il Portico 355

 

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la voce dei novellaresi

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Consulenza e stime immobiliari Gestione Affitti - Compravendite NOVELLARA (RE) V.le Montegrappa, 11/b Cell. 348-4446131 - Tel. 0522-654100 ANNO XXXVII MENSILE NOVELLARESE D'INFORMAZIONE Novembre 2018 n.355 I 60 anni della sezione AVIS di Novellara Foto Graziano Pederzoli Morellini Geom. Daniele - COSTRUZIONI EDILI - RISTRUTTURAZIONI - VENDITE IMMOBILIARI - PROGETTAZIONI Viale Montegrappa, 40 - 42017 Novellara (RE) - Tel. 0522 - 652719 - Cell. 348 9000390 www.dmcostruzionisrl.it - Email: info@dmcostruzioni.it

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2 Conoscere il passato, per ritrovare fiducia nel futuro La Storia è la somma totale delle cose che avrebbero potuto essere evitate (cit. Konrad Adenauer) di Daniele Panciroli vice segretario PD Novellara L’odio e la paura svolgono spesso un ruolo determinante, nelle dinamiche formative di un “unità” ideologica di un Paese. Da sempre le civiltà, hanno trovano in questi sentimenti il “cemento” delle proprie relazioni; specie in periodi di crisi economica, politica e sociale, tali emozioni hanno generato nella persona paura di perdita delle proprie sicurezze ed odio nei confronti del diverso. Sono collanti, semplici, a basso costo che si auto alimentano, di distrazione dell’individuo e di “veicolo” per le masse, ma possono divenire anticamera e preludio purtroppo di situazioni di grave pericolo o persino guerre. Fu esattamente così un secolo fa. L’11 Novembre del 1918, terminò dopo 4 anni la Grande Guerra. 16 milioni di morti fra militari e civili ed oltre 20 milioni di mutilati. Numeri impressionanti, senza contare chi seppur lontano dal fronte fu vittima degli stenti derivanti dal peggioramento delle condizioni di vita. Intere masse, per lo più contadini, analfabeti furono convinti o costretti ad ubbidire all’idea di distruzione del nemico, dipinto come il “male assoluto”. Si raggiunse un livello di violenza senza precedenti. Non bisognava solo intensificare al massimo lo sforzo bellico, ma anche aggredire la popolazione civile. Logorarla, annientare ogni resistenza. L’odio e la paura accesero, negli anni seguenti un forte spirito nazionalista e laddove erano più fragili le istituzioni democratiche, complice anche la “crisi economica del ’29”, sostituirono i governi in regimi totalitari a forte impronta militare. Quello che nè conseguì fu un nuovo ed ancor più tragico conflitto. Ad un secolo dalla fine della Grande Guerra e a quasi 80 anni dall’inizio della 2nda Guerra Mondiale ( 1mo settembre 1939 ), ha ancora un senso ripercorrere, seppur sommariamente, l’odio e la paura di quella prima metà di ‘900 ?. A mio parere, SI’, se la conoscenza della storia ha come finalità quello di evitare di ripetere gli stessi errori, analogamente a quanto un individuo può contare sull’esperienza degli eventi di vita genera poi maturità. In questi ultimi anni, caratterizzati da una grave crisi economica (che non deve essere tuttavia un giustificativo), noto sempre più che odio e paura hanno offuscato principi cristiano – sociali, in primis umanità e solidarietà i quali antepongo la collettività, all’indivi- duo. Oggi invece, inumanità e individualità, la fanno da padrone facendo primeggiare l’IO rispetto al NOI. Quello stesso “ordine mondiale” che si era costituito dopo le due guerre caratterizzato da accordi e Organismi sovranazionali, ora viene messo fortemente in discussione, ogni Nazione sembra “chiudere” i propri confini e disdire i patti. Sul piano individuale questo si riflette sull’evitare i momenti di socialità puramente “fisici” riducendoli ad una forma alternativa virtuale. Esempi emblematici sono rappresentati dalla politica di Trump “ American First “ ( Prima gli americani ), quella di alcuni Paesi Europei ad esempio il “Gruppo di Visegràd” ( Polonia, Ungheria, Rep. Ceca e Slovacchia ), così ansiosi di entrare nell’UE e nel contempo così restii a collaborare alle politiche migratorie e da quello dell’Austria. La stessa Brexit rappresenta una valida testimonianza a quanto esposto. In questi ultimi mesi noi Italiani ci siamo perfettamente allineati a questa politica, rifiutando l’approdo e il soccorso di uomini e donne, “giocando” su sentimenti di odio e paura per una mera logica di consenso. Non ci siamo fatti mancare sullo stesso tema incidenti diplomatici con Paesi a noi vicini, quali Malta e Francia oppure cambiando ambito, “duri” botta e risposta con le Istituzioni Europee. Facile postare via social, commenti, video o immagini, modi di comunicare che non prevedono un contradditorio e che semplificano la realtà delle cose, ben più complessa. Molto più difficile, nelle opportune sedi far valere le proprie ragioni. Alcune delle critiche, sono anche condivisibili, ma l’atteggiamento è assolutamente contro producente. Dove ci porterà questo IO a dir poco “aggressivo” ?. Stiamo facendo terra bruciata di tutti i soggetti a noi vicini. Forse, in un futuro non troppo lontano, potremo avere bisogno di coloro che oggi riteniamo essere “nemici”. Auspico allora una reazione a questa deriva sociale, a questo odio e a questa paura dilaganti; a dimostrazione di una riserva di umanità e solidarietà di cui abbiamo bisogno. Ritengo ci sia una parte considerevole di Paese, idealista e pragmatica, politicamente orfana che non si riconosce nelle attuali politiche e “smania” nel poter manifestare la propria opposizione. Non è più tempo di aspettare, o la Storia tornerà a farsi sentire. CIRCOLO DI NOVELLARA Caro iscritto, negli ultimi mesi il Partito Democratico ha vissuto un periodo complicato, come dimostrano i risultati delle ultime elezioni politiche ed amministrative, e dei sondaggi ripetuti nei mesi successivi. Per questo motivo si sta delineando in questi giorni il prossimo percorso congressuale, che servirà per rilanciare una proposta politica forte ed all’altezza del nostro progetto politico, in vista delle elezioni europee ed amministrative della primavera 2019. Ti invito quindi, a sostenere il Partito Democratico, ed il circolo PD di Novellara in questo percorso. In primo luogo partecipando attivamente alle iniziative locali che saranno organizzate per il congresso nazionale, e per il percorso che ci porterà alle elezioni comunali del 2019; ed in secondo luogo, ti invito a sostenere il nostro progetto e la nostra attività politica rinnovando la tessera (presso la sede PD in Viale Montegrappa dal lunedì al sabato dalle 09:30 alle 11:30, o in altri momenti prendendo appuntamento). Tanti sono gli appuntamenti che ci attendono nei prossimi mesi, e tanto il lavoro da fare; spero quindi di poter contare sulla tua partecipazione. Per ogni informazione, ci trovi presso la sede PD di Novellara dal lunedì al sabato dalle 09:30 alle 11:30 oppure ci puoi contattare utilizzando i seguenti recapiti: • 0522-654447 (Sede PD) • 347-9569853 (Gian Luca) • pd.novellara@live.it (email circolo PD) Un caro saluto Segretario del Circolo PD di Novellara Gian Luca Arcetti DIANA snc Giulio - Serena - Morena - Angela - Giacomo LA NUOVA SQUADRA DEL DIANA Supermarket NOVELLARA (RE) P.zza Mazzini, 15 - Tel.0522.654343 Discount RIO SALICETO (RE) Via Marzabotto 4/A - Tel.0522.648206

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Appuntamenti novembre - dicembre Teatro Franco Tagliavini VOCE DI DONNA Mercoledì 28 novembre 2018 ore 21.00 Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Scritto e interpretato da Melania Giglio Musiche di Simon And Garfunkel, Loredana Bertè, Elisa, Ivano Fossati, Prince, Adele Scene e costumi di Erminia Bassi A cura di Daniele Salvo Produzione di Fahrenheit 451 Teatro e NoveTeatro INGRESSO 2,00 euro FABIO BIDINELLI LIVE Sabato 1 dicembre 2018 ore 21.00 Domenica 2 dicembre 2018 ore 16.30 Fabio Bidinelli si avvicina alla musica all’età di 8 anni, iniziando gli studi di chitarra e batteria grazie al padre musicista. Innata è però la vena vocale per cui costantemente affianca all’apprendimento di questi strumenti il canto. Dicembre 2012 è la data di pubblicazione del primo album Bidi23, un disco completamente autoprodot- to, scritto e arrangiato mentre durante l’estate 2013 ottiene un contratto discografico con la PMS Studio, grazie al quale inizia le registrazioni del nuovo album Un posto solo mio pubblicato a Novembre 2014. A distanza di un solo anno la casa discografica decide di pubblicare un nuovo album dal titolo Nuove regole, mentre Novembre 2016 è la data di pubblicazione del 4° album dal titolo Vivo sfiorandoti, 10 tracce inedite caratterizzate da nuove sonorità e generi che spaziano dal Pop al Rock, oltre che da accattivanti sfumature di Funky e Swing. Quest’anno Bidinelli torna in Teatro per presentare il 5° e nuovo album Oltre le parole, attraverso un grande concerto caratterizzato dai brani contenuti nei quattro album prodotti e dalla presenza di ospiti che arricchiranno come sempre lo spettacolo. INGRESSO 10,00 euro LIRICA IN CONCERTO Sabato 8 dicembre 2018 ore 20.30 Con gli allievi delle Master classes della soprano Raina Kabaivanska e l’orchestra “Filarmonica dell’opera Italiana Bruno Bartoletti” Diretta dal Maestro Federico Folloni Presenta Mattia Mariani, direttore di Telereggio In collaborazione con Comune Di Novellara e Circolo Culturale Marta Beltrami INGRESSO 10,00 euro In prossimità del Natale, la moglie Elyane e la famiglia Tagliavini, il Comune di Novellara e la celebre collega e amica soprano Raina Kabaivanska, vogliono ricordare le figure del tenore novellarese Franco Tagliavini e della loro maestra, la soprano milanese Zita Fumagalli Riva. Lo fanno con alcune giovani promesse della lirica, formate alle Master Classes di Raina Kabaivanska, e l’Orchestra “Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti” diretta dal Maestro novellarese Federico Folloni. Il concerto prevede l’esecuzione di brani classici dei più noti compositori lirici. 30° FESTA DI SANTA LUCIA Domenica 9 dicembre 2018 ore 15.00 e ore 17.00 Per il trentesimo anno ci sarà la Festa di Santa Lucia con lo spettacolo Il viaggio di Priscilla. Distribuzione gratuita della calza dolce a tutti i bambini presenti. LEONARDA - IL CANTO DELLA SAPONIFICATRICE Sabato 15 dicembre ore 21.00 Domenica 16 dicembre ore 17.30 musiche originali Cristian Cattini - regia e drammaturgia Simone Oliva coreografie Allegra Bergonzi, Lucrezia Greco - supervisione artistica e organizzativa Lara Puglia con Lara Puglia , Alessia Galeotti, Cinzia Carreri, Caterina Lusuardi, Laura Rebuttini e Ensemble Atelier - Costumi Lorenzo ‘Blink Circus’ Mastroi- anni - produzione Atelier Danza, Teatro Distratto, Collettivo Tutteledirezioni INGRESSO 15,00 euro 3 Nuova data per il musical “la saponificatrice”. Dopo aver esaurito i biglietti del debutto in una sola settimana, il 16 dicembre si replica il musical “Leonarda, il canto della saponificatrice”. Dopo quattro anni dall’ultimo musical “Don Milani”, i novellaresi Cristian Cattini e Simone Oliva ritornano in teatro con uno spettacolo che si preannuncia un evento insolito nel panorama dei musical. Uno spettacolo noir e introspettivo, un musical interamente cantato, che scava nella biografia di Leonarda Cianciulli alla scoperta della verità su un caso che ancora appassiona psichiatri, criminologi e personaggi televisivi come Lucarelli. Il musical si avvale di cantanti professioniste che interpretano i ruoli chiave della vicenda ed è arricchito dalle danzatrici della scuola di danza Atelier di Guastalla: Angela Bonini, Agnese Ciavarella, Annalisa Codeluppi, Francesca Ferrari, Federica Guastalla, Francesca Manzelli, Cristina Saccani, Francesca Scaravelli e Letizia Zerbini, le coreografie sono di Allegra Bergonzi e Lucrezia Greco. Allegra Bergonzi, direttrice dal 2014 della sede guastallese di Atelier Scuola di danza, la scorsa stagione aveva diretto la regia dello spettacolo “Cigni”. CHRISTMAS PARADE… NATALE IN PIAZZA Domenica 23 dicembre 2018 dalle ore 17.30 – Piazza Unità d’Italia produzione Fincardinale, fabbrica dell’effimero coproduzione Etoile Centro Teatrale Europeo e Teatro Franco Tagliavini INGRESSO GRATUITO Dopo la giornata d’inaugurazione della stagione teatrale anche quest’anno la Fincardinale in collaborazione con Etoile CTE e il teatro Franco Tagliavini daranno vita ad una nuova magia in piazza per augurare un buon Natale tra poesia e immaginazione. Uno spettacolo d’istallazione che avrà come scenario naturale Piazza Unità d’Italia; diverse forme d’arte si intrecceranno per creare un grande spettacolo a cielo aperto. Fuochi, magie, musiche, attori, danzatori, acrobati, personaggi fantastici, personaggi reali e l’immaginazione della Fincardinale… Fabbrica dell’effimero saranno i protagonisti assoluti di questo Natale in piazza. SORELLE MATERASSI Mercoledì 9 gennaio 2019 ore 21.00 con Lucia Poli, Milena Vuko- tic, Marilù Prati, Gabriele Ana- gni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini, Roberta Lucca regia Geppy Gleijeses libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi produzione Gitiesse Artisti Riuniti INGRESSO 16,00 euro TINTEGGI INTERNI ED ESTERNI DECORAZIONI, OPERE MURARIE MANUTENZIONI, PAVIMENTI E PARETI IN RESINA NOVELLARA (RE) via T. Nuvolari, 29 Brioni Stefano 339/7950728 - E-mail: 9llaratinteggiatura@gmail.com

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44 Buone notizie per l’ambiente Comune di Novellara Nella prima parte del 2019 si concluderà il percorso, durato diversi anni, di bonifica dell’amianto negli edifici pubblici. di Francesca Amadei Segreteria del Sindaco Buone notizie per l’ambiente: nella prima parte del 2019 si concluderà il percorso, durato diversi anni, di bonifica dell’amianto negli edifici pubblici. L’ultimo tassello mancante è rappresentato dalla copertura in lastre di cemento-amianto (eternit) del magazzino comunale che si trova su viale della Costituzione. Una volta messo in sicurezza e rimosso, l’amianto sarà smaltito in apposite discariche autorizzate. Sul tetto verranno poi sostituiti i listelli in abete che dovessero risultare ammalorati e verrà rifatto il manto di copertura mediante pannelli cosiddetti “sandwich” in lamiera preverniciata. Il costo totale dell’intervento sarà di circa 20.000 euro. Per l’intervento di smaltimento, che avverrà entro la primavera del 2019, il Comune si avvarrà della professionalità di Sabar che da diverso tempo svolge questo servizio per i privati cittadini degli otto Comuni della Bassa Reggiana. A questo proposito, è importante ricordare che Sabar è a disposizione da maggio 2016 per il ritiro gratuito di piccoli quantitativi di amianto che si trovano nelle abitazioni dei privati, dopo che questi sono stati messi in sicurezza con l’ausilio del kit apposito che si acquista in ferramenta. A Novellara sino ad ora sono stati effettuati 30 interventi, per un totale di 20.760 kg di materiale ritirato e avviato allo smaltimento. Una serata speciale per ricordare Franco Tagliavini un protagonista del nostro tempo di Elena Carletti - Sindaco Penso che una delle più belle soddisfazioni per un artista sia quella di vedere la propria arte progredire, vivere, trasformarsi grazie alla sapienza delle nuove generazioni. Per questo sono particolarmente orgogliosa del concerto organizzato per l’8 dicembre in Teatro, un vero e proprio inno alla lirica dedicato al grande tenore Franco Tagliavini, cui è dedicato il nostro Teatro, e alla sua maestra, la soprano milanese Zita Fumagalli. Per mantenere viva la memoria di questi due grandi interpreti, che hanno portato alta la bandiera del bel canto italiano nel mondo, interverranno gli allievi delle master classes di Raina Kabaivanska, soprano e grande amica di Tagliavini, accompagnati dall’ l’Orchestra “Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti” diretta dal Maestro novellarese Federico Folloni. Vi invitiamo allora tutti a Teatro, sia per godere del talento di questi giovani artisti che per un’occasione benefica: l’incasso della serata sarà devoluto all’Azienda Speciale “I Millefiori” per sostenere i progetti dedicati ai nostri anziani. A tal proposito, mi sta a cuore ricordare anche l’impegno di Franco Tagliavini, così legato alla comunità novellarese da aderire e diventare un attivo volontario del comitato “Un tetto per tutti” che raccolse oltre 500.000 euro per acquistare gli arredi della casa protetta. Insomma, una serata speciale per ricordare un grande protagonista del nostro tempo, eccezionale per doti artistiche ed umane. Presenta il nuovo album: OLTRE LE PAROLE Teatro F. Tagliavini - Novellara (RE) SABATO 1 Dicembre ore 21:00 DOMENICA 2 Dicembre ore 16:30 Ingresso: euro10 VENDITA BIGLIETTI - dal 25 Ottobre: presso il Teatro BIGLIETTI ON LINE - dal 25 Ottobre: www.vivaticket.it SALUMIFICIO di Bartoli & C. snc MACELLAZIONE E LAVORAZIONE CARNE SUINA CENTRO CARNI vendita al minuto di carni bovine - suine - avicole NOVELLARA (RE) via C.Colombo, 84 tel.0522/654166 MalorTtaadrteullfao ABBIGLIAMENTO 0-16 NOVELLARA (RE) piazzetta BorgoNuovo, 6 cell. 333 3921920

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55 Dopo la presentazione il libro sarà disponibile presso l’edicola Masini “Segni dell’arte e del tempo a Novellara” Il nuovo libro-strenna di Vittorio Ariosi Sabato 8 dicembre alle ore 16,30, presso la Sala Civica in Rocca, verrà presentato un nuovo libro, il cui titolo: “Segni dell’Arte e del Tempo a Novellara” svela il contenuto di quest’ulteriore opera che il prof. Vittorio Ariosi dona alla nostra comunità. Due annotazioni sintetizzano il valore della pubblicazione: l’amore per l’arte e per il territorio; la valorizzazione della propria cultura quale bene fondante di una comunità. Nel riannodare duemila anni di storia, ripercorsi con passione, Ariosi ci fa gustare la capacità dei nostri predecessori di creare forme d’arte di eccelso livello sia manuale che creativo, in grado di stupire e di alimentare orgoglio, senso di appartenenza, affettività collettiva. Dalla lapide votiva, dedicata da Caius Tinuleos alla dea Miverva, alla grandezza del genio di Lelio Orsi, sbirciando proficuamente tra i tanti artisti contemporanei, sgorgano propensioni, attitudini, attività umane che hanno formato la storia e la cultura di una comunità. Il volume di Vittorio è un nuovo atto d’amore, è qualcosa di sorprendente che ci viene consegnato non solo per essere letto, visto, accarezzato ma per essere tramandato quale preziosa testimonianza del valore di questo piccolo e prezioso lembo di territorio. Un volume leggero, snello, scorrevole, raccontato in modo interessante, dall’esposizione fresca e coinvolgente. Ariosi e il gruppo di amici che hanno piacevolmente collaborato a questa nuova pubblicazione, vogliono offrire questo volume quale “strenna” del prossimo Natale 2018, un dono leggero ma pieno di sostanza, un pensiero gentile e importante, un atto affettivo e benaugurante che racchiude la nostra storia, la nostra cultura e le nostre tradizioni, vale a dire le parti più preziose di noi stessi. Sergio Calzari “Da questo libro, che parla del mio paese, ho imparato che siamo stati terra di conquista e che da sotto il naso ci hanno portato via una grande quantità di preziose opere d’arte, prima gli estensi poi i francesi.... ho conosciuto quali siano state le vere radici di alcuni luoghi del mio paese che giornalmente incrociano i miei occhi...Per sapere che cosa ha da dirci lo straordinario patrimonio artistico, passato e presente, della nostra piccola città d’arte, leggetevi il libro”. Mattia Mariani GRUPPO DI LETTURA PRO LOCO NOVELLARA LA SPEZIERIA “La Prospettiva Nevskìj” di Nikolaj Gogol’ Giovedì 6 Dicembre 2018 alle ore 17:30 presso la Sala del Fico nella Rocca di Novellara La Prospettiva Nevskij di cui ci parla Gogol’ (1809 –1852) è la via principale di Pietroburgo, ma è evidente che il grande scrittore russo, pur partendo dalla descrizione di personaggi e situazioni locali, sublima il tutto in chiave metaforica e la Nevskij assurge così a metafora della condizione umana. “Oh, non credete alla Prospettiva Nevskij! Quando l’attraverso, sempre io m’avvolgo quanto più posso nel mio mantello e cerco di non guardare affatto gli oggetti che mi cadon sotto gli occhi. Tutto è inganno, tutto è sogno, nulla è ciò che sembra!” di Andrea Masi Tende Interne - Esterne Tappezzeria - Tende tecniche NOVELLARA (RE) Via Andrea Costa, 26 - Tel e Fax 0522 650327 - Email: reflex@reflextende.it

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6 #Unmidollopermatteo si appresta a concludere il suo terzo anno di vita Matteo sta bene e il progetto, a fianco di ADMO Reggio Emilia non si ferma. Tante sono le richieste (sono circa 1800 le persone in attesa di un donatore compatibile…) e chi come noi ha la fortuna di poter testimoniare l’efficacia del trapianto di midollo osseo non può far finta di nulla. E noi non abbiamo intenzione di tirarci indietro. Qualcuno dice che la beneficienza si fa in silenzio. Noi questo non lo crediamo. Crediamo invece che chi fa cose finalizzate al sostegno disinteressato debba rendere pubblico i propri risultati, in primis per una questione di trasparenza, ma anche nella speranza di stimolare sempre più persone, fisiche o giuridiche, a prendere parte a queste iniziative. Quest’anno quindi, grazie a tutti voi, grazie agli sponsor, grazie ai volontari, abbiamo potuto donare alla pediatria dell’Ospedale Civile di Guastalla, giochi e materiale di cancelleria per i piccoli ospiti del reparto. 5800 euro sono stati donati ad ADMO Sezione di Reggio Emilia per l’acquisto degli ormai famosi kit salivari, strumenti fondamentali per l’iscrizione in ogni luogo degli aspiranti donatori di Midollo Osseo. Abbiamo inoltre acquistato arredi, giochi da giardino e strumenti didattici per la Scuola dell’Infanzia di Santa Maria per 4800 euro, strumenti che potranno incrementare l’offerta formativa dedicata ai piccoli futuri donatori… perché dovete sapere che “per diventare grandi si comincia da piccoli” (cit.)! Proprio mentre vi scriviamo queste righe, si stanno altresì concludendo due piccole ulteriori donazioni destinate al Comitato Locale della Croce Rossa ed alla Protezione Civile Nubilaria. A queste due belle realtà novellaresi verranno rispettivamente donati rilevatori di monossido di carbonio e Dispositivi di Protezione Individuale per un importo complessivo di 800 euro. Ora noi continueremo a lavorare a fianco di ADMO Reggio Emilia, tante persone stanno attendendo e tanti giovani sanno che possono donare una speranza di vita. A chi? non lo sappiamo, ma di certo sappiamo perché! Colmi di gratitudine vi salutiamo vi invitiamo a contattarci qualora vogliate informazioni su come sostenerci o su come iscrivervi al Registro. Ci vediamo in piazza, cercate il gazebo rosso, noi intanto iniziamo a preparare #insiemeSIPUO’ 3.0!! lo staff di #UNMIDOLLOPERMATTEO Ma in questo 2018 che si avvia alla conclusione, cosa abbiamo fatto? Beh, il nostro scopo principale rimane sempre e solo uno, cioè quello di promuovere la cultura del dono. Iscriversi al Registro dei Donatori di Midollo Osseo è tanto semplice quanto importante. Dall’altro capo del mondo, come a pochi chilometri di distanza un bambino, un ragazzo od una persona un po’ meno giovane potrebbe riservare ogni sua speranza di vita in chiunque di noi. Ed il Registro è l’unico modo per scoprire chi può avere la fortuna di diventare un supereroe e di salvare una vita. Basta pochissimo. Questo quindi è il fondamento del nostro progetto. Ma donare è gioia, il mondo del dono è gioia soprattutto se il dono in questione è la speranza di vita. Per questo motivo, è nata la festa che ha preso il nome di #insiemeSIPUO’, che quest’anno è giunta alla seconda edizione a maggio scorso. Si perché nostro desiderio è associare la parola “dono” alla parola “gioia” e solamente insieme ci si può riuscire. In tanti hanno creduto in noi, ci hanno sostenuto e continuano a sostenerci (e speriamo siano sempre di più). Grazie all’aiuto di tutti quindi, di chi ci ha supportato, chi ci ha sopportato e di chi ha partecipato, questa seconda edizione è stata veramente un grande successo, sotto ogni punto di vista. Riteniamo perciò sia doveroso dirvi dove e come è stato donato quanto raccolto durante l’evento. STARE IN FORMA IN MODO SANO Consulenze nutrizionali: Dr.ssa Bigliardi I REGALI DI NATALE Classici, nuovi, che stupiscono... TANTE IDEE E TANTI PREZZI dr.ssa Bigliardi & dr.ssa Barilli L’ERBOLARIO: profumi, creme corpo, saponi, candele HELAN: cosmetici, linea bimbi e mamma. Sali dal mondo SPECCHIASOL: tisane e infusi. Tisane Ayurvediche MAGENTINA: Oli Essenziali - Linea Cannabis - Diffusori e infusori NOVELLARA (RE) via V. Veneto, 18 e via Cavour, 30/b tel.0522/662989 www.erboristeriasanfrancesco.com

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7 Teatro della Rocca Franco Tagliavini: tutti i numeri della stagione teatrale 2018-19 L’avvio di stagione al Teatro Franco Tagliavini è partito in quinta con un’impennata degli abbonati e diversi spettacoli già tutti esauriti. Gli abbonati in queste stagioni sono stati in costante crescita, dai 39 iniziali nel 2015 ai 132 di quest’anno. Ringraziamo tutto il pubblico per la fiducia e la presenza di questi anni, il Teatro Franco Tagliavini è frequentato da oltre 10000 persone ogni stagione. Altri numeri importanti per questa stagione: 3 debutti di nuovi spettacoli, 6 spettacoli per bambini, 2 coproduzioni, 7 compagnie locali e oltre 100 aperture. L’anno prossimo dall‘11 al 17 marzo saranno a Novellara i “Kids Who Care” VIAGGIO NELLE AZIENDE NOVELLARESI di Grazia Costa Questo gruppo americano arriva da Fort Worth in Texas. I ragazzi dai 7 agli 11 anni si esibiranno in un musical presso il nostro teatro. Si tratta di un evento eccezionale per il nostro paese. Cerchiamo di accoglierli nel miglior modo possibile facendoli sentire a casa loro accogliendogli nelle nostre famiglie. Grazie fin da adesso a tutti coloro che si renderanno disponibili ad ospitare. L’ospitalità riguarda ragazzi e adulti accompagnatori. A disposizione per ogni eventuale e ulteriore informazione potete contattarmi sul 348 7942174. I 50 anni di CO.VI Meccanica di Giovanni Franzoni Quando si riesce ad inserire sul PORTICO articoli che riguardano aziende novellaresi, la descrizione della loro attività, note su qualità e tecnica della loro produzione, ecc. è sempre una bella soddisfazione. Sono un arricchimento del nostro paese. Oggi ci occupiamo di una azienda, costitutita nell’anno 1968 dal novellarese Mirco Villa & C snc. con sede in S.Giovanni di Novellara. Due torni, un trapano ed una fresa, oltre a 3 dipendenti. Mirco Villa nasce a Novellara nel 1945, si diploma perito meccanico nelll’anno 1967 ed inizia la sua attività lavorativa alla Landini di Fabbrico nello stesso anno. Successivamente si trasferisce nella zona artigianale di via Alessandrini, amplia la sua attività nel capannone di sua proprietà, con 10 dipendenti. Nel 1996 nuovo trasferimento dell’attività in via E.Mattei, laterale della strada che porta a Reggiolo e i dipendenti diventano 14. Nel 2011 infine fonda una nuova società, la CO.VI Meccanica con il socio Codeluppi Luca, amplia il parco macchine, acquistando un’altro capannone e portando i dipendenti a 21. Sono esattamente 50 anni (1968-2018) che l’azienda esiste ed opera sul nostro territorio ed io colgo, insieme alla redazione, l’occasione per formulare le più vive congratulazioni con la convinzione che la CO.VI. Meccanica avrà un futuro sicuro e ricco di ulteriori soddisfazioni. NOVELLARA (RE) Corso Garibaldi 26 tel. 0522/661719 www.anticafarmacianovellara.it email: info@anticafarmacianovellara.it

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8 Giardini, portici, marciapiedi, deiezioni rifiuti… E’ un problema del quale periodicamente si ritorna a parlare, ma la situazione non cambia: per strada, passeggiando ai giardini o sotto i portici, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi, essere slalomisti da Nazionale. di Susy Riccò Un malcostume che si concentra al mattino presto ed alla sera quando il buio è complice di questa diffusissima ed incivile abitudine. Puntuali come un orologio Svizzero li trovi per le strade, lungo i marciapiedi, sotto i portici, in tutti gli spazi aperti al pubblico con il proprio amico “peloso”, ma…………… il vero maleducato non è il cane, ma il padrone che lascia per strada i bisogni del proprio cane Incredibile ma vero, in Italia non esiste una legge nazionale che stabilisca eventuali multe a carico dei cittadini che non raccolgono le deiezioni dei propri cani, è competenza dei singoli Comuni decidere come procedere attraverso apposite ordinanze dove viene stabilito l’ammontare delle multe che varia, quindi, da Comune a Comune. Il Comune di Novellara ha installato da tempo sul territorio distributori gratuiti di sacchetti, il cittadino si può inoltre rivolgere all’Ufficio Relazioni con il Pubblico, per ottenere a titolo completamente gratuito i sacchetti di cui sopra dotati di apposito raccoglitore integrato per evitare di sporcarsi le mani durante la raccolta. [fonte: informazioneambiente.it]Forse non tutti sanno che la maleducata consuetudine di non raccogliere le feci del proprio cane rischia di creare problemi seri all’ambiente ed anche alla salute dell’uomo. Come provano i test scientifici, i rifiuti biologici degli amici a quattro zampe sono un pericolo da non ignorare, infatti rischiano di inquinare l’ambiente e le acque con batteri ed agenti dannosi. Le feci dei cani infatti dopo essersi seccate e polverizzate in parte rimangono nel terreno, in parte nell’aria che respiriamo ed in parte, con la pioggia, penetrano nelle falde. Un altro problema è dato dal fatto che molti cani mettono in atto la coprofagia, cioè ingeriscono le proprie feci o quelle di altri animali. Non raccogliere le feci del proprio cane quindi mette a rischio la salute di altri cani o dello stesso che ha defecato. D’altra parte i cani non sono carnivori obbligati e possono anche alimentarsi di quello che trovano nell’ambiente. Alcuni studi americani hanno dimostrato come le feci dei cani stiano pesando sull’inquinamento e come stiano contaminando l’ambiente e mettendo in pericolo la salute dell’uomo. Non è raro che le feci dei cani contengano una specifica tipologia di Escherichia Coli capace di resistere agli antibiotici e che potrebbero anche contenere altri agenti patogeni pericolosi per le persone. In particolare si tratta di microrganismi molto pericolosi responsabili di malattie come la salmonella, la toxoplasmosi e di infezioni parassitarie a carico dell’apparato digerente. Lo smaltimento delle feci dei cani non va preso alla leggera, perché si tratta di escrementi potenzialmente pericolosi. Per questo meglio fare attenzione anche quando si raccolgono: utilizzando possibilmente una palettina, utilizzando sacchettini biodegradabili, di carta o cartone. Se ne avete la possibilità gettateli nel compost, esistono dei contenitori molto funzionali per riportare le feci a casa, totalmente inodore. In questo modo le feci del cane diventeranno un ottimo fertilizzante. Ciò che personalmente mi domando dalla “notte dei tempi” è: perchè non fai fare i bisogni del tuo cane a casa tua e vieni a sporcare a “casa” degli altri? Mauro Storchi Orario dal Martedì al Venerdì 8:30-12:30 | 15:30-19:30 Sabato Continuato 9:00 - 17:00 Via Cavour, 66 42017 Novellara (RE) Tel. 391 3622162 Un nuovo barbiere a Novellara Dal 26 maggio nuova attività di “Barbiere da uomo” in via Cavour, 66 la propone Sandro Garzotti da Novi di Modena. L’attività comprende il taglio capelli e rifinitura barbe. STUDIO DI FISIOTERAPIA E RIABILITAZIONE Dott. in Ft. Pietri Federico cell. 338/9702813 Dott. in Ft. Orlandi Francesco cell. 349/4776895 Valutazione funzionale fisioterapica Riabilitazione pre e post operatoria - Rieducazione sportiva Ginnastica medica / correttiva / vertebrale Terapia manuale ortopedica - Rieducazione sec. Mckenzie Rolfing - Massaggi decontratturanti - Ultrasuoni a massaggio Tecar-diatermica capacitativa-resistiva - Ionoforesi Tens ed elettroterapia antalgica - Elettrostimolazione SI RICEVE SOLO SU APPUNTAMENTO - Lo studio si trova a Novellara (RE) in Piazza Unità d’Italia 30 OTTICA il meglio per i nostri clienti Disponibili nuove collezioni vista-sole 2018 di Etnia Barcelona - Oakley Persol - Ray Ban e per la prima volta a Novellara, Moncler • Analisi visiva computerizzate • Esame delle funzioni visive • Applicazione lenti a contatto per tutte le problematiche visive • Controllo digitale della pressione oculare • Mappatura corneale • Centro specializzato montaggio lenti progressive • Laboratorio interno montaggi e riparazioni • Lenti oftalmiche Galileo - Rodenstock - Zeiss NOVELLARA (RE) via Cavour, 16 Tel. 0522/654127

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Rubrica mensile di musica a cura di Luca Lombardini Il nuovo “Il Giardino che non vedi” è a tutti gli effetti il compimento di questo ritorno a casa, più facile da comprendere se si considera anche quello di Giovanni Lindo Ferretti, che degli Üstmamò è stato imprescindibile pigmalione. Al di là dell’amicizia di lunga data, in grado di resistere alle rispettive vicende personali, solo una cosa poteva infatti agevolare Ferretti nella decisione di riportare in tour (proprio con l’aiuto di Luca A. Rossi e Ezio Bonicelli) il repertorio storico CCCP/CSI/PGR e convincere gli Üst a rispolverare il marchio di fabbrica dopo anni di silenzio: il legame con la terra d’origine. Tra le montagne di quel lembo di valle che ospita le sorgenti del fiume Secchia, gli Üstmamò (così come Ferretti) sono cresciuti imparando i canti della tradizione e il lento incedere dei ritmi della natura, due baluardi contro l’estenuante immediatezza dei tempi moderni; logico (e necessario) rimettere quindi al centro quei luoghi, sia in senso salvifico che come espressione di riconoscenza, e farne il punto di ripartenza dell’attuale sentire. Da questo punto di vista, è già il titolo a dare indicazioni: il giardino che non vedi è una metafora che può indicare tanto un frutto maturato in segreto quanto il prendere atto di non sapere più scorgere la realtà delle cose, ma per Luca Rossi è anche il modo di descrivere quello che c’è fuori dalla finestra di casa sua. Rispetto al precedente episodio, si torna all’uso della lingua italiana (da Rossi temporaneamente abbandonata per scarsa resa rispetto alle musiche), grazie anche all’aiuto di un corollario di collaboratori che vanno da Marco Menardi dei Wolfango (altra creatura messa sotto contratto negli anni novanta da “I dischi del mulo” di Ferretti/Zamboni) allo scrittore modenese Sandro Campani, alla primissima cantante degli Üstmamò, Silvia Barbantini, qui in veste di autrice. L’impostazione resta ancora fortemente legata alle chitarre di Rossi (sospese tra riverberi che già da soli dipingono prati e vallate), ma dimostra di saper assorbire in maniera più organica il passato e il presente della band, come nelle sfumature elettroniche di “Una volta era meglio” e del primo singolo “La luna alla TV”, che riportano in punta di piedi un po’ di brezza del periodo vissuto in classifica. “Il giardino che non vedi” (nato grazie anche a una campagna di crowdfunding su Musicraiser) è un onesto e riuscito affresco di quello che sono gli Üstmamò proprio adesso, apprezzabile quanto più si sceglie di evitare il confronto con il periodo Redeghieri, dal momento che anche nei testi non sembra più esserci spazio per la stessa descrizione del mondo. Prendendo atto che le nuove coordinate rappresentano la conferma di un piccolo tradimento iniziato con “Duty Free Rockets”, diventa più facile vedere in questo giardino anche un modo per declinare al presente la volontà della band di restare fedele alla sua provenienza geografica e, contemporaneamente, avulsa da quanto ci si aspetta da lei. Una scelta insidiosa, non priva di personalità, ma tutto sommato nemmeno troppo distante da quell’ideale di ribelli della montagna omaggiato da Luca A. Rossi, Ezio Bonicelli e Simone Filippi più di vent’anni fa. 9 Lettera al giornale Una su otto “Mi è toccato il dono!” Barcellona , Sabato 5 maggio 2018 Oggi è stata proprio una bella giornata. Mia figlia e i suoi compagni hanno partecipato all’ Urban Display, campeonato de Espana” Irene Pallares” di hip hop ottenendo un ottimo piazzamento. Erano gasatissimi e anche noi genitori non stavamo nella pelle. Ora mi faccio una doccia, poi vado a letto…. ed è così che scopro qualcosa di insolito nel seno sinistro sotto l’ascella. Sembra una ghiandola ingrossata, ma dato che aspetto il ciclo, può essere normale, però mi prende l’angoscia. Il giorno dopo finisce la vacanza , aspetto. Passano i giorni e il ciclo non arriva. Dopo due settimane, dal medico il primo campanello d’allarme: visita urgente e subito gli esami. Arriva la mazzata: tumore infiltrante al terzo stadio, 5 cm. Inizia la chemioterapia preoperatoria – ne avrò fino a Natale- poi controlli, intervento, poi…si vedrà. Le statistiche dicono che una donna su otto è a rischio di tumore al seno. Sono io quella!!!! A distanza di 5 mesi, care sette” amiche” risparmiate da questo ospite indesiderato, posso descrivere come è cambiata la mia vita: • difficoltà a dormire – in casa mi prende l’angoscia, e la notte ancora di più; • niente più palestra ma riposini sul divano, per riprendermi dalla chemio; • devo combattere contro nausea e mal di stomaco; • cominciano i formicolii e i dolori articolari; • ho la bocca impastata e non sento più i sapori! • Dimenticavo il segnale esterno più visibile e imbarazzante: dopo la prima chemio ho perso i capelli! Lo sapevo, ma è stato uno shock. Per fortuna la famiglia e le amiche mi hanno aiutato: dopo la prima uscita con il foulard, sono sempre uscita a testa nuda perché non sopporto niente sui miei “spelacchi”. La gente mi guarda, lo so, e a qualcuno faccio senso, ma non posso farci niente. Mi dispiace che si sentano in imbarazzo, ma non è colpa mia. E gli uomini pelati che si vedono in giro? Anche loro dovrebbero mettersi la bandana? All’inizio tutti hanno fatto cerchio intorno a me, mi hanno dato il loro sostegno. Col passare dei mesi le cose sono un po’ cambiate, ognuno è preso dai suoi impegni, non ha più tempo per il caffè. La vita continua intorno a me, mentre io rimango immobile, come un fermo-immagine. Immobile si fa per dire: vado al centro CORE due giorni la settimana, a volte con il mio uber personale, a volte con il volontario di turno: sorella, amica, figlio. Un giorno i controlli e, se tutto va bene, il giorno successivo terapia. Ormai conosco tante persone al CORE e ci raccontiamo le nostre storie. La terapia impiega alcune ore, ma ci sono volontari che offrono bevande calde e altri che propongono letture ad alta voce, così il tempo passa più in fretta, anche per l’accompagnatore. Care sette “amiche” non toccate dal problema, ho voluto proporre la mia esperienza in corso, nel mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, per condividere e per farvi capire quanto siete fortunate. A presto. Un abbraccio. P.G. LA CURANDERA E IL FORNO BOTTOLI PRESENTANO IL PANETTONE CREATIVO Il panettone creativo nasce dalla volontà di sperimentare della Curandera e dall’amore per la tradizione in evoluzione del Forno Bottoli. Una straordinaria collaborazione capace di offrirvi due prodotti artigianali di altissima qualità: il Panettone alla Canapa e il Panettone vegano alla Spirulina. Gli ingredienti utilizzati uniscono tradizioni antiche e sapori innovativi regalando un prodotto dal sapore unico e originale. Il nostro desiderio è di offrire, durante le feste Natalizie un Panettone che unisce tradizione e innovazione, capace di aggiungere più gioia alla vostra tavola. Vi aspettiamo in Curandera per prenotare e acquistare i vostri panettoni elegantemente confezionati nella nostra Gift Box Natalizia.

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10 Il 2 dicembre nasce “La rosa dei venti” casa di tutte le donne Un luogo protetto in cui parlare, ridere, riflettere, sognare e costruire insieme. di Francesca Amadei segreteria del sindaco Questo e molto di più sarà “La rosa dei venti”, spazio dedicato alle donne realizzato nello stabile di Strada Provinciale Nord 129, che verrà inaugurato domenica 2 dicembre, alle ore 17.00. Il nome richiama l’idea di venti che provengono da regioni diverse e in stagioni diverse, e vuole evocare un luogo aperto e di confronto, dove tutte possano sentirsi a casa. Questo importante taglio del nastro rappresenta il coronamento del progetto “Tana libere tutte”, finanziato dalla Regione Emilia Romagna grazie alla Legge regionale 6/2014 “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere” e destinato ad attività di promozione delle pari opportunità e contrasto alla violenza di genere; ma l’apertura delle porte della “Rosa dei venti” non saranno solo un punto d’arrivo, quanto un punto d’inizio per un percorso da fare e costruire insieme a tutte le donne che interverranno. “Crediamo fortemente in questo progetto e siamo grati che anche la Regione ne abbia riconosciuto il valore. La nostra idea è di creare uno spazio in cui tutte le donne possano sentirsi a loro agio e siano libere di scambiarsi opinioni e crescere insieme. È un passo importante per un rafforzamento dell’identità femminile, spesso ancora troppo vittima di stereotipi e discriminazioni” afferma il Sindaco Elena Carletti. Tante sono le azioni previste dal progetto “Tana libere tutte”: il cuore principale di questo ambizioso progetto consiste nel far sì che le donne uniscano le proprie forze e creino una comunità coesa, propositiva e partecipativa. Per questo la “Rosa dei venti” sarà uno spazio vitale e aperto, che ospiterà varie attività ricreative dedicate alle donne, realizzate in collaborazione con le associazioni del territorio. Oltre a queste attività più leggere, verranno ideati anche momenti di scambio e confronto per la prevenzione e l’individuazione di fragilità ed emarginazione. Alla “Rosa dei venti” troveranno dimora anche i corsi di lingua italiana, anche questi dedicati esclusivamente alle donne, già avviati da un anno grazie alla collaborazione con CPIA (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti), che non prevedono solamente l’insegnamento della lingua, ma anche e soprattutto momenti di incontro con associazioni, esperti di salute della donna e del bambino, riflessioni sull’educazione civica e momenti ludici come le lezioni di cucina interculturale e di cucito. Sede Rinnovata “Novellara Immobiliare per il Sociale Vieni a scoprire il Salotto della Solidarietà”

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Lettera al giornale 11 Sul conflitto insorto tra i dipendenti dei Millefiori e l’Amministrazione Comunale, dopo le note di chiarimento fatte dall’assessore nel precedente numero del portico, ritenendo non del tutto esaurito il bisogno di chiarezza, vorrei sollecitare un supplemento di riflessione. Il contrasto avviene su due ragioni, entrambe legittime: quella dei dipendenti precari che vorrebbero fosse applicato il contratto degli enti locali, e quella dell’amministrazione comunale che vorrebbe stabilizzare i rapporti di lavoro con il contratto dei dipendenti privati della sanità. Le ragioni dell’amministrazione comunale sono state ampiamente spiegate dall’assessore, riassumibili nei seguenti termini: esiste una legislazione complicata e restrittiva sulle assunzioni, con il rischio di sanzioni da parte delle autorità di controllo, pertanto, la trasformazione dell’istituzione Millefiori in azienda speciale con l’adozione del contratto dei dipendenti privati, mette il comune in condizioni di sicurezza. Le ragioni dei dipendenti sono altrettanto chiare: il loro contratto di riferimento è quello degli enti locali, in essere da decenni, non vorrebbero cambiarlo con un altro contratto che ritengono peggiorativo rispetto alle garanzie e ai trattamenti economici. Esiste una soluzione che permetta di conciliare le ragioni degli uni con le ragioni degli altri? Sono stati fatti i tentativi per cercarla? O si è voluto imporre una decisione non condivisa da una parte in causa? Gran parte dei comuni hanno trovato una soluzione condivisa: quella delle ASP (Azienda Servizi alla Persona), tant’è che da loro non esiste il conflitto. (Va chiarito che la questione dell’adesione o meno all’ASP del comprensorio, di cui si è tanto discusso, non centra nulla.) Ecco: questo, a me pare, l’interrogativo che rimane senza risposta. L’assessore sostiene di aver scelto nell’interesse della collettività e conoscendolo credo siano state le sue reali intenzioni, ma voglio ricordargli, nel caso ci fosse bisogno, che i rapporti di collaborazione e di condivisione tra i dipendenti del comune e la comunità, specie nei servizi alla persona, sono stati i requisiti del buon governo locale. Tante conquiste si sono ottenute grazie a quel rapporto. È un valore che non andrebbe disperso. Dimmo Olivi Ringrazio Dimmo Olivi per il prezioso contributo. Non ho l’ambizione di sanare i legittimi dubbi; cercherò semplicemente di porre alcuni punti prendendo spunto da alcuni passaggi della lettera che di fatto riassume la questione. La creazione dell’azienda speciale è stato un percorso lungo e fatto di molteplici incontri sia con i dipendenti, sia con le rappresentanze sindacali. La questione è stata posta dall’amministrazione intorno al primo trimestre del 2017. In quella fase nei vari tavoli è stata esplicitata la necessità di dover fare evolvere il “modello istituzione” in quanto non più rispondente alle necessità contingenti. In un primo momento la discussione fu incentrata sulla tipologia di modello organizzativo proposta mentre oggi il tema del contendere, in effetti, è legato alla tipologia contrattuale. Nella lettera colgo tre spunti che vorrei approfondire: 1. Il nuovo contratto è peggiorativo? 2. Perché non scegliere ASP? 3. L’importanza del rapporto con i lavoratori. Punto 1 Il nuovo contratto non è peggiorativo. Si parte da uno schema contrattuale che, in alcune sue parti, è diverso dal ccnl enti locali ma, per sanare tale gap, si sta costruendo un contratto “decentrato aziendale” che ha l’obiettivo di equiparare tutti gli elementi di potenziale differenziazione. Punto 2 Al di là del caso specifico della nostra ASP distrettuale, il modello ASP in generale presenta diverse criticità; ne cito due: - le ASP sono una forma organizzativa prevalentemente riconducibile al contesto dell’Emilia Romagna e facenti riferimento alla legislazione regionale mentre le Azienda Speciali trovano il loro fondamento in una legge nazionale, il TUEL (testo unico enti locali); - le ASP in Emilia Romagna “vantano” una fiscalità decisamente penalizzante rispetto a quella delle Aziende Speciali o di altre forme gestionali. Tale caratteristica le rende faticosamente sostenibili (basti considerare i diversi appelli rivolti recentemente alla regione da parte di quei Comuni che hanno adottato tale modello). Punto 3 Dimmo ha ragione nel sostenere che i rapporti di collaborazione e di condivisione tra i dipendenti specie nei servizi alla persona, sono stati i requisiti del buon governo locale. Non nego un’umana difficoltà nel prendere atto della pur legittima protesta da parte dei lavoratori. Non nego di aver vissuto giorni difficili e notti insonni. Io insieme al sindaco la giunta ed i consiglieri. Comprendo la difficoltà dei lavoratori stessi, sottoposti a messaggi di tipo divergente: da una parte l’amministrazione; dall’altra le organizzazioni sindacali. Probabilmente si potevano gestire diversamente alcune fasi ma d’altra parte eravamo tutti di fronte ad uno scenario nuovo; ad una novità difficile da affrontare ma necessaria per restituire nel medio tempo un contesto organizzativo migliore proprio ai lavoratori, che sottolineo, sono stati negli anni gli artefici della qualità dei nostri servizi alla persona. Recentemente vi sono stati alcuni incontri e vi è la disponibilità ad ulteriori tra tutte le parti in causa. Come dicevo poco sopra la discussione è partita un anno e mezzo fa ma i vincoli legati alla spesa del personale del Comune ci imponevano una decisione in breve tempo. Ritengo che ad un certo punto, in qualsiasi ambito della vita, occorra decidere assumendosi rischi e responsabilità. Il cambiamento non è mai semplice, ma alle volte si rende necessario per “sopravvivere” in un contesto di riferimento in evoluzione costante non solo dal punto di vista normativo ma anche etico e sociale. Alessandro Baracchi (vice sindaco e assessore ai servizi sociali) di Stecco Gabriele Coltelli - Lame affettatrice, forbici e tanto altro COLTELLERIA - CASALINGHI - ARTICOLI da REGALO NOVELLARA (RE) Corso Garibaldi, 40 tel.0522/652060 Email: cutter71.novellara@gmail.com

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12 Perchè i ragazzi oggi crescono meno ribelli, più tolleranti, meno felici e del tutto impreparati a diventare adulti Dal libro “Iperconnessi”. di Jean M.Twenge di Susy Riccò ….”I nati dal 1995 in poi sono praticamente cresciuti con il cellulare in mano, sono su Instagram da quando andavano alle medie e non hanno ricordi di un mondo senza Internet. Lo smartphone ha un potere assoluto che si estende a tutti gli ambiti della loro vita. Non conoscono un modo diverso di relazione, non conoscono il significato della parola VITA senza legare la stessa ad un iPad o ad un iPhone: PERCHE’ NON E’ STATA DATA LORO ALCUNA ALTERNATIVA. Nel 2007 fu immesso sul mercato il primo iPhone e nel 2010 arrivò l’iPad [le i minuscole davanti ai nomi dei dispositivi stanno per Internet] e sempre nel 1995 la Rete è stata aperta agli usi commerciali….. La sola presenza di queste tecnologie ha il potenziale di distrarre dalle interazioni volto a volto; si perdono dettagli come le espressioni del viso, i cambi di tono nella voce, è diminuito se non azzerato il contatto visivo, quasi non ci si perde più negli sguardi quando due persone si trovano una fronte all’altro. Si è sempre meno capaci di distinguere le notizie vere da quelle false, si è sempre meno in grado di comprendere le informazioni complesse, per una sorte di pigrizia nel verificarne la veridicità ed un diffuso analfabetismo funzionale che rende incapaci proprio di comprendere ed analizzare ciò che si legge, convinti che la rete sia una fonte di informazioni credibili si tende a rinchiudersi in una “comfort zone” dove le idee personali non vengono verificate. Le “leggende metropolitane” sono sempre esistite, ma ora con i social network si diffondono in maniera estremamente veloce ed estesa. A complicare la situazione l’anonimato di internet aiuta chi crea e propaga notizie false in rete ritenendosi protetto dall’invisibilità. Tutto questo rappresenta però un serio rischio per la democrazia che si basa sul confronto, sul rispetto della diversità e sulla tolleranza. I social sono fatti per rappresentarsi, prendere posizione, NON PER DIALOGARE. E’ necessario porsi in maniera critica davanti alla rete ed ai social network, utilizzarli con il buon senso, controllare e verificare ciò che si condivide ed affidarsi solo a fonti attendibili e siti ufficiali. Siamo convinti di avere tanti amici, tutti rigorosamente “virtuali” e quindi perfetti sconosciuti, di essere in contatto con l’universo mondo, i problemi trovano facile ed immediata risoluzione nel mondo offline, è addirittura possibile diventare personaggi pubblici con un semplice “tweet”, se qualcuno poi mette un “like”, ed hai anche dei “followers”…vali qualcosa come persona.. Oggigiorno, misuriamo la nostra popolarità ed il grado di accettazione da parte della società sul numero dei “mi piace” ricevuti. Quello che fino a qualche anno fa era solo un cruccio delle celebrità, la cui angoscia era di ritrovarsi a breve sul viale del tramonto, oggi interessa ognuno di noi. Siamo una contraddizione in essere perché invochiamo a gran voce il diritto alla privacy, ma postiamo la nostra vita privata e spesso anche dei nostri figli, minorenni e non, e questi siti possono fare quasi tutto quello che vogliono con le nostre foto; soprattutto indagini di mercato da vendere a caro prezzo a chi investe sui di loro in pubblicità. Stacey Steinberg, docente di legge al Levin college of Law , università della Florida, e direttrice associata del Centro per i bambini e la famiglia avverte: “Non condividete su Internet nulla che non mostrereste in pubblico” Anche scegliere di condividere le foto usando un gruppo privato su Facebook o un account privato su Instagram non diminuisce i rischi. Associare un’immagine ad un nome è nelle normali capacità di qualsiasi sistema di elaborazione di immagini. Le informazioni condivise dai genitori potrebbero emergere ancora dopo anni su i Google”, dice Steinberg, perché i dati in rete permangono per molto molto tempo, “E non sappiamo quali saranno gli obiettivi dei nostri figli quando diventeranno adulti”. Nel momento in cui otteniamo servizi dai social network che sembrano gratuiti una volta di più vale l’(ormai vecchio) adagio che recita ‘quando ottieni qualcosa gratis, il prodotto venduto sei tu‘. Nel prossimo futuro forse guarderemo agli utenti dei social media come oggi guardiamo i fumatori, persone che sanno di fare qualcosa di sbagliato eppure continuano a farlo dal lunedì al venerdì 09.30 - 13.00 15.30 - 19.30 sabato 10.00 - 13.00 Visite a domicilio. Visite su appuntamento negli orari di chiusura Novellara (RE) via Manzoni, 20/A tel. 0522/654710 cell. 337/584683 snc di Benevelli & C. Riscaldamento Condizionamento Solare Energia Alternativa NOVELLARA (RE) via E. Mattei, 41 Tel. 0522/661281 Fax 0522/662186 Email: info@tbs.it - www.tbs.it Studio Medico Dentistico dott. Soprani Niccolò odontoiatra Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato 08.30 - 12.00 14.30 - 19.00 08.30 - 12.00 14.30 - 19.00 08.30 - 12.00 08.30 - 12.00 14.30 - 19.00 08.30 - 12.00 14.30 - 19.00 09.00 - 12.00 NOVELLARA (RE) Viale Roma, 44/G (piazzetta interna ex Convento) tel. 0522/653811

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Grazie Patrizia! 13 In un’epoca nella quale sembra più importante proteggere la privacy che costruire delle relazioni vere, una nostra concittadina, Patrizia Bartoli, ha dato a tutti una lezione di vita. di Giorgia Gozzi Encomio alla concittadina Patrizia Bartoli di Francesca Amadei segreteria del Sindaco Durante il Consiglio comunale che si è tenuto mercoledì 24 ottobre a Novellara è stata encomiata la signora Patrizia Bartoli, socia del Caffè del Borgo. La concittadina novellarese questa estate aveva fatto parlare di sé per gesti spontanei e di grande valore: per ben due volte aveva notato l’assenza di due anziani che abitano e frequentano la zona in cui si trova il suo Bar e aveva dato l’allarme, permettendo così che i due venissero ritrovati nelle proprie case, impossibilitati a muoversi a seguito di una caduta e in principio di disidratazione. Un gesto che non ha certo sorpreso chi conosce la signora e la sua straordinaria disponibilità, ma che ha comunque colpito il cuore di tanti. Per questo motivo l’amministrazione ha deciso di dare un attestato di stima a Patrizia invitandola in Consiglio per poterla pubblicamente ringraziare. Buon Natale e Buon Anno a tutti i novellaresi Carissimi novellaresi, da molti anni Paolo Paterlini redattore del Portico mi incarica di porgervi gli auguri di Buone Feste. Sono molto orgoglioso di tale incarico perchè arrivare in tutte le case dei novellaresi è un onore e un piacere. Lo faccio di vero cuore e con la massima sincerità. Quando penso che la richiesta di riceverlo avviene oltre che da cittadini novellaresi anche da tanti emigranti per avere un contatto con il paese natio, mi commuove. A nome di tutti i collaboratori del Portico vi trasmetto nuovamente Buone Feste. Giovanni Franzoni Patrizia gestisce il bar del Borgo da venticinque anni e nel corso del tempo ha imparato a conoscere i propri clienti, ma non si è limitata ad imparare se il caffè lo vogliono liscio o macchiato. Uno dei clienti che frequenta il bar tutti i giorni le confida una domenica di non stare bene in seguito a una caduta, e Patrizia gli consiglia di andare quanto prima del medico. Il giorno dopo il cliente non si presenta - Patrizia lo immagina dal medico. Il martedì questo signore però ancora non si vede, così Patrizia decide di chiamarlo per accertarsi che stia bene, ma al telefono non risponde nessuno. Così riprova il giorno successivo, ma niente, il telefono risulta spento. Dopo tre giorni da quella domenica Patrizia inizia a essere irrequieta, sente che qualcosa non va: il malessere e la successiva sparizione la preoccupano. Decide di chiamare prima il medico, che le risponde di non averlo visto; allora si rivolge all’ospedale, ma non risulta essere nemmeno lì, mentre il suo telefono continua a essere spento. Il giovedì, dopo quattro giorni, con il bar affollato di gente, Patrizia è così preoccupata da non riuscire più a lavorare. Vorrebbe chiamare i vigili, ma è terribilmente combattuta: da un lato teme di essere derisa per aver “denunciato” un cliente che non è passato a prendere il suo solito caffè; dall’altro immagina la reazione di questo signore che poteva starsene tranquillamente in panciolle da alcuni giorni sul divano, che si vede arrivare a casa i vigili. Nonostante i dubbi però Patrizia si risolve a chiamarli. Ormai angosciata da giorni, sente l’impulso di intervenire. I vigili si dimostrano estremamente disponibili e la confortano sul fatto di aver fatto la scelta giusta. Ed è così che il cliente di Patrizia viene trovato in casa in coma da giorni e gli viene salvata la vita. Sempre grazie a lei un’altra cliente verrà soccorsa in casa in seguito ad una caduta che non le consentiva di rialzarsi e di chiedere aiuto. Anche in questo caso Patrizia non ha girato la testa dall’altra parte e ha deciso di fare ciò che riteneva giusto. “Ho capito di aver fatto la cosa giusta solo quando il sindaco è venuta nel mio bar per ringraziarmi” mi confessa Patrizia “durante quei giorni ero così tormentata sul da farsi che non riuscivo a decidere cos’era giusto fare”. Non guardare il mondo con gli occhi dell’indifferenza è senza dubbio la cosa giusta da fare ringraziamo Patrizia per avercelo ricordato e per averci resi orgogliosi di appartenere ad una comunità che dà valore alle persone. Congratulazioni Galleria dei Cooperatori 13/2 (Centro Commerciale Coop) Novellara tel./fax 0522/652058 email: ruspa.s@libero.it a Stefania, figlia della nostra amica Marisa Rondini per la prestigiosa onorificenza ricevuta dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, a seguito del conseguimento di un importante brevetto nel campo della chimica. Anna, Franca e Ivanna

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14 In Venezuela alla ricerca dell’Eldorado Ivanka e Ingrid Ferrari raccontano le loro storie di emigrazione. Vengo accolta a casa delle sorelle Ivanka e Ingrid Ferrari per l’intervista, e trascorsi i primi minuti capisco che la loro storia meriterebbe di essere raccontata in un romanzo, e non in un breve articolo! Ma tant’è… di Giorgia Gozzi Il racconto inizia in Belgio, dove i genitori emigrarono nel dopoguerra per lavorare nelle miniere di carbone. Il nostro paese barattò all’epoca 50.000 italiani per avere in cambio combustibile: all’Italia mancava il carbone, al Belgio minatori per poterlo estrarre. Quello dei minatori era un mestiere pesante e molto pericoloso, ma era pur sempre un’opportunità per chi, come loro, era abbastanza intraprendente da non tirarsi indietro di fronte a un’occasione. Le famiglie dei minatori vivevano in baracche di lamiera originariamente costruite per i prigionieri durante la guerra, e che lo stato belga aveva destinato a loro come alloggi. È in quelle baracche che nacquero le due sorelle, dove vissero in estrema povertà, nonostante il padre si guastasse la salute respirando carbone nelle viscere della terra. “Mio padre per risparmiare aveva comprato una forma di Roquefort” -un formaggio di pecora erborinato simile al nostro gorgonzola - “e per tutta la stagione abbiamo mangiato quello o bevuto latte” racconta Ivanka, e aggiunge “odio il Roquefort!”. Non è difficile da credere… Come se non bastasse all’inizio dell’agosto del 1956 il padre di Ivanka e Ingrid ebbe un diverbio con il suo capo, rassegnò le dimissioni e andò a chiedere lavoro presso la vicina miniera di Marcinelle. Il lavoro non gli venne dato però, perché l’ex capo gli aveva fatto terra bruciata intorno chiedendo a tutti di non assumerlo – lui era proprietà della miniera di Banlieue. Una settimana dopo nella miniera di Marcinelle si scatenò un incendio spaventoso e 262 minatori persero la vita. Fra di loro ci sarebbe stato anche lui, se il suo capo non l’avesse impedito, salvandogli la vita. La fortuna lo salvò quel giorno da una morte certa, ma la silicosi lo condannò a una morte prematura. Invalido già a 35 anni a causa dell’aria respirata in miniera, riportò la famiglia in Italia dove morì all’età di 59. Le sorelle Ferrari avevano entrambe spirito imprenditoriale e insieme rilevarono prima il Bar Roma di Novellara, poi un bar a Guastalla. Le cose andavano bene, quei tempi difficili erano ormai alle spalle. Tuttavia Ingrid era insoddisfatta, si sentiva strozzata dalle tasse e ingiustamente perseguitata dalla Guardia di Finanza. Fu una multa presa per non aver fatto lo scontrino per un bicchiere d’acqua che la fece sbottare e decidere che se ne sarebbe andata dall’Italia. La famiglia Carusella, che già aveva aperto un’attività in Venezuela, aveva spesso consigliato di portare i loro gelati oltreoceano, sicuri che il successo sarebbe arrivato. I tempi erano maturi. Così Maurizio, il marito di Ingrid, partì nel 1993 per Chichiriviche e aprì una gelateria, che per scaramanzia verrà chiamata Gelateria Roma. Tre mesi dopo la moglie lo raggiunse, e poco dopo l’arrivo di Ivanka ricompattò la famiglia. Dopo il Belgio e l’Italia, ebbe inizio la loro avventura sudamericana, in un continente diverso ma sempre insieme, sempre unite. Si ripartiva di nuovo da zero: una vita intera da reinventare, una lingua nuova da imparare, relazioni nuove da costruire. I gelati vengono prodotti con ingredienti italiani, la gelateria non ha bisogno di pubblicità, e il La famiglia Ferrari ai tempi dell’emigrazione in Belgio successo arriva subito in modo inaspettato. I locali strabuzzano gli occhi e continuano a ripetere “Que rico! Que rico!” (che buono! Che buono!) un’espressione che Ingrid e Ivanka, ancora digiune di spagnolo, non erano sicure di comprendere. Ingrid, preoccupata, chiede alla sorella: “cosa dicono? Ho fatto qualcosa di sbagliato?!” Ivanka e Ingrid si sono integrate bene anche con la popolazione locale, grazie all’aiuto degli amici Carusella, ma soprattutto grazie al loro grande cuore. Non si sono mai tirate indietro quando è stato il momento di aiutare qualcuno e nel 2009 decisero di prendere con loro Mizaki, di soli 4 anni e mezzo, proveniente da una famiglia locale in grande difficoltà: lo crebbero come un figlio, offrendogli non solo una casa e un supporto materiale, ma anche amore incondizionato, diventando per lui una seconda famiglia a tutti gli effetti. La compagine politica in Venezuela però cambierà, e con la salita al potere di Hugo Chàvez nel 1998 e la sua politica demagogica – racconta Ivanka - inizia per il paese un lento e inesorabile FALEGNAMERIA di Bigi Ivano PORTE BLINDATE Rivenditore specializzato per RE e provincia manutenzione e restauro di vecchi serramenti in legno S.GIOVANNI DI NOVELLARA (RE) via Prov.le Sud, 119 -Email: condor.bigi@libero.it

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declino. La moneta si indebolisce enormemente, il paese si impoverisce, tutti i beni di prima necessità diventano reperibili solo al mercato nero, dove i prezzi sono inarrivabili. Anche i medicinali sono introvabili, persino negli ospedali, mentre le scuole stanno chiudendo in tutto il paese perché mancano le risorse. La gente muore letteralmente di fame, e la criminalità non può che proliferare in un paese che è sull’orlo della guerra civile. Se un tempo a Caracas ci si poteva addormentare con la porta aperta, adesso i livelli di violenza della capitale toccano vette sorprendenti. La delinquenza si è inasprita e allargata a macchia d’olio fino a raggiungere anche i villaggi. Nel frattempo Ingrid è diventata nonna di tre nipoti. Iniziano le preoccupazioni per il loro futuro a Chichiriviche. Il Venezuela, che era stato il paese delle opportunità e che, tra il 1952 e il 1958 aveva attratto oltre un milione di europei, ora è in ginocchio. Così viene deciso di portare in Italia il nipote tredicenne per dargli la possibilità di proseguire gli studi. Adesso è l’Italia che restituisce il favore e tende una mano al nipote “venezuelano”. In questo momento le sorelle Ferrari sono in attesa di vedere come la situazione evolverà, mentre gli amici venezuelani insistono perché la gelateria resti aperta e tenga vivo il paese. Chiedo a questo punto dov’è che immaginano la loro vecchiaia e Ingrid risponde senza esitazioni: “in Venezuela quando qui c’è la nebbia, a Trento quando a Novellara si soffoca dal caldo, e per il resto qui!” Ma come si sentono Ivanka e Ingrid? Italiane, belghe o venezuelane? Mi colpisce la pronuncia perfettamente francese dei luoghi che menzionano quando raccontano del Belgio; la “erre” francesissima di Ingrid; le pause che Ivanka è costretta a fare durante l’intervista per tradurre mentalmente un termine che riesce a ricordare solo in spagnolo. Quel che possiamo dire è che a casa Ferrari si cucina italiano, e quando gli ingredienti non sono reperibili, vengono autoprodotti. “Le salsicce non si trovano là” raccontano “allora noi abbiamo imparato a farle!” Se questa non è intraprendenza, ditemi voi cos’è. Ed è proprio questo ciò che mi rimane veramente impresso di Ivanka e Ingrid, al di là delle vicende fra due continenti: la forza e l’energia di chi non lascia che le cose accadano, ma le fa accadere. 15 Bio(è)logico: una sana alimentazione è alla base di una vita sana di Giorgia Gozzi Tutti i giorni siamo chiamati a prendere delle decisioni, piccole o grandi. Alcune delle scelte che facciamo hanno conseguenze ben visibili - come quando scegliamo chi votare - altre invece hanno risvolti che non sempre sono sotto i nostri occhi, o ai quali non siamo proprio abituati a pensare, come quando scegliamo quale pacco di pasta prendere fra i tanti sullo scaffale. Quando andiamo alle urne sappiamo che la nostra scelta sposterà l’ago della bilancia a destra o a sinistra: ci fermiamo a riflettere, valutiamo le opzioni, guardiamo qualche tribuna politica per valutare i programmi proposti, ci facciamo delle domande. Quando andiamo a fare la spesa invece pochi di noi pensano che scegliere un prodotto piuttosto che un altro sia qualcosa di più che riempire il frigo vuoto. Eppure quel gesto apparentemente insignificante è una scelta che impatta sulla nostra salute e su quella del nostro pianeta. Siamo ormai tutti d’accordo sul fatto che una sana alimentazione sia alla base di una vita sana: é ormai provato e non esiste nessuno che sostenga il contrario. Molti di noi hanno iniziato a leggere gli ingredienti dei prodotti che comprano, cercando di evitare coloranti e conservanti, qualcuno controlla anche l’origine, poi esiste una minoranza (che lo è sempre meno però) che fa molto di più: sceglie biologico. Scegliere bio significa scegliere prodotti coltivati senza fitofarmaci, senza OGM e con una quantità di pesticidi molto ridotta rispetto alle colture convenzionali. Quando parliamo poi di carne biologica parliamo di animali sui quali non vengono usati antibiotici, che vivono in condizioni sostenibili e che vengono nutriti con mangimi di origine biologica. Significa che nel nostro piatto c’è più pomodoro e meno chimica, e che possiamo mangiare carne o bere latte senza dover assumere anche antibiotici. Ma significa anche che sui nostri terreni ci sono meno prodotti chimici e che, come logica conseguenza, quei terreni non inquinano le nostre acque sotterranee, dando vita ad un circolo virtuoso. Se poi proviamo a leggere gli ingredienti sulle confezioni dei prodotti biologici come biscotti, pane, marmellate o le merendine che diamo ai nostri figli, scopriremo che la lista degli ingredienti spesso si riduce drasticamente rispetto a quelle dei prodotti convenzionali. Le materie prime utilizzate sono poche, semplici e, udite udite, quasi sempre le conosciamo! Mentre fra gli ingredienti dei prodotti non biologici troviamo di frequente una serie di ingredienti che semplicemente non sappiamo cosa sono! Ma corro subito a rispondere a chi spesso obbietta che del bio “non si fida”. La questione della fiducia è trasversale: il tema tocca tutti i produttori, bio e non, perché anche nell’agricoltura tradizionale esistono prodotti vietati. Allora perché non fare come quando andiamo a votare? Informiamoci e scegliamo di sposare il pensiero, la filosofia che riteniamo giusti, perché chiudere l’argomento con un “non mi fido” o “tanto non cambia niente” è un modo come un altro per non occuparsi della questione, è un po’ come andare a votare bendati, perché nel caso del cibo siamo costretti a prendere una posizione, visto che tutti dobbiamo mangiare e una scelta, in un modo o nell’altro, la dobbiamo fare – impossibile astenersi. Fortunatamente la fiducia nei confronti del biologico cresce e continua a crescere, lo dicono Coldiretti, Assobio, lo riportano tutti i giornali che si occupano dell’argomento. Ne è una conferma il fatto che anche le grandi marche, sempre più spesso, danno vita a linee bio per soddisfare la domanda sempre crescente di questi prodotti. Quello che possiamo fare poi è scegliere produttori locali, che ci sono vicini e che sui loro prodotti mettono la faccia, come la famiglia Cavani – Gianluca e Barbara sono due giovani che hanno iniziato a produrre biologico proprio a Novellara, in Via Sbarra. Da loro si trovano frutta e verdura biologiche e a km zero, ma anche competenza e professionalità. Andate a trovarli, saranno felici di raccontarvi come coltivano la loro terra. E poi abbiamo I Tesori di Adua, il negozio in Piazza Borgonuovo che ha scelto di vendere solo prodotti biologici, gestito da Giovanni Spagna, che sarà ben lieto di rispondere alle vostre domande o anche solo di lasciarvi curiosare per vedere cosa c’è sui suoi scaffali. Abbiamo il forno della stazione, che ha scelto di lavorare solo con farina biologica, La Curandera in Via Cavour, dove Monica e Sandra propongono anche alimenti bio. Poi naturalmente è possibile trovare sempre più prodotti anche nella grande distribuzione. I produttori bio non sono un gruppo di romantici sognatori che coltivano con le tecniche di una volta: sono imprenditori mediamente più giovani e più istruiti dei produttori tradizionali, che utilizzano metodi estremamente all’avanguardia e innovativi. Ognuno di noi con un piccolo gesto apparentemente insignificante può davvero sostenere un’economia che fonda le sue basi sul rispetto. Quindi non domandatevi perché, ma perché no.

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