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sb super settimanale anno xxxiv 8-14 novembre 2011 n 45 poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l 353/2003 conv in l 27/02/2004 n 46 art 1 comma 1 lo/mi in caso di mancata consegna inviare a ufficio bologna cmp per la restituzione al mittente che si impegna a versare la dovuta tassa basket omar thomas viaggio dentro la truffa un passaporto falso e un sogno coby karl «io mio padre la lotta ai tumori montegranaro» andre smith «così da sconosciuto ho conquistato caserta» eurocup i roster delle 32 squadre quale ruolo per treviso dossier bomber perché si è estinti la razza dei grandi realizzatori legadue dwight hardy chi è il fenomeno di pistoia 9 770393 785006 10045 3,00 it rakocevic siena mostra i muscoli issn 0393-7852 settimana di fuoco prima barcellona poi il summit di milano
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di claudio limardi dossier superbasket l 22
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omar thomas la storia lo stop della polizia di frontiera un passaporto sloveno che doveva essere bulgaro «sono stato raggirato anche io e già punito anche economicamente ora lasciatemi giocare» è il grido di un giocatore che ha sconfitto la vita ma basta 29 anni di età 1.96 di statura ala piccola uscito da texas-el paso ecco chi è omar thomas alla fine di giugno del 2011 omar thomas rientrò in italia a fiumicino dagli stati uniti al momento di entrare sul territorio italiano gli chiesero di presentare il passaporto la polizia di frontiera osservò il documento rilasciato così sembrava dalla repubblica slovena con scadenza nel 2020 indicante come luogo di nacsita la pennsylvania la polizia ritirò il documento e respinse il giocatore sarebbero servite quattro settimane a omar thomas per tornare in italia questa volta con un passaporto statunitense lo stesso che aveva perso molti mesi prima e oggi potrebbe essere la più evidente prova di quanto fosse in buona fede se basta questo per evitargli una squalifica o per limitare i danni in sede di giustizia sportiva lo sapremo nei prossimi giorni la teoria difensiva è che thomas di fatto sia stato già sospeso «non ci fosse stata questa storia non sarebbe stato difficile piazzarlo subito dice il suo agente in italia luigi bergamaschi ma non potevamo muoverci» in altre parole è come se una fetta di squalifica thomas l avesse già scontata flashback nel 2001 la mabo livorno schierò miles simon nato a stoccolma ma americano addirittura nipote di darryl strawberry campione di baseball e padre di dj strawberry che poi sarebbe transitato in italia per giocare nella fortitudo bologna miles simon giocò 32 partite a livorno prima da comunitario aveva un passaporto ceco e poi da americano quando il suo status venne cambiato il passaporto con superbasket cui aveva giocato una parte di stagione era risultato falso se ne accorsero in israele paese da cui proveniva riconobbero la buona fede di livorno che non venne toccata come società ma il giocatore fu squalificato per tre anni dalla commissione giudicante la corte federale in appello ridusse la sospensione a due anni ma erano i tempi dell 80° anniversario della nascita della fip ci fu un amnistia la squalifica di simon venne cancellata l anno dopo giocò brevemente a varese poi a reggio emilia oggi simon 36 anni è uno degli assistenti allenatori all università dell arizona con cui vinse un titolo ncaa da grande protagonista e un caso praticamente identico a quello di thomas l interrogatorio quando thomas fu fermato a fiumicino si stava recando in federazione per essere interrogato dal procuratore federale roberto alabiso siccome non ha nulla da nascondere ha raccontato tutto per filo e per segno alabiso ha chiesto una squalifica di due anni e mezzo non i tre di simon proprio perché il giocatore ha collaborato sulla sua buonafede nessuno ha dei dubbi ma secondo la procura che abbia confessato di aver pagato 40.000 euro per avere un passaporto equivale ad un ammissione di responsabilità dimostra che non aveva i titoli per essere sloveno e questa sarebbe una frode in realtà sono tantissimi i giocatori americani in possesso di passaporti strani ottenuti secondo modalità misteriose di sicuro c è sempre di mezzo un pagamento qualche volta in denaro è l 23
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di stefano valenti dossier la mette più nessuno quelli che fanno canestro vengono guardati con sospetto «li ammazzano da piccoli non li sanno gestire» disse myers white primo nel 2011 dieci anni fa sarebbe stato ottavo accendono le folle ma sono una razza in estinzione perche c erano una volta le squadre da 100 punti neanche troppo tempo fa e ve le ricordiamo in queste pagine quelle che valevano la tripla cifra e dietro ogni squadra da 100 punti c erano cannonieri da almeno 20 punti per sera spesso pure due fino a quattro accadde nello scudetto di pesaro dell 87/88 messi dentro due alla volta a rotazione la stagione la iniziarono aza petrovic 20.2 punti di media e greg ballard 22.8 ma furono tagliati e lo scudetto lo vinsero darwin cook 21.6 e darren daye 23.5 bianchini rinunciò a 43 punti della coppia scelta in estate per averne 45.1 da quella nuova oggi 45.1 punti rappresentano il 55 dei punti dell attacco più prolifico del campionato alla quarta giornata quello della virtus bologna «li ammazzano da piccoli» «quelli come me adesso li ammazzano da piccoli» ci disse un paio d anni fa carlton myers uno degli ultimi grandi realizzatori del basket italiano che poi ampliò il ragionamento e ve lo risuperbasket non cordiamo perché viene buono ancora per quello che andate a leggere da qui in avanti «mancano fuori dal campo le personalità capaci di gestire quelle forti sul campo una volta c eravamo io danilovic djordjevic esposito oggi non ci sono perché la convivenza con i ruoli societari sarebbe difficile ed allora si agisce prima si evita che emergano chiedete a bianchini tanjevic bucci messina caja vi diranno che il sistema di oggi è molto più facile per gli allenatori come possono essere stressati gli allenatori di oggi che vogliono in squadra solo bravi ragazzi?» ma davvero essere un grande realizzatore equivale ad essere un cattivo ragazzo l ultimo a farne 50 in una partita fu delonte holland che a quella quota arrivò una sera di marzo del 2008 contro milano pure se a varese non bastò per vincere la partita forse non facile il ragazzo holland che qualche danno qua e là lo fece a varese arrivò dopo il taglio anche disciplinare subìto a bologna ma danilo gallinari è un cattivo ragazzo è l 28
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karl coby da raccontare il figlio di george ha girovagato fra nba d-league e spagna poi ha scoperto l italia e dopo le otto gare a milano oggi è a montegranaro dove cerca di dimenticare il passato per poi conquistare l eurolega e tornare nella nba non sono le ambizioni a mancargli coby karl dopo quattro giornate sta viaggiando a 9 punti e 4.5 rimbalzi di media in 27 con il 55.6 da due il 42.9 da tre ed il 94.4 dalla lunetta di stefano benzoni la storia tutti hanno vissuto ma forse coby karl ha vissuto un po più degli altri infatti il playguardia-ala piccola ma anche grande a seconda delle esigenze ingaggiato in questa stagione dalla fabi shoes montegranaro dopo aver chiuso la stagione passata con la maglia dell armani jeans milano è figlio di george karl settimo allenatore più vincente nella storia nba quando aveva 23 anni è sopravvissuto ad un tumore alla tiroide ed alla rimozione in via operatoria di linfonodi cancerosi ha tremato due volte per due forme tumorali che a distanza di cinque anni ed in zone diverse del corpo hanno attaccato e costretto il padre a due lunghe faticose ed estenuanti battaglie senza poi dimenticare anche particolari più curiosi come il fatto che sia stato il secondo giocatore nella storia nba a scendere in campo in uno stesso giorno prima una gara di d-league e poi in un incontro nba o che sia stato il terzo giocatore della storia a scendere in campo contro una squadra allenata dal padre dopo tutto quello che gli è successo oggi coby ha una diversa concezione dell esistenza e di tutto quello che gli succede «sfortunato mi sento invece una persona fortunata molto fortunata dopo quello che mi è capitato e dopo quello che è successo a mio padre ho imparato a vedere le cose in prospettiva a guardare un po più avanti rispetto alla quotidianità ed al mio naso ho rischiato di morire sono tornato a giocare a basket la cosa che amo di più fare nella vita ci sono tante persone al mondo che non hanno cibo non hanno acqua non hanno mezzi per il sostentamento delle loro famiglie e che invece di lamentarsi continuano a lottare e andare avanti senza fare una piega giorno dopo giorno senza mai mollare queste sì che sono persone da ammirare io sono fortunato gioco a basket e pensate sono anche pagato per farlo quindi cosa posso volere di più nessuno pensava che ce la potessi fare dopo quello che mi è successo ho smentito chi non credeva in superbasket me ma soprattutto ho dato ragione a quelli che invece questa fiducia in me ce l hanno sempre avuta ed è l aspetto che mi rende più orgoglioso» un raccattapalle raccomandato «la mia vita fin da quando ero piccolo è sempre stata all interno di un campo da basket con mamma e le mie sorelle abbiamo sempre deciso di seguire papà in tutte le varie tappe della sua carriera sono nato nel montana perché mio padre allenava la locale squadra della cba e fin da piccolino ero sempre insieme a lui durante gli allenamenti prima e dopo le partite mi divertivo molto a fare il «ballboy» il raccattapalle ed a dare una mano ai giocatori che volevano tirare o allenarsi ho fatto questo prima ad albany poi al real madrid e da qui è nata la mia passione ed il mio amore per il basket ero sempre attorno ai giocatori li conoscevo parlavo con loro e così mi sono innamorato di qesto sport poi a 13 anni ho cominciato a giocare con maggiore consapevolezza avevo la percezione di ciò che stavo facendo così decisi di applicarmi molto più di quanto non avessi fatto fino a quel momento» la svolta per coby arriva quando deve cominciare l high school il primo anno la frequenta a seattle dove george allena i grandi sonics che nel 1996 raggiungono la finale perdendola 4-2 contro i bulls di michael jordan scottie pippen e dennis rodman poi però a causa del passaggio del padre sulla panchina dei milwaukee bucks dal secondo anno coby si iscrive alla homestead high school a mequon wisconsin «quelli dell high school sono stati anni molto belli ed importanti perché oltre a giocare a basket ed a divertirmi un sacco ho avuto la possibilità di conoscere e frequentare con un po di invidia da parte dei miei compagni di scuola tutti i grandi giocatori delle squadre di mio padre i vari gary payton shawn kemp e nate mcmillan a seattle e ray allen glenn ro l 34
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di domenico pezzella la storia andre smith è giocatore di grande sostanza e grandi statistiche i know i can be what i wanna be if i work hard at it i ll be where i wanna be non poteva scegliere frase più adatta o forse è meglio dire un verso più adatto per provare a descriversi e racchiudere tutto all interno di poche parole anche se non farina del suo sacco ma di uno dei rapper più famosi oltreoceano nas sicuro è che andre smith sa quello che può fare sa quello che può dare di sicuro ha sempre saputo che lavorare duro era l unico modo per arrivare dove è arrivato ovvero alla ribalta di un campionato che lui stesso ha definito secondo alle spalle di quello spagnolo per importanza nonostante abbia messo piede in campo anche in turchia dove il basket non è certo un passatempo come un altro «nella mia carriera sono sempre stato sottovalutato non sono mai stato un `big name non ho mai giocato in una grande scuola non ho mai giocato in un top team ma sono sempre sceso in campo dando il massimo e giocando bene non ho mai ricevuto abbastanza rispetto ma questo non è un problema ho sempre risposto con i fatti ecco perché mi piace confrontarmi con i cosiddetti `big name più ci gioco contro più dimostro di essere all altezza della situazione e più il mio nome diventa a sua volta un `big name » molto probabilmente l unico momento in cui non aveva ben chiaro il proprio disegno di vita è stato quando all high school tutto faceva tranne che correre su ventotto metri di campo con una palla a spicchi tra le mani a dire il vero quanto a correre correva ma non su lastre di parquet quanto su lunghe distanze ed in gare di atletica «non ero cosi alto il commento di andre smith con un sorriso sulla faccia che non si fa mai mancare e rigorosamente in t-shirt gialla `targata bison che di north dakota state university è il simbolo ero il più basso della famiglia persino mia sorella era più alta di me e quindi decisi di fare qualcosa di diverso poi però sono cresciuto in un colpo solo ed ho scelto il basket tutto sommato quella della corsa però non è stata una scelta sbagliata mi ha regalato quell abilità e resistenza necessaria per correre avanti e dietro sul campo» la nba un sogno ma irrealistico un abilità che non manca tutt oggi agli allenamenti della juve una qualità che purtroppo non è bastata a regalargli quel sogno che tutti gli americani giocatori di basket custodiscono gelosamente nel cassetto sin da bambino la nba ma questo lui lo sapeva sapeva che quello a stelle e strisce non era il suo campionato sapeva quello che poteva fare sapeva quello che poteva dare e ancor di più dove sarebbe potuto arrivare «quando sei al college è logico che ci pensi ma poi quando tutto finisce ti resta solo la consapevolezza dei tuoi mezzi e io sapevo che non avrei potuto puntare alla nba non saltavo abbastanza è «mai stato un big name ma dovunque sia andato ho giocato bene e sono stato apprezzato caserta mi ricorda la turchia per il calore dei tifosi» ecco la parabola di un protagonista inatteso del campionato uno che è stato in svizzera e inghilterra con quel nome un po così superbasket andre smith l 40
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