GIORNALINO DI NATALE

 
no ad

Embed or link this publication

Description

GIORNALINO DI NATALE

Popular Pages


p. 1

Qu@rto speciale Natale Gobetti-De Filippo A.s. 2018-2019 Edizione speciale Natale 2018 SOMMARIO: NATALE E RINASCITA AMBIENTALE QUARTO: UN NATALE DI BUONI PROPOSITI Natale e rinascita Ambientale 1 Presepe vivente a Quarto 2 Quarto ha 70 anni Un paese magico Quarto: beni ambientali unici 3 3 4 Tradizioni e agricoltura 4 Una bella leggenda locale 55 Notizie di rilievo:  70 anni di Quarto (pag.3)  Beni ambientali (pag.4)  Una bella leggenda locale (pag.5)  I 150 anni della nostra scuola (pag. 8) Pagina 1 Sotto l’albero, quest’anno, la nostra scuola e la città di Quarto potrebbero trovare tanti doni meravigliosi. Noi della scuola Media Gobetti De Filippo, ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno. Il tema trasversale deciso per quest’anno è “l’ambiente e la sua salvaguardia”. Il nostro intento sarà quello di valorizzare, scoprire, rivalutare… il nostro territorio. con la consapevolezza di essere immersi in un paesaggio unico e prezioso. Tra i tanti buoni propositi, la nostra scuola, in collaborazione con Lega ambiente e con il patrocinio del Comune di Quarto, si è impegnata nella raccolta di rifiuti pericolosi, con appositi contenitori e con una grande opera di sensibilizzazione tra gli alunni. Sotto l’albero, del resto, Quarto potrebbe trovare una sorpresa davvero favolosa. Nessuno ne vuole parlare per scaramanzia, ma i Quartesi sanno che “I campi Flegrei” sono in lista per diventare “un bene Unesco”. Non è uno scherzo! Già da comuni “Flegrei” hanno chiesto all’ “Unesco” di prendere in considerazione l’area flegrea per il riconoscimento di “Patrimonio Universale dell’Umanità”. La candidatura è stata inoltrata, ovviamente ciò non significa che i nostri “Campi di fuoco” abbiano già ricevuto la, tanto ambita, qualifica ; gli ispettori dell’Unesco dovranno, infatti, prima recarsi sul posto per verificare se i diversi comuni dell’area rispondono ai criteri per l’inserimento nella sua speciale lista. Noi ragazzi di Quarto vogliamo, più che mai, farci trovare pronti. L’eventuale successo finale sarebbe un onore, ma anche una responsabilità grandissima. La vera sfida è quella di riscoprire e dare valore a tutti i tesori che abbiamo, comprese le meraviglie del paesaggio. L’Unesco è l’organizzazione dell’ONU che si occupa di salva- ze culturali e naturali del pianeta e di diffondere l’educazione. Per essere incluso nell’elenco dei patrimoni da “salvaguardare”, un luogo deve soddisfare almeno uno dei dieci requisiti fissati per la selezione. Deve, ad esempio, costituire una testimonianza unica, o comunque ecceziona- le, di una tradizione culturale o di una civiltà del passato. Oppure deve contenere elementi naturali straordinari o aree di eccezionale bellezza naturale e importanza estetica. I “nostri” Campi Flegrei sembrano possedere più di un requisito tra quelli richiesti dall’Unesco. La parola “Flegreo” deriva dal greco e significa brucio. Nella zona sono, infatti, riconoscibili 24 crateri vulcanici tra i quali la conca di Quarto. Noi siamo “vulcanici”. Ci troviamo nel paradiso di grandi ricchezze paesaggistiche e culturali. Ci sono tutti i requisiti non ci resta che rimboccarci le mani-

[close]

p. 2

Avvenimenti PRESEPE VIVENTE A QUARTO UNA BELLISSIMA TRADIZIONE CHE RISCHIA DI ESSERE DIMENTICATA In occasione del Natale, la comunità parrocchiale di Gesù Divino Maestro in Quarto, ha sempre organizzato l’ormai tradizionale presepe vivente. Circa 100 personaggi hanno dato vita, ogni anno, alla rievocazione della Natività. A fare da cornice ai personaggi che rappresentano la vita e il lavoro frenetico di tutti i giorni, anche nella notte Santa, sono state, da sempre, le Masserie “Casalanno”, e “Sciccone”. Si tratta di agglomerati di case contadine , tipiche di Quarto, che conservano ancora il fascino dei tempi andati. Attraverso un cammino tra i vari mestieri e “scene” , era possibile degustare focacce, frittelle, caldarroste ed altri prodotti del nostro territorio. Al termine del percorso, ogni 25 minuti circa, veniva rappresentata la scena della natività, dal momento dell’annunciazione alla visita dei magi. Da sempre gli scopi perseguiti dagli organizzatori sono stati i seguenti: SCOPO RELIGIOSO: riproporre nel mondo il messaggio di pace irradiato dalla Grotta di Betlemme; SCOPO CULTURALE: mostrare gli antichi attrezzi e mestieri della tradizione agrico- la, boschiva e artigianale di Quarto; SCOPO STORICO: far conoscere le masserie, antiche abitazioni rurali , e contribuire alla loro valorizzazione; SCOPO SOCIALE: offrire un' opportunità di aggregazione per la gente. La rappresentazione veniva articolata in venti scene, distribuite nei locali delle antiche masserie Che sorgono nella zona della “Macchia” di antichissima vocazione agricola. Si poteva accedere dall’antico ponte sul “Regio Lagno”, si poteva ammirare l’antichissima cappella dell’Assunzione, si poteva sostare presso una tipica “piscina” e si poteva lasciare l'area del Presepe nella zona attigua alla chiesa di “Gesu’ Divin Maestro. Erano circa cento i figuranti, in costume d'epoca, che partecipavano alla rappresentazione. Accanto alle scene di ispirazione biblica (dall' annunzio del Messia alla Natività) c’erano quelle che riproponevano i "mestieri" tipici della Palestina di duemila anni or sono e quelli della tradizione artigianale di Quarto. All'impegno degli organizzatori si è sempre, accompagnata l'entusiastica partecipazione dei personaggi e degli abitanti delle masserie e degli abitanti della “Macchia”, che si sono prodigati, anno per anno, con ammirevole dedizione. Le finalità prefissate dall'Associazione sono state, sempre ampiamente raggiunte, in considerazione delle centinaia di visitatori che sono stati registrati ogni anno. Ci inorgoglisce inoltre ricordare che tutto ciò che veniva offerto , così come i vestiti e gli oggetti di scena erano opera spontanea e gratuita dei laboriosi e “devoti” abitanti di Quarto . Il presepe vivente di Quarto era un evento che poteva appartenere alla tradi- zione della regione Campania se solo ci fossero state le istituzioni adatte e si fosse guardato (finalmente) anche al bello. La passeggiata suggestiva per le Masserie e per l’attigua campagna, illuminata rappresentavano uno straordinario momento di arricchimento culturale. Vi sono delle risorse in questo nostro paese “martoriato” che nessuno si sognerebbe mai di trovare. Peccato che vengono dimenticate! ( La redazione della I G ) CON NOI: UN NATALE SOLIDALE DA SEMPRE IL CONTRIBUTO DELLA NOSTRA SCUOLA PER ALIMENTARE LA SPERANZA Ormai è una consuetudine radicata nella nostra scuola quella di organizzare, prima delle vacanze di Natale, una tombolata in ogni classe per la gioia dei ragazzi e un po’ meno dei docenti. Tutto il ricavato è devoluto per Thelethon. La novità per la nostra classe è stata quella di giocare a tombola con la LIM (http://www.lanuovaitalia.it% 2F&h=57bac) un divertimento assoluto, lo consigliamo a tutti. Dal 1990 Telethon, insieme a milioni di italiani, ha lanciato una sfida: sconfiggere la distrofia muscolare e le altre malattie genetiche. Una gara contro il tempo, perché sono tante le persone mala- te che aspettano una risposta, e dove le energie vanno dosate, perché sono pochi i fondi pubblici e privati investiti in questa ricerca, mentre i costi per arrivare alla cura sono molto alti .Per garantire alla ricerca sulla distrofia muscolare e le altre malattie genetiche il maggior numero di fondi la squadra di Telethon lavora tutto l’anno e si è dotata di un sistema di gestione rigoroso ed efficiente. Per ogni euro, circa settantasette centesimi vanno a finanziare la- boratori all'avanguardia, istituti e attività istituzionali legate alla ricerca. Telethon ogni anno spie- ga come ha investito i soldi donati dagli italiani. Lo fa attraverso la pubblicazione dei suoi bilanci, in piena trasparenza e attraverso la certificazio- ne di revisori esterni. I fondi arrivano, oltre che dai privati, anche dalle Istituzioni. La “Gobetti-De Filippo” c’è! (IIG)

[close]

p. 3

Cronaca Quarto: Settant’ anni ma non li dimostra Pagina 3 DAL 1948 al 2018: un cammino lungo una vita Il nostro Paese compie settant’anni e non mancano le celebrazioni per il suo “verecondo” compleanno. Eppure il cammino verso l’autonomia amministrativa, dell’antica contrada di Quarto è stato molto lungo e tormentato ed è stata ottenuta solo nel 1948. Fino a quell’anno, infatti, Quarto non era una città autonoma ma solo una sezione del comune di Marano, dimenticata dalla civiltà. Nel ‘700, l’unica, autentica fondatrice della comunità Quartese è “S. Maria libera nos a scandalis” ovvero la Santa Patrona dei coloni quartesi. Fin dal Medioevo santa Maria è il simbolo del forte desiderio comunitario degli abitanti di questa contrada. Fin dall’anno Mille, infatti, Santa Maria appare come la figura che dona volto e corpo alla città. L’unica autorità costituita è stata, per mille anni, la “Madonna di Quarto”. La sua immagine diventa il “logo”, “lo stemma” di un’autonomia amministrativa che non c’è. Talmente forte era l’identificazione dell’immagine della Madonna come simbolo di Quarto, che tale “figura” fu utilizzata, con baldanza, come stemma elettorale della lista dei post fascisti, guidati dall’ex sindaco Domeni- co Di Falco, nelle prime elezioni comunali del 1948. L’immagine della Madonna , manco a dirlo, “stravinse”, riportando alla guida della prima amministrazione comunale, gli stessi fascisti che avevano da sempre osteggiato la richiesta di autonomia amministrativa. Per quanto riguarda il culto , i Quartesi sanno che la “loro” Madonna è una santa “riservata”, “discreta”. Nonostante una devozione millenaria, non si è mai manifestata con grandi miracoli, di cui se ne conservi memoria. Ella è intimista nel senso che preferisce dialogare intimamente con il singolo credente, senza alcuna necessità di manifestarsi in eventi soprannaturali e dimostrativi. I “vecchi” di Quarto lo sanno e questa è la loro forza. Il Quartese “Doc” non chiede un miracolo ma la “grazia” (ovvero la speranza nei momenti di sconforto e solitudine). Santa Maria sta a Quarto dal 1013 e per i suoi (veri) abitanti la Madonna (che “libera dalla paura”) si identifica perfettamente con la città che, quest’anno, ha compiuto “settant’anni” e io che sono orgoglioso/a di essere Quartese “ho-tanta” speranza….nel cuore! (La redazione della II G) Un paese dalla storia magica Ci fu un periodo nella storia di Quar- to, in cui Federico II dimorava in un castello che, ancora oggi, sovrasta il cratere, insieme a Bianca Lancia madre di Manfredi e futura sposa. All’imperatore (Stupor mundi) piaceva questo territorio. Amava tutti i Campi Flegrei . Li aveva scoperti anni prima quando aveva deciso di farsi curare ai bagni di Pozzuoli, il sito era stato di suo gradimento e l’imperatore si era prodigato per esso. Aveva fatto costruire una dimora fortificata sulle pendici di Quarto (l’attuale castello di Monteleone). Spesso Federico e la sua “dama Bianca”, si recavano a caccia nel sottostante bosco che ricopriva tutta la pianura. Quel giorno essi cavalcavano insieme, e l’imperatore, portava al braccio l’inseparabile falcone. Una piccola cappella dedicata alla Vergine si ergeva tra la fitta vegetazione. Un improvviso rumore di foglie attirò l’attenzione dei due. Non fecero in tempo a voltarsi che un grosso cinghiale caricò il cavallo di Bianca. Un urlo e la donna si trovò a terra disarcionata. Federico scese prontamente da cavallo e brandì il coltello, ma il falcone legato al suo braccio gli era d’impedimento. Lui si pose a fianco della sua donna, pur essendo cosciente delle sue scarse risorse. “Vergine Maria liberaci da questo pericolo” – urlò Bianca, con lo sguardo implorante rivolto alla cappella. Come d’incanto il cinghiale si girò e sparì nella boscaglia. Dopo poco tempo, al posto della cappella fu edificata, per grazia ricevuta, una chiesa, commissionata dal grande Federico e dalla sua “dama bianca”. Un modesto affresco ricordava i fondatori: un uomo con un falcone e una donna al suo fianco. Sono trascorsi i secoli: il bosco è stato soppiantato prima dalle colture e poi dal cemento, i cacciatori hanno lasciato il posto ai contadini e questi ai napoletani in cerca di alloggi, l’affresco è andato distrutto. Ma la Vergine “libera nos a scandalis”, divenuta la protettrice di Quarto, è sempre lì, intenta a vigilare sui pericoli incombenti. Quelli odierni piu’ minacciosi del grosso cinghiale di Federico II. Quarto, ha un passato assolutamente, magico, ma sono in pochi a saperlo! (La redazione della II G)

[close]

p. 4

QUARTO: UN BENE CHE VALE NON SOLO A NATALE MA NESSUNO LO SA.. Ormai quasi tutti sanno che nel territorio di Quarto ci sono testimonianze archeologiche uniche, ma nessuno ha mai parlato dell’inestimabile patrimonio naturalistico che ancora è presente in questo paese a dispetto di tutto. Lungo le pendici del suo cratere, infatti, si possono ammirare le ultime propaggini di quell’antico bosco, che, un tempo, ricopriva tutta la piana. Entrando dalla “Montagna Spaccata”, ad esempio, si può svoltare a sinistra per via “Nuova Castagnaro”. Subito ci si sente proiettati in un mondo lontanissimo dal paese dormitorio che tutti conoscono. La strada si inerpica fino a raggiungere la vetta del monte S. Angelo, attraversando un bellissimo castagneto che, nei tornanti, mostra la prospettiva di alberi cedui a perdita d’occhio. Mentre si sale, la strada da battuta diviene alquanto accidentata e ricoperta da una galleria di alti e sottili fusti dei cedui. Giunti alla fine dello sterrato, siamo sulla sommità e lo spazio raccolto e chiuso dagli alberi, che ci ha accompagnato per circa due chilo- metri, si apre improvvisamente e lo sguardo è subito catturato da un antico eremo: la chiesa di S. Michele e l’annesso convento. Da molti anni non viene celebrata una messa in questa chiesa che è custodita solo da un vecchissimo “frate guardiano”. La sorpresa più bella tuttavia ci aspetta una volta svoltato l’angolo della facciata . Giunti sul retro, infatti, ci si accorge di trovarsi in uno straordinario contesto geograficoambientale. Sulla sinistra si coglie tutta l’estensione del cono craterico del Campiglione, cintato da montagne che si abbas- sano verso quello che sembra essere l’unico punto di accesso, la “Porta di Campiglione”. Sulla destra si domina l’area di Monteruscello, il mare di Licola, sino a giungere al piccolo promontorio dell’Acropoli di Cuma. Procedendo con lo sguardo, da est verso ovest, la prospettiva ci offre un panorama che è senza dubbio tra i più belli dei Campi Flegrei. Capo Miseno, Baia, Bacoli, il Lago d’Averno, il Lago Fusaro e sullo sfondo, le isole di Procida, Ischia e Capri, sono colti in unica vista assolutamente suggestiva. Fuori da qualsiasi retorica, siamo convinti che il panorama che si può ammirare dalla vetta del “Castagnaro” di Quarto non ha niente da invidiare ai panorami più celebrati del mondo. Sul versante opposto lo spettacolo è altrettanto unico! E pensare che ci volevano fare una discarica! A Quarto resistono ancora alcuni ettari di bosco bellissimo che è minato ogni giorno da tantissimi pericoli…e nessuno lo sa. TRADIZIONI SAPORI E AGRICOLTURA OVVERO: UN PATRIMONIO ENOGASTRONOMICO ECCEZIONALE PER IL NOSTRO NATALE L’importanza economica dell’agricoltura quartese è assolutamente unica ma, purtroppo, non è stata mai apprezzata adeguatamente. I prodotti del nostro terreno sono più buoni di altri perché Quarto è un cratere “flegreo” e proprio per la particolare struttura del suolo vulcanico, riesce a produrre frutti straordinari. Così, particolarmente, preziosa è la mela Annurca, ovvero: la regina delle mele; apprezzata, fin dall’antichità, per la qualità della polpa croccante, compatta, bianca, e succosa, con un aroma caratteristico e un profumo finissimo. Dopo la raccolta, queste mele vengono poste per l’arrossamento nei melai (“le porche”), ordinatamente in fila. Con dedizione e pazienza sono periodicamente girate a mano, una ad una, affinché ogni singola parte acerba possa essere arrossata. È proprio questo il processo che ne esalta le caratteristiche qualitative e conferisce quella tipicità che nessuna altra mela può vantare. Eppure rischia la fine. Un prodotto straordinario non competitivo sul mercato per gli alti costi del processo produttivo in cui tutto è effettuato manualmente ma anche perché non sostenuto da apposite politiche di marketing, come invece avviene in altre regioni d’Italia, tendenti ad esaltarne la tipicità. Così, da qualche anno, la pro-loco organizza un evento che mira a rendere questo frutto un elemento trainante della economia agricola-ristorativa e della piccola industria alimentare locale. In questi giorni, dunque, si sta tentando di raccontare il nostro prodotto attraverso ciascuno dei soggetti, istituzionali e non, direttamente o indirettamente coinvolti e coinvolgibili in un progetto di recupero e valorizzazione della nostra terra. Sì, perché puntare sulla tipicità enogastronomica è a Quarto, sempre più una strategia per lo sviluppo locale da attuare sul lungo periodo, agendo di polso sul breve periodo. Svolta questa che può essere data solo dalla passione e dalla consapevolezza di noi cittadini del prossimo futuro.

[close]

p. 5

Cultura Per Natale...Una bella leggenda locale Il paese che appariva e spariva Pagina 5 Una prerogativa metereologica, assolutamente unica, ha sempre caratterizzato Quarto. Il Natale è arrivato sempre con le “mascate”, ovvero con le brinate “bibbliche”. Purtroppo anche questo fenomeno non è più quello di una volta. E’ proprio così; infatti, la maggiore dispersione di calore nell’aria, dovuta all’accresciuta densità abitativa e agli impianti di riscaldamento, ha ridotto notevolmente la magia di “Frozen”. ‘A mascata (termine coniato dai quartesi ) rendeva il paesaggio fiabesco, spolverandolo di finissimo argento ed adornandolo di ghirlande di brina! Non c’era pietra, zolla, ramoscello, albero che non rilucesse di gemme preziose! Queste gelate erano, tuttavia, particolarmente temute per i danni che arrecavano alle colture, tanto che i contadini di Quarto preferivano coltivare sui terrazzamenti lungo le pareti del “cratere” (‘e cuost) dove le “mascate” non arrivavano. L’eccezionale fenomeno è rimasto immutato per decenni. Nei grandi silenzi ovattati della Natura, durante il riposo invernale, la piana di Quarto offriva una spettacolo mozzafiato! Si aveva la sensazione di essere fuori dal tempo, di vivere in un sogno magico. Appena il sole faceva capolino sul crinale delle colline, dopo un effimero luccichio, si tornava bruscamente alla realtà: ridotte in prosaica guazza (“acquazza”),le risplendenti gemme dei campi e in fanghiglia , quelle delle stradine, si aveva l’esatta misura dei danni arrecati. La “mascata” lasciava in retaggio un’aria gelida che “tagliava la faccia” e, come la Cenerentola della vecchia fiaba, Quarto ritornava (dopo il gran ballo), semplice e dimessa, all’operosa vita quotidiana. Più o meno simile era il fenomeno della nebbia che quando scendeva nella “conca”, impiegava diversi giorni per diradarsi. Quarto spariva nei suoi vapori fumosi e riappariva dopo molto tempo . Un paese che c’era e non c’era . I suoi abitanti erano detti “gli annebbiati”. Questa caratteristica climatica, però, ha salvato il nostro paese dai bombardamenti della II guerra mondiale. Una leggenda locale, infatti, racconta che Quarto (a causa della sua fitta nebbia), vista da un aereo, sembrava un lago e che quindi, nonostante i suoi numerosi obiettivi militari (“polveriera” del Bivio), non fu mai colpita dalle bombe. Ora è rimasta solo tanta umidità e tanta….tantissima nostalgia. Per le persone più anziane,:’ a Natività non c’è stata senza “l’usco e le mascata”!! CONSIGLI DI LETTURA: “CANTO DI NATALE” O “PICCOLO PRINCIPE”? Per le feste di Natale, ognuno di noi ha scelto un libro da leggere. Io ho preferito completare la lettura del Piccolo Principe. Quando avevo iniziato a leggerlo, pensavo di essere trasportata in un mondo romanzesco di “principesse e cavalieri”. Ma non è stato così e, sinceramente, all’inizio, ci sono rimasta male. Dopo il primo capitolo, ho capito molto poco. Allora ho deciso di soffermarmi su tutte le parole, perché la professoressa mi aveva detto che si trattava di un libro bellissimo, che mi avrebbe aperto gli occhi e mi avrebbe insegnato tante cose. Così ho scoperto che questo piccolo libro è una grande “metafora”, che dietro il piccolo protagonista, viaggiatore solitario c’è ognuno di noi, liberato da tutte le bugie e capace di guardare oltre le apparenze. E’ stata un’ illuminazione. Ad un certo punto del suo racconto di un viaggio allucinato tra i vari pianeti, il Piccolo Principe dice che: “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Questa affermazione mi ha fulminata e io ho capito ciò che c’era scritto tra le righe, ciò che c’è dietro alle apparenze. Ho capito che non devo far tacere la bambina che è in me solo perché sto diventando grande. In questo libro si parla di 43 tramonti in un solo giorno. Chi, infatti, può impedire ad un bambino di crederci. Ma il libro in cui si racchiude tutto lo spirito del Natale è “Canto di Natale” di Dickens. Lo consiglio vivamente. Io l’ ho letto e mi sono commossa. Ho fatto uno sforzo impossibile per non piangere. E’ toccante e io mi sono sentita così bene dopo averlo letto. Volevo uscire a fare del bene a qualcuno. E’ troppo bello che siano stati scritti libri come questi che riempiono di compassione il cuore della gente!

[close]

p. 6

Wonder...speranze per un futuro migliore Pagina 6 Wonderè un film sulla diversi- tà, l’inclusione e la famiglia. Si sogna un mondo migliore, un mondo senza pregiudizi, un mon- do con più giudizio: in una paro- la: Wonder. Auggie è il protagonista ed è preso di mira perchè diverso: non solo il suo aspetto ,ovvero: la sua faccia sono diversi, ma lo è anche la sua storia... Il bullismo infatti è uno di quegli argomenti che toccano sempre da vicino. Non importa come sia il viso di Auggie: purtroppo quasi tutti, almeno una volta nella vita, si sentono come lui. Diversi, non accettati, esclusi: per un motivo che non si riesce a comprendere, che ci resta il più delle volte sconosciuto. La forza sta nell’andare avanti, come fa anche Auggie, nel non mollare: prima o poi, qualcuno prenderà coraggio, si siederà accanto a noi, e da due diventeremmo cento. Il messaggio del film è quello di non giudicare le persone dal loro aspetto perchè a volte si può avere un aspetto diverso,, ma ciò che importa è il cuore di ognuno di noi : ogni essere ha nel pro- prio cuore dei sentimenti come l’ amicizia, il coraggio, l’empatia, la compassione, la gentilezza e la solidarietà. La ragazza Summer e Jack sono i personaggi più interessanti perchè Summer dice ad Auggie che a volte c’ è bisogno di avere amici carini come lui perché lui ha un aspetto diverso ma è il più sincero e speciale . Anche Jack con il suo comportamento ambiguo si rivelerà l’ amico del cuore che tutti possano desiderare ! Un film che valorizza anche il ruolo della famiglia che è sostegno, aiuto, senso di unione , rispetto e amore. E un film che invita tutti in un epoca in cui la diversità viene vista come punto di debolezza e rivalutare le diversità come punto di forza, di coraggio e di ugualità . L’ essere diverso rende ciascuno di noi un essere prezioso e speciale (come di Natale)!!! CINEFORUM: “LA MIA VITA E’ UNO ZOO” Un film in cui si concentra tantissimo spirito del Natale anche se non ha niente di Natalizio, è sicuramente il film del regista Cameron Crowe, che si intitola: “LA MIA VITA E’ UNO ZOO”. Che è stato girato nel 2011 negli Stati Uniti d’America e parla di Benjamin Mee ,sconvolto dalla morte della moglie, decide di rivoluzionare la propria vita e quella dei figli, lasciando il suo lavoro e decidendo di cambiare casa. Ma c'è un problema: la casa "ideale" che lui sceglie si trova in un vecchio e decrepito zoo, completo di 250 animali esotici. La casa, per contratto, può essere acquistata solo da un acquirente che prometta di mantenere attivo lo zoo. Nonostante i numerosi imprevisti (economicofinanziari, di gestione famigliare ed elaborazione del lutto), Benjamin e i due figli riusciranno con tenacia a rendere presentabile lo zoo, in quella che a tutti gli effetti si tramuta in una sfida che si carica di ben altri significati, il tutto con l'aiuto di una stravagan- te compagnia di inservienti, capeggiata da Kelly. Il film tratta di una storia coinvolgente e commovente che riesce a trasmettere un forte senso di amore per la vita e invita il pubblico a correre rischi per raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni. Una delle scene più belle è il finale, in cui si capisce che, no- nostante il papà abbia cambiato casa, non riesce a dimenticare la moglie e trasmette ai figli tutto l’amore che provava per lei. Film malinconico ma commovente, «La mia vita è uno zoo» è la pellicola perfetta da guardare in compagnia di tutta la famiglia. I piccoli resteranno affascinati dalla vista degli animali, mentre i grandi si lasceranno sedurre da una storia che trasmette gioia e speranza. Per noi, inoltre, che ci siamo impegnati in questa impresa “eroica” della salvaguardia del nostro territorio, è veramente un esempio eccezionale da seguire. La famiglia Mee, infatti, quando decide di salvare lo zoo e tutte le creature che vi abitano, ci rappresenta tutti, diventa la voce e la forza di tutti coloro che amano la natura e che la vogliono proteggere!

[close]

p. 7

Rubriche Pagina 7 NATALE: PER UN AMBIENTE NATURALE Anche quest’anno Conad si è rivolta generosamente al mondo della scuola, dei suoi ragazzi e delle loro famiglie con “Scrittori di Classe” e “Insieme per la Scuola”, due iniziative che, sin dalla loro nascita, hanno sempre avuto l’obiettivo di diffondere valori fermi e quanto mai attuali come la preparazione scolastica e la crescita culturale dei più giovani, a casa come tra i banchi di scuola. Grazie alla partecipazione di migliaia di classi e alla distribuzione di oltre 12 milioni di libri in quattro anni, il concorso letterario nazionale Scrittori di Classe, che coinvolge le scuole primarie e secondarie di primo grado è diventato ormai un appuntamento su cui Conad punta tutto il suo entusiasmo. Quest’anno l’edizione “Scrittori di Classe – Salviamo il pianeta” ha lanciato una tematica attuale e particolarmente sentita, con un testimonial d’eccezione: Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo! Il progetto, che si avvale della prestigiosa collaborazione del WWF, ha consentito alle classi partecipanti di avvicinarsi in modo divertente e stimolante ai grandi valori dell’ecologia e del rispetto per la natura, comprendendo l’importanza di proteggere e salvaguardare il pianeta in cui viviamo. Scendere in campo, per noi, è stato facilissimo! Sul sito “insiemeperlascuola.it” abbiamo trovato molte curiosità e materiale didattico sull’ambiente e sugli strumenti per affrontare la pratica del riciclo e molto altro! Noi abbiamo scelto il percorso sull’energia alternativa . Ne è scaturito un racconto bellissimo e avvincente, che ci fa ben sperare in un ottimo piazzamento. Ma la nostra più grande vittoria già l’abbiamo ottenuta: abbiamo dato un nostro piccolo contributo per salvare il pianeta in collaborazione (addirittura) col WWF. La redazione della II G NATALE: RICICLIAMO RIDUCIAMO RIUTILIZZIAMO PICCOLI AMBIENTALISTI CRESCONO NELLA GOBETTI—DE FILIPPO

[close]

p. 8

Redazione: Direttore Responsabile: Claudia Carandente II G Martina D’Amato II G Caporedattori: II G Caposervizi: I G Impaginatore: Carlo D’Alessio Redattori: Ragazzi IIG, IG Gobetti-DE Filippo Ed. Speciale Natale Siamo su internet : www.scuolagobettiDe Filippo quarto.it Questo l’ho fatto io Per lo spirito del Natale e per una scuola gioviale! In questi giorni, per addobbarci a festa, abbiamo scoperto di avere delle doti artistiche veramente "rare". Abbiamo preparato delle stelle di Natale con cartoncini colorati e abbiamo prodotto delle vere "opere d'arte". Le forme e le tecniche usata sono state molto diverse, i risultati sono stati assolutamente portentosi. Ognuno di noi ha cercato di essere originale. Non credevo di poter essere così creativo. Infatti, non ho mai saputo disegnare. Ma (ormai è risaputo), siamo nella scuola delle competenze. Penso che la mia "creazione" sarà pubblicata pre- sto, sul giornale di Natale! Federico D. Questo è il mio primo Natale nella nuova scuola e sto assistendo ad un fermento veramente contagioso. Non credevo di poter vivere uno spirito delle feste con tanta gioia. La Tombolata! Che grande trovata! Ho contribuito a scrivere il giornalino speciale e ho prodotto le stelle colorate. Ci sono stati i doni per la Caritas e le palline fatte a mano. L’atmosfera è veramente gioviale. Viva la mia scuola e auguri a tutti di vero cuore! Daniela LA SCUOLA DI QUARTO COMPIE 150 ANNI ( AUGURI !) In quest’anno particolare per la storia del nostro paese, non festeggiamo solo i “mitici” settant’anni dell’autonomia Comunale ma anche i 150 anni dalla nascita dell’istituzione scolastica a Quarto. La tormentata storia della scuola quartese, infatti, ebbe ufficialmente inizio nell’anno scolastico 1868-69, negli edifici attigui alla parrocchia e, per un lunghissimo periodo, è stata una storia singolare per molteplici motivi. Questa non inizia con i migliori auspici a causa del basso tasso di scolarizzazione, delle iscrizioni tardive, dell’abbandono scolastico delle pluri-ripetenze. La nostra scuola, al confronto, è il paradiso! Innanzi tutto la frequenza, molto irregolare, era limitata a un brevissimo periodo dell’anno scolastico, poiché l’insediamento abitativo era rappresentato dalle masserie sparse e l’assenza di una rete viaria costituivano una seria difficoltà per una regolare frequenza. La particola- re conformazione del territorio, antico cratere, privo di canali di scolo, rendeva impossibile, oltre che pericoloso, raggiungere la scuola nelle giornate di pioggia, quando la piana diventava un unico acquitrino. Ciò spiega perché i bambini venivano iscritti con due, tre e persino quattro anni di ritardo.Alle assenze straordinarie si aggiungevano anche quelle ordinarie, comuni a tutti gli scolari dei paesi agricoli, ove era richiesto anche il lavoro dei bambini. Quarto, dunque, non era una sede ambita per gli insegnanti perché era problematico arrivarvi e ripartirne. C’era anche il serio pericolo di contrarre la malaria, perché le acque stagnanti facevano proliferare le temibili zanzara anofele. Andare a scuola era eroico! Per questo motivo l’amministrazione Comunale era stata costretta a modificare il calendario scolastico per Quarto, anticipando la chiu- sura della scuola a maggio e riducendo a 7 i mesi di lezione. Ma sono passati 150 anni e noi l vogliamo dire grazie a tutti coloro che hanno lavorato affinché si arrivasse a questa “splendida realtà” che è la nostra scuola oggi!! Pagina 8

[close]

Comments

no comments yet