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il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto tava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione de dio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla catte ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più gero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellat stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominc letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande sche dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi do soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo na voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggia perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte mos di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e tazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta ca nazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era con ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la mos aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul v gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni naria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno a tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il po scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma q ciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia si queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirl rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor biato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio a con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fa riso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato ghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de trio viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percors il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiat cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de m sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da a spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pan d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembra testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il ta in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la co ciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a d pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da tur libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattaciel go che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava propr luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella 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vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse vo costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi 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anche mes to lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrat agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambien de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i frances notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario 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muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto d sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio ch e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembrav cente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fo dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irres versario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea c louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto c volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua 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braccia verso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva c un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione ne pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai pian prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la p della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a terrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivan erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai bo richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparati rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunc garono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrav trine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mat di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline d tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamen bitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspett decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e local cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma que zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentr lazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da si davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva lo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era d nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era di al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella no so delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées pas fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno al grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per s lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e im balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducent accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal stibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniver stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardin aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo eno con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi t dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guar si la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intenders immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la str to fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicam
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il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capiel mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armaapriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare edrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ù lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passegta avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti o con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand ciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel ermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu ollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che o perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella straare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di scovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti roampagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi u costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella e stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi e dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino scova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi i dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordiavesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la a città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park onte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affaca con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prenderlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scamangoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò atto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorun po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme so e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé o quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido to un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che a jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello ntaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e ava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della axi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove onvention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi mari giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti rista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i lo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d alberrio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo mo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioa notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra va fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli aversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva conseil tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti l quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria oluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in e le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino prese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconrooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva ra così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste o a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene odeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per osciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo uell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto ka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circonvista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato a traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco na gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a inando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed esdefinita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume tito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo onducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia o poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così ra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl strefare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciufizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica to impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era tocra di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chiloanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle sa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con sso a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino ntato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles si le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per he lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto vano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conduosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito sistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniche stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i franc grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che ogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo el pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto igliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista a gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attrache correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare e in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persointravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin ni superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di o di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininno poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi oschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un ivi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria ciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spieva un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vea infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la ttoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le i intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui nte il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non duo e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente tava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche li così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera o come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del grand palais e davanti a sé il grande obelisco che annunciava i giardini alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi ella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima emozione quanto si sdraiò in quel letto tanto morbido e accogliente che sembrava un solo enorme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground ro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster bambino de niro noodles ma fu dalla terza volta che cominciò davvero a viverla infilandosi tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare cocamera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato fin nei dettagli dell arredamento che soffermandosi sulle linee pulite ed essenziali dell armadio laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera a dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche lui era stato preso da quella strana voglia di sdraiarsi sul selciato di lastre e mattoni e guardare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato iena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto di tutto per smarrire la strada e perdersi in quello spettacolo di morbide colline dai colori mattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto a i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che lo avrebbe portato nel cuore di un altro pezzo d italia.non c era stato verso di intendersi con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurdavanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano balzare fuori da un racconto di tolstoi e quell enorme fiume era certamente il volga o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava iretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse accompagnato da frequenti rotazioni della testa a guardare il suo passeggero e non la strada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando otte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in pochi minuti erano arrivati a destinazione dove in un accogliente dacia lo aspettava un caldo e soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesssando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresistibile si mise a camminare lungo gli ampi marciapiedi costeggiati da bar e locali così tipicamente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe ll arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che stava percorrendo ormai da quasi mezz ora non si era mai sentito così parigino come quel giorno continuava a camminare a guardare le persone pardon i francesi le case la galleria del e cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che aveva percorso ben otto chilometri così tanti pensava non è possibile appunti di viaggio ma quella sua immersione nel cuore ordinario della città lo riprese regalandogli un ultima e di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany con audrey hepburn aveva preso per errore i libri acquistati da meryl streep dentro la libreria rizzoli e camminato sotto il ponte di brooklin assieme al gangster a hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive dell hudson e tornando in quella camera d albergo che ogni sera lo riacciuffava una camera d albergo un luogo di passaggio ma quello era così prezioso e curato a del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più bella del mondo e perché i senesi di questo luogo dicono che sia l unica opera costruita dall uomo in tutto il mondo che rivaleggia con la bellezza della natura anche e giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendersi la parte migliore di entrambe le occupazioni nel pomeriggio gli era toccato muoversi da siena in direzione del mare e senza dirlo nemmeno a sé stesso aveva fatto sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità delle colline toscane c era davanti un altra giornata di clienti e di chilometri e mentre chiudeva i cassetti ed apriva le ante in cuor suo già godeva di quel nuovo viaggio che mportante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva immagini note era il cremlino quello o gli assomigliava e quelle cupole certamente era davanti alla cattedrale di san basilio angoli sconosciuti e remoti che sembravano te ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle intenzioni di quell uomo a cui aveva consegnato un cartoncino con l indirizzo verso cui era diretto molto più lo preoccupava il fatto che quell ininterrotto vociare fosse enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condotto fuori il passeggero e con ampi gesti delle braccia gli aveva mostrato lo splendore di quella notte stellata avevano sorseggiato un po di vodka e poi erano ripartiti in palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri prima di imbattersi nella straordinaria prospettiva che correva giù fino agli champs-elysées passando attraverso l arc de triomphe quella vista era un richiamo irresirsario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza sulle quelle strade e su quelle tribune in costruzione in place charles de gaulle girò intorno all arco con un ampio percorso e poi riprese la traiettoria rettilinea che ni alle cui spalle stava il louvre fu costretto a deviare leggermente a destra e poi riprese ancora a camminare diritto lungo la senna sino a che intravide la sagoma di notre dame fu allora che cominciò a sentirsi stanco quella sera a cena gli spiegarono che orme cuscino la prima volta c era stato da turista l empire state building ground zero la statua della libertà central park la seconda si era messo sulle orme di sequenze viste sul grande schermo aveva sorseggiato un caffè davanti alle vetrine di tiffany tra i marciapiedi affollati o dentro quel grattacielo luccicante dove si poteva fare colazione guardando una cascata artificiale che scendeva dai piani superiori fino alla hall cenando in localini da pochi dollari al suono di una jazz band o camminando lungo le rive laccato bianco pensava che forse stava proprio in tale apparente contraddizione la vera cifra di quella città il giorno prima affacciandosi per la prima volta su piazza del campo aveva capito d un colpo perché michel de montaigne l aveva definita la piazza più rdare il cielo e chissenefrega se dal prossimo cliente ci arrivo con l abito impolverato prima non gli capitava spesso di prendersi queste pause in mezzo alle intense giornate di lavoro per lui viaggiare era lavorare da alcuni mesi però aveva deciso di prendermattone giallo ocra verde rosso a tarda notte era arrivato a casa ora di mattino presto davanti all armadio di casa sua senza rendersene conto stava scegliendo per sé proprio quei colori la giacca la cravatta i pantaloni si stava vestendo con le tonalità si con il conducente di quel taxi che gli aveva fatto un accoglienza tanto cerimoniosa da indurlo a sospettare di essere stato scambiato per qualcuno di più conosciuto e importante in quella notte moscovita avevano attraversato ampie strade da cui intravedeva o forse no forse era la moscova ad attraversare la capitale russa il volga non c entrava nulla però non ricordava bene provò con il suo inglese a chiedere al conducente ma quello parlava e parlava e non sembrava nemmeno averlo sentito non dubitava delle rada mentre teneva le mani sul voltante il tassista si era anche messo a cantare ammiccando al suo passeggero con un gran sorriso.intanto uscivano poco a poco dalla enorme città giunti in aperta campagna il taxi si era fermato il conducente aveva condote soffice letto di grandi dimensioni dal quale attraverso l ampia vetrata poteva scorgere il riflesso delle stelle su uno scuro laghetto circondato dai boschi uscito dal palais des congres dove si era conclusa la convention aveva percorso poche decine di metri mente francesi che se qualcuno avesse voluto creare un finto set ambientato a parigi li avrebbe fatti proprio così l enorme viale era animato dai preparativi per l anniversario della presa della bastiglia che di lì a pochi giorni avrebbe riversato l intera cittadinanza
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appunti di viaggio scriveva gilbert keith chesterton che bisogna fare il giro del mondo per ritrovare la propria casa il tema del viaggio è legato a un doppio motivo di stupore la scoperta del nuovo e la riscoperta del conosciuto il gusto dell ignoto e del mai visto che fa da contrappunto al piacere di trovare appoggio su luoghi e oggetti conosciuti le forme accoglienti o gioiose di un letto il design pulito e importante che celebra la funzionalità di una cabina armadio le linee consuete o disinvolte di un comodino appunti di viaggio vuole celebrare questo singolare sodalizio tra partire e tornare con un giro del globo in quattro tappe quattro luoghi che rappresentano momenti del vivere luoghi dove gli spazi anche quelli degli interni fissano nella memoria un panorama la prospettiva di una strada un cielo più ampio e generoso un locale una camera d albergo la casa nel dilatarsi delle coordinate geografiche trova una collocazione più adeguata la proposta delle nuove realizzazioni mobilform caratterizzate da un riuscito connubio tra il rigore della lavorazione la pulizia delle linee la cura maniacale del dettaglio il risultato è una collezione capace di soddisfare i gusti più esigenti di chi cerca nel mobile non solo una risposta piena all esigenza di funzionalità ma anche e soprattutto un affinità una sintonia emotiva le ampie possibilità di personalizzazione con finiture e materiali esclusivi e preziosi favoriscono questa immedesimazione questo dialogo che stabilisce un feeling carico di emozione tra il luogo e chi ci vive il luogo infatti è la prima dimensione del vivere sia quando si fa il giro del mondo sia quando si torna a casa travel notes gilbert keith chesterton wrote that we must travel the world to find our own home again the travel theme is tied to a double motive of astonishment the discovery of things new and the rediscovery of things known the taste for the unknown and the never seen before which contrasts with the pleasure of finding support in known places and objects the cosy or joyful shapes of a bed the clean and important design that celebrates the functionality of a walk-in wardrobe the usual or casual lines of a bedside unit travel notes wishes to celebrate this singular liaison between departing and returning with a tour of the world in four stages four places representing moments of life places where spaces including interiors fix a panorama on our memory the perspective of a road a larger and more generous sky an environment a hotel room home in the expansion of geographic coordinates a more adequate collocation is found for the proposal of the new mobilform creations distinguished by a successful combination of rigorous finish clean lines and painstaking care for detail the result is a collection able to cater for the most discerning tastes of those who seek in furniture not only an exhaustive answer to functional requirements but also and above all an emotional affinity and harmony the many possibilities of personalisation with exclusive and precious finishes and materials favour this unification this dialogue establishing a feeling full of emotion between the place and those who live in it the place in fact is the first dimension of living both when travelling around the world and on returning home.
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rsi i prende pesso d pitava s nar a on gli c tense gio prima n o alle in in mezz vorare la ause iare era queste p i viagg rsi o per lu i prende or iso d te di lav veva dec ni rò a ccupazio i mesi pe mbe le o da alcun di entra i da muovers migliore la parte a toccato irlo io gli er senza d erigg are e nel pom o per ne del m direzio tto di tutt siena in aveva fa speté stesso oas in quello nemmen erdersi da e p mattone e la stra i colori smarrir olline da ra ec ee i morbid rda nott tacolo d o a ta de ross cra ver giallo o dio di a casa all arma arrivato davanti eresto stava sc attino p e conto ora di m ca ndersen c senza re ri la gia casa sua quei colo proprio do con n per sé va veste gliendo ni si sta ra davan i pantalo a e c e la cravatt e toscan tri collin chilome tà delle nti e di le tonali nte ta di clie a a ra giorn apriva le ti un alt ssetti ed deva i ca viaggio vo e chiu quel nuo e mentr ro deva di o già go di un alt su uore in cuor to nel c orta vrebbe p che lo a talia pezzo d i long to take een able never b ays for he had y workd before t of bus ids in the m g breaks to as workin gw decided travellin r he had him oweve he oh fternoon onths ag in the a some m both jobs in the e best of m siena enjoy th move fro lling quired to re ut even te had been d witho ay a an se his w of the se best to lo direction one his d brick he had -rolling himself se gently f tho ed hills beauty o d colour amid the n and re e ow in chre gre night n yellow o e late at om obe turned h is wardr e had re ont of h h in fr those morning choosing the early he was it t tie realising he jacke without imself t f s for h olours o e colour in the c very sam ressing y of sd other da he wa him an trousers before an hills s the tusc and ilometre rs and k drawers custome sing the as clo as alrea ile he w art he w and wh in his he s nvey the door was to co opening trip that t new italy hing tha piece of dy cheris another f e heart o him to th 7
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modernità sta nell uso razionale delle risorse come il tempo o lo spazio il letto versilia rivestito in pelle color talpa completamente sfoderabile offre il comfort di sempre in dimensione più contenute sia in larghezza e profondità significa recuperare spazio per sé tempo per sé il profilo morbido e intenso di questo letto tessile ne fa un caldo rifugio modernity lies in the rational use of resources like time or space the versilia bed upholstered in talpa coloured leather with fully-removable covers provides the same comfort as ever in reduced dimensions both width and depth this means recovering space for oneself time for oneself the soft and intense profile of this upholstered bed turns it into a warm refuge 8
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la linea metros recupera un attenzione artigianale ai dettagli e una passione per l eleganza l equilibrio e la seduzione delle forme la modularità della concezione lo rende adattabile a qualsiasi spazio in altezza sino a 295 cm gli interni si prestano ad un ampia gamma di personalizzazioni impreziosite dalle finiture melamminiche in diversi colori bianco rovere larice brown nobiltex e noce canaletto spazzolato l accompagnamento di chiusura di ante e cassetti e la ricca dotazione di accessori tra cui vari tipi di cassettiere porta maglioni porta pantaloni cravatte e scarpiere tubi appendiabito e maniglie interne completa la carta d identità di questo prezioso armadio anta plana apertura complanare con pannelli larice spazzolato e pannelli lisci entrambi laccati castoro m84 the metros line reflects a craftsman s care for details and a passion for elegance balance and the seduction of shapes the modularity of the conception makes it adaptable to any space with heights up to 295 cm the interiors can be personalised in many different ways and are enhanced by melamine finishes in various colors white oak larch brown nobiltex and brushed black walnut the doors and drawers soft close system and a wealth of accessories including various types of drawer units jumper compartments trouser tie holders shoe racks coat-hanger tubes and internal handles complete the identity card of this precious wardrobe plana co-planar opening door with brushed larch panels and plain panels both lacquered in castoro m84 10
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uno stile che recupera le suggestioni degli anni 70 e le restituisce nelle forme di un comodino anticonvenzionale e disimpegnato si chiama moon perché è rotondo come la luna piena e per quel vano misterioso come una bocca o una visiera realizzato con particolari di alta ebanisteria nelle essenze noce canaletto rovere o laccato opaco può essere ricoperto nella parte superiore con legno a vista o rivestimento in cuoio a style that retrieves the suggestions of the seventies and brings them back in the shapes of a nonconventional and independent bedside unit the name is moon because it is round like the full moon and because of that mysterious compartment like a mouth or a visor made with special high cabinet-maker in wood walnut oak or lacquered finish it can be covered on the top with facing wood or leather lining 13
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