GIVA - Periodico di Informazione - Novembre 2018

 

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GIVA - Periodico di Informazione - Novembre 2018

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Novembre 2018 Mensile di approfondimento e divulgazione. Anno fondazione G.I.V.A. 2008 Questo bollettino non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene pubblicato senza alcuna periodicità, non può, pertanto, considerarsi un pro- dotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 07/03/2011 1

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Pag. 3: Lunario Pag. 4: L’editoriale La missione del volontario Pag. 5: Foto Pag. 6: Il medico consiglia Il dolore toracico Pag. 7: Il medico consiglia Insufficienza renale Pag. 8: Chef Yacuzzu Nasello al sedano Marmellata di arance Pag. 9: Sedi G.I.V.A. Presidenza Nazionale Alessandro Previti http: www.associazionegiva.eu Direttore: Giacomo Di Vincenzo Ricerche storiche: DiViGi Art Director: DiViGi Redazione: P.zza G. Campagna 98043 Rometta (Me) 3389094217 0909963157 0908968971 Grafica: Clara Mondo grafica@associazionegiva.eu Redattori: Antonino Oliva Clara Mondo Giacomo Di Vincenzo Vincenzo Macaione redazione@associazionegiva.eu 2

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CECILIA Dalla sua passio (narrazione della vita e della morte della Santa) si racconta che, Cecilia era stata promessa sposa ad un giovane pagano, certo Valeriano, che non avrebbe sposato in quanto, gli fece accettare la sua volontà di consacrarsi vergine a Dio e nello stesso tempo convinse il Valeriano a convertirsi. Oggi, erroneamente, Cecilia viene definita protettrice dei musici e dei cantori; l’errore nasce da una trascrizione della sua passio: la Santa “ in cuor suo cantava al Signore “, cioè “lo pregava silenziosamente”. Nel 1500 in una delle tante traduzioni della sua passio, inspiegabilmente non venne riportata la frase “ in cuor suo” Quindi si interpreto che la S. cantasse al Signore. Da questa errata trasposizione i pittori si sentirono autorizzati ad arricchire la sua iconografia rappresentandola contornata da strumenti musicali, da quello errore n asce il culto per la santa dei cantanti e i musicisti. . La Santa viene festeggiata il 22 di Novembre. Scorpione 23/10—22/11 Sagittario 23/11—21/12 Proveniente dalla Cina, per mano dei navigatori portoghesi che, con la loro azione lo diffusero in tutta Europa, tante che in molte regioni, ancora oggi, è chiamato portogalla. In Oriente, questo frutto rappresentava un valore positivo e augurale come simbolo di felicità, noi Occidentali abbiamo preferito valorizzare il fiore per l’ ineffabile profumo, e il suo candore luminoso lo fece sembrare, come bouquet, perfetto per rappresentare la purezza della sposa, mentre il frutto, nella simbologia cattolica viene associato al peccato, in quanto, la sua rotonda bellezza ricorda il pomo (merangola) di Adamo e di Eva. Dobbiamo ringraziare gli Arabi che crearono tanti aranceti da fare definire la Sicilia la “ Conca d’oro “ che in seguito divenne l’emblema dell’isola. 3

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Giacomo Di Vincenzo Il Volontario Articolo pervenuto dal Comitato Provinciale di Messina E’ già autunno avanzato; indolente, quasi annoiato me ne stavo seduto dietro la finestra che guarda al giardino, le foglie ingiallite si cullavano nell’aria prima di posarsi sulla terra già brulla. Spigolando da un libro all’altro in cerca di un argomento che mi interessasse cercavo di consumare il mio tempo, quando l’occhio cadde su di una frase che mi colpì “La missione del volontario “, viene spontaneo chiedersi quale sia la missione del volontario? È opinione comune, in tutti noi, che volontariato vuol dire donare il nostro tempo libero agl’altri; ma è proprio cosi ? non so! Potremmo tentare di identificarci ad alcuni elementi associativi come per esempio alla coesione associativa; tutti noi che apparteniamo alla GIVA lo siamo ? abbiamo questa forza di coesione sociale, ad oggi, io ritengo di no. La mia esperienza di appartenenza quarantennale al mondo della Cooperazione mi induce ad escludere che al nostro interno ci sia la coesione sociale e lo sottolineo perché non vorrei che venisse confuso con la “Protezione Civile “, impegno lodevole, importante, ma si esaurisce con la fine dell’emergenza e dopo tutti a casa per i fatti nostri e “amen”, questa non è coesione è servizio alla comunità, ripeto importante ma la coesione sociale è un’altra cosa: è la forza delle relazioni, dei valori condivisi, di sentimenti di appartenenza, di identità comuni di appartenenza ad una stessa Associazione; deve significare di avere la capacità di contribuire a ridurre disparità, disuguaglianze, esclusione dei soggetti meno fortunati. Un noto docente di sociologia, in un suo intervento sosteneva che: La coesione sociale in un territorio significa contribuire a ridurre disparità, diseguaglianze ed esclusioni, ed io concordo in pieno tranne che per il fatto che se non hai, al tuo interno, quella forza coesiva, cioè l’unioni di intenti, non potrai incidere all’esterno cioè sul territo- rio. Questo è quanto lamento io; alcuni giorni trascor- ro interi pomeriggi da solo all’interno della nostra area e ricordo con nostalgia il tempo in cui quando partecipavo attivamente al mondo della cooperazione che era uso dopo le ore di lavoro incontrarci la sera, anche con le famiglie, si giocava, si discuteva, si faceva coesione; il nostro motto era “Migliora ciò che hai ricevuto perché sarà di tuo figlio “ Tuttavia il contributo più significativo che noi volontari possiamo offrire è legato alla nostra esaltazione delle dimensioni “politiche” con molte virgolette, che ci può consentire di individuare i bisogni per la costruzione sperimentale che sia in grado di dare risposte e di coinvolgere in prima persona i cittadini che necessitano di aiuti. Il cittadino volontario come soggetto “politico”, sempre con molte virgolette, può quindi diventare un attore importante per la coesione sociale di un territorio, addirittura strategico, tenendo conto della situazione nel nostro Comune caratterizzato da una politica debole ed insufficiente sotto il profilo del welfare, e quando subentra la sfiducia dei cittadini, l’illegalità, la corruzione, ampliano le zone grigie della società, nella quale si anniderà il malaffare. (continua) Giacomo DI VINCENZO 4

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Il Volontario Articolo pervenuto dal Comitato Provinciale di Messina 5

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Il Volontario Dott. Vincenzo Macaione Medico Chirurgo Specializzato in Neurologia Professore Associato di Biochimica Clinica Università Degli Studi di Messina Il dolore toracico è un sintomo comune a numerose patologie e risulta essere una problematica molto frequente: circa il 30-50% degli accessi al pronto soccorso in urgenza è rappresentato da pazienti che manifestano dolore toracico o addominale Il dolore toracico è quasi sempre un’emergenza: può avere scarso significato clinico (uno stato ansioso, ad esempio), ma può essere sintomo di infarto acuto o di altre gravi patologie. Intensità e caratteristiche variano da caso a caso e il dolore può essere localizzato o si può irradiare: nell’infarto classico, ad esempio, si può irradiare oltre che nella zona sternale anche al braccio sinistro e al collo; alle volte si possono anche associare altri sintomi come aumento degli atti del respiro, nausea, vomito, etc. Malattie tipiche di organi addominali, quali la colecisti, il fegato o lo stomaco, oltre ad una classica sintomatologia gastrointestinale come nausea, vomito, diarrea possono presentarsi con un dolore a livello sternale o a livello della spalla: questi dolori riferiti, lontani dalla sede del problema, possono ritardare la diagnosi. Se è connesso a patologie gastrointestinali, il dolore toracico è presente soprattutto di notte quando il paziente è supino e si ha il passaggio di succhi gastrici all’esofago. L’ulcera gastrica si può presentare con un dolore retro sternale simile a quello dell’infarto. Le coliche biliari provocano dolore toracico, il quale può irradiarsi alla spalla destra fino in posizione retro sternale; di solito si tratta di un dolore importante che insorge di notte. La pancreatite acuta oltre al dolore addominale può dare come riferimento un dolore riflesso toracico che non è quasi mai isolato, cioè si associa a dolore addominale e del fianco. Anche in questo caso, gli altri tipi di sintomi permettono di chiedere esami di laboratorio specifici (amilasi e liapsi). Le analisi di laboratorio in urgenza sono fondamentali perché si deve valutare se nel sangue sono presenti segni di sofferenza cardiaca, dosando gli “enzimi” cardiaci, di infiammazione del pancreas (amilasi e lipasi) o di stasi biliare (bilirubina, enzimi epatici). Dott. Vincenzo MACAIONE 6

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Il Volontario Dott. Vincenzo Macaione Medico Chirurgo Specializzato in Neurologia Professore Associato di Biochimica Clinica Università Degli Studi di Messina L'insufficienza renale è quella condizione in cui i reni non riescono più a svolgere la propria funzione, che consiste nella regolazione dell'equilibrio di acqua e sali minerali, nel mantenere costante il valore della pressione arteriosa, nell'eliminazione di acidi e scorie dall'organismo e nella produzione di ormoni (come l'eritropoietina che favorisce la produzione dei globuli rossi). E’ una condizione irreversibile e i sintomi si manifestano solo tardivamente, quando la malattia è già avanzata. In linea generale, si può rallentare l'evoluzione di questa condizione ma, se essa giunge al suo stadio più avanzato, si rende necessario l'utilizzo della dialisi o il trapianto di rene. D, per i quali il paziente deve essere trattato farmacologicamente. Dal punto di vista del laboratorio, è necessario capire se e come funziona il rene, di conseguenza i dosaggi che questi pazienti fanno più spesso sono quelli della creatinina, azotemia, elettroliti, sodio, potassio, calcio, fosforo ed emocromo. Importante è anche l’esame delle urine per una valutazione chimico-fisica o per un’urinocoltura in caso di infezione (se positiva si procede con l’antibiogramma). Dott. Vincenzo MACAIONE In fase iniziale, quando non sono presenti sintomi, la patologia viene valutata con esami di laboratorio standard dei quali, uno dei più importanti, è la valutazione della clearance della creatinina; una riduzione della clearance al di sotto di 80 ml/ minuto equivale ad un danno renale iniziale; il 30% è il limite di insufficienza renale lieve al di sotto del quale vi è insufficienza renale progressiva che prima o poi porterà alla dialisi. In presenza di questo tipo di alterazione compaiono anche l’aumento della pressione arteriosa, anemia, alterazione del metabolismo di Calcio, Potassio e vitamina 7

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Ingredienti per 4 persone: Filetti di Nasello gr. 400; Sedano intero medio n° 1; Olio evo q.b.; Cipolla media n° 1; Uva passolina gr. 15; Pinoli gr. 15; Olive nere snocciolate n° 20; Sale & pepe q.b. Procedimento: In una teglia da forno fate appassire la cipolla affettata finemente, in un cucchiaio d’olio e 1/2 bicchiere d’acqua. Unite il sedano precedentemente pelato per eliminare i filamenti fibrosi, e tagliati a listarella sottili, aggiungete un pizzico di sale coprite e fate cuocere per 5 minuti. Fatto ciò aggiungete il pesce, cospargetelo con le olive, l’uva passolina, precedentemente ammorbidita, e i pinoli, correggete di sale pepe. Infornate a 180 gradi e lasciate cuocere per 15 minuti; nell’attesa fate abbrustolire del pane casareccio e con le foglie del sedano preparate una vellutata condita con olio (1 cucchiaio da cucina), sale e pepe fatela appena bollire dopo di ciò coprite il fondo del piatto completate con la pietanza di pesce, aggiungete la fetta di pane abbrustolita e servite. Vino d’accompagnamento Bianco Alcamo Vitigni: catarratto e lucido Colore: giallo paglierino con riflessi verdi Sapore: Secco, sapido, fresco di fruttato Gradi: 11,5° Temp. d’uso: 8/10° Ingredienti: Kg. 1 arance mature; Kg. 1 zucchero canna; lt. 2 acqua Procedimento: lavare accuratamente le arance e asciugarle, tagliatele senza sbucciarle a fettine sottile, eliminate i semi e lasciarle macerare in 2 lt. di acqua per 24 ore. Trascorso il tempo, aggiungete lo zucchero, mescolate bene, mettete il contenitore sul fuoco a fiamma moderata, sempre mescolando per circa 3 ore o giù di lì. Quando ritenete che la marmellata abbia raggiunto la densità desiderata, versatela nei vasetti precedentemente sterilizzati per 30 minuti in acqua bollente. Chiudere subito ermeticamente i vasetti e capovolgerli. Lasciare riposare sino a quando saranno freddi. 8

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