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aspetti dell arte neoclassica a roma biennale internazionale dell antiquariato di firenze palazzo corsini 26 settembre 4 ottobre 2009 catalogo a cura di francesco leone paolo antonacci roma
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luigi ademollo milano 1764 firenze 1849 1 combattimento tra gli orazi e i curiazi penna inchiostro bruno biacca e acquerello su carta mm 2005 x 1100 iscritto sul passe-partout originale in alto al centro horatii et curatii in basso al centro duos fratrum manibus dedi tertium ut romanus albano imperet dabo 1790-1795 circa il dipinto è una delle opere più prestigiose dell intera produzione artistica del pittore neoclassico luigi ademollo e può essere datato con grande attendibilità al primo lustro dell ultimo decennio del xviii secolo con un empito scenografico che deriva ad ademollo dalla partecipazione giovanile alla esecuzione di scenografie teatrali a milano al teatro alla scala e poi a roma in teatri diversi l opera raffigura il momento culminante del celebre duello alla spada tra i tre fratelli orazi e i tre gemelli curiazi così come viene narrato da tito livio nel xxv capitolo del libro i di ab urbe condita durante il regno di tullo ostilio alla metà del vii secolo a c roma ed alba longa entrate in conflitto trovarono ad affrontarsi con gli eserciti schierati lungo le fossae cluiliae sull attuale appia antica al confine tra i territori rispettivi delle due città discendendo la genia di entrambi le città dal nome sacro di romolo il re di alba numitore era stato nonno materno del fondatore di roma e reputando per questo empia e fratricida quella guerra il re di alba longa mezio fufezio per evitare un immane spargimento di sangue propose di affidare le sorti della contesa ad un duello alla spada tra due gruppi rappresentanti delle rispettive città i tre fratelli orazi per roma e i tre gemelli curiazi per alba longa dopo aver visto uccidere i suoi due fratelli all inizio della disfida e trovandosi solo ad affrontare i tre gemelli curiazi l ultimo degli orazi simulando la fuga riuscì ad affrontare i nemici separatamente uccidendoli uno ad uno nel momento in cui stava per trafiggere con la spada il collo dell ultimo dei suoi avversari così come è rappresentato da ademollo il curiazio secondo il racconto di tito livio pronunziò la celebre frase che compare per la gran parte trascritta nel dipinto qui allo studio duos fratrum manibus dedi tertium causae belli huiusce ut romanus albano imperet dabo due li ho offerti ai mani dei miei fratelli il terzo lo darò alla causa di questa guerra perché i romani governino sugli albani in seguito alla vittoria degli orazi la città di alba longa fu distrutta dai romani e mai più ricostruita mentre i suoi abitanti furono deportati a roma e insediati sul celio cavalier d arpino combattimento tra orazi e curiazi 1612-1613 roma palazzo dei conservatori 4
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l opera documenta direi esemplarmente gli interessi di luigi ademollo per i temi di storia romana nota all artista direttamente dalle fonti antiche nonché dalla vulgata allora assai popolare in italia dell histoire romaine di charles rollin1 nell ambito della parabola pittorica dell artista il dipinto è testimonianza di quella che va certamente considerata la fase più prestigiosa e innovativa della produzione di ademollo in relazione alla storia dell arte italiana coincidente con la prima parte dell ultimo decennio del settecento fig 1 l ademollo entrata di cristo a gerusalemme affresco 1791 firenze cappella palatina di palazzo pitti le volute forzature anatomiche le ricerche eccentriche sulla forma che assume toni espressionisti la valenza fortemente espressiva di gesti ed atteggiamenti intenzionalmente drammatizzati secondo inclinazioni teatrali richiamano in effetti molto da vicino le splendide decorazioni eseguite da ademollo tra 1793 e 1798 per alcune residenze nobili di siena dove si trasferì per qualche anno dopo aver ultimato importanti committenze a firenze tra le altre la distrutta decorazione del teatro della pergola del 1789 e gli affreschi della cappella palatina di palazzo pitti nel 1791 fig 1 mi riferisco in special modo alle pitture di alto valore artistico ispirate ai poemi omerici di palazzo venturi gallerani 1793-1794 figg 2-3 di palazzo sergardi in camollia 1794-1795 di palazzo malavolti 1796-1798 fig 4 e a quelle di tema ovidiano di palazzo giuggioli 1796-1798 fig 52 mentre l esplicito e puntuale richiamo compositivo all affresco con il combattimento tra gli orazi e i curiazi dipinto tra 1612 e 1613 dal cavalier d arpino nel palazzo dei conservatori in campidoglio implica necessariamente una datazione non troppo distante dalla partenza da roma intorno al 17881790 e dal successivo soggiorno del 17923 a roma ademollo dimorò certamente tra 1785 e 1788-1790 entrando in contatto con quella innovativa generazione di artisti che aggregatasi intorno a felice giani secondo le norme anticonvenzionali della cosiddetta accademia de pensieri avrebbe decisamente e radicalmente rinnovato tra ultimi anni del `700 e primi dell 800 la cultura figurativa italiana4 fig 2 l ademollo achille trascina il corpo di ettore intorno alle mura di troia affresco 1793-1794 siena palazzo venturi gallerani 6
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tra questi artisti tra i quali spiccano oltre a quello di ademollo i nomi di andrea appiani luigi sabatelli giovan battista dell era bartolomeo pinelli giuseppe bossi pietro benvenuti vincenzo camuccini ed altri ancora nessuno meglio di ademollo proprio nelle opere di fine anni ottanta e poi degli anni novanta esemplifica l accentazione eroica i toni drammatici attribuiti alla pittura di storia da questa nuova generazione di pittori fig 3 l ademollo priamo riconduce a troia il corpo di ettore affresco 1793-1794 siena palazzo venturi gallerani lo stile severo di ademollo unito alla sua congenita vena visionaria ed epico-narrativa è in quest opera magistralmente dispiegato secondo quella sua linea precipua che sullo scenario artistico italiano ha rappresentato una parabola unica e senz altro rivoluzionaria e sperimentale tra la fine del xviii e il primo decennio del xix secolo5 fu la supremazia riservata da ademollo che fu artista colto grande conoscitore di omero virgilio plutarco ovidio tito livio del vecchio e del nuovo testamento della storia romana attraverso catrou e rovillé e il ricordato rollin alla restituzione patetica quanto più possibile e cioè teatrale drammatica e turgida di pathos dei soggetti letterari tradotti in pittura a sancire nelle sue ricostruzioni la forzatura dei termini formali riconosciuti come ortodossi dal canone classicista6 fig 4 l ademollo gli ateniesi che per consiglio di temistocle abbandonano atene affresco 1796-1798 siena palazzo malavolti l attenzione alla tensione sentimentale al valore emotivo del dato visivo con l intento di eguagliare nel testo pittorico la forza narrativa delle fonti letterarie porta la sorgente ideativa di ademollo ad accentuare l eloquenza dei gesti a dipingere braccia o teste talvolta sovradimensionate o a rafforzare l espressione degli affetti e la definizione dei caratteri dei personaggi che compongono le sue dilatate e scenografiche ricostruzioni storiche a disporre una sorta di drammaturgia pittorica come attesta magnificamente il dipinto qui allo studio7 7
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fig 5 apollo e dafne affresco 1796-1798 siena palazzo giuggioli c rollin histoire romaine depuis la fondation de rome jusqu à la bataille d actium par m rollin paris 1747 vedi al riguardo c sisi i committenti del neoclassicismo in la cultura artistica a siena nell ottocento a cura di c sisi e spalletti con un saggio introduttivo di g catoni siena 1994 pp 93-150 pp 93-115 3 per un esatta cronologia della vita e dell attività artistica di luigi ademollo vedi vita e opere di luigi ademollo regesto cronologico in f leone luigi ademollo 1764-1849 l enfasi narrativa di un pittore neoclassico catalogo della mostra roma galleria carlo virgilio roma 2008 pp 21-24 per l attività del pittore vedi anche le metamorfosi di ovidio illustrate da luigi ademollo catologo della mostra roma galleria paolo antonacci roma 2006 4 su questi argomenti vedi ora f leone l officina neoclassica anelito alla sintesi ricerca dell archetipo in f leone f mazzocca l officina neoclassica dall accademia de pensieri all accademia d italia catalogo della mostra faenza palazzo milzetti milano 2009 pp 18-53 resta comunque fondamentale s rudolph felice giani da accademico de pensieri a madonnero in storia dell arte nn 30-31 1977 pp 175-186 5 vedi f leone drammaturgia pittorica e cultura visiva in luigi ademollo in id luigi ademollo 1764-1849 cit pp 4-20 6 sul pittore vedi anche g l mellini apertura per luigi ademollo testi del 1973 e del 1991 in id notti romane e altre congiunture pittoriche tra sette e ottocento firenze 1992 pp 319-347 7 sul valore narrativo della pittura di ademollo vedi anche c sisi ricostruzione della storia filologia ed evocazione in pittura italiana dell ottocento atti del convegno 7-10 ottobre 2002 venezia 2005 pp 215-230 2 1 8
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giuseppe cades roma 1750 1799 2 paolo e francesca inchiostro bruno e acquerello su carta mm 455 x 590 1785-1790 circa bibliografia dipinti oggetti arredi catalogo della mostra roma galleria paolo antonacci roma 1998 cat 1 il grande foglio è opera emblematica della sintassi visiva più matura e del momento indubbiamente più vitale della vicenda artistica di giuseppe cades uno dei pittori di maggior valore dell intera cultura figurativa romana di secondo settecento il disegno di cui è nota un ulteriore versione con numerose varianti presso il museo nazionale d arte antica di lisbona proveniente dalle raccolte del pittore portoghese domingos antonio de sequeira vedi fig.11 può essere riferito con molta attendibilità al secondo lustro del nono decennio del settecento dunque ad un altezza cronologica assai prossima all esecuzione della grande tela con il riconoscimento di gualtieri d angversa per il soffitto di una delle sale al piano nobile della palazzina di villa borghese a roma ispirata ad una delle novelle del decamerone di boccaccio ed eseguita nel 1787 vedi fig 2 e delle celebri pitture murali tratte dall orlando furioso eseguite da cades ad ariccia nel 1788 per il palazzo del principe sigismondo chigi una delle figure più influenti colte e complesse della roma di fine settecento2 a queste date cades dopo un fondamentale alunnato con domenico corvi e i rapporti stringenti intessuti a partire dai primi anni settanta con giambattista piranesi giacomo quarenghi giovanni volpato antonio canova e tutto il circuito dei cosiddetti nordici di stanza nella capitale pontificia risultava ormai uno dei pittori più in auge della ribalta artistica romana prediletto dai committenti più prestigiosi della roma di papa pio vi braschi il tema affrontato il bacio fatale tra paolo e francesca reso celeberrimo dall indimenticabile racconto dantesco del canto quinto dell inferno documenta in modo assai stringente le indagini visive di cades intorno a quelle medesime coordinate estetiche tra sublime nascente gusto troubadour e riscoperta del mondo medievale su cui lo stesso johann heinrich füssli e tutta la schiera di artisti a lui legata lavorò durante la lunga permanenza romana tra 1770 e 1778 quando cades ebbe certamente modo di conoscerlo e frequentarlo3 il disegno di cades con l episodio dantesco dell amore tra paolo e francesca che con il nuovo secolo e dopo i cimenti pittorici di jean-auguste-dominique ingres diventerà insieme alla vicenda fig 1 g cades paolo e francesca disegno 1780 circa lisbona museo nazionale di arte antica 10
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fig 2 g cades riconoscimento di gualtieri d angversa olio su tela 1787 roma casino nobile di villa borghese del conte ugolino uno dei soggetti più popolari e rappresentati dalla pittura italiana dell ottocento si colloca in qualche modo agli inizi appunto insieme alle drammatiche illustrazioni dedicate da füssli all inferno di una ritrovata fortuna critica di dante nella cultura artistica italiana tra la fine del xviii secolo e gli inizi del xix fu a roma allora centro indiscusso della cultura artistica occidentale che ebbe avvio questa rinascita in una congiuntura storica in cui la sfortuna del grande poeta in declino dal tardo cinquecento aveva toccato il punto davvero più basso con le critiche di matrice arcadica espresse da francesco saverio bettinelli nelle lettere virgiliane del 1757 e poi riprese nella dissertazione accademica sopra dante del 1800 testo con cui il gesuita mantovano aveva inteso denunciare l oscurità e l irrazionalità del poema dantesco da allora in poi l inferno dantesco magistrale e inarrivato affresco delle passioni e dei sentimenti umani divenne insieme agli episodi di storia antica tratti da plutarco anche per cades fig 3 o a quelli omerici ispirati all iliade e all odissea una inesauribile miniera di immagini e di vicende esemplari cui le arti figurative poterono attingere4 il disegno di cades tratto concitato resa drammatica delle psicologie accentuazioni volumetriche amplificazioni anatomiche neo-manieriste risulta poi assai paradigmatico con il suo stile abbondante e sostenuto di quel rinnovato culto per la maniera di michelangelo ricondotto in auge nel tardo settecento proprio dagli artisti del sublime e dunque di nuovo füssli appunto cades e lo stesso felice giani una opzione stilistica quella del michelangiolismo che bene aderiva alla eloquente plasticità del verso dantesco e che maturata nella fucina romana tardo-settecentesca consegnava definitivamente al nuovo secolo la fortuna visiva di dante gli artisti più prestigiosi del neoclassicismo italiano si cimenteranno dopo cades tra la fine del settecento e soprattutto nei primi due decenni dell ottocento nella elaborazione figurativa di temi danteschi affrontati in special modo nella tecnica del disegno una sorta di terreno sperimentale che permetterà di saggiare inediti frontiere espressive legate al sublime lì si collauderanno tensioni forzature stilistiche sintesi formali in grado di avvicinare l arte visiva alla drammatica potenza poetica dell inferno dantesco 12
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fig 3 g cades tarquinio e lucrezia disegno 1790 circa copenaghen thorvaldsens museum m t caracciolo giuseppe cades 1750-1799 et la rome de son temps préface de g briganti paris 1992 p 53 fig 7 pp 324-325 cat 110 2 m di macco graecia vetus italia nova in annuario dell istituto di storia dell arte i 1973-1974 pp 345-365 m t caracciolo giuseppe cades cit pp 312-323 f leone schede in vittorio alfieri aristocratico ribelle 1749 1803 catalogo della mostra torino 2003 2004 a cura di r maggio serra f mazzocca c sisi c spantigati torino 2003 cat i.34 pp 29 30 sul committente vedi m t caracciolo un patrono delle arti nella roma del settecento in roma il tempio del vero gusto la pittura del settecento romano e la sua diffusione a venezia e napoli atti del convegno internazionale di studi salerno-ravello 1997 a cura di e borsellino v casale firenze 2001 pp 101-121 3 su questi argomenti vedi the fuseli circle in rome early romantic art in the 1770s catalogo della mostra new haven connecticut a cura di n.l pressly yale centre for british art 1979 f leone l officina neoclassica anelito alla sintesi ricerca dell archetipo in f leone f mazzocca a cura di l officina neoclassica dall accademia de pensieri all accademia d italia catalogo della mostra faenza palazzo milzetti milano 2009 pp 18-53 4 sull argomento vedi f leone vicenda figurativa e fortuna critica di dante nella cultura artistica italiana del xix secolo 1800 1860¸ in letture classensi dante e l arte volumi 35/36 a cura di c giuliani per l opera di dante e la biblioteca classense di ravenna ravenna 2007 pp 83-103 137-150 5 cfr f leone neoclassicismo eroico e temi sublimi in bartolomeo pinelli in arte e paesaggio in italia nel xix secolo catalogo della mostra roma galleria paolo antonacci a cura di f leone roma 2005 pp 5 17 1 13
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johann heinrich lips kloten svizzera 1785 zurigo 1817 3 ulisse alle porte dell ade incontra le ombre dell indovino tiresia e della madre anticlea inchiostro bruno e acquerello grigio e bruno su carta preparata bruna mm 454 x 670 firmato datato e localizzato in basso a sinistra joh h lips inv e fec roma 1785 l acquerello è ad oggi l opera di maggior prestigio tra quelle note agli studi dell artista svizzero pittore e incisore johann heinrich lips fig 1 il foglio in cui evidenti sono i richiami alla cultura classica romana sia antica che moderna la statua dell apollo del belvedere per la figura di ulisse le anime dannate del giudizio di michelangelo della sistina che la schiera di spiriti che si addensa intorno all eroe greco raffigura rielaborandolo l incontro di ulisse alle porte dell ade con tiresia e anticlea così come viene narrato nel libro xi dell odissea esortato da circe ulisse deve evocare l ombra dell indovino tiresia per interrogarlo sul proprio futuro secondo le prescrizioni della maga affinché ciò accada ulisse in compagnia di euriloco e perimede nell acquerello raffigurati nella parte destra della composizione dovrà sacrificare in un posto stabilito una vacca e un ariete nero il cui sangue incorrotto e riversato in una buca scavata appositamente dalle mani dello stesso ulisse non potrà essere libato da altri se non prima dallo spirito di tiresia l acquerello raffigura riadattando in chiave sincretica il racconto omerico il momento in cui nel buio della notte una volta compiuto il sacrificio degli armenti compaiono assai numerose le ombre dei defunti che desiderando entrare in contatto con il mondo dei vivi intendono libare il sangue versato e che ulisse tiene lontane con la spada sguainata in attesa che tiresia faccia per primo la libagione e predica il futuro all eroe greco e il suo ritorno ad itaca anche anticlea la madre di ulisse raffigurata in ginocchio e protesa verso il figlio viene tenuta in disparte mentre tiresia sta delibando il sangue sacrificale il tema omerico dell opera assai raro nelle arti figurative ed estremamente colto rispecchia la cultura e la profonda erudizione letteraria della cospicua comunità nordico-tedesca presente a roma nell ultimo quarto del xviii secolo e aggregata intorno alle figure di angelica kauffmann del pittore johann heinrich wilhelm tischbein fig 2 del prussiano johann friedrich reiffenstein consigliere diplomatico delle corti di russia e di sassonia e in special modo di johann wolfgang von goethe fig 1 j h lips autoritratto acquerello 1780 circa zürich hochschule 14
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fig 2 j h lips ritratto di j h w tischbein disegno düsseldorf goethe museum fig 3 j h füssli l ombra di tiresia appare ad ulisse acquerello zürich kunsthaus l acquerello di lips risulta estremamente rilevante sia sul versante artistico che su quello più eminentemente storico e in special modo si eleva a paradigma della cultura figurativa maturata dal pittore durante il lungo soggiorno romano tra 1782 e 1789 in un periodo davvero cruciale per la storia delle arti occidentali con la capitale pontificia governata dal lungo regno di papa pio vi braschi 1775-1799 vero centro mondiale delle arti fu in effetti durante gli anni della permanenza romana di lips che a roma videro la luce opere capitali per le future sorti dell arte europea dal giuramento degli orazi di jacques-louis david 1784-1785 alle prime opere del grande antonio canova teseo sul minotauro e i sepolcri papali di clemente xiii e clemente xiv fino ai rivoluzionari outline drawings dello scultore inglese john flaxman a roma dal 1787 al 1794 ben presenti allo stile linearistico sintetico e neo-michelangiolesco di lips a questi centrali avvenimenti artistici lips assistette non da semplice spettatore soprattutto grazie ai profondi vincoli amicali intessuti con i grandi intellettuali di riferimento della cultura europea di tardo settecento allora presenti a roma in special modo johann wolfang von goethe nella città eterna dal 1786 al 1788 e in strettissimi rapporti con l amico lips e il pittore tischbein allora molto considerato presso la comunità artistica romana in questa prospettiva storiografica la figura di lips si colloca con autorevolezza in quella temperie figurativa che per intenderci definisco impropriamente preromantica e che a roma era maturata nel decennio 1770-1780 intorno ai circuiti artistico-intellettuali degli inglesi e appunto come abbiamo ricordato dei cosiddetti nordici johann heinrich füssli nicolai abraham abildgaard johan tobias sergel james barry alexander runciman john brown george romney james jefferys giuseppe cades e ovviamente il genio oltremodo eccentrico e smisuratamente visionario di giambattista piranesi le noir cerveau de piranèse come lo volle straordinariamente definire victor hugo e non è affatto un caso che l unica altra raffigurazione del tema omerico di ulisse e tiresia fu contemporaneamente dipinta all acquerello dallo stesso füssli fig 3 16
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fig 4 j h lips l ebbrezza di noè acquerello 1785 zürich kunsthaus di questi artisti che costituirono quello che una memorabile mostra del 1979 curata nancy pressly in cui compariva anche johann heinrich lips definiva come fuseli circle 1 il richiamo alle amplificazioni anatomiche e alle accentuazioni volumetriche di michelangelo ed ad una antichità lontana ed originaria fattori entrambi ben evidenti nel foglio di lips qui in esame furono gli elementi più eloquenti e tangibili paradigmi di predilezioni estetiche che legarono il canone neoclassico ad un empito di visionarietà che appunto ricorda molto da vicino le esperienze artistiche di füssli durante la sua lunga stagione romana tra 1770 e 17782 e quelle trasformazioni che robert rosenblum indagò in un volume pionieristico e illuminante del 19673 d altra parte è goethe stesso nella sua italienische reise scritta ben trent anni dopo il suo viaggio in italia del 1786-1788 ad informarci che lips e fritz bury altro artista di area tedesca presente a roma erano stati allora incaricati dal conte fries di eseguire delle copie all acquerello degli affreschi della cappella sistina la predilezione per il grande fiorentino scrive goethe parlando di michelangelo non tardò a propagarsi dagli artisti agli amatori proprio in quel tempo infatti bury e lips dovettero eseguire per il conte fries copie ad acquerello degli affreschi della sistina 4 l idea di un essenza primaria della forma la brama di una prassi semplificatoria tendente a valori primordiali e al culto di michelangelo che bene sono espressi dagli andamenti stilistici di lips costituiscono il vero discrimine tra arte moderna e contemporanea e si sviluppano proprio a roma a partire dagli ultimi venti anni del xviii secolo in nome dell evidenza espressiva e dell epitome figurativa indagini su volumi o linee che tendono a chiarire il valore vitalistico di entusiasmo creativo riversato nella produzione artistica da questa schiera di pittori di cui lips fece parte imbevuti di disparate sollecitazioni culturali che vanno dalla rasserenante clarté della ragione alle tenebre angoscianti dell irrazionale e dell inconscio senza trascurare i flussi sentimentali né i territori della fantasia5 fig 5 j h lips ritratto di goethe incisione 1791 17
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