UNIVERSO-NORDICO-54-2019

 

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NORDIC SKI MAGAZINE

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sepp chenetti analizza johaug e diggins NUNIVERSO ordico 54 7€ aaa fondisti cercasi Poste Italiane spa – Spedizione in abbonamento postale – 70% NO/Cuneo – Numero 5 Anno 5 Rivista mensile giugno 2019 Edizioni Tecniche via Cuneo 16a 12011 Borgo San Dalmazzo 54/2019

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Nus AO 25 maggio 2019 Federico Pellegrino trainato sulla slitta dai ragazzi dello sci club Saint-Barthelemy foto Flavio Becchis sommario 5 L’analisi tecnica di Sepp Chenetti 14 A.A.A. Fondisti cercasi 30 Casa Anterselva intervista a L. Leitgeb e S. Pertile 36 Pellegrino Day 38 Il personaggio del mese: Michel Rainer 48 Centro Federale - Lama Mocogno IN COPERTINA La partenza della sta etta giovani a Campo Carlo Magno. In questo numero abbiamo chiesto agli atleti che hanno abbandonato, quali sono i motivi e ai responsabili delle squadre le possibili soluzioni. Riusciremo a risollevare le sorti del fondo femminile in Italia? Universo Nordico Mensile di sport e cultura nordica DIRETTORE RESPONSABILE - Flavio Becchis Segreteria di redazione - info@universonordico.it 0039 346 8584988 - 0039 0171 387555 COLLABORATORI: Sepp Chenetti, Angioletta Mauro, Stefano Ferrari, Sigurd Braathen Reigstad, Michele Dardanelli GRAFICA E IMPAGINAZIONE Flavio Becchis Edizioni Tecniche Sas Amministrazione e redazione via Cuneo 16/a 12011 Borgo San Dalmazzo (CN) 0171 268422 info@edizionitecniche.net - www.edizionitecniche.org

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Editoriale di Flavio Becchis Universo Nordico “Venti di novità” È tempo di vacanza per molti fondisti, dopo aver a rontato un lungo inverno molto impegnativo con gare quasi tutti i weekend. I pro li Instagram ci rivelano le mete scelte: Madagascar per Federico Pellegrino e Greta Laurent, o il Mar Rosso per le sorelle De Zolt. Intanto c’è chi pensa a come migliorare l’appeal dello sci di fondo e Vegard Ulvang, presidente della Commissione Fis per lo sci di fondo, ai microfoni della TV norvegese NRK ha rivelato le sue intenzioni di cambiare n dalla prossima stagione alcuni format dello sci di fondo. Prima proposta: non vi sarà più l’inseguimento con arrivo sul Cermis, ma bensì una mass start, inoltre si cerca di portare tutti o quasi in fondo al Tour de ski ed è stata inserita una sprint in classico in Val di Fiemme. Personalmente sono favorevole alle novità soprattutto se sono rivolte a migliorare la partecipazione e l’interesse. Come avviene per i giri ciclistici, l’ultima tappa in genere è una tappa in linea o come successo quest’anno al giro d’Italia una cronometro, qui la di erenza la potrà fare sicuramente quell’ultima salita e anche se gli spettatori non potranno capire immediatamente chi sarà il vincitore del Tour de ski pazienza, lo capiranno pochi istanti dopo quando verrà annunciato dallo speaker. L’importante è rinnovarsi sempre e non fossilizzarsi; mai! Johannes Høs ot Klæbo foto Flavio Becchis Periodico mensile Anno 5 - n. 5 Finito di stampare nel mese di giugno 2019 presso Edizioni Tecniche - Borgo S. D. Iscrizione al Tribunale di Cuneo al n. 653 del 1/06/2015. Abbonamento annuale (10 numeri) Italia Euro 55,00 - Estero Euro 55,00 (solo in pdf) Copyright Edizioni Tecniche Sas Stampa: Edizioni Tecniche Sas www.edizionitecniche.org Di usione e vendita per l’Italia Edizioni Tecniche Sas L’u cio abbonamenti è attivo al 0171268422 con il seguente orario dal lun. al giov. 9,00 -12,30 / 14,30 - 18 (ven. 9-12) U cio Pubblicità: 0171268422 RUBRICHE 3 Editoriale 53 Autoscatto UN 3

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N Abbonati ad UNIVERSO ordico La rivista si rinnova con nuove proposte: - ABBONAMENTO UNIVERSO NORDICO 10 numeri della rivista cartacea: 55,00 € -ABBONAMENTO UNIVERSO NORDICO ATLETA 10 numeri della rivista cartacea + 6 foto in HD inviate via mail + 1 poster cartaceo: 80,00 € -ABBONAMENTO UNIVERSO NORDICO SMALL 1 numero della rivista cartacea + 3 foto in HD inviate via mail + 1 poster: 30,00 € -ABBONAMENTO UNIVERSO NORDICO BRONZE 2 numeri della rivista cartacea + 6 foto in HD inviate via mail + 1 poster: 50,00 € -ABBONAMENTO UNIVERSO NORDICO PREMIUM 10 numeri della rivista cartacea + foto in HD inviate via mail subito dopo la gara per utilizzo web e social + la possibilità di scaricare tutte le foto della stagione in HD dal nostro sito, per la durata dell’abbonamento: 250,00 € Cognome e nome .................................................................................................... via ....................................................................................................... n° ......................... Cap ....................... Città ........................................................... Prov. .............................. Tel./email ............................................................................................... Firma del titolare .................................................................. Pago tramite a) BONIFICO BANCARIO di cui allego fotocopia presso INTESA-SAN PAOLO - c/c intestato a EDIZIONI TECNICHE IBAN: IT40 U030 6946 0101 0000 0012 803 . Causale “Abbonamento Universo Nordico ................................“ b) Versamento su Conto Corrente Postale 12347126 - intestato a EDIZIONI TECNICHE Autorizzo la EDIZIONI TECNICHE ad inserire i miei dati per l’invio di materiale informativo, pubblicitario o promozionale ed anche ai ni di informazione e promozione di prodotti e servizi di terza società. In ogni momento, a norma D. Lgs. 196/2003, potrò avere accesso ai miei dati per prenderne visione, chie derne la modi ca o la cancellazione oppure oppormi al loro utilizzo scrivendo a: EDIZIONI TECNICHE, Via Cuneo 16/a - 12011 Borgo San Dalmazzo (CN) data .................................................... Firma ....................................................... L’ o erta è valida solo per l’Italia con scadenza 31/07/2019 4 UN

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L’ANALISI TECNICA a cura di Sepp Chenetti - foto Flavio Becchis Sepp Chenetti dopo aver descritto nel numero 53 le varie fasi del corto nella tecnica di pattinaggio, su questo numero analizza due grandi atlete: Therese Johaug (NOR) e Jessica Diggins (USA). Le due ragazze presentano caratteristiche tecniche ben diverse frutto di adattamenti personali o “vizi” trascurati. Entrambe evidentemente però riescono ad ottimizzare quanto hanno imparato e rendere economico qualsiasi gesto tecnico. Ciò non toglie che tutti gli atleti siano perfettibili, ma non sempre c’è la disponibilità individuale o dello staff, a dedicare tempo prezioso alla cura del dettaglio tecnico. La perfezione tecnica non esiste e forse è inutile ricercarla, ma sicuramente ci sono molti atleti e atlete che sanno combinare molto bene corretti movimenti tecnici e sanno risolvere ottimamente situazioni diverse in gara. UN 5

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1 erese Johaug 2. Prima fase di spinta degli arti superiori. In questa fase l’obiettivo è quello di riportare il bacino sopra il piede in appoggio, ricercando il caricamento della gamba. Le spalle dovrebbe rimanere ancora un po’ in direzione dello sci che scorre sul terreno. L’atleta però anticipa il movimento con una rotazione delle spalle. Si utilizza questo accorgimento quando la capacità di forza viene meno, ma ciò limita l’utilizzo dei bastoncini. 3 1. Contatto sci e appoggio bastoni lato forte sinistro. La posizione è decisamente corretta ad eccezione dell’atteggiamento del capo molto chino che si ripete in diversi momenti soprattutto nelle azioni di spinta degli arti superiori. Molto buono è l’angolo della caviglia sinistra e la posizione del ginocchio corrispondente che tende verso l’esterno, assicurando una posizione piatta dello sci. 2 3. Massimo caricamento dell’arto inferiore in appoggio ed inizio traslazione del bacino. L’atteggiamento rientra ancora nella normalità con un corretto utilizzo dei bastoncini. Il bacino si sposta più velocemente verso destra rispetto alle spalle che sono ancora impegnate nella prima fase di spinta degli arti superiori. Questo comportamento scorretto conferisce alla gura un atteggiamento in angolazione disperdendo la forza dei muscoli addominali ma sgravando notevolmente l’impegno della muscolatura delle braccia e dell’arto inferiore in appoggio. 4 4. Inizio spinta della gamba, prosecuzione seconda fase di spinta degli arti superiori e avanzamento del piede destro. La torsione del busto verso destra qui è molto evidente. Questo movimento e spesso collegato con l’anticipo dello spostamento del bacino verso la nuova direzione. Il movimento ideale prevedrebbe il mantenimento dell’allineamento dell’articolazione di caviglia, ginocchio, anca e sterno anche in fase di spinta della gamba. 6 UN

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5 5. Termine spinta arti superiori. Lo sci destro non è ancora in contatto con il terreno ed è leggermente troppo lontano rispetto al bacino. Tale scelta se esasperata o gestita male potrebbe limitare il corretto recupero e avanzamento del bacino sul lato debole. Le spalle dovrebbe mantenere il parallelismo con il terreno durante tutta l’azione degli arti superiori per consentire alla muscolatura del tronco di non lavorare in torsione. 6 6. Contatto dello sci lato debole e termine spinta arto inferiore. L’impatto dello sci destro solleva un po’ di neve prerogativa di un appoggio forzato sullo spigolo interno. Già nel fotogramma precedente si preannunciava tale inconveniente poichè la posizione in aria del piede era troppo laterale ed avanzata. Un attimo prima del contatto il piede dovrebbe essere leggermente più rientrante rispetto al ginocchio con l’obiettivo di impattare con lo sci a terra sullo spigolo esterno o al massimo piatto. 7 7. Caricamento dell’arto inferiore sul lato debole e recupero arti scarichi. La frenesia di una gara sprint porta spesso a ricercare erroneamente la frequenza dei movimenti. Un ritmo elevato non è correlato con una buona prestazione. In questo caso il bacino non è riuscito a “salire” sul piede destro in ciando quindi il caricamento e di conseguenza la spinta. Le cause possono essere attribuite a: 1)troppa frenesia e intenzione di velocizzare l’azione. 2) Calo di forza relativamente agli arti inferiori. 3) Posizionamento troppo distante lateralmente del piede destro o troppo avanzato. In questo caso l’arto in appoggio può esprimere poca spinta. 8 8. Spinta della gamba e avanzamento arti scarichi. Le spalle iniziano correttamente l’orientamento verso la nuova direzione e non si nota alcuna torsione. Il contributo dell’arto inferiore destro è modesto in quanto il bacino si sposta velocemente verso la nuova direzione scaricando la muscolatura estensoria della gamba. Il piede sinistro è già pericolosamente troppo largo in fase aerea.

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9 9. Spinta della gamba e avanzamento arti scarichi. Azione esente da problematiche o personalizzazioni. L’azione si avvicina molto ai canoni dell’e cienza. Il riassesto del piede sinistro nell’idonea posizione assicura un successivo corretto contatto dello sci. Come previsto in precedenza, all’atto dell’appoggio dei bastoncini , l’atleta in questione tende ad incassare il capo sollevando le spalle e rivolgendo lo sguardo verso il basso. Comportamento tra l’altro abbastanza comune ma inin uente ai ni della resa. 10 10. Fase conclusiva di spinta arto inferiore, avanzamento dei arti scarichi e traslazione verso avanti-lato del baricentro. Pregevole il movimento di avanzamento del corpo verso sinistra aggredendo il terreno. Le spalle sono esattamente orientate verso la nuova direzione. Il piede sinistro leggermente arretrato rispetto al ginocchio crea il presupposto corretto per un buon appoggio. Anche i bastoncini hanno il giusto posizionamento in aria. 8 UN 11. Contatto sci e appoggio bastoni lato forte sinistro. Il bastoncino sinistro disposto vicino alla verticale garantisce una buona fase di “trazione” mentre il destro, condizionato dalla apertura degli sci, risulta correttamente più inclinato. La prima fase di spinta delle braccia asseconderà prima lo scorrimento dello sci sinistro e il caricamento dell’arto corrispondente e solo ad inizio spinta della gamba favoriranno lo spostamento verso destra.

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Chi è erese Johaug 2 sfere di cristallo 10 ori mondiali 2 Tour de ski Therese Johaug è nata a Røros, nella contea di Sør-Trøndelag, il 25 giugno 1988. Ha esordito in Coppa del Mondo il 27 gennaio 2007 nella 10 km in tecnica classica di Otepää classi candosi 8a. Nello stesso anno il 27 marzo ha ottenuto il primo podio nella pursuit di Falun dove è giunta 3a. Il primo successo è stato rimandato di pochi mesi il 25 novembre 2007, a Beitostølen nella prova a sta etta. Nella stagione 2013-2014 ha vinto sia la Coppa del Mondo generale che quella distance successo bissato nella stagione 2015-2016. Nella passata stagione non ha preso parte al Tour de Ski, da lei vinto due volte nel 2014 e nel 2016. 15 sono le sue medaglie vinte ai mondiali di cui 10 sono d’oro (7 individuali e 3 a squadre). Soltanto 3 medaglie olimpiche e l’unico oro è a squadre, sta etta di Vancouver. 11

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Chi è Jessica Diggins Oro Olimpico e Mondiale nella Team Sprint Jessica Diggins è nata a A on, in Minnesota (USA), il 26 agosto 1991. Ha esordito in Coppa del Mondo il 20 febbraio 2011 nella sprint di Drammen (NOR) classi candosi 46a. Il 15 gennaio 2012 ha ottenuto il primo podio nella sprint di Milano dove è giunta 2a. Il primo successo è arrivato il 7 dicembre 2012, a Quebec (CAN) nella Team Sprint in Tecnica Libera in coppia con Kikkan Randall. A PyeongChang ha vinto un’unica medaglia ma del metallo più pesante nella Team Sprint. 4 medaglie mondiali: oro nella Team Sprint del 2013 in Val di Fiemme, 2 argenti 10 km di Falun e sprint di Lahti e bronzo nella Team Sprint di Lahti. Nel 2018 è giunta 2a nella classi ca generale di Coppa del Mondo. 1 1. Se l’appoggio dei bastoncini non è curato adeguatamente a causa dell’ eccessiva frenesia o di una smisurata apertura degli sci, le conseguenze possono ripercuotersi nelle successive fasi. In questo caso l’intervento del braccio destro è ine cace considerando l’atteggiamento lungo dello stesso arto e la disposizione scorretta del bastone. 2 2.La spalla destra si abbassa pericolosamente mettendo a rischio l’ancoraggio del bastoncino. Il busto basso inevitabilmente fa arretrare il bacino condizionando la spinta della gamba. Anche il recupero dell’arto scarico risulta di coltoso. 10 UN

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3 3. Ancora una essione del tronco ma con buona maestria l’asse delle spalle rimane parallelo al terreno. La spinta della gamba è assicurata prevalentemente dalla muscolatura estensoria dell’anca (gluteo) ma con tempi molto lunghi. Tale situazione aumenta sfavorevolmente l’ampiezza della falcata, disponendo il piede destro troppo avanzato e spostato lateralmente. 4 4. Nella fase conclusiva della spinta della gamba è doveroso, come in questo caso, procedere con l’estensione del tronco con il tentativo di predisporre il nuovo contatto dello sci nella posizione corretta. Il braccio destro, complice l’eccessiva inclinazione, parte per la tangente ed è incontrollabile e si contrappone alla spinta dell’arto inferiore. 5 5. In salita, una spinta troppo prolungata comporta una grossa di coltà nel recupero del bacino che, a causa delle basse velocità di avanzamento, non riesce a risalire completamente sopra il piede in appoggio. Per evitare tempi morti, il rimedio attuato soventemente è quello di predisporre velocemente lo sci in presa di spigolo e utilizzare l’arto in appoggio come puntello, sacri cando in parte l’e cacia della spinta. 6 6. Questo scatto fotogra co omette alcuni momenti precedenti dove, contrariamente a quanto evidenziato n d’ora, si nota un’ottima scelta risolutiva. Il momento di appoggio dei bastoncini e contatto dello sci sinistro avviene con la posizione corretto. Un solo piccolo neo è rappresentato dall’atteggiamento leggermente troppo schiacciato con il braccio destro troppo esteso.

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7 7. Come nel fotogramma 1 le braccia si estendono senza grande e cacia costringendo l’atleta e ettere il busto. Nella prima fase di spinta si dovrebbe percepire una grossa attivazione della muscolatura addominale ed una tensione del tricipite e del gran dorsale ma con velocità di contrazione molto contenute. In questa circostanza Il bacino si sposta molto anticipatamente verso l’interno ma le spalle sono ancora indirizzate sullo sci sinistro creando un’inutile e penalizzante angolazione. 8 8. Il busto eccessivamente inclinato in avanti comporta automaticamente un arretramento del bacino ed ostacola il recupero dell’AI arretrato. Per ottenere una risultante di spinta ottimale è opportuno cercare di mantenere il bacino più vicino al baricentro. 9 9. Dopo un’azione di spinta non convenzionale, l’atleta si dispone in scivolata sullo sci destro in maniera accettabile e funzionale. La “nuvoletta” visibile in corrispondenza del piede destro indica però che il contatto dello sci è avvenuto dall’esterno verso l’interno impattando con lo spigolo. Se il contatto fosse stato regolare dall’alto verso il basso, quindi piatto o sullo spigolo esterno, non si solleverebbe molta neve. 10 10.A causa dell’alta frequenza di movimento condizionata dalla frenesia non permette al corpo di spostarsi correttamente sopra lo sci in scivolata. Questo comportamento, se esasperato, condiziona l’e cienza. Bisogna ricordare che la prestazione in genere non è correlata con il ritmo, ovvero chi si muove velocemente non sempre esprime alte velocità di avanzamento della gamba. 12 UN

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11 11. Molto aggressiva e pregevole l’azione di ne spinta dell’AI nalizzata all’avanzamento di tutti gli arti scarichi nella nuova direzione. Testa, arti superiori e arto inferiore sono disposti su piani paralleli rivolti a guadagnare terreno prezioso non verso la linea di avanzamento ma in direzione dello sci sinistro. Le spalle sono orientate ortogonalmente rispetto alla nuova disposizione dello sci. 12 12. Si nota come, all’atto dell’appoggio dei bastoni lo sci destro, si sia già conclusa la spinta dell’AI destro, caratteristica tipica del corto in accelerazione. Il lato “debole” nel corto in accelerazione spesso compie un movimento accessorio in più, verosimilmente come un molleggio, creando una spinta con componente elastica (4 movimenti per arto). 13 13. Molto simile al fotogramma 7 e 8. Richiama e ripropone le stesse caratteristiche quindi è ragionevole pensare che si tratti di una propria interpretazione del passo, un’automatizzazione di uno schema motorio. Come nel fotogramma 8 il busto eccessivamente esso in avanti, il bacino arretrato che cade in proiezione a terra tra i due piedi, ostacola sia la spinta che il recupero dell’AI scarico. Si nota come l’anca destra sia notevolmente fuori asse. 14 14. Lo sci destro non solleva molta neve ed è disposto piatto sulla neve ma non è caricato adeguatamente a causa della scorretta posizione del bacino. Anche il busto in questo frangente non è ancora orientato sullo sci in scivolata.

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