IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI BENIN (18-20 NOVEMBRE 2011)

 

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il santo padre benedetto xvi benin 18-20 novembre 2011 a cura don gino moro pubblicato dr.ssa vicenzina basciu 1 intervista sull aereo 19/11 2 visita alla cattedrale di cotonou 18/11 3 incontro con personalità diplomatiche politiche e religiose 19/11 4 incontro con preti seminaristi religiosi e laici 19/11 5 firma dell esortazione apostolica postsinodale 19/11 6 visita al foyer paix et joie delle suore della carità presso la parrocchia sainte-rita a cotonou 7 incontro con i vescovi del benin nella nunziatura apostolica di cotonou 8messa e consegna dell esortazione apostolica post-sinodale africae munus ai vescovi dell africa nello stade de l amitié di cotonou 19.11 1incontro del santo padre benedetto xvi con i giornalisti durante il volo verso il benin questa mattina nel corso del viaggio aereo da roma a cotonou il santo padre benedetto xvi ha incontrato i giornalisti del volo papale pubblichiamo di seguito la trascrizione dell intervista concessa dal papa agli operatori dei media testo dell intervista p lombardi santità benvenuto in mezzo a noi in mezzo a questo gruppo dei giornalisti che la accompagnano verso l africa le siamo molto grati di dedicarci un poco di tempo anche questa volta qui su questo aereo c è una quarantina di giornalisti fotografi e cameramen di diverse agenzie e televisioni poi ci sono anche i media vaticani che la accompagnano una cinquantina di persone a cotonou ci aspetta un migliaio di giornalisti che seguiranno il viaggio sul luogo come al solito le rivolgiamo alcune domande raccolte in questi giorni tra i colleghi la prima domanda la faccio in francese pensando che possa essere poi anche molto gradita agli ascoltatori e ai telespettatori del benin quando potranno goderne all arrivo p lombardi santo padre questo viaggio ci conduce in benin ma è un viaggio molto importante per l intero continente africano perché lei ha pensato che proprio il benin fosse il paese indicato per lanciare un messaggio all africa tutta di oggi e di domani santo padre ci sono diverse ragioni la prima è che il benin è un paese in pace pace esterna ed interna le istituzioni democratiche funzionano sono realizzate nello spirito di libertà e responsabilità e quindi la giustizia e il lavoro per il bene comune sono possibili e garantiti dal funzionamento del sistema democratico e dal senso di responsabilità nella libertà la seconda ragione è che come nella maggior parte dei paesi africani c è una presenza di diverse religioni e una convivenza pacifica tra queste religioni ci sono i cristiani nella loro diversità non sempre facile ci sono i musulmani e poi ci sono le religioni tradizionali e queste diverse religioni convivono nel rispetto reciproco e nella comune responsabilità per la pace per la riconciliazione interna ed esterna mi sembra che questa convivenza tra le religioni il dialogo interreligioso come fattore di pace e di libertà sia un aspetto importante come è parte importante dell esortazione apostolica post-sinodale infine la terza ragione è che questo è il paese del mio caro amico il cardinale bernardin gantin avevo sempre il desiderio di poter pregare un giorno sulla sua tomba e per me veramente un grande amico ­ ne parleremo alla fine forse ­ e quindi visitare il

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paese del cardinale gantin come un grande rappresentante dell africa cattolica e dell africa umana e civile è per me uno dei motivi per cui desidero andare in questo paese p lombardi mentre gli africani sperimentano l indebolimento delle loro comunità tradizionali la chiesa cattolica si trova confrontata con il successo crescente di chiese evangeliche o pentecostali a volte auto-createsi in africa che propongono una fede attraente una grande semplificazione del messaggio cristiano insistono sulle guarigioni mescolano i loro culti con quelli tradizionali come si colloca la chiesa cattolica nei confronti di queste comunità aggressive nei suoi confronti e come può essere attraente quando queste comunità si presentano come festose calorose o inculturate santo padre queste comunità sono un fenomeno mondiale in tutti i continenti soprattutto sono altamente presenti in modi diversi in america latina ed in africa direi che gli elementi caratteristici sono poca istituzionalità poche istituzioni un peso leggero di istruzione un messaggio facile semplice comprensibile apparentemente concreto e poi ­ come lei ha detto ­ liturgia partecipativa con l espressione dei propri sentimenti della propria cultura e combinazioni anche sincretistiche tra religioni tutto questo garantisce da una parte successo ma implica anche poca stabilità sappiamo anche che molti ritornano alla chiesa cattolica o migrano da una di queste comunità all altra quindi non dobbiamo imitare queste comunità ma chiederci cosa possiamo fare noi per dare nuova vitalità alla fede cattolica e direi un primo punto è certamente un messaggio semplice profondo comprensibile importante è che il cristianesimo non appaia come un sistema difficile europeo che un altro non possa comprendere e realizzare ma come un messaggio universale che c è dio che dio c entra [con noi che dio ci conosce e ci ama e che la religione concreta provoca collaborazione e fraternità quindi un messaggio semplice e concreto è molto importante poi anche che l istituzione non sia troppo pesante è sempre molto importante che sia prevalente diciamo l iniziativa della comunità e della persona e direi anche una liturgia partecipativa ma non sentimentale non dev essere basata solo sull espressione dei sentimenti ma caratterizzata dalla presenza del mistero nella quale noi entriamo dalla quale ci lasciamo formare e infine direi è importante nell inculturazione non perdere l universalità io preferirei parlare di interculturalità non tanto di inculturazione cioè di un incontro delle culture nella comune verità del nostro essere umano nel nostro tempo e così crescere anche nella fraternità universale non perdere questa grande cosa che è la cattolicità che in tutte le parti del mondo siamo fratelli siamo una famiglia che si conosce e che collabora in spirito di fraternità p lombardi santità negli ultimi decenni si sono avute in terra africana molte operazioni di peace-keeping conferenze per le ricostruzioni nazionali commissioni di verità e riconciliazione con risultati a volte buoni e a volte deludenti durante l assemblea sinodale i vescovi hanno avuto parole forti sulle responsabilità degli uomini politici nei problemi del continente quale messaggio pensa di indirizzare ai responsabili politici dell africa e qual è il contributo specifico che la chiesa può dare alla costruzione di una pace durevole nel continente santo padre il messaggio si trova nel testo che consegnerò alla chiesa in africa non posso riassumerlo adesso in poche parole vero è che ci sono state tante conferenze internazionali proprio anche per l africa per la fraternità universale si dicono cose buone e qualche volta anche si fanno realmente cose buone dobbiamo riconoscerlo ma certamente le parole sono più grandi le intenzioni anche la volontà è più grande della realizzazione e dobbiamo chiederci perché la realtà non arriva alle parole e alle intenzioni mi sembra che un fattore fondamentale sia che questo rinnovamento questa fraternità universale esige rinunce esige anche di andare oltre l egoismo ed essere per l altro e questo è facile da dire ma è difficile da realizzare l uomo così com è dopo il peccato originale vuole avere se stesso avere la vita e non donare la vita quanto ho vorrei conservarlo ma con questa mentalità secondo cui non voglio donare ma avere naturalmente le grandi intenzioni non possono funzionare ed è proprio solo con l amore e la conoscenza di un dio che ci ama che ci dona che possiamo arrivare a questo osiamo perdere la vita osiamo donarci perché sappiamo che proprio così ci guadagniamo quindi oggi i dettagli che si trovano nel documento del sinodo riguardano questa posizione fondamentale amando dio ed

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essendo in amicizia con questo dio che si dà anche noi possiamo osare e implorare di dare non solo di avere di rinunciare di essere per l altro di perdere la vita nella certezza che sì proprio così ci guadagniamo p lombardi santità all apertura del sinodo africano a roma lei aveva parlato dell africa come di un grande polmone spirituale per un umanità in crisi di fede e di speranza pensando ai grandi problemi dell africa questa espressione appare quasi sconcertante in che senso pensa veramente che dall africa possa venire fede e speranza per il mondo pensa a un ruolo dell africa anche nell evangelizzazione del resto del mondo santo padre naturalmente l africa ha grandi problemi e difficoltà tutta l umanità ha grandi problemi se io penso alla mia gioventù era un mondo totalmente diverso da quello di oggi e qualche volta penso di vivere in un altro pianeta rispetto a quando ero ragazzo così l umanità si trova in un processo sempre più veloce e rapido di trasformazione per l africa questo processo degli ultimi 50-60 anni partendo dall indipendenza dopo il colonialismo fino ad arrivare al tempo di oggi è stato un processo molto esigente naturalmente molto difficile con grandi difficoltà e problemi e questi problemi non sono ancora superati con il processo dell umanità procedono anche le difficoltà tuttavia questa freschezza del sì alla vita che c è in africa questa gioventù che esiste che è piena di entusiasmo e di speranza anche di umorismo e di allegria ci mostra che qui c è una riserva umana c è ancora una freschezza del senso religioso e della speranza c è ancora una percezione della realtà metafisica della realtà nella sua totalità con dio non questa riduzione al positivismo che restringe la nostra vita e la fa un po arida e anche spegne la speranza quindi direi un umanesimo fresco che si trova nell anima giovane dell africa nonostante tutti i problemi che esistono e che esisteranno mostra che qui c è ancora una riserva di vita e di vitalità per il futuro sulla quale possiamo contare p lombardi un ultima domanda santità torniamo un attimo su un punto che lei ha toccato fra i motivi di questo viaggio verso il benin sappiamo che in questo viaggio un posto molto importante è il ricordo della figura del cardinale gantin lei lo ha conosciuto molto bene è stato il suo predecessore come decano del sacro collegio e la stima che lo circonda universalmente è molto grande vuole darci ancora una breve testimonianza personale su di lui santo padre io ho visto la prima volta il cardinal gantin nella mia ordinazione ad arcivescovo di monaco nel 77 lui era venuto perché uno dei suoi alunni era mio discepolo così idealmente esisteva già tra di noi un amicizia senza ancora esserci visti in questo giorno decisivo della mia ordinazione episcopale è stato bello per me incontrare questo giovane vescovo africano pieno di fede di gioia e di coraggio poi abbiamo collaborato moltissimo soprattutto quando lui era prefetto della congregazione per i vescovi e poi nel sacro collegio ne ho sempre ammirato la sua intelligenza pratica e profonda il suo senso di discernimento di non cadere su certe fraseologie ma di capire che cosa fosse l essenziale e che cosa non avesse senso e poi il suo vero senso d umorismo che era molto bello e soprattutto era un uomo di profonda fede e di preghiera tutto questo ha fatto del cardinal gantin non solo un amico ma anche un esempio da seguire un grande vescovo africano cattolico sono realmente lieto di poter ora pregare sulla sua tomba e sentire la sua vicinanza e la sua grande fede che lo rende sempre per me un esempio e un amico p lombardi grazie santità se mi permette aggiungo che il suo discepolo che aveva invitato il cardinale gantin è presente anche qui con noi nel viaggio perché è mons barthélémy adoukounou e quindi è presente anche lui a questo momento così bello allora noi la ringraziamo di questo tempo che ci ha donato le auguriamo un buon viaggio e come al solito cercheremo di collaborare ad una buona diffusione dei suoi messaggi per l africa in questi giorni grazie ancora e arrivederci 2 visita alla cattedrale di cotonou 18/11 signori cardinali,

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signor arcivescovo e cari fratelli nell episcopato signor rettore della cattedrale cari fratelli e sorelle l antico inno il te deum che abbiamo appena cantato esprime la nostra lode al dio tre volte santo che ci riunisce in questa bella cattedrale di nostra signora della misericordia rendiamo omaggio con riconoscenza ai precedenti arcivescovi che vi riposano monsignor christophe adimou e monsignor isidore de sousa essi sono stati valorosi operai nella vigna del signore e la loro memoria resta ancora viva nel cuore dei cattolici e di numerosi abitanti del benin questi due presuli sono stati ciascuno a suo modo pastori pieni di zelo e di carità si sono spesi senza risparmio al servizio del vangelo e del popolo di dio soprattutto delle persone più vulnerabili tutti voi sapete che monsignor de sousa è stato un amico della verità e che ha avuto un ruolo determinante nella transizione democratica del vostro paese mentre lodiamo dio per le meraviglie di cui non cessa di colmare l umanità vi invito a meditare un momento sulla sua misericordia infinita questa cattedrale vi si presta provvidenzialmente la storia della salvezza che culmina nell incarnazione di gesù e trova pieno compimento nel mistero pasquale è una splendida rivelazione della misericordia di dio nel figlio è reso visibile il padre misericordioso 2 cor 1,3 che sempre fedele alla sua paternità è capace di chinarsi su ogni figlio prodigo su ogni miseria umana e soprattutto su ogni miseria morale sul peccato giovanni paolo ii enc dives in misericordia 6 la misericordia divina non consiste solamente nella remissione dei nostri peccati essa consiste anche nel fatto che dio nostro padre ci riconduce talvolta non senza dolore afflizione e timore da parte nostra sulla via della verità e della luce perché non vuole che ci perdiamo cfr mt 18,14 gv 3,16 questa duplice manifestazione della misericordia divina mostra come dio è fedele all alleanza sigillata con ogni cristiano nel battesimo rileggendo la storia personale di ciascuno e quella dell evangelizzazione dei nostri paesi possiamo dire con il salmista canterò in eterno l amore del signore sal 89 [88 2 la vergine maria ha sperimentato al massimo livello il mistero dell amore divino di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono lc 1,50 esclama nel suo magnificat tramite il suo sÌ alla chiamata di dio ella ha contribuito alla manifestazione dell amore divino tra gli uomini in questo senso è madre di misericordia per partecipazione alla missione del suo figlio ha ricevuto il privilegio di poterci soccorrere sempre e dovunque con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni fino a che non siano condotti nella patria beata conc ecum vat ii cost lumen gentium 62 al riparo della sua misericordia i cuori feriti guariscono le insidie del maligno sono sventate e i nemici si riconciliano in maria abbiamo non soltanto un modello di perfezione ma anche un aiuto per realizzare la comunione con dio e con i nostri fratelli e le nostre sorelle madre di misericordia ella è una guida sicura dei discepoli di suo figlio che vogliono essere a servizio della giustizia della riconciliazione e della pace ella ci indica con semplicità e con cuore materno l unica luce e l unica verità suo figlio cristo gesù che conduce l umanità verso la sua piena realizzazione nel padre suo non abbiamo paura di invocare con fiducia colei che non cessa di dispensare ai suoi figli le grazie divine o madre di misericordia noi ti salutiamo madre del redentore ti salutiamo vergine gloriosa ti salutiamo nostra regina o regina della speranza mostraci il volto del tuo figlio divino guidaci sulle vie della santità;

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donaci la gioia di coloro che sanno dire sì a dio o regina della pace esaudisci le più nobili aspirazioni dei giovani africani esaudisci i cuori assetati di giustizia di pace e di riconciliazione esaudisci le speranze dei bambini vittime della fame e della guerra o regina della giustizia ottienici l amore filiale e fraterno ottienici di essere amici dei poveri e dei piccoli ottieni per i popoli della terra lo spirito di fraternità o nostra signora d africa ottieni dal tuo figlio divino la guarigione per i malati la consolazione per gli afflitti il perdono per i peccatori intercedi per l africa presso il tuo figlio divino e ottieni per tutta l umanità la salvezza e la pace amen 3 incontro con personalità diplomatiche politiche e religiose nel palazzo presidenziale di cotonou 19/11 signor presidente della repubblica signore e signori rappresentanti delle autorità civili politiche e religiose signore e signori capi di missione diplomatica cari fratelli nell episcopato signore signori cari amici doo numi saluto solenne in lingua fon ella ha voluto signor presidente offrirmi l occasione di questo incontro dinanzi ad una prestigiosa assemblea di personalità e un privilegio che apprezzo sentitamente e la ringrazio di cuore per le cordiali parole che lei mi ha poc anzi indirizzato a nome dell intero popolo del benin ringrazio anche la signora rappresentante dei corpi costituiti per le sue parole di benvenuto formulo i migliori voti nei riguardi di tutte le personalità presenti che sono protagonisti a diversi livelli della vita nazionale del benin spesso nei miei precedenti interventi ho unito alla parola africa quella di speranza l ho fatto a luanda due anni fa e già in un contesto sinodale la parola speranza figura del resto più volte nell esortazione apostolica postsinodale africae munus che firmerò fra poco quando dico che l africa è il continente della speranza non faccio della facile retorica ma esprimo molto semplicemente una convinzione personale che è anche quella della chiesa troppo spesso il nostro spirito si ferma a pregiudizi o ad immagini che danno della realtà africana una visione negativa frutto di un analisi pessimista si è sempre tentati di sottolineare ciò che non va meglio ancora è facile assumere il tono sentenzioso del moralizzatore o dell esperto che impone le sue conclusioni e propone in fin dei conti poche soluzioni appropriate si è anche tentati di analizzare le realtà africane alla maniera di un etnologo curioso o come chi non vede in esse che un enorme riserva energetica minerale agricola ed umana facilmente sfruttabile per interessi spesso poco nobili queste sono visioni riduttive e irrispettose che portano ad una cosificazione poco dignitosa dell africa e dei suoi abitanti sono consapevole che le parole non hanno dovunque il medesimo significato ma quella di speranza varia poco secondo le culture alcuni anni fa ho dedicato una lettera enciclica alla speranza cristiana parlare della speranza significa parlare del futuro e dunque di dio il futuro si

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radica nel passato e nel presente il passato noi lo conosciamo bene addolorati per i suoi fallimenti e lieti per le sue realizzazioni positive il presente lo viviamo come possiamo al meglio spero e con l aiuto di dio È su questo terreno composto da molteplici elementi contradditori e complementari che si tratta di costruire con l aiuto di dio cari amici vorrei leggere alla luce di questa speranza che ci deve animare due realtà africane che sono di attualità la prima si riferisce piuttosto in maniera generale alla vita sociopolitica ed economica del continente la seconda al dialogo interreligioso queste realtà interessano tutti noi perché il nostro secolo sembra nascere nel dolore e faticare a far crescere la speranza in questi due campi particolari in questi ultimi mesi numerosi popoli hanno espresso il loro desiderio di libertà il loro bisogno di sicurezza materiale e la loro volontà di vivere armoniosamente nella diversità delle etnie e delle religioni È anche nato un nuovo stato nel vostro continente numerosi sono stati anche i conflitti generati dall accecamento dell uomo dalla sua volontà di potere e da interessi politico-economici che escludono la dignità delle persone o quella della natura la persona umana aspira alla libertà vuole vivere degnamente vuole buone scuole e alimentazione per i bambini ospedali dignitosi per curare i malati vuol essere rispettata rivendica un modo di governare limpido che non confonda l interesse privato con l interesse generale e soprattutto vuole la pace e la giustizia in questo momento ci sono troppi scandali e ingiustizie troppa corruzione ed avidità troppo disprezzo e troppe menzogne troppe violenze che portano alla miseria ed alla morte questi mali affliggono certamente il vostro continente ma ugualmente il resto del mondo ogni popolo vuole comprendere le scelte politiche ed economiche che vengono fatte a suo nome egli si accorge della manipolazione e la sua reazione è a volte violenta vuole partecipare al buon governo sappiamo che nessun regime politico umano è l ideale che nessuna scelta economica è neutra ma essi devono sempre servire il bene comune ci troviamo dunque davanti ad una rivendicazione legittima che riguarda tutti i paesi per una maggiore dignità e soprattutto una maggiore umanità l uomo vuole che la sua umanità sia rispettata e promossa i responsabili politici ed economici dei paesi si trovano di fronte a decisioni determinanti e a scelte che non possono più evitare da questa tribuna lancio un appello a tutti i responsabili politici ed economici dei paesi africani e del resto del mondo non private i vostri popoli della speranza non amputate il loro futuro mutilando il loro presente abbiate un approccio etico con il coraggio delle vostre responsabilità e se siete credenti pregate dio di concedervi la sapienza questa sapienza vi farà comprendere che in quanto promotori del futuro dei vostri popoli occorre diventare veri servitori della speranza non è facile vivere la condizione di servitore restare integri in mezzo alle correnti di opinione e agli interessi potenti il potere qualunque sia acceca con facilità soprattutto quando sono in gioco interessi privati familiari etnici o religiosi dio solo purifica i cuori e le intenzioni la chiesa non offre alcuna soluzione tecnica e non impone alcuna soluzione politica essa ripete non abbiate paura l umanità non è sola davanti alle sfide del mondo dio è presente È questo un messaggio di speranza una speranza generatrice di energia che stimola l intelligenza e conferisce alla volontà tutto il suo dinamismo un arcivescovo di toulouse il cardinale saliège diceva sperare non è abbandonare è raddoppiare l attività la chiesa accompagna lo stato nella sua missione vuole essere come l anima di questo corpo indicando infaticabilmente l essenziale dio e l uomo essa desidera compiere apertamente e senza paura questo immenso compito di colei che educa e cura e soprattutto che prega continuamente cfr lc 18,1 che indica dove è dio cfr mt 6,21 e dov è il vero uomo cfr mt 20,26 e gv 19,5 la disperazione è individualista la speranza è comunione non è questa una via splendida che ci è proposta invito ad essa tutti i responsabili politici economici così come il mondo universitario e quello della cultura siate anche voi seminatori di speranza vorrei ora affrontare il secondo punto quello del dialogo interreligioso non mi sembra necessario ricordare i recenti conflitti nati in nome di dio e le morti date in nome di colui che è la vita ogni persona di buon senso comprende che bisogna sempre promuovere la

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cooperazione serena e rispettosa delle diversità culturali e religiose il vero dialogo interreligioso rigetta la verità umanamente egocentrica perché la sola ed unica verità è in dio dio è la verità per questo fatto nessuna religione nessuna cultura può giustificare l appello o il ricorso all intolleranza e alla violenza l aggressività è una forma relazionale piuttosto arcaica che fa appello ad istinti facili e poco nobili utilizzare le parole rivelate le sacre scritture o il nome di dio per giustificare i nostri interessi le nostre politiche così facilmente accomodanti o le nostre violenze è un gravissimo errore non posso conoscere l altro se non conosco me stesso non posso amarlo se non amo me stesso cfr mt 22,39 la conoscenza l approfondimento e la pratica della propria religione sono dunque essenziali al vero dialogo interreligioso questo non può cominciare che con la preghiera personale e sincera di colui che desidera dialogare che egli si ritiri nel segreto della sua camera interiore cfr mt 6,6 per domandare a dio la purificazione del ragionamento e la benedizione per il desiderato incontro questa preghiera chiede anche a dio il dono di vedere nell altro un fratello da amare e nella tradizione che egli vive un riflesso della verità che illumina tutti gli uomini cfr conc ecum vat ii dich nostra aetate 2 conviene dunque che ognuno si ponga in verità davanti a dio e davanti all altro questa verità non esclude e non è una confusione il dialogo interreligioso mal compreso porta alla confusione o al sincretismo non è questo il dialogo che si cerca nonostante gli sforzi compiuti sappiamo anche che talvolta il dialogo interreligioso non è facile o anche che è impedito per diverse ragioni questo non significa affatto una sconfitta le forme del dialogo interreligioso sono molteplici la cooperazione nel campo sociale o culturale può aiutare le persone a comprendersi meglio e a vivere insieme serenamente È anche bene sapere che non si dialoga per debolezza ma che si dialoga perché si crede in dio dialogare è un modo supplementare di amare dio ed il prossimo cfr mt 22,37 senza abdicare a ciò che si è avere speranza non significa essere ingenui ma compiere un atto di fede in un avvenire migliore la chiesa cattolica attua così una delle intuizioni del concilio vaticano ii quella di favorire le relazioni amichevoli tra essa e i membri di religioni non cristiane da decenni il pontificio consiglio che ne ha la gestione tesse legami moltiplica gli incontri e pubblica regolarmente documenti per favorire tale dialogo la chiesa tenta così di porre rimedio alla confusione delle lingue e alla dispersione dei cuori nate dal peccato di babele cfr gen 11 saluto tutti i responsabili religiosi che hanno avuto l amabilità di venire qui ad incontrarmi voglio assicurare a loro come pure a quelli di altri paesi africani che il dialogo offerto dalla chiesa cattolica viene dal cuore li incoraggio a promuovere soprattutto tra i giovani una pedagogia del dialogo affinché scoprano che la coscienza di ciascuno è un santuario da rispettare e che la dimensione spirituale costruisce la fraternità la vera fede conduce invariabilmente all amore e in questo spirito che vi invito tutti alla speranza queste considerazioni generali si applicano in maniera particolare all africa nel vostro continente sono numerose le famiglie i cui membri professano credenze diverse e tuttavia le famiglie restano unite questa unità non è solamente voluta dalla cultura ma è un unità cementata dall affetto fraterno naturalmente talvolta ci sono anche delle sconfitte ma anche parecchie vittorie in questo campo particolare l africa può fornire a tutti materia di riflessione ed essere così una sorgente di speranza per finire vorrei utilizzare l immagine della mano la compongono cinque dita diverse tra loro ognuna di esse però è essenziale e la loro unità forma la mano la buona intesa tra le culture la considerazione non accondiscendente delle une per le altre e il rispetto dei diritti di ciascuno sono un dovere vitale occorre insegnarlo a tutti i fedeli delle diverse religioni l odio è una sconfitta l indifferenza un vicolo cieco e il dialogo un apertura non è questo un buon terreno in cui saranno seminati dei semi di speranza tendere la mano significa sperare per arrivare in un secondo tempo ad amare cosa c è di più bello di una mano tesa essa è stata voluta da dio per donare e ricevere dio non ha voluto che essa uccida cfr gen 4,1ss o che faccia soffrire ma che curi e aiuti a vivere accanto al cuore e all intelligenza la mano può diventare anch essa uno

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strumento di dialogo essa può fare fiorire la speranza soprattutto quando l intelligenza balbetta e il cuore inciampa secondo le sacre scritture tre simboli descrivono la speranza per il cristiano l elmo perché protegge dallo scoraggiamento cfr 1 ts 5,8 l ancora sicura e salda che fissa in dio cfr eb 6,19 e la lampada che permette di attendere l aurora di un nuovo giorno cfr lc 12,35-36 avere paura dubitare e temere porsi nel presente senza dio o non avere nulla da attendere sono atteggiamenti estranei alla fede cristiana cfr s giovanni crisostomo omelia xiv sull epistola ai romani 6 pg 45 941c e credo ad ogni altra credenza in dio la fede vive il presente ma attende i beni futuri dio è nel nostro presente ma è anche nel futuro luogo della speranza la dilatazione del cuore è non soltanto la speranza in dio ma anche l apertura alla cura delle realtà corporali e temporali per glorificare dio seguendo pietro di cui sono il successore auguro che la vostra fede e la vostra speranza siano in dio cfr 1 pt 1,21 e questo l augurio che formulo per l africa intera che mi è tanto cara abbi fiducia africa ed alzati il signore ti chiama dio vi benedica grazie 4 incontro con i sacerdoti i seminaristi i religiosi e fedeli laici nel cortile del seminario saint gall a ouidah 19/11 signori cardinali monsignor n koué responsabile della formazione sacerdotale cari fratelli nell episcopato e nel sacerdozio cari religiosi e religiose cari seminaristi e cari fedeli laici grazie monsignor n koué per le sue belle parole e grazie cari seminaristi per le vostre che sono così accoglienti e deferenti e una grande gioia per me trovarmi in mezzo a voi qui a ouidah e più particolarmente in questo seminario posto sotto la protezione di santa giovanna d arco e dedicato a san gall uomo dalle splendide virtù monaco desideroso di perfezione pastore pieno di dolcezza ed umiltà che cosa c è di più nobile che avere come modello la sua figura così come quella di monsignor louis parisot apostolo infaticabile dei poveri e promotore del clero locale quella del padre thomas moulero primo sacerdote dell allora dahomey e quella del cardinale bernardin gantin figlio eminente della vostra terra ed umile servitore della chiesa il nostro incontro di questa mattina mi offre l occasione di esprimervi direttamente la mia gratitudine per il vostro impegno pastorale rendo grazie a dio per il vostro zelo malgrado le condizioni talvolta difficili nelle quali siete chiamati a testimoniare il suo amore lo ringrazio per i tanti uomini e donne che hanno annunciato il vangelo nella terra del benin come pure in tutta l africa tra poco firmerò l esortazione apostolica post-sinodale africae munus vi si tratta di pace di giustizia e di riconciliazione questi tre valori si impongono come un ideale evangelico fondamentale alla vita battesimale e richiedono una sana accettazione della vostra identità di sacerdoti di persone consacrate e di fedeli laici cari sacerdoti la responsabilità della promozione della pace della giustizia e della riconciliazione vi riguarda in modo tutto particolare a motivo dell ordine sacro ricevuto e dei sacramenti celebrati infatti voi siete chiamati ad essere uomini di comunione come il cristallo non trattiene la luce ma la riflette e la ridona così il sacerdote deve lasciar trasparire ciò che celebra e ciò che riceve vi incoraggio quindi a lasciar trasparire cristo nella vostra vita grazie ad una vera comunione con il vescovo ad una reale bontà per i vostri confratelli ad una profonda sollecitudine per ogni battezzato e ad una grande attenzione per ogni persona lasciandovi modellare da cristo voi non sostituirete mai la bellezza del vostro essere sacerdotale con realtà effimere e talvolta malsane che la mentalità contemporanea tenta di imporre a tutte le culture vi esorto cari sacerdoti a non sottovalutare la grandezza insondabile della grazia divina depositata in voi e che vi abilita a vivere al servizio della pace della giustizia e della riconciliazione.

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cari religiosi e religiose di vita attiva o contemplativa la vita consacrata è una sequela radicale di gesù che la vostra scelta incondizionata di cristo vi conduca ad un amore senza frontiere per il prossimo la povertà e la castità vi rendono veramente liberi per obbedire incondizionatamente al solo amore che quando vi afferra vi porta a diffonderlo dovunque povertà obbedienza e castità approfondiscono in voi la sete di dio e la fame della sua parola che crescendo si trasformano in fame e sete per servire il prossimo privo di giustizia di pace e di riconciliazione fedelmente vissuti i consigli evangelici vi trasformano in fratelli universali e in sorelle di tutti e vi aiutano a camminare risolutamente sulla via della santità voi vi arriverete se convinti che per voi vivere è cristo cfr fil 1,21 fate delle vostre comunità dei riflessi della gloria di dio e dei luoghi in cui non avete debiti verso nessuno se non quello dell amore vicendevole cfr rm 13,8 tramite i vostri carismi propri vissuti con spirito di apertura alla cattolicità della chiesa potrete contribuire a un espressione armoniosa dell immensità dei doni divini a servizio di tutta l umanità rivolgendomi ora a voi cari seminaristi vi incoraggio a mettervi alla scuola di cristo per acquistare le virtù che vi aiuteranno a vivere il sacerdozio ministeriale come il luogo della vostra santificazione senza la logica della santità il ministero non è che una semplice funzione sociale la qualità della vostra vita futura dipende dalla qualità della vostra relazione personale con dio in gesù cristo dai vostri sacrifici dalla felice integrazione delle esigenze della vostra formazione attuale di fronte alle sfide dell esistenza umana il sacerdote di oggi come quello di domani ­ se vuole essere un testimone credibile a servizio della pace della giustizia e della riconciliazione ­ dev essere un uomo umile ed equilibrato saggio e magnanimo dopo 60 anni di vita sacerdotale posso confidarvi cari seminaristi che non rimpiangerete di avere accumulato durante la vostra formazione tesori intellettuali spirituali e pastorali quanto a voi cari fedeli laici che al cuore delle realtà quotidiane della vita siete chiamati ad essere il sale della terra e la luce del mondo vi esorto a rinnovare voi pure il vostro impegno per la giustizia la pace e la riconciliazione questa missione richiede anzitutto fede nella famiglia edificata secondo il disegno di dio e fedeltà all essenza stessa del matrimonio cristiano esige anche che le vostre famiglie siano come autentiche chiese domestiche grazie alla forza della preghiera si trasforma e migliora gradualmente la vita personale e familiare si arricchisce il dialogo si trasmette la fede ai figli si accresce il piacere di stare insieme e il focolare domestico si unisce e si consolida maggiormente messaggio per l incontro mondiale delle famiglie in messico 17 gennaio 2009 n 3 facendo regnare nelle vostre famiglie l amore e il perdono contribuirete all edificazione di una chiesa bella e forte e all instaurarsi di maggior giustizia e pace nella società intera in questo senso vi incoraggio cari genitori ad avere un rispetto profondo per la vita e a testimoniare davanti ai vostri figli i valori umani e spirituali esorto specialmente i catechisti questi valorosi missionari nel cuore delle realtà più umili ad offrire sempre con speranza e determinazione indefettibili il loro aiuto peculiare e assolutamente necessario all espansione della fede nella fedeltà all insegnamento della chiesa cfr conc ecum vat ii decr ad gentes 17 per concludere il mio incontro con voi vorrei esortarvi tutti ad una fede autentica e viva fondamento incrollabile di una vita cristiana santa e al servizio dell edificazione di un mondo nuovo l amore per il dio rivelato e per la sua parola l amore per i sacramenti e per la chiesa sono un antidoto efficace contro i sincretismi che sviano questo amore favorisce una giusta integrazione dei valori autentici delle culture nella fede cristiana esso libera dall occultismo e vince gli spiriti malefici perché è mosso dalla potenza stessa della santa trinità vissuto profondamente questo amore è anche un fermento di comunione che infrange ogni barriera favorendo così l edificazione di una chiesa nella quale non vi è segregazione tra i battezzati perché tutti non sono che uno in cristo gesù cfr gal 3,28 con grande fiducia conto su ciascuno di voi sacerdoti religiosi e religiose seminaristi e fedeli laici per far vivere una chiesa così in pegno della mia vicinanza spirituale e paterna e affidandovi alla vergine maria invoco su tutti voi sulle vostre famiglie sui giovani e i malati l abbondanza delle benedizioni divine!

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in lingua fon il signore vi ricolmi delle sue grazie 5 firma dell esortazione apostolica post-sinodale africae munus 19/11 signori cardinali cari fratelli nell episcopato e nel sacerdozio cari fratelli e sorelle ringrazio cordialmente il segretario generale del sinodo dei vescovi l arcivescovo nikola eterovi per le sue parole di benvenuto e di presentazione come pure tutti i membri del consiglio speciale per l africa che hanno contribuito a raccogliere i risultati dell assemblea sinodale in vista della pubblicazione dell esortazione apostolica postsinodale oggi con la firma dell esortazione africae munus si conclude la celebrazione dell evento sinodale il sinodo ha dato un impulso alla chiesa cattolica in africa che ha pregato riflettuto e discusso sul tema della riconciliazione della giustizia e della pace questo processo è stato segnato da una speciale vicinanza tra il successore di pietro e le chiese particolari in africa vescovi ma anche esperti uditori invitati speciali e delegati fraterni sono venuti a roma per celebrare questo importante evento ecclesiale io stesso mi sono recato a yaoundé per offrire l instrumentum laboris dell assemblea sinodale ai presidenti delle conferenze episcopali quale segno del mio interesse e della mia sollecitudine verso tutti i popoli del continente africano e delle isole vicine adesso ho la gioia di ritornare in africa e più precisamente nel benin per consegnare questo documento finale dei lavori in cui vengono riprese le riflessioni dei padri sinodali per presentarne una visione sintetica come parte di un ampia visione pastorale la seconda assemblea speciale per l africa del sinodo dei vescovi ha beneficiato dell esortazione apostolica post sinodale ecclesia in africa del beato giovanni paolo ii nella quale è stata fortemente sottolineata l urgenza dell evangelizzazione del continente che non può essere dissociata dalla promozione umana inoltre vi è stato sviluppato il concetto di chiesa famiglia di dio quest ultimo ha prodotto molti frutti spirituali per la chiesa cattolica e per l azione di evangelizzazione e di promozione umana che essa ha attuato per la società africana nel suo insieme infatti la chiesa è chiamata a scoprirsi sempre più come una famiglia per i cristiani si tratta della comunità dei credenti che loda dio uno e trino celebra i grandi misteri della nostra fede ed anima con carità i rapporti tra le persone i gruppi e le nazioni al di là delle diversità etniche culturali e religiose in questo servizio reso ad ogni persona la chiesa è aperta alla collaborazione con tutte le componenti della società in particolare con i rappresentanti delle chiese e delle comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la chiesa cattolica come anche con i rappresentanti delle religioni non cristiane soprattutto quelli delle religioni tradizionali e dell islam tenendo presente questo orizzonte ecclesiale la seconda assemblea speciale per l africa si è concentrata sul tema della riconciliazione della giustizia e della pace si tratta di punti importanti per il mondo in generale ma che acquistano un attualità tutta particolare in africa È sufficiente ricordare le tensioni le violenze le guerre le ingiustizie gli abusi di ogni sorta vecchi e nuovi che hanno segnato questo anno il tema principale riguardava la riconciliazione con dio e con il prossimo una chiesa riconciliata al suo interno e tra i suoi membri potrà diventare segno profetico di riconciliazione a livello della società di ciascun paese e dell intero continente san paolo scrive tutto questo però viene da dio che ci ha riconciliati con sé mediante cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione 2 cor 5,18 il fondamento di questa riconciliazione si trova nella natura stessa della chiesa che è in cristo come sacramento cioè segno e strumento dell intima unione con dio e dell unità di tutto il genere umano conc ecum vat ii cost lumen gentium 1 su questa base la chiesa in africa è chiamata a promuovere la pace e la giustizia la porte du non-retour la porta del non-ritorno ci richiama a questo dovere e ci spinge a denunciare e a combattere ogni forma di schiavitù non bisogna mai tralasciare di cercare le vie della pace la pace è uno dei beni più preziosi per raggiungerla bisogna avere il coraggio della riconciliazione che viene dal perdono,

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dalla volontà di ricominciare la vita comunitaria da una visione solidale del futuro dalla perseveranza per superare le difficoltà riconciliati e in pace con dio e con il prossimo gli uomini possono lavorare per una maggiore giustizia in seno alla società non bisogna dimenticare che la prima giustizia secondo il vangelo è compiere la volontà di dio da questa opzione di base derivano innumerevoli iniziative miranti a promuovere la giustizia in africa e il bene di tutti gli abitanti del continente soprattutto dei più bisognosi che hanno bisogno di lavoro di scuole e di ospedali africa terra di una nuova pentecoste abbi fiducia in dio animata dallo spirito di gesù cristo risorto diventa la grande famiglia di dio generosa con tutti i tuoi figli e figlie operatori di riconciliazione di pace e di giustizia africa buona novella per la chiesa diventalo per il mondo intero grazie 6 visita al foyer paix et joie delle missionarie della carità parrocchia s rita a cotonou cari bambini ringrazio monsignor rené-marie ehuzu vescovo di porto novo e responsabile della pastorale sociale della conferenza episcopale del benin per le sue parole di accoglienza dico grazie anche al signor parroco e ad aïcha per ciò che essi mi hanno detto a nome di tutti voi dopo questo bel momento di adorazione è con grande gioia che io vi saluto grazie di essere venuti così numerosi dio nostro padre ci ha riunito attorno al suo figlio e nostro fratello gesù cristo presente nell ostia consacrata durante la messa È un grande mistero davanti al quale si adora e si crede gesù che ci ama tanto è veramente presente nei tabernacoli di tutte le chiese del mondo nei tabernacoli delle chiese dei vostri quartieri e delle vostre parrocchie io vi invito a fargli visita spesso per dirgli il vostro amore alcuni tra voi hanno già fatto la prima comunione altri vi si preparano il giorno della mia prima comunione è stato uno dei più bei giorni della mia vita non lo è stato forse anche per voi perché non è solo a causa dei bei vestiti o dei regali o anche del pranzo della festa È soprattutto perché quel giorno riceviamo per la prima volta cristo quando io faccio la comunione gesù viene ad abitare in me devo accoglierlo con amore e ascoltarlo attentamente nel profondo del mio cuore posso dirgli per esempio «gesù io so che tu mi ami dammi il tuo amore così che io ti ami e ami gli altri con il tuo amore ti affido le mie gioie le mie pene e il mio futuro» non esitate cari bambini a parlare di gesù agli altri egli è un tesoro che bisogna saper condividere con generosità nella storia della chiesa l amore di gesù ha riempito di coraggio e di forza tanti cristiani e anche dei bambini come voi così san kizito un ragazzo ugandese è stato messo a morte perché voleva vivere secondo il battesimo che aveva ricevuto kizito pregava aveva capito che dio è non solo importante ma che è tutto e che cos è la preghiera È un grido d amore lanciato verso dio nostro padre con la volontà di imitare gesù nostro fratello gesù si ritirava in disparte per pregare come gesù anch io posso trovare ogni giorno un luogo calmo in cui mi raccolgo davanti a una croce o ad una immagine sacra per parlare a gesù e ascoltarlo posso anche usare il vangelo poi conservo nel mio cuore un passo che mi colpisce e mi può guidare durante la giornata restare così un po di tempo con gesù gli permette di riempirmi del suo amore della sua luce e della sua vita questo amore che ricevo nella preghiera sono chiamato a donarlo a mia volta ai miei genitori ai miei amici a tutti quelli con cui vivo anche a coloro che non mi amano e anche a coloro che non apprezzo molto cari bambini gesù vi ama chiedete anche ai vostri genitori di pregare con voi a volte bisogna spingerli un po non esitate a farlo dio è così importante la vergine maria sua madre vi insegni ad amarlo sempre più attraverso la preghiera il perdono e la carità vi affido tutti a lei come pure i vostri familiari e i vostri educatori guardate tiro fuori un rosario dalla mia tasca il rosario è come uno strumento che si può utilizzare per

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pregare È semplice pregare il rosario forse lo conoscete già altrimenti chiedete ai vostri genitori di insegnarvi del resto alla fine del nostro incontro ciascuno di voi riceverà un rosario quando lo avrete in mano potrete pregare per il papa vi chiedo di farlo per la chiesa e per tutte le intenzioni importanti e ora prima che io vi benedica tutti con grande affetto preghiamo insieme un ave maria per i bambini del mondo intero specialmente per quelli che soffrono la malattia la fame e la guerra ora preghiamo ave maria 7 incontro con i vescovi del benin nella nunziatura apostolica di cotonou signori cardinali caro monsignor ganyé presidente della conferenza dei vescovi del benin cari fratelli nell episcopato È per me una grande gioia incontrarvi insieme questa sera voi che siete i pastori della chiesa cattolica nel benin ringrazio il presidente della vostra conferenza episcopale monsignor antoine ganyé arcivescovo di cotonou per le parole fraterne che ha appena pronunciato a nome vostro con voi sono lieto di poter rendere grazie al signore mentre celebrate il centocinquantesimo anniversario dagli inizi dell evangelizzazione del vostro paese infatti il 18 aprile 1861 i primi missionari della società delle missioni africane sbarcarono a ouidah cominciando così una nuova pagina dell annuncio del vangelo in africa occidentale a tutti i missionari vescovi sacerdoti religiosi e religiose laici provenienti da altre terre o originari di questo paese che si sono succeduti da quel tempo fino ad oggi la chiesa è particolarmente riconoscente essi hanno generosamente fatto dono della loro vita talvolta in modo eroico affinché l amore di dio sia annunciato a tutti la celebrazione di questo giubileo dev essere per le vostre comunità e per ciascuno dei loro membri l occasione di un profondo rinnovamento spirituale e spetta a voi in quanto pastori del popolo di dio di discernerne i contorni alla luce della parola di dio l anno della fede che ho voluto promulgare in occasione del cinquantesimo anniversario dell apertura del concilio vaticano ii sarà certamente una circostanza propizia per permettere ai fedeli di riscoprire e di approfondire la loro fede nella persona del salvatore degli uomini in effetti è perché hanno accettato di mettere cristo al centro della loro vita che dopo 150 anni degli uomini e delle donne hanno avuto il coraggio di donare tutto per il servizio del vangelo oggi questo stesso atto dev essere al centro della vita della chiesa intera È il volto crocifisso e glorioso di cristo che ci deve guidare tutti così da testimoniare il suo amore al mondo questo atteggiamento richiede una conversione costante per dare nuova forza alla dimensione profetica del nostro annuncio a coloro che hanno ricevuto la missione di guidare il popolo di dio spetta di suscitarla e di aiutare a discernere i segni della presenza di dio nel cuore delle persone e degli avvenimenti possano tutti i fedeli vivere l incontro personale e comunitario con cristo per farsene messaggeri questo incontro con cristo dev essere saldamente radicato nell accoglienza e nella meditazione della parola di dio infatti la scrittura deve occupare un posto centrale nella vita della chiesa e di ogni cristiano vi incoraggio dunque a fare della sua riscoperta una sorgente di rinnovamento costante affinché essa unifichi la vita quotidiana dei fedeli e sia sempre più al cuore di ogni attività ecclesiale questa parola di dio la chiesa non può tenerla per se stessa ma ha la vocazione di annunciarla al mondo questo anno giubilare dev essere per la chiesa nel benin un occasione privilegiata per ridare vigore alla sua coscienza missionaria lo zelo apostolico che deve animare tutti i fedeli deriva direttamente dal loro battesimo e pertanto essi non possono sottrarsi alla responsabilità di confessare la loro fede in cristo e nel suo vangelo dovunque si trovino e nella loro vita quotidiana quanto ai vescovi e ai sacerdoti essi sono chiamati a risvegliare questa coscienza nelle famiglie nelle parrocchie nelle comunità e nei diversi movimenti ecclesiali una volta ancora vorrei inoltre rilevare con ammirazione il ruolo essenziale giocato dai catechisti nell attività missionaria delle vostre diocesi d altra parte come ho sottolineato nell esortazione

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apostolica post-sinodale verbum domini «in nessun modo la chiesa può limitarsi ad una pastorale di mantenimento per coloro che già conoscono il vangelo di cristo lo slancio missionario è un segno chiaro della maturità di una comunità ecclesiale» n 95 la chiesa deve dunque andare verso tutti e vi incoraggio a proseguire i vostri sforzi in vista di una condivisione del personale missionario con le diocesi più sprovviste sia che ciò avvenga nel vostro paese o in altri paesi dell africa o in continenti più lontani non abbiate paura di suscitare vocazioni missionarie di sacerdoti di religiosi e di religiose e di laici perché il mondo creda in questa parola che la chiesa annuncia è indispensabile che i discepoli di cristo siano uniti tra loro cfr gv 17,21 guide e pastori del vostro popolo voi siete chiamati ad avere una viva coscienza della fraternità sacramentale che vi unisce e dell unica missione che vi è affidata così da essere effettivamente segni e promotori di unità nelle vostre diocesi con i vostri sacerdoti un atteggiamento di ascolto di attenzione personale e paterna deve prevalere affinché essi coscienti del bene che volete loro vivano con serenità e sincerità la loro vocazione sacerdotale la irradino con gioia attorno a loro e ne esercitino fedelmente i compiti vi invito dunque ad aiutare i sacerdoti e i fedeli a riscoprire anch essi la bellezza del sacerdozio e del ministero sacerdotale le difficoltà incontrate che talvolta possono essere serie non devono mai dar motivo di disperare ma al contrario diventare incitamenti a suscitare nei sacerdoti e nei vescovi una profonda vita spirituale che riempia il loro cuore di un amore sempre più grande per cristo e di uno zelo traboccante per la santificazione del popolo di dio un rafforzamento dei legami di fraternità e di amicizia tra tutti sarà pure un sostegno importante che permette di progredire nella ricerca di una crescita spirituale e umana cari fratelli nell episcopato la formazione dei futuri sacerdoti delle vostre diocesi è una realtà che vi sta particolarmente a cuore vi incoraggio vivamente a farne una delle vostre priorità pastorali È indispensabile che una solida formazione umana intellettuale e spirituale permetta ai giovani di raggiungere un equilibrio personale psicologico e affettivo che li prepari ad assumere le realtà della vita sacerdotale particolarmente nel campo relazionale del resto come ho detto nella lettera che ho recentemente indirizzato a tutti i seminaristi «la cosa più importante nel cammino verso il sacerdozio e durante tutta la vita sacerdotale è il rapporto personale con dio in gesù cristo il sacerdote è il messaggero di dio tra gli uomini vuole condurre a dio e così far crescere anche la vera comunione degli uomini tra loro» È dunque in questa prospettiva che i seminaristi devono imparare a vivere in costante contatto con dio pertanto la scelta dei formatori è una responsabilità importante che spetta ai vescovi vi invito ad esercitarla con prudenza e discernimento i formatori pur possedendo le qualità umane e intellettuali necessarie devono avere a cuore il proprio progresso nel cammino della santità come quello dei giovani che essi hanno la missione di aiutare nella ricerca della volontà di dio sulla loro vita il ministero episcopale al quale il signore vi ha chiamati conosce le sue gioie e le sue pene incontrandovi questa sera vorrei lasciare a ciascuno di voi un messaggio di speranza nel corso di questi ultimi 150 anni il signore ha fatto grandi cose in mezzo al popolo del benin siate certi che egli continua ad accompagnarvi giorno per giorno nel vostro impegno a servizio dell evangelizzazione siate sempre pastori secondo il cuore di dio autentici servitori del vangelo È questo che gli uomini e le donne del nostro tempo aspettano da voi cari fratelli nell episcopato al termine del nostro incontro vorrei dirvi quanto è grande la mia gioia di ritornare in terra d africa e particolarmente in benin in questa duplice circostanza della celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell evangelizzazione del vostro paese e della consegna dell esortazione apostolica post-sinodale africae munus vorrei ringraziarvi e attraverso di voi tutto il popolo del benin per l accoglienza calorosa direi semplicemente per l accoglienza africana che mi avete riservato affido alla vergine maria nostra signora d africa ciascuna delle vostre diocesi così come le vostre persone e il vostro ministero episcopale ella vegli sull intero popolo del benin e di vero cuore vi imparto un affettuosa benedizione apostolica come pure ai sacerdoti ai religiosi e alle religiose ai catechisti e a tutti i fedeli delle vostre diocesi.

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8 messa e consegna dell esortazione apostolica post-sinodale africae munus ai vescovi dell africa nello stade de l amitié di cotonou cari fratelli nell episcopato e nel sacerdozio cari fratelli e sorelle sulla scia del mio beato predecessore il papa giovanni paolo ii è per me una grande gioia visitare per la seconda volta questo caro continente africano venendo tra voi in benin e rivolgervi un messaggio di speranza e di pace desidero anzitutto ringraziare molto cordialmente monsignor antoine ganyé arcivescovo di cotonou per le sue parole di benvenuto e salutare i vescovi del benin come pure tutti i cardinali e i vescovi giunti da numerosi paesi dell africa e di altri continenti e a voi tutti amati fratelli e sorelle venuti per partecipare a questa messa celebrata dal successore di pietro rivolgo il mio più caloroso saluto penso certo agli abitanti del benin ma anche ai fedeli dei paesi francofoni vicini il togo il burkina faso il niger ed altri la nostra celebrazione eucaristica in questa solennità di nostro signore gesù cristo re dell universo è l occasione per rendere grazie a dio per il 150° anniversario degli inizi dell evangelizzazione del benin come pure per la seconda assemblea speciale per l africa del sinodo dei vescovi tenutasi a roma vari mesi fa il vangelo che abbiamo appena ascoltato ci dice che gesù il figlio dell uomo il giudice ultimo delle nostre vite ha voluto prendere il volto di quanti hanno fame e sete degli stranieri di quanti sono nudi malati o prigionieri insomma di tutte le persone che soffrono o sono messe da parte il comportamento che noi abbiamo nei loro confronti sarà dunque considerato come il comportamento che abbiamo nei confronti di gesù stesso non vediamo in questo una semplice formula letteraria una semplice immagine tutta l esistenza di gesù ne è una dimostrazione lui il figlio di dio è diventato uomo ha condiviso la nostra esistenza sino nei dettagli più concreti facendosi il servo del più piccolo dei suoi fratelli lui che non aveva dove posare il capo sarà condannato a morire su una croce questo è il re che celebriamo indubbiamente questo ci può sembrare sconcertante ancor oggi come 2000 anni fa abituati a vedere i segni della regalità nel successo nella potenza nel denaro o nel potere facciamo fatica ad accettare un simile re un re che si fa servo dei più piccoli dei più umili un re il cui trono è una croce e tuttavia ci dicono le scritture è così che si manifesta la gloria di cristo è nell umiltà della sua esistenza terrena che egli trova il potere di giudicare il mondo per lui regnare è servire e ciò che ci chiede è di seguirlo su questa via di servire di essere attenti al grido del povero del debole dell emarginato il battezzato sa che la sua decisione di seguire cristo può condurlo a grandi sacrifici talvolta persino a quello della vita ma come ci ha ricordato san paolo cristo ha vinto la morte e ci trascina dietro di sé nella sua risurrezione ci introduce in un mondo nuovo un mondo di libertà e di felicità ancora oggi tanti legami con il mondo vecchio tante paure ci tengono prigionieri e ci impediscono di vivere liberi e lieti lasciamo che cristo ci liberi da questo mondo vecchio la nostra fede in lui che è vincitore di tutte le nostre paure di ogni nostra miseria ci fa entrare in un mondo nuovo un mondo in cui la giustizia e la verità non sono una parodia un mondo di libertà interiore e di pace con noi stessi con gli altri e con dio ecco il dono che dio ci ha fatto nel battesimo venite benedetti del padre mio ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo mt 25,34 accogliamo questa parola di benedizione che il figlio dell uomo rivolgerà nel giorno del giudizio agli uomini e alle donne che avranno riconosciuto la sua presenza fra i più umili dei loro fratelli in un cuore libero e pieno dell amore del signore fratelli e sorelle questo passo del vangelo è veramente una parola di speranza poiché il re dell universo s è fatto vicinissimo a noi servo dei più piccoli e dei più umili e io vorrei

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rivolgermi con affetto a tutte le persone che soffrono ai malati a quanti sono colpiti dall aids o da altre malattie a tutti i dimenticati della società abbiate coraggio il papa vi è vicino con la preghiera e con il ricordo abbiate coraggio gesù ha voluto identificarsi con i piccoli con i malati ha voluto condividere la vostra sofferenza e riconoscere in voi dei fratelli e delle sorelle per liberarli da ogni male da ogni sofferenza ogni malato ogni povero merita il nostro rispetto e il nostro amore perché attraverso di lui dio ci indica la via verso il cielo e quest oggi vi invito ancora a rallegrarvi con me in effetti sono 150 anni che la croce di cristo è stata piantata sulla vostra terra che il vangelo è stato annunciato in essa per la prima volta in questo giorno rendiamo grazie a dio per l opera compiuta dai missionari dagli operai apostolici originari di casa vostra o venuti da altre parti vescovi sacerdoti religiosi religiose catechisti tutti coloro che ieri come oggi hanno permesso l estendersi della fede in gesù cristo sul continente africano saluto qui la memoria del venerato cardinale bernardin gantin esempio di fede e di sapienza per il benin e per tutto il continente africano cari fratelli e sorelle tutti coloro che hanno ricevuto il dono meraviglioso della fede questo dono dell incontro con il signore risorto sentono anche il bisogno di annunciarlo agli altri la chiesa esiste per annunciare questa buona novella e tale compito è sempre urgente dopo 150 anni molti sono coloro che non hanno ancora udito il messaggio della salvezza di cristo molti sono anche quanti fanno resistenza ad aprire il proprio cuore alla parola di dio molti sono coloro la cui fede è debole e la cui mentalità le abitudini il modo di vivere ignorano la realtà del vangelo pensando che la ricerca di un benessere egoista del guadagno facile o del potere sia lo scopo ultimo della vita umana con entusiasmo siate testimoni ardenti della fede che avete ricevuto fate risplendere in ogni luogo il volto amorevole del salvatore in particolare davanti ai giovani alla ricerca di ragioni di vita e di speranza in un mondo difficile la chiesa in benin ha ricevuto molto dai missionari essa deve a sua volta recare questo messaggio di speranza ai popoli che non conoscono o non conoscono più il signore gesù cari fratelli e sorelle vi invito ad avere questa preoccupazione per l evangelizzazione nel vostro paese e tra i popoli del vostro continente e del mondo intero il recente sinodo dei vescovi per l africa lo ricorda insistentemente uomo di speranza il cristiano non si può disinteressare dei propri fratelli e sorelle questo sarebbe in aperta contraddizione con il comportamento di gesù il cristiano è un costruttore instancabile di comunione di pace e di solidarietà doni che gesù stesso ci ha fatto nell esservi fedeli noi collaboriamo alla realizzazione del piano di salvezza di dio per l umanità cari fratelli e sorelle vi invito perciò a rafforzare la vostra fede in gesù cristo operando un autentica conversione alla sua persona soltanto lui ci dà la vera vita e ci può liberare da tutte le nostre paure e lentezze da ogni nostra angoscia ritrovate le radici della vostra esistenza nel battesimo che avete ricevuto e che fa di voi dei figli di dio che cristo gesù dia a tutti voi la forza di vivere da cristiani e di cercare di trasmettere generosamente alle nuove generazioni ciò che avete ricevuto dai vostri padri nella fede che il signore vi colmi delle sue grazie in questo giorno di festa ci rallegriamo insieme per il regno di cristo re su tutta la terra e lui che rimuove tutto ciò che ostacola la riconciliazione la giustizia e la pace noi sappiamo che la vera regalità non consiste in una dimostrazione di potenza ma nell umiltà del servizio non consiste nell oppressione dei deboli ma nella capacità di proteggerli e condurli alla vita in abbondanza cfr gv 10,10 cristo regna dalla croce e con le sue braccia aperte abbraccia tutti i popoli della terra e li attira verso l unità mediante la croce abbatte i muri della divisione ci riconcilia gli uni con gli altri e con il padre preghiamo oggi per i popoli dell africa affinché tutti possano essere capaci di vivere nella giustizia nella pace e nella gioia del regno di dio cfr rm 14,17 con questi sentimenti saluto affettuosamente tutti i fedeli di lingua inglese venuti dal ghana dalla nigeria e dai paesi limitrofi dio vi benedica tutti cari fratelli e sorelle dell africa lusofona che mi ascoltate rivolgo a tutti il mio saluto e vi invito a rinnovare la vostra decisione di appartenere a cristo e di servire il suo regno di riconciliazione di giustizia e di pace il suo regno può esser messo in pericolo nel nostro cuore.

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