Sahara 1989 - Danubio 2011

 

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 maurizio albergoni diario di viaggio sahara 1989 danubio 2011

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 dedicato ad alice e giulia due persone importanti appartenenti alla nostra associazione che hanno dato una speranza di vita a persone giovani malate di leucemia donando il proprio midollo osseo 3

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 introduzione dopo le avventure a piedi attraverso i pellegrinaggi che portano a santiago de compostela e sulle orme di san francesco io e fabio abbiamo deciso di cambiare tipologia di avventura e siamo passati alla bicicletta dalle aride strade dai sentieri sterrati e sconnessi dei pellegrinaggi precedenti abbiamo scelto un ambiente naturale completamente diverso intraprendiamo quindi una nuova avventura sulle rive del danubio da passau cittadina tedesca al confine con l austria passando per vienna arrivando a bratislava poco oltre il confine con la repubblica della cecoslovacchia sono circa 400 i chilometri che dovremo affrontare sulle rive del danubio attraverso i numerosi percorsi ciclabili che partono da donaueschingen in germania e attraverso l austria la repubblica ceca l ucraina la serbia la bulgaria la romania fino ad arrivare al delta del fiume che sfocia nel mar nero per il periodo breve di ferie a disposizione abbiamo scelto il tratto del fiume cha va da passau a bratislava non siamo esperti cicloamatori ma con un po di allenamento ci prepariamo all impresa che in teoria sembra abbastanza facile ma questo lo scriverò al termine della nostra nuova avventura la bicicletta che uso è una vecchia mountain bike della scott e uno dei primi modelli importati in italia dalla ditta acerbis scott di albino utilizzata per un altra mia avventura fatta nel 1989 dove percorsi il deserto del sahara algerino la bicicletta è attrezzata con due portapacchi 4 borse due davanti e due dietro ed una piccola sacca contenente alcuni pratici attrezzi per le riparazioni urgenti fabio invece ha come bicicletta una city bike con due borse appese al portapacchi posteriore ed un marsupio impermeabile affrancato sul manubrio speriamo che la situazione meteorologica ci assista durante il percorso in austria si dice che questo è il periodo buono per fare lunghe pedalate però non mancano improvvisi scrosci d acqua che ti possono rovinare o far sospendere l avventura per queste eventualità ci siamo equipaggiati per bene con dei giubbini e pantaloni impermeabili poi speriamo nella bontà divina di giove pluvio ho allegato in questo quarto diario di viaggio anche la bella e indimenticabile almeno per il sottoscritto avventura nel sahara compiuta 22 anni fa con la stessa bicicletta che oggi mi accompagnerà sulle rive del danubio per farvi conoscere le notevoli differenze delle varie situazioni logistiche del percorso e dell ambiente circostante due esperienze che spero incuriosiscano il lettore proprio per la loro differenza e poi anche perché all epoca del sahara avevo qualche primavera in meno nelle gambe 4

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 le avventure che intraprendo non sono e non vogliono essere imprese sportive limitate a poche persone dove occorre un alto livello di preparazione atletica ma dovrebbero essere un semplice servizio di conoscenza a chi vorrebbe avventurarsi senza particolari agonismi alla scoperta di nuove realtà paesaggistiche e culturali sotto un aspetto più libero e intraprendente rispetto a quei tipici viaggi organizzati dalle agenzie turistiche dove manca quello spirito di avventura che ogni viaggio dovrebbe avere ovviamente nel pieno rispetto delle regole e delle diversità culturali dei paesi che si visitano sono vacanze dove il divertimento è il fine primario anche se l impegno fisico e mentale non manca ma come ogni avventura si ritorna a casa sempre con qualcosa di intimo dentro di noi perché abbiamo acquisito nuove conoscenze ed esperienze che non dimenticheremo mai nelle prime pagine di questa nuova pubblicazione vi racconto l esperienza che ho fatto pedalando con la mia gloriosa mountain bike nel deserto del sahara che utilizzerò in entrambi i viaggi ed è per quello che ho dato il titolo sahara 1989 ­ danubio 2011 al termine del mio diario ho allegato due articoli che aiutano il lettore a conoscere meglio l ambiente la storia la cultura di queste meravigliose aree geografiche maurizio 5

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 sahara 1989 6

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 racconto di un viaggio/avventura in montain-bike premessa da un idea nata da gian angelo appassionato di bicicletta da montagna e con la complicità dell amico renzo mi coinvolsero nel settembre del 1988 a partecipare con loro ad un singolare viaggio nel deserto del sahara algerino da percorrere con le bici da montagna dette mountain bike agli inizi degli anni ottanta diventò una nuova disciplina sportiva nata negli stati uniti che in seguito arrivò anche da noi tra le prime ditte che importarono queste biciclette fu la ditta acerbis di albino con il mitico modello scott che utilizzammo per questa avventura io appassionato di maratone parlandomi di viaggi in bicicletta di quel tipo rimasi un po perplesso così cercai di capire meglio come si organizzava questa avventura sahariana la prima valutazione che feci fu quella del costo economico ma soprattutto dovevo anche capire le mie possibilità atletiche perché in quella specialità sportiva non ero proprio preparato ci volle un mese di animati incontri con gli organizzatori poi dissi ok si può fare anche se avevo ancora qualche perplessità grazie ai fratelli gotti alessio e gian paolo titolari di un officina di riparazione e vendita di biciclette e contattando la ditta acerbis siamo riusciti ad importare dagli stati uniti le mountain bike scott con un prezzo scontato attrezzate di borse divise invernali ed estive più cappellini e occhiali il problema principale per i novelli ciclisti come il sottoscritto era farsi il sedere scusatemi il linguaggio ma è proprio vero infatti bisognava abituarsi a rimanere per diverse ore sulla sella i miei compagni erano già abituati personalmente mi allenavo da solo su strade asfaltate loro invece preferivano percorsi fuori strada su sentieri sterrati e sassosi di una certa difficoltà più tardi incominciai anch io a pedalare sui sentieri impervi ed impegnativi ma dove trovavo particolari difficoltà scendevo dalla bicicletta e superato il pericolo riprendevo a pedalare sapevo che il percorso che si andava a percorrere nel deserto non era così difficile come alcuni tratti che i miei compagni mi facevano fare durante la preparazione 7

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 grazie ad alcune informazioni che il circolo yeti club gentilmente ci fornì gruppo che all epoca organizzava viaggi tracciammo il percorso di circa 450 km a sud dell algeria partendo da tamanrasset toccando il passo dell assekrem 2500mt slm sui monti dell hoggar chiamate anche le dolomiti del sahara spingendoci più a nord toccando l oasi di in-amdjel e irafok per poi tornare sulla strada principale del sahara la sahariana a tamanrasset il percorso sarebbe durato complessivamente 7/8 giorni di bicicletta poi ci saremmo presi una settimana di riposo per andare a visitare le incisioni rupestri di janet dopo vari incontri decidemmo il periodo della partenza il gennaio 1989 subito dopo l epifania era ed è il periodo ideale per questo tipo di avventure perché nel deserto l escursione termica non è così elevata infatti va dai -2 gradi di notte ai +30 di giorno e soprattutto non si incontrano serpenti e scorpioni perché sono nel periodo di letargo con noi si aggregarono altri due amici lio di alzano lombardo ottimo esperto di bicicletta da montagna e alma competente giornalista che ci fece da assistente oggi giornalista rai in algeria avremmo avuto anche un supporto logistico composto da tende una jeep guidata da un tuareg tribù nomade del deserto importante fu anche il suo contributo come esperta guida locale preparammo con cura le biciclette nei cartoni di imballaggio per facilitare il trasporto gli mettemmo sul fondo delle rotelline così da poterle spostate facilmente negli aeroporti altra importante precauzione fu quella di portare con noi alcuni pezzi di ricambio della bicicletta i più vulnerabili all usura e quindi ad eventuali rotture e adesso inizio a raccontarvi questa indimenticabile avventura vissuta ventidue anni fa perché questi ricordi ti rimangano dentro per sempre 8

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 il diario di viaggio partenza gennaio 1989 la nostra avventura incomincia all aeroporto internazionale di malpensa dove la nebbia improvvisamente ci ostacola i programmi di viaggio previsti così la partenza ritarda per i lunghi ritardi dei voli aerei così siamo obbligati a pernottare a roma e partire il giorno successivo finalmente arriviamo ad algeri l aereo per tamanrasset parte il giorno dopo decidiamo così di cercare un albergo grazie alla disponibilità di un tassista che si è reso disponibile per risolverci il problema ma purtroppo non troviamo alberghi disponibili così il tassista si offre di ospitarci a casa sua noi piuttosto delusi e stanchi accettiamo volentieri la sua offerta con la speranza poi che non si riveli una bufala l amico algerino e tutta la sua famiglia sono molto gentili con noi e fanno il possibile per venire incontro alle nostre esigenze dormiamo in tre in un letto matrimoniale con due lettini a fianco la mattina seguente il tassista ci riporta all aeroporto dopo averlo salutato e ringraziato per averci risolto il problema lo informiamo anche del nostro volo e orario per il rientro in italia sperando così che sia ancora lui ad attenderci per riportarci all aeroporto finalmente dopo un volo di un paio d ore arriviamo a tamanrasset meta della nostra partenza dall aereo scorgiamo quell immensità di territorio che è il deserto intravediamo tra un alternarsi di nuvole anche le tracce della pista che nei prossimi giorni dovremo affrontare alla vista di quel paesaggio così arido improvvisamente mi viene sete pensando alla fatica che ci attende raggiunta la sede dell agenzia prepariamo con molta cura le nostre biciclette facciamo così conoscenza con bujamè che appartiene al fiera popolazione berbera dei tuareg che ci farà da guida durante il nostro viaggio carichiamo tende provviste e acqua sulla jeep l avventura inizia e l emozione è tanta fa molti caldo ma sopportabile perché il clima è secco e così sudiamo poco usciamo dalla cittadina con le nostre mountain bike gli abitanti del posto ci guardano un po stupiti alcuni di loro accennano ad un ironico sorriso altri rimangono attratti dal nostro particolare abbigliamento un misto tra lo stile europeo e quello locale tipico dei tuareg appena usciti dalla cittadina è subito deserto ma un deserto particolare non quello tipico con le dune di sabbia ma formato da una singolare roccia vulcanica tipica dell area dell hoggar la sede stradale è larga il fondo sconnesso e le nostre mountain bike vibrano sui sassi del sahara il vento del deserto ha creato tra la poca sabbia e i sassi delle piccole onde dette toul-ondulè che ti fanno vibrare ancor di più la bicicletta e faticoso pedalare in queste condizioni e oltretutto il manto sterrato non ci consente di avere un andatura sostenuta 9

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 per andare ad una velocità un po più elevata cerchiamo di percorrere i margini della sede stradale dove il terreno è meno sconnesso consentendoci di sopportare meglio le vibrazioni la prima nostra giornata sta per terminare e prima del calare della sera troviamo un posto dove montare le tende alle ore 18.00 la lunga notte del deserto è iniziata i primi brividi di freddo incominciano a percorrermi il corpo la temperatura esterna sta scendendo rapidamente l aria è fredda e allora indosso il vestiario invernale per ripararmi la nostra guida bujamè ci prepara la cena è il tradizionale cus-cus con carne di cammello servita dentro ad un catino devo dire che il sapore non è male e poi la fame è veramente tanta la notte nel deserto è incredibilmente stellata limpida e sembra di toccare il cielo con un dito per un appassionato di astronomia questo sicuramente è il posto ideale intorno a noi regna silenzio assoluto ogni tanto una debole soffiata di vento fa qualche bisbiglio tra la jeep e le nostre mountain bike ci viene la voglia di dormire all aperto sotto questo magnifico manto di stelle ma la temperatura fredda non lo consente alle ore 20.00 siamo tutti a letto dentro i nostri sacchi a pelo invernali non sono mai andato a letto così presto spero di riuscire a dormire io e gian angelo ci scambiamo qualche parola e poi ci addormentiamo la nostra sveglia questa mattina è il sole alle 4.30 nel deserto la luce è già alta ma l aria è ancora fredda coperti con giacche invernali iniziamo a smontare il campo ed a preparare le biciclette ci attende un altro tratto di strada sassosa per avvicinarci al monte assekrem sulle montagne nere dell hoggar che con i suoi 2780 mt d altezza sarà il punto più alto da percorrere durante la nostra avventura nello smontare le tende ci accorgiamo che si è formato uno strato di ghiaccio sul telo esterno e l acqua nelle nostre borracce è ghiacciata a causa dell escursione termica del deserto bujamè ci ha preparato per ognuno di noi del tè alla menta da versare per tre volte nel bicchiere come vuole la tradizione del popolo tuareg subito dopo avere apprezzato questa ottima bevanda belli imbacuccati partiamo le gambe infreddolite non danno subito una buona resa e l andatura è piuttosto tranquilla bujamè si porta avanti per indicarci la strada in caso dovessimo incontrare un bivio a poco a poco il sole incomincia a scaldare l aria e così incominciamo a toglierci gli indumenti pesanti e verso mezzogiorno siamo già a dorso nudo e pantaloncini la temperatura è salita fino ai 30 gradi fortunatamente non c è umidità e il caldo è ben sopportabile tra le varie collinette che superiamo incominciamo a intravedere in lontananza la sagoma dei monti dell hoggar con guglie dritte che sembrano maestosi monumenti 10

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 il paesaggio intorno a noi si presenta tutto arido e sassoso ogni tanto si vede qualche cespuglio spinoso o arbusti secchi scavati dal vento questi saliscendi rompono il ritmo ma quello che stanca è il continuo tremolio della bicicletta provocato dal contatto delle ruote sopra i sassi smossi della pista sahariana si cerca sempre di trovare dei tratti piani ma sono veramente rari di queste forti vibrazioni purtroppo ne faccio le spese con una caduta infatti si allenta il bullone del manubrio e in una curva la bicicletta va da una parte ed io dall altra mi graffio profondamente un braccio ma grazie alle cure di alma me la cavo ancora bene fortunatamente niente di rotto si può proseguire ma subito dopo ecco che mi si presenta un altro spiacevole problema meccanico sempre a causa del maledetto tremolio della bicicletta arrivato ad un oasi per far rifornimento d acqua scendendo dalla bicicletta la sella si stacca dal tubolare fortunatamente senza nessuna conseguenza fisica al sottoscritto renzo il nostro esperto meccanico mi sistema il tutto adesso mi mancano solo le forature arriviamo ai piedi della salita non è impegnativa ma lunga sei chilometri e il terreno è sterrato improvvisamente incontriamo un ostacolo naturale uno sciame di fastidiose cavallette che ti ronzano intorno bisogna tenere la bocca chiusa per non ingoiarle però in salita bisogna respirare e allora decidiamo di aumentare la pedalata per uscire al più presto da questo sciame di cavallette arriviamo al passo stanchi ma contenti di essere arrivati dall eremo di padre charles eugène de foucauld costruito tra il 1909 e il 1911 posto sull altopiano di assekrem vediamo in lontananza la pista che abbiamo percorso ed intorno e l infinito deserto un aspro pietraio sassoso al passo incontriamo qualche beduino e 2 jeep con turisti dopo aver visitato la zona ci aspetta una lunga discesa per arrivare alla prossima meta che è l oasi di irafok per un tratto ripercorriamo la stesso percorso che abbiamo fatto precedentemente in salita poi svoltiamo a sinistra e dopo il cartello indicante i 6 km alla vetta ci immettiamo in una ripida discesa per me non troppo favorevole infatti il tracciato è pieno di sassi più grossi e diversi salti per precauzione a volte scendo dalla bicicletta e così rimango più in dietro rispetto al gruppo poi finito il tratto più difficoltoso riprendo gli amici e visto che il fondo è diventato sterrato mi sfogo aumentando l andatura mi sto divertendo un mondo terminato il percorso montano siamo tornati in pianura l orizzonte di fronte a noi è una distesa infinita e piatta una terra sconfinata e silenziosa dove non si vedono né case né alberi o cespugli e si sente solo il rumore delle nostre biciclette proseguiamo a pedalare fino alle ore 15.00 poi montiamo le tende ed andiamo a rinfrescarci ma come semplicemente utilizzando l acqua di una delle due borracce che abbiamo disponibili per ogni giorno mentre la seconda la utilizziamo per bere e far da mangiare la nostra guida questa sera ha intenzione di preparaci un pane tradizionale 11

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 utilizza un impasto di farina di miglio subito dopo acceso il fuoco e aver spostato la cenere lo prende fa un buco nella sabbia lo ricopre poi ritorna a mettere la cenere incandescente sopra e riprende a far sviluppare sempre di più il fuoco stiamo molto attenti a quello che sta cucinando bujamè con sorpresa vediamo che la terra sotto il fuoco si sta sollevando sembra che si gonfi dopo pochi minuti sposta con attenzione il fuoco e la sabbia e toglie il pane caldo dal buco che aveva predisposto spezza il pane e ce lo offre con stupore assaggiandolo vediamo che non c è nessun granello di sabbia né dentro né fuori ed è buonissimo abbiamo imparato qualcosa anche oggi con bujamè abbiamo ormai instaurato un rapporto di amicizia all inizio parlava poco poi con la conoscenza della nostra lingua francese e aiutati a volte con semplici gesti ci scambiamo delle opinioni prima era un beduino che trasportava con i cammelli cibo e materiale di ogni genere tra un oasi e l altra con l arrivo delle jeep attualmente accompagna i turisti nelle zone turistiche che si incontrano nel deserto e nelle diverse oasi ci chiede se anche in italia ci sono le stelle e vorrebbe vedere la neve stupiti da queste semplici parole gli spieghiamo da dove veniamo e che la neve la vediamo tutti gli anni e se vorrà potrà essere nostro ospite in italia con un cenno della testa ci fa capire che sarà difficile e ci dovrà pensare arriviamo nel villaggio di hirafok abitato dai discendenti degli schiavi neri harratin troviamo un oasi dove troviamo semplici abitazioni basse costruite con argilla e paglia i primi a venirci incontro sono i bambini incuriositi dalle nostre mountain bike e dall abbigliamento all interno dell oasi troviamo un gruppo di capre due o tre cammelli qualche cespuglio e un pozzo per l acqua bujamè ne preleva alcune borracce di scorta ma noi per precauzione utilizziamo un disinfettante adatto per sterilizzare l acqua ritorniamo sulla nostra pista che ci porterà alla prossima oasi quella di inamdjel qui la strada è ampia sembra che il deserto sia tutto nostro non c è anima viva sul tracciato guardiamo intorno e ammiriamo la vastità della pianura sahariana non vediamo più bujamè e così continuiamo a seguire la pista ad un tratto troviamo un bivio perplessi e preoccupati ci domandiamo da quale parte andare di solito la nostra guida si fermava ai bivi ma di bujamè nemmeno l ombra a questo punto decidiamo di andare a destra confidando nella scelta fatta percorsi alcune centinaia di metri di strada vediamo in lontananza una jeep speriamo che sia la nostra e non quella di altri turisti che per ora ne abbiamo viste un paio con pedalate sostenute ci avviciniamo fortunatamente è la nostra un po incavolati ci rivolgiamo a bujamè per spiegargli la preoccupazione che abbiamo avuto quando siamo arrivati al bivio e lui con tutta tranquillità ci spiega che da entrambe le strade si arriva sempre allo stesso punto 12

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diario di viaggio sahara 1989 ­ danubio 2011 perplessi della sua semplice risposta e francamente anche piuttosto innervositi diciamo tu lo sapevi ma noi no comunque l importante era ricongiungersi ancora tutti insieme e riprendere il nostro viaggio con tranquillità il fondo stradale in questo tratto è cambiato ogni tanto incontriamo ampi strati di sabbia che mettono in difficoltà il nostro equilibrio nel rimanere stabili sulla mountain bike inoltre la pedalata si fa più faticosa e lo sforzo è maggiore dove le gomme affondano cerchiamo di stare ai bordi della pista dove la crosta di terra che si è formata riesce a sopperire al nostro peso e più semplice pedalare in queste condizioni ma dobbiamo comunque prestare attenzione perché il terreno può cedere e frenando improvvisamente si può cadere con facilità come a qualcuno di noi è successo dopo un paio di giorni arriviamo a in-amdjel l oasi è la più recente anche perché è un passaggio della transahariana chiamata anche la strada dell unità africana ogni tanto transitano camion con persone che partono o tornano dal lavoro ci salutano sollevando un polverone che non ci fa respirare mentre bujamè fa provviste di acqua e altro noi facciamo conoscenza con alcuni abitanti della cittadina sono affascinati dalle nostre mountain bike americane li facciamo provare una delle nostre biciclette e loro contenti e felici ci offrono collane e piccoli oggetti in cambio di pochi dinari algerini non ci fermiamo nelle oasi ma abbiamo sempre optato di rimanere fuori dai centri abitati soprattutto per problemi di sicurezza personale ma anche perché non vengano rubate le nostre biciclette dopo tanta strada percorsa su terreni sconnessi e sabbiosi finalmente siamo arrivati sulla strada asfaltata e un asfalto particolare di grana grossa ed è pieno di buche e ricoperto da un leggero strato di sabbia sicuramente si pedala meglio che sulla sabbia sui sassi o nei lunghi tratti sterrati che nei giorni scorsi abbiamo trovato tutti e quattro pedaliamo e ci mettiamo in fila come provetti ciclisti ci diamo i cambi regolari come se partecipassimo ad una tappa del giro d italia all inizio ci siamo divertiti poi con il vento contrario la fatica si è fatta sentire nella gambe che ci ha completamente stremati eppure pensavamo di andare ad un ritmo elevato e invece il forte vento ci fa rimanere quasi fermi che fatica ragazzi siamo arrivati all ultimo giorno della nostra avventura abbiamo una gran voglia di arrivare e farci una bella e tonica doccia inoltre le nostre scorte alimentari cominciavano a scarseggiare anche alma non vedeva l ora di arrivare a tamanrasset nel più breve tempo possibile così decidiamo che all unica donna della nostra compagnia non si comanda e allora diamo sfogo alle nostre residue capacità fisiche e via di gran lena non conosco quanti chilometri orari di media facciamo ma ad un certo punto le mie gambe non rispondono sono diventate improvvisamente pesanti ho assolutamente bisogno di alimentarmi ormai la mia personale benzina segna in rosso maurizio sei in riserva 13

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