p. 1
numero unico del gruppo alpini di albate sezione di como dicembre 2011 editoriale 1861 2011 150 anni auguri italia ppg l anno 2011 che ormai volge al termine è stato ricco di manifestazioni e celebrazioni tutte accomunate nel ricordo di una data storica per tutti gli italiani e cioè il 150 anniversario dell unità nazionale 17 marzo 1861 17 marzo 2011 siamo certi che non potremo dimenticare il 17 marzo 2011 giorno in cui dalla val d aosta a pantelleria da torino a trieste è stato un susseguirsi di cerimonie commemorative con grande e forse inaspettata partecipazione di popolo con gli alpini ovunque presenti in un tripudio comunitario di tricolore in questo contesto la redazione ha ritenuto giusto riportare in prima pagina la manifestazione tenutasi ad albate il 6 novembre che nel ricordo dell anniversario della vittoria ha abbinato l inaugurazione e la benedizione del monumento di piazza 4 novembre restaurato dal comune di como su proposta del gruppo alpini di albate e di altre associazioni albatesi che non dimenticano la storia riportiamo testualmente il discorso tenuto per l occasione dal capogruppo giovanni caspani il senso principale di tutte le manifestazioni nazionali e locali organizzate nel corso del 2011 per dare risalto al 150° anniversario dell unità d italia lo possiamo riassumere in un invito rivolto agli italiani affinché ripensino agli infiniti sacrifici e sofferenze attraverso le quali è stata conquistata l unità nazionale e con essa la democrazia e la libertà il 2 giugno 1946 data di nascita della repubblica italiana giovanni caspani la fantasia nella ricerca di nuovi modi di lavoro prodotti sistemi non solo volti ad aumentare il benessere generale e diminuire la fatica quotidiana ma anche per dare logica concretezza a quella fantasia italiana e solo italiana che tutto il mondo ci invidia l`individuazione di nuovi modelli economici che porteranno l italia nei decenni successivi ad entrare nel novero delle nazioni più evolute al mondo di tutto ciò che è accaduto dobbiamo essere fieri ed orgogliosi ma sappiamo anche che è stato frutto di enormi sacrifici e sofferenze di migliaia di italiani donne e uomini molti dei quali in tempi e modi diversi non hanno esitato a donare la propria vita per questo ideale di unità ed ecco allora il motivo principale della manifestazione di oggi qui in questo luogo particolare di albate davanti al monumento nome che deriva dal latino monumentum cioè moneo rammento ricordo andiamo con la nostra mente dapprima agli albatesi chiamati al dovere e che non sono più tornati perchè caduti sui campi delle innumerevoli battaglie oppure dispersi in un turbine di mare di sabbia di ghiaccio e di fuoco come recita la preghiera del disperso continua a pag 2 ma per meglio capire è anche giusto ricordare che dal 1848 anno della 1 guerra d indipendenza fino almeno al 1866 3 guerra d indipendenza e oltre il valore e la consapevolezza di una possibile unità sentimenti che non si erano mai manifestati nei secoli precedenti e tanto meno affiorati nell animo della gente comune hanno subìto un improvviso risveglio sull esempio di altre nazioni europee nelle quali i medesimi fermenti covavano invece da tempo fu così che nel giro di qualche decennio nacque e si sviluppò il concetto di unità nazionale come traguardo non solo raggiungibile ma oltremodo necessario per l`indipendenza e l`unità politica per lo sviluppo della cultura per la diffusione dell`unica lingua e per la crescita di una economia a carattere nazionale in grado di competere finalmente con le nazioni europee più avanzate una certezza di unità che poteva contare inoltre sui nobili sentimenti che hanno da sempre caratterizzato l arte e la cultura italiana il senso della famiglia e la sua solidità il senso del dovere nel lavoro e nel servizio verso gli altri fino al moderno volontariato la capacità di soffrire quando la cattiva sorte bussa alla porta e diventa stimolo a ricominciare tutto daccapo qualunque siano i sacrifici da affrontare
[close]
p. 2
2 segue da pag 1 ma è altrettanto doveroso allargare il nostro pensiero anche ai caduti e ai dispersi di tutte le guerre qualunque sia il popolo la razza o la cultura di appartenenza perché ognuno di essi ha seguito un ideale o almeno una speranza ed insieme a loro dobbiamo annoverare in un profondo e affettuoso ricordo anche i nostri ragazzi italiani caduti nelle missioni di pace all estero nel compimento di un dovere nuovo nel tempo e nelle modalità il cui compito è di far conoscere la democrazia in paesi devastati dalla violenza etnica storica o religiosa sono missioni pericolose al limite della guerra dichiarata ma che i nostri ragazzi vivono con uno spirito e una convinzione esemplari favorendo e cercando l amicizia con le popolazioni portando aiuti sociali a nome di quell italia lontana che da parecchi anni sembra sull`orlo di una crisi socio politica ma che invece sul piano umano si dimostra sempre solida e fondata su una base persona umana sia posta sul più alto gradino dei valori per suo supremo e naturale diritto e in questo contesto la celebrazione di oggi insieme alla e la benedizione da parte del parroco don antonio fraquelli benedizione e alla inaugurazione dei restauri al monumento di albate acquista un significato grande aggiungiamo anche con molto piacere che il degrado che fino a pochi mesi prima caratterizzava quest opera è terminato ed è stato esaudito il desiderio degli alpini e ne siamo certi anche delle associazioni e degli albatesi che non dimenticano la storia di perpetuare il ricordo di coloro che in ogni tempo e in ogni luogo hanno compiuto sacrifici nella speranza di un mondo migliore i lavori di restauro sono stati eseguiti su richiesta specifica del gruppo alpini e di altre associazioni albatesi che si sono fatte portavoce presso il comune di como di una necessità non più procrastinabile il monumento è stato ripulito sono state ripristinate alcune parti del parapetto riverniciate le parti in ferro ripassate alcune scritte per renderle leggibili e ritornato insomma allo splendore iniziale e doveroso un ringraziamento al comune di como ed in particolare a coloro che hanno seguito tutto l`iter del restauro mentre gli alpini di albate garantiranno nel tempo un mantenimento il più possibile decoroso grazie ancora a tutti voi e un cordiale saluto w l italia w gli alpini w le associazioni albatesi w gli albatesi il momento dello scoprimento del monumento restaurato da parte dei rappresentanti delle associazioni albatesi di valori di eccellenza incrollabili e unici al mondo ed allora il monumento di albate insieme a quello di trecallo costruiti successivamente alla 1 guerra mondiale nel periodo in cui si era diffusa la convinzione che una guerra così sanguinosa non si sarebbe mai più verificata non solo perpetuano il ricordo di coloro che non sono più tornati ma continuano a ricordarci che le guerre non sono terminate e che purtroppo continueranno nel tempo a causa dell incapacità degli uomini di cercare o di inventare forme di convivenza sociale nelle quali la
[close]
p. 3
3 in margine al monumento di albate restaurato ppg siamo certi di fare cosa gradita ai gentili lettori aggiungendo al ricordo di questa bella manifestazione albatese una lettera che mario rigoni stern ha scritto e inviato alle donne di cursolo piccolo e sperduto paese nelle alpi novaresi e una lettera che racconta di un monumento in un quadretto di vita vissuta così denso di umanità da sembrare quasi fantasia e invece narra la vera e tragica storia di molti dei nostri antenati che hanno compiuto sacrifici di ogni genere lettera pubblicata per gentile concessione dell editore sommario editoriale auguri italia il restauro del monumento ai caduti di albate sommario in margine al monumento restaurato canto degli italiani gli auguri del gruppo gli auguri del capogruppo gli insegnamenti del risorgimento i ricordi della naia amici andati avanti una mostra racconta la guerra degli italiani in russia la preghiera dellalpino pedibus anagrafe colletta alimentare giochiamo con la borsa anno europeo del volontariato notizie da upc una casa per luca cose alpine le trasferte del gagliardetto pag 1 2 sommario pag 3 pag 3 pag 4 pag 5 pag 6-7 pag 8 pag 9 pag 10-11 pag 12 pag 13 pag 14 pag 15 pag 16 pag 17 pag 18-19 20 pag 20 mario rigoni stern lettera alle donne di cursolo la montagna è avara e l inverno è lungo e dove sono gli uomini donne donne dove sono i vostri uomini molti i più belli i più giovani e gagliardi se li è portati via la guerra incominciò da adua anzi ancor prima da napoleone e da quando c`era da fare l`italia passavano gli anni e una lettera o una cartolina da lontani paesi diceva sto bene vi ricordo e sono il vostro a volte chiedevano del paese delle bestie dei raccolti poi quando tutto era finito ritornavano in pochi risalivano la valle e li aspettavate trepide sull uscio della vecchia casa di pietra venne la guerra del `15 e poi quest ultima il postino portava sempre più numerose le cartoline rosa dopo arrivavano i telegrammi in comune e l`incarico del parroco era ben doloroso vi chiudevate in casa a pregare e a piangere e tingevate di nero i vostri vestiti ma la montagna è avara e l inverno è lungo bisognava riprendere i lavori il campo non poteva aspettare di essere zappato il fieno bisognava pur falciarlo e mungere le vacche e raccogliere la legna vestite di nero al posto dei vostri uomini che non tornavano un giorno di primavera suonarono le campane a festa era finita e piangevate quelli che erano rimasti tornarono ancora una volta dalla germania dai balcani dalla russia alla spicciolata senza fanfara e senza chiasso magri e sparuti e voi li aspettavate sull`uscio della vecchia casa di pietra ma la montagna è sempre più avara e l inverno sempre più lungo i bambini mangiano e non chiedono quanto costa così con il fagotto sulle spalle come quella volta della cartolina rosa via per il mondo a cercare un lavoro più redditizio paese di montagna senza uomini che amaro e desolato non sentirli cantare alla sera del sabato non vederli sul sagrato alla domenica non vedere il loro lavoro sulle montagne solo una lettera da lontano che chiede del bestiame e del raccolto e che chiude così vi ricordo e sono il vostro ma ora per quelli che non torneranno più sulla piazza del vostro paese avete voluto un monumento e quello dei vostri uomini e sulla pietra è scritto qualcosa che non so ma che immagino così i vostri uomini che non sono tornati e che non torneranno più sono lì con voi non sentite il loro canto al sabato sera ma sì donne del piccolo paese sperduto nella più povera valle del novarese i vostri uomini non sono mai andati via sono sempre restati con voi sempre ve lo assicuro i vostri alpini non sono mai andati via
[close]
p. 4
4 ppg e giunta in redazione una poesia della poetessa luigia giussani torresani e un gradito omaggio che con molto piacere pubblichiamo luigia giussani è nata a carate brianza il 21 settembre 1930 risiede a como persona semplice attenta alle urgenze dei meno fortunati e entusiasta della vita che canta in alcune sue poesie ama la musica alla quale si è dedicata negli anni della maturità e attratta da qualsiasi genere di arte in alcuni suoi scritti ha anticipato i tempi nota dellautrice w l italia buon compleanno italia resistere per esistere anniversario di 150 anni in discreta salute affidata al benemerito corpo degli alpini con stima ringrazio cinzia e massimo di questa opportunità canto degli italiani miticifig li d italia lamiapatria siam semi di roccia siam fiori fluviali siam frutti solari e universali gioie e dolore e una speme che aiuta sorride novella la buona riuscita fratelli ditalia cultori e pionieri cammina col nostro stivale un popolo deuropa libertà compiuta è linno al vento fierezza e virtù di energia e talento incerta è la sorte che avvolge e circonda la nave è sul mare in balia dellonda di alti di bassi narra la storia di vaghe ambizioni e di vanagloria uniamoci uniamoci lunione e lamore é impresa costante il proprio volere se uniti saremo per un bene comune avremo sconfitto i lamenti e le pene giuriamo far libero il suolo da barbari violenti elevando le menti e alla patria l alloro fratelli ditalia litalia è di destra ma lelmo sinistro le ha cinto la testa in vetta alla gloria declama vittoria coi martiri eroi sullaltare in memoria civili e dimpegno gli assi dingegno son colti e zelanti autori brillanti lo spirito umano nel mito italiano o ricchi nababbi o senza domani custodi di amore e umano perdono il giusto cerca il vero tesoro e chi ha colto lamore più bello ha inciso il nome con arte a cesello di noi ha affrontato con coraggio e serenità le difficoltà della vita auguri all italia che quest anno abbiamo ricordato e festeggiato per i primi 150 anni della sua unità storica anche il 2011 è giunto ormai al termine e come tradizione purtroppo il momento attuale è caratterizzato da grandi difficoltà di ordine economico e sociale vuole è d obbligo formulare i più fervidi auguri per il ma siamo altrettanto certi che tutti gli italiani pur nella futuro ma a chi innanzitutto al presidente nazionale corrado perona non fatica e nel maggiore sacrificio sapranno affrontarlo alla grande sullesempio dei nostri predecessori che solo per essere riferimento sicuro per tutti gli alpini ma hanno compiuto l arduo dovere in pace e in guerra soprattutto per il suo illuminato impegno verso il futuro con l unico pensiero di costruire una società migliore della grande famiglia associativa poi un augurio sincero affettuoso e di buon lavoro al nuo un sincero ed affettuoso augurio ai nostri ragazzi vo presidente della sezione ana di como chicco gaffuri impegnati nelle missioni di pace all estero insieme ad un doveroso pensiero ai familiari dei ragazzi caduti carissimo chicco sei stato votato con un plebiscito a auguri alle associazioni albatesi che collaborano con gli dimostrazione di quanto gli alpini di como ti vogliono alpini auguri ai gruppi alpini gemellati di marlengo e bene siamo consapevoli delle grandi difficoltà di questo di soave affinché il messaggio della penna nera tuo nuovo incarico ma conosciamo anche le infinite accomuni tutti sotto un unico impegno soddisfazioni che gli alpini ti procureranno auguri a tutti gli alpini in italia e all estero affinché forza chicco siamo tutti con te un altrettanto e sincero augurio unito ad un ringraziamen ognuno di essi sappia essere portatore della nostra to al predecessore di chicco lex presidente achille grego cultura delle nostre tradizioni e soprattutto della nostra volontà di essere sempre presenti ri auguri a tutti gli amici per la loro convinzione pur senza caro achille sei un alpino così convinto che non ti sei la penna nera si comportano allo stesso modo di noi collocato a riposo ma hai accettato un impegno alpini grazie altrettanto importante come quello di direttore infine un augurio ed un ringraziamento dal profondo del responsabile del giornale sezionale baradell cuore a tutti gli albatesi che ci stimano e che apprezzano il e con questo gesto sei tu a dimostrare quanto ami gli nostro lavoro alpini grazie auguri a tutti gli alpini e agli amici del gruppo di albate ma cè un augurio particolare che vogliamo affidare al al loro capogruppo auguri ai nostri veci auguri a tutte bambino che nascerà ancora una volta a betlemme in quelle famiglie degli alpini affinché il s natale sia ancora la estrema povertà tanto inusuale nella nostra vita espressione della pace del cuore nel ricordo di chi prima e un augurio a luca barisonzi a questo sfortunato e gli auguri del gruppo alpini di albate
[close]
p. 5
5 coraggioso giovanissimo alpino rimasto gravemente ferito in afghanistan e che con volontà eccezionale sta sottoponendosi a cure specifiche per recuperare almeno luso degli arti superiori a questo ragazzo esemplare che dovrà misurarsi con i suoi limiti fisici l associazione nazionale alpini ha deciso di regalare una casa nella quale egli potrà vivere facilitato in parte nello svolgimento delle normali funzioni legate alla quotidianità ecco che allora la foto delle fondamenta della casa di luca sostenute dallimmagine del presepio assume un significato grandissimo il santo bambino che nel 2011 nascerà ancora tra gli uomini per la salvezza di tutti infonda una forte speranza a chi come luca dovrà ricominciare una nuova vita buon natale e buon anno nuovo a tutti si confà agli alpini lettura del discorso del presidente nazionale corrado perona e canto dell inno nazionale tanta gente era presente ma soprattutto voglio ricordare con piacere i bambini della scuola dell`infanzia s antonino vestiti con grembiulini tricolori che bello e che bravi da quel giorno è stato un susseguirsi di manifestazioni ad albate ed in altre località che hanno visto gli alpini sempre presenti in forma massiccia al punto da essere stati più volte oggetto di complimenti da parte dei componenti del direttivo sezionale non voglio elencare tutte le nostre presenze ma mi preme sottolineare che ad ogni raduno o anniversario il gagliardetto del nostro gruppo è sempre stato presente l`ultima manifestazione ultima solo in ordine di tempo è stata l`inaugurazione del monumento ai caduti di albate successivamente ai lavori di sistemazione e di restauro anche quel giorno 6 novembre la pioggia non è mancata ma nemmeno gli albatesi che hanno manifestato la propria soddisfazione nell`ammirare quel simbolo di albate finalmente tornato agli antichi splendori ed ora non posso dimenticare di ringraziare tutti gli alpini che lavorano continuamente per il bene del gruppo quelli che si occupano attivamente dei servizi in sede che lavorano senza sosta in cucina o per mantenere sempre in ordine il percorso salute in valbasca ma anche quelli che pur non facendo un lavoro visibile pensano scrivono sollecitano partecipano a numerose riunioni in sezione in un impegno che risulta essere pressochè giornaliero il tutto sottraendo tempo alla famiglia e spesso anche al lavoro a questo punto è d`obbligo un sincero ringraziamento alle nostre mogli che sopportano tutte queste cose con grande spirito di partecipazione non solo morale ma anche di presenza alla sagra e in altri momenti di vita del gruppo mettendo a disposizione le capacità tipicamente femminili quali ad esempio la preparazione di torte unita alla sopportazione dei mariti alpini dei quali spesso si perdono le tracce un augurio e un grazie particolare al parroco don antonio a don luigi e don alessandro per il contributo spirituale ed un pensiero è d`obbligo verso due persone che ci hanno lasciato il vecio carlo montorfano 96 anni alpino vero che con la sua signorilità e la sua modestia ha rappresentato per tutti noi un riferimento bernardo agnella prezioso amico e collaboratore sempre presente e attivo alla vita associativa del gruppo infine un caro saluto a michele morstabilini 93 anni compiuti le cui condizioni di salute non sono delle migliori ma di sicuro il suo pensiero è sempre rivolto al nostro gruppo termino e auguro a tutti gli alpini agli amici ai soci aiutanti a alle loro rispettive famiglie un buon natale ed un sereno anno nuovo pronti ad affrontarlo con lo stesso spirito alpino di sempre viva gli alpini di albate il capogruppo giovanni caspani e quelli del capogruppo cari alpini veci combattenti e reduci amici degli alpini anche il 2011 è ormai passato e come tutti gli anni che l`hanno preceduto è stato talmente veloce nel suo transitare che a noi rimane sempre il dubbio di non essere riusciti a fare tutto quello che si era pensato ma il 2011 ci ha regalato un filo conduttore unico nella storia della penna nera mi riferisco a tutte la manifestazioni indette per ricordare i primi 150 anni dell unità italiana 17 marzo 1861 17 marzo 2011 per il nostro gruppo è stato proprio il 17 marzo a dare il via alle celebrazioni con una breve ma convinta manifestazione tenutasi alla cascina massè purtroppo sotto la pioggia battente molto semplice il programma come
[close]
p. 6
6 gli insegnamenti che ci arrivano dal risorgimento di sergio masciadri rileggere la storia del nostro paese attraverso fatti persone cultura tradizioni e accadimenti politici aiuta a comprendere l`essere degli italiani e infatti la storia ce lo dice benedetto croce che costruisce il carattere di un popolo affrontiamo questo percorso con rigoroso spirito critico e fuori da ogni ret orica muovendoci attraverso le idee l `i mpegn o le opere e gli scritti di uomini il cui contributo è stato determinante nell`abbrivio di un lungo e tortuoso percorso che affonda le sue radici n el l an ti c a vittorio emanuele ii roma quando l`aristocrazia aveva nei modi e coi mezzi adeguati a quei tempi unificato la penisola e creato una base di sviluppo nazionale nato da motivazioni culturali prima ancora che politiche il nostro risorgimento si presenta alla storia come un nuovo rinascimento che attraversa l`italia e contamina i popoli europei un movimento che dà al concetto di unità nazionale un senso dinamico che va oltre il 17 marzo del 1861 giorno in cui vittorio emanuele ii riunita a torino nelle sale di palazzo carignano la camera del regno di sardegna aveva annunciato la nascita del regno unito d`italia una dichiarazione che conclude la prima parte di un processo unitario culturale e politico di proporzioni tali da non potersi ancora considerare compiutamente realizzato i motivi di questo grave ritardo cristina di belgioioso nei suoi scritti del 1848 li imputava al fatto che non abbiamo un`unica storia in cui tutti gli episodi raggruppati attorno a un nucleo principale tendano a uno scioglimento comune ci sono invece parecchie storie distinte sebbene contigue e correlate in modo abbastanza stretto da non permettere che una possa sussistere autonomamente l`italia è una nazione antica che manca di unità ne è sempre stata priva e questo ha reso ancor più complicata l`opera di quegli uomini del nostro risorgimento che sia pur proponendo soluzioni diverse si sono battuti per costruire l`unità del paese le attuali contrapposizioni politiche e prima ancora culturali alimentate da uomini che siedono nelle assemblee legislative del nostro paese non favoriscono certo il superamento di questi ostacoli storici anzi le loro dichiarazioni contribuiscono ad alimentare una cultura antiunitaria che coinvolge una sia pur discreta parte di cittadini che hanno dei problemi del paese visioni ristrette e opportunistiche mai come oggi assume un particolare significato l`amara constatazione di massimo d`azeglio sono gli italiani ad essere i nemici dell`italia il 1861 è l`anno che segna la conclusione della prima e fondamentale tappa di un lungo percorso che era iniziato tra il xiii e il xiv secolo quando all`insegna della mobilità e dell`erranza era nata la letteratura italiana e con dante petrarca e il boccaccio il volgare cominciava ad essere divulgato fino diventare una lingua comune con la caduta dell impero romano d`occidente la penisola era diventata terra di conquista goti longobardi arabi normanni e nel periodo federiciano i tedeschi poi arrivano gli spagnoli sostituiti più tardi dai francesi e infine gli austriaci seguiti da ungheresi e croati un alternarsi di dominazioni che hanno contaminato la nostra cultura la nostra lingua e le nostre millenarie tradizioni umiliando quelle prime forme istituzionali di democrazia e di autonomia che nel medioevo erano state espresse con la formazione dei primi consigli elettivi.
[close]
p. 7
7 nel xi secolo sul territorio comasco e non solo in città si erano insediati i primi i primi consoli eletti e non nominati col compito di amministrare la cosa pubblica l`alternarsi di presenze straniere era favorito dalla ricorrente litigiosità tra i diversi sovrani che regnavano sui piccoli stati di una italia divisa incapaci di risolvere le controversie interne questi regnanti chiedevano aiuto agli amici stranieri che mettevano a disposizione i loro eserciti per appianare le controversie un intervento esterno che molto spesso aveva una durata di lungo periodo condizionando in modo significativo le scelte politiche le alleanze militari e niccolò macchiavelli naturalmente l`economia di questi piccoli stati nel cinquecento è niccolò macchiavelli coi suoi scritti a richiamare principi duchi e regnanti che governavano i numerosi stati sparsi lungo la penisola ad un concetto nazionale democratico del potere machiavelli aveva insistentemente richiamato l`attenzione di questi sovrani sul pericolo che i ricorrenti interventi stranieri sia pure richiesti nel tempo avrebbe potuto minacciare il loro stesso potere e la loro autorevolezza sui sudditi basta li esortava il machiavelli non andate continuamente a chiamare una volta il principe di sassonia un`altra volta l`arciduca di ungheria piuttosto che i borboni spagnoli venga fuori quest`uomo machiavelli si preoccupava di convincere i principi italiani dell`utilità di costruire l`unità politica e militare del paese sotto un`unica guida sull`esigenza dell`unità qualche secolo prima era stato anticipato da dante petrarca e boccaccio che con le loro opere avevano posto le basi per la costruzione dell`unità del paese cominciando da quella francesco culturale che petrarca non poteva realizzarsi se non attraverso la presenza di una lingua comune che avrebbe potuto favorire la comunicazione tra le genti le celebrazioni spesso solo formali che nel corso dell`anno hanno ricordato i 150 anni dell`unità d`italia non possono e non devono essere archiviate il 31 di dicembre ma essere punto di partenza per un continuo confronto sul concetto di unità che oggi acquista un significato moderno e dinamico la multiculturalità e il continuo confronto con le diversità culturali aiuta ad arricchire la mente dell`uomo nello stesso modo in cui le biodiversità contribuiscono giovanni a mantenere boccaccio in vita il nostro pianeta dante alighieri
[close]
p. 8
8 i ricordi della naia la vecchia naia fabru il numero di novembre de l alpino riporta un editoriale a firma roberto bertuol nel pezzo si fa riferimento alla naia al giuramento e quello che questi hanno rappresentato e rappresentano per l uscita del nostro giornale avevo pensato a tutt altro ma quello scritto mi ha fatto cambiare idea la naia cosa è stata per ognuno di noi la naia comunque la si veda certamente ha rappresentato molto ai miei tempi il servizio militare obbligatorio era di 18 mesi per molti ventenni allora partire significava spesso lasciare la propria casa e il proprio paese per la prima volta per affrontare qualcosa che non ti andava per il verso giusto io personalmente sono partito con grande entusiasmo quando feci le selezioni attitudinali chiesi di essere assegnato alle truppe di montagna non me lo diedero per certo al ricevimento della cartolina rosa con scritto come destinazione aosta scuola militare alpina feci salti di gioia andavo dove volevo andare in montagna avrei portato il cappello con la penna sarei diventato un alpino quello della naia era una avventura che ti proiettava in un mondo completamente nuovo ti prendevi dell imbranato della foca perchè non sapevi come comportarti quali erano le regole e che si doveva sempre dire signorsì ma con il passare dei giorni ti facevi furbo e cominciavi a prendere coscienza di ciò che dovevi fare e come agire come scrive bertuol addestramento istruzione fino al giorno del giuramento e venne quel giorno ma quanti di noi affrontarono quel momento con il convincimento che quel lo giuro ci avrebbe impegnati ad essere buoni cittadini prima che soldati al rispetto della costituzione all osservanza delle leggi al rispetto delle norme non molti credo il clima di goliardia della giovane età dei momenti di spensierata allegria che si viveva fra commilitoni non ci responsabilizzava più di tanto ma quel giuramento e gli insegnamenti della naia li abbiamo metabolizzati e messi in pratica nella nostra vita quotidiana dalla naia abbiamo imparato cosa è il dovere nel senso più stretto del suo significato la generosità la disponibilità il vivere inseriti nella società una società diventata oggi globalizzata nella quale le persone sembrano avere perso tutti quei valori umani che sono alla base di una civile convivenza dove la violenza l egoismo e l interesse personale prevaricano l amore per il prossimo la solidarietà e l altruismo doti queste ultime che agli alpini non fanno difetto sono nel loro dna e per tutto questo che è stato un grosso errore eliminare la naia troppi giovani oggi non hanno un indirizzo non hanno punti di riferimento non sanno o non vogliono rispettare le regole cose che noi durante quel periodo abbiamo assimilato e fatte nostre dalla naia poi ci siamo trascinati la consapevolezza che i nostri diritti terminano dove iniziano i diritti dell altro che la fratellanza e l amicizia molte di queste amicizie nate in caserma sono ancora vive in noi sono un bene prezioso e che solo tenendo ben presente tutto questo possiamo dire di essere dei buoni cittadini e perché no anche buoni genitori innanzitutto mi presento mi chiamo veronica molteni ho 21 anni e la nuova naia abito e vivo a villa guardia ed il mio sogno è quello di entrare a far pardi veronica molteni te dell esercito italiano più precisamente nel reparto alpini ho così colto al volo l opportunità offerta dal ministro della difesa di prendere parte al progetto vivi le forze armate militare per 3 settimane con cui veniva data la possibilità di vivere tre settimane a stretto contatto con il mondo militare quest estate quindi sono partita insieme a molti altri ragazzi provenienti da tutte le regioni d italia per sperimentare e condividere l ambiente e lo stile di vita militare presso il centro addestramento alpino di la thuile aosta durante questo periodo abbiamo vissuto da militari tra militari ho potuto così conoscere e apprezzare ancora di più la loro realtà oltre a seguire le rigide e ferree regole militari come per esempio la sveglia alle 6/6.30 del mattino l alzabandiera quotidiano le varie adunate durante il giorno abbiamo svolto interessanti e nuove attività quali arrampicata gare di orienteering percorso avventura e marce ad alta quota sono proprio quest ultime le prove più difficoltose che ho e abbiamo dovuto affrontare anche se ci sentivamo più stanchi ad ogni passo eravamo fieri e soddisfatti della nostra fatica perchè ci sentivamo veramente un gruppo unito e combattivo di alpini una cosa che contraddistingue gli alpini è proprio questo lo spirito di gruppo dopo questo breve ma intenso periodo ricco di fatiche ma anche di molte soddisfazioni posso definire questa esperienza molto istruttiva non solo dal punto di vista militare ma anche sotto l aspetto relazionale che si è instaurato con gli altri compagni e componenti delle varie squadre rapporti d amicizia che durano tuttora con diversi miei compagni d avventura posso infine dire che vivi le forze armate ha mantenuto le promesse facendo davvero conoscere ai giovani la realtà dell esercito e allo stesso tempo il rispetto la disciplina e il lavoro di squadra necessari per convivere con gli altri commilitoni e proprio per tutti questi insegnamenti che consiglierei a chiunque di vivere questa esperienza!
[close]
p. 9
9 in ricordo di un caro amico che non è più bernardo agnella è andato avanti ppg beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli beati i miti perché erediteranno la terra questo passo delle beatitudini è con certezza il più adatto per ricordare bernardo agnella classe 1946 grande amico degli alpini di albate uomo semplice ed umile che di queste rare virtù ha fatto anche se inconsapevolmente la bandiera della sua vita ed ha lasciato un esempio che è lì da cogliere in tutta la sua ricchezza nell`omelia di commiato il parroco don antonio profondamente commosso lo ha ricordato per questa sua disposizione dell`animo a seguire il bene dei semplici non l ho mai sentito fare un discorso ma l ho sempre visto pronto e disponibile ogni volta che ce n era bisogno con la sua presenza taciturna ed efficace praticando la generosità dei semplici e operando con umiltà per il bene di tutti se ne è andato in silenzio il mattino del 14 giugno salutato dalla sua numerosa famiglia che gli è sempre stata vicina nella buona e nella cattiva sorte verso la quale ha lasciato un ricordo così bello da essere una rarità ai nostri tempi gli alpini di albate che bernardo ha sempre frequentato con dedizione dicono che è andato avanti e lo dicono infrangendo la tradizione che accosta questa affermazione solo agli alpini defunti ma bernardo merita di essere ricordato così anche se alpino non era perché degli alpini ha sempre vissuto lo stesso spirito e gli stessi ideali e gli alpini hanno bisogno di esempi come questo perché anche loro non sono sempre all altezza delle situazioni ed ogni tanto rischiano di perdersi per strada ma per fortuna ci sono gli amici che sono lì a dar man forte e condividono le attività le fatiche e quando serve anche le bevute e se è vero che gli amici non portano la penna per il resto sono esattamente come gli alpini e cioè caparbi coriacei e brontoloni quante volte nel gruppo si sentiva dire serve aiuto chiediamo al bernardo e bernardo compariva improvvisamente ma chi lo aveva avvisato nemmeno radio aquila la radio degli alpini sarebbe stata così veloce a diffondere nell`etere l s.o.s e compariva con il suo sorriso caratteristico e il suo bronto lamento che rinfocolava continuamente come una pentola di fagioli quando bolle mentre eseguiva gli ordini e se è vero che tutti i gruppi alpini hanno al proprio interno alcuni personaggi particolari gli alpini di albate devono vantarsi di averne avuto uno come lui caro bernardo adesso che sei andato avanti anche senza il nostro permesso sarà necessario trovare un tuo sostituto ma sappiamo che è un`impresa pressoché impossibile e bisognerà trovare anche il compagno per la scopa d assi perché da quando la malattia ti ha allontanato dal gruppo la partita è rimasta sospesa nella speranza di poterla continuare insieme e terminarla con il familiare bianco sporco in compagnia hai lasciato un grande vuoto nelle nostre file ma il tuo esempio rimane splendido nella sua semplicità a noi ora tocca il compito di raccoglierlo per continuare la presenza di un grande amico quale tu sei stato per tutti gli alpini di albate ciao bernardo a te un grandissimo e caloroso grazie ai tuoi familiari l augurio che il tuo esempio continui attraverso i figli il gruppo alpini di albate il cappellano della sezione ana di como al secolo padre felice zanotti è andato avanti aveva compiuto 80 anni lo scorso nove luglio da tempo era ammalato ma ciò non gli ha mai impedito di dedicarsi con passione alle attività della parrocchia di s giuseppe nella quale risiedeva e prestava la sua opera dopo il rientro dal brasile terra nella quale aveva svolto per decenni l opera di missionario francescano era una figura caratteristica la barba bianca e fluente la voce baritonale e squillante la volontà ferrea fino a quando la salute glielo ha permesso ha sempre risposto alle chiamate degli alpini il suo nome compariva spesso sui manifesti della sezione o dei gruppi che lo invitavano alle manifestazioni per celebrare la s messa e per recitare i suoi discorsi attraverso i quali non mancava mai di mettere in primo piano la figura degli alpini per i sacrifici compiuti e per la generosità che è loro peculiare se ne è andato in silenzio con quella grande umiltà che gli è stata compagna per tutta la vita ora è in paradiso e noi ringraziandolo di tutto gli chiediamo di non farci mancare il suo sguardo benevolo insieme alla preghiera per tutti gli alpini comaschi verso i quali ha sempre manifestato un convinto e sereno affetto da padre ciao padre felice sarà impossibile dimenticarti !
[close]
p. 10
10 una mostra racconta la guerra degli italiani in russia fotografie e documenti per un ritorno sul don di francesco premi trento era presente anche il giornale i alpinn del munt goi alle gallerie di piedicastello di trento lo scorso 19 novembre per l inaugurazione della mostra ritorno sul don 1941-1943 la guerra degli italiani in unione sovietica organizzata dalla fondazione museo storico del trentino mst in collaborazione con il museo centrale della grande guerra patria di mosca e l`università statale agraria di voronezh vgau con i curatori quinto antonelli lorenzo gardumi e giorgio scotoni hanno collaborato istituzioni culturali e di ricerca russe e gli italiani museo nazionale storico degli alpini di trento e museo storico italiano della guerra di rovereto non solo la mostra si fregia dell`adesione del presidente della repubblica giorgio napolitano e del patrocinio del comando truppe alpine rappresentate a trento dal generale gianfranco rossi e dell`associazione nazionale alpini il cui presidente nazionale corrado perona il successivo 2 dicembre ha partecipato ad un incontro con alcuni reduci trentini ma da dove deriva l importanza di tale mostra perché coinvolgere tanti soggetti cosa può dare un altra mostra sul tema della guerra in russia dopo oltre sessant anni di libri memorie ricerche pubblicate ritorno sul don risponde il direttore del mst giuseppe ferrandi è la prima esposizione che nasce da una volontà comune di rileggere una tragica e controversa storia di guerra una storia che ha prodotto nei decenni innumerevoli memorie e testimonianze anche mario rigoni stern ha intitolato un suo libro ritorno sul don editore einaudi anno 1973 a quasi trent`anni di distanza dal termine del secondo conflitto mondiale rigoni decide di ritornare in russia per rivivere questa volta da civile la sua dolorosa esperienza al fronte giunto a kiev viene accolto dalla guida che gli propone i soliti giri turistici ma egli preferisce stare in mezzo alla gente per poter vedere la sua russia e si stupisce di trovarvi ordine calma pace e serenità da qui in poi è tutto un rivisitare i luoghi a lui cari charkov rossosch le rive del don nikitowa nikolajeska valuichi sul don ha un pensiero verso gli amici che lì sono rimasti dormite in pace in questo silenzio in questa terra nera in questo autunno dolcissimo ci ritroveremo un giorno arrivederci al suo rientro in italia scriverà commosso ecco sono tornato a casa ancora una volta ma ora so che laggiù quello tra il donetz e il don è diventato il posto più tranquillo del mondo c è una grande pace un grande silenzio un infinita dolcezza la finestra della mia stanza inquadra boschi e montagne ma lontano oltre le alpi le pianure i grandi fiumi vedo sempre quei villaggi e quelle pianure dove dormono nella loro pace i compagni che non sono tornati a baita il mst ha voluto riprendere tutta la storia di quella sventurata e tragica spedizione inserendola nel contesto della guerra di sterminio condotta dalle truppe germaniche in urss i video documentari le fotografie le mappe collocati nella galleria nera hanno sottolineato antonelli gardumi e scotoni scandiscono la cronologia di una guerra totale dall operazione barbarossa fino all offensiva del giugno 1942 che porta le truppe tedesche sul don e poi sul volga all assedio di stalingrado dentro questo grande affresco i visitatori trovano come un filo rosso la guerra degli italiani dalla partenza del primo contingente il 10 luglio del 1941 al dolente rientro dei superstiti nella primavera del 1943 dopo la disfatta dell 8 armata
[close]
p. 11
11 la galleria bianca si apre con una sezione dedicata alla macchina della propaganda bellica del regime fascista per passare al lascito memorialistico fiorito copiosissimo nei decenni che seguirono il conflitto che spesso testimonia una travagliata maturazione umana e politica dei reduci la collocazione della mostra nelle gallerie due ex tunnel stradali riconvertiti in spazio espositivo consente di applicare scelte museali innovative questo approccio ha avuto in questo caso crediamo una importante carica simbolica le gallerie parallele tra loro rappresentano idealmente anche il volto doppio della guerra vista dall uno e dall altro fronte su cui veniva combattuta a sottolineare la volontà di non-mistificazione della realtà e di un arricchimento reciproco delle conoscenze grazie al confronto di documenti fonti foto memorie delle due parti anche l ultima sequenza aggiungono a questo proposito i curatori relativa alla battaglia di nikolajewka è qui bilanciata dall ottica russa che ricorda di contro il tragico epilogo del 27 gennaio a valujki quando le divisioni vicenza julia e cuneense con i loro generali cadono prigioniere dei cosacchi un aspetto di questo nuovo corso della ricerca che ci sembra particolarmente interessante è l apertura degli archivi dei servizi segreti sovietici riguardanti i prigionieri italiani dell armir sottoposti a processo nel dopoguerra per crimini verso le popolazioni perché se per gli alpini era cosa nota che le truppe italiane non fossero paragonabili a quelle di qualsiasi altro invasore per umanità e rispetto dei civili altro è trovarne a testimonianza nelle carte del nemico si sapeva infatti che su circa 48mila soldati stranieri processati in urss specifica paolo piffer gli italiani fossero solo 29 di cui 10 scagionati sul fronte di voronezh quello tenuto dal corpo d armata alpino il 72 dei crimini fu imputato ai soldati del reich il 20-25 ai magiari il 3 agli italiani ora grazie alle ricerche di giorgio scotoni con la collaborazione di sergej filonenko sono emersi altre centinaia di faldoni riguardanti proprio la zona di competenza del corpo d armata alpino le carte sembrano confermare quanto detto tante volte dai reduci dell armir ci furono dei crimini ma in misura minima i documenti trovati avvalorano la condotta complessivamente corretta degli italiani a differenza della ferocia tedesca e ungherese la mostra resterà aperta fino al 30 settembre 2012 un ottima notizia per chi vorrà sulla strada di bolzano verso l adunata fermarsi a ricordare quanti non sono potuti tornare a baita alle migliaia di italiani rimasti in terra russa è stato dedicato a trento anche un importante convegno internazionale tra i numerosi interventi di particolare interesse quello del giovane ricercatore federico premi nella foto veronese di nascita e trentino d adozione insegna alle scuole superiori e ha collaborato con il mst nell organizzazione della mostra proviene da una famiglia di tradizioni alpine ed è l altro nipote del capitano del nostro vecio michele morstabilini federico intervistato per il giornale i alpinn del munt goi riassume gentilmente quanto emerso dalla sua ricerca alpini sul don alpini sul web d qual è attualmente lo strumento maggiormente utilizzato per la diffusione della memorialistica sulla seconda guerra mondiale r da un decennio buono il luogo della scrittura memorialistica sulla ii guerra mondiale è in parte slittato dall editoria al web oggi non c è più un luogo della memoria il libro ma diversi luoghi della memoria i siti d un discorso che vale tanto più per la ritirata di russia r altri episodi delle vicende belliche italiane non hanno una tale risonanza il ricordo è ancora vivido grazie alle nuove generazioni che studiano e approfondiscono quello scorcio di storia e di storie già perché la testimonianza in internet spetta ad una generazione che non ha vissuto direttamente i fatti e che mostra di aver già digerito l esperienza della guerra vissuta dai soldati del regio esercito d in definitiva i blog e i forum possono essere considerati un esempio di scrittura popolare r beh sicuramente il caso in cui il testimone storico della disfatta italiana salta una generazione per riemergere nelle scritture dei nipoti testimonianze di una nuova narrativa rimbalzando da sito a sito ci si perde tra i gruppi i plotoni le compagnie o le divisioni tra racconti diretti e indiretti stralci di libri già pubblicati pezzi di film su youtube voci in mp3 che interrompono la lettura miriadi di foto e ritratti documenti blog di approfondimento sul tema migliaia sono i nomi che compaiono migliaia le brevissime storie legate a questi nomi non esiste più la gerarchia militare colonnelli caporali capitani si rincorrono in rete con i loro sguardi in bianco e nero se moltiplicassimo le centinaia di storie per le centinaia di siti si potrebbe ricostruire da nuovissime prospettive tutta la storia dell intero csir e armir grazie federico da parte della redazione de i alpinn del munt goi e da tutti i suoi lettori alla prossima !
[close]
p. 12
12 la preghiera dell alpino nella sua perenne attualità di matteo navoni la preghiera dell alpino una parola valida e viva per questo nostro tempo vorrei condividere con i lettori alcuni spunti di riflessione che la nostra preghiera propone nella ricerca di un attualizzazione di un messaggio per questi giorni che non sono più quelli della naja ma continuano ad essere segnati dal desiderio di viverli allinsegna dei valori dellalpinità È un argomento che affronto con gioia è un testo che amo che mi riporta sempre alla mente molti ricordi e mi emoziona quando lo sento gioia anche perché ho la consapevolezza di avvicinarmi a qualcosa che in queste emozioni unisce e affratella tutti o almeno spero noi alpini accanto alla gioia cè però anche il timore di chi sente di affacciarsi su una realtà importante che tocca i cuori e le vite e chiede quindi delicatezza e rispetto timore poi perché devo cercare di stringere in poco spazio concetti teologici che ne chiederebbero molto di più se non ci riuscirò grazie della pazienza questa chiamata è il nostro dovere anche quando non è pericolosamente compiuto riconoscerla accettarla e donarsi ad essa con entusiasmo e dedizione mettendo i propri talenti a servizio del bene comune è qualcosa che da senso alla vita e la purifica dal tarlo silenzioso ed allettante dellegoismo farsi baluardo non è solo cosa militare non lo è stato per il sottoscritto alpino da cortile come fortunatamente non lo è per la maggior parte dei nostri fratelli nel mondo eppure esiste qualcosa che vale la pena di preservare per amore del quale vale la pena di ergersi a baluardo la nostra civiltà cristiana con i valori che lungo la storia ha infuso come linfa nella nostra società quei valori che ci conducono a sentire come patria la nostra terra e i nostri fratelli quei valori che si esprimono anche in simboli come la nostra bandiera il baluardo è proteso verso lesterno e insieme raccolto a proteggere ciò che al suo interno da lui spera sicurezza siamo quindi chiamati a guardare oltre noi stessi a protenderci verso lesterno per farci carico del nostro mondo del nostro tempo delle relazioni che ci sono date da vivere per quanto problematica questa realtà è loggi che ci è affidato se spesso sembrano giorni cattivi che non rispondono alla nostra domanda di pace e giustizia non cessano per questo di essere -per dirla con le parole di s paolo tempo favorevole e giorno della salvezza su le nude rocce sui perenni ghiacciai su ogni balza delle alpi un primo elemento che risalta è lambiente montano tutti sappiamo che ogni salita ogni ascensione in montagna presenta delle difficoltà talora durante il cammino capita di scoraggiarsi viene voglia di lasciar perdere ma se si tien duro una volta in vetta si è ripagati dal panorama come pure da una sorta di intima soddisfazione di sé stessi le difficoltà si superano meglio assieme quanti bei ricordi di collaborazione fraterna durante le marce ma unaltra prospettiva nella quale possiamo leggere il luogo del monte ci è offerta dalla sacra scrittura il monte è il luogo dellesperienza di dio dellincontro con lui unesperienza che come ci ricorda lepisodio del profeta elia sulloreb può mettere profondamente in crisi le nostre convinzioni ed aspettative per mostrarci un volto di dio completamente diverso il monte allora è simbolo e cifra delle difficoltà che costellano il cammino della vita come pure invito ad un viaggio condiviso durante il quale maturare il nostro essere fratelli per giungere poi a scoprire che dio si trova in ogni istante della nostra vita e possiamo farne lesperienza se ci rendiamo disponibili ad ascoltare quel silenzio di vento leggero che ci parla nel nostro quotidiano come ha parlato ad elia sul monte dio onnipotente che governi tutti gli elementi salva noi armati come siamo di fede e di amore salvaci dal gelo implacabile dai vortici della tormenta dall impeto della valanga fa che il nostro piede posi sicuro su le creste vertiginose sulle diritte pareti oltre i crepacci insidiosi di fronte al tanto male che vediamo presente nella storia e attorno a noi prorompe allora il nostro grido salvaci in esso risuona tutta la consapevolezza che non ci possiamo salvare da soli come pure la speranza e la fiducia di chi sa di rivolgersi ad ad un padre che è amore la protezione accordata ai propri cari viene posta come realtà compiuta presente e sicura rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria la nostra bandiera la nostra millenaria civiltà cristiana fede e amore sono le uniche nostre armi delle quali si esplicita un nome invocare la forza delle nostre armi non significa legittimare la logica della guerra essa è come ha giustamente scritto don bruno fasani in un suo editoriale su lalpino un momento di abbruttimento frutto delle follie umane di una società politica piegatasi alle logiche di caino noi alpini non siamo mai stati guerrafondai credo che i nostri veci avrebbero preferito stare tranquilli a baita piuttosto che trovarsi di fronte alla mostruosità della guerra eppure hanno attraversato e superato questo momento dando il meglio di sé oltre le battaglie nella ricostruzione di una vita fondata su quei valori umani e sociali che sono ancora i nostri e che ci aiutano e ci impegnano ad essere degni delle loro glorie ove la provvidenza ci ha posto a baluardo delle nostre contrade il posto che occupiamo nella vita non è un caso ma esprime un compito ed una chiamata questo vale per tutti e per ciascuno per quanto infinite siano le forme concrete che questa chiamata viene ad assumere ove la provvidenza ci ha posto a baluardo delle nostre contrade noi purificati dal dovere pericolosamente compiuto eleviamo l animo a te o signore che proteggi le nostre mamme le nostre spose i nostri figli e fratelli lontani e ci aiuti ad essere degni della gloria dei nostri avi e tu madre di dio candida più della neve tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di
[close]
p. 13
13 tutti gli alpini caduti tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli alpini vivi ed in armi tu benedici e sorridi ai nostri battaglioni e ai nostri gruppi così sia ci affidiamo allintercessione di maria regina della neve a lei che è stata donna della parola e lha ascoltata e tenuta e meditata nel cuore chiediamo di saper essere attenti alla voce di dio che ci parla anche nelle presenti vicende storiche per non ripetere gli errori del passato per comprendere come costruire un futuro migliore per saper rispondere lamore di colui che ci ha chiamati a questa vita che è comunque al di là di tutto splendida a lei che ha accettato il disegno che dio aveva su di lei e si è fatta strumento del suo piano di salvezza chiediamo di aiutarci ad essere educati e condotti ad essere ogni giorno strumento del progetto di amore fraternità ed autentica libertà che dio ha per ogni uomo con l inizio del nuovo anno scolastico è ricominciata l`attività del pedibus tutte la mattine alla stessa ora e con qualsiasi tempo i due nonni più bufferati del gruppo andrea andrea si ritrovano alle fermate predisposte per accompagnare gli alunni alle scuole e un servizio molto importante che si potrebbe incrementare visto il successo che sinora ha riscontrato bravi andrea andrea i alpinn del munt goi gruppo alpini di albate sezione di como via s antonino 35 22100 como email web albate.como@ana.it www.alpinialbate.it continua il pedibus consiglio direttivo capogruppo giovanni caspani vicecapogruppo massimo ricetti alberto castelletti segretario giulio cappelletti filippo beretta piergiorgio pedretti tesoriere giampaolo bergna consiglieri giorgio lorenzato fiorenzo zanfrini tiziano beretta antonio iannone valerio galbussera giacomo cazzaniga generoso casale angelo navoni flavio pedretti anagrafe del gruppo nelle famiglie dei soci defunti la mamma e nonna angela di 96 anni dei soci enzo e luca la moglie fiorella del socio ciceri ezio e defunto l alpino pellegrini luigi reduce di russia nella foto amico dell alpino del gruppo di albate renzo bonomi luigi era iscritto al gruppo di uggiate trevano ma i suoi familiari per desiderio del caro luigi hanno lasciato una una offerta al gruppo grazie a tutti i cari defunti un referente ricordo e una preghiera redazione de i alpinn del munt goi piergiorgio pedretti flavio pedretti giovanni caspani bruno faverio massimo ricetti stampa intigraf senna comasco hanno collaborato a questo numero caspani giovanni faverio bruno giussani torresani luigia pedretti flavio ricetti massimo masciadri sergio molteni veronica navoni matteo premi francesco premi federico pedretti piergiorgio fabru peones riccio ppg
[close]
p. 14
14 cose alpine 27 novembre 2011 la colletta alimentare rubrica a cura di pedretti flavio colletta alimentare 2011 le dieci righe il momento storico che stiamo vivendo rimane molto delicato e drammatico i poveri sono in costante crescita e sono sempre più prossimi a ciascuno di noi non manca solo il cibo manca il lavoro la casa e soprattutto sembrano venir meno le ragioni per sperare e per questo si è sempre più soli una solitudine spesso avvertita da chiunque poveri o ricchi cristo presente ora colma quella solitudine risponde a tutte le esigenze del nostro cuore per questa esperienza proponiamo a ognuno la colletta alimentare perché facendo la spesa per chi è nel bisogno si ridesti tutta la nostra persona cominciando a vivere all altezza dei desideri del nostro cuore notizie e considerazioni sul 2011 anno europeo del volontariato lo scorso 27 novembre si è tenuta su tutto il territorio nazionale la colletta alimentare alla quale partecipa da oltre dieci anni anche l associazione nazionale alpini l`invito a partecipare esteso a tutti i cittadini da parte della fondazione banco alimentare ognuno secondo le proprie possibilità è riassunto in dieci righe nel manifesto riportato a fianco l invito ha avuto successo se si considera che a livello nazionale la colletta alimentare ha fruttato 9.600 tonnellate di viveri pari ad un aumento del 2 rispetto al 2010 in provincia di como la raccolta ha dato un esito inferiore del 5 al 2010 risultato che nella attuale situazione di crisi è da considerarsi positivo il gruppo alpini di albate ha partecipato con 34 volontari numero che dimostra ancora una volta una grande attenzione verso le proposte associative giochiamo con la borsa riccio a volte sale altre volte crolla oppure vola i meccanismi che regolano questi sbalzi d`umore di piazza affari sono sempre stati e sempre saran no un mistero per la gente comune alla quale noi apparteniamo basta che un personaggio più o meno noto faccia una dichiarazione in una qualsiasi parte del mondo per mandare i mercati finanziari in fibrillazione e di tutti i mercati quello italiano è il più soggetto a rischio di instabilità e perché perché dicono gli esperti siamo inaffidabili che schiaffo che sia ancora vero dopo 150 anni quel calpesti e derisi perché non siam popolo perché siam divisi ma siamo veramente ancora così dopo 150 anni di unità nazionale e proprio vero che non riusciamo a dare una immagine seria di noi e della nostra amatissima italia chissà ma proviamo a guardare il rovescio della medaglia sono forse inaffidabili quegli italiani che per propria convinzione e volontà vanno in aiuto alle popolazione alluvionate esempio non limitativo correndo seri rischi compreso anche quello della vita e sono allo stesso modo inaffidabili tutte quelle persone che nel silenzio e nell`anonimato offrono gratuitamente parte del proprio tempo nelle 235.232 associazioni di volontariato e un numero straordinario cresciuto in maniera iperbolica dopo l approvazione della legge quadro dell 11 agosto 1991 n 266 allora le associazioni di volontariato erano solo 61.376 sono addirittura oltre tre milioni gli italiani che in mille modi e tempi diversi prestano la loro opera di volontari in virtù di una libera scelta all`interno di un ambiente organizzato sia esso autodeterminato ovvero nato presso le istituzioni per svolgere una attività che porti giovamento a tutta la comunità e contribuisca a rafforzare i valori etici e sociali della cultura italiana unica al mondo tutti questi volontari sono impegnati in media per cinque ore alla settimana in termini di matematica pura è come se un industria grande quasi come la fiat lavorasse solo per produrre benessere sociale e per alleviare le sofferenze dei fratelli e uno stato nello stato che lavora in silenzio molto ma molto attivo per di più organizzato e sempre in crescita la giornata della colletta alimentare ne è esempio significativo migliaia di volontari impegnati a raccogliere viveri acquistati e donati gratuitamente da altrettante migliaia di persone per dare sollievo a chi ha fame sì perché purtroppo nell`era dell informatica totale e del mondo globalizzato c`è ancora assurdamente chi ha fame e allora qual è il messaggio da contrapporre alla borsa altalenante e senza alcun dubbio quello che l indice della solidarietà è sempre positivo e si tratta di un messaggio dirompente giocare alla borsa della solidarietà si vince sempre si tratta di un gioco che ha come risultato un aumento del capitale umano capace di arricchire i fratelli meno fortunati e se volessimo introdurre l altro concetto di moda in queste ultime settimane ma altrettanto sconosciuto cioè il concetto di spread in guisa di confronto con i numeri del volontariato degli altri stati siamo assolutamente convinti che non risulteremmo secondi a nessuno e allora non ci resta che gridare a voce alta e chiara w l italia del volontariato queste considerazioni sono ancor più ricche di significato se pensiamo che il 2011 è stato nominato anno europeo delle attivita di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva allo scopo di incoraggiare e sostenere in particolare attraverso lo scambio di esperienze e di buone pratiche gli sforzi della comunità degli stati membri delle autorità locali e regionali per creare nella società civile condizioni favorevoli al volontariato nell unione europea.
[close]
p. 15
15 ecco due fotografie scattate durante la colletta alimentare che danno ancora più senso a questa manifestazione due bambini emma e achille consegnano agli incaricati il sacchetto della spesa la mamma sorride davanti a questo bellissimo momento educativo segno di grande speranza tre alpini improvvisati alias tre giovani volontari ai quali abbiamo concesso come fuori ordinanza l emozione di indossare anche per pochi attimi il cappello alpino dovranno sdebitarsi dell`onore avuto offrendo alla maniera antica una bevuta nella sede del gruppo alpini di albate ragazzi non cercate di farla franca non ci sfuggirete sappiamo dove trovarvi bellissimi ricordi della giornata della colletta alimentare in concomitanza con l anno del volontariato europeo l agorà incontri culturali albatesi il cif lo sportello scuola volontariato e il gruppo alpini di albate hanno organizzato alcune serate dal titolo il dono il primo incontro era affidato alla dott.sa lucia todaro psicopedagogista e collaboratrice dello sportello scuola volontariato carla panizza dell unione italiana ciechi e marcello merlo dell aido comunale di como la dott.sa todaro ha proposta una riflessione sul senso del dono affermando che si può donare in tanti modi perché tutti noi abbiamo ricevuto da altri oppure qualcuno ci è stato di esempio l`esperienza di carla panizza ha fatto riflettere sul fatto che lei e il marito sono entrambi non vedenti ma che la loro vita è stata assolutamente normale in piena autonomia avendo cresciuto dei figli e ora da nonni curando i nipotini marcello merlo si è rivelato un personaggio davvero speciale per lunghi anni ha sofferto a causa di una insufficienza renale sottoponendosi a dialisi fino al momento in cui ha ricevuto in dono un rene nonostante ciò egli si è sempre dedicato ad attività sportive e alle sue passioni che lo hanno aiutato moltissimo a superare gli inevitabili momenti di crisi il messaggio della serata è che le situazioni a prima vista insormontabili ed inaffrontabili possono invece diventare motivo di forza e di esempio si è aggiunto un intervento di carlo clerici presente alla serata da anni impegnato come donatore e come responsabile nell ambito dell avis di como il secondo incontro tenutosi il 28 ottobre ha proposto uno spettacolo teatrale della associazione l`isola che non c`è questa realtà di volontariato utilizza il teatro per facilitare l integrazione tra ragazzi diversamente abili e normodotati con risultati assolutamente positivi 2011 anno europeo del volontariato a dimostrazione dell`ottimo risultato della serata riportiamo uno scritto pervenuto in segno di ringraziamento.
[close]