan nonostante la fortuna già ottenuta sente che «non si può essere felici nell esilio e nell oblio» una ricerca che sfocia nella tragedia in questa oscura scena rivive il mito greco della fatalità l uomo si appella alla divinità in cerca di aiuto ma non ottiene nessuna risposta e a questo tema si lega un ultimo personaggio il vecchio domestico onnipresente durante tutto il dramma indifferente alla solitudine umana degli altri personaggi un dio silenzioso il malinteso tuttavia mostra una possibile via d uscita la sincerità e la trasparenza completa delle parole che è accordo tra gli uomini se l uomo vuole essere riconosciuto deve dire semplicemente chi è questa soluzione non promette certo la felicità ma una sorte meno dura per se stessa e per gli altri le malentendu il malinteso è la seconda opera teatrale di albert camus andata in scena per la prima volta a parigi nel 1944 ingiustamente trascurato nel repertorio novecentesco è un testo dalla bellezza prepotente.

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medea di euripide con claudia mancino dora paulì mary negro rossella caggia stefania bocco walter prete gustavo d aversa gabriele polimeno regia francesco piccolo specchio antico di un sentire senza tempo la voce di medea fende i secoli e giunge viva ancora nei suoi tormenti ad assumere significati nuovi sotto gli occhi della nostra modernità immortale perché indissolubilmente legata ai moti più profondi dell animo umano medea conserva intatti fascino e significati euripide s inoltra nel percorso tortuoso e splendido di un tormento tutto femminile in cui appaiono umane colpe timori le più dolorose risoluzioni una lezione dagli antichi che ci chiamano a misurarci con la complessità con la comprensione profonda dell altro col sentimento e la ragione e con tutto quanto sia inesorabilmente connesso all uomo nonostante i secoli.

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sarto per signora di georges feydeau con francesco piccolo gustavo d aversa mary negro walter prete gabriele polimeno stefania bocco rossella caggia claudia mancino regia francesco piccolo qualunque mettili in una situazione drammatica e procura di osservarli da un angolazione comica spesso non sono infatti i suoi personaggi ad essere considerato dopo moliére uno dei più grandi autori del teatro comico francese feydeau scriveva se vuoi far ridere prendi dei personaggi strani ma le situazioni nelle quali si ritrovano e i meccanismi con i quali le costruisce sono impeccabili ingegnosi perfetti i dialoghi sono serrati e privi di sbavature nulla è superfluo ed il flusso di parole suggerisce quel ritmo stretto di recitazione che contribuisce a far nascere il riso sarto per signora datato 1886 è la sua prima commedia ed ha in nucetutti i tratti distintivi della successiva produzione e un testo costruito su clamorosi equivoci vertiginosi colpi di scena e deliziose situazioni comiche una coppia di giovani sposi una suocera ingombrante una schiera di amanti ed aspiranti tali e naturalmente un maggiordomo i personaggi sono quelli della tipica commedia degli equivoci e in effetti in sarto per signora le incomprensioni casuali e volute non mancano di certo lo schema iniziale è quello classico dunque ma lo sviluppo esponenziale di giochi di parole ambiguità ed esilaranti malintesi ­ che in feydeau raggiunge un intensità incredibile ­ non lascia fiato il risultato è una pochade a ritmo frenetico con congegno verbale perfetto in cui l incastro di dialoghi giochi di parole entrate ed uscite di scena ha una precisione matematica.

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hospitality suite di roger rueff con francesco piccolo gustavo d aversa walter prete regia francesco piccolo phil prima mi hai chiesto del carattere parlavamo di facce ma è una questione molto più profonda tu hai carattere secondo me no per il semplice motivo che ancora non hai rimpianti bob non ho rimpianti phil si hai una vita anonima bob-mi stai dicendo che non avrò carattere finché non avrò qualcosa da rimpiangere phil-no bob tu sei pieno di cose da rimpiangere solo che non lo sai e quando lo scopri quando ti accorgi della follia di qualcosa che hai fatto allora vorresti solo tornare indietro e avere la possibilità di fare diversamente ma è troppo tardi e lo sai e allora ti chini raccogli quella cosa e te la porti appresso per ricordarti che la vita continua il mondo gira lo stesso anche senza di te non sei così importante dopo tutto e così bob che si costruisce il carattere quando l onestà esce da dentro e segna i tuoi lineamenti fino a quel giorno non puoi sperare di andare oltre un apologo crudo e disperato sul cinismo delle nostre società sulla schiavitù del mercato imposto dal modello occidentale hospitality suite è il bisogno di trascendenza che sopravvive malcelato in un mondo dominato dall economia tre uomini phil larry e bob tre venditori a caccia di un grande affare allestiscono una convention in una suite d albergo della provincia americana con l obiettivo di catturare il grande capo il compratore il grande capo allora è un dio assente o meglio non riconosciuto.

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produzioni 2011 ­ 2012 taviano le italy

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