adozione_e_dintorni_GSD_informa_ottobre_2011

 

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ottobre 2011 008 gsd informa adozione e dintorni gsd informa mensile ottobre 2011 n 8 l adolescenza istruzioni per l uso care coordinamento libri e autostima crescere con la musica gsd informa 4 editoriale di anna guerrieri 8 10 da due a tre il primo appuntamento di monica arcadu adolescenza istruzioni per l uso di franco carola sociale e legale psicologia e adozione 16 18 coordinamento care intervista a monya ferritti di luigi bulotta leggendo 20 ce la puoi fare libri e autostima di marina zulian animando 26 ma che c entra il computer di claudio tedaldi suonando 30 32 crescere con la musica di valeria pacifico trentagiorni registrazione del tribunale di monza n 1840 del 21/02/2006 iscritto al roc al n 15956 editore associazione genitori si diventa onlus via gadda 4 monza mi www.genitorisidiventa.org info@genitorisidiventa.org redazione anna guerrieri direttore l aquila direttore@genitorisidiventa.org anna ester davini caporedattore e ricerca iconografica sassari simone berti vicecaporedattore firenze michele augurio sociologo milano monica arcadu psicologa reggio emilia monica nobile psicopedagogista venezia claudio tedaldi atelier del cartone animato forlì marina zulian associazione barchettablu venezia roberto gianfelice fotografo l aquila ilaria nasini fotografa firenze antonio fatigati direttore responsabile redazione@genitorisidiventa.org immagini simone berti firenze donatella caione foggia diana giallonardo l aquila roberto gianfelice l aquila ilaria nasini firenze valeriano salve l aquila progetto grafico e illustrazioni studio redazioni francesca visintin venezia correzione bozze luigi bulotta catanzaro daniela patroncini reggio emilia impaginazione maria maddalena di sopra venezia pea maccioni lecce abbonamenti e contatti email luigi bulotta redazione@genitorisidiventa.org copyright tutto il materiale scritto dalla redazione è disponibile sotto la licenza creative common attribuzione-non commerciale-condividi allo stesso modo 3.0 significa che può essere riprodotto a patto di citare adozione e dintorni gsdinforma di non usarlo per fini commerciali e di condividerlo con la stessa licenza info redazione@genitorisidiventa.org

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di anna guerrieri bambini guardo le bambine che arrivano a casa mia oggi 31 ottobre sono vestite da streghe da vampire da gatte hanno veli neri e stelle dorate cappelli a punta arancioni e viola hanno gli occhi ombrati di nero e di grigio hanno con sé cestini a forma di zucca decorati con scheletri di plastica e fantasmi fluorescenti sono pronte a girare per le case per giocare a dolcetto o scherzetto cantano parlano litigano si ingelosiscono si divertono si contano l un l altra le caramelle avute ridono scherzano litigano di nuovo sono timide timorose sfacciate ridono e si imbronciano hanno tutte nove anni e sembrano molto vicine a spiccare il volo verso una dimensione diversa dall infanzia pronte a discutere su ogni cosa come sono belle come sono polemiche come sono allegre come sono le osservo mentre si guardano un film adatto all occasione la sposa cadavere di tim burton stanche delle risate dei canti e dei loro incantesimi sdraiate per terra tra i cuscini della mia casa disordinata le mani perse tra caramelle arancioni biscotti e cioccolata le guardo e penso che stanno crescendo che vedo in loro le ragazzine che diventeranno mettere al centro i bambini non è questo tutto il punto per chi si avvicina all adozione per la prima volta ed è difficilissimo perché il più delle volte ci si avvicina all adozione dopo un infertilità e per un desiderio banalissimo quello di avere dei figli si tratta di un desiderio tutto adulto protagonista è il nostro desiderio quando aspettiamo ed è difficile mettere al centro di tale potente desiderio la percezione realistica dei bambini quelli veri guardo i ragazzi quelli ormai adolescenti quelli che si inseguono sul cellulare e su facebook quelli che a noi adulti ci schivano presi come sono dalle loro storie le loro vite così intrecciate di segreti corpi cresciuti di botto lineamenti bambini e mani da uomo schiene di donne e occhi da ragazzina voci che si inceppano discorsi che si bloccano editoriale

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guardo i ragazzi che si organizzano il pomeriggio nel loro dolcetto o scherzetto da cui noi adulti naturalmente e come normale siamo tagliati fuori a noi si chiede di accompagnare di allungare l orario ragazzi ragazze figli con cui a volte si litiga con cui parlare può essere una meraviglia con cui lo scontro può essere una ferita figli che ti fanno essere fieri figli che ti umiliano con quello che fanno con quello che dicono figli che senti per davvero gli adulti di domani figli che ti fanno pensare di non avercela fatta di essere tu un fallimento figli in cui ti riconosci figli che non sai chi siano essere madre di un adolescente mi ha insegnato definitivamente cosa significhi mettere i bambini al centro per me significa guardare i miei figli per come sono solo per come sono senza vederli attraverso le lenti del mio desiderio quel desiderio che li vorrebbe in grado di rendermi fiera di loro secondo i parametri che secondo me sono necessari per sentirsi orgogliosi per come sono esattamente per come sono nel bene e nel male ho scoperto che solo guardandoli così sono in grado di agire per loro e non per me stessa per loro e per quello che serve loro che sia tenerezza che sia durezza che sia forza che sia fragilità mi dico ora che se un tempo avessi saputo farlo avrei risparmiato a me e ai miei figli tanti errori tanti sbagli ma forse anche questa è illusione si sbaglia perché si deve sbagliare per crescere so però che un tempo tanto tempo fa non sapevo mettere al centro i bambini sognavo dei figli e li sognavo come li pensavo io e molte volte non ho visto i bambini che erano per davvero ho ignorato volutamente gli aspetti che mi dispiacevano che mi urtavano come se fossero aspetti da scartare erano in fondo quegli aspetti per cui temevo di non riuscire ad amarli come se l amore verso un figlio potesse dipendere dalle qualità che ci fanno piacere di quel figlio devo all adolescenza la lezione che avere un figlio significa metterlo al centro per davvero per come è avrei dovuto capirlo prima saperlo prima.

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6 © eliana gentile

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mettere al centro i bambini vuol dire anche sostenere i loro genitori nel lungo cammino del diventare padri e madri il cammino che si inizia dopo l arrivo dei bambini un tentativo che le associazioni famigliari stanno facendo è quello di mettersi in rete È per questo che nelle pagine seguenti trovate un articolo dedicato al care coordinamento delle associazioni famigliari e affidatarie in rete È stato fondato il 15 ottobre a roma È un passo ulteriore nel tentativo di sostenere le famiglie a mettere al centro i bambini per davvero 7

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psicologia e adozione monica arcadu psicologa da due a tre la famiglia è un collegamento con il nostro passato e un ponte verso il nostro futuro a haley carta d identità della famiglia adottiva 8 biata nel tempo non si nasconde più dietro a silenzi e segreti ma afferma in modo chiaro la sua differente identità nome e cognome famiglia adottiva la famiglia è la patria del cuore scrisse giuseppe mazzini superando già molto tempo fa la divisione fra famiglia di origine e famiglia adottiva non bisogna però dimenticare che le caratteristiche e le esperienze di quest ultima non possono essere sempre accomunate o interpretate come lievi sfumature di diversità dalla famiglia biologica questo riconoscimento è fondamentale perché consente al genitore di comprendere le dinamiche che l adozione comporta e il diverso modo di essere famiglia superando lo schema tradizionale ci siamo la burocrazia ha fatto il suo corso la lunga preparazione dell attesa è terminata e ora è nata una nuova famiglia tante parole sono state dette tante riflessioni condivise ma ora cosa succede i grandi temi dell adozione lasciano ora il posto a una moltitudine di piccole storie fatte di quotidianità mescolate a stralci di vita passata sono storie che a volte si fa fatica a raccontare e accogliere perché possono spaventare e far soffrire proprio nel momento in cui si sta cercando di creare un linguaggio comune per comunicare la famiglia adottiva è cam data di nascita prima dopo e durante l arrivo del bambino non coincide esattamente con la data di nascita della famiglia adottiva perché essa è fatta di tante storie da mescolare nate in momenti e in luoghi diversi la storia della coppia il loro incontro i loro luoghi la loro evoluzione e l approdo all adozione ma anche la storia del bambino la sua nascita i suoi primi momenti i suoi spazi e il suo attracco al porto adottivo come per ogni essere umano la fase della costruzione dell identità rappresenta una tappa imprescindibile del proprio cammino lo stesso avviene per la famiglia adottiva questo processo complesso comporta difficoltà e prove da affrontare esistono tante fasi che si susseguono ma tutte

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sono caratterizzate da compiti particolari determinati dai legami che hanno vissuto sia il bambino che la coppia prima dell incontro e che creano la fusione della storia dell uno con quella degli altri questo influisce su tutto il ciclo di vita familiare miscelare le storie è un compito specifico della genitorialità adottiva nelle diverse tappe evolutive della famiglia connotati e segni salienti l elemento distintivo che caratterizza la famiglia adottiva è l abbandono un evento che ha generato una perdita se si trascura questo dato si corre il rischio di compromettere il benessere del bambino e della nuova famiglia a volte può capitare che la famiglia anche se è preparatissima a livello razionale pensi all atto adottivo come a un esperienza non differente dalla filiazione biologica mentre anche quando il bambino è piccolissimo l adozione equivale ad altro la relazione madre-figlio inizia prima di venire al mondo sembra che già nella vita intrauterina il bambino sviluppi una forma di attività psichica quindi è necessario rendersi conto che la separazione dalla madre rappresenta comunque un evento drammatico anche per un piccolo di pochi giorni i bambini adottivi non sono bambini a rischio perché sono stati adottati ma possono essere a rischio proprio in virtù di questo precoce strappo subito il bambino non entra semplicemente in una famiglia ma passa da una famiglia famiglia biologica famiglia affidataria istituto a un altra e questo implica la necessità di elaborare un passaggio delicato i vissuti e i legami precedenti continuano a vivere a livello simbolico ed emotivo per il bambino come per i genitori restano vive le motivazioni che hanno portato alla scelta adottiva non si può prescindere da tutto questo prima di imboccare la strada del futuro segni particolari presentare e fare accettare la nuova realtà familiare a tutti i parenti rappresenta un altro compito distintivo e sconosciuto alla genitorialità biologica un ruolo importante viene svolto anche da tutti coloro che si trovano vicini nonni zii amici vicini di casa insegnanti questa rete dovrebbe essere di sostegno e aiuto al benessere del bambino ma non è automatico che questo avvenga per cui i genitori dovrebbero spendere risorse anche su questo fronte sia aiutando le persone che li circondano a comprendere le peculiari dinamiche adottive sia sostenendo il bambino ad accettare le difficoltà e la goffaggine di chi lo circonda professione non è richiesto che i genitori adottivi facciano da psicologi ai loro figli né tanto meno che diventino fantagenitori dovrebbero però cercare di sanare le ferite causate dall abbandono contenendo angoscia e sofferenza e promuovendo la speranza del cambiamento consapevoli dei propri limiti e delle proprie risorse l affetto le cure e le attenzioni quotidiane e costanti rendono genitori a 360° e la genitorialità adottiva non deve essere considerata una genitorialità di serie b ma semplicemente un modo diverso e articolato di essere genitori e figli questo modo di interpretare la genitorialità adottiva dovrebbe diventare patrimonio di tutti ma soprattutto delle coppie che compiono questa scelta perché questa convinzione condizionerà fortemente il futuro del bambino 9

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psicologia e adozione l adolescenza istruzioni per l uso fante in un fisico adulto tali mutazioni non avvengono per tutti alla medesima età e si articolano tra i dieci e i sedici anni per le donne e tra gli undici e i diciotto per gli uomini con la peluria facciale e toracica da una prospettiva psicologica l adolescenza è stata disaminata secondo più criteri il concetto di crisi adolescenziale è stato esaminato da diverse prospettive e scuole di pensiero tante da non permettere una piena e condivisa visione alcuni punti essenziali però sembrano ricorrere in tutte le cornici teoriche durante l adolescenza si accentua il dubbio sull autenticità di sé e del proprio corpo esso è oggetto di costante valutazione e giudizio e risulta difficile accettarne i cambiamenti in atto ne conseguono continui dubbi sul proprio aspetto estetico l entrata in gioco delle pulsioni sessuali poi e della masturbazione può divenire fonte di forti vissuti di colpa sentimento questo che pare impregnare molti momenti di questa età di cambiamento altro aspetto rilevato da più prospettive di studio sull adolescente è il desiderio di originalità e la ricerca di qualcosa che sia unico e speciale tale ricerca sembra riflettere un intimo desiderio dell individuo di riconoscersi in una nuova e speciale identità ben differenziata e riconoscibile scissa dalla famiglia da cui proviene l adolescente tra le sue peculiarità ha anche quella di reclamare con vigore la propria autonomia e individualità pur rimanendo fortemente dipendente dal nucleo familiare tale aspetto apparentemente contraddittorio è un im 10 l adolescenza dal latino adolescere crescere è il momento di passaggio di profondo cambiamento dall infanzia verso l età adulta È definibile come un segmento evolutivo durante il quale assistiamo a radicali cambiamenti fisici e psicologici spesso tanto rapidi e improvvisi da disorientare chi ne è testimone dall esterno dal punto di vista fisiologico è un periodo che ha inizio quando una secrezione ipotalamica provoca una risposta ipofisaria di gonadotropine le quali a loro volta inducono una secrezione gonadica in parole povere il corpo cambia radicalmente crescita dei peli sviluppo delle differenziazioni sessuali le mestruazioni nella donna e la produzione di liquido seminale nell uomo e altri chiari segni della trasformazione del corpo dell in-

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11 © sabina betti

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12 portante chiave di accesso per comprendere più a fondo quell ambivalenza nell atteggiamento emotivo che spesso viene manifestata nei confronti dei propri genitori la psicoanalisi a tale proposito azzarda una teoria secondo la quale alla base di questo difficile periodo esistenziale vi sia la necessità di assassinare le immagini parentali l adolescente può diventare un adulto se si affranca dai genitori che ha interiorizzato e trova una sua realtà psicologica indipendente l adolescenza di un figlio adottato è un periodo difficile in cui i conflitti naturali propri di questa epoca di passaggio vengono accresciuti dalla condizione adottiva la consapevolezza di essere stato adottato pare agire come un amplificatore delle fantasie tutto ciò che è già di per sé reso estremo dai subitanei mutamenti dell età in oggetto diviene a volte catastrofico le difficoltà all interno del nucleo familiare sembrano strutturarsi intorno a tre livelli 1 il problema dell identità e dell identificazione del giovane 2 le relazioni dell adolescente con i genitori adottivi 3 le difficoltà e i timori degli adottanti di fronte al figlio adottivo adolescente una possibile motivazione sottostante le trasgressioni il problema dell identità e dell identificazione il figlio adottivo in adolescenza deve integrare nella propria identità una doppia genealogia con il relativo rischio di una reale confusione identitaria o dello stabilirsi di un identità negativa la completa o parziale mancanza di informazioni relative ai genitori naturali è motivo di grande ansia sul piano dell identificazione sapere di essere stato un neonato o un infante non amato rifiutato costituisce un evidente ferita a livello del naturale narcisismo di base e dell identità fondamentale assistiamo nei ragazzi alla produzioni spontanee di fantasie circa la propria storia familiare che si tramutano in una sorta di romanzo familiare se l adolescente immagina dei genitori naturali meravigliosi potremmo ipotizzare un intimo bisogno di curare il proprio narcisismo ferito laddove prevalga l idea di un rifiuto della famiglia di origi ne potremmo assistere al crearsi di una fantasia di essere stato un bambino cattivo un prodotto non amato motivando così la spinta verso un identità negativa identificandosi cioè con quella parte cattiva che egli ha immaginato di essere si assiste quindi a una serie di comportamenti devianti le menzogne spesso seguite da giustificazioni e ricerche di assoluzione da parte della famiglia i furti piccole fughe da casa comportamenti violenti apparentemente immotivati alcuni genitori denunciano una sensazione di terribile impotenza nei confronti dell operato dell adolescente tale impotenza rispecchia in tutto e per tutto ciò che il figlio dichiara circa le motivazioni che lo spingono ai comportamenti in oggetto «non posso farci niente È più forte di me quando faccio quello che faccio» il ragazzo interrogato in merito ai propri comportamenti antisociali sente una sincera impossibilità a resistere a non agire determinate pulsioni gli atti sono leggibili come segnalatori di un eccesso di emozioni che non riuscendo a essere espresse non trovano altre vie di fuga se non l azione diviene opportuno però sottolineare che l adolescente porta fuori dalle mura

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domestiche qualcosa che egli stesso rileva come pericoloso per l integrità della propria immagine all interno della famiglia pare mettere fuori di casa una parte di sé ritenuta troppo pericolosa virtualmente troppo dannosa per chi l ha nutrito fino ad allora quando le emozioni sono esageratamente intense il giovane non solo le porta fuori casa ma potrebbe iniziare ad agire una forte carica aggressiva all interno delle mura domestiche un atteggiamento accogliente anche se non legittimante può essere un buon sedativo momentaneo sistica profonda dall altra to degli adolescenti adottapotrebbe favorire nell ado ti con i genitori adottanti lescente un altro tipo di noteremo atteggiamenti conflitto sentirsi diviso tra contraddittori da una degenitori naturali cattivi ri vozione eccessiva a duri fiutanti e genitori adottivi rimproveri i genitori dibuoni accettanti il rischio vengono oggetto esterno di una scissione tra le figu di una confusione emotiva re genitoriali premette la ricca in contraddizioni nei possibilità di una scissione termini nell adolescente tra un im alcuni studi indicano che magine di sé buona da un adolescenti adottati che lato e cattiva dall altro se mettono in mostra tale osserviamo bene il rappor ambivalenza di atteggia© sabina betti 13 l umore e i suoi cambiamenti nei rapporti con i familiari le altalene emotive chi ha vissuto l adozione in prima persona poi quasi a controbilanciare la ferita del non essere stato voluto esprime talvolta il piacere nel pensare di essere stato scelto dalla propria famiglia adottante preferito tra molti gli stessi genitori adottivi alle volte sostengono tale idea sottolineando di aver scelto il bambino per qualche ragione particolare di averlo in qualche modo eletto se da una parte tutto ciò compensa una ferita narci-

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menti nei confronti dei propri genitori adottivi denunciano un vissuto più o meno consapevole inerente all adattamento alla nuova famiglia le origini biologiche e il corpo genitori confusi genitori amareggiati «ma io sono o non sono un bravo genitore?» i genitori adottanti durante questo periodo di crescita paiono attraversare una vera crisi genitoriale complice la mancanza di informazioni certe sui genitori biologici del proprio © sabina betti 14 figlio potremmo assistere allo svilupparsi di più o meno celati timori concernenti l adolescente magari di una eredità patogena l inevitabile conflitto tra genitori e adolescente rischia di rimettere in discussione l immagine di buoni genitori facendo tornare in primo piano le motivazioni più o meno consapevoli che hanno spinto verso il percorso adottivo alcuni genitori denunciano un forte senso di impotenza dinanzi alla carica emotiva con cui i propri figli si rivolgono loro e conseguentemente paiono attraversare fortissimi vissuti di inadeguatezza circa il proprio ruolo l adolescente dal canto suo si confronta con una impellente necessità di identificare il proprio corpo che repentinamente sta cambiando le differenze somatiche intra-familiari che fino ad ora forse non occupavano maggiore spazio di una curiosità tipicamente infantile divengono centrali nell attenzione generale l adolescente comincia a cercare riferimenti chiari dal punto di vista corporeo egli cerca di comprendere il senso di tanti cambiamenti attraverso il modo più naturale al mondo ricerca uno specchio vivente che giustifichi quanto accade a se stesso.

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la necessità di riconnettersi con le proprie origini biologiche assume così un gusto che va al di là del bisogno di dare un senso alla propria storia personale il ritrovamento della propria storia dei propri genitori biologici diviene un modo per potersi rispecchiare in una realtà fisica oltre che psicologica e narrativa una maniera per riconoscersi nel cambiamento in atto il tema del corpo è particolarmente importante noi tutti tendiamo a dare per scontato l essere fisicamente come siamo sapere di assomigliare a qualcuno e potersi rivedere nel colore degli occhi nella forma del viso o nel tono della pelle di un genitore significa rinforzare un immagine di sé nel presente testimoniata dalla presenza di qualcuno che almeno un po ci assomiglia e che testimonia come diventeremo nel futuro il proprio figlio non ci so miglia ma sceglie di dimostrare apertamente i propri conflitti interni non dimostra somiglianza ma mostra se stesso alla propria famiglia adottiva e nel farlo magari attacca verbalmente i componenti della famiglia oppure agisce comportamenti contrari alla regolamentazione familiare È un fallimento educativo del lavoro genitoriale una possibile lettura di tali comportamenti devianti le norme esiste il figlio sia egli erede biologico oppure no in questa fase dello sviluppo elegge la propria famiglia a contenitore sufficientemente solido dove elaborare i gravosi sobbalzi emotivi di cui è vittima utilizza il proprio nido familiare per mettere in scena i propri conflitti interni o per confrontarsi apertamente con essi nel caso di minori adottati quindi potremmo ipotizzare che i disagi esposti palesemente siano un atto di fi ducia del figlio nei confronti della propria famiglia non dimentichiamo che se l adolescenza di per sé è periodo di grande confusione identitaria fisiologica e sociale per chi porta sulle proprie spalle la consapevolezza di uno strappo di una ferita da abbandono questo periodo della vita può risultare oltremodo faticoso e non lasciare spazio psicologico ed emotivo a molto altro riuscire a non implodere ma a palesare il fortissimo disagio che si esperisce per un adolescente significa sentire di avere i supporti necessari nell ambiente che lo circonda per poter cercare di trasformare quanto di negativo sta percependo in qualche cosa di buono di utile e il più simile possibile all amore di cui si sente circondato il figlio potremmo azzardare a dire cerca e stimola il nascere e il crescere di una somiglianza emotiva con la propria famiglia adottiva franco carola psicologo psicoterapeuta e gruppoanalista esperto in psicologia scolastica e in tecniche di rilassamento lavora da anni sui temi legati al parenting e in particolare sulla genitorialità adottiva docente in training presso la sgai società gruppoanalitica italiana è student member iagp international association for group psychotherapy and group process 15 bibliografia j laplanche j.b pontalis enciclopedia della psicoanalisi romabari laterza 1998 d marcelli a braconnier 1983 adolescenza e psicopatologia milano masson 2000 alla ricerca delle in-formazioni perdute a cura di f pergola milano francoangeli 2001.

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