Opificium 6-2011

 

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osservatorio dei periti industriali su formazione industria cultura di impresa università management rofessione previdenza politica i collegi provinciali dicono sì al progetto per il nuovo ordine economia la difficile partenza della conciliazione a rischio di incostituzionalità welfare a cura dell adepp esce il primo rapporto sulle casse private territorio bologna e roma festeggiano gli anni ferrara l arte un sistema previdenziale giusto e adeguato deve saper conciliare i bisogni e le aspettative di chi lavora da tempo e di chi è appena entrato nel mondo del lavoro ecco la proposta dell eppi una riforma per tutti per la sicurezza degli impianti elettrici nelle case degli italiani dossier da pag 29 anno 2 n ° 6 novembre dicembre 2 0 11 larivistadeiperitiindustriali

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sommario politica 4 56ª assemblea dei presidenti 2-3 editoriali supermario e noi davvero così nemici perché cambiare lospronedellacategoria economia 55 il difficile avvio della conciliazione 53 opificiumrisponde periti chimici certificazioni e referti senza commenti piùstopchego 58 radicali liberi sarà il socialismo a salvare il capitalismo dài che è l anno buono per fondare la terza repubblica 29 dossier attacchiamo la spina 30 il libro bianco sulla sicurezza elettrica 32 lostatodellecosee dellecase 36 unpianosostenibile 40 primummanutenere rottamare?sipuòfare 64 lettere al direttore innovation point a latina welfare 13 la riforma della previdenza eppi 20 leragionidelcambiamento 24 convention adepp cambio di rotta professione previdenza direttore responsabile giuseppe jogna condirettore florio bendinelli redazione stefano esposito coordinatore gianni scozzai vice coordinatore andrea breschi carlo castaldo roberto contessi ugo merlo michele merola benedetta pacelli paolo radi massimo soldati progetto grafico alessandra parolini illustrazioni luca corbellini editori consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati ­ via di san basilio 72 00187 roma ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati ­ piazza della croce rossa 3 ­ 00161 roma segreteria di redazione raffaella trogu tel 06.42.00.84.14 fax 06.42.00.84.44 e-mail stampa.opificium@cnpi.it immagini imagoeconomica fotolia previdenzaprivataarapporto territorio 43 ferrara per la qualità dei musei l operad artenell epoca dellasuamanutenzionetecnica 46 bologna per il lavoro di domani segnalidicambiamento 49 unfondopercrescere 61 roma e il doppio anniversario pervincerebisognaunirsi la redazione di «opificium» augura ai suoi lettori buon natale e un 2012 ricco di soddisfazioni cnpi consiglio nazionale giuseppe jogna presidente stefano esposito vice presidente antonio perra consigliere segretario claudia bertaggia berardino cantalini renato d agostin angelo dell osso sergio molinari giulio pellegrini paolo radi claudio zambonin consiglieri chiuso in redazione il 2 dicembre 2011 cnpi commissione stampa stefano esposito coordinatore riccardo barogi carlo castaldo giuseppe guerriero ugo merlo costantino parlani maurizio tarantino componenti eppi consiglio d amministrazione florio bendinelli presidente gianpaolo allegro vice presidente umberto maglione michele merola andrea santo nurra consiglieri tipografia poligrafica ruggiero srl zona industriale pianodardine avellino anno 2 n 6 registrazione tribunale di roma n 60/2010 del 24 febbraio 2010

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editoriali l italia ha un nuovo governo e il suo premier non ha mai dimostrato simpatia per le professioni ma prima di arrivare allo scontro finale forse è il caso di immaginare un alternativa supermario e noi davvero così nemici tiamo scrivendo prima che il nuovo presidente del consiglio mario monti vari le sue misure per raddrizzare una barca che sta facendo acqua nel mare in tempesta dell euro sarebbe quindi indelicato oltre che imprudente anticipare giudizi solo basandosi sulle tante mezze verità che circolano nei palazzi romani È allora sufficiente augurarsi che i sacrifici certamente necessari siano temperati in un quadro di equità ma che soprattutto siano anche adottati gli indispensabili provvedimenti per combattere il pericolo di una recessione perché più del debito pubblico il paese soffre a nostro avviso di un assenza di crescita dell economia insomma nessun debitore è solvibile se non guadagna e noi dobbiamo tornare a guadagnare se questo è il vero nodo da sciogliere esistono poi altri fili che vanno con pazienza e attenzione sdipanati come ­ è quasi superfluo ricordarlo ­ la riforma delle professioni in proposito un breve e paradossale riassunto servirà a capire quanto sia cruciale il momento che stiamo vivendo abbiamo passato trent anni in compagnia di governi più o meno «amici» che a parole hanno sempre dichiarato la loro precisa volontà di riformare il sistema ordinistico ma che al dunque si sono il più delle volte rivelati incapaci di agire incagliandosi nelle secche dei veti reciproci il che forse a ben pensarci è stato pure meglio visto che le poche volte che hanno prodotto qualche provvedimento ­ il dpr 382/01 ne è una fulgida testimonianza ­ non è che si possa dire che abbiano 2 s fatto la cosa giusta ma ora dopo i governi «amici» ecco che arriva il turno di un governo almeno sulla carta inequivocabilmente «nemico» non è un segreto per nessuno quel che monti pensa del sistema professionale italiano e se c era bisogno per gli scettici di una conferma quella è arrivata con la nomina a sottosegretario alla presidenza del consiglio di antonio catricalà sembrano quindi esserci tutte le premesse per immaginare un veloce passaggio dalla padella alla brace oppure per pensare che indipendentemente dal tipo di cottura prescelto la sorte delle professioni in italia sia ormai segnata crediamo che sarebbe però da parte nostra un errore ridurre tutto ad una pregiudiziale amico/nemico e non solo perché come abbiamo visto non è che con i governi amici sia andata troppo bene ma perché è compito nostro ­ e vero compito della politica ­ cercare di trovare un punto d incontro con il «nemico» può darsi che il trovarsi così esplicitamente su due sponde opposte serva tanto per cominciare a sgombrare il campo da ogni ambiguità e ipocrisia restituendo al confronto trasparenza nei contenuti e precisione negli obiettivi non è certo una cambiale in bianco che suggeriamo di firmare ma pensiamo che il cannoneggiamento preventivo e «a prescindere» sarebbe una decisione sbagliata su questa linea intendiamo cercare il consenso anche delle altre professioni la posta in gioco è troppo alta per abbandonare in questo momento il tavolo anche perché per riportare la nave italia in acque più tranquille c è bisogno dell impegno di tutti un governo tecnico da solo non ce la farà mai novembre dicembre

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editoriali se oggi prendessimo un ascensore del tempo e salissimo di qualche piano senza una riforma della previdenza incontreremmo i giovani di adesso trasformati in anziani sicuramente poveri serve un cambiamento proprio per scongiurare questo pericolo perché cambiare n questo scorcio del 2011 si sta consumando forse il mutamento più importante da quando è stata fondata la previdenza dei periti industriali cambiare l impegno che ogni libero professionista dedica alla previdenza inciderà sugli stili di vita riformulerà in parte il concetto stesso di disponibilità delle risorse per ogni mario rossi perché la «riforma eppi delle aliquote» è un vero mutamento di mentalità costringe a porsi la questione della previdenza a 30 anni quando per molti sta iniziando appena la vera attività professionale costringe a suddividere le caselle del proprio reddito aprendone una importante per quando si uscirà dal ciclo produttivo agendo in modo quasi innaturale o perlomeno nuovo i cambiamenti non sono mai digeriti facilmente questo che riguarda la previdenza assomiglia per importanza alla razionalizzazione della circolazione stradale di una grande città condannata a creare consensi e dissensi come avviene in questi giorni ed è avvenuto nei quindici incontri sul territorio dunque perché cambiare mettiamola così bisognerebbe prendere un ascensore del tempo e salire di qualche piano senza la riforma delle aliquote i giovani di oggi si troveranno ad essere anziani sicuramente poveri sorprendentemente poveri senza che nessuno magari li abbia avvertiti adeguatamente la riforma li aiuterà dal punto di vista materiale a prendere pensioni pari al doppio rispetto quanto prenderebbero con il sistema attuale e svilupperà gli anticorpi per concentrare una parte dei loro sforzi sul risparmio a sostegno della terza età la riforma è pensata per scongiurare l eventualità che le generazioni attuali non riescano novembre dicembre i a costruire quello che in tre parole possiamo definire «il loro futuro» ma anche le altre generazioni saranno beneficiate con un irrobustimento della pensione pari agli anni di risparmio che le attendono più risparmieranno e più la loro pensione sarà importante il tutto ovviamente inserito nel tessuto sociale e produttivo del nostro paese ed è anche questo il tasto che va premuto non tutto dipende dai liberi professionisti e dal loro ente di previdenza perché il welfare è il punto di sintesi tra fiscalità e lavoro laddove la fiscalità è opprimente e laddove il lavoro è in fase di stallo la previdenza pesa di più tanto di più questa però non è una buona ragione per non occuparsene anzi sarebbe un comportamento miope bisogna operare piuttosto verso un sistema fiscale generale più equo e per una rinnovata spinta produttiva ed è in questa direzione che la cassa di previdenza si muove concedendo mutui e prestiti convenzionati o partecipando ad iniziative per far ripartire gli incarichi professionali d altronde anche il clima generale è cambiato il sistema previdenziale di nuova generazione sta erodendo i privilegi della politica e molti altri settori dovranno riformarsi nella stessa direzione dell eppi cambiare adesso però può essere una opportunità i liberi professionisti per la prima volta potranno usufruire di un contributo fornito dal loro cliente e se il testo presentato dall eppi ai ministeri verrà accettato esisterà anche un bonus a fine carriera una specie di trattamento di fine rapporto insomma più che porsi la domanda «perché cambiare?» bisogna partire dal fatto che ci sono buone condizioni per farlo bisogna cambiare per vivere in uno dei migliori mondi possibili 3

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4 novembre dicembre

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lo sprone della categoria di b enedetta p acelli si va avanti con l obiettivo di costituire l albo dei tecnici laureati per l ingegneria la massima assise di rappresentanza dei periti industriali conferma il disegno politico portato avanti dal consiglio nazionale mentre all orizzonte si profila l incognita del governo monti sarà un anno da vivere pericolosamente novembre dicembre periti industriali danno il via libera all ordine dei tecnici laureati per l ingegneria si è conclusa sostanzialmente così il 25 novembre scorso la 56ª assemblea dei presidenti dei collegi di tutta italia con un parere massicciamente favorevole a parte poche eccezioni di astenuti e 2 voti contrari sulla strategia portata avanti dagli attuali vertici di categoria e proprio e solo di strategia futura si è discusso infatti nel consueto appuntamento di confronto che ha visto la presenza di 81 collegi in rappresentanza del 92 degli iscritti del resto che fosse arrivato il momento anche per la delicata fase storico-politica di capire se la categoria fosse compatta rispetto alle scelte operate fino ad ora dall attuale consiglio e a quelle ben più gravose e decisive che dovranno essere prese in futuro è fuori dubbio non solo o non tanto perché la legge di stabilità indica in 12 mesi il tempo per intervenire sulla disciplina ordinistica ma soprattutto perché tra le priorità del nuovo esecutivo guidato da mario monti ci sono proprio le professioni o meglio le liberalizzazioni comprese quelle sui servizi professionali non si può non ricordare infatti che lo stesso premier in occasione del discorso 5 i

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politica 56ª assemblea dei presidenti la partizione del nuovo ordine l albo dei tecnici laureati per l ingegneria sarà suddiviso in tre settori civile ed ambientale tecnologico ed ambientale agrario e ambientale ognuno di questi settori sarà suddiviso in aree specialistiche il primo settore resta con la sola area in costruzioni territorio e infrastrutture il secondo settore sarà suddiviso in cinque o sei aree specialistiche meccanica energia ed affini elettrotecnica elettronica ed affini chimica ed affini moda grafica comunicazione ed affini tecnologie alimentari il terzo settore sarà riservato all area agroalimentare gestione economica ed affini di insediamento ha sottolineato la necessità di un «disegno organico volto a stimolare la concorrenza con particolare riferimento al riordino della disciplina delle professioni regolamentate anche dando attuazione a quanto previsto nella legge di stabilità in materia di tariffe minime» considerando che l ex commissario europeo sarà aiutato in questa operazione di restyling dal braccio destro antonio catricalà ­ oggi sottosegretario alla presidenza del consiglio ma fino a ieri garante della concorrenza e da sempre critico nei confronti degli ordini ­ le preoccupazioni certo non mancano le questioni sul tappeto quale riforma delle professioni ma quali margini soprattutto per discuterla con le parti interessate visto e considerato che la legge di stabilità ha messo nelle mani del governo una delega in bianco per attuare la riforma senza l obbligo di alcun confronto con il mondo ordinistico il nuovo governo in sostanza ha tempo fino al 31 dicembre 2012 per emanare un dpr un cosiddetto regolamento di delegificazione con il compito di riformulare l intera disciplina concernente il sistema delle professioni ma sulla base di quali principi tra gli elementi riformatori che dovranno costituire l ossatura del provvedimento rispuntano quelli già noti e tutti già elencati nella 6 manovra d estate primo tra tutti la formazione permanente che dovrà essere predisposta sulla base dei regolamenti emanati dai consigli nazionali e allora prendendo in parola questa impostazione e prima di metterne nero su bianco i principi si è discusso durante l assemblea della necessità di valutare tutte le caratteristiche degli iscritti magari articolando corsi di formazione differenti a seconda che siano rivolti a liberi professionisti o a dipendenti si è poi parlato di riforma del tirocinio che secondo le ipotesi allo studio dovrà essere articolato nell arco di un triennio il cui effettivo svolgimento andrà certificato con metodi a «prova di trasparenza» e il cui programma dovrà costantemente essere adeguato per il migliore esercizio della professione sarà poi da corrispondere un equo compenso al tirocinante di tipo indennitario e il tirocinio potrà essere svolto sulla base di convenzioni fra ordini e università la nuova legge sarà chiamata poi ad affrontare anche il nodo delle tariffe professionali stabilendo che il compenso dovrà essere pattuito per iscritto al momento del conferimento dell incarico e che saranno da fornire al cliente tutte le indicazioni utili per una corretta comprensione della parcella c è poi il nodo degli organi di gestione del potere disciplinare d ora in poi diversi da quelli amministrativi sia a livello territoriale che nazionale su questo argomento novembre dicembre

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si apre uno scenario tutto nuovo per gli ordini professionali che dovranno valutare la composizione di tali organi la loro durata i costi le sedi gli interventi eventuali di esterni fino al sistema di nomina o elettorale ma una riforma che si definisca tale non poteva non affrontare anche lo spinoso tema della pubblicità informativa questa dovrà avere per oggetto l attività professionale la specializzazione e i titoli posseduti dal professionista così come potrà descrivere la struttura dello studio ovviamente contenendo informazioni veritiere corrette e non ingannevoli e dando anche conto dei compensi per le prestazioni infine altro argomento sul tavolo di discussione assembleare è stato il tema delle società tra i professionisti la legge prevede infatti la possibilità di costituire società tra i professionisti che abbiano per oggetto l esercizio in via esclusiva dell attività professionale da parte dei soci con la nuova normativa viene abolito il divieto che prevedeva come unica forma di aggregazione tra i professionisti quella dello studio associato viene lasciata inalterata la possibilità per i professionisti di aggregarsi anche come studi associati dando la possibilità di poter scegliere la forma organizzativa studio associato o società più opportuna al caso concreto la società tra professionisti potrà essere costituita sotto forma di società di persone di capitali e cooperative È necessario che si dia evidenza alla loro natura novembre dicembre scheda i paletti fissati dalla legge di stabilità 1 formazione permanente disciplinata con regolamento emanato dall ordine il mancato aggiornamento da parte dell iscritto produce illecito disciplinare sanzionabile 2 tirocinio professionale non più di tre anni equo compenso al tirocinante di tipo indennitario certificazione del suo effettivo svolgimento 3 tariffe professionali compenso da pattuire per iscritto al momento del conferimento dell incarico rendendo note al cliente tutte le voci della parcella 4 assicurazione professionale obbligatoria per tutelare il cliente 5 organi del potere disciplinare diversi da quelli amministrativi sia a livello territoriale che nazionale 6 pubblicità informativa su attività professionale specializzazione titoli posseduti struttura dello studio compensi per le prestazioni 7 società regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari regolati dai titoli v e vi del libro v del codice civile 7

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politica 56ª assemblea dei presidenti fin dalla denominazione sociale cioè inserendo nella ragione sociale l espressione «società tra professionisti» il fallimento dei tentativi di riforma dell ultimo biennio certo è che guardando anche solo a ciò che è accaduto nell ultimo anno e mezzo è difficile credere che si arrivi davvero ad una riforma delle professioni nel 2010 il ministro della giustizia angelino alfano chiamò a raccolta gli ordini per chiedere loro una proposta di riforma del comparto proposta che con la condivisione di tutte le rappresentanze professionali arrivò sul tavolo del guardasigilli dopo meno di un mese senza mai tuttavia trasformarsi in un disegno di legge governativo per non parlare del nuovo tentativo fatto nel mese di ottobre scorso dal sottosegretario maria elisabetta casellati anche stavolta finito con un nulla di fatto ma in questo caso eravamo già fuori tempo massimo con un governo ormai avviato alla capitolazione insomma mentre gli ordini si affannavano a trovare una sintesi al loro interno per portare un progetto di riforma aperto alla concorrenza ma allo stesso tempo condiviso da tutti per avere maggiori chance in parlamento il governo pensava e approvava altre riforme l ultima approvata in tutta fretta è proprio la legge di stabilità ed ora una proposta che non vuole fallire se è vero che i punti stabiliti nella legge sono validi come principi generali per riformare il comparto professionale è altrettanto vero che i periti industriali vogliono il punto il «monti pensiero» nella lista delle priorità espresse dal premier c è appunto quella sul riordino delle professioni che verranno regolamentate anche «dando attuazione a quanto previsto dalla legge di stabilità in materia di tariffe minime» ma qual è il vero pensiero di monti in materia di liberalizzazioni in un editoriale pubblicato dal «corriere della sera» il 6 febbraio 2011 mario monti aveva già espresso chiaramente la propria opinione sulla riforma delle professioni «se si vuole essere seri sulle liberalizzazioni si visiti atene il 21 gennaio il governo papandreou ha adottato una riforma di quelle che i greci chiamano correttamente le professioni chiuse e noi pudicamente le professioni liberali » tornando ancora più indietro nel tempo le cose non vanno meglio «non si può negare» sosteneva monti nel 2003 quando era commissario europeo alla concorrenza «che gli enti professionali svolgano un servizio pubblico nel certificare una certa qualità del servizio offerto dai propri membri nel garantire l aggiornamento e la formazione continua nell assicurare un comportamento etico onorevole per tutti questi compiti il ruolo degli ordini è essenziale mentre non credo che gli ordini dovrebbero essere coinvolti nella sfera economica dei professionisti dettando regole sul comportamento nel mercato dei loro iscritti come per esempio fissando le tariffe o vietando la pubblicità» nel 2004 uscì il rapporto europeo sulla concorrenza delle professioni e il commissario monti ribadiva alcuni capisaldi dell analisi condotta dalla commissione ue in materia di liberalizzazione delle professioni ecco cosa dichiarava «l italia è uno dei paesi in cui la regolamentazione statale è molto forte vediamo positivamente gli sforzi che però durano da un po tanto tempo per organizzare una riforma del settore ne seguiamo attentamente gli sviluppi spero aggiunge che governo e legislatore tengano conto dell azione che la 8 mario monti commissione europea sta compiendo che non significa un attacco agli ordini che manterranno le loro funzioni essenziali però credo sia un vantaggio per le professioni se gli ordini si concentreranno sulle funzioni di tutela dell interesse generale come la preparazione professionale dei membri e la qualità dei servizi dedicandosi meno all autoregolamentazione economica e tariffaria quanto alla qualità dei servizi se ci sono professionisti senza scrupoli è difficile immaginare che i prezzi fissi impediscano l offerta di servizi scadenti bisogna rispettare il criterio della proporzionalità trovare meccanismi meno restrittivi della fissazione dei prezzi» novembre dicembre

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andare oltre questi principi per evitare come ha sottolineato lo stesso jogna durante l assemblea «che la prospettata riforma si riduca a un semplice ritocco con qualche aggiustamento una sorta di semplice ritinteggiatura del mondo delle professioni quando invece è necessaria una vera e propria ristrutturazione per modernizzare il sistema» e i periti industriali il loro contributo a questa riforma di modernità lo vogliono dare con la creazione di un nuovo ordine che metta insieme professionisti con competenze simili tra loro l obiettivo dunque accolto e condiviso durante l ultima assemblea è di andare verso la costituzione di una professione di taglio europeo che raccolga la sfida della semplificazione e nello stesso tempo della riduzione degli organismi attuali lo strumento con cui raggiungere questo obiettivo è ormai noto creare un ordine dei tecnici laureati per l ingegneria suddiviso in settori di specializzazione che possa diventare la casa del tecnico di primo livello come articolare il nuovo ordine per l attuale consiglio dunque la soluzione è quella di creare un ordine dei tecnici laureati per l ingegneria suddiviso in tre settori civile ed ambientale tecnologico ed ambientale agrario e ambientale l ambiente entra a pieno titolo in tutte le attività ognuno di questi settori sarà suddiviso in aree specialistiche il primo settore resta con la sola area in costruzioni territorio e infrastrutture il secondo settore sarà suddiviso in cinque o sei aree specialistiche meccanica energia ed affini elettrotecnica elettronica ed affini chimica ed affini moda grafica comunicazione ed affini tecnologie alimentari il terzo settore sarà riservato all area agroalimentare gestione economica ed affini in queste aree di specializzazione troveranno collocazione anche in forma plurima i laureati triennali di area tecnica i diplomati universitari e gli attuali agrotecnici laureati geometri laureati periti agrari laureati e periti industriali laureati che disporranno del titolo professionale di «ingegnere tecnico» seguito dalla propria specializzazione inquadrati nella rispettiva area di specializzazione troveranno collocazione anche gli agrotecnici i geometri i periti agrari e i periti industriali che manterranno l attuale titolo e le attuali competenze le competenze degli ingegneri tecnici saranno quelle dei diplomati ed in più quelle stabilite dal dpr 328/01 il nuovo ordinamento potrà nascere con la piena collaborazione delle professioni interessate e trovare accoglimento da parte del governo con lo stesso dpr che si occuperà della riforma generale delle professioni per recepire i principi fissati dalle recenti leggi attinenti la manovra economica e quella dello sviluppo come sarà garantito l accesso al nuovo albo al futuro professionista semplice bisognerà possedere i requisiti stabiliti dal livello d della direttiva qualifiche il professionista cioè dovrà dimostrare di possedere «un diploma che attesta il compimento di una formazione a livello di insegnamento post-secondario novembre dicembre partecipazione record il 25 novembre scorso nella sala conferenze del palazzo della cooperazione a roma per la 56ª convention dei presidenti erano presenti 81 collegi in rappresentanza di oltre il 92 degli iscritti 9

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politica 56ª assemblea dei presidenti di una durata minima di tre e non superiore a quattro anni o di una durata equivalente a tempo parziale impartita presso un università o un istituto d insegnamento superiore o un altro istituto che impartisce una formazione di livello equivalente nonché la formazione professionale eventualmente richiesta oltre al ciclo di studi post-secondari» insomma secondo i periti industriali questa nuova casa non solo restituirebbe un identità precisa al tecnico di primo livello del settore ingegneristico facendo chiarezza anche per la collettività ma sarebbe un modo per sanare tutte quelle storture causate dal dpr 328/01 cui si è aggiunta la riforma del sistema scolastico che porterà alla sostanziale soppressione a partire dal 2014 di figure professionali storiche come quella del perito industriale le voci dal territorio condivisione piena dunque da parte dei presidenti dei collegi che testimonia un dato fondamentale la base sembra riconoscersi ampiamente nel progetto portato avanti dal consiglio nazionale e non invoca tranne sporadici casi né vie alternative né altri trucchi per rimandare tutto alle calende greche piena approvazione anche dalle rappresentanze sindacali e dalle associazioni di categoria da federperiti a confedertecnica fino ad antec tutte unanimi nel considerare questo un momento molto complesso per i periti industriali ma anche un punto di svolta che potrà avere risvolti positivi solo se tutte le componenti professionali collegi sindacato e associazioni saranno veramente unite il decreto 138/2011 dice federperiti il sindacato nazionale periti industriali liberi professionisti «offre alcune opportunità che dobbiamo saper cogliere da subito con una completa e coraggiosa autoriforma e non giocando in difesa È necessario che ognuno svolga la propria parte a beneficio della categoria e federperiti industriali è parte sociale e rappresenta nel ccnl i periti industriali datori di lavoro ma svolge funzioni di tutela assistenza e patrocinio dei propri iscritti anche contribuendo alla loro formazione continua ed offrendo soluzioni per semplificare e migliorare le prestazioni intellettuali» della stessa opinione anche antec l associazione nazionale liberi professionisti che proprio in merito all albo unico sottolinea come «da soli non si va da nessuna parte si rischia di diventare autoreferenziali uniti invece si conta molto di più non solo come entità ma anche come massa critica come agorà nella quale ci si può confrontare per l insieme la complessità e la varietà di idee che si riescono ad elaborare e nel modo in cui queste idee possono essere elaborate» antec invita solo a prestare «particolare attenzione sulla definizione delle varie sezioni e dei vari settori per salvaguardare l identità e le peculiarità sia dei professionisti attualmente iscritti nei nostri albi sia dei laureati triennali di prossima adesione» le voci fuori dal coro per roberto de girardi presidente di milano l articolazione del nuovo albo risulta ancora molto confusa «si novembre dicembre il punto il «catricalà pensiero» antonio catricalà qualche insidia in più per gli ordini potrebbe rappresentarla antonio catricalà l attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio e prima presidente dell agcm l autorità garante della concorrenza e del mercato è sempre stato convinto che quella professionale è un attività commerciale e non è quindi mai andato particolarmente d accordo con i rappresentanti delle categorie rarissime le sue apparizioni nei congressi professionali quanto scontate le polemiche dopo le sue uscite a favore di una maggiore liberalizzazione del mercato dei servizi in questi anni sostanzialmente da presidente dell agcm ha difeso i provvedimenti varati da bersani dai tentativi legislativi di aggirarli per riportare il sistema al passato basti pensare al nodo della riforma forense nella parte in cui prevedeva il ritorno ai minimi tariffari inderogabili l antitrust infatti sotto la presidenza di catricalà disse che prevedere parametri di riferimento legali per la determinazione del compenso professionale è contrario alla liberalizzazione del mercato dei servizi professionali che si vuole conseguire ma il nuovo sottosegretario non ha mai nascosto il suo desiderio di vedere l abilitazione professionale passare non più dall esame di stato ma dalla laurea abilitante potrebbe rispolverare la sua idea oggi se non fosse che la manovra di ferragosto legge 148/2011 nel buttare le basi della riforma fra le poche cose che salva dell esistente è proprio l esame di stato 10

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tratta di tre professioni o di un unica professione che ne riunisce tre questo è un punto da chiarire» dice il numero uno della lombardia «soprattutto se prendiamo come riferimento l europa dove queste tre categorie di area tecnica sono rappresentate in organismi diversi con governance diverse» ecco perché secondo de girardi per affrontare e sciogliere tutti questi nodi si potrebbe pensare alla creazione di «una piccola commissione» costituita da periti industriali che possa sviluppare in un brevissimo arco di tempo i punti principali il riferimento all europa è sottolineato anche da giorgio tilli numero uno del collegio di varese che seppure favorevole rispetto alla scelta degli attuali vertici invita ad una più precisa «progettualità» soprattutto dice tilli bisogna capire quando si dice che il futuro professionista deve formarsi attraverso un sistema accademico triennale o equivalente cosa si intenda per «equivalente» «magari questa formazione triennale potrebbe essere completata all interno degli istituti tecnici industriali sollecitando chi si occupa di mettere mano alle riforme a studiare un sistema che consenta di far recuperare agli studenti italiani quell anno in più di scuola cioè il v anno trasformandolo nel primo anno del triennio necessario per una formazione di livello equivalente a quella universitaria» si preoccupa invece del futuro ezio carissoni presidente del collegio di bergamo che dice sostanzialmente no al pacchetto complessivo prospettato dal cnpi «non si tratta di essere contrario all istituzione dell ordine dei tecnici laureati per l ingegneria quanto piuttosto alle regole non chiare pensate per la sua costituzione penso per esempio all accesso che almeno per ora dovrà continuare ad essere garantito da vecchie regole ma anche alle competenze che se non messe in chiaro sin dall inizio potrebbero nel futuro essere confuse e sovrapposte» la riforma non deve ridursi a un semplice ritocco con qualche aggiustamento una sorta di semplice ritinteggiatura del mondo delle professioni È invece necessaria una vera e propria ristrutturazione per modernizzare il sistema giuseppe jogna le new entry di cup3 e agrotecnici l albo dei tecnici si allarga l albo unico aggiunge due posti al tavolo dei promotori riceve l appoggio dei laureati triennali riuniti nel cup3 il coordinamento universitari e professionisti triennali e ottiene un apertura di credito da parte degli agrotecnici dopo mesi di trattative e di confronti tra le diverse rappresentanze di categoria quindi la strada per costruire l ordine dei tecnici laureati per l ingegneria fortemente voluto da periti industriali agrari e geometri non solo sembra meno in salita ma si integra di due elementi che completano l ordine nella sua costituzione una convergenza a cinque dunque che aveva mosso i primi passi sin dallo scorso luglio in occasione dell incontro organizzato proprio dal cup3 sul futuro dei professionisti di primo livello e che è stata ufficializzata invece nel mese di novembre quando le categorie si sono riunite attorno ad un tavolo per cercare di tracciare le coordinate per un percorso comune a questo tavolo hanno preso parte i presidenti dei consigli nazionali dei periti industriali dei novembre dicembre periti agrari e dei geometri ma anche degli agrotecnici e del coordinamento che rappresenta gli ingegneri iuniores «prendendo spunto dalla proposta di legge n 4321 del 28 aprile scorso di istituzione dell albo degli ingegneri tecnici» si legge ancora nel comunicato stampa «le quattro categorie unitamente alla storica associazione di rappresentanza della categoria dei laureati e professionisti di primo livello e in linea con una sempre più sentita esigenza di razionalizzazione e modernizzazione del quadro delle libere professioni si sono confrontate sulla individuazione di un percorso comune che porti alla formazione di una proposta organica condivisa dalle quattro categorie professionali e dai triennali una proposta che contribuisca a semplificare e ad avvicinare maggiormente le professioni tecniche italiane agli standard europei» ed ora c è la promessa da parte dei rappresentanti delle professioni tecniche di elaborare una proposta comune 11

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12 novembre dicembre

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cambio di rotta novembre dicembre manca solo l approvazione dei ministeri perché la riforma della previdenza eppi entri in vigore ecco come e perché è nata ed ecco i contenuti che la qualificano 13

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