Fanzin - Numero Undici

 

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Fanzin - Numero Undici

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12 Estate duemiladiciotto – Numero undici €uri 0,00 Sei lì. Concentrato. Sguardo fisso sulla traiettoria della punta che colpirà la bianca. Mano aperta e appoggiata saldamente al panno verde. La stecca scorre fluida avanti e indietro sul ponte. Schiena e gambe sono ben ancorate al terreno. Il braccio di riporto è pronto per un colpo deciso e nella mente hai ben chiara la geometria del tiro. Poi ecco insinuarsi il dubbio: e se invece la metto di là?? E’ più facile e vado sul sicuro. Cazzo quel whiskino di prima si fa sentire. No dai me la sento, non posso cambiare idea. Magari la lecco un po’ invece di prenderla proprio piena, così poi la bianca si appoggia bene alla sponda. La leccata non sbaglia mai. Si e poi va finire che invece di sghettarla faccio il solito liscio e becco anche le mezze. Ma checcazzo un bel colpo deciso e vaffanculo. Questo numero vuol essere un bel colpo dritto in buca, senza sponde e con la biglia che risuona prepotente. Trovate nuove facce ad animare la copertina, oltre ad un trionfo di pere, fiche, somari e gnu ad accompagnare i vostri momenti sul cesso. E se vi portate pure una penna potete sollazzarvi con la nostra enigmistica per solutori esperti. Beccatevi sta palla in buca d’angolo.

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21 Arrivammo a Bilbao nel tardo pomeriggio. facciamo arrestare? Il Veneziano guidava il gruppo vacanze, con Ma no, tranquillo. Il Veneziano ha già l'entusiasmo di un Ersilio davanti ad un abbottato i coglioni a tutto il locale e si è bicchiere di vino bianco frizzante. fatto degli amici. Dopo aver appoggiato le valige in albergo, il Veneziano aveva sfinito i coglioni a tutti per Si batteva di continuo il cuore con il pugno scendere in calle a bere e fare serata. al grido di lo siento. Io mi defilai e li raggiunsi in calle con un paio Boh, incomprensibile. d'ore di ritardo, sperando che l'adrenalina del Poi si fermò da un nigeriano mastodontico nostro traghettatore fosse scemata. che, stranamente, tra un lo siento e l'altro Il gruppone era intento a ciarlare e trangugiare sembrava capire il linguaggio del canas davanti ad un baretto del centro storico Veneziano. di Bilbao. Mi avvicinai e vidi in un vicoletto, staccato dal Il nigeriano invitò a seguirlo in un vicoletto gruppo, il Veneziano che confabulava con due buio. locali. In quale lingua comunicassero era un Alè ci siamo, pensai. Mo' lo pesta. mistero ma una parola si ergeva su tutte: Il Veneziano si divincolò come un'anguilla Lo siento. dalla presa del negro e tornò velocemente verso di noi. Pensai che un Bofonchiava di continuo questa parola. Mi avvicinai e vidi in barlume di ragione gli fosse rimasta, invece prese Lo siento? Ma che cazzo dice, pensai tra me e me. un vicoletto, staccato il più grosso del nostro gruppo e lo trascinò seco. Li guardava dritto negli occhi e con un sorriso da mezzo scemo, battendosi la mano sul petto, ripeteva come un disco incantato “lo siento”. dal gruppo, il Veneziano che confabulava con due locali. In quale Il Veneziano, il Negro e il Grosso si allontanarono dal baretto e si persero nel buio. Pensai al peggio, poi mi De che? Vidi gli occhi dei locali perdersi lingua comunicassero calmai, il Grosso avrebbe sicuramente trovato un e rispondere con cenni imbarazzati. era un mistero ma una feeling col bel ragazzo africano. Era convinto che per parlare spagnolo bastasse buttare qualche lettera a caso parola si ergeva su tutte: Lo siento. La serata stava scivolando nell'alcol e mi ero quasi dimenticato dell'accaduto nell'italiano e il suo lo siento, accompagnato dal quando li vidi tornare sani e salvi. Salvi e gesto eroico del pugno sul petto, indicava un basta, perché il Veneziano biascicava in senso di appartenenza alla popolazione del maniera orrenda. Il Grosso mi spiegò che il luogo, che stava ad indicare un “Grazie, Negro li aveva portati sotto un ponte che apprezzo la tua terra e anch'io condivido gli attraversa il fiume Nervion. Lì, gli aveva ideali di indipendenza basca, io ti sono amico”. detto di aspettare e si era allontanato per Non so dove si fosse documentato ma questo recuperare l'hashish. L'attesa si era era più o meno il senso del suo parlare. Un prolungata e il Veneziano si era fatto secolo di battaglie nazionaliste e prendere dal timore, lo stesso timore che indipendentiste racchiuse in un misterioso “lo aveva quando vedeva le forze dell'ordine. Il siento”. Grosso, nonostante il fascino del bell’africano, aveva nasato odore di Il Veneziano ciondolava. Era marcio, questo era imboscata perciò erano tornati in fretta in sicuro. strada, lasciando il Negro al suo destino. Barcollando si diresse verso di me, mi salutò con un abbraccio pesante, di persona che fatica La manovra poteva funzionare, se non a trovare un equilibrio e proseguì attaccando fosse che il Veneziano era tornato sul luogo pezze ad altri convenuti del luogo. di partenza, un po' come l'assassino che torna sulla scena del crimine. Che cazzo sta combinando? - Chiesi ad un amico. Vidi il negro arrivare bello incazzato, Indovina? Sta cercando la fumella. - Rispose. cercando con lo sguardo l'italiano che Ma non riesce a stare un giorno senza? Ci l'aveva turlupinato. Continua…

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12 Mi girai verso il Veneziano che era impallidito e dissi: “C’è il tuo amichetto, Mister T, e mi sembra pure bello gonfio di violenza. Mo' è il momento di tirare fuori il tuo cavallo di battaglia della lingua castigliana.” Il Veneziano cercò riparo dietro il Grosso. Il Negro incazzato disse in slang da ghetto: “Tu, bocchini mamma. Tu via. Ora compra. Dammi money. Vaffanculo”. Il Veneziano già capiva poco di suo, ora era completamente andato nel pallone. Adesso che avrebbe potuto sciorinare i suoi “lo siento” non lo faceva. Cazzo, dì “lo siento”. E non batterti il cuore.….a quello ci pensa il Negro. La situazione stava degenerando e il Veneziano era in catalessi. Un tempesta violenta si stava abbattendo sulla laguna. Come nelle classiche storie arrivò il colpo di scena che ribalta la trama. Un gregario del gruppo, altro noto fumatore incallito, tirò fuori un ventello e lo sventolò in faccia al Negro, in segno di pace. Come un secchio d’acqua in un cestino in fiamme, sull’Africa scese la quiete. Prese i soldi ancora bello furente, rifilò due misere canne al gregario e se ne andò lanciando improperi al Veneziano. Il Grosso commentò l’abbigliamento del bell’africano e disse che vestiva in maniera 12 6 9 10 12 34 78 R 11 13 14 15 5 16 17 18 19 21 O 20 sbagliato ORIZZONTALI 1. Bel ragazzo; Fa coppia con Salvo - 6. Caratteristica dei contratti stipulati con quelle ragazze lungo le statali che prevede una contropartita in denaro – 9. Usciva dal campo in quel modo un noto giocatore del AC Fratta Terme soprannominato "Dolore" – 10. Nome scritto a latere e in piccolo sul campanello della prima casa del Veneziano per non oscurare e offuscare la centralità della sua figura – 11. Numero comune di palle – 12. Avverbio di luogo che quelli di Civitella e Santa sofia pronunciano con la “e” chiusa – 13. Brindisi può essere cin cin oppure... – 14. Alternativa che si chiede all'amico che è andato a convivere da poco“ Esci o ...” – 17. Pub nel centro di Forlì il cui titolare voleva pagarmi un euro all'ora e ha la testa a bulbo – 19. Ex calciatore, famoso attaccante del Real Madrid che Ugo saprà da quando si intende anche di calcio – 20. Si dice per indicare un figlio di sconosciuti – 21. Durante il sesso, aggettivo usato da una colta ragazza per indicare la mancata corrispondenza tra orifizio giusto e orifizio VERTICALI 1. Incitare alla ribellione; fomentare come lo studente della canzone Kappler degli Offlaga Disco Pax – 2. Sesso principale praticato da Pota – 3. Può esserlo la foresta – 4. “.....et laborE” (cit.Poeta) – 5. Si dice nel porgere qualcosa ad un'altra persona – 5. Organizzazione combattuta da quel deficiente di Fedez – 7. Pub in quel di Forlì che dobbiamo ringraziare, il cui titolare è zoppo – 8. Parola onomatopeica usata nei fumetti quando si vede un bel piatto fumante e si ha l'acquolina in bocca – 14. Non me ne venivano altre:soprannome spumeggiante di un personaggio di Fratta Terme, noto per la narcolessia e la voglia del somaro; questo non lo potete sapere – 15. Abbinato a "durismo" era una tipica espressione della Lega Italiana degli anni 90 di finezza e cortesia – 16. Musica patriottica o soprannome di un mio amico umbro che per Sartino è brutto come un canchero – 18. Luogo frequentato da Pota durante l'orario di lavoro – 20. Intercalare usato in diversi dialetti del nord italia Scriveteci a info@fanzin.com LettureDaCessoFanzin Quando ero piccolo, a casa di mia nonna, guardavo spesso con lei i documentari sugli animali. ”Metti sul 3 che c’è geo & geo” diceva. Chi non ha mai visto gli gnu attraversare il fiume? La testardaggine dell’animale, che pur sapendo di finire nella morsa del coccodrillo prosegue la traversata, suscita forti emozioni. Non può fare diversamente. La sua natura gli impone di seguire la transumanza della mandria. Vede i suoi simili morire davanti a lui, ma deve avanzare in mezzo agli schizzi di sangue, senza rassegnazione, senza particolari sentimenti. La teoria dell’evoluzione di Darwin viene da molti considerata falsa: fu caldeggiata dalle élite finanziarie dell’epoca perché si sposava bene con la divisione servi-padroni della neonata società industriale. É il più forte che sopravvive al più debole, così Darwin fu funzionale a giustificare la schiavitù di molti lavoratori a vantaggio di pochi sfruttatori. Lo stesso Wallace, coautore della teoria, disse, anni dopo, di non essere così certo di ciò che avevano scoperto; fini’ nel dimenticatoio e per il resto della sua esistenza accademica non pubblicò più nulla. Una teoria moderna, invece, è quella della risonanza. Potete capirne il funzionamento visionando su youtube un esperimento: si prendono diversi metronomi e si azionano in momenti differenti.. dopo qualche minuto in disaccordo questi si accorderanno su un’unica frequenza, oscillando all’unisono. Se ne deduce in maniera approssimativa che siamo profondamente connessi, attraverso qualche oscura legge vibratoria psichica o animica , a ciò che ci circonda. Che ci piaccia o meno qualcosa ci lega al creato ad un livello sottile e potente. Ecco perché, ritornando su quel divano, quando ero bambino, nel momento più difficile della traversata degli gnu, quando il fiume diventato un lago di sangue sembrava un ostacolo insormontabile, succedeva una cosa incredibile. Una sonora scoreggia. Mia nonna, addormentata sul lato opposto scoreggiava e russava. La legge della risonanza! Mia nonna percepiva la paura della bestia e la aiutava inconsciamente nell’impresa. Mia nonna attraversava il fiume con la mandria di gnu. Mia nonna vibrava con loro.

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43 L’uomo sul fico L’uomo sul fico guarda oltre Oltre i confini della realtà Oltre i campi in fiore Oltre la sottile linea che divide l’immaginazione dall’orizzonte L’uomo sul fico ama sognare Viaggiare di illusioni Pensare ad una vita migliore L’uomo sul fico guarda oltre Oltre le verdi foglie del suo albero Oltre gli alti arbusti delle sue zucchine e del suo cardo morto Ma l’uomo sul fico non sa che stare su un fico con davanti la sua fica è già il modo migliore di godere di una felicità che ancora non sa di avere. IL BAR DELLA PISCINA MELDOLA CIRCOLO CSI BIRRERIA, COCKTAIL E PANINI – AFFITTO CAMPI CALCETTO E BEACH VOLLEY/TENNIS – PISCINA PIAZZALE DELLA LIBERTA’ 18, MELDOLA (FC) PER INFO 3408870281 www.facebook.com/barpiscina meldola Era il periodo dell’università. Periodo di sguardo. Il padrone di casa mi stava grosso cazzeggio e pochi pensieri. Non osservando allibito dalla finestra aperta. pensavo tanto neppure alla fica. Una sigaretta fumante pendeva dalla sua Un giorno un compagno mi propose di bocca semi-spalancata. andare a studiare a casa sua con altri ragazzi. Io odiavo studiare in compagnia ma Ma che cazzo stai facendo? sapevo che era un disincentivo al mio Scusami…io…ho…. fancazzismo. Così accettai. Oltre al padrone Ma quello è l’asciugamano di mia mamma? di casa, c’era una nana e un terzo che No…io….te lo lavo…. andava dietro alla nana. La nana però aveva messo gli occhi su di me. Non che io abbia Fece un gesto di disgusto con la bocca, niente contro le nane, ma questa nana era spense la sigaretta e usci dalla visuale. pure bruttina e tifava Inter. Eravamo seduti Mi alzai e andai alla finestra. C’era un al tavolo del salotto e mi stavo annoiando. I terrazzino comunicante con il salotto ma il tre compagni parlottavano su un problema mio compagno era rientrato. Sicuramente di statistica che secondo loro aveva un dato stava già raccontando quello che aveva errato. Interessante. Approfittati del appena visto. momento di discussione per andare a Smadonnai e gettai l’asciugamano pisciato pisciare. Mi sedetti sul cesso e aprii la finestra. Non Non dovevo cagare ma nel cesto dei panni sporchi. Poi pensai che anche quelli dovevo cagare ma mi piaceva pisciare da seduto. mi piaceva pisciare da si sarebbero impregnati di piscio ma ormai non mi Presi un giornale e mi misi sfogliarlo. C’era una intervista a Fanny Cadeo. seduto. Presi un giornale e mi misi sfogliarlo. importava più tanto. Mi lavai le mani e tornai in salotto. Aveva due mine che mi avevano sempre eccitato. C’era una intervista a I ragazzi non confabulavano più e mi guardavano. Pure Era un articolo da classico Fanny Cadeo. Aveva due quella troia della nana rotocalco gossipparo e venne fuori il sesso: a Fanny mine che mi avevano continuava a fissarmi. Mi misi a sedere e ripresi la piaceva quando il ragazzo la “corcava” col membro. sempre eccitato. penna in mano. Immaginai la scena con quelle due tettone A che punto eravamo? Chiesi. immense e mi eccitai. Non mi resi conto che l’erezione aveva indirizzato il piscio nella Continuammo l’esercizio in una atmosfera di feritoia tra il cesso e la tazza. Vidi una grossa imbarazzo generale. macchia gialla allargarsi sul pavimento e Finimmo l’esercizio e i tre si fermarono infilarsi sotto le mie scarpe. Trasalii e mi nuovamente a fissarmi. alzai di scatto sgocciolandomi addosso. Avrei voluto prendere a calci in culo la nana. Maremma impestata che casino avevo Dissi che si era fatto tardi e che dovevo combinato. Avrei fatto meno danni andare. Il padrone di casa annuì col mento, pisciando volontariamente sul pavimento. schifato. Per la classica legge di Murphy il rotolo di Mi alzai e me ne andai. carta igienica era quasi esaurito. Buttai le ultime due pezze di carta sul pavimento ma Venni poi segato all’esame di statistica. si impregnarono subito. Cosa potevo fare per rimediare al bordello? Vidi la tovaglietta per il culo sopra al bidet e decisi di Leggi e sfoglia tutti utilizzarla. Mi chinai e cercai di asciugare quel lago paglierino. Avevo imbevuto i numeri vecchi sul completamente l’asciugamano ma il lavoro stava venendo bene. Un’ombra oscurò la nostro sito piastrella sulla quale ero chino. Alzai lo www.fanzin.it

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Il Range Rover Sport nero percorse Alzando il capo incrociò lo sguardo con quello sgommando a tutta birra l’ultima curva in di Louis che stava sopraggiungendo per saliscendi, Paul Weller e i “suoi” Style Council a l’ordinazione con il solito modo tutto volume gli stavano ricordando “WELL, guascone...“Buonasera Mr. Adell, how are WE’RE GONNA SHOUT TO THE TOP” quando i you?” fari allo xeno illuminarono il cartello stradale Con fare sdegnato, Thomas, toccando con “WELCOME TO COLLINHILL”. insistenza il collo del lupetto in puro cachemire L’inverno era alle porte e la collina circostante Loro Piana indossato sotto l’abito in tweed era imbiancata dalla prima spruzzata di neve Kiton Napoli, replicò sprezzante “Pregiatissimo che gli stivaletti “beatles” Santoni di Thomas Louis, sa che mia nonna é vissuta quanto Gillo Adell calpestarono scendendo dal SUV Dorfles, eh? E sa quanti cazzo di anni sono parcheggiato proprio di fronte al bistrot vissuti, eh? 107! E sa il perché? Beh, se non lo “LOUIS THE MOUSTACHE”. sa, glielo dico io, perché hanno fatto entrambi Entrò mentre una elegantissima “So What” di della più assoluta riservatezza e discrezione il Miles Davis risuonava soffusamente in loro modus vivendi!”. sottofondo e, senza salutare nessuno, Louis rimase interdetto e, prima ancora che voracemente concentrato sullo schermo del suo I minuti sull’Audemars potesse profferire parola, Thomas, che stava IPHONE X, attraversò il locale ed andò a sedersi al solito Piguet Royal Oak distrattamente consultando la pagina “Carta del Giorno” tavolo in fondo alla sala con passavano lenti, scanditi del Menù, proseguì “Stasera vista panoramica. Era in orario quasi perfetto, dal nervoso ticchettio del voglio provare un Somarello in umido su sottofondo di di Nicholas White, invece, ancora nessuna traccia. “Spero che quel cacasotto di porta biglietti da visita Mont Blanc sul tavolo, quinoa con salsa di ribes e riso basmati mantecato al curry, il tutto accompagnato Nick non mi dia buca anche stavolta” pensò “dobbiamo quando lo smartphone si da un cabernet Sauvignon “Omnia Ora” della cantina De assolutamente definire i dettagli per strutturare il processo di partnership fra illuminò per un whatsapp di Nicholas White Cupis”. Dopo che Thomas aveva invitato il povero Louis a l’Hersey’s Bar ed il Sherafon condividere con lo staff per il Milk Bar, l’integrazione verticale fra i business dopo servizio le 3 diverse bottiglie stappate è perfetta, il successo sicuro, creando un che, a detta sua, “sapevano di tappo”, arrivò monopolio di fatto nel settore dei pubblici l’agognata portata il cui impiattamento era a esercizi, e, quindi, le provvigioni altissime per dir poco impeccabile. noi advisor”. Thomas, dopo aver maneggiato con maestria I minuti sull’Audemars Piguet Royal Oak le posate design Philippe Starck sulle fettine di passavano lenti, scanditi dal nervoso ticchettio carne sapientemente disposte ed aver a del porta biglietti da visita Mont Blanc sul malapena masticato il primo boccone, tavolo, quando lo smartphone si illuminò per schioccò le dita per chiamare Louis e un whatsapp di Nicholas White che recitava commentò con sussiego “Pregiatissimo Louis, “Really Sorry Thomas, il ghiaccio riscontrato fin se non vado errato, avevo poc’anzi ordinato dalle prime curve impedisce alla mia una pietanza a base di somaro e non del MERCEDES GT di salire a Collinhill in sicurezza. triviale legno di cui era forse composto il Ci aggiorniamo”. calesse che codesto malcapitato capo di “Numi Defecanti!” imprecò Thomas con un bestiame trainava con fatica prima di essere sospiro “quell’escremento accidioso, come tristemente avviato al macello”... temevo, mi ha fottuto ancora, o ha trovato un Louis prese a sè il piatto con noncuranza e si acquirente migliore per il Sherafon o se la starà allontanò sorridendo e fischiettando passando con qualche troietta raccattata al soffusamente l’aria di una nota canzone dei golf club e la cosa non mi aggrada in entrambe Jetro Tull: THICK AS A...SUMAR. le ipotesi, Cribbio!!!”. Redazione: Jack, Evangelista, Yugs, Berri, El Remolino

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