Documento di Presentazione della Mostra FARE GLI ITALIANI e dei suoi Contenuti.

 

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fare gli italiani documento di presentazione della mostra e dei suoi contenuti indice fare gli italiani pittori e patrioti l italia delle cittÀ le campagne la scuola la chiesa le migrazioni la prima guerra mondiale la seconda guerra mondiale la partecipazione politica le mafie le fabbriche i consumi i trasporti i mezzi di comunicazione di massa 1

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fare gli italiani un ipotesi storiografica si tratta di raccontare 150 anni della nostra storia si tratta di raccontarli mettendoli in scena rappresentandoli attraverso una pluralità di narrazioni e di linguaggi si tratta di costruire un percorso espositivo che alla fine produca conoscenza storica consapevolezza appartenenza alla base di questo percorso c è un ipotesi storiografica sufficientemente forte da rendere compatta e unitaria l architettura di una mostra che in partenza si giova di apporti eterogenei di una molteplicità di competenze di sguardi di invenzioni di creatività in questo senso noi pensiamo alla nostra storia come segnata da una progressiva integrazione di spazi realtà e appartenenze all inizio separate e conflittuali esistono processi di costruzione di una nazione che si definiscono compiutamenteintorno al conflitto con l altro che è tale per colore della pelle religione sistema economico e giuridico appartenenza di classe tradizioni culturali È un percorso in cui continuamente ci si riferisce a un alterità minacciosa che assume la guerra come cardine concettuale di una nozione binaria di bene e male e che funziona su un meccanismo di esclusione più che di inclusione per l italia questo processo si è fondato più sull inclusione che sull esclusione il nodo concettuale che intendiamo sciogliere si riferisce quindi al progetto ottocentesco e novecentesco di fare gli italiani guardando alla sua capacità di assorbire progressivamente le varie fratture che attraversano la nostra storia strutturali sociali politiche ideologiche città/campagna centro/periferia nord/sud borghesia/proletariato classi dirigenti/popolo laici/cattolici minoranze attive/maggioranza passiva e plebiscitariamente mobilitata centralisti/federalisti paese reale/paese legale monarchici/repubblicani ecc in un equilibrio dinamico in un lavorìo che ha conosciuto cadute e rallentamenti ma che è comunque andato avanti incessantemente fino a oggi il presente è quindi il punto di arrivo della mostra ma le sue priorità e le sue urgenze sono anche la griglia attraverso cui valutare il passato è un presente che interroga interagisce interpreta e persino provoca il nostro passato attento agli elementi di continuità ma anche a quelli di rottura proprio quando nel profondo della nostra società sembrano affiorare realtà strutturate più sull esclusione che sull inclusione nello schema inclusione/esclusione i conflitti scaturiscono dalle separatezze da un deficit di integrazione e sono disinnescati quando quel deficit viene recuperato esemplare in questo senso è la 2

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duplice vicenda del brigantaggio e della grande emigrazione transoceanica di inizio novecento entrambi segnati dalla fragilità dei meccanismi di inclusione adottati dallo stato liberale nei confronti dei contadini quelli del sud in particolare i linguaggi nella mostra i 150 anni della nostra storia saranno raccontati organizzando intorno alle priorità storiografiche prima indicate una pluralità di linguaggi e di narrazioni la fotografia e il cinema l arte e la letteratura la radio e la televisione la musica e il teatro privilegiando la dimensione iconografica e audiovisiva affiancando agli eventi e alla loro cronologia i momenti in cui il nostro paese ha messo in scena se stesso i suoi valori le sue idee guida attraverso i rituali che hanno scandito le varie fasi del progetto di fare gli italiani in linea di massima il criterio di partenza sarà quello di individuare per ogni fase un linguaggio o dei linguaggi prevalenti e significativi questo vuole dire ad esempio che per tutta la prima parte del percorso espositivo insieme con già importanti corredi fotografici ci si dovrà affidare alla forza di immagini irripetibili la pittura sostanzialmente e di immagini tecnicamente riproducibili la caricatura e il disegno satirico proposte dalla stampa periodica dell epoca 1830-1861 gli spazi italiani la scelta cronologica muove dalla considerazione che carlo alberto sia stato la figura a cui si può far risalire l avvio del movimento risorgimentale occorrerà tuttavia introdurre questo periodo con un preambolo dedicato alla cultura romantica europea ai fermenti insurrezionali successivi alla rivoluzione francese ai movimenti settari e massonici che ne furono causa e riflesso con un cenno ai moti che in piemonte scossero il clima della restaurazione nel 1821 l attenzione di questa prima parte del percorso dovrà essere centrata sul rapporto fra geografia e storia sottolineando la frammentarietà dei soggetti che animarono la vicenda italiana cioè la regionalità e le particolarità locali della storia d italia questo presupposto è la prima chiave interpretativa la questione dell unità nazionale è stata una faticosa giunzione di pezzi diversi tutti altrettanto importanti nella loro integrazione reciproca per definire la nostra attuale identità nazionale d altra parte carlo alberto e i suoi anni consentono di identificare un luogo di partenza molto speciale torino 3

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torino significa in questa prospettiva il luogo dove si sono create le più favorevoli condizioni istituzionali per la costruzione di un edificio unitario capitale di uno stato di frontiera quasi estraneo alla storia italiana torino è tuttavia il luogo dove si sono sviluppati un modello statuale un archetipo parlamentare una carta costituzionale lo statuto albertino ­ e i relativi strumenti operativi un esercito una pubblica amministrazione ecc ­ che sono state le premesse oggettive per ipotizzare concretamente un tessuto unitario italiano qui da torino si sono rese possibili le condizioni politiche e materiali per l avvio delle guerre per l indipendenza nazionale qui una politica estera misurata sullo scacchiere internazionale ha consentito la concezione e l organizzazione di una guerra come elemento di liberazione dalle influenze straniere dunque una guerra orientata alla inclusione degli italiani fino ad allora dominati da potenze europee diverse qui a torino vivono e governano i savoia la casata che salirà prima e unica sul trono dell italia unita ancora torino è la sede di avvio del dibattito politico preunitario il luogo di confluenza di tutti coloro che esuli dalle loro altre patrie italiane vi troveranno asilo vale a dire che torino è la prima sede di accoglienza dei molti italiani che si sono affiancati alle personalità locali di prima grandezza ­ i cavour i balbo i d azeglio i gioberti ­ nell intento di fare l italia questa è la radice del tronco che avvia il discorso unitario concorrono in misura diversa e con discorsi e personalità differenti anche altri luoghi milano innanzi tutto ricca aristocratica colta di un illuminismo dalle radici mitteleuropee milano è al centro di una lombardia tradizionalmente permeata di rapporti con l europa ma dominata da una monarchia straniera È uno dei simboli dell italia da liberare uno dei luoghi più interessanti del dibattito politico qui come altrove il 48 è un anno rivelatore di tensioni insurrezionali e libertarie al crocevia di molte esperienze fra italia e europa luogo di patriziati urbani e non di nobiltà feudali di mercanti borghesi e non di possidenti arroccati sulla terra milano è la patria di carlo cattaneo e del pensiero federalista di giuseppe ferrari e del pensiero democratico qui si raggrumano ipotesi unitarie che risentono di idee repubblicane lontane dal clima e dai moventi culturali della corte sabauda di torino quindi firenze patria della italianità letteraria luogo per eccellenza dei grandi che hanno cantato e fatto l italia dandole anzitempo una lingua unitaria il volgare simbolo dell italia delle città-stato delle ricchezze materiali e culturali dell italia del rinascimento firenze è luogo di 4

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memorie e di patrimoni del passato parla d arte italiana è la capitale del più importante patrimonio artistico nazionale ma è anche luogo di memorie repubblicane e anticlericali che troveranno nelle pagine di domenico guerrazzi e giovan battista niccolini le più note rappresentazioni la voce di firenze è naturale e necessaria nel processo di riunificazione nazionale e ancora genova e venezia avamposti storici della grande finanza queste città sono a loro volta i soggetti che più di altri hanno rappresentato l italia fuori d italia quando le grandi rotte con l oriente e le fiere nel cuore dell europa erano i luoghi dell economia-mondo repubbliche con sistema dogale ­ sia pure a loro volta molto differenti ­ sono state simbolo di autonomia e di indipendenza prima e di occupazione poi là le radici repubblicane hanno dato vita alle rivolte contro gli austriaci genova nel cuore del settecento con la figura mitica di balilla e nel cuore dell ottocento con gli altrettanto mitici mameli e mazzini iscritti d ufficio nel nuovo pantheon nazionale venezia con manin e tommaseo anime dell insurrezione del 48 tutte queste città ­ pur così lontane culturalmente e idealmente dalla torino monarchica e sabauda ­ sono parte del tronco unitario e concorrono con voci e intonazioni diverse al discorso nazionale fanno eccezione viceversa e costituiscono il cono d ombra di questa storia le posizioni eccentriche di due luoghi fondamentali della storia d italia roma e il mezzogiorno sono rami che tendono ad allontanarsi dal tronco roma significa il papa il potere temporale della chiesa il luogo di resistenza storica alla formazione dello stato nazionale indicata fin dai primi del cinquecento con la voce di machiavelli come la corte di tutte le corti roma l erede della più grande visuale imperiale del mondo antico si è trasformata nel faro del più grande impero universale del mondo moderno quello della cristianità ma roma è roma eccentrica e fondamentale per la storia italiana nel calore diffuso delle insurrezioni per l indipendenza nazionale anche roma vive con la breve esperienza della repubblica del 1849 la sua stagione rivoluzionaria e risorgimentale ma non è esperimento durevole di fronte alla tensione unitaria di molti italiani si staglia come un baluardo insormontabile la figura di pio ix roma sarà l ultimo tassello dell unità nazionale il mezzogiorno è il luogo storico della civiltà mediterranea italiana ponte verso l africa e l oriente e tuttavia per tradizione governato da potenze straniere isolato dal resto della penisola e frammentato al proprio interno da tre aree principali la prima fa capo a napoli capitale del sud simbolo dell altra italia dominata da una grande e antica casata i borboni È la scena su cui si sono mosse grandi plebi potenti baroni feudali una grande burocrazia imperiale ­ quella spagnola ­ e uno dei più importanti ceti togati della storia italiana ­ da cui sono scaturite eminenti scuole economiche 5

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e giuridiche È il territorio che ha prodotto la generosità l impegno intellettuale le speranze illuministiche dei martiri del `99 è l ambito in cui per la prima volta si manifestò la consapevolezza dell importanza della questione sociale all interno del processo risorgimentale da questa dipende per lunghi periodi ma a essa si oppone con fiero spirito autonomistico un altra area la sicilia punto di estrema eccentricità rispetto alla tradizione italiana diventerà tuttavia il tallone d achille della opposizione borbonica alla guerra nazionale dei savoia già in rivolta contro napoli nel 1848 la sicilia è il sud che sconvolge il sud non a caso il punto di attacco dell avventura garibaldina ma il mezzogiorno italiano non è solo napoli e sicilia è abruzzi è calabria è tavoliere pugliese qui le resistenze al moto unitario si tingono di culture periferiche di antropologie antiche si nutrono con le distanze mai colmate con nessun centro rappresentano le periferie per eccellenza della geografia nazionale i margini cioè la marginalità sono i luoghi dove non possono attecchire idee nuove che sconvolgano assetti comunitari tradizionali dominati dal feudo e dalla chiesa non a caso il mezzogiorno è uno dei luoghi del martirio degli apostoli del risorgimento i fratelli bandiera domenico moro nicola ricciotti e ancora carlo pisacane sono parte del tronco nazionale viceversa i movimenti armati e le vere e proprie campagne militari che provano ad allontanare le amministrazioni straniere dal suolo italiano o a favorire la giunzione istituzionale dei pezzi separati della geografia politica italiana le guerre di indipendenza nazionale hanno la doppia valenza di guerre contro lo straniero ma anche di guerre fra italiani sono un elemento di chiaroscuro che segna tutti i passi della riscossa nazionale in questa prospettiva assolutamente ispirata alle categorie della libertà della indipendenza e della unificazione oltre alle armate piemontesi assumono una primaria valenza simbolica e un determinante ruolo storico i mille garibaldi e il movimento garibaldino sono forse il più clamoroso esempio di movimento rivoluzionario su scala europea essi sono in larghissima parte responsabili dell unità italiana essi sono l elemento trasversale che più di ogni altro ha rappresentato una volontà inclusiva volontari del nord imbarcati a genova essi hanno attaccato il lembo estremo della penisola e l avrebbero probabilmente risalita se l accortezza politica di cavour non avesse consigliato un immediato intervento della dinastia sabauda a mettere il proprio sigillo sulla conquista del sud 6

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1861-1870 la costruzione dello stato liberale il debutto dello stato unitario sotto l egida della monarchia di savoia è segnato da forti elementi di chiaroscuro in questa fase si fronteggiano con estrema radicalità elementi di inclusione e elementi di resistenza alla integrazione nel nuovo tessuto nazionale militano a favore dell unità le istituzioni statuali mutuate dalla esperienza piemontese pratiche unificate di pubblica amministrazione un nuovo esercito in cui vengono cooptati i quadri delle disciolte formazioni borboniche le basi di una istruzione pubblica nazionale la conquista dell intero territorio italiano da parte della burocrazia non è indolore per molti versi sembrerà un gesto di colonialismo interno non pochi saranno i luoghi dove si fronteggeranno e si combatteranno ancora italiani contro italiani in questo quadro sono due le ferite che anche simbolicamente non sembrano destinate a una facile sutura la prima è la questione romana il luogo che incarna uno degli aspetti unitari della storia italiana di lungo periodo ­ la religione cattolica ­ roma rimane il fulcro della resistenza istituzionale e politica dell unità nazionale il papa difende la extraterritorialità e la temporalità del suo potere e solo i bersaglieri a porta pia riescono ad annientarne la capacità di resistenza per ben dieci anni la città più importante di tutta la storia italiana non sarà italiana e dal 1870 nascerà il grande problema tutto italiano dei limiti e dei principi del rapporto fra la laicità della vita pubblica dello stato e la legittimità dell azione anche politica e istituzionale del mondo cattolico un tema di lungo periodo ancora oggi sostanzialmente irrisolto a dispetto ma anche in virtù del dettato concordatario la seconda è la questione del brigantaggio consegnata da subito a una categoria della criminalità la resistenza di alcune plebi rurali all edificio unitario è una zona d ombra di notevole importanza l incapacità dello stato nazionale di promuovere un discorso inclusivo in alcune aree periferiche prevalentemente meridionali consente a tutti i movimenti di reazione ­ principalmente clericali e feudali ­ di fare leva sulla ostilità delle comunità più emarginate a ogni cambiamento la repressione nel sangue di numerosi episodi di resistenza non appianerà del tutto la questione lascerà anzi in non poche aree del nuovo stato nazionale una sorta di malcelata simpatia per tutte quelle organizzazioni ­ anche decisamente illegali e con finalità criminali ­ che si promuoveranno agli occhi dei più emarginati come soggetti capaci di una protezione non solo migliore di quella dello stato ma contro le prevaricazioni vere e presunte dello stato precostituendo anche il terreno di coltura di uno 7

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dei fenomeni più devastanti ed esclusivi della storia nazionale italiana contemporanea il controllo di interi territori da parte di forze criminali mafia camorra ecc capaci di coniugare con specifici interessi criminali una diffusa e profonda ideologia antistatuale È questo un capitolo decisamente antiretorico di storia nazionale assolutamente fondamentale per ragionare dei grandi meriti del processo unitario e per affrontare con onestà intellettuale i problemi storici della arretratezza italiana 1870-1915 lo stato liberale un soggetto fra tutti gli altri deve assumere qui una importanza fondamentale la scuola non solo perché avvia un processo sempre più allargato di alfabetizzazione e dunque di democratizzazione del popolo italiano dalla legge casati del 1860 ­ regolamenti per gli stati sardi ­ alla legge coppino del 1887 sull obbligo scolastico ma proprio perché diffonde con gli strumenti basilari di una cultura elementare gli elementi simbolici dell appartenenza a una stessa comunità nazionale sono i sillabari e i primi libri di testo a rifornire gli italiani del nord e del sud di uno stesso linguaggio delle stesse immagini degli stessi riferimenti letterari necessari per riconoscersi in una stessa identità nazionale i brani antologizzati di de amicis e i versi di carducci intrecciano emblematicamente nel primissimo immaginario collettivo una vicenda nazionale nella quale un solo profetico destino lega le gesta degli antichi romani con quelle dei bersaglieri e dei garibaldini la scuola elabora e detta le figure del nuovo pantheon nazionale la scuola è un motore possente di inclusione ma anche le cerimonie pubbliche assumono un ruolo di rilievo le date delle festività nazionali vengono ad affiancarsi al calendario delle festività religiose con una inedita forza evocativa la marcia reale intonata in ogni angolo d italia insieme col canto degli italiani o altre canzoni del risorgimento traversano il tessuto popolare con una semplice ma efficacissima capacità inclusiva nascono i primi monumenti pubblici la memoria di pietra che ogni stato costruisce a beneficio della propria legittimazione nasce una nuova mitologia nazionale scandita dalle note di grandi bande militari e piccole bande di paese dai gesti impettiti di grandi formazioni in armi e di semplici messi comunali sono le prime immagini di una italia che parla di se stessa dell italia unita della nuova italia in questa nuova dimensione pubblica della vita degli italiani avrà una importanza evidente l allargamento del suffragio un complemento alla partecipazione alla vita politica ma gli elementi di più forte impatto rimangono quelli che modificano nel profondo anche la vita 8

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materiale degli italiani il decollo industriale è senza alcun dubbio fattore di forte inclusione la crescita della rete stradale e ferroviaria è fattore inclusivo da ogni punto di vista sempre storicamente una viabilità più rapida e una rete di comunicazioni sono state fattore di civiltà e di crescita culturale ed economica le zone dove questo processo è stato più incisivo hanno letteralmente cambiato i loro connotati tradizionali produzione e commerci si sono accompagnati alle grandi opere infrastrutturali trafori porti strade e ferrovie hanno annodato aree industriali e città che a loro volta hanno sviluppato culture scientifiche e tecnologiche hanno animato scuole tecniche e politecnici È in queste zone che l italia inaugura gli stili di vita della modernità cioè nuove forme di igiene e un nuovo orizzonte di consumi collateralmente in questa nuova dimensione produttiva nascono e si sviluppano altri fattori decisamente inclusivi l associazionismo cooperativo le leghe di resistenza gli embrioni dei futuri partiti di massa e dei sindacati per contro rimangono fuori dal tronco unificante vaste aree della penisola altri fattori ­ economici e produttivi ­ accentuano una nuova geografia della disuguaglianza e della esclusione le zone rurali più periferiche del nord est e la gran parte del mondo meridionale rimangono scarsamente toccate da questo nuovo slancio e la questione sociale segna variamente la storia italiana di questi decenni È una storia di stenti e di malattie tipiche della povertà È una storia di proteste e di rivolte soffocate con durissimi gesti repressivi il mondo dei braccianti e le fasce più deboli del proletariato urbano danno vita allora a uno dei fenomeni fondamentali per la connotazione di una identità italiana l emigrazione ben prima dell emigrazione interna che sarà di fatto un fenomeno inclusivo l emigrazione verso paesi stranieri verso la francia il belgio o le americhe determinerà una doppia immagine quella dei molti che partendo da diverse realtà regionali diventeranno italiani all estero di fatto recuperando una identità nazionale nel duro confronto con l alterità delle culture delle comunità di accoglienza non sempre coincidenti esse fungeranno contemporaneamente da fattori unificanti e da elementi di definitiva alienazione dalla madrepatria l affermazione dello stato unitario tuttavia poggia anche su quei gesti di politica estera che hanno connotato i più importanti stati nazionali europei ad esempio le guerre coloniali sono tipici gesti di definizione della propria identità tramite un meccanismo di esclusione cioè tramite la proposta di una presunta superiorità razziale e culturale rispetto ad altri popoli da conquistare e sottomettere la colonia inoltre segnala un prestigio internazionale dimostra potenza militare e capacità burocratiche in genere assicura risorse economiche particolari e una posizione di superiorità 9

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geopolitica l italia liberale avvia la sua politica coloniale in eritrea e somalia prima e in libia poi non senza aggiungere alle ragioni generali di ogni colonialismo una specifica inclinazione naturale all espansione africana figlia della più genuina politica romana ceppo di ogni civiltà italiana fattore che sarà esaltato dal fascismo con particolare enfasi la guerra tuttavia non è un terreno su cui l italia raccoglie i frutti migliori e la sconfitta di adua fin dal 1896 annuncerà una difficoltà dello stato italiano a perseguire le sue avventure coloniali né peraltro le politiche coloniali cementeranno mai una maggiore coesione fra gli italiani 1915-1922 la guerra e la crisi dello stato liberale con la prima guerra mondiale una serie di fenomeni diversi complica la normale dialettica fra momenti inclusivi e momenti esclusivi con la prima guerra mondiale lo stato nel corso del conflitto divenne più invasivo con la tendenza a regolamentare il mercato del lavoro esso tese a regolamentare il mercato del lavoro e il credito i prezzi e più in generale il commercio in una parola accrebbe il suo peso e il suo controllo sull economia ciò non si connotò esplicitamente come un momento di maggiore aggregazione degli italiani né furono efficaci in questa direzione quelle misure che portarono lo stato a militarizzare le industrie a operare un severo controllo della informazione e a proporre l esercito come modello istituzionale anche per gli altri settori della vita associata e tuttavia quel giro d anni furono un momento di ulteriore nazionalizzazione degli italiani ceti sociali diversi trovarono modo di identificarsi in quel frangente storico e di ritagliarsi una fisionomia lo fecero i piccolo borghesi che indossando l uniforme trovarono una solida identità di ceto un certo status e un diffuso senso di appartenenza fu così per gli intellettuali i quali prevalentemente interventisti si ritrovarono con una specifica cifra culturale a condividere le scelte del governo fu così anche per i borghesi che in generale si ritrovarono compatti appoggiati ai mezzi di comunicazione di massa sulla linea di un sentimento nazionale condiviso la stampa fu il riflesso e lo strumento amplificatore di questi fenomeni i giornali aumentarono di sei volte la loro tiratura i periodici illustrati inaugurarono la loro grande stagione incidendo nel tessuto profondo della realtà italiana ben oltre i limiti del proprio pubblico naturale la stampa cominciò a incidere anche su quel 23 di analfabeti che ancora gravava sulla società italiana e dove non arrivava la parola scritta arrivava il corredo delle immagini in tre anni la domenica del corriere avrebbe pubblicato 800 fotografie della guerra e ben 1800 l illustrazione italiana oltre alle innumerevoli tavole disegnate dal celebre achille beltrame e ai primi filmati documentari con quei nuovi mezzi la guerra veniva proposta come atto conclusivo del processo 10

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risorgimentale come un appuntamento con la storia a cui non poteva sottrarsi nessun italiano anche la nascente industria cinematografica si attivò in questa direzione contribuendo ad allestire luoghi della memoria in cui tutti gli italiani potessero in tutto o in parte riconoscersi maciste alpino ne fu un esempio alla fine della guerra alcuni gruppi sociali uscirono con la percezione di aver interpretato meglio di altri il momento storico certamente la piccola borghesia maturò l idea che quella guerra le fosse appartenuta più che ad altri dal momento che in quella impresa aveva gettato tutti i suoi figli migliori nelle file dei reggimenti al fronte nelle trincee e poi nelle retrovie comunque nella mobilitazione generale del paese quella guerra aveva rafforzato il profilo della sua identità collettiva ma anche le classi subalterne furono profondamente toccate dal fenomeno bellico contadini provenienti da tutte le ragioni italiane indossata l uniforme si trasformarono in soldati e da soldati divennero italiani toccati episodicamente e spesso superficialmente dalle istituzioni dello stato che tendenzialmente unificavano il tessuto popolare in chiave nazionale ­ la scuola elementare e la leva militare ad esempio ­ questi cittadini emarginati dalla vita pubblica si riconobbero in una dimensione e in un ruolo che trafiggeva le maglie strette della loro abituale appartenenza a una famiglia a un gruppo sociale a un luogo più o meno remoto essi portarono al fronte i loro dialetti le loro culture locali la loro devozione religiosa le loro superstizioni il loro fatalismo rimasero contadini anche nel loro rapporto con la terra con la natura usando la forza muscolare dei loro corpi provati dalla fatica e mettendo a frutto le abilità e le astuzie della loro esperienza nei campi nelle aie fra i filari delle viti e tuttavia anch essi si trasformarono perché le trincee e le caverne buie dove si combatteva la guerra i campi minati gli assalti le lunghe notti insonni e tutta la grama vita del soldato al fronte avevano dato a ciascuno di loro una biografia una identità propria e al tempo stesso collettiva li avevano trasfigurati in una dimensione epica del tutto sconosciuta e imprevista anche loro erano diventati italiani la guerra li aveva inclusi non tutti ovviamente non lo furono i caduti i 16.800 ufficiali e i 652.000 soldati e non tutti pagarono lo stesso tributo di sangue le statistiche dissero chiaramente che la morte toccò per il 64 le famiglie contadine per il 30 le famiglie degli operai non agricoli e infine per il 6 quelle dei lavoratori artigiani e di altra categoria le famiglie appunto perché i caduti in battaglia lasciarono alle loro spalle scie dolorose di orfani e vedove solo la retorica nazionalistica avrebbe ripreso nel suo seno questi caduti reintegrandoli nel percorso cimiteriale e monumentale delle glorie nazionali lo stato liberale tuttavia al termine della guerra non fu in grado di governare una sintesi di 11

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tutte queste esperienze e molti meccanismi di integrazione si ruppero lasciando più evidenti elementi di divisione che non elementi di aggregazione lo stato stesso si ritrovò più debole sotto le spinte aggressive di chi si sentì più e meglio di altri rappresentante della nazione era suonata l ora del fascismo 1922-1939 l italia fascista il fascismo fu un regime totalitario dunque si presentò come il tentativo di risucchiare all interno delle istituzioni dello stato tutto il corpo sociale del paese apparentemente inclusiva quella manovra assolutizzò il progetto di fare gli italiani dilatando la componente ideologica e sacrificando ogni possibile diversità di opinione o di comportamento risultando dunque come un momento discriminante ed esclusivo per tutti coloro che non accettarono l omologazione anche l italia come altri paesi industrializzati fondò la propria modernizzazione affidando allo stato il compito di stabilire sul territorio nazionale una rete di controlli in ordine all igiene alla sanità all istruzione pubblica agli apparati fiscali all organizzazione militare e anche ­ dopo la crisi del 29 ­ in ordine alla regolamentazione del ciclo economico tramite un deciso incremento della spesa pubblica dunque scuole e colonie estive ospedali e nuove abitazioni popolari parteciparono di un discorso di pedagogia nazionale a cui non furono estranei l organizzazione del tempo libero nel dopolavoro l incoraggiamento dell attività sportiva la militarizzazione della gioventù l uso della radio e del cinema come vettori di informazione e di propaganda e perfino il dettato di un canone architettonico tendenzialmente unificante certamente una nuova dimensione di massa segnò molti tratti della vita degli italiani a cui fecero da adeguata scenografia le adunate promosse dal regime i meccanismi di inclusione del fascismo tuttavia evidenziarono tutti i loro limiti una prevalenza dell anima piccolo borghese nell ideologia e nelle pratiche del fascismo insieme con le gabbie stabilite dall organizzazione corporativa della società segnarono soprattutto momenti di separatezza piuttosto che momenti di aggregazione sia sul piano sociale sia sul piano culturale la libera circolazione delle idee ne risultò annichilita e spento il confronto fra le diverse posizioni politiche in una parola risultarono fortemente circoscritte e ridotte le libertà individuali e collettive il culto di un unico capo dal grande carisma militare una oculata utilizzazione di tutti i mezzi di comunicazione di massa una occhiuta organizzazione poliziesca e un corpo dottrinario che chiedeva un adesione totale e incondizionata insieme al partito unico guidato dal dittatore non potevano risultare fattori di integrazione essi finirono soltanto per accentuare il ruolo elefantiaco 12

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della burocrazia e uno stato di polizia che dopo le prime violenze squadristiche aveva imposto la propria disciplina con leggi speciali un tribunale speciale condanne al carcere e al confino l idea che tutti gli italiani dovessero essere fascisti partecipi di una unica religione civile legati dagli stessi vincoli ideologici culturali e istituzionali sottolineò semplicemente il volto autoritario e repressivo del regime peraltro il culto della guerra e l idea imperialistica di fondare la prosperità nazionale anche su un dominio coloniale africano mentre rinverdivano retoricamente il mito di roma d altro canto proponevano una dimensione aggressiva e razzista del regime fascista le imprese in africa orientale e la salda alleanza con le forze franchiste in spagna dichiararono tutta la pericolosa deriva bellicista e autoritaria del fascismo di questo volto violento del potere fascista finirono per essere emblematici gli ebrei loro che erano stati parte attiva nel processo di unificazione nazionale loro che in particolar modo in italia avevano coltivato un senso di appartenenza alla comunità nazionale che superava anche l attaccamento alla loro identità religiosa loro che avevano saputo coniugare una fisionomia tradizionale con un patriottismo venato di laicità e di una profonda cultura liberale ebbene proprio loro divennero le vittime delle leggi razziali del 1938 un provvedimento che più di ogni altro discriminò il diritto alla cittadinanza e separò italiani da altri italiani 1940-1945 la guerra il crollo del fascismo la riconquista della libertà l aggressività della politica fascista e l alleanza con la germania nazista portarono l italia al disastro della seconda guerra mondiale dietro l altisonanza delle dichiarazioni l organizzazione dell esercito era tuttavia assai precaria e fu una delle condizioni che portarono gli italiani alle sconfitte in africa e in russia l italia tutta nel corso della guerra tracollò e il suo tessuto unitario subì evidenti lacerazioni la fiducia nelle istituzioni del regime si fece sempre più debole le condizioni di vita della popolazione divennero sempre più precarie il regime fascista stesso maturò una sua crisi interna che si manifestò in tutta la sua evidenza il 25 luglio 1943 con la seduta del gran consiglio che decretò la fine dell avventura mussoliniana nel frattempo gli italiani impararono a convivere con la guerra che non fu un fattore inclusivo ma che purtuttavia generò una sorta di sentire comune nei confronti di alcuni fenomeni che segnarono l italia senza differenze di latitudine la fame la penuria dei mezzi di sostentamento e l allarme continuo legato al pericolo dei bombardamenti toccarono in profondità la sensibilità degli italiani trasformando sensazioni soggettive in una esperienza collettiva tutte le città furono omologate da pratiche quotidiane e da reazioni psicologiche che divennero veri e propri comportamenti di massa la coda per il pane le tessere per il cibo razionato la corsa ai rifugi 13

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antiaerei l attesa dell attacco dal cielo la paura e la speranza di salvezza insieme con la perdita materiale dei propri beni divennero l immagine di ogni contesto urbano in quel giro d anni quella fu l italia d altra parte un altra italia minoritaria e marginale sotto il profilo numerico ma di straordinaria importanza sotto il profilo morale e culturale era lentamente cresciuta e aveva resistito alla repressione fascista sia sul territorio nazionale sia in esilio all estero era l italia dell antifascismo militante e organizzato quella del partito d azione dei comunisti dei socialisti dei cattolici e di tutti coloro liberali e monarchici compresi che non accettarono di sottostare al regime sulla scia di gobetti e gramsci figure come quelle di ernesto rossi dei fratelli rosselli di vittorio foa e di leone ginzburg di piero calamandrei o ancora di longo e di togliatti crebbero nell ombra per ricucire un tessuto patriottico nazionale informato agli ideali di libertà e democrazia a cui gli italiani avevano abdicato sotto il regime fascista fu quella l altra italia che si sarebbe manifestata anche sul piano popolare animata dalla volontà e dall abnegazione della gente comune quando dopo l 8 settembre del 43 il fascismo avrebbe riorganizzato le sue file a salò nella repubblica sociale italiana di fronte a quel sussulto arcigno ed estremo del fascismo più violento e ormai succube ideologicamente e militarmente dell alleato nazista l italia dell antifascismo si ribellò prese le armi e dette inizio alla lotta di liberazione nazionale mentre le truppe americane cominciarono a liberare il mezzogiorno e poi roma nel centronord del paese si radicò e sviluppò una resistenza che con grandi sacrifici e lasciando sul terreno decine di migliaia di vittime dovette fronteggiare la ferocia dei nazisti in ritirata e la spietatezza degli ultimi nuclei del fascismo repubblichino molte stragi non solo di partigiani combattenti ma di civili inermi segnarono quel momento tragico della storia italiana gli uomini della resistenza ebbero infine ragione dell avversario fascista segnando col 25 aprile del 1945 una data cardine per la storia d italia era la data da cui ripartiva la riaggregazione del popolo italiano da cui prendeva avvio un nuovo progetto di fare gli italiani la fine del fascismo non fu tuttavia indolore come in ogni guerra civile la resa dei conti fu sanguinosa e ancora una volta l italia fu attraversata da una violenza fratricida vendette private e giustizia sommaria si assommarono al legittimo giudizio delle azioni criminali dei fascisti le componenti di quel movimento clandestino e resistente divennero l anima di una storia d italia che ripartiva con un secondo risorgimento e con il varo di un assemblea costituente 1946-1961 dalla ricostruzione al boom la fine dell italia contadina la ferita inferta dalla guerra e dalla successiva guerra civile al tessuto della società italiana fu 14

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difficile da rimarginare nuovamente si registrarono divisioni di carattere culturale ideologico socioeconomico e territoriale l italia che si presentò al referendum nel 1946 era divisa dalle diverse esperienze vissute negli anni immediatamente trascorsi dalle diverse isole di benessere più apprezzabili in alcune aree urbane e dalle ampie zone di povertà che connotavano le realtà rurali e più in generale il mezzogiorno riflesse nel voto popolare quelle differenze talvolta profonde si manifestarono al nord con una opzione per la repubblica che si attestò al 64,8 mentre una percentuale pressoché speculare segnò al sud la vittoria della monarchia la faticosa risalita verso l unità compiuta nel corso dei decenni precedenti appariva messa in forse da una molteplicità di contraddizioni e di eterogeneità che non a caso sul terreno politico si riassumeva nella presenza sulla scena della ritrovata democrazia di ben 51 partiti 11 dei quali organizzati sull intero territorio nazionale la pluralità di quelle voci tuttavia non era soltanto il segno di una estrema frammentazione e cioè del permanere di un problema storico della vicenda italiana esprimeva anche una ricchezza di opinioni di cui si sarebbero avvalsi coloro che avrebbero avuto il compito di animare l assemblea costituente nella carta costituzionale che davvero segnava la sintesi del più avanzato programma di inclusione che l italia avesse mai avuto confluivano infatti la tradizione democraticoliberale che lasciava la sua impronta nel riconoscimento del valore assoluto dei diritti dell uomo le ansie di giustizia sociale che connotavano la tradizione socialista e che avevano animato tutta la storia del movimento operaio e l inclinazione solidaristica e comunitaria che aveva da sempre segnato le battaglie politiche e sociali dei cattolici da quei presupposti garantiti dalla nuova costituzione che entrava in vigore nel gennaio del 1948 prendevano vita i grandi partiti popolari che per decenni avrebbero rappresentato un elemento vitale della democrazia italiana e uno strumento di forte aggregazione del tessuto nazionale i partiti di massa furono uno strumento strategico del nuovo progetto di fare gli italiani furono i partiti che accanto al nuovo impianto dello stato contribuirono a superare le distanze culturali e territoriali consolidando nuove forme di appartenenza a una stessa vicenda nazionale pur nella differenza delle fedi e delle opinioni furono i partiti a costruire sulle macerie dell assolutismo fascista un nuovo concetto di cittadinanza che tendenzialmente ridusse le distanze fra centri e periferie pur nell asprezza della lotta politica esemplata sugli schieramenti proposti dalla nuova configurazione internazionale e dal bipolarismo usa urss la realtà italiana ritrovò nei suoi eminenti uomini politici ­ de gasperi togliatti nenni la malfa ­ i campioni di una democrazia 15

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