AParte rivista n°13

 

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periodico culturale e organizzativo dell associazione pecci arte n° 13 dicembre 11 la rivista aparte nicola de mar ia

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l associazionepecciarte si interessa di arte contemporanea e dei campi culturali a essa correlati nel presente e nel passato svolge attività di assistenza volontaria alle mostre del centro pecci organizza gite corsi di studio e pubblica la rivista aparte chi vuol partecipare o soltanto saperne di più è invitato all assembleache si svollge ogni mese presso l auditorium del centro pecci a prato o ci può contattare all indirizzo info@aparte.prato.it un progetto nato da una felice intuizione di piero cantini responsabile delle attività territoriali del centro per l arte contemporanea luigi pecci che ha trovato da subito la collaborazione di aparte sono occorse varie riunioni per dare corpo e regole a questo progetto che si rivolge a tutti gli artisti che operano sul territorio pratese che sono stati convocati incontrati e coinvolti anche nella fase di organizzazione il progetto prevede un incontro quindicinale con un singolo artista che ha a disposizione per una sera alcuni ambienti del centro pecci per presentare se stesso e la sua opera secondo modalità stabilite in incontri preparatori tra lo stesso ed i referenti pecci e aparte il centro pecci ed aparte si occupano dell organizzazione tecnica della serata e della pubblicizzazione della stessa preparano gli inviti utilizzando un format creato appositamente per il progetto li inviano ai loro soci ed alla stampa presentano la serata effettuano le riprese video e redigono un breve saggio sulla performance sono circa 35 gli artisti che hanno aderito alla proposta e ad oggi sono stati realizzati 4 incontri che hanno riscontrato un buon successo anche in termini di affluenza dei pubblico il progetto prevede la pubblicazione finale di un volume illustrativo e riassuntivo degli artisti partecipanti e di tutte performances effettuate e 25 ottobre 2011 3 novembre 2011 17 novembre 2011 l artista si pone alla ricerca delle proprie radici e a quella delle persone passate a lui legate conosciute e non che ne hanno segnato la vita e cosciente espressione di identità culturali tra loro diverse alcune non più vissute ma mai rinnegate e fieramente presenti ha dell arte un concetto filosofico ed i suoi lavori densi e carnali sono il prodotto di una continua ricerca sia di significato che stilistica belli dolorosi e poetici i suoi scritti composti e proiettati in forma d immagine sdoppiata e riflessa illustrano la difficoltà del dialogare ma contemporaneamente la necessità di farlo e l evidenza che spesso pur usando forme e linguaggi diversi affermiamo bisogni idee e verità simili quando non identiche e attirato dal passato affatto incuriosito dal futuro e predilige il presente che percepisce come un continuo e fluido passaggio di emozioni e sensazioni non da custodire gelosamente inizia a dipingere intervenendo e modificando i lavori di altri spinto da una buona dose di curiosità e supportato da capacità e fantasia ma da condividere con più persone possibili ed ha condiviso con i presenti la sua opera che distrutta con strumenti e gestualità violenti è stata offerta e distribuita agli altri con sacralità in una sorta di laica eucarestia approda ad una linea personale attingendo al mondo dei fumetti e sfiorando a volte quella delle caricature ritrattista sui generis non ci offre riproduzioni conformi all originale ma cerca di imprimere nei suoi volti quello che di una persona riesce a percepire il cerchio è una figura che racchiude uno spazio vuoto ripete il video che ci mostra la sua evoluzione artistica ed i ritratti che esegue sono spesso rappresentati da spazi vuoti sono infatti pochi gli elementi di riconoscimento a volte un sopraciglio o la bocca o parte di essa a volte solo i capelli o l ombra del naso o di un baffo ma quei brevi tratti hanno la capacità di dare senso e corpo a quello spazio e di riempirlo dimostra sicurezza e tenacia nell affermare che nei suoi volti le persone ritratte non devono necessariamente riconoscersi perchè spesso le comunicazioni che l artista riceve non sono quelle che le persone inviano ma elaborazioni delle stesse nell eterna riproposizione del dubbio se sia più vera la realtà o quello che della realtà noi e l artista in primis percepiamo ci accoglie tra una delle sue opere che sono per sua ammissione la sua aria il suo respiro la sua vita i suoi monocromatismi tridimensionali sono forti e decisi come forte e decisa è la volontà dell artista di trasmetterci le sue emozioni presentandosi a noi per come è spontanea e vera i colori sono fluidi e si depositano strato su strato formando onde cascate spirali in movimenti mai uguali a sè stessiperchè anche le emozioni che generano e dalle quali sono generati sono uniche non predilige un colore e non fa abbinamenti tra emozioni e colori ma lascia a noi la libertà di associare le une agli altri secondo la nostra sensibilità e le nostre esigen ze ci invita a guardare toccare odorare i suoi bidoni che contengono ora un magma incandescente ora un prezioso smeraldo ora un candido merletto o forse sono sangue o una foresta pluviale o una montagna innevata o altro ancora che si esprime in un continuo fluido divenire infine il fermoimmagine il movimento cessa il colore si solidifica la forma si cristallizza il tempo si blocca dopo lo scatenarsi di una interiore e dirompente forza naturale arrivano come ci confessa l artista la calma e la pace aparte la rivista n° 13 dicembre 2011 www aparteprato.it periodico trimestrale culturale e organizzativo aut n° 8/2006-trib prato dell associazione pecci arte sede operativa centro per l arte contemporanea viale della repubblica 277 prato sede legale c/o studio compagnini via tintori 31 prato codice fiscale 92028030481 e-mail info@aparte.prato.it direttore responsabile fabio barni capo redattore attilio maltinti redazione roberto badiani mattia crisci alessia vitolo lucia giovannelli maria cristina mengozzi antonella mezzadri anna maria maiello m ignazio fresu giuliana donzello art director alessandro pierattini foto alessandro pierattini stampa tipografia la marina calenzano

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vault via genova prato studio d arte contemporanea mes 3 1 dicembre 2011 il gesto artistico di ivano è semplice ma emozionante e pieno di grande significato un logo da trasferire su materiali diversi e trasportare in luoghi diversi luoghi accomunati da un comune denominatore essere stati teatro di bombardamenti aerei in passati conflitti l artista ci accoglie in una sala dove domina cupo il rumore del passaggio continuo di aerei su un lungo rotolo di carta traccia il segno di due linee parallele che improvvisamente s impennano e vanno a formare un diagramma la mano dell artista si trasforma nel pennino di un sismografo che sta rilevando un movimento anomalo non si tratta di una scossa tellurica ma di un bombardamento e nella tragigità del segno nel suo improvviso squarciare la linearità del tratto sta il dramma della guerra di tutte le guerre l invito che ivano ci rivolge ed in particolare lo rivolge a chi non ha vissuto in prima persona questa esperienza è quello di fare memoria storica e di rendere visibile luoghi e date dell evento il logo dipinto su una borsa o un ombrello incollato su un lampione o su un muro o anche disegnato per terra in luoghi simbolo delle città che visitiamo o dove viviamo e lavoriamo la data dell avvenuto bombardamento la documentazione fotografica questo è quanto l artista intende realizzare un collage unico che accomuni grandi e piccoli agglomerati urbani popoli lingue ed epoche diverse nella stessa esperienza ricordandoci che un sismogramma è uguale ad un cardiogramma e quando la terra trema anche il cuore degli uomini che la popolano luciana schinco nel centenario della nascita di silvano bozzolini ha riproposto a fiesole l attività del pittore con le sue composizioni astratte unificate nell idea di rappresentare lo spazio secondo ritmo musicale volumetrico e cromatico la bella mostra non mancherà di stimolare una riconsiderazione sul percorso dell astrattismo italiano di cui bozzolini è stato significativo interprete renata boero o l arte dei cinque sensi la mostra ripercorre dagli anni 80 la struttura dei suoi lavori i cromogrammi sono considerati una loro struttura portante essi chiamano in causa la vista e l olfatto il tatto per le concrezioni palpabili del colore l udito per gli scricchiolii della carta e perfino il gusto nella memoria delle essenze naturali da cui vengono i colori opere come sindoni vegetali in cui pare impresso il volto del tempo alchimista della pittura dialoga direttamente con la natura della terra da cui estrae pigmenti e cromie il suo procedimento creativo si caratterizza per un aspetto sensoriale e per uno razionale come suggeriscono le suddivisioni della tela in sezioni quadrate insieme a frammenti di parole capaci di sussurrare alla terra dalla quale nascono la rassegna curata come sempre in maniera egregia da silvia lucchesi si rivela ogni volta densa di proposte con proiezioni di film d arte zoom su artisti e la loro attività quest anno urs fisher elmgreen&dragset omer fast philip johnson tinguely anselm kiefer gerhard richter non semplici documentari ma veri e propri film sul linguaggio artistico dai contenuti più diversi appassionanti attualissimi lo stabile della toscana non solo produce spettacoli organizza incontri fra attori e pubblico convoca studiosi ma svolge anche una politica di irradiazione sul territorio un esempio il viaggio intorno a cechov un progetto che ha impegnato strutture ed enti locali con spettacoli dislocati a vaiano e a viaccia.in sinergia col teatro stabile della sardegna ottavio celestino titolo nature meccaniche le foto in mostra sono state scattate in islanda lapponia finlandia giappone e appartengono ad un unico progetto che intende indagare il rapporto tra uomo e natura in questi luoghi l incontro con la natura è l avvicinarsi dell uomo all infinito a quell immensamente grande che terrorizza e affascina nelle opere di celestino la potenza della natura lascia poca o nessuna speranza di essere superata nelle foto l uomo oppone una strenua resistenza in uno scenario totalmente inospitale e ostile i pochi esseri umani presenti permettono ai fruitori di immedesimarsi facendo sentire ­ con la loro presenza la finitezza umana e l infinità della natura fino al 14 gennaio 2012 le forme alfabetiche di heimo zobernig velate dalle campiture dei colori offrono l occasione per riflettere sull essere e l apparire fino al 17 dicembre 2011 presenta marco lodola un artista che non manca di coinvolgere col suo particolare modo di percepire vivere rappresentare la contemporaneità le sculture luminose il gioco delle forme e dei colori non sono semplici lampeggi di luci elettricismo è la sua attuale proposta da vedere l asterisco prato ortensia celeste dal 19 nov al 23 dic 2011 enrico fornello prato non esaurisce le sue proposte di presentazione di artisti di lavori di performances di incontri culturali dimostrando la propria vitalità e l arco di interessi dopo capi d artista e danze a tribeca ecco sculture da indossare a vent anni dalla scomparsa grande mostra su vinicio berti e il suo forte linguaggio espressionistico fino al 14 gennaio 2012 alexandros papathanasiou fino al 5 gennaio 2012 museo del tessuto prato fino al 7 gennaio 2012 gioco scopro imparo attività didattica galleria a.bagnai firenze vittorio messina transiti e dimenticanze fino 6 febbraio 2012 art-art impruneta paesaggi senza tempo collettiva d inverno fino al 4 gennaio 2012

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per chi come me è convinto che le comunicazioni fra uomini la circolarità delle stesse si rende possibile solo all interno di un area condivisa e dunque per chi come me è da sempre attento per mestiere e per scelta agli spostamenti e/o alle variazioni linguistiche il mondo contemporaneo così vorticosamente interessato alla mutazione sperimentale e alla comunicazione visiva che ne rappresenta forse l aspetto più appariscente appare decisamente interessante e stimolante anche nella sua contraddittoria variegatezza così alla mia personale ricognizione riferita a quella sfera della umana comunicazione l immagine appunto non poteva sfuggire il lavoro di de maria ed anche per estensione quello delle altre personalità artistiche riconducibili dagli anni 80 alla transavanguardia e alle idee e teorizzazioni che in quegli anni ebbero un coagulo importante in quel movimento mi pare infatti si possa dire che uno dei punti di massimo interesse di quel gruppo fosse proprio l invito a ripensare-rimeditare i fondamentali della comunicazione visiva in particolare quella artistica che già aveva avuto momenti alti di elaborazione nell immediato passato pop-art minimal concettuale ma che nel loro caso aveva nel recupero dell atto pittorico il suo punto di maggiore originalità dopo un lungo periodo di incontrastato predominio della componente mentale e progettuale il richiamo sulla rilevanza del gesto grafico-pittorico nell atto creativo e in particolare nella comunicazione artistica unitamente alla espressività che sottintende indubbiamente interpretava un sentire diffuso evidenziato dal successo dei suoi protagonisti sulla scena internazionale da allora è passato qualche decennio e le personalità di quel gruppo hanno sviluppato ognuna propri percorsi di lavoro che direi il centro pecci ha nel tempo cercato di documentare con l esposizione nelle proprie sale delle opere di cucchi prima e di paladino qualche anno dopo del lavoro di de maria che il centro pecci ospita adesso nelle proprie sale espositive personalmente trovo interessante l estensione di quel principio generale termine questo che nel suo caso è da prendere alla lettera l artista infatti sembra voglia sondare le potenzialità del mezzo espressivo nell applicazione programmatica delle proprie invenzioni formali sia allo spazio fisico che a quello percettivo attraverso il trascinamento in altri specifici la musica ad esempio ma anche nel tracimare delle forme e della sostanza pittorica oltre il formato del supporto andando ad invadere l intera parete eppoi ancora il soffitto e le altre pareti in una appropriazione eretica della terza dimensione da parte della pittura arte bidimensionale per eccellenza il risultato è che la distanza fra l opera e lo spettatore è clamorosamente annullata sentimento questo vicino alla sensibilità degli artisti contemporanei dove costui lo spettatore è fisicamente coinvolto nel lavoro dell artista costretto com è a non rimanere statico davanti all opera ma a continui spostamenti non solo degli occhi ma dell intero corpo nel tentativo di abbracciare sensorialmente tutta l opera in attesa di assorbirla e comprenderla lo spazio tridimensionale è nel frattempo contraddetto da linee spezzate che dialogano con gli angoli delle pareti e dalle forme sempre semplici,che ne affollano a grandezze diverse le superfici infine prevale il sentimento di gioiosa proiezione in uno spazio percepito come pittorico ma insieme indefinito e dilatato anche quando il supporto è di un formato misurabile nel quale si rende possibile perdersi senza patemi e senza ansietà uno spazio personale e intimo aperto alla nostra percezione dall artista che con leggerezza dialoga con noi riccardo farinelli

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la nuova stagione espositiva del centro pecci di prato si apre con due progetti espositivi che ne confermano il ruolo di museo regionale toscano per l arte contemporanea nello spazio progetti l omaggio a una personalità artistica fra le più vivaci e straordinarie aperta e fuori dagli schemi apparsa negli ultimi decenni in toscana nello spazio cid/arti visive la presentazione di una ricerca di rilievo internazionale sviluppata a firenze che ha dilatato i confini dell architettura intendendola come strumento di investigazione e conoscenza la ricognizione del percorso operativo di mario mariotti è frutto di una consistente selezione di opere e materiali nel suo archivio trasferito a prato alla fine del 2010 che include opere e oggetti documenti e immagini originali pubblicazioni e recensioni reperti e memorie esaustivi di un attività intensa quanto poliedrica autore magmatico sperimentatore assiduo di linguaggi visivi il disegno e la grafica la pubblicità e l editoria la proiezione fotografica la pittura la scultura l installazione l azione pubblica l intervento estemporaneo mariotti ha operato sempre ai margini dello specifico artistico e delle istituzioni come ha sottolineato la critica lara-vinca masini proponendo la reinterpretazione e l aggiornamento delle radici culturali di firenze cercando i collegamenti possibili fra il suo passato e la sua contemporaneità interpretata attraverso una costante azione immaginativa e produttiva È stato tra i fondatori e animatori di zona il centro autogestito da artisti che ha promosso e documentato le ricerche della neoavanguardia fiorentina ha inventato figure fantastiche di animani 1980 e umani 1982 proposte in varianti e diffuse in tutto il mondo attraverso fotografie libri pubblicità e video rimangono tuttavia memorabili le sue imprese spettacolari nello spazio urbano fiorentino la proiezione di centinaia di progetti sulla facciata di santo spirito piazza della palla estate 1980 la stesa dei panni di artisti contemporanei alle finestre di santo spirito sul tema allegorico del fuoco fire-nze 21 settembre 1985 la rievocazione pirotecnica per il bicentenario della rivoluzione francese sulle sponde dell arno arnò 89 14 luglio 1989 l esposizione fluida di frammenti d arte contemporanea sull arno davanti agli uffizi polittico di san giovanni il 24 giugno 1991 l esposizione all ex stazione leopolda di firenze di un intera quadreria d arte contemporanea messa letteralmente al muro ottobre 1995 la documentazione dell articolata ricerca per immagini realizzata da superstudio prosegue l azione di recupero e valorizzazione dell esperienza dell architettura radicale fiorentina già sviluppata dal centro pecci attraverso acquisizioni di opere e documenti o progetti espositivi come le recenti proposte di invito al viaggio al museo pecci milano l esposizione di prato presenta una serie di immagini fotografiche dell archivio toraldo di francia insieme ad oggetti progetti pubblicazioni e film di superstudio a partire dalla superarchitettura 1966-68 proposta come strumento di interpretazione e descrizione della realtà toraldo di francia il gruppo fiorentino sperimentò una visualizzazione progressiva di idee di architettura non fisica adolfo natalini tra cui la generazione automatica di un sistema quantitativo di diagrammi tridimensionali non-continui istogrammi di architettura 1969 l elaborazione di un modello di urbanizzazione totale monumento continuo 1969-70 l applicazione spaziale degli effetti illusionistici degli specchi architettura riflessa 1970 l estensione utopica dell architettura nello spazio astrale architettura interplanetaria 1971 nelle visioni di 12 città ideali 1971 superstudio formulò le premonizioni della rinascita mistica dell urbanesimo concepì inoltre la parabola letteraria di cinque atti fondamentali incentrati sui temi rituali di vita educazione cerimonia amore morte 197173 il progetto di supersuperficie presentato nella mostra italy the new domestic lanscape al moma di new york nel 1972 giunse quindi a prefigurare un modello alternativo di vita sulla terra ricostruito nel 2011 dal centro pecci la successiva partecipazione al progetto di global tools che nel 1973 raccolse il lavoro di vari gruppi e singoli architetti sotto l etichetta di architettura radicale suggerita da germano celant e indicata dalla rivista casabella determinò di fatto la conclusione di quella esperienza seguirono i progetti la moglie di lot incentrato sulla riproduzione di forme geometriche elementari e la coscienza di zeno che documenta la cultura materiale della civiltà contadina entrambi presentati alla biennale di venezia del 1978 come scrisse in proposito lara-vinca masini i due lavori non devono esser letti in contrapposizione o contraddizione insieme rappresentano dialetticamente i nostri tentativi di comprendere per modificare stefano pezzato mario mariotti progetto speciale promosso da regione toscana e comune di prato a cura di stefano pezzato con la collaborazione di francesca mariotti in occasione del trasferimento dell archivio mariotti al museo spazio progetti centro per l arte contemporanea luigi pecci prato 9 ottobre 2011 30 aprile 2012 superstudio/backstage progetto speciale promosso da regione toscana e comune di prato a cura di stefano pezzato e cristiano toraldo di francia in collaborazione con l archivio superstudio di firenze spazio cid/arti visive centro per l arte contemporanea luigi pecci prato 9 ottobre 2011 26 febbraio 2012

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spazio distaccato del centro per l arte contemporanea luigi pecci prato promosso da regione toscana toscana promozione con il patrocinio del comune di prato toscana x 4 progetti d artista olivo barbieri tuscany in 6 pieces 2010_videoproiezione hd progetto speciale per il padiglione toscana all expo 2010 di shanghai proposto da ex3 centro per l arte contemporanea firenze un immersione virtuale nel paesaggio toscano alla ricerca di luoghi significativi indicatori di una nuova capacità di sviluppo sostenibile dove convivono innovazione e tradizione ricerca tecnologica e tutela ambientale sviluppo energetico e salvaguardia del paesaggio l opera di barbieri descrive con originalità e raffinatezza la pittoricità del paesaggio toscano l armonia grafica delle sue linee la purezza formale dei suoi insediamenti storici che da sempre attraggono artisti e intellettuali provenienti da ogni parte del mondo rossella biscotti il sole splende a kiev 2006_video e diaproiezioni nel 2007 progetto vincitore del the city of geneva grand prize 12th biennial of moving images centre pour l image contemporain geneva golden cow at gstaadfilm gstaad attraverso la biografia di vladimir shevchenko uno dei primi filmakers ad avere accesso alla zona rossa in seguito all esplosione del reattore nucleare di chernobyl nel 1986 biscotti riflette sul tentativo e la fascinazione dei reporters di trovarsi nei luoghi dove accade qualcosa di storico per documentarli sul momento l interesse per il genere biografico si sviluppa nella variabilità della sua selezione senza alcuna rappresentazione visiva del disastro rivelando sottilmente la fragilità del materiale visivo nella sua relazione con la storia michelangelo consani dynamo project 2010_installazione interattiva premio ex3 toscana contemporanea 2010 acquisito dal centro per l arte contemporanea luigi pecci prato la storia di marshall walter taylor giovane ciclista afroamericano vincitore nel 1899 del titolo mondiale del miglio su pista vittima di numerose ingiustizie razziali nel corso della sua carriera diviene nel progetto di consani il punto di partenza per una riflessione sui rapporti tra ambiente energia equità e giustizia sociale l invito al pubblico a sprigionare energia con le pedalate si catalizza in un azione estetica e sociale l opera si realizza solo quando gli spettatori vi partecipano fabrizio corneli pelle di luce 2001/2011_installazione luminosa comodato dell associazione amici del museo pecci fabrizio corneli indaga la luce come fenomeno fisico e ottico percettivo per sperimentarne le possibilità espressive catturandola per mezzo di sfere ottiche lastre di metallo bolle di vetro piene d acqua piccole uova d oca sapientemente intagliate la sottopone ad effetti di rifrazione scomposizione e riflessione la luce sostanza immateriale delle sue opere in costante gioco dialettico con l ombra crea e dissolve per anamorfosi presenze inafferrabili ed evanescenti.

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e virtuale registra e valorizza la traiettoria come spirito del gesto e come sintesi di spazio e tempo intuendo le straordinarie potenzialità delle pratiche luministiche nella ricerca visiva e anticipando quella stagione della moderna magia che pone la luce al centro dell universo tecnico ed espressivo per bragaglia l opacità dei corpi non è più credibile egli pone in evidenza le generali relazioni tra oggetto e spazio tra corpo in movimento e ambiente circostante assegnando valore di segno alle traiettorie da una parte scie impalpabili della materia in moto dall altra tracce tangibili dello di giovanni fontana anton giulio bragaglia nel suo fondamentale saggio fotodinamismo futurista di cui quest anno ricorre il centenario della pubblicazione1 innesca un processo che trasforma radicalmente il modus videndi e l intero sistema della visione apre all occhio dimensioni straordinarie che sottese da illuminanti riflessioni teoriche inaugurano una nuova concezione dell immagine che trascende lo stesso specifico tecnico della fotografia se ne era reso ben conto carlo ludovico ragghianti quando nel dicembre del 1958 sulla base di un articolo di edoardo di sambuy in un vecchio numero della rivista la fotografia artistica 2 maggio 1913 v numero anno x trovato in una bottega antiquaria indaga sul fotodinamismo e lo rilancia all attenzione degli studiosi evidenziandone tutto lo spessore fermamente convinto di trovarsi di fronte ad un fenomeno artistico che avrebbe modificato posizioni e giudizi critici sul futurismo e che avrebbe aperto nuovi orizzonti culturali come si resero conto eduardo de sambuy nel 13 ragghianti alla fine degli anni 50 studiosi come giulio carlo argan maurizio calvesi filiberto menna maurizio fagiolo nel 1970 ci rendiamo ben conto noi oggi a distanza di cento anni nel momento in cui la stagione dei nuovi media condiziona la cultura e l arte che la portata delle intuizioni e riflessioni di anton giulio bragaglia si profilano come ampiamente anticipatrici delle nuove concezioni dell immagine e della visione trascendendo lo stesso specifico tecnico della fotografia e dimostrandosi adatte ad essere adottate in altri ambiti artistici dalle arti visive al teatro dal cinema al video il moto e la luce distruggono la materialità dei corpi scrive anton giulio bragaglia si tratta di un osservazione che all epoca sottovalutata avrebbe aperto alla ricerca e alla sperimentazione artistica strade del tutto imprevedibili ispirato dal manifesto tecnico della pittura futurista bragaglia si occupa della visualizzazione del movimento reale scorrere del tempo che attraverso valenze visive vengono a porsi come vere e proprie coordinate spaziali la dimensione temporale è considerata in chiave linguistica per bragaglia il tempo è tradotto in spazio il tempo è portato decisamente come una quarta dimensione nello spazio per ricercare nuove sensazioni di ritmo per ottenere un risultato dinamico perché il dinamismo è tanto essenziale che spesso solo il ritmo di un movimento è sufficiente per tutto un quadro e possiede la forza di comporre da solo un immenso poema di armonia 3 in questa prospettiva bragaglia può essere considerato a pieno titolo uno dei padri delle arti intermediali hermes intermedia [giovanni fontana giampiero gemini valerio murat,antonio poce gruppo presente quest anno nel padiglione italia della biennale di venezia]4 valuta e acquisisce l esperienza fotodinamica bragagliana per metabolizzarla oltre i confini dell immagine fotografica.

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per hermes intermedia conta la sapienza visiva come cardine per una scrittura del molteplice e qui è d obbligo ricollegarsi all intuizione di dick higgins quando trattando il tema dell integrazione dei linguaggi elabora il concetto di intermedium,5 termine riferito esclusivamente all opera in cui tale integrazione è completamente attuata opponendolo a mixed-medium termine riferito ad un oggetto artistico in cui il fruitore può distinguere i vari aspetti linguistici verbale visivo sonoro ecc in condizione di completo appiattimento nell opera intermediale invece i diversi elementi si fondono in un unicum che non consente letture differenziate pur salvaguardando l autonomia e la singolarità dei segni nell opera intermediale le dinamiche interne ed esterne le interazioni rivolte verso il proprio baricentro come verso la periferia comportano l esigenza di una sincronica vibrazione degli elementi in un incessante esplorazione che finisce per coincidere con una vera e propria trasgressione nell uso dei linguaggi medesimi quello di trasgressione o trans-gressione infatti è un concetto che implica pulsioni indagatrici esplorare significa spesso dover superare frontiere precluse passaggi interdetti oltrepassare questi confini invalicabili è compiere un gesto di sfida sia dal punto di vista artistico che culturale nell opera di hermes intermedia in questo spirito codici e linguaggi interagiscono in visioni sincretiche ambiti diversi vengono rivisitati e riorganizzati in un unico processo creativo la lingua di hermes intermedia nasce in effetti dalla leggerezza di stringhe in vibrazione che tagliati i cordoni dai loro ambiti caratteristici si ricompongono armonicamente in un contesto di risonanze e di bagliori dove l immagine si fa musica e la musica si fa immagine hermes intermedia è oltre il video il video è in situazione aperto a rivisitazioni performative che ne snervano le strutture ne amplificano i ranghi pur nel rispetto della matrice originaria tutto ciò in coerenza con la volontà espressiva del gruppo che articola un pensiero non-lineare prediligendo strutture tridimensionali aperte ed è per questo che le matrici audio videografiche del gruppo si predispongono e si dispongono al trattamento della spazializzazione del suono della multiproiezione dell interattività tra immagine dinamica corpo e voce in un fertile processo di esplorazione di spazi e di contesti quello di hermes intermedia è un gesto plurale e non è mai riferito alla mera interdisciplinarità insomma l obiettivo è quello di individuare nuove potenzialità nelle pratiche artistiche scardinando convenzioni ed eludendone i condizionamenti ma nello stesso tempo formulando progetti in cui il concetto di pluralità e anche di totalità per segnare un link con la storia non sia solo riferito all insieme degli elementi coinvolti ma anche a quello delle loro possibili organiche relazioni note 1 sulla scorta degli esperimenti condotti nel 1910 in collaborazione con il fratello arturo suo operatore pubblica nell 11 il saggio fotodinamismo che viene riproposto più ampio in seconda e terza edizione nel `13 per i tipi dell editore romano nalato con il titolo fotodinamismo futurista sedici tavole 2 rivista internazionale illustrata fondata nel 1904 diretta da annibale cominetti 3 tutte le citazioni da a g bragaglia cit 4 roma palazzo venezia 24 giugno ­ 22 settembre 2011 5 something else newsletter vol.1 n° 1 new york 1966.

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antonino bove altalenamente 2007 se il mondo delle cose è fisicamente costituito da forze magnetiche e forze cellulari vitali come può venire esso rappresentato dall arte che di questo mondo energetico vuole farsi interprete e di cui vuole esplorare le connessioni plastiche questo mi affiora alla mente mentre osservo le opere di antonino bove con le altre interessantissime del gruppo bau nella chiesa di s.agostino c è un duplice senso circolare in quelle sue opere più che un cortocircuito da cui sprizza la scintilla è un percorso bidirezionato dalla materia all immagine dal sogno che è immagine alla materia come la materia si faccia immagine è la metamorfosi che si compie in queste installazioni esse sembrano affidarsi alla continuità di un gioco e di un intendimento evolutivo rappresentano le cose nella loro trasformabilità nel loro mutarsi ripercorrendo un tracciato sensoriale e mentale e inseguendolo nel suo diventare segno onirico e prodotto con cui confrontarsi materia e sogno sono due potenti calamite che producono suggestioni che suggestioni di superficie non sono bensì potenti elementi di indagine di riscoperta e riappropriazione di una unitaria realtà vitale ma anche di un mistero cui avvicinarsi sono dinamismi che strutturano la genesi di un prodotto così come lo vediamo nella mostra e costituiscono punto di partenza di un approccio artistico esso prende forma visibile in opere sottese da una latente forza di autogenerarsi e autoprodursi e come se la materia fosse in attesa di modificarsi di divenire altro in passaggi progressivi per essere immagine se la materia è per bove un punto di partenza una conditio sine qua non essa è crogiolo energetico elemento vitale pronta a successivi sviluppi e nella mano dell artista prende forma e rilievo questo percorso metamorfico e rappresentativo così materializzazione di un sogno 1980 diventa luogo e momento in cui materia ed energia combinandosi si fanno sostanza onirica sprigionando la forza del pensiero e l emozionalità dell inconscio per l artista la forza magnetica delle/nelle cose ­par di capire conduce alla loro trasformazione plastica tutto è vitale tutto è dinamico l universo l uomo la cellula e quindi anche l opera d arte che di questo processo è frutto perché se siamo immersi in questo ciclo lo è anche il processo creativo dell artista l opera d arte non può sottrarvisi e deve darne visibile testimonianza così impulsi provenienti da un dipinto raffigurante un sogno 1985 installazione sensoria elettrocardiografica e pittorica è il risultato di un ciclo energetico/narrativo legato a molte suggestioni a sua volta diventa inizio di un nuovo stimolo ne l ultima musa 2003 la materia cerebrale riveste il volto della fanciulla in silenzio sul mare non è maschera è la materia grigia che si fa volto in muta attesa è la trasformazione dei pensieri fatta persona è l intensità della loro forza che si identifica col suo essere pian piano la memoria dei pensieri si ricuce ­ in un mondo fin troppo distratto e immemore e anche in un modo sottilmente ironico in quell assemblaggio del 2007 cucire memoria ove la materia grigia ricompone la propria unità perduta in compartimenti e in frammenti di isole translucide ma l ago meccanico saprà essere paziente in questa ricucitura o sarà teleguidato da un oscuro meccanismo il senso del gioco felice e fantastico libero nello spazio è nell opera acchiappaparole 1989 dove boschi fosforescenti agorgie silenziose arcobaleni a spirale il frastuono dei pensieri nostalgia del funambolo danzano imprigionati in nastri di carta moschicida infine la libertà di un uomoaltalenamente,2007 composto da centinaia di piccole schegge di immagini ritagliate in acetato inverosimile involucro robotico o scimmione primordiale si libra su una altalena allusiva e ritorna oscillante il mistero attilio maltinti

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riesce un opera d arte a interpretare il senso del tempo può sa farlo e in che modo il tema è di sicuro impegnativo e c è da chiedersi se sia proprio compito dell arte cimentarsi in quel tentativo o se essa non debba piuttosto rivolgersi ad altri orizzonti eppure essa l arte ci ha abituato a sorprendenti confronti su valori e tendenze della cultura di ogni età ha affrontato ed espresso esigenze e tematiche individuali e sociali tutte legate e innestate ­ comunque lo si voglia alla realtà dell uomo e del suo mondo ho davanti a me un opera d arte sui generis the clock sedersi su una poltrona e guardare un operavideo che proietta il tuo stesso tempo cronometrico nello stesso istante in cui tu lo vivi può essere un espediente da bollare come insulso o furbesco oppure può essere un esperienza fascinosamente intrigante e tutt altro che banale io propendo per questa seconda istanza in primis perché il discorso sul tempo mi affascina e poi perché contemplare e partecipare ad un opera che è il tuo stesso tempo che si consuma mentre lo stai vivendo mi pare cosa interessante per più di una implicazione cos è il mio tempo come segna la mia percezione di vivere come traccia il mio vissuto nel momento che si compie o che sta già passando tutto ciò è riflettere sul proprio `continuo infinito presente con la doppia consapevolezza di poterlo guadare un attimo dall esterno estraniandosene per quanto si può e nel medesimo istante sapendo di esserne completamente dentro e rapportarsi al proprio tempo individuale che in quel momento scorre sincronicamente sotto i tuoi occhi con la medesima inesorabile percezione che quelle immagini sincroniche siano come il filo che nella mitologia greca le parche tenevano in mano decidendo quanto ancora a lungo e quindi segnando il tuo destino e un opera fatta di un minuziosissimo collage di preziosi frammenti ognuno dei quali contiene il tuo tempo reale di quell istante dura 24 ore una giornata il tempo di una vita come simbolizza j.joyce nel suo ulisse un opera forte perché rimanda alla tua esistenza concreta alla realtà di ogni attimo che scorre nel tuo vivere con le palpitazioni le emozioni e i pensieri che lo avvolgono lo riempiono e che sono te una finzione forse ma come finzione è la vita nell accezione di sogno secondo calderon de la barca o come lo è la poesia ovvero l arte quale è il confine con la realtà e quale sottile distinzione esiste fra i due momenti ed è proprio la distinzione fra finzione e realtà che quest opera the clocknella sua semplice acutezza dissolve e supera lasciandoti al tempo stesso dubbioso smarrito e affascinato sal maister marclay the clock

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sempre caro mi fu quest ermo colle e questa siepe ma sedendo e mirando interminati spazi e sovrumani silenzi io nel pensier mi fingo l infinito g leopardi pochi testi come l infinito di leopardi riescono a rendere ragione della straordinaria potenza dell immagine nella creazione artistica dal colle e dalla siepe e dall orizzonte impedito prende le mosse l immaginazione dell infinito spaziale e dell eterno temporale fluente tra il silenzio e lo stormire delle fronde per condurlo alla fine al sentimento di immensità sentito come un mare in cui il naufragar m è dolce e da quel rimando finito-infinito che scaturisce la fascinazione della poesia rimasta come eco profonda dei ricordi di scuola di ognuno ciò che il poeta vede mette in moto l immaginazione per portarlo a ciò che non può vedere l infinito la natura è lo spunto del sentimento che a sua volta libera la dimensione fantastica io nel pensier mi fingo miracolo espressivo di rara intensità ma come riesce la creazione poetica a produrre questi frutti componendo immagini può sembrare strano ma la parola poesia trova nel greco poiein che significa fare concretamente creare le proprie radici e non tanto o non solo in ragione dell accompagnamento musicale e danzante che implicano appunto un fare della poesia delle origini creare è stata l attività che ha caratterizzato l uomo fin dalla notte dei tempi e noi oggi come gli antichi creiamo e ri-creiamo quello che siamo quello che vogliamo o temiamo con le mani con la mente con il linguaggio indipendentemente dal bene e dal male che ne possano discendere non siamo di fronte a questione etica strano_dicevo come la poesia la creazione umana e intellettuale che parrebbe più impalpabile sospesa tra spazi bianchi e concentrazione lessicale sia in realtà un fare nell antichità essa era ritenuta la creazione artistica per eccellenza le si attribuiva un carattere sacro poichè ripeteva il primo atto in assoluto la creazione del mondo ad opera degli dei la poesia nasce come imitazione di quel primo mitico lavoro creativo che gli uomini celebravano con lo strumento loro concesso fra tutte le creature la parola il verbo si è fatto carne dice la bibbia e la realtà evocata con la parola era ed è oggi come allora costituita di immagini talora terribili figlie di un mondo che incuteva spavento e meraviglia insieme come dovettero essere le prime rappresentazioni dell universo talora delicate struggenti a meglio dar voce alle emozioni più riposte ai dolori nessuno strumento come l immagine è altrettanto incisivo e ricco niente si può comunicare con forza se non in rappresentazioni spazialmente e temporalmente collocabili anche quando la parola poetica è sottoposta a un processo di estrema rarefazione come in ungaretti o diviene in pittura segno astratto comunque risultante di un percorso di purificazione spesso sofferto del concreto e lo stesso pensiero astratto espressione evoluta del nostro rapporto col mondo si sostanzia di immaginazione i matematici ricordano che la matematica va vista prima che calcolata e galileo parlava della natura come di un grande libro scritto in linguaggio matematico immagine significa dunque astratto diventato concreto sensazione riflessione divenute natura oggetto lì si condensano i significati lì si situa la potenza espressiva perchè essa risponde a un bisogno vitale associare qualcosa che altrimenti non potrebbe essere né comunicata né intesa a sufficienza a qualcosa che sentiamo affine ma più efficace e soprattutto rappresentabile così l immagine unisce il soggetto che sente o pensa al proprio oggetto non a caso si parla di immagini-simbolo si pensi ad es per restare al grande leopardi alla lenta ginestra il fiore del deserto poteva essere più intenso quel messaggio se prosaicamente spiegato per concetti e non attraverso quella vivida raffigurazione del dramma e insieme della dignità dell uomo nell umile e saldo fiore alle pendici dello sterminator vesevo quanto più noioso quanto meno suggestivo sarebbe stato un discorso per astrazioni mito sogno fiaba e ancora letteratura pittura nessuna arte insomma neppure quella minore potrebbero sussistere senza la facoltà rappresentativa propria dell uomo senza la capacità di trasformare le percezioni sensoriali che gli oggetti dell universo suscitano in noi in raffigurazioni più o meno delineabili le cose ci inviano i loro segnali ora chiari ora misteriosi e ci dicono in sostanza che ci siamo e noi ad esse ritorniamo in un processo creativo continuo ecco allora che l attività immaginativa è l unica in grado di tradurre in oggetti comprensibili all`artista prima che agli altri il senso o il non-senso della nostra presenza la poesia e l arte di ogni tempo hanno fatto propria questa istanza e hanno raggiunto in molti casi risultati sublimi facendo parlare le immagini seppur talvolta essenzializzate e quasi spogliate della loro consistenza il colle leopardiano le cime dormienti dei monti di alcmane o i gabbiani di cardarelli i giochi di luce di boccioni o le cancellature di isgrò ognuno di noi nessuno escluso porta dentro le proprie unica eredità inalienabile prese a prestito da grandi o meno siano dentro romanzi tele forme plastiche racconti di vita quotidiana in esse riconosciamo una parte di noi un frammento significativo della nostra umana avventura in quelle ci ritroviamo finalmente a casa come tornati da un lungo viaggio e la nostra comunicazione raggiunge momenti di rara autenticità forse è per quanto detto finora che la poesia e l arte da quella lontana alba dell uomo non hanno mai smesso di affiancarsi allo sviluppo del progresso scientifico consci che affidandoci solo ad esso avremmo perso il contatto con noi stessi e trasformato l esistenza in un freddo ingranaggio maria cristina mengozzi poesia è il mondo l umanità la propria vita fioriti dalla parola commiato g.ungaretti

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terre sconosciute e fermenti artistici a macchia di leopardo dai balcani al mar baltico nuove porte a oriente e una voglia enorme di vedere quel che prima non si poteva e di poter creare con libertà divisi in circoli e associazioni capita nell est europeo appunto il più vicino a noi prendiamo skopje la capitale della macedonia che da sola riassume tutto un paese piccolo ­ dove per altro non mancano conflitti etnici adesso in apparenza sedati ­ che a lungo è rimasto nel silenzio di una normalissima repubblica federata di jugoslavia una generazione quella nata tra gli anni settanta e ottanta ha finito per ritrovarsi e per creare quei ritrovi che hanno caratterizzato quattro decenni fa il nostro paese tanto nei luoghi fisici nuove gallerie d arte quanto con l aiuto del web per maja argakijeva sposata 34 anni già studentessa di legge fotografare è più d una passione e meno d un lavoro lasciano di stucco certe idee certe inquadrature che sfidano con successo le leggi della fotografia e che al tempo stesso sono studiate fanno tenerezza anche di quella vera le pose più normali perfette certo di scene di vita familiare nella piccola macedonia non c è soltanto la fotografia le gallerie d arte accolgono i lavori dei giovani e meno giovani delle scuole e delle accademie locali che vanno a fondersi al loro interno con il realismo addirittura spinto di chi dipinge bravo beninteso secondo le regole ferree d ogni ancien régime che si rispetti nature morte e vedute accanto a tocchi di tecniche miste che ricordano i graffiti sulle strade con un tocco però d astrattismo capita anche più a nord nella vecchia e sempre attuale capitale belgrado quattro passi in periferia bastano a dimostrare che non c è da temere a meno di far sfoggio d opulenza l assalto del ladruncolo o del gruppetto di turno lo sguardo si posa sotto i cavalcavia sotto i ponti alla confluenza tra la sava e il danubio sono sfide colorate alla polizia per di più impegnata a controllare il traffico e a imporre le sue regole ai negozi i segni sono incerti l accostamento dei colori è a volte pazzesco e non è un caso che proprio in serbia gli ospedali psichiatrici siano pieni di ragazzini l incomunicabilità tra giovani e adulti è un dato da prendere in considerazione ed è lo stesso cambiando le fasce d età che si nota camminando nel centro della capitale ricchissimo di gallerie d arte tutte strapiene d opere d anziani e affermati pittori dalla mano ferma e dall obbligo del figurativo più classico sia pure in salsa novecentesca di spazi per qualcosa di diverso non ce ne sono se ne trovano di più a sarajevo in bosnia dove con le bombe e soprattutto la sofferenza è arrivata la voglia di un arte diversa e nuova già negli anni novanta si trovano per restare in serbia a novi sad ma è già vojvodina a rischio pur minimo di secessione città dove vivono e con-vivono talora a forza etnie diverse saltiamo ungheria repubblica ceca e d intorni e non solo per ragioni di spazio la vera porta a est nel rientrare nell unione europea è la polonia strano a dirsi nel paese ue dal più basso tasso d immigrazione è facile imbattersi nel ristorante armeno accanto a quello azero ­ miracoli di chi espatria ­ nell immancabile cinese e in quello turco la gastronomia è il segno di una nuova polonia d un paese che prova a rimaner chiuso e che al tempo stesso riesce ad allestire come è sucesso lo scorso anno una mostra alla galleria nazionale dal titolo ars homo erotica erotismo ed omosessualità andati in scena pochi giorni dopo la morte del presidente conservatore e tra mille polemiche un miracolo tutto l est europeo sia pure a tema raccolto in una sola città fra preti arrabbiati e articoli denigratori scolaresche in visita e opere che turberebbero gli animi di molti italiani da vedere se non fosse finita da 12 mesi e da non credere fabio barni

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il titolo che ho scelto per questo mio contributo è un furto all estro di tino sehgal artista anglo-tedesco trentacinquenne che nel 2005 a soli 29 anni ha scosso i visitatori di una biennale di venezia un po sonnacchiosa e sotto tono con un lavoro radicale denso di significato e di sentimento non un radicalismo ideologico fine a se stesso come a volte accade nel mondo dell arte contemporanea ­ ma un radicalismo intelligente penetrante rigorosamente calato nel suo contesto di riferimento dentro un padiglione tedesco completamente vuoto senza alcuna opera esibita dei guardiani di sala ripetono la frase this is so contemporary contemporary contemporary improvvisando una sorta di danza giocosa immaginiamoci dunque l ingresso di un visitatore stordito da una miriade di immagini di suoni e di messaggi ­ come sempre accade nel contesto della biennale ma sempre di più possiamo dire nella nostra vita di tutti i giorni ­ dentro una stanza vuota senza pitture sculture o oggetti da guardare da studiare da capire ma con soltanto alcune persone che si muovono guardandolo negli occhi e immaginiamoci l immediato contatto con queste persone che solitamente non vengono degnate neppure di uno sguardo e che in poche significative parole riescono a esprimere a rendere evidente quello che centinaia di opere tra i giardini e l arsenale non sono riuscite a spiegare la contemporaneità ci dicono queste persone quello che stiamo cercando come visitatori è qualcosa che si coglie soltanto nella relazione impossibile da fissare in un immagine o in un idea la contemporaneità siamo noi quando incrociamo i nostri sguardi quando entriamo in relazione e quando ci svestiamo dei ruoli che ci siamo o ci hanno attribuito nell arte come nella vita questo proprio questo che sta accadendo e che ci coinvolge è contemporaneo anzi è so contemporary così contemporaneo da non temere smentite a dircelo sono dei guardiani di sala non l artista pluridecorato non il premio nobel non il direttore di museo ovviamente dietro il così contemporaneo di sehgal c è anche una buona dose di ironia nei confronti di chi della contemporaneità fa buon mercato di chi utilizza questo termine questo principio immateriale come brand svuotandolo del suo possibile significato non a caso quella di sehgal è un arte senza oggetti una visita a una sua mostra è una sequenza di incontri con persone colte in svariati atteggiamenti per lui l arte è a tutti gli effetti un esperienza sociale in cui attori e spettatori giocano sempre un ruolo attivo e interscambiabile ma l opera di tino sehgal come potete capire è anche una riflessione sul valore e sullo spazio dell arte e della cultura esattamente quella riflessione che dovremmo avviare noi in questo come ­ mi auguro in altri contesti perché ho pensato a tino sehgal e in particolare al lavoro della biennale quando angelo formichella mi ha invitato a partecipare a questo confronto chiedendomi di parlare del concetto di contemporaneità in relazione alla realtà di prato perché sono convinto che il tempo in cui viviamo un tempo di crisi generale culturale e di valori prima ancora che economica richieda uno sforzo radicale per la riattivazione di esperienze sociali per l innesco di nuove e più consapevoli relazioni quello sforzo che l arte di sehgal domanda a tutti ed in particolare a chi nei luoghi consacrati dell arte e della cultura ricerca poco più che un intrattenimento chi conosce la storia dell arte recente può capire come il termine relazione non sia speso a caso parlare di arte relazionale significa riferirsi a un preciso campo quello della riattivazione di processi sopiti tra quelle che guattari e bourriaud ­ padre naturale e padre adottivo di questo filone della ricerca chiamano le singolarità isolate che girano e si rigirano su se stesse senza trovare un completamento significa dunque avere un idea dell arte come terreno d azione etico ed estetico allo stesso tempo come luogo di un possibile pensiero critico oltre che come antidoto all uniformazione massmediatica al conformismo delle mode alla manipolazione delle opinioni da parte della pubblicità o della politica io credo che questa città abbia bisogno di ripartire dalle relazioni quelle relazioni che una politica troppo spesso giocata sui terreni della paura e dello scontro hanno profondamente corrotto e ripartire dalle relazioni significa necessariamente ripartire non tanto dalla cultura con la c maiuscola ­ calata dall alto più autoritaria che autorevole ­ ma dalle culture le tante culture che rendono questo territorio per quanto indebolito economicamente sempre più ricco di tradizioni diverse e di saperi di storie e di esperienze e dunque nell ottica di tino sehgal sempre più contemporaneo quello che auspico per dovere di chiarezza per non rischiare di essere frainteso non sono ovviamente un museo senza opere o un teatro senza registi e attori ma certamente possiamo auspicare un museo un teatro e più in generale un attività culturale sempre più capaci di costruire relazioni significative con gli attori e gli spettatori del proprio territorio del proprio specifico contesto e attraverso di esso con il mondo prato è una città che alla contemporaneità ha dato tanto con i suoi teatri i suoi musei i suoi centri di sperimentazione le sue biblioteche le sue numerose associazioni una città di provincia tutta dedita al lavoro che alza la testa rivendicando un proprio ruolo nella creazione di idee di saperi e nell interpretazione del tempo presente e se penso per esempio al tempo che ho trascorso nelle sale di questo museo o nelle stanze del cid il centro di documentazione sulle arti visive che è di questo museo e che sta qui al piano di sopra ­ e non perché mi era comodo abitando non lontano da qui ma perché il materiale che qui potevo trovare non lo avrei trovato in nessun altra biblioteca perlomeno del centro italia ­ l idea che prato abbia dato tanto alla contemporaneità mi si chiarisce si fa ancora più forte ovviamente tanto di quello che abbiamo è stato creato quando i telai giravano giorno e notte quando le vacche come si suol dire erano grasse oggi viviamo una realtà diversa che ci costringe a degli sforzi straordinari sforzi nell ideare nuovi percorsi possibili di produzione nell immaginare nuove politiche gestionali nuove possibili forme di collaborazione e certamente il tempo delle azioni possibili ma è comunque il tempo dell azione non della nostalgia è il tempo del come vogliamo essere non del come eravamo tempi nuovi richiedono ricette nuove e nuove ricette affinché siano buone non possono che nascere dal confronto quel confronto ad esempio da cui ­ parlando di arti visive ma non solo ha preso vita una realtà come via genova dove dai resti di alcuni capannoni dall incontro tra privati e associazioni tra artisti e giovani imprenditori è cresciuto un nuovo movimento una rete di spazi espositivi di studi d artista di gallerie che a tutti gli effetti oggi ­ insieme ad alcuni operatori storici della città insieme ad altre gallerie che resistono costituisce un ossatura imprescindibile un vero e proprio laboratorio della crisi che ci dà speranza per il futuro.

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la crisi va detto non è per prato un fenomeno recente sebbene sia ancora profondamente attuale il distretto tessile è in crisi da anni ma quanto possiamo dire di essere stati capaci di cogliere la sostanza di questa crisi in questi anni che già sono trascorsi che già abbiamo vissuto quale contributo ha dato il mondo della cultura pratese nell interpretazione di questa crisi che è la nostra realtà il nostro tempo la nostra contemporaneità possiamo dire di esserci fatti buoni interpreti del tempo presente io credo che sia opportuno partire da queste domande come momento di riflessione e verifica per arrivare successivamente a chiederci che cosa possiamo anzi che cosa dobbiamo fare affinché questa città sia o torni a essere ­ a seconda dei casi e dei punti di vista ­ effettivamente creativa ed effettivamente produttiva come vuole il titolo di questa conferenza attraverso quali idee quali progetti quali percorsi io ho provato a immaginarne alcuni partendo da un principio banale di buon senso che la direzione verso cui dovremo andare insieme alla condivisione e alla collaborazione ­ sia necessariamente quella della buona gestione vale a dire della razionalizzazione e della valorizzazione · si può ad esempio immaginare una gestione integrata dei musei provinciali scientifici storici e artistici il museo di scienze planetarie il museo di scienze naturali il museo della deportazione il civico il museo datini il museo del tessuto il museo pecci con alcune attività condivise con la possibilità di un biglietto unico o con anche semplicemente una pagina web un po più ampia di quella che ho trovato sul sito del comune · si può tornare a immaginare momenti di confronto con la comunità cinese mettendo in gioco la nostra peculiarità la nostra nuova identità e arrivando così ad agganciare finanziamenti esterni di quegli enti di quelle istituzioni che sempre più numerose stanno nascendo a shanghai a pechino in altre città della cina e che hanno interesse a sviluppare progetti condivisi io credo che si possa fare · si può immaginare un nuovo patto con l imprenditoria pratese un patto di sostenibilità un impegno a fare tutti un po di più con un po di meno nella speranza di per potere tornare un giorno a fare tutti semplicemente sempre meglio proprio ieri ho ricevuto un invito da parte di gaia gualtieri ­ nuovo presidente dei giovani imprenditori pratesi ­ a far parte della giuria di un premio indetto dalla sua azienda la notizia non è ovviamente l invito a me ma la nascita di un nuovo premio per giovani artisti che certifica la volontà di un azienda e mi auguro di tutta una nuova generazione di imprenditori di credere nell arte e nella cultura come strumenti propulsori di idee e visioni di processi positivi di sviluppo e quindi di aiutare l arte e la cultura affinché l arte e la cultura aiutino loro stessi a trovare la forza e le idee per ritrovarsi e rinnovarsi sono piccoli-grandi segnali che annunciano nuovi possibili scenari che sta a noi dipingere e dipingere come diceva picasso non è un operazione estetica ma è una forma di magia intesa a compiere un opera di mediazione tra questo mondo estraneo e ostile e noi lorenzo giusti dipinta da gustave courbet nel 1866 l origine del mondo fu mostrata per la prima volta al pubblico prestata dal suo proprietario al museo di brooklyn nel 1988 per la mostra courbet reconsidered dopo questa breve apparizione soltanto nel 1995 acquisita dallo stato francese fu esposta in maniera permanente al museo d orsay di parigi tale evento suscitò immediatamente un grande interesse mediatico generando polemiche sulla collocazione sull oggetto dell opera sul titolo sull opportunità dell esposizione e risvegliò atteggiamenti di puritanesimo moralismo e censura insospettabili alle soglie del ventunesimo secolo thierry savatier dopo dieci anni dall evento ha pubblicato una sorta di biografia del quadro forse più scandaloso della storia dell arte il primo piano del sesso di una donna per la prima volta raffigurato con precisione quasi anatomica con tale immagine courbet aveva superato il limite imposto nell arte alla rappresentazione della figura femminile ritratta in pose e atteggiamenti sensuali ma rigorosamente con il sesso coperto o addirittura asessuata il senso di disagio stupore curiosità e i dubbi sulle prospettive estetiche dell opera che provano oggi gli osservatori sono gli stessi di coloro che ebbero il previlegio di ammirare il dipinto nelle dimore dei vari collezionisti questa è la storia di un quadro che per 130 anni ha avuto un esistenza clandestina l opera fu venduta direttamente da courbet insieme ad un altro dipinto al diplomatico turco khalil-bay esponente del bel mondo parigino collocata nel bagno della sua dimora coperta da una tendina verde veniva mostrata a pochi visitatori con una sorta di cerimonia dello svelamento il quadro naturalmente da molti venne considerato osceno ed il suo possessore un voyeur erotomane dopo alcuni anni a causa del ritorno in patria di khalil-bay il dipinto fu posseduto per un breve periodo da un mercante d arte francese e rivenduto al barone ebreo ungherese ferenc hatvany ricco collezionista con ambizioni artistiche il nobile aveva compreso che con quella tela si era operato un cambiamento irreversibile nella pittura ma anche questa volta la collocazione fu in un bagno nascosta sotto un paesaggio dello stesso courbet insieme ad altre opere di soggetto erotico e mostrata sempre a pochi intimi smentendo la credenza che l origine del mondo fosse stato confiscato dall esercito nazista nei saccheggi dell ultima guerra mondiale savatier ha scoperto che invece nascosta in un caveau di una banca di budapest fu prelevata dall armata rossa e nel dopo guerra fu riscattata dal barone hatvany con una sorta di riacquisto nel 1955 fu venduta al famoso psicanalista jacques lacan che la espose nella sua casa di campagna sempre coperta da un pannello dipinto dal cognato della moglie andrè masson che in chiave surrealista ideò un paesaggio che riprendeva le linee ed i contorni dell opera sottostante il quadro veniva mostrato alla cerchia di intellettuali artisti e gente di spettacolo che frequentava casa lacan sicuramente visto da picasso duchamp levi-strauss,alain cuny mentre già circolava una copia dell opera addirittura realizzata da magritte sia per curiosità personale che professionale lacan osservava le reazioni degli ospiti che spesso restavano in silenzio o esprimevano laconici commenti di stupore alla morte nel 1981 l opera rimase alla famiglia e nel 1994 fu ceduta allo stato in pagamento dei diritti sull eredità del celebre psichiatra il dipinto è stato esposto per la prima volta in italia al mart di rovereto nell ambito della mostra sui capolavori del museo d orsay tenutasi nella primavera del 2011 mario maffii thierry savatier courbet e l origine del mondo storia di un quadro scandaloso edizioni medusa 2008

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