Rivista del Volontariato Puglia n. 16

 

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Rivista del Volontariato Puglia n. 16

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Volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Anno 4 - n° 16 Novembre/Dicembre 2018 In cammino verso il cambiamento

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Volontariatostorie e notizie di volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Redattori e collaboratori: Ufficio stampa CSV Foggia Ufficio stampa CSV San Nicola Ufficio stampa CSV Poiesis Ufficio stampa CSV Taranto Ufficio stampa CSV Salento Progetto grafico Porzia Spinelli Editore CSVnet Puglia Direttore Responsabile Luigi Russo Caporedattore Ufficio stampa CSV San Nicola Sommario 03EDITORIALE L'anno che verrà QUI... 04Foggia La strada. C’è solo la strada su cui puoi contare 05 La Comunità Emmaus compie quarant’anni 06Brindisi Meeting del Volontariato Il CSV ragiona sul futuro 07 Concorso di Idee, i progetti delle Associazioni brindisine 08Taranto Obiettivo comune? Promuovere il volontariato! 10Bari - Bat Impariamo a parlare la stessa lingua 11 Bilanci e cofinanziamenti 12 PugliaCapitaleSociale 2.0 13Lecce Povertà assoluta L’emporio combatte il disagio 14 L’albero del riuso In ospedale la scia di solidarietà 15 L’asino che cura 2

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L'anno che verrà “Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’...” recitava una nota canzone di Lucio Dal- la del '79, e in questo anno particolare di transizione, pensando alla Riforma del Terzo Settore, un po’ di distrazione ci vuole. È stato un anno stracolmo di novità e non poteva essere diversamente vista la complessità del processo di adeguamento al nuovo quadro normativo. L’anno che a breve chiuderà i battenti è stato un cantiere aperto denso di trasformazioni, di tribolamenti, di aspettative deluse per alcuni, di sorprese per altri, ma alla fine possiamo ritenerci tutti abbastanza soddisfatti perché nuovi organismi si sono finalmente costituiti e insediati, in primo luogo è giusto citare l’Organismo Nazionale di Controllo, e anche per- ché il Fondo Unico Nazionale ha preso forma. Lungo l’arco temporale del 2018, abbiamo assistito alla emanazione del Decreto corretti- vo del Codice del Terzo Settore, alla proroga di sei mesi dell’aggiornamento degli statuti, abbiamo letto il Parere della Corte Costituzionale che ha rigettato i ricorsi presentati dalle regioni Lombardia e Veneto, abbiamo vissuto e posto in essere l’insolita articolazione della programmazione dell’attività dei CSV divisa in due semestralità, e ancora con più ansia abbiamo atteso la Determinazione dell’ONC sul numero dei CSV accreditabili e la definizione dei loro confini territoriali, arrivata il 10 di Ottobre, le cui decisioni consentiranno al sistema dei CSV in Puglia di contare su quattro CSV rispetto ai cinque precedenti. Continuando, quindi, si è costituita la Consulta Nazionale per il Terzo Settore che ha visto la nomina dei componenti tra cui voglio con piacere citare quella di una figura nota nell’ambito del volontariato e del Terzo Settore della nostra regione, il Prof. Piero D’argento, al quale si ribadiscono i migliori auguri di buon lavoro. Va inoltre ricordato, per quanto alla Consulta, l’integrazione dei componenti di CSV Net dopo il Decreto correttivo, e la costituzione della Cabina di il volontariato auspica, dopo tanti cambiamenti, di venire fuori con una identità più forte e un rinnovato vigore Regia - altro organismo di uguale importanza. In attesa che vengano emanati una serie di Decreti ministeriali, riguardanti aspetti di non poco conto, tra i quali: Costituzione degli Organismi Territoriali di Controllo; Controllo de- gli ETS; Personalità Giuridica; aggiornamento delle linee guida sulla redazione del Bilancio Sociale, Linee guida per la redazione della misurazione d’impatto sociale, parere della Commissione Europea per quanto riguarda la norma tributaria e fiscale, linee guida per la raccolta fondi; definizione crediti formativi in ambito scolastico e universitario; meccanismi per le polizze assicurative dei volontari; non ultimo la definizione da parte dell’Organismo nazionale di Controllo dei CSV delle linee strategiche triennali. Si chiude l’anno con l’approvazione del Disegno di Legge di conversione del c.d. Decreto Legge “fiscale”, 23 ottobre, n.119 che porta dei cambiamenti per le OdV relativamente alla possibilità di autofinanziarsi non soltanto svolgendo attività diverse, secondarie e strumen- tali, ma anche svolgendo attività di interesse generale con metodo lucrativo. E come Lucio Dalla rivendicava la speranza cantando “L’anno che verrà”, con altrettanta speranza il volontariato auspica, dopo tanti cambiamenti, tanta incertezza, di venire fuori con una identità più forte e un rinnovato vigore e che la storia infinita della Riforma trovi il proprio epilogo per ricominciare la trasformazione che ci condurrà in un’altra epoca, “dove sarà tre volte natale e festa tutto il giorno, dove ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno, dove anche i muti potranno parlare visto che i sordi già lo fanno e dove ogni Cristo scenderà dalla croce e anche gli uccelli faranno ritorno”. Auguri a tutti i nostri lettori e appuntamento al prossimo anno. Francesco Riondino editoriale 3

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Qui Foggia La strada. C’è solo la strada su cui puoi contare Al via il Cantiere di Antimafia Sociale. Il CSV Foggia è partner Orientare e formare alla legalità e alla cooperazione creativa, dentro e fuori dall’aula. Con questo obiettivo muove i primi passi “La strada. C’è solo la strada su cui puoi contare”, progetto vincitore dell’Avviso “Cantieri Innovativi di Antimafia Sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano” della Regione Puglia, con un finanziamento di 455mila euro. Promosso dall’Associazione Temporanea di Scopo che vede il Comune di Cerignola in qualità di ente capofila e un nutrito partenariato, composto da Comune di Foggia, CSV Foggia, Cooperative sociali Medtraining, Iris e Altereco, il progetto coinvolgerà oltre 20 giovani, tra i 16 e i 19 anni, in un percorso di educazione alla cittadinanza attiva, lungo tre anni. “La strada” prevede mille ore di attività, distribuite in tre anni, e si propone di tracciare le tappe di un percorso che dia l’opportunità a studenti propositivi e a giovani a rischio devianza e criminalità, provenienti da tutto il territorio provinciale, di mettersi in gioco per divenire promotori di un cambiamento concreto all’interno della propria comunità e non solo. “L’Avviso ha l’obiettivo di educare e di sensibilizzare i giovani al senso dell’antimafia sociale attraverso la rigenerazione sociale ed urbana. L’aspetto dell’inclusione all’interno del progetto è tutt’altro che secondario – sottolinea Il Presidente del CSV Foggia, Pasquale Marchese – e uno dei primi obiettivi sarà quello di creare sistemi formali e informali di ‘seconda opportunità’, con il sostegno del mondo del Terzo Settore e delle Agenzie del territorio. Nei prossimi tre anni, insieme con gli altri partner, lavoreremo con l’obiettivo di creare una nuova coscienza civile tra i giovani, per far sì che da più beni confiscati 4 alla criminalità possano delinearsi gli spunti ideali per programmare un reale cambiamento delle comunità e del territorio, finalizzati anche all’attuazione di iniziative culturali e di cooworking”. Il 21 novembre scorso, presso gli uffici dell’Assessorato alle Politiche Sociali e del Lavoro del Comune di Cerignola, si è svolto un incontro con i docenti degli Istituti scolastici della città. È stato un primo momento importante per condividere gli obiettivi e definire le prospettive di crescita da fornire agli studenti e ai giovani beneficiari del progetto. Annalisa Graziano

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Qui Foggia La Comunità Emmaus compie quarant’anni Tre giorni per celebrare una realtà punto di riferimento in Capitanata Candelaro, quartiere difficile della periferia foggiana. Parrocchia del Sacro Cuore, inverno del 1978. Tre preti salesiani, insieme ad un manipolo di giovani, fanno propria la spinta propulsiva della stagione post-conciliare. È l’inizio di Emmaus. A guidare questo sogno nascente don Michele Mongiello, don Nicola Palmisano e don Michele De Paolis. Dapprima decidono di dar vita ad una cooperativa agricola, in una vecchia casa cantoniera a 25 chilometri da Foggia. Si trasferiscono lì l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione. Subito dopo si matura una nuova consapevolezza, ossia che famiglie e giovani potessero aderire ad una comunità per condividere insieme i valori evangelici ed accogliere chi è nel bisogno. Da allora la Comunità Emmaus accoglie persone in difficoltà, offrendo loro un’esperienza di vita alternativa fondata sui valori della solidarietà vissuta concretamente in comunione. Quattro anni dopo la comunità si sposta nell’attuale sede, avendo ricevuto in comodato gratuito trenta ettari di terreno in località Torre Guiducci a pochi passi da Foggia. Sono passati quarant’anni e l’opera nata da questo gruppo di persone, guidata fino ad ottobre del 2014 dall’infaticabile don Michele De Paolis (nella foto), oggi è ancor di più un punto di riferimento per chi è in difficoltà. Non solo ragazzi che finiscono a lottare contro mostri come droga, alcol, gioco d’azzardo, ma anche case famiglia, accoglienza di immigrati, al Villaggio don Bosco, oppure accompagnamento dei giovani in percorsi di solidarietà, impegno e volontariato, alla Casa del Giovane. Proprio per celebrare i quarant’anni di Emmaus si è svolta una tre giorni che è partita il 7 dicembre con un incontro tenuto dal responsabile del settore spiritualità del Cnca Marco Vincenzi, l’8 di dicembre una celebrazione Eucaristica al Villaggio Emmaus e il 9 di dicembre, al Teatro del Fuoco, si è svolto lo spettacolo musicale dal titolo “E sarà domani” (nella foto). Una rappresentazione ambientata in una stazione, luogo simbolico di viaggio, di incontro, di attese. Uno spaccato su storie di riscatto, protagonisti i giovani, su valori e stili di vita che ancora oggi sono attuali. Scritto da Mario Pierrotti, attore e responsabile per molti anni dell’Oda Teatro e Cerchio di Gesso che ne cura la regia e da Domenico la Marca, autore anche dei brani musicali. Per l’occasione, infine, il gruppo folk Terramia di Pietramontecorvino ha curato l’arrangiamento dei brani musicali contenuti nel cd “E sarà Domani - Un buongiorno per ricominciare”, il cui ricavato è servito per contribuire alle spese di realizzazione dello spettacolo. Damiano Bordasco 5

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Qui Brindisi Meeting del Volontariato Il CSV ragiona sul futuro Oltre 50 associazioni hanno partecipato all’appuntamento annuale Si è svolto lo scorso Martedì 4 Dicembre a Brindisi presso il polo universitario dell’Ex Ospedale “Di Summa” il Meeting del Volontariato, occasione di incontro, confronto e scambio tra associazioni e volontari del territorio brindisino, organizzato e promosso dal CSV Poiesis. Tema del Meeting 2018, giunto all’XI edizione, è “ETS (Enti Terzo Settore): ci ri-siamo, un nuovo volto per i protagonisti del volontariato con la solita sostanza: impegno, programmazione, immaginazione”. L’appuntamento quest’anno giunge in un momento cruciale per le sorti ed il futuro del Centro Servizi brindisino, che ha iniziato un processo di scambio e collaborazione con il CSV Salento in vista della “fusione” prevista dalla comunicazione ONC dell’11 ottobre scorso che ridurrà a 49 il numero dei Centri di Sevizio in Italia. Dopo l’introduzione del direttore Gianluca Carbonara e le parole di Isabella Lettori, presidente fino al mese scorso oggi Assessore alle Po- litiche Sociali, l’incontro si è articolato nei tre tavoli tematici di lavoro, che hanno visto a confronto oltre 50 associazioni partecipanti. Un momento di confronto sulle strategie e sui servizi offerti alle OdV e ai volontari. “È stato un evento straordinario - afferma lo stesso Carbonara - per lo sviluppo del Terzo Settore nel nostro territorio, particolarmente utile per fare rete ed incontrare  nuovi volontari. L’undicesima edizione ha registrato, infatti, la partecipazione di nuove associazioni e realtà che operano nel mondo del volontariato, consentendo di arricchire ed ampliare la già numerosa famiglia del CSV Poiesis dell’intera provincia di Brindisi”. Nel primo il tema è stato “Poiesis 2019 nel Salento” (referente Valeria Pecere), nel quale si è discusso delle prospettive e delle opportunità che l’imminente fusione con Lecce potrebbe comportare, affrontando ed ipotizzando dinamiche, prassi e strategie. Nel secondo l’argomento dominante è stato “Reti, programmi e progetti: le priorità del 2019, i temi e l’organizzazione del territorio” (referente Rino Spedicato), che ha sviluppato sempre più l’importanza strategia di lavorare “in rete” per le associazioni locali. Il terzo infine ha trattato “I bisogni formativi: analisi e proposte” (referente Michele Sardano), dal quale nasceranno nei prossimi mesi una serie di corsi, seminari e workshop indirizzati alla formazione ed alla crescita dei volontari. Tiziano Mele 6

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Qui Brindisi Concorso di Idee, i progetti delle Associazioni brindisine Le idee saranno sviluppate nel primo semestre 2019 Il Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Brindisi Poiesis nell’ambito delle proprie attività istituzionali di supporto e promozione del volontariato, ha definito un piano di intervento per favorire l’attività e la realizzazione delle idee delle Organizzazioni di Volontariato. Anche quest’anno il Concorso di Idee ha interessato due assi: l’Asse Formazione, che ha come scopo prioritario il supporto alla formazione dei volontari e dei cittadini al fine di qualificare la figura del volontario e il suo operato e l’Asse Promozione che si pone come obiet- tivo principale il supporto alla diffusione e conoscenza delle attività istituzionali e alle tematiche peculiari delle Organizzazioni di Volontariato del territorio. Termine per inoltrare le domande di partecipazione ai Concorsi di idee era lo scorso 26 Novembre. In campo formativo sono sei i progetti approvati, relativi a corsi o seminari: Aido Francavilla Fontana (“L’associazionismo socio sanitario”), Poli.Giò di Cisternino (“Stop alla povertà educativa”), Ricetrasmissioni C.B , di Brindisi (“Codice Amico-Brindisi”), Univoc Brindisi (“La cultura sotto le dita”), Io Donna di Brindisi (“Attrezzarsi a contrastare la Violenza di genere”), Acat Brindisi (“Le parole e le azioni che aprono all’Accoglienza”). Per l’Asse Promozione, invece, sono stati approvati ben 15 progetti di Pandora, Francavilla Fontana (Pandora I-dea informa), Centro Auser “Rosanna Benzi”, Torre Santa Susanna (Fiore d’ottobre), Angsa Brindisi (L’autismo nelle tue mani), Il Cuore di Antonio Bianco Torre Santa Susanna (Noi ci siamo … e tu?), Univoc Brindisi (Facciamo vedere), Ass. Ricetrasmissioni CB Brindisi (Protezione Civile sei tu), ProcivArci Francavilla Fontana (Buone pratiche di Protezione Civile), Armonie Francavilla Fontana (10 anni di Armonie), Rompi le sbarre Brindisi (Penso positivo), PoliGiò Cisternino (Appunti di solidarietà), WWF Brindisi (WWF YOUng), Apia Brindisi (Soccorso tutela), Fratres Cisternino (La visibilità), Jonathan Brindisi (Jonathan per la cultura ’18), Pasquaro Onlus Brindisi (Mi aiuti a fare i compiti?). Il supporto fornito dal CSV attraverso i Concorsi di Idee consente alle organizzazioni di volontariato di soddisfare bisogni e richieste che rimarrebero inattuati; inoltre la progettazione in rete con altre associazioni è un momento di crescita importante. I progetti si attueranno nel primo semestre 2019. T.M. 7

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Qui Taranto Obiettivo comune? Promuovere il volontariato! Le organizzazioni stimolano la comunità con Idee di rete Il Centro Servizi Volontariato della provincia di Taranto anche nel 2018 ha dato spazio alla promozione del volontariato attraverso le iniziative promosse direttamente dalle organizzazioni del territorio. Lo ha fatto sulla scorta della pluriennale esperienza realizzata in questo ambito con l’Invito Proposte in collaborazione con il CSV - cui tante organizzazioni del territorio negli anni scorsi hanno partecipato – ma introducendo alcune innovazioni soprattutto con riferimento alle modalità di raccolta delle proposte. Ha, infatti, messo in campo, attraverso una sollecitazione diretta alle organizzazioni di volontariato, una raccolta non già di vere e proprie proposte progettuali ma piuttosto di idee, frutto di un lavoro di rete tra le organizzazioni che si potessero, con il supporto del C.S.V., trasformare in interventi di promozione del volontariato. Tale sollecitazione è stata lanciata attraverso i canali istituzionali del Centro agli inizi di ottobre e ha fatto seguito a un percorso di animazione composto di quattro incontri rivolti al volontariato e agli altri soggetti della comunità locale – enti pubblici e privati interessati – al fine di sostenere la creazione di reti e favorire l’attivazione di collaborazioni. Gli incontri, che si sono tenuti a settembre a Grottaglie, Martina Franca, Ginosa e Manduria, sono stati guidati da Ilaria Magagna di ComuniTazione, la quale ha stimolato e coinvolto i partecipanti attraverso tecniche di costruzione del gruppo e della rete e di co-progettazione, favorendo l’emersione di idee. Alcune di queste sono state poi affinate dai gruppi formatisi all’interno dell’attività di animazione, sono state condivise con altri soggetti, associativi e non, per poi essere proposte al CSV. Il focus delle idee riguardava come detto la diffusione della cultura della solidarietà e la promozione del volontariato, ma le modalità individuate per raggiungere tale obiettivo sono risultate molto variegate – ad ulteriore conferma della ricchezza del mondo del volontariato. Le idee raccolte sono state quindici, un buon risultato considerato il tempo a disposizione per presentarle – venti giorni – e il fatto che dovessero essere necessariamente, come recitava il titolo, Idee di rete. La maggior parte sono effettivamente il prodotto dell’attività di animazione realizzata preliminarmente dal Centro sul territorio; le altre, emerse in particolare dalle associazioni di Taranto, sono il risultato di percorsi di collaborazione in atto tra le organizzazioni, che testimoniano una crescente propensione del volontariato locale a operare in rete. Le idee, per le quali a partire dai primi di novembre si è attivato un percorso di confronto e co-progettazione tra il CSV e le reti proponenti, hanno un po’ alla volta preso forma, alcune sono state realizzate i primi di dicembre e altre verranno realizzate a breve. Ve ne raccontiamo di seguito alcune. Il Flashmob  Il Totem del Volontario che si è tenuto, dopo una serie di incontri laboratoriali preparatori, 8

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Qui Taranto il 2 dicembre scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità, a Martina Franca, dove si è cantato e ballato tutti insieme per avvicinare al mondo del volontariato grandi e piccini in modo allegro, perché fare volontariato è essenzialmente gioia. L’Albero della Solidarietà che dal 6 dicembre orna la Social Agorà della Città delle Ceramiche - uno spazio cittadino di recente recuperato al degrado grazie all’impegno di molti, a testimoniare il percorso di sensibilizzazione alla cittadinanza attiva e in particolare alla tutela dei beni comuni condotto tra i più giovani componenti della comunità grottagliese. Un albero, peraltro, che dà già i suoi primi frutti: l’idea proposta è, infatti, stata occasione per compiere un passo ulteriore grazie al volontariato nella direzione del contrasto al degrado anche in un’area sita nel comune di Fragagnano, il Parco della vita. Le iniziative del 3 e 7 dicembre, rispettivamente a Taranto e a Massafra, che hanno visto una rete di associazioni impegnarsi per trasmettere un messaggio nuovo e importante: “La donazione del sangue non ha barriere”. Tra le idee anche Se nulla importa – serata di consapevolezza, evento di sensibilizzazione sulle tematiche animaliste d’attualità (e sulle consapevolezze alimentari in particolare) finalizzato a smuovere le coscienze e ingrossare le fila di coloro che lottano contro lo sfruttamento animale. L’evento del 09 dicembre era incentrato sulla performance dal titolo “INUMANIMAL”, premiato spettacolo de La seconda stanza  (Teodora Mastrototaro e Savino Lasorsa). Il progetto “Piazza Coperta – Idee per la rigenerazione” un’azione di partecipazione ed attivazione della comunità in cui soggetti pubblici e privati mettono in atto azioni e processi partecipati. Col volontariato – una fitta rete di associazioni di volontariato e del terzo settore di Manduria - ritorna a vivere la Piazza che nelle giornate del 15 e 16 dicembre prossimi sarà in grande fermento con attività, laboratori, concerti e degustazioni rivolti a un pubblico di tutte le età. Sarà presente un “corner delle idee” in cui si chiederanno alla comunità idee per la rigenerazione della Piazza Coperta, che verranno poi rielaborate e restituite alla comunità in un ulteriore momento di incontro previsto per il 4 gennaio presso la cantina “Produttori di Manduria”. L’attenzione verso i beni comuni sarà al centro di un ulteriore percorso di sensibilizzazione – che vedrà il coinvolgimento diretto anche delle Istituzioni locali – che si realizzerà nei comuni di Monteiasi e Grottaglie. Sarà poi la volta della “Partita del cuore” che vedrà in campo ad Avetrana il baskin su proposta di una rete di associazioni del territorio orientale per sollecitare tutti da un lato al rispetto dell’ambiente, esemplificato dal simbolico tappo di plastica che mobilita grandi e piccoli, e dall’altro a impegnarsi perché l’inclusione non resti solo una parola. Il Centro Servizi ha così sperimentato nell’ambito della promozione del volontariato una modalità che negli anni precedenti aveva utilizzato per l’attività formativa su tematiche specifiche di interesse del volontariato e che sta prendendo sempre più piede anche nei bandi pubblicati da Fondazioni e altri soggetti e che, mettendo al centro l’idea, mira a stimolare il più possibile la capacità di ideazione, di innovazione come pure quella di ampia condivisione nei contesti di riferimento. La programmazione del secondo semestre del 2018 ha consentito al Centro di mettere a disposizione per la realizzazione di questa azione € 25.000,00 (max € 2.000,00 per ciascuna idea) e proprio in questi giorni si sta ragionando, anche in considerazione dei risultati positivi ottenuti sinora, se prevedere un’azione similare anche all’interno della programmazione 2019 in corso di definizione. D’altronde il nuovo Codice del Terzo Settore affida ai Centri un ruolo chiave nella promozione del volontariato e questa potrebbe essere una strada efficace per perseguirla. Per conoscere più in dettaglio le iniziative e le reti proponenti, visita www.csvtaranto.it Camilla Lazzoni 9

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Qui Bari - Bat Impariamo a parlare la stessa lingua Affrontare le sfide e ottimizzare i processi: Paolo Spinelli, neo direttore di Fondazione Puglia, apre la stagione del confronto 34milioni di euro a disposizione e solo 8milioni600mila investiti. In Puglia, sono questi i numeri dei bandi nazionali finanziati con il “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, gestito dall’impresa sociale Con i Bambini e alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria con 120milioni di euro l’anno per tre anni. Nella graduatoria nazionale, la Puglia è fanalino di coda, insieme ad altre regioni meridionali. Tanto che il Comitato di Indirizzo Strategico del Fondo, al fine di impiegare le risorse residue ancora disponibili su questa linea di intervento, ha prorogato la scadenza delle “Iniziative in cofinanziamento” per le sole regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Cosa non funziona? Perché i ban- di vanno deserti? Paolo Spinelli, neo direttore di Fondazione Puglia, nonchè direttore del Dipartimento di Astrofisica dell’Università di Bari. Presidente, i risultati dei tre bandi nella nostra regione sono deludenti... Intanto partiamo dal dato positivo: con i 7 progetti interregionali approvati, la Puglia non è stata seconda alle altre regioni. A dimostrazione della presenza di stakholder attenti e motivati che ne hanno garantito il successo. Differente la situazione per i progetti regionali. “Prima Infanzia 0-6 anni” ha finanziato due progetti su tre presentati, per un totale di 835mila euro - a Bari “Il favoloso mondo” di Fondazione Giovanni Paolo II e a Foggia “L’isola che c’è” del Centro per attività per ragazzi L’aquilone. Si pensi che in Piemonte il finanziamento è di 4milioni di euro, in Sicilia di quasi 3milioni800 euro, in Trentino 2milioni200mila euro. Il bando “Adolescenza 11-17” ha premiato 6 progetti su 21, per un totale di 3milioni e 700mila euro. Infine, il bando “Nuove Generazioni 5-14 anni” ha finanziato 8 proposte su 34 per un totale di 4 milioni. Su 58 progetti presentati c’è stato solo il 28% di successo, ossia un 1/3. Quali riflessioni e soluzioni? Penso che ci sia stato un problema di ingranaggio, di starting di processo essendo la prima per dei bandi di questa consistenza. Ma bisogna guardare avanti, al bando “Un passo avanti...” che ci aspettiamo più partecipato dopo la giornata esplicativa e il confronto con gli stakeholder su quelle che sono le attese in relazione all’efficacia ed efficienza delle azioni proposte. Certo, c’è la parola “innovazione” che spesso ci chiediamo in cosa consista concretamente, oltre l’uso delle nuove tecnologie; è un concetto che può risultare difficilmente definibile e univoco. Programmare delle nuove azioni partendo da quelle già sviluppate è più sempli- 10

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Qui Bari - Bat ce in quanto c’è una storia in cui si possono rintracciare gli elementi di criticità su cui intervenire e apportare miglioramenti. L’innovazione che parte da zero è una scommessa in cui dobbiamo mettere in conto la possibilità dell’insuccesso. Ciò ha a che fare con la valutazione ex post, anche in termini di ricaduta sociale, come richiesto dal Codice, ma può essere più semplice da individuare. Va detto anche che le idee innovative a volte possono apparire “visionarie”, certamente belle, ma non è detto che si realizzino come immaginate. Se nella fisica c’è la certezza delle previsioni date dal calcolo, nei processi socio-pedagogici i problemi sono difficilmente inquadrabili nell’ambito di una descrizione algoritmica. Certo la presenza dei pedagogisti nell’eleaborazine dei bandi e nella valutazione dei progetti è fondamentale. Quale idea si è fatto dell’associazionismo nel nostro territorio? C’è una grande ricchezza umana e professionale che mi impegnerò ad approfondire nei prossimi quattro anni. Insieme dobbiamo capire come riorientare le criticità insite nelle associazioni. Gli Ets, d’altro canto, devono essere disposti a comprendere gli intendimenti espressi in un bando e adeguare le risposte, nonché proporre dei cor- rettivi laddove limitanti. Dobbiamo tendere ad un’intesa, a parlare la stessa lingua per ottimizzare i processi da entrambe le parti. In questa indagine conoscitiva e propositiva il coinvolgimento degli Ets più rappresentativi – Csv, Forum del Terzo settore e via dicendo – sarà strategico al fine di mettere in atto azioni mirate. Altrettanto importante sarà il dialogo e il confronto con l’Otc – Organismo territoriale di controllo – che in Puglia ha già nominato i suoi rappresentanti di cui, per alcuni, si stanno verificando le eventuali incompatibilità. Marilena De Nigris Bilanci e cofinanziamento: gli ostacoli dei bandi Capacità di gestione e cofinanziamento delle attività di progetto. Sono questi i due ostacoli principali denunciati dalle Odv per la partecipazione ai bandi con importi ad almeno quattro zeri. Lo evidenzia il direttore del Csv San Nicola, Giovanni Montanaro. La capacità di gestione amministrativa si evidenzia attraverso la gestione dei bilanci degli ultimi due o tre anni; la richiesta dei bilanci nasce dall’esigenza del soggetto finanziatore di verificare la capacità gestionale-amministrativa degli enti concorrenti in quanto, eventualmente, destinatarie di somme di denaro cospicue per la realizzazione delle attività. “Se ad un Ente di terzo settore, a prevalenza Odv, si chiede di produrre i bilanci degli ultimi due anni – spiega Montanaro – è chiaro che non potrà mai ambire a concorrere ad un bando rilevante. Le associazioni sono per lo più piccole e gestiscono somme di denaro che spesso non vanno oltre i 5mila euro. Ne deriva, anche, che non potrà neanche cofinanziare il progetto, proprio in quanto povera di risorse economiche”. L’unica possibilità rimane quella di essere partner di una rete, in cui ci sia almeno un soggetto che abbia gestito somme importanti negli ultimi anni. “Negli anni passati – dichiara il direttore – i Csv offrivano la possibi- lità alle associazioni di collaborare alla gestione del progetto, che rimaneva in capo al Csv. I volontari, così, imparavano a “fare quadrare i conti” e a rendicontare le attività di progetto. Un tale processo, pertanto, si è rivelato virtuoso e responsabilizzante per i soggetti coinvolti che sono cresciuti e oggi sono diventati autonomi. Dobbiamo riflettere su questa esperienza se vogliamo fare crescere tutti gli ETS specie quelli a prevalenza Odv e offrire loro pari opportunità rispetto alle grandi organizzazioni del Terzo settore”. 11

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Qui Bari - Bat PugliaCapitaleSociale 2.0 Al Csv San Nicola le associazioni si confrontano con Anna Maria Candela È partita la nuova stagione di PugliaCapitaleSociale 2.0, il bando per l’implementazione di attività di interesse generale per le associazioni di volontariato e per le associazioni di promozione sociale della Puglia. Il 16 novembre, Il Centro di servizio al volontariato San Nicola ha promosso un incontro tra la dirigente dell’Assessorato al Welfare della Regione Puglia, Anna Maria Candela, e gli Ets del territorio al fine di presentare la Linea A di intervento. Il bando sosterrà idee per la crescita del territorio e per la rimozione degli ostacoli - sfruttamento del lavoro, esclusione delle persone con disabilità, dipendenze, violenza verso i soggetti vulnerabili, esclusione dei poveri e dei migranti, esclusione dal lavoro delle fasce deboli, solitudine, deterioramento delle risorse ambientali - che impediscono lo sviluppo di una comunità equa e sostenibile. Il bando mira, anche, a promuovere percorsi di consolidamento e di innovazione sociale delle organizzazioni del Terzo settore che possano produrre una rigenerazione sociale ed urbana ed una generazione di capitale sociale. “Presentate progetti solo se consentono alle vostre associazioni di organizzarsi meglio e non a mantenere ciò che si è e si fa. Analizzate attentamente il contesto in cui intendete operare, il disagio rilevato e quale cambiamento volete provocare. Progettate risposte a bisogni nuovi o consolidati con modalità più inclusive e innovative, dall’uso della tecnologia alla mobilitazione delle risorse umane e strumentali” è stato l’invito di Annamaria Candela la quale con grande chiarezza ha spiegato ai numerosissimi volontari intervenuti all’incontro qual è l’anima del bando e il modo migliore per presentare i progetti. “Il richiamo ad una maggiore professionalizzazione – ha chiarito la dirigente – non significa aziendalizzarsi, ma riuscire ad essere più efficaci, ad essere generativi, ad animare i volontari e le stesse persone che ricevono il servizio, ad interfacciarsi con il contesto, le istituzioni e gli enti del territorio in cui si opera e a sollecitare tutti i fattori che possono essere abilitanti. Nei progetti precedenti mancava la prospettiva di lungo periodo: spesso il bando era vissuto come l’opportunità per continuare a risolvere i problemi gestionali interni all’associazione. PugliaCapitaleSociale 2.0 non ha questa finalità”. Per l’Avviso sono  disponibili complessivamente 1.140.000,00 euro; il contributo massimo regionale per ciascun progetto di intervento è di 20,000 euro, con un cofinanziamento nella misura minima del 20%. La  procedura di selezione è aperta o “a sportello”. La durata dei programmi locali è di 12 mesi. “Il finanziamento a sportello non deve produrre ansia – ha rassicurato Candela – Serve ad assicurare alle associazioni risposte più rapide e, se il progetto non è ammesso a finanziamento, la possibilità di ripresentarlo dopo un ragionamento analitico sugli errori evidenziati. Vogliamo portare avanti progetti di qualità e, eventualmente, utilizzeremo risorse aggiuntive provenienti dal Fondo sociale europeo”. Per maggiori informazioni: terzosettore@regione.puglia.it M.D.N. 12

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Qui Lecce Povertà assoluta L’emporio combatte il disagio Nella 33^ giornata internazionale del volontariato i dati dell’Emporio solidale della Comunità Emmanuel di Lecce Uno dei servizi più consolidati nel contrasto alla povertà assoluta perché tiene assieme la risposta ad un bisogno primario, quello alimentare, con lo spirito solidale. Proprio questo ha reso gli empori solidali protagonisti della 33^ Giornata internazionale del volontariato che si è svolta lo scorso 5 dicembre. A  Lecce per contrastare il fenomeno della povertà assoluta, la Comunità Emmanuel ha realizzato nel 2011 l’Emporio della Solidarietà, un supermercato solidale che promuove e organizza il recupero di prodotti alimentari, oggetto di spreco, in eccedenza o in donazione e permette di fare la spesa gratuitamente alle famiglie che vivono il disagio alimentare, attraverso la consegna di un’apposita card. La tessera, una sorta di carta di credito a punti, è uno strumento per altre iniziative di solidarietà e di inclusione sociale. Un modello di servizio che trova non solo nella spinta solidaristica ma anche nel- la tecnologia un alleato insostituibile: un software, in remoto e nel rispetto della privacy, permette al servizio sociale professionale dei Comuni che vi sono convenzionati, di accedere alla rete monitorando costantemente la presa in carico della persona, i servizi erogati ed erogabili, evitando duplicazioni e sovrapposizioni e cercando di gestire in maniera equa, onesta e razionale la distribuzione delle risorse disponibili. Per questo l’Emporio solidale è la prima struttura in Puglia in materia di recupero delle eccedenze alimentari, munita di un grande magazzino di stoccaggio, di celle frigorifere per il prodotto fresco o congelato e di un furgone refrigerato. In questi anni ha aiutato e sostenuto 6.456 famiglie, distribuito 856.143,06 kg di merce, per un valore di 2.202.736 di euro. Negli anni ha strutturato un servizio integrato di accoglienza  per le persone che si trovano in situazioni di difficol- tà socio-economica attraverso la distribuzione gratuita di beni alimentari, la creazione di sportelli di accoglienza, ascolto, supporto e assistenza fiscale, lavorativa e l’erogazione di servizi sociosanitari. Ha creato una Rete Solidale Territoriale  in grado di rispondere alla sofferenza, alla solitudine, alla disperazione di tante famiglie impoverite, collaborando attivamente con la Prefettura di Lecce al “Tavolo Anticrisi”, partecipando al Tavolo di coordinamento regionale pugliese contro gli sprechi alimentari e infine siglando con il Comune di Lecce il “Patto sociale” per la prevenzione e il contrasto della povertà. Il cuore pulsante dell’Emporio è rappresentato proprio dai volontari ai quali è richiesto di compiere mensilmente le raccolte alimentari, con l’aiuto delle associazioni di protezione civile, presso i supermercati del territorio, gestire il magazzino e il servizio alla cassa, sistemare gli scaffali, controllare la scadenza della merce, provvedere alla gestione e pulizia della struttura ma ancora più importante è l’aiuto che essi sono chiamati a dare agli utenti, mettendosi a disposizione dei loro bisogni. A loro è rivolto il servizio reso dai volontari come Teresa, Emanuela, Marcela, Valeria, Chiara, Nuccia, Giorgio, Marco, Lucio, donne e uomini che dedicano il loro tempo agli altri. 13

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Qui Lecce L’albero del riuso Le associazioni della Marina di Torre Chianca realizzano l'albero di Natale riutilizzando vecchi pneumatici Riciclare è meglio che inquinare: è chiaro e forte il messaggio che viene dalla Rete di Associazioni per la Marina di Torre Chianca, composta da  ATA-PC Lecce, COA, ENDAS, ENPA, Il Nodo Fatato, NOGRA e Pro Loco di Torre Chianca e Case Simini, per immergere la marina nel clima natalizio e porgere gli auguri ai residenti e ai turisti con l’Albero del Riuso, realizzato con pneumatici usati, collocato all’entrata della marina leccese. L’idea, ben accolta dall’Amministrazione Comunale di Lecce, ha visto coinvolti tutti i volontari delle associazioni della Rete nel ridare vita a uno dei materiali simbolo dell’inquinamento ambientale, rendendolo protagonista della magia del Natale. Dopo aver recuperato diversi pneumatici usati, che verranno poi smaltiti dopo le festività, i volontari hanno provveduto a pulirli, verniciarli, assem- blarli e decorarli con decorazioni anch’esse realizzate con materiale di riciclo e addobbi ormai dismessi da tempo. Insomma una seconda vita per tutto, con il chiaro messaggio che basta poco per riutilizzare, in modo creativo ed economico, un oggetto fatto con materiale che, oltre ad imbruttire il nostro territorio, arreca danno alla natura e alla nostra stessa salute. In ospedale la scia di solidarietà L’associazione "Figli in paradiso" dona al presidio ospedaliero di Lecce un elettrocardiografo e una sedia a rotelle Si è svolta negli scorsi giorni la cerimonia di consegna di un elettrocardiografo e una sedia a rotelle al reparto pediatrico chirurgico dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce; un gesto di generosità da parte dell’associazione  “Figli in Paradiso: ali tra cielo e terra”. La donazione è avvenuta alla presenza della presidente dell’associazione   Virginia Campanile,  assieme ad altri genitori dei gruppi di Nardò, Casarano, Gallipoli e del personale dell’Ospedale leccese. Un gesto che ha voluto rendere tangibile l’impegno sociale dell’associazione che da tempo collabora proficuamente con i reparti pediatrico e chirurgico. La storia di “Figli in Paradiso: ali tra cielo e terra” onlus racconta come dal grande dolore per la perdita di un figlio possano germogliare gesti di solidarietà e amore per il prossimo. L’associazione  nasce nel 1998 quando per un incidente stradale Virginia perde il figlio Daniele e sente l’esigenza di condividere questo dolore con altri  genitori che hanno sperimentato la stessa sofferenza, condividendo con essi, l’ascolto, la condivisione, l’elaborazione del lutto. Dal 2009, quando si è poi costituita ufficialmente, l’associazione organizza convegni nazionali, regionali, formazione di facilitatori  per condurre gruppi di auto-mutuo-aiuto, ha realizzato una scuola a Makua (Congo), pozzi in Albania, borse di studio.   14

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Qui Lecce L’asino che cura Dalla ruralità all’inclusione sociale Per rifondare la relazione uomo-animale e facilitare la socializzazione di persone con disturbo psichico Si è tenuto a Castiglione d’Otranto dal 13 al 16 dicembre “L’asino che cura”, workshop incentrato su un approccio “altro” alle  marginalità sociali. È anche un modo per riconoscere e valorizzare il valore inclusivo della ruralità: da sempre la reputazione delle comunità rurali si è alimentata anche della  capacità di dare dignità alle persone in condizioni di dipendenza o portatrici di singolari particolarità. “L’asino che cura” mira a rifondare la relazione uomo-animale, per agevolare, in particolare, la socializzazione di persone affette da disturbo psichico e non solo. Intende farlo formando correttamente i volontari nella gestione del rapporto con l’asino, animale che si presta, grazie alla sua mansuetudine, ad attività assiste con finalità di tipo ludico-ricreativo e di socializzazione. Il progetto, sostenuto dal Csv Salento, è ideato dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino, con il supporto della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Univer- sità di Teramo e la collaborazione di Isde Lecce, Auser Ponte Andrano-Castiglione, coop. Casa delle Agriculture, Gus e Oikos. “L’asino – spiega Augusto Carluccio, preside della Facoltà di Medicina Veterinaria nell’ateneo di Teramo e grande conoscitore del mondo degli asini – è un animale empatico, affettuoso, quindi l’ideale per un approccio legato alla sfera dell’affettività. Il rapporto con l’asino è di tipo“protomentale”, cioè attinge alle radici stesse della mente e passa per canali sensoriali ed emozionali profondi. L’asino si propone come co-terapia funzionando da “acceleratore” dell’efficacia e dei risultati di altre terapie per ottenere il superamento di un danno sensoriale, cognitivo, motorio, affettivo e  comportamentale”. 15

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