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Nr. 44 Dicembre 2018

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Dicembre 2018 Numero 44 fondata nel 1914

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editoriale Il Presidente fondata nel 1914 La riforma delle BCC: da Banche locali a Gruppo nazionale L’editoriale di Massimo Cavallaro I n un momento storico così delicato come quello attuale, di grandi cam­ biamenti, la speranza è che il credito cooperativo continui a difendere quello che è uno dei punti cardini della democrazia, ovvero il pluralismo che deve essere la condi­ tio sine qua non per mantenere in vita gli antichi valori della solidarietà e del mutuali­ smo e per difendere il legame che unisce le nostre cooperative, con le proprie specificità, ai territori e a rappresentare le istanze locali. La nostra BCC entra nella Capogruppo in piena salute e autonomia, con coefficienti, numeri e conti in regola, e una gestione effi­ ciente; abbiamo un patrimonio solido e sia­ mo tra le prime banche d’Italia in termini di liquidità. E questo grazie al lavoro di tutti, dal direttore ai soci e ai dipendenti, ma anche grazie alla lungimiranza del CdA e alla sua strategia volta a diversificare le aree di rischio con l’apertura di filiali e bancomat in costiera amalfitana e penisola sorrentina. Negli ultimi tempi siamo stati messi a dura prova, siamo entrati in una logica numerica che guarda solo al potere, alla poltrona, alla performance. Spero ci sia una diversa corrente di pensiero che non permetta al tecnicismo di dimenticare che il credito cooperativo ha bisogno di cuore, di guardare le persone negli occhi e di allungare la mano al bisogno. Sulla scia della Dichiarazione universale dei diritti umani e della Costituzione italiana che quest’anno compiono 70 anni – che sottoli­ neano come il percorso per la salvaguardia della persona, della sua dignità sia da tutelare e alimentare – la nostra banca continuerà a fare della persona il fulcro delle sue attività. Temi come i diritti fondamentali si sposano con l’autenticità del messaggio del Santo Na­ tale. Vi auguro di trascorrere il Natale con i vostri cari e vi invito a soffermarvi sull’essere, abbandonando l’ottica “utilitaristica” che la frenesia della vita ci impone. Che il Natale illumini con la sua essenza il cammino di tutti noi. Sereni e felici auguri! di Giovanni Esposito L e Banche di Credito Co­ operativo rappresentano l’evoluzione delle Casse rurali nate per risolvere quelle pro­ blematiche a cui il mercato non sapeva dare una risposta adeguata. In un preciso momento storico un gruppo di uomini si è unito per fronteggiare una comune difficoltà, dando vita ad un affida­ mento reciproco e volontario, e creando così un impegno vicende­ vole, un’appartenenza, un tratto distintivo di solidarietà e mutualità: il modello del credito cooperativo. Esso rispondeva ad un bisogno di aggregazione di per­ sone (i soci) finalizzata a rispon­ dere ad un’oggettiva difficoltà eco­ nomica e sociale. La riforma delle BCC può essere considerata come un ulteriore pas­ so verso quel mondo globale in cui l’individualità si dissolve sem­ pre di più col passare del tempo. Quando nel 2016 è stato reso at­ tuativo il D.L. 18/2016, con cui si sanciva l’obbligo di creare gruppi bancari sotto la sigla BCC, si par­ lava di autoriforma. Quasi come a voler intendere che le singole BCC e Casse Rurali, avessero de­ ciso di loro iniziativa di dismettere i panni di banca locale per diven­ tare in un colpo solo il quarto grup­ po bancario del Paese. Difatti gli indici patrimoniali delle BCC, no­ nostante la crisi che ha colpito le banche, sono sempre rimasti solidi e mediamente più elevati rispetto al resto del sistema bancario. Lad­ dove questi indici, che oggi deter­ minano la solidità o meno di un istituto di credito, risultavano “i­ nadeguati”, piuttosto che trovare soluzioni di risanamento e rilancio, si è proceduti con le fusioni e la conseguente riduzione del nume­ ro di BCC presenti in Italia. In realtà l’autoriforma è definita tale perché le BCC hanno chiesto di poter condividere con il Gover­ no e Banca d’Italia le modalità in cui questo cambiamento “urgen­ te” e “necessario” dovesse avvenire senza doverlo subire in maniera passiva, com’è stato per le Banche Popolari. SOMMARIO n. 44 - dicembre 2018 2 La riforma delle BCC: da Banche locali a Gruppo nazionale 3 Modifiche statutarie, l’Assemblea dei soci approva le proposte del CdA 7 L'Università di Salerno celebra i 70 anni della Costituzione 8 “70 anni di Costituzione” 9 “Percorsi di start up nelle imprese cooperative" Inaugurato il nuovo Bancomat di Praiano 10 La riforma delle BCC: da Banche locali a Gruppo nazionale 11 Silvestro De Fazio, storico direttore della banca 12 La Bcc dona un defibrillatore alla Croce Rossa italiana 13 “Vogliamo Zero”, VII edizione dello spettacolo dell’Unicef 14 Carlo III di Borbone, le opere e l’amore per il suo popolo 2 Informati... è meglio - dicembre 2018

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ATTIVITÀ SOCIALI Assemblea dei soci Banca di Credito Cooperativo Modifiche statutarie, l’Assemblea dei soci approva le proposte del CdA di Vincenzo Ferrara L ’Assemblea straordinaria e ordinaria dei soci della banca di credito cooperativo di Scafati e Cetara, svoltasi venerdì 14 dicembre 2018, nel centro parrocchiale Don Bancario Cooperativo Iccrea” e alle altre esigenze normative. Gli interventi riguardano l’introduzione nello statuto di nuove disposizioni necessarie, per previsione di legge o di vigilanza, esponenti. La revisione dello statuto è stata ispirata al “minimo intervento necessario” senza, quindi, riscrivere o trasformare l'intero corpo statutario, che nei limiti del possibile rimane Bosco, ha approvato le modifiche statutarie proposte dal CdA. All’incontro era presente il notaio Claudia Petraglia. “I principali interventi compiuti sullo statuto sociale – ha spiegato il presidente Massimo Cavallaro – sono stati effettuati al fine di adeguare le relative norme alle disposizioni regolanti il “Gruppo Il tavolo dei relatori durante l'Assemblea straordinaria del 14 dicembre 2018 alla costituzione del “Gruppo”, l’eliminazione o l’adeguamento di quelle previsioni statutarie non più compatibili con le norme citate. Ci si riferisce, in particolare, alle disposizioni di vigilanza sulle BCC di recente emanazione, alle norme sul rimborso delle azioni delle BCC, nonché all’emanando regolamento sui requisiti degli invariato. Si è pertanto proceduto alle modifiche statutarie e non all’adozione di un nuovo statuto”. In primis è stata modificata la rubrica dell’articolo 1 (Denominazione. Scopo mutualistico), aggiungendo: “Appartenenza al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea”. E’ stato poi aggiunto un comma con numero quarantaquattro 3

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ATTIVITÀ SOCIALI Assemblea dei soci fondata nel 1914 riferimento all’appartenenza al Gruppo e ai connessi obblighi di osservanza delle direttive emanate dalla Capogruppo, nell’esercizio delle attività di direzione e coordinamento, in conformità del contratto di coesione o per l’esecuzione delle istruzioni impartite dall’autorità competente nell’interesse della stabilità del Gruppo. Alla rubrica dell’art. 3 (Sede e competenza territoriale) è stato aggiunta la frase “Categoria di soci”, mentre è stato inserito un comma, prevedendo due categorie di soci: i “soci cooperatori” e, in caso di emissione di azioni di finanziamento, i “soci finanziatori”. Sono stati poi modificati l’art. 4 (Adesione alle Federazioni), comma 1, che introduce la facoltà di adesione alla Federazione regionale e alla Federazione Nazionale; l’art. 6 (Ammissibilità a socio), comma 1, prevede la possibilità di presentazione delle domande di ammissione a socio anche per i soggetti residenti, aventi sede od operanti con carattere di continuità in comuni limitrofi alla zona di competenza territoriale della Banca; l’art. 15 (Liquidazione del socio) introduce, in merito al rimborso della quota di socio, la possibilità di una sua limitazione o rinvio, in tutto o in parte e senza limiti di tempo; l’art. 16 (Oggetto sociale) prevede: i) la preventiva consegna degli strumenti finanziari in caso di vendita disposta dal committente; ii) la possibilità di La platea dei soci all'assemblea della Bcc stipulare alcune tipologie di contratti su strumenti finanziari e valute nonché derivati di copertura di rischi assunti, e di offrire finanziamenti strutturati; iii) fissa la soglia di remunerazione degli strumenti finanziari riservati in sottoscrizione ai “soci cooperatori”; l’art. 17 (Operatività nella zona di competenza territoriale), comma 1, sostituendo il riferimento alle “attività di rischio” con il termine “esposizioni” per la definizione del principio di “operatività prevalente”; il comma 2, in merito alle modalità per rispettare il principio di “operatività prevalente”, precisa che, per il superamento del 50% delle esposizioni, le stesse devono essere destinate ai “soci cooperatori” ovvero essere garantite dagli stessi (a tal fine vengono assimilate alle esposizioni verso i soci le esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali dei Paese dell’eurozona, la BCE, la Banca d’Italia, la Capogruppo e le altre società del Gruppo - compresi gli impegni e le garanzie assunti in esecuzione dell’accordo di garanzia in solido - i sistemi di garanzia istituiti tra Bcc); il comma 3, rinvia alle disposizioni di vigilanza per l’individuazione delle esposizioni garantite; il comma 4 precisa che si fa riferimento al “socio cooperatore” e che il soggetto interessato deve operare con carattere di continuità nella zona di competenza territoriale; l’art. 21 (Azioni e trasferimento delle medesime) prevede la possibilità e le modalità di acquisto di azioni della Banca ed i relativi limiti, previa approvazione dell’Organo di vigilanza. Particolarmente importanti sono le modifiche riguardanti i lavori assembleari. Nell’art. 15 (Intervento e rappresentanza in assemblea), comma 2, si precisa che il limite di un voto è rivolto al “socio cooperatore”, mentre all’ultimo comma è prevista la possibilità di intervento e di parola, senza diritto di voto in assemblea, dei sindaci e di un rappresentante della Capogruppo, oltre ad un rappresentante della Federazione territoriale cui la 4 Informati... è meglio - dicembre 2018

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ATTIVITÀ SOCIALI Assemblea dei soci Banca di Credito Cooperativo Banca aderisce e di un rappresentante della Federazione nazionale. L’art. 28 (Maggioranze assembleari) prevede l’eliminazione della fattispecie riguardante la deliberazione dello scioglimento anticipato della società, riafferma che la nomina delle cariche sociali è di competenza dell’assemblea e avviene a maggioranza relativa, fatti salvi i poteri di nomina e revoca degli amministratori e dei sindaci attribuiti alla Capogruppo, e precisa che le candidature e le modalità di espressione del voto sono disciplinate dal regolamento assembleare ed elettorale definito dalla Capogruppo ed approvato dall’assemblea ordinaria, su proposta del CdA, le cui modifiche devono essere preventivamente approvate dalla Capogruppo. Il nuovo art. 30 (Assemblea ordinaria) prevede l’esclusione dai limiti assembleari, previsti in materia di fido massimo dal primo comma dello stesso articolo, le esposizioni assunte nei confronti delle società del Gruppo e dei Fondi di garanzia della categoria e la precisazione che le decisioni assembleari su compensi degli organi, politiche e prassi di remunerazione e criteri per la determinazione del compenso da accordare al personale più rilevante, vanno assunte in conformità alle disposizioni della Capogruppo. Si conferma inoltre che il CdA (art. 32) è composto da un numero fisso (presidente e 8 amministratori), mentre si stabilisce, in capo agli amministratori, l’obbligo di partecipazione ai corsi di formazione definiti dalla Capogruppo, che le modalità per la presentazione delle candidature vengono disciplinate nel regolamento (assembleare) previsto al precedente art. 28; che il presidente del CdA, nello svolgimento delle sue funzioni, deve garantire il raccordo con i competenti organi della Capogruppo (art. 40, comma 1 Poteri del CdA); nonché l’eccezione al divieto di nomina del presidente che non ha compiuto almeno un mandato quale amministratore o sindaco effettivo, nei casi di ricambio di almeno un quarto del CdA o di nomina (art. 33 - Durata in carica degli amministratori). Il CdA (art. 35) deve operare in coerenza con le indicazioni fornite dalla Capogruppo nell’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento, nelle materie (elencate nel comma 2) di sua competenza esclusiva facendo salve le competenze della Capogruppo stabilite dalle disposizioni applicabili; mentre le politiche di remunerazione sono definite dalla Capogruppo, e alcune competenze esclusive del La firma del nuovo statuto approvato dall'assemblea Consiglio sono esercitate previa approvazione preventiva della Capogruppo (istituzione, trasferimento, soppressione di succursali e sedi distaccate; assunzione e cessione di partecipazioni; acquisto, costruzione e alienazione di immobili). Un rappresentante della Capogruppo potrà intervenire e prendere la parola, senza diritto di voto, alle riunioni del CdA (art. 37 - Deliberazioni del CdA). Novità ci sono anche in merito ai compiti e poteri del collegio sindacale (art. 43), con l’introduzione di “uno stretto raccordo tra il collegio sindacale e l’organo con funzione di controllo della Capogruppo”, e alla sua composizione (art. 42) per individuare il criterio attraverso cui si realizza il requisito di indipendenza dei sindaci e per ribadire i poteri di nomina e revoca attribuiti alla Capogruppo. L’art. 44 (Assunzione di obbligazioni da parte degli esponenti aziendali) prevede l’astensione dell’amministratore interessato in sede di delibera riguardante la numero quarantaquattro 5

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ATTIVITÀ SOCIALI Assemblea dei soci fondata nel 1914 Il coro americano New Millenium Gospel Singers di Pittsbourgh - Pennsylvania che ha animato il "dopo" assemblea fattispecie indicata in rubrica, mentre l’art. 45 stabilisce che le decisioni del collegio dei probiviri “non hanno natura di lodo arbitrale”. Infine è prevista la possibilità che gli utili eventualmente residui possano essere anche attribuiti ai “soci cooperatori” a titolo di ristorno (artt. 49 e 50). Lo statuto è stato anche modificato nella definizione del Titolo I - Costituzione. Denominazione e scopo mutualistico. Principi ispiratori. Sede. Competenza territoriale. Durata aggiungendo: “Appartenenza al Gruppo bancario cooperativo e contratto di coesione” e del Titolo IX – Collegio sindacale inserendo: “Revisione Legale dei conti”. I nuovi articoli - l’articolo 5-bis (Contratto di coesione e accordo di garanzia) precisa, tra l’altro, che la Banca aderisce al Gruppo mediante la sottoscrizione del contratto di coesione ed è sottoposta all’attività di direzione e coordinamento della Capogruppo e ai poteri e controlli della stessa. Indica le responsabilità e i doveri della Capogruppo in materia di direzione strategica e operativa del Gruppo e di interlocuzione con l’Autorità di Vigilanza. Precisa in che modo e in quali materie si esercitano i poteri di direzione e coordinamento della Capogruppo (in materia prudenziale e creditizia, governo societario, politiche e prassi di remunerazione e incentivazione, sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa, partecipazioni detenibili, attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati, trasparenza, usura e antiriciclaggio). Dispone che la banca deve dare esecuzione alle direttive della Capogruppo; a tal riguardo deve fornire alla Capogruppo ogni dato e informazione e collaborare per l’attuazione delle misure preventive, correttive e sanzionatorie disposte. E dispone l’adesione della banca all’accordo di garanzia in solido e reciproca tra la Capogruppo e le banche affiliate e ne precisa modalità e termini. Disciplina l’istituto del recesso e individua le ipotesi di esclusione; - il 22-bis (Azioni di finanziamento ai sensi dell’art. 150-ter del D. Lgs 385/93) prevede la possibilità di emissione di azioni di finanziamento e ne indica i limiti e le modalità. Individua i poteri attribuiti ai “soci finanziatori” (designazione, in proporzione alle azioni sottoscritte, di un numero di consiglieri nel limite della maggioranza degli stessi e del presidente del collegio sindacale), i poteri, i diritti, i doveri ed i limiti. La norma in commento esclude l’applicazione di alcune norme per i “soci finanziatori”. - 28 bis - Nomina delle cariche sociali e attribuzioni della Capogruppo. La norma in esame disciplina le candidature alle cariche nel consiglio di amministrazione e nel collegio sindacale, rinviando alle previsioni del regolamento elettorale ed assembleare previsto all’articolo 28, delineando le numerose e penetranti attribuzioni della Capogruppo in tale ambito e richiamando espressamente la normativa legislativa in materia (art. 37-bis, comma 3, lettera b), n. 2 del D.Lgs. 385/1993 e art.37bis, comma 3-ter, così come modificato dal DL 91/2018, convertito dalla legge 108/2018; art. 33, comma 3, del D.Lgs. 385/1993). 6 Informati... è meglio - dicembre 2018

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ATTIVITÀ SOCIALI Storia d'Italia Banca di Credito Cooperativo L'Università di Salerno celebra i 70 anni della Costituzione La due giorni di studio, patrocinata dalla Bcc di Scafati e Cetara, si è aperta all’Università di Salerno con un convegno internazionale di Basilio Puoti A 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione italiana, si è svolta all’Università di Salerno e a Cava de’ Tirreni, una due giorni di studio promossa dalle cattedre di diritto costituzionale e di istituzioni di diritto pubblico, e dal centro studi di diritto europeo - per celebrare l’anniversario della nostra Carta. La partecipazione di autorevoli personalità del mondo accademico e istituzionale (50 relatori provenienti da 28 università italiane e straniere) ha contribuito al conferimento alla manifestazione della Medaglia del Presidente della Repubblica e ha permesso di ricevere il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del CNR, dell’Associazione Italiana Costituzionalisti, del Comune di Cava de' Tirreni e della Bcc di Scafati e Cetara. Il 30 novembre, nell’aula magna “Vincenzo Buonocore” dell’ateneo salernitano si è tenuta la prima giornata dell’evento coordinato dal prof Armando Lamberti: le due sessioni di lavori, presiedute rispettivamente dal prof Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale, e dal prof Antonio D’Atena, sono state dedicate ai seguenti temi: “Democrazia governance e rapporti tra organi costituzionali” e “Sovranità, Democrazia e Populismo”. I lavori della seconda giornata si sono svolti nell’aula consiliare di Cava de’ Tirreni: la terza sessione, presieduta dal prof Augusto Barbera, giudice della Corte Costituzionale, è stata riservata al tema: “Le forme della comunicazione politica come problema costituzionale”; mentre la quarta sessione, presieduta dal prof Claudio Rossano, ha riguardato il tema: “Immigrazione e diritti fondamentali”. I lavori sono stati conclusi dal prof Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale. “1948-2018: l’importanza dell’Anniversario che abbiamo voluto celebrare sta nella necessità di contribuire alla riflessione che in ambito accademico, e non solo, è in corso da tempo sui temi legati alla nostra Carta Costituzionale: dalla democrazia alla tutela dei diritti fondamentali, dalla rappresentanza politica al populismo e all'immigrazione – ha spiegato il rettore Aurelio Tommasetti -. Nell'attuale contesto sociale ed economico, confrontarsi con argomenti come questi non può che giovare al dibattito culturale sulla difesa e la continua affermazione delle libertà fondamentali: un confronto che per l'università diventa un momento alto del suo compito di trasmissione dei saperi e dei valori”. numero quarantaquattro 7

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ATTIVITÀ SOCIALI Storia d'Italia Una breve riflessione “70 anni di Costituzione” di Armando Lamberti C aro Presidente, caro Di­ rettore, cari Consiglieri, cari soci sono molto lieto e Vi sono molto grato di questo invito a svolgere una breve riflessio­ ne a margine del Convegno Interna­ zionale di studi sul tema “70 anni di Il prof. Armando Lamberti Ordinario di diritto costituzionale Università di Salerno Costituzione” che si è tenuto il 30 novembre e il 1 dicembre 2018 pres­ so l’Università degli Studi di Salerno e il Comune di Cava de’ Tirreni. Anche da queste colonne mi è gra­ dito ringraziare il Vs. Istituto per il sostegno dato alla manifestazione. L’Italia è una repubblica parlamen­ tare: le sue leggi fondamentali sono contenute nella Costituzione, che entrò in vigore il 1° gennaio 1948; era stata approvata il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea costituente, formata dai rappresentanti di tutti gli schieramenti politici che erano stati eletti nelle prime elezioni libere dopo la fine del fascismo: esse si svolsero il 2 giugno 1946, in conco­ mitanza con il referendum sulla scel­ ta tra monarchia e repubblica. Il decorso di settanta anni dalla en­ trata in vigore della Costituzione non ne ha affatto diminuito la attualità e la forza. Anzi, più passano gli anni, più avver­ tiamo la modernità di una Carta, che costituì l’illuminato e lungimirante incontro tra culture diverse, le quali seppero integrarsi nella prospettiva di dare a questo Paese che si rialzava dalla guerra una cornice di valori e principi su cui appoggiare saldamen­ te la ricostruzione ideale e materiale. I nostri costituenti si trovarono di fronte ad un paese economicamente distrutto ed anche socialmente di­ sarticolato dall’esperienza della dit­ tatura e della guerra. Ciò nondimeno, essi seppero trova­ re un accordo su un modello di società civile e di organizzazione politica che facilitò il cammino del­ l’Italia verso la ricostruzione e la propria ricollocazione nel contesto internazionale. Ne è derivata una democrazia matu­ ra e solida, cresciuta ed affermatasi nell’ampio sistema di libertà civili e politiche e di diritti sociali tracciato nella prima parte della nostra Carta. noi ci troviamo oggi di fronte ad una duplice sfida. Da un lato, la necessità di preservare la nostra Costituzione dalle spinte più o meno dichiarate che possono determi­ nare la erosione o addi­ rittura la messa in di­ scussione dei suoi principi fondamentali. Dall’altro, l’esigenza di misurarne la tenuta e, se necessario, di metterla al passo con le sollecita­ zioni provenienti da una società che cambia ve­ locemente, dal punto di vista culturale, valoriale e politico. momento storico nel quale siamo costretti a registrare la frammenta­ zione del sistema politico, le conti­ nue tensioni tra rappresentanza e governabilità, il discorso perenne­ mente “aperto” e mai portato a com­ pimento delle riforme necessarie, la ricerca del delicato equilibrio fra i poteri dello Stato. Si è detto spesso che noi abbiamo bisogno, allo stesso tempo, di una democrazia più forte, di istituzioni di governo più efficienti, di più salde garanzie costituzionali. In occasione dei settanta anni della nostra Costituzione, ci ha mosso il desiderio di trarne un bilancio e di verificarne il rendimento, ma, al tempo stesso, anche la esigenza da più parti avvertita di ripartire da essa per dare risposta ad alcune domande più recenti. Se ci facciamo guidare dai valori espressi dalla nostra Carta, potremo guardare con maggiore fiducia al domani. 8 Informati... è meglio - dicembre 2018

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ATTIVITÀ SOCIALI Formazione e impresa Banca di Credito Cooperativo “Percorsi di start up nelle imprese cooperative” di Basilio Puoti L a banca di credito cooperativo di Scafati e Cetara investe sui giovani e si conferma in prima linea nel sostenere iniziative volte a favorire la crescita dei futuri manager. L’istituto di credito è tra i soggetti che hanno aderito alla prima edizione del master di II livello, di durata biennale, denominato “Percorsi di start up nelle imprese cooperative”, istituito presso il dipartimento di scienze giuridiche (scuola di giurisprudenza) dell'università degli studi di Salerno in partnership con l'università di Huddersfield. Il master punta a formare il profilo di un esperto preparato alla gestione concreta di un'impresa cooperativa, “permettendo l'acquisizione delle abilità gestorie e amministrative idonee a perseguire un vantaggio aziendale e favorendo la capacità di orientare e definire gli obiettivi dell'impresa” si legge nel bando. La Bcc di Scafati e Cetara e altre società cooperative ed enti pubblici hanno deciso di sostenere l’iniziativa universitaria attraverso l’assegnazione, ai 40 giovani partecipanti al master, di numerose borse di studio a totale copertura delle tasse di iscrizione al suddetto corso, che è rivolto a tutti coloro che (neolaureati o giovani già impegnati nel settore), sono in possesso di laurea magistrale in tutte le classi attinenti alle aree scientifiche economicogiuridiche e ingegneristicheindustriali. Durante la presentazione del percorso di studi, che si è svolta nella sede della Camera di commercio di Salerno, il direttore del corso universitario, il professore Giuseppe Fauceglia, prof. ordinario di Diritto Commerciale - Università di Salerno - ha sottolineato come si tratti del primo master del genere nel Mezzogiorno che “scommette sul territorio e sulle persone, puntando alla conoscenza e alla professionalizzazione”, e ha dato appuntamento al 18 gennaio 2019 per l’apertura ufficiale del corso nell’ambito di un convegno dedicato alla cooperazione. Inaugurato il nuovo Bancomat di Praiano I servizi per la clientela della BCC di Scafati e Cetara si sono arricchiti di un nuovo bancomat inaugurato a Praiano in via Umberto I, presso il Municipio. Il bancomat, di tipo evoluto, implementa la presenza del nostro istituto di credito sulla costiera amalfitana, già presidiata con le filiali di Vietri e Cetara, perché si aggiunge a quelli di Agerola e Maiori. “L’inaugurazione del bancomat di Praiano è il frutto dell’impegno del sindaco Giovanni Di Martino e del nostro consigliere Valerio Milano, a cui va il nostro più sincero ringra­ ziamento – afferma il presidente Mas­ simo Cavallaro –. L’ATM di ultima generazione di Praiano, come quelli di Cetara, Agerola e Maiori, e le nuo­ ve filiali di Agerola e Gragnano, rien­ trano in un piano strategi­ co del nostro istituto di cre­ dito volto ad arricchire la nostra rete di­ stributiva e a intercettare una economia, quella della costiera amal­ fitana e della penisola sor­ rentina, che pulsa intorno ad attività produttive di svariate tipologie, dal comparto commerciale a quello artigianale, dal settore agricolo a quello industriale. Le recenti aperture completano la competenza territoriale della nostra banca e ci permettono di velocizzare la penetrazione nell’area e di presen­ tarci alla Capogruppo con un territo­ rio già acquisito”. numero quarantaquattro 9

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FINANZA Normative fondata nel 1914 La riforma delle BCC: da Banche locali a Gruppo nazionale continua da pag. 2 La riforma, intesa dal Governo, deve: migliorare la governance complessi­ va del sistema BCC; allocare in mo­ do più efficiente le risorse patrimo­ niali già presenti all’interno del sistema; aprirlo ai capitali esterni. Le BCC hanno chiesto di aggiungere tre punti fondamentali, ovvero: valo­ rizzare la dimensione territoriale e l’autonomia delle singole BCC; sem­ plificare le filiere, eliminare le ridon­ danze, accrescere l’efficienza; garan­ tire l’unità del sistema. Analizzando i punti sopraelencati è facile comprendere quali siano stati gli interessi del Governo e quali siano state le preoccupazioni delle BCC. Da un lato c’è chi vuole entrare nel merito degli organi di governo delle singole banche determinandone la policy e adeguandola ad una realtà non più locale ma nazionale, dimen­ ticando che in Italia le differenze tra il nord, il centro ed il sud sono sem­ pre state molto marcate e ad ogni livello. Dall’altro lato si trova chi cerca di far coesistere un governo centrale con l’identità che molte BCC hanno coltivato e consolidato in decenni o, come per Scafati e Cetara, in oltre un secolo di storia. Da una parte an­ cora troviamo chi mira ad avere sotto controllo un patrimonio solido che nel momento di maggiore crisi ha saputo resistere ai vari colpi ricevuti dal mercato grazie all’intervento so­ lidale tra le BCC, volendolo “ridistri­ buire in modo efficiente” e affiancan­ dolo a capitale esterno, trasformando in tal modo l’identità delle Coopera­ tive, da banche di territorio, vicine alle esigenze del piccolo imprendito­ re, a unità locali produttrici di reddito e patrimonio da far confluire nella capogruppo. C’è poi chi chiede di valorizzare la dimensione territoriale delle BCC cercando di non snaturare la mission di ogni singola Cassa Ru­ rale, ma arricchendola con un siste­ ma centralizzato che dovrebbe sem­ plificarne i processi, accrescerne l’ef­ ficienza e, allo stesso tempo, mantenere l’autonomia di ogni sin­ gola banca. In merito a quest’ultimo punto, il contratto di coesione prevede che le BCC manterranno gradi di autono­ mia gestionale diversi in funzione del livello di rischiosità da sviluppare nell’ambito degli indirizzi strategici e degli accordi operativi concordati con la Capogruppo del Gruppo Ban­ cario Cooperativo. Pertanto, più gli indici di patrimonialità saranno ade­ guati agli standard che la capogruppo avrà determinato di concerto con le BCC, maggiore sarà l’autonomia di quest’ultime. La Capogruppo avrà il compito di direzione e controllo del­ le singole BCC che, nel complesso, deterranno la maggioranza del capi­ tale sociale della Capogruppo (non meno del 51%) che avrà la forma giuridica di SPA con obbligo di avere sede legale in Italia. Cosa cambia per le singole BCC Per alcune l’autonomia di cui godono verrà ridotta a vantaggio di un gover­ no, probabilmente, più politico e me­ no territoriale, e che poco potrà co­ La sede di ICCREA a Roma noscere del ruolo sociale, oltre che economico, che la banca ha assolto negli anni nel territorio in cui opera. Le singole BCC dovranno produrre reddito, per cui il socio dovrà impe­ gnarsi ad operare sempre più signifi­ caticamente. Le BCC, in quanto par­ te di un gruppo bancario che le tira fuori dalla condizione di banche less significant (banche minori), dovran­ no rispondere agli standard, non più locali, ma europei, e di conseguenza saranno sotto il controllo della BCE. Cosa cambia per il socio Le BCC dovranno sempre garantire dei vantaggi ai soci che potranno ri­ cevere servizi dalle proprie banche in un sistema non più locale ma na­ zionale. Gli investimenti dei soci e dei clienti saranno garantiti, come lo sono sempre stati, da un incrocio di garanzie e da un intervento solidale tra le banche al fine di evitare perdite ai piccoli investitori. Ogni singola BCC avrà il compito di difendere e mantenere sani e intatti quei valori sanciti dalla “Carta dei Valori” per far sì che il cambiamento sia un van­ taggio e non uno svantaggio, nono­ stante si stia entrando in un mondo sempre più globale e meno indivi­ duale. 10 Informati... è meglio - dicembre 2018

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LA NOSTRA STORIA La Bcc si racconta Banca di Credito Cooperativo Silvestro De Fazio, storico direttore della banca di Mariarosaria De Fazio U no dei primi direttori della BCC di Scafati e Cetara, allora Cassa Agraria di Prestiti di Scafati, fu il ra­ gioniere Silvestro De Fazio, un uo­ mo che ha lavorato con sacrificio af­ finché il nostro istituto si diffondesse e si radicasse nel territorio di Scafati. Silvestro De Fazio nacque a Monte­ forte Irpino (Av), il 18 marzo 1895, da madre e padre avellinesi. Ben presto si distinse per le sue capacità intellettive e la forza d’animo. Conse­ guito il diploma di ragioniere partecipò, intorno al 1930, ad un concorso ban­ dito dal Comune di Scafati, per la co­ pertura di un posto di ragioniere capo. Vinto il concorso, si trasferì a Scafati 4 novembre 1969 - Il direttore De Fazio interviene ad una manifestazione dell'epoca Si riconoscono da sinistra: Vittorio Nappi, Nino La Mura, il sindaco Davide Sequino e il direttore De Fazio con la famiglia al fine di prendere ser­ vizio. Uomo perbene e buono, con un L’azienda sembrava andar bene tanto da non riuscire mai ad accettare le elevato senso di responsabilità verso che, raggiunta una momentanea iniquità dell’epoca sulle assegnazioni la famiglia, De Fazio, decise di rinun­ serenità mentale, decise di godersi dei posti di lavoro. Tale prassi, mai ciare al traguardo raggiunto e di prose­ finalmente il viaggio di nozze con la gradita, lo portò ad abbandonare il guire tutt'altro percorso di vita e di moglie Zelinda Lombardi. Al suo posto di collocatore. affermazione professionale. rientro però dovette fare i conti con La sua abilità e le sue spiccate doti La convinzione di un successo im­ una triste realtà: il fallimento del tac­ di onestà, ben presto vennero rico­ prenditoriale lo indusse ad investire chificio che aveva rappresentato fino nosciute da tutti e, poco tempo dopo, tutti i suoi risparmi in una fabbrica ad allora garanzia di lavoro e di gua­ gli fu offerta la carica di direttore dedita alla produzione e alla lavora­ dagno. De Fazio non disperò. Il suo dell’allora “Cassa Agraria di Prestiti zione di tacchi per scarpe, un tacchi­ straordinario amore per la vita e la di Scafati”, presieduta dal perito agra­ ficio, acquistando una quota socie­ sua capacità di non arrendersi alle rio Arturo Accardi, il quale ricoprì taria dello stesso. difficoltà lo portarono su nuovi ver­ la carica di presidente dal 1933 fino santi. Iniziò così a ai primi mesi del 1950. A Scafati, sin lavorare come re­ dall’inizio della sua attività, la Cassa sponsabile presso concedeva dei prestiti ai pochi soci il collocamento di per favorire operazioni come l’acqui­ Scafati. Si occu­ sto di sementi o di concimi, pesticidi, pava di raccoglie­ macchine ed attrezzi rurali e quan­ re le offerte di la­ t’altro potesse servire all’esercizio voro e di metterle dell’agricoltura. Solo il 27 marzo a disposizione 1938 il sodalizio assunse la denomi­ delle persone in nazione di Cassa Rurale ed Artigiana cerca di occupa­ e, come da Statuto Sociale, delibera­ zione. Era un uo­ to dall’assemblea straordinaria della mo con un alto società, restrinse l’ambito della pro­ senso di giustizia, pria attività al Comune di Scafati. Fu pronto ed attento solo agli inizi degli anni ’50 che la 19 marzo 1964, Sala Venezia - Cinquantesimo di Fondazione Si riconoscono nella foto l'on. Michele Prete, Ezio Badioli Presidente di Federcasse, il direttore Silvestro De Fazio e l'avv. Donato Nastri alle difficoltà del prossimo, tanto Cassa assunse le caratteristiche di continua a pag. 13 numero quarantaquattro 11

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ATTIVITÀ SOCIALI Concorso a premi La BCC aderisce a POSsiamo Vincere è per tutti! Il concorso promosso da Iccrea, che premia i titolari di carta e l’esercente dotato di POS Sinergia, scade il 15 gennaio 2019 I ncentivare le transazioni commerciali sugli esercenti CartaBCC POS: è questo l’obiettivo di “POSsiamo – Vincere è per tutti!”, il concorso a premi promosso da Iccrea Banca spa, capogruppo del Gruppo bancario Iccrea. L’iniziativa, a cui ha aderito la BCC di Scafati e Cetara, premia i titolari di carta e l’esercente dotato di POS Sinergia, e si svolge sull’intero territorio italiano. La partecipazione al concorso è ammessa fino al 15 gennaio 2019. Per partecipare è necessario registrarsi sul portale: www.possiamotutti.it. Per acquisti superiori o uguali a 10 euro, effettuati con una carta di credito, bancomat o una carta prepagata, sullo scontrino viene stampato un QRCODE con cui si può vincere istantaneamente uno dei premi giornalieri (instant win) messi a disposizione: - 62 (uno al giorno) voucher Ventis da 100 euro per clienti con CartaBCC; - 62 (uno al giorno) voucher Ventis da 20 euro per i clienti con carte di altri istituti; - 124 (due al giorno) voucher Ventis da 100 euro per gli esercenti partecipanti. In caso di vincita di uno dei premi giornalieri sarà visualizzato sul dispositivo smartphone un messaggio di conferma della vincita. I clienti dovranno conservare la copia dello scontrino del POS giocato fino alla chiusura del concorso. Ogni partecipante può vincere un solo premio al giorno. Se il cliente vince il premio giornaliero, l’esercente presso il quale la transazione è stata effettuata vincerà automaticamente un voucher Ventis da 100 euro. È prevista inoltre l’estrazione di un “super premio finale” riservata ai clienti possessori di carteBCC e agli esercenti con PosBCC: - uno scooter Piaggio Liberty 125cc del valore di 2.398 euro (iva esclusa) per i clienti CartaBCC che hanno partecipato alla fase di instant win, in base al numero di QR-CODE giocato; - uno scooter Piaggio Liberty 125cc del valore di 2.398 euro (iva esclusa) per gli esercenti CartaBCC POS registratisi all’iniziativa; - tre vetrine on line Ventis City (per la durata di un anno) da 288 euro (iva esclusa) ciascuna. Il montepremi complessivo del concorso ammonta a 25.500 euro (iva esclusa). La BCC dona un defibrillatore alla Croce Rossa Italiana L a BCC dona un defibrillatore alla sede territoriale di Scafati della Croce Rossa Italiana. I volontari scafatesi della CRI hanno ringraziato il presidente della BCC di Scafati e Cetara, Massimo Cavallaro, omaggiandolo con una targa sulla quale si legge “Tante parole non sempre rendono interessanti i discorsi… A volte una sola parola racchiude un profondo significato: Grazie”. La consegna del defibrillatore donato dalla Bcc alla Croce Rossa da sinistra Giulio Cesarano, Massimo Cavallaro, Anna Milite, Fortuna Tammaro, Caterina Monfrecola, Gabriele Acanfora 12 Informati... è meglio - dicembre 2018

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ATTIVIÀ SOCIALI San Marzano sul Sarno Banca di Credito Cooperativo “Vogliamo Zero”, VII edizione dello spettacolo dell’Unicef di Basilio Puoti T orna a San Marzano sul Sarno “Vogliamo Zero”, la campagna promossa dal­ l’Unicef per combattere la mortalità infantile. Anche quest’an­ no, la Bcc di Scafati e Cetara, diretta dal presidente Massimo Cavallaro, scende in campo per sostenere la ma­ nifestazione, svoltasi nel parco urba­ no della cittadina sammarzanese, e organizzata dal maestro Matteo Franza, direttore dell'Accademia Musicale “Biagio Franza”. In tanti, a San Marzano, sono accorsi per assi­ stere ad un evento divenuto imper­ dibile. A condurre la serata è stato l’attore Adelmo Togliani. Sul palco si sono esibiti Antonio Onorato, Giovanni Imparato, Espedito De Marino, Virginia Sorrentino, Francesco Malapena, Angelo Di Gennaro, i ragazzi dell’istituto Gio­ vanni Paolo II Anna Frank di San Marzano, il Centro studi scoliosi di Napoli, gli sbandieratori di Cava de’ Tirreni. “Il nostro grande progetto, che abbiamo iniziato sette anni fa, ci sta dando ragione – ha affermato Franza –. E’ vero, i dati sulla mortalità infantile sono ancora alti, ma siamo partiti con 22 mila bambini morti al giorno per arrivare oggi intorno a 13- 14 mila. Un ringrazia­ mento va al­ la cittadi­ nanza di San Marzano che da sette anni segue questo evento con grande inte­ resse e par­ tecipazione, ma anche a chi ha colla­ Antonio Onorato si esibisce con l'orchestra diretta dal Maestro Matteo Franza borato, agli artisti e agli sponsor che, grazie alla ho mantenuto la promessa con il sin­ loro sensibilità, rendono possibile la daco Cosimo Annunziata e sono realizzazione di questa manifestazio­ orgogliosa di vedere tanta passione, ne. In particolare, alla Bcc di Scafati tanta voglia di fare. L’Unicef è pre­ e Cetara che ha creduto in questo sente in 193 Paesi dove ci impegnia­ progetto. Grazie, che Dio vi benedi­ mo affinché i bimbi possano vivere ca. Dobbiamo continuare a combat­ una vita degna di essere vissuta, nes­ tere la mortalità infantile nel mondo”. suno escluso. C’è ancora tanto da All’evento era presente Chiara Ricci, fare: abbiamo debellato la polio e responsabile area volontari e pro­ questa è un’enorme conquista, ne grammi di Unicef Italia, che ai micro­ siamo molto fieri. Muoiono ancora foni di Medianews24 ha spiegato: tanti bambini al giorno: c’è la malaria, “Vogliamo zero significa… nessun l’acqua non potabile, la malnutrizio­ bambino deve più morire. Sono ne, ma sono certa che con l’impegno emozionata perché è la prima volta di tutti queste piaghe si possano de­ che vengo a questa manifestazione, bellare”. continua da pag. 11 vera e propria azienda di credito, mutando i tratti che l’avevano con­ trassegnata fino ad allora. Aumenta­ rono i soci e crebbero gli impegni. Ad Accardi, successe quale presidente della Cassa Rurale, auspice lo stesso De Fazio, che ne conosceva le qualità, il giovane avvocato Donato Nastri. Quest’ultimo, grazie alla collabora­ zione con il direttore De Fazio, si insediò con successo all’interno della Cassa Rurale, favorendone la crescita. Presto ci fu bisogno di assumere del personale. I primi impiegati assunti furono Carlo De Felice (in data 01/07/1958) ed Eugenio De Fazio (01/03/1960). Da lì a breve seguiro­ no Giuseppe Cretella, Ugo De Fa­ zio e Alberto De Felice (01/02/1964). Nel tempo si consolidò una unione che fece della banca una vera e pro­ pria famiglia che, con sacrificio e de­ dizione, contribuì allo sviluppo e alla difesa dei valori della cooperazione ancora oggi fortemente sentiti. Silve­ stro De Fazio fu direttore per circa 35 anni (1935-1970). Non può e non deve essere dimenti­ cato l’impegno, profuso per la Cassa Agraria, poi divenuta Cassa Rurale, di chi, come De Fazio, ha operato con onestà, passione e sacrifici per il successo di quella che oggi è la nostra Banca di Credito Cooperativo. De Fazio concepì la vita come servi­ zio per il prossimo sposando comple­ tamente lo spirito del messaggio cri­ stiano. Sempre sorretto da una fede incrollabile ha lasciato, a quanti lo conobbero, una valida testimonianza di umanità ed altruismo. numero quarantaquattro 13

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STORIA Re Carlo di Borbone fondata nel 1914 Carlo III di Borbone, le opere e l’amore per il suo popolo “Lasciando Napoli, donata alla città la splendida collezione Farnese, si tolse l’anello antico, che aveva sempre portato al dito dal momento del ritrovamento, a Pompei, ritenendolo patrimonio dello Stato napoletano”. di Gabriele Acanfora C hi è stato a dare inizio agli Scavi di Pompei per ri­ portare alla luce tesori ammirati da milioni di persone di tutto il mondo? Carlo III di Borbone. E chi ha voluto dare a Caserta, la meravigliosa Reggia? Carlo III di Borbone. Chi ha costruito a Napoli, il Reale Teatro di San Carlo, il tempio lirico più antico del mondo, anteriore di ben 41 anni alla Scala di Milano e di 55 anni al teatro la Fenice di Vene­ zia? Carlo III di Borbone. E chi si è preoccupato di edificare un monumento alla solidarietà, il Real “Albergo dei Poveri di ogni ses­ so ed età e quivi introdurre le proprie e necessarie arti”, (Palazzo Fuga) che accogliesse, in più di 400 stanze, fino a 8.000 persone, tra soldati re­ duci dalla guerra, orfani abbandona­ ti, diseredati? Li sfamasse, li istruisse? Carlo III di Borbone. E chi si è preoccupato di promuove­ re l’educazione al bello e alle arti figurative, istituendo una Reale Ac­ cademia del disegno? Carlo III di Borbone. E riportare alla luce l’antica Ercola­ no? Carlo III di Borbone. Abbellire Portici con la Reggia, oggi sede universitaria? Carlo III di Bor­ bone. Ed avviare, la fabbrica delle porcel­ lane, dette perciò Porcellane di Ca­ podimonte? Carlo III di Borbone. E l’Acquedotto Carolino, che tutti ancor ammiriamo, attraversando, in macchina, la valle di Maddaloni? Carlo III di Borbone. Ma chi era Carlo III di Borbone? Non immune da colpe e gravi errori, viene ricordato tra i grandi sovrani illuminati. Certamente, ogni valuta­ zione va contestualizzata nel tempo in cui visse. Nato a Madrid il 20 gen­ naio 1716, era figlio primogenito del secondo matrimonio di Filippo V re di Spagna con Elisabetta Farne­ se, imparentata con i Medici. A 16 anni venne in Italia per diventare Duca di Parma, Piacenza e Castro e gran principe ereditario di Toscana. Qualche anno dopo, imperversava la Guerra di Successione Polacca e, per effetto di essa, sconfitti a Bitonto gli Austriaci che dominavano il Sud Italia, lunedì 10 maggio 1734, Carlo, trionfante, entrava a Napoli. Da po­ che ore c’era stata la liquefazione del sangue di San Gennaro, e tutti in­ terpretarono il miracolo come un segno beneaugurante del cielo. L’anno dopo, presa anche la Sicilia, sabato 3 luglio1735, Carlos Seba­ stián de Borbón y Farnesio, fu in­ coronato, nella Cattedrale di Paler­ mo, re di Napoli e di Sicilia, anzi per essere precisi della “Sicilia al di qua e della Sicilia al di la del Faro”. Prese il nome di Carlo, senza nume­ razione, per affermare di essere a capo di uno Stato indipendente e di dare inizio ad una dinastia: i Borbone di Napoli. Il regno, con ampie zone disabitate e ancora privo di una identità nazionale, contava 3.044.562 (tre milioni…) abitanti nella parte continentale e meno di 1.000.000 (un milione) in Sicilia (G. Landi : Istituzioni di diritto pubblico del regno delle due Sicilie- Giuffrè, Mi­ lano, 1977), differenti per aspirazio­ ni, tradizioni e culture. Dopo essere stato per due secoli appendice, come vicereame, del regno di Spagna, pri­ ma, e dell’Austria, poi, il Mezzogior­ no d’Italia tornava a essere indipen­ dente e sovrano, un regno autonomo, con un re e una corte. Carlo era un giovane piccolo, magro e tendeva ad incurvarsi. Scuro di car­ nagione, con un naso abbastanza pronunziato e una dentatura che lo fece molto soffrire, non era per nien­ te bello, ma aveva “occhi luminosi ed intelligenti ed una simpatica espressione”, che gli conferiva “una calma olimpica”, sicuro segno, se­ condo alcuni, di sangue reale. Assai attaccato alla madre, era poco incline allo studio metodico; preferiva la lavorazione del legno, la pittura e le arti. Amava la solitudine, ma era di 14 Informati... è meglio - dicembre 2018

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STORIA Re Carlo di Borbone Banca di Credito Cooperativo carattere allegro ed esuberante. Rac­ conta lo scrittore e storico Sir Ha­ rold Acton, ne “I Borboni di Napoli (1734-1825)” “che durante la malat­ tia di vaiolo che lo colpì, a poco più di 15 anni, a Firenze, con l’aiuto dei servi e di cordicelle, come quelle per le marionette, si divertiva a togliere dalla testa le parrucche ai nobili e dignitari. Esempio di sovrano illumi­ nato, marito fedele di Maria Amalia di Sassonia, appena incoronato, Carlo si dedicò alla organizzazione del nuovo Stato: introdusse in tutto il regno “la lingua italiana al posto del latino e dello spagnolo” per affra­ tellare e dare una identità alla sua gente. Fece costruire una flotta e preparò un esercito nazionale che armò grazie alla Real Fabbrica d’ar­ mi di Torre Annunziata. Redasse un Catasto Generale per censire e tassare tutte le proprietà, comprese quelle del clero e dei nobili, triplican­ do le entrate del Regno. Nominò Giambattista Vico storiografo di corte, e dette vita, con Antonio Ge­ novesi, alla prima cattedra di econo­ mia, in Europa. Profondamente reli­ gioso, ma geloso delle prerogative regie, espulse i gesuiti e non consentì l’istituzione del tribunale di inquisi­ zione a Napoli. Poiché la legislazione del regno era caotica ed contraddittoria, con l’aiuto del ministro Bernardo Tanucci, e di insigni giuristi, realizzò il Codice Ca­ rolino. Organizzò il tribunale del commercio per incentivare le attività commerciali e stipulò un trattato con l’Impero Ottomano, al fine di limitare le scorrerie barbaresche lungo le co­ ste, proteggendo così sia le città rivie­ rasche che la pesca. Nel 1711, entrò in possesso di un sito, ad Ercolano, appartenente al principe di D’Elboe­ uf, all’interno del quale erano state rinvenute antiche statue e marmi. Nel 1738 vi fece iniziare gli scavi in ma­ niera sistematica, riportando alla luce reperti archeologici, che andarono ad abbellire la nuova Reggia di Portici. In alto l'Albergo dei Poveri, sotto il Teatro San Carlo di Napoli e l'acquedotto Carolino di Maddaloni L’eco delle scoperte, grazie anche alla Stamperia Reale (1748), che pubbli­ cava accurate riproduzioni dei ritro­ vamenti di Ercolano, si diffuse in tutta Europa. Crebbe l’amore per l’archeo­ logia, tanto che, dal 1748, comincia­ rono anche gli scavi nell’area dell’an­ tica Pompei. Nacque il mito pompeiano che influenzò l’architet­ tura, la pittura; nacque la moda “im­ pero” e le donne vestivano “a l’anti­ que”. Ercolano e Pompei diventarono una tappa obbligata del Grand Tour”, il viaggio di istruzione in Italia di gio­ vani aristocratici e persone colte, co­ me Alfieri, Stendhal, Goethe, Byron. La costruzione, in 270 giorni, del Reale Teatro di S. Carlo, inaugurato il 4 novembre 1737, giorno dell’ono­ mastico del re, la realizzazione della reggia di Caserta, di Capodimonte, dei casini di caccia di S. Leucio e Persano sono testimonianze prezio­ se, insieme con tante altre che per ragioni di spazio non citiamo, dell’a­ more per il suo popolo. Dopo 25 anni di permanenza, sabato 6 ottobre 1759, a 43 anni, Carlo di Borbone, re di Napoli e di Sicilia, si imbarcò sul vascello San Filippo per diventare re di Spagna, col nome di Carlo III. Con questo nome, noi lo ricordiamo. numro 44 - dicembre 2018 direttore responsabile Basilio Puoti art director Clemente Falanga Hanno collaborato Gabriele Acanfora Mariarosaria De Fazio Giovanni Esposito Vincenzo Ferrara Armando Lamberti Carmine Librera Giovanni Fontanella [fotografo e cineoperatore] www.bccscafati-cetara.it informatiemeglio@libero.it Reg. Tribunale di Nocera Inf. n. 7/07 del 3 maggio 2007 numero quarantaquattro 15

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