Carta Bianca n.18

 

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Giornalino d'Istituto Schio 3 IL Tessitore

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Pagina 2 CARTA BIANCA Parola alla Dirigente Intervista di Fabio P. Caricatura di Filippo Casolari Come è stato l’inizio di questo nuovo anno scolastico? Un po’ più difficile dell’anno scorso perché ho anche la reggenza di Santorso. Come ha trovato gli alunni? Nella maggior parte l’entusiasti, l’impegnati e con vivacità positiva. Qualcuno ha tanto bisogno di crescere nelle relazioni del rispetto degli altri, qualcun altro deve crescere anche nello studio. Che cosa consiglierebbe, come Dirigente, a noi studenti di questo Istituto? Di trovare l’entusiasmo di affrontare la vita nonostante le difficoltà nello studio. Infatti, chi mette entusiasmo in quello che fa, nella vita riesce a raggiungere i suoi obbiettivi. Le chiedo alcuni aggettivi per definire: la scuola, gli insegnanti, gli studenti e il suo lavoro. Scuola: aperta, accogliente ed innovativa Insegnanti: propositivi, attenti, preparati e sensibili. Studenti: positivi, frizzanti e disponibili. Lavoro: Impegnativo, interessante e stimolante Come si trova ad amministrare il nostro istituto e la scuola media di Santorso? Io sono una persona dinamica e il lavoro non Plastic free-day Elena Canova, 3 Rosso Da molto tempo sentiamo che l’ambiente sta andando in rovina. Ora più che mai, i mari sono quelli che se la passano peggio. Non è raro infatti che le navi, solcando gli Oceani, si trovino a faccia a faccia con isolotti galleggianti di bottigliette di plastica. Ancora meno raro è, che pulendo i pesci appena pescati, trovino al loro interno sacchetti di nylon per la spesa e ogni altra sorta di rifiuto. La domanda ci sorge allora spontanea: Come facciamo ad evitare tutto questo? La risposta è altrettanto semplice: Bisogna cambiare le nostre abitudini! Ma come facciamo? In questo la nostra scuola ci ha offerto un aiuto. Si chiama Plastic Free Day. Il Plastic Free Day è un impegno molto semplice e concreto: ogni primo martedì del mese bisognerà portare una merenda senza alcun involucro di plastica. Da solo questo gesto può sembrare insignificante, ma se noi ci impegneremo al massimo tutti assieme, potremo evitare di mettere in circolo migliaia di confezioni! Sta a noi la scelta… ! Modello di Robot Lego MindStorm EV3 Robotic Center Schio I tre Istituti Comprensivi di Schio hanno l’opportunità, grazie alla donazione di un mecenate, di compiere un percorso di formazione per docenti e studenti nell’ambito della robotica educativa. Il Robotic Center vuole essere un ambiente esperienziale di apprendimento innovativo a partire dall’esperienza di Coding. In prospettiva si vorrebbe rendere organi- ca e stabile la proposta formativa per tutti gli alunni dall’infanzia alla secondaria di primo grado. L’attività di robotica educativa permette agli studenti di sviluppare le competenze trasversali necessarie a garantire l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e pone gli alunni al centro del processo educativo come costruttori del proprio apprendimento. Partiranno a gennaio i corsi per gli insegnanti dei 3 Istituti di Schio. Poi saranno formate squadre di alunni che si confronteranno ad aprile 2019 in una sfida finale tra gli Istituti Tessitore. Battistella e Fusinato, Comunque vada sarà un successo!

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NUMERO 18, DICEMBRE 2018 Pagina 3 Parola alla Dirigente mi scoraggia, ma mi manca quest’anno il tempo del dialogo. Si rincorrono le urgenze e non sempre riusciamo a fermarci a riflettere. Che auguri di Natale vuole fare al nostro Istituto? Di trascorrere veramente dei giorni sereni con le proprie Intervista di Fabio P. famiglie soprattutto se la situazione a casa non è positiva per motivi di salute o morale. In questo numero S. Maria del Pornaro: Palladio: Gita inizio anno SS. Trinità: Progetto accoglienza: Buon viaggio Mi prendo cura di te Prendersi cura di amici lontani Io leggo perché… uno sguardo oltre l’iniziativa Bimbi in festa S. Ulderico: La Grande Guerra sul Monte Novegno Cipani: I ragazzi di quinta raccontano Chimbote Io leggo perché… classi seconde Disegni classi seconde Nonna Dinea (Classe 5A) Geometria creativa nelle classi terze Noi ci aiutiamo (Classi prime) Multisport alla scuola primaria Palladio (Classe 2C) Grazie al Rugby Alto Vicentino (Classi 1C e 1D) Settimana della creatività (Classi 2C, 4 C–D E 5C D) Travelling around the world in our classrooms (Classi 5A e 5B) Maraschin: Olimpiadi di matematica I colmi: Veronica P. Corso di Robotica a scuola: Veronica P. Intervista doppia ai prof. di arte: Elide e Gaia Z. Sondaggio sull’uso di internet e dei social Vignette: Elide Z. Sondaggio nelle classi prime: Fabio P. Notizie dal CCR: Valentina M. Tennis club Schio vince su Tennis club Cagliari: Nicola B. Fortnite: problemi di squadra - Andrea C. Stan Lee, disegnatore della Marvel - Nicola FF Concorso “Un poster per la pace” Auguri dalla Redazione Per la prima volta abbiamo articoli che provengono da ciascun Plesso del nostro Istituto! In ricordo di Marta Sarà sempre con noi il suo sorriso, la sua disponibilità, la forza con cui affrontava le situazioni più complicate e la serentià con cui proponeva delle soluzioni. Dobbiamo un grande grazie a Marta e ai suoi consigli, tra i quali questo che riportiamo accanto e che stamperemo a scuola per ricordarci che vale sempre la pena.

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Pagina 4 CARTA BIANCA Infanzia S. Maria del Pornaro Una giornata con le Guardie Forestali alla scoperta dei misteri del bosco! Gita di inizio anno Ciao a tutti, noi bambini della Scuola dell'Infanzia di S. Maria del Pornaro vorremmo raccontarvi una delle nostre avventure. Il primo ottobre scorso noi bambini più grandi ( 4 e 5 anni ) siamo partiti con il pullman da scuola per incontrarci a Bosco di Tretto con i nostri amici della Scuola Primaria “Giovanni XXIII” di S. Ulderico. Ad attenderci c'erano anche le Guardie Forestali Angelo e Mirko che ci hanno accompagnato per tutta la mattinata. Abbiamo camminato tutti assieme fino ad un bel prato, osservando lungo la strada tutto quello che ci circondava, i monti, gli alberi, i piccoli animali. Nel prato abbiamo potuto giocare e correre finché Angelo e Mirko ci hanno chiamato per invitarci a sotterrare alcune noci e semi di acero che avevano raccolto durante il percorso, che bello!!! Poi la passeggiata è proseguita fino in Contrà Cisele dove abbiamo potuto ammirare delle bellissime mucche con i loro vitellini che correvano libere nel prato. In quella “fattoria” abbia- mo anche visto alcuni prodotti dell'autunno (zucche, pannocchie, nocciole, noci, mele...) Questo ci ha fatto venire una gran fame ed abbiamo fatto merenda con pane, ricotta e miele, che bontà! Infine abbiamo ripreso la strada fino a S. Rocco, dove ci aspettava il pullman per il rientro A noi piacciono tanto queste “gite” e ne facciamo spesso anche a piedi vicino alla nostra scuola, durante le gite raccogliamo quello che la natura ci regala ( legnetti, sassi, gusci, foglie....) e poi lo usiamo per i nostri giochi e le nostre attività. Ogni volta che usciamo incontriamo la natura attorno a noi, la esploriamo, la conosciamo ed impariamo a rispettarla. I bambini di S. Maria del Pornaro Infanzia SS. Trinità Progetto accoglienza: Buon viaggio Come consuetudine, il primo periodo dell’anno scolastico è dedicato all’accoglienza, e viene svolto nel periodo che va da settembre a novembre. È un momento delicato ed importante; per molti bambini e per le loro famiglie rappresenta il primo importante ingresso in società. Questo progetto ha visto coinvolte tutte le sezioni. Durante i primi giorni di scuola, i bambini grandi e medi hanno trovato ad accoglierli in salone un camioncino di legno, porta libri, realizzato da un papà, eccoci quindi pronti a partire per questo nuovo avventuroso Anno Scolastico!!!. Oltre alle stradine segnate dai bambini grandi per indicare la strada verso la propria sezione ai nuovi arrivati , ci sono stati altri due momenti di incontro con due bellissime letture animate che proponevano come contenuti proprio: l’aiuto reciproco, e la bellezza di compiere ogni giorno piccoli passi per diventare grandi. Durante l’ultimo incontro è stata con- segnata la maglietta della scuola con l’immagine del simpatico furgoncino, due bambini a bordo e con loro un personaggio distinto, un signore, chi sarà ? Lo scopriremo insieme durante l’ anno scolastico, tutto questo , per destare nei bambini e nelle famiglie curiosità.

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NUMERO 18, DICEMBRE 2018 Pagina 5 Mi prendo cura di te Che cosa significa prendersi cura degli altri? Lo abbiamo chiesto ai bambini medi e grandi nei primi giorni di scuola, proprio mentre nel loro mondo conosciuto da uno o due anni stavano entrando persone nuove, che questo ambiente non lo conoscono, che vedono magari piangere, perché fanno fatica a lasciar andare mamma e papà e a restare per tanto tempo senza di loro. Persone che chiedono anche, a volte di portare pazienza, perché non conoscono le regole, devono ancora esplorare gli ambienti e i giochi. Chi è qui da più tempo sente la responsabilità di accogliere, di aiutare, di prendersi cura. Responsabilità che per i bambini è una grande gioia, li fa sentire grandi, tanto da fare quasi a gara per asciugare una lacrima, condividere un gioco, dare un abbraccio. Molti sono i modi che hanno individuato per potersi prendere cura dei più piccoli: “Se lo vedo piangere o triste gli chiedo cosa c’è”, “Gli do un abbraccio”, “Mi metto in fila e gli do la mano”, “Stare attenti che non si faccia male”, “Non bisogna lasciare nessun amico da solo perché gli viene la tristezza”… Per fare tutto questo ciascun bambino ha un Infanzia SS. Trinità proprio compagno, un “fratello maggiore” che per un periodo, circa due settimane, si prende cura di lui, si siede vicino, gli da la mano nella fila, lo consola nei momenti di tristezza. comprendere regole e routines è molto più efficace dell’azione fatta sull’intero gruppo da parte dell’insegnante: i bambini sono spesso i migliori alleati per noi e per i loro compagni! Per i bambini più grandi l’assumersi queste piccole responsabilità, adatte alla loro età ma per loro veramente importanti, rappresenta una possibilità di sentirsi competenti, di accrescere la loro autostima, perché fare qualcosa per gli altri rinforza la percezione che hanno di loro stessi. Per i più piccoli poi, avere accanto un compagno che dedica il suo tempo proprio a lui per consolarlo, ma soprattutto spiegargli le cose, fargli Ciascun bambino ha un compagno, un “fratello maggiore” che per un periodo, si siede vicino, gli da la mano nella fila, lo consola nei momenti di tristezza... Prendersi cura di amici lontani Facciamo un viaggio con la nostra fantasia? Un volo verso un paese lontano e molto diverso dal nostro? Questa la proposta di un gruppo di volontari del Mato Grosso che hanno portato i bambini fino in Perù, nella città di Chimbote. Una città molto diversa dalle nostre, con case molto diverse da quelle che conosciamo. In palestra i bambini hanno trovato proprio una costruzione molto simile alle case di Chimbote, un unico ambiente senza mobili, costruite sulla terra, senza acqua corrente. E proprio l’acqua è diventato il cuore della piccola rappresentazione che hanno messo in scena: all’arrivo della cisterna ogni bambino ha comprato un po’ d’acqua da portare in questa casa. Un modo molto semplice e a misura di bambino per sensibilizzare ascoltatori così piccoli verso alcune delle difficoltà che persone molto lontane da noi vivono quotidianamente. La proposta seguita a questo momento è stata LA SETTIMANA DEL DONO: una settimana in cui ogni bambino ha portato a scuola un diverso prodotto ogni giorno (olio, riso, pasta, zucchero e scatolame), raccolta che andrà proprio a beneficio degli abitanti di Chimbote. In ogni sezione i bambini si sono preparati a questa settimana, chi allestendo uno specifico spazio, chi colorando i contenitori che poi sono stati riempiti un po’ per volta, chi costruendo un plastico che rappresenta la città di Chimbote come i bambini la immaginano dopo l’incontro con i volontari. La raccolta è stata molto ricca, grazie alla collaborazione di tantissime famiglie che non si sono tirate indietro di fronte a questa proposta e all’entusiasmo dei bambini che, come al solito, se accompagnati con parole e modalità adatte a loro sono in grado di comprendere e far propri grandi valori di rispetto e solidarietà.

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Pagina 6 CARTA BIANCA Infanzia SS. Trinità “Io leggo perché…” uno sguardo oltre l’iniziativa Anche per quest’ anno scolastico, la scuola dell’Infanzia SS. Trinità ha aderito al Progetto “ Io Leggo Perché”, svoltosi dal 21 al 29 ottobre. L’iniziativa nazionale ha lo scopo di promuovere la lettura e la raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche. Ma è abbastanza una settimana all’anno per incentivare e promuovere l’importanza e il piacere della lettura e dell’ascolto di storie e racconti? Bambini ed insegnanti hanno risposto a questa domanda dandosi da fare, attraverso azioni ed organizzando eventi che vanno oltre alla singola iniziativa ideata dagli editori. La prima azione è stata l’allestimento di uno spazio comune, in salone, accessibile a tutti, per la condivisione di momenti dedicati alla lettura ad alta voce e alla fruizione di libri. I bambini, dopo aver raccontato perché a loro piace “leggere” e il pia- cere nello sfogliare ed osservare i libri, hanno contribuito attivamente all’allestimento dello spazio, cercando e tro- vando materiali ed og- getti per renderlo acco- gliente e comodo. Lo spazio è divenuto un luogo d’incontro, aperto ad accogliere sia i libri Infanzia SS. Trinità Bimbi in festa Un sabato pomeriggio, sorprendentemente soleggiato, colmo dei caldi colori dell’autunno, è stato la cornice della Terza Edizione di Bimbi in Festa. Il grande giardino della scuola dell' Infanzia di SS. Trinità, che quotidianamente ospita le grida gioiose dei soli bambini, si è popolato di sorrisi, entusiasmo e giochi, nati dall’incontro tra grandi e piccini. I nostri genitori rappresentanti per l’occasione, hanno messo in campo tanta buona volontà, originali idee, entusiasmante spirito di squadra, allestendo con cura tutto il necessario, perché l’evento fosse gradito a tutti. Tante sono le forze che hanno contribuito alla buona riuscita della festa. Per tutti i volenterosi c’è stato spazio e possibilità di dare il proprio contributo, impiegando l’energia ed il tempo di cui ciascuno dispone. E anche il più piccolo gesto è stato sinceramente apprezzato e ha dato i suoi frutti. Tanti sono stati i giochi proposti e coordinati dei genitori che hanno coinvolto tutti bambini, i quali hanno potuto condividere il proprio divertimento con mamme papà al loro fianco in un giardino che per l’occasione era addobbato davvero a festa. Cioccolata vin brulè, gustose torte, zucchero filato e caldarroste poi, hanno deliziato e riscaldato i presenti. Occasioni come queste permettono incontri più distesi, fatti di leggerezza e di buonumore, lontani dalle corse frenetiche che quotidianamente distolgono dal vero senso di appartenenza alla comunità scuola che si nutre dell' azione e partecipazione di ciascuno. Bimbi in Festa , anche quest’anno, è stata un' importante occasione di intrecciare legami i quali portano con il tempo un effetto positivo sui bambini che percepiscono il clima di benessere entrando a scuola e anche nella propria vita scolastica. Vivere con partecipazione le proposte della scuola inoltre, permette di ridurre al minimo le distanze tra scuola e famiglia, colma gli animi e fa sentire la scuola un po’ più di tutti. Cioccolata vin brulè, gustose torte, zucchero filato e caldarroste… una delizia! donati dalle famiglie, sia genitori, nonni, insegnanti, ospiti che si sono offerti di regalare ai bambini un momento di lettura ad alta voce. Ad ogni lettura, i bambini si dispongono nello spazio in attesa, con curiosità ed entusiasmo, pronti a tuffarsi in una nuova “avventura”, nascosta dietro le pagine del libro che si sta aprendo davanti a loro. La storia sta per cominciare. È un attimo dal sapore di magia, quel momento si trasforma in esperienza vissuta, luogo che ospita emozioni, parole, fantasie, nuovi mondi, scenari possibili, personaggi bizzarri e sconosciuti. I bambini intraprendono un viaggio diverso ogni volta che un libro si apre, perché attraverso l’ascolto della storia viene donata loro la possibilità di scoprire e scoprirsi, conoscere e conoscersi, immaginare ed immaginarsi, riscoprendo la realtà che li circonda con occhi sempre nuovi.

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NUMERO 18, DICEMBRE 2018 Pagina 7 La Grande Guerra sul Monte Novegno Primaria Giovanni XXIII La cima del Monte Novegno era avvolta da una leggera nebbiolina e un’aria fresca e frizzante ci ha accolto appena scesi dall’auto sul parcheggio (localita’ Posse Alte) sotto la malga Campo di Sopra. La nostra festa dell’Accoglienza stava per cominciare e noi bambini con i genitori eravamo entusiasti e desiderosi di vivere una bella giornata insieme. Ci siamo radunati presso la malga e la guida dell’Associazione del” IV Novembre” ci ha riferito alcune notizie sul territorio e sulla “Grande Guerra”. La busa del Novegno è una conca di origine carsica priva di sorgenti. L’acqua delle piogge penetra in profondità, dove con il tempo ha formato grandi grotte e gallerie, per poi fuoriuscire ai piedi del monte nelle varie sorgenti alimentando le numerose fontane dell’altopiano del Tretto. La strada che conduce al Monte Novegno fu costruita nell’anno 1916 dagli operai militarizzati per poter trasportare più facilmente le armi, i viveri, e i rifornimenti vari per le truppe che dovevano combattere al fronte. Durante l’inverno del 1916 caddero sul Monte Novegno 4-5 metri di neve, perciò era impossibile raggiungere i soldati usando la strada, furono quindi costruite 4 teleferiche che collegarono il fondo valle con le basi militari. Durante questo inverno, che fu uno dei più rigidi e nevosi, i soldati vivevano nelle trincee, erano vestiti con maglie di lana con sopra un mantello di panno per proteggersi dalla pioggia, dalla neve e dal freddo; indossavano scarponi di cuoio chiodati che con la neve e il freddo si indurivano. Sul Novegno vennero costruite fortificazioni, baracche, trincee, tunnel anti bombardamento; vicino a questi tunnel c’era un cannone pronto per rispondere al fuoco nemico, mentre il deposito principale delle bombe era situato in luoghi più protetti e sicuri, lontano dalla postazione. Tutta la piana del Monte era attraversata da linee telefoniche, fili per l’energia elettrica e cavi… se mancava la corrente elettrica veniva azionato un generatore che funzionava tramite un tandem a pedale azionato dai militari stessi. I cannoni erano puntati su Tonezza del Cimone, dove c’era il confine austroungarico. Lo scontro più duro e cruento avvenne sulla cima del Monte Ciove dove i nostri soldati fermarono gli austriaci che erano quasi arrivati sulla cima del monte. Le foto di allora mostrano la busa del Novegno spoglio di alberi, non c’erano erba, fiori, pascoli ma fortificazioni ovunque ed il terreno era cosparso di macerie, grandi crateri bruciacchiati e soldati feriti e morti ovunque. In tutto il territorio del monte Novegno, furono costruiti circa 14 cimiteri; ora quello che resta delle spoglie dei soldati è stato portato nel Sacrario militare di SS. Trinita’. Ad un tratto la guida ci ha mostrato la grande croce che segna la cima del monte, e noi allora abbiamo sentito un suono metallico: erano i campanacci delle mucche che pascolavano. La lunga camminata e l’aria fresca ci avevano fatto venire una gran fame. Ci siamo seduti a mangiare e poi abbiamo corso e giocato sui prati assieme al fischio delle marmotte e al suono dei campanacci delle mucche: eravamo felici, ma ….. mai dimenticare. La mitica classe 5^ di S. Ulderico Primaria Cipani Una storia come tante Dayron ha cinque anni e un fratellino di due. E’un bambino pieno desideri, lo si capisce dal suo sguardo. Ma non è tutto: è intelligente, simpatico e ha sempre un gran sorriso in faccia. Purtroppo ha un piccolo difetto: se non ha tutta l’attenzione per sé va su tutte le furie, si arrabbia e a volte scappa dall’asilo. A lui piace osservare I ragazzi di quinta raccontano Chimbote le montagne, come quelle che ci sono nel videogioco “Need for speed Rivals”, ma lui non ha i videogiochi. Chissà cosa immaginerà dietro quelle montagne! Suo papà è in prigione e non potete immaginare quanto manca a Dayron! Un giorno le maestre, che ogni tanto vanno a casa degli alunni a vedere se va tutto bene, sono andate da lui ma quando sono arrivate hanno visto quanto era veramente povero! Allora, con alcuni volontari italiani e peruviani, hanno buttato giù la baracca e l’hanno ricostruita con il pavimento di cemento e le pareti in legno. Poi hanno lavato tutto ciò che c’era dentro. Speriamo che Dayron sia più felice ora! Chiara, Alice, Matteo

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Pagina 8 CARTA BIANCA Primaria Cipani # Io leggo perché... Io leggo perché mi piace e anche provo sensazioni diverse tipo: tristezza e felicità e poi rabbia. Un libro mi insegna parole nuove. Io pensavo che il libro della mucca Moka fosse meraviglioso, invece una volta cominciato ho visto che mi piaceva davvero ma davvero tanto. Io leggo perché mi piace tanto quando provo tanta emozione. Mi piace leggere “Un leone in biblioteca” e mi piace leggere a scuola. Mi piace leggere i fumetti di “Prezzemolo”. Mi piace leggere “Se fossi come me” perché è bello. Mi piace leggere “Lupo e Lupetto” perché é commovente. Io leggo una bella stagione di un libro bellissimo che si chiama “Goal”, è un libro di calcio e io lo leggo un giorno sì e un giorno no, mi piace per- Icohéleigoggoiopceorcahécamlciiop.iace nnleelclVieebiuio.ggfardoerSggonrivlvieoecocemehirnib.etrdieoàsIeiiocenvpnfeoeespertmolpeni.eipcvogtenoaeoins:riraeqasatmruevbpibsoainbaertnsaeiricaoadvzah.lzoazmeeUiaoaiin-llIilbmroiodleibllraompurecfcearitMo oèka fToEsXse, mmiepriaavcigelipoesroc,hiénvme-i cveenugnoanovoeltma oczoimonini cisiatatonhtaonveies.to che mi piaceva davvero ma davvero tMani tpoi.ace leggere perché è bello, perché così rieIsocoleaggleogpgeerrcehiélimbrii paiamciea tsaonrteollaq.uando provo tanta emozione. Mi piace tanto leggere i Mlibirpi.iaAcme elepgigaecreele“Ugngere llieborni neuionvbi.ibIolioletegcgao” aellma i pmiaiacemlaemggmeare. Aa msceuopliaa.ce andare in biblioteca. Entro in un mondo magico… Leggo i fumetti di “Paperadamus” e le storie da 15 minuti a mia sorella. Io leggo perché imparo tante cose. La mia mamma legge per me e mi piace molto. Io leggo perché dopo posso imparare a legge- re meglio. Mi piace leggere “Mucca Moka” perché mi fa divertire. Io leggo perché così posso immaginare quella storia e così posso fare di tutto. Mi piace il libro di una sposa buffa, buffissima, bellissima. A me piace leggere i fumetti. Mi piace andare in libreria a prendere dei libri. Io leggo tante ore al giorno perché mi piace leggere tanto, e leggo per esercitarmi tanto. Mi piace leggere i fumetti di “Paperinik” perché sono buffi, e i libri scientifici con papà perché sono interessanti. Così, se trovo parole che non conosco, papà mi fa capire. Mi piace leggere perché ci metto la mia fantasia e poi posso scegliere i libri che mi piacciono di più. Io leggo perché si imparano cose nuove. Quando leggo mi sembra di essere nel mondo in cui sto leggendo. Mi piace leggere perché imparo tante cose. Mi piace leggere. Mi piace la fiaba del coniglietto perché ci sono tante figure che si aprono e si chiudono. CLASSE 2A “G.B. CIPANI” Chimbote: Mamma mia! L’OMG ha appena costruito a Chimbote una grande struttura chiamata ”Mamma Mia” . Vi chiederete il perché di questo nome e ora ve lo spiegheremo. Quando arriva in cima alla collina di sabbia su cui è stata costruita, il viaggiatore vede: distese di baracche ovunque, cani randagi, sporcizia, bambini che girano da soli e per questo dice sospirando: ”Mamma mia!” Questo quartiere è un insieme di edifici circondati da mura. Il cancello è fatto di legno e ogni sera si chiude per non fare entrare i ladri. All’interno si trova una mensa per i poveri in cui può entrare chi non ha soldi per comprarsi il cibo. Vicino alla mensa c’è l’area gioco per i bambini del doposcuola. C’è anche un oratorio e una chiesa che deve essere ultimata. Ci sono alloggi, ovviamente non come i nostri, per le maestre e per i volontari Italiani e peruviani. Infine c’è una casa per un sacerdote e per altri volontari. Chimbote è un posto molto povero e noi Italiani dobbiamo aiutarlo. Jakob, Ermanno, Fran- cesco e Alessandro

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NUMERO 18, DICEMBRE 2018 Pagina 9 Nonna Dinea Maria Cristina, 5^A Cari lettori, mercoledì è venuta a trovarci Dinea, la nonna di un bambino di 5 A che si chiama Filippo. Sicuramente vi starete chiedendo: “Come mai è venuta una nonna a scuola?” Beh, oggi sono buona e quindi non vi farò aspettare. La signora Dinea è venuta a parlarci di come si viveva una volta. Ovviamente non c’erano elettrodomestici, computer, tablet… si viveva coltivando e mi sono dimenticata di dire che i giochi erano un “lusso” e non se li potevano permettere. Uno dei giochi preferiti delle bambine erano le bambole. Anche adesso le bambine giocano con le bambole, ma se le vanno a comprare nel negozio. Mentre allora le mamme e nonne le costruivano, facendo anche il vestitino con qualche pezzo di stoffa. Per andare a scuola i bambini andavano a piedi, perché le macchine erano “rare”. Ebbene sì cari amici, anche d’inverno con la neve, quando faceva freddo. A scuola non c’erano termosifoni o il riscaldamento, solo una piccola stufa. A turno i bambini dovevano portare un pezzo di legna per riscaldarsi, altrimenti si restava al freddo per le ore di lezione. Anche i vestiti non erano perfetti come quelli di oggi, si compravano pochissime volte e quando non ti stavano più si passavano al cuginetto o sorellina. Il cibo, come ho detto prima, si coltivava e bisognava condividerlo con la famiglia. Si mangiavano cose sane come verdure, carne… escluse le caramelle che erano molto costose. Adesso cari lettori vi racconterò un paio di episodi, completamente diversi uno dall’ altro. Dei bambini, compresa Dinea, giocavano alla campana, in una specie di piazzetta dove vivevano persone benestanti. Qualche volta le persone gli davano un po’ di caramelle, ovviamente potete immaginare le emozioni che provavano. Tra tutte le caramelle che c’erano, una in particolare era un po’ strana. Quella caramella non si scioglieva come tutte le altre, anzi al contrario, restava sempre in bocca e i bambini continuavano a masticarla per ore e ore. Un giorno i ragazzi chiesero alle persone come mai erano diverse dalle altre. La risposta era semplice: quelle non erano caramelle, erano gomme americane! Ha,ha,ha, vi avviso cari lettori, se vi capita un episodio del genere avete la risposta servita. Ma adesso tocca al secondo episodio. La signora Dinea, un giorno, uscendo da scuola a piedi, passò davanti ad un negozio e in vetrina vide una bellissima bambola col vestitino azzurro. Ovviamente se la poteva solo sognare, non se la sarebbe mai potuta permettere. Raccontò questo fatto alla mamma e alla nonna. Da come erano gentili gliene costruirono una simile con il vestito azzurro. Pensate alla felicità della piccola Dinea! Provate a confrontare la vita di adesso e di allora. Loro erano più attaccati alla natura e al mondo che li circondava. Invece noi stiamo sempre attaccati alla tv e agli aggeggi elettronici. Io proverei a vivere come allora distaccandomi da tutto, apprezzando la natura e godendomela così com’è. E voi? Chimbote: l’esperienza delle nostre maestre Quest’estate tre nostre maestre sono andate in Perù, precisamente a Chimbote, per lavorare con i bambini a scuola. Ognuna di loro ha fatto una cosa diversa: musica, arte, religione ed educazione ambientale. Oltre a questo la nostra maestra Nicla ha dipinto un murales prendendo spunto da una storia: “Il filo d’oro”. Vi starete sicuramente chiedendo come abbia fatto. Beh, ora ve lo raccontiamo. Ha preso un bambino alla volta e l’ha appoggiato al muro disegnando la sua sagoma. Sullo sfondo ha aggiunto il sole e la luna e in mano ad ogni bambino il filo d’oro che finisce in cielo e simbolicamente è collegato ad altri paesi. Non crederete mai a quello che stiamo per raccontarvi. Siccome il murales era alto, la maestra usava una panchina per dipingere la parte superiore. Però, quando è entrata un attimo in classe a prendere un altro bambino per disegnare la sua sagoma, non ha più trovato la panchina: gliela avevano rubata! Queste sono cose che succedono a Chimbote. Maria Cristina, Ada, George

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PNaUginMaE1R0 O 18, DICEMBRE 2018 CARTA BPIaAgNinCa 1A0 Primaria Cipani I ragazzi di quinta raccontano Chimbote Gli insediamenti di Chimbote sono distese di baracche fatte con materiali diversi: lamiere, stuoie, compensato, legno e forse qualche mattone e un po’ di cemento per i più fortunati. Sono fatte così perché la gente del posto non ha grandi pretese… è un po’ come su “Minecraft”, un videogioco in cui i mostri durante la notte ti attaccano… e ti salvi solo se hai una casa. Anche se sono poveri c’è comunque tanto vandalismo e arrivano a bruciarti la casa se sono arrabbiati. All’interno delle abitazioni c’è una stanza o forse due. Chi è fortunato ha un fornello da campeggio. L’acqua non esce dal rubinetto: viene portata da un’autocisterna e per berla bisogna bollirla. Ismaele, Maddalena e Lorenzo Gli asili A Chimbote il Mato Grosso ha costruito sei asili e ognuno ospita tre classi: i piccoli, i medi e i grandi. Gli stabili sono circondati da alte e bianche mura che le maestre hanno abbellito con dei disegni. Dentro c’è un corti- le in parte ricoperto da un grande telone che protegge dal sole. L’acqua non c’è e viene portata con delle autobotti che riempiono un’enorme cisterna. Le classi non sono belle come le nostre perché sono costruite con materiali poveri. E’ stato bello vedere che hanno una mensa come noi e gli incarichi: i bambini che fanno i camerieri e quelli che puliscono! Sebastiano e Gemma Il Mato Grosso Le nostre maestre a Chimbote hanno lavorato insieme ai volontari del Mato Grosso. Alcuni vanno lì per rimanerci alcuni mesi, altri anni, altri per tutta la vita. Svolgono compiti diversi: aiutano i poveri, costruiscono case, scuole, laboratori per insegnare un mestiere: il contadino, l’allevatore, il falegname, lo scultore, il tessitore ecc… Molti quando arrivano lì sono talmente impressionati che pensano di non poter sopravvivere. Anche le nostre maestre l’hanno pensato, ma poi ce l’hanno fatta! Nicole e Filippo La nuova scuola elementare A Chimbote non c’è la scuola elementare, per questo una parrocchia ha prestato alle maestre tre aule per quest’anno e così sono partite tre classi prime. Per fortuna si stanno raccogliendo i soldi che servono per costruire una grande scuola che ospiterà ben 18 classi! Ora, guardando le foto che ci hanno mandato, abbiamo visto che la scuola non è ancora finita: i muri sono di cemento e da questi si vedono spuntare grossi ferri. La scuola è circondata da alte mura a causa della delinquenza. I volontari arrivano da tutto il mondo per ultimare i lavori e sono disposti a rischiare la loro vita per i bambini di Chimbote. Le maestre qui sono poche e ci è stato raccontato che, anche se aspettano un bambino, lavorano fino a quando non nasce. Valentina e Alessandro I ladri in casa A causa della povertà a Chimbote succedono cose brutte. Un giorno, ad esempio, alla mensa dei poveri è arrivata una signora anziana con il nipotino di qualche Estrema povertà Se dovessimo trasferirci a Chimbote noi non riusciremmo a sopravvivere! Alcuni bambini non si possono permettere di andare a scuola e già a 4 anni vanno ad aiutare i genitori al lavoro per pochi spiccioli. Per spostarsi non hanno una macchina loro ma usano dei taxi scassati o dei moto-taxi. E la cosa peggiore è che manca l’acqua e il cibo è scarso. Anche i vestiti sono rovinati, malconci e spesso mese. Ha raccontato che il bambino era di sua figlia che però era malata e quindi gli assistenti sociali l’avrebbero dato in adozione. La donna era molto spaventata perché quella notte i ladri erano entrati nel suo sporchi perché manca l’acqua pe lavarli. Nonostante questo cercano di andare avanti e di trovare il lato positivo della vita. Jahseh e Veronica Le tre croci In alto, sopra una collina di sabbia da cui si possono vedere tutte le invasioni di Chimbote, si vedono due grandi croci. Sapete cosa significano? Alzando gli occhi le persone pensano che, nonostante tutte le rancho. Volevano rubare un fornello da campeggio ma… lei non ha neppure quello! Pensate allo spavento che ha preso! Zoe, Michele e Matteo difficoltà, Dio è lì con loro e non li abbandonerà. Così lo pregano, per loro stessi, per la famiglia e per i figli. Vorrebbero solo una vita serena e tranquilla e sperano che Dio li accontenti. Valentina e Sara LO SAI CHE… 5 € al mese bastano per pagare l’acqua che consuma un bambino in un anno a scuola (bere, servizi igienici, cucinare e pulire); 20 € al mese bastano per pagare colazione e pranzo per ogni bambino a scuola; 30 € al mese bastano perché le maestre possano, come nel caso di Dayron, aiutare le famiglie più in difficoltà (sistemare il rancho, spese mediche o beni di prima necessità a seconda della situazione). Se vuoi aiutarci contatta le insegnanti di Poleo. Grazie!

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NUMERO 18, DICEMBRE 2018 Pagina 11 Noi ci aiutiamo Noi bambini di prima siamo proprio fortunati, perché ben 29 ragazzi che frequentano le classi prime della scuola secondaria di primo grado e che lo scorso anno erano in quinta con le nostre attuali maestre, vengono a turno tutti i pomeriggi ad aiutarci. Sono proprio bravi, pazienti, disponibili e ci piace molto imparare insieme a loro: ci fanno capire bene i giochi in palestra, ci aiutano a scrivere e a colorare, ci rispiegano le consegne delle insegnanti se è necessario, Classi Prime, Primaria Palladio ridono e scherzano con noi. Nella foto che vedete, per esempio, ci stanno aiutando in palestra a costruire le vocali con il corpo. Il progetto che è stato attivato con loro e grazie a loro s’intitola “Ti aiuto io” e ci ha fatto scoprire quanto è bello imparare con questi amici. Grazie a tutti! Multisport alla scuola primaria Palladio Un paio di alunni della 2° C hanno intervistato i loro compagni. Riportiamo di seguito le domande fatte e le relative risposte ricevute. Chi è la Maestra Fiorella? È una maestra che ci fa fare sport, è la maestra di multisport. Com’è la Maestra Fiorella? È giovane, ha i capelli biondi, è gentile, generosa, premurosa e brava. È sportiva e simpatica. Cosa si fa con la Maestra Fiorella? Ci insegna a giocare a basket, a pallamano e a calcio. Facciamo molti giochi. E ci fa fare molte corse e corsette. GRAZIE MAESTRA FIORELLA! Classe 2D Grazie al Rugby Alto Vicentino Venerdì 16 novembre, le classi prime del tempo pieno, hanno accettato l’invito del gruppo sportivo RUGBY SCHIO e si sono recate al bellissimo campo della società. Dopo una breve passeggiata di mezz’ora, i bambini sono stati accolti da alcuni giocatori/giocatrici, capitanati dal simpaticissimo Jeanluc, che hanno coordinato un’ora di attività ludico-sportiva per avvicinare i bambini a questo sport così nobile ed educativo. I bambini hanno partecipato con molto entusiasmo alle indovinate proposte, ma sicuramente la mascotte Tennesse (Border Collie di Jeanluc) è l’aspetto che ha riscosso maggior interesse tra i bimbi, così come dimostrano i disegni realizzati al ritorno a scuola. Con l’occasione la scuola primaria Palladio ringrazia la società Rugby Alto Vicentino per la disponibilità e l’accoglienza dimostrata nei confronti dei nostri bambini, conclusasi con l’offerta di una merenda a base di buonissime crostate alla frutta! Classi Prime C e D

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Pagina 12 CARTA BIANCA SI RINGRAZIANO TUTTI I PARTECIPANTI ALLA SETTIMANA DELLA CREATIVITÀ: ALUNNI, GENITORI, NONNI, NONNE, ZIE ED AIUTANTI VARI DELLE CLASSI 2° C, 4° C – D E 5° C - D DELLA SCUOLA PRIMARIA PALLADIO. Laboratorio di Natale Quest'anno alcune classi del Tempo Pieno hanno aderito al progetto "Creatività". Il laboratorio si è svolto durante l'ultima settimana di Novembre. Noi ragazzi dovevamo confezionare alcune palle da appendere a casa durante il periodo di Natale. Queste palline natalizie saranno vendute ai mercatini di Natale che si svolgeranno in centro a Schio durante i fine settimana di Dicembre. Ci hanno aiutato a confezionare gli addobbi alcune mamme e nonne di ragazzi che frequentano la nostra classe. Abbiamo preso una palla di polistirolo e l'abbiamo ricoperta di bellissima stoffa colorata che ognuno di noi ha scelto. Chi aveva già completato il lavoro andava ad aiutare gli altri compagni che erano contenti della collaborazione. Durante l'attività si poteva ascoltare una musica rilassante. Completata l'opera abbiamo deciso di sfilare per far ammirare a tutti le nostre SFAVILLANTI PALLINE DI NATALE: erano MERAVIGLIOSE!!! A questo punto una mamma ha scattato alcune foto di gruppo per ricordare questi indimenticabili momenti. Durante l'esecuzione del lavoro eravamo contenti e in aula c'era molta allegria. Ci siamo impegnati molto volentieri affinché il lavoro venisse completato nel modo migliore. Noi ringraziamo le mamme e le nonne che sono venute ad aiutarci durante l'esecuzione di questo laboratorio perché il loro aiuto è stato molto utile. Speriamo di ripetere questa esperienza che a noi è piaciuta moltissimo. I ragazzi della 4^ D Il ricavato delle vendite andrà a finanziare le classi coinvolte, per l’acquisto di materiale o il pagamento di qualche progetto. Travelling around the world in our classrooms Signori e Signore, le classi quinte A e B sono liete di presentarvi un lavoro che ha rasserenato gli animi di tutti. Seduti nella nostra aula, abbiamo fatto un viaggio intorno al mondo. Siamo 48 bambini e provenia- mo da 13 paesi diversi. Ci siamo scoperti simili e uguali, le nostre affinità ci hanno avvicinato e le nostre diversità ci hanno incuriosito. Siamo in viaggio con le porte di emergenza chiuse perché nessuno vuole scendere. Primaria Palladio, 5A e B Primaria Palladio, Classi 3^A e 3^B Progetto Teatro “La Città di Maniaperte” Nel mese di ottobre è ini- gnante di sostegno Ele- ziato, con i bambini delle na Righele, che ne cura classi 3^A e 3^B della la regia. Il testo parte scuola primaria A. Palla- dalla storia degli abitanti dio, il progetto di teatro di una singolare città “La città di Maniaperte”. chiamata “Pugnichiusi”, Il laboratorio, che si concluderà con uno spettacolo teatrale a fine maggio 2019, è coordinato per via dei suoi abitanti, chiusi nel loro mondo e nei pugni delle loro mani, a causa della maledizione di un mago cattivo. dalle maestre Mariagrazia Dall’Osteria, Rosetta Alferi, Lidia Milano e l’inse- Ma basterà l’arrivo della famiglia “Maniaperte”, con il suo entusiasmo e le “mani aperte” ad acco- gliere gli altri, per far cambiare la mentalità della gente e aiutarla ad aprirsi all’accettazione e all’accoglienza dell’altro. La città, trasformata, cambierà il suo nome da Pugnichiusi a “Maniaperte”. l’invito a non dimenticare Il canto finale “batti cinque” sarà un saluto dei bambini al pubblico e l’importanza dell’amicizia, che inizia proprio dalle mani aperte a chi ci sta vicino.

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NUMERO 18, DICEMBRE 2018 Scuola Secondaria di 1^ Olimpiadi di Matematica Pagina 13 Un piccolo corso di Robotica Complimenti ! da Mattia FF di Veronica P. A novembre si è svolto qui a scuola un progetto a cui hanno partecipato 58 ragazzi. Si intitolava ROBOTICA EDUCATIVA. Per quattro mercoledì dalle 14:15 alle 15:45 gli alunni sono stati guidati alla scoperta dei Lego WeDo e di Mindstorm. Ho raccolto i commenti di alcuni partecipanti che continuano il percorso al giovedì ogni due settimane: Gaia: Il corso di robotica é un’iniziativa molto interessante, anche se a volte certe persone vogliono fare tutto loro e lasciano poco spazio agli altri. I lavori sono molto interessanti e ci si diver- te. La professoressa Minotto é molto simpatica e ci aiuta sempre. Costruiamo dei modellini con i kit LEGO WEDO che ci vengono forniti. All’inizio eravamo circa una sessantina per le lezioni con Simone (l’esperto programmatore) mentre ora siamo meno: comunque ci divertiamo lo stesso. Luca: La robotica è spassosa ma anche un po’ difficile: se sbagli un passaggio succede un disastro! La cosa triste è che si fa un giovedì sì e uno no. Sono sempre curioso di sapere cosa si farà la volta prossima. I Lego WeDo sono simili ai lego normali però si programmano e si muovono elettricamente. Mattia: È divertentissimo frequentare i corsi di robotica. È il mio laboratorio preferito ed è molto difficile per chi non conosce la materia o non ha mai maneggiato i Lego. Qual è il colmo per un drago? Avere la gola infiammata! Qual è il colmo per uno squalo? Essere squalificato! Qual è il colmo per un vampiro? Essere sfidato all’ultimo sangue! Qual è il colmo per un pirata? Avere un figlio che è un tesoro! Qual è il colmo per un eschimese? Rimanere di ghiaccio! Qual è il colmo per un sindaco? Avere una moglie fuori dal comune! Qual è il colmo per una giostra? Essere presa in giro! Qual è il colmo per una giraffa? Essere nei guai fino al collo! Qual è il colmo per un vigile? Sparire dalla circolazione! Qual è il colmo per una zanzara? Andare in vespa... a Mosca! Qual è il colmo per un falegname? Fare il proprio comodino! Qual è il colmo per due ciclopi? Parlarsi a quattr’occhi! Veronica P.

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Pagina 14 CARTA BIANCA Caricatura di Agnese P. Caricatura di Cristiano C. INTERVISTA AI PROFF DI ARTE prof.ssa Stivale prof. Ruaro Dove insegnava prima di venire qui? Istituto Comprensivo di Mussolente e Bassano. Nella scuola di Valli del Pasubio. La mattina, quando si alza, è felice di venire a scuola o preferirebbe stare a letto? Molto felice di venire a scuola Molto felice di venire a scuola Ha svolto anche altri lavori? Si, dipendente presso la Bottega Verde. Lavoro nella scuola da trent’anni . .. Come mai ha deciso di insegnare arte? Principalmente per passione e poi per piacere Per interesse e piacere, comunque già nell’orientamento scolastico il desiderio era insegnare arte Era bravo/a in questa materia alle medie? Si, mi piaceva molto rappresentare i fumetti. Abbastanza… Quale era la sua materia preferita alle medie? Che lavoro pensava di fare alla nostra età? Arte e immagine Senz’altro “Arte Immagine” Se non facesse il professore/la professoressa che lavoro farebbe? Sinceramente… non lo so. Un lavoro comunque… forse sempre vicino alle immagini.. all’arte.

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NUMERO 18, DICEMBRE 2018 Pagina 15 Ultima domanda: Cosa pensa dei ragazzi che pensano di non essere all’altezza nella sua materia? Penso che non sia vero. Tutti i ragazzi possiedono fantasia, creatività e immaginazione... abilità importantissime che attraverso il gioco, la conoscenza, il coinvolgimento, la pazienza e tanta buona volontà tutti o meglio “quasi” tutti possono riuscire ad essere all’altezza di questa materia Arte e immagine. Cerco di coinvolgerli nel disegno, fare e rifare immagini con emozione. Cerco anche di coinvolgerli nella lettura delle immagini sia storiche che contemporanee. Intervista di Elide e Gaia Sondaggio nelle classi prime Per il primo numero del giornalino di quest’anno la redazione del giornalino ha deciso di intervistare le classi prime e la dirigente sull’inizio dell’anno scolastico 2018 -2019… qui sono riportati i risultati del sondaggio: GLI ALUNNI DELLE CLASSI PRIME 2018/2019 SONO: 140 GLI ALUNNI DELLE CLASSI PRIME 2018/2019 A CUI E’ PIACIUTO L’INIZIO DELL’ANNO SONO: 129 GLI ALUNNI DELLE CLASSI PRIME 2018/2019 A CUI NON E’ PIACIUTO L’INIZIO DELL’ANNO SONO: 011 Idea di Fabio P. È una buona cosa che l’inizio del nuovo percorso scolastico sia stato gradito da una percentuale così alta di alunni! SONDAGGIO SULL’USO DI INTERNET E DEI SOCIAL Abbiamo compiuto un sondaggio sull’uso di internet e dei social presso gli alunni del nostro plesso “P. Maraschin”. Dei 151 che hanno risposto, solo 1 non ha acesso a internet a casa e solo 1 su 3 ha delle regole fissate dai genitori sull’uso di internet. Il 65% può accedere liberamente con vari dispositivi: sia smartphone, tablet o PC. Il 70% possiede un dispositivo di cui può disporre in modo esclusivo. 6 alunni hanno rice- vuto lo smartphone prima del compimento di 9 anni. Un terzo di coloro che hanno risposto invece non lo hanno ancora. Metà degli intervistati accedono ad internet per 1-2 ore. Solo 29 ammettono di superare le 3 ore su internet. Cosa si fa in internet? Ascoltare musica e guardare video oltre a chattare sono le attività principali. 124 dicono di usare internet per scuola. Ma alla domanda successiva, solo metà accede alla Classroom poche volte la settimana. 81 consultano regolarmente il registro per vedere i compiti. La navigazione è fatta per lo più da soli. I genitori si fidano e pochi fanno qualche domanda ai figli circa quanto fatto online. Qualche genitore ha spiegato di non diffondere dati personali e di non comunicare la password a nessuno. Ma ci sono alunni che non hanno ricevuto istruzioni o limiti al riguardo. Coscienza apposto? 84% dice di si… Il resto alla prossima puntata. (Se non hai votato, che aspetti a farlo?)

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