Rapporto di fine anno

 

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rapporto sull'economia regionale 2011

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rapporto 2011 sull economia regionale

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il presente rapporto è stato redatto da unioncamere emilia-romagna in collaborazione con l assessorato alle attività produttive piano energetico e sviluppo sostenibile economia verde edilizia autorizzazione unica integrata a cura del centro studi e monitoraggio dell economia di unioncamere emilia-romagna guido caselli matteo beghelli mauro guaitoli andrea mosconi e federico pasqualini coordinamento morena diazzi e ugo girardi chiuso il 9 dicembre 2011 salvo diversa indicazione unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna

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indice introduzione 5 parte prima gli scenari 7 1.1 scenario economico internazionale 9 1.2 scenario economico nazionale 22 parte seconda l economia regionale 43 2.1 un quadro d insieme l economia regionale nel 2011 45 2.2 demografia delle imprese 72 2.3 mercato del lavoro 84 2.4 agricoltura 107 2.5 industria in senso stretto 115 2.6 industria delle costruzioni 130 2.7 commercio interno 145 2.8 commercio estero 149 2.9 turismo 158 2.10 trasporti 163 2.11 credito 175 2.12 artigianato 187 2.13 cooperazione 192 2.14 terzo settore 194 2.15 le previsioni per l economia regionale 198 parte terza verso la fine di un modello 205 3.1 verso la fine di un modello 207 3.2 alla ricerca di numeri esplicativi 213 3.3 resilienti o vulnerabili 237 3.4 da collettività a comunità 248 ringraziamenti 250 unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna

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introduzione il 2011 per l emilia-romagna è stato un anno a due velocità dopo una prima parte caratterizzata da una crescita apprezzabile sono seguiti mesi seppur ancora positivi nei numeri all insegna del rallentamento entrambe le velocità sono ben raccontate e misurate dalle statistiche contenute in questo rapporto alcuni numeri mostrano un sistema regionale che ha saputo reagire alla recessione degli anni passati recuperando parte di quanto perduto sia con riferimento all occupazione che alla ricchezza creata la ripresa del commercio con l estero ha trainato il manifatturiero l agricoltura secondo le previsioni chiuderà l anno in crescita il turismo è aumentato soprattutto nella sua componente straniera altri numeri invece raccontano di chi nel 2011 non è riuscito a ripartire le imprese dell edilizia i piccoli esercizi commerciali le aziende artigiane infine vi sono i numeri che mostrano come negli ultimi mesi dell anno il vento abbia preso a spirare in senso contrario le esportazioni nel terzo trimestre crescono ad un ritmo inferiore della metà rispetto a quello del primo trimestre nel settore del credito si moltiplicano i segnali di una stretta creditizia l inflazione è apparsa in ripresa i fallimenti sono aumentati in misura consistente secondo le stime formulate da unioncamere emilia-romagna e prometeia l anno si chiuderà con una variazione del prodotto interno lordo di poco inferiore all uno per cento mentre per il 2012 è attesa una sostanziale stagnazione nel resto del paese il quadro si presenta a tinte ancora più fosche le previsioni per il prossimo anno segnalano una contrazione del pil dello 0,5 per cento fin qui il racconto dei numeri quali saranno quelli che ci accompagneranno nel 2012 e nei prossimi anni dipenderà da noi dalla nostra capacità di comprendere i cambiamenti in atto e di governarli in emilia-romagna la condivisione del giudizio sulla necessità di un cambio di paradigma negli interventi per imboccare un nuovo sentiero di sviluppo a fronte della tendenza strutturale al contenimento della spesa pubblica ha accelerato la costruzione del nuovo patto che sostituisce quello sottoscritto nel 2010 per attraversare la crisi un patto per la crescita intelligente sostenibile e inclusiva condiviso da tutte le rappresentanze degli enti pubblici e delle forze economiche e sociali un patto di responsabilità e di buon senso per mobilitare tutte le energie regionali a sostegno della ripresa dell innovazione e della coesione sociale non è retorica affermare che la realizzazione del patto richieda il contributo di tutti così come a tutti sono richiesti sacrifici nell interesse della collettività nella terza parte di questo rapporto si spiega attraverso i numeri come partecipazione impegno e appartenenza siano strettamente connessi e come le imprese che stanno affrontando con successo questa fase economica siano quelle che a partire dalla unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna

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6 rapporto 2011 sull economia regionale valorizzazione delle persone in azienda sono riuscite a creare il senso di comunità sono state definite imprese resilienti per sottolineare la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti e uscirne vincenti comunità e resilienza rappresentano anche le fondamenta sulle quali costruire le azioni del patto regionale con l obiettivo di rendere più moderno e più equo il sistema socio imprenditoriale ed essere concretamente al fianco dei tanti imprenditori che investono per rafforzarsi tra le traiettorie possibili su cui puntare vi sono la ricerca e l innovazione l internazionalizzazione per far crescere l export sui mercati esteri l accesso al credito le infrastrutture le misure per la crescita le reti d impresa la formazione il tempo stringe l emilia-romagna ha le risorse per farcela ma ognuno deve mettersi in gioco e assumere la sua parte di responsabilità per rimettere in moto istituzioni economia e società carlo alberto roncarati presidente unioncamere emilia-romagna gian carlo muzzarelli assessore attività produttive regione emilia-romagna unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna

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parte prima gli scenari

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1.1 scenario economico internazionale 1.1.1 l economia mondiale l attività economica a livello mondiale sta rallentando il quadro economico è ora molto incerto molto più del solito in quanto soggetto agli esiti della crisi del debito dell area dell euro e di quella relativa al blocco legislativo in tema di politica fiscale negli stati uniti i risultati dell evoluzione di questi due temi fondamentali per l economia mondiale aprono a prospettive estremamente differenti l incertezza diviene quindi a sua volta un fattore dominante che opera attivamente nel determinare l evoluzione del sistema economico mondiale attraverso il peso delle aspettative degli operatori il rallentamento dell attività economica mondiale dipende nelle economie emergenti dalle politiche messe in atto per contenere le pressioni inflazionistiche nei paesi sviluppati si deve invece ad una brusca caduta dei livelli di fiducia il processo di riequilibrio dei saldi dei conti correnti a livello mondiale si è fermato a causa del rallentamento dell attività anche nei paesi emergenti e data la presenza di elevati attivi commerciali a favore dei paesi esportatori di petrolio gli squilibri però hanno livelli inferiori a quelli precedenti la crisi del 2008-9 tra i fattori di rischio per l economia mondiale il principale è quello di un esito negativo della crisi del debito sovrano europeo nel qual caso l interconnesione tra debito pubblico e sistema bancario può determinare la fine della moneta unica e una profonda recessione in europa con pesanti ricadute a livello globale un secondo fattore di rischio deriva dall impasse politica statunitense in tema di politica fiscale che in mancanza di accordo tra i partiti condurrà a una riduzione automatica della spesa pubblica capace di mandare gli usa in recessione in un periodo di debole attività economica globale un terzo fattore deriva dall evoluzione congiunturale in cina dove è in corso un rallentamento della crescita e il governo e la banca centrale stanno mettendo in atto misure di sostegno all attività economica un eventuale scoppio di una bolla immobiliare nel mercato cinese potrebbe togliere all economia mondiale un potente fattore di sostegno prodotto e commercio mondiale il prodotto mondiale dovrebbe aumentare tra il 3,8 e il 4,0 nell anno in corso e tra il 3,4 e il 4,0 per cento nel 2012 figg 1.1.1 e 1.1.2 e tab 1.1.1 e 1.1.3 la crescita origina sempre più dalle economie emergenti e in via di sviluppo fig 1.1.3 e tab 1.1.2 per i paesi dell ocse questa non dovrebbe andare oltre l 1,9 per cento quest anno e l 1,6 per cento nel 2012 fig 1.1.1 12 la previsione del fondo monetario internazionale tasso di variazione del prodotto interno lordo 10 8 6 4 2 0 -2 world usa 5,1 2010 2011 2012 7,8 7,5 10,3 9,5 9,0 10,1 6,1 4,0 4,3 4,1 4,0 4,0 4,0 4,5 4,0 4,5 4,3 7,5 3,0 2,3 1,8 1,6 1,1 1,5 1,8 japan -0,5 area 1,3 0,6 0,3 italy c.e.e 2,7 russia india china l.ame brazil c.e.e central and eastern europe imf world economic outlook september 20 2011 unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna 3,8 3,6

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10 rapporto 2011 sull economia regionale fig 1.1.2 la previsione dell ocse tasso di variazione del prodotto interno lordo 10,4 9,3 8,5 12,0 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 -2,0 world oecd th 2010 2011 2012 7,5 8,8 7,6 7,5 india 5,0 3,8 3,4 3,1 3,0 1,7 2,0 1,9 1,6 1,8 1,6 0,2 1,5 0,7 usa area italy -0,5 japan -0,3 2,0 brazil 3,4 3,2 china fonte oecd economic outlook 28 november 2011 anche la crescita del commercio mondiale è in rallentamento e in molti paesi emergenti aumenterà il ruolo della damanda interna quale fattore della crescita nel 2011 il commercio mondiale dovrebbe aumentare tra il 6,7 e il 7,5 per cento ma successivamente nel 2012 la sua dinamica si ridurrà ulteriormente tra il 4,8 e il 5,8 per cento cambi e oro nel corso del 2011 le oscillazioni nel cambio delle due principali valute occidentali si sono leggermente attenuate fig 1.1.4 nella prima parte dell anno è proseguita una tendenza all indebolimento del dollaro nei confronti dell euro ma soprattutto nei confronti delle valute dei paesi emergenti lo sviluppo della crisi del debito sovrano europeo ha imposto tra i temi finanziari quello della ricerca di sicurezza associata ad un bisogno di fare cassa per fare fronte a perdite e sostenere la liquidità degli operatori si è quindi determinata un inversione dei flussi finanziari a livello globale si è assistito ad un rafforzamento del dollaro sull euro e ancor più su un ampia serie di valute dei paesi emergenti con l eccezione dello yuan inoltre si è registrato un rafforzamento anche rispetto al dollaro delle tipiche valute rifugio yen e franco svizzero in entrambi i casi questa tendenza è stata interrotta dall intervento delle rispettive banche centrali preoccupate di non esporre ad un eccessiva pressione negativa le esportazioni e la base produttiva industriale dei loro paesi in questo quadro è nuovamente emerso il dollaro come unica valuta di rifugio per i capitali internazionali un unica considerazione sorprendente ed inquietante può essere fatta al riguardo la valuta di rifugio internazionale è quella di un paese fortemente indebitato con l estero che sta sperimentando una fase ciclica di debole crescita e alta disoccupazione alla quale la fed fa fronte anche con un espansione monetaria eccezionale e senza precedenti fig 1.1.3 la previsione dell ocse la crescita mondiale dipende sempre di più dai paesi non appartenenti all ocse contributo in punti percentuali al tasso di crescita trimestrale del prodotto lordo reale mondiale fonte oecd economic outlook 28 november 2011 th unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna 4,0 4,0 4,1 russia 4,1

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1.1 scenario economico internazionale 11 tab 1.1.1 la previsione del fmi a b 1 ­ tendenze globali 2010 prodotto mondiale prezzi in usd prodotti manufatti d materie prime energia f petrolio g 5,1 2,6 26,1 26,0 27,9 2011 4,0 7,0 26,2 29,5 30,6 2012 4,0 1,1 -4,0 -3,5 -3,1 commercio mondialec materie prime no fuel e food beverage input industriali input industriali agricoli input industriali metalli 2010 12,8 26,3 11,8 43,2 33,2 48,2 2011 7,5 21,2 21,6 20,9 26,1 18,6 2012 5,8 -4,7 -4,5 -4,8 -7,5 -3,5 a per le assunzioni alla base della previsione economica 1 tassi di cambio reali effettivi 2 tassi di interesse libor sui depositi a 6 mesi in u.s tasso sui depositi a 6 mesi in yen e tasso sui depositi a 3 mesi in euro 3 prezzo medio del petrolio ­ si rimanda alla pagina web http www.imf.org/external/pubs/ft/weo/data/assump.htm o alla sezione assumptions dell appendice statistica del world economic outlook riguardo alle assunzioni relative alle politiche economiche si veda il box a.1 dell appendice statistica dell world economic outlook b tasso di variazione percentuale sul periodo precedente ove non diversamente indicato c beni e servizi in volume d indice del valore unitario delle esportazioni di prodotti manufatti dei paesi ad economia avanzata e media dei prezzi mondiali delle materie prime non fuel energia pesata per la loro quota media delle esportazioni di materie prime f comprende:petrolio gas naturale e carbone g media dei prezzi spot del petrolio greggio u.k brent dubai e west texas intermediate h quota del prodotto lordo mondiale misurata in termini di parità di potere d acquisto i indebitamento al netto della spesa netta per interessi l calcolato come somma dei saldi individuali dei paesi dell area dell euro m basato sull indice dei prezzi al consumo armonizzato eurostat n pagamenti per interessi sul debito complessivo in percentuale delle esportazioni di beni e servizi o onere totale del debito estero interessi e ammortamento in percentuale delle esportazioni di beni e servizi newly industrialized asian economies hong kong sar korea singapore taiwan province of china imf world economic outlook september 20 2011 proprio l espansione monetaria negli stati uniti e la crisi del debito in europa hanno continuato a evidenziare il rischio di una svalutazione reale delle due valute sarebbe un evento particolarmente grave per i paesi emergenti detentori di eccezionali riserve di valute estere nella quasi totalità denominate in dollari e in minore misura in euro sono quindi proseguite le tensioni sul mercato delle materie prime fin quasi alla fine di aprile quando i timori di un rallentamento globale hanno invertito la tendenza delle quotazioni fig 1.1.5 È invece proseguita la tendenza positiva dell oro che sempre più è apparso come il nuovo strumento di riserva di valore internazionale le quotazioni dell oro sono andate progressivamente aumentando parallelamente alle crescenti attese di un nuovo intervento di espansione monetaria negli usa e all accentuarsi della crisi del debito sovrano in europa l oro è stato poi oggetto di fig 1.1.4 cambi e quotazione dell oro dic.2006 ­ nov.2011 euro dollaro statunitense per dollaro statunitense yen ¥ per dollaro statunitense real brasiliano r per dollaro statunitense chinese renminbi yuan per dollaro statunitense rupia indiana rs per oro comex gold 1 futures chain front month 2005-2009 fonte financial times unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna

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12 rapporto 2011 sull economia regionale una feroce liquidazione a partire dalla fine di agosto quando l acuirsi della crisi in europa ha indotto molti operatori a liquidare le posizioni in oro per fare cassa e a fare ritenere il dollaro l unico investimento rifugio resta che per la prima volta da decenni le banche centrali a livello mondiale sono divenute acquirenti nette di oro mentre in precedenza erano state venditrici nette dall inizio dell anno il prezzo dell oro in dollari è salito del 25 per cento fig 1.1.4 prezzi delle materie prime come accenato i prezzi delle materie prime sono risultati in tensione sino quasi alla fine di aprile poi i timori di un rallentamento globale hanno invertito la tendenza delle quotazioni fig 1.1.5 i due indici riassuntivi del prezzo delle materie prime qui riportati forniscono indicazioni leggermente divergenti per effetto della loro composizione l indice s&p gsci che assegna un peso molto più elevato all energia rispetto all altro mostra un leggero aumento 2,2 per cento dall inizio dell anno ai primi di dicembre mentre l indice thomson reuters/jefferies crb index registra un calo del 7,5 per cento sempre dall inizio dell anno gli indici si trovano comunque al di sopra dei livelli del 2007 i prezzi delle materie prime agricole hanno raggiunto un picco a febbraio poi la tendenza positiva si è invertita e a ottobre l indice fao food index segna un calo del 9,1 per cento rispetto al massimo dell anno ma un aumento del 28,9 per cento nella media del periodo gennaio-ottobre rispetto allo scorso anno il prezzo del petrolio ha mostrato nel corso dell anno una divergenza tra i due indici principali che con l autunno è andata fortemente riducendosi in fatti l indice nymex wti ha risentito fortemente della specifica logistica del luogo di consegna cushing in oklahoma distanziandosi dalla condizione prevalente nel mercato mondiale meglio rappresentata dall indice ice brent da inizio anno ai primi di dicembre il primo ha registrato un incremento del 10 per cento e il secondo del 13,9 per cento tra i fig 1.1.5 prezzi delle materie prime dic 2006 ­ nov 2011 s&p gsci index commod research bur crb index petrolio nymex wti crude oil front month rame copper comex high grade copper futures mais corn cbt futures grano wheat cbt futures zucchero bianco liffe sugar no5 futures chain fr soia soybeans cbt futures fonte financial times unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna

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1.1 scenario economico internazionale 13 metalli invece il prezzo del rame si è ridotto del 19,9 per cento dall inizio dell anno per i timori di una recessione globale secondo il fondo monetario internazionale tab 1.1.1 i prezzi in dollari delle materie prime dovrebbero ridursi del 4,0 per cento nel 2012 in particolare i prezzi dei prodotti energetici dovrebbero scendere del 3,5 per cento del 3,1 quello del petrolio mentre dovrebbero fare segnare diminuzioni leggermente piu marcate i prodotti alimentari 4,5 per cento e l insieme degli input industriali 4,8 per cento con una riduzione dei prezzi degli input agricoli del 7,5 per cento e di quelli metalliferi di solo il 3,5 per cento 1.1.2 stati uniti negli stati uniti la ripresa economica ha perso slancio in particolare un rallentamento economico marcato tra la primavera e l estate ha fatto addirittura pensare alla possibilità di una nuova recessione i dati del terzo trimestre contrariamente alle attese dell estate testimoniano che la ripresa prosegue e le attese sono per una fine d anno in positivo la gestione irresponsabile da parte del parlamento usa del problema del debito ha minato la credibilità della classe politica la fed ha operato un intervento sul mercato per abbassare i tassi a lunga scadenza quelli a 30 anni tipici dei mutui americani vendendo titoli a breve e acquistandone a lunga scadenza operation twist aumentando la durata dei titoli del tesoro nel suo portafoglio l andamento del mercato del lavoro è stato mediocre e solo nell autunno avanzato si è assististo ad un calo della disoccupazione anche se ad esso ha contribuito l elevato e crescente numero di coloro che demotivati non cercano più un lavoro la percentuale della fig 1.1.6 mercati azionari dic 2006 ­ nov 2011 stati uniti s&p 500 europa ftseurofirst 300 index giappone nikkei 225 russia rts index brasile sao paulo se bovespa index cina shanghai composite index india s&p cnx 500 index nse hong kong hang seng fonte financial times unioncamere emilia-romagna regione emilia-romagna

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