p. 1
finestra per il medioriente numero 33 aprile 2010 c tariffa regime libero poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale 70 dcb roma arissimi in questo tempo si sono succeduti alcuni episodi importanti sia nella nostra vita associativa che nella chiesa ne riviviamo insieme alcuni motivo di particolare gioia è stata la visita che il papa ha fatto il 17 gennaio scorso alla comunità ebraica romana in occasione della giornata di dialogo ebraico cristiano e in coincidenza con il giorno della tradizionale ricorrenza a roma del mo ed di piombo recandosi al tempio maggiore l`accoglienza riservata al santo padre è stata all`insegna di una distesa volontà di dialogo e di un desiderio fraterno di vicinanza e anche il papa al di la del protocollo è stato visibilmente mosso dal desiderio di andare a trovare dei fratelli in un clima oseremmo dire quasi familiare nel nostro piccolo abbiamo avuto testimonianza di tutto ciò tramite un fraterno messaggio di saluto che un amico ebreo conosciuto in occasione della visita al centro beth el di roma ci ha mandato il giorno dopo la visita del papa era un messaggio breve ma colmo di gioia per l`avvenuta visita del papa e della visita al centro beth el avvenuta lo scorso dicembre vi vogliamo raccontare perché è stato in questo numero la misericordia nell`ebraismo 6 con la comunità ebraica romana un`amicizia 13 notizie il papa visita la sinagoga 17 la svizzera ha agito male ma in turchia 26 voci dal m.o 22 novembre 2009 28 intervista a mons maroun lahham vescovo 31 speciale sinodo speciale per il medio oriente 35 rubriche i santi 40 attivitÀ
[close]
p. 2
finestra per il medioriente davvero un bell`incontro con la comunità ebraica tripolitana all`insegna della conoscenza e del dono reciproco della propria ricchezza come previsto dal nostro programma annuale siamo andati in visita al tempio della comunità tripolitana pensando di fare solo una interessante visita ad un luogo di preghiera in realtà con sorpresa e grande gioia siamo stati accolti da una comunità di veri fratelli maggiori che ci attendevano e che si sono mostrati subito generosi nella loro disponibilità a farci conoscere il loro tempio e le loro tradizioni che nel piccolo della loro realtà orgogliosamente portano avanti la visita è stata davvero molto interessante e l`accoglienza del signor shalom e del signor davide che ci hanno fatto da guida ci ha davvero commosso nel corso della visita e della spiegazione della loro liturgia e delle feste ci hanno perfino aperto l`aron hakodesh larca santa dove sono custoditi i rotoli della torah mostrandoci i rotoli ivi custoditi peraltro sono stati molto disponibili anche a rispondere alle nostre numerose domande sia sui loro usi che sulla storia della loro comunità a metà della nostra visita numero 33 aprile 2010 pagina 2 si sono aggiunte alcune persone della comunità tripolitana venute in sinagoga appositamente per incontrare noi e farci davvero sentire come a casa nostra la comunità è composta per lo più da persone adulte reduci della cacciata dalla libia degli ebrei ma come ci hanno spiegato in questi anni sta crescendo molto sono stati tutti molto disponibili a raccontare storie vicende episodi della propria vita abbiamo concluso l`incontro con un delizioso momento conviviale che ci ha permesso di interagire ancora più con alcuni di loro anche nella spiegazione di tradizioni e curiosità siamo tornati a casa davvero felici di questo incontro e non vi nascondiamo che per alcuni giorni abbiamo ripensato con gioia a questo incontro e abbiamo ringraziato il signore per questo vero e proprio dono di grazia un altro bell`incontro che ha segnato questo periodo è stato quello con don matteo crimella come alcuni di voi ricorderanno don matteo ci ha accompagnato da gerusalemme due anni fa nei nostri incontri di preghiera settimanale con alcune lectio sul vangelo di marco di cui seguiamo ancora la lettura continua finestra per il medio oriente trimestrale n° 33 anno x direttore responsabile andrea fugaro autorizzazione del tribunale di roma n 204 del 7.5.2004 stampa spedalgraf via cupra,23 00158 roma sito internet www.finestramedioriente.it referenti per le attività della finestra per il medioriente sede operativa via terni 92 00182 roma tel fax 06/70392141 piera marras e luciana papi cell 339/1267052 referenti per il giornalino guido fraietta cell 348/9171561
[close]
p. 3
don matteo avendo concluso i suoi studi di dottorato all`ecole biblique di gerusalemme è tornato a vivere a milano nonostante la distanza ed i numerosi impegni non si stanca di continuare a camminare con noi e così a fine gennaio venuto a roma per un incontro della associazione biblisti italiani ne abbiamo approfittato per trascorrere qualche ora insieme celebrando insieme l`eucaristia e trattenendoci poi con un momento conviviale È stato un incontro importante di conoscenza reciproca don matteo si è subito detto felice infatti di poter finalmente vedere i volti delle persone che per un anno hanno ascoltato le sue lectio e che non conosceva così come per alcuni di noi che ne conoscevano soltanto la voce è stato finalmente possibile incontrarlo e passare del tempo insieme sono stati momenti di arricchimento reciproco così come avviene ogni volta che una comunità piccola o grande che sia si riunisce intorno alla parola ed insieme la spezza cerca di condividerla e prega tra le letture della messa c`era l`inno alla carità che san paolo scrive ai corinzi 1cor 13 nel commentarla e nel renderla a noi vicina don matteo ci ha ricordato quello che santa teresa del bambin gesù aveva scritto dopo aver meditato proprio questo brano grazie al quale era arrivata a comprendere quale fosse la sua profonda vocazione all`interno della chiesa abbiamo sentito la meditazione di santa teresa particolarmente nostra perché in questo tempo in cui tutto sembra importante ed urgente si può correre il rischio di rimanere sordi alla propria vocazione alla propria chiamata vogliamo condividerlo con voi «continuai nella lettura e non mi perdetti d animo trovai così una frase che mi diede sollievo aspirate ai carismi più grandi e io vi mostrerò una via migliore di tutte 1 cor 12 31 l apostolo infatti dichiara che anche i carismi migliori sono un nulla senza la carità e che questa medesima carità é la via più perfetta che conduce con sicurezza a dio avevo trovato finalmente la pace considerando il corpo mistico della chiesa non mi ritrovavo in nessuna delle membra che san paolo aveva descritto o meglio volevo vedermi in tutte la carità mi offrì il cardine della mia vocazione compresi che la chiesa ha un corpo composto di varie membra ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e più nobile compresi che la chiesa ha un cuore un cuore bruciato dall amore capii che solo l amore spinge all azione le membra della chiesa e che spento questo amore gli apostoli non avrebbero più annunziato il vangelo i martiri non avrebbero più versato il loro sangue compresi e conobbi che l amore abbraccia in sé tutte le vocazioni che l amore è tutto che si estende a tutti i tempi e a tutti i luoghi in una parola che l amore è eterno allora con somma gioia ed estasi dell animo grida o gesù mio amore ho trovato finalmente la mia vocazione la mia vocazione é l amore si ho trovato il mio posto nella chiesa e questo posto me lo hai dato tu o mio dio nel cuore della chiesa mia madre io sarò l amore ed in tal modo sarò tutto e il finestra per il medioriente numero 33 aprile 2010 pagina 3
[close]
p. 4
numero 33 aprile 2010 pagina 4 mio desiderio si tradurrà in realtà» amichevolmente don matteo ci ha suggerito questo brano di santa teresa per rinfrancarci nella sequela di cristo anche noi come lei quando avremo individuato la pienezza della nostra vocazione avremo trovato il nostro posto nella chiesa ed una volta individuata potremo viverla pienamente non senza sofferenze o difficoltà non senza periodi di buio o di non comprensione ma nella certezza che il signore ci vuole proprio li in quel servizio e con ancora queste fraterne raccomandazioni di don matteo nel cuore lo scorso 5 febbraio abbiamo ricordato don andrea nel quarto anniversario della sua scomparsa a roma il 4 febbraio si è tenuta una veglia guidata da mons marciante nella parrocchia dei santi fabiano e venanzio ultima parrocchia romana di don andrea da dove partì come fidei donum nel 2000 il 5 febbraio invece una messa presieduta da mons di tora a gesù di nazareth prima parrocchia in cui don andrea prestò servizio di parroco sono stati due momenti importanti per la comunità diocesana che si è riunita a pregare e a ricordare don andrea indicativi alcuni passaggi del messaggio che mons marciante ci ha lascito nel suo ricordo di don andrea durante la veglia che ci sembrano cogliere davvero l`essenzialità della vera missione di don andrea «c è un forte legame tra il sacrificio di cristo e quello dei martiri ha detto don andrea come abramo ha sentito una chiamata era animato da un fuoco interiore la parola di dio vissuta nella terra del signore» e facendo riferimento al suo voler partire come fidei dounm in medio oriente ha ricordato «era un sogno questo che nutriva da tanti anni don andrea era un uomo caparbio nel senso che andava fino in fondo per realizzare i suoi sogni e in lui ho sempre ammirato la capacità di coinvolgere le varie comunità che ha guidato nel corso degli anni in ogni iniziativa o evento presentava in sé sia i tratti del missionario che quelli dell eremita e coltivava un desiderio molto forte di tornare in quelle terre dove il cristianesimo era nato ma dove di cristiani ce n erano pochissimi» altrettanto significativo ci è sembrato poi il passaggio in cui il vescovo ha sottolineato il profondo senso di appartenenza alla chiesa diocesana che nutriva don andrea «don andrea sapeva che la sua presenza in turchia doveva aprire un dialogo con il mondo musulmano e desiderava in questo coinvolgere tutta la comunità diocesana» anche il vescovo di tora durante la messa del 5 febbraio ha ricordato alcune caratteristiche di don andrea sottolineando che «fondava la sua spiritualità sulla bibbia e tutto quello che operava trovava origine nella parola di dio le prime chiese cristiane sorgevano proprio in turchia e lui lì ritrovava un passato importante e lavorava in silenzio e umilmente» per noi sono sempre giornate di emozioni miste altalenanti sia perché ci ricordano il grande dono di grazia che il signore ci ha voluto fare tramite la persona di don andrea sia perché nonostante siano trascorsi già quattro anni ne finestra per il medioriente
[close]
p. 5
sentiamo ancora forte la mancanza infine anche quest`anno abbiamo condiviso con i nostri fratelli maroniti la gioia della festa del loro patrono san marun che cade il 9 febbraio quest`anno in occasione del xvi° centenario della nascita al cielo di san marun la chiesa maronita ha indetto un anno giubilare la ricorrenza è stata festeggiata il 14 febbraio con una solenne celebrazione nella basilica di s maria maggiore in roma presieduta dal card leonardo sandri prefetto della congregazione per le chiese orientali al termine della celebrazione si è tenuto un concerto per il dies natalis di san marun tenuto dal coro dell`università antoniana del libano diretto dal m p touific maatouk o.a.m come ha sottolineato il card sandri l`anno giubilare è per pregare pentirsi e apprendere ma essenzialmente è un anno di grazia È per chiedere a dio la sapienza e la giustizia È per chiedere a dio che il libano sia sempre più per il mondo un messaggio ed un simbolo di pace È stato bello per molti di noi ritrovarsi uniti in preghiera con la chiesa di oriente e respirare veramente a due polmoni e così rinfrancati dalla comunione dei santi e sull`esempio di don andrea cerchiamo di procedere nel nostro cammino personale e comunitario in questo tempo di quaresima in cui ci è chiesta con maggiore forza una capacità di ascolto cerchiamo in particolare di non rimanere sordi al grido di dolore di tanti nostri fratelli iracheni che vivono la testimonianza della loro fede tra mille sofferenze e angosce molti leader cristiani e tantissimi fedeli continuano a lanciare un grido d`allarme contro il massacro dei cristiani iracheni e la fuga di centinaia di famiglie dal paese perché ormai vittime di un conflitto politico ed economico con il rischio concreto di svuotare l`iraq della loro presenza questo loro perenne venerdì santo ci scuota e rinvigorisca la nostra più profonda vocazione quella pasquale il signore risorto ci doni il desiderio di voler scendere con lui negli inferi certi che lui stesso che dalla morte ci ha liberati per sempre ci risolleverà alla nuova vita finestra per il medioriente numero 33 aprile 2010 pagina 5 buona santa pasqua di resurrezione fabio giulia loredana luciana e piera
[close]
p. 6
le at no ti st vi r tÀ e la misericordia nell ebraismo finestra per il medioriente i l giorno 15 dicembre 2009 abbiamo iniziato il primo degli incontri di approfondimento che come di consueto ci accompagnano per l intero anno quest anno l argomento è la misericordia e la prima testimonianza è stata del rabbino cesare moscati che ha condiviso con noi le sue riflessioni con noi c erano anche i nostri carissimi amici natan e renata orvieto ormai considerati di famiglia e i coniugi emanuele e gioia pacifici che hanno arricchito con la loro presenza il nostro incontro rima di cominciare abbiamo osservato tutti insieme un minuto di silenzio per la nostra carissima amica renza fozzati che il 23 agosto scorso ci ha lasciato e di cui natan ha espresso un affettuoso e commosso ricordo p numero 33 aprile 2010 pagina 6 desidero brevemente ricordare la nostra cara amica renza fozzati recentemente scomparsa la nostra conoscenza mia e di renata con renza risale ai primi anni 70 quando grazie a comuni amicizie avemmo modo di incontrarci più volte mi riferisco ai tempi in cui il sidic suore di sion avevano sede in via del plebiscito con direttore il compianto monsignor reich prelato di alto livello culturale e di visioni aperte al contatto ed al grande rispetto delle religioni in primis quella ebraica ed infatti il primo contatto penso che avvenisse attraverso il grande comune amico il prof augusto segre che per tanti decenni fu maestro a partire dagli anni 50 e 60 e avanti di adulti e di giovani spesso egli tenne lezioni anche al sidic ed allora conoscemmo anche renza fozzati anch`ella insegnante di alte qualità come voi stessi avete potuto apprezzare di quel gruppo di amicizie facevano parte il prof alfonso di nola insigne antropologo e il prof hillel hartzieli israeliano insegnante di lingua ebraica e stupendo maestro di vita e di umanità tutti questi personaggi sono ora riuniti nella contemplazione del signore dio di cui renza ci ha lasciato come fondamento il grandissimo rispetto e la considerazione delle altrui culture religiose
[close]
p. 7
hanno vissuto cantando le lodi ciascuno con le sue prerogative e con i suoi modi di espressione dopo la metà degli anni 70 occasioni di incontro con renza si ripresentarono nelle frequentazioni del centro di cultura ebraica spesso in quelle conferenze ricevevamo la visita di frequentatrici del sidic passati molti anni avemmo la fortuna di incontrare di nuovo renza grazie all`opera del vostro personaggio-guida don andrea santoro altra figura esemplare di cui amo qui richiamare il ricordo questa sera sono con me qui i miei cari cugini emanuele e gioia pacìfici che ebbero modo di conoscere renza a metà degli anni 70 presso la scuola montessori nella quale ella fu insegnante della loro figlia miriam che frequentava il corso di maestra giardiniera renza ci ha trasmesso un esempio non soltanto di una grande insegnante dotata di vastissima cultura di capacità di esporre con metodo chiaro e sistematico le varie materie che trattava storia religione teologia filosofia ella ci ha lasciato come fondamento il grande amore per il prossimo la capacità di comunicazione il grandissimo rispetto e la considerazione delle altrui culture religiose non dimenticherò mai le bellissime occasioni in cui abbiamo potuto vivere insieme con voi l`approfondimento di importanti temi come la famiglia la preghiera il perdono quando comunicava i suoi occhi brillavano ricordiamola così traendone l`esempio in assoluta reciprocità zichronà /i-vrachà il ricordo di lei sarà di benedizione per tutti noi ha preso quindi la parola il rabbino cesare moscati che dopo averci salutato con simpatia è subito entrato nel vivo del tema della serata l`argomento di oggi è bellissimo non soltanto dal punto di vista ebraico ma in generale dio è misericordioso il termine ebraico misericordia deriva dalla parola rechem che sarebbe l`utero materno cioè quell`amore viscerale che soltanto una madre ha e sente nei riguardi di un figlio e anche quando un genitore talvolta punisce un figlio lo fa soltanto per il suo bene proprio perché lo ama per educarlo e rimetterlo sulla retta via È così che dio ci lascia la possibilità di scegliere ma nello stesso tempo ci consiglia e ci indica qual è la vera strada che dobbiamo seguire quindi la misericordia è questo amore così forte che parte da dio per arrivare a noi quell`amore così forte che dio ha non solo verso il popolo d`israele ma anche verso tutti gli uomini questo si comprende bene a partire dalla lettura del libro di giona il grande profeta suo malgrado è costretto ad andare a redarguire il popolo della città di ninive che si pente ed è perdonato da dio perché è tornato sui propri passi un altro testo molto importante è esodo 34 6-7 in cui si legge «il signore dio misericordioso e pietoso lento all ira e ricco di grazia e di fedeltà che conserva il suo favore per mille generazioni che perdona la colpa la trasgressione e finestra per il medioriente numero 33 aprile 2010 pagina 7
[close]
p. 8
numero 33 aprile 2010 pagina 8 il peccato ma non lascia senza punizione che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione» possiamo senz`altro dire che nel signore c`è l`ira ma questa ira è lenta che cosa significa dio dà tutte le possibilità all`uomo per poter rimediare ed è ricco di grazia e di fedeltà dio quindi non essendo indifferente al bene e al male non lascia senza punizione questa è forse una mancanza nell`amore di dio verso l`uomo amare vuole dire forse giustificare tutto anche il comportamento sbagliato dell`uomo vuoi dire dare sempre ragione no certamente ma poiché troviamo l ira di dio accanto alla sua grazia e fedeltà bisogna capire bene che cosa intende il testo biblico ira e grazia non sono sullo stesso piano nell`ira dio è lento nella grazia è abbastanza solerte e anche ricco lira di dio è semplicemente la sua risposta all`eventuale peccato dell`uomo mentre la sua grazia è espressione della sua stessa essenza abbiamo detto già che nel libro dell`esodo il signore quando si rivela a mosè dice «il signore il signore dio misericordioso e pietoso » es 34,6 la misericordia è dunque prima di tutto una caratteristica di dio il suo amore verso l`uomo amore sia generoso che creativo assume anche questa sfumatura preziosa e si manifesta nel fatto che di fronte al nostro peccato dio non resta mai indifferente risponde innanzitutto con l ira che esprime il suo giudizio negativo ma non si ferma all`ira anzi da questa si ritrae presto per lasciare posto al perdono alla riconciliazione alla possibilità di una ripresa da parte dell`uomo insomma lascia il posto alla misericordia se l`amore di dio non avesse anche questa specificazione il peccato diventerebbe insanabile e il peccatore addirittura disperato la misericordia riapre quindi alla speranza e rigenera il desiderio di vivere di crescere e soprattutto di amare tornando al libro di giona possiamo dire che essere inghiottiti dai flutti del mare-male significa sì risorgere ma alla logica di dio inoltre il testo ci fa capire che la missione di ogni credente è l`essere servo e anche apostolo per vocazione per vivere davvero questa apertura verso il prossimo ossia l`amore verso chiunque ci circondi per dare luce alle tenebre c`è la necessità di scendere nell`abisso nella parte più oscura della vita abbandonati al male ma cosa succede in queste pagine di annuncio il popolo si riveste di pentimento tende a cambiare vita dinanzi agli occhi e al cuore di dio mentre il profeta giona si siede presso dio dice il testo «giona uscì dalla città e sostò a oriente di essa» gio 4,5 l`oriente nel linguaggio biblico indica la realtà divina e dunque giona con la sua arroganza pensa di sedere presso quella realtà ma dio non rinuncia mai al suo progetto d`amore quando il suo popolo s`allontana da lui egli continua a cercare il modo di rimetterlo sulla strada del bene egli a differenza degli uomini è sempre pronto a perdonare «l empio abbandoni la sua via e l uomo iniquo i suoi pensieri ritorni al signore che finestra per il medioriente
[close]
p. 9
avrà misericordia di lui e al nostro dio che largamente perdona» isaia 55,7 si rivela come il dio fedele «dio misericordioso e pietoso lento all ira e ricco di amore e di fedeltà» salmo 86,15 eppure dio anche se è descritto come lento all ira può mettersi tuttavia in collera durante la traversata del deserto leggiamo a diverse riprese che «la collera del signore s accende contro il suo popolo» disobbediente numeri 11,33 cfr 11,1 12,9 inoltre anche nei libri profetici talvolta vediamo gli uomini di dio insorgere con decisione ed impeto contro gli errori del popolo in effetti ai nostri giorni si fa fatica ad accettare anzi non piace vedere come le minacce e la collera vanno di pari passi con un dio di tenerezza e perdono non bisogna tuttavia vedere la collera di dio e il suo perdono come diametralmente opposti ma piuttosto come due facce di una sola e stessa realtà la nozione di collera applicata a dio vuole sottolineare il fatto che il suo amore non saprebbe tollerare nulla che fosse ostacolo alla vita o che la distrugga in breve non saprebbe tollerare ciò che chiamiamo il male se dio ama veramente non può restare indifferente nel vedere questo amore beffeggiato o rifiutato poiché sarebbe come rassegnarsi al fatto che fallirà il disegno di dare vita nella sua pienezza dunque quando la bibbia ci presenta parole apparentemente dure queste sono da interpretarsi come il grido del cuore di dio o di colui che si fa il suo portavoce indicando le conseguenze del rifiuto di un amore che invece è sempre offerto da dio stesso lontano dal contraddire l`amore ciò che chiamiamo la collera di dio è paradossalmente quindi un`espressione di questo stesso amore messo provvisoriamente in scacco dalla libertà umana in altri termini la collera di dio non è che l`altra faccia dell`amore di dio verso il suo popolo tutta la storia del popolo di israele è un`incessante documentazione dell`amore di dio e della sua volontà di perdono questa coscienza è stata educata da dio stesso in molte occasioni soprattutto quando il popolo viene liberato dalla schiavitù in egitto e condotto nella terra promessa l`esodo rappresenta il momento che permette alle persone di capire la paternità di dio si confrontino gli episodi della manna delle quaglie dell`acqua che scaturisce dalla roccia ma perché dio agisce in questo modo la risposta è una sola perché il suo cuore è simile a quello di un padre il deuteronomio spiega il comportamento di dio in questo modo «perché ha amato i tuoi padri» i padri abramo isacco giacobbe dio è un padre che lungo la storia educa i suoi figli e dà loro una forma cioè una identità come si evidenzia anche dal testo di isaia «ecco sulle palme delle mie mani ti ho disegnato » is 49,16 questa educazione spesso assume l`aspetto di una correzione «perché il signore corregge chi ama come un padre il figlio prediletto» pr 3 12 «ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia» os 11,4 «egli rimprovera corregge finestra per il medioriente numero 33 aprile 2010 pagina 9
[close]
p. 10
numero 33 aprile 2010 pagina 10 ammaestra» si 18,13 «riconosci dunque in cuor tuo che come un uomo corregge il figlio così il signore tuo dio corregge te» dt 8,5 «perciò beato l uomo che è corretto da dio non sdegnare la correzione dell onnipotente» gb 5,17 l`amore di dio non viene meno quando i suoi figli lo dimenticano egli continuamente denuncia le nostre infedeltà e ci punisce quando ci allontaniamo dalla sua alleanza «i suoi figli non li amerò perché sono figli di prostituzione» os 2,67 «efraim prosperi pure in mezzo ai fratelli verrà il vento d oriente si alzerà dal deserto il vento del signore e farà inaridire le sue sorgenti farà prosciugare le sue fonti distruggerà il tesoro e ogni oggetto prezioso» os13 15 ma il suo amore è più grande di qualsiasi peccato che l`uomo possa compiere «come potrei abbandonarti efraim come consegnarti ad altri israele il mio cuore si commuove dentro di me il mio intimo freme di compassione» os 11 8 «ti farò mia sposa per sempre ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto nell amore e nella benevolenza ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il signore» os 2,21-22 È interessante notare che l`attenzione la quotidiana premura e l`amore che dio ha per il suo popolo appaiano evidenti non solo nelle vicende che accadono ma nelle persone che egli sceglie e manda sono i profeti per mezzo di costoro dio continua a parlare al popolo e lo educa ricordando la fedeltà all`alleanza e quando tutto sembra perduto allora promette il messia l`amore di dio non è solo verso il suo popolo il popolo d`israele ma verso chiunque accetta su di sé il perdono possiamo dunque affermare tornando al libro di giona che proprio lui si mostra come il vero peccatore egli infatti cerca di mettere tra sé e dio alcuni elementi il deserto e il mare che sono i simboli del male e il sonno che è il simbolo di una coscienza morta della scelta dell`oblio e della lontananza da dio il sonno di giona evita di pensare di avere consapevolezza di essere responsabile ma è ormai tempo di svegliarvi da questo sonno È bella l`opera di dio se giona è colui che deve portare un messaggio di speranza e di salvezza ai pagani ebbene qui sono i pagani stessi che portano un messaggio di salvezza all`uomo di dio lo svegliano alle sue responsabilità lo inducono a prendere coscienza del suo peccato addirittura è il capo dell`equipaggio a farsi prossimo al profeta dicendogli «che cosa fai così addormentato alzati invoca il tuo dio forse dio si darà pensiero di noi e non periremo» gio 1,6 nel racconto infatti vedremo che giona invocherà dio il mare si calmerà il profeta verrà gettato nelle acque sappiamo poi la storia di una balena che lo inghiottirà e verrà poi scaricato sulle rive della città di ninive nonostante lui cercasse di scappare tra deserti e mari alla fine ha rivelato la sua missione lui finestra per il medioriente
[close]
p. 11
uomo di dio cerca di sfuggire da dio ma sono i pagani stessi a riportarlo sulla retta via in questo brano di vita si aprono due strade i pagani scossi dalla tempesta ove leggono un segno di dio i credenti che continuano a seguire la loro strada senza leggervi nessun segno di dio siamo nel bel mezzo di una tempesta e la tempesta dell`umanità serve a svegliarci dal sonno infatti giona si risveglia e davanti alle sue responsabilità dice «so che questa grande tempesta vi ha colto per causa mia» gio 1,12 allora al giorno d`oggi anche noi abbiamo l`obbligo di svegliarci da questo sonno non bisogna essere persone solo giuste persone soltanto corrette a volte sono i peccatori a farci capire che stiamo sbagliando noi dobbiamo svegliarci perché non dobbiamo vivere sugli allori ma dobbiamo sempre combattere soprattutto combattere contro il male perché alla fine la misericordia di dio trionferà sempre ricordiamoci infine che se c`è questa ira l ira di dio essa ha solo lo scopo di metterci sulla retta via per poter poi avere il premio di quella misericordia che dio non aspettava altro che donarci grazie a tutti al termine dell intervento sono state fatte alcune domande al relatore le riportiamo di seguito un approfondimento dell aspetto di misericordia di dio in particolare durante il periodo di kippur momento in cui tutto il popolo ebraico spera e confida nel perdono di dio il giorno del kippur è il giorno dell`espiazione per eccellenza anche se ci dicono i maestri che non è solo questo il tempo in cui noi dobbiamo e possiamo rivolgerci a dio e fare espiazione ma qualsiasi giorno va bene diciamo che questo è un giorno più indicato rispetto a tanti altri il motivo qual è secondo la tradizione ebraica secondo il libro della toràh vediamo che il 10 di tisrì mosè discese la seconda volta dal monte sinai con le seconde tavole della legge allora tutto il popolo aveva capito che era stato perdonato dal peccato del vitello d`oro che è il peccato dell`idolatria quindi il più grave dio aveva ristabilito di nuovo il patto tra sé e il popolo d`israele perché questo si era pentito nonostante l`importanza del giorno del kippur è ovvio che non è che se io ho commesso un`azione sbagliata il giorno dopo il kippur devo aspettare quello successivo per chiedere perdono ma lo devo fare in ogni momento anzi c`è un profeta che dice pentiti un ora prima di morire allora i nostri rabbini insegnano ma nessuno sa quando si deve morire allora pentiti ogni giorno su questo tema c`è un racconto un midrash «due briganti che ne hanno commesso di tutti i colori muoiono tutti e due in un incidente nell`aldilà uno va in paradiso uno all`inferno quello che va all`inferno si lamenta e chiede il perché del diverso trattamento la risposta che gli viene data è che l`altro si è pentito un attimo prima di morire allora il brigante che sta all`inferno dice finestra per il medioriente numero 33 aprile 2010 pagina 11
[close]
p. 12
finestra per il medioriente anche io mi voglio pentire e si sente rispondere ormai è tardi!» quindi il pentimento è fondamentale un parallelo con il cristianesimo noi quando ci troviamo in una situazione di sofferenza pensiamo che questa si vada ad aggiungere in qualche modo alla sofferenza di gesù e che quindi dio sia in qualche modo mosso a misericordia da questo nostro proposito di offrire a lui la nostra sofferenza anche nell ebraismo c è qualcosa di simile l`uomo che soffre nella concezione ebraica non sa il perché e il percome ma sa che dio è molto lungo nella sua misericordia e quindi senz`altro vuole il nostro bene noi non riusciamo a capire il motivo del dolore ma sappiamo che è la volontà il disegno di dio che noi dobbiamo accettare per forza sapendo sempre che dio è un dio di verità e di giustizia se io non amo me stesso figuriamoci se riesco ad amare gli altri per questo è anche scritto «non fare agli altri ciò che tu non vuoi che gli altri facciano a te» quindi amare l`altro innanzi tutto significa come primo aspetto non fargli del male e naturalmente come secondo aspetto interagire con il prossimo che non dimentichiamoci è immagine di dio quando noi siamo legati con il prossimo di conseguenza lo siamo anche verso dio se noi amiamo veramente dio dobbiamo amare anche ciò che lui ha creato cioè il nostro prossimo È un triangolo che lega noi dio e il prossimo è un legame che non può essere assolutamente sciolto numero 33 aprile 2010 pagina 12 come nell ebraismo l esperienza della misericordia di dio che l uomo fa si ripercuote nei rapporti che ciascun uomo ha con il prossimo sappiamo che l`uomo è creato ad immagine di dio e quindi noi dobbiamo usare amore e misericordia verso il nostro prossimo quindi quando nella torah vediamo scritto «ama il prossimo tuo come per te stesso» la riflessione rabbinica si interroga su cosa significa amare io posso anche non amare me stesso quindi nell ebraismo risulta che noi possiamo in un certo senso condizionare la misericordia di dio essendo a nostra volta misericordiosi oppure la misericordia di dio rimane indipendente la misericordia di dio è senz`altro indipendente dall`uomo ma noi abbiamo l`obbligo di prendere sempre esempio dall`atteggiamento positivo di dio per poterlo incamerare dentro di noi farlo nostro per poter poi esprimerci nei riguardi del prossimo nello stesso modo con cui dio si rivolge verso di noi in altri termini sta a noi cogliere e capire questa misericordia questo amore questo comportarsi di dio in terra per poterlo poi riflettere nei riguardi degli altri essere lenti nell`ira essere ricchi di amore e di misericordia verso il prossimo così come dio lo è nei nostri riguardi magari riuscissimo a farlo!
[close]
p. 13
con la comunitÀ ebraica romana un amicizia che si rafforza d d i seguito vi diamo notizia di una serie di incontri di amicizia oltre a quello tenuto dal rabbino cesare moscati raccontato nell articolo precedente che nel corso degli ultimi mesi abbiamo avuto l opportunità di vivere con diversi esponenti della comunità ebraica romana di cui siamo particolarmente grati all unico signore a lui esprimiamo il desiderio e la speranza che queste occasioni di scambio e di conoscenza reciproca si intensifichino e si rinsaldino sempre più omenica 22 novembre 2009 abbiamo concluso ci siamo recati in visita alla sinagoga beth-el a roma la l incontro con un sinagoga è il cuore spirituale della momento di comunità ebraica romana di origine libica all`ingresso nel centro preghiera comune culturale che fa da cornice al lasciandoci guidare dal tempio ci ha colpito da subito l`estrema cura dell`ambiente la salmo 150 salmo con il grande attenzione e dedizione con quale giovanni paolo ii cui ogni sala è tenuta in ordine e era stato accolto ben custodita siamo stati accolti da shalom tesciuba presidente all ingresso nel della comunità ebraica tripolina tempio che si è comportato davvero da ottimo padrone di casa mostrandoci tutto quello che nel corso di circa trent`anni dall`arrivo dei primi ebrei dalla libia a roma in seguito alla cacciata da parte del regime i membri della comunità da lui coordinati sono stati in grado di realizzare con sacrificio e lavoro duro abbiamo così avuto modo di trascorre una serata da veri fratelli negli ampi spazi in cui i ragazzi possono studiare la torah e ricevere la prima educazione ebraica nel cortile esterno in cui viene ogni anno costruita la capanna per la festa di sukkot nelle sale adibite a luoghi di riunione e ritrovo per gli adulti e per gli studiosi della comunità ma soprattutto abbiamo avuto la gioia di poter entrare e sostare nel tempio riadattato nel corso di tre decenni dal vecchio cinema ausonia luogo che si prestava particolarmente bene all`uso attuale di luogo di preghiera di adorazione e di lettura della torah lo spazio in cui era presente il palco è stato riservato ai rotoli finestra per il medioriente numero 33 aprile 2010 pagina 13
[close]
p. 14
della legge custoditi con sacralità e devozione ma aperti per noi e mostrati come se fossimo persone di famiglia quali realmente ci siamo sentiti la platea è stata ristrutturata e adibita a spazio in cui gli uomini si riuniscono per le preghiere pubbliche arrivando per tempo e senza prenotare i posti fa notare shalom mentre la galleria anch`essa completamente ristrutturata negli ultimi anni è stata trasformata in matroneo per permettere alle donne della comunità che lo desiderano di seguire le funzioni religiose avendo una visuale completa dopo la visita abbiamo anche avuto modo di intrattenerci in un momento di agape fraterna davvero molto gradito durante il quale davide messica esponente della comunità ha sostenuto con forza la necessità di un dialogo aperto e sentito dal cuore con la nostra realtà in particolare e più in generale tra tutte le religioni monoteiste in modo che queste non siano più strumentalizzate da una singola finestra per il medioriente parte contro le altre dal canto nostro possiamo dire di aver trascorso davvero un pomeriggio colmo di doni spirituali e di amicizia di cui ci sentiamo grati al signore e riconoscenti ai fratelli che ci hanno aperto la porta di quanto di più prezioso hanno costruito dal loro arrivo a roma venerdì 18 dicembre 2009 ultimo giorno della festa di chanukka ci siamo recati in piazza barberini in roma dove tradizionalmente durante gli otto giorni della festa la comunità ebraica accende pubblicamente dei grandi lumi disposti al centro della piazza al contempo alcuni altri amici della finestra si sono recati separatamente in sinagoga per partecipare alla funzione religiosa appena arrivati in piazza ci siamo resi conto che qualcosa non andava infatti nonostante mancassero pochi minuti all`inizio delle prime luci del sabato erano le 16 e le prime stelle sarebbero comparse in cielo alle 16.22 la piazza era praticamente deserta eppure il rito dell`accensione dell`ultimo lume di chanukka avrebbe dovuto essere compiuto addirittura con qualche minuto di anticipo per evitare di contravvenire ai precetti sabbatici abbiamo subito chiesto chiarimenti ai pochi ebrei presenti vicino ai lumi di cui la maggior numero 33 aprile 2010 pagina 14
[close]
p. 15
parte visibilmente turisti e i pochi organizzatori presenti ci hanno spiegato che il grosso della comunità si era trasferito in sinagoga perchè probabilmente non avrebbero fatto in tempo ad accendere i lumi per un problema tecnico sopraggiunto negli ultimi minuti e così infatti è stato le 16.22 sono arrivate senza che purtroppo i lumi potessero essere pubblicamente accesi tuttavia dagli altri amici della finestra invece abbiamo avuto notizia di un rito particolarmente curato e toccante officiato in sinagoga al quale possiamo dire di aver sicuramente partecipato spiritualmente mentre vedevamo a poco a poco calare la sera sopra la piazza che negli anni precedenti pullulava di ebrei festosi È stato comunque un modo per sentirsi in comunione spirituale con i nostri fratelli in un importante momento di festa sabato 16 gennaio 2010 alla vigilia della visita del santo padre benedetto xvi alla sinagoga di roma di cui riportiamo nella sezione notizie i discorsi tenuti dal papa e dal rabbino capo di segni abbiamo organizzato nella parrocchia del santissimo crocifisso una serata di amicizia ebraico cristiana in cui abbiamo avuto il piacere di incontrare ilana bahbout coordinatrice delle attività finestra per il medioriente culturali del dipartimento educazione e cultura dell`unione delle comunità ebraiche italiane e victor magiar assessore alla cultura dell`unione delle comunità ebraiche italiane in particolare victor magiar ebreo di origine libica costretto con la sua famiglia alla fuga in italia nel 1967 ci ha testimoniato la sua esperienza di vita da quando ragazzo ebreo dai capelli rossi si è trovato più volte a superare la sorpresa e la diffidenza di quanti lo incontravano per il fatto di non corrispondere minimamente al classico immigrato libico dell`immaginario collettivo a quando ormai giovane adulto trentenne si è interrogato sul senso profondo della propria adesione all`ebraismo rimettendo in discussione il suo bisogno di studiare e approfondire la conoscenza della torah egli ha sottolineato l`importanza del moltiplicarsi di serate come questa in cui parlarsi e conoscersi faccia a faccia superando diffidenze e sospetti non per arrivare a numero 33 aprile 2010 pagina 15
[close]