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sb super settimanale anno xxxiv 29 novembre 2011-5 dicembre n 48 poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l 353/2003 conv in l 27/02/2004 n 46 art 1 comma 1 lo/mi in caso di mancata consegna inviare a ufficio bologna cmp per la restituzione al mittente che si impegna a versare la dovuta tassa speciale nba i proprietari decisivi le conseguenze in italia le conseguenze in europa rakocevic «la mia storia passa dalla montepaschi» e non c è più kaukenas kakiouzis «io un vincente mi adatterò per salvare la vanoli braga» dossier l arte del playmaker nella serie a italiana del dopo mcintyre 9 770393 785006 10048 3,00 it one p us issn 0393-7852 basket l ereditÀ il ritorno a denver di danilo gallinari apre un buco a milano inevitabile l assalto al talento emergente di alessandro gentile
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di claudio limardi dossier padroni del vapore 30 squadre nba 29 proprietari miliardari con storie intriganti alle spalle ereditieri o «self made men» i falchi come dan gilbert dei cavs e quelli che non aspettavano altro che giocare come jim dolan dei knicks o jerry buss dei lakers viaggio tra gli owners a destra quattro dei proprietari più noti in alto dan gilbert cleveland e jerry buss lakers in basso mark cuban dallas e micky arison miami chi sono i attorno ai 30 anni di età jim dolan era il dennis rodman degli imprenditori uno dei sei figli di chuck dolan fondatore nel 1973 dell impero cablevision servizi tv via cavo ma adesso anche internet telefonia televisione non aveva alcun interesse per gli affari di famiglia ma un sogno diventare una rock-star però aveva troppi soldi in tasca e li sperperava in alcool e droghe fino a quando il padre non lo spedì in una clinica per disintossicarsi da allora jim dolan è sobrio continua ad essere un rocker ha un gruppo jd and the straight shots si esibisce nei locali notturni della costa est evitando accuratamente le luci di new york city e ha costruito a oyster bay uno studio di incisione e di prova che è costato 13.5 milioni di dollari ma soprattutto è a capo dell impero costruito dal padre jim dolan schiva le interviste perché è conscio che il suo carattere irascibile si concilia male con la necessaria diplomazia i suoi scontri con i dipendenti sono leggenda ed è probabilmente l imprenditore più criticato di new york per come ha gestito in questi anni i suoi giocattoli preferiti i knicks e i rangers di hockey che sono ospitati nel suo impianto il madison square garden il suo ufficio è al numero 2 di penn plaza ovvero al garden discusso deriso il popolare columnist del daily news mike lupica l ha soprannominato dna superbasket sostenendo che il suo unico merito è quello di avere avuto il padre giusto odiato jim dolan però è potente potentissimo in america nessun provider di tv via cavo incassa più della sua cablevision e pur avendo alle spalle un decennio di pessimi risultati i knickerbockers sono la franchigia nba con il valore di mercato più alto e questo spiega perché dolan sia uno dei proprietari che non vedevano l ora di riprendere a giocare nel momento più drammatico della sua storia la nba è stata una lega divisa giocatori e proprietari non hanno lavorato assieme verso un nuovo contratto hanno battagliato duellato spremendo sangue fino all ultimo ma i volti dei giocatori sono noti derek fisher li rappresenta tutti ma occasionalmente hanno avuto un ruolo dwyane wade kobe bryant kevin garnett e paul pierce i proprietari invece sono figure strane volti spesso sconosciuti ma ognuno con una sua storia alle spalle e una posizione diversa jim dolan è stato trascinato in una guerra che non era la sua come altri colleghi in prima fila jerry buss dei lakers e micky arison degli heat ha maldigerito il lockout e non solo perché quando sui giornali vede la foto di carmelo anthony palesemente sovrappeso avrebbe avuto voglia di infrangere le regole e chiamarlo ricordargli che ci sono stati giocatori 13 anni fa che hanno virtual è l 22
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speciale l alba del giorno dopo la fine del lockout proprio mentre roma si faceva bella ecco chi vince e perde in seguito al ritorno in attività della nba treviso con il fiato sospeso ma è rivoluzione un po ovunque in europa e per qualcuno è un disastro tyreke evans stella dei sacramento kings ha appena 22 anni la scorsa settimana l accordo con roma bocciato dalla fine del lockout di claudio limardi l ordine verrÀ ristabilito questa settimana la nba torna in attività e il basket alla vita di tutti i giorni di tutti gli anni le conseguenze sportive non solo economiche sulla nba verranno sviscerate nelle prossime settimane se non mesi ma questo è il momento di fare la conta dei danni dei sogni di quello che succede nella nuova europa dei canestri adesso che tutto torna a muoversi secondo tradizione ha vinto siena avrebbe potuto puntare su marco belinelli e non igor rakocevic per colmare il buco della guardia tiratrice avrebbe potuto inseguire andrea bargnani per rispondere al colpo milanese di gallinari senza sacrificare visti ed equilibri ma da sabato mattina è tornata ad essere la grande favorita per il titolo italiano e di colpo anche in eurolega l elenco delle corazzate inavvicinabili si è assottigliato per un club abituato a fare della programmazione la propria forza nulla era più destabilizzante di un mondo fuori controllo ma il primo effetto è che non deve più preoccuparsi di danilo gallinari in italia anche se l infortunio di kaukenas di domenica è una botta durissima ha vinto cantÙ la sua situazione di mercato è insidiosa perché avendo fatto incetta di stranieri dell est europa ha già usato sei visti dei sette disponibili quindi sul mercato è costretta a muoversi con prudenza di qui anche la pazienza usata nei confronti di david lighty finito il lockout è un altra beneficiaria della partenza di gallinari anzi beneficiaria doppia perché non ha mai dovuto affrontarlo quando siena invece contro di lui ha perso l altro colpo è legato al girone di eurolega nancy perdendo nicholas batum potrebbe anche non vincere più quindi saggia la decisione di proteggere la differenza punti anziché andare al supplementare il superbasket fenerbahce non è certo favorito dalla partenza di thabo sefolosha che praticamente ha vinto lo scontro diretto di istanbul ma non ci sarà a desio ha perso roma sembra quasi una maledizione ma nel momento in cui aveva ricevuto la firma di tyreke evans colpo sensazionale che non tutti hanno capito subito in italia probabilmente a causa della sua modesta immagine internazionale troppo giovane da pochissimo tempo sulla cresta dell onda e relegato in un mercato scarsamente reclamizzato come quello di sacramento ha dovuto rinunciare al sogno il presidente toti ha ammesso che se la stagione fosse saltata roma avrebbe avuto anche andrea bargnani il rovescio della medaglia è che l acea ha dimostrato di avere ancora credibilità e che se toti ritiene che certi colpi valgano la spesa non si tira indietro sul mercato non ci sono più evans e bargnani ma qualcosa si può fare oltre a marco mordente per proiettare roma che in caso di lockout avrebbe avuto una squadra da scudetto confezionata in tre giorni all altezza delle semifinali scudetto ha perso treviso ha due giocatori con nba out quindi i prossimi giorni li vivrà con grande tensione perché corre il rischio di dover rifare la squadra jeff adrien finora è stato una roccia e un uomo da doppia doppia di media non lo sostituisci facilmente e twaun moore è talmente giovane e acerbo che se boston lo richiamasse sarebbe meno arduo rimpiazzarlo domenica però il suo agente mark bartlestein al boston globe ha annunciato il suo arrivo sulla carta adrien un posto potrebbe trovarlo anche se dopo che i giochi saranno fatti per i giocatori di alto livello questa è la nba 2.0 e forse chiudere un roster con giocatori a basso costo potrebbe il l 30
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l intervista di michele talamazzi kakiouzis una vita tra i canestri «le olimpiadi di atene sono il ricordo più intenso ma non cambierei mai il periodo di siena tornassi indietro non me ne andrei nemmeno per barcellona in futuro ci tornerò magari da coach ma ora tocca a cremona alla salvezza» le più grandi soddisfaizoni della carriera di kakiouzis sono legate alla nazionale due anni fa nel suo primo subentro sulla panchina di cremona attilio caja scelse come rinforzo marko milic allora appena 32enne ma reduce da una prima parte di stagione anonima ad orleans e per questo considerato da molti finito ma in una stagione e mezza alla vanoli braga milic ha avvicinato le cifre migliori della sua carriera italiana diventandone capitano e conducendola a due salvezze ora caja ci riprova con michalis kakiouzis se l impatto del 35enne li compie in questi giorni ex capitano della grecia campione d europa nel 2005 sarà simile ci sono buone probabilità che ne arrivi una terza bandiera a scacchi per una cremona che ha dovuto anticipare il primo pit-stop della stagione «la storia parla per lui dice caja a ragion veduta oltre a quell oro in bacheca `mika vanta altri undici successi tra i più importanti i tre titoli nazionali con aek siena ed efes pilsen la coppa saporta vinta nel 2000 contro la kinder bologna e due ori a livello giovanile con la grecia «ha una grande conoscenza del gioco spiega caja ci darà una grossa mano in un aspetto in cui siamo un po carenti perché saper giocare a basket è come andare in bicicletta non si scorda mai» il coach pavese non è nuovo a scommesse su giocatori non più di primo pelo oltre a milic lo scorso anno a rimini puntò forte su dusan vukcevic 35 superbasket anni e quadre lollis 37 e tornando indietro di qualche anno nel 2007/08 entrando in corsa a milano si affidò al 35enne melvin booker che quell estate aveva già deciso per il ritiro da bilbao a cremona quando ha ricevuto la chiamata di cremona kakiouzis si stava allenando con il bizkaia bilbao di fotis katsikaris in passato anche suo compagno di squadra all aek atene ma sapeva che per lui non ci sarebbe stato spazio «sono rimasto a bilbao tutto il precampionato e devo ringraziare il bizkaia per avermi dato l opportunità di tenermi in forma e di poterlo fare a livello d eurolega» che è stato quello di kakiouzis per almeno un decennio tanto che la nuova ala della vanoli braga può fregiarsi anche della nomination fra i 50 candidati per l all-decade team celebrato un paio d anni fa dalla massima competizione europea per club torneo a lui caro quanto stregato se è vero che dopo la finale persa contro la kinder bologna nel 1998 altre quattro volte si è fermato in semifinale ora però la nuova sfida di mika si chiama salvezza traguardo per il quale in carriera non ha mai corso «ma non è un problema in caso contrario avrei atteso ancora anziché rispondere alla chiamata della vanoli braga con qualsiasi obiettivo il mio stile non è l 42
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di stefano valenti dossier superbasket l 46
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playmobil una volta passavano la palla adesso attaccano il ferro i playmaker della serie a sono diciassette ma c è anche il cambio del play e pure la guardia-play tra i cinque ruoli del basket nessuno ha avuto un evoluzione così selvaggia oppure un involuzione a bologna renato albonico tiene proprio in questo periodo un corso di origami l antica tecnica giapponese con la quale si realizzano modelli e forme ripiegando pezzi di carta servono capacità di concentrazione e mani buone «oggi serve anche attaccare il ferro» aggiungerebbe qualcuno parlando del ruolo di playmaker e di ciò nel quale si è trasformato veneziano scuola reyer albonico giocava nella virtus della prima metà degli anni 70 aveva visione di gioco un buon tiro dalla media usava meglio la destra della sinistra e questo era un suo cruccio eppure nel ranking dei pariruolo si metteva terzo in quei tempi dietro iellini e marzorati la sua maglia era la numero 4 quella che una volta contraddistingueva i playmaker quest anno lo indossano mccalebb e green ma pure guardie ali piccole e ali forti ed in sei squadre non ce l ha nessuno a milano perché porta male ed alla virtus perché è appeso al soffitto per colpa di brunamonti un po il segno dei tempi di playmaker non ce ne sono più dicono i nostalgici i playmaker come le stagioni lasciata cadere così l affermazione è arida perché ci si può chiedere se servono al basket di oggi i playmaker di una volta certamente servono i giocatori con iq cestistico superiore alla media come tradizionalmente sono sempre stati riconosciuti i registi che leggono il gioco prima degli altri ma se il play è l estensione sul campo dell allenatore e genericamente si vorrebbero veri playmaker sul campo questo vuol dire che gli allenatori sono tutti uguali discretamente omologati vero ma tutti uguali no di certo di conseguenza è facile smontare l assioma e riconoscere che ogni allenatore più indicare come suo ideale un certo tipo di playmaker perchè anche ad averlo il playmaker che sa passare la palla bisogna poi vedere a chi la passa una volta alla guardia che sapeva tirare in uscita dai blocchi oppure al centro che aveva un gioco spalle a canestro ma se non hai queste due tipologie di giocatore a cosa serve il playmaker che sa passare la palla eppure si dice che quando una squadra ha dei problemi il guaio vero è la mancanza di un play dopo un mese di campionato sei squadre hanno vissuto o vivono per motivi diversi ansie legate ai playmaker bologna casale montegranaro roma teramo e treviso dove s è già cambiato o si è vigili sul mercato la regia diffusa la verità sempre a provare a cercarla è che l interpretazione di tutti i ruoli è cambiata la guardia porta palla l ala forte tira da tre punti il centro gioca fronte canestro l ala piccola raccorda i ruoli e deve saper trattare la palla come un playmaker l altra parte di verità risiede nel fatto che il tuo playmaker lo fa la tua capacità di spesa un playmaker che fa canestro è utile a risolvere molte situazioni ma questo vale soprattutto per squadre medio-deboli e che hanno budget medio-deboli a ben guardare i loro playmaker sono guardie travestite analizzando il modo nel quale vedono e sentono il canestro viceversa chi ha squadre lunghe e ambiziose ha bisogno attenzione non sempre per il quintetto di playmaker che facciano giocare le squadra cioè in grado di sviluppare e far fruttare le qualità dei singoli di questi sul mercato ce ne sono meno di conseguenza costano di più e per questo sono a disposizione solo delle grandi squadre con grandi budget quelle che davvero poi se sbagliano i playmaker finiscono nei guai milano è al sicuro con omar cook e la scelta italiana di cantù regge il livello di sfida del club mentre le medio-piccole sbagliando il play si possono rivolgere al mercato dei 2-1 le guardie-play che abbondano ed a prezzi più ragionevoli è superbasket terrell mcintyre ha lasciato il campionato italiano e la solita pesante eredità a siena l ha raccolta bo mccalebb a bologna il candidato è peppe poeta un indicazione a finelli dello stesso t-mac l 47
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