MESE N 59

 
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MESE N 59 AGOSTO

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Agosto 1825: la Bolivia proclama la sua indipendenza dal… Perù. GRATUITOGIORNALE MENSILE DI APPROFONDIMENTO SU FATTI, COSE E PERSONE DELLA VALDINIEVOLE Mscornitttei dcaatidnei netrlao Valdinievole AAGPORSITLOE --AANNNNOOVVIIII Mese. Mensile di approfondimento - Distribuzione Gratuita 1944-2018: Strage fascista… IN QUESTO NUMERO ••••••••••••••• Tesi sindaco ••••••••••••••• Torna Food & Book ••••••••••••••• Primato per Buggiano ••••••••••••••• Nel blu dipinto di blu ••••••••••••••• Tornei dei rioni ••••••••••••••• Skiathos ••••••••••••••• I vitalizi •••••••••••••••

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MESE visti da dentro PAGINA 2 AGOSTO • ANNO vIi EDITORIALE di VITO GENNA I l male peggiore di questo millennio è l’imbecillità. Come si fa a dirlo? Basta guardare cosa è stato fatto a Ponte Buggianese. Mi riferisco all’atto vandalico che ha distrutto i cippi in memoria delle vittime della strage nazifascista del 1944. Secondo me derubricare tale gesto dandone una connotazione solo a livello politico è sbagliato. Chi ha commesso il fatto ha dimostrato proprio di essere un imbecille: ecco perché. Se lo ha fatto mosso da ragioni politiche è stupido, se solo ha pensato di cancellare una pagina di storia tra le più buie rompendo qualche lapide. Ancor peggio e barbaro sarebbe stato se tale gesto fosse motivato dal voler riaffermare quel nefando e truce gesto dei soldati nazisti. In ambo i casi sarebbe un imbecille. Se invece chi ha distrutto un pezzo di memoria storica e allo stesso tempo ha riaperto una ferita nel cuore dei parenti delle vittime lo ha fatto solo per il gusto di fare una bravata è uno stupido. Perché non si è reso conto del significato profondo che, oltre al ricordo, quelle lapidi hanno. Sono un monito a non dimenticare fin dove può arrivare la barbarie umana. Barbarie che non ha colore politico. In guerra molti hanno perso i propri cari e a volte, come a Ponte, sono stati uccisi anche civili inermi. Lo hanno fatto i nazisti ma, in giro per il mondo, se si legge la storia, questa purtroppo è una pagina ricorrente. E a volte i colori di vittime e carnefici sono stati diversi, anche invertiti. Ecco perché non va dimenticata una pagina così buia, ecco perché non vanno passati all’oblio i nomi di uomini donne e bambini della strage del padule di Fucecchio. Ecco perché chi si è permesso di distruggere i cippi non ha sentimenti umani, non conosce la storia ed è solo un povero imbecille. Una scelta giusta Adottata dal comune termale la carta dei diritti della bambina FIDAPA MONTECATINI TERME - Il Comune di Montecatini, grazie all’interessamento del sindaco Bellandi, ha adottato su proposta dell’associazione Fidapa la Carta dei diritti della Bambina. “La sezione FIDAPA di Montecatini Terme - spiegano fonti ufficiali - e la referente della Carta professoressa Iolanda Cosentino, con la presidente della sezione Loredana Marrapodi, la presidente distrettuale Patrizia Fedi Bonciani, auspicano che l’esempio del sindaco di Montecatini venga seguito anche dagli altri Sindaci della Valdinievole e sta preparando un evento di portata Nazionale per l’8 novembre che si svolgerà sempre a Montecatini e vedrà l’adozione della Carta da parte di tutti i sindaci della Valdinievole”. La Carta deve essere letta come una diritti e dei suoi doveri contro ogni forma di discriminazione. La nuova Carta dei diritti della bambina, allegata, come parte integrante, alla risoluzione approvata, consentirà a tutti gli accordi già raggiunti in conformità al nuovo testo, di essere validi e operativi. Questo il commento dell’associazione. “Si ritiene – spiegano i responsabili locali di FIDAPA - che le bambine abbiano maggiori problemi legati alla discriminazione e siano diverse dai loro coetanei di sesso maschile per bisogni e sensibilità. Fidapa ha recepito e diffuso in Italia e nel mondo La carta dei diritti della bambina con particolare attenzione ai rischi di sfruttamento e violenza. La Carta che viene adottata dal Comune di Montecatini ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubbli- premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere aiutata, protetta fin dalla nascita e formata in modo che possa crescere nella piena consapevolezza dei suoi ca, con particolare riguardo alla scuola, a quelli che sono i diritti delle bambine di tutte le razze e di tutte le religioni. Come stabilito dall’articolo 2 della Carta ogni bambina deve essere tutelata da ogni forma di violenza fisica e psi- La carta Ogni bambina ha il diritto: Articolo 1 Di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità. Articolo 2 Di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico. Articolo 3 Di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste. Articolo 4 Di essere trattata con i pieni diritti della persona dalla legge e dagli organismi sociali. Articolo 5 Di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole. Articolo 6 Di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile. Articolo 7 Di beneficiare nella pubertà del sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo. Articolo 8 Di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età. Articolo 9 Di non essere bersaglio, né tanto meno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità. cologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psicofisico. Il riferimento è chiaro. Ci si riferisce alle mutilazioni genitali femminili ed ai matrimoni precoci, secondo i dati di Terres Des Hommes 15.000.000 di ragazze si sposano prima di aver compiuto i diciotto anni. In Mauritania e Niger, più della metà delle baby spose tra i 15 ed i 19 anni ha un marito più vecchio di 10 anni e 44.000.000 di bambine al di sotto dei 14 anni, hanno subito mutilazioni genitali. I paesi con più alta incidenza di mutilazioni genitali sono il Gambia, la Mauritania, l’Indonesia. Ma il valore assoluto più alto è in Egitto, dove almeno la metà delle bambine sotto gli 11 anni ha subito mutilazioni genitali con 27 milioni di vittime stimate. Al secondo posto l’Etiopia con circa 23 milioni di vittime. La nostra società sempre più multietnica e multi razziale ha il dovere di controllare se le bambine residenti nel nostro territorio siano sottoposte a questo genere di pratiche, che mentre nei paesi di origine si configurano come pratiche religiose e culturali, in Italia si configurano come veri e propri reati contro la persona e sono perseguibili dal Codice Penale. Grande importanza ha la scuola perché spesso le bambine immigrate si confidano con le compagne o con gli insegnanti e questo spesso riesce a salvarle. Ci sono dei casi ben noti all’opinione pubblica. Un esempio è il caso di Sana una adolescente Pakistana strozzata dal padre e dai fratelli perché si ribellava al matrimonio con un connazionale”.

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Nicola Tesi il sindaco del popolo Terzo mandato consecutivo, precedentemente per due legislature ha fatto l’assessore, per il sindaco di Ponte Buggianese PONTE BUGGIANESE - L’elezione a sindaco di Nicola Tesi non è stata una sorpresa, ma forse lo è stata la sua netta vittoria elettorale. Abbiamo cercato di capirne le ragioni e quali sono gli obiettivi che si prefigge. La sua vittoria alle ultime elezioni è stata facile, guardando i numeri, perché? “Ho vinto perché ha pagato la continuità di un’amministrazione e soprattutto perché ha pagato il rapporto instaurato con la gente. Penso che siano state fondamentali due cose. In primo luogo un programma molto calibrato sulle persone e sul mondo dell’associazionismo locale. Secondariamente un gruppo di candidati veramente forte, un mix di giovani ed esperti che rappresentavano al meglio ogni frazione comunale. Credo che abbiamo saputo parlare alla gente e la gente ci ha ascoltato in maniera importante. Partecipando veramente a frotte agli incontri che abbiamo organizzati. Personalmente il bar di Casabianca pieno e stracolmo per ascoltare la presentazione di un programma elettorale in trent’anni di politica non lo avevo mai visto”. Come mai non avete messo il simbolo sulla lista? “È stata una scelta che viene da lontano. Il simbolo l’ultima volta è apparso nel 2008, già nel 2013 non era stato messo. Noi abbiamo presentato una lista che raccoglieva tutte le forze del centrosinistra, ma anche aperta a persone indipendenti. Il simbolo poi viene messo, di norma, nei comuni sopra i 15000 abitanti. In questo caso la lista era più aperta e incentrata sul candidato, che penso abbia dato un valore aggiunto, piuttosto che sul partito. Se si pensa ai voti raccolti nel marzo del 2018 e quelli presi a queste elezioni c’è uno scarto di circa mille voti a fronte di una partecipazione nettamente inferiore. Il che dimostra che ci sono dentro voti personali del candidato a sindaco e dei componenti la lista”. Obiettivi del primo anno. “Vogliamo lavorare da ora a fine anno sugli investimenti. Ad esempio parteciperemo a bandi di efficientamento energetico nelle scuole. Ci occupe- PAGINA 3 remo di asfaltatura di strade, estensione dell’illuminazione pubblica e telecamere per migliorare la sicurezza dei cittadini. Vogliamo rafforzare la presenza dei dipendenti comunali con quattro assunzioni a tempo indeterminato. Da settembre inizieremo gli incontri nelle frazioni per realizzare il bilancio partecipativo. Da gennaio partiremo con tutte le iniziative che vogliamo fare”. La cosa più difficile da realizzare durante il suo mandato? “Ho due sogni. Il primo obiettivo è costruire la nuova scuola e riqualificare tutta la zona di via Rossini. L’altra è la realizzazione del campo sportivo sintetico. Quest’ultimo è un progetto di più lungo respiro”. Squadra amministrativa nuova, perché? “Quando abbiamo approntato la lista solo la Baldi ha dato la disponibilità per una nuova candidatura. Poi all’interno della squadra ho scelto in maniera libera senza nessun accordo elettorale, in modo da avere una squadra più pronta ma che sappia coinvolgere e far crescere tutti. Lo dimostrano le deleghe diffuse che ho distribuito. In tal modo tra cinque anni tutti i consiglieri avranno un bagaglio di esperienza da poter aspirare a fare gli assessori. L’assessorato ai lavori pubblici a Franco Sarti ne è un esempio. In futuro, nel prossimo mandato, ci dovrà essere un assessore che conosce benissimo ed approfonditamente tutto il territorio comunale come, in questo caso, Franco”. Vista l’aria che tira, politicamente cosa si aspetta per l’anno prossimo alle amministrative che ci saranno in Valdinievole? “Mi aspetterei una conferma delle amministrazioni di Centrosinistra. Se sapranno parlare con le popolazioni e se avranno lavorato bene in questi anni con i cittadini e per i cittadini, mantenendo con loro un rapporto stretto, hanno una buona possibilità di riconferma. Perlomeno nei comuni sotto i 15000 abitanti. Le dinamiche nei comuni sopra i quindicimila abitanti, invece, sono diverse e sinceramente le conosco un po’ meno. Nei comuni come Ponte e la maggior parte di quelli della Valdinievole è fondamentale stare tra i cittadini. Cosa ad esempio che io ho fatto quando ero assessore ai lavori pubblici e questa cosa ha pagato in termini di consensi. L’esempio, se torniamo alla nostra squadra, di Franco Sarti ai lavori pubblici è lampante. È una persona competente, che conosce benissimo il territorio, ha esperienza, e sa fare senza sforzo interventi ed in maniera precisa e puntuale gli interventi necessari”. MESE Perché prima aumentare la Tari e poi andare a dire in campagna elettorale che l’imposta sui rifiuti sarebbe stata abbassata. Non si poteva fare o dire subito tutto ciò? “Il problema nasce dal fatto che il bando sociale sulla Tari viene emanato dall’ufficio ragioneria e dall’ufficio tributi, collegato al regolamento della Tari stessa. Inoltre l’impatto di questa tassa non era stato previsto così oneroso nelle proiezioni. Una volta accertato ciò si è lavorato per capire dove c’era la possibilità di intervenire. Poi naturalmente c’è da vedere in modo più generale la questione, perché è da ricondurre ad un serio problema di ambito”. Vito Genna Torna il Festival Food&Book a Montecatini Terme La kermesse in programma nella prima quindicina del mese di ottobre, tra gli ospiti lo Chef Alfonso Iaccarino e lo storico Franco Cardini MONTECATINI TERME - Si terrà dal 12 al 14 ottobre la VI edizione del Festival “Food&Book – la cultura del cibo, il cibo nella cultura” a Montecatini Terme (PT), nella consueta e splendi- da cornice delle Terme Tettuccio, ma anche in altri luoghi della città. La manifestazione è organizzata dall’associazione Leggere Tutti con Agra Editrice ed è di- retto da Sergio Auricchio e Carlo Ottaviano. Il Festival prevede il coinvolgimento di scrittori e autori che nei loro romanzi parlano di cibo, di chef importanti che raccontano il cibo e la loro attività con libri di successo, di saggisti che trattano i problemi dell’alimentazione e della nutrizione. Come ogni anno anche nella prossima edizione gli appuntamenti saranno numerosi. Di mattina e pomeriggio alle Terme Tettuccio presentazioni di libri e incontri con gli Autori e a pranzo il Piatto dello Chef, ma anche showcooking, stand gastronomici con prodotti tipici provenienti da tutta Italia e il bookshop nella Sala Scritture aperto per tutta la durata della manifestazione con editori del settore e tutti i libri presentati, lo spazio Junior e (sabato 13) l’ormai tradizionale presentazione della prossima Guida SlowWine con la partecipazio- ne dei dirigenti di Slow Food e di oltre 600 produttori italiani di vino. E ancora un corso di aggiornamento per i giornalisti, laboratori e workshop, possibilità di prenotare visite guidate per scoprire la Montecatini liberty. Inoltre anche quest’anno si terrà la Corsa dei Camerieri. A Montecatini come a Parigi, dove si tenne per la prima volta quasi un secolo fa, i camerieri si sfidano in una vera e propria corsa all’ultimo piatto per le vie della città. Di sera la location di Food&Book si sposta in altre aree della città, in alcuni Ristoranti ed Hotel del centro con le cene “A tavola con lo Scrittore” e due Cene di Gala. Ospite d’onore sarà Alfonso Iaccarino, tra i più grandi Chef italiani, a cui sarà dedicata la Cena di Gala. Altro appuntamento imperdibile: si terrà proprio a Food&Book la festa per i 20 anni di “Eat Parade”, la ru br ica del Tg 2 condot- ta da Bruno Gambacorta, che sarà a Montecatini con testimonianze di Chef e Produttori che hanno partecipato negli anni alla rubrica. Tra coloro che hanno confermato la loro presenza c’è lo storico Franco Cardini, che presenterà il suo ultimo libro L’appetito dell ’imperato re. Storie e sapori segreti della storia (Mondadori), una serie di racconti gustosi dove l’Auto re dove mette in campo la sua duplice esperienza di storico e di gourmet, dal Medioevo ai totalitarismi novecenteschi in un percorso nel tempo tra i sapori. Inoltre a Food&Book parlerà anche del libro di Piero Camporesi, Il brodo indiano (Il Saggiatore), un viaggio affascinante tra i cambiamenti dell’alimentazione tra Seicento e Settecento. A breve sul sito www.foodandbook.it il programma 2018. Previsto anche un pullman Roma-Montecatini e ritorno.

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MESE Comune in rosso Molto bella e significativa l’iniziativa che ha visto, per una sera, illuminare di rosso il municipio di Montecatini Terme MONTECATINI TERME - Anche il Municipio di Montecatini si è illuminato di rosso, seguen- do metaforicamente il percorso tracciato dalla fondatrice di Special Olympics Eunice Kenne- PAGINA 4 dy Shriver, esattamente mezzo secolo fa. L’iniziativa “Light Up for Inclusion” ha visto infatti riflettere la luce rossa del Movimento, simbolo di lotta alla discriminazione ed all’emarginazione, su numerosi monumenti, stadi ed edifici storici presenti in ogni parte del mondo: dalle cascate del Niagara al London Eye, dall’Empire State Building al Sydney Opera House. In Italia, tra i diversi, sono stati illuminati il Maschio Angioino di Napoli, i Sassi e la Chiesa di San Pietro Caveoso di Matera, la Fontana Luminosa dell’Aquila. Anche Montecatini, sede dal 4 al 10 giugno scorsi dei 34 Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, una settimana di emozioni, giochi, abbrac- AGOSTO • ANNO vIi ci, sorrisi e anche medaglie nel pieno spirito dell’inclusione sociale, ricordi che hanno lasciato tracce indelebili in città, non ha mancato l’appuntamento. Un ringraziamento alla Music Staff di Paolo Grossi per l’importante supporto tecnico. Montecatini in tv Saharawi a Montecatini Su Sky Arte un’intera puntata sulla street art che ha colorato il Palaterme I bambini del deserto sono stati ricevuti in Municipio dal sindaco Bellandi e dalla consigliera Biagini MONTECATINI TERME - Recente mente è andata in onda sul canale tematico Sky Arte (canali 120 e 400 del satellite) durante una puntata dedicata alla Street Art un servizio dedicato a Montecatini Terme. Tutto nell’ambito della serie dei “buchi colorati in 3d” sulla cupola del Palaterme da parte dell’artista 1010, polacco di nascita ma tedesco di adozione, nel maggio del 2017. “Si tratta del documentario-reportage molto ampio – ha spiegato l’assessore Bruno Ialuna MONTECATINI TERME - Una dozzina di bambini Saharawi sono stati ricevuti in Municipio. Sono arrivati lo scorso 7 luglio dal campo profughi del Nord Africa, nel deserto meridionale dell’Algeria e saranno ospiti in Valdinievole per circa 50 giorni, come ormai accade da numerosi anni, in virtù del protocollo d’intesa siglato da numerosi Comuni. Il sindaco Bellandi e la consigliera Biagini, assieme all’assessore di Pieve a Nievole Maraia, hanno ricevuto i bambini facendo loro alcuni doni come zaini e borse da scuola. I bambini, uno dei quali proprio nell’occasione festeggiava 5 anni, seguiti dall’associazione Al Sadaqa, hanno già fatto gli “M u ro”, un’a f f a sc i na nte pro d u zione che mostra le creazioni di murales in diverse città d’Italia, si è occupata anche della città termale. La puntata che ha riguardato la “perla della Valdinievole” è stata dedicata alla realizzazione – nel corso del quale la nostra città è stata ben visibile. Il filmato verrà trasmesso anche nel Regno Unito e in Irl a n d a”. N e l co rs o della p unt at a sono andate in onda anche alcune interviste realizzate sempre a Montecatini. screening sanitari e alcune gite anche sul territorio. Al momento sono ospiti a Pieve a Nievole. Il popolo Saharawi dal 1975 subisce l’occupazione da par te del Marocco, venendo così costretto a vivere in campi profughi in territorio desertico algerino. Da fine luglio i bambini si trasferiranno alla scuola elementare di Margine Coperta dove resteranno fino al 19 agosto. Successivamente saranno ospiti del comune di Marliana e poi potranno vivere per 3 giorni l’esperienza al mare a Vada, per poi tornare fino al 28 agosto di nuovo a Massa Cozzile.

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MESE Savoia, la storia Fu il figlio primogenito Umberto I di Savoia a succedere a Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia ROMA - Il capitano di Vascello, Ugo d’Atri, noto presidente dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’onore alle Reali Tombe del Pantheon di Roma, traccia con le sue risposte all’intervista che segue un profilo biografico interessante ed originale del Re Umberto I. Quali difficoltà incontrò Umberto I succedendo ad un padre come Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia? “Certamente Vittorio Emanuele II, maggiore artefice dell’unità d’Italia, ebbe una fortissima personalità; tale fatto ha indotto la storiografia e la pubblica opinione a considerare suo figlio, Re Umberto I, dotato di una personalità meno spiccata. Non penso però che fosse scialbo come i detrattori della Monarchia lo hanno presentato”. Secondo alcune dicerie si racconta PAGINA 6 che Re Vittorio Emanuele non avesse grande simpatia per il figlio Umberto I. “Mi sembra ben difficile che un padre non abbia simpatia per il proprio figlio. Direi invece che ad un personaggio irruento e sanguigno come Vittorio Emanuele II fece seguito un Sovrano più misurato come Umberto I”. È vero che Umberto I non ha ereditato le caratteristiche identitarie della dinastia dei Savoia? “Mai sentita questa voce. Mi sembra che ogni tanto esca fuori qualcosa per destabilizzare la memoria storica. Il bersaglio è sempre lo stesso”. È credibile la versione che Indro Montanelli ci dà della consorte di Re Umberto I, regina Margherita? “Non sono affatto d’accordo. Margherita, dal 1878 in poi, fu una Regina, la prima Regina d’Italia. Aveva un carattere deciso, fu amante delle arti e donna di grande livello culturale”. Quale immagine di sovrano ci offre Re Umberto I? “Umberto I ebbe una medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo coraggioso comportamento nel quadrato di Villafranca il 24 giugno 1866 (la battaglia di Custoza). Aveva soltanto ventidue anni. AGOSTO • ANNO vIi Venne così ricordato da Edmondo De Amicis nel libro “Cuore”. Sotto il suo Regno l’Italia sviluppò una politica estera di crescente importanza, avvicinandosi alla Germania ed all’Austria-Ungheria in contrapposizione alla Francia, da cui l’Italia era divisa da rivendicazioni territoriali (Nizza, Savoia, Corsica, Tunisi) e cercò di avere un ruolo in Africa, in analogia con gli altri grandi paesi europei. Questi erano gli scenari del tempo. Oggi il colonialismo ha cambiato volto, coltiva i propri interessi commerciali e finanziari con i bombardieri”. Fu definito il Re buono. Per quali ragioni? “A Udine si festeggia, a Napoli si muore” (per il colera). E il Re andò a Napoli, fra i malati. Questa vicinanza alla popolazione gli valse l’appellativo di Re buono. A Milano, nel 1898, non ci fu una mera sommossa per il pane. Fu una rivolta armata. Del resto era un periodo di forti agitazioni sociali, iniziato con la Comune di Parigi del 1871, con tumulti negli Stati Uniti duramente repressi e continuato con la prima rivoluzione russa del 1905. Uno Stato avrà ben il diritto di difendersi”. Un commento sull’assassinio del Re? “A quell’epoca, gli anarchici sparavano. Nel 1891 fu assassinato Mc Kinley, presidente degli Stati Uniti, gli assassini politici erano all’ordine del giorno negli inquieti stati balcanici ed in Russia. L’uccisione di Umberto I fu dettata dal desiderio di vendicare i morti di Milano o fu commissionata dal governo francese in odio alla Triplice Alleanza”. Cosa ha lasciato in eredità alla storia italiana Re Umberto I? “I ventidue anni di Regno di Umberto I ci hanno lasciato una crescita economica dell’Italia, la diminuzione dell’analfabetismo, il progressivo ampliamento della base elettorale, l’inserimento nella vita politica ed istituzionale del Partito Socialista, la nascita dei sindacati, la fioritura della scienza e delle arti con l’affermarsi di grandi personalità, grazie anche alla Regina Margherita, il senso dello Stato dei pubblici dipendenti, un’Italia che contava un po’ di più nel mondo e, a mio avviso, la cosa più bella: l’architettura umbertina, imponente, degna di un grande Paese. Carlo Pellegrini Primato per Buggiano Buggiano è il primo comune in provincia di Pistoia che entra a far parte dell’anagrafe nazionale della popolazione residente BUGGIANO - Il Comune di Bug- di Pistoia ad esser subentrato giano è il primo in Provincia nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Tutti i dati personali delle persone residenti nel comune di Buggiano sono quindi confluiti in questo database nazionale e saranno consultabili da tutti gli enti pubblici a livello nazionale. Un passaggio importante che permetterà ai cittadini di farsi rilasciare pratiche in qualsiasi luogo del territorio senza dover tornare nel proprio comune di residenza. “ L’A NPR - sp iega i l sindaco di Buggiano Andrea Taddei - è un progetto innovativo previsto dall’Agenda digitale italiana ed è per le amministrazioni pubbliche un cambiamento importante perché rappresenta uno snellimento e una velocizzazio- ne delle pratiche burocratiche. Penso ad esempio agli studenti fuori sede o a chi deve, per lavoro, trascorrere dei periodi in altre zone del territorio nazionale. La nascita di una anagrafe nazionale permetterà a chiunque di rivolgersi a qualsiasi ente pubblico del territorio nazionale per espletare tutte le pratiche di cui ha bisogno: variazioni di residenza, iscrizioni, carte di identità e certificazion i ”. Il Comune di Buggiano è entrato a far par te dell’ANPR da martedì 10 luglio, primo della provincia di Pistoia e fra i primi in Toscana. “Abbiamo deciso di aderire il prima possibile – continua il sindaco – perché il Mi- nistero ha messo a disposizione dei fondi e non volevamo farceli s ca ppa re”. L’ANPR è u na banca dati u nica nella quale confluiranno tutti i dati anagrafici dei residenti in Italia e dei residenti all’estero, regis trati og gi nell ’AI RE. L’o biettivo strategico è quello di creare una rete di comunicazione unica, che porterà tutti i Comuni ad usare le stesse logiche di utilizzo dei dati, di archiviazione delle informazioni e di certificazione. Oggi, secondo il sito del Ministero dell’Interno dedicato al progetto, sono soltanto 361 i Comuni confluiti nell’anagrafe nazionale sui quasi 8mila presenti nel territorio nazionale.

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Il museo del cavatore A Vellano, nei primi anni ‘90 fu aperto il “Museo storico etnografico del minatore e cavatore”, grazie al vellanese Publio Biagini PESCIA - La numerosa oggettistica esposta nel museo richiama, in alcuni aspetti, ad una delle principali attività del luogo. Un tempo Vellano fu fiorente di cave di pietra e di abili e capaci scalpellini, come il padre di Publio Biagini. Questo singolare mestiere veniva tramandato di generazioni in generazione. De diverse cave vellanesi, oggi è superstite soltanto la Cava Nardini, l’unica presente in tutta la provincia. In questi ultimi anni molto si è detto e molto si è scritto tanto sul “Museo storico etnografico del minatore e cavatore” di Vellano. Perfino la RAI e altre emittenti televisive hanno curato servizi su questa straordinaria realtà culturale, che ci viene illustrata dal suo fondatore Publio Biagini. Come, quando e dove le è nata l’idea di fondare il museo storico etnografico del minatore e cavatore? “Il museo è nato nel lontano (ormai) 1992 a Vellano, a ricordo delle decine di cave di pietra serena e delle migliaia di scalpellini/cavatori che con il passare dei PAGINA 7 secoli vi hanno lavorato”. Quanti sono gli oggetti e i minerali esposti? “Sono oltre 10000 i pezzi di archeologia cavatoria e mineraria e sono oltre 2000 i testi (concessi in prestito gratuito) di scienze naturali della terra, ai quali si aggiungono 500 documenti in videocassette e dvd”. Quale tipo di oggettistica esposta suscita interesse nei visitatori? “Tutta. In special modo gli antichi attrezzi. Attirano l’attenzione anche i colori e le forme cristalline dei minerali esposti. Qui è possibile visitare, infatti, una collezione di minerali toscani del lontano 1909 di oltre 1000 pezzi”. In che misura la visita al museo riesce a catturare tanti turisti e alunni di scuola? “Fornire delle cifre precise del numero dei visitatori è praticamente impossibile, anche se il museo è dotato di un album/registro presenze: ma sono svariate migliaia l’anno. Le scuole di ogni ordine e grado visitano il museo per studio, curiosità, esami, esperimenti di laboratorio”. Come il suo museo riesce a difendere e diffondere le tessere dell’identità culturale di Vellano? “Il museo è un deposito documentario di storia del territorio, di ricordi, di cultura etnografica. Parla anche, e non solo, naturalmente, della nostra comunità e della Valdinievole nel suo insieme”. Il comune di Pescia in che modo apprezza e favorisce la visita al museo? “Credo che apprezzi quanto da noi ideato. Ma come per altri siti, per ora a causa di risorse finanziarie non può agire più di tanto”. Quali obiettivi si prefigge con il suo museo? “Non chiedo niente di più di quello che poter continuare ad andare MESE avanti così”. Questi gli orari del museo: Ingresso libero. Gruppi e Scolaresche (solo su prenotazione) dal lunedì al venerdì dalle ore 9 fino al tramonto, sabato e domenica solo se richiesto preventivamente (per un minimo 5 persone). Per ulteriori informazioni è opportuno telefonare ai numeri che seguono: 0572.405448 – cellulare 330.910517; fax 0572.40918 Carlo Pellegrini Auguri don Ferdinando Festa grande a Massarella di Fucecchio: il parroco don Ferdinando Santonocito ha ricordato i suoi sessant’anni di sacerdozio MASSARELLA - Correva il 28 giugno 1958, quando nel duomo di S. Miniato (PI), Ferdinando Santonocito, parroco di Massarella e canonico del Capitolo della Cattedrale di Pescia, ricevette l’ordinazione presbiterale per mano del vescovo Felice Beccaro. A seguito della sua nomina a cappellano a S. Maria a Monte, dove rimase per quattro anni, don Ferdinando dette inizio all’azione pastorale rivolta alla formazione cattolica e all’educazione dei giovani attraverso l’esperienza dei campeggi che perdura ancora oggi. È stato, inoltre, parroco in una parrocchia nei pressi di Pontedera, dove non si risparmiò in nessuna fatica nel settore delle Acli, di cui ne è stato anche viceassistente provinciale. In quegli anni riuscì perfino a conseguire la licenza in Teologia alla facoltà Lateranense di Roma e la laurea in Filosofia all’Università di Firenze. Fu così che gli venne assegnata anche la docenza di Lettere nelle scuole statali, per tanti anni, fino a conseguire la nomina a preside di una scuola media. Risale al 1° dicembre 1981 il suo ingresso a Massarella in veste di parroco. Qui, in questo grazioso paese, posto sui colli delle Cerbaie sopra il padule di Fucecchio, don Santonocito non si è mai fermato. A passo di bersagliere, don Ferdinando, nel corso di tanti anni di encomiabile servizio ecclesiale, ha dotato la comunità parrocchiale massigiana di tutte le realtà pastorali: gruppo catechisti, gruppo giovani, un coro qualificato, un mensile informativo e formativo, una colonia estiva a Vada, le adozioni a distanza in Uganda, un’attiva associazione culturale, un comitato festeggiamenti. Guardare a questa parrocchia di mille abitanti circa e a tutto ciò che la caratterizza, si può riscontrare quanto sia stata e sia tutt’ora feconda e accesa l’azione pastorale di don Ferdinando Santonocito. In merito alla celebrazione del sessantesimo del suo sacerdozio ha affermato: «Mi rivolgo a Dio con una infinita gratitudine per il Suo sacro dono. Egli è stato al mio fianco nella mia lunga missione di parroco e di educatore. Mi ha concesso di scorgere lo splendore della Sua luce nelle rivelazioni di anime sante che mi hanno edificato e confermato che “i santi sono tra noi”. L’altra dimensione di questa celebrazione è il ricorso alla misericordia del Signore che “scruta i cuori ed è grande nella sua misericordia”. Riconoscere i propri limiti e le manchevolezze significa affidare la propria vita al Cuore di Dio, che salva e perdona». Per effetto del suo servizio parrocchiale e della sua alta cultura teologica e letteraria don Ferdinando Santonocito appartiene e apparterrà alla storia di Massarella. Questo insigne parroco vanta anche varie pubblicazioni, articoli, saggi e raccolte di poesie che gli sono valse numerosi riconoscimenti e premi. Al canonico prof. Ferdinando Santonocito giungano gli auguri dell’intera redazione di MESE. Carlo Pellegrini Concorso di pittura e poesia È appena uscito il bando per il XV Concorso di Pittura e Poesia “Città di Pescia”, che si svolgerà nei locali del refettorio del Conservatorio di San Michele domenica 7 ottobre prossimo PESCIA - Per i partecipanti, come stabilisce il regolamento, è richiesto il compimento del 16° anno di età alla data del concorso. Inoltre, nel regolamento leggiamo: “Possono partecipare poeti con una sola poesia inedita, a tema libero, non superiori a 30 versi, da inviare in sei copie, delle quali una soltanto dovrà recare nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico dell’autore». E continuiamo a leggere: «Possono partecipare pittori con un’opera di pittura (olio, acrilico, acquarello, anche incisione, tempera e tecnica mista) che non dovrà superare le dimensioni di cm: 60x80. L’opera non dovrà essere firmata sul fronte in caso contrario dovrà essere oscurata”. I partecipanti dovranno comunicare la loro adesione entro il 20 settembre al seguente indirizzo: Rione San Michele Casella Postale 95 - 51017 Pescia (PT) Oppure contattando il numero 328 9417389 Le opere dovranno essere consegnate entro le ore 10.30 del giorno stesso della manifestazione. La partecipazione richiede un contributo di € 20,00 da inviarsi in contanti, insieme alle opere. Il XV Concorso di Pittura e Poesia “Città di Pescia” è patrocinato dal Comune di Pescia, dalla Croce Rossa Italiana, dall’ Unicoop Firenze, dalla Paninoteca Capitan Piadina di Pescia e dalla Banca di Pescia e Cascina. La presidenza della commissione sezione pittura è affidata a Marcello Meucci, mentre quella della poesia a Sileno Lavorini, nostro amico e collaboratore, che sarà reduce dalla nota “Giornata Mondiale della Poesia” quale membro della commissione esaminatrice. “La cerimonia di premiazione -afferma Sileno Lavorini - si terrà domenica 7 ottobre prossimo alle ore 15 nella sala monumentale del Rione di San Michele. A tutti i partecipanti verrà offerto un pranzo con menù toscano e i primi classificati di ogni sezione riceveranno 200 € di premio. Per tutti i finalisti premi speciali e riconoscimenti messi in palio da: Croce Rossa Italiana, Unicoop Firenze e Capitan Piadina”. Per informazioni rivolgersi a Serena cell. 328 9417389 Carlo Pellegrini

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RUBRICA Ruote d’argento PAGINA 9 Rubrica a cura di Vito Genna Rubrica sulle automobili più belle e particolari che hanno fatto la storia Email: vito@mesenotizie.it MESE giro di Sicilia: DIETRO LE QUINTE Una “corsa” di auto d’epoca non è soltanto una mera gara. Ma un concentrato di sensazioni, colori, profumi ed emozioni. Un’espe- di Pisa ed ha dettato il trascorrere del tempo al pilota basandosi sui suoi battiti del polso. Ecco perché, nonostante l’inconveniente del tiero, Oscar Zari appunto, il gruppo toscano ha saputo prendere parte ad una delle più importanti manifestazioni storiche, paragonabile alla celebre Mille Miglia, attraversare la Sicilia in lungo e largo apprezzando scenari incontaminati e selvaggi. Luoghi bellissimi visti con la leggerezza e lo stile e che contraddistingue i toscani. Al passaggio nei centri storici ali di folla hanno dato il benvenuto a questi eroi dell’asfalto, salutandoli con grida di gioia ed applausi. “Non avevamo mai provato nulla del genere - dice Lido Stefanelli - e siamo stati contagiati da questo spirito festoso e meraviglioso. Dal calore dei siciliani e dal sapore della loro meravigliosa terra”. “Questa è la Sicilia - gli fa eco Luciano Cardelli - e dobbiamo anche ricordare che casa. Dalla coperta della nave potevamo vedere la colonna di auto, polverose e con qualche perdita di olio di troppo, ma tutte valorose, che si imbarcava con noi. Insieme ai camper ed ai camion. C’erano tanti piloti e navigatori, chi come noi saliva sulla nave e chi, invece, era lì solo per imbarcare l’auto mentre avrebbe fatto il viaggio di ritorno in aereo. C’era tanta fre- rienza unica e ricca di episodi particolari ed irripetibili. Per questa ragione spesso è quasi più bello e gratificante ricordare i fatti collaterali che la gara vera e propria. Per cercare di assaporare al meglio questo déjà-vu abbiamo chiesto ad uno degli equipaggi in gara all’ultimo giro di Sicilia, composta da Luciano Cardelli e Lido Stefanelli, di parlarci della loro esperienza. “Il giro di Sicilia - dico i due in coro - è stato un grande evento al quale abbiamo partecipato con molta determinazione e ci ha fatto provare forti scariche di adrenalina, durante tutto il percorso. Nonostante ci confrontassimo con equipaggi superiori, sia grazie al motore dei loro mezzi, sia per le attrezzature cronometriche di cui potevano disporre. Ma ad ogni avversità abbiamo saputo sopperire con l’ingegno - spiega Lido Stefanelli - al punto che, quando il navigatore Luciano Cardelli è rimasto in panne col suo cronometro manuale per rimediare e segnalare il trascorrere del tempo a me che ero il pilota ha fatto ricorso alle sue reminiscenze di studio. Ha pensato a Galileo Galilei quando studiava la legge del pendolo nella cattedrale guasto meccanico ci siamo ben comportati nella tappa”. Finita la tappa all’interno della loro Austin Healey Luciano Cardelli e Lido Stefanelli, nonostante i volti sudati e stravolti dalla fatica, quando hanno incrociato gli sguardi hanno visto lacrime di gioia e soddisfazione. Al giro di Sicilia i due non hanno partecipato da soli ma insieme ad un folto gruppo, messo insieme da Oscar Zari, nel quale erano annoverava diverse auto di grande livello. Galvanizzato dal suo condot- su queste stesse strade si sono cimentati campioni del calibro di Nuvolari, Taruffi, Villoresi, Bracco, Biondetti, La Motta, Musso Castellotti e Collins. Adesso ci siamo stati noi alla guida di auto meravigliose che hanno fatto la storia dell’automobilismo. La Sicilia ha avuto il grande merito di accogliere noi forestieri, che attraversavamo la regione, con il calore e la generosità tipica siciliana che ci è stata trasmessa e ci è entrata nell’anima”. Il momento più triste, ma allo stesso tempo anch’esso affascinante, è stato il ritorno a casa. “A fine gara - spiegano i protagonisti - ci siamo imbarcati a Palermo per tornare a nesia nell’aria perché partivamo per tornare a casa ai nostri lavori ed alla vita quotidiana, lasciandoci alle spalle un’esperienza unica e una terra che, per certi versi, è rimasta immutata nel tempo. Abbandonarla ci ha un po’ segnato di malinconia. Forse è per questa ragione che il mare è stato clemente e la traversata calma e rilassante. Dopo quattordici ore di navigazione siamo arrivati a Civitavecchia ed allo sbarco, quando i nostri sguardi si sono incrociati, nonostante i volti ancora tirati e stanchi ci siamo detti una cosa: saremo al giro di Sicilia anche nel 2019”.

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RUBRICA ARTE Il parere dell’esperto PAGINA 11 MESE di Giacomo Asaro - Pittore ed esperto in arte Giacomo Asaro nasce a Pistoia nel 1988. Già dai primi anni delle superiori si denota uno spiccato interesse per la pittura che lo porterà ad affrescare, insieme al suo professore, stadi e monumenti della propria città. Nel 2016 ha ricevuto un importante premio a Roma dal critico Paolo Levi. Un suo libro illustrato si trova presso la biblioteca di Ponte Buggianese, dove risiede e lavora come educatore artistico e pittore. Nel 2017 ha ricevuto una critica da Vittorio Sgarbi presso il Teatro Del Verme di Milano. Nel blu dipinto di blu Per la rubrica dedicata all’arte di questo mese ho scelto come titolo uno dei quadri forse più rappresentativo della corrente simbolista dei primi del novecento. Ho scelto questo titolo perché la storia narra che due giovani squattrinati dal nome di Domenico Modugno e Franco Migliacci, nel 1957 scrissero forse quella che è una delle canzoni più famose del cantautorato italiano dal titolo “Volare”, dopo che Migliacci, deluso Marc Chagall La Femme au coq rouge 1950 - litografia - 28x22 da una serata passata in bianco, prese l’ispirazione per questa canzone proprio vedendo questa stampa appesa sulla parete di camera sua. Il vero dome di Chagall era Moishe Segal e nasce in una famiglia ebraica a Vitebsti, nell’attuale Bielorussia. Era il maggiore di nove fratelli e nel 1907 frequentò l’accademia Russa di Belle Arti dove conobbe molti artisti e poeti di ogni età e stile. Date le difficili condizioni in cui gli ebrei vivevano nell’Impero Russo, fu persino imprigionato, costringendolo così a trasferirsi a Parigi, dove entrò a contatto con figure come Guillaume Apollinaire. Diventato ormai famoso, e dopo essere uscito da una lunga depressione causata dalla morte della prima moglie, si risposò nel 1952 con Valentina Brodsky, anch’essa di origine ebraico russa, dove insieme si trasferirono in Israele. Morì a novantasette anni a Saint Paul de Vence nel 1985 in Francia. Ma passiamo all’analisi del dipinto. Possiamo notare sul piano sottostante come il paesaggio ci appare cupo, grigio, quasi senza colore, come a voler simboleggiare la spoglia natura e la conseguente denuncia della mancanza di fantasia che secondo il pittore affliggeva i paesi dell’Europa e non solo. Il cielo quindi, quasi come sua antitesi, ci appare in una notte blu intensa, illuminata da una luna piena sullo sfondo in basso a destra i quali raggi si rifanno sulla quasi vignettistica figura di cavallo in primo piano al centro. Al centro, invece, possiamo notare una figura di donna in stile pro-cubista (non a caso era risaputo che Chagall fosse un grande estimatore dell’arte di Amedeo Modigliani), accompagnata da una figura rossa rappresentante un gallo dalla testa umana. Un dipinto quindi dove la fantasia, e in questo caso la rappresentazione “simbolica” della fantasia, diventa l’elemento principale della figurazione pittorica, dove la visione onirica, a differenza del surrealismo, non esprime più cupe e anguste visioni a volte anche distorte dell’anima, ma acquista un’espressione poetica, più delicata, creando in noi sensazioni con le quale vogliamo felicemente “volare”. Marc Chagall nel 1920

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MESE AGOSTO • ANNO vIi PAGINA 14 di Dott.ssa Valentina Vene - Dietista Nutrizionista Valentina Vene è laureata in Dietistica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Firenze. Presso la stessa Facoltà ha conseguito la specializzazione in Scienze della Nutrizione Umana. Ha partecipato Alimentazione all’attività ambulatoriale e di degenza dei Servizi Dietetici delle principali Aziende ospedaliere di Firenze tra cui Careggi, Meyer e Nuovo ospedale San Giovanni di Dio. E’attualmente Membro del Consiglio Direttivo regionale ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, in qualità di Consigliere e Membro del Comitato Scientifico Regionale dell’Associazione Italiana Celiachia. Svolge presso poliambulatori medici attività di consulenza nutrizionale, di educazione alimentare e di terapia dietetica per bambini, adulti e in corso di patologia. Domande e Risposte COLESTEROLO E DIETA: E’ ORA DI PASSARE DAI CIBI A BASSO CONTENUTO AI CIBI CHE NE RIDUCONO LA PRODUZIONE La correlazione tra elevati valori di colesterolo LDL e rischio cardiovascolare (CV) è ormai un dato consolidato. Negli anni i valori desiderabili e ottimali sono stati via via ridotti fino agli attuali 100 mg/ dl, ma per chi abbia già avuto un evento Cardiovascolare i valori da ottenere e mantenere sono < 70 mg/dl. La dietoterapia è in grado di ridurre le LDL, la trigliceridemia totale e di aumentare le HDL-C. Nella panoramica dei cibi attualmente esistenti utili per abbassare il colesterolo, tra gli alimenti e i composti alimentari ritroviamo, steroli, stanoli, fibre solubili (per la viscosità), proteine della soia, frutta secca, con effetti che poi sono riconducibili anche ad una dieta a maggior carattere vegetale. In aggiunta a questi alimenti ci sono una serie di altri componenti presenti nella dieta, per i quali si stanno accumulando studi riguardo al potenziale effetto ipocolesterolemico. Questi alimenti includono il tè verde, il cioccolato fondente, i semi di lino, e l’aglio. I fitosteroli e fitostanoli alla dose giornaliera di 2 grammi riducono significativamente il colesterolo LDL. C’è un’ampia letteratura sulle proteine della soia, in particolare sulle lecitine, nella regolazione dei livelli di colesterolo. Le indicazioni più attuali per l’abbassamento del colesterolo suggeriscono l’assunzione di 6,5 gr. di proteine della soia per 4 porzioni giornaliere all’interno di una dieta povera di grassi saturi. I cereali, in particolare i cereali integrali, sono stati associati ad una minore incidenza di malattie croniche e a un ridotto rischio di malattia coronarica. Tra le fibre solubili interessanti per i loro effetti salutari ritro- viamo in particolar modo l’avena, l’orzo, le pectine, la gomma guar e lo psillio (queste ultime presenti in verdure, frutta e cibi integrali). Alimenti ad alto contenuto di acido oleico (come olio extravergine di oliva, noci e mandorle), acido docosaesanoico (DHA)presente nel pesce, orzo e avena ricchi di β-glucani e arabinoxilani, sono utili nella prevenzione dei rischi cardiovascolari. La maggior parte degli studi controllati randomizzati riguardanti gli effetti dei betaglucani in avena od orzo non trattati o minimamente trattati, a dosi di almeno 3 g/die, hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa del colesterolo LDL, sia nei soggetti normocolesterolemici che ipercolesterolemici. La fermentazione del betaglucano da parte dei batteri della microflora intestinale, favorisce lo sviluppo di acidi grassi a catena corta (acidi butirrico e propionico), che ostacolano la sintesi epatica del colesterolo. 3 grammi al giorno di β-glucano è la quantità ideale per ottenere un effetto statisticamente significativo sulla riduzione delle LDL Diete integrate con un quantitativo di 4/5 noci al giorno hanno determinato una riduzione statisticamente significativa del colesterolo LDL e totale. Un ulteriore recente studio ha anche indicato un effetto sul colesterolo LDL, al di là della tipologia di frutta secca, utilizzando sia noci che mandorle e olio extravergine di oliva. Alcuni alimenti inibiscono la sintesi epatica di colesterolo: Il bergamotto (flavonone estratto dalla buccia dell’agrume, il riso rosso fermentato (monacolina K con azione simil alla Lovastatina), i policosanoli estratti dalla canna da zucche- ro, l’allicina (aglio), così come la cicoria, il cardo, il carciofo, il melograno. Invece riducono l’assorbimento intestinale di colesterolo: Thè verde, Fitosteroli, Chitosano. L’idea innovativa delle moderne diete ipocolesterolemizzanti è che non dobbiamo più guardare solo i livelli di colesterolo presenti negli alimenti, ma dobbiamo consigliare alimenti che abbiano all’interno dei nutraceutici ipocolesterolemizzanti. Come dimostrato dal passato, combattere la battaglia sui livelli di colesterolo contenuti nei cibi è una battaglia non sufficiente, visto che la maggior parte del colesterolo circolante è prodotto dal nostro fegato; cercare di ridurre in maniera naturale la produzione endogena di colesterolo potrebbe essere l’arma vincente. Si ricorda che la dieta ipocolesterolemizzante deve sempre essere associata ad esercizio aerobico regolare (in grado di ridurre le LDL e aumentare le HDL) e che se, nonostante questi due interventi, i valori non sono scesi al target richiesto è assolutamente necessario associare terapia farmacologica. Dott.ssa Valentina Vene Dietista Nutrizionista

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torneo dei rioni PAGINA 15 TORNEO DEI RIONI DI PIEVE A NIEVOLE MESE Trionfa il Rione Empolese Alla fine ha vinto la squadra che ha dimostrato da subito di essere la più forte trascinata da un fantastico bomber: Andrea Leto PIEVE A NIEVOLE - Tre Rioni, l’uno contro l’altro armati, tanto per incominciare. Perché Pieve a Nievole vuole crescere e dare lustro al palio cittadino. La formula attuale ha visto la disputa di un girone unico all’italiana con gare di andata e ritorno. In finale andava le prime due classificate. Il Rione Empolese/Cantarelle (3 vittorie ed una sconfitta) oltre a primeggiare nel raggruppamento eliminatorio, ha dimostrato subito di avere le carte in regola per iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro, nuovo di zecca, della kermesse cittadina. Ed infatti ad alzare il trofeo è stata proprio la compagine di mister Gelli in una serata dove la commozione ed il ricordo hanno unito le genti pievarine al puro aspetto agonistico e sportivo, tanto caro a David Ignudi, fra l’altro “contradaiolo” del rione vincente. Tornando ai valori del torneo, il livello tecnico è risultato più che accettabile come la risposta del pubblico. Dopo l’uscita del rione Centro, terzo classificato, l’ultimo ostacolo da superare nella finalissima per il rione Empolese/Cantarelle era il combattivo e giovanissimo rione Via Nova, che in affetti si è battuto bene ma non ha potuto evitare la sconfitta (6-3) piegato dal bomber Leto, da Luchi ed Accardi. Dopo il triplice fischio, la cerimonia della premiazione alla presenza dell’immancabile ed infaticabile assessore allo sport Lidia Bettarini, col toccante momento della consegna del trofeo della squadra vincente da parte del padre di David, Giancarlo, in lacrime, abbracciato e consolato dai ragazzi del rione. Fra i riconoscimenti speciali quello al giocatore più avanti di età, andato all’highlander Francesco Pelli (rione Empolese) ed al giocatore più giovane, nella persona di Andrea Parente (Via Nova). Cristiano Mazzoni (Via Nova) ha preso la coppa quale miglior portiere, mentre il trofeo per il capocannoniere è invece andato al super bomber Andrea Leto (rione Empolese) autore di ben 15 centri totali. Roberto Grazzini L’Assessore allo sport di Pieve a Nievole, Lida Bettarini, premia il capocannoniere del torneo Andrea Leto Ricordo di un bravo giornalista Il torneo dei rioni di Pieve a Nievole è stato intitolato al collega David Ignudi Giancarlo Ignudi premia Cristiano Mazzoni (Rione Via Nova) come miglior portiere del torneo PIEVE A NIEVOLE - Nell’immaginario collettivo degli amanti delle tradizioni “pedatorie” valdinievoline, Pieve è ricordata per le battaglie sul terreno sterrato del comunale di via Ancona dei bianconeri di casa ma soprattutto per le sfide all’ultimo sangue al “Gabbione”, autentica arena in miniatura dove tutto, o quasi era lecito, nel ridotto codice etico dei gladiatori della sfera di cuoio. Ma è altrove che vogliamo parare, restando però nel medesimo comune, perché archiviati tali importanti trascorsi, questa estate è stato il campino della Colonna a meritarsi gli onori della cronaca per aver ospitato il primo torneo dei Rioni di Pieve a Nievole, nonché primo memorial David Ignudi, ragazzo eccezionale, mancato prematuramente pochi mesi fa. Per poco meno di 30 anni, armato dell’immancabile taccuino ed almeno tre o quattro penne, David ha saputo esaltare con perizia e passione, affidandosi ai numeri ed ai fatti, senza fronzoli e retorica, le imprese degli atleti e delle squadre valdinievoline. Allo stesso tempo, non ha mai avuto la minima esitazione a mettere a nudo i problemi di una società o le carenze degli impianti sportivi. Quando scuoteva il testone con aria corrucciata c’era da preoccuparsi. Quanti cazzotti nelle braccia e quanti pomeriggi domenicali passati insieme. Di certo quel campino fra la terra pievarina ed il comune di Serravalle è stato senz’altro lo scenario giusto, quello che lui avrebbe gra- dito, quale persona da sempre schiva alle luci della ribalta, ai personalismi ed ai presenzialismi, per questo palio calcistico in suo onore. Sicuramente avrebbe polemizzato chissà su una bandierina storta o sulla luce dei riflettori, tratto inconfondibile del suo essere bonariamente brontolone o di chi vuole semplicemente le cose fatte per bene. Di certo non sarebbero mancate le sottolineature positive sulla determinazione di chi è sceso in campo per onorare la competizione e la dedizione da parte di tutti nel preparare, in tempi peraltro molto ristretti, la manifestazione. Un abbraccio, caro David, spero ti sia divertito. Roberto Grazzini La formazione vincitrice del Rione Empolese Francesco Pelli (Rione Empolese) premiato come giocatore “più avanti d’età”

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