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recensione potere governare con la paura di pino rotta città del sole edizioni di eresie non se ne hanno mai abbastanza soprattutto quando il mondo sembra rassegnarsi all omologazione ed alla rinuncia della ragione le eresie aiutano a guardare passato e futuro con occhi diversi molte cose contenute nel precedente saggio pino rotta e un mondo complesso si sono realizzate nella realtà sociale e politica dell occidente a cominciare dal clima di terrore alla conseguente riduzione delle libertà personali allo scontro tra civiltà al dominio del mercato sull individuo e sulle collettività ed alla conseguente implosione dello stato di diritto che aveva caratterizzato l europa fino al 2000 non solo queste cose erano già presenti nelle analisi del saggio del 2001 ma anche le azioni di denuncia divulgazione su stampa e televisione impegno politico e sociale che mi hanno visto coinvolto assieme a milioni di persone nel mondo azioni che non sono servite ad impedire che una guerra inutile sconvolgesse prima gli assetti politici degli stati e poi le vite di ognuno di noi e non sono servite a fermare il ritorno di una politica mediocre e corrotta di cui l italia detiene il primato in europa pur essendo in buona compagnia oggi viviamo in quelle condizioni di ricatto esistenziale e materiale che pure avevamo in tanti previsto e denunciato c è quindi una prima considerazione da fare nell accingersi a pubblicare un libro a che serve forse a mettere a fuoco con maggiore chiarezza le lacune dello studio passato o anche per rivolgersi a chi aveva il compito di agire per il bene comune e non ha saputo o voluto farlo rivolgersi quindi alla politica e ad un opinione pubblica sempre più confusa e smarrita in un primo momento mi sembrava opportuno rivolgermi ad un pubblico che per l esperienza fatta nel pino rotta campo degli studi sociologici e dell impegno sociale avesse condiviso una certa visione dei fatti politici e sociali con il background ideale e culturale in cui io stesso mi sono formato sono un uomo che ama definirsi di sinistra ed in tale campo politico e sociale ho da sempre operato ma questo saggio con una tale impostazione sarebbe stato solo un ulteriore contributo ad un dibattito che da tempo sento non appartenermi più quello cioè di quale sia in italia il ruolo della sinistra se non addirittura arrivare a porsi in forma assolutamente seria la domanda esiste ancora la sinistra non era questa l esigenza che sentivo ed allora ho provato a continuare a fare quello che più o meno bene mi riesce di fare studiare ed esporre fenomeni sociali fare sociologia in questo caso sociologia politica e proprio facendo questa considerazione mi sono accorto che un discorso del genere si ricollegava perfettamente alla questione della sinistra politica e sociale mi è venuto in mente l atteggiamento che fino agli anni `80 del secolo scorso la sinistra ha tenuto proprio nei confronti della sociologia un atteggiamento perlomeno diffidente essendo questa disciplina considerata dalla sinistra una scienza borghese questa etichetta è sempre stata stridente con la mia formazione culturale e lo è divenuta sempre di più mano a mano che avanzavo nei miei studi ho sempre considerato l atteggiamento di gran parte della sinistra nei confronti delle scienze sociali non solo sbagliato ma addirittura miope e autolesionista uno dei motivi per cui oggi la sinistra si trova in una condizione di minoranza politica e sociale è senza dubbio il ritardo culturale che ha accumulato in questa branca di studi che tra l altro gli ha impedito di intercettare il punto di rottura tra il pensiero liberale ed il pragmatismo liberista povera di strumenti di analisi adeguati ai mutamenti imposti dal liberismo la sinistra si è limitata a denunciare ma non ha saputo affrontare e governare nei tempi e nelle forme opportune le trasformazioni che si vedeva scorrere davanti ai sociologi spetta il compito di studiare e di tentare di spiegare la realtà ai filosofi di cercare risposte esistenziali ed alla politica di trovare strade per cambiarla la realtà ecco che affrontando l analisi degli avvenimenti politici e sociali verificatesi negli ultimi dieci anni non solo in italia ho provato a darne una lettura in termini sociologici concentrandomi soprattutto nella parte finale del testo sulle dinamiche della comunicazione strumento fondamentale non solo per capire la realtà ma anche per intervenire su di essa che il mio approccio metodologico si possa inquadrare in quel filone considerato un pò eretico è un fatto ma non dimentichiamo che siamo in italia paese di democrazia populista e confessionale imposta dalla destra e ampiamente condivisa dalla sinistra che non ha mai conosciuto una vera epoca liberale e socialista il mio approccio eretico perchè laico e perchè pone problemi inerenti al progressivo svuotamento del senso della democrazia credo di poterlo rivendicare ma gli strumenti di analisi adoperati sono quelli di una scienza che per me era e rimane semplicemente scienza sociale senza ulteriori aggettivi in definitiva questo saggio si propone di offrire ancora strumenti di riflessione e di conoscenza con l auspicio che la risposta sia certamente critica e dialettica ma contestualizzata su analisi ragionate e non su semplici reazioni emotive agli eventi che subiamo spesso con un senso di impotenza redazionale tratto dal testo
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helios magazine rivista bimestrale di scienze cultura e società registrazione tribunale di reggio cal nr 3/96 in questo numero editoriale l europa s è destra di pino rotta politica riccardo nencini segretario psi a cura di pino rotta società se la crisi economica fa bene all ambiente di katia colica società dalla parte del meridione senza voce di salvatore ciccone società il ponte sullo stretto non è una priorità europea di giorgio neri scienze il bello e il cervello di francesco carlo morabito scienze intelligenza artificiale versus creatività di salvatore romeo società mediazione pratica sconosciuta nell era dei litigi e degli indignati di valentina arcidiaco società mediazione familiare e processo la necessità di un doppio binario di antonia santoro esteri studiare a budapest di tania kostiuk società genitori e figli black block di antonella giglietto cultura marc augé disneyland e delfi di gianfranco cordì intervista francesca bertuzzi autrice di il carnefice di elisa cutullè pag pag pag pag pag pag 2 3 4 5 7 8 direttore responsabile pino rotta direttore editoriale gianni ferrara comitato di redazione mimmo codispoti cristina marra katia colica elisa cutullè giorgio neri salvatore romeo corrispondenti anita seija leijala tania kostiuk giancarlo calciolari faiyz barakat almahasneh editore centro studi sociali club ausonia presidente pino rotta vice presidente roberto pirrello sede legale via pio xi nr 291 89132 reggio calabria i redazione via pio xi nr 291 89132 reggio calabria i tel sms 388 7927621 partita iva 01482330808 tipografia rosato rc tel 0965.56046 in copertina bull wall st new york pag 10 pag 11 pag 12 pag 13 pag 14 pag 15 pag 16 fuori sommario recensione potere governare con la paura di pino rotta editoriale recensione maurizio de giovanni autore di per mano mia di cristina marra sul sito web http www.heliosmag.it troverete tutti i numeri precedenti e le ricerche del centro studi sociali e-mail heliosmag@hotmail.com helios magazine è edita dall associazione socio-culturale club ausonia no-profit tempi moderni per sostenerci pubblica le tue inserzioni pubblicitarie o versa un contributo volontario sul conto corrente nr 193 banca nazionale del lavoro intestato al club ausonia iban it81o 00100516300000000000193 i contributi in testo e in immagini sono prestati volontariamente e a titolo gratuito.
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helios magazine 2011 n 5 editoriale l europa s è destra di pino rotta quando sentiamo dire che i sacrifici ce li chiede l europa non dimentichiamo che oggi l europa è governata dalla destra e dalle banche q uando un cabarettista diventa ricco sfondato con la speculazione edilizia e con le televisioni e la raccolta pubblicitaria la scalata sociale sembrerebbe cosa fatta non solo nazionale ma addirittura mondiale tutto scontato invece non è esattamente così è necessario anche aderire ad una filosofia di vita e ad una visione del mondo possibilmente a quella di chi il mondo lo comanda davvero questa è la storia di un signore chiamato berlusconi che una volta deciso di entrare in politica si doveva pur ispirare a qualcuno questo qualcuno lo ha presto individuato nell attore diventato presidente degli stati uniti d america ronald reagan reagan aveva sposato le teorie iperliberiste della lady di ferro miss margaret thatcher e a berlusconi non sembrò vero di avere due modelli così perfetti da cui copiare addirittura una teoria di politica economica reagan inventato dalle lobby finanziarie nel 1981 fece approvare dal congresso americano una riduzione delle tasse del 25 in quattro anni con la promessa di un rilancio dell economia finalmente libera dal peso fiscale peccato che questa teoria unita all enorme spesa militare anziché fare da volano per l economia gli dette il colpo di grazia dopo appena due anni oltre alla spesa militare reagan sottrasse 25 miliardi di dollari alle politiche sociali il risultato fu un raddoppio del deficit statale già nel suo primo mandato presidenziale non soddisfatto di questo non ammise mai il fallimento della sua politica fiscale ed invece incrementò le spese militari consegnando nel 1989 alla presidenza di bush la guida della destra americana senza più comunisti da combattere ma già proiettata nelle guerre in medioriente per il dominio delle riserve petrolifere insomma berlusconi non si può dire che non avesse una bella lezione da cui imparare per cui concedendogli il dono dell intelligenza bisogna proprio ammettere che la linea reaganiana l ha scelta intenzionalmente e con convinzione in questo e sarebbe ora di fare un poco di chiarezza storica divergendo completamente dal suo predecessore bettino craxi che non solo aveva una politica estera completamente contraria a quella di reagan ricordiamo che schierò i carabinieri attorno agli americani nella base di sigonella ma era all opposto anche per quel che riguarda le politiche sociali che secondo il leader socialista dovevano vertere attorno alla modernizzazione della pubblica amministrazione e 2 della scuola pubblica salvo il limite imposto dal rinnovo del concordato con la chiesa cattolica che infatti sotto il suo governo videro accrescere i finanziamenti altro che berlusconi e i suoi pseudo-ex-socialisti brunetta e sacconi ma l euforia reaganiana si è presto diffusa sospinta proprio dalle banche e dagli interessi strategici americani prima ai paesi dell ex blocco sovietico e poi a tutta l unione europea tanto che nell elezione del 2009 il nuovo parlamento europeo diventato a venticinque membri con l ingresso dei nuovi paesi dell est consegnò una maggioranza schiacciante alla destra 378 su 736 seggi compresi i 32 seggi raggiunti dagli euroscettici come dire che l europa si è consegnata democraticamente nelle mani dei liberisti della finanza e di coloro che non hanno interesse a farla sopravvivere quindi quando sentiamo frasi del tipo i sacrifici ce li chiede l europa non dimentichiamoci che questa è l europa della destra e delle banche con una parziale eccezione di francia e germania non è un caso che oggi si sono posti a guida dell eurozona è l europa che ha sorretto in asse con la gran bretagna la politica militarista di bush la delocalizzazione delle attività produttive nei paesi a basso costo del lavoro e la speculazione finanziaria soprattutto in asia tutto questo ha messo in ginocchio le economie occidentali ora il costo ricade sui cittadini con il ricatto del fallimento dei licenziamenti di massa e in fin dei conti dell implosione dell unione europea come realtà politica ma a ben guardare con una politica che negli ultimi dieci anni ha cosparso di guerre e tumulti l area che va dall atlantico al caucaso inibendo la costruzione di un alleanza strategica tra europa ed africa che pure era stata abbozzata con la presidenza di romano prodi alla commissione europea come si può pensare che tutto questo sia successo per caso le leggi della globalizzazione hanno tempi lunghi e risultati drammatici per i cittadini occidentali ed oggi forse ne siamo più consapevoli ma intanto da est si alzano pericolose spinte di disgregazione per l europa e addirittura una forte rinascita dei movimenti neonazisti effetti collaterali i
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politica helios magazine 2011 n 5 l europa non ha un numero di telefono e la chiesa non paga la crisi incontro con riccardo nencini segretario del partito socialista italiano p arla dalle sponde dello stretto di messina o meglio da quello che viene definito il più bel chilometro d italia il lungomare falcomatà di reggio calabria forse non lo sa ma a pochi metri dal nostro incontro nello spiazzo degradato poco distante nel cuore della città la sera si consumano gli amori mercenari ma questa è la contraddizione della terra che nencini ha scelto per spiegare il suo pensiero per il rilancio dell azione politica con un paio di proposte che stanno nel cuore negli italiani vediamo allora quali sono queste questioni e quali sono le proposte del partito socialista quali sono gli obiettivi che si dovranno porre i socialisti in questa nuova fase su quali proposte politiche dice nencini la missione di berlusconi non c è più oramai è finita questo porterà nel giro di un anno due anni alla fine di questa forma molto italiana di populismo e demagogia torneremo finalmente ad una storia che è una storia molto più europea quella dei partiti rinnovati e cambiati ma quella dei partiti politici di un tempo r noi abbiamo un programma organizzativo che abbiamo approntato in larga parte e con un risultato nelle elezioni amministrative del giugno scorso a livello nazionale molto buono intorno al 3 dei consensi c è un caso calabria dove c è da fare un azione riorganizzativa in alcune federazioni e reggio è tra queste quasi di sana pianta quindi avremo i mesi di settembre e ottobre in cui ci sarà la fase del tesseramento e dei congressi i temi sono quelli della sobrietà e del rigore non è possibile che una classe politica chieda sacrifici ai cittadini se prima non li fa due anni fa al consiglio regionale della calabria il nostro gruppo propose di unificare tutte le indennità dei consiglieri regionali basti pensare che un consigliere in calabria ha un indennità doppia rispetto a quello della toscana altro tema è quello della laicità e del contributo che anche la chiesa cattolica non si vede perché non debba dare in questo momento di crisi ad esempio il pagamento dell ici per le sue attività pagamento da parte dello stato degli insegnanti d religione questo equivarrebbe a circa un terzo della manovra economica a carico degli enti locali facciamo dei numeri nel 2012 venticinque miliardi di euro sono a carico di regioni comuni e provincie questi soldi sono mancati introiti da parte dello stato se hai meno soldi delle due l una o tagli alcuni servizi o quei servizi i cittadini li pagano di più per fare un esempio la mensa scolastica o tagli qualcosa o il genitore sarà costretto a pagare di più la misura applicata alla chiesa mancato pagamento dell ici insegnanti i religione e 8 per mille sta tra gli otto e i dieci miliardi di euro un terzo della manovra economica di questo parliamo la chiesa deve fare il suo sforzo noi porremo al governo il problema che anche non solo ma anche la chiesa cattolica faccia la sua parte di sacrificio noi proporremo di sospendere le misure concordatarie per tre anni parliamo di circa 30 miliardi di euro corrisponde ad un intera manovra finanziaria d quale posizione prendono i socialisti in seno al parlamento europeo per affrontare la crisi in corso in tutta l area del mediterraneo r lo dico con grande rammarico ma è verità c è un grande assente in questa vicenda ed è l internazionale socialista bisogna che l iniziativa dei sandro pertini socialisti europei sia molto più forte nell ultimo vertice che si è tenuto ad atene nel marzo scorso sono state assunte alcune misure che riguardano il pagamento della crisi da parte delle grandi rendite finanziarie e da parte delle grandi proprietà immobiliari l idea di una grande patrimoniale è nata lì che non è la patrimoniale per la prima casa stiamo parlando del grande capitale e dei grandi immobiliaristi stiamo chiedendo a rasmussen di assumere questa iniziativa i socialisti europei pagano due problemi uno è quello della grecia il dramma che sta affrontando il pasok di papandreu lo ha ereditato dal governo di destra di nead di caramallis e che adesso sta affrontando con grandi difficoltà il secondo è che vanno ripensate le politiche economiche e sociali degli stati slegandole dalle politiche di bilancio nazionali riguardo alle politiche giovanili e le politiche per gli anziani due categorie non più protette e in italia questo problema si sente più che altrove ma l europa deve anche avere una politica estera e di difesa che ad oggi non ha e senza la quale non può svolgere alcuna funzione nel mediterraneo con una battuta io cerco l europa ma non riesco a trovarla perché non ne conosco il numero di telefono i 3
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helios magazine 2011 n 5 società se la crisi economica fa bene all ambiente di katia colica chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all infinito in un mondo finito è un pazzo oppure un economista kenneth boulding a crisi consiste precisamente nel fatto che il vecchio sta morendo e il nuovo non può ancora nascere» antonio gramsci ma non c è più tempo per aspettare che arrivi il nuovo a meno che non sia già arrivato si è detto che è stata ed è una crisi che serve ai mercati si è detto anche che le amministrazioni spendono somme più alte rispetto ai loro incassi forse non si è detto abbastanza che la produzione o meglio la sovrapproduzione delle merci e dei servizi non tende a ridimensionarsi entro parametri più sostenibili da qui la tendenza a riassorbire i prodotti aldilà delle possibilità il debito pubblico quindi diventa parte sostanziale della crescita produttiva un apporto sostanziale all indebitamento pubblico infatti è stato dato dall incremento delle spese militari per l anno 2010 la spesa mondiale è di 1.630 miliardi di dollari cohn-bendit al parlamento europeo chiese alla grecia di tagliare le spese della difesa militare equivalente per l anno prima al 4 del pil una spesa enorme soprattutto se confrontata con quelle di francia 2,4 e germania 1,4 che non avrebbe condotto misure di protezione eclatanti per il paese in crisi ma che avrebbe fatto comodo alle gestioni programmatiche nato e se ci spostiamo indietro nel tempo i rapporti tra crisi e mercato non sono diversi le sovrapproduzioni statunitensi degli anni 30 poi estese a gran parte dei paesi industrializzati si risolsero attraverso la seconda guerra mondiale e le ricostruzioni ad essa annesse sempre gli usa dopo la caduta del muro estesero la presenza militare nel pianeta producendo costosissimo materiale legato al mondo bellico oggi obama si impegna a puntare sul taglio delle spese sociali e delle infrastrutture per 2.500 miliardi di dollari ma custodendo il livello di spesa militare senza escludere un eventuale espansione della stessa l attenzione globale è puntata sulla crescita quindi produttiva reale ed economica individuale la crisi dice gramsci si supera con l avvento del nuovo quindi per superare la crisi si può mai scegliere di puntare sulle stesse misure di sviluppo produttivo che hanno affossato i paesi chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all infinito in un mondo finito è un pazzo oppure un economista a dirlo è stato però proprio è un economista kenneth boulding che negli 4 «l anni settanta continuava inascoltato a sostenere come la gestione ottimale del pil di ogni paese dovesse basarsi sulla difesa ambientale e non sul consumo la crisi economica quindi cammina di pari passo a quella ambientale e non è un caso le due crisi si alimentano a vicenda avverte il biologo edward o wilson su un numero del new york times di fine 2008 convinto che il problema non possa risolversi avendo piena fiducia nella gestione capitalistica le teorie della decrescita basate su un consumo responsabile attraverso la diminuzione della produzione di merci l incremento dei beni autoprodotti sia alimentari che energetici e con utilizzo responsabile delle risorse attraverso la sobrietà e la riduzione degli sprechi è ancora considerata utopica senza pensare però che non si punta a un alterazione immediata dell offerta ma a una proposta di modifica della domanda un modo personale e individuale tra l altro per reagire a una crisi decisa da altri una sorta di tendenza keynesiana in rapporto con la riduzione della predisposizione al consumo i tempi d intervento sono più brevi di quanto si possa credere quindi e gramsci con la sua esemplificativa frase aveva indicato una strada essenziale quella della ricerca della curiosità sottolineava insomma che se il nuovo c è e oggi il nuovo è a portata di mano si può pensare ragionevolmente di provare a instaurare un sistema diverso e che parta stavolta dal basso il socialismo è utile dichiarava e f schumacher delineando la possibilità che offre per lo scavalcamento del mito produttivo attraverso le prese di coscienza individuali soprattutto riferendosi al ceto medio alto scritta in cinese recita la famosa frase di john fitzgerald kennedy la parola crisi è composta di due caratteri uno rappresenta il pericolo e l altro rappresenta l opportunità e se questa crisi lo fosse davvero una ghiotta possibilità che al contempo ci permetterebbe di stabilire rapporti più razionali sia con il potere economico che con l ambiente i
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società helios magazine 2011 n 5 dalla parte del meridione senza voce di salvatore ciccone l italia è come noto caratterizzata da ampi divari di reddito fra le sue regioni a tali divari di reddito corrispondono divari molto ampi nelle dotazioni di infrastrutture materiali e immateriali al fine di ridurre il divario gli interventi nazionali sono stati razionalizzati nel 2002 con la creazione del fondo aree sottoutilizzate oggi fondo per la coesione e lo sviluppo come in tutta europa gli interventi a valere sulle risorse europee sono programmati su base settennale coerentemente con le prospettive finanziarie dell unione in italia è attualmente vigente il quadro strategico nazionale 2007-2013 che copre l intero territorio nazionale questo insieme di interventi non è stato sinora in grado di ridurre gli squilibri nelle dotazioni di infrastrutture materiali ed immateriali e nel reddito e stato così previsto che la quota di spesa pubblica in conto capitale ordinaria fosse pari nel mezzogiorno al 30 che le risorse fas fossero destinate per l 85 al sud data la allocazione dei fondi di coesione europeidefinita da regole comunitarie tali prescrizioni avrebbero fatto sì che al mezzogiorno fosse destinato il 45 della spesa in conto capitale tali obiettivi non sono mai stati raggiunti anzi a partire dal 2002 ci si è progressivamente e significativamente allontanati da tali obiettivi con l attuale legislatura il governo ha abbandonato ogni obiettivo quantitativo per di più ha operato una fortissima riduzione delle risorse già definite nel quadro strategico nazionale in particolare 23,6 miliardi di euro del fas nazionale sono stati spostati da spesa in conto capitale a spesa corrente le disponibilità per spesa in conto capitale nel sud si sono complessivamente ridotte di 25,9 miliardi ciò comporterà una ulteriore riduzione degli interventi speciali nel mezzogiorno nei prossimi anni stimabile in almeno il 20 che si somma ad una fortissima riduzione degli investimenti pubblici ordinari in tutto il paese e in particolare nel sud queste politiche hanno sofferto anche di problemi qualitativi riconducibili principalmente ad una tempistica degli interventidalla programmazione alla realizzazione estremamente lunga;ciò è causato da ritardi ed errori nella programmazione da parte di ministeri e regioni da forti ritardi nelle progettazioni appalti realizzazioni specie da parte di enti locali e aziende pubbliche come anas e fs dalle generali difficoltà del paese nelle realizzazioni in particolare di opere pubbliche ciò è testimoniato da una velocità di spesa lenta delle risorse fas e dall utilizzo dei cosiddetti progetti coerentispecie per le grandi infrastrutture di trasporto per i fondi europei dal 2008 il governo berlusconi non ha attuato particolari interventi per sollecitare e coordinare regioni enti locali enti di spesa per snellire procedure e adempimenti per rendere più fluido e rapido il processo decisionale e attuativo essendo stata la programmazione 2007-2013 da parte delle regioni unitariafondi comunitari e fas questo provoca il blocco totale di nuovi interventi in alcuni ambiti i programmi nazionali finanziati con fondi fas vengono bloccati dal nuovo governo e progressivamente smantellati intanto ci prepariamo ad affrontare l autunno su una salita che sapevamo difficile ma che durante l estate è diventata più ripida per le imprese certamente ma anche per tutti i cittadini in poche settimane abbiamo assistito ad un tracollo a tutto tondo ci siamo sentiti come la grecia pensavamo di essere diversi forti della nostra posizione tra i paesi industrializzati pur sempre i settimi in compagnia dei più grandi e solo della germania tra gli europei e invece abbiamo capito che da sola l industria l imprenditoria diffusa capace di creare ricchezza nonostante tutto non basta abbiamo visto salire voci antieuropee ma in maniera e con argomenti quasi sempre strumentali abbiamo visto presentare e modificare più volte un provvedimento raffazzonato e di emergenza che ha permesso alla banca centrale europea di intervenire a sostegno dei nostri titoli pubblici ma che ha distrutto in un solo colpo i fondamenti di uno stato di diritto abbiamo sperato che finalmente si potesse procedere ad una razionalizzazione non solo dei costi della politica ma della macchina pubblica in senso lato un disegno di riorganizzazione snellimento ed efficien5
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helios magazine 2011 n 5 società esso contiene un rilevante pericolo di forte ricentralizzazione delle politiche e alla luce di quanto avvenuto nell ultimo biennio di nuove possibili distorsioni di risorse verso altre finalità del resto i precedenti abbondano lo sviluppo del nostro territorio è rimasto sempre nelle carte e uno sviluppo immaginato disegnato fatto di documenti e progetti che nessuno ha avuto la capacità di tradurre nella realtà e che purtroppo negli anni è costato decine di miliardi di euro occorre un impegno eccezionale di supporto al mezzogiorno proprio ed in virtù delle sue peculiarità come cerniera verso il mediterraneo in quanto il problema non è più rinviabile per cui o noi siamo in grado di pensare ad un nuovo meridionalismo che sappia elaborare analisi e proposte per il sud a partire dalla piena consapevolezza della sua nuova dimensione geopolitica euro mediterranea oppure la parte più avanzata del paese quella che sta nei mercati mondiali e si batte sulle tamento dell amministrazione tanto centrale quanto del territorio coerente con il grande disegno federalista e invece no tutto rimandato neppure l emergenza è stata in grado di far reagire il paese che vanta memorabili scatti sul filo di lana non un provvedimento per spingere sullo sviluppo solo cassa non un provvedimento che guardi al futuro solo una sorta di repentino accattonaggio di risorse non un provvedimento per la crescita i giovani le imprese la competitività solo demagogia a buon mercato una sola certezza niente politiche per la crescita il che significa anche niente politiche per il mezzogiorno zone franche urbane zone burocrazia zero fondi aree sottosviluppate ecc e in questo quadro desolante il governo approva il piano nazionale per il sud del valore complessivo di 100 miliardi di euro il piano e la delibera cipe contestualmente adottata3 agosto 2011 intervengono su tre principali ambiti le priorità strategiche le dotazioni finanziarie le modalità operative le priorità strategiche sono 8 ma rappresentano limitate novità dato che corrispondono quasi perfettamente alle 10 priorità del qsn la differenza di fondo è di metodo:lo schema del qsn è stato frutto di un biennio di intensa consultazione condivisione e valutazione con tutte le regioni e le parti sociali mentre il piano per il sud è frutto solitario della penna del ministro delle priorità del qsn non sono richiamate quelle relative alla competività e attrattiva delle città e dei sistemi urbani e all apertura internazionale e attrazione di investimenti tali esclusioni sono sorprendenti dato che il potenziamento delle aree urbane e il sostegno all export e all attrazione di investimenti paiono specie in questa fase economica obiettivi indispensabili per il processo di sviluppo del sud similmente mancano riferimenti ai servizi e all inclusione sociale manca l indicazione di specifici progetti su cui concentrare gli interventi laddove essi sono indicaticome nel caso dell alta capacità ferroviaria napoli-barilecce-taranto salerno-reggio calabria cataniapalermo è lecito nutrire dei dubbi dato che il mero costo di questi interventi richiederebbe l impiego di quasi tutte le risorse disponibili il piano da cento miliardi secondo il comunicato del governo ma nel documento non vi è una cifra totale non destina un euro aggiuntivo a quanto già disponibile né finanzia minimamente i fondi così ampiamente decurtati nell ultimo biennio anzi la contemporanea delibera cipe procede alla riduzione di ulteriori 5 miliardi si euro dal fas regionale 3 e nazionale 2 inoltre nel piano non vi è nessuna indicazione circa l arco temporale di attuazione notizie ben coperte dall annuncio del piano alla luce di quanto detto il piano per il sud si configura come un documento di importanza modesta una operazione pubblicitaria per mostrare ad una opinione pubblica disinformata e poco attenta che il governo sta facendo qualcosa per il sud in realtà 6 frontiere avanzate dell innovazione non può più accettare il costo di un mezzogiorno che rappresenta il 40 del territorio e della popolazione ma che a differenza di ciò che sta accadendo in tutta europa continua ad arretrare e a consumare molto più di quello che produce fortunatamente al sud ci sono tanti gruppi e associazioni imprenditori,amministratori politici che lavorano ogni giorno per l interesse comune ma sono soli non riescono a fare rete massa critica si occupano di fondamentali questioni di interesse locale ma non hanno forza e capacità di occuparsi delle grandi questioni d insieme e così lentamente il sud sta rubando il futuro ai suo ragazzi occorre un mezzogiorno che reagisce che ragiona sul suo presente che difende il suo sviluppo che progetta i suo futuro i architetto consigliere comunale del comune di villa s giovanni
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società helios magazine 2011 n 5 il ponte sullo stretto non è una priorità europea di giorgio neri i l buon senso della commissione ha avuto finalmente la meglio rispetto alle velleitarie illusioni italiane quelle di realizzare un opera faraonica dispendiosa ed inutile per collegare il nulla con un altro nulla più giusto e coerente infatti realizzare i due più importanti segmenti che riguardano il cosiddetto corridoio berlino-palermo che a napoli si biforca verso bari nella prospettiva dei collegamenti con malta e verso palermo così è stato deciso nell ultima riunione della commissione europea che ha definito le indicazioni contenuti nelle linee guida e nel progetto di regolamento per la realizzazione delle grandi reti infrastrutturali europee nel campo appunto dei trasporti ma anche dell energia e delle telecomunicazioni un ponte che non c è che probabilmente non ci sarà mai ma che ha già prodotto molti danni si è divorato una montagna di soldi in studi di fattibilità di impatto ambientale indagini geognostiche progetti di massima plastici sperimentazione di materiali ma soprattutto per mantenere in vita il carrozzone della società concessionaria pubblica stretto di messina spa a questo però nessuno ci ha pensato finora bisogna aggiungere i danni che hanno colpito l intera area dello stretto a causa di mancati investimenti pochi esempi per dimostrarlo le ultime navi del gruppo fs entrate in servizio tra villa san giovanni e messina risalgono ai primi anni 80 le stazioni marittime di villa san giovanni e messina sono sempre più in dismissione e con tagli di personale che viene incrementato alla bisogna solo d estate con contratti stagionali tralasciamo la situazione di reggio dove il porto e la stazione marittima sono tagliate fuori dal collegamento ferroviario con la stazione centrale e che dire infine del servizio metromare assolutamente insufficiente rispetto alla domanda di trasporto che quotidianamente reclamano i residenti delle due città ecco perché parliamo di decisione coerente della ue che non poteva pensare di finanziare la realizzazione di un ponte costosissimo tecnologicamente ardito e velleitario per collegare il nulla con un altro nulla da una parte una rete ferroviaria sulla quale occorrono quasi quattro ore per andare da messina a palermo e quasi il doppio per raggiungere la stessa città da catania mentre sul continente l autostrada a3 il cui riammodernamento completo viene rinviato di anno in anno rappresenta l altra grande vergogna di questo paese sempre più diviso in due sempre più abbandonato a se stesso qualche settimana fa a fare i conti davvero almeno con riferimento alla progettazione e realizzazione del ponte sullo stretto ci hanno pensato due giornalisti di repubblica attilio bolzoni e giuseppe baldessarro due pagine di inchiesta rigorosa precisa dettagliata che ci hanno rivelato l ammontare di quell autentico pozzo di san patrizio che si è rivelata la costruzione del ponte sullo stretto di messina costato tra consulenze progetti e personale scrivono quasi 400 milioni di euro una storia che inizia nel 1969 42 anni fa e che in molti nonostante il ripensamento europeo sono lì sempre a rilanciare perché se è vero che l europa non ci mette i soldi lo stato italiano non ce la fa ecco spuntare l ipotesi degli investimenti privati finora la favola ha funzionato degli 8,5 miliardi di euro necessari per realizzare l opera salvo complicazioni 5 dovevano provenire da finanziamenti privati mai visto un solo euro ma appena avviata la costruzione si diceva l intrinseca convenienza economica della stessa avrebbe attirato finanziatori privati le prospettive reali non sono per niente incoraggianti il traffico stimato per il 2030 sarà di 20.000 veicoli al giorno un po pochi per una infrastruttura progettata per farne transitare 100.000 con evidenti ed ovvie ricadute sul costo dei pedaggi il transito dei treni costerà invece alla società rfi circa 138 mln di euro l anno un pedaggio che farà diventare il prezzo del biglietto di ciascun viaggiatore sicuramente più gravoso di quello di qualsiasi collegamento aereo e questo si dice vale ancora più oggi dopo il disimpegno dell unione europea che comunque non era mai stata impegnata nella costruzione del ponte per noi non cambia nulla si è affrettato a dichiarare il direttore generale della società stretto di messina giuseppe fiammenghi il quadro economico internazionale non ci favorisce ma ci sono interessi da parte di gruppi di investitori internazionali quanto basta per mantenere in vita il carrozzone dell idea di realizzare il ponte che non ha ancora certezze sul suo futuro nemmeno dopo la presentazione del progetto definitivo gravato da pesanti problemi tecnici ed ambientali e privo di una verifica certa della sua costruibilità ricordano i docenti alberto ziparo dell università di firenze e guido signorino dell università di messina componenti del coordinamento degli studi sugli impatti del ponte sullo stretto i 7
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helios magazine 2011 n 5 scienze il bello e il cervello di francesco carlo morabito l arte è sostanzialmente una forma di comunicazione codificata ogni opera d arte infatti esprime la volontà dell artista di creare e comunicare un idea attraverso una forma e un contenuto chi fruirà dell opera potrà interpretare questo connubio di forma e contenuto in termini della propria esperienza educazione familiarità e talvolta del proprio umore recuperando l idea trasmessa ovvero reinterpretandone in modo personale il messaggio l opera d arte ha bisogno di vivere e sopravvivere al tempo attraverso altri individui l arte è dunque un processo crittografico di un idea che implica una decodifica da parte di un individuo diverso da chi ha codificato il messaggio questo concetto che risale a platone ed è ripreso da kant si radica nella convinzione che l idea artistica non può essere comunicata direttamente ma necessita di una rappresentazione simbolica capace di mediarne i contenuti in altre parole non c è arte senza simboli che vengono decrittati da una propria audience che elabora quello che è stato creato dall artista attraverso la mente e ne determina in ogni caso una forma di consumo ogni simbolo o insieme di simboli è qualcosa che può essere comunicato alla mente attraverso appropriate interfacce l apparato sensoriale i simboli più elementari sono le linee i colori le forme multidimensionali i rilievi catturati dal tatto gli odori le melodie e gli ornamenti il processo percettivo di un idea rappresentata in forma simbolica prevede dunque la percezione dell insieme di simboli eventualmente in modo sincretico l alfabeto di simboli dipende in modo evidente dal periodo storico dalle suggestioni culturali dell epoca dalle tradizioni dallo stile artistico prescelto ma anche dalle funzioni del cervello intese in senso sistemico ma inevitabilmente in termini neurobiologici fino al treno di spike di potenziale elettrico emesso da ogni singolo neurone l idea espressa può essere un pensiero più o meno elaborato o anche un emozione provocata ad esempio dall osservazione più o meno conscia di un intenso tramonto o dei riccioli di corrente dello stretto di messina l emozione istantanea si sedimenta in idea che si trasforma e si valorizza ogni giorno come l amore di dante per beatrice l opera d arte si con8 cretizza infine dopo un processo di passaggio attraverso flash ripetuti che determinano una modifica biologica persistente il quadro o la poesia è comunque un campione estratto in un intervallo di tempo finito da un pozzo di idee ed emozioni che si formano e si deteriorano continuamente a livello biofisico nello sviluppo di un pensiero artistico anche un deliberato progetto può diventare il soggetto di un idea artistica fondersi insieme fino a diventare un unicum non percepibile separatamente un manifesto artistico una sorta di protocollo di codifica prescritto in questo modo la creatività viene ingabbiata in una procedura riteniamo piuttosto che all interno di questi schemi la creatività implichi un viaggio mentale attraverso un percorso o una destinazione diverse alcuni autori hanno recentemente evidenziato un legame profondo fra arte e neuroscienze ricercando le basi neurobiologiche della creazione di opere d arte in effetti se ci riferiamo alla produzione di immagini visive come i quadri o le pitture rupestri ci si presentano subito chiari alcuni esempi i disegni incrostati nelle rocce di caverne rappresentano talvolta animali stilizzati delineati con efficacia rappresentativa in realtà semplici combinazioni di simboli elementari d altronde per l uomo delle caverne l animale rappresentava bisogni immediati la paura di essere aggrediti o la necessità di nutrirsi studi recenti hanno evidenziato che l amigdala una parte del cervello antica dal punto di vista evolutivo è responsabile del riconoscimento immediato di volti impauriti senza dover ricorrere all analisi dei dettagli il rilievo di dettagli è affidato ad una parte più recente della corteccia visiva il cervello si occupa innanzitutto della sopravvivenza la fruizione di opere d arte è un bisogno più recente e sofisticato il sistema visivo è il modo più efficiente di ottenere la conoscenza che ci interessa come l espressione di un volto o il colore di una superficie la visione è un sistema modulare l area v1 della corteccia visiva trasmette alle aree che la circondano un insieme di segnali specializzati come un ufficio postale distribuisce differenti tipi di segnale a differenti destinatari l analisi di una scena avviene in parallelo una parte
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scienze si specializza nel riconoscimento di linee verticali orizzontali o oblique un altra seleziona i colori il centro v4 ancora la v5 percepisce il moto certo l estetica dei colori non è dovuta soltanto a queste regioni il procedimento di percezione e comprensione è più generale ma il corretto funzionamento di queste aree è obbligatorio per percepire colori e movimento non dovrebbe quindi apparire troppo strano ritrovare nell opera di pittori questi elementi rappresentativi elevati a livello di simboli specifici si pensi a piet mondrian alle sue linee orizzontali e verticali e ai colori dentro le griglie finalizzate alla ricerca di verità costanti riguardo alle forme un grigliato geometrico che genera perplessità lo stesso mondrian nell albero grigio riprende l immagine di un albero già dipinto in rosso facendolo diventare monocromo grigio per evidenziare la ricerca ritmica della linea dei rami la linea retta e le forme geometriche sono state utilizzate da molti altri artisti ben prima della scoperta dell area del cervello che le individua lo stesso può dirsi per l area preposta alla rilevazione del movimento area v5 in qualche modo sollecitata dall arte cinetica di calder e tinguely che componevano opere che enfatizzavano il movimento e de-enfatizzavano colori e forme movimento e colori insieme a linee e forme vaghe indefinite e non ripetitive sono presenti nei quadri di kandinsky che si proponeva di mettere su tela drammaticità e naturalezza scenica del diluvio in un crescendo escatologico di movimenti fra centri collocati in diversi punti della tela per rendere l azione l opera doveva essere grande e coinvolgere fisicamente lo spettatore anche le visioni sfumate degli impressionisti si rivolgono senza alcuna cognizione specifica di neuroscienze ad aree specifiche del nostro cervello che ne ricostruisce la continuità venendo in definitiva quasi disturbato dalla presenza di dettagli forse irrilevanti che appaiono nella loro centralità solo a un tempo ritardato rispetto all originale impatto visivo in un precedente scritto pubblicato su helios magazine ho discusso un pò provocatoriamente della possibilità di estrarre misure quantitative di complessità da opere d arte attraverso algoritmi utilizzati in studi scientifici tali misure ripetibili e non contraddittorie si riferivano esplicitamente alle neuroscienze e quindi alla rappresentazione simbolica fatta dal cervello umano helios magazine 2011 n 5 nel processo di codifica e nella fruizione decodifica individuale secondo alcuni autori la complessità dell opera non è direttamente proporzionale alla bellezza ovvero alla sua qualità estetica d altra parte l assunto da cui mi muovevo era l impossibilità di quantificare l esperienza estetica certamente variabile da soggetto a soggetto e influenzata da un vasto numero di variabili persino nello stesso soggetto a seconda dell umore l età le condizioni climatiche o di luminosità o altro oggi dopo numerosi esperimenti condotti su diverse immagini digitali di quadri appartenenti ad autori e stili diversi è possibile confermare la definizione di un criterio di valutazione della complessità un quadro con linee e aree di colore uniforme come perplessità di mondrian ha una bassa complessità un dipinto di pollock realizzato con la tecnica del dripping è complesso la ragione è legata presumibilmente alla struttura anatomo-funzionale del cervello nel caso di pollock o di kandinsky in molte opere il cervello non è capace di riconoscere features caratteristiche precodificate non focalizza l oggetto il percetto viaggia tra i diversi livelli gerarchici della corteccia cerebrale in modalità bottomup si confronta con l ipotesi formata in modalità top-down e non si convince è preso in giro dai sensi e non riesce ad estrarre invarianti significativi in pratica è come se l incapacità di estrarre invarianti dalla scena osservata di individuare oggetti e forme note costringesse ad un andirivieni cerebrale a una localizzazione ad un livello intermedio in ciò manifestando una complessità d interpretazione che siamo riusciti a misurare ben diverso è il concetto di estetica e bellezza che adesso cominciamo ad affrontare per capire se è nata prima la bellezza o il cervello sofisticati uovo e gallina dell uomo contemporaneo professore ordinario di elettrotecnica e di circuiti non lineari e reti complesse presso la facoltà di ingegneria dell università mediterranea di reggio calabria i foto 8 piet mondrian perplessità foto 9 piet mondrian albero grigio 9
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helios magazine 2011 n 5 scienze intelligenza artificiale versus creatività di salvatore romeo s arebbe pura retorica affermare che l intelligenza artificiale non giungerà mai a creare una macchina che sostituisca l essere umano in tutta la sua dimensione sarebbe pura retorica dire che i robot potranno sicuramente giocare una partita a scacchi risolvere un cruciverba o un rompicapo complicatissimo oppure programmare una funzionale strategia difensiva nel foot-ball ma che non potranno mai estasiarsi all ascolto di una poesia di ungaretti o di una sinfonia di beethoven o provare l ebbrezza data dal profumo di una gardenia il punto non è questo noi ancora non conosciamo il funzionamento del cervello umano e quello che di esso conosciamo è in buona parte condizionato dai limiti stessi della scienza attuale anche se negli ultimi trent anni siamo riusciti ad approfondire gli studi con strumenti e metodi innovativi e molto sofisticati gli studi funzionali del sistema nervoso centrale hanno infatti consentito di individuare le diverse zone cerebrali che si attivano durante l esecuzione di un compito che può essere parlare pensare odorare ricordare muovere un arto e così via rappresentando in tal modo una mappa neurologica che ci chiarisce entro certi limiti come funziona il nostro cervello il segreto di queste tecniche di neuroimaging consiste nel fatto che le strumentazioni sono in grado di valutare il differente afflusso di sangue in una determinata area cerebrale a sua volta determinato da un aumento del consumo di glucosio dovuto all attività la zona del cervello che si attiva durante l esecuzione di un compito cioè consuma più zuccheri per cui aumenta il suo fabbisogno che sarà soddisfatto mediante un incremento dell apporto di sangue fin qui le conoscenze attuali tuttavia esse non sono sufficienti a spiegare come avvengono le più alte funzioni psichiche il pensiero le emozioni la coscienza per dirne alcune tra le più nobili certo sappiamo quali sono le aree del linguaggio parlato e ascoltato quali quelle della visione quelle del movimento e delle sensazioni le zone deputate al processo decisionale o quelle implicate nel panico e nella paura ma esse da sole non rappresentano il meccanismo completo di una determinata funzione accanto ad esse vi sono delle aree cosiddette accessorie secondarie senza il buon funzionamento delle quali tutto il processo si bloccherebbe o perlomeno risulterebbe sostanzialmente alterato il cervello funziona nella sua globalità attraverso meccanismi di associazione correlazione integrazione astrazione simbolizzazione e sintesi i cui centri sono sparsi nella vastissima rete neuronale che costituisce la nostra sostanza cerebrale qui i neuroni sono organizzati in maniera estremamente variabile a seconda delle funzioni e delle specializzazioni a cui devono adempiere riusciremo a comprendere fino in fondo questo funzio10 namento probabilmente sì ma occorre a mio avviso un salto di qualità nel modo di pensare oltre che tempo e impegno soprattutto perché lo studio della mente è qualcosa di particolare dal momento che il soggetto e l oggetto dello studio in questo caso si identificano l intelligenza è una funzione a se stante ma riguarda l attitudine a utilizzare in maniera appropriata tutti gli elementi del pensiero improvvisando formulando e sviluppando risposte efficaci e plastiche dinamiche e forse questo rende estremamente difficile il compito degli scienziati che si dedicano all intelligenza artificiale finora tutte le forme assunte dalla cosiddetta intelligenza artificiale agiscono secondo un principio predefinito per quanto ampio possa essere il campo di applicazione e la programmazione con cui si predispongono le macchine esse agiscono a tentativi utilizzando e adattando conoscenze definite esse non possiedono ancora la capacità creativa che è la qualità distintiva dell intelligenza umana altro discorso vale per le applicazioni pratiche della bioingegneria che offre possibilità diagnostiche nuove nel campo della medicina ma anche opportunità innovative di intervento curativo e strategie diverse e molto utili nel campo della riabilitazione altro discorso ancora riveste l applicazione scientifica di modelli matematici intelligenti nello studio di aspetti estetici e artistici che apparentemente non sembrano avere nessuna attinenza con la schematicità propria della scienza l arte non è scienza certo ma è possibile tentare di comprendere cosa qualifica un opera d arte come bella o complessa e cercare di teorizzare ipotesi oggettive per capire i canoni che attraggono l interesse o che sono in grado di evocare emozioni e sensazioni particolari quando si osserva un lavoro artistico al di là dell antica e sempre attuale proporzione aurea emozione sentimenti attenzione attiva interesse verso un particolare della realtà esterna passaggio dalla pura percezione sensoriale al riconoscimento connotativo di una sensazione formazione di idee complesse intuizione e creatività sono questi gli elementi che distinguono l uomo dagli altri animali e dalle macchine i psichiatra nella foto i proff carlo morabito e antonio guarna consegnano il premio caianiello per l eccellenza nella ricerca scientifica al prof edoardo boncinelli a margine del convegno scientifico cervello intelligenza e tecnologia un integrazione necessaria reggio calabria 22.10.2011
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società helios magazine 2011 n 5 mediazione pratica sconosciuta nell era dei litigi e degli indignati di valentina arcidiaco p er il secondo anno il 20 ottobre ricorre la giornata nazionale della mediazione familiare organizzata dall associazione a.i.m.e.f tale data quest anno coincide anche con l evento conflict resolution day organizzato dal forum mondiale dei mediatori questa iniziativa ha scopi soprattutto informativi finalizzati a dimostrare che la mediazione familiare in primis e la new entry mediazione civile e commerciale sono alla portata dei cittadini che si trovano a dover affrontare delle controversie che in alcuni casi possono essere facilmente risolte tramite degli esperti prima di essere costretti ad adire le vie legali e senza necessariamente ritrovarsi all interno di un percorso giuridico la mediazione pertanto rappresenta una modalità efficace e positiva per l approccio dei conflitti gestita tramite un terzo imparziale che aiuta/collabora con i soggetti coinvolti per il raggiungimento di benevoli accordi tramite stipula o patto già vittorio cigoli quando parlava di mediazione familiare nel legame disperante si riferiva ad un tipo di responsabilità condivisa di impegno per arrivare ad un percorso di mediazione che possa essere reale e duraturo nel tempo egli aveva evidenziato come un legame diventa disperante quando una parte spera ancora nel mantenimento del legame mentre l altra parte attua reiterati tentativi che possano annullare il vincolo/rapporto fra i due accade così anche nei conflitti di tipo commerciale e civile quando due o più soggetti hanno subito un atto lesivo su diritti disponibili sigmund freud nel 1940 in psicologia delle masse e analisi dell io scriveva a proposito della rappresentazione dell altro all interno della nostra vita nella vita psichica del singolo l altro è regolarmente presente come modello come oggetto come soccorritore come nemico nella maggior parte dei conflitti l altro ha attraversato queste varie rappresentazioni per poi incappare nella figura del nemico che ha minato il benessere altrui contribuendo a far sì che molte delle tensioni rimangano insolute proprio per la delusione delle aspettative che si erano venute a creare ciò però non capita solo a livello familiare amicale e sociale ma si sta manifestando anche a livello politico-sociale infatti proprio in questi ultimi tempi moltissime sono le persone che non si riconoscono nel patto e nel rapporto di fiducia che si era instaurato con gli esponenti politici tanto da diventare indignati ovviamente in poche righe non si può in maniera esaustiva analizzare e descrivere compiutamente tutto il processo socio-psicologico che sta alla base dei vari movimenti e delle varie manifestazioni che si stanno susseguendo in italia ma anche in altre parti del mondo e nonostante il nostro paese cerchi di mediare i conflitti attraverso leggi che investono vari ambiti,questi provve dimenti non si stanno rivelando molto efficaci per superare il senso di disagio e di insoddisfazione,se non di ribellione,nei confronti di una società in crisi non solo dal punto di vista politico economico sociale ma anche e soprattutto sotto il profilo umano psicologico interpersonale la comunità secondo quanto affermato nel modello ecologico di bronfenbrenner soggetta a continui mutamenti già attua nei vari stadi di macro meso e microsistema strategie di mediazione e di risoluzione dei conflitti ma quando le aspettative e i bisogni non trovano rispondenza nella realtà essi si acuiscono e addirittura possono degenerare e sfociare in atti estremi di violenza il titolo di questo articolo è nato dal tentativo di condurre una attenta disamina che evidenzi la necessità da parte di tutta la società e degli organi preposti al raggiungimento del bene comune di mediare i conflitti al fine di pervenire ad un patto solidale equo e duraturo anche se di fatto si ritrovano invece a dover affrontare l emergenza di una diffusa protesta ovviamente causata dalla non condivisione di scelte leggi emendamenti e azioni reputati lesivi dei diritti soprattutto delle fasce più deboli della società il processo di mediazione può essere suddiviso in sei specifiche fasi definizione del problema individuazione delle cause e degli ostacoli alla soluzione analisi delle posizioni e dei bisogni attuazione di strategie possibili per la risoluzione individuazione delle caratteristiche specifiche per la stipula di un accordo e infine verifica e valutazione dei risultati bramanti 2004 ma a nostro avviso attualmente la mediazione in tutte le sue forme compresa la mediazione di comunità non sta riuscendo a sortire proficui effetti in quanto non sempre viene compreso e riconosciuto il plusvalore del soggetto controparte è ovvio però che solo attraverso una mediazione più fattiva si potranno raggiungere livelli di consolidata accettazione dell altro e di condivisione di problemi che investono la società e tutti coloro che in essa vivono ed operano i psicologa 11
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helios magazine 2011 n 5 società mediazione familiare e processo la necessità di un doppio binario di antonia santoro l a separazione e il divorzio rappresentano alcuni dei momenti critici che attraversano il ciclo vitale 1 di una famiglia segnando così la rottura dell unità e la fine del legame coniugale tuttavia i legami sono per la mente in quanto parte costitutiva del sé eterni e non basta cercare di annullarli per liberarsene 2 ciò vale ancor di più quando la frattura investe un nucleo familiare con figli i quali rimangono per sempre come segno vivo e tangibile dell esistenza del legame la coppia che si separa è pertanto chiamata ad assolvere precisi compiti di sviluppo3 attraverso l attuazione del c.d divorzio psichico e la gestione cooperativa del conflitto i partners devono giungere ad elaborare la fine dell unione e nel contempo a mantenere viva la responsabilità genitoriale gli ex coniugi tuttavia non sempre sono in grado di rilanciarsi da subito in questo nuovo ruolo squisitamente genitoriale ed infatti nel momento più acuto della crisi l attenzione si focalizza sul legame sullo sfondo rimangono invece i figli i veri soggetti deboli del processo i membri della coppia si rivolgono così a figure terze quali il giudice e l avvocato cercando in ciascuna uno strumento da cui ricevere rispettivamente giustizia e protezione con questi presupposti il processo di separazione e divorzio si traduce nella stragrande maggioranza dei casi in una sorta di delega in bianco a soggetti estranei che blocca il più delle volte la coppia nel conflitto i partners infatti nel tentativo di mantenere intatto un legame e nella speranza di cambiamento dell altro trovano nel conflitto la condizione per rimanere connessi seppure nel disagio in tali casi i risultati di ordine pratico raggiunti in sede giudiziale si rivelano spesso deludenti se misurati sulla lunga durata4 anche la scelta apparentemente meno traumatica qual è appunto la separazione consensuale finisce con il rivelarsi il più delle volte come l estremo tentativo per uscire dalla sofferenza il più rapidamente possibile il consenso solo fittiziamente raggiunto fonda le proprie basi su accordi non autentici proprio perché maturati in un contesto in cui i coniugi sebbene sottoscrittori e parti non sono stati in realtà i reali fautori dei contenuti segno tangibile di questo fenomeno è la continua violazione degli accordi presi oltre che la spasmodica richiesta di modifiche degli stessi in quanto il conflitto solo apparentemente sopito riemerge prontamente sui fronti più improbabili e disparati da qui la necessità di un doppio binario parallelo al tradizionale iter giudiziale e rappresentato dalla mediazione familiare la mediazione offre alla coppia in crisi uno spazio ed un tempo più fluido rispetto allo schema rigido del processo all interno del quale i coniugi possono circoscrivere le loro angosce e trovare la capacità di affrontare attivamente la situazione di disordine e di impasse in cui si trovano5 il percorso di mediazione consente a ciascuno di raggiungere in prima persona gli accordi di separazione e di essere artefice della riorganizzazione familiare che andrà a regolare la vita futura propria e dei figli la mediazione si basa su di un presupposto essenziale che lo differenzia da ogni altro tipo di intervento volto a risolvere le dispute le persone pur nel disordine emotivo/organizzativo che spesso accompagna una crisi hanno la capacità di autodeterminarsi ed assumersi la responsabilità di decidere ciò che è meglio per loro senza delega a terzi ciò in sostanza ricalca l intuizione di rogers6 secondo cui se una persona è in difficoltà il miglior modo per agevolarla non è quello di dirle cosa fare quanto di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema assumendosi la responsabilità delle scelte il mediatore vero e proprio traghettatore nella transizione 7 diventa una risorsa per la coppia che viene così sostenuta nella gestione degli aspetti emotivi nonchè dei risvolti più strettamente pratici e materiali egli pur guidando la coppia non indica i contenuti né da interpretazioni piuttosto aiuta ad abbandonare posizioni rigide e schemi precostituiti in cui ad un vincitore si contrappone sempre uno sconfitto spostando così l attenzione dagli interessi ai bisogni alla fine il passaggio in tribunale edulcorato dalle tensioni e paure rielaborate nel setting di mediazione acquista una dimensione più umana e vivibile divenendo semplicemente l ultima e necessaria tappa per la definizione dello status personale di tutti i soggetti coinvolti e pertanto auspicabile che la realtà del processo e quella della mediazione familiare si intreccino sia strutturalmente che cronologicamente anche al fine di superare le sterili quanto inutili dicotomie che vedono spesso dipingere la mediazione come buona ed il processo in tribunale come cattivo poiché questo giudizio di valore non rende giustizia a nessuno dei due sistemi8 i avvocato e mediatore familiare note 1 carter e mc goldrick m the family life cycle a framework for family therapy allan and bacon boston 1989 2 cigoli v psicologia della separazione e del divorzio il mulino 1998 pag 8 3 scabini e psicologia sociale della famiglia sviluppo dei legami e trasformazioni sociali bollati boringhieri torino 1995 marisa malagoli togliatti anna lubrano lavadera dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia il mulino 2002 4 masini b montanari d fra separazione interna e separazione esterna incastro tra il mondo psicologico della famiglia e il contesto giuridico interazioni 2,1995 5 in tal senso marzotto esperienze e modelli organizzativi di mediazione familiare in ardone mazzoni la mediazione familiare per una regolazione della conflittualità nella separazione e nel divorzio pag 149 giuffrè ed milano 1994 6 carl rogers terapia centrata sul cliente la nuova italia 1997 prima edizione americana 1951 7 cigoli v op cit pag 80 8 parkinson l 2003 cit in a m sanchez duran i ruoli dell avvocato nella mediazione familiare rivista di mediazione familiare sistemica n 3/4 2005/2006 12
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esteri helios magazine 2011 n 5 studiare a budapest di tania kostyuk b udapest è una città elegante aristocratica ricca di storia e nello stesso tempo molto moderna È un mix talmente forte tra l europa occidentale e l europa dell est che potrebbe sembrare per un italiano o un francese una città particolare insondabile e solo l eco del post-comunismo le vendite ambulanti nei sottopassaggi della metropolitana infiniti negozi dell usato i pubs aperti dalle 10 di mattina ed altre cose che non trovi a roma o parigi ma sicuramente incontri a kiev e mosca ma per fortuna budapest cresce si rinnova diventa più ordinata con parchi e fontane i cuori verdi di budapest sono il parco városliget con il lago e lo zoo i monti di buda con la cittadella e l antico castello e l isola margherita nel danubio con le terme budapest presenta bellezze architettoniche come il parlamento gli otto ponti la piazza degli eroi con i suoi musei la basilica di s stefano in grado di ospitare 8500 persone e con la torre che regala un panorama stupendo della città la piazza liszt ferenc con il palazzo dell accademia di musica a budapest ovunque vai incontri sempre cose interessanti da vedere come dice kàroly kopasz coordinatore erasmus dell università cattolica péter pázmány la vita culturale della città diventa sempre più vivace la città è piena di stranieri ci sono nazionalità che hanno una piccola comunità che vivono permanente a budapest mantenendo le loro tradizioni che condividono con noi ungheresi tramite diversi festival e concerti ci sono tanti italiani che hanno una vita culturale molto vivace budapest sia il quartiere ebraico pieno di locali di tendenza negozi di lusso gioiellerie ristoranti costosissimi ma pure i quartieri della parte di buda dove si può mangiare per 700 ft 2,50 euro ma anche finire nei guai per la piccola criminalità budapest è il danubio una volta era blu ora è verde per l inquinamento ma lo stesso resta una delle bellezze più importanti della capitale attraversato da otto ponti stupisce con la sua grandezza e prende parte attiva nella vita economica e turistica della città obbligatorio da vedere il danubio di sera con le luci del castello e il ponte delle catene budapest è i libri la gente a budapest legge ovunque nei mezzi pubblici sui prati dei parchi sulle piazze sulle fermate dei tram stupisce la quantità di librerie diffusa la vendita dei libri usati a partire da 100 fiorini 40 centesimi si trovano i libri per tutti i gusti e non solo in lingua ungherese inoltre l ungheria è proprio il paese con il più alto numero di libri stampati e venduti procapite budapest sono gli studenti i giovani sono i più attivi residenti della città con la loro ricca attività dice lilla loerik studentessa universitaria essere studente a budapest è un ottima opportunità perché la città ci offre tantissime possibilità i giovani hanno una scelta migliore nelle università ma anche del lavoro ed è conveniente abbiamo tantissimi sconti per viaggiare per i musei i teatri i concerti in certe taverne la vita notturna è molto attiva i locali migliori per uscire sono romkert instant holdudvar e dokk beach club i concerti di gruppi ungheresi sono proposti al gödör club al a38 ship e al dürer kert pub sono anche molto popolari le cantine rock dove si balla e si ascolta musi ca alternativa purtroppo non mancano a budapest posti pericolosi non è consigliato camminare di sera da soli perché ci sono molti vagabondi e piccoli gruppi criminali per conoscere la vera gente ungherese si deve andare fuori dal centro occupato da turisti nei treni nei tram nei locali periferici soltanto così si può conoscere la vera città con i suoi cittadini non ancora europei ma non più comunisti le persone sorridenti gentili e semplici con le preoccupazioni di ogni giorno le persone che ti consigliano sempre cosa ordinare di meglio nelle taverne la gente che ti invita a prendere una birra alle 11 di mattina e per il pranzo ti offre la palinca tradizionale vodka ungherese alla frutta stando a budapest è d obbligo assaggiare i più gustosi piatti tradizionali lo spezzatino di vitello il gulash di manzo la peperonata lo strudel e il makos guba pane con i semi di papavero budapest la capitale che si apre in mezzo all europa e che ospita mezza europa bratislava vienna belgrado berlino bucarest È difficile non viaggiare e non venire a visitare la città secondo michele sita docente dell università cattolica pétér pázmány sono arrivato in ungheria con una borsa di studio erasmus dall università di messina nel 2001 dopo che mi sono laureato in italia ho deciso di ritornare in ungheria con la borsa di studio postlaurea si può dire che sono in ungheria da circa 10 anni la decisione di vivere e lavorare qui in ungheria in realtà non l ho mai presa ho sempre pensato che ogni anno qui sarebbe stato il mio ultimo il primo progetto a lungo termine è stato il dottorato di ricerca a budapest presso l università statale elte già avevo cominciato ad insegnare presso il dipartimento di italianistica dell università cattolica pétér pázmány pian piano ho cominciato a collaborare anche con l istituto italiano di cultura di budapest credo purtroppo che certe opportunità in italia non le avrei mai avute non mi sono mai sentito uno straniero in ungheria all inizio mi sentivo come uno studente fuori sede al massimo come un turista certo la lingua ungherese è un ostacolo da superare ma passata questa barriera si apre un mondo nuovo fatto di persone ospitali socievoli aperte a conoscere nuove culture anche i palazzi costruiti in blocco alla periferia della città stanno pian piano prendendo colore per uscire dal grigiume che li affliggeva la crisi ha messo a dura prova anche l ungheria ma per notarlo davvero bisogna uscire da budapest in città questa crisi non è molto evidente per l ungheria entrare nell unione europea sicuramente è stato un importante tuttavia non credo che siano cambiate moltissime cose l apertura delle frontiere ha dato la possibilità di snellire molta burocrazia facilitando gli scambi economici culturali e turistici ma il fatto che non vi sia ancora l euro è significativo i 13
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