Attacchiamo la spina

 

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censis libro bianco sulla messa in sicurezza degli impianti elettrici roma ottobre 2011

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indice 1 introduzione 1.1 la sicurezza elettrica un traguardo ancora lontano 1.2 oltre la messa a norma il ruolo degli impianti nel sistema energetico che cambia 1.3 un incentivo alla rottamazione degli impianti elettrici la sicurezza degli impianti elettrici in italia 2.1 il quadro normativo 2.2 il rapporto non biunivoco tra normativa e sicurezza 2.3 la stato degli impianti elettrici tra edifici pubblici aziende e mura domestiche 2.4 l incidentalità da cause elettriche 2.5 oltre la sicurezza il ruolo degli impianti ai fini dell efficienza energetica gli italiani e la sicurezza elettrica 3.1 lo stato degli impianti elettrici nelle abitazioni degli italiani 3.1.1 la sicurezza degli impianti elettrici 3.1.2 la messa a norma tra realtà e percezioni 3.1.3 le caratteristiche e il funzionamento degli impianti 3.2 caratteristiche e conseguenze degli incidenti da agente elettrico 3.3 gli interventi sugli impianti 3.3.1 il lungo processo di messa a norma degli impianti 3.3.2 tra fai da te e sommerso un sistema ancora troppo informale 3.3.3 senza manutenzione non c è sicurezza 3.4 i comportamenti degli italiani tra azzardo e risparmio 3.4.1 l orientamento alla prevenzione che ancora non c è 3.4.2 dalla sicurezza al risparmio come evolve la cultura energetica degli italiani 3.4.3 il valore e il costo della sicurezza 3.5 il campione dell indagine 3.5.1 le caratteristiche delle abitazioni 3.5.2 il profilo degli intervistati 1 1 4 5 9 9 12 13 17 20 24 24 24 28 32 37 44 44 55 59 64 64 73 80 87 88 89 2 3.

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4 effetti di un contributo incentivante alla rottamazione degli impianti elettrici 4.1 le inefficienze di sistema i costi visibili ed invisibili della mancata sicurezza elettrica e dell informalità diffusa 4.2 l impatto del contributo alla rottamazione degli impianti elettrici risultati di sintesi 4.3 le componenti del modello il processo analitico di stima 4.3.1 analisi degli effetti dell incentivo fiscale sulla propensione a sostituire gli impianti elettrici 4.3.2 analisi dell effetto della presenza di un contributo sull incidentalità domestica da cause elettriche e relativa spesa 4.3.3 analisi degli effetti economici del contributo 4.3.4 analisi dell effetto emersione derivante dall introduzione del contributo 93 93 98 108 110 111 113 115

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13216_2011 1 introduzione 1.1 la sicurezza elettrica un traguardo ancora lontano ogni anno avvengono in italia quasi 4 milioni di incidenti domestici e di questi circa 241 mila vale a dire il 6 sono originati da cause elettriche più di 40 mila il 17,3 del totale producono danni alla salute delle persone che ne sono coinvolte mentre le stime parlano di una media di 50 morti ogni anno da folgorazione o da altre cause riconducibili all elettricità per quanto la legislazione abbia fatto non pochi passi in avanti dall introduzione dell obbligo di messa a norma degli impianti elettrici al più recente dm 37 del 2008 quello della sicurezza rappresenta nel nostro paese un traguardo ancora lontano da raggiungere lo stato degli impianti elettrici delle abitazioni italiane si presenta infatti largamente deficitario relativamente al rispetto dei requisiti minimi di sicurezza stando ai risultati dell indagine realizzata dal censis nei mesi di luglio e settembre 2011 sullo stato degli impianti elettrici nelle abitazioni italiane risultavano non a norma vale a dire mancanti di impianto a terra e/o interruttore differenziale e altri accorgimenti 8 milioni 157 mila unità abitative pari al 37,7 del totale della restante parte ovvero il 62,3 sostanzialmente a norma solo il 31,8 era a tutti gli effetti in regola come confermato dalla presenza dell apposito certificato di conformità il rapporto con la corrente elettrica si configura pertanto come una dimensione ancora critica del complesso sistema della sicurezza domestica ma non solo lo stato di abbandono e incuria in cui versa larga parte di edifici pubblici ­ si pensi alle scuole in primo luogo ­ lascia intendere come ad eccezione delle strutture ospedaliere che per necessità virtuose non mancano di presentare zone d ombra come fatti drammatici di cronaca periodicamente 1 fondazione censis

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13216_2011 ci ricordano nell edilizia pubblica d origine e di destinazione la situazione si presenti ancora più preoccupante al di là della cronica e strutturale carenza di risorse che sia sul fronte privato che su quello pubblico rappresenta da sempre un fattore decisivo nell ostacolare quel processo di regolarizzazione e di messa in sicurezza che avrebbe dovuto completarsi da tempo pesa su tale situazione la presenza di elementi di criticità che attengono sia all organizzazione del sistema della sicurezza nel suo complesso che all atteggiamento che gli italiani hanno rispetto a questa delicata materia il primo riguarda il non risolto rapporto con la normativa di settore che non prevedendo meccanismi di verifica e controllo in grado di rendere cogente un imperativo che nei fatti è stato affidato alla volontarietà dell iniziativa individuale ha reso il processo di messa a norma degli impianti un cammino lungo e tortuoso la sostanziale carenza di informazione e preparazione degli italiani in materia sia sul versante normativo che tecnico la propensione ad una logica di messa a norma spesso più formale che sostanziale numerosi sono secondo gli addetti ai lavori i casi di rilascio di dichiarazioni di conformità non veritiere la mancanza di un sistema di verifiche e controlli in grado di garantire la terzietà dei soggetti verificanti e dichiaranti ha infatti rappresentato negli anni il sostrato ideale per l alimentazione di un sistema che non solo ha in buona misura disatteso gli obiettivi della normativa ma a dispetto delle intenzioni del legislatore ha in larga parte continuato a vivere di informalità diffusa e indicativo che tra i tanti interventi che vengono annualmente effettuati nelle case degli italiani sugli impianti elettrici ­ si stima siano circa 1 milione 400 mila ­ circa il 12 siano affidati al fai da te alla libera iniziativa di proprietari inquilini o loro amici che si cimentano in attività di manutenzione o ristrutturazione della loro rete elettrica e ancora che tra quanti al contrario ricorrono al mercato alle prestazioni di professionisti tecnici e ditte più o meno specializzate nel 27,6 dei casi a fronte del lavoro svolto non venga rilasciata regolare fattura tutto ciò ha evidentemente un impatto sul sistema che va ben oltre i costi da mancato gettito per lo stato che pure sono rilevanti ma chiama in causa l incapacità di garantire quel livello essenziale di regolarità che rappresenta non solo un elemento imprescindibile ma il primo tassello per la 2 fondazione censis

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13216_2011 costruzione di un sistema che voglia in ogni sua componente concorrere insieme alla sicurezza il secondo aspetto riguarda lo slittamento della cultura energetica degli italiani dalla sicurezza al risparmio contaminati dall onda lunga di una comunicazione che negli ultimi anni ha fortemente spinto in direzione di una crescita di consapevolezza rispetto agli impatti di un uso irresponsabile dell energia sull ambiente sulla salute e sull economia gli italiani sembrano avere recepito efficacemente gli imperativi della green age mostrando un attitudine ormai matura al consumo energetico responsabile che significa abolizione degli sprechi più dell 85 degli italiani evita di lasciare luci accese e utilizza lampade a risparmio energetico scelte orientate all efficienza il 60 cerca di utilizzare il più possibile gli elettrodomestici in orari notturni predilezione per le fonti alternative ciò tuttavia è andato a detrimento di quel valore della sicurezza a cui gli italiani sembravano almeno fino a qualche anno fa tenere più di adesso la non completa se non assente consapevolezza dei rischi che il rapporto con l elettricità comporta l adozione soprattutto tra i più giovani di comportamenti pericolosi il 20 degli italiani dichiara di utilizzare apparecchi elettrici in prossimità dell acqua la convinzione di vivere in ambienti sicuri anche quando non lo sono il 63,6 degli italiani che abita in case con impianto elettrico fuori norma pensa che questo sia a norma la sottovalutazione più generale delle conseguenze che la sicurezza degli impianti produce su quella delle persone ancora il 92,9 di quanti vivono in un abitazione con l impianto elettrico fuori norma pensa che questo sia sicuro non ultimo la mancanza di informazioni informate sulle condizioni della propria abitazione fotografano l esistenza di un asimmetria tra rischio e percezione dello stesso tra sicurezza percepita e sicurezza praticata che sintetizza più di qualsiasi altro indicatore lo stato di insicurezza in cui vive buona parte della popolazione in quest ottica preoccupa la bassa sensibilità riscontrata dagli italiani in materia di prevenzione la mancata adozione di quelle misure più o meno istintive più o meno programmate che dovrebbero contribuire ad evitare pericoli e a creare un contesto più sicuro rappresenta il vero tassello mancante di un sistema che almeno sulla carta ha cercato di mettere in rete tutte le sue diverse componenti 3 fondazione censis

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13216_2011 se circa il 30 degli impianti a norma ha ormai più di 20 anni è evidente che l usura del tempo un uso spesso improprio di apparecchiature e accessori il sovraccarico derivante dalla crescente voracità energetica delle nostre case possono mettere a serio rischio la capacità di tenuta in sicurezza degli stessi soprattutto se questa non è accompagnata da quegli accorgimenti quotidiani che una corretta manutenzione imporrebbe ma su questo aspetto gli italiani sembrano non volerci sentire mentre in quasi tutte le abitazioni è ormai presente un interruttore differenziale 97,7 solo un terzo della popolazione si preoccupa di verificarne periodicamente il suo corretto funzionamento per non parlare dei controlli preventivi sugli impianti grandi assenti o della conoscenza delle basilari norme di corretto utilizzo e conservazione dell impianto elettrico solo il 2 segue le indicazione di un manuale sulla manutenzione dell impianto la cultura della manutenzione elemento decisivo per la sicurezza degli impianti e delle abitazioni non riesce ad uscire da quella logica di eccezionalità e straordinarietà in cui è relegata rappresentando di fatto l anello più debole del circuito della sicurezza elettrica 1.2 oltre la messa a norma il ruolo degli impianti nel sistema energetico che cambia se la sicurezza ha da sempre rappresentato il valore guida nell informare gli sviluppi della normativa sugli impianti elettrici la loro applicazione e i comportamenti di almeno di una parte di italiani non va tuttavia trascurato come oggi le complesse trasformazioni che stanno interessando il settore energetico moltiplicano le potenzialità funzionali dell impiantistica elettrica attribuendo a questa un ruolo centrale nelle sfide energetiche che il paese ha iniziato ad affrontare l impianto domestico diventerà in prospettiva il punto di snodo nell organizzazione di un sistema energetico efficiente ed intelligente che possa integrare le potenzialità oggi offerte dall innovazione spinta che sta connotando tutto il settore alle esigenze di una domanda domestica che ha fatto ormai propri gli imperativi di risparmio e qualità terminale domestico di un modello più ampio che si estende all intera rete di produzione e distribuzione dell energia intelligente la cosiddetta smart 4 fondazione censis

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13216_2011 grid l impianto domestico dovrà sempre più essere in grado di rispondere alle esigenze di una rete che utilizzerà tecnologie informatiche complesse capaci di far risparmiare energia ridurre i costi accrescere l affidabilità e la trasparenza dei sistemi elettrici in altri termini di una rete in grado di introdurre nel sistema capacità di analisi monitoraggio controllo e comunicazione al sistema di distribuzione e trasmissione elettrico tale da ottimizzarne le prestazioni e produrre risparmio energetico le stime più accreditate parlano di un risparmio domestico fino al 35 dei consumi elettrici in quest ottica oltre a garantire una maggiore sicurezza l impianto diventerà l anello di congiunzione tra le opportunità offerte dalla rete e i fabbisogni delle famiglie consentendo a queste ultime di accedere ai vantaggi e alle opportunità che il sistema energetico paese sarà in grado di offrire vantaggi non solo di natura economica se il risparmio rappresenta una delle principali opportunità non va trascurato come l energia elettrica e il suo corretto uso hanno un impatto diretto sulla qualità della vita di tutti da sistemi elettronici dipendono sempre più spesso le attività del nostro quotidiano la funzionalità e l efficienza di apparecchi che ci accompagnano da casa al lavoro al tempo libero da strumentazioni complesse e sofisticate dipendono ancora di più le condizioni di vita di fasce di popolazione non autosufficiente e anziana che sempre più numerose guardano con speranza alle innovazioni e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie 1.3 un incentivo alla rottamazione degli impianti elettrici alla luce di quanto esposto si capisce il perché di un libro bianco sulla rottamazione degli impianti elettrici oggi perno di un sistema di sicurezza domestica ancora lontano da essere realizzato integralmente domani punto di snodo strategico dell efficientamento energetico del paese gli impianti elettrici rappresentano un elemento importate ancorché sottovalutato nella vita quotidiana degli italiani cui tuttavia questi ultimi dedicano poco tempo poche risorse e soprattutto poca attenzione 5 fondazione censis

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13216_2011 l introduzione di un contributo pubblico alla rottamazione degli impianti nella forma dell agevolazione fiscale finalizzato a coprire una parte delle spese relative alla realizzazione di interventi di messa a norma o di miglioramento dell impianto rappresenterebbe un incentivo importante non solo nel favorire la maturazione di una sensibilità maggiore rispetto ai temi della sicurezza domestica da parte di tutti i soggetti a diverso titolo interessati dalle famiglie alle ditte installatrici nel supportare il processo di innovazione a ammodernamento della rete elettrica domestica passaggio ineludibile per rispondere alle esigenze di sicurezza e di efficienza che il sistema già oggi e domani sempre più chiede vengano garantite ma anche e soprattutto nel ridurre le attuali inefficienze derivanti da un sistema impiantistico solo parzialmente a norma e da un mercato dei servizi di installazione ancora troppo ancorato a logiche di informalità e fai da te l incidentalità domestica da cause elettriche produce ogni anno un costo per la collettività di ben 200 milioni di cui 71 a carico dello stato e 133 delle famiglie per quanto la messa in sicurezza degli impianti da sé sola non basti a garantire una minore incidentalità è indubbio che la maggiore o minore sicurezza dell impianto incide fortemente sul livello di esposizione ai rischi delle persone e delle abitazioni basti infatti considerare che nelle abitazioni con impianti fuori norma si verifica quasi il doppio 5,8 degli incidenti di quelli che si verificano nelle abitazioni con impianti a norma 3,2 producendo peraltro danni alle persone molto più frequenti 27,7 nel primo caso 5,7 nel secondo un incentivo fiscale finalizzato alla messa a norma o alla sostituzione degli impianti obsoleti o non più sicuri consentirebbe da questo punto di vista di incidere non solo direttamente sul numero di incidenti e dei costi correlati ma anche indirettamente innalzando complessivamente il livello di sicurezza delle abitazioni e dei suoi inquilini l altro aspetto su cui l incentivo potrebbe avere un impatto significativo è rappresentato dall eliminazione dei costi connessi all alto livello di evasione presente nel sistema dei servizi di ristrutturazione e installazione si stima che ogni anno su un volume complessivo di spesa per ristrutturazioni e manutenzione degli impianti elettrici pari a 4 miliardi 918 mila euro 6 fondazione censis

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13216_2011 manchino all appello cioè non vengano fatturati circa 2 miliardi 288 mila producendo una perdita in termini di gettito fiscale di circa 572 milioni di euro il 51,7 del dovuto anche su questo aspetto il contributo produrrebbe un impatto significativo favorendo un processo progressivo di emersione che consentirebbe di compensare in buona parte la quota di spesa a carico dello stato infine non possono essere trascurati gli effetti di stimolo che una simile iniziativa avrebbe su tutto il sistema economico direttamente e indirettamente collegato all impiantistica e sulla stessa rivalutazione del patrimonio immobiliare delle famiglie italiane sulla base di un modello di analisi elaborato dal censis i cui dettagli sono riportati nell ultima parte del presente testo si è pertanto individuato in presenza di quote diverse di contributo a carico dello stato l impatto che questo potrebbe avere sul sistema si stima che un agevolazione pari al 45 dei costi relativi al rifacimento o miglioramento dell impianto elettrico valore d equilibrio in cui i benefici diretti per il fisco coprirebbero interamente il costo del contributo a suo carico comporterebbe un aumento di circa 2 milioni del numero di interventi sull impianto elettrico previsti dalle famiglie che ne porterebbe la quota complessiva a circa 5 milioni in cinque anni di cui 2 milioni 400 mila relativi alla regolarizzazione di impianti fuori norma una riduzione di oltre 3 mila 500 infortuni all anno per un risparmio complessivo di 1 milione di euro annui un volume economico diretto ed indiretto di quasi 6 miliardi di euro all anno di cui 2 direttamente riconducibili all effetto incentivante del contributo 7 fondazione censis

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13216_2011 una crescita del numero delle imprese installatrici di circa 2 mila 800 unità e un aumento dell occupazione pari a 9 mila addetti tra aziende di installazione manutenzione e indotto manifatturiero un gettito fiscale aggiuntivo di 505 milioni di euro pari a circa il 71 del costo del contributo a carico dello stato 8 fondazione censis

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13216_2011 2 la sicurezza degli impianti elettrici in italia 2.1 il quadro normativo in italia la normativa sulla sicurezza degli impianti elettrici ha una storia piuttosto recente il primo intervento legislativo finalizzato a definire degli standard di realizzazione di tutti gli impianti elettrici 1 risale al 1968 quando con l introduzione della legge n 186 si stabilisce che art 1 tutti i materiali le apparecchiature i macchinari le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d arte specificando di seguito che art 12 i materiali le apparecchiature i macchinari le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del comitato elettrotecnico italiano cei si considerano costruiti a regola d arte la norma dunque sancisce l obbligo di rispettare generici standard tecnici fornendo un valido modello di riferimento nel protocollo di sicurezza elaborato dal cei questa normativa rappresenta un primo timido tentativo da parte del legislatore di addentrarsi nella materia si tratta di regole che riconoscono i rischi legati agli impianti elettrici ma non prevedono procedure né competenze specifiche per la realizzazione l installazione e la verifica degli stessi in tal senso questa legge può essere considerata un abbozzo di legislazione in materia di certo figlio dei tempi ma piuttosto generico 1 già il dpr 547/55 aveva individuato delle norme di sicurezza per gli impianti elettrici ma la normativa faceva riferimento ai soli luoghi di lavoro 9 fondazione censis

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13216_2011 bisogna attendere molti anni e precisamente il 1990 per registrare l introduzione di una normativa organica che incida profondamente sulla cultura della sicurezza in materia elettrica la legge n 46 del 5 marzo 1990 segnala una sensibilità pubblica e legislativa ormai matura rispetto a questioni che non potevano più essere lasciate alla discrezione dei singoli la nuova normativa rivolta specificamente all edilizia abitativa interviene su un duplice binario da un lato ribadisce il principio della costruzione a regola d arte degli impianti già sancito dalla legge 186/68 dall altro stabilisce finalmente i requisiti professionali e le competenze richieste a installatori e progettisti di impianti e l obbligo di iscrizione alla camera di commercio per le imprese che realizzano i lavori gli operatori degli impianti elettrici devono dunque rispettare specifici requisiti tecnici e professionali ma non solo oltre all obbligo di realizzare il progetto dell impianto se questo supera una certa potenza e dimensione il soggetto installatore è tenuto a rilasciare una dichiarazione di conformità alla normativa nota in gergo tecnico come dico che costituisce anche un requisito di agibilità dell edificio quasi venti anni più tardi il decreto ministeriale n 37 del 22 gennaio 2008 sostituisce la legge 46/90 di cui di fatto rappresenta una revisione senza però riuscire a colmarne le principali lacune da un lato infatti gli obblighi di sicurezza vengono estesi a tutti le tipologie di impianto e edificio subentra l obbligo di redigere il progetto per qualsiasi impianto elettrico e permane quello di rilasciare la dichiarazione di conformità anche nei casi di ampliamento o modifiche la nuova normativa stabilisce che la dichiarazione di conformità deve obbligatoriamente essere allegata agli atti nel caso di compravendita di immobili e per la prima volta subordina la validità della dichiarazione stessa a una corretta manutenzione dell impianto dall altro lato però il decreto non interviene sugli aspetti più sensibili della questione vale a dire sul sistema di verifica degli impianti ­ come è invece avvenuto per le caldaie a gas ­ e sugli strumenti sanzionatori in caso di violazioni che restano del tutto inefficaci in assenza di dichiarazione di conformità il conduttore dell impianto è tenuto a dotarsi di una dichiarazione di rispondenza alle norme vigenti al 10 fondazione censis

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13216_2011 momento dell installazione che deve essere rilasciata da un professionista iscritto a un albo o dal responsabile tecnico di un impresa abilitata il progettista così come l installatore divengono responsabili degli eventuali danni derivanti da difetti di progettazione o non corretta installazione e possono incorrere in sanzioni amministrative il conduttore è dal canto suo tenuto ad un corretto utilizzo dell impianto e a una manutenzione puntuale la responsabilità di progettisti e installatori decade laddove intervengano negligenze o manomissioni qualsiasi intervento che non sia effettuato da un professionista e cui segua il rilascio di dichiarazione di conformità in definitiva la normativa prevede sia misure cogenti quando introduce standard di riferimento per la costruzione di impianti elettrici sia volontaristiche laddove vengono prese a modello le norme tecniche cei senza però escludere la possibilità di ispirarsi ad altre normative purché si possa dare prova della sicurezza dell impianto se le leggi appena citate costituiscono l impalcatura della normativa sulla sicurezza di impianti e apparecchi elettrici un altro importante tassello nel quadro legislativo è costituito dal decreto legislativo n 81 del 9 aprile 2008 testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel quale si sancisce l obbligo per il datore di lavoro di prendere le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati da tutti i rischi di natura elettrica connessi all impiego dei materiali delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione si è voluta così introdurre un ulteriore garanzia per i luoghi di lavoro che va a colmare quel gap normativo riguardante le costruzioni precedenti al 1990 individuando responsabilità precise in capo al datore rispetto alla salute dei lavoratori per estensione questa norma ha una ricaduta a cascata su tutte le situazioni di lavoro subordinato sempre più frequenti anche nelle abitazioni degli italiani si pensi ai rapporti di lavoro con collaboratori domestici manutentori condominiali ecc la normativa capace di per sé di garantire adeguati standard di sicurezza è peraltro in continuo aggiornamento attraverso una revisione costante delle norme tecniche cei e di quelle comunitarie 11 fondazione censis

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13216_2011 2.2 il rapporto non biunivoco tra normativa e sicurezza urge innanzitutto fare una premessa quando si parla di sicurezza elettrica non si fa riferimento al solo impianto ma anche ai cosiddetti utilizzatori ovvero gli apparecchi esterni ad esso collegati elettrodomestici apparecchi illuminanti ecc nel caso di un evento accidentale specialmente laddove si verifichi un incendio non sempre è possibile risalire alla causa originaria appare evidente come al crescere del numero di dispositivi elettrici collegati ad un impianto crescano anche i rischi e le probabilità di un evento accidentale e dunque in contesti dove si utilizzano molte apparecchiature si pensi all industria ma anche ad abitazioni università uffici ecc i potenziali fattori di rischio tendono a moltiplicarsi non è un caso che la legge 186/68 faccia riferimento oltre che agli impianti alle apparecchiature d altronde un apparecchio collegato a un impianto può essere considerato come un tutt uno con esso del resto i due aspetti sono considerati unitamente e soltanto un approccio fortemente tecnico potrebbe permettere di distinguerli la normativa sulla sicurezza elettrica nonostante una storia piuttosto recente si è evoluta decisamente nel senso di obblighi più stringenti in capo a costruttori e installatori maggiori garanzie per gli acquirenti delle abitazioni si pensi alla dichiarazione di conformità e individuazione di responsabilità precise in caso di errori e incidenti se molto è stato fatto sul fronte regolamentare permangono elementi di forte criticità dovuti in parte alla tempistica della legislazione in materia in parte a carenze normative che lasciano tuttora diverse questioni aperte la considerazione più ovvia riguarda la cesura temporale che si è venuta a creare nel 1990 data che ha segnato l entrata in vigore delle norme sugli edifici civili e dunque l obbligo per i costruttori di rispettare i protocolli di sicurezza nella progettazione e nell installazione degli impianti e che nei fatti ha prodotto una regolarità almeno sulla carta per tutte le nuove abitazioni costruite dopo tale data lasciando invece più incerta la situazione per le abitazioni costruite precedentemente che rappresentano ben il 92,1 del patrimonio abitativo interessate negli ultimi venti anni da un lungo e faticoso processo di messa a norma completato solo in parte 12 fondazione censis

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