Horror drEaMagazine n.4 - Gennaio/Febbraio 2012

 

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la rivista horror di sognihorror.com - horror dreamagazine

Popular Pages


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sognihorror.com edizioni il foglio presentano numero quattro gennaio 2012 2012 horror dreamagazine ela rivista online e-magazine di sognihorror.com e le edizioni il foglio 1

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horror dreamagazine direttore responsabile fabio zanello e.i.f direttore editoriale gordiano lupi e.i.f direttore redazionale ­ emanuele mattana s.h coordinatore redazionale ­ luciano luccarelli s.h copertina ­ emanuele mattana progetto grafico e impaginazione ­ emanuele mattana luciano luccarelli s.h hanno collaborato ­ fabio zanello ferruccio gemmellaro marco mingozzi seltsam francesco scardone roberto giacomelli carlo griseri gordiano lupi andrea ascari aurora auteri krzysztof t.dabrowski tohorror fil m festival il foglio letterario registrato al numero 666 al tribunale di livorno il 1° febbraio 2000 editore associazione culturale il foglio via boccioni 28 57025 piombino li mail ilfoglio@infol.it contatti sito web redazione facebook www.sognihorror.com editorsognihorror@gmail.com lukas dreamagazine 2

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indice pag 4 ivan zuccon con relativa intervista di fabio zanello tohorror film festival 2011 dell ufficio stampa tohorror film festival italico horror ­ morti che riatterrano di ferruccio gemmellaro lasciami entrare in america di marco mingozzi i confini della disperazione di seltsam lars von trier di francesco scardone marilyn burns con relativa intervista di roberto giacomelli non e morto cio che puo attendere di andrea ascari per conoscere dario argento 3° puntata di gordiano lupi solid state di fabio zanello 29° edizione torino film festival 2011 pag 8 pag 12 pag 16 pag 18 pag 23 pag 28 pag 33 pag 38 pag 42 pag 45 pag 52 twixt di carlo griseri la cosa di aurora auteri racconto fratellino di krzysztof t.dabrowski pag 55 pag 58 3

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ivan zuccon anteprima del film the wrath of crows foto ivan zuccon ivan zuccon comincia a imbracciare la cinecamera nel 1993 utilizzando in principio il super 8.in pochi anni questo regista poi passato al video e fieramente indipendente ha contestualizzato una tradizione letteraria che mancava da troppo tempo in un cinema horror italiano anestetizzato dal citazionismo cinefilo così maelstrom-il figlio dell altrove 2001 e the shunned house 2003 rappresentano per il regista i primi excursus filmici nella produzione di h.p lovecraft autore come è noto amato da titani quali john carpenter e stuart gordon nympha 2007 è invece la storia di una donna vittimizzata dal fanatismo religioso con la reginetta del b-movie tiffany j.shepis ed è stato particolarmente apprezzato nei festival americani del settore come il chicago horror festival ma il lungometraggio con cui ivan zuccon si segnala davvero all attenzione degli horrorofili è il riuscito colour from the dark 2008 tratto dal prediletto lovecraft e interpretato da una magnifica debbie rochon che deve fronteggiare inquietanti presenze nella sua casa visti i frutti prodotti da colour from the dark l attrice americana e il regista si ritrovano sul set del nuovo the wrath of crows 2011 attualmente in post-produzione che include nel cast anche tiffany j.shepis e suzi lorraine la seguente intervista vi fornirà maggiori dettagli sul nuovo incubo cinematografico del cineasta 4

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intervista a ivan zuccon quale è la storia del film e perchè questo titolo in una sudicia e angusta prigione un manipolo di detenuti devono sottostare alle ingiustizie perpetrate dal capo delle guardie e dai suoi aguzzini al di sopra di tutti e tutto però c è il giudice che nessuno ha mai visto ma che impone le leggi da rispettare e che è temuto sia dai detenuti che dalle guardie come apparsa dal nulla un nuovo prigioniero si aggiunge alla compagnia principessa È una bellissima donna vestita soltanto con una pelliccia di piume di corvo luccicante profumata calda il nuovo arrivo suscita la curiosità degli altri prigionieri ma anche invidia sospetti e profondi turbamenti sessuali principessa impiega poco a rivelare la propria natura oscura e soprannaturale muove gli oggetti col pensiero ed è dotata di una forza sovraumana la fuga è un sogno per i prigionieri che non sanno cosa ci sia al di là delle mura e nemmeno gli interessa l importante è fuggire da quel luogo maledetto foto locandina del film the wrath of crows due prigioniere riescono a fuggire e a trovare una via d uscita ma la fuga è tutt altro che semplice ben presto scoprono che l intera prigione all interno così come al suo esterno non è altro che un allucinante gioco di specchi dove la realtà si confonde con l illusione e dove gli incubi si tramutano in realtà precipitando i nostri fuggitivi in un vortice di terrore e follia senza fine sulla scelta del titolo e sul suo senso io e lo sceneggiatore gerardo di filippo abbiamo discusso molto i corvi sono rappresentati dai prigionieri le nere piume sono appunto le anime oscure dei condannati anime piene di odio rabbia e rancore parlaci dei personaggi interpretati da debbie rochon e suzi lorraine debbie rochon interpreta una donna molto dura e dal passato torbido in lei c è molto odio e disprezzo per tutti gli altri detenuti era una circense una lanciatrice di coltelli che scoprendo un terribile segreto si è fatta giustizia da sola macchiandosi di un terribile delitto questa è la ragione per cui si trova nel braccio della morte foto debbie rochon suzi lorraine interpreta più di un ruolo nel film quello principale è la moglie di skinny lei appare in un flash back all inizio del film in una scena molto efficace e dall alto contenuto drammatico 5

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che differenza c è fra il dirigere attrici americane come debbie e suzi e quelle nostrane sinceramente nessuna se un attore professionista prende seriamente il suo lavoro si fa trovare sul set sempre molto preparato il talento non ha nazionalità o ce l hai o non ce l hai non importa se sei americano o italiano detto ciò devo ammettere che trovo molto stimolante lavorare con attori internazionali come appunto debbie rochon tiffany shepis suzi lorraine anche perchè sono delle attrici straordinarie sarà molto splatter e in caso di risposta affermativa illustra i motivi di questa cifra stilistica la mia cifra stilistica non ha molto a che fare con la quantità di splatter presente nei miei films solitamente non amo molto gli effetti speciali e se li utilizzo cerco sempre di metterli al servizio della storia devo dire che questo wrath of the crows è un film piuttosto duro e con la presenza di parecchi effetti di make-up e scene gore non per questo è un film splatter non c è nel film l intenzione di mostrare la violenza fine a se stessa il film però narra le vicende di un gruppo di violenti criminali e ne consegue che mostrando le loro scorribande il film mostra appunto un alto tasso di violenza e scene sanguinolente non solo nel braccio della morte poi sono i prigionieri stessi ad essere vittime delle angherie e delle torture dei loro carcerieri per volontà del giudice e di conseguenza la violenza viene in qualche modo ulteriormente amplificata in effetti il torture porn dopo i successi di hostel e saw sta facendo tendenza perchè secondo te lo spettatore è così affascinato da situazioni con vittime oggetto di sevizie disumane beh qui ci vorrebbero studiosi di sociologia e antropologia per risponderti in ogni caso la nostra società sta raggiungendo un tale livello di assuefazione alla violenza che ormai i film per poter lasciare il segno puntano sempre più sulla violenza esplicita facendo così purtroppo non si fa altro che acuire il problema e onestamente non oso pensare a dove si arriverà spero in una battuta d arresto in un ritorno al cinema horror fatto di atmosfere angosciose e non di violenza fine a se stessa fra questo film e il precedente colour from the dark ci sono dei punti di contatto sul piano tematico oppure no no per niente e più legato ai miei film precedenti come nympha e bad brains almeno dal punto di vista squisitamente concettuale dal punto di vista estetico è invece una cosa nuova almeno per me ho preferito ad una regia classica una più selvaggia nervosa e a tratti schizofrenica 6

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quale è stata la sequenza più difficile da filmare e perché wrath of the crows inizia con una lunga sequenza di 11 minuti composta da varie scene e il classico incipit che precede la main title e che introduce personaggi e situazioni con un crescendo emotivo fatto di orrore e scene che lasciano il segno si usa spesso nel cinema horror fare questo tipo di incipit per dire allo spettatore hey guarda qui che roba promette bene questo film vero resta con noi fino alla fine questa volta ho voluto superare me stesso ed ho confezionato questa sequenza inserendo molte vicende intrecciate in un montaggio parallelo graffiante con numerose scene d azione tra esecuzioni capitali inseguimenti nei boschi i primi flash che introducono il famigerato braccio della morte e attacchi di scena verso un passato ancora più tremendo questo atto primo del film è stato assai complesso da girare ed è stato oltretutto fisicamente estenuante per gli attori ed anche per la crew un ultima domanda quali sono i principali difetti degli horror italiani degli ultimi anni non mi preoccupano i difetti anche perchè trattandosi quasi tutti di film indie e quindi realizzati con bassi budget è lecito aspettarsi delle imperfezioni vedo in questo cinema molte idee molta passione molta voglia di raccontare di osare mi piace tutto questo mi viene da ridere quando sento dire che ancora aspettiamo la rinascita del cinema horror italiano siamo seri a parte rare eccezioni il nostro cinema horror è sempre stato un cinema di nicchia e credo che sempre lo sarà siamo troppo lontani dalle logiche mainstream degli americani siamo troppo personali e difficilmente omologabili e questo è un grande pregio a cura di fabio zanello 7

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l xi edizione del tohorror film festival torino 8 12 novembre 2011 ha avuto un ottima risposta da parte del pubblico a partire dal sold out dell inaugurazione con l anteprima regionale di the gerber syndrome del regista torinese maxì dejoie tutti gli appuntamenti dedicati al cinema hanno attirato l attenzione dei numerosi appassionati in particolare morituris di raffaele picchio sennentuntschi di michael steiner e the orphan killer di matt farnsworth hanno registrato il tutto esaurito anche gli eventi collaterali gli incontri le performance e soprattutto i concerti in programma hanno animato questi 5 giorni confermando il tohorror film festival uno tra i più importanti festival internazionali nel suo genere e premiando la scelta di una location quella del cineclub blah blah che permettesse di unire fans della cinematografia horror e semplici curiosi in linea con il sottotitolo dell edizione appena conclusa a me gli occhi l arte della paranoia guardare non guardare o essere guardati i vincitori del tohorror film festival 2011 concorso lungometraggi giuria andrea g colombo gabriele farina e giovanni minerba · la mannaia al miglior lungometraggio sennentuntschi di michael steiner per la maturità dell opera in ogni comparto tecnico e narrativo nonché per l originalità di una storia non banale e un ambientazione affascinante con un finale magistralmente orchestrato con un ribaltamento di fronti e un ritmo incalzante e perfetto 8

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· menzione speciale the gerber syndrome di maxì dejoie perchè il film ha un impianto molto credibile recitato con giusti toni nonostante paghi lo scotto di un evidente mancanza di fondi ha il coraggio di percorrere vie inusuali nel mercato cinematografico concorso cortometraggi giuria riccardo fassone andrea lanza e donato sansone · la mannaia al miglior cortometraggio darkness within di james kendall per l inusuale creazione di un tangibile senso di paranoia e angoscia una spietata critica all idea del buon vicinato · menzione speciale brutal relax di adriàn cardona rafa dengrà david munoz un delirio di effetti un video esagerato e fracassone intrattenimento allo stato di pura perfezione concorso sceneggiature giuria alejandro de la fuente e giancarlo marzano · la mannaia alla miglior sceneggiatura into the wall di noemi pulvirenti ricrea un ambiente claustrofobico con tutta la sua forza mantenendo la tensione durante tutto lo svolgimento della storia grazie alla sapiente costruzione di una morsa horror fortemente psicologica premi speciali di tohorror film fest · premio antonio margheriti la mannaia per l inventiva artigianale the orphan killer di matt farnsworth un appassionato ed esagerato omaggio agli slasher movies degli anni ottanta,un fuoco che brucia in un cuore nero primo film al mondo prodotto e distribuito attraverso la rete un pioniere · premio anna mondelli la mannaia per il talento giovanile morituris di raffaele picchio la grande sorpresa del cinema fantastico italiano di quest anno un film che riporta l horror nostrano ai bei tempi che furono violento sporco e crudele esordio fulminante un talento da seguire 9

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· premio experimental mutations la mannaia al video all avanguardia nuit blanche di arev monoukivan poetico e visionario un mix perfetto di tecniche digitali sottomesse al soggetto una storia che scalda e uno sguardo sognante verso un tempo che non è mai stato · menzione speciale the hounds di maurizio e roberto del piccolo per il coraggio e la determinazione dimostrati nel conseguire la produzione del film per la coerenza stilistica e il gusto non scontato con cui è costruita l immagine narrativa · best zombie 2011 marco chiornio sembra vivo ufficio stampa tohorror film festival www.tohorrorfilmfest.it horror dreamagazine ricerca collaboratori se hai la passione per il genere horror/thriller/noir e vuoi collaborare nella scrittura di articoli rubriche interviste realizzazione di disegni vignette e altro ancora oppure hai proposte da farci fatti avanti stiamo cercando proprio te per maggiori informazioni scrivi alla redazione editorsognihorror@gmail.com 10

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il faro della coscienza di giuseppe abate vincenzo oliva kirk lawson ex investigatore in preda alla disperazione per la perdita prematura della moglie si ritrova suo malgrado catapultato in una serie di efferati delitti il tutto iniziato con un caso di persona scomparsa tutto sembra guidato dalla casualità fino al momento in cui sembra essere una mano ben definita a muovere i fili dell orrore kirk si ritroverà ad affrontare le sue più grandi paure ma soprattutto dovrà affrontare un beffardo dilemma seguire la propria coscienza o affidarsi all istinto dalla scozia al portogallo passando per l italia filosofia e sangue bagneranno il percorso del nostro investigatore con un finale sconvolgente non perdetevi nel prossimo numero la recensione di questo libro http www.montecovello.com/libro/fn/1909019221/il+faro+della+coscienza 11

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rubrica italico horror morti che riatterrano zombie la cui etimologia è di genesi creola donde l inglese zombi così adottato in italiano dagli anni settanta mercé una branca di successo nella letteratura e nella cinematografia è il vetusto spirito evocato dagli stregoni delle antille per risuscitare un morto il termine poi ha assunto nel fantastico l indicazione del cadavere che sarebbe tornato in vita privo però di una propria volontà per attestarsi correntemente in una creatura da horror in linguaggio figurato identifica una persona accidiosa e influenzabile la saga dei trapassati che ricompaiono sulla superficie terrestre ossia che riatterrano è antica quanto l umanità diffusa in tutti i popoli l homo sapiens s interdice al cospetto della morte di un proprio simile incapace a comprenderne la funzione di sopravvivenza della specie fatale ossimoro diversamente dal suo mondo animale che ne prova indifferenza da sempre istintuale al cospetto dell ineluttabilità dell evento l homo sapiens crede o almeno si augura che seppellendo il corpo in coabitazione sotto la grotta di famiglia accanto al focolare esso possa sanarsi dalla glaciale immobilità e rianimarsi in altri spazi e tempi una pratica primitiva divenuta un culto al quale l uomo non ha mai voluto rinunciare e di ciò gli rimane la tropologia funebre delle candele o delle lampadine accese intorno ai catafalchi sulle tombe o addirittura in casa in loro memoria accanto alla foto una tradizione omologatasi nella fede religiosa nel compiacere una divinità riscaldandole simbolicamente il corpo con un cero i nostri progenitori avevano immediatamente recepito il disagio del puzzo cadaverico e a esso avevano ovviato con l accostamento di piante aromatiche verosimilmente l imbalsamazione n è una sofisticata esperienza gli egizi con tale pratica in altre parole la conservazione del corpo con speciali resine e unguenti e con il costruirgli una dimora avrebbero così concepito il proseguo dell esistenza in un mondo parallelo l aldilà ove l uomo ha sempre ubicato la speranza di una vita eterna una dimensione divina da meritare alimentata dalle religioni per la quale queste hanno imposto un comportamento terreno in ipotassi con la triade vale a dire in rapporto di dipendenza con tracciate regole morali sociali e liturgiche statuito poi che la carne non potrà mai essere prerogativa nella vita eterna il braciere da riscaldamento corporeo sarebbe poi diventato il rogo purificatore per svolgersi infine nel forno delle cremazioni i lumi rituali dei tempi d oggi quindi sono sovente corredati di fiori la cui fragranza pervade camere ardenti e cimiteri effluvi particolari vedi dalla cera fusa e dai crisantemi che il nostro cerebrale perseguitato dai riflessi condizionati appena ne 12

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ravvisa la presenza tramite i sensi e gli imagogrammi li identifica con la morte nella nostra penisola faro del cattolicesimo i morti che ritornano non avevano mai posseduto le estreme prerogative degli zombi o delle raccapriccianti raffigurazioni di halloween manifestazioni queste immigrate e che hanno infranto il secolare misticismo della vigilia di ognissanti e dei morti e ottenebrato la spontaneità degli storici travestimenti carnascialeschi adottando iconografie da incubo in provincia di verona le nonne avevano sempre tramandato che il 2 novembre i defunti si allontanano dal cimitero per tornare in famiglia pertanto nelle case i congiunti lasciavano il fogher acceso tutta la notte e con delle sedie attorno perché potessero sedersi riscaldarsi e rammentarsi delle passate vicende tra quelle mura in sicilia si fa tuttora credere ai bambini che sono i parenti morti a portare loro dei doni ancora in queste contrade nella ricorrenza dei defunti si consumano le ossa dei morti sorta di biscotti a forma di ossicini storie sulle loro apparizioni sia queste in maniera passiva sia paurosamente attiva si contano in quantità indeterminata qualcuna di esse è così popolare che ogni narratore pretende sia accaduta nel proprio paese nelle valli di chioggia narrano di sei operai che mentre erano intenti alla costruzione di alcune chiuse furono sorpresi dalla scoperta di un cadavere il quale solo una corrente marina mossa dal maltempo avrebbe potuto spingere fin là decisero di sospendere il lavoro per caricarlo su una barca che poi avrebbero trascinato al tramonto sino al cason dove alloggiavano intenzionati a mandare qualcuno il domani nel vicino paese a informarne le autorità questa loro decisione tuttavia alfine maturata per un barlume di pietà non fu mica presa tanto facilmente il più anziano aveva insistito a spingerlo al largo e abbandonarlo alla deriva seguito da chi suggeriva di rovistarne prima le tasche alla ricerca di danaro o di preziosi un terzo pur propenso a recuperarlo aveva strepitato irato che erano tutte ore sprecate rubate al lavoro degli altri tre c era chi aveva sentenziato meritata la sua morte poiché dalla fattezza degli abiti si deduceva un esistenza da gaudente chi si era accigliato preoccupato di dover saltare la cena e infine chi invaso d altezzosità religiosa lo considerava suicida e aveva preteso di inumarlo direttamente per precludergli il viatico sacerdotale durante la cena accompagnata da buone bevute come ogni sera l allegrezza da avvinazzati coglieva tutti disposti a farsi vicendevolmente burle d ogni tipo con questa squadra di operai conviveva un bocia che in loro assenza vigilava il cason così il più vecio lo spedì fuori a svegliare quel tipo che dormiva in barca e a dirgli che si affrettasse a entrare se aveva voglia di partecipare alla tavolata giunto sul posto comprese immediatamente che non poteva essere vivo e si affannò a rientrare per dare l allarme ritrovò tutta la combriccola invasa dalle risate risate che si tramutarono ben presto in stridore di denti poiché il morto era apparso improvvisamente sulla soglia a rimproverarli di aver osato giocare infrangendo la sacralità dei defunti accusandoli per giunta d essere dei peccatori oramai vicini al giudizio divino assieme a lui morto assassinato per aver plagiato una giovinetta trascinandola a lussuriosi convegni il cuore di ognuno non resse e si spaccò 13

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fu l innocente bocia unico sopravvissuto a raccontare alla gente ciò che era accaduto la storia resta indelebile nella memoria di chiozziotti quale allegoria dei sette peccati capitali un giovane rappresentante di commercio rientrava in albergo per la notte a bordo dell auto quando appena dopo una curva cieca poco gli mancò d investire due donne le quali attraversavano la strada ancora ben trafficata in penombra e tenendosi a braccetto lo spavento impresso sul viso della coppia ed evidenziato dagli abbaglianti indusse il guidatore ad accostarsi e ad arrestarsi un po per riprendersi dal turbamento e un po per rincuorarle pur imputandole l imprudenza avvilite per quanto sarebbe potuto accadere e per loro colpa erano madre e figlia gli proposero di accomodarsi nella loro villetta giusto di fronte per bere assieme il bicchiere della rappacificazione il giovane solo in un paese che conosceva poco e che per tutta la serata aveva cercato inutilmente compagnia accettò speditamente anche perché la ragazza era veramente incantevole vi trascorse piacevoli ore tutti assieme a dialogare e a fumare sino a tarda notte lui affondato nella poltrona sulla quale aveva maldestramente versato delle gocce di caffè le donne si fecero promettere che sarebbe tornato a visitarle ogni volta che ripassava da quelle parti al rientro in camera ebbe voglia di accendersi una sigaretta e meditare su quella ragazza per la quale già sentiva un appassionato trasporto che aveva intuito ricambiato aveva voglia di rivederla e subito per dichiararsi prima di partire l opportunità gli giunse grazie all accendino di valore che aveva dimenticato in villa si addormentò piacevolmente deciso a riprenderselo in mattinata e così l avrebbe rivista non può essere questa la casa ­ mormorò ad alta voce volgendosi tutto attorno dopo aver osservato che là dove avrebbe dovuto esserci c era invece una costruzione abbandonata circondata da zolle incolte ma che un tempo certamente avevano costituito un rigoglioso giardino non ci abita più nessuno ­ gli gridò un passante in bici pedalando in fretta ­ da quando le due poverette che ci vivevano madre e figlia sono morte proprio qui di fronte cinque anni fa investite una sera da una macchina sopraggiunta da quella maledetta curva quanto era bella la giovane ­ la narrazione può finire a questo punto ma si è andati oltre l uomo riuscì a trovare la maniera di entrare nella villa fingendosi disposto all acquisto sul tavolino del salotto tra tanta polvere faceva bella mostra di sé il suo accendino d oro e non solo la poltrona dove era stato seduto palesava l identica macchia di caffè non ci voleva credere e si precipitò al cimitero le foto sulla lapide comune appartenevano inequivocabilmente alle donne con le quali aveva trascorso gradevoli ore della notte appena passata 14

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mantenne la promessa fatta di ritornarci periodicamente gironzolò per anni e anni nei dintorni della villa ma sempre più invaso dalla nevrotica disperazione di rivedere la ragazza a suggello della storia alcuni narratori auspicano che la coppia si sia finalmente congiunta in un imperscrutabile dimensione dal momento in cui fu scoperto cadavere aggrappato al vetusto e cadente cancelletto biennale di venezia 2011 feuilleton teste-robot parlanti opera di nathalien mellors a cura di ferruccio gemmellaro errata corrige la maschera di ferro tutta italiana nell articolo pubblicato sul numero 3 del 01/11/2011 della rivista è stato erroneamente indicata la dicitura anguana verde forse anche turchese sotto l immagine della maschera di ferro invece la dicitura si riferiva alla scultura qui a fianco ci scusiamo per il disguido 15

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