School Magazine anno VI numero I

 
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Periodico scolastico I.I.S. "Giulio Natta" - Milano

Popular Pages


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MSMS Anno VI n. 1 - luglio 2018 Chi sogna impara a volare

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MS Periodico Anno VI n. 1 - luglio 2018 Editore I.I.S.S. “Giulio Natta” Milano prof.ssa Carla Maria Cucinotta Via Don Giovanni Calabria, 16 tel. 02/2590083 - 2593956/7 web: www.itasnatta.gov.it Responsabile editoriale prof. Antonio Pangallo email:schoolmagazine.mi@gmail.com Editing esperto esterno prof. Gianpaolo Palazzo Progetto grafico prof. Antonio Pangallo Impaginazione Noemi Bianchi, Asia Dominello, Mervin Kyle Fajardo. Hanno collaborato: Alessio Affè, Rowan Al Bradrawy, Ghofran Al Nasralla, Ludovico Albertini, Jasmin Ali Hossen, Anna Andriola, Andrea Arioli, Raul Beretta, Noemi Bianchi, Alessandro Borelli, Alessandro Cardillo, Nicolò Carra, Matteo Castellani, Valentina Catanzaro, Davide Colombini, Genesis De Leon, Saderick De Leon, Giada Dell’Ernia, Gaia Della Costanza, Sara Di Muro, Michele Di Nuzzi, Asia Dominello, Mervin Kyle Fajardo, Francesca Galeandro, Brandon Garro, Matteo Guadagno, Manuela Hanna, Aurora Maestri, Simone Marieni, Rafael Meo, Giuseppe Messina, Lorenzo Montanari, Sara Raimondo, Francesca Ripamonti, Amaia Scarcia, Noemi Schenoni, Alice Ursino. Fotografie Ludovico Albertini, Matteo Castellani, Alessandro Cardillo, Nicolò Carra, Alessia Cavalli, Manuela Hanna, Giosuè Mangialavori. Gestione sito web prof.ssa Maria Amato 2

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Sommario MS pagina 6: Focolare di saperi pagina 10: Sodalizio di Gomma pagina 16: Il tempo, ieri, oggi… pagina 20: Lavorano per noi! pagina 28: Sfida al tempo e allo spazio pagina 30: Elettricista spaziale pagina 32: Matita venerabile pagina 34: Osservo, penso, parlo pagina 38: Attenti ai castelli fatati pagina 40: Qua la mano! pagina 44: Dinamico equilibrio pagina 46: Altrove creativo pagina 48: Allargare la meraviglia pagina 50: Non solo notizie pagina 52: Cercasi leader pagina 54: Verità perduta pagina 56: Dove andiamo? pagina 58: La storia siamo noi pagina 60: Politico per il popolo pagina 62: Viaggio nelle parole pagina 63: Filosofia e ricerca di Dio pagina 66: Sorgente nascosta pagina 68: Evoluzione di un crimine pagina 70: Ricchezza inesauribile pagina 71: Rinasce “Il conformista” pagina 72: Muti sentimenti pagina 74: Sentirsi liberi pagina 76: Credeteci pagina 77: Tributo all’immaginazione pagina 78: Note e talento pagina 79: Dono misterioso pagina 80: Noi e lo sport pagina 82: Noi e la cultura A pagina 5 Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, 1632 Il dialogo si svolge tra Simplicio, Salviati e Sagredo. Biblioteca nazionale centrale, Firenze 3

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MS In questo numero: Luciano Fontana Giornalista Direttore del Corriere della Sera Antonio Calabrò Giornalista Direttore della Fondazione Pirelli Marco Tarquinio Giornalista Direttore di Avvenire Giuseppe Laterza Editore Enrico Mentana Giornalista Direttore del tg La7 Giuseppe Lupo Professore di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano Vito Tartamella Caporedattore Focus Franco Loi Poeta Roberto Saviano Scrittore e giornalista dell’Espresso, e La Repubblica Paolo Nespoli Ingegnere e militare italiano Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Valentina Sartorio DJ 4 Sofia Scalia Luigi Calagna in arte Me Contro te Youtuber

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MS Focolare di saperi di Sara Di Muro «Entro 200 anni, il mondo sarà popolato solo da donne more o finte bionde». Così nel 2002 “La Repubblica” dava la notizia attribuendola a una dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Poi la bufala venne smentita dalla stessa Oms. Come scrivere, dunque, un articolo attendibile? Ha provato a spiegarlo Vito Tartamella, caporedattore del mensile “Focus”, durante l’incontro del 15 novembre 2017 presso l’istituto “Giulio Natta” di Milano. Se uno chef deve acquistare ingredienti di qualità per la preparazione di un piatto prelibato, il giornalista deve attingere a fonti dirette per essere certo delle notizie che riporta. Compito ancora più difficile per le riviste di divulgazione scientifica, come spiega Tartamella, che devono rendere accessibili per i propri lettori scoperte altrimenti comprensibili per i soli scienziati o specialisti. Spesso, però, ci s’imbatte in vere e proprie bufale, (in metafora il pesce avariato dello chef) divulgate per interessi economici. Un esempio clamoroso è quello dello scienziato sud coreano Hwang W oo-suk, che nel 2004 affermò di essere riuscito a clonare cellule staminali embrionali umane solo per ricevere finanziamenti. Quella notizia si rivelò falsa e lo scienziato venne condannato. Dobbiamo allora “applicare alla lettera” il proverbio del fidarsi è bene e non fidarsi è meglio? Evitiamo come la peste i mezzi d’informazione? No, ma bisogna saper cercare e filtrare i dati. Su Wikipedia, ad esempio, è preferibile utilizzare la versione inglese, consultata da 5,3 milioni di utenti a fronte di 1,3 milioni per la versione italiana, mentre su Google la versione “Scholar” dedi- (Continua a pagina 8) 6

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MS (Continua da pagina 6) cata agli studenti che hanno la necessità d’integrare la loro preparazione con testi di difficile reperibilità, quali tesi di laurea o di dottorato, articoli di ricerca scientifica sottoposti a revisione paritaria, sommari, recensioni e rapporti tecnici. Dopo esserci procurati gli ingredienti, è il momento di cucinarli. Si deve passare alla stesura dell’articolo, solo dopo aver compreso e studiato a fondo che cosa divulgare. I nostri ingredienti sono: l’incipit (o attacco) accattivante, la sintesi una scaletta degli argomenti e la concretezza. Quest’ultima è una caratteristica fondamentale in una società distratta e bombardata da un ingente numero d’informazioni. Se vogliamo riportare dati numerici è necessario confrontarli con esperienze (Continua a pagina 9) 8

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MS (Continua da pagina 8) reali. Ad esempio per produrre una tazza di caffè sono necessari 150 litri d’acqua; il lettore comprende che sono tanti, ma è difficile avere un riscontro concreto. Possiamo essere più espliciti dicendo che 150 litri d’acqua sono necessari per riempire una comune vasca da bagno. Ecco perché per Vito Tartamella in un articolo bisogna arrivare al nocciolo della questione con eleganza e semplicità, ma senza strafare. Non è finita! Per comunicare in modo adeguato, il banco di prova è la revisione paritaria peer review, ormai un classico nel mondo della ricerca e dell’università, per valutare criticamente un lavoro o una pubblicazione da parte di specialisti nazionali e internazionali anonimi (chiamati referees). Rifacendoci alla metafora culinaria, se un “piatto” ha bisogno di ottimi ingredienti, di una mano esperta e una presentazione che catturi l’occhio, oltre alle papille, anche nel giornalismo l’articolo dovrà essere coinvolgente, organico, chiaro, comprensibile e con una veste grafica accattivante. Far cogliere l’importanza, non solo applicativa, ma anche di conoscenza di base, di molte ricerche è il compito assegnato alla divulgazione scientifica, un compito arduo, perché deve far innamorare, soprattutto i giovani, e sedurli (nel senso etimologico di portarli a sé). Il filosofo Socrate, a questo punto, invocherebbe la sapienza, il riflettere, il giudicare, convinto com’era che «esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza». Il primo numero del mensile Focus, riprodotto sopra, venne pubblicato nel novembre del 1992. La rivista Gruner Jahr - Mondadori è diretta da Jacopo Loredan e, con cir ca tr ecentomila copie al mese, raggiunge oltre quattro milioni di persone. Negli anni si sono aggiunti: Focus Extra, Focus Domande&Risposte, Focus Storia, Focus Storia Collection e Focus Storia Wars, Focus Junior, Focus Wild, Focus Pico. 9

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MS Veduta del primo stabilimento “Pirelli” di via Ponte Seveso, Milano Sodalizio di Gomma Giulio Natta (1903 - 1979) Per le sue ricerche sulla “polimerizzazione stereospecifica” ha ricevuto nel 1963 il premio Nobel per la chimica Bancone del laboratorio di Giulio Natta esposto nel “Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci” di Milano 10

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di Francesca Galeandro, Francesca Ripamonti Figlio unico di Francesco Maria, magistrato e di Elena Crespi, Giulio Natta nacque a Porto Maurizio (Imperia) il 26 febbraio 1903. È la madre a curare l’educazione del futuro premio Nobel, sin dalla prima infanzia, insegnandogli a leggere già all’età di tre anni. Terminati gli studi presso il ginnasio-liceo “Colombo” di Genova, entrò, a soli 16 anni, all’Università della stessa città per seguire il biennio propedeutico di matematica. Nel 1921 s’iscrisse al triennio del corso di laurea in ingegneria industriale (chimica) al Politecnico di Milano. Pubblicò il primo lavoro scientifico, Sulla stabilità delle soluzioni dei cloriti alcalini, con il professor Giorgio Renato Levi, quand’era ancora studente. I primi lavori nel campo della strutturistica interessarono, oltre a sostanze polimeriche, ossidi, idrossidi, arseniuri, cianuri, cloruri, solfuri, cloriti, spinelli, leghe e complessi di diversi metalli e furono pubblicati dal 1923 al 1937. Dopo poco tempo, inizieranno i contatti con un’illustre azienda milanese, sui cui storia abbiamo intervistato il dottor Antonio Calabrò, direttore della “Fondazione Pirelli”. MS 11

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MS (Continua da pagina 11) Quale progetto ha portato il futuro premio Nobel Giulio Natta a lavorare nei laboratori della Pirelli? «Già ben conosciuto come luminare della chimica presso il Politecnico di Torino, Giulio Natta è stato chiamato nel gennaio del 1938 a collaborare con l’Istituto per lo Studio della Gomma Sintetica e con la Società Italiana per la Produzione della Gomma Sintetica, due enti gemelli creati in joint venture da Pirelli e IRI nel 1937 per sviluppare una “via italiana” alla creazione di polimeri di sintesi. La necessità è quella di far fronte alla mancanza di caucciù naturale in seguito alle Sanzioni comminate all’Italia dalla Società delle Nazioni nel 1935, dopo l’invasione dell’Etiopia. I laboratori e gli impianti per la prima produzione sperimentale di gomma sintetica sono situati presso lo stabilimento Pirelli di Milano Bicocca. I primi pneumatici in cauccital vengono prodotti all’inizio del 1939». Nel 1872 l'ingegnere Giovanni Battista Pirelli riesce a realizzare un sogno che dura tuttora. Ci racconta le sue idee vincenti? «Si comincia con prodotti fondati sulla lavorazione d’un materiale, il caucciù, allora sconosciuto in Italia. E si va avanti rapidamente fabbricando pneumatici, tessuti gommati, cinghie elastiche, cavi e tutto ciò che si può in gomma. Le idee car- dine: l’internazionalità e l’innovazione, la ricerca e le tecnologie d’avanguardia, l’attenzione per le persone. Valori forti, ancora attuali». Negli anni la Pirelli ha lanciato la sua rivista, il calendario, la fondazione. Che ruolo ha avuto nella cultura non solo economica del nostro Paese? «Cultura, per Pirelli, è gusto dell’innovazione, nel senso più ampio del termine: prodotti, sistemi di produzione, materiali ma anche relazioni industriali, linguaggi della comunicazione e del marketing. Fare bene, ma anche raccontare. Cultura come leva del cambiamento positivo. E di uno sviluppo sostenibile ed equilibrato, che migliori le condizioni di vita e di lavoro delle persone e delle comunità in cui operano le nostre attività industriali. Il paradigma attuale è “la fabbrica bella”, il Polo Industriale di Settimo Torinese progettato da Renzo Piano: uno stabilimento ben disegnato e costruito, trasparente, accogliente, sicuro, immerso in un bosco di ciliegi, in cui è piacevole andare a lavorare e dunque la produttività è elevata. Un Polo Industriale che ha ispirato anche una musica innovativa: il “Canto della fabbrica”, scritto da un noto compositore contemporaneo, Francesco Fiore per l’Orchestra da Camera diretta da Salvatore Accardo, uno dei più grandi violinisti internazionali: la co- (Continua a pagina 15) 12

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MS Le nostre eccellenze nei laboratori della “Pirelli” 13

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MS Giulio Natta Diploma di Laurea in Ingegneria Industriale Archivio Storico Pirelli, serie Segreteria Generale e Contratti Archivio Storico Pirelli, serie Segreteria Generale e Contratti Archivio Storico Pirelli, serie Segreteria Generale e Contratti Lettere che testimoniano il rapporto tra il prof. Giulio Natta e la Pirelli Per gentile concessione della 14

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MS (Continua da pagina 12) lonna sonora della fabbrica digitale, della qualità del lavoro. Architettura, musica, lavoro ben fatto. Cultura, appunto». Vede ancora la possibilità di un “rinascimento industriale” per l'Italia, coniugando sapienza manifatturiera e competenza high tech? Se per crescere ancora servono imprenditori, manager e tecnici che siano “ingegneri-filosofi”, ha senso delocalizzare alcune produzioni? «Bisogna distinguere. Si delocalizza per avere migliori convenienze, sul costo del lavoro, i carichi fiscali, burocrazie meno pesanti, etc. E si investe all’estero (sono temi molto diversi) per seguire da vicino lo sviluppo di nuovi mercati locali, che non puoi raggiungere efficacemente solo esportando. Quanto allo sviluppo dell’Italia, bisogna insistere: qui ci sono ancora ottime opportunità per fare crescere l’industria manifatturiera hi tech e medium con prodotti ad alto valore aggiunto, nei settori della meccatronica (meccanica ed elettronica), “automotive”, chimica, farmaceutica, gomma e plastica, oltre che nel made in Italy tradizionale delle “tre A”: alimentare, abbigliamento e arredamento. Le opportunità sono legate alla qualità del “capitale umano”, proprio ad alcune doti culturali italiane: creatività capacità di innovazione, produzioni su misura, flessibilità, gusto del “bello e ben fatto”. Il nostro design e l’abilità nel progetto e nel lavoro sono ancora capacità competitive straordinarie, che attraggono anche investimenti internazionali in Italia». Vai Belpaese, allora, verso il futuro e dannunziamamente nunquam deorsum, mai in basso, sfruttando il fuoco della passione, un carburante capace di lanciare il cuore oltre gli ostacoli. Sempre. 15

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