FONTE DEL COPIATO: Programma Pluriennale regionale attuativo regolamento CEE 2080/92 biennio 1998-99 pag 2 e 6

 

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IL VENTO PADANO CON I SUOI PERSONAGGI SICILIANI Le fonti copiate del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente della Regione Siciliana http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.com/

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repubblica italiana gazzetta ufficiale della regione siciliana parte prima palermo venerdÌ 7 maggio 1999 n 21 si pubblica di regola il venerdi direzione redazione amministrazione via caltanissetta 2/e 90141 palermo informazioni tel 6964930 abbonamenti tel 6964926 inserzioni tel 6964936 fax 6964927 avvertenza il testo della gazzetta ufficiale è riprodotto solo a scopo informativo e non se ne assicura la rispondenza al testo della stampa ufficiale a cui solo è dato valore giuridico non si risponde pertanto di errori inesattezze ed incongruenze dei testi qui riportati nè di differenze rispetto al testo ufficiale in ogni caso dovuti a possibili errori di trasposizione programmi di trasposizione e impostazione grafica di avv.michele arcadipane supplemento ordinario la parte copiata è alle pagg 2-4 e 6-7 sommario assessorato dell agricoltura e delle foreste decreto 22 aprile 1999 programma pluriennale regionale attuativo del regolamento cee n 2080/92 per il pag biennio 1998/99 assessorato dell agricoltura e delle foreste decreto 22 aprile 1999 programma pluriennale regionale attuativo del regolamento cee n.2080/92 per il biennio 1998/99 l assessore per l agricoltura e le foreste visto lo statuto della regione visto il regolamento cee n.2080 del 30 giugno 1992 che istituisce un regime comunitario di aiuti alle misure forestali nel settore agricolo visto il regolamento ce n 746 del 24 aprile 1996 recante modalità di applicazione del 1

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regolamento cee n 2078/92 relativo a metodi di produzione agricola compatibile con esigenze di protezione dell ambiente e con la cura dello spazio naturale visto il regolamento ce n 231/96 del 7 febbraio 1996 che sostituisce i valori in ecu indicati nel regolamento n 2080/92 vista la nota n 37780 del 30 dicembre 1997 con la quale è stato trasmesso il nuovo testo del programma pluriennale regionale di attuazione del regolamento cee n 2080/92 per il biennio 1998/99 al ministero per le politiche agricole il quale in data 20 gennaio 1998 ha provveduto a darne comunicazione alla commissione europea per la relativa approvazione viste le informazioni complementari rese sul programma della regione vista la delibera della giunta regionale n 48 del 9 marzo 1999 di approvazione del programma sopracitato considerato che il comitato permanente forestale nella seduta tenuta a bruxelles in data 24 marzo 1999 ha approvato il nuovo testo del programma pluriennale regionale del regolamento n 2080/92 tenendo conto delle informazioni complementari considerato che il nuovo testo del programma di attuazione del regolamento n 2080/92 sostituisce il precedente programma regionale approvato con decisione c94 1315/15 del 20 maggio 1994 scaduto il 31 dicembre 1997 considerata l urgenza di rendere operativo il nuovo testo del programma pluriennale regionale del regolamento n 2080/92 per il biennio 1998/99 come approvato dal comitato permanente forestale nelle more della decisione della commissione europea decreta articolo unico in relazione alle premesse viene reso operativo il nuovo testo del programma regionale attuativo del regolamento ceen 2080/92 che fa parte integrante del presente decreto il presente decreto sarà pubblicato nella gazzetta ufficiale della regione siciliana palermo 22 aprile 1999 cuffaro allegato reg cee n 2080/92 programma pluriennale regionale 1 quadro conoscitivo generale del territorio 1.1 generalità posta al centro del bacino mediterraneo la sicilia con i suoi 25.708 kmq risulta nel contempo la più estesa regione italiana e la più grande isola del mare mediterraneo essa rimane divisa dalla penisola italiana dallo stretto di messina che nel suo punto minimo misura la larghezza di 3,4 km dal continente africano è divisa invece dal canale di sicilia che sempre nel punto minimo misura una larghezza di 140 km le fanno corona a nord-est l arcipelago delle isole eolie a nord-ovest l isola di ustica a ovest le isole egadi a sud-ovest l isola di pantelleria le coste hanno uno sviluppo di 1.039 km e lungo di esse di trova maggiormente accentrata la popolazione nonché le colture più progredite dell intero territorio isolano la collina interessa circa il 62 la montagna il 24 e la pianura il 14 i fenomeni di dissesto sia erosivi che frane ed esondazioni nelle valli minori sono assai frequenti 2

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nei territori ad altitudine più elevata e non di rado imponenti vi sono addirittura aree o zone franose che coprono decine e talora centinaia di ettari i territori ad altitudine più elevata sono caratterizzati da boschi ed incolti e da un estensione limitata dei seminativi e finiscono col presentare condizioni di popolamento repulsive soccombendo nel confronto con le aree pianeggianti litoranee e soprattutto con i centri urbani maggiori che hanno esercitato ed esercitano l attrazione più forte la problematica connessa all instaurazione di fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico del territorio è senza dubbio complessa a causa delle numerose interrelazioni con fattori di diversa natura non sempre agevolmente individuabili in ogni caso è da rilevare un progressivo aggravamento di tali dannosi processi essenzialmente causati dalla mancanza di un adeguata e coordinata politica di salvaguardia e tutela delle ottimali condizioni idrogeologiche dei suoli tra i fattori che maggiormente hanno contribuito all interessarsi di fenomeni di erosione ricordiamo insufficiente copertura boschiva con discrete caratteristiche strutturali e tipologiche abbandono delle aree marginali a bassa redditività assenza di opere di sistemazione dei terreni a funzione regimante adozione di tecniche di lavorazione a ritocchino orientate lungo le linee di massima pendenza progressiva cementificazione degli alvei dei fiumi elevato indice di torrenzialità dei corsi d acqua eccessiva incidenza della rete viaria anche in zone particolarmente predisposte a fenomeni erosivi cattiva gestione e manutenzione delle superfici destinate a pascolo fra le aree più soggette a fenomeni di dissesto si possono annoverare le zone collinari interne di matrice fondamentalmente argillosa a scarsa permeabilità si può tuttavia affermare che gran parte della superficie dell isola è potenzialmente interessata alla problematica in esame l attuale superficie sottoposta a vincolo idrogeologico ai sensi della normativa vigente ammonta a kmq 12.357 ed è così suddivisa provincia agrigento caltanissetta catania enna messina palermo ragusa siracusa trapani totale superficie superficie incidenza sottoposta kmq a vincolo kmq 3.042 11,83 1.515 2.128 8,28 877 3.552 13,82 1.425 2.562 9,97 1.397 3.247 12,63 2.550 4.992 19,42 3.189 1.615 6,28 297 2.109 8,20 514 2.462 9,58 593 25.709 100,00 12.357 superficie incidenza vincolata superficie 12,26 49,80 7,10 41,21 11,53 40,12 11,31 54,52 20,64 78,53 25,81 63,88 2,40 18,40 4,16 24,37 4,80 24,09 100,00 48,06 3

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1.2 aspetti climatici la sicilia grazie alla sua posizione geografica gode di un clima particolarmente mite che consente una vegetazione rigogliosa in tutte le stagioni dell anno la sua forma triangolare ed il suo sistema montuoso determinano la sua suddivisione in tre distinti versanti il versante settentrionale da capo peloro a capo boeo della superficie di circa 6.630 kmq fig 1 il versante meridionale da capo boeo al capo passero della superficie di circa 10.754 kmq fig 2 il versante orientale dal capo passero al capo peloro della superficie di circa 8.072 kmq fig 3 figure omesse la distribuzione delle piogge nei tre distinti versanti ha in genere caratteristiche diverse in dipendenza della esposizione dei versanti stessi e dei venti in essa predominanti le precipitazioni non appaiono così scarse come si potrebbe pensare e la loro quantità è fortemente influenzata dall altitudine dalle piane costiere dei lati sud-ovest ed est dell isola ove si è al di sotto dei 500 mm annui si sale ad oltre 1.100 mm sui rilievi dominanti palermo sui peloritani e sulle caronie mentre infine si toccano i 1.400 mm sul monte etna il carattere fondamentalmente mediterraneo del clima dell isola evidenzia una concentrazione di pioggia nelle stagioni autunnale ed invernale particolarmente in quest ultima ed una deficienza di precipitazione nelle altre due stagioni specialmente durante l estate la quantità di pioggia appare molto variabile da un anno all altro e le piogge spesso concentrate in brevi talora brevissimi tempi assumono carattere di particolare violenza nel versante meridionale i valori delle precipitazioni medie annue e stagionali si mantengono inferiori agli analoghi valori degli altri versanti mentre le maggiori precipitazioni medie ricadono nel versante settentrionale negli intervalli di quota compresi fra 250 e 750 m soprattutto per il versante meridionale la stagione estiva risulta povera di piogge e con lunghi periodi di siccità nella tab a per il periodo 1931-1988 sono riportati i dati delle precipitazioni medie mensili ed annue il numero dei giorni piovosi e le medie stagionali per tutto il territorio isolano in tre fasce altimetriche distinte in montagna collina e pianura le temperature risultano generalmente molto elevate su tutta l isola le minime assolute sono per lo più poco distanti dallo 0 eccezione fatta per l alta montagna mentre in estate la media delle massime è sempre i 35 c e la media annua oscilla tra un minimo di 11 ed una massimo di 19 c tabella a precipitazioni medie mensili annue territorio gen feb mar apr mag giu lug ago sett ott nov.dic .anno mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm 134 108 88 110 109 99 75 94 93 73 51 72 52 40 31 41 41 36 22 33 25 16 10 17 8 5 1 5 16 12 6 11 56 47 36 46 76 65 63 68 122 110 88 108 141 122 100 21 873 733 571 727 4 montagna collina pianura sicilia

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numero medio dei giorni piovosi territorio montagna collina pianura sicilia gen gg 12 9 9 10 feb gg 8 8 8 8 mar gg 10 6 6 7 apr gg 8 5 5 6 mag gg 5 2 3 4 giu gg 1 2 1 1 lug gg 1 1 1 1 ago gg 2 1 1 1 sett gg 3 4 2 3 ott gg 8 6 5 6 nov gg 10 8 6 8 dic gg 12 9 9 10 anno gg 80 61 56 65 medie stagionali territorio montagna collina pianura sicilia precipitazioni inverno primavera estate mm mm mm 385 187 49 330 149 33 264 105 18 326 144 34 giorni piovosi autunno inverno primavera estate mm gg gg gg 255 33 23 5 223 28 14 4 189 26 15 3 222 29 18 4 autunno gg 22 23 14 20 tab b temperature medie mensili territorio montagna collina pianura gen feb mar apr mag giu lug ago sett ott nov dic max min max min max min 11,3 4,7 12,3 5,8 12,7 6,4 11,9 4,5 12,7 5,9 13,4 6,0 14,2 6,1 15,1 6,7 11,5 7,2 17,1 8,1 13,5 8,5 16,5 9,0 21,3 11,6 22,7 12,7 22,9 13,0 27,0 16,0 23,5 17,5 27,7 17,3 29,9 18,9 31,8 21 32 19,5 29 19 32 21 32 20 26,2 16,4 27,5 18,0 28,0 18,1 21,6 12,5 22,5 14,6 23,4 14,9 16,7 9,4 11,5 10,9 18,8 11,3 11,6 6,1 13,5 7,3 13,9 7,5 max e min temperature medie stagionali temp medie 5

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territorio assoluti inverno max min max montagna 46,8 11,6 11,2 collina 47 12,8 7,2 13,3 pianura 47,1 1,5 sicilia 46,9 12,6 6,6 primavera estate autunno annuali temp min max min max min max min max min media 6,7 17,5 6,6 17,1 6,6 18,3 6,5 17,6 8,6 28,6 9,3 29,1 9,7 30,5 9,2 29,4 17,9 21,5 19,8 20,5 18,9 23,4 18,8 21,8 12,7 19,8 14,5 19,9 14,7 21,4 13,9 20,4 11,4 15,6 12,4 16,1 12,6 17 12,1 16,2 nella tabella b sono riportate le temperature medie e le medie dei massimi e dei minimi determinate dalle osservazioni relative al 1931-1988 nella stessa sono riportate anche le temperature medie massime e minime stagionali annuali ed assolute oltre alla temperatura per le tre fasce altimetriche 1.3 aspetti idrologici a grandi tratti la situazione delle acque in sicilia risulta la seguente l apporto meteorico medio è di circa 18,8x10 mc/anno corrispondenti a circa 730 mm in altezza d acqua sul suolo ma un volume di 12,4x10 mc anno viene perso per evapotraspirazione il deflusso naturale in assenza di vincoli risulta quindi di 6,4x10 mc anno di cui 4,9x10 mc defluiscono a mare portati dai corsi d acqua e 1,5x10 mc sfociano a mare attraverso le falde sotterranee nel deflusso dei corsi d acqua è altresì compreso il drenaggio delle falde sotterranee che si valuta essere 1x10 mc circa pertanto il bilancio delle acque sotterranee sarebbe di 2,5x10 mc anno il deflusso naturale ossia la risorsa globale media è stato considerevolmente modificato dai prelievi in atto che ammonterebbero nell anno medio a circa 1,9x10 mc anno 1.4 aspetti morfologici i tratti morfologici della parte del territorio siciliano classificato montano sono il prodotto dell azione concomitante di diversi fattori tra cui un ruolo primario va senz altro attribuito alle vicende tettoniche ed epirogeniche col minor contributo delle oscillazioni paleoclimatiche ed eustatiche in linee generali il paesaggio morfologico siciliano mostra strette analogie con quello appenninico cui si ricollega geologicamente in particolar modo per quanto riguarda la fascia settentrionale dell isola che costituisce la continuazione della fascia corrugata appenninica rispetto alla quale si ha stretta analogia e continuità sia dei terreni affioranti che delle relative vicende tettoniche in relazione con questi fattori determinanti dell evoluzione morfologica possono in sicilia distinguersi differenti tipi di paesaggio il differente grado di erosione dei terreni completa i tratti morfologici fondamentali dell area in esame nel dettaglio si nota inoltre una grande eterogeneità di situazioni dovuta all accentuata variabilità dei tipi litologici ed alle frequenti deformazioni e dislocazioni che hanno interessato la regione fino ad epoche recenti il sistema orografico di maggiore continuità è quello rappresentato dalla catena settentrionale che si estende da messina a trapani per una lunghezza superiore ai 200 km 1.5 aspetti idrogeologici 6

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le falde acquifere di maggiore importanza a cui si ricollegano le principali manifestazioni sorgentizie sono contenute nei terreni permeabili in grande si tratta generalmente di falde profonde negli acquiferi di natura vulcanica o calcarea di potenzialità elevata come dimostrano i valori di portata delle sorgenti da esse alimentate ed il grande volume complessivo dello sfruttamento mediante pozzi profondi falde acquifere poco profonde di potenzialità molto più limitata sono generalmente presenti nei terreni permeabili per porosità delle zone collinari e delle pianure ad esse risultano collegate scarse e modeste manifestazioni sorgentizie ed il loro sfruttamento avviene prevalentemente mediante pozzi falde profonde di limitata estensione sono presenti nei depositi alluvionali grossolani di fondovalle dove raggiungono potenze ed estensioni non trascurabili come in alcune fiumare dei peloritani sono inoltre presenti discrete falde confinate nei livelli ghiaioso-ciottolosi intercalati o soggiacenti ai depositi alluvionali fini che riempiono i fondovalle dei corsi d acqua della sicilia centromeridionale falde freatiche di modesta entità si hanno anche nei depositi sabbioso conglomeratici tortoniani affioranti nella parte centro-settentrionale dell isola e nel versante settentrionale dei peloritani dove però possono anche passare localmente a falde profonde 1.6 idrografia superficiale la rete idrografica siciliana tranne poche eccezioni è costituita da corsi d acqua a carattere stagionale che hanno spiccato carattere torrentizio accentuato dalla impermeabilità o scarsa impermeabilità delle formazioni geologiche presenti e dalla distribuzione delle piogge nulle o quasi per molti mesi dell anno spesso concentrate in pochi giorni l isola ha tre versanti principali il settentrionale o tirrenico il meridionale o mediterraneo l orientale o ionico i corsi d acqua principali del versante settentrionale oltre alle fiumare torrenti molto brevi che caratterizzano i monti peloritani nebrodi ed in parte anche le madonie sono rappresentati dal f pollina f grande o imera f torto f.s leonardo f oreto ed il f freddo molto più importanti sia per la lunghezza del percorso che per le portate e le possibilità che offrono le loro acque ad essere utilizzate a scopo irriguo sono invece i fiumi del versante meridionale rappresentati dal f belice destro f platani f salso f gela e f dirillo e quelli del versante orientale rappresentati dal f anapo f simeto e f alcantara scarsi e di poca importanza i laghi naturali come il laghetto di preola e gorghi tondi nei pressi di mazara del vallo e di pergusa nei pressi di enna il fiume maggiore è il simeto che ha origine nei nebrodi e recapito nel mar ionio con una bacino imbrifero di 4.186 kmq i suoi affluenti principali sono il dittaino il salso e il gornalunga 1.7 lineamenti geologici e pedologici la struttura geologica della sicilia risulta costituita nelle grandi linee da una zona di affioramento di terreni autoctoni profondi indicati come complesso basale da una zona di affioramento di terreni sovrastanti ai precedenti ma alloctoni appartenenti a differenti unità geotettoniche complessi panormide sicilide calabride antisicilide e post-antisicilide e da una zona di affioramento di terreni autoctoni più recenti e più elevati di quelli alloctoni indicati come complesso postorogeno dal punto di vista dei terreni in sicilia sono presenti situazioni e caratteristiche particolari e tipiche la pedogenesi è dominata dal fattore climatico e dalla natura della roccia madre da cui i suoli hanno ereditato in gran parte i caratteri la morfologia e la vegetazione sono poi altri due fattori che hanno influito sull evoluzione dei suoli il panorama pedologico insulare risulta quindi caratterizzato da un estrema varietà di suoli che coprono tutta la vasta gamma che va dai tipi meno evoluti ai tipi più evoluti si passa dai suoli di origine calcarea del ragusano agli agrumeti terrazzati lungo la fascia costiera settentrionale e orientale e lungo le pendici dell etna con suoli di origine basaltica o al susseguirsi di ondulazioni argillose nelle zone interne la grande estensione di affioramenti argillosi influenza la natura e le 7

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caratteristiche di gran parte dei suoli 2 elementi conoscitivi della realta agricola secondo i più recenti dati istat censimento generale dell agricoltura 1991 la superficie territoriale della regione pari a complessivi 2.570.631 ha risulta costituita per il 24 da aree montuose per il 62 da aree collinari e per il rimanente il 14 da territori pianeggianti sempre secondo i dati istat 1991 la superficie agricola totale relativa a 404.204 azienda ammonta a 1.913.841 ha di cui la s.a.u pari a ha 1.598.900 è costituita per 50 da seminativi e per 20 da prati-pascoli permanenti mentre la restante superficie è occupata da coltivazioni legnose quali vite olivo agrumi ed altri fruttiferi per quanto attiene in particolare ai seminativi questi attualmente sono rappresentati in maggior misura dai cereali che occupano una superficie di 456.208 ha incidenza percentuale inferiore hanno in ordine le colture foraggere le ortive le leguminose da granella e le coltivazioni floricole fra le colture arboree le più diffusa risulta essere la vite con 174.278 ha seguono gli impianti olivicoli gli agrumeti e le altre coltivazioni legnose l agricoltura delle aree costiere presenta caratteri notevolmente diversi da quella delle aree interne lungo le zone costiere troviamo la quasi totalità delle superfici pianeggianti dell isola fra le quali la piana di catania di gela la costa sud del trapanese e altre aree pianeggianti variamente distribuite lungo il litorale in tale aree le favorevoli condizioni pedo climatiche la maggiore disponibilità di acque irrigue e le migliori condizioni socio economiche hanno favorito l affermazione delle colture a più alto reddito quali gli agrumi nella piana di catania e nel palermitano la vite nel trapanese l olivicoltura intensiva lungo la costa sud-ovest dell isola le colture in serra nel marsalese e nel ragusano le colture orticole carciofo pomodoro melone fragola ecc nella zona di buonfornello piana di gela nel trapanese e nell agrigentino le cosiddette aree interne che costituiscono circa l 80 del territorio regionale presentano risorse fisico-ambientali assai difformi comprendendo le zone montane della sicilia etna peloritani nebrodi caronie madonie sicani erei iblei e la media ed alta collina dell ennese del nisseno dell agrigentino del palermitano del catanese e del siracusano gli ordinamenti produttivi caratterizzanti l agricoltura di tali aree risultano essere il cerealicolo cerealicolo-zootecnico e zootecnico specializzato in talune zone si riscontrano anche gli ordinamenti agrumicolo olivicolo e frutticolo la coltivazione principale è il grano che si avvicenda con l erbaio di veccia con il prato di sulla con il riposo pascolativo e più raramente con altre colture leguminose e ortive anche se con la pratica del set-aside a rotazione si è ridotto l avvicendamento tradizionale a favore del maggese nudo che esplica un azione non certo favorevole per la stabilità dei versanti l indirizzo cerealicolo-zootecnico si distingue dal cerealicolo per la presenza nell azienda di bestiame da reddito di norma bovini allevati con il sistema stabulo o semistabulo e per la maggior incidenza fra le coltivazioni da rinnovo delle foraggere l ordinamento zootecnico pur presentandosi con caratteristiche talvolta assai difformi si riscontra in maniera diffusa anche se le maggiori concentrazioni si rilevano nell area dei nebrodi delle madonie nell alta collina del palermitano dell ennese e del ragusano dati riepilogativi dell agricoltura siciliana istat censimento 1991 indicatori totale ag cl ct en me pa rg sr tp superficie totale 1.918.632 231.684 164.313 260.833 223.881 215.783 360.208 141.949 145.947 174.034 ha 8

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sau 1.600.362 200.649 141.140 193.395 195.402 170.481 290.964 127.912 126.106 154.313 0,87 0,86 0,74 0,87 0,79 0,81 0,90 0,86 0,89 incidenza 0,83 sau aziende n 406.776 59.434 33.888 57.037 29.267 65.654 62.881 27.411 28.894 42.309 3,4 4,2 3,4 6,7 2,6 4,6 4,7 4,4 3,6 sup media 3,9 aziendale erbacee avv.te ha arboree ha erbacee perm.ti ha ortive ha cereali ha 802.992 480.076 317.294 33.170 476.803 103.357 108.050 98.733 131.465 26.169 167.530 68.425 45.148 54.113 87.298 25.783 66.186 20.291 61.149 58.315 28.737 46.002 86.314 9.994 4.362 7.307 2.812 28.476 43.645 83.163 65.119 30.750 34.955 13.885 2.645 927 2.316 5.425 8.641 2.827 3.216 69.251 68.877 63.153 74.556 10.292 103.014 24.963 25.188 37.509 18.285 7.937 4.197 573 9.017 6.665 16.494 4.975 6.853 8.336 531 fruttiferi 79.095 ha agrumi ha olivo ha ovini n bovini n 101.687 120.799 36.925 3.243 9.504 8.574 10.815 10.392 8.293 26.085 20.592 8.217 5.506 21.796 4.925 25.289 1.959 8.998 3.116 13.073 70.580 19.654 6.103 vite ha 174.092 45.027 11.116 10.372 1.653 1.292.666 106.278 65.720 196.118 273.752 241.805 197.816 18.335 42.419 50.423 466.089 13.531 11.694 47.270 89.903 98.804 84.536 77.939 34.259 8.153 nell area di montagna il sistema di allevamento più frequente è quello brado o transumante con pascolamento nelle zone di collina dall autunno alla primavera ed in montagna dalla primavera all autunno in estate vengono utilizzate anche le ristoppie delle plaghe cerealicole collinari gli allevamenti bradi utilizzano i pascoli il sottobosco le foraggere del seminativo le ristoppie i terreni incolti gli allevamenti semibradi e stabuli oltre al foraggio verde sfruttano i mangimi concentrati i pascoli naturali a causa dell eccessivo sfruttamento appaiono spesso degradati risultando poveri di essenze pabulari e di contro abbondanti di erbe infestanti e cespugliosi nella flora erbacea ormai prevalgono le graminacee annuali diffusesi con la disseminazione fisiologica e favorite dal più intenso pascolamento delle specie poliennali l ordinamento arboricolo nelle aree interne dà luogo all azienda specializzata per il nocciolo 9

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nella zona dei nebrodi dei peoloritani e nel versante orientale dell etna per il pistacchio in territorio di bronte e per la vite nella zona di bassa collina del nisseno dell agrigentino del palermitano e del catanese l indirizzo specializzato agrumicolo è localizzato per il limone nel palermitano e nel messinese per l arancio nel catanese nell ennese e nel siracusano le piantagioni di olivo e di mandorlo specialmente nelle zone di montagna e di alta collina si presentano degradate conservando tuttavia una funzione protettiva e paesaggistica sono però presenti in alcune aree specifiche oliveti specializzati 3 la situazione forestale siciliana le fonti storiche note non ci dicono molto su quale sia stata la situazione forestale siciliana nell antichità la massima espansione forestale in sicilia pare che risalga al postglaciale catatermico subtlantico databile verso l 800 a.c per cui data l antichità del popolamento umano della regione le cenosi che si costituirono divennero ben presto da climaticamente condizionate ad antropicamente alterate la pressione demografica sempre più crescente col volgere dei secoli ha allargato l areale agricolo a spese del bosco fino ai limiti delle possibilità agronomiche così che i boschi divennero ovunque sempre più rari dalla riva dei mari ai monti e dove forse crescevano rigogliose pinete e querceti si formarono campi destinati all agricoltura ed al pascolo brado il notevole mutamento climatico che succedette al postglaciale catatermico caratterizzato da notevole aumento della temperatura della luminosità da prolungate siccità estive i tagli disordinati il sovraccarico pascolivo sempre più pressante ed indiscriminato restrinsero ulteriormente l areale boschivo a lembi sparsi relegati alla sommità dei monti per avere un idea di quanto è rimasto del patrimonio forestale di origine naturale nella nostra regione si riportano i dati istat riferiti al 30 giugno 1947 superficie per forma di governo provincia agrigento caltanissetta catania enna messina palermo ragusa siracusa trapani totale fustaie 86 1.432 10.325 1.402 5.896 4.460 303 209 857 25.060 ha cedui 720 326 11.937 2.171 29.464 13.565 246 1.672 482 60.583 totale ha 806 1.758 22.262 3.573 35.360 18.025 549 1.971 1.339 85.643 questi popolamenti sono localizzati in prevalenza sull etna e lungo la dorsale settentrionale da peloritani alle madonie e in minor misura sui rilievi più importanti centro meridionali dell isola con propaggini che giungono fino a pantelleria dove esiste soprassuolo modesto naturale di pino marittimo fanno eccezione le sugerete dei territori comunali di niscemi e caltagirone frammiste alla coltura agraria che occupano un vasto pianoro degradante dolcemente verso il mare le specie legnose che li compongono pur essendo numericamente limitate sono di alto interesse economico e scientifico 10

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dal 1948 in poi è stata intrapresa una lenta ma continua opera di riforestazione inquadrata nell ambito delle sistemazioni idraulico forestali dei bacini montani e dei comprensori di bonifica opera che con alterne fortune e pur se non esente da critiche da parte di ecologi naturalisti ed agronomi ha permesso di estendere la superficie boscata dagli ha 85.643 del 1947 agli attuali ha 283.080 i tipi di bosco che sono venuti fuori da quest opera di rimboschimento sono in genere dei boschi misti di conifere e latifoglie tra le conifere la predominanza a seconda dell altitudine e della stazione è dei pini mediterranei quali il d aleppo il domestico il marittimo e quindi il pino laricio e il pino nero var villetta barrea è stato inoltre impiegato estesamente con un certo successo il cipresso comune mentre tra le conifere esotiche i migliori risultati anche se contenuti sono stati ottenuti con il cipresso dell arizona e il cedrus atlanti-ca deludente è il risultato invece ottenuto con pinus radiata che aveva destato in un primo tempo qualche speranza nell impiego delle latifoglie l opera di riforestazione è stata ostacolata dalla modestissima entità di specie tra cui scegliere ed ha trovato e trova aspre critiche nell opera fin qui eseguita una delle specie più impiegate l eucalipto sia per la formazione di boschi puri che consociata oltre a tradire quanto ad accrescimenti l entusiasmo iniziale viene ora posta sotto accusa da ecologi e naturalisti come prosciugatrice di falde acquifere e desertificatrice del territorio tra la specie impiegate per la formazione di boschi misti insieme alle conifere abbiamo il frassino minore l acero campestre il castagno l ontano napoletano e qualche altra specie d impiego molto limitato le specie indigene quali le querce leccio roverella e cerro il carrubo il faggio sono state poco impiegate principalmente per motivi pedologici per le difficoltà di attecchimento iniziale e per la lentezza degli accrescimenti i boschi con una superficie di ha 283.080 rappresentano dunque circa l 11 della superficie territoriale e sono a loro volta così percentualmente suddivisi fig 4 conifere 16,0 latifoglie 39,3 misti conifere e latifoglie 21,3 boschi degradati 23,4 i boschi siciliani sono governati per il 77,7 a fustaia per il 22,3 a ceduo fig.5 figure 4 5 e 6 omesse nei confronti della proprietà su un totale di 283.080 ha di bosco si ha approssimativamente che il 48,63 appartiene al demanio regionale contro il 34,85 di proprietà di privati o enti e il 16,51 di demanio comunale fig.6 purtroppo la maggior parte dei boschi non sono da ritenersi consorzi vegetazionali in equilibrio con l ambiente infatti una larga percentuale di essi è costituita da nuovi impianti più o meno giovani ancora ben lungi dal potere rappresentare complessi boscati climax trovandosi in atto nel migliore dei casi nelle prime fasi di adattamento pedoclimatico per la caratteristica geografica vicinanza ai tropici e topografica netta maggioranza della zona collinare sulla pianura e sulla montagna in sicilia i boschi naturali anche se degradati possono ancora trovarsi insediati con discreta presenza quasi esclusivamente sugli alti versanti e sulle creste delle principali catene montuose peloritani gruppo etna madonie caronie nebrodi con scarsa presenza sulle catene montuose secondarie iblei sicani mentre sono quasi del tutto assenti sui monti palermitani e sugli erei 11

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in pratica relativamente alle zone fitoclimatiche salvo per talune pinete litoranee da potersi considerare naturalizzate se non proprio naturali e per certe modeste estensioni di sugherete nella zona centrale dell isola e per qualche altro raro caso si può affermare che i boschi naturali in sicilia sono concentrati tra il castanetum e il fagetum differente è la situazione per quanto concerne i boschi artificiali i cui impianti salvo qualche esempio di cucitura tra lembi residui di boschi naturali soprattutto nella zona del castanetum sono stati effettuati nella zona fitoclimatica del lauretum la sicilia è compresa per oltre l 85 nella seconda zona del lauretum sotto-zona calda e media su più o meno vaste superfici prima agricole e poi abbandonate da coltivatori inoltre non è da sottovalutare la ritrosia dei proprietari privati ad effettuare azioni d imboschimento in assenza di specifiche garanzie in merito alla reversibilità della destinazione colturale delle superfici successivamente al completamento del ciclo produttivo del bosco indubbiamente tuttavia il primo passo da compiere per il miglioramento del patrimonio boschivo è la conversione dei cedui in fustaia unitamente ad eventuali coniferamenti tale operazione incontra nei privati notevoli remore dovute soprattutto alla lunga azione di risparmio cui gli stessi sarebbero costretti si ritiene pertanto anche in considerazione delle difficili condizioni pedoclimatiche esistenti nell isola di richiedere l elevazione dei livelli massimi d aiuto così come previsto dall art 3 lettera d ultimo comma del regolamento si riporta la suddivisione per provincia delle formazioni forestali siciliane formazioni forestali ha n boschi alto fusto provincia degradati conifere latifoglie conifere e latifoglie agrigento 1.484 9.836 2.449 3.591 caltanissetta 493 2.079 8.249 2.334 catania 16.250 5.130 9.013 10.017 enna 2.896 1.643 1.994 8.349 messina 14.932 5.122 13.866 15.004 palermo 19.594 9.768 11.482 12.656 ragusa 0 5.710 219 3.003 siracusa 2.929 4.688 288 867 trapani 7.715 1.350 580 4.453 totale 66.293 45.326 48.140 60.274 sup compl.d ord boscat i 18.615 16.837 47.966 21.634 77.890 66.989 8.932 10.119 40.098 283.080 ceduo 1.255 3.682 7.556 6.752 28.966 13.489 0 1.347 0 63.047 1 2 3 4 5 6 7 8 9 4 il reg cee n 2080/92 nella prima fase di applicazione in sicilia il programma pluriennale regionale reg cee n 2080/92 della sicilia redatto ai sensi dell art 4 del medesimo regolamento ha trovato piena e compiuta applicazione relativamente alla prima fase di attuazione nella sua prima formulazione le previsioni finanziarie erano di gran lunga superiori a quelle che poi in sede di riparto delle risorse sono state assegnate alla regione siciliana infatti dai prospetti finanziari del programma elaborati sulla base di una serie di valutazioni condotte dagli uffici preposti alle predisposizione del programma emergeva un fabbisogno finanziario per interventi di 12

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circa 300 miliardi di lire in sede di assegnazione tale richiesta è stata soddisfatta per un ammontare intorno al 28 della richiesta originaria ragguagliando la somma di l 82.725 mld ca divenuta poi a causa delle fluttuazioni di cambio lira/ecu l 74 mld ca tale scarto ha indotto l amministrazione all accoglimento di una parte della richiesta di aiuti al fine di assicurare copertura finanziaria ai beneficiari un dato va sottolineato a riprova della giustezza delle previsioni contenute nel programma e cioé quello relativo alla totalità delle domande pervenute agli uffici infatti la cifra complessiva di richiesta di aiuti ragguagliava tenuto conto di quelle accettate e quelle non ammesse all incirca i 300 miliardi preventivati ciò dimostra come l amministrazione regionale avesse colto appieno le esigenze di intervento che derivavano dal territorio e che gli obiettivi prefissati di superfici da rimboschire e migliorare erano in realtà alla portata dell amministrazione stessa conseguentemente per ogni annata sono state istruite ed autorizzate ai lavori tutte le richieste rientranti nella disponibilità finanziaria programmata per l annata di riferimento mentre sono stati restituiti i progetti che non sono stati presi in considerazione per insufficienza di fondi al fine di consentire per ciascuna annata una pari opportunità di adesione al regolamento da parte di tutti coloro che avessero interesse per una più efficace comprensione di quanto esposto si riportano alcuni dati di sintesi relativi all attuazione del reg n 2080/92 specificando che i dati relativi ai collaudi e quelli relativi alle domande ammesse per l anno 1997 sono in corso di aggiornamento imboschimenti domande pervenute anno n ha mil lire domande ammesse n ha progetti collaudati mil lire n ha mil lire 1994 634 9.610 1995 748 11.353 1996 509 7.672 1997 761 9.816 81.218 159 86.383 169 66.485 274 86.678 2.023 13.108 1.992 13.743 3.172 23.952 105 1.281 8.695 109 1.164 8.401 29 428 3.077 miglioramenti domande pervenute anno n ha mil lire domande ammesse n ha 900 progetti collaudati mil lire 2.703 n ha mil lire 1994 247 2.274 1995 281 2.831 1996 264 2.621 1997 223 7.942 11.246 28 15.720 63 9.734 68 30.782 23 604 2.096 47 950 1.857 7 105 338 1.717 4.143 1.651 5.372 13

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in sede di applicazione tecnica un problema riscontrato è stato quello dello sfalsamento temporale che intercorre tra le annate relative ad ogni campagna e la disponibilità dei fondi con rendicontazione al 15 ottobre di ogni anno con la paventata indisponibilità degli stessi per le annate successive in particolare per l annata 1994 l istruttoria dei progetti ha avuto inizio come da istruzione impartite dal ministero delle risorse agricole con nota n 3072 del 2 maggio 1994 dopo la ricezione delle schede di controllo che sono state trasmesse all a.i.m.a a fine annata conseguentemente i lavori propedeutici alla piantumazione delle essenze arboree nella maggior parte dei casi hanno potuto avere inizio nell estate 1995 ritenendo che entro ottobre 1996 epoca di chiusura del bilancio u.e si siano rendicontate buona parte delle pratiche ammesse ai benefici del regolamento in oggetto e collaudate le opere si arriva ad uno slittamento finanziario di oltre due annate tale slittamento è da considerare ormai consequenziale anche per le campagne successive tenuto conto peraltro che la fase istruttoria relativa a ciascuna campagna si presenta piuttosto laboriosa e lunga per l acquisizione delle necessarie autorizzazioni certificazioni antimafia n.o enti parco e riserve naturali ed altri di contro l esecuzione degli impianti trova tempi di attuazione ristretti novembre/febbraio legati essenzialmente all andamento climatico dell anno importante limite allo sviluppo delle misure forestali del regolamento è stato riscontrato in sede di applicazione nelle difficoltà del reperimento delle piantine forestali in effetti molti problemi di questo tipo sono collegati alle notevoli adesioni al regolamento a cui non è corrisposto un incremento delle produzioni vivaistiche per l inevitabile lentezza con cui le produzioni stesse e le strutture di ricerca riescono ad adeguarsi alle mutevoli condizioni di mercato del resto com è noto per assicurare il successo degli impianti è necessario disporre di materiale vivaistico adeguato sia in termini quantitativi sia in riferimento al possesso dei necessari requisiti di natura genetica morfologica e fisiologica in considerazione di quanto esposto non sempre la domanda di piantine ha avuto risposta adeguata conformemente alla legge n 269 del 22 maggio 1973 problematica peraltro riscontrata in quasi tutte le regioni d italia in particolare la regione siciliana si propone l adeguamento della normativa regionale in materia vivaistica alla legge n 269/73 infine in ordine alla prima fase di applicazione del regolamento il problema maggiore che la regione ha incontrato è stato quello della gestione delle liquidazioni degli importi dovuti ai beneficiari tramite l a.i.m.a e opportuno sottolineare che le amministrazioni regionali hanno sempre soddisfatto e organizzato le liquidazioni come da istruzioni ricevute dall a.i.m.a e dal ministero delle risorse agricole pur tuttavia i beneficiari hanno presentato domanda di anticipazione del 30 sempre secondo i tempi stabiliti fornendo la polizza fidejussoria e ricevendo l importo relativo dopo alcuni mesi si sono verificati anche dei casi in cui i beneficiari sono stati pagati dall a.i.m.a due volte per l anticipazione dovendo poi provvedere con notevoli problemi alla restituzione dell erogazione non dovuta altri beneficiari invece non sono riusciti ad accedere all anticipazione in quanto la maggior parte delle compagnie assicurative hanno ritenuto eccessivamente gravoso il contratto di garanzia imposto dall a.i.m.a tutto ciò ha causato anche ritardi nell esecuzione dei lavori per cui le ditte hanno chiesto e le amministrazioni hanno accordato le proroghe al termine di ultimazione dei lavori stessi in ultimo va menzionato il problema legato al mercato del legno locale che al momento è tutto da costruire 14

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5 obiettivi e criteri generali del nuovo programma attuativo del reg cee n 2080/92 in coerenza con gli obiettivi e le finalità che discendono dal regolamento n 2080/92 si vuole con il presente programma fornire un ulteriore contributo al raggiungimento degli obiettivi prefissati e ritenuti prioritari per l amministrazione forestale che puntino a sempre meglio qualificare l attività propria dell amministrazione stessa proseguendo altresì azioni volte al riequilibrio relativo all utilizzo delle varie misure previste al fine di qualificare l attività forestale saranno introdotte misure che siano fortemente connotate da azioni che puntino ad interventi di conservazione e ripristino ambientale in stretta correlazione con aspetti che hanno riguardo a problematiche riconducibili a temi quali il recupero del paesaggio agricolo e forestale e più in generale nell accezione ampia del recupero inteso come recupero del paesaggio culturale l esigenza del riequilibro scaturisce dalle analisi condotte in ordine all attuazione dell originale programma infatti si è potuto constatare che maggiore utilizzazione è stata fatta delle misure riconducibili alle azioni cosiddette di imboschimento mentre le misure destinate alle azioni di miglioramento hanno trovato in questa prima fase minore diffusione in ordine agli aspetti più generali riguardanti l attività dell amministrazione volta alla qualificazione dell azione forestale si ribadisce il concetto di finalizzare le politiche forestali verso una visione ampia e lungimirante di assetto del territorio che veda interventi concepiti in direzione del recupero ambientale attraverso il ripristino del paesaggio culturale forestale ed agricolo va altresì sottolineato come le formazioni forestali sono già adesso ed ancor più potrebbero essere importanti presidi della difesa del territorio e dell equilibrio idrogeologico oltre che rifugio di flora e fauna e come prima specificato elemento fondamentale e significativo del paesaggio oltre che importante volano per la creazione di una filiera produttiva verde in linea con quelli che sono alcuni passaggi fondamentali per puntare ad uno sviluppo sostenibile si prevede che le future azioni sia di imboschimento che di miglioramento assolvano il duplice scopo di funzione naturalistico ecologica ambientale nelle aree non fortemente antropizzate mentre in queste ultime si punti all assolvimento di funzioni ambientale difesa antinquinamento etc puntando sempre alla più generale realizzazione del progetto assetto del territorio le azioni individuate dalla regione siciliana per l attuazione del reg n 2080/92 sono a impianti con specie arboree forestali imboschimento su superfici agricole gli obiettivi di queste azioni sono individuate in due diversi tipi di impianto arboricoltura da legno coltivazione temporanea con le possibilità di tornare alle colture agricole dopo il taglio di utilizzazione di alberi di specie forestali con finalità produttive legno e/o frutta bosco coltivazione permanente avente come finalità la creazione di popolamenti forestali naturaliformi e polifunzionali da gestire e porre in rinnovazione con la tecnica della selvicoltura naturalistica b miglioramento delle superfici forestali gli interventi saranno condotti secondo i principi della selvicoltura naturalistica con l obiettivo di sviluppare le attività forestali nelle aziende agricole e di migliorare l efficienza dell ecosistema bosco in ordine alle molteplici funzioni assegnategli dall uomo protezione del suolo regimazione della acque paesaggistica naturalistica economica produttiva ecc 6 aree di applicazione del programma e priorita il regime di aiuti previsto dal regolamento verrà applicato in tutto il territorio regionale il rimboschimento delle superfici agricole rappresenta l intervento più significativo del programma nelle aree di montagna il rimboschimento costituisce prevalentemente un importante presidio per la difesa del territorio e per l equilibrio idrogeologico nelle aree di collina e di pianura dove le condizioni geopedologiche sono più favorevoli il rimboschimento è orientato verso l arboricoltura da legno o nelle zone tradizionalmente vocate verso l arboricoltura da frutto legno nelle aree di pianura dove la funzione di riequilibro ambientale può meglio coesistere con quella 15

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