p. 2
mons massimo gaio asso tel e fax 031 681 608 opp 338 741 6563 www.parrocchiadiasso.org info@parrocchiadiasso.org sono grato a chi è riuscito a portarmi al cinema dopo tanto tempo È stato un vero e proprio regalo di natale qualche giorno prima delle feste all oratorio di erba hanno proiettato il film uomini di dio dedicato ai sette monaci trappisti uccisi nel 1996 in algeria des hommes et des dieux è un film di xavier beauvois che fin dalla sua presentazione a cannes ottobre 2010 ha conosciuto un grande successo di critica e di pubblico in poche settimane di programmazione in francia ha attirato milioni e milioni di spettatori questo è già un ottimo risultato che fa riflettere noi italiani benpensanti che accorriamo nelle sale cinematografiche spesso solo per vedere la banda dei babbi natale o ancora peggio natale in sudafrica quella sera ho potuto stimare un pubblico diverso molto silenzioso sinceramente commosso di fronte ad una pellicola non facile dalle sequenze lunghe e dalle colonne sonore impagabili l opera è liberamente ispirata alla tragedia di tibhirine in quel monastero algerino da cui furono rapiti e martirizzati sette monaci da terroristi del gruppo islamico armato il film esamina gli ultimi mesi vissuti da questa piccola comunità di uomini di fede miti umili amatissimi dalla gente tenacemente convinti che il signore li chiamava a rimanere in terra islamica nonostante fossero stati più volte avvertiti ed esortati anche dalle autorità locali ad andarsene a me ha scosso fino alle lacrime la scena dell ultima cena paura e coraggio preoccupazione e determinazione sofferenza e pace interiore sono stati gli ingredienti che si mescolano nella semplice e quasi scarna trama che in un crescendo continuo di tensione fino a coinvolgerti nell ansia e nell angoscia di un destino inesorabile arriva alla lirica e struggente sequenza delle ultime decisioni ormai la preghiera dei monaci e la libera decisione comune di accogliere la volontà del signore qualunque essa sia trasforma le espressioni degli sguardi una vera e propria 2 conversione in volti trasfigurati dall amore di gesù la drammaticità dell evento raggiunge un livello altissimo sottolineato dalla musica tratta da il lago dei cigni di cajkovskij quando i sorrisi sbocciati in assoluta fraternità sanno comunicare con singolare delicatezza il valore di una vita che si dona e si consuma lì si gioca tutta la capacità dello spettatore di lasciarsi coinvolgere e convincere dalla follia di una libertà assoluta che osa donarsi nel martirio tra le lacrime e la gioia intravedi chiaramente ciò che si può fare in nome dell amore in una sorta di rendimento di grazie una vera e propria eucaristia in tutta la mia vita pochissime altre volte sono stato condotto fino a questo livello anche in film di argomento storico politico e di costume lo chiamo il potere delle colonne sonore che quando sono fatte bene scelte con arte collocate con maestria sanno comunicare il valore desiderato e auspicato in me si stampano con tanta forza da ricordarmele per sempre mi viene in mente una delle scene finali di missing-scomparso un film di costagravas del 1982 con un jack lemmon insuperabile quando entra nella camera del figlio desaparecido e ritrovato cadavere dopo tanti mesi e tanta lotta dura con l establishment americano riesce a riportare la salma del figlio fumettista ribelle e fotografo non politicamente corretto a casa perfino le sue cose più banali quelle che odiava ed erano motivo di discussione e di litigio diventano nella commozione più struggente grido che invoca la libertà dei diritti civili e lo spettatore impara che non si muore inutilmente se ti sei donato per quella causa oppure ricordo morricone nel film mission 1986 con la sua on earth as it is in heaven e gabriel s oboe che accompagna un de niro schiacciato dal senso di colpa per l assassinio del fratello la colonna sonora rende indimenticabile il momento dell avvenuto sconto del peccato con la conversione che il regista joffè rende credibilissima.
[close]
p. 3
basta il sorriso di un piccolo indios per raggiungere la poesia più assoluta o ancora quella che io chiamo la sorpresa dei baci in nuovo cinema paradiso di tornatore premio oscar 1989 ricordate anni e anni di spezzoni di baci ritagliati da pellicole censurate dal parroco e conservate dal proiezionista alfredo philippe noiret che le conserva per farne omaggio al suo pupillo decenni e decenni dopo quando l allora aiutante bambino ritorna adulto uomo affermato e famoso regista ma piuttosto inquieto e infelice al paesello per la morte dell amico e rivede tutta la sua vita con gli occhi innocenti delle radici della infanzia anche quella soave musica sempre di morricone che provoca lo spettatore su un drammatico tema come sarebbe andata la tua vita se avessi seguito l amore e non la carriera ebbene anche quelle note lo ricordo con precisione mi strapparono copiose lacrime insomma le colonne sonore hanno lo struggente potere di parlare all intimo del cuore quella sera dopo aver ascoltato con un silenzio interiore che non provavo più da anni le note di cajkov skij ho pregato il signore per la pace nel mondo per l unità dei cristiani per il dialogo fra le religioni non sapevo che il papa benedetto xvi avrebbe pronunciato il 1° gennaio 2011 il discorso sulla libertà religiosa come via privilegiata per la pace non sapevo che a natale nel mondo si sarebbe ancora una volta fatta strage di cristiani non sapevo che il martirio della chiesa cattolica è ancora molto presente in mezzo a noi e la riscatta la purifica da tutti quegli scandali che l hanno abbruttita in questi ultimi anni e allora concludo affermando che visto l enorme successo di un film come uomini di dio speriamo nel cambiamento speriamo che aumenti la coscienza comune su tutte queste future mete se hai tempo e se ti metti nello stato d animo giusto ti invito a noleggiare il film e gustarlo nel raccoglimento personale e della tua famiglia mi piacerebbe sapere poi cosa hai provato non ritengo di essere l unico romantico che si lascia educare e cambiare il cuore perfino dalle colonne sonore dei film don massimo 16 dicembre 2010 come noto il premio della bontà 2010 a ricordo di anna e uberto valsecchi è stato conferito a mons massimo gaio per l attività svolta a favore della gioventù nell impegno dell oratorio estivo a tal proposito pubblichiamo una foto di mons gaio e delle suore sue assistenti suor candida e suor bertilla 3
[close]
p. 4
all indomani della morte di eugenio tosi per sette anni chiamato dal papa pio xi a succedergli alla sede di ambrogio la stampa italiana e internazionale non lesinò elogiativi commenti sul suo episcopato milanese interessante una nota de il momento di torino succedere al card ferrari e al card ratti voleva dire portare sulla cattedra di s ambrogio una personalità spiccata in senso profondamente apostolico doveva riunire in se stesso quella somma di qualità spirituali che fossero degne di continuare e completare l opera la sua caratteristica era la bontà unita ad una certa giovialità di parola e di modi che accaparravano immediatamente la simpatia senza aver fama straordinaria di dotto e di erudito egli era un uomo pratico un vescovo alla buona un cuore generoso per non sminuire però il suo alto profilo occorre anche ricordare le parole del papa ratti al momento dell imposizione della berretta cardinalizia l 11 dicembre 1922 con essa abbiamo voluto innanzitutto riconoscere segnalare e premiare i vostri meriti e insieme dare espressione e soddisfazione alla nostra antica amicizia e insieme abbiamo anche voluto onorare la nostra città la nostra diocesi la nostra milano i nostri milanesi dunque vorrei porre ancora la domanda che guida questa rubrica nell anno di san carlo cosa ci testimonia questo suo successore possiamo dire che visse il suo ministero sacerdotale all insegna dell obbedienza dopo una brevissima esperienza all oratorio di busto suo paese natale si dedicò alla predicazione come erede della cattedra di quel s ambrogio e di quel s carlo ch erano stati come gli astri orientatori della sua educazione dall orazione funebre pronunciata in suo ono4 re da mons cazzani fu un fervente oblato di rho studioso piissimo grande comunicatore aveva per 20 anni evangelizzato quasi tutte le parrocchie della diocesi come predicatore delle missioni continuò poi il suo servizio alla chiesa come vicario generale di rimini dove
[close]
p. 5
seppe adattarsi con serena disinvoltura alle novità per lui strane dell ufficio e dell ambiente guadagnandosi il cuore del suo vescovo dei sacerdoti e del popolo infine si preparò all episcopato milanese con l esperienza di alcuni anni a squillace in calabria dove lo mandò s pio x e di cinque anni ad andria ruvo e bitonto dove lo destinò papa benedetto xv negli anni della grande guerra anni tristi e dolorosi anni di stenti e di rinunce fu amatissimo per le sue scelte di carità e di paterna bontà assistere sostenere confortare i poveri i combattenti i feriti le vedove e gli orfani per l insieme di tutte queste qualità dell antico alunno e amico si ricordò subito il papa ratti che appena eletto al soglio pontificio lo scelse come suo successore e lo volle nominare il 7 marzo 1922 nella sua lunga lettera ne scriverà molte alla diocesi di presentazione il nuovo arcivescovo fa appello a s benedetto da cui anni prima aveva preso il motto ora et labora ma più volte fa palese professione di fedeltà all esempio del card ferrari cioè di san carlo promette infatti di essere un pastore in mezzo alla gente e manterrà la promessa colpisce poi la sincerità del suo dire e confida che in ogni diocesi in cui si è trovato ad operare era facile il confronto con lo stile milanese asserisce precisamente che una delle ragioni principali per cui il popolo ambrosiano anche in mezzo a maggiori pericoli di divagazione e di pervertimento conservò la fede avita fu l aver il gloriosissimo nostro padre san carlo data l organizzazione della dottrina cristiana nel saluto ai parroci raccomanda tanto la predicazione e la cura per la gioventù testimoniando uno zelo particolare per i futuri pastori d anime i seminaristi non a caso fu lui che tenacemente riuscì a portare a termine il progetto del seminario di venegono che sarà dedicato proprio a chi lo volle alla sede di ambrogio e carlo c è poi un altra sottolineatura del suo ministero che trovo molto moderna nella lettera pastorale della quaresima del 1923 il card tosi parla a lungo dell apostolato dei laici nella chiesa di dio attribuiva molta importanza ad un idea di san carlo che seppe non solo re sponsabilizzare i laici per soccorre i poveri del suo tempo in occasione di carestie e della peste ma giunse a costituire anche la società dell obbedienza composta da oblati laici che si prestavano continuamente e in tutti i modi per la vita della comunità molto altro si potrebbe ricordare di questo buon vescovo ma voglio fermarmi qui accennando ultimamente al fatto che nei relativamente pochi anni di episcopato a milano più volte costretto al letto della malattia anche in questi frangenti diede prova di forte spirito evangelico e granitica fede cristiana nell accogliere il volere del padre un vescovo non deve temere la verità fu la sua esigente obiezione ai medici che dovettero annunciargli la morte certa la mia giornata si è conclusa fu una delle sue ultime espressioni in un udienza pubblica in questo ancora molto vicino al beato ferrari ma soprattutto a san carlo che portò a termine il cammino dopo aver esaurito tutte le sue forze a 46 anni il cardinal tosi ne aveva 65 era il 7 gennaio 1929 don massimo il suo stemma cardinalizio la sua tomba nel duomo di milano 5
[close]
p. 6
una intervista de il resegone del 26 gennaio 1996 a cura del giornalista cristiano bonetto lo ricordava così enerdì 12 gennaio è morto all età di 73 anni ad asso suo paese natale mons cesare curioni prete dei carcerati prima come cappellano del carcere di san vittore a milano quindi come cappellano delle carceri italiane dal 1979 aveva dedicato gran parte della sua vita all assistenza spirituale ma anche materiale dei detenuti inoltre in qualità di presidente dei cappellani generali d europa aveva visitato le carceri di mezzo mondo per riferire poi al pontefice le proprie impressioni nonostante tutte queste caridon cesare in udienza personale da giovanni paolo ii che era sempre rimasto una persona semplice desiderosa di non apparire sui mezzi di in occasione dei funerali i suoi compaesani si comunicazione sociale nel giorno dei suoi fusono meravigliati della presenza di tante pernerali ad asso erano presenti importanti persone importanti sonalità dell ambito civile ed ecclesiastico tutti sapevano dell attività svolta da don cesachiaro segno della stima che circondava la sua re anche perché ad asso specialmente negli persona ultimi tempi tornava quasi tutte le settimane prodigo di racconti per gli amici ma la sua flaminio pagani ex sindaco di asso era grande modestia incapace di qualsiasi autol amico del cuore di mons curioni oltre a esglorificazione lo rendeva vicinissimo alla gensere quasi suo coetaneo proprio la moglie di te aveva una bontà d animo ed un senso pagani verso le 17,40 di venerdì 13 ha udito dell amicizia grandissimo per telefono gli ultimi respiri di cesare curionon amava i formalismi e specialmente aveva ni ancora sconvolto per la perdita dell amico un grande senso dello scherzo mai volgare pagani accetta di descrivere i lati più umani e però anni fa don cesare era presente al funenascosti del prelato da lui affettuosamente rirale di un importante carabiniere arrivò anche cordato come don cesare il presidente della repubblica di allora sandro 6 v
[close]
p. 7
pertini che si mise a salutare tutti calorosamente particolarmente affettuoso fu però il saluto che il presidente fece a lui abbracciandolo allora don cesare disse alla persona che gli era accanto quasi ridendo mi ha scambiato per la vedova come è nata la sua vocazione figlio dell ultimo sindaco popolare di asso prima dell epoca fascista don cesare per il suo carattere esuberante non sembrava adatto per fare il sacerdote la sua vocazione è nata in età giovanile ma don cesare non fece pro biente così ostile eppure don cesare era molto amato dai detenuti ed anche ad asso riceveva in continuazione visite e telefonate di excarcerati talvolta molto famosi in quel periodo si situa il rapimento di aldo moro quale fu il suo ruolo fu paolo vi a farlo svegliare nel pieno della notte per chiedergli un parere sul messaggio da inviare ai rapitori di moro don cesare cercò anche attraverso le carceri di trattare coi sequestratori si espose a notevoli rischi il suo nome era negli elenchi delle persone che i brigatisti volevano eliminare sul rapimento moro don cesare svelò solo a pochi intimi amici la propria opinione un esperto del sistema carcerario un esperto così grande che tutti i ministri di giustizia sino ai più recenti per conoscere le condizioni dei penitenziari italiani si fidavano molto più delle parole di don cesare che non delle informazioni dei loro ispettori e il suo ruolo di presidente dei cappellani generali d europa che lo fece apparire quasi come un nunzio apostolico per i carcerati paolo vi lo volle su esclusiva decisione personale per questo ruolo che gli fu riconfermato da giovanni paolo ii come inviato pontificio visitò le carceri di mezzo mondo per esempio fu anche merito suo se le condizioni dei detenuti nord-irlandesi che a suo parere erano tra i più sfortunati del mondo migliorarono sensibilmente asso ricorderà don cesare egli era così schivo che non è mai apparso in televisione né ha quasi mai rilasciato interviste ai giornali non abbiamo quasi niente di lui mi piacerebbe però che si provvedesse ad una sua biografia babilmente più di sei mesi di seminario non amava molto i formalismi essenziale nella sua formazione è stato l esempio dell anziano prevosto di asso mons discacciati che fu cappellano militare durante la prima guerra mondiale in entrambi troviamo la stessa gentilezza ed umanità unita a dignità e signorilità come divenne cappellano del tutto casualmente in quanto si trovava nel carcere per un periodo di prova a fianco del cappellano nel 1948 il cappellano un giorno lo salutò dicendogli io vado a roma e non torno più ora continua tu subito arrivò la nomina ufficiale del card schuster che aveva avuto modo di ammirare il coraggio e la determinazione che don cesare già da chierico metteva in ogni situazione il periodo di san vittore fu intensissimo per lui e solo un uomo della sua tempra poteva resistere in un am 7
[close]
p. 8
n el precedente articolo pubblicato su l armonia di dicembre 2010 abbiamo trattato abbastanza ampiamente dell opera di san carlo borromeo per ripristinare la dignità del sacramento della penitenza con norme che a noi sembrano assai rigide ma che erano necessarie tenuto conto del decadimento che detto sacramento aveva registrato prima del concilio di trento l arcivescovo non cessò mai di predicare il nesso stretto fra peccato castigo penitenza l occasione per ribadire la sua convinzione fu l insorgere di una violenta epidemia di peste bubbonica che mietè vittime a milano e in molte altre regioni d italia l epidemia manifestatasi dapprima a trento alla fine del 1574 si diffuse l anno seguente in tutta l italia settentrionale a milano l acme della malattia si ebbe a fine luglio del 1576 e essa si esaurì solo il 20 gennaio 1578 quando milano fu dichiarata libera e pulita solo formalmente però perché il contagio durò ancora più di un anno durante l imperversare del morbo il borromeo agì su due fronti l attuazione delle pratiche di penitenza e di pietà e l azione generosa di carità si preoccupò dapprima di prestare soccorso ai malati recandosi laddove più drammatici erano i problemi e cercò di spingere il clero riluttante a prestare assistenza ai malati e ai morenti per questo lavoro fece aprire d intesa con le autorità civili il grande lazzaretto di milano fuori porta orientale affidato alla cura dei frati cappuccini dove le persone infette erano curate in un isolamento forzato per ragioni igieniche convinto che la peste fosse un castigo di dio contro i peccati dei milanesi fu il principale organizzatore della risposta religiosa che comprendeva pubbliche preghiere processioni e atti di penitenza collettivi per implorare la misericordia di dio sulla città così duramente colpita nelle prime processioni di massa dell ottobre 1576 il cardinale arcivescovo si presentò come pubblico penitente camminando a piedi scalzi con una grossa corda al collo e portando sulle spalle un pesante crocifisso le processioni successivamente furono diradate per evitare che fossero occasioni di contagio in quei mesi tristissimi egli indirizzò alla diocesi l appassionato «memoriale al suo amato popolo» nel quale pur non rinunciando a fustigare i costumi lascivi dei milanesi volle prendere su di sé la responsabilità della catastrofe brandendo una spada a due tagli dapprima elencò i vizi imperanti con un discorso duro e provocatorio «or qui ricordati milano le maschere le commedie i giuochi paganeschi i 8 balli i banchetti gli eccessi delle pompe le spese disordinate le risse le questioni le disonestà le mostruose pazzie e dissolutezze tue» di poi indicò i mezzi per salvarsi la conversione la preghiera la penitenza e qui tornò il richiamo alla frequente confessione che considerava medicina dell anima come gli unguenti e gli impacchi di erbe erano rimedi purtroppo inefficaci per il corpo il richiamo non era solo un espediente retorico perché i confessori erano impegnati a raccomandare ai penitenti per volontà dell arcivescovo anche le più elementari norme igieniche per prevenire il male rimproverando altresì chi rubava beni infetti in particolare vestiti o gioielli e chi propagandando rimedi del tutto fasulli si arricchiva alle spalle delle paure dei cittadini raccomandò in quell occasione la coltivazione del granoturco detto perciò carlone per combattere la fame salute e moralità erano gli impegni dei sacri ministri più sensibili della chiesa milanese i penitenti dovevano star lontano da ogni occasione di peccato fuggire le cattive compagnie e cambiare le abitudini partendo dalla disciplina dell anima si incoraggiavano i fedeli alla disciplina del corpo più consolante ed edificante fu l altra lettera di san carlo del 1577 «ricordi per il vivere cri-
[close]
p. 9
stiano ad ogni stato di persone» la seconda strada percorsa da san carlo fu quella della carità quando milano durante la peste divenne realmente quella «valle oscura della disgrazia umana» di cui parla il salmista egli come cristo volle amare i suoi fino alla fine ed essere pronto a dare la vita per le sue pecorelle di fatto corse effettivamente questo rischio esponendosi al contagio con la sua presenza in mezzo agli appestati ai quali portava il conforto della sua parola e dei sacramenti utilizzò i beni della chiesa milanese ma soprattutto quelli della sua doviziosa famiglia per soccorrere gli appestati ogni giorno centinaia di ceste di pane preparato nella notte lasciavano il suo palazzo per essere distribuite in tutta la città si privò del vestiario superfluo e con i tendaggi della sua dimora preparò abiti per i poveri distribuì personalmente denaro cibi caldi prodotti medicamentosi accompagnando ogni gesto con la gentilezza del suo animo e con la benedizione del pastore la carità fu la virtù predicata con più frequenza dal santo arcivescovo che insegnò ai laici con l istituzione di numerose confraternite per la concordia per la carità per la difesa e dignità della donna per i carcerati per i condannati a morte contro l usura a essere imitatori di cristo amatevi come io vi ho amato nel commento della parabola del fariseo e del pubblicano fatto nella chiesa di nerviano il 21 agosto 1583 s carlo così si espresse «se ami le ricchezze s carlo soccorre i poveri custodiscile in cielo e là le ritroverai riservate con interesse i poveri sono quelli che te le collocheranno là con sicurezza perché chi fa la carità al povero fa un prestito al signore che gli ripagherà la buona azione e praticare la giustizia e l equità per il signore vale più di un sacrificio e poi chi chiude l orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta infatti il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia l elemosina libera dalla morte e salva dall andare tra le tenebre per questo l ecclesiastico dice sfrutta le ricchezze secondo i comandi dell altissimo ti saranno più utili dell oro se tali cose farete figli dilettissimi udite cosa dice il signore allora la tua luce sorgerà come l aurora » c è forse qualcuno che può negare l attualità la pregnanza la forza esplicativa della predica di nerviano così densa di citazioni della sacra scrittura certo era il 1583 avevano bisogno di uno scossone quei fedeli ma altrettanto noi fedeli del 2011 dobbiamo scuoterci e cambiare rotta se celebriamo san carlo ma non lo ascoltiamo se lo lodiamo ma non lo imitiamo a cosa serve il 4° centenario della sua canonizzazione luciano forni 9
[close]
p. 10
quest anno il nostro oratorio ha vissuto in modo diverso dal solito il periodo che ci accompagna al santo natale grazie alla collaborazione di alcune mamme accordatesi col nostro don massimo e di alcune animatrici per quattro pomeriggi domenicali abbiamo svolto dei semplici laboratori con i nostri bambini ciò ha offerto la grande possibilità di conoscerci meglio di lavorare con persone nuove mettendoci a disposizione dei più piccoli offrendo la nostra semplice competenza per allestire insieme a loro degli addobbi natalizi che sono stati poi donati al banco vendita organizzato dalla parrocchia per il sostegno delle adozioni a distanza simpatici gnometti fatti con tappi di sughero ghirlande festose porta lumini in pasta di sale abeti di caramelle ed altre fantasiose opere sono state il frutto di queste giornate che hanno visto la presenza anche di quaranta persone tutti insieme in allegria per dei pomeriggi diversi che hanno riempito le nostre fredde domeniche al termine veniva servita una invitante merenda a tutti offerta dalle nostre nonne ida e carla alle quali va il nostro sincero ringraziamento per la disponibilità e la collaborazione in oratorio abbiamo bisogno tutto e di tutti dai più piccoli alle persone più avanti nell esperienza e nell età grazie poi a tutti quanti si sono messi a disposizione per questo progetto ed alle mamme che hanno aderito accompagnando i loro figli sacrificando dei pomeriggi di festa presto verranno presentate altre proposte che speriamo possano essere accolte con entusiasmo collaborazione e disponibilità a partecipare vi faremo sapere mauro da un recente ritrovamento nell orto di un nostro concittadino un segno del passaggio di s carlo da asso 10
[close]
p. 11
la data prevista era per domenica 12 dicembre ma l inaugurazione delle campane rimesse a nuovo ha fatto cadere la scelta sul sabato sera già per la festa di carnevale dello scorso anno era stato fatto il tentativo risultato positivo sull orario della sera anziché del mezzogiorno e questa era diciamo la prova del nove e così detto e fatto tra la meraviglia e l entusiasmo del nostro don massimo e dei collaboratori ci siamo trovati con ben 110 iscritti era tanto che non avevamo un adesione così alta e siamo stati molto contenti di avere soprattutto tante famiglie con noi dall entusiasmo alla realtà tante cose da organizzare un menù ricco degno di una festa di natale che si rispetti il dopo cena da animare innanzi tutto il menù antipasto misto paté insalata russa e mousse di prosciutto risotto agli asparagi e farfalle panna e salmone arrosto alle mele con patate duchessa al forno pandoro e panettone con crema al mascarpone a questo proposito il nostro sentito ringraziamento al movimento della terza età per l offerta che ci ha fatto pervenire queste giornate sono un modo per unirci anche con persone di età diversa al termine della cena tutti insieme ci siamo portati attorno alle nostre quattro campane illuminate dai fari del campetto e dai bastoncini scintillanti che ci sono stati consegnati per un breve momento di preghiera poi tutti in canonica per la sorpresa finale riuniti nel grande salone centrale abbiamo potuto seguire la narrazione della vita di s lucia e di s nicola che sono stati i santi più vicini al nostro natale grazie anche a chiara rachele e fabio che in costume hanno raffigurato questi due grandi santi riportandoci idealmente ai loro tempi immaginando di averli al nostro fianco il coretto ci ha allietato con canti e musiche natalizie creando un atmosfera magica al termine non poteva mancare babbo natale gianmaria grazie che al suono della campana ha distribuito a tutti i bambini circa 60 un dono dal sapore antico caramelle torroncini mandarini e spagnolette proprio come al tempo dei nostri genitori e nonni per i quali il natale era questo con tanta semplicità al termine abbiamo gustato dei biscotti preparati dalle nostre mamme per l occasione a forma di campana e per tutti gli adulti un ottimo limoncello certamente l impegno è stato notevole e la stanchezza si è fatta sentire ma abbiamo sicuramente ricevuto molto in cambio gioia allegria e soddisfazione nel vedere tante persone star bene insieme anche questa è la magia dell oratorio mauro presepio allestito nella chiesa di scarenna un originale e significativa rappresentazione del presepio che nell anno commemorativo della canonizzazione di san carlo ci ricorda che il via alla costruzione del campanile della nostra chiesa prepositurale fu dato proprio da lui 11
[close]
p. 12
arma gentilizia le sue iniziali e la data del quest anno la pala del nostro altare ha 1650 compiuto 360 anni di presenza in mezzo a noi nel contesto odierno sarebbe però riduttivo una ricorrenza questa che ci deve far rifletteparlare di quest opera come degli storici o re soprattutto dopo aver celebrato con particodei critici d arte perché ciò ridurrebbe l altare lare solennità il 150° anniversario della proad un cimelio o ad un pezzo d antiquariato clamazione del dogma dell immacolata conbensì dovremmo saper leggere ed attualizzare cezione nel 2004 ed il terzo giubileo lourquello che l opera in sé vuole ancora trasmetdiano nel 2008 un flash-back dunque che ci terci il primo messaggio è quello dottrinale porta dalla risonanza mondiale di questi due senza essere teologi o grandi esegeti possiamo giubilei alla dimensione più intima e famigliare subito intravedere i fondamenti biblici del di questa giornata infatti osservando il quadogma stesso dro notiamo subito che la vergine immacolata io porrò inimicizia tra te e la donna non è ritratta come nelle sue classiche iconotra la tua stirpe grafie ma viene rappresentata con alcuni pare la sua stirpe ticolari che la rendono unica e personalizzaquesta ti schiaccerà la testa ta collocata in uno scenario seicentesco del e tu le insidierai il calcagno genesi 3,15 pian di spagna di conell antico testamenlico dal quale si erge to la donna eva è imponente il forte del prefigurazione di mafuentes ella con uno ria che ponendosi al stile tipicamente baservizio di dio perrocco ci viene presenmette l entrata del saltata come la donna vatore nel mondo luvestita di sole descritca 1,38 nel nuovo ta nell apocalisse di testamento invece il san giovanni evangepasso principale conlista è sì incoronata siderato dalla tradima non di stelle ed zione cattolica come appoggia i suoi piedi conforme al dogma è sul drago ma non sul il saluto dell arcangelo non temete ecco vi annunzio una grande gioia che sarà serpente o sulla mezza di tutto il popolo oggi vi è nato nella città di davide un gabriele rallegrati luna la fortezza del salvatore che è il cristo signore piena di grazia luca tutti quelli che udirono si stupirono delle cose che i fuentes era la sede del pastori dicevano 1,28 committente il capita per celebrare il iv° centenario della canonizzazione di san nell apocalisse giocarlo borromeo abbiamo posto nel nostro presepio una no andrea pagnano sua immagine tratta da una cappella del sacro monte di vanni riprendendo la varallo che come nostro pastore ci invita col suo esempio a del quale vi troviamo seguire nella santità la vera luce che illumina ogni uomo scena della genesi sidipinta anche la sua curamente vuole rap12
[close]
p. 13
presentare nella donna il popolo santo dei tempi messianici quindi la chiesa ma forse pensa anche a maria la nuova eva la figlia di sion che ha dato appunto vita al messia È dunque lodevole ammirare come l ignoto artista sia riuscito così magistralmente ad imprimere sulla tela questi concetti soprattutto il presepio in piazza grande pagnano quando ai suoi tempi erano ancora oggetto di studio dispute separazioni e nemmeno esisteva nella chiesa universale il precetto o la festività per noi invece sono di facile lettura perché abbiamo alle spalle 156 anni di liturgia e pratica religiosa il secondo messaggio più semplice e forse più nascosto ed anche un po soppresso dal moderno clima consumistico pre-natalizio è quello devozionale su larga scala siamo di fronte ad una concreta testimonianza di come la pietà popolare sia divenuta luogo teologico nello specifico invece di come la singola o collettiva volontà non abbiamo fonti storiche che documentano la dedicazione della chiesa di edificare un tempio in onore della vergine maria si sia trasformata in pietra viva e di come l arrivo dell ancona abbia coronato l inizio di una ormai secolare tradizione votiva in questa porzione di territorio parrocchiale essa viene donata all oratorio di pagnano nella 13 metà del seicento dopo il burrascoso ventennio che è stato necessario per costruire la nostra chiesa È importante sottolineare questa data perché ci fa capire quanto sia stata solida la fede dei nostri padri anche nei periodi più neri della storia europea se ci lasciassimo guidare dalle pittoresche pagine dei promessi sposi del manzoni potremmo certamente ricreare nella nostra fantasia un immagine molto realistica su come doveva essere la vita quotidiana in quell epoca vivremmo quindi di un economia agricola rurale e povera devastata dalle carestie e dalle continue guerre avremmo paura dei bravi ed anche se la valassina godeva di una certa indipendenza avremmo subito le grida che i vari governatori spagnoli imponevano nel ducato di milano ancora fresca nella nostra memoria sarebbe la paura vissuta nei giorni in cui la peste che letteralmente decimò milano si diffondeva a macchia d olio l assalto ai forni la colonna infame gli appelli del cardinal federico le imponenti processioni con il corpo di san carlo per implorare la fine della pestilenza poi ancora guerre e continui passaggi di potere tra un governatore e l altro e ancora scontri sanguinosi pro o contro la riforma la grande dominazione spagnola popolo notoriamente devoto a questo particolare titolo della vergine e gli effetti della controriforma hanno dunque contribuito notevolmente al radicamento di questa devozione ma è altrettanto vero che in mezzo a tanta crisi economica e morale la voglia di affidarsi a maria da parte dei nostri antenati è stata comunque pronta ed immediata oggi 8 dicembre 2010 dopo 360 anni di storia e di insegnamenti cosa possiamo scrivere di questo speciale compleanno accontentiamoci di lasciare ai posteri tramite le pagine del nostro centenario bollettino parrocchiale il ricordo che il popolo assese ancora una volta si è ritrovato qui per elevare lodi alla beata ver-
[close]
p. 14
gine maria per implorare suppliche e chiedere benedizioni per affidare alla sua materna protezione le nostre miserie le nostre fragilità i nostri affanni che se anche più ricchi più colti e più moderni di un tempo ancora albergano forse con maggiore intensità nei nostri animi citando una celebre canzone che il petrarca volle dedicare alla vergine concluderei vergine bella che di sol vestita coronata di stelle al sommo sole piacesti sì che in te sua luce ascose continua a riscaldare i nostri cuori infervora la nostra devozione au menta la nostra preghiera affinché finalmente possa terminare il gelo spirituale che circonda il nostro vivere ed il nostro essere fabio bianchi p.s un particolare ringraziamento al team di arianna per l animazione della s messa solenne a m teresa r e a coloro che nonostante il freddo e le forti nevicate hanno voluto essere presenti alla novena movimeto terza etÀ n ell occasione delle feste natalizie come già negli anni passati il movimento terza età in collaborazione con l amministrazione comunale e la pro-asso ha compiuto un gesto di augurio e di vicinanza ai nostri concittadini ultra-ottantacinquenni ed ad alcuni meno efficienti fisicamente nell occasione abbiamo potuto verificare alcune cose che ci fanno fare queste riflessioni 1 ci siamo resi conto dell opportunità di far visita agli anziani che trovano sollievo nel poter comunicare anche per poco con persone estranee al circolo famigliare 2 abbiamo costatato che ci sono parecchie badanti delle più diverse provenienze che sono utili ai nostri anziani 3 siamo stati accolti in ogni caso con piacere 4 i posti di lavoro sono certamente più di quelli che vengono richiesti dai nostri italiani basterebbe che si adattassero all idea di quello che viene chiesto dal mercato 5 abbiamo faticato a reperire i volontari disposti a darci una mano per l occasione ma sentiamo il dovere di ringraziare coloro che si sono offerti 6 in base a questa esperienza ci siamo chiesti cosa ci sarà dietro l angolo nel senso che la necessità di assistenza agli anziani verrà sempre più esasperata dato che l attesa di vita aumenta e contemporaneamente le famiglie in avvenire saranno sempre meno numerose per cui ne deriverà la necessità di reperire all esterno la possibilità di cura per coloro che ne avranno bisogno 7 e opportuno che su questo tema venga fatta una riflessione ponderata coinvolgendo tutte le strutture sociali sindacato comune assistenti sociali e parrocchia per aiutarci a focalizzare questo problema e per metterci in condizione per quanto possibile di affrontare serenamente il futuro g.a 14
[close]
p. 15
a giorni le previsioni meteo non preannunciano nulla di buono anche oggi 23 dicembre danno acqua e neve oltre i 1.100 metri diversi sono stati i contatti fra gli organizzatori e i possibili partecipanti ma contro un tempo così pessimo c è poco da fare dobbiamo rinunciare a questa terza fiaccolata dell antivigilia di natale alla cima del monte megna anche ad antonio il figlio del murnee che mi chiama alle 12,30 devo purtroppo dire che non si va peccato dieci suoi amici si sarebbero uniti al gruppo sarà per il prossimo anno visto però che la manifestazione è stata da tempo pubblicizzata decidiamo comunque che alcuni membri del cai e della protezione civile si trovino ai previsti posti di partenza per intercettare qualche eventuale impavido e coraggioso partecipante partendo da lasnigo e pagnano raggiungiamo megna e con stupore troviamo qualche audace ad aspettarci c è anche marta una ragazzina di 11 anni un refolo d aria ha temporaneamente allontanato la pioggia l orizzonte seppur al buio pare allungarsi all interno di un locale al tepore di un camino acceso dai ragazzi della comunità incontro decidiamo di salire alla croce faccio avvertire telefonicamente anche antonio distribuite le torce puntualmente alle 19 si parte alla luce delle pile frontali man mano che si sale si vedono anche in lontananza le luci dei paesi dell alta brianza È uno spettacolo appagante del brutto tempo imperante fino a poco fa e dei copiosi ruscelli che incontriamo lungo il tragitto dopo 40 minuti di cammino 15 d intravediamo la grande croce posta sulla sommità del monte e tutta illuminata dai fari posizionati in precedenza da valentino bruno e luigi che ci hanno preceduti accendiamo le torce -a fuoco ambiente e atmosfera sono sempre più suggestivi dopo un ora di cammino raggiungiamo i 1050 m della vetta dove sui vari crinali e nella neve disponiamo tutte le torce che abbiamo portato lo spettacolo è incomparabile soprattutto per marta pamela e luigi alla loro prima notturna quassù dopo alcuni istanti vediamo una luce in lontananza che si avvicina felice ci raggiunge anche antonio in totale siamo in sedici viste le premesse non ci riteniamo in pochi il tempo di sorseggiare un bicchiere di vin brulè dire quattro parole di circostanza e intonare una canzone alpina che comincia a cadere acqua gelata alle 20,38 cominciamo a scendere dopo circa 40 minuti sempre sotto l acqua siamo di nuovo confortati dal tepore del camino dei ragazzi della comunità di megna che ci offrono anche un ottima formagella di loro produzione grazie a tutti e un caloroso buon anno f.b.
[close]