Gazzetta 5-9 2018

 

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Anno XXXI– MAGGIO-SETTEMBRE 2018 – N. 5/9 Fondato da Domenico Tedeschi Copia gratuita per i sostenitori Unione Editoriale – Amministrazione e Redazione: 20148 – MILANO, via S. Altamura, 11 – Telefono e Fax 02/36.52.10.48 – Redazione: 70121 – BARI, via P. Petroni, 5 - Telefono e Fax 080/52.44.392. Registrazione n. 438 - 27/6/88 del Trib. di Milano. Sped. in abb. postale: art. 2 - comma 20/lett. C - legge 662/96 - Taxe perçue/Tassa riscossa Cpc Roserio Milano Di Maio-Salvini, una sfida che siamo sicuri finirà certemente con un vincitore e un vinto «Governo giallo-verde» Autore: G. Selvaggi IL SALOTTO pensieri, parole, opere & omissioni Ed Insieme Tante le attese. E le risposte in arrivo? A settembre! ● DI PIETRO FILOMENO ●C ’è chi dice che siamo nella Terza Repubblica. Uno di questi, per esempio, è Luigi Di Maio. La Prima sarebbe quella partitocratica (19481993). La Seconda quella fintamente maggioritaria del fu Berlusconi e del fu Pd (1994-2018). La Terza quella giallo-verde di Di Maio e Salvini, quella di oggi, con il ritorno a un proporzionale semiserio. A noi sembra che le cose stiano molto diversamente. Stiamo ancora alla Prima Repubblica, con in più un alto tasso di degrado culturale, etico, politico e istituzionale. Insomma, continuiamo a essere un Paese anormale. Nel momento attuale siamo al culmine del caos. Un caos di origine colposa, ma nato da un calcolo doloso costruito a ... ■ A PAG. 8 Tra i due non poteva essere diversamente: un duello all’ultimo sangue, una lotta senza quartiere, una sfida al calor bianco. O, per dirla con la vignetta a lato riportata, un lungo braccio di ferro. I duellanti di cui stiamo parlando, naturalmente, sono Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Entrambi vicepremier del governo giallo-verde. Non potendo essere premier né l’uno né l’altro, per le ragioni che già sappiamo, il vice-premierato è l’unica escamotage per essere alla pari. Diciamo, una carica ex aequo. In più, si sono ritagliati un dicastero a testa. Di quelli che contano, si capisce: l’Interno se l’è presso Salvini e lo Sviluppo economico Di Maio. La vignetta di Loredana Weiss, nella sua lettura, è ... ■ A PAG. 11 Nelle due precedenti pubblicazioni Giuseppe Selvaggi esordiva affidandosi al “Mare dentro” e al “Tempo pittore” per dare anima a riflessioni ed emozioni che trovavano la radice nel luogo e nel tempo della sua infanzia, con propaggini che arrivano fino ad un presente ironico e meditativo al tempo stesso. In questo solco si colloca il nuovo libro IL SALOTTO, pensieri, parole, opere & omissioni, che già dal titolo (e dal disegno di copertina) offre il quadro che va a delinearsi negli agili siparietti che Selvaggi illustra. Agostino Picicco ■ (...) A PAG. 15 Il testo dell’intesa attende l’ok dei lavoratori Ilva, firmato l’accordo TARANTO – Revocato lo sciopero proclamato da tute blu di Cgil, Cisl e Uil, e l'Usb per martedì 11 settembre. Motivo: è stato raggiunto il tanto agognato accordo sull’Ilva da sindacati, azienda e commissari, alla presenza del vicepremier e ministro Luigi Di Maio. Si parte subito con 10.700 assunzioni. I sindacati hanno precisato che sottoporranno il testo al referendum tra lavoratori. Di Maio ha chiarito che con l'accordo non si annulla la gara, e che i lavoratori saranno assunti con l'art.18. Il premier Giuseppe Conte ha manife- stato la sua piena soddisfazione so- prattutto per il lavoro svolto dal suo vice. «Ha fatto un lavoro – ha precisa- to – veramente egregio, è stato molto sapiente il percorso che abbiamo co- struito abbiamo acquisito il parere dell’Anac e dell’Avvocatura dello Sta- to, sono emerse irregolarità evidenti, ma l’annullamento della gara non è così semplice». Poi in merito ai lavora- tori Di Maio ha assicurato che «saran- no assunti con l’art.18, che ci saranno 10.700 assunzioni come base di par- tenza e che non ci saranno esuberi, tutti riceverranno una proposta di la- voro da Mitta». ■ Al premier pugliese Auguri professor Giuseppe Conte Zaganellate di Zaganella Farfuglia Maschera della Puglia Zaganella al mare Zaganella ora è al mare, nel Salento. Niente magliette rosse: è da cretini. Si gode il sole e la brezza del vento, Stop a gommoni, sbarchi e clandestini. ma gli giunge lo stesso qualche evento. A dirlo e anche a farlo, è Matteo Salvini. Il premier Conte, deciso e cortese, governa bene. Da bravo pugliese è l’uomo giusto a capo del Paese. Sì, invece, a chi emigra coi pedalò. Verso dove? Verso la Lega, no? Così, pure in Italia, si salva chi può. La Camera decurta i vitalizi. Il Senato nicchia, studia artifizi, si sente vittima dei pregiudizi. A cosa stai pensando, Zaganella? È la voce interna che si ribella: basta ora, goditi la tintarella. ● Il prof. Giuseppe Conte ■ A PAGINA 7 Calcio: serie A e B i calendari del campionato 2018/2019 ■ A PAG. 12 BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA Sede legale: MATERA - via Timmari, 25 Tel. 0835.332649 - Fax 0835.331334 Dir. Gen.: ALTAMURA (BA) - via O. Serena, 13 Tel. 080.8710111 - Fax 080.8710714 Sedi operative: ALTAMURA (BA) - via O. Serena,13 GRAVINA IN PUGLIA (BA) - piazza Cavour, 20 Tel. 080.3221511 - Fax 080.3256382 TARANTO (TA) - via Di Palma, 46/50 Tel. 099.4541111 - Fax 099.4541339 Ufficio Rappresentanza Presidenza Dir. Gen. BARI (BA) - via Venezia, 13 - Tel. 080.5254911 FILIALE DI MILANO VIA SANTA MARGHERITA, 4 TEL. 02.86453958 NELLE PAGINE INTERNE ■ INFORMAZIONI DALLA LOMBARDIA E DALL’ITALIA pagg. 2 – 3 – 4 ■ INFORMAZIONI DALLA PUGLIA dalle provincie del Salento pagg. 10 – 11 ■ INFORMAZIONI SU TUTTO IL CALCIO PUGLIESE pag. 6 ■ INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Foggia/Bari e provincia pag. 7 ■ INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari e provincia pagg. 8 – 9 ■ GAZZETTINO SPORTIVO pag. 12 ■ LEX SEMPER LOQUITUR GAZZETTINO MEDICO pagg. 13 – 14 ■ MISCELLANEA Attualità e Recensioni pagg. 5 –15

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2PAGINA – MAGGIO/SETTEMBRE ’18 DALLA LOMBARDIA La Gazzetta della Puglia Elezioni amministrative del 10 giugno, come è andata in Lombardia Centrodestra in ascesa non bene il M5s, «barcolla il Pd» MILANO – In Lombardia, per le elezioni amministrative del 10 giugno – elezione dei sindaci, dei consigli comunali e dei consigli circoscrizionali – sono stati chiamati alle urne 697.695 elettori. In totale si è votato in 103 comuni. Alla chiusura dei seggi, l’affluenza è stata del 55,1 per cento, in netto calo rispetto al dato delle precedenti consultazioni (62,7). Sei i comuni commissariati: quelli con un solo candidato sindaco in cui l’affluenza non ha raggiunto il quorum del 50 per cento dei voti più uno. Si tratta di Berlingo, in provincia di Brescia, Castel Gabbiano (Cremona), Cenate Sopra (Bergamo) e Carugo, Cassina Rizzardi e Sorigo nel Comasco.  Commissariato anche Rodero (CO), dove i cittadini non hanno presentato nessuna lista, nonostante siano stati regolarmente convocati i comizi per l’elezione del sindaco. Nove i comuni andati al ballottaggio: Sondrio, Bareggio, Brugherio, Carate Brianza, Cinisello Balsamo, Gorgonzola, Nova Milanese, Seregno e Seveso. Sono stati 91 i sindaci eletti al primo turno, tra cui Emilio Del Bono, a Brescia, sindaco uscente di centrosinistra, che ha raggiunto il 53,8 per cento.  Nell’altro capoluogo in cui si è votato, Sondrio, ha vinto al  ballottaggio (24giugno)  il candidato del centrodestra, Marco Scaramellini (60,37 per cento), che si è battuto contro Nicola Giugni del centrosinistra (39,63).  I sindaci degli altri otto comuni andati al ballottaggio: a Bareggio, Linda Colombo, 50,99%, centrodestra (contro Ermes Garavaglia, 49, 01%, due liste civiche); a Brugherio, Marco Troiano, 63,14%, sindaco uscente del centro-sinistra (contro Massimiliano Balconi, 36,8%, centrodestra); a Carate Brianza, Luca Veggian, 56,04 %, centro-destra (contro Francesco Paoletti, 43,96%, sindaco uscente del centro-sinistra); a Cinisello Balsamo, Giacomo Giovanni Ghilardi, 56,25 %, centro-destra (contro Siria Trezzi, 43,75% , centrosinistra); a Gorgonzola, Angelo Stucchi, 51,81%, centrosinistra (contro Giuseppe Terenzio Olivieri, 48,19% , centro-destra); a Nova Milanese, Fabrizio Pagani, 51,68%, centrosinistra, (contro Eugenio Pizzigallo, 48,32%, centrodestra); a Seregno, Alberto Rossi, 54,21%, centrosinistra (contro Ilaria Anna Cerqua, 45,79%, centrodestra) e a Seveso, Luca Luigi Allievi, 60,22% (centrodestra, contro Paolo Butti, 39,78%, centrosinistra).  Il sindaco di Milano,  Giuseppe Sala,  non è rimasto deluso dai risultati delle elezioni: «Non è andata malissimo, sono molto  contento per Del Bono».  il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha commentato: «La Lega è l'unico partito che non solo ha riconfermato, ma anche  migliorato i risultati del 4 marzo».  Maroni: «Si rafforza molto la Lega, tranne a Brescia dove ha vinto Del Bono. Vedo molto  in difficoltà i 5 Stelle, mentre il Pd barcolla». Luigi Di Maio: «Ogni volta che ci sono delle elezioni amministrative i media raccontano sempre la solita solfa, che siamo in affanno, che rispetto alle politiche è andata male e che quindi siamo prossimi alla scomparsa. È una lettura che si è sempre rivelata falsa e che si rivelerà tale anche questa volta». E adesso di seguito riportiamo (per esigenze di spazio, purtroppo) solo una limitata mappa relativa ai dati della Città Metropolitana di Milano (tutti e 12 Comuni in ordine alfabetico: Arese (16.064) - Michela Palestra (63,91% - PD/Civiche), Bareggio (13.948) Ballottaggio Centrodestra/Civich e, Basiglio (6.495) - Lidia Reale (33,98% - Lista Civica), Bellinzago Lombardo (3.060) - Angela Comelli (48,29% - Lista Civica), Bresso (20.252) - Simone Cairo (52,65% - Centrodestra/Civiche), Calvignasco (926) - Giuseppe Gandini (43,73% - Lista Civica), Cerro Maggiore (12.189) Giuseppina Berra (23,76% Lega/FI/FdI), Cinisello Balsamo (54.787) Ballottaggio  Centrodestra/PD, Cisliano (3.801) - Luca Durè (88,63% - Lista Civica), Gorgonzola (15.781) Ballottaggio Centrodestra/Centro sinistra, Opera (11.078) Antonino Nucera (47,79% centrodestra), Zibido San Giacomo (5.360) - Sonia Belloli (43,37% - Lista Civica). ■ In occasione del consiglio generale dei pugliesi nel Mondo MILANO – Il fine settimana del 9 e 10 giugno è stato molto impegnativo a Milano per i pugliesi legati al mondo dell’associazionismo. Motivo: vari eventi svoltisi nel capoluogo lombardo che hanno visto la presenza del presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, non solo come ospite d’onore ma anche nell’esercizio delle sue funzioni. La visita milanese, infatti, è stata occasionata dallo svolgimento dell’assemblea continentale europea, che doveva eleggere i componenti di sua spettanza nel consiglio generale dei pugliesi nel Mondo, organismo previsto dalla legge regionale a supporto delle sue politiche migratorie. La stessa legge stabilisce che questo consesso sia presieduto dal governatore. Michele Emiliano non si è sottratto a tale impegno fuori dai confini regionali, forse anche per concedersi una pausa dai contingenti problemi della Regione che lo vedono in prima linea su vari fronti. Così sabato 9 giugno ha presieduto l’assemblea dei presidenti delle associazioni pugliesi in Europa (nella foto), che si è protratta più a lungo del previsto: tutti i delegati hanno voluto descrivere le attivitàdelle associazioni e profilare le dinamiche di intervento della Regione a tutela dei corre- Michele Emiliano fra i suoi corregionali meneghini gionali residenti all’estero e per la promozione della “pugliesità” nel mondo. Il presidente ha ascoltato con attenzione e pazienza tutti gli interventi, ha diretto l’assemblea guidandola nel prendere le opportune decisioni. Le sue parole sono state di grande incoraggiamento e hanno dimostrato buona conoscenza dei problemi dell’emigrazione pugliese nel mondo. Il giorno dopo a fare la parte del leone sono stati i pugliesi residenti a Milano e in Lombardia, in occasione di un evento in un certo senso meno protocollare e più mondano ma allo stesso tempo altamente rappresentativo e … impegnativo: ci riferiamo alla festa cosiddetta dell’estate organizzata dall’Arp (associazione regionale pugliesi di Milano), che ha visto circa 250 partecipanti riuniti in una nota location della movida milanese. I motivi di tale partecipazione sono vari: non solo il piacere di incontrare la numerosa e operosa comunità pugliese qui residente, ma anche l’occasione di felicitarsi personalmente, pur a distanza di qualche mese, per il conferimento dell’Ambrogino d’oro. A dicembre Emiliano non era riuscito a partecipare per una urgenza dell’ultimo momento legata alla carica, ma ora ha approfittato della festa per dire il suo apprezzamento per l’importante riconoscimento del Comune di Milano conseguito dall’Associazione regionale pugliesi. Al di là dei discorsi di rito, la festa ha altresì offerto diversi momenti che hanno impegnato il presidente che ha anche consegnato personalmente le targhe di riconoscimento ai soci più assidui, e dedicate allo storico presidente Dino Abbascià. Emiliano ha avuto espressioni di felicitazione per i premiati e poi ha salutato tutti i presenti, girando per i tavoli, felice se riconosceva un volto o se gli si citavano amicizie comuni che inviavano saluti, il tutto tra qualche barzelletta, battute e poderose pacche sulle spalle. Avere il presidente così disponibile per diverse ore ha scatenato i fanatici del selfie, ma lui si è prestato volentieri a queste foto che sono state poi postate sui social, i profili e i gruppi legati all’Associazione. Una giornata di festa che, in spirito di serenità e di relax, ha dimostrato che l’attenzione delle istituzioni alla gente si può esprimere con simpatia anche a 1.000 km di distanza. A. Pic. ED. INSIEME- DI F. PITTÒ “La carica dei Cento e Uno dello SPORT TERLIZZESE” Il volume, antologico e unico nel suo genere, emula il numero e il ritmo della travolgente “favola” disneyana nel presentare in rapida successione 101 profili di atleti impegnati in ogni disciplina, di animatori delle tifoserie, di cronisti e dirigenti degli ultimi settant’anni, senza trascurare il riferimento a un illustre antesignano del Settecento. La pubblicazione annota le loro lusinghiere affermazioni e culmina con la figura di Luca Mazzone, punta di diamante dello sport terlizzese per gli encomiabili risultati conseguiti e la fecondità dei messaggi educativi e sociali testimoniati. Uno spazio particolare è dedicato al profilo di Marinella Falca, nativa di Terlizzi, poi giovinazzese in esodo, esemplare per solarità e dedizione sportiva, sacrificio e capacità di successo, in cui ripercorre il legame con la terra natia e le tappe della brillante carriera artistica. Conclude così il suo intervento: «La pratica sportiva risponde a molte positività. La consiglierei a chiunque, e non solo in quanto fattore di crescita fisica. Lo sport è un insieme di valori. Insegna a rispettare le regole, a rialzarsi dai fallimenti, a fare squadra, dunque a incrementare la socialità. Accresce la bellezza estetica, interiore, relazionale». (Francesco Pittò, “La carica dei CENTO e UNO dello SPORT TERLIZZESE”. Un lavoro questo dove i protagonisti si raccontano, con contributi di Corrado Bonaduce, Renato Brucoli, Silvia de Robertis e Pasquale Vitagliano, Ed. Insieme - Sportivamente, 472, ill., Terlizzi 2018. ISBN 978-88-7602-262-3). ■

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La Gazzetta della Puglia DALLA LOMBARDIA 3MAGGIO/SETTEMBRE ’18 – PAGINA MILANO - Nel corso dell’assemblea (tenutasi nel capoluogo memeneghino sabato 9 giugno)per il rinnovo del consiglio generale dei pugliesi nel mondo, sono stati designati gli 8 rappresentanti delle associazioni aventi sede in Europa. Tra i componenti del nuovo Cgpm è stato eletto Agostino Picicco, responsabile cultura del sodalizio dei pugliesi meneghini, a riconoscimento del notevole impegno culturale espresso dal sodalizio milanese nei numerosi eventi di elevata caratura che l’hanno resa punto di riferimento qualificato sul territorio per enti e realtà aggregative. Il consiglio generale dei pugliesi nel mondo (Cgpm) è l’organismo regionale di rappresentanza e garanzia statutaria delle comunità pugliesi residenti al di fuori del territorio regionale, istituito con la Legge Regionale n. 23 del 11.12.2000, ed è composto da 56 componenti, tra cui 30 membri provenienti da tutto il mondo, designati dalle associazioni regolarmente iscritte all’albo regionale nel corso di apposite assemblee continentali. A Milano sono intervenuti i presidenti delle associazioni provenienti da Belgio, Francia, Germania, Italia (Biella, Milano, Padova, Torino, Verona), Regno Unito, Spagna, Svizzera. Nel corso dell’assemblea sono stati ascoltati i rappresentanti delle associazioni che contribuiranno ad individuare le strategie e le azioni a sostegno dei pugliesi all’estero. L’incontro milanese ha costituito inoltre l’occasione per valorizzare il network globale delle oltre 180 associazioni, essenziali per lo sviluppo e l’internazionalizzazione del sistema produttivo e per la promozione turistica e culturale della Puglia all'estero. I componenti del nuovo Cgpm, oltre ad Agostino Picicco, proposto dal generale Camillo de Milato presidente Arp (associazione regionale pugliesi di Milano), sono: Franco Cazzetta, Donato Coluccia; Italo Conte, Angelo Dimitri, Enrico Palmieri, Franco Savoia, Giovanni Valentini. In questa circostanza il presidente Michele Emiliano, che ha presieduto l’assemblea, coadiuvato dal nuovo direttore di settore dott. Giuseppe Pastore, ha detto: «È sempre un’emozione unica incontrare i nostri cor- Pugliesi a raccolta per le nomine dei loro rappresentanti nel mondo Eletti i nuovi consiglieri generali Ad Agostino Picicco l’Award 2018 regionali che vivono all’estero e che mantengono con la Puglia un legame fortissimo. I pugliesi nel mondo portano alto il nome della nostra regione, operano per rafforzare l'immagine della nostra terra, le relazioni culturali ed economiche. Danno impulso ogni anno a tante attività che sono fondamentali per tenere unita la nostra comunità, superando ogni confine geografico. Tramandano di generazione in generazione l'amore per le loro radici pugliesi, ed è questo un patrimonio immenso che la Regione intende custodire e sostenere. La Puglia è grata a questi nostri fratelli e sorelle, veri e propri ambasciatori della nostra regione nel mondo che, attraverso le loro storie di vita, fanno viaggiare e crescere tradizioni, progetti, sogni e speranze». Con questi auspici del presidente Emiliano che vedono in Agostino Picicco un validrappresentante e ambasciatore della pugliesità, –MILANO Sabato 19 maggio nella sugge- facendo eco alle numerose testimonianze stiva cornice della Sala Alessi di Palazzo di affetto e stima già comparse sui social, Marino, sede del comune di Milano, sono gli rivolgiamo anche noi de La Gazzetta del- stati conferiti gli Awards al merito, a cura la Puglia gli auguri per un proficuo lavoro, dell’Associazione Insieme con Merito e del- caratterizzato da competenza, passione ed la Fidapa BPW Italy sezione Mediolanum, entusiasmo. con il patrocinio di Palazzo Marino. E adesso prima di chiudere ci preme ripor- Il prestigioso riconoscimento è stato confe- tare una nota giunta in redazione. Risposta rito, tra gli altri, al nostro collaboratore A- indirizzata a qualche canosino attivo in gostino Picicco nel campo del giornalismo. campo associativo, che ha lamentato l’as- Questi in occasione della cerimonia ci ha te- senza in questo consesso istituzionale di nuto a precisare: «Grazie per questo premio rappresentanti di associazioni canosine in I- che riconosce l’attività giornalistica, magari talia e in Europa. svolta in orari poco consoni... ma nella qua- Questa la precisazione: la convocazione per le metto tanta passione e desiderio di rac- partecipare a tale assemblea e relativa ele- contare e condividere pensieri e considera- zione, compete solo ai rappresentanti di so- zioni vagliate dalla mia sensibilità. Grazie a dalizi liscritti all’albo delle associazioni ri- tutti coloro, e siete davvero tanti, che mi a- conosciute dalla Regione Puglia. L’auspicio: vete fatto la sorpresa e il dono di un ap- le associazioni canosine a breve eisultino i- prezzamento e di un incoraggiamento”. scritte anche loro a questo albo. ■ ■ MILANO – Il nome di Fer- nando Burgo evoca una Il maestro, nostro corregionale nato a Mesagne (Br), opera a Milano da oltre 50 anni conosciuti e diffusi a livello internazionale. delle maggiori scuole di moda a livello internazionale, grazie alle sedi diffuse in tutto il mondo. Incontrarlo è sempre arricchente perché è una miniera di aneddoti e lezioni di vita. Di Burgo si coglie subito anche la “pugliesità”. Infatti è nato a Mesagne in provincia di Brindisi nel 1941 in ambiente contadino. A Milano è giunto giovanissimo nel 1958, con diecimila lire in tasca e una valigia di cartone in mano. Con tanta determinazione, capacità e voglia di farcela – mettendo nel conto i sacrifici degli esordi – iniziò consegnando medicinali con la sua bicicletta, comprando pupazzi all’ingrosso che poi rivendeva e piazzando enciclopedie porta a porta. Mentre si La scuola internazionale di moda Burgo parla pugliese La notevole opera professionalizzante ed educativa di Fernando Burgo, arricchita da generosità personale e mecenatismo, non è passata inosservata alle istituzioni. Così nel 2014 il Comune di Milano gli ha consegnato la prestigiosa onorificenza cittadina dell’Ambrogino d’oro e nel 2016 ha ricevuto il Premio Ambasciatore di terre di Puglia, celebre riconoscimento promosso dall’Associazione Regionale Pugliesi. Con umiltà e signorilità Fernando Burgo continua a lavorare e a lasciare il suo segno tangibile nell’operosa Milano, dedito altresì al culto della famiglia, alla cura degli amici e al ricordo delle sue origini e della sua terra. A. P. manteneva con questi lavo- retti, a Bergamo vide una telligenza e lo spirito prati- tante scuola italiana di ta- corsi di inglese per gli stra- E sempre nell’ambito del- modista che in uno stanzo- co suggerivano. Una sarta glio e cucito. nieri, proprio per favorire l’attività didattica della sua ne insegnava il lavoro a numerose sartine. Capì che quella era la sua strada, in quel campo doveva operare, apportando le novità e gli insegnò il cartamodello, poi – avuta dalle suore qualche stanza negli orato- ri di provincia – iniziò la sua attività. Il “centro di comando” di questa grande opera, che negli anni è notevolmente cresciuta, rimane nella sede storica della meneghina una formazione completa, risolvendo i problemi pratici della permanenza fuori sede. Ed è attento anche ad aiutare chi è in momenta- scuola, hanno contribuito a raggiungere livelli di eccellenza anche i due manuali didattici “Il modellismo sartoriale” e “Il figurino di ● Nella foto: il maestro Fernando Burgo in cattedra nell’ateneo meneghino le modifiche che la sua in- Nel 1962 creò la più impor- piazza San Babila identifi- nea difficoltà economica. moda”. Due manuali ormai fra i suoi aglievi cata dalla sigla IMB (Istituto In occasione del 55° com- LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 Moda Burgo). Qui vi sono pleanno della scuola, Burgo quattrocento metri quadra- ha aperto una sede anche a LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 RADIO ti riservati agli stilisti. L’eccellenza della scuola è data dalla qualità della didattica Roma. Quella in Puglia, nel paese natale, già c’era. Grazie al franchising, poi, il RADIO F M 91,950 MENEGHINA quotidiano radiofonico attuata tramite un insegnante che si dedica a un gruppo massimo di sei studenti. marchio Burgo ha raggiunto numerosi Paesi tra cui l’India, la Turchia, l’Egitto, la Russia, il Perù. F M 91,950 MENEGHNA quotidiano radiofonico www.radiomeneghina.it indipendente di informazione cultura economia In questi ultimi anni una delle caratteristiche della scuola è l’interculturalità in Tanti sono i giovani che trovano lavoro grazie alle cognizioni professionali da www.radiomeneghina.it indipendente di informazione cultura economia e varietà considerazione delle varie lui apprese, con la soddi- e varietà fondato e diretto da provenienze degli allievi. sfazione che tanti marchi Burgo organizza anche la celebri si rivolgono alla sua fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it via fax e telefonica: 02-48518913 Tullio Barbato. logistica, offrendo una se- scuola, tra cui Krizia, Ar- rie di case dove alloggiarli e mani, Hugo Boss. e-mail: segreteria@radiomeneghina.it via fax e telefonica: 02-48518913 Tullio Barbato.

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4PAGINA – MAGGIO/SETTEMBRE ’18 DALL’ITALIA La Gazzetta della Puglia MILANO – Che l'immigra- zione negli ultimi 4 anni sia stata “subita e non gestita” è riconosciuto da tutti, seppur tra giustificazioni basate su scelte strategiche od umanitarie, che non hanno raggiunto gli scopi di chi quelle scelte le aveva fatte o condivise. Di errore si è trattato, altrimenti il PD non avrebbe ricevuto un “sonoro ceffone” dagli elettori e la Lega non avrebbe avuto una performance straordinaria. Inutile rivangare responsabilità o giustificazioni, più o meno valide, e vediamo come si possono eliminare gli errori del passato, in quattro passi, trasformando in opportunità la presenza di un sottobosco di centinaia di migliaia di migranti che tirano a campare con espedienti leciti e meno leciti, con lavori in nero, sfruttati da persone senza scrupoli. Primo passo: Legge e Giustizia. Bisogna che la percezione di legalità sia chiara. Da un lato per tranquillizzare gli italiani che la presenza degli stranieri non sia un pericolo, per esempio che chi spaccia sotto la loro casa non torni libero dopo tre giorni. Dall'altro, mostrare a chi pensa che il “Bel Paese” sia un posto dove sia facile I commenti di de Milato (nella foto) Asilo Mariuccia e Porto Valtravaglia Immigrazione, come eliminare gli errori del passato guadagnare tanto attraverso attività criminali e che sia difficile andare in galera. Esempi, il “condono mascherato” che un recluso debba scontare solo 9 mesi per anno. Oppure che, per pene fino a quattro anni, un indagato rimanga a piede libero. Per i Rom: togliere la patria potestà ai genitori che inducono i minori ai furti. Utilizzare più frequentemente i rimpatri: vivere in Italia, deve rivelarsi una opportunità, ma anche un impegno-dovere per chi vuole avere una seconda possibilità dalla vita. Chi delinque, non deve avere spazio tra noi. Secondo Passo: togliere alle Prefetture il compito di gestire i migranti. Non ne hanno le competenze e, forse, non è nemmeno il loro compito. Le competenze devono essere date ad un Ministero “della Integrazione e Formazione”, con centri provinciali di accoglienza e formazione. Personale formato da Educatori/Tutor e Formatori /Counsellor. Strutture dove, con gli alloggi, siano allocati laboratori. Lo stesso per i minori non accompagnati, una volta superata l'età scolastica. Esempi: l'Asilo Mariuccia. Tutti i minori a diciotto anni hanno un contratto di lavoro, grazie ad uno speciale Laboratorio di Educazione al Lavoro. Tale Laboratorio è anche frequentato da decine di migranti. Chi ha il codice fiscale, già svolge lavori saltuari, chi deve ancora riceverlo, continua a fare formazione. Nella cittadina dove opera tale laboratorio, non si assiste allo spettacolo indecente di vedere migranti con il cappellino in mano all'angolo delle strade. Nei “Centri” provinciali, come ulteriore esempio, dovrebbero essere inseriti istituti come la milanese Galdus, dove vengono svolti corsi di elettricista, orafo, giardinaggio, panetteria e chef. Il 93% dei giovani trova lavoro alla fine del triennio. Gli studenti sono metà italiani, metà stranieri. Quindi l'integrazione è un successo. Terzo Passo: Religione: Un sottosegretariato “Tutela Fedi religiose” che combattano forme di radicalizzazione con moschee dove si parli esclusivamente in italiano, con Imam che facciano parte di un clero islamico iscritto ad un albo professionale e controllatoto. Il sottosegretariato deve dotare tutte le carceri di un Imam-cappellano e controllare che tutte le credenze siano in linea con i dettami dell'Ordinamento italiano. Quarto Passo: Aspetto socioeconomico-culturale. Il migrante che lavora e fornisce reddito, deve avere il massimo rispetto. Non deve essere trattato da persona diversa od inferiore. Bisogna evitare che possano accadere forme di razzismo, con le ripercussioni negative accadute in Francia e Gran Bretagna. Trasmissioni radio e televisive, influenzers, devono convincere i cittadini che il lavoro nobilita le persone, anche quelle straniere. Fenomeni di sopraffazione, caporalato, schiavismo strisciante devono essere combattute con forza. L'Italia che non fa più figli, per sopravvivere ha bisogno di forze lavoratrici, che si facciano carico di sostenere milioni di pensionati. Che sostengano noi e che supportino i nostri (pochi) figli. In definitiva, per gestire milioni di stranieri bisogna disporre di una strategia globale, basata su questi quattro pilastri. Altrimenti, fra una generazione avremo problemi socio-economici e socio-culturali che non potranno più essere controllati, con il rischio, ancora più grave, di utilizzare leggi speciali. È quello che vogliamo? http://www.milanopost.info/ …/immigrazione-come-eliminare-g…/ Con il 31esimo festival “Mix Milano” si è tenuta la presentazione della prima edizione “SCENE DAL TEMPO PERDUTO.....” Premio drammaturgico “Carlo Annoni” MILANO – Si è tenuta nella prestigiosa sede di Palazzo Reale a Milano (il 14 giugno), la presentazione della prima edizione del premio “Carlo Annoni». ll premio è per testi inediti teatrali a tematica gay e sulle diversità nella sfera dell’amore. Il premio “Carlo Annoni” ha esordito al teatro Strehler nell’ambito del 31esimo festival “Mix Milano”. Il testo richiesto poteva essere redatto in italiano, inglese e francese. Per ciascuna lingua è stato assegnato il corrispettivo di €1.000,00. Il premio verrà assegnato con due eventi pubblici a Milano e Londra. La premiazione a Milano è avvenuta il 14 giugno, mentre il successivo 5 luglio a Londra. Sul sito, è stata creata una “biblioteca” dei testi pervenuti a disposizione delle compagnie teatrali: :// premiocarloannoni.eu/ La direzione in merito ha precisato: chi desidera che il suo testo entri a fare parte della biblioteca virtuale deve esprimere il suo consenso al momento dell’invio del testo, fermo restando che tutti i diritti rimangono all’autore. La Giuria composta da diversi nomi di spicco del mondo della cultura e della drammaturgia è presieduta da Elisabetta Sgarbi direttore generale e direttore artistico di Nave di Teseo, La Milanesiana: Letteratura MuLzione permanente (per quanto inerente le arti visive della manifestazione), e ArciGay, per le motivazioni sociali dell'evento. E altri importanti enti. Ricordiamo che Carlo Annoni era nato a Carate Brianza (MB) il 16 luglio 1955. Attore, regista e conoscitore teatrale, terapista riflessologo, pittore, creativo. L’11 aprile dello scorso anno è venuto improvvisamente a mancare. «... si è trasferito nella “quinta dimensione” ... dove recita, senza peli sulla lingua, come suo costume, i testi che meritate di sentire..» . Amava il mondo, il teatro, le persone, gli amici, e amava anche me, con tutto se stesso. Affinché questo amore non si disperdesse, ho pensato a un Premio dedicato a lui, e a chi, come lui, sia capace di esprimere amore. Il teatro era una delle sue forme espressive preferite ed è per questo che ho scelto di creare un premio per testi teatrali inediti. Erava- mo uniti civilmente prima a Londra (18 settembre 2010), poi uniti in matrimonio ancora a Londra (5 giugno 2015) e finalmente in Italia (8 novembre 2016). Questo Premio, per testi teatrali inediti a tematica gay, è semplicemente un atto d’amore, e come tale farà vivere per sempre le parole degli autori che vi parteciperanno...» . (Corrado Radovan Spanger, attore, scrittore, ideatore del Premio). ■ “«In tema con il premio “Carlo Annoni” la rivisitazione dell’opera di Marcel Proust, seguendo la linea prescelta dei temi amore e gelosia, evidenzia in divenire narrativo les liaisons malheureuses, che si svelano icastiche a definire la fenomenologia della passione. Dalla distillazione dei due temi, in un’altalenanza di illusione e disillusione, emergono così le coppie di amanti, protagoniste della Recherche: Marcel e Albertine.. Odette e Swann..Charlus e Morel..Robert e Rachel... storie parallele che si offrono con il loro spessore segnico a indicare quanto pessimismo si alloghi nella visione dell’amore che, sia etero sia omossessuale, (quest’ultimo decisamente topos privilegiato, per la significazione più incisiva) veste i toni della crudeltà, dell’egoismo, si connota come faux semblant; l’oggetto del desiderio è un miraggio, una proiezione mentale con agnizione non condivisa par tout le mond. Robert vede Rachel come una seria, giovane promettente attrice, mentre in realtà è un’attricetta arrivista dai comportamenti disdicevoli. Proust squarcia il velo di maya dei sentimenti, per cui l’intero campo del reale diventa rivelazione dell’impossibilità di essere felici: non a caso il testo proposto è strutturato con “rivelazioni” delle fisionomie sessuali dei personaggi». Direzione e Redazioni 20148 - Milano, via Saverio Altamura n. 11 telefono e fax 02/36.51.30.48 70121 - Bari, via Prospero Petroni n. 5 telefono e fax 080/52.44.392 Direttore responsabile Domenico Tedeschi Condirettore e resposabile redazione per il meridione Pietro Filomeno Responsabile redazione Puglia Milly Chiusolo Stampa in proprio Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti, foto, diapositive, disegni e altro materiale anche se non pubblicati non saranno restituiti. Le redazioni non sono responsabili delle opinioni espresse dagli autori degli articoli pubblicati. Attivita editoriale non commerciale ai sensi dell’art. 4 dpr 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modifiche. Gli avvisi pubblicitari sono omaggio della direzione a ditte ed enti che offrono un contributo per il sodalizio: ordinario 30 euro sostenitore 50 euro e benemerito 300 euro. C/c Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Milano n.150-532/6 - Abi 5385-0 * Cab 01600 * Bic BPDMIT3B intestato all’Unione Editoriale.

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La Gazzetta della Puglia MISCELLANEA 5MAGGIO/SETTEMBRE ’18 – PAGINA Anche quest’anno l’evento è stato ospitato al Piccolo di Milano Presentato a Milano il 44esimo Festival della Valle d’Itria MILANO – Uno dei pochi festival che continua ad avere una propria particolare identità nel corso degli anni è arrivato alla quarantaquattresima estate. Stiamo parlando del Festival Valle d’Itria: quest’anno ha posto l’attenzione su alcuni titoli come al solito ripescati da un repertorio un tempo famoso e oggi caduto nell’oblio. Il periodo preso in esame è quello che va dal 1718 sino al 1825 e Martina Franca racconta in questo modo una storia parallela a quella che oggi siamo soliti prendere in considerazione attraverso titoli più noti, incominciando (in ordine cronologico) con la commedia Il trionfo dell’onore scritta da Alessandro Scarlatti: messa in scena appunto nel 1718 a Napoli al Teatro dei Fiorentini e mai più rappresentata da quei tempi se non tramite alcune rare riduzioni di gusto novecentesco (tra le quali quella in forma di concerto diretta da Giulini nel 1950 a Milano). La commedia sarà ospitata nella singolare cornice della masseria Palesi con giovani solisti dell’Accademia del Belcanto affiancati da talenti già in carriera come il controtenore Raffaele Pe. A tale periodo (1718) risale anche uno dei capolavori del primo Haendel, il Rinaldo, che è ovviamente ben noto ma non nella forma in cui viene rappresentato dal 29 Luglio nel cortile del Palazzo Ducale. Questo Rinaldo non verrà eseguito infatti nella versione originale londinese del 1711, che poi tanta fortuna ebbe in Europa e, in epoca più vicina a noi, in tutto il mondo, bensì nell’adattamento napoletano del 1718 curato da Leonardo Leo: una sorta di “pasticcio” che prevede numerosi interventi alternativi. Gli interpreti sono di primo piano, da Carmela Remigio a Teresa Iervolino, e gli intermezzi comici si avvalgano della presenza di Simone Tangolo e Valentina Cardinali del Piccolo Teatro. La direzione è affidata a Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, che ha presenziato applauditissimo alla conferenza stampa milanese al Piccolo Teatro a fianco del direttore artistico Alberto Triola e del presidente Franco Punzi. Terzo titolo operistico molto atteso (dal 13 Luglio) è Giulietta e Romeo di Vaccaj, autore e didatta famosissimo ai suoi tempi e oggi completamente dimenticato se non per l’importanza del suo metodo di canto. Il finale di quest’opera era prediletto nientemeno che dalla Malibran e fu da lei fatto inserire come versione alternativa nello spartito dei “Capuleti” di Bellini. Tra gli interpreti emerge il nome di Leonor Bonilla, già protagonista della Francesca da Rimini di Mercadante due anni fa, Leonardo Cortellazzi, Christian Senn e Raffaella Lupinacci. Molti altri appuntamenti completano il ricco cartellone del Festival, tra i quali si segnala in particolare una serata in memoria di Alberto Zedda a tema rossiniano, con la direzione di Luisi (20 Luglio), seguita dall’esecuzione di una inedita “Messa di Milano” di Rossini da parte di Ferdinando Sulla (30 Luglio). Il programma completo è consultabile al sito www.festivaldellavalleditria.it. ■ “MICROCOSMO, SILLOGE DI POESIE” Silloge di poesie o pillole di saggezza e di cultura? Questa la domanda che sorge spontanea già ad una prima scorsa del libro di Elena Priore “Microcosmo, Silloge di Poesie” (“Il Grillo” Editore – Gravina di Puglia – Bari, 2010). La risposta può venire dalle parole tratte dalla prefazione fatta dal giornalista e scrittore Vittorio Stagnani recentemente scomparso: “Elena e il poema delle piccole cose. Elena e la parole di ogni giorno e le briciole si fanno perle. Ci alleviano i pensieri o ce li rendono “pesanti” di riflessioni, di vago ansare, di ansie certe stemperate dalla consistenza della poesia. Quella vera, quella che Dio vuole sia fatta sulla pelle di poeti come Elena”. Un libro che, fin dai suoi primi versi, cattura l’attenzione e la curiosità del lettore. Un libro che, grazie alla competenza linguistica dell’autrice ed ai contenuti proposti, pone il lettore di fronte al proprio mondo interiore e a quello dell’autrice, appunto il “Microcosmo”. I suoi versi scorrono fluidi, catturano volti, immagini, paesaggi e colori: sembrano quasi delle pennellate su una tela. La stessa copertina del libro è la raffigurazione di uno dei quadri di Elena Priore che, con la scrittura e la pittura, così dimostra di essere un’artista completa. Elena Priore, durante una delle presentazioni del suo libro, ha rivelato di aver iniziato a scrivere i primi versi e a dipingere fin da quando frequentava la scuola media. Lucana di origine, pugliese di adozione, più volte citata in riviste scientifiche e letterarie, vincitrice di numerosi premi letterari, Elena è annoverata fra gli scrittori contemporanei più accreditati nel panorama letterario nazionale. In alcune sue poesie propone anche un altro filone poetico, noto ai più eruditi: la poesia “limerickiana” (dalla storica città irlandese Limerick) caratterizzata dal nonsense, il senza senso, comiposto dallo schema dei 5 versi AABBA. Nel libro vi sono quindici poesie con questo schema, tra cui ad esempio quella dedicata ad un pastore altamurano. Il linguaggio delle sue poesie scorre con semplicità, chiarezza e ritmica sonorità. Gianni Mercadante, noto giornalista pugliese, a tal proposito ha scritto di Elena Priore: “(…) il fabbro della parola sa forgiare, modellare e piegare sapientemente alla propria volontà le parole”. Angela Pellegrino Un giorno particolare da dedicare con affetto e riconoscenza alla La ricorrenza ricca di valori celebrata sin dall’antichità pleanno della famiglia. L’Italia festeggia la mamma la propria mamma. La "Festa della seconda domenica di maggio. Mamma" che ritorna ogni anno puntualmente la seconda domenica di maggio, è anche il giorno del Maggio, “Festa della Mamma” Un regalo per questa ricorrenza deve essere fatto con il cuore. Non è importante che sia costoso, ma deve ringraziamento a chi per prima, sin far capire quanto le vogliamo bene. da quando ci ha messo al mondo. ha Tra i regali tradizionali possiamo pensato ai suoi figli. ricordare i fiori, un profumo, dei Questa festa ha origini antichissime: cioccolatini. Se vogliamo spingerci i Greci dedicavano alle loro genitrici invece verso qualcosa di più ori- un giorno dell'anno, festeggiando la ginale è possibile pensare ad un dea Rea, madre degli dei. Feste in cofanetto di cosmetici, un bellissimo onore della nascita e della maternità regalo da fare in quest'occasione. venivano celebrate anche tra gli Una bella scatola in metallo satinato, antichi Romani, che salutavano simile a quella dei biscotti di una l’arrivo di maggio e della primavera volta, contiene invece tanti diversi con un'intera settimana di festività, cosmetici in tantissimi colori dedicate alle rose e alle donne. assortiti, per adattarsi a tutte le Come i romani, anche gli antichi esigenze. Umbri, a maggio, ricordavano la dea La festa è legata anche alle rose, fiori dei fiori e regalavano rose alle loro che, più di ogni altro, rappresentano amate. Nel XVIl secolo in Inghilterra la semplicità e la bellezza e che comincia a diffondersi la tradizione testimoniano l’affetto e la ricono- del Mothering Sunday, che coincide rita nel culto della Madonna, madre comunque origine negli Stati Uniti. somodo.In Norvegia viene celebrata scenza dei figli, anche se le mamme con la quarta domenica di Quare- di Gesù e celebrata dalla religione Inizialmente proposta dalla signora la seconda domenica di febbraio, in si accontentano solo di una rosa o di sima. Dolce tipico per la festa era il cristiana nel mese di maggio. Julia Ward Howe, nel 1872, come Argentina la seconda di ottobre; in un semplice pensiero. “Mothering cake”, a base di frutta. La “Festa della Mamma”, festeggiata giorno dedicato alla pace, divenne Francia cade l'ultima domenica di Tale usanza sembra essersi trasfe- la seconda domenica di maggio ha una festa nazionale nel 1914, grazie maggio ed è celebrata come com- G. Cassanelli alle petizioni dl Ana Jarvis di Phila- delphia. ARRIVA LA BANDA ULTRA LARGA Ana Jarvis, infatti,’nel 1907, desiderosa di ricordare l'anniversario della MOSTRA SULL’APPIA RITROVATA morte di sua madre, persuase la sua FOGGIA – Arriva la banda ultra larga in dodici comuni della Capitanata. Dalle Isole Tremiti ai Monti Dauni, i comuni interessati sono: Bovino, Cagnano Varano, Chieuti, Ischitella, Isole Tremiti, Ordona, Monteleone di Puglia, Peschici, Poggio Imperiale, Rodi Garganico, Serracapriola e Zapponeta. L'attuazione è stato ufficialmente comunicato è prevista fra due anni circa (entro il 2020). Questa realizzazione è sicuramente dovuta all’accordo di programma raggiunto tra Regione e Ministero dello Sviluppo economico. Il protocollo d’intenti prevede un congruo investimento economico. Finalmente gli organi preposti hanno inteso dare una risposta concreta. Quando la banda ultra larga sarà attiva si potranno realizzare quelle opportunità di sviluppo, soprattutto per le micro e piccole imprese dei piccoli comuni foggiani più emarginati. Comuni questi che purtroppo sono stati appunto da tempo i più emarginati della Capitanata e che ci auguriamo adesso possano realizzare gli sviluppi commerciali tanto attesi. ■ parrocchia a Grafton, nel West Virginia, a celebrare l'evento la seconda domenica di maggio. L'anno successivo tutta Philadelphia festeggiò la festa della mamma. I sostenitori della Jarvis iniziarono quindi a scrivere a ministri e uomini d’affari per proporre la festa come giorno nazionale, e già dal 1911 1’usanza si era diffusa in quasi tutti gli Stati americani. Sul finire de1 1914, il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson ufficializzò la festa come festività nazionale, da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio. Non tutti i paesi del mondo, comunque, festeggiano le mamme nella stessa data e nello stes- BRINDISI – Ancora una volta la Puglia alla ribalta. Dopo la prima tappa nella Capitale (nell’ambito del Festival della letteratura di viaggio), a Santa Maria Capua Vetere (promossa dalla Regione Campania), a Taranto, Benevento e Melfi (promosse dal servizio II – Segretariato generale del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nell’ambito del progetto «Appia Regina Viarum»), torna di nuovo così in Puglia la mostra fotografica, documentaria e multimediale dal titolo «L’Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi». L’iniziativa è stata allogata nel foyer del nuovo teatro Verdi del capoluogo salentino con l’allestimento di una ampia mostra, promossa dalla Regione Puglia. L’inaugurazione è avvenuta il 14 luglio alla presenza delle autorità cittadine. Secondo quanto è stato ufficialmente comunicato l’interessante mostra, che per importanza si raccomanda di visitare, resterà aperta al pubblico per oltre tre mesi (fino al 28 ottobre 2018). Una occasione questa per tutti gli studiosi ma anche per chi si avvicina per la prima volta alla cultura detta di Iapigia. ■

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6PAGINA – MAGGIO/SETTEMBRE ’18 DALL’ITALIA/EUROPA La Gazzetta della Puglia Riportiamo l’andamento sportivo delle società (6 capoluoghi di provincia) che partecipano ai campionati professionisti e cadetti Il calcio pugliese dal Gargano al Salento ● DI RICCARDO FILOMENO L’ANDAMENTO DEL FOGGIA CALCIO S.R.L. L’ANDAMENTO DEL FOOTBALL CLUB BARI 1908 L’ANDAMENTO DELL’UNIONE SPORTIVA LECCE Per la stagione 2018-2019, il ds Nember del Foggia Calcio ha il difficile compito di allestire la rosa passando soprattutto dal mercato in uscita. Ogni scelta deve essere oculata: le squadre in B hanno pochi punti di distacco tra loro e in campo ci sarà battaglia come sempre.  Intanto Gabriele Gori, attaccante mancino in forza alla  Fiorentina Primavera, è passato in prestito al Foggia.   Il terzino Marco Zambelli ha rinnovato il contratto fino al 2020: «Se ci crediamo tutti – ha precisato – possiamo farcela anche con la penalizzazione». Mentre sta per iniziare la nuova stagione calcistica, è arrivata infatti la sentenza del tribunale federale nei confronti del sodalizio rossonero: una  penalizzazione di 15 punti per illecito amministrativo, da scontare nella stagione sportiva 2018/2019.  La sentenza non è piaciuta e ha scatenato un lungo dibattito tra le varie parti in causa. Alle accuse di Gozzi, presidente dell’Entella, sono seguite le minacce di querela del sindaco Franco Landella. E, come se non bastasse, si sono aggiunte anche le accuse alla società dauna da parte del senatore laziale di Forza Italia  Clau -dio Fazzone, che ha persino presentato una interrogazione parlamentare. Ha Scritto Fazzone: «La società pugliese era stata deferita lo scorso 15 maggio insieme a 37 soggetti tra dirigenti, calciatori e tecnici per avere reimpiegato nella attività gestionale e sportiva, nel corso delle stagioni sportive dal 2015 al 2017, proventi di attività illecite». Ritenendo lieve e distorta la sentenza della magistratura sportiva, ha chiesto che si procedesse a una richiesta di  riesame della decisione adottata. Ma la interrogazione è stata ritirata dopo un incontro di approfondimento, avvenuto a Roma, tra il sindaco di Foggia, Franco Landella, anche lui di Forza Italia (è dirigente nazionale) e il senatore  Claudio Fazzone. A favorire l’incontro chiarificatore, la senatrice Licia Ronzulli, pure essa di Forza Italia. Che dire? Miracoli della politica. ■ È successo quello che si temeva e che non doveva succedere: il Bari è precipitato in D. Bastavano tre milioni di euro per la ricapitalizzazione, ma nessuno si è fatto avanti. O, diciamo meglio, la situazione si è trascinata tanto a lungo che, all’ultimo momento, è stato difficile trovare il salvatore o i salvatori della patria. Ed ecco il fallimento. La Fc Bari 1908, dopo 110 anni di storia calcistica, ha chiuso battente. I tifosi biancorossi sono disperati e arrabbiati. E a pensare che la ricca Juventus “regala” 120 milioni di euro in quattro anni a Rolando! Il mondo del calcio è proprio pazzo! La presidenza dell’imprenditore molfettese Cosmo Antonio Giancaspro, e con lui la classe politica e dirigente barese, ha portato la squadra nel bara- tro. Ha scritto il collega Giovanni Valentini, barese e tifoso del Bari: «Che tristezza e che vergogna, per tutti noi cittadini e tifosi baresi! La memoria torna con nostalgia ai fasti della serie A, quando la vecchia Bari di Erba e Cicogna trionfava allo stadio della Vittoria; quella insolente di Oronzo Pugliese sfidava le “big” da pari a pari, perché tanto “11 sono loro e 11 siamo noi, 22 gambe hanno loro e 22 ne abbiano noi”; o quella più recente di Enrico Catuzzi, Eugenio Fascetti, Antonio Conte e Giapiero Ventura metteva in campo un gioco moderno e piacevole, con la coppia centrale Bonucci-Ranocchia, entrando di diritto nella “top ten” della serie (...) ■ A PAG. 8 Dopo il ritorno in serie B, i tifosi del Lecce sono impazienti di vedere nascere il nuovo progetto tecnico. Ma bisogna passare attraverso il mercato. E tra i giocatori in entrata e in uscita occorre saperci fare, per non allargare la rosa. Anche perché i giallorossi, pur di andare in B, in sede di contrattazione con i calciatori, in passato hanno tirato fuori cifre importanti. Calciatori indubbiamente forti per la categoria C, ma che oggi hanno ingaggi di serie B. Non solo: i contratti si sono rinnovati automaticamente e in molti casi sono anche aumentati come ingaggio. Per andare via pretenderanno l’incentivo all’esodo. Come si sa, per formare una squadra valida occorre usare strategie comuni tra Ds, Società e allenatore. E questo non sempre avviene. Al momento in cui scriviamo, di sicuro la società ha ingaggiato per due anni il difensore croato Luka Dumancic (classe ’98), di proprietà dell’Albalonga Calcio. In arrivo anche il terzino sinistro Marco Calderoni (classe ’89), che viene dal  Novara. Dal 2013 al 2015 ha indossato la maglia del Bari (66 partite e 3 reti). È un veterano della  categoria,  con un passato tra Grosseto, Piacenza e Ascoli. Nel  2010  ha esordito anche in serie A, con il Palermo.  La società sta lavorando in silenzio e la campagna abbonamenti itinerante è già partita, come di consueto. Innervositi dall’attesa, i tifosi giallorossi e i media locali sollevano le solite polemiche d’inizio campionato. Ma c’è chi ha fiducia nella società e confida che dal calciomercato uscirà fuori una buona rosa. Dopotutto, se il Lecce è in serie B il merito non è della carta stampata, dei siti on-line o dei tifosi pronti alla polemica. Il miracolo per la verità, è stato compiuto dalla società, dal tecnico, dai giocatori e soprattutto dalla tifoseria sana e fiduciosa. L’auspicio: il miracolo continui, con altre prestigiose mete da raggiungere (tornare in serie A). ■ L’ANDAMENTO DEL TARANTO FOOTBALL CLUB 1927 L’ANDAMENTO DELLE TRE SQUADRE DELLA PROVINCIA BAT Il Barletta, con il pareggio di 3-3 contro l’Unione Calcio Bisceglie, nello spareggio playout del 27 maggio scorso, ha festeggiato la permanenza nel campionato di Eccellenza. L’Asd Barletta 1922 ha comunicato la nuova composizione dell’organigramma societario per la stagione 2018-2019. Mario Dimiccoli sarà affiancato, nel ruolo di presidente, da Vincenzo Bellino. Confermati Walter Dileo nel ruolo di vicepresidente e Pino Pollidori nel ruolo di presidente onorario. Il nuovo organigramma è già al lavoro per allestire una squadra in grado di dare alla tifoseria biancorossa le soddisfazioni che merita. L’ANDAMENTO DELLA ASD CALCIO BRINDISI Nello scorso campionato, Il Taranto è rimasto quasi sempre allo stesso livello nella classifica della serie D: tra il terzo e il quarto posto. Massimo Giove, presidente della squadra rossoblù, si era detto stufo di stazionare nella serie D. «Dobbiamo cercare di uscire il prima possibile – aveva detto – dalle sabbie mobili di questa categoria. Ritengo di aver messo delle base importanti per giocarci un'ottima stagio- ne l'anno prossimo. [ … ]. Ho sempre detto che buona parte dell'organico sarà confermato in blocco». Tra i calciatori in arrivo figura Gianmaria Guadagno, prestato dall’Atalanta. Nato a Battipaglia il 6 aprile 2000, Guadagno è un centrocampista centrale cresciuto nelle giovanili di Salernitana e Lazio. Intanto, tra al- lenamenti e partite amichevoli, il Taranto si sta preparando per il nuovo campionato. Riguardo al campo B dello Iacovone, il Comu- ne di Taranto ha deciso di rimetterlo in sesto. In accordo con la Società Taranto F. C. 1927, si è deciso di procedere con un intervento in due fasi: prima la risemina e poi il sintetico. Dopo la prima fase, che avrà inizio nei primi giorni di settembre, il campo sarà pronto per la pri- ma parte del campionato. Al termine degli in- terventi il campo potrà ricevere le necessarie omologazioni da parte delle Federazioni Calcio, Rugby e Football. La proprietà del Ta- ranto F.C., ha espresso piena soddisfazione per la soluzione prospetta dall’Amministra- zione. ■ ****** Nella stagione calcistica passata, l’Andria è partto male e concluso malissimo il campionato della categoria C : 16° posto su 19 squadre. Alla fine il progetto Fidelis è fallito. La squadra di calcio non è stata iscritta alla serie C. Adesso si comincia a lavorare sull’ipotesi di ripartire dai dilettanti. Grande, naturalmente, la delusione e la rabbia dei tifosi. Il fallimento del progetto calcistico è il secondo negli ultimi cinque anni. Il quarto negli ultimi quarant’anni di calcio ad Andria. Lo slogan dei supporter dell’Andria: «Il leone è ferito ma presto tornerà a ruggire». ****** Il Trani, nel campionato di Eccellenza 2017-18, si è posizionato a metà classifica, su 16 squadre. Le sue prestazioni erano andate calando rispetto all’inizio della stagione calcistica. Nella nuova annata calcistica sta cercando di migliorare la squadra. Sino al momento in cui scriviamo, stando ai comunicati ufficiali della società Asd Vigor Trani (calciomercato continuamente aggiornato su sito Facebook), sono stati tesserati: il giocatore Vittorio Prete (classe 1989), per rafforzare la difesa; Paride Addario (classe 1991), portiere; Under Alessio Cepele classe '99, difensore centrale adattabile anche al ruolo di terzino; Antonio Serino, classe 2000, terzino sinistro e proveniente dallo Sporting Fulgor con cui ha disputato il campionato di Serie D. Per chi vorrà sapere il resto dei giocatori che vestiranno la maglia biancazzurra nella stagione 2018/19, dovrà consultare il sito Facebook della Vigor Trani. ■ Il Brindisi Fc, che nella passata stagione ha vinto il campionato di Promozione punta a vincere il campionato di Eccellenza. Ed entro i prossimi tre anni, militare in serie C. Così gli assetti tecnico-dirigenziali si sono rafforzati e sono state introdotte delle novità. Gli imprenditori campani Umberto Vangone e Andrea Vertolomo hanno ampliato le proprie quote societarie, rilevando il 50% del club. L’altra metà è distribuita fra il presidente Antonio Giannelli, Francesco Bassi (rap- presentante della compagine dei soci “storici” costituita da Piero Siliberto, Massimo Bungaro e Giovanni Bagnardi) e la presidente dell’associazione PerBrindisi, Consiglia Lacorte, oggi rappresentata da Sergio Pizzi.  La struttura tecnica è stata radicalmente rinnovata con Enzo Carbonella nelle vesti di direttore generale, e con Nicola Dionisio, direttore sportivo. Insieme con il riconfermato mister Danilo Rufini, stanno allestendo la nuova rosa: riconfermati il centrocampista Stefano Iaia, il difensore Boulam, il centrocam- pista Cordisco e il bomber Scarcella. Sono stati ufficializzati gli arrivi dell’attaccante Andrea Antenucci e del difensore centrale Luigi Ianniciello. Entrambi vantano numerose presenze fra i campionati di Eccellenza e serie D. Altro colpo di mercato: l’ingaggio del centrocampista centrale Dino Marino. Nato a Napoli, proviene da tre ottime stagioni sportive al Francavilla in Sinni in serie D. ■

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La Gazzetta della Puglia DA FOGGIA/BARI 7MAGGIO/SETTEMBRE ’18 – PAGINA –DALLA CAPITANATA Appena si è fatto il suo nome, tutti a chiedersi: ma chi è questo Giuseppe Conte? Beh, da un certo punto di vista era anche ovvio: dare a uno sconosciuto, politicamente parlando, l’incarico di governo, e riuscire anche a farlo, non è poi cosa di tutti i giorni. Veramente, non era mai accaduto sinora. Gli elettori giallo-verdi, e quegli italiani che ragionano senza pregiudizi, hanno pensato che qualche merito senz’altro ce l’avrà se la scelta è caduta su di lui. E si sono predisposti, giustamente incuriositi, a conoscere queste doti. Chi invece è uscito sconfitto dalle elezioni del 4 marzo non ha aspettato neanche un minuto. Ha subito attaccato. L’ha fatto la grande stampa moderata, ma quella destrorsa si è distinta di più: ha parlato di ”Contino”, “professorino”, “signor Nessuno”, “servo di due padroni” (Salvini e Di Maio). Un frasario vecchio, retaggio di quel radicalismo tipico dell’estrema destra degli anni Settanta. Chi è, allora, Giuseppe Conte? Intanto è un pugliese. È  nato nel 1964 a Volturara Appula, un paesino (oggi di 467 abitanti) della provincia di Foggia. Ha vissuto a Candela e a San Giovanni Rotondo, dove ha frequentato le scuole d’obbligo. Si è diplomato al Liceo Classico di San Marco in Lamis. Si è laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1988, è stato borsista del Cnr e ha perfezionato i suoi studi giuridici presso le più prestigiose università estere. È separato, ha un figlio di 10 anni e vive a Roma. È il terzo Presidente del consiglio dei ministri che la Puglia dà all’Italia, dopo Antonio Salandra, di Troia (Fg), durante il Regno d’Italia, e Aldo Moro, il salentino-barese di Maglie (Le). Quest’ultimo ha presieduto ben cinque governi, dal ’63 al ’76. Sebbene non conosciuto dal gran- Il premier è il terzo Presidente pugliese dopo Salandra e Moro Giuseppe Conte, dalla Capitana a Palazzo Chigi Arriva la banda ultra larga de pubblico, Conte (nella foto) ha un curriculum scientifico di tutto rispetto e diverse esperienze professionali alle spalle. In breve: professore di Diritto privato a Firenze e alla Luiss di Roma; avvocato cassazionista;  esperto di diritto commerciale; specialista in materia di arbitrati; componente della commissione cultura di Confindustria; autore di varie pubblicazioni; direttore di diverse collane e riviste scientifiche (in Italia e all’estero). Ha fatto parte di varie commissioni ministeriali per le riforme. Luigi Di Maio lo aveva scelto, quando presentò la sua squadra di governo nel caso in cui i pentastellati avessero vinto le elezioni, quale ministro della Pubblica amministrazione, deburocratizzazione e meritocrazia. Sinora, a Palazzo Chigi se la sta cavando bene. Se si tiene conto che non è un politico di mestiere, in linea peraltro con ciò che da tempo già avviene per la scelta dei sindaci e presidenti di Regioni, siamo nella norma. Infatti, a detta dello stesso Conte, queste le parole di Grillo durante l’ultima campagna elettorale: «Ah, tu fra tutti sei quello normale … » (“il Fatto Quotidiano”, 19 luglio 2018, p. 2). Il suo pensiero 2013) e al M5s nel 2018. Al referendum costituzionale ha votato No. Ritiene l’euro irrevocabile. Il suo modello di premier è Aldo Moro. È credente, mai stato massone o iscritto all’opus Dei. Sul palcoscenico della politica internazionale gioca bene a suo favore la conoscenza delle lingue e il carattere tranquillo e rassicurante. Ma anche la determinazione, utile per fronteggiare le titubanze europee di Bruxelles e Francoforte. A casa, infatti, ha già portato qualcosa. Per giudicare appieno il suo operato è comunque ancora prematuro. Una figura indubbiamente prestigiosa. È vero, è un premier non eletto dal popolo. Tutto il contrario di quello che Lega e grillini hanno sempre contestato, perché ritenuto oltraggio alla vera democrazia. Ma è anche vero che questo, come tutti sappiamo, è un governo anomalo. È la dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la politica è l’arte del possibile e dell’impossibile o, se preferite, in politica non bisogna mai dire mai. ■ FOGGIA – Arriva la ban- da ultra larga in dodici comuni della Capitanata. Dalle Isole Tremiti ai Monti Dauni, i comuni interessati: Bovino, Cagnano Varano, Chieuti, Ischitella, Isole Tremiti, Ordona, Monteleone di Puglia, Peschici, Poggio Imperiale, Rodi Garganico, Serracapriola e Zapponeta. L’attuazione è prevista entro il 2020. Questo grazie all’accordo di programma tra Regione e Ministero dello Sviluppo economico, che prevede un congruo investimento economico. Lo scopo è di offrire opportunità di sviluppo anche alle micro e piccole imprese dei piccoli comuni foggiani. Quelli per essere più esplitici che sono attualmente fra i più emarginati. E ciò anche in funzione dell’ottavo posto (fra le provincie italiane) in cui si è collocata Foggia per consumo di internet della rete fissa Tim (ultimi dati aggiornati a fine 2017 in linea con la media nazionale). ■ Eretica Edizioni - di Vincenzo Sardiello EQUILIBRI DINAMICI Sensi è il nuovo prefetto della Bat –TRANI Nella seduta del 6 luglio il consiglio dei ministri ha deliberato diverse nomine e trasferimenti di dirigenti superiori dell’amministrazione dell’Interno. Il prefetto Maria Antonietta Cerniglia così dalla prefettura Bat (Barletta-Andria-Trani), viene trasferita alla prefettura di Enna. Il subentrante è Emilio Dario Sensi: lascia le funzioni (fuori ruolo) di rappresentante del governo per la regione Sardegna presso la presidenza del consiglio dei ministri. Breve curriculum del dottor Sensi (nella foto) che nasce a Colleferro (61 anni fa). Dopo la laurea in giurisprudenza come primo incarico, nel 1982 lo troviamo funzionario alla prefettura di Latina. Dopo, per altri 5 anni (dal 1983 al 1988) transita alla direzione generale per l’Amministrazione generale e per gli affari del personale. Fino al marzo 2002 sempre come funzionario permane alle dipendenze della direzione generale della Protezione civile e dei servizi antincendio. Per 1 anno (2001-2002) frequenta il corso dirigenziale presso la Ssai per l’accesso alla qualifica di viceprefetto (con decorrenza 1 luglio 2000). Per altri 10 anni (marzo 2002 a marzo 2012) è dirigente d'area presso il dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, prima nella direzione centrale per gli affari generali e poi nella direzione centrale per le risorse logistiche e strumentali. Dall’aprile 2012 a settembre 2013 presiede la commissione territoriale di Torino per il riconoscimento della protezione internazionale. Dall’ottobre 2013 a luglio 2015 viene nominato viceprefetto vicario presso la Prefettura di Frosinone. Si susseguono diversi incarichi di commissario straordinario in diverse amministrazioni comunali. Trasferito alla prefettura di potenza vi rimane 2 anni sempre da viceprefetto vicario. Nel gennaio 2017 nominato prefetto è collocato (fuori ruolo) con funzioni accennate in apertura. Indi alla Bat. ■ Andrea è un nome di donna. È una giovane ghostwriter meridionale che lavora al Nord, in una grande città. Vive con disagio la sua condizione di scrittrice per conto terzi. A un certo punto, La scomparsa improvvisa del suo datore di lavoro, Guido Pizzigallo, apre per lei scenari inediti che la spingono a fare ritorno nella sua Puglia alla ricerca di una nuova dimensione. Qui incontrerà il compagno di liceo, Filippo, che la renderà protagonista di una strana avventura editoriale. Tra incontri, riflessioni, scontri e delusioni, Andrea riuscirà a ritagliarsi il suo angolo di mondo scoprendo la complessità del vivere e il peso delle scelte. In larga sintesi, è un po’ questo quello che si legge sulla quarta di copertina di “Equilibri dinamici” (Eretica Edizioni, Salerno, 2018, p. 141, 14 euro), l’ultima fatica letteraria del giovane pugliese Vincenzo Sardiello. Sardiello è un sociologo esperto di pittura, letteratura e teatro. Non è alla sua prima esperienza narrativa: è autore del libro “Racconti in punta di cravatta” (Mds Editore, 2013) ed è tra gli autori del libro “Inchiostro di Puglia” (Caracò Editore, 2015). Aggiungiamo che è anche redattore di Idea Radio, una prestigiosa testata nord-salentina che copre un bacino di 280mila abitanti. Molti i temi che si incontrano nella lettura: il mondo globalizzato, il discorso contro la guerra, il ruolo autentico del giornalismo, la politica corrotta e corruttrice, la letteratura di consumo che mortifica la creatività, il Sessantotto e l’imborghesimento dei sessantottini, la crisi economica e la povertà diffusa, la riflessione sul consumismo, la mancanza di vergogna delle classi dirigenti, il passaggio da un mondo ideologizzato a uno privo persino di idee, l’indifferenza e la solitudine, la piaga del caporalato, la Hylella fastidiosa, il colore e il calore del Sud, le feste popolari e il folclore. E la «drammatica inadeguatezza» di sempre: se la vecchia generazione era succube dei signori di fronte ai quali bisognava scappellarsi, la nuova è inginocchiata di fronte al dio danaro. Dicevamo Andrea e Filippo. Due giovani nati negli anni Ottanta, alle prese con un mondo in riflusso. Verso il quale hanno modalità di approccio diverse. Hanno la stessa età dell’autore del romanzo, per certi versi autobiografico. Lei, la vera protagonista, è una ribelle, ansiosa, indecisa, anaffettiva, incapace di gestire la propria esistenza. È eternamente in fuga. Alla continua ricerca di “equilibri dinamici” (da qui l’ossimoro del titolo). Lui invece ha idee chiare e stabili. Per esempio, fuggire dal Sud gli sembrerebbe una sconfitta: «Per me, per la nostra terra e per la nostra gente» (p. 132). Ma vi è anche una ragione esistenziale, diremmo filosofica. Rifiuta il caos di una metropoli: «A me piace la dimensione umana. E poi non posso rinunciare al bene più prezioso che ho: il tempo» (ivi). Quello del tempo è un tema ricorrente nelle opere di Sardiello. Come originale è lo stile della sua prosa: le parti narrative sono intervallate da dialoghi tipici della scrittura teatrale. I “Racconti in punta di cravatta”, la sua prima opera narrativa, erano scritti nello stesso modo. Una tecnica che pareva funzionasse soprattutto per le storie brevi. Possiamo dire che Sardiello è riuscito a farla funzionare anche per una storia di lungo respiro. P. Filomeno

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8PAGINA – MAGGIO/SETTEMBRE ’18 DALLA PUGLIA/BARI La Gazzetta della Puglia BARI – 10 giugno scorso le elzioni comunali si sono tenute in 45 comuni (su 258) della regione Puglia: il 17,4 per cento. Per 11 di questi è stato necessario tornare a votare il 24 giugno per il turno di ballottaggio. Sono state revocate le elezioni per i comuni di Manduria (TA) e Surbo (LE), i cui consigli comunali sono stati entrambi sciolti per infiltrazioni mafiose: andranno al voto dopo un lungo commissariamento. I comuni con popolazione legale superiore alla soglia dei 15 mila abitanti sono stati 14 su 45 (31,1 per cento) e per i quali viene applicato il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Comuni minori o uguale a 15mila abitanti, 31 su 45 (68,9%). Capoluoghi di provincia: 2, Barletta e Brindisi. Ecco i dati in dettaglio, provincia per provincia. Tra parentesi sono riportati i nomi dei sindaci eletti. In provincia di Bari hanno votato in otto comuni: Acquaviva delle Fonti (eletto sindaco Davide Francesco Ruggero Carlucci), Altamura (Rosa Melodia), Casamassima (Giuseppe Nitti), Conversano (Pasquale Antonio Mario Loiacono), Mola di Bari (Giuseppe Colonna), Monopoli (Angelo Annese), Noci (Domenico Nisi) e Toritto (Pasquale Regina). In provincia di Bat, tre comuni: Barletta (Cosimo Damiano Cannito), Bisceglie (Angelo Antonio Angarano) e Margherita di Savoia (Bernardo Lodispolo). In provincia di Brindisi, 8 comuni: Brindisi (Riccardo Rossi), Carovigno (Massimo Vittorio Lanzillotti), Francavilla Elezioni amministrative del 10 giugno Come è andata in Puglia ● DI P. FILOMENO Fontana (Antonello Denuzzo), Oria (Maria Carone), San Donaci (Angelo Marasco), San Pietro Vernotico (Pasquale Rizzo), Torchiarolo (Flavio Caretto) e Torre Santa Susanna (Michele Saccomanno). Provincia di Foggia, 10 comuni: Anzano di Puglia (Paolo Lavagna), Bovino (Vincenzo Nunno), Carapelle (Umberto Di Michele), Faeto (Michele Pavia), Peschici (Francesco Tavaglione), Pietramontecorvino (Raimondo Giallella), San Marco la Catola (Paolo De Martinis), San Nicandro Garganico (Costantino Ciavarella), San Paolo di Civitate (Francesco Marino) e Vico del Gargano (Michele Sementino). Provincia di Lecce, 10 comu- ni: Alezio (Andrea Vito Barone), Giurdignano (Monica Laura Gravante), Montesano Salentino (Giuseppe Maglie), Salve (Francesco Villanova), San Donato di Lecce (Alessandro Quarta), Sannicola (Cosimo Piccione), Santa Cesaria Terme (Pasquale Bleve), Spongano (Luigi Rizzello), Squinzano (Giovanni Marra) e Vernole (Francesco Leo). In provincia di Taranto, 6 comuni: Crispiano (Luca Lopomo), Lizzano (Antonietta D'Oria), Monteiasi (Cosimo Ciura), Palagianello (Maria Rosaria Borracci), Pulsano (Francesco Lupoli) e San Marzano di San Giuseppe (Giuseppe Taran- tino). Al ballottaggio, i risultati del centrosinistra sono stati sorprendenti: ha vinto dieci sfide su 11. Emiliano ha festeggiato, al Nazareno hanno esultato. Ma su 10 comuni conquistati solo un sindaco è dem, quello di Noci, nel Barese. Per esempio, il successo di Brindisi non ha premiato direttamente il Pd. Ha vinto il “modello Lazio”: alleanza con Leu, sguardo a sinistra e candidato civico (Riccardo Rossi). Il contributo dei dem è stato quindi marginale. Dappertutto, in Puglia, ha trionfato il civismo. Il M5s, presente in 19 comuni su 45, è riuscito a conquistare solo Crispiano, eleggendo sindaco Luca Loponto al primo turno. A Barletta, altro capoluogo di provincia al voto, ha vinto al primo turno il candidato del centro-destra Mino Cannita. PAPA FRANCESCO A BARI DALLA PUGLIA – Il santo Padre, sbarcato all’aeroporto Cristoforo Colombo, viene accolto da sua eccellenza monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bi- tonto; da Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia; da Marilisa Magno, prefetto di Bari e da Antonio Decaro, sindaco del capoluogo puglise. Trasferitosi alla basilica di san Nicola ha ricevuto i patriarchi salutan- doli singolarmente. Una mattinata intensa e piena di significato quella vis- suta il 7 luglio dalla città di Bari, tanto da far affermare al governatore della Puglia: «... giornata storica, non ac- cadeva da centinaia di anni». Oltre 70mila fedeli accorsi da tutta la regione, si sono ritrovati per pregare insieme a papa Francesco ed ai patriarchi. Entrando per ultimo in Basilica, il santo Pa- dre saluta membri della comunità dei Frati Domenica- ni, poi insieme ai patriarchi è sceso nella cripta della basilica per la venerazione delle reliquie di san Nicola ove ha acceso la lampada uniflamma. Dopo la funzione religiosa il santo Padre e i patriarchi in pullman hanno raggiunto la “Rotonda” sul Lungo- mare di Bari per una preghiera collettiva. Al termine dell’incontro di preghiera comune, il santo Padre e i patriarchi sono ritornati alla basilica di san Nicola per un dialogo a porte chiuse. Dopo il pranzo in arcivesco- vado papa Francesco si è congedato dai patriarchi per far ritorno a Roma. Prima di salire sul’elicottero, un vo- lo di colombe ha segnato simbolicamente la conclusio- ne del dialogo tra papa Francesco e i patriarchi per in- vocare la pace in Medio Oriente. CIRO TROCCOLI CAMPIONATO DI CALCIO 2018/19 Dalla B il Bari retrocede in serie D –BARI È successo quello che si temeva e che non do- veva succedere: il Bari è precipitato in D. Bastavano tre milioni di euro per la ricapitalizzazione, ma nessuno si è fatto avanti. O, diciamo meglio, la situazione si è trascinata tanto a lungo che, all’ultimo momento, è stato difficile trovare il salvatore o i salvatori della patria. Ed ecco il fallimento. La Fc Bari 1908, dopo 110 anni di storia calcistica, ha chiuso battente. I tifosi biancorossi sono disperati e arrabbiati. E a pensare che la ricca Juventus “regala” 120 milioni di euro in quattro anni a Rolando! Il mondo del calcio è proprio pazzo! La presidenza dell’imprenditore molfettese Cosmo Antonio Giancaspro, e con lui la classe politica e dirigente barese, ha portato la squadra nel baratro. Ha scritto il collega Giovanni Valentini, barese e tifoso del Bari: «Che tristezza e che vergogna, per tutti noi cittadini e tifosi baresi! La memoria torna con nostalgia ai fasti della serie A, quando la vecchia Bari di Erba e Cicogna trionfava allo stadio della Vittoria; quella insolente di Oronzo Pugliese sfidava le “big” da pari a pari, perché tanto “11 sono loro e 11 siamo noi, 22 gambe hanno loro e 22 ne abbiano noi”; o quella più recente di Enrico Catuzzi, Eugenio Fascetti, Antonio Conte e Giapiero Ventura metteva in campo un gioco moderno e piacevole, con la coppia centrale Bonucci-Ranocchia, entrando di diritto nella “top ten” della serie A. Fino all’exploit di Antonio Cassano, genio e sregolatezza, che aveva imparato a dribblare gli avversari nei vicoli malfamati di Bari vecchia» (“il Fatto Quotidiano”, 19 luglio 2018, p. 23). Molti cominceranno a rivalutare l’era dei Matarrese, che, nonostante le critiche, dal 1977 al 2011 e tra alti e bassi, seppero regalare ai tifosi un’epopea calcistica di tutto rispetto. Ora si sta pensando a un azionariato popolare, suggerito dai tifosi. Intanto la nuova società sta per costituirsi: una cordata di 15 imprenditori e un capitale iniziale di 1,5 milioni. È il punto di partenza per avviare l’azionariato popolare. Come si dice a Bari: «Dal guasto viene l'aggiusto». ■ Breve excursus del governo Lega-M5s, dal loro insediamento a oggi Tante le attese. E le risposte in arrivo? A settembre! ■ DALLA PRIMA (...) tavolino. Il dolo prevedeva l’inciucio tra la coalizione del centro-destra e il Pd di Renzi, con il M5s schiacciato in un angolo. Ma, si sa, a volte il diavolo si diverte: fa le pentole senza i coperchi. Così il Rosatellum, agendo da boomerang, ha azzoppato gli autori del dolo (Fi, Fdi, Lega e Pd) ed ha partorito – e meno male! – il governo Conte. Un ircocervo, è vero. Un mostro politico, è vero. Un qualcosa di inimmaginabile, è vero. Tuttavia è venuto al sole da quattro volontà strategiche: tre sì e un no. O, se volete, da tre sì politici (di Di Maio e Salvini in primis e di Berlusconi in secundis) e da un no impolitico (del Pd di Renzi). Vai a spiegarlo, a quest’ultimo, che la politica è realismo e non dispetto autolesionistico. Del resto, se fossimo andati subito a nuove elezioni, avremmo assistito alla cancellazione quasi totale delle forze politiche uscite già sconfitte il 4 marzo scorso. Sinora non abbiamo scritto niente che già non si sapesse. Tuttavia abbiamo voluto riassumere lo stesso il percorso che ci ha portati sin qui, visto che noi italiani abbiamo la memoria corta. Anche quella a breve termine, purtroppo. Del resto, non si può argomentare seriamente se si ignora la dinamica dei fatti accaduti. Si rischia di confondere le nostre illusioni o delusioni con la realtà. Co- me a noi pare che stia succedendo alla maggior parte dei mass-media. Il “Corriere della Sera” e “la Repubblica” sparano a zero contro il nuovo governo. Le testate di destra attaccano solo Di Maio e risparmiano Salvini. “Il Fatto Quotidiano” è l’unico che simpatizza per il M5s, ma non le risparmia qualche legnata. I talkshow, momentaneamente sospesi per la pausa estiva, hanno mitragliato anche loro contro lo stesso obbiettivo sino all’ultima puntata. In generale, si tratta di un’opposizione mediatica e pregiudiziale. Non c’è più, come una volta, la stampa di partito. I giornali si sono fatti partiti, spacciandosi per giornali di informa- zione. Il padre nobile (secondo alcuni, ignobile) di questa metamorfosi mediatica è stato Eugenio Scalfari con il suo giornale-partito “la Repubblica”. Suggeriva, e suggerisce ancora, chi doveva governare e dettava la linea. Ma in un Paese veramente democratico la vera opposizione al governo la devono fare le forze politiche. Fi e Fdi, avendo spedito Salvini nella terra degli infedeli, aspettano gli eventi con trepidazione. Il Pd di Matteo Renzi (non si sa ancora per quanto) sta a guardare sgranocchiando pop-corn. E così, anomalia nell’anomalia, a svolgere il salutare compito dell’opposizione sono alcune frange che agiscono all’interno dei due partiti del governo stesso. Strano, ma ovvio, se si pensa che Lega e M5s sono due formazioni politiche geneticamente diverse. Contrariamente a quanto immagina più di qualcuno, è proprio questa anomalia che terrà in piedi per lungo tempo il governo giallo-verde. A ogni frizione interna seguirà, di volta in volta, una mediazione riequilibratrice. Poi tutto, si capisce, può succedere. Specie in politica. P. F. ● Nella foto i due vicepremier da sx: Luigi Di Maio e Matteo Salvini

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La Gazzetta della Puglia DALLA PUGLIA/BARI 9MAGGIO/SETTEMBRE ’18 – PAGINA L’epidemia che da qualche anno imperversa nel Sud della Puglia Xylella, continua a decimare gli ulivi centenari ● DELL’AUTORE Dalla Puglia – Xylella, flagello del Salento. Il termine flagello è il più azzeccato per parlare di quello che, da qualche anno, sta decimando i centenari ulivi del Sud della Puglia. Un fenomeno mai visto prima. Intorno al quale si è sviluppata una polemica sul modo di affrontare e risolvere questa epidemia. Gli esperti non sono tutti d’accordo: c’è chi è per la eradicazione immediata, in linea con le decisione dell’Unione europea, e chi è convinto che si debbano praticare terapie mirate per combattere il morbo. Cambiano i governi, ma la protesta degli ambientalisti e la disperazione degli agricoltori rimangono. Intanto le zone infette risalgono piano piano verso il Barese, dove molti sono preoccupati. Il 19 luglio scorso il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, su invito del presidente della Regione, Michele Emiliano, è venuto nel Salento a toccare con mano lo stato delle cose. In mattinata, insieme a Emiliano, ha visitato i comuni di Cannole e Presicce, dove si stanno sperimentando dei metodi di salvataggio. A Cannole, dopo tre anni di interventi chimici a base di zinco e rame, si è ridotta al carica batterica del killer degli ulivi. A Presicce invece si sperimenta la tecnica degli innesti, utilizzando le varietà che si sono dimostrate più resistenti al batterio per venire in soccorso a quelle più bersagliate. Una sorta di piano B, di cui è bene tenere conto, rispetto al piano A, cioè all’abbattimento degli ulivi infetti nella zona cosiddetta cuscinetto. In seguito, presso la prefettura di Lecce, il ministro ha incontrato le associazioni degli agricoltori e i rappresentanti del mondo scientifico, politico-istituzionale e sindacale. Diversi gli interventi. Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha auspicato un accordo tra politici e tecnici per uscire dall’impasse quanto prima e mettere in campo valide misure di contrasto alla micidiale fitopatia. Il sindaco di Acquarica del Capo, Francesco Ferraro, agronomo e olivicoltore a sua volta, ha sollecitato risposte immediate ai cittadini esasperati. Il sindaco di Presicce, Riccardo Monsellato, ha ribadito agli organi decisionali la stessa richiesta dei suoi colleghi, al fine di evitare un imminente disordine pubblico provocato dall’esasperazione di agricoltori e imprenditori agricoli. A cantare fuori dal coro è stato invece l’assessore all’Agricoltura del comune di Galatone, Crocifisso Aloisi. Ha invitato il ministro a non credere a chi mette troppo facilmente in relazione xylella e disseccamento degli alberi. In sostanza, la xylella non esiste. L’essiccamento degli ulivi è da imputare ad altre cause. È quanto afferma anche il fondatore del M5s, Beppe Grillo. Grillo, sul proprio blog, ha ospitato un artico- lo della giornalista Petra Reski nel quale sostiene che non vi è nesso di causa effetto tra batterio e disseccamento. La causa starebbe piuttosto nell'utilizzo pluridecennale e dissennato di prodotti chimici. Sul punto, la risposta di Centinaio è stata chiara: chi mette in dubbio il rapporto causa-effetto tra batterio e disseccamento diffonde notizie false. Il ministro ha assicurato che farà di tutto per evitare che l’Italia arrivi alla procedura di infrazione. E si è impegnato a presentare un piano di contrasto alla xylella entro il mese di settembre. Infine ha promesso la tutela dei lavoratori agricoli e dei vivaisti italiani, che in alcune zone del mondo non riescono a esportare perché l’Italia non è «xylella free». L’eurodeputato Raffaele Fitto, nel suo intervento, ha ricordato la proposta da poco avanzata, con il collega Paolo De Castro, all’Ue: l’inserimento di circa 100 milioni di euro nel piano di sviluppo rurale per eradicazioni e ripopolamento. Intanto la giunta comunale leccese ha approvato la va- riazione di bilancio che consentirà a 37 aziende olivicole di ricevere somme a titolo di riconoscimento del danno subito (tra gennaio del 2014 e giugno del 2015) per un totale di 894mila euro. ■ ● Nelle foto: accanto al titolo il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinao a centro pagina xylella in contrada di Oria BARI – l 24 maggio, la Puglia ha celebrato la giornata regionale del diversamente abile, istituita con legge regionale 1/12/2003 n. 24. Un momento importante di riflessione si è svolto presso l’aula del consiglio regionale, per fare il punto della situazione e illustrare alcune importanti novità come quella rappresentata dalla figura del Garante tegionale dei diritti delle persone con disabilità, posizione ricoperta dal giovinazzese Giuseppe Tulipani. «Da oggi – ha detto Tulipani nel suo intervento - inizia questa avventura, in coincidenza con la giornata regionale del diversamente abile. Nel mio ruolo di garante, secondo i poteri che mi conferisce la legge e il regolamento numero 9, opererò lì dove venga commessa una discriminazione o venga leso un diritto a danno di una persona diversamente abile. Il mio ruolo, inoltre, mi impone di stimolare il consiglio regionale a intervenire per formalizzare leggi che fungano da veri e propri indicatori del benessere delle persone con disabilità». Durante la cerimonia è stato eseguito l’inno ai diversamente abili della regione Puglia, diretto dal compositore e pianista Paolo Curatolo con alcuni allievi “speciali”. E poi intervenuto Agostino Picicco, giornalista, scrittore, punto di riferimento Il 24 maggio nell’aula del consiglio dell’amministrazione pugliese A Bari la giornata regionale del diversamente abile per i pugliesi a Milano. Nella sua relazione ha illustrato la figura di Tulipani e il ruolo del Garante, mutuando le espressioni del comune maestro don Tonino Bello. Picicco ha così augurato a Tulipani che il suo impegno in questo nuovo incarico dovrà essere «operativamente competente, organizzativamente ramificato, altamente motivato, culturalmente fondato», attivandosi in questo ruolo «con dedizione, progettualità, dinamismo, senso delle istituzioni e spirito di servizio». A portare il saluto delle istituzioni è intervenuto il vicepresidente del consiglio regionale Peppino Longo, che ha illustrato il lavoro del consiglio, a livello legislativo, in favore delle persone con disabilità. Insieme ai rappresentanti di varie amministrazioni locali, erano presenti le associazioni “Il Centro del Sorriso” di San Severo (FG), “Il Manifesto Musicale” di Triggiano (BA) e “Autismiamo” di Taranto, che hanno fatto esibire giovani autistici. Per Giuseppe Tulipani, do- po anni di intensa attività a favore della categorie più svantaggiate, si tratta del- l’inizio di un nuovo per- corso, carico certamente di responsabilità. Nella circo- stanza ha presentato e spiegato il logo del Garan- te, approvato qualche ora prima dal consiglio di pre- sidenza. Moderatrice dell’intensa mattinata è stata la giorna- lista Annamaria Natalic- chio. ■ ● Nella foto: l’intervento del giornalista Agostino Picicco Premio internazionale “Pugliesi nel Mondo” Dalla Puglia - Sarà Alberobello, la città dei trulli, ad ospi- tare la IX Edizione del prestigioso premio internazionale "Pugliesi nel Mondo". La manifestazione si svolgerà nel Teatro dei Trulli (nella foto) nella giornata di sabato primo dicembre 2018. Con- duttrice dell’evento, la foggiana Manila Nazzaro, unica Miss Italia pugliese sino ad oggi. L’evento, che viene sempre patrocinato da numerosi enti istituzionali regionali, nazionali e internazionali (ministe- ro degli Affari Esteri, ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Puglia, amministrazione- ne comunale della città ospitante e che collabora, ecc....) sarà occasione per promuovere insieme col territorio fia- besco di Alberobello, anche il Sud Barese e la Valle d'Itria con le sue aziende e loro prodotti. In questo periodo, inoltre, sarà possibile organizzare ini- ziative collaterali (culturali, artistiche, culinarie, sportive ecc...) e saranno coinvolti associazioni ed enti di ogni ge- nere presenti sul territorio. La manifestazione, che vedrà la partecipazione di illustri corregionali che arriveranno anche da altre regioni e pae- si lontani, assicura una notevole visibilità nazionale e in- ternazionale per i partner che vorranno sostenere spon- sorizzando l'iniziativa, con la presenza, peraltro, di mass media e rappresentanti istituzionali italiani ed esteri. Eventuali candidature da proporre alla commissione esa- minatrice per la premiazione, devono essere inviate,insie- me a un proprio Cv., via email a: segreteria@puglianel- mondo.com oppure per posta ad Associazione Interna- zionale Pugliesi nel Mondo, via Carlo Sforza n. 2/D 70023 Gioia del Colle (BA) Italia. ■

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CRAC DEL COMUNE 1 0PA G I N A – MAGGIO/SETTEMBRE ’18 DALLA PUGLIA/SALENTO La Gazzetta della Puglia Sindacati, ambientalisti e acquirenti tutti insieme col ministro Caso Ilva, finalmente Di Maio ha firmato l’accordo TARANTO – Quanti capitoli devono essere ancora scritti prima che si arrivi alla fine del lungo libro intitolato “Ilva”? L’ultimo, in corso di scrittura, introduce un altro colpo di scena: l’Associazione nazionale anticorruzione (Anac) ha rilevato delle criticità nella gara che ha affidato il siderurgico alla multinazionale franco-indiana Arcelor Mittal. Per Emiliano è una vittoria politica. È da mesi che segnala procedure irregolari nella gara di assegnazione alla Arcelor Mittal, senza essere ascoltato. Anzi, passando per rompiscatole e litigando con Carlo Calenda, l’ex ministro dello Sviluppo economico. Con Luigi Di Maio, che è subentrato a Calenda, c’è stato invece subito intesa, anche perché il “governo del cambiamento” vuol dimostrare di cambiare sul serio. Altrimenti, ci perde la faccia. Ma il rischio che si corre, se l’operazione non va in porto, è grosso. Se si dovesse arrivare alla revoca dell’assegnazione ad Arcelor Mittal, per riaprire nuove trattative (ammesso che ci siano altri acquirenti), la penalizzazione sarebbe a nove zeri: 4 miliardi di euro. Tutti sperano che tutto fini- sca bene: per gli operai, per l’ambiente, per Taranto e per lo stesso Emiliano. Soprattutto per i primi, la cui cassa integrazione scade a breve. Come è noto, la posta in gioco è alta. Siamo di fronte a 14mila operai (esattamente 13.800) attualmente assunti, più 5mila dell’indotto. L’Arcerol Mittal si è già impegnata a riassumerne 10,5mila e a stanziare 4,2mld per manutenzione e ambientalizzazione. Mentre scriviamo, arrivano importanti aggiornamenti sul fronte dell’acciaio: la Arcelor Mittal, dopo la presa di posizione dei sindacati e l’intervento di Cantone, ha ripreso la trattativa. È disposta a ridurre il numero degli esuberi e a trovare una via più efficace per diminuire l’inquinamento. Il ministro Di Maio è soddisfatto, ma a metà: ha fatto sapere che sul numero degli esuberi ancora non ci siamo. Si parla di farli scendere sino a 3mila unità, ricorrendo agli incentivi finalizzati all’esodo. Poi di applicare gli ammortizzatori sociali sino al 2023 e della possibilità di riassorbirli alla fine del piano industriale. Ma questa, comunque, è una questione che il colosso dell’acciaio sa che va definita soprattutto con i sindacati. Concreti invece gli impegni relativi al piano ambientale. Vengono anticipate al 2020 alcuni interventi previsti entro il 2023: per esempio, la copertura dei parchi minerari (da cui si sprigionano le polveri inquinanti) e la pavimentazione del parco Loppa; installazione di nuovi filtri sui camini per ridurre le emissioni; impegno a non superare 6 milioni di tonnellate l’anno prima della conclusione del piano ambientale; impegno di tecnologie “low carbon”, cioè a gas, qualora in futuro si dovesse superare una produzione di 8 tonnellate annue. Offerta migliorativa, senz’altro. Intanto il ministro Di Maio, gelando tutti, ha avviato la procedura di un eventuale annullamento della gara in autotutela. Sembra essere un atto dovuto, che ha l’effetto di aumentare le pressioni sul gruppo acquirente. Entro agosto i tecnici del ministero daranno una risposta a Di Maio. Il 26 luglio di sei anni fa la magistratura tarantina sequestrò l’aria a caldo dell’Ilva. D’allora non c’ stato un giorno senza una polemica intorno alla migliore cura da applicare al moribondo complesso siderurgico più grande d’Europa. Gli ambientalisti più radicali ne hanno addirittura invocato la chiusura. Sì, è facile parlare. Ma dove vanno a finire i ventimila dipendenti, tra Ilva e indotto, che oggi portano il pane a casa? La soluzione sta nel trovare un valido compromesso tra salute e occupazione. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, intervistato: «Quando la magistratura scardinò un certo modo di fare industria nel Mezzogiorno, la classe dirigente locale e nazionale avrebbe potuto agire in maniera più laica e illuminata. Invece, nelle difficoltà crescenti di lavoratori, indotto e famiglie tarantine, un certo modo di fare po- litica e utilizzare strumentalmente l’ambientalismo ha lacerato questa comunità, l’ha riempita di improduttivo odio e discredito. Ma non tutto è stato vano, ora siamo all’ultimo miglio e agendo sui contenuti dei vari accordi e su un più equilibrato sistema di relazioni tra tutti i portatori di interesse, saremo in grado di concretizzare il messaggio coraggioso e la responsabilità che la magistratura ci consegnò sei anni fa» (“Corriere del Mezzogiorno”, 26 luglio 2018, p. 3Ba). Quadro sintetico perfetto e giudizio saggio. Intanto, mentre stiamo chiudendo questo numero apprendiamo da una nota di agenzia che finalmente è stato raggiunto un accordo che pone fine a quasta annosa vicenda. P. FIL. ● Nella foto (al lato del titolo): il vicepremier on. Luigi Di Maio PER IL 3° ANNO Castellaneta “Regina del turismo” DALLA PUGLIA – Castellaneta, “Regina del turismo in provincia di Taranto”, esempio più che positivo non solo per la regione Puglia ma soprattutto per l’economia che con il turismo ne sta traendo vantaggio. L’agenzia regionale Puglia Promozione ha pubblicato i dati delle presenze turistiche registrate nel 2017. Per il secondo anno consecutivo i numeri delle presenze nella provincia della città bimare sono in crescita e Castellaneta si conferma così la meta preferita dell’arco ionico, con poco più di 354mila presenze. Un successo determinato in particolare dal mare e dalla grande offerta di posti letto, tra villaggi e alberghi presenti sulla costa. «Un risultato positivo per il nostro territorio – commenta il primo cittadino di Castellaneta, Giovanni Gugliotti – che, dai primi segnali sulle prenotazioni 2018, sarà confermato anche quest’anno». Auspicio confermato. ■ Edizioni Grifo - Autori Salvatore Imperiale e Antonio Resta Sciucamu a tuddi Guida ai giochi tradizionali salentini Con che cosa giocano i bam- bini e gli adolescenti di oggi, è sotto gli occhi di tutti: cel- lulari, computer, smartphon, playstation. Vi- deogiochi, inventati e pro- dotti dai più sofisticati mar- chingegni tecnologici. Che costringono a stare fermi, per ore, davanti a schermi lampeggianti e a subire mar- tellanti suoni elettronici. Di- gitano in maniera compulsi- va, con facce contratte e sguardi alienati. Spesso soli, al più collegati a distanza con altri coetanei. Chiusi in un mondo virtuale, con poca creatività. E colpiti da incipienti malanni, tra cui l’obesità e la psicodipendenza. Tutto grazie al crescente benessere e al rapido sviluppo tecnologico. Ma c’è stato un tempo, che è durato sino agli anni Sessanta del Novecento, in cui i bambini e i fanciulli giocava- no e si divertivano senza andare incontro a danni e alienazioni. Vivevano sicuramente in una società più povera, ma crescevano più sani e creativi. Com’erano quei giochi? Chi ha una certa età se li ricorda. Anzi, ne è stato protagonista. Chi scrive è uno di essi. A darne conto, almeno per il Salento, è l’interessante lavoro di Salvatore Imperiali e Antonio Resta: “Sciucamu a tuddi. Guida ai giochi tradizionali salentini”, Edizioni Grifo, 2015, pp. 125). “Sciucamu a tuddi” (“Giochiamo a sassolini”) era un tipico gioco femminile, che è minuziosamente spiegato alle pagine 62-64. Il libro è frutto del contributo di più autori. Salvatore Imperiali (Neviano, 19101995), medico condotto, poeta dialettale e conoscitore delle tradizioni salentine. Autore de “Il mondo perduto” (Lecce, Edizioni del Grifo, 1998), da cui sono tratti i giochi della sua infanzia e inseriti nel presente volume. Antonio Resta (Neviano, 1950), scrittore, che ha arricchito il testo riportando i giochi tradizionali più recenti (di sicuro gli ulti- mi, prima che si estinguessero del tutto). Luigi Cannone (Lecce, 1955), pittore e appassionato studioso del folclore locale, che ha illustrato i giochi con 20 tavole a inchiostro. In sedici capitoletti vengono passati in rassegna le numerose attività ludiche del tempo che fu. A partire dai giochi dell’infanzia, in cui era la mamma che giocava col figlioletto. Poi si passa alle favole e alle filastrocche, alle carte, ai soldi, ai bottoni, alle biglie di vetro, alle figurine, alla trottola (lu rùculu), al monopattino (lu motopattinu), alla fionda (la frèccia) e via elencando. Giochi poveri, fatti con materiali di fortuna. Con tanta manualità e altrettanta fantasia, si costruivano pistole, fucili e spade di legno, cerbottane da un pezzo di canna, carrettini da pale di fichidindia, carrarmati da un rocchetto di cotone. Giochi semplici e socializzanti, che si svolgevano all’aperto. Alcuni di essi sono durati secoli. Come la lippa, di cui ci sono testimonianze nel Cinquecento. Come i cinque sassolini e la trottola: ci giocavano persino i fanciulli dell’antica Grecia. Questi giochi ora non ci sono più. Svaniti con il declino del mondo contadino. Oggi le strade sono piene di traffico e i marciapiedi pavimentati e invasi da passanti frettolosi e tavolini selvaggi. Un mondo nevrotico, materialista, individualista, in cui ognuno “gioca” per sé e ignora gli altri. Il libro ha senz’altro il merito di far nascere nostalgia nelle generazioni più anziane e, credo, curiosità in quei pochi giovani che leggono. Scrive l’editore, nella premessa: «È un “come giocavamo” che implica un “come eravamo”. Così, nonni e padri potranno riandare con la memoria al mondo della loro fanciullezza, ritrovare o ricreare personaggi e situazioni, momenti spensierati e divertenti. I lettori più giovani, da parte loro, potranno scoprire un mondo sconosciuto, lontano anni luce, nelle condizioni di vita, dal loro mondo tecnologico e nondimeno cronologicamente assai vicino» (p. 4). Ben detto. P. FIL.

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La Gazzetta della Puglia DALLA PUGLIA/SALENTO 11MAGGIO/SETTEMBRE ’18 – PAGINA Storia e cultura strappate alla decadenza Rinasce l’abbazia di Santa Maria di Cerrate –DALLA PUGLIA L’abbazia è una comunità di monaci o di monache canonicamente eretta e governata da un abate o da una abadessa. Il nome abbazia venne diffuso dai benedettini. L’abbazia benedettina è per definizione un organismo autonomo. Questo principio di autonomia fu profondamente alterato al tempo della riforma cluniacense: Cluny (centro della Francia, nella Borgogna. La città deve la sua origine alla celebre abbazia fondata nel 910) infatti raggruppò sotto la sola direzione del suo abate tutti i monasteri affiliati. La riforma cistercense che seguì mantenne un’unione tra abbazie riformate, ma sotto una forma federativa meno rigida di quella di Cluny. La ricchezza e la potenza delle abbazie durante l’alto medioevo (secc. V – X) le fecero divenire centri influenti di signorie, e alcune furono trasformate in vescovati. L’importanza religiosa, economica, politica e culturali delle abbazie cominciò a decrescere a partire dal XIII secolo, in concomitanza con lo sviluppo delle città, degli ordini mendicanti e delle università. A Santa Maria di Cerrate, il complesso abbaziale incastonato fra gli ulivi nel leccese, rinasce. Nel 2012, grazie a un accordo con la provincia, l’abbazia è stata affidata al Fondo per l’Ambiente Ita- liano (Fai), e dopo anni di restauro, è stata recentemente riaperta ai visitatori e al culto. Costruita dai monaci in fuga dall’iconoclastia (violenta e radicale condanna del culto e dell’uso delle immagini sacre) orientale, si trasformò in un dei più importanti centri di unione della cultura orientale ed occidentale, grazie alla biblioteca e allo scriptorium dove venivano trascritti gli antichi testi. «Qui – dice il presidente Fai, Andrea Carantini – c’è ancora tanto da scoprire, ci sono molti graffiti da interpretare e trascrivere, c’è da scavare più in profondità per risalire agli albori di questo insediamento». Dal mese di giugno 2018 è possibile soggiornare nelle due camere allestite sopra la casa del massaro, un modo per autofinanziarsi. La rinascita del complesso abbaziale pugliese è un bell’esempio di collaborazione tra enti statali, tra chi intuisce la possibilità e chi è in grado di concretizzarle. Ci domandiamo perché la stessa cosa non debba funzionare per tanti beni pubblici in disuso, abbandonati e fatiscenti, spesso ubicati anche nei centri storici nella nostra Italia. Il punto vero riguarda l’incapacità delle classi dirigenti e politiche nel perseguire una linea di risanamento indicando scelte, tempi e strategie per la ristrutturazione e la valorizzazione di un patrimonio che molti paesi al mondo ci invidiano. Serve per questo da parte delle istituzioni – va detto francamente – un impegno forte e assunzione di responsabilità per promuovere gli interventi necessari, coinvolgendo soprattutto le forze economiche e sociali. G. CARPENTIERI ● Nella foto: la basilica di Santa Maria di Cerrate completamente ristrutturata dal Fai La porpora questa volta è andata a un nostro coorregionale Nominato cardinale il pugliese De Donatis –DALLA PUGLIA È nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di Nardò-Gallipoli. Alunno prima del seminario di Taranto e quindi del Pontificio seminario romano maggiore, ha compiuto gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la licenza in teologia morale. Ordinato sacerdote nel 1980 per la diocesi di Nardò-Gallipoli, dal 1983 è incardinato nella diocesi di Roma. Al concistoro del 28 giugno u.s., nella solenne cornice della basilica di san Pietro, papa Francesco ha creato 14 nuovi cardinali. Tra questi com’è noto, l’arcivescovo Angelo De Donatis. Fino a due anni e mezzo fa era parroco a Roma. Poi è stato il pontefice a nominarlo vicario generale del papa per la diocesi di Roma, oltreché arciprete della basilica lateranense, salendo così alla di- gnità di arcivescovo. Nominato vescovo ausiliare da Francesco il 14 settembre 2015, il papa volle consacrarlo personalmente, cosa del tutto inusuale, il 9 novembre successivo nella basilica di san Giovanni in Laterano. «Accolgo questa chiamata del Signore e della Chiesa – disse De Donatis – con u- miltà profonda e sincera, consapevole dei miei peccati e dei limiti, e mi metto nelle Comunicato importante A breve l’indirizzo della nostra redazione si trasefrirà in via Correggio n. 19 20149 - Milano - sue mani». Nella funzione di vicario del papa per la diocesi di Roma è entrato in carica il 29 giugno 2017, giorno dei santi Pietro e Paolo, prendendo il posto del cardinale Agostino Vallino, dimessosi per età. Quello di giovedì 28 giugno 2018 è stato il quinto concistoro indetto da papa Francesco. Gli altri nel febbraio 2014, nel febbraio 2015, nel novembre e nel giugno 2017, con la creazione di 57 cardinali. Al neo-cardinale vanno i nostri migliori auguri per una proficua e serena missione apostolica. G. CARPENTIERI IL CORSIVETTO DELLA VIGNETTA «Governo giallo-verde» ■ DALLA PRIMA (...) meno semplice di quanto appaia. Se la camicia rimboccata del braccio a destra è verde e quella a sinistra è gialla, non lo è per caso. Se il braccio di destra non è più possente di quello di sinistra, come invece sembrerebbe essere nella realtà, neanche questo lo è per caso. Né lo è per caso la posizione statica del braccio di ferro giallo-verde. I segni cinetici mostrano uguale sforzo muscolare. Tutto il contrario di quello che la vulgata vuole: un vantaggio del capo dei leghisti sul capo dei pentastellati. A nostro parere, la vignettista ha ragione. In apparenza, Salvini sembra il più forte: toni alti, piglio autoritario, corporatura massiccia, modo di fare da scaricatore di porto. Un macho. Di Maio il contrario: snello, meno alto, eloquio misurato, volto pulito, aspetto da bravo ragazzo. Sempre in apparenza. Nei fatti, la musica cambia: entrambi hanno a disposizione delle vere e proprie santebarbare. Da svuotare. Ma l’uso delle armi risale a prima della formulazione del governo. Quando lottavano su chi doveva essere il presidente del Consiglio. Allora minacciarono più volte il ritorno alle urne. Poi, con la mediazione tormentata e difficile del Quirinale, è nato il governo più strano e a rischio continuo della storia della Repubblica. Ma altro non si poteva fare. L’alternativa era il ritorno al voto, che sarebbe stato ancora peggio. Appena salito al Viminale, Salvini attacca la Tunisia sulla questione degli immigrati, provocando una mezza crisi diplomatica. Dichiara la chiusura dei porti italiani e impone lo stop alla Aquarius. Si dice contrario ai limiti di spesa nell’uso del contante. Chiede il censimento dei rom, sollevando un vespaio di polemiche. Propone la sanatoria fiscale per le cartelle sotto i 100mila euro. Minaccia di togliere la scorta allo scrittore Roberto Saviano, che per tutta risposta lo definisce “ministro della malavita” di salveminiana memoria. Si schiera contro l’uso dei vaccini obbligatori. Detta l’agenda politica, invadendo di continuo i campi di competenza dei colleghi di governo e dello stesso premier. Insomma, è letteralmente scatenato. Cose mai viste da parte di un ministro italiano. Al punto che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un’occasione è costretto a intervenire. “Famiglia cristiana” arriva a definirlo addirittura Satana. Di Maio, con stile e modi diversi, non è da meno quanto a sparate e a risposte a tono contro Salvini. Sulla storia del contante rintuzza che non è previsto nel contratto di governo (Salvini ingoia il rospo e spiega che la sua è solo “un’idea personale”). Sul censimento dei rom, Di Maio ribatte: «Le cose incostituzionali non si possono fare». E aggiunge: perché non censiamo i raccomandati della Pubblica amministrazione? L’allusione è alla Rai. A difesa dello scrittore Saviano interviene Roberto Fico, presidente della Camera, a dargli una mano. Lo stesso fa Giulia Grillo, ministro della Salute, sui vaccini. E Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, sulla chiusura dei porti. Il vice-premier pentastellato non si ferma qui. Propone il riconoscimento dell’attività dei “riders”, i fattorini in bici che fanno le consegne, la chiusura dei negozi la domenica e la connessione gratis a Internet – mezz’ora al giorno – per chi non può permettersela. Ritornando alla vignetta, come finirà la sfida? Siamo sicuri che alla fine ci sarà un vincitore e un vinto? Entrambi devono rendere conto ai loro rispettivi elettorati, diametralmente opposti ma similmente anti-establishment. Stramazzati sul tavolo? Ipotesi nient’affatto fantapolitica. Il guaio è che al loro destino è legato anche quello del Paese. P. FIL.

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1 2PA G I N A – MAGGIO/SETTEMBRE ’18 GAZZETTINO SPORTIVO La Gazzetta della Puglia Campionati di calcio leghe professionisti: serie A e B che si disputano nei nostri stadi, con riferimento alla Puglia (a pag. 6) Calendario 2017/2018 di tutti gli incontri

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La Gazzetta della Puglia LEX SEMPER LOQUITUR 13MAGGIO/SETTEMBRE ’18 – PAGINA ROMA – Novità in arrivo per le Partite Iva: il sito delle piccole-medie imprese pmi.it evidenzia come il ministero dell’Economia stia studiando un provvedimento che escluda i contribuenti minimi che rientrano nel nuovo regime forfettario dall’obbligo di fatturazione elettronica e che allarghi la platea di coloro che possono fruire dell’aliquota agevolata al 15% (5% per le startup), alzando l’asticella del tetto di ricavi annui da 50mila a 65mila. La misura – anticipata dal sottosegretario del ministero dell’Economia, Massimo Bitonci – potrebbe trovare posto in un emendamento allo stesso decreto Dignità, o in un prossimo decreto estivo. Dovrà essere autorizzata da Bruxelles. Su questo punto, però, Bitonci è fiducioso: «Molti Paesi hanno ottenuto dalla commissione UE l’allargamento ad oltre 100mila euro e quindi l’ampliamento dei limiti d’accesso è qualcosa di più di una ipotesi e vorremmo che partisse dal primo gennaio 2019, insieme alla flat tax per imprese e professionisti, con tutte le semplificazioni legate al nuovo regime: no contabilià, no dichiarazione Iva ma solo Imu, no redditometro e no spesometro». Tra le semplificazioni che verrebbero introdotte per i soggetti a cui si applicherà la nuova flat tax, oltre all’e- Riportiamo le ultime previsizioni in merito alle partite Iva Minimi senza obbligo di fattura? sclusione dagli adempimenti Iva, all’abolizione dello spesometro e degli studi di settore e all’abolizione della contabilità, vi sarebbe anche l’eliminazione dell’obbligo di fatturazione elettronica. «Per i piccoli si tratterebbe di eliminare quest’obbligo, o comunque di un’introduzione soft rispetto a quanto previsto dalla normativa, la cui decorrenza è fissata al primo gennaio. Io da commercialista ritengo molto onerosa l’introduzione della fatturazione elettronica. Mentre i grandi possono anche attrezzarsi, i piccoli dovrebbero delegare il dottore commercialista a fare l’adempimento, con un aggravio di costi». A ciò vanno aggiunte alcune precisazioni sui prelievi e versamenti. D’ora in poi appunto i prelievi e i versamenti bancari per importi pari o superiori a 10mila euro saranno segnalati a Bankitalia. Non si tratta di una comunicazione in base alla quale scattano controlli o indagini, ma un’informazione che va a far parte del patrimonio di dati utilizzato in chiave antiriciclaggio o di lotta a terrorismo e fenomeni di criminalità int ernazionale. Le transazioni La soglia dei 10mila euro riferita alle transazioni è stata fissata da Bankitalia e inserita in un documento con le “Istruzioni in materia di comunicazioni oggettive”, pubblicato sul sito dell’istituto centrale e sottoposto a consultazione pubblica. Le indicazioni sono rivolte alle banche, alle poste, agli istituti di moneta elettronica e a quelli di pagamento. Chi deve comunicare L’obbligo di comunicazione riguarda: - banche; - istituti di moneta elettronica; - stituti di pagamento; - Poste Italiane. Queste comunicazioni vanno a formare una banca dati che viene utilizzati per individuare, eventualmente, clienti sospetti. L’operazione non viene considerata sospetta se non presenta colle- gamenti con altre operazioni di tipologia sospetta o non è effettuata da clienti con profilo a r ischio. Cadenza mensile Con cadenza mensile banche, uffici postali, istituti di moneta elettronica sono tenuti a inviare all’Uif «una comunicazione contenente ogni operazione, anche occasionale, di movimentazione di denaro contante di importo pari o superiore a 10mila euro eseguita nel corso del mese solare, anche se realizzata attraverso più operazioni singolarmente pari o superiori a 1.000 euro da parte dello stesso cliente o esecutore». Vengono quindi prese in considerazione anche eventuali operazioni “cumulate” nel medesimo periodo, singolarmente pari o superiori a 1.000 euro effettuate da parte dello stesso cliente o esecutore. (Fonte: QuiFinanaza) ● Nella foto: il sottosegretario al ministero dell’Economia Massimo Bitonci La Consulta assolve Michele Emiliano Finalmente è finita l’attesa per Michele Emiliano già sin- daco del capoluogo pugliese e attuale presiedente della re- gione Puglia. Da tempo atten- deva che la magistratura - come si suole dire - gli ren- desse giustizia. Infatti la Corte costituzionale ha dichiarato «non fondate le questioni di legittimità costi- tuzionale riguardanti l’illecito disciplinare che vieta l’iscri- zione o la partecipazione si- stematica e continuativa dei magistrati a partiti politici». Tanto si legge in una nota della stessa Consulta, chia- mata ad esprimersi in rela- zione alla vicenda che vedeva coinvolto Michele Emiliano, magistrato in aspettativa, fi- nito sotto processo discipli- nare davanti al Csm per aver violato il divieto per i magi- strati di iscriversi a partiti po- litici. ■ Ecco come cambiano le regole Certificato di revisione auto RISPONDE LO STUDIO TEDESCHI COMMERCIALISTI IN MILANO ROMA – Riguardo ai dati da trascrivere sulla carta di circolazione al termine di ogni procedura di revisione, Aci e Motorizzazione dovranno obbligatoriamente rilasciare al proprietario del veicolo, il documento aggiornato che deve certificare l’avvenuta revisione, o meglio, il cosiddetto “certificato di revisione”. Il personale tecnico dovrà quindi consegnare e annotare l’esito dei controlli effettuati e dei chilometri effettivi. Tutti questi dati saranno registrati sul portale dell’automobilista. A far tempo dal prossimo 20 maggio 2018 e non oltre il 20 maggio 2021, i centri di revisione, dovranno comunicare per via elettronica al ministero dei Trasporti (Motorizzazione), i dati contenuti in ciascun certificato di revisione rilasciato dallo stesso centro. Anche se non è ancora certo, molto probabilmente questa procedura dovrebbe diventare del tutto obbligatoria a partire dal 20 maggio 2018: termine quest’ultimo entro il quale il nostro Paese dovrà adeguarsi alle nuove disposizioni sulla revisione, sancite con la direttiva Ue n. 2014/45. I DATI DEL NUOVO CERTIFICATO DI REVISIONE - Numero di identificazione del veicolo; - targa del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione; - luogo e data di revisione; - lettura del contachilometri al momento del controllo; - categoria del veicolo; • carenze individuate e livello di gravità; - risultato del controllo tecnico; - data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato di revisione; - nome di chi ha provveduto ad espletare le verifiche, firma o dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo. LA SCADENZA DELLA REVISIONE La revisione ha (nella maggior parte dei casi) una scadenza biennale. Ma, nel caso si tratti di un’auto nuova sarà necessaria un’immatricolazione. Solo in questo caso la prima revisione andrà e- seguita la prima volta dopo 4 anni dall’immatricolazione e le successivamente ogni due anni. Diverso per quanto riguarda un’autovettura usata: in questo caso la revisione andrà eseguita direttamente ogni due anni. Per quanto riguarda taxi e ambulanze il controllo annuale. I COSTI DELLA REVISIONE Il costo della revisione auto, non ha subito variazioni è stabile da circa 10 anni. Di seguito la tabella aggiornata: vi è la probabilità di un eventuale ma ancora ipotetico aumento di 10 euro sull’onere complessivo della revisione, sia per auto che per moto, arrivando quindi ad una spesa totale che ammonterebbe a 76,88 euro contro i soliti 66,88. Di cui: 45 euro alla Motorizzazione; 65,25 euro agenzia Aci: 66,80 centri di revisione e officine autorizzate (di cui 45 euro per costo di revisione + 9,90 euro di Iva 22% + 10,20 euro: diritti Motorizzazione + 1,80 euro: bollettino postale). ■ AVVISO AI NOSTRI LETTORI Lo studio TEDESCHI & Partners - Commercialisti in Milano cura la pagina (Lex Semper Loquitur). I lettori pertanto sono pregati di rivolgere le loro domande in materia fiscale direttamente a: Tedeschi & Partners, via Correggio n. 19 - 20144 Milano o telefonando allo 02.45485155. Cosa succede se non si passa la revisione Se l’auto non risulta idonea alla revisione, possono verificarsi tre condizioni. 1)- RIPETERE: l’auto non passa una o più prove e deve essere riparata prima di ri-effettuare la revisione. Le riparazioni vanno effettuate entro un mese e la revisione deve avvenire nello stesso centro e va pagata nuovamente tutta la procedura. 2)- RIPETERE, SOSPESO DALLA CIRCOLAZIONE: le prove hanno evidenziato guasti piuttosto gravi e ritenuti troppo pericolosi per autorizzare la libera circolazione del veicolo. In questo caso bisogna riparare in breve tempo l’auto e pagare una seconda revisione. 3)- SOSPESO INTERNO: se durante la revisione vengono segnalati guasti di entità minima, la revisione viene sospesa temporaneamente per effettuare le dovute operazioni e tutti gli accertamenti dovuti, riguardo al corretto funzionamento di ogni singola parte meccanica. Limite contanti 1.000 euro per assegni money transfer L’aumento della soglia a 3000 euro, deciso dalla legge di stabilità, non si applica ai seguenti strumenti di pagamento: • assegni bancari e postali, vaglia postali e cambiari soglia rimane a 999,99 euro e le banche obbligatoriamente sono tenute al rilascio di libretti di assegni bancari e ad emettere assegni circolari muniti già della clausola “Non trasferibile”. Tale clausola sugli assegni bancari e circolari, è obbligatoria per quelli emessi dal 6 dicembre 2011 per importi pari o superiori a 1.000 euro. Gli assegni emessi con tale clausola devono riportare sempre il nome o la ragione sociale del beneficiario. Il cliente può chiedere in forma scritta alla propria banca, il rilascio di libretti di assegni bancari o l’emissione di assegni circolari in forma libera, ovvero, senza la clausola di non trasferibilità, con l’applicazione di un’imposta di bollo, pari a 1,50 euro. In ogni caso, dal 6 dicembre sugli assegni per importo pari o superiore a 1.000 euro deve essere obbligatoriamente apposta la clausola “Non trasferibile”. Stop ai seggiolini senza schienale Permangono le disposizioni (vigenti dall’estate 2017), che nella seconda fase della riforma riguarda i seggiolini auto destinati ai bambini a partire dai 100 cm di altezza in poi. La novità più importante è che permane il divieto della vendita di seggiolini auto senza schienale, perciò tutti i booster (i cosiddetti alzabimbo) dovranno essere dotati di schienale. Inoltre, non sarà più obbligatorio il “sistema Isofix” per i bambini da 1 metro a 1 metro e mezzo di altezza, per cui i genitori saranno liberi di scegliere le modalità di installazione che prediligono. Per chi viaggia all’estero con i bambini è bene conoscere i parametri di riferimento per le regole sui passeggini auto. In Italia, tale termine è fissato a 150 cm. (fonte ANSA) Quando è possibile pagare in contanti oltre i 3.000 euro? Premesso che il trasferimento di contanti, libretti di deposito e titoli al portatore il limite massimo rimane 3.000 euro, tra soggetti diversi, ricordiamo i casi in cui invece è possibile effettuare pagamenti in denaro contante oltre i 3000 euro e sono solo ed esclusivamente quelli operati nei confronti di: Operatori di commercio al minuto e agenzie di viaggio e turismo: autorizzati a ricevere pagamenti di beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia. •Prelievi conto corrente: non cambia nulla ma sono stati introdotti de nuovi limiti prelievi in contanti sul conto corrente. •Il limite di pagamento del canone di affitto in contanti, è fino a 3.000 euro in quanto la legge di stabilità 2016 ha eliminato l'obbligo di pagare i canoni di locazione di unità abitative con strumenti idonei alla tracciabilità dei pagamenti come anche l’obbligo per i soggetti della filiera dei trasporti ad effettuare i pagamenti dei corrispettivi relativi ai contratti di trasporto su strada utilizzando strumenti elettronici. A CURA DI GIULIA TEDESCHI

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1 4PA G I N A – MAGGIO/SETTEMBRE ’18 GAZZETTINO MEDICO La Gazzetta della Puglia Suggerimenti e indicazioni da seguire nell’avvicendarsi delle 4 stagioni HIPPOCATRES Una alimentazione corretta per essere più longevi ● A CURA DEL MAGGIORE GENERALE (r.) E. I. DOTT. SAMUELE VALENTINO Nell’avvicendarsi delle 4 stagioni questa volta ci soffermiamo su quella estiva. L’estate: la stagione dei colori e dei sapori più eccitanti, dal punto di vista olfattivo, visivo e gustativo. A causa dell’elevata sudorazione, è importante bere molto e mangiare cibi rinfrescanti, ricchi di vitamine, di sali minerali, e che non affatichino troppo il processo digestivo del nostro corpo. Via libera dunque, a verdura e frutta, preferibilmente di stagione. Ecco allora alcuni consigli per una alimentazione estiva sana e completa. Partendo dalla frutta si può ricordare come l’anguria sia un frutto particolarmente dissetante, diuretico e disintossicante; ottimo integratore di vitamine (in particolare la vitamina C), e in questo senso è un ottimo sostituto degli agrumi, e dei sali minerali che solitamente si perdono con il sudore. Ottimo anche il melone, profumatissimo e dalla polpa aranciata. Consumato come antipasto, favorisce la diluizione di succhi gastrici. Il melone è considerato un frutto estremamente dietetico: per il suo elevato contenuto di zuccheri, regala una buona dose di energia, con un apporto calorico insignificante; ha un notevole contenuto di vitamine, in particolare la B e la C e di proteine. Ricca di fosforo e manganese, potassio e vitamine (81,82 e C), con un modesto contenuto calorico, la pesca è un frutto ideale nell’alimentazione estiva. Nella polpa della pesca, povera di calorie (24 ogni 100 grammi), il manganese e il potassio regolano la pressione arteriosa; il fluoro protegge denti e ossa; il selenio preserva le membrane cellulari; il carotene miglio- ra la vista rende più bella la pelle. Passando alla verdura si può ricordare come il pomodoro è considerato uno degli ortaggi più dietetici in assoluto: con sole 17 calorie per 100 grammi regala all’organismo un buon apporto di fibre, vitamine (in particolare quella C, ma anche la B1, la B2 e la PP) e sali minerali (in particolare fosforo, calcio e magnesio). Contribuisce a disintossicare e rigenerare l’organismo, favorendo anche la digestione degli amidi (ottimo perciò come condimento della pasta). La lattuga, proprio perché consumata prevalentemente cruda, conserva intatte tutte le sue caratteristiche nutrizionali. In questo modo i sali minerali, le vitamine e gli acidi organici che essa contiene diven- tano una preziosa fonte di nutrimento. Estate vuoi dire soprattutto sete: e per dissetarsi, comunque, niente è meglio dell’acqua naturale. Evitiamo le bevande gassate e zuccherine, certamente più invitanti, ma poco naturali e fornitrici di un effimero piacere: non danno nutrimento, ne dissetano veramente, e forniscono non poche calorie. L’estate è anche la stagione dello yogurt e dei formaggi freschi e magri, alimenti utili per prevenire i disturbi intestinali da caldo: un piatto tipico dell’estate è il classico pomodoro e mozzarella: un piatto completo e ottimo perché fornisce il fondamentale apporto di calcio che è necessario a tutte le età. G. Cassanelli D’estate meglio “tuttocrudo” Come comportarci in cucina e come mandare in “vacanza” l’apparato digerente. Verdure Oltre ai classici pinzimoni, sono ottime farcite con formaggi freschi, sottoforma di spiedini, marinate, all’agrodolce, frullate e centrifugate. Le insalate invece occupano un posto di riguardo se consumate all’inizio del pasto assicurano freschezza e nutrimento. Vanno provate tutte, senza pregiudizi, dalle cicorie amarognole alle dolci lattughe. Pertanto si consiglia di consumare 5 porzioni giornaliere tra frutta e verdura. Cereali Si possono consumare quelli germogliati e in fiocchi, ma per non perdere il prezio- so apporto di amidi (la cui biodisponibilità si ha solo con la cottura), possiamo preparare insalate di pasta, riso e orzo raffreddati e miscelati con verdure di stagione. Carne, pesce Alcuni li consumano crudi, ma devono essere assolutamente freschi. Atten- zione al rischio di tossinifezioni; il calore estivo facilita il proliferare di batteri pericolosi per la salute (ad esempio la salmonella). Fare attenzione soprattutto al pesce, in particolare se consumato crudo. Quantomeno che sia servito e offerto marinato. Uova Se la freschezza è garantita, possono essere consumate crude; cotte e raffreddate si inseriscono in numerose preparazioni: come insalate ripiene al tonno e via dicendo. Frutta e dessert Frutta in abbondanza è la parola d’ordine della dieta estiva, meglio se consumata a metà mattina o a metà pomeriggio oppure come unico ingrediente di un pa- sto “tutta frutta”. I più golosi addolciranno il palato ricorrendo a semifreddi e sorbetti a ba- se di yogurt, cagliata e frutta. G. C. DIETA DA SEGUIRE Una dieta mediterranea e ricca di cibi antiossidanti è il toccasana per vivere in buona salute e per contrastare numerose malattie croniche, come diabete e malattie cardiocircolatorie. Il 70% della popolazione occidentale con un’alimentazione ricca di grassi e povera di frutta e verdura si ammala di diabete cronico, malattie cardiocircolatorie e tumori. Un dato che potrebbe sicuramente calare se solo si iniziasse ad integrare il proprio regime alimentare con i cibi ad azione antiossidante, come pomodori, rape, pesce azzurro, mirtilli, vino, tè verde e tutti quelli alla base della dieta mediterranea. Secondo recenti dati negli ultimi 20 anni i bambini obesi sono raddoppiati, arrivando a rappresentare il 35% della popolazione. Il 42% degli adulti obesi ha avuto problemi di peso già a partire dall’adolescenza e il 33% dall’infanzia. Basterebbe avere una dieta corretta ricca di antiossidanti, elementi che si trovano in molti dei cibi alla base dell’alimentazione mediterranea, per assistere ad una riduzione sensibile di queste e molte altre malattie, come per esempio la cataratta (meno 60%). In sostanza, una dieta sbagliata, poco movimento e sovrappeso sono sufficienti ad alterare il nostro equilibrio organico con malattie cardiovascolari: pressione alle stelle, diabete, anche tumori e altre compromettendo seriamente, per il futuro, lo stato di salute del nostro corpo. G. Cas. Alcuni consigli da seguire soprattutto per chi deve andare in montagna La tosse, fastidioso disturbo della stagione fredda Uno dei più frequenti sintomi del raffreddamento delle vie respiratorie è la tosse. È un disturbo del quale un poco tutti qualche volta abbiamo sofferto. Si manifesta in particolar modo nei periodi invernali. Dobbiamo subito sottolineare che la tosse prima di essere un disturbo è un meccanismo fisiologico. Di norma questo è un sintomo che mette in atto il nostro corpo, allo scopo di espellere qualche corpo estraneo che ostruisce le vie respiratorie, il più delle volte trattasi di muco. Molte possono essere le cause di insorgenza della tosse; in questo articolo ci riferiremo esclusivamente a quella insorta in maniera acuta, per raffreddamento delle vie respiratorie. Per quanti invece soffrono di un disturbo cronico è consigliabile che si rivolgano dal medico per una più precisa diagnosi e terapia. È il caso dei fumatori i cui polmoni sottoposti allo stimolo irritativo continuo del fumo hanno tosse durante tutto l’anno indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Al- tre volte il sintomo tosse può essere il primo segnale di altre malattie a esempio disturbi cardiaci. Cuore e polmoni sono infatti organi strettamente collegati tra loro, (si parla infatti di “unità funzionale”) per questo motivo quando si ammala uno è consigliabile controllare lo stato di salute dell’altro. Ci sono persone che si ammalano raramente di questo disturbo, mentre altre ne soffrono a ogni minimo raffreddamento. Evidentemente in queste ultime sono ridotte le capacità difensive dell’organismo. In ogni caso si può attuare una terapia preventiva con oligoelementi che aumenti le capacità difensive. Si potrà assumere a giorni alterni una dose di manganese-rame e rame-oro-argento; iniziando nel periodo autunnale per tutto l’inverno. Una dieta equilibrata sarà particolarmente efficace nel prevenire i disturbi da raffreddamento. Si sa da tempo che i disturbi intestinali di varia natura riducono le capacità di difesa del nostro corpo alle ingiurie esterne. In questi casi un’esposizione ad aria fredda farà insorgere più facilmente disturbi a carico delle vie respiratorie. Non sono rari i casi in cui il riaggiustamento delle condizioni intestinali ha consentito la remissione di disturbi resistenti a qualsiasi terapia. Si cercherà di mangiare poco, consumando cibi leggeri e freschi, frutta e verdura. Durante i periodi di epidemia influenzale, per aumentare ulteriormente le resistenze del nostro organismo, sarà utile integrare la dieta con l’assunzione di vitamine, particolarmente utile è la vitamina C. La dose giornaliera da assumere potrà oscillare da o.5 gr. a 1 gr. al dì. Nei periodi invernali si consiglia di ridurre l’assunzione di zucchero, in modo particolare quello bianco, e di tutti quelli alimenti che lo contengono. Tutte queste sostanze infatti riducono il potere di difesa del nostro organismo, rendendolo più esposto alle malattie da raffreddamento. Terapia omeopatica. Ribadiamo prima di tutto un concetto riferito molte volte. Perché il farmaco omeopatico sia efficace è bene indivi- duare le caratteristiche del sintomo che vogliamo curare, nel caso specifico, della tosse. Aconitum. Tosse secca, rauca, insorta repentinamente e nello stesso giorno nel quale si è preso il freddo. Può essere presente febbre alta, però il paziente non è sudato. Belladonna. Risolverà quella tosse secca, stizzosa, determinata da una sensazione di pizzicore in gola. Se il malato ha febbre alta, la faccia rossa e la pelle sudata. Bryonia. Tosse secca, il paziente avverte dolori in tutto il torace. Normalmente la tosse insorge lentamente, dopo esposizione al freddo umido. Può essere presente anche febbre. In questo caso le mucose sono molto secche e il paziente ha sempre sete. Drosera. In un certo qual modo è il farmaco d’elezione della tosse. È indicata nella tosse secca, spasmodica, con crisi spasmodiche, senza intervalli. Peggiora di notte quando si va a letto. La tosse è talmente forte che il paziente istintivamente si porta le mani al petto per i dolori che accusa. ■ Benessere e salute Contraccezione, arriva in farmacia la “biopillola” Klaira È nelle farmacie una pillola bio per una contraccezione sicura quanto il contraccettivo orale tradizionale, ma ha il vantaggio di essere fatta con un ormone naturale, sostanza del tutto identica a quella prodotta nel corpo delle donne nelle ovaie. Klaira, questo il nome della “biopillola”, offre una contraccezione più naturale, spiegano i ginecologi. Il jolly della pillola bio sta nell'ormone estrogeno che la compone, l’estradiolo valerato (identico a quello prodotto dalle ovaie). Malattie al cuore, prima causa di decesso nell’Ue Ogni anno le malattie cardiovascolari provocano oltre 4,4 milioni di decessi in tutto il continente europeo e oltre 2 milioni nei Paesi dell’Ue. Si tratta del 48% di tutti i decessi nel continente e del 42% di quelli che si verificano nell’Unione Europea. Sono i “numeri del cuore”, forniti dall’European Heart Network al Congresso della Società Europea di Cardiologia (Esc), presieduta dall’italiano Roberto Ferrari. La malattia coronarica in Europa, inoltre, costituisce da sola la più comune causa di morte prima dei 65 anni di età. Altissimi i costi sostenuti dai diversi sistemi sanitari nazionali. Scoperto il batterio responsabile del cancro al colon A provocare il cancro al colon, tra le principali cause di morte al mondo occidentale, potrebbe essere un comune batterio della diarrea, il “Bacteroides pragilis”. Si tratta di un microrganismo presente nel 35% di adulti e bambini e sarebbe responsabile delle infiammazioni che, successivamente, possono portare al cancro del colon. La scoperta è opera di una ricerca della Johns Hopkins University di Baltimora (Stati Uniti), pubblicata di recente sulla rivista prestigiosa “Nature Medicine”. ■

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La Gazzetta della Puglia RECENSIONI 15MAGGIO/SETTEMBRE ’18 – PAGINA (Primo libro) di Giancarlo Laghezza ALMOSIANA Ed Insieme-di Giuseppe Selvaggi IL SALOTTO Non c’è materia più sfuggente e reale della poesia. Sfuggente: perché se ne possono dare mille definizioni, ma nessuna sarà esaustiva. Essa non si lascia catturare dalla ragione, ne è la ragione a produrla. È lo stato d’animo del poeta a generarla. La ragione interviene solo per darle forma, per metaforizzarne il contenuto, che è sentimento, governato dalla profonda sensibilità del poeta. Reale: perché lo stato d’animo del poeta, che la crea, fa parte del mondo delle cose reali. La realtà, latamente intesa come dato esistenziale, non è sinonimo solo di materialità, ma comprende anche la spiritualità. Naturalmente, stiamo parlando di vera poesia e di veri poeti. I verseggiatori sono un’altra cosa. Gli artigiani di versi possono stupire per la loro bravura virtuosistica, ma l’artista della parola incanta. Eccone un esempio: «Poesia?/ Un soffio d’aria nel vento, / mentre tu ridi di me/ fra le mie righe,/ sparse tra i rami,/ nell’acqua del torrente./ Tanto è se pensi/ che solo una foglia/ o un petalo di rosa/ possono parlarmi di te». Un esempio di poesia che, guarda caso, parla proprio di poesia. È contenuta, a pagina 43, del libricino “Almosiana” (primo libro, pp. 53, s. e. e s. p.) di Giancarlo Laghezza. Una raccolta di 58 liriche, stampata in proprio e distribuita a parenti, conoscenti e amici che apprezzano questo genere letterario. Perché “Almosiana”? È l’au- tore stesso, nel prologo, a spiegarlo: « … è un neologismo derivato dal vocabolo “Almos”, nome originario dell’Antica Asia Minore, che significa “creatore”. Almosiana è quindi da interpretare come “creatività”, nel senso di stati d’animo che sublimano i sentimenti» (p. 2). La maggior parte delle liriche, scritte in tempi diversi, hanno al centro l’amore, quello per una donna. Un lirismo erotico-sentimentale, come nel brano che segue: «Il bianco della notte, magia di luna,/ copre col suo manto i corpi/ turgidi avvinghiati al prato,/ e su di te le foglie sono un velo/ che brezza d’alba pone lieve./ Abbràcciati a me, fra le mie gambe/ riponi il tuo sogno,/ non lo brucia- re se non lo senti tuo./ Forse questa sera, forse le stelle,/ forse il fruscio del mare,/ ci invitano a restare./ La tua bellezza è qui, con me./Non andar via, è ora d’amare» (“La tua bellezza …”, p. 9). Ma vi è anche un lirismo nostalgico, come in “Ho percorso”, che riportiamo intera: «Ho percorso l’estate./ Un’altra è passata./ Tra granelli soffiati sul volto/ dalla sapida brezza del mare,/ il profumo lasciato dai tigli/ lungo il viale di rose/ e dei muri cosparsi di more./ Dei nostri piccoli passi,/ effimere orme di sabbia,/ è rimasto solo il ricordo/ di assonnati meriggi,/ tuffati nel caldo cullare/ di flebili onde./ E in quel cespuglio/ di tamerice che amavi,/ l’ombra la- sciava al silenzio/ le nostre passioni./ Svanita calura accesa/ dal sole, svanito il tempo/ concesso all’amore,/ tutto si spegne, si attenua./ Forse l’autunno raccoglie/ quel che lascia l’estate di noi,/ per porgerlo al vento./ Come le foglie » (p. 26). Poche le poesie di contenuto diverso. Bella e struggente quella sul fratello morto infante: «Dove sei, fratello lontano,/ passato da qui così poco/ da non vederci/ tra nuvole e stelle?/ Dove sei?/ Non odo le tue parole/ i tuoi respiri sulle mie spalle,/ solo breve spazio di tempo/ avaro e non contento/ di farti mio angelo,/ così piccolo e smarrito/ senza tua madre,/ che t’ebbe in grembo, tra lacrime amare,/ perdute invano mentre/ andavi per la tua strada/ senza tornare./ Occhi rossi, affranti,/ per un ricordo breve/ di dolce profumo di figlio./ E ti ho cercato per averti con me, fratello,/ non ti ho trovato nel bianco/ lino della tua culla,/ neanche il pianto ha lasciato/ lacrime, solitario/ sei rimasto nel ricordo/ di un fiore bianco,/ come i gigli che ti anno cullato» (“Dove sei …”, p. 18). «Ho scritto queste liriche scevro dall’arroganza di volermi definire un poeta», scrive nel prologo Laghezza. Modestia apprezzabile, visto che le autodefinizioni non servono a niente. A dirlo devono essere infatti gli altri. Per noi, se l’autore ci tiene proprio a saperlo, lui è un poeta. E di quelli veri. P. Filomeno Nelle due precedenti pubblicazioni Giuseppe Selvaggi esordiva affidandosi al “Mare dentro” e al “Tempo pittore” per dare anima a riflessioni ed emozioni che trovavano la radice nel luogo e nel tempo della sua infanzia, con propaggini che arrivano fino ad un presente ironico e meditativo al tempo stesso. In questo solco si colloca il nuovo libro IL SALOTTO, pensieri, parole, opere & omissioni, che già dal titolo (e dal disegno di copertina) offre il quadro che va a delinearsi negli agili siparietti che Selvaggi illustra. L’idea è quella di creare, letterariamente parlando, un salotto di conversazione in cui mettersi comodi e chiacchierare esponendo i pensieri del momento che nascono spontaneamente, senza un ordine prestabilito, ma seguendo il filo di conversazioni immaginarie e di spunti occasionati dalla quotidianità. Così si fa memoria di argute scenette paesane, di detti memorabili legati a vicende che si tramandano di padre in figlio, complice l’antico braciere o la cerchia di sedie che nelle sere d’estate consentivano di trascorrere il tempo fuori dalla propria abitazione e combattere la calura, affidandosi al ciarliere di turno. Andando avanti nella lettura si scopre quanto sia importante la venticinquesima ora, quali siano i prodromi della connessione internet, quali gli abbandoni e ritorni della vita e la possibilità di fare una vacanza attorno a un filo d’erba. Intuizioni, immagini, battute, cogitazioni che Selvaggi riporta come se parlasse ad alta voce col lettore. Alla brillantezza di una battuta e di una intuizione segue una riflessione semiseria che, dopo averla interiorizzata, porta a dare corpo al profilo di una esistenza. Una riflessione dell’uomo comune che dimostra interiorità e maturità, esperienza di vita, ma anche capacità di canzonare la vita e soprattutto i tanti soggetti, più o meno particolari, che ci sono compagni di viaggio. Un confronto su come eravamo e come siamo. Cambia l’articolato del mondo, ma l’uomo è sempre lo stesso con le sue piccolezze, le sue ironie, le sue aspirazioni, il gusto di vivere le proprie passioni … per il piacere di raccontarsi. A. Picicco Di mons. Tonino Bello abbiamo avuto modo di sperimentare abbondantemente, durante il periodo dell’episcopato molfettese, le doti di scrittore brillante e di formatore preparato e lungimirante. Ma in questo volume di don Antonio Modica (in cui abbiamo la fortuna di leggere i testi delle dispense delle lezioni di aggiornamento per i laici ugentini) quelle capacità - apprezzate nella loro maturità - vengono presentate nella freschezza dei loro esordi. Una specie di laboratorio che ha fornito all’allora vice rettore di seminario il modo per appassionare e formare i suoi diocesani, e al futuro vescovo un modo per sperimentare sul campo e perfezionare l’aggiornamento teologico dopo gli studi a Molfetta, Bologna, Venegono, Roma. Con una tecnologia d’altri tempi (il ciclostile), molto simile a quella dell’artigiano, figura a lui congeniale, ma con entusiasmo e passione assolutamente nuova e all’avanguardia, presentava a laici e preti gli ag- Ed Insieme – di Antonio Stefano Modica TRA LE PIEGHE DEL GREMBIULE DON TONINO BELLO: IL POTERE DI UN SEGNO COME SINTESI giornamenti conciliari. L’Autore di questo volume, siciliano (grazie a Dio non sono solo i salentini o i molfettesi a scrivere di don Tonino), esamina e presenta il contenuto delle dispense di teologia redatte negli anni Settanta da don Tonino Bello contenenti le lezioni proposte presso la scuola di formazione per laici della diocesi di Ugento: un autentico tesoro di dottrina, offerto a suo tempo con l’intento di divulgare i principali conseguimenti del Concilio, soprattutto la nuova visione di Chiesa, testi gelosamente conservati da chi all’epoca aveva seguito quei corsi. Attraverso l’approfondimento e la comparazione sinottica fra i testi delle dispense e quelli a contenuto pastorale elaborati successivamente, don Modica lega la riflessione postconciliare di don Tonino al suo ministero episcopale, rinvenendo linee di contiguità tra il giovane teologo e il vescovo, soprattutto sui temi del servizio e della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo in particolare dell’impegno in favore degli ultimi. Molto è stato scritto su don Tonino, rischiando anche di annacquarne la figura. La speranza è di riuscire a divulgare e illustrare sempre meglio il suo magistero e i collegamenti tra i vari suoi impegni, opere e sensibilità, anche alla luce dei diversi percorsi e della crescita nella sua storia personale. Per lui aspetti fondamentali della cultura erano lo studio, la formazione, la creatività, cioè l’andare oltre le nozioni, al fine di illuminare i versanti oscuri, oltre la lettura superficiale. Questa la base delle sue lezioni. La cultura fine a se stessa o lo sfoggio accademico non interessavano don Tonino anzi lo infastidivano. Nell’omelia per la messa crismale del 1986, parlando della pace, ebbe a ricordare un episodio citato da Giorgio La Pira che, recatosi in visita al celebre filosofo marxista Gïorgy Lukàcs e disquisendo dottamente di filosofia, fu interrotto dal Lukàcs che gli disse: “Professore, lasci stare la filosofia. Io sono vecchio. Mi parli di Isaia”. Quante volte l’abbiamo sentito dire: “Lasciamo le accademie dei nostri studi, delle nostre ricerche intellettuali. La nostra fede sa di tavolino, non ha polvere sulle scarpe, non sa di profumi di strada, di sapori di piazza, di odori di condomini”. Lui desiderava eliminare ogni “lusso intellettuale” al fine di cogliere indicazioni operative e di vita, moduli dell’umana convivenza. Dalle lettura delle dispense, illustrate da don Modica, e dai relativi collegamenti risultano evidenti gli aspetti culturali dell’impegno formativo di don Tonino: l’esortazione, come chiesa, a liberarsi del peso di tradizioni stantie che non dicevano più nulla ai credenti, dal prestigio di un passato di potere, da schemi concettuali preconfezionati. Così ha introdotto la categoria del cambio (di matrice biblica), il desiderio di avventurarsi su nuovi percorsi pastorali, la promozione del ruolo dei laici e la definizione della loro responsabilità nell’ecclesiologia di comunione, il costante invito alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio, il dialogo con i non credenti, la valorizzazione degli ultimi come categoria interpretativa del servizio avvalorata dalla condivisione di vita e dalla vicinanza alla gente, l’interesse e l’impegno per la ricerca, l’interpretazione della storia attraverso le vicende e le esperienze dei poveri e degli ultimi, l’applicazione alla chiesa locale dell’elaborazione dottrinale della comunione. Del resto anche da vescovo era nota la sua attenzione e il suo invito allo studio. A Molfetta progettò corsi di formazione permanente per clero e laici. Stimolava la partecipazione ai corsi di teologia di base, suggeriva l’approfondimento e l’analisi dei catechismi nazionali, la valorizzazione della presenza a Molfetta del Seminario Regionale al fine di far entrare i tesori della cultura cristiana in circuiti più ampi di quelli tipicamente accademici. Particolare attenzione dedicava alla preparazione dei catechisti per aiutarli nello studio e per farli crescere – come gruppo – nell’aggiorna- mento costante e nella formazione didattica. Teneva molto a questi incontri e si impegnava in prima persona, presiedendoli, insegnando i canti prima dello svolgimento e fornendo (anche lì) ciclostilati e testi di riflessione. Gli stessi suoi interventi trasmettevano entusiasmo, gioia di vivere, criteri interpretativi della vita e della società. Era contento quando i sacerdoti vi partecipavano per il sotteso messaggio di comunione che rendevano ai giovani. Un impegno formativo che ha scandito tutta la vita di don Tonino come educatore e come pastore, le cui basi culturali e teologiche ora ritroviamo nel lavoro “riportato alla luce” da don Modica, adeguatamente commentato e contestualizzato, per cui tutti gli estimatori di don Tonino gli sono grati. A. Picicco

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