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PersonaggiO del mese: GRETA LAURENT Nordico 497€ UNIVERSO Poste Italiane spa – Spedizione in abbonamento postale – 70% NO/Cuneo – Numero 10 Anno 4 Italiani Salto e Combinata Nordica tecnica Sepp Chenetti FILO DIRETTO CON MARCO SELLE Stefano saracco Federico rigoni dario puppo Dominik Windisch Rivista mensile dicembre 2018 Edizioni Tecniche via Cuneo 16a 12011 Borgo San Dalmazzo 49/2018

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foto Flavio Becchis sommario 6 Quattro chiacchiere con Marco Selle 9 Quattro chiacchiere con Dario Puppo 12 Il ritorno intervista a Stefano Saracco 17 L’analisi tecnica di Sepp Chenetti 20 Personaggio del mese Greta Laurent 26 Obiettivo medaglia intervista a Dominik Windisch 30 Intervista insolita - Francesco De Fabiani 34 Pittin e Insam Tricolori 38 Impegno e determinazione intervista a Federico Rigoni 42 Sterrare Humanum est 48 Modena Skipass 52 Marcialonga a cinque cerchi IN COPERTINA Greta Laurent è il nostro personaggio del mese. Sta per partire la stagione invernale e Greta vuole puntare sulle sprint di Coppa del Mondo e dei Mondiali. Ci racconta anche del tran tran familare quando sono a casa rilassati lei e Federico Pellegrino. Ruka è alle porte. In bocca al lupo! NUniverso ordico Mensile di sport e cultura nordica DIRETTORE RESPONSABILE - Flavio Becchis Segreteria di redazione - info@universonordico.it 0039 346 8584988 - 0039 0171 387555 COLLABORATORI: Michele Merenda, Sepp Chenetti, Angioletta Mauro, Stefano Ferrari, Sigurd Braathen Reigstad, Corrado Borello GRAFICA E IMPAGINAZIONE Flavio Becchis Edizioni Tecniche Sas Amministrazione e redazione via Cuneo 16/a 12011 Borgo San Dalmazzo (CN) 0171 268422 info@edizionitecniche.net - www.edizionitecniche.org

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Editoriale di Flavio Becchis “Grazie Presidente” Universo Nordico Quando sfoglierete questo numero ormai la stagione avrà preso il via, con le prove di Wisla per il salto speciale e il nordic opening di Ruka, l’entrata in campo anche dello sci di fondo e della combinata nordica. Per il biathlon c’è da aspettare una settimana in più con l’esordio inconsueto da Pokljuka (Slovenia) al posto di Oestersund che ospiterà i campionati mondiali dal 7 al 17 marzo 2019. Saprete quali sono i primi verdetti se Klaebo è sempre irraggiungibile nelle sprint in classico, se Bolshunov è in grado di contrastarlo e se il nostro Federico Pellegrino è riuscito a raggiungere il suo obettivo dell’esordio. Come ho già scritto nel mese di ottobre anche in questa occasione non posso fare a meno di ricordare due amici che ci hanno purtroppo lasciati. Il primo è Roberto Martini che è mancato all’età di 76 anni nella sua Asiago. Roberto Martini, campione di skiroll e de nito ad Asiago il Re dello Skiroll. Domenica 4 novembre, quella che era iniziata come una normale giornata di svago, si è rivelata l’ultima per il grande campione di sci a rotelle, famoso anche a livello internazionale. In mattinata era uscito con un gruppo di giovani per fare skiroll. Martini, per i ragazzi, era una leggenda. Tante le sue vittorie e i record conquistati negli anni di carriera sportiva. Una volta arrivato a casa ha accusato il malore fatale e non sono servite le cure del 118 accorso nella sua abitazione; ormai era troppo tardi. Il secondo che voglio ricordare è Stefano Tosello che dopo una malattia durata un anno e mezzo si è spento all’ospedale di Cuneo. È stato il Presidente storico dello Ski Avis Borgo Libertas, il sodalizio di cui faccio parte. A volte Stefano appariva serio e sembrava burbero, ma aveva un cuore grande. Sempre attento a tutto e a tutti, non trascurava nessun dettaglio. Per anni è stato il motore trainante dello Ski Avis Borgo Libertas e Presidente per olte 20 anni anni, no al 2014. Il testimone è poi passato al glio Luca, ma lui è rimasto a lavorare nell’ombra, intesamente, per lo sci club no a quando la salute gliel’ha permesso. Grazie Stefano! Periodico mensile Anno 4 - n. 10 Finito di stampare nel mese di novembre 2018 presso Edizioni Tecniche - Borgo S. D. Iscrizione al Tribunale di Cuneo al n. 653 del 1/06/2015. Abbonamento annuale (10 numeri) Italia Euro 55,00 - Estero Euro 140,00 Copyright Edizioni Tecniche Sas Stampa: Edizioni Tecniche Sas www.edizionitecniche.org Di usione e vendita per l’Italia Edizioni Tecniche Sas L’u cio abbonamenti è attivo al 0171268422 con il seguente orario dal lun. al giov. 9,00 -12,30 / 14,30 - 18 (ven. 9-12) U cio Pubblicità: 0171268422 RUBRICHE 3 Editoriale 53 Autoscatto UN 3

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UNA grande COLLANA PER CHI AMA LO SCI NORDICO Hai perso qualche numero? acquistalo

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Richiedi l’annuario Skirollistinews 2012, 2013, lo speciale Mondiali skiroll in Val di Fiemme e lo speciale Mondiali di Solle ea in inglese scrivendo a info@edizionitecniche.net

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Universo Nordico Quattro chiacchiere con MARCO SELLE Come sta procedendo la preparazione? In giro al momento c’è davvero poca neve ma è probabilmente una situazione critica a livello europeo, per fortuna a Livigno abbiamo sciato bene malgrado le temperature molto elevate. A Davos stiamo sfruttando la snow farming ed abbiamo piani cato un allenamento di 10 giorni a Rovaniemi. Anche lì sapevamo che erano dotati di una snow farming, ormai possiamo soltanto fare riferimento a questo, almeno no alla metà di novembre; è troppo rischioso partire per il nord nella speranza che ci sia neve naturale. Abbiamo infatti trovato condizioni di neve primaverile e una continua nebbia che non dava sicuramente il senso di essere nel paese di Babbo Natale, ma sembrava di essere nella nebbia di Milano a novembre. I nostri atleti hanno comunque lavorato bene anche in collaborazione con la squadra russa che sicuramente è stata di stimolo e di confronto. Qui a Davos si sono aggregati i ragazzi della squadra Under 23 ed assie- me alla squadra femminile hanno partecipato ad un paio di test che organizzano qui da tre anni; erano presenti anche la squadra Svizzera e qualche altro atleta che si sta allenando lungo questi 3 chilometri e mezzo. I segnali sono confortanti, grossi problemi non sembrano essercene, a parte Bertolina che ha un’ ernia che lo costringe a fare allenamenti ad hoc e deve continuamente tenerla sotto controllo, gli altri stanno bene. Sono soddisfatto perché l’umore sembra quello giusto per a rontare l’avvio di stagione. Come mai la scelta è andata su Ravaniemi? Abbiamo scelto di allenarci a Rovaniemi perché l’ aeroporto è molto vicino alla pista da fondo e quindi il viaggio non è così stancante. Quasi tutti i ragazzi rientrano, a parte Pellegrino e De Fabiani che rimangono in Finlandia. Hanno fatto dei test con dei russi e nel prossimo weekend Pellegrino e De Fabiani faranno un paio di gare Fis, credo che il livello sarà piuttosto alto. 6 UN

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Universo Nordico Hai avuto qualche segnale dallo stato di forma dei norvegesi? Si sa che Johaug è in gran forma, sarà un probabile monologo, forse ancora più schiacciante rispetto a quello delle altre stagioni. I norvegesi sono venuti in Italia a sciare in ghiacciaio, adesso sono a Beitostølen, su una pista con grosse di coltà di tenuta malgrado abbiano una snow farming. Si sa tanto di tutti no ad un certo momento, poi da novembre in poi facciamo più fatica a sapere e ettivamente cosa fanno gli altri. Sappiamo cosa fanno i tedeschi, gli svizzeri o il canadese Harvey perché abita ormai a Davos, ma certe nazioni tendono a nascondere un po’ la condizione dei propri atleti. A Ruka le cose saranno molto vicine a quelle che abbiamo lasciato otto mesi fa con Klaebo, Bolshunov e Krueger che lotteranno per la Coppa del Mondo. Noi saremo in prima linea con Federico nelle sprint e speriamo non solo con lui, potrebbe anche esserci Rastelli o qualche altro giovane dell’under 23. Lotteremo con De Fabiani, speriamo Salvadori, Noeckler e Rastelli nelle gare su distanza. Ho visto le donne decise, determinate, consapevoli che sarà una stagione importante perché non si aspetta nessuno che arrivino con costanza nelle prime dieci e magari neanche a punti in tutte le gare, però devono dare un segnale diverso rispetto a quello che è stato l’ultimo periodo dove si è raccolto davvero molto poco. Ne avremo sei, con Dobbiaco, la Val di Fiemme e Cogne. A Dobbiaco sfrutteremo il contingente allargato con il gruppo nazionale e abbiamo la possibilità di portare gli atleti delle squadre minori in un contesto di alto livello. In Val di Fiemme dovremo vedere come e chi arriverà con la possibilità di fare la Final Climb. La volontà è di portarne più di uno e avere una maggior rappresentanza rispetto allo scorso anno. Sappiamo bene che alcuni atleti dei nostri se sono in classi ca si sacri- cheranno un po’, se non lo dovessero essere sarà un modo per tutelarli, non avendone tantissimi, come poteva essere una decina di anni fa, dobbiamo cercare anche di sfruttarli nelle gare a loro più adatte e non spremere troppo i talenti che abbiamo, mantenerli soprattutto in vista di Seefeld che è l’appuntamento più importante della stagione. Come sono i percorsi dei Mondiali? Li conosciamo perché lo scorso anno si sono fatte le gare premondiali a Seefeld. Quest’anno abbiamo fatto un raduno di dieci giorni, c’è una pista da skiroll appena sistemata che ricalca in buona parte i percorsi invernali. Forse rispetto ad altri mondiali la sprint, non ha di coltà o dislivelli pronunciati e anche i tracciati delle gare distance sono un po’ più umani rispetto a Lahti o Falun dove c’erano un paio di salite piuttosto impegnative. Come vedi il calendario di Coppa del Mondo? Costringe tutti a fare grandi viaggi ed enormi spostamenti. Dovremo fare delle scelte perché per tre volte si sale e si scende dalla Scandinavia, per quattro o cinque volte saremo sulle Alpi, c’è il viaggio in Canada a ne stagione che complica le cose soprattutto a livello economico. Saremo costretti a ridurre qualche weekend o qualche località limitando continui viaggi. È un problema che fa aumentare i costi. Sappiamo che tutte le nazioni comunque sono tirate con il budget e, a parte la Norvegia e la Russia, tutte le altre devono fare i conti. Si rischia in certe situazioni che alcune nazioni disertino o alcuni atleti forti facciano delle scelte soprattutto quando ti costringono a fare 15 viaggi a stagione, qualcuno preferirà stare a casa a tirare il ato. Le gare in Italia... Puo parliarci del calendario italiano? Riale è uno dei pochi posti in Europa dove sembra non ci siano problemi di neve, hanno chiesto loro di organizzare una gara Fis. Prima organizziamo un raduno con la squadra A femminile e con la Under 23 che si concluderà con le gare. Le prove di Riale e Santa Caterina serviranno a selezionare i ragazzi da portare in Coppa Europa e chi se lo meriterà davvero, nel terzo appuntamento di Coppa del Mondo a Beitostølen. Qui daremo la possibilità alle ragazze di fare il loro esordio come squadra visto che ci sarà la sta etta. Cosa ti aspetti da questa gara a squadre? Sappiamo che sarà di cile fare bella gura perché ci troveremo di fronte tre sta ette norvegesi agguerritissime e saranno iscritte solo le nazioni forti. Purtroppo nel fondo, nelle prove a squa- UN 7

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Universo Nordico dre si iscrivono solo le nazioni forti, quelle che hanno qualche di coltà preferiscono non partecipare e quindi ci sarà un lotto di partenti poco numerosi dal livello estremamente alto. Ai mondiali o alle olimpiadi invece molte nazioni puntano ad esserci anche se non hanno quattro atleti forti; le nazioni più forti schierano solo una squadra. Credo che sia giusto farle partire da lì anche se siamo consapevoli che non è il massimo esordire in Norvegia perché ti trovi di fronte tutto lo squadrone norvegese più altre atlete del gruppo nazionale che sono comunque di altissimo valore. Il calendario nazionale prevede prove sui territori che hanno subito gravi danni durante l’autunno. Per fortuna la pista di Sappada si sviluppa tutta al di fuori del bosco, quindi non credo ci saranno grossi problemi da risolvere. Purtroppo in altre località gli alberi caduti non daranno la possibilità ad alcune stazioni sciistiche di aprire. Alcuni paesi hanno dovuto far fronte ad emergenze primarie legate a strade, ponti, purtroppo ci sono stati ingenti danni, pensiamo a Paluzza, Forni Avoltri per cui hanno esigenze prioritarie prima di pensare a sistemare le piste da fondo. Dove saranno i Campionati Italiani? Uno sarà in concomitanza con l’Opa Cup ad Isolaccia il 21 dicembre, si tratta di due gare in tecnica di pattinaggio. È uno dei due weekend liberi dalla Coppa del Mondo e dà la possibilità a tutti di partecipare. Poi ci sarà una specie di test event, una prova generale a Cogne, faremo una sprint in skating ed una gara in classico proprio per permettere al comitato organizzatore di testare i percorsi e dare modo a noi di selezionare i ragazzi che poi potranno correre in Coppa del Mondo sugli stessi format due settimane dopo e guadagnarsi un posto per Seefeld. A ne stagione ritorna Campo Carlo Magno per gli assoluti e le gare giovanili, purtroppo sono molto avanti perché la Coppa del Mondo termina la settimana prima in Canada ed era impossibile gareggiare prima. Nei campionati italiani è giusto poter avere tutti gli atleti più forti e non si poteva anticipare e metterlo in concomitanza con altre prove di Coppa del Mondo. È meglio così per tanti aspetti perché costringe i ragazzi a tenere duro e sciare il più possibile siccome molto spesso le condizioni migliori si hanno in primavera e non in autunno, vale la pena mettere gare in calendario a ne marzo o inizio di aprile. Dove saranno i Campionati italiani giovani? Rispecchiano un po’ quelle che sono le date delle precedenti stagioni. Per quanto riguarda gli Under 18 e gli Under 20, si parte da Chiusa Pesio nel secondo weekend di gennaio, ci sarà un campionato italiano ad Asiago a febbraio e poi Campo Carlo Magno per le ultime due gare. Salterà quest’anno l’appuntamento con la Team sprint di Fiera di Primiero ... Con il Tour de ski che parte in Italia il 29 dicembre da Dobbiaco era veramente impossibile organizzar le due gare del 26 e 27 di dicembre, la sprint e la team sprint. I ragazzi che parteciperanno a Dobbiaco saranno numerosi potendo schierare il contingente nazionale e quindi si sarebbero sminuiti troppo i due eventi che sono stati in passato fra i più belli e meglio organizzati in assoluto; con un Tour de ski che parte così presto è impossibile metterle in programma. Il prossimo anno il problema sarà ancora più grosso con il Tour de ski che anticiperà di un giorno l’inizio rispetto a quest’anno. Per le due stagioni successive il calendario internazionale ci permetterà di rimettere in calendario questi due eventi che danno lustro alla nostra disciplina in ambito nazionale. Vuoi aggiungere qualcosa? Con la nuova impostazione delle squadre nazionali si sono cambiati gli allenatori responsabili. Vogliamo che queste nuove figure siano di stimolo e producano entusiasmo e voglia di reagire; abbiamo puntato tanto sulla compattezza del gruppo e sulla voglia di riscatto da parte di parecchi atleti. Tutti hanno lavorato con entusiasmo e lo hanno trasmesso anche a me. Bisognerà avere un po’ di pazienza e supportare il fondo italiano che sta cercando di risalire la china e anche in questo chiediamo la collaborazione ai tifosi nel sostenere i nostri atleti. 8 UN

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Quattro chiacchiere con DARIO PUPPO “Sono 20 anni che faccio le telecronache non è roba da poco, ho quasi 45 anni ed ho iniziato a 25 anni a commentare “ Universo Nordico Cosa ha determinato il tuo avvicinamento agli sport invernali? Non sono stato un atleta, ho giocato per diletto a tennis e a basket, lo sci l’ho conosciuto un po’ più tardi verso la ne delle superiori quando ho iniziato a sciare. Quindi la mia passione non è nata con la pratica. Mi è sempre piaciuto tantissimo seguire diversi sport, ricordo di essermi appassionato al fondo vedendo la medaglia di Albarello ad Oberstdorf nel 1987. Il biathlon sinceramente l’ho visto alle olimpiadi però non mi aveva colpito, non è nato prima l’amore per il biathlon di quando poi ho dovuto commentarlo, solo dopo che l’ho commentato ho iniziato ad apprezzarlo. Quale è stato il tuo percorso da commentatore? Sono praticamente 20 anni che faccio le telecronache non è roba da poco, ho quasi 45 anni ed ho iniziato a 25 anni. Tra le altre cose ho avuto la fortuna di commentare tutte le partite di basket del Dream Team del 1992 con Magic, Bird e Jordan e anche tutta la serie di pugilato di Tyson ed Ali. Mi piace seguire il pugilato, mi appassiona perché è molto di cile. Come è iniziato con Eurosport? Nel 1998 Rai prestava alcuni giornalisti, poi nacque l’esigenza da parte di Eurosport di cerca- re nuove voci. Eurosport all’inizio è nata come costola dell’Eurovisione poi è diventato un’altra cosa. Ho incominciato con lo sci di fondo, forse negli stessi giorni ho lavorato anche con il pugilato. Il fondo l’ho commentato dal 1998 al 2009, negli ultimi 10 anni mi sono dedicato al biathlon. Sono molto legato ad Albarello, ho commentato con lui la mia prima gara di fondo, Marco in quegli anni mi ha dato una mano nelle telecronache perché mi portava gli atleti quando era responsabile del settore. Nel 2003 è stata la volta della Val di Fiemme. Rimangono indelibili nella mia memoria le gare di Torino 2006 del fondo, ho commentato la sta etta dove gli azzurri hanno vinto l’oro. Ho fatto la telecrona delle imprese di Stefania Belmondo un’altra gura a cui sono legato. Hai anche commentato altri sport invernali... Ho avuto la fortuna di commentare tutti gli sport invernali dello sci, ricordo con piacere l’ultima vittoria del salto italiana con la vittoria nel Gran Prix estivo di Cecon. Lo sci alpino l’ho seguito dai mondiali di St. Moritz 2003 no al 2009 in Val di Isere. A Torino 2006 a Sestriere ho fatto la telecronaca delle gare tecniche di gigante e slalom, ho commentato i mondiali di Bormio nel 2005 e nel 2007 quelli di Åre. L’altro sport che commento da 20 anni insieme al biathlon è il curling. UN 9

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Universo Nordico Quando hai iniziato con il biathlon? Con i mondiali del 1999 che si svolgevano a Kontiolahti. La cosa strana è che non iniziavano mai, c’era un freddo allucinante -20 e per circa una settimana non si è potuto gareggiare. Un amore a prima vista... Mi è piaciuto praticamente subito. Erano tempi in cui c’erano molte meno informazioni sul biathlon che non sugli altri sport, è stato un imparare, un conoscere le cose. Ho avuto la fortuna che Massimiliano Ambesi si è incuriosito ed ha voluto contattarmi, mi è venuto a trovare e da lì ho suggerito che venisse coinvolto. Questa estate ti abbiamo visto sui campi di gara a Forni Avoltri ma anche in Val di Fiemme come mai? Avevo in progetto di fare una serie di puntate sugli sport invernali ed in parte sono riuscito a realizzarlo. Mi piacerebbe far conoscere ai telespettatori i protagonisti e le località dove si svolgono queste discipline. Credo di aver forse colto prima di altri quello che stava succedendo per quanto riguarda la candidatura olimpica che sembrava all’inizio un po’ campata in aria. Adesso dipenderà anche dalla situazione politica italiana, però secondo me era il momento giusto per cavalcare l’onda. Volevo collegare a questo servizio le località che erano papabili per i giochi nelle varie discipline. L’Olimpiade era appena nita quindi di solito succede che si volta pagina, ci si concentra sulle discipline estive. Ho cercato di dare un senso di continuità sul periodo post olimpico ed in parte l’ho fatto. Parliamo del Biathlon, come l’hai visto crescere in questi anni? Nonostante le diverse vicissitudini legate al doping e ad alcune decisioni dell’Ibu, forse non del tutto felici, ha dimostrato di essere comunque un’ organizzazione solida ed ha favorito lo sviluppo del settore e la crescita di diverse squadre. salita sul podio ai campionati Europei della Val Ridanna. Questo aiuta molto il biathlon che ha la grande fortuna di essere diventato quasi come un videogioco perché è facilmente comprensibile e soprattutto non è mai banale, mai uguale a se stesso. Tutte le volte succede qualcosa di inaspettato. Quanto è condizionante il poligono? Il poligono mischia totalmente le carte per cui anche il format stesso del biathlon lo rende interessante. In Italia con le vostre telecronache avete dato un buon impulso ad aumentarne l’interesse... Penso di si, grazie allo spazio che Eurosport ci concede e alla collaborazione con Ambesi. Ci divertiamo a seguirlo, adesso c’è anche una squadra italiana di altissimo livello che non c’è mai stata nei due settori. In un post hai rimarcato la validità dei tecnici italiani... Si, mi sono reso conto che ci sono 5 paesi stranieri che hanno deciso di avvalersi della collaborazione di tecnici italiani. Questo è capitato nel fondo, succede nel calcio in maniera di usa e anche nel basket o in altri sport, però nel biathlon sembrava veramente una cosa impensabile. I centri biatlon in Italia non sono quelli della Germania o di altri paesi... Non c’è paragone, non ci sono poligoni paragonabili a quelli della Germania, della Russia o dei paesi scandinavi. Leggevo proprio in questi giorni come in Svezia nell’ultimo quadriennio gli apiranti biathleti sono aumentati del 120%. Lo stesso Samuelsson, giovane emergente, sottolineava il fatto che il montepremi dedicati alla Coppa del Mondo di biathlon è praticamente il doppio rispetto a quello che si percepisce nel fondo. Il biathlon è riuscito a crearsi un tesoretto che ha continuato a far crescere. Quanto è imprevedibile una gara di biathlon? Molto. Abbiamo visto che è arrivato anche un titolo per la prima volta agli Stati Uniti ad Hoch- lzen nell’ultimo mondiale o il Giappone che è Come vedi la Norvegia in questo momento? La situazione non è facile. Si è ritirata Bjoergen la più grande di tutti i tempi negli sport nordici, così come Bjørndalen e Svendsen. Northug ha ap- 10 UN

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Universo Nordico pena detto che se non arrivano risultati potrebbe ritirarsi prima di Natale. Anche per Svindal potrebbe essere l’ultima stagione. Nel giro di un anno praticamente saltano cinque campioni, che sono praticamente il Fort Knox degli sport invernali norvegesi. Loro dettano le linee guida. Il biathlon ha un problema, non ha lo sponsor principale. Sono mancati dei personaggi o hanno fatto meno risultati e al momento non basta Johannes Bø. Tanto entusiasmo troviamo ad Anterselva durante le tappe di gennaio... Si, quando arrivi ad Anterselva percepisci l’entusiasmo che ha questo pubblico. Lì c’è una mezza tribuna che ti fa vivere una festa, ci può essere anche il vento, brutto tempo, ma non trovi mai una tappa intera condizionata dal mal tempo e comunque paga molto scegliere una vacanza per andare a tifare i propri connazionali in un posto così, dove mangi bene e l’accoglienza è di primo livello. Ad Anterselva il pubblico è continuato ad aumentare e adesso praticamente si hanno 20 mila spettatori al giorno su quattro giornate, 80 mila spettatori. È una cosa incredibile! Chi vince la Coppa del Mondo di biathlon? Non credo che sia uno che non si chiami Martin Fourcade o Johannes Bø. Penso Fourcade, anche se forse assisteremo ad una Coppa del Mondo che potrebbe decidersi all’ultima tappa. In campo femminile potrebbe essere l’anno decisivo per Wierer o Vittozzi, anche se ci saranno sul loro cammino Makarainen, le tedesche, le norvegesi e le francesi che daranno dura battaglia. Forse se lo meriterebbe Dorothea che poi l’anno prossimo avrà il peso di dover preparare al meglio i Mondiali in casa nella sua Anterselva perché forse la prossima stagione potrebbe essere l’ ultima per lei, mentre Vittozzi avrà altre possibilità. UN 11

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il ritorno INTERVISTA A STEFANO SARACCO foto e testi di Flavio Becchis Chi è Stefano Saracco? Sono valdostano di Brusson, sono nato nel 1973; ho iniziato a sciare con il mio sci club, poi ho continuato con l’ Asiva, sono passato nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle dal 1991 no al 1997 e poi mi sono subito congedato ed ho lavorato a casa. Ho continuato a fare i corsi da allenatore ed istruttore, mi sono portato avanti, e ho seguito lo sci club Brusson per un po’ di anni. A partire dal 1997 per due anni, ho lavorato come skimen con Sepp Chenetti con la squadra B. Quando hai iniziato a lavorare per la federazione? Ho iniziato a lavorare per la FISI nell’anno dei Mondiali di Oslo la stagione 2010-2011, ero assistente di Gianfranco Pizio. Il primo anno ho seguito gli sprinter, erano parecchi in quel periodo. L’anno dopo ho continuato con gli sprinter che erano diventati una squadra autonoma, con Chicco e gli altri ragazzi. Le donne erano seguite da Freddy Stauder, a me furono a date le giovani Greta Laurent e Gaia Vuerich. Ho lavorato no a Sochi 2014 e poi sono cambiate alcune cose, ma anch’io non ero più intenzionato a continuare perché sono stati quattro anni non facili, in particolare gli ultimi due, un cambio era necessario.

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i intervista a Stefano Saracco

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