Il Valdarno Ottobre Novembre 2018

 

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un cuore www.otticabottacci.it per vedere Corso Mazzini, 79 Figline Valdarno Tel. 055 952612 IlValdarno gratis a casa tua un cuore www.otticabottacci.it per vedere Corso Mazzini, 79 Figline Valdarno Tel. 055 952612 Ottobre • Novembre 2018. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Antonella Mazzei. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Rotopress International s.r.l. Stabilimento di Loreto Via Brecce 60025 Loreto (AN) Diffusione Gratuita - commerciale@ilvaldarno.info - redazione@ilvaldarno.info Quelle facili previsioni che tutti ignorano di Valdo Nel numero di aprile questo giornale scrisse che difficilmente la sindaca di Figline Incisa avrebbe fatto un secondo mandato. Non c’era bisogno del Mago Otelma, bastava ascoltare gli umori delle piazze, anche quelle virtuali. Eppure questa facile previsione fu definita un vaneggiamento. Ora, puntualmente, è giunta la rinuncia di Giulia Mugnai. A luglio questo giornale scrisse, ancora una volta ignorato da tutti, che i mesi che ci separano da maggio 2019 rischiavano di trasformarsi in un Vietnam per la maggioranza. Ora l’ex presidente Cristina Simoni è passata all’opposizione, il gruppo Pd è stato lasciato anche da Francesco Sottili. Per la sindaca “lame duck” (Anatra zoppa, come dicono gli americani in questi casi) sarà difficile arrivare in fondo senza inciampare. la storia di padre guido da reggello un frate che è già in odore di santità Un gruppo di fedeli sta raccogliendo i documenti per il processo di canonizzazione di Padre Guido, al secolo Pasqualino Raspini, nato a Montanino nel 1921 e deceduto dieci anni fa a Lourdes eroi valdarnesi della grande guerra cifre, nomi e storie dei caduti Giovanni Mazzoni, Eugenio Pampaloni, Aldo Ventani: sono questi alcuni dei militari che si ricordano in Valdarno nel centenario della prima Guerra Mondiale. Storie di eroismo che vale la pena raccontare A pagina 3 A pagina 12 :politica Giulia Mugnai ha rinunciato al secondo mandato per il Comune di Figline Incisa Il sindaco che verrà Chiassai prende anche la Provincia Silvia Chiassai Martini è la signora dei record. Prima donna e primo esponente del centrodestra a conquistare il municipio di Montevarchi, vincendo le elezioni comunali del giugno 2016, Chiassai ha espugnato nelle consultazioni del 31 ottobre la presidenza della Provincia di Arezzo. Stesso schema: è lei la prima donna ad insediarsi al vertice di Palazzo Cavallo e ad essere il primo presidente di centrodestra dell’ente. L’elezione di Chiassai rappresenta anche un record per la vallata: la Provincia di Arezzo - guidata negli ultimi 9 anni da Roberto Vasai, già sindaco di Pergine - resta ancora in mano a un valdarnese. La rinuncia di Giulia Mugnai al secondo mandato da sindaco, apre nuovi scenari per le elezioni di maggio 2019. In attesa di capire cosa farà il Pd, impegnato nella fase congressuale, le prime mosse sono già state fatte con la costituzione del polo civico, nato dalla collaborazione tra “Salvare il Serristori” e la lista civica “Idea Comune”. Il neonato polo civico non ha ancora ufficializzato il proprio candidato sindaco per non precludersi la possibilità di ampliare la coalizione con altre liste simili. Nel campo della civicità si muovono anche gli aderenti all’associazione “Più Figline Incisa”, i quali guardano con attenzione a Daniele Raspini, attuale direttore della Asp Ludovico Martelli. La neonata associazione si trasformerà in futuro nella terza gamba del polo civico? E sarà Raspini l’eventuale candidato della futura triplice alleanza civica? Al momento è solo un’ipotesi in cerca di conferme. Ancora più complicato capire quale sarà lo sbocco elettorale di Cristina Simoni. L’ex presidente del consiglio del Comune Figline Incisa sta raccogliendo molti consensi dopo il clamore mediatico a seguito della vicenda di cui è stata vittima e per le minacce di morte ricevute. Il problema è capire come la ex presidente Simoni intenda organizzare questo consenso in chiave elettorale. Farà una sua lista per correre in proprio come candidata sindaca? Oppure preferirà far pesare i suoi voti in una coalizione con un diverso candidato sindaco? La candidatura di Lorenzo Naimi si consolida ulteriormente tra i pentastellati di Figline, i quali si godono anche l’onda positiva derivante dal consenso che il ministro Di Maio ha suscitato tra gli operai della Bekaert. La massima attenzione è puntata ovviamente sulla Lega e sugli eventuali alleati: in questo campo si muove al momento il dottor Costantino Ciari, che però potrebbe puntare sulle europee, lasciando spazio a nuove figure per le amministrative di Figline Incisa.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 2 Ottobre • Novembre 2018 :novità La struttura per i dipendenti dell’outlet sarà anche a servizio della comunità valdarnese. Gestione della cooperativa Endomos Inaugurato il Nido d’infanzia “Leccio” E’ stato inaugurato il Nido d’infanzia “Leccio”, nella omonima frazione del Comune di Reggello. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il Sindaco di Reggello, Cristiano Benucci, gli Assessori Piero Giunti ed Adele Bartolini ed i rappresentanti della Cooperativa guidati dal loro presidente. Aperto da qualche settimana può accogliere fino a 25 bambini nella fascia 12-36 mesi, ed è gestito dalla Coop. Sociale Endomos, che fa parte del Consorzio SIT (Servizi integrati Toscani). Il Nido ha ottenuto l’accreditamento da parte del Co- mune di Reggello. Coordinatrice pedagogica è stata nominata la dr.ssa Letizia Bulli, professionista di lunga esperienza nel settore. In questi giorni sono in fase di perfezionamento le procedure per la convenzione con il Comune di Reggello. Il nido di Leccio, concepito come Nido aziendale funzionale ai dipendenti dell’outlet The Mall, oggi rappresenta una risposta anche alle esigenze del territorio valdarnese. Al nido sono occupate 3 educatrici e 2 ausiliarie. In accordo con il Comune di Reggello si è stabilita la massima flessibilità degli orari, attivando Nelle foto: Alcuni momenti dell’inaugurazione del Nido d’infanzia “Leccio” alla presenza del sindaco Benucci, assessori e operatori 5 moduli diversi: il più breve o per tutta la settimana (5 gior7,30-12 ed il più esteso 7,30- ni) od anche per soli 3 giorni. Il 18. Inoltre è stata prevista la servizio è garantito dal lunedì possibilità di utilizzare i moduli al venerdì. I costi variano da un minimo di 300 euro per il modulo più breve ad un massimo di 600 euro per quello più esteso. Tali costi sono più contenuti rispetto alla media degli altri servizi privati per la scelta del soggetto gestore di offrire un servizio efficiente senza però gravare eccessivamente sui bilanci familiari. In virtù della convenzione con il Comune di Reggello le famiglie dei bambini residenti - nel caso che i moduli prescelti abbiano un costo maggiore di quello praticato nei servizi educativi comunali - avranno una tariffa scontata e di entità esattamente uguale a quella dei nidi comunali. A titolo esemplificativo: il modulo più breve, dal costo di 300 euro, per ogni bambino residente nel Comune di Reggello avrà un costo effettivo di 243 euro (- 57 euro), uguale alla tariffa dei nidi comunali, per il fatto che la differenza sarà a carico del Comune stesso, mentre il modulo più esteso, dal costo di 600 euro, peserà sulle famiglie per 501 euro (-99 euro). E’ allo studio anche con il Comune di Figline-Incisa Valdarno la possibilità di stipulare analoga convenzione per il prossimo anno educativo (2019-2020). EDILIZIA PULIZIE & AREE VERDI MENSE & BAR LOGISTICA IGIENE URBANA ANTINCENDIO SOCIO SANITARIO SERVIZI INTEGRATI TOSCANI Via Aretina, 251 -50127 Firenze tel. 055 232 2776 www.consorziosit.net

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Reggello Ottobre • Novembre 2018 Nelle foto: Alcune immagini di Pasqualino Raspini, noto a tutti, dopo il suo ingresso nella vita religiosa, col nome di Padre Guido da Reggello PAGINA 3 IlValdarnogratisacasatua :vite straordinarie A dieci anni dalla morte di Pasqualino Raspini si raccolgono documenti per la sua canonizzazione Padre Guido da Reggello, già in odore di santità Padre Pio lo chiamava confidenzialmente “Il Toscanaccio”, ma Padre Guido da Reggello mise a frutto la sua frequentazione con il santo di Pietrelcina per lo scopo che più gli stava a cuore: fare del bene. “Negli anni Settanta - racconta una donna di San Casciano - mia madre si ammalò gravemente di un male incurabile, tanto che le furono dati solo tre mesi di vita. Un’amica mi portò da Padre Guido. Quando lui mi vide mi confortò con le parole, e prima di andare via mi diede un guantino, spiegandomi che era appartenuto a Padre Pio: ‘Quando arrivi a casa - mi disse padre Guido - mettilo sulla parte dove la mamma è malata’. Così feci, la mamma migliorò e dopo un po’ il tumore sparì”. Questa testimonianza descrive uno dei tanti episodi prodigiosi che hanno contraddistinto la vita di Pasqualino Raspini, il sacerdote cappuccino nato a Montanino nel 1921, che poi vestì l’abito francescano con il nome di Padre Guido da Reggello. Ora il gruppo di fedeli che più gli sono stati vicino stanno raccogliendo le testimonianze per avviare la sua causa di canonizzazione. Al comitato promotore è arrivata anche una lettera di monsignor Gualtiero Bassetti, nella quale l’arcivescovo di Perugia ricorda la sua conoscenza, da seminarista, con padre Guido “della cui ‘sapientia cordis’ (Sapienza del cuore, ndr) mi sono giovato, avendolo per qualche tempo come padre spirituale”. Alla fine della lettera, l’attuale presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ringrazia i membri del comitato: “per tutto l’impegno che ponete nel raccogliere il materiale riguardante Padre Guido, perché la memoria dei giusti non vada persa”. Parte della documentazio- ne necessaria per avviare il percorso di canonizzazione è già stata consegnata al padre provinciale dei Cappuccini, ma altri documenti saranno presto inviati al convento di Montughi, sede della curia provinciale dei frati. Proprio per raccogliere ulteriori testimonianze è stata installata un’apposita cassetta nel cimitero di Incisa, dove, dal 2008, riposano le spoglie mortali di Padre Guido da Reggello: in questo modo le tantissime persone che lo hanno conosciuto durante la sua lunga e intensa attività sacerdotale, potranno lasciare nuove attestazioni dell’opera straordinaria che il frate cappuccino di Reggello ha svolto durante la sua vita. Ma anche la sua morte ha in sé qualcosa di straordinario. Infatti, Padre Guido, dopo una grazia ricevuta, aveva fatto una sorta di patto con la Madonna di Lourdes: “Prima di morire voglio portare il maggior numero di pellegrini a pregare davanti alla grotta dell’apparizione”. E la Madonna lo ha ascoltato, chiamandolo in cielo il 23 agosto del 2008, proprio mentre si trovava a Lourdes. Dopo aver organizzato una cinquantina di pellegrinaggi, Padre Raspini, giunto insieme ai suoi pellegrini alla seconda stazione della via crucis, si accasciò a terra colpito da un infarto. Il suo lavoro sulla terra era terminato di fronte alla Madonna di Lourdes, come ‘pattuito’ con la Vergine. Raccolti 8.000 euro per gli arredi del Centro pastorale di Matassino Nella foto: Il cantiere del nuovo Centro Pastorale della Chiesa di S. Maria Regina Prosegue con soddisfazione la raccolta di offerte in denaro organizzata dalla parrocchia di Matassino, per l’acquisto dell’arredamento e degli impianti audio e video da destinare al nuovo Centro pastorale della Chiesa di Santa Maria Regina. Iniziata la scorsa primavera, l’Operazione arrediamolo insieme, ha permesso di ottenere ad oggi la cifra di 8000 euro, all’incirca un quarto della somma necessaria, grazie al contributo di numerosi parrocchiani, e non solo: “Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto tramite bonifico bancario la somma di 1800 euro dalla BCC Credito Cooperativo di Reggello - riferisce Don Luca Meacci, il parroco di Matassino - un importante aiuto da parte di una banca che ha sempre sostenuto il territorio”. La cifra da raggiungere per l’arredamento dell’immobile, costruito su tre livelli e composto da diversi ambienti per una superficie complessiva di 1500m2, si aggira intorno ai 30.000 euro. “Abbiamo stimato che ci servono 300 sedie, 60 poltroncine per salone e scrittoio, 60 tavoli, dei video proiettori di varia grandezza e impianti audio per le nostre molteplici attività - continua Don Luca -. Il calcolo dell’ammontare è stato fatto sulla base del listino prezzi di una ditta di mobili che è già stata nostra fornitrice in passato, considerando la convenienza dei costi e la qualità dei prodotti che ci devono assicurare una certa resistenza nel tempo”. Le opere di finitura dell’edificio si concluderanno quasi certamente a dicembre, mentre l’inaugurazione del nuovo centro pastorale è prevista per maggio 2019, in occasione della festa della parrocchia, quando sarà conclusa anche la costruzione del resede esterno. Mancano ancora molti soldi, ma i mesi a disposizione sono tanti per chi volesse contribuire con un’offerta alla realizzazione di questo progetto, rivolgendosi direttamente a Don Luca. Anita Zarra

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 4 Ottobre • Novembre 2018 :aziende Festeggia mezzo secolo di attività il mobilificio di Leccio. Una storia da raccontare Quei cinquant’anni Benedetti Era una domenica mattina di fine estate del 1964: un ragazzino di Reggello prese il motorino e partì per risolvere un dilemma che lo assillava. Oggi lo definiremmo un problema di logistica industriale, ma lui, ancora minorenne, sapeva solo che faceva una gran fatica a portare su e giù per le scale i pezzi degli armadi che il padre Bruno fabbricava sotto casa. Quel ragazzo di soli 17 anni sognava soltanto una falegnameria in pianura, dove non ci fosse bisogno di fare tre rampe di scale per verniciare le ante degli armadi. Quel giorno il ragazzo in motorino scese giù, fino a Leccio. A quel tempo, dove ora si estendono gli outlet c’era soltanto un distributore di benzina davanti ad un grande campo di granturco. Il giovanotto guardò quella terra piatta come un biliardo e sognò come solo i giovani sanno fare. “Chiesi al benzinaio di chi fosse quella terra, lui mi mandò dal fattore Renzetti. Ricordo anco- Nelle foto: In alto il mobilificio. Accanto e qui sopra Sergio Benedetti durante i festeggiamenti per i 50 anni dell’azienda di Leccio ra la sua faccia stupita di fronte ad un ragazzino, che aveva solo 100 mila lire in tasca e che gli chiedeva tremila metri di terra”. Sergio Benedetti racconta così l’inizio di una avventura imprenditoriale che in pochi decenni ha fatto di Benedetti Mobili un’azienda che si estende su 8.000 metri quadrati ed esporta in mezzo modo. “All’inizio mio padre non la prese bene, anzi mi riportò dal fattore con il proposito di strappare il compromesso. Invece fu proprio Renzetti a fargli cambiare idea - ricorda Sergio, con un po’ di commozione e nostalgia - Per fortuna il fattore mi aveva preso in simpatia, forse perché avevo la stessa età delle sue figlie. Convinse mio padre dicendogli: di questi tempi lei dovrebbe essere orgoglioso di un figlio che, a 17 anni, pensa di investire nel suo lavoro”. Così, grazie a 10 milioni di lire presi in prestito alla Cassa di Risparmio di Reggello, quattro anni dopo, nel 1968, fu inaugu- rato a Leccio il mobilificio Benedetti. Da allora Sergio Benedetti ha condotto la sua azienda con obiettivi ben chiari in mente. Con successivi ampliamenti dell’edificio e del numero dei dipendenti ha raggiunto un livello produttivo che vede oggi il suo marchio all’avanguardia nel settore. Sempre con in testa la valorizzazione del prodotto ma anche quella del territorio di cui si sente parte, senza aver mai pensato a delocalizzare. È passato mezzo secolo da quel lontano 1968 e il 1° ottobre del 2018 sono giunti a Leccio i clienti di varie parti del mondo per festeggiare i cinquant’anni di attività. “Per arrivare è stata dura: non è facile stare 11 o 12 ore in fabbrica, spesso anche il sabato e la domenica. E poi seguire le fiere di settore in giro per il mondo, rinnovare continuamente prodotti, materiali e macchinari. Però, qualità, serietà e puntualità ci hanno permesso di conquistare sempre nuovi mercati - racconta Benedetti - ora i nostri armadi sono richiesti non solo in Italia, ma anche in Russia, in Medio Oriente, a Singapore, a Dubai, in Kenya, in Vietnam e anche in Cambogia. É lo stile italiano che vogliono: ecco perché i nostri clienti pretendono che dentro gli armadi siano messe in risalto le targhette di metallo con la scritta Made in Italy. Ma soprattutto, in certi ambienti, conta la serietà dell’azienda. I russi vengono a controllare di persona. La qualità del marchio va preservata a tutti i costi. Ad esempio, gli ultimi armadi consegnati in Arabia sono stati eseguiti su disegno di un architetto di Londra: se avessimo sbagliato qualcosa, ne siamo certi, il giorno dopo quel ristretto gruppo di architetti londinesi che segue i lavori di arredamento in campo internazionale, avrebbe inesorabilmente depennato il nostro nome. Invece è stato un successo. E anche questo ci spinge a sempre nuovi progetti per il futuro”. Alberto e l’olio che vola a New York “È importante capire che l’o- Richiesto a New York per una lio extravergine di oliva non presentazione organizzata lo è un semplice condimento ma scorso anno dal magazine Liun alimento fondamentale per vein, l’olio di questo ragazzo è il nostro benessere”. Forte di davvero un’eccellenza toscana questa consapevolezza Alberto apprezzata nel mondo. “La mia Montigiani, giovane produtto- passione è iniziata con sessanta re oleario reggellese, ha fatto olivi, quelli che mi hanno dato della qualità del suo olio una i miei genitori - spiega Alberpriorità assoluta, per la qua- to, indicando l’oliveta accanto le non è disposto a scendere a alla sua casa, in località Bandi compromessi. Un sogno inse- -. Quando ero piccolo saltavo guito sin da bambino e che in la scuola per andare al frantosoli tre anni dall’inizio della io con mio padre e mio zio, nel sua attività gli ha già valso al- periodo in cui facevano l’olio cuni riconoscimenti da parte di per l’autoconsumo. Ho provato importanti manifestazioni na- per un anno a svolgere il lavoro zionali ed internazionali impe- di mio padre che ha un’azienda gnate a giudicare le eccellenze siderurgica, ma non ero portadella produzione agroalimenta- to e l’ho lasciato. Ho deciso di re. Premi e menzioni speciali ripartire da zero. Sono andaper il suo extravergine dall’Ai- to in Australia per sette mesi po di Verona, da Slow Food, svolgendo lavori semplici, e dal Tuscany Food Awards. sono ritornato in Italia con la determinazione di realizzare il mio nuovo progetto, lavorando prima come sottoposto in un’azienda olivicola per apprendere il mestiere”. Da quando si è messo in proprio, per Alberto è stata una progressiva crescita, riuscendo ogni anno a raddoppiare la produzione di olio rispetto a quella dell’anno precedente, con l’acquisizione in affitto di altri oliveti. “Nei miei oliveti sono presenti diversi generi di piante, dal frantoio, al leccino, al moraiolo, che mi permettono di produrre tre diverse selezioni di olio: il deciso, che è piccante e amaro, dal profumo intenso con note di carciofo, adatto per la carne grigliata. Il delicato, più dolce, con note di pomodoro al profumo di mandorla ideale per condire il pesce e le verdure lesse. E il biologico, prodotto da un appezzamento che si trova in mezzo ad un bosco, a 600 metri sopra il livello del mare, completamente protetto dai rischi di contaminazioni che potrebbero arrivare da oliveti convenzionali vicini che fanno trattamenti”. Se non fai una buona potatura non raccogli, se non raccogli bene e non porti le olive fresche al frantoio l’olio non è buono. E se non stai attento durante la lavorazione delle olive, l’olio te lo può rovinare il frantoio. “Per stabilire il periodo della raccolta e riuscire a produrre un olio che sia equilibrato - sottolinea Alberto - non bisogna guardare il calendario ma è la pianta che ti suggerisce quando è pronta. Inoltre, l’olio e le olive assorbono gli odori per cui tutti i contenitori usati, Nella foto: Alberto Montigiani nel suo uliveto dalla cassetta per la raccolta, che non consentono la raccolta al carrello per il trasporto, ai meccanica. “Quest’anno sarà fusti per la conservazione, de- un’annata media, perché molte vono essere perfettamente pu- piante della qualità frantoio si liti, evitando la vicinanza delle sono seccate a causa della ge- olive con sostanze che possono lata di febbraio. Probabilmente alterarle”. Per il resto natura e avrò difficoltà a fare il blend condizioni climatiche dettano delicato, che richiede una certa le regole, per una produzione percentuale di frantoio, dal mo- che si dovrà ogni volta adat- mento che io produco solo con tare all’annata, su un territorio le mie olive, non le compro da non facile come quello reg- altri”. gellese, fatto di terrazzamenti Anita Zarra

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Ottobre • Novembre 2018 PAGINA 5 IlValdarnogratisacasatua Nelle foto: Donatella Filippi nel suo showroom e sotto accanto ad un modello Jaguar :il personaggio Donatella Filippi aprirà un punto vendita e officina di 4000 mq Ora la “Lady” delle auto si lancia nell’ultima sfida La data è significativa: 11 ottobre del 2008. Venticinque giorni prima il mondo era entrato nella più grande crisi economica di tutti i tempi, con il crollo di Wall Street e il fallimento della banca d’affari Lehman Brothers. Eppure, quel giorno di ottobre 2008, Donatella Filippi sfidava lo scetticismo generale, aprendo i battenti, in piazza Martin Luther King a Figline, della sua “Lady Auto” un punto vendita autorizzato Mercedes. “In realtà quella non fu la prima sfida della mia vita” racconta Donatella, sfoggiando un sorriso dal sapore nostalgico “aveva già preso una decisione coraggiosa quando, da giovane donna, avevo lasciato gli uffici della Fiorentina Calcio per entrare nel mondo della vendita delle auto. Lavoravo in direzione, erano i tempi di Pontello e Allodi, in maglia viola c’erano Antognoni, Bertoni, Passarella. Insomma, lasciare quel mondo dorato per vendere le auto sembrava una follia”. Così la giovane Donatella Filippi decise di ribaltare un altro stereotipo, quella vulgata che vuole le donne poco incli- Donatella, una figlinese d’adozione Donatella Filippi è a tutti gli effetti una valdarnese, perché è nata a Montevarchi. In realtà gli anni della sua gioventù li ha trascorsi in Liguria, dove la famiglia si era trasferita. Poi lei torna in Toscana con il lavoro che Pontello gli offre alla Fiorentina. Quindi il trasferimento a Figline: “Qui sono arrivata e intendo rimanerci anche quando avrò spostato la sede commerciale a Terranuova. A Figline - sottolinea - mi trovo bene, non a caso sono stata tra i fondatori del distretto 20171 del Rotary facendo parte anche del consiglio direttivo”. ni a trattare di motori. “Il fatto di essere donna in un ambiente prevalentemente maschile non mi ha frenato. Anche la scelta del nome Lady Auto fu volutamente una rivendicazione di femminilità. Ma devo dire che non ho mai avuto problemi con i colleghi e nemmeno con i clienti. Certo, ci sono volute tanta determinazione e volontà. All’inizio della mia esperienza con Lady Auto ero da sola, eppure riuscivo a vendere modelli impegnativi come Range Rover e Defender”. Sta di fatto che la sede di Martin Luther King diventa presto troppo piccola per accompagnare la crescita commerciale di Lady Auto: “Nel 2011 ci trasferimmo nella nuova sede di via Fiorentina, dove siamo ancora oggi con il punto vendita Land Rover e Jaguar. All’inizio erano prodotti di nicchia, ma piano piano questi marchi sono esplosi: dal 2008 al 2013 sono stati anni d’oro per queste auto di gamma alta. E noi siamo stati bravi ad accompagnare questa crescita. Grazie a internet (www.ladyauto.it) e al nostro marketing siamo riusciti a vendere auto in tutta Italia: da Roma a Milano, da Trento alla Sicilia. Quella della vendita fuori regione è un fenomeno che continua, l’ultimo Discovery Sport l’abbiamo venduto ad un cliente di Levanto, in provincia di La Spezia”. Così l’ampliarsi del mercato si richiede alla “Lady” delle auto di affrontare l’ultima sfida: un nuovo grande punto vendita. “Sì, è vero - conferma Donatella Filippi - abbiamo acquisito un grande immobile di oltre 4000 metri quadrati a Terranuova Bracciolini. Si tratta degli spazi che ospitavano la ex Bmw, che si trovano in un punto strategico perché sono a meno di cento metri dal casello Valdarno dell’autostrada A1”. La terza sfida di Donatella - “l’ultima, spero” dice lei, sorridendo - ancora una volta sembra andare in controtendenza. Nel momento in cui molti operatori del settore avvertono i morsi della crisi, Lady Auto compie uno sforzo imprenditoriale davvero ammirevole “Apriremo la nuova sede nei primi mesi del 2019 in via Poggilupi 1388 a Terranuova Bracciolini, oltre ai nostri marchi storici abbiamo avviato rapporti anche Peugeot, Mitsubishi, Suzuki e SsangYong. Non ci sarà solo lo showroom, ma anche un punto assistenza grazie alla nostra officina specializzata. Questo vuol dire non solo quadruplicare i metri quadrati, ma anche allargare la rosa dei nostri collaboratori che passeranno dai 5 attuali ad almeno 12. È vero, sarà una grande sfida, ma credo che potremo vincerla mettendoci la solita passione e determinazione che caratterizza tutto il nostro team”. La solidarietà per il Meyer del Rotary di Figline-Incisa ll Valdarno con “Il Gran Ballo dei Debuttanti” alle Stanze Ulivieri Grande attesa e ultimi ritocchi ai preparativi per “Il Gran Ballo dei Debuttanti” che si terrà domenica 25 novembre alle Stanze Ulivieri di Montevarchi, dalle ore 18. Una serata di arte e solidarietà dato che al centro dell’appuntamento ci saranno l’esibizione di 18 giovani cop- pie valdarnesi e la raccolta fondi per l’ospedale Meyer di Firenze. L’iniziativa rientra infatti nella se- rie di attività del progetto “Insieme per il Meyer” promosse da “Circolo Fanin” e “Stanze Ulivieri”, ISIS Alberghiero Vasari ed è sostenuta dal Rotary di Figline-Incisa, per l’oncoematologia pediatrica. Proprio il club rotariano - da quest’anno sempre più concentrato sul tema giovani - ha messo a disposizione, in qualità di partner della serata, una borsa di studio di 500 euro per la coppia che vincerà la gara di ballo. Questa sarà individuata dopo una serie di esibizioni, un colloquio con la giuria e dopo aver dato prova di aver fatto propria la tematica solidarietà: i vincitori saranno infatti insigniti del titolo di “Coppia più solidale”. I debuttanti provengono da varie località del Valdarno, hanno un’età compresa tra i 17 e i 23 anni e sono già emozionatissimi in vista della serata durante la quale dovranno dimostrare quanto appreso nel corso che hanno frequentato da settembre sotto la guida di Roberta Mugnai: tra i balli proposti, naturalmente, il classico valzer viennese. cerca venditori spazi pubblicitari Il Valdarno, per ampliamento organico, cerca agenti per la vendita dei propri spazi pubblicitari. L’annuncio è rivolto a persone determinate e motivate, anche alla prima esperienza. Gli interessati possono mettersi in contatto con noi scrivendo a: commerciale@ilvaldarno.info

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 6 Ottobre • Novembre 2018 Nelle foto: Qui accanto: Serena Calosi Sotto: Desy Ferrini Fanno parte di una squadra na- zionale di solidarietà che regala morbide carezze ai più piccoli. Le due valdarnesi Desy Ferri- ni e Serena Calosi, volontarie dell’associazione “Cuore di Maglia” donano caldi corredini fatti a mano ai bambini ricove- rati in novanta reparti italiani di Terapia Intensiva Neonata- le. Una sangiovannese e l’altra montevarchina, si armano di ferri e uncinetto per realizza- re vestitini ai nati prematuri dell’Ospedale San Donato di Arezzo e una volta al mese si solidarietà:riuniscono con le altre volonta- rie della provincia. Le abbiamo Due volontarie, una di Montevarchi, l’altra di San Giovanni, hanno trasformato una passione in una missione incontrate in vista della giornata internazionale del neonato Il grande “Cuore di maglia” di Serena e Desypretermine, che si celebra il 17 novembre, durante la quale parteciperanno agli eventi Corredini fatti a mano per i piccoli ricoveratiorganizzati dell’Azienda USL Toscana sud est. Da dove arriva la sua passio- sia mia mamma che una cara la mia collaborazione. re grandi come un mignolo, le D: Stiamo molto attente ai filati di Cuore di Maglia è compo- ne per la maglia? amica, ma questa volta è stata D: Da un anno circa. È un’atti- scarpine lunghe mezzo pavesi- che acquistiamo e anch’io pre- sto da Sacco nanna, cappellino, Serena: Fin dall’infanzia, quella buona. Così è nata una vità che mi dà molta soddisfa- no e le copertine della dimen- diligo i negozi specializzati. Mi scarpine e un dou dou. Abbia- quando vedevo mia nonna passione che dura ancora oggi. zione e grazie alla quale ho ri- sione di un fazzoletto. Per rea- trovo bene anche nel mio nego- mo molta libertà sulla scelta sferruzzare, ma io ho imparato Quando ha iniziato a collabo- trovato stimoli e voglia di fare. lizzare un kit con sacco nanna zio di fiducia a San Giovanni. di indumenti da confezionare a lavorare ai ferri qualche anno rare con “Cuore di maglia”? Che caratteristiche devono cappellino e scarpine basta un Capita che Paola ci fornisca perché le TIN hanno bisogno di fa quando, per motivi di lavo- S: Ho sempre svolto volonta- avere le vostre creazioni? etto di lana. alcuni gomitoli di lana nel caso tutto ed essendo un gruppo nu- ro, abitavo a Siena e per inte- riato in ambito sociale e spesso S: devono essere realizzate sen- Dove prende le materie prime? ci siano delle donazioni. Ab- meroso riusciamo a soddisfare grarmi ho iniziato a prendere donavo le tele ricamate a punto za cuciture in 100% lana meri- S: Visto che gli incontri mensili biamo sempre bisogno di lana ogni esigenza. lezioni di uncinetto, macramè e croce ad associazioni che rac- no extrafine o tessuti e filati in di Cuore di Maglia si svolgono e se qualcuno volesse fare una D: Io prediligo l’uncinetto e maglia in un negozio di filati. coglievano fondi per adozioni fibre naturali perché non irrita- al centro Singer di Arezzo spes- donazione può sostenerci do- realizzo più spesso dou dou e Da lì non ho più lasciato i ferri. a distanza. Un giorno ho sco- no la pelle, non causano prurito so acquisto lì la lana. A volte nando anche dei gomitoli. copertine con teste. A volte ab- Desy: Quando ho perso il lavo- perto che proprio ad Arezzo e non perdono peli. Per le di- capita che genitori e parenti dei Quali sono gli indumenti dei biamo realizzato segnalibri a ro nel 2012 ho deciso di dedi- c’era Paola, l’Ambasciatrice mensioni ci regoliamo con gli bimbi che hanno avuto biso- quali c’è più bisogno? uncinetto in occasione della Fe- carmi a quello che amavo e ho dell’Associazione che insegna schemi che ci fornisce Paola. gno dei nostri corredini lascino S: copertine rettangolari, cap- sta della Mamma da donare alle provato l’uncinetto. All’inizio gratuitamente l’uso dei ferri Per dare un’idea possiamo dire un’offerta presso il negozio. pellini, scarpine e “dou dou”, mamme che aspettano di poter credevo di non riuscire a farlo circolari per confezionare i cor- che i cappellini devono calzare Queste donazioni ci aiutano per dei polipetti che ricordano il abbracciare i loro piccoli. visto che ci avevano provato redini. Era il 2016, da lì è nata una mela, i calzini devono esse- l’acquisto delle materie prime. cordone ombelicale. Ogni kit Sara Bracchini :musica Tomas, Fabio, David e Roberto: l’orgoglio di un intero quartiere The Bridge Boys, la band made in Ponte alle Forche Nella foto: I quattro componenti dei “The Bridge Boys” Sono tutti orgogliosamente di “PAF” i componenti dei “The Bridge Boys”; la band made in Ponte alle Forche che da questa estate sta intrattenendo tutta San Giovanni Valdarno. Il gruppo è composto dal cantante Fabio Borgogni, da suo figlio diciassettenne Tomas che suona la chitarra, dal batterista e cognato David Cerruti, e da Roberto Corsi al basso. Una band tutta in famiglia nata per caso, quasi improvvisando, allo scopo di offrire alla comunità un intrattenimento speciale in occasione di una festa di quartiere. “Ci siamo trovati su- bito, è stato e continua ad essere emozionante capire quanta sinergia c’è tra tutti noi” commenta Fabio. Il gruppo, a soli pochi mesi dal suo esordio, può vantare un bel numero di live, tra le quali l’esibizione per il concerto in sostegno dei lavoratori della Bekaert di Figline Valdarno che si è tenuto in agosto. Il loro repertorio è vastissimo e in continua crescita; si parte dai Queen per arrivare a Battisti, unendo classici della musica italiana con colossi del rock internazionale. Perfezionano i brani insieme “a mano”, senza quindi utilizzo di click e basi, per poter offrire al proprio quartiere quel motivo di vanto che tanto necessita in questi ultimi tempi. Ponte alla Forche è comparso sulla cronaca locale per alcuni episodi di vandalismo e di disturbo, ma sono realtà come quella dei “The Bridge Boys” a riportare l’attenzione sulla passione, sulla creatività e sul senso di comunità che racchiude questo angolo di San Giovanni Valdarno. Tomas, il componente più giovane della band, ha esordito tre anni fa ai “Casoni” del quartiere in occasione di un evento contro il vandalismo, allo scopo di mostrare come vivere in maniera civile il quartiere. “Non pretendiamo di essere un esempio per nessuno, noi facciamo musica con passione e con trasporto” commenta Roberto “se poi il nostro impegno saprà essere d’ispirazione per altri ragazzi che vivono a Ponte alle Forche, tanto meglio!”. Diletta Paoli

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 8 Ottobre • Novembre 2018 ...VI CONSIGLIA NICOLETTA RUSSO ARCHITETTO ROSY GIOIA ARCHITETTO “Abbi cura del tuo corpo, è l'unico posto in cui devi vivere” (Jim Rohn) La stagione invernale è alle porte, quindi quale migliore consiglio che non sia quello di prendersi cura del nostro corpo, per la ricerca di quel “benessere”, principale prerogativa, ormai, per trovare un equilibrio interiore anche grazie al comfort delle nostre case, nel luogo progettato appositamente per questo scopo... il bagno. Fino a pochi decenni fa, era considerato un luogo da relegare nel punto più insigni cante della casa, oggi ha avuto la sua rivincita, con eventi internazionali dedicati alla sua progettazione. Designer di grande fama hanno ridisegnato ogni suo componente, facendolo diventare, insieme alla cucina, l'ambiente più tecnologico e stiloso delle nostre abitazioni. I consigli di Atelier di Architettura, quindi, saranno rivolti alla scelta di prodotti che rendano “unico” e solo “vostro” questo ambiente così intimo e allo stesso tempo “ingegnerizzato”. A questo proposito, vi proponiamo una linea da bagno, del marchio TDA, realizzata in un materiale che non potrà che caratterizzare in maniera unica tutto ciò: l'”Arcock”, con questo inedito composito vengono prodotti piatti doccia, top integrati, ante mobili, mensole, colonnine, lavabi in appoggio e accessori, il tutto perfettamente ordinato in ben 35 colori in scala NCS. La tecnologia navale offre elevata resistenza ad aggressioni chimiche e batteriche…cosa aspettarsi oltre! Il radiatore, poi, diventa protagonista quasi come una scultura all'interno dell'ambiente domestico, il modello Rebel, di Caleido, ha il concetto di una “cover”, svincolata dal sistema portante dell'acqua: un vestito per il radiatore che diventa mensola scaldante! Le luci della linea Thumb di Sil Lux e gli accessori gold o in colori neutri di Bertocci, movimenteranno il nostro ambiente coordinato, così come la resina conferirà quell'aspetto avvolgente e vellutato che a noi di Atelier di Architettura piace tanto!  VIA PIAVE 9 - 52026 Castelfranco Piandiscò (AR) ATELIERDIARCHITETTURA@YAHOO.COM 320 6186510 - 392 6399897 LUCE PIÙ SRL : VIA SAN MARTINO 6, 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) - 055 958371 RESINA IN COLLABORAZIONE CON TRIS RESTAURI DI GONNELLI & C S.N.C. : VIA CAVOUR 16, 52020 CASTELFRANCO PIANDISCÒ (AR) - INFO@TRISRESTAURI.IT - 3 LINEA TDA , CALEIDO E BERTOCCI - AGENZIA TOGNACCINI: VIALE TRENTO E TRIESTE 25, 52020 CASTELFRANCO PIANDISCÒ (AR) - AGENZIATOGNACCINI@GMAIL.CO

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Ottobre • Novembre 2018 PAGINA 9 IlValdarnogratisacasatua 340 6119417 OM - 055 914 9773

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 10 Ottobre • Novembre 2018 Grazie al Comune è nata questa bella iniziativa “La Scuola di Ottava rima di Terranuova è nata nel 2005 su iniziativa del Comune e con finanziamenti inte- Nella foto: ramente comunali, un ruolo che in questi anni ha sempre avuto il Comune valdarnese” spiega Lorenzo Mi- Due dei poeti chelini. “Sono poi intervenuti anche finanziamenti regionali a sostegno delle iniziative legate all’Ottava rima e alle tradizioni del canto popolare, in particolare poi la collaborazione tra Comune e Regione si è consolidata tre anni fa con la costituzione dell’ “Associazione dei comuni per la valorizzazione e la promozione del che hanno preso parte ad una performance organizzata Canto in Ottava rima” di cui fanno parte oltre a Terranuova, Scanzano,  Roccastrada,  Buti, Semprognano”. dalla scuola di : Terranuova tradizioni Il professor Dante Priore: “Un genere in bilico tra la letteratura alta e la tradizione popolare” Far rivivere l’antica arte popolare della poesia dell’ottava La scuola dove torna a vivererima con l’istituzione di una tate per generazioni. Ma le occasioni per improvvisare delle ottave potevano essere scuola, è l’impegno portato tante. Durante i mercati per avanti dal Comune di Terranuova Bracciolini, che durante l’arte dei poeti in ottava rimala stagione invernale organiz- fare folla, poteva avvenire un contrasto, uno scambio di ottave, quando casualmente si za seminari seguiti dai giovani incontravano due poeti molto e a cui tutti possono libera- no che avesse la capacità di nità confinanti. “La poesia in Scuola media di Terranuova, Un’importante testimonianza bravi, che si sbeffeggiavano mente partecipare. improvvisare una poesia in ottava rima è un genere che sta che mi segnalarono alcuni storica la possiamo trovare nel mettendo in evidenza l’uno i “Nel 2005 su proposta del dialetto mettendo insieme tra la letteratura alta e la tra- nomi tra i loro nonni e ami- canto in ottava di Santi Bigi difetti dell’altro. “La produ- cantore Mauro Chechi ha pre- un’ottava rima in maniera più dizione orale - spiega il Prof. ci di famiglia. Poeti cantori detto il Bruco, contadino di zione di ottave ha iniziato ad so avvio la scuola dei poeti o meno corretta. Poeti o anche Dante Priore, studioso appas- molto bravi, come Giovanni Terranuova, che condannava esaurirsi nel secondo dopo dell’ottava rima le cui lezioni solo appassionati, spesso anal- sionato di canti popolari - qua- Cocollini di Modine, frazione le violenze commesse dagli guerra, con la scomparsa della si tengono ogni anno da di- fabeti. Tenuti in considerazio- si certamente con un’origine di Loro Ciuffenna, dal quale squadristi fascisti a Foiano società rurale. Adesso la poe- cembre a marzo, una volta al ne per la loro abilità di raccon- da parte di intellettuali che ho raccolto delle ottave mol- della Chiana nell’aprile del sia estemporanea è qualcosa mese presso l’Auditorium Le tare con sagacia e prontezza però si sono ispirati all’am- to spiritose che si facevano in 1921”. che non fa più parte della vita Fornaci, oltre ad incontri con- di inventiva, in strofe di otto biente popolare come il Boc- osteria per provocare la rispo- Le ottave più conosciute, quotidiana delle persone, ma viviali nell’Azienda agricola endecasillabi a rima alternata caccio. Negli anni ‘70 iniziai sta stuzzicando la sensibilità quelle che piacevano di più, riguarda lo spettacolo. La gen- F.lli Bonaccini - riferisce uno e baciata, le esperienze vissute a raccogliere diverse testimo- di un interlocutore. Molte otta- perché magari parlavano del- te di una volta era abituata a dei poeti della scuola, Lorenzo sia nelle relazioni interperso- nianze di persone anziane che ve riguardavano eventi che so- lo sfruttamento che i padroni cantare anche per alleggerirsi Michelini -. Tante persone di nali all’interno della comunità amavano l’ottava rima, con vrastavano le comunità, come esercitavano sui braccianti, dalle fatiche del lavoro agrico- tutte le età hanno partecipato, sia nei rapporti con le comu- l’aiuto dei miei allievi delle la I e la II Guerra Mondiale. continuavano ad essere reci- lo. Durante l’esibizione di un e vecchi poeti hanno ripreso a cantare. Dalla scuola sono nati Successo del corso professionale per sommelier poeta era addirittura capace di anticipare la chiusa di un verso nuovi poeti come me e Marco Grande successo per il nuovo sala costringendo, purtroppo, e 3° livello con approfondi- con la parola giusta”. Le ricer- Betti, che abbiamo svolto del- Corso Professionale Somme- gli organizzatori a rimandare menti sulle regioni vinicole che sul campo del Prof. Dan- le lezioni di ottava rima anche lier organizzato da AIS - As- alla prossima edizione molti e gli abbinamenti cibo/vino. te Priore sono confluite in un presso l’Istituto Comprensivo sociazione Italiana Somme- appassionati. Il corso di 1° Chiunque volesse assistere ad libro pubblicato molti anni fa. Giovanni XXIII di Terranuova lier - di Arezzo che ha preso livello iniziato giovedì 20 una lezione come osservatore Ed è a partire da questa prezio- e il Liceo delle Scienze umane il via nei giorni scorsi nelle settembre si compone di 15 per decidere poi la sua iscri- sa raccolta che il Comune di di San Giovanni”. bellissime sale di Villa Ca- lezioni che approfondiscono zione futura può recarsi ogni Terranuova ha pensato di recu- Un tempo nel Valdarno, come sagrande a Figline Valdarno. tutti gli aspetti della enologia giovedì alle ore 16 presso Vil- perare la tradizione popolare in tutta la Toscana rurale, pro- Oltre 70 gli iscritti che hanno e della degustazione. Segui- la Casagrande a Figline Val- dell’ottava rima come espres- babilmente non esisteva una riempito completamente la ranno nel 2019 i corsi di 2° darno fino al 13 dicembre. sione massima della toscanità. sola comunità senza qualcu- Anita Zarra

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11Ottobre • Novembre 2018 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Comune di TERRANUOVA BRACCIOLINI Penna, inaugurato il nuovo campo sportivo con un abbraccio ad Accumoli e Amatrice Qui sopra il taglio del nastro della struttura inaugurata lo scorso 29 settembre. In alto, il Sindaco Chienni con una delegazione di Amatrice e gli esordienti della squadra locale. In basso a destra il primo cittadino di Terranuova con il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci. Da poco più di un mese contare su un campo predisposti tre spoglia- dell’agosto 2016. L’im- un nuovo campo da cal- sportivo nuovo e fun- toi, di cui due per le pianto sportivo infatti cio arricchisce l’offerta zionale. L’impianto ser- squadre ed uno per gli è stato inaugurato alla di spazi sportivi a Terra- virà alla Penna ma potrà arbitri. Anche il piano presenza di una delega- nuova. “Si tratta di un’o- essere adoperato da tut- superiore è stato total- zione di Amatrice con pera che è stata attesa te le società sportive del mente messo in sicu- gli esordienti della squa- da tempo dagli abitanti nostro territorio. rezza. Sono stati rifatti dra locale e il sindaco di della frazione - dice il “Ringrazio i cittadini tutti gli impianti con Accumoli, Stefano Pe- Sindaco Sergio Chienni che negli anni hanno l’installazione di pan- trucci. - e dopo l’impegno che saputo pazientare - ag- nelli solari. Gli interven- “Abbiamo concordato si è succeduto durante le giunge il Sindaco - e ai ti - oltre al nuovo manto insieme al primo cit- precedenti amministra- tanti volontari che han- in erba - hanno riguar- tadino di Accumoli - zioni, oggi siamo con- no lavorato per realiz- dato l’illuminazione del racconta Chienni - di tenti che i lavori all’im- zare il campo sportivo campo con quattro torri proporre ai rispettivi pianto sportivo siano all’interno della frazio- faro e la realizzazione di consigli comunali di ge- definitivamente com- ne”. un’area parcheggio, con mellare le nostre città. pletati. I sorrisi e gli oc- L’investimento è stato di piazzali in ghiaia, ed Un piccolo gesto con cui chi lucidi dei pennaioli circa 296 mila euro. I la- una nuova recinzione rafforzare il legame già all’inaugurazione han- vori all’area hanno pre- dell’area. avviato con le aree col- no confermato quanto visto il consolidamento Il debutto del nuovo pite dal terremoto, im- l’opera fosse desiderata strutturale dell’intero campo da calcio è stato pegnandoci a sostenere dalla comunità anche edificio che ospiterà gli contraddistinto da un e supportare con vici- come luogo di socializ- spogliatoi, precedente- segno di vicinanza e so- nanza e affetto la popo- zazione e di svago”. mente non agibili. Al lidarietà verso le popo- lazione ancora provata La frazione può dunque piano terra sono stati lazioni colpite dal sisma dal sisma”.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 12 Ottobre • Novembre 2018 L’elenco dei valdarnesi caduti nella Prima Guerra Mondiale Provincia di Arezzo Provincia di Firenze Montevarchi 172 Loro Ciuffenna 156 Figline 214 San Giovanni Valdarno 94 Castelfranco di Sopra 73 Incisa 99 Nella foto: Don Giovanni Mazzoni Cavriglia 115 Piandiscò 68 Rignano 162 accompagna il feretro del milite igno- Bucine Terranuova Bracciolini 95 Laterina 205 Pergine 43 Reggello 67 332 to (foto tratta dal libro “Eroi nella Grande Guerra” a cura di Caterina Testi. Edizioni dell’Assemblea del Consiglio Regionale) :storie Le lettere dal fronte e le gesta di chi, cento anni fa, perse la vita nel primo conflitto mondiale Gli eroi valdarnesi nella Grande Guerra Lo sprezzo per il pericolo mostrato in battaglia da Don Gio- Appello del presidente provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro di Lana. Il giovane scriveva a casa per informare sullo stato vanni Mazzoni, parroco di Loro Mangiavacchi: “Esponete il tricoloreCiuffenna; l’incoscienza e l’au- della guerra. Nella lettera inviata nelle ore precedenti al suo primo dacia del 19enne di Terranuova e visitate i luoghi della Rimembranza”Bracciolini Eugenio Pampalo- combattimento sottolineava che “è arrivato il momento di aver ni (decorato con la medaglia d’argento al valor militare) che Stefano Mangiavacchi, mon- versario della fine della Prima omaggio o portare un ricordo tevarchino, vicepresidente na- guerra mondiale. “Come Isti- su queste lapidi”. Mangiavac- Stefano Mangiavacchi coraggio. Ricordatevi prima di essere genitori, di essere italiani, cadeva sotto i colpi del nemico zionale Onorario e presidente tuto del Nastro Azzurro voleva- chi si rivolge anche a istitu- ci fu un caduto, un combattente come ho l’orgoglio di sentirmi gridando “Viva l’Italia!”; la cal- delle Federazioni Provinciali mo invitare la gente a esporre zioni e amministrazioni locali: che si trovò coinvolto in modo io. Se non dovessi tornare, sia- ma e la lucidità di Aldo Ventani, di Arezzo e Siena dell’Istitu- il tricolore, segno visibile della “E’ importante organizzare diretto con la grande guerra, te orgogliosi di me. Arrivederci che tra un combattimento e l’al- to del Nastro Azzurro, nonché nostra patria e della sua unità, manifestazioni nelle scuole e unitamente alle donne che vol- o addio”. La prima battaglia tro scriveva lettere ai genitori a presidente della Federazione in un giorno importantissimo far conoscere i luoghi della Ri- lero e seppero farsi carico del- durò 12 ore e al termine trovò il Montevarchi. E tante altre storie Provinciale dell’Associazio- nella storia del nostro Pae- membranza: i giovani devono la vita quotidiana del Paese. tempo per scrivere. È stata fon- di valdarnesi che hanno sacrifi- ne Nazionale Combattenti e se. Inoltre, nei nostri cimiteri sapere che viali, parchi, alberi, La scuola è il luogo ideale per te di soddisfazioni. Mai come cato la propria vita per difendere Reduci, lancia un appello ai sono sepolti alcuni caduti: in monumenti, lapidi e cappelle conservare e trasmettere deter- in questi momenti si pensa alla la patria e salvare i compagni. cittadini in vista di domenica questa occasione sarebbe bello ricordano eroi caduti in guerra minati valori”. casa lontana”. Si guadagnò sul Domenica 4 novembre si è ce- 4 novembre, centesimo anni- se la gente andasse a rendere per la patria. In ogni famiglia F. G. campo la medaglia d’argento. lebrato il centenario della fine Medaglia d’argento anche per della Prima Guerra Mondiale. con la medaglia di bronzo. Me- glia d’oro spicca Don Giovanni un manipolo di militari privi di assicurata la vittoria” recita la il caporale Carlo Failli, nato il L’armistizio firmato con l’Au- ritano una citazione i caduti nati Mazzoni, cappellano militare e comandante, nel momento più motivazione della medaglia. 12 ottobre 1899 a Terranuova stria il 4 novembre 1918 signifi- nel 1899, l’ultima classe chia- parroco di Loro Ciuffenna, che grave della lotta li trascinò ar- Morì in battaglia nella II guer- e morto il 18 settembre 1918. cò per l’Italia la vittoria del con- mata alle armi, nel 1917, anno era già stato premiato tre volte ditamente contro il nemico, più ra mondiale, guadagnandosi la “Alla testa di pochi soldati af- flitto, una vittoria pagata con la di grande difficoltà per l’esercito con medaglia d’argento e due di forte di uomini e di armi, e, con seconda medaglia d’oro, questa frontava un numeroso gruppo perdita di oltre 600mila militari italiano dopo la disfatta di Capo- bronzo. Tornò volontariamente irresistibile impeto, lo debellò volta alla memoria. Tra gli altri di nemici, riuscendo a catturar- caduti sul campo. In Toscana fu retto: ragazzi giovanissimi strap- dalla Siria all’entrata in guerra e lo costrinse alla resa, facendo decorati ricordiamo il tenente ne alcuni e ad uccidere gli altri a coinvolto quasi un uomo su due, pati alle proprie vite e ai propri dell’Italia e il 30 agosto 1917, prigionieri e catturando mate- Aldo Ventani, nato il 16 dicem- colpi di bombe a mano” ci ricor- se si escludono vecchi e bambi- sogni e mandati al fronte. Tra i in una fase critica della battaglia riale. Ferito, rimase al combat- bre 1893 a Montevarchi e morto da la motivazione. ni. I toscani che persero la vita in 23 toscani decorati con meda- sul Carso si mise “alla testa di timento finché non ebbe visto il 30 luglio 1916 sul monte Col Francesco Giustiniani battaglia furono più di 40.000, senza contare chi tornò a casa :personaggi Talento e passione nella storia del giovane pianista Macerini segnato dagli anni di guerra, ferito, mutilato o malato. A conflitto finito fra i toscani al fronte Leonardo, l’ingegnere musicista mancava all’appello un maschio Giovane, sorridente e pieno di ta- Montevarchi dopo una selezione “Il mio consiglio è quello di av- gnante sarà? su 11. I comuni rurali pagaro- lento. Il pianista montevarchino di oltre quaranta candidati. vicinarsi alla musica con curiosi- “Cercherò di essere un insegnan- no il prezzo più alto, anche nel Leonardo Macerini, classe 1995, Come è nata la sua passione tà, conoscere nuovi insegnanti, te che sappia trasmettere passio- Valdarno: furono circa duemila è tra le nuove promesse del con- per il pianoforte? nuovi amici di studio ed esplora- ne e tenacia nello studio e ritengo i valdarnesi morti. Dopo soli certismo pianistico. Terminati gli “Sono cresciuto in un ambiente re una dimensione che per alcuni che, in particolar modo all’inizio, undici giorni dall’inizio delle studi scientifici al liceo di Mon- che ha stimolato la mia passio- potrebbe rivelarsi una vera for- sia importante coinvolgere lo stu- ostilità, le campane di Terranuo- tevarchi è già diplomato con il ne per la musica, in particolare tuna. Ai giovani dico di buttarsi dente senza creargli troppe ansie va annunciarono il primo caduto massimo dei voti, lode e menzio- proprio per il pianoforte. Quan- senza indugio e di scegliere lo o affaticamento. Sono davvero della provincia: il soldato Set- ne d’onore al Conservatorio di do avevo nove anni mio babbo strumento che più piace e suo- entusiasta di vivere questa nuova timio Lapi, nato il 26 febbraio musica “L. Boccherini” di Luc- comprò una tastiera Yamaha e nare, suonare e suonare! l’impor- esperienza didattica proprio nella 1890 e deceduto il 3 giugno ca. Oggi frequenta la Facoltà di rimasi affascinato da quel mon- tante è appassionarsi a ciò che si mia città. Ho già avuto esperien- 1915 in Val Padola in combat- ingegneria elettronica di Firenze do fatto di suoni, ritmi e spartiti fa e magari scoprirete di avere un ze interessanti nel campo dell’in- timento; sette giorni dopo morì ed è stato da poco selezionato musicali”. grande talento”. segnamento ma questa nuova sul Podgora il caporal maggiore come docente di pianoforte dal- Cosa consiglia ai giovani che È il più giovane tra i docenti opportunità sono certo che sarà Tito Bacci, nato il 14 settembre 1893 a Terranuova e decorato Nella foto: Leonardo Macerini la Direzione didattica del nuo- decidono di avvicinarsi ad uno del nuovo istituto musicale di la più stimolante in assoluto”. vo Istituto Musicale Albéniz di strumento musicale? Montevarchi. Che tipo di inse- Sara Bracchini

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13Ottobre • Novembre 2018 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Aglietti Alfredo. Nel momen- to della sua massima gloria calcistica ebbe a dire che il suo più grande rammarico era quello di non aver mai vestito la maglia della sangiovannese, omaggio alla città natale e gloria imperitura agli occhi dei tifosi azzurri. Attaccante di Napoli, Verona e tante altre squadre ed ora allenatore in cerca magari del colpo da novanta, leggi una panca importante di massima serie. Ed io con lui ricordo il padre, un caro mio amico che si dilettava con successo nella musica e nel canto. Brilli Vinicio: una bandiera mai ammainata del Monte, un personaggio sanguigno tifosissimo, ahimè, oltre che della vecchia aquila anche dell’Inter. E quando giocano i neroazzurri, è sempre presente al club della Gruccia. Difensore arcigno e di temperamento, resta un’icona del calcio rossoblù di sempre. Corsi Massimo, per tutti “giubbino”. Si è piegato al male pochi mesi fa, resta il ricordo di un grande innamorato della pallacanestro e dei suoi tanti e tanti giorni spesi ad insegnare la palla a spicchi ed i suoi rudimenti ai ragazzi ed alle ragazze. Donati Paolo. Dopo il giova- nile apprendistato nella segreteria della vecchia Unione sportiva sangiovannese, una vita alla lega di serie C dominata per anni e anni dal Granduca Cestani dal suo ponte di comando di Firenze quando non si parlava di penalizzazioni, ripescaggi e di tutto quel campionario tragicomico del calcio dei giorni nostri. alfabeto sportivo Valdarnesi da ricordare di ieri, oggi e domani di Leonardo De Nicola Lidio, quando il Valdarno poteva permettersi Moser Fabiani Lidio, il grande mo- biliere di San Giustino Valdarno che tanto si prodigò nell’ambito sportivo. Ed in particolare nel ciclismo quando con la sua Fam cucine portò dalle nostre parti gente come Francesco Moser, tanto per dire. Giunti Luciano. Aretino, ma parecchio valdarnese tanto da aver voluto con forza la sezione dell’A.i.a. nella nostra vallata. Arbitro internazionale a cavallo fra gli anni ‘60 e ‘70, fece il suo esordio nella massima serie in Toro-Lecco del 1967 e qui ripenso alla squadra blu-celeste del lago manzoniano ed alle figurine con il “gringo” Sergio Clerici e gli altri. Ed insomma Lucianone, fregato a San Siro dalla mano galeotta di “Bonimba” in Inter-Lazio ha avuto molti e molti meriti per l’associazione, gli arbitri e lo sport in genere. Isidori Carlo. Carletto martel- lo, classe 1961, una grande étoile nel Cavriglia più bello di Galassi e Pianigiani. Al vecchio torneo Della Valle di Castelnuovo dei Sabbioni fui al tempo avvicinato dal mio amico Enzo Marini che mi chiede lumi sul giocatore impegnato nei tornei amatoriali. Gli dissi “vai” e mai ebbi da pentir- mene visti i risultati e gli anni ed anni di corse sul campo. Lazzaro Paola. Da giocatri- ce di pallavolo a dirigente e poi in carriera nelle stanze rimane dell’UISP, Unione Italiana Sport per Tutti. Eh sì, ne ha fatta di strada la bionda Paola che io ho conosciuto ancor giovane, senza nulla togliere al momento attuale. Meacci Massimo, il “Poppi”, un maestro del basket coniugato al femminile, 8 scudetti nazionali con il C.S. Galli quando la gran diaspora non aveva spazzato via molto del basket sangiovannese (ora chi ci capisce qualcosa è bravo per davvero). Un allenatore bravo, un educatore severo e preparato come pochi altri. Nicchi Marcello, il gran capo degli arbitri abita da tempo a Levane e si può considerare il cosiddetto valdarnese acquisito, lui nato e cresciuto anche in carriera nella città del Petrarca ed in quella vecchia sezione che tanto ha dato alla causa. Ed io spesso con l’amico Piovosi sto lì a ripassare tutti gli arbitri e i guardalinee (fatemi usare per una volta questo termine vintage) cresciuti in questa città. Pandolfi Massimo, il dottore, Lidio Fabiani con Francesco Moser uno dei pionieri della pallacanestro a Figline e del vecchio Don Bosco che, negli anni ‘70 voleva far bella concorrenza alle vicine Galli e Fides, ottenendo successi sportivi e di pubblico non indifferenti. Quercioli Luca, da Santa Bar- bara classe 1958, perito tragicamente a soli 22 anni durante una partita estiva a Castelnuovo dei Sabbioni. A lui è da tempo intitolato lo stadio di Camonti ed io lo ricordo bene per averci giocato accanto e contro. E lo ricordo bene anche quando arrivava al Fedini ad allenarsi sempre in compagnia di Siro Pasquini, deus ex machina di Radio Emme e di Ivano Ferri poi sindaco del comune di Cavriglia. Romano Scala per tutti “Pi- tena” la cui morte ha lasciato di sasso tutta la vallata e non solo il popolo montevarchino. La commozione ed il ricordo sincero è stato trasversale ed anche i tifosi della Sangio, città dove da tempo risiedeva, hanno ammainato le loro bandiere in segno di omaggio ad una persona cara a tutti, per tutti e di tutti. Salvietti Graziano, corridore Figlinese ed amico e chi vi scrive lo ricorda duellare a denti stretti nelle domeniche anni settanta con bei fusti come Carmelo Barone e Beppe Veltro. E la famiglia tutta, dal figlio corridore anche all’ultimo mondiale austriaco, alla moglie troppo presto volata in cielo ed al suocero, il Cellai che tutti noi amanti delle due ruote ricordiamo. Telari Nicola da Mercatale una voce che penetra, speaker di lusso al Giro e a tante e tante corse più o meno importanti. Figlio di un noto giudice del ciclismo, io lo ricordo ragazzino quasi arrampicarsi sul microfono, passione da vendere e ovvie capacità. Unione sportiva Trocedo nata anni fa dall’unione dei centri Troghi, Cellai e San Donato in Collina. Fra alti e bassi inevitabili legati soprattutto alla mancanza più che di mezzi di braccia (nella vicina Palazzolo si è chiuso baracca e burattini) la squadra la trovi sempre al campo nato anni fa per volontà di gente del posto con lo straordinario aiuto del mio amico Guido Vantaggiato per tanti anni accompagnatore della nazionale azzurra e poi direttore del centro tecnico federale a Coverciano. Sposato con un’americana, Guido aveva trovato proprio vicino al neo-campo sportivo il suo buon ritiro a due passi da Firenze. Vcome vittoria, sublimazione dell’evento sportivo e di tutti coloro che vi si cimentano. Parlando di campioni e di successi della nostra vallata, mi è stato più volte chiesto quale fosse la vittoria più bella e soprattutto prestigiosa di un atleta valdarnese. Ed io senza nessun dubbio confermo che il successo di Franco Chioccioli da Castelfranco Piandiscò al Giro di Italia del 1991 resta a tutt’oggi il traguardo sportivo più grande ed importante mai raggiunto da un atleta nato in Valdarno. Una vittoria in una grande corsa a tappe vale il ricordo imperituro da generazione a generazione e l’impresa di “Coppino” in rosa non teme confronti. Con tutto il rispetto per gli altri assi del pedale e per tutti i valdarnesi di ogni tempo.Terranuovese calcio riportando in auge il movimento biancorosso, e le radiocronache prima alla vecchia radio centrale e poi a radio Emme (a Terranuova ma il nome sta per M come Montevarchi, dove l’emittente nacque 40 anni or sono). Zenit senza la h, società calcisti- ca sangiovannese nata nei primi anni Settanta per volere di certo Giovanni Fanzi e dedita principalmente al settore giovanile. Giocava all’antistadio comunale e nel periodo oramai declinante partecipò anche al torneo di terza categoria provinciale. 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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 14 Ottobre • Novembre 2018 Nelle foto: Paolo Parigini durante una gara. Accanto: l’inaugurazione del circolo cui hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Cavriglia, Degli Innocenti O Sanni e l’allora Ministro dello sport Lotti :tutti sul green Iniziativa del Golf Club Le Miniere per sfatare la leggenda di uno sport per ricchi Cavriglia, si gioca a golf con meno di 100 Euro “Giocare a golf? Per carità: non è uno sport per me, figuriamoci!”. Pare che tutti i giocatori di golf abbiamo pronunciato questa frase, al momento in cui qualcuno ha proposto loro di muovere i primi passi sul green. “È vero, anch’io ho detto così quando un amico me ne ha parlato” ammette Paolo Parigini, presidente dell’associazione Le Miniere Golf Club di Cavriglia: “Questa reazione di fronte alla proposta di giocare a golf è dovuta ai pregiudizi che questo sport si porta dietro, specialmente in Italia: è uno sport da ricchi, è uno sport per i vecchi, ecc… Invece il golf ti strega, anch’io come tutti dopo i primi dubbi sono diventato mezzo malato per questa attività. Insomma, se inizi poi non smetti più”. Per l’impianto di Cavriglia, questi mesi rappresentano l’inizio della grande avventura. Nel campo scuola di Valle al Pero (3 buche) stanno per iniziare i lavori di ampliamento che nel 2019 porteranno alla realizzazione di un campo a 9 buche, che sarà in grado di ospitare gare di livello nazionale: “Proprio per questo motivo - spiega il presidente Parigini - abbiamo avviato una campagna promozionale per avvicinare quante più persone al nostro club, che al momento ha già un centinaio di iscritti. In questa azione promozionale rientra anche la scelta di fissare quote d’iscrizione per il 2019 che sono veramente alla portata di tutti. Già ora, e per noi è motivo d’orgoglio, Le Miniere Golf Club è quello che applica le quote più basse della Toscana. Per avvicinare nuovi praticanti abbiamo deciso di agevolare quanti decideranno di iscriversi entro il 31 dicembre. In questo caso si pagherà una quota di soli 250 euro, una cifra che permetterà non solo la pratica del golf nel nostro impianto, ma consente anche di giocare a prezzi convenzionati in tutti i campi della Toscana, come ad esempio Poggio dei Medici a Scarperia, Punta Ala, al Casentino Golf Club di Poppi e in altri circoli prestigiosi con i quali abbiamo avviato una collaborazione. Per chi si avvicina la prima volta a questo sport, abbiamo predisposto un’offerta speciale di soli 99 euro per praticare un corso propedeutico di un paio di mesi. Con questa cifra si potrà usufruire dell’ingresso gratuito al campo (comprensivo di assicurazione), di tutta l’attrezzatura che sarà messa a disposizione dal nostro Golf Club; inoltre i partecipanti al corso saranno seguiti personalmente da un maestro qualificato della Professional Golfer’s Association of Italy”. “Insomma, praticare il golf con il Club Le Miniere ha un costo equiparabile all’iscrizione ad una qualsiasi palestra - commenta il presidente Parigini - In questo modo andiamo a sfatare concretamente la leggenda del golf come sport per ricchi, tant’è che incontrando un amico, grande appassionato di ciclismo, che mi ripeteva il solito mantra sullo sport riservato a persone abbienti, ho fatto questa battuta: con quanto costa la tua bici in carbonio, con il nostro club puoi giocare a golf per oltre dieci anni!”. :motori La giovanissima Tognaccini di Reggello stupisce tutti in sella alla sua Ktm 125cc “Clarissa cross”, a 14 anni Nella foto: Clarissa Tognaccini durante una gara di motocross sfiora il titolo italiano Nella sua famiglia moto e rimanere ferma per un lungo ta. Questo secondo posto al uscirne molto velocemente motori sono da sempre tra periodo. “All’età di tre anni campionato italiano è il ri- - continua Clarissa - mentre gli argomenti più trattati, tra cominciai a seguire le gare di sultato più bello, che non mi nei salti sono più trattenuta il padre e lo zio impegnati a mio padre e anche di mio zio, aspettavo di potere ottenere”. dopo tutte le cadute che ho gareggiare in varie discipline e crescendo mi sono appas- Praticare questo sport richie- fatto. Però il motocross mi del motociclismo sportivo. sionata a questo sport - rac- de molto coraggio, e conti- piace talmente tanto che non Animata dalla stessa pas- conta Clarissa -. Nel 2014 ho nuo allenamento, necessario mi soffermo a pensare troppo sione che contraddistingue i partecipato alle prime corse per rinforzare spalle e arti ai pericoli a cui si può anda- suoi familiari e da una buo- in Toscana e poi sono pas- molto sollecitati durante le re incontro. D’altronde a me na dose di tenacia, Clarissa sata al campionato italiano. corse su circuiti sterrati pieni non piace trascorrere il tem- Tognaccini, reggellese di 14 Dopo l’incidente, avvenuto di difficoltà, tra salite e di- po come fanno la maggiore anni, in sella alla sua Ktm a settembre dell’anno scorso scese, salti e buche, quando parte delle mie coetanee, 125cc è riuscita a conquista- durante una gara regionale, il percorso è anche un po’ infatti frequento soprattutto re il secondo posto al Cam- ho dovuto faticare molto per disfatto. “Durante l’estate coloro che praticano questo pionato italiano di motocross recuperare il tempo perduto mi alleno di più in moto e sport”. Per Clarissa i pros- femminile, la cui finale si è e le condizioni fisiche che di meno in palestra, quattro simi obiettivi saranno quelli disputata lo scorso ottobre mi permettessero di affron- volte durante la settimana, di continuare a vincere negli a Lesignano de’ Bagni (Par- tare nuove competizioni. Ma mentre d’inverno riduco gli under 17 e di salire di livello ma). Un risultato ancora più anche grazie al sostegno e ai allenamenti perché sono im- nella classifica generale nella significativo se si considera il consigli del mio coach Ales- pegnata con la scuola. La quale sono presenti pilote di brutto incidente che nel cor- sio Chiodi, più volte campio- mia specialità sono le curve ogni età. so del 2017 l’ha costretta a ne del mondo, sono riparti- strette dalle quali riesco ad Anita Zarra

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Medici tra la gente 15Ottobre • Novembre 2018 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua I CONSIGLI DELLA PEDAGOGISTA a cura di Eleonora Piazza Disturbo di attenzione, l’aiuto dell’associazione Alaviu con la collaborazione di pedagogisti, tutor e insegnanti Negli ultimi anni è sempre più conosciuto il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, un disturbo evolutivo dell’autocontrollo, che include: difficoltà di attenzione e concentrazione, difficoltà di controllo degli impulsi, difficoltà del livello di attività. E’ un vero problema per l’individuo stesso, per la famiglia e per la scuola e può rappresentare un ostacolo nel conseguimento degli obiettivi personali. Quando si parla di attenzione si intende la capacità di focalizzarsi sullo stimolo (o sugli stimoli). Ma a cosa serve l’attenzione e quando? Per esempio, in ambito didattico si parla di attenzione visiva: calcolo scritto e lettu- Nella foto: La dottoressa Eleonora Piazza ra soprattutto nelle prime fasi compito). di acquisizione, attenzione Proprio per risolvere questo uditiva nell’ascolto dell’inse- tipo di problema nel mese di gnante durante la spiegazione dicembre aprirà i battenti in o i dettati (esempio di doppio vicolo Libri 4 a Figline Val- darno, una struttura gestita dalla associazione Alaviu (alaviufigline@gmail.com; tel 389 4584463). Il pedagogista, affiancato dalla figura del tutor, esperto nelle varie discipline, permette di organizzare e realizzare consulenze di prevenzione nonché di recupero in ambito cognitivo, educativo e formativo. Ciò permette di mettere in atto strumenti di lettura e di valutazione delle situazioni critiche e delle principali carenze comportamentali e di apprendimento, individuando i percorsi più idonei. Il fine di un percorso pedagogico è quello di accedere, in sinergia con il tutor, gli insegnanti e la famiglia, agli strumenti per attivare una relazione di aiuto genitoriale oltre che per il bambino stesso. La funzione della pedagogia è quella di lavorare sul benessere, utilizzando metodologie adatte per pensare ed affrontare interventi educativi nelle varie forme di BES (disturbi dell’affettività, del comportamento, DSA, ADHD ecc.) ed in generale le problematiche scolastiche occupandosi delle componenti comportamentali. Inoltre supportare ed individuare criticità nei contesti famigliari che influiscono sulle prestazioni accademiche degli studenti e per misurare le varie entità delle situazioni di disabilità e disagio socio-relazionale. In tutto questo risulta fondamentale che il percorso pedagogico sia inserito in una dinamica dialogica di relazioni, di rete con il tutor, l’insegnante e la famiglia al fine di fornire al bambino l’ambiente in grado di suscitare stimoli, senza mai oltrepassare o negare l’esperienza familiare, ma collegarsi a questa ed aiutare il fanciullo a trovare una nuova realtà nella più completa libertà interiore e mentale. Il fine di tale percorso è quello di riconoscere ed accettare le difficoltà, riconoscere le “aree di forza” e “aspetti positivi”, fino alla percezione di sé come persona “valida”, “definire” una metodologia e didattica adeguata. I CONSIGLI DELLA DIETISTA a cura di Elena Ermini Integrale, cosa significa e come riconoscere quello vero? L’Istituto nazionale di ricerca del chicco del cereale, la cru- integro, completo che è esat- le” si è in presenza di un faper gli alimenti e la nutrizio- sca, perdendo così la quasi tamente l’opposto di quello rinaceo raffinato addizionato ne (INRAN) raccomanda un totalità del contenuto di fibra. a cui molti pensano quando con crusca e infatti troverete consumo giornaliero di 35 g Numerosi studi epidemio- consumano un prodotto inte- nella lista degli ingredienti la di fibra, ma negli ultimi de- logici hanno evidenziato gli grale associandolo a qualcosa dicitura “farina di frumento” cenni il contenuto di quest’ul- effetti benefici della fibra ad di magro, a ridotto contenuto seguita dalla dicitura “crutima nelle diete dei Paesi in- esempio per migliorare la calorico. Fatta chiarezza sul sca” o “cruschello. I “falsi dustrializzati è notevolmente funzionalità intestinale, au- vero significato di integrale integrali” non sono nocivi, diminuito e le cause di questo mentare il senso di sazietà, è importante sapere che non sia chiaro, ma è bene ricordeficit vanno ricercate sia nel contribuire al controllo del è sempre facile trovare sugli dare che soltanto le farine cambiamento delle abitudini peso e dei livelli insulinemi- scaffali dei supermercati dei integrali conservano intatte alimentati, in particolare il ci. Si sente così tanto parlare veri prodotti integrali, ma per le preziose proprietà nutriridotto consumo di alimenti dell’importanza di introdurre non lasciarsi trarre in ingan- zionali del cereale e inoltre, freschi come frutta e verdura l’integrale nella propria die- no da packaging minimal dal imparando a leggere le etia favore di prodotti confezio- ta (che ricordiamo altro non colore bruno e false diciture, chette, eviterete di pagare in nati, sia nella maggiore raffi- è che uno stile di vita sano basta andare oltre le apparen- maniera ingiustificata l’aunazione subita dalle farine. ed equilibrato) che sembra ze e leggere con un po’ più di mentato prezzo, tipico dei La raffinazione è un processo essere diventato sinonimo di attenzione le etichette. Lad- prodotti integrali, per questi che prevede l’asportazione dietetico. Riflettiamo però dove non sia precisato “fari- prodotti che in realtà sono del germe, ricco di preziosi sulla parola integrale: questa na di grano tenero integrale” costituiti principalmente da nutrienti, e la parte esterna significa che un alimento è o “farina di frumento integra- farina bianca. Dottoressa Elena Ermini Dietista Specialista in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana Via V. Locchi, 85 Figline Valdarno 338 4043127 - ermini.elena@gmail.com Informazione pubblicitaria @lanticofornodicanu Cavriglia Località Meleto Tel. 055-9620184 Loro Ciuffenna Via Fratelli Cervi, 73 Tel. 055-917 2285 San Giovanni V.no Via XXIV Luglio, 7 Tel. 055-941068 Montevarchi Via Giacomo Matteotti, 7 Tel. 055-9850278 Figline Incisa V.no Via Santa Croce, 9 Tel. 055-953335

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