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nota del pontificio consiglio della giustizia e della pace per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un autorità pubblica a competenza universale città del vaticano 24 ottobre 2011 prefazione «la situazione attuale del mondo esige un azione d insieme sulla base di una visione chiara di tutti gli aspetti economici sociali culturali e spirituali esperta in umanità la chiesa lungi dal pretendere minimamente d intromettersi nella politica degli stati non ha di mira che un unico scopo continuare sotto l impulso dello spirito consolatore la stessa opera del cristo venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità per salvare non per condannare per servire non per essere servito » 1 con queste parole paolo vi nella profetica e sempre attuale enciclica populorum progressio del 1967 tracciava in maniera limpida «le traiettorie» dell intima relazione della chiesa con il mondo traiettorie che si intersecano nel valore profondo della dignità dell uomo e nella ricerca del bene comune e che pure rendono i popoli responsabili e liberi di agire secondo le proprie più alte aspirazioni la crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo chiama tutti persone e popoli ad un profondo discernimento dei principi e dei valori culturali e morali che sono alla base della convivenza sociale ma non solo la crisi impegna gli operatori privati e le autorità pubbliche competenti a livello nazionale regionale e internazionale ad una seria riflessione sulle cause e sulle soluzioni di natura politica economica e tecnica in tale prospettiva la crisi insegna benedetto xvi «ci obbliga a riprogettare il nostro cammino a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative la crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità in questa chiave fiduciosa piuttosto che rassegnata conviene affrontare le difficoltà del momento presente» 2 gli stessi leader del g20 nello statement adottato a pittsburgh nel 2009 hanno affermato come «the economic crisis demonstrates the importance of ushering in a new era of sustainable global economic activity grounded in responsibility» 3 raccogliendo l appello del santo padre e al tempo stesso facendo proprie le preoccupazioni dei popoli soprattutto di quelli che maggiormente soffrono il prezzo della situazione attuale il pontificio consiglio della giustizia e della pace nel rispetto delle competenze delle autorità civili e politiche intende proporre e condividere la propria riflessione «per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un autorità pubblica a competenza universale» tale riflessione vuole essere un contributo ai responsabili della terra e a tutti gli uomini di buona volontà un gesto di responsabilità non solo nei confronti delle generazioni presenti ma soprattutto di quelle future affinché non sia mai perduta la speranza di un futuro migliore e la fiducia nella dignità e nella capacità di bene della persona umana ogni singola persona ogni comunità di persone è partecipe e responsabile della promozione del bene comune fedeli alla loro vocazione di natura etica e religiosa le comunità di credenti devono per prime interrogarsi sull adeguatezza dei mezzi di cui la famiglia umana dispone in vista della realizzazione del bene comune mondiale la chiesa per parte sua è chiamata a stimolare in tutti indistintamente «la volontà di partecipare a quell ingente sforzo con il quale nel corso dei secoli [gli uomini cercano di migliorare le proprie condizioni di vita corrisponde[ndo così alle intenzioni di dio» 4 1 sviluppo economico e disuguaglianze la grave crisi economica e finanziaria che il mondo oggi attraversa trova la sua origine in molteplici cause sulla pluralità e sul peso di queste cause persistono opinioni diverse alcuni
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sottolineano anzitutto gli errori insiti nelle politiche economiche e finanziarie altri insistono sulle debolezze strutturali delle istituzioni politiche economiche e finanziarie altri ancora le attribuiscono a cedimenti di natura etica intervenuti a tutti i livelli nel quadro di un economia mondiale sempre più dominata dall utilitarismo e dal materialismo nei diversi stadi di sviluppo della crisi si riscontra sempre una combinazione di errori tecnici e di responsabilità morali nel caso di scambio di beni materiali e di servizi sono la natura e la capacità produttiva il lavoro in tutte le sue molteplici forme che pongono un limite alle quantità determinando un insieme di costi e di prezzi che permette sotto certe condizioni un allocazione efficiente delle risorse disponibili ma in materia monetaria e finanziaria le dinamiche sono diverse negli ultimi decenni sono state le banche ad estendere il credito il quale ha generato moneta che a sua volta ha sollecitato un ulteriore espansione del credito il sistema economico è stato in tale maniera spinto verso una spirale inflazionistica che inevitabilmente ha trovato un limite nel rischio sostenibile per gli istituti di credito sottoposti ad un pericolo ulteriore di fallimento con conseguenze negative per l intero sistema economico e finanziario dopo la seconda guerra mondiale le economie nazionali sono avanzate sebbene con enormi sacrifici per milioni anzi per miliardi di persone che avevano dato fiducia con il loro comportamento di produttori e imprenditori da un lato di risparmiatori e consumatori dall altro a un progressivo regolare sviluppo della moneta e della finanza in linea con le potenzialità di crescita reale dell economia dagli anni novanta dello scorso secolo si riscontra invece come la moneta e i titoli di credito a livello globale siano aumentati in misura molto più rapida della produzione del reddito anche a prezzi correnti ne sono derivate la formazione di sacche eccessive di liquidità e di bolle speculative che poi si sono trasformate in una serie di crisi di solvibilità e di fiducia che si sono propagate e susseguite nel corso degli anni una prima crisi si è verificata negli anni settanta fino ai primi anni ottanta ed era relativa ai prezzi del petrolio in seguito si sono avute una serie di crisi in vari paesi in via di sviluppo si pensi alla prima crisi del messico negli anni ottanta oppure a quelle del brasile della russia e della corea quindi di nuovo del messico negli anni novanta della thailandia dell argentina la bolla speculativa sugli immobili e la recente crisi finanziaria hanno la medesima origine nell eccessivo ammontare di moneta e di strumenti finanziari a livello globale mentre le crisi nei paesi in via di sviluppo che hanno rischiato di coinvolgere il sistema monetario e finanziario globale sono state contenute con forme di intervento da parte dei paesi più sviluppati la crisi scoppiata nel 2008 è stata caratterizzata da un fattore decisivo e dirompente rispetto a quelle precedenti essa è stata generata nel contesto degli stati uniti una delle aree più rilevanti per l economia e la finanza mondiale coinvolgendo la moneta a cui fa tuttora capo la stragrande maggioranza degli scambi internazionali un orientamento di stampo liberista reticente rispetto ad interventi pubblici nei mercati ha fatto propendere per il fallimento di un importante istituto finanziario internazionale immaginando in tal modo di delimitare la crisi e i suoi effetti ne è derivata purtroppo una propagazione di sfiducia che ha spinto a mutare repentinamente atteggiamento sollecitando interventi pubblici sotto varie forme di enorme portata oltre il 20 per cento del prodotto nazionale al fine di tamponare gli effetti negativi che avrebbero travolto tutto il sistema finanziario internazionale le conseguenze sulla cosiddetta «economia reale» passando attraverso le gravi difficoltà di alcuni settori in primo luogo dell edilizia e attraverso il diffondersi di aspettative sfavorevoli hanno generato una tendenza negativa della produzione e del commercio internazionale con gravi riflessi sull occupazione e con effetti che ancora non hanno probabilmente esaurito tutta la loro portata i costi per milioni anzi miliardi di persone nei paesi sviluppati ma anche soprattutto in quelli in via di sviluppo sono rilevanti.
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in paesi ed aree dove mancano ancora i beni più elementari della salute del cibo del riparo dalle intemperie oltre un miliardo di persone sono costrette a sopravvivere con un reddito medio di poco più di un dollaro al giorno il benessere economico globale misurato in primo luogo dalla produzione del reddito ed anche dalla diffusione delle capabilities si è accresciuto nel corso della seconda metà del xx secolo in una misura e con una rapidità mai sperimentate nella storia del genere umano ma sono anche aumentate enormemente le disuguaglianze all interno dei vari paesi e tra di essi mentre alcuni paesi e aree economiche quelle più industrializzate e sviluppate hanno visto crescere notevolmente la produzione del reddito altri paesi sono stati di fatto esclusi dal miglioramento generalizzato dell economia e persino hanno peggiorato la loro situazione i pericoli di una situazione di sviluppo economico concepito in termini liberistici sono stati lucidamente e profeticamente denunciati da paolo vi per le conseguenze nefaste sugli equilibri mondiali e sulla pace già nel 1967 dopo il concilio vaticano ii con l enciclica populorum progressio il pontefice indicò come condizioni imprescindibili per la promozione di un autentico sviluppo la difesa della vita e la promozione della crescita culturale e morale delle persone su tali basi affermava paolo vi lo sviluppo plenario e planetario «è il nuovo nome della pace» 5 a quaranta anni di distanza nel 2007 il fondo monetario internazionale riconobbe nel suo rapporto annuale la stretta connessione tra un processo di globalizzazione non adeguatamente governato da un lato e le forti disuguaglianze a livello mondiale dall altro 6 oggi i moderni mezzi di comunicazione rendono evidenti a tutti i popoli ricchi e poveri le disuguaglianze economiche sociali e culturali che si sono determinate a livello globale generando tensioni e imponenti movimenti migratori tuttavia va ribadito che il processo di globalizzazione con i suoi aspetti positivi è alla base del grande sviluppo dell economia mondiale del xx secolo vale la pena di ricordare che tra il 1900 e il 2000 la popolazione mondiale si è quasi quadruplicata e che la ricchezza prodotta a livello mondiale è cresciuta in misura molto più rapida cosicché il reddito medio pro capite è fortemente aumentato allo stesso tempo però non è aumentata l equa distribuzione della ricchezza piuttosto in molti casi essa è peggiorata ma cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli si tratta di una ideologia di una forma di «apriorismo economico» che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti un ideologia economica che stabilisca a priori le leggi del funzionamento del mercato e dello sviluppo economico senza confrontarsi con la realtà rischia di diventare uno strumento subordinato agli interessi dei paesi che godono di fatto di una posizione di vantaggio economico e finanziario regole e controlli sia pure in maniera imperfetta sono spesso presenti a livello nazionale e regionale tuttavia a livello internazionale tali regole e controlli fanno fatica a realizzarsi e a consolidarsi alla base delle disparità e delle distorsioni dello sviluppo capitalistico c è in gran parte oltre all ideologia del liberismo economico l ideologia utilitarista ossia quella impostazione teorico-pratica per cui «l utile personale conduce al bene della comunità» È da notare che una simile «massima» contiene un anima di verità ma non si può ignorare che non sempre l utile individuale sebbene legittimo favorisce il bene comune in più di un caso è richiesto uno spirito di solidarietà che trascenda l utile personale per il bene della comunità negli anni venti del secolo scorso alcuni economisti avevano già messo in guardia dal dare eccessivamente credito in assenza di regole e controlli a quelle teorie oggi divenute ideologie e prassi dominanti a livello internazionale un effetto devastante di queste ideologie soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso e i primi anni del nuovo secolo è stato lo scoppio della crisi nella quale il mondo si trova tuttora immerso.
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benedetto xvi nella sua enciclica sociale ha individuato in maniera precisa la radice di una crisi che non è solamente di natura economica e finanziaria ma prima di tutto di natura morale oltre che ideologica l economia infatti osserva il pontefice ha bisogno dell etica per il suo corretto funzionamento non di un etica qualsiasi bensì di un etica amica della persona 7 egli poi ha denunciato il ruolo svolto dall utilitarismo e dall individualismo nonché le responsabilità di chi li ha assunti e diffusi come parametro per il comportamento ottimale di coloro operatori economici e politici che agiscono e interagiscono nel contesto sociale ma benedetto xvi ha anche individuato e denunciato una nuova ideologia l ideologia della tecnocrazia 2 il ruolo della tecnica e la sfida etica il grande sviluppo economico e sociale dello scorso secolo certamente con le sue luci ma anche con i suoi gravi coni d ombra è dovuto anche al continuato sviluppo della tecnica e nei decenni più recenti ai progressi dell informatica e alle sue applicazioni all economia e in primo luogo alla finanza per interpretare con lucidità l attuale nuova questione sociale occorre senz altro però evitare l errore figlio anch esso dell ideologia neoliberista di ritenere che i problemi da affrontare siano di ordine esclusivamente tecnico come tali essi sfuggirebbero alla necessità di un discernimento e di una valutazione di tipo etico ebbene l enciclica di benedetto xvi mette in guardia contro i pericoli dell ideologia della tecnocrazia ossia di quell assolutizzazione della tecnica che «tende a produrre un incapacità di percepire ciò che non si spiega con la semplice materia» 8 ed a minimizzare il valore delle scelte dell individuo umano concreto che opera nel sistema economico-finanziario riducendole a mere variabili tecniche la chiusura ad un «oltre» inteso come un di più rispetto alla tecnica non solo rende impossibile trovare soluzioni adeguate per i problemi ma impoverisce sempre più sul piano materiale e morale le principali vittime della crisi anche nel contesto della complessità dei fenomeni la rilevanza dei fattori etici e culturali non può dunque essere trascurata o sottostimata la crisi di fatto ha rivelato comportamenti di egoismo di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala nessuno può rassegnarsi a vedere l uomo vivere come «un lupo per l altro uomo» secondo la concezione evidenziata da hobbes nessuno in coscienza può accettare lo sviluppo di alcuni paesi a scapito di altri se non si pone un rimedio alle varie forme di ingiustizia gli effetti negativi che ne deriveranno sul piano sociale politico ed economico saranno destinati a generare un clima di crescente ostilità e perfino di violenza sino a minare le stesse basi delle istituzioni democratiche anche di quelle ritenute più solide dal riconoscimento del primato dell essere rispetto a quello dell avere dell etica rispetto a quello dell economia i popoli della terra dovrebbero assumere come anima della loro azione un etica della solidarietà abbandonando ogni forma di gretto egoismo abbracciando la logica del bene comune mondiale che trascende il mero interesse contingente e particolare dovrebbero in definitiva avere vivo il senso di appartenenza alla famiglia umana in nome della comune dignità di tutti gli esseri umani «prima ancora della logica dello scambio degli equivalenti e delle forme di giustizia che le sono proprie esiste un qualcosa che è dovuto all uomo perché è uomo in forza della sua eminente dignità» 9 già nel 1991 dopo il fallimento del collettivismo marxista il beato giovanni paolo ii aveva messo in guardia nei confronti del rischio di «un idolatria del mercato che ignora l esistenza di beni che per loro natura non sono né possono essere semplici merci» 10 oggi occorre senz indugio accogliere il suo ammonimento e imboccare una strada più in sintonia con la dignità e con la vocazione trascendente della persona e della famiglia umana.
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3 il governo della globalizzazione nel cammino verso la costruzione di una famiglia umana più fraterna e giusta e prima ancora di un nuovo umanesimo aperto alla trascendenza appare inoltre particolarmente attuale l insegnamento del beato giovanni xxiii nella profetica lettera enciclica pacem in terris del 1963 egli avvertiva che il mondo si stava avviando verso una sempre maggiore unificazione prendeva quindi atto del fatto che nella comunità umana era venuta meno la rispondenza fra l organizzazione politica «su piano mondiale e le esigenze obiettive del bene comune universale» 11 per conseguenza auspicava la creazione un giorno di «un autorità pubblica mondiale» 12 a fronte dell unificazione del mondo propiziata dal complesso fenomeno della globalizzazione a fronte dell importanza di garantire oltre agli altri beni collettivi quello rappresentato da un sistema economico-finanziario mondiale libero stabile e a servizio dell economia reale oggi l insegnamento della pacem in terris appare ancor più vitale e degno di urgente concretizzazione lo stesso benedetto xvi nel solco tracciato dalla pacem in terris ha espresso la necessità di costituire un autorità politica mondiale 13 tale necessità appare del resto evidente se si pensa al fatto che l agenda delle questioni da trattare a livello globale diventa costantemente più ampia si pensi ad esempio alla pace e alla sicurezza al disarmo e al controllo degli armamenti alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali dell uomo al governo dell economia e alle politiche di sviluppo alla gestione dei flussi migratori e alla sicurezza alimentare alla tutela dell ambiente in tutti questi ambiti risulta sempre più evidente la crescente interdipendenza tra stati e regioni del mondo e la necessità di risposte non solo settoriali e isolate ma sistematiche e integrate ispirate dalla solidarietà e dalla sussidiarietà e orientate al bene comune universale come ricorda benedetto xvi se non si persegue questa strada anche «il diritto internazionale nonostante i grandi progressi compiuti nei vari campi rischierebbe di essere condizionato dagli equilibri di potere tra i più forti» 14 lo scopo dell autorità pubblica rammentava già giovanni xxiii nella pacem in terris è anzitutto quello di servire il bene comune essa pertanto deve dotarsi di strutture e meccanismi adeguati efficaci ossia all altezza della propria missione e delle aspettative che in essa sono riposte questo è particolarmente vero all interno di un mondo globalizzato che rende persone e popoli sempre più interconnessi ed interdipendenti ma che mostra anche il peso dell egoismo e degli interessi settoriali tra cui l esistenza di mercati monetari e finanziari a carattere prevalentemente speculativo dannosi per l economia reale specie dei paesi più deboli È un processo complesso e delicato tale autorità sovranazionale deve infatti avere un impostazione realistica ed essere messa in atto con gradualità con l obiettivo di favorire anche l esistenza di sistemi monetari e finanziari efficienti ed efficaci ossia mercati liberi e stabili disciplinati da un adeguato quadro giuridico funzionali allo sviluppo sostenibile e al progresso sociale di tutti ispirati ai valori della carità nella verità 15 si tratta di un autorità dall orizzonte planetario che non può essere imposta con la forza ma dovrebbe essere espressione di un accordo libero e condiviso oltre che delle esigenze permanenti e storiche del bene comune mondiale e non frutto di coercizione o di violenze essa dovrebbe sorgere da un processo di maturazione progressiva delle coscienze e delle libertà nonché dalla consapevolezza di crescenti responsabilità non possono per conseguenza essere tralasciati come superflui elementi quali la fiducia reciproca l autonomia e la partecipazione il consenso deve coinvolgere un sempre maggior numero di paesi che aderiscono in maniera convinta mediante quel dialogo sincero che non emargina bensì valorizza le opinioni minoritarie l autorità mondiale dovrebbe dunque coinvolgere coerentemente tutti i popoli in una collaborazione in cui essi sono chiamati a contribuire con il patrimonio delle loro virtù e delle loro civiltà la costituzione di un autorità politica mondiale dovrebbe essere preceduta da una fase preliminare di concertazione dalla quale emergerà una istituzione legittimata in grado di offrire una guida efficace e al tempo stesso di permettere a ciascun paese di esprimere e di perseguire il proprio bene particolare l esercizio di una simile autorità posta al servizio del bene di tutti e di ciascuno sarà necessariamente super partes ossia al di sopra di ogni visione parziale e di ogni
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bene particolare in vista della realizzazione del bene comune le sue decisioni non dovranno essere il risultato del pre-potere dei paesi più sviluppati sui paesi più deboli dovranno invece essere assunte nell interesse di tutti non solo a vantaggio di alcuni gruppi siano essi formati da lobby private o da governi nazionali un istituzione sopranazionale espressione di una «comunità delle nazioni» non potrà peraltro durare a lungo se le diversità dei paesi sul piano delle culture delle risorse materiali ed immateriali delle condizioni storiche e geografiche non sono riconosciute e pienamente rispettate l assenza di un consenso convinto alimentato da un incessante comunione morale della comunità mondiale indebolirebbe l efficacia della corrispettiva autorità ciò che vale a livello nazionale vale anche a livello mondiale la persona non è fatta per servire incondizionatamente l autorità il cui compito è quello di porsi al servizio della persona stessa in coerenza con il valore preminente della dignità dell uomo parimenti i governi non devono servire incondizionatamente l autorità mondiale È piuttosto quest ultima che deve mettersi al servizio dei vari paesi membri secondo il principio di sussidiarietà creando tra l altro quelle condizioni socio-economiche politiche e giuridiche indispensabili anche all esistenza di mercati efficienti ed efficaci perché non iperprotetti da politiche nazionali paternalistiche perché non indeboliti da deficit sistematici delle finanze pubbliche e dei prodotti nazionali che di fatto impediscono ai mercati stessi di operare in un contesto mondiale come istituzioni aperte e concorrenziali nella tradizione del magistero della chiesa ripresa con vigore da benedetto xvi 16 il principio di sussidiarietà deve regolare le relazioni tra stato e comunità locali tra istituzioni pubbliche e istituzioni private non escluse quelle monetarie e finanziarie così su un ulteriore livello deve reggere le relazioni tra una eventuale futura autorità pubblica mondiale e le istituzioni regionali e nazionali un tale principio è a garanzia sia della legittimità democratica sia dell efficacia delle decisioni di coloro che sono chiamati a prenderle permette di rispettare la libertà delle persone e delle comunità di persone e al tempo stesso di responsabilizzarle rispetto agli obiettivi e ai doveri che loro competono secondo la logica della sussidiarietà l autorità superiore offre il suo subsidium ovvero il suo aiuto quando la persona e gli attori sociali e finanziari sono intrinsecamente inadeguati o non riescono a fare da sé quanto è loro richiesto 17 grazie al principio di solidarietà si costruisce un rapporto durevole e fecondo tra la società civile planetaria e un autorità pubblica mondiale quando gli stati i corpi intermedi le varie istituzioni comprese quelle economiche e finanziarie e i cittadini prendono le loro decisioni entro la prospettiva del bene comune mondiale che trascende quello nazionale «il governo della globalizzazione» si legge nella caritas in veritate «deve essere di tipo sussidiario articolato su più livelli e su piani diversi che collaborino reciprocamente» 18 solo così si può evitare il pericolo dell isolamento burocratico dell autorità centrale che rischierebbe di essere delegittimata da un distacco troppo grande dalle realtà sulle quali si fonda e potrebbe facilmente cadere in tentazioni paternalistiche tecnocratiche o egemoniche un lungo cammino resta però ancora da percorrere prima di arrivare alla costituzione di una tale autorità pubblica a competenza universale logica vorrebbe che il processo di riforma si sviluppasse avendo come punto di riferimento l organizzazione delle nazioni unite in ragione dell ampiezza mondiale delle sue responsabilità della sua capacità di riunire le nazioni della terra e della diversità dei suoi compiti e di quelli delle sue agenzie specializzate il frutto di tali riforme dovrebbe essere una maggiore capacità di adozione di politiche e scelte vincolanti poiché orientate alla realizzazione del bene comune a livello locale regionale e mondiale tra le politiche appaiono più urgenti quelle relative alla giustizia sociale globale politiche finanziarie e monetarie che non danneggino i paesi più deboli 19 politiche volte alla realizzazione di mercati liberi e stabili e ad un equa distribuzione della ricchezza mondiale mediante anche forme inedite di solidarietà fiscale globale di cui si dirà più avanti.
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nel cammino della costituzione di un autorità politica mondiale non si possono disgiungere le questioni della governance ossia di un sistema di semplice coordinamento orizzontale senza un autorità super partes da quelle di uno shared government ossia di un sistema che oltre al coordinamento orizzontale stabilisca un autorità super partes funzionale e proporzionato al graduale sviluppo di una società politica mondiale la costituzione di un autorità politica mondiale non può essere raggiunta senza la previa pratica del multilateralismo non solo a livello diplomatico ma anche e soprattutto nell ambito dei piani per lo sviluppo sostenibile e per la pace a un governo mondiale non si può pervenire se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni 4 verso una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale rispondente alle esigenze di tutti i popoli in materia economica e finanziaria le difficoltà più rilevanti derivano dalla carenza di un insieme efficace di strutture in grado di garantire oltre ad un sistema di governance un sistema di government dell economia e della finanza internazionale che dire di questa prospettiva quali passi muovere in concreto con riferimento all attuale sistema economico e finanziario mondiale vanno sottolineati due fattori determinanti il primo è il graduale venire meno dell efficienza delle istituzioni di bretton woods a partire dai primi anni settanta in particolare il fondo monetario internazionale ha perso un carattere essenziale per la stabilità della finanza mondiale quello di regolare la creazione complessiva di moneta e di vegliare sull ammontare di rischio di credito assunto dal sistema in definitiva non si dispone più di quel «bene pubblico universale» che è la stabilità del sistema monetario mondiale il secondo fattore è la necessità di un corpus minimo condiviso di regole necessarie alla gestione del mercato finanziario globale cresciuto molto più rapidamente dell economia reale essendosi velocemente sviluppato per effetto da un lato dell abrogazione generalizzata dei controlli sui movimenti di capitali e dalla tendenza alla deregolamentazione delle attività bancarie e finanziarie e dall altro dei progressi della tecnica finanziaria favoriti dagli strumenti informatici sul piano strutturale nell ultima parte del secolo scorso la moneta e le attività finanziarie a livello globale sono cresciute molto più rapidamente della produzione di beni e di servizi in tale contesto la qualità del credito ha teso a diminuire sino ad esporre gli istituti di credito ad un rischio maggiore di quello ragionevolmente sostenibile basti guardare alle sorti di grandi e piccoli istituti di credito nel contesto delle crisi che si sono manifestate negli anni ottanta e novanta del secolo scorso e infine nella crisi del 2008 sempre nell ultima parte del secolo scorso si è sviluppata la tendenza a definire gli orientamenti strategici della politica economica e finanziaria all interno di club e di gruppi più o meno estesi di paesi più sviluppati pur non negando gli aspetti positivi di questo approccio non si può non notare che esso non sembra rispettare pienamente il principio rappresentativo in particolare dei paesi meno sviluppati o emergenti la necessità di tener conto della voce di un maggiore numero di paesi ha ad esempio indotto l allargamento dei suddetti gruppi passando così dal g7 al g20 questa è stata un evoluzione positiva in quanto ha consentito di coinvolgere negli orientamenti all economia e alla finanza globale la responsabilità di paesi con più elevata popolazione in via di sviluppo ed emergenti nell ambito del g20 possono pertanto maturare indirizzi concreti che opportunamente elaborati nelle appropriate sedi tecniche potranno orientare gli organi competenti a livello nazionale e regionale al consolidamento delle istituzioni esistenti e alla creazione di nuove istituzioni con appropriati ed efficaci strumenti a livello internazionale gli stessi leader del g20 nella dichiarazione finale di pittsburgh del 2009 affermano del resto come «la crisi economica dimostra l importanza di avviare una nuova era dell economia
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globale fondata sulla responsabilità» per fare fronte alla crisi e aprire una nuova era «della responsabilità» oltre alle misure di tipo tecnico e di breve periodo i leader avanzano la proposta di una «riforma dell architettura globale per fare fronte alle esigenze del 21° secolo» e quindi quella di «un quadro che consenta di definire le politiche e le misure comuni per generare uno sviluppo globale solido sostenibile e bilanciato» 20 occorre quindi avviare un processo di profonda riflessione e di riforme percorrendo vie creative e realistiche tendenti a valorizzare gli aspetti positivi delle istituzioni e dei fora già esistenti un attenzione specifica andrebbe riservata alla riforma del sistema monetario internazionale e in particolare all impegno per dar vita a qualche forma di controllo monetario globale peraltro già implicita negli statuti del fondo monetario internazionale È chiaro che in qualche misura questo equivale a mettere in discussione i sistemi dei cambi esistenti per trovare modi efficaci di coordinamento e supervisione È un processo che deve coinvolgere anche i paesi emergenti e in via di sviluppo nel definire le tappe di un adattamento graduale degli strumenti esistenti sullo sfondo si delinea in prospettiva l esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di «banca centrale mondiale» che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari alla stregua delle banche centrali nazionali occorre riscoprire la logica di fondo di pace coordinamento e prosperità comune che portarono agli accordi di bretton woods per fornire adeguate risposte alle questioni attuali a livello regionale tale processo potrebbe essere praticato con la valorizzazione delle istituzioni esistenti come ad esempio la banca centrale europea ciò richiederebbe tuttavia non solo una riflessione sul piano economico e finanziario ma anche e prima di tutto sul piano politico in vista della costituzione di istituzioni pubbliche corrispettive che garantiscano l unità e la coerenza delle decisioni comuni queste misure dovrebbero essere concepite come alcuni dei primi passi nella prospettiva di una autorità pubblica a competenza universale come una prima tappa di un più lungo sforzo della comunità mondiale di orientare le sue istituzioni alla realizzazione del bene comune altre tappe dovranno seguire tenendo conto che le dinamiche che conosciamo possono accentuarsi ma anche accompagnarsi a cambiamenti che oggi sarebbe vano tentare di prevedere in tale processo occorre recuperare il primato dello spirituale e dell etica e con essi il primato della politica responsabile del bene comune sull economia e la finanza occorre ricondurre queste ultime entro i confini della loro reale vocazione e della loro funzione compresa quella sociale in considerazione delle loro evidenti responsabilità nei confronti della società per dare vita a mercati ed istituzioni finanziarie che siano effettivamente a servizio della persona che siano capaci cioè di rispondere alle esigenze del bene comune e della fratellanza universale trascendendo ogni forma di piatto economicismo e di mercantilismo performativo sulla base di un tale approccio di tipo etico appare quindi opportuno riflettere ad esempio su misure di tassazione delle transazioni finanziarie mediante aliquote eque ma modulate con oneri proporzionati alla complessità delle operazioni soprattutto di quelle che si effettuano nel mercato «secondario» una tale tassazione sarebbe molto utile per promuovere lo sviluppo globale e sostenibile secondo principi di giustizia sociale e della solidarietà e potrebbe contribuire alla costituzione di una riserva mondiale per sostenere le economie dei paesi colpiti dalle crisi nonché il risanamento del loro sistema monetario e finanziario su forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici condizionando il sostegno a comportamenti «virtuosi» e finalizzati a sviluppare l economia reale sulla definizione dell ambito dell attività di credito ordinario e di investment banking tale distinzione consentirebbe una disciplina più efficace dei «mercati-ombra» privi di controlli e di limiti un sano realismo richiederebbe il tempo necessario per costruire consensi ampi ma l orizzonte del bene comune universale è sempre presente con le sue esigenze ineludibili È pertanto auspicabile che tutti coloro che nelle università e nei vari istituti sono chiamati a
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formare le classi dirigenti di domani si dedichino a prepararle alle loro responsabilità di discernere e di servire il bene pubblico globale in un mondo in costante cambiamento È necessario colmare il divario presente tra formazione etica e preparazione tecnica evidenziando in particolar modo l ineludibile sinergia tra i due piani della praxis e della poièsis lo stesso sforzo è richiesto a tutti coloro che sono in grado di illuminare l opinione pubblica mondiale per aiutarla ad affrontare questo mondo nuovo non più nell angoscia ma nella speranza e nella solidarietà conclusioni nelle incertezze attuali in una società capace di mobilitare mezzi ingenti ma la cui riflessione sul piano culturale e morale rimane inadeguata rispetto al loro utilizzo in ordine al conseguimento di fini appropriati siamo invitati a non arrenderci e a costruire soprattutto un futuro di senso per le generazioni a venire non bisogna temere di proporre cose nuove anche se possono destabilizzare equilibri di forze preesistenti che dominano sui più deboli esse sono un seme gettato nella terra che germoglierà e non tarderà a portare i suoi frutti come ha esortato benedetto xvi sono indispensabili persone ed operatori a tutti i livelli sociale politico economico professionale mossi dal coraggio di servire e promuovere il bene comune mediante una vita buona 21 solo loro riusciranno a vivere e a vedere oltre le apparenze delle cose percependo il divario tra il reale esistente ed il possibile mai sperimentato paolo vi ha sottolineato la forza rivoluzionaria dell «immaginazione prospettica» capace di percepire nel presente le possibilità in esso inscritte e di orientare gli uomini verso un futuro nuovo 22 liberando l immaginazione l uomo libera la sua esistenza mediante un impegno di immaginazione comunitaria è possibile trasformare non solo le istituzioni ma anche gli stili di vita e suscitare un avvenire migliore per tutti i popoli gli stati moderni nel tempo sono divenuti insiemi strutturati concentrando la sovranità all interno del proprio territorio ma le condizioni sociali culturali e politiche sono progressivamente mutate È cresciuta la loro interdipendenza sicché è divenuto naturale pensare ad una comunità internazionale integrata e retta sempre più da un ordinamento condiviso ma non è venuta meno una forma deteriore di nazionalismo secondo cui lo stato ritiene di poter conseguire in maniera autarchica il bene dei suoi cittadini oggi tutto ciò appare surreale e anacronistico oggi tutte le nazioni piccole o grandi assieme ai loro governi sono chiamate a superare quello «stato di natura» che vede gli stati in perenne lotta tra loro nonostante alcuni suoi aspetti negativi la globalizzazione sta unificando maggiormente i popoli sollecitandoli a muoversi verso un nuovo «stato di diritto» a livello sopranazionale sostenuto da una collaborazione più intensa e feconda con una dinamica analoga a quella che in passato ha messo fine alla lotta «anarchica» tra clan e regni rivali in ordine alla costituzione di stati nazionali l umanità deve oggi impegnarsi nella transizione da una situazione di lotte arcaiche tra entità nazionali a un nuovo modello di società internazionale più coesa poliarchica rispettosa delle identità di ciascun popolo entro la molteplice ricchezza di un unica umanità un tale passaggio peraltro già timidamente in corso assicurerebbe ai cittadini di tutti i paesi qualunque ne sia la dimensione o la forza pace e sicurezza sviluppo mercati liberi stabili e trasparenti «come all interno dei singoli stati il sistema della vendetta privata e della rappresaglia è stato sostituito dall impero della legge» avverte giovanni paolo ii «così è ora urgente che un simile progresso abbia luogo nella comunità internazionale» 23 i tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall intera famiglia umana che i singoli stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli esistono quindi le condizioni per il definitivo superamento di un ordine internazionale «westphaliano» nel quale gli stati sentono l esigenza della cooperazione ma non colgono l opportunità di un integrazione delle rispettive sovranità per il bene comune dei popoli.
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È compito delle generazioni presenti riconoscere e accettare consapevolmente questa nuova dinamica mondiale verso la realizzazione di un bene comune universale certo questa trasformazione si farà al prezzo di un trasferimento graduale ed equilibrato di una parte delle attribuzioni nazionali ad un autorità mondiale e alle autorità regionali ma questo è necessario in un momento in cui il dinamismo della società umana e dell economia e il progresso della tecnologia trascendono le frontiere che nel mondo globalizzato sono di fatto già erose la concezione di una nuova società la costruzione di nuove istituzioni dalla vocazione e competenza universali sono una prerogativa e un dovere per tutti senza distinzione alcuna È in gioco il bene comune dell umanità e il futuro stesso in tale contesto per ogni cristiano c è una speciale chiamata dello spirito ad impegnarsi con decisione e generosità perché le molteplici dinamiche in atto si volgano verso prospettive di fraternità e di bene comune si aprono immensi cantieri di lavoro per lo sviluppo integrale dei popoli e di ogni persona come affermano i padri del concilio vaticano ii si tratta di una missione al tempo stesso sociale e spirituale che «nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l umana società è di grande importanza per il regno di dio» 24 in un mondo in via di rapida globalizzazione il riferimento ad un autorità mondiale diviene l unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo e con i bisogni della specie umana non va però dimenticato che questo passaggio data la natura ferita degli uomini non avviene senza angosce e senza sofferenze la bibbia con il racconto della torre di babele genesi 11 1-9 avverte come la «diversità» dei popoli possa trasformarsi in veicolo di egoismo e strumento di divisione nell umanità è ben presente il rischio che i popoli finiscano per non capirsi più e che le diversità culturali siano motivo di contrapposizioni insanabili l immagine della torre di babele ci avverte anche che bisogna guardarsi da una «unità» solo di facciata nella quale non cessano egoismi e divisioni poiché non sono stabili le fondamenta della società in entrambi i casi babele è l immagine di ciò che i popoli e gli individui possono divenire quando non riconoscono la loro intrinseca dignità trascendente e la loro fraternità lo spirito di babele è l antitesi dello spirito di pentecoste atti 2 1-12 del disegno di dio per tutta l umanità vale a dire l unità nella diversità solo uno spirito di concordia che superi divisioni e conflitti permetterà all umanità di essere autenticamente un unica famiglia fino a concepire un nuovo mondo con la costituzione di un autorità pubblica mondiale al servizio del bene comune 1 paolo vi lettera enciclica populorum progressio n 13 2 benedetto xvi lettera enciclica caritas in veritate n 21 3 leaders statement the pittsburgh summit september 24-25 2009 annex 1 4 concilio vaticano ii costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo gs n 34 5 lettera enciclica populorum progressio nn 76 ss 6 cfr international monetary fund annual report 2007 pp 8 ss 7 cfr lettera enciclica caritas in veritate n 45 8 ib n 77 9 giovanni paolo ii lettera enciclica centesimus annus n 70 10 ib n 40 11 giovanni xxiii lettera enciclica pacem in terris n 70 12 cfr ib nn 71-74 13 cfr lettera enciclica caritas in veritate n 67 14 ib 15 cfr ib 16 cfr ib nn 57 e 67 17 cfr ib n 57 18 ib 19 cfr concilio vaticano ii costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo gs n 70.
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20 leaders statement the pittsburgh summit september 24-25 2009 cfr annex paragrafo 1 g-20 framework for strong sustainable and balanced growth §1 leaders statement nn 18 13 21 cfr lettera enciclica caritas in veritate n 71.centesimus annus n 52 22 paolo vi lettera apostolica octogesima adveniens n 37 23 lettera enciclica centesimus annus n 52 24 concilio vaticano ii costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo gs n 39 conferenza stampa di presentazione della nota del pontificio consiglio della giustizia e della pace per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un autoritÀ pubblica a competenza universale intervento del card peter kodwo appiah turkson intervento di s.e mons mario toso intervento del prof leonardo becchetti alle ore 11.30 di questa mattina nell aula giovanni paolo ii della sala stampa della santa sede viene presentata la nota del pontificio consiglio della giustizia e della pace per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un autorità pubblica a competenza universale intervengono alla conferenza stampa l em.mo card peter kodwo appiah turkson presidente del pontificio consiglio della giustizia e della pace s.e mons mario toso segretario del medesimo pontificio consiglio il prof leonardo becchetti professore di economia politica università di roma tor vergata ne pubblichiamo di seguito gli interventi intervento del card peter kodwo appiah turkson nei giorni 3 e 4 novembre prossimi a cannes in francia avrà luogo la sesta riunione dei capi di governo del g-20 che si riuniranno per discutere le principali questioni riguardanti l economia e la finanza mondiale il santo padre e la santa sede seguono queste questioni con viva e particolare attenzione esortando e incoraggiando costantemente non solo un azione d insieme ma una azione basata su una visione chiara di tutti gli aspetti economici sociali culturali e spirituali prefazione in questo spirito di discernimento il pontificio consiglio della giustizia e della pace attraverso una nota offre e condivide un suo contributo che può essere utile per le deliberazioni del g-20 dal titolo per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un autorità pubblica a competenza mondiale la nota si apre con una profetica dichiarazione contenuta nell enciclica populorum progressio di paolo vi era il 1967 e si era in piena guerra fredda così scrisse papa montini in questo famoso brano dove definisce la chiesa esperta di umanità «la situazione attuale del mondo esige un azione d insieme sulla base di una visione chiara di tutti gli aspetti economici sociali culturali e spirituali esperta in umanità la chiesa lungi dal pretendere minimamente d intromettersi nella politica degli stati non ha di mira che un unico scopo continuare sotto l impulso dello spirito consolatore la stessa opera del cristo venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità cf gv 18,37 per salvare non per condannare per servire non per essere servito cf gv 3,17 mt 20,28 mc 10,45» con queste lucide parole il papa della populorum progressio tratteggiava le forme della relazione profonda tra la chiesa e il mondo che si intrecciano nel sacro valore della dignità dell uomo e nella ricerca del bene comune i due cardini intorno ai quali è stato definito l itinerario di riflessione della nota a questo proposito mi risuonano alla memoria le vive parole del santo padre benedetto xvi che appena due anni fa nel 2009 nella enciclica caritas in veritate ha scritto «la complessità e gravità dell attuale situazione economica giustamente ci preoccupa ma dobbiamo assumere con realismo fiducia e speranza le nuove responsabilità a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori di fondo su cui costruire
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un futuro migliore la crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative la crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità in questa chiave fiduciosa piuttosto che rassegnata conviene affrontare le difficoltà del momento presente» 21 in questo senso occorre una «nuova sintesi umanistica» come l ha acutamente definita benedetto xvi verso la quale il documento che presentiamo è orientato con il fine di far tornare le forze in particolare quelle finanziarie dopo il loro cattivo impiego ad essere strumenti fondamentali al servizio del progresso e del generale sviluppo dell economia reale cf civ 65 uno sviluppo che lenisca la grave nuova questione sociale che sta così duramente colpendo il nostro tempo nella enciclica pacem in terris del 1963 il pontefice giovanni xxiii aveva in qualche modo previsto l attuale globalizzazione nel senso della progressiva unificazione del mondo e a questo riguardo avvertiva sulla necessità di uniformare le potestà politiche alle progressivamente più larghe necessità della comunità umana cf pacem in terris 70 come conseguenza di tale comprensione giovanni xxiii auspicò la formazione «un autorità pubblica mondiale» ivi 71-74 che fosse in grado senza ledere le legittime sovranità di far prevalere sempre il dialogo della ragione politica e giuridica sulla violenza vista sia in termini di conflitto o ingiustizia sociale sia in termini di guerra guerreggiata allacciandosi al magistero sociale dei pontefici e volendo specificare ulteriormente gli orientamenti pratici offerti da benedetto xvi nella caritas in veritate cf soprattutto il n 67 il pontificio consiglio mediante le brevi riflessioni qui in considerazione non solo ripropone la costituzione di un autorità pubblica a competenza universale necessariamente super partes ma cerca di articolare questa proposta più in dettaglio come si potrà constatare nel paragrafo intitolato verso una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale rispondente alle esigenze di tutti i popoli cf pp 28-35 l autorità dovrà avere il fine specifico del bene comune e dovrà lavorare ed essere strutturata non come ulteriore leva di potestà dei più forti sui più deboli in questo senso essa dovrà svolgere quel ruolo super partes che attraverso il primato del diritto della persona favorisca lo sviluppo integrale dell intera comunità umana intesa in questo quadro come «comunità delle nazioni» concludo con le parole di benedetto xvi nell enciclica caritas in veritate ha scritto «la complessità e gravità dell attuale situazione economica giustamente ci preoccupa ma dobbiamo assumere con realismo fiducia e speranza le nuove responsabilità a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori di fondo su cui costruire un futuro migliore la crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative la crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità in questa chiave fiduciosa piuttosto che rassegnata conviene affrontare le difficoltà del momento presente» civ 21 solo così potrà tornare a soffiare forte il vento della speranza il solo in grado di allontanare l avversario più grande del nostro tempo la paura del presente e del futuro [01488-01.01 [testo originale italiano intervento di s.e mons mario toso la nota del pontificio consiglio della giustizia e della pace sulla riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un autorità pubblica competenza universale intende proporre una riflessione sulle possibili vie da percorrere il linea con il più recente magistero sociale dei pontefici1 per giungere a politiche ed istituzioni finanziarie e monetarie efficaci e rappresentative a livello mondiale e orientate ad uno sviluppo autenticamente umano di tutte le persone e i popoli È noto che la chiesa allorché interviene a parlare sulla questione sociale si muove sul piano della sua competenza etica e religiosa pertanto se essa affronta l attuale crisi del sistema monetario e
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finanziario non intende addentrarsi in questioni prettamente tecniche pur non ignorandole il discernimento e la progettualità che essa mette in campo sono frutto della cooptazione di molteplici saperi entro una prospettiva teologico-morale È così che nell analisi nell interpretazione e negli orientamenti pratici elaborati la chiesa propone un sapere sapienziale di tipo sintetico globale quale quadro etico-culturale che innerva ed orienta la prassi costruttrice e riformatrice secondo l ispirazione cristiana in particolare nelle riflessioni del pontificio consiglio viene offerta una rilettura della grave crisi economica e finanziaria in cui ancora siamo immersi segnalando tra le altre cause non solo quelle etiche ma più specificamente quelle ideologiche.2 le vecchie ideologie sono tramontate ma ne sono sorte di nuove non meno pericolose per lo sviluppo integrale della famiglia umana esse hanno inciso negativamente sul sistema monetario e finanziario internazionale e globalizzato provocando diseguaglianze sul piano dello sviluppo economico sostenibile nonché gravi problemi di giustizia sociale mettendo a dura prova soprattutto i popoli più deboli si tratta di ideologie neoliberiste neoutilitariste e tecnocratiche che mentre appiattiscono il bene comune su dimensioni economiche finanziarie e tecniche assolutizzate mettono a repentaglio il futuro delle stesse istituzioni democratiche.3 come superare tali visioni e prassi distorte muovendo da un nuovo pensiero da un nuovo umanesimo globale aperto alla trascendenza secondo cui il primato dell essere sull avere comanda un etica più «amica della persona» ossia un etica della fraternità e della solidarietà nonché la subordinazione dell economia e della finanza alla politica responsabile del bene comune solo così si possono vincere le idolatrie di mercati aventi come unica regola obiettivi e prospettive meramente tecnici e performativi ignorando quell etica che li dovrebbe permeare intimamente infatti i mercati essendo creati dall uomo recano inscritto un codice etico naturale che non può essere ignorato pena la loro disumanizzazione e desemantizzazione per quanto concerne l aspetto progettuale ossia l indicazione di vie di soluzione la nota del pontificio consiglio allacciandosi al magistero sociale dei pontefici suggerisce che la globalizzazione sia governata mediante la costituzione di un autorità pubblica a competenza universale una prospettiva questa che nel solco tracciato dalla pacem in terris di giovanni xxiii è riproposta con determinazione e chiarezza da benedetto xvi nella caritas in veritate.4 le riflessioni del pontificio consiglio intendono svilupparla volendo così tratteggiare sia pure per sommi capi suggerimenti per la riforma delle attuali istituzioni internazionali perché siano più autorevoli e democratiche queste devono essere espressione di un accordo libero e condiviso tra i popoli più rappresentative più partecipate più legittimate più coinvolgenti tutte le società politiche e civili devono essere super partes al servizio del bene di tutti in grado di offrire una guida efficace e al tempo stesso di permettere a ciascun paese di esprimere e di perseguire il proprio bene comune secondo il principio di sussidiarietà nel contesto del bene comune mondiale solo così le istituzioni internazionali riusciranno a favorire l esistenza di sistemi monetari e finanziari efficienti ed efficaci ossia mercati liberi e stabili disciplinati da un adeguato quadro giuridico funzionali allo sviluppo sostenibile e al progresso sociale di tutti ispirati ai valori della carità nella verità l autorità mondiale non dovrà schiacciare o sfruttare i governi nazionali o regionali essa dovrà intendere la sua facoltà di orientare e di decidere nonché di sanzionare sulla base del diritto come un mettersi al servizio dei vari paesi membri affinché crescano e posseggano mercati efficienti ed efficaci ossia mercati non iperprotetti da politiche nazionali paternalistiche non indeboliti da deficit sistematici delle finanze pubbliche e dei prodotti nazionali che di fatto impediscono ai mercati stessi di operare in un contesto mondiale come istituzioni aperte e concorrenziali.5 È da sottolineare che le riflessioni presentate dal pontificio consiglio non demonizzano affatto i mercati monetari e finanziari bensì li considerano un «bene pubblico»:6 bene fondamentale quindi ma non bene o fine ultimo proprio per questo essi devono essere funzionali o ministeriali alla realizzazione del bene comune universale della famiglia umana grazie all orientamento offertogli
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da parte dei vari soggetti sociali delle società politiche e civili sul piano nazionale ed internazionale il testo del pontificio consiglio mostra forse la sua maggiore originalità allorché cerca di tratteggiare alcune tappe e caratteristiche del cammino da percorrere nella costituzione di un autorità pubblica a competenza universale specie con riferimento all ambito economico e finanziario in primo luogo prospetta un processo di riforma attuato «avendo come punto di riferimento l organizzazione delle nazioni unite in ragione dell ampiezza mondiale delle sue responsabilità della sua capacità di riunire le nazioni della terra e della diversità dei suoi compiti e di quelli delle sue agenzie specializzate».7 in secondo luogo propone un netto salto di qualità rispetto alle istituzioni e ai fora informali esistenti occorre innovare rispetto ad esse all onu alle fallimentari istituzioni di bretton woods,8 al g8 o al g20 ad altro ancora occorre in particolare il passaggio deciso da un sistema di governance ossia di coordinamento orizzontale tra stati senza un autorità super partes ad un sistema che oltre al coordinamento orizzontale disponga di un autorità super partes con potestà di decidere con metodo democratico e di sanzionare in conformità al diritto un tale passaggio verso uno stato di diritto e forme di governo mondiali non può avvenire se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni e quindi non abbandonando la pratica del multilateralismo sia a livello diplomatico sia nell ambito dei piani per lo sviluppo sostenibile e per la pace.9 secondo le riflessioni del pontificio consiglio l allargamento attuale del g7 in g20 configurato anche secondo altre modalità che coinvolgono maggiormente negli orientamenti da dare all economia e alla finanza globali la responsabilità dei paesi con più elevata popolazione in via di sviluppo ed emergenti non coincide ancora con quanto auspicabile si tratterebbe di una soluzione ancora insoddisfacente ed inadeguata in effetti nonostante gli apprezzabili cambiamenti nella composizione e nel funzionamento chiaramente riconosciuti dalla nota del pontificio consiglio,10 il g20 non risponde pienamente alla logica delle nazioni unite quali dovrebbero essere gli stati che compongono il g20 non possono considerarsi rappresentativi di tutti i popoli sebbene allargato il g20 che come è ben noto non è parte dell onu è sempre un forum informale e limitato che tra l altro mostra di perdere di efficacia più viene ampliato allo stato attuale delle cose il g20 manca di una legittimazione e di un mandato politico da parte della comunità internazionale a ciò si deve aggiungere che non mutando la situazione rischia di delegittimare o di sostituirsi di fatto alle istituzioni internazionali come il fondo monetario internazionale la banca mondiale che sebbene necessitino di profonde riforme appaiono in grado di rappresentare in maniera istituzionale tutti i paesi e non un loro numero ristretto ciò che pertanto andrebbe fatto quanto prima secondo anche quanto affermano gli stessi leader del g20 nella dichiarazione finale di pittsburgh del 2009 è che si deve avere a disposizione un pensiero politico più adeguato e finalmente mettere mano alla riforma dell «architettura globale» per far fronte alle improcrastinabili esigenze del bene comune del 21° secolo e ciò percorrendo «vie creative e realistiche tendenti a valorizzare gli aspetti positivi delle istituzioni e dei fora già esistenti»,11 migliorandoli di modo che assumano struttura e modalità tipiche di una competenza universale secondo i principi della solidarietà e della sussidiarietà oltre che della rappresentanza certamente tali prospettive richiedono prudenza e gradualità occorre al tempo stesso non rinunciare alla decisione che comporta il perseguimento di obiettivi dalla cui realizzazione dipende quella del bene comune mondiale tra questi indichiamo a promuovere nel contesto delle istituzioni internazionali esistenti in particolare delle nazioni unite in coerenza anche ai loro statuti la giunzione tra sfera politica e sfera economica e civile nelle relazioni mondiali b riformare le attuali istituzioni internazionali in vista di istituzioni e politiche finanziarie e monetarie mondiali effettive occorre quindi riflettere sui sistemi di cambi esistenti e sull possibilità di giungere ad una o più istituzioni che svolgano «le funzioni di una sorta di «banca centrale mondiale» per regolare il flusso e il sistema degli scambi monetari alla stregua della
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banche centrali nazionali riscoprendo la logica di fondo logica di pace di coordinamento e di prosperità comune che portò agli accordi di bretton woods in tale riflessione è cruciale il coinvolgimento dei paesi emergenti e in via di sviluppo c sul piano regionale occorre promuovere un processo analogo valorizzando il ruolo delle istituzioni esistenti a livello europeo ad esempio potrebbe costituire un riferimento la banca centrale europea facendovi però corrispondere istituzioni politiche proporzionate in vista di una maggior unità ed efficacia nelle decisioni preliminare a ciò è soprattutto il recupero del primato della politica sull economia e sulla finanza «occorre si legge nelle riflessioni qui presentate recuperare il primato dello spirituale e dell etica e con essi il primato della politica responsabile del bene comune sull economia e sulla finanza occorre ricondurre quest ultime entro i confini della loro reale vocazione e della loro funzione compresa quella sociale in considerazione delle loro evidenti responsabilità nei confronti della società per dar vita a mercati ed istituzioni finanziarie che siano effettivamente a servizio della persona che siano capaci cioè di rispondere alle esigenze del bene comune e della fratellanza universale trascendendo ogni forma di piatto economicismo e di mercantilismo performativo».12 coerentemente all impegno della politica di orientare i sistemi finanziari e monetari alla realizzazione del bene comune vengono suggerite dal pontificio consiglio a mo di esempio tre possibili vie da percorrere a misure di tassazione delle transazioni finanziarie b forme di ricapitalizzazione delle banche c distinzione tra attività di credito ordinario e di investment banking rispetto al secondo punto l europa proprio in questi ultimi giorni ha già espresso il suo parere positivo ecco in breve alcuni tratti della progettualità elaborata dalla riflessioni in esame e che dovrebbe essere assunta oltre che dai più diretti responsabili del bene comune sul piano nazionale e sovranazionale da coloro che specie nelle università e negli istituti culturali sono chiamati a formare le classi dirigenti di domani 1 2 cf benedetto xvi caritas in veritate editrice vaticana città del vaticano 2009 nn 57 e 67 cf pontificio consiglio della giustizia e della pace per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un autorità pubblica a competenza universale tipografia vaticana città del vaticano 2011 pp 7-19 3 cf ib p 18 4 cf benedetto xvi caritas in veritate libreria editrice vaticana città del vaticano 2009 n 67 5 cf per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale pp 24-25 6 cf per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale p 29 7 cf ib pp 26-27 8 il fondo monetario internazionale e la banca mondiale se inizialmente hanno saputo rispondere allo scenario successivo alla seconda guerra mondiale sembrano avere progressivamente perso il mandato e la vocazione universale impliciti agli accordi di bretton woods di cui erano il frutto in definitiva il fondo monetario internazionale e la banca mondiale non sono stati capaci di garantire l obiettivo della stabilità monetaria e finanziaria nonché uno sviluppo economico adeguato in modo che fossero vinte o almeno significativamente ridimensionate le situazioni di povertà e di disuguaglianza anzi spesso le hanno aggravate contribuendo peraltro a ridurre notevolmente la propria credibilità internazionale 9 cf per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale pp 27-28 10 cf per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale pp 30-31 11 ib pp 31-32 12 ib pp 33-34 intervento del prof leonardo becchetti
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