Roma bella - Folclore del Lazio - G.B.Piranesi Roma - Prof.ssa M.R.Mazzola Prof.ssa D. Santoni

 

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classe 2 c a s 2008-09 roma bella folclore del lazio musica popolare poesia dialettale feste e ricorrenze tradizionali teatri di roma antichi mestieri proverbi cucina romana a cura di maria rosa mazzola e daniela santoni s.m.s g.b piranesi roma stampato a roma il 27 maggio 2009

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sommario prefazione 6 la musica popolare caratteri generali 7 le tradizioni regionali 7 lazio 8 i caratteri musicali del repertorio popolare italiano 9 la melodia 9 l armonia 9 il ritmo 10 l intensitÀ 10 il timbro 10 il dialetto laziale 11 caratteri generali 11 elementi specifici 11 un dialetto laziale tanti dialetti laziali 12 la traduzione a roma 13 la traduzione a rieti 13 la traduzione a latina 13 la canzone dialettale 14 il saltarello 14 saltarello di atina 15 ballarella di veroli 16 stornelli 17 gli stornelli del sor capanna 17 a rimini ciavemo `na funtana 19 stornelli a dispetto dei carcerati 20 stornelli amorosi 20 stornelli dei fiori 22 strambotti e vari 24 bella sei er lunedÌ a matina 24 ninne nanne 24 angelo mio consolatore 25 che possi avecce quattro fiji maschi 25 conte e filastrocche 25 a bbi bbo 25 2

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domani È festa 26 canzoni narrative 26 alla renella 27 canti religiosi e magici 28 canzoni d autore 29 nina se voi dormite 29 barcarolo romano 33 le mantellate 35 cento campane 36 la romanina 39 affaccete nunziata 41 carrozzella romana 43 roma capoccia 45 meo patacca 47 la poesia dialettale romana 48 er mercato de piazza navona di g belli 49 da la scoperta dell america di c pascarella 50 da cose der monno la lumaca 51 da storia nostra la fondazione di roma 52 la statistica 53 acqua e celo di mario dell arco 54 la dieta di aldo fabrizi 55 magna e dormi 55 l invito 56 proverbi romaneschi 57 antichi mestieri di roma 60 feste e ricorrenze tradizionali romane 66 06 gennaio la befana 66 la notte de pasqua bbefanÌa 67 6 gennaio 1845 67 la mattina de pasqua bbefanÌa 67 il carnevale romano 68 25 aprile festa di s marco evangelista o di pasquino 69 19 marzo festa di san giuseppe 70 il maggio romano 70 la sassaiola di campo vaccino 71 13 giugno sant antonio da padova 71 3

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festa delle fragole a campode fiori 71 trionfo delle fragole 71 24 giugno san giovanni la notte delle streghe 72 29 giugno santi pietro e paolo 72 li fochetti 73 18 luglio festa della madonna del carmine 74 festa de noantri 74 5 agosto madonna della neve 74 la nevicata a santa maria maggiore 74 25 novembre santa caterina 75 li venticinque novembre 75 sagra del vino 76 da una gita ai castelli 77 i teatri di roma 78 teatri scomparsi 79 la cucina romana 81 all osteria dell illusione di giuliano siviglia 82 giuliano malizia er pancotto 83 er pandorato di aldo fabrizi 84 la matriciana mia 85 la romanella 85 la cottura 86 sacrilegio 86 er mortorio 87 le ricette di apicio 88 pullum numidicum 88 pollo numidico 88 tisana barrica 88 zuppa d orzo e broccoli 89 ova spongia ex lacte 89 fittata co latte 89 tyropatinam 89 crema co l ovo 89 autori e interpreti 90 giuseppe gioachino belli 90 carlo alberto salustri trilussa 90 cesare pascarella 90 4

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ettore petrolini 91 pietro garinei 91 sandro giovannini 91 armando trovajoli 92 romolo balzani 92 lando fiorini 92 aldo fabrizi 93 alberto sordi 93 renato rascel 94 nino manfredi 95 gigi proietti 96 claudio villa 97 gabriella ferri 98 piero mirigliano 98 alvaro amici 99 bartolomeo pinelli 100 ettore roesler franz 100 classe 2 c 2008-09 101 video e brani musicali e contenuti nel cd allegato 102 video 102 file mp3 102 bibliografia 103 5

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prefazione la musica popolare è l anima di un popolo la poesia dialettale ne è l espressione verbale il dialetto locale esprime le tradizioni e l umanità della gente che ne fa uso conoscere e saper apprezzare gli elementi del patrimonio folclorico locale regionale e nazionale arricchisce la sensibilità di ognuno e ci restituisce il senso di appartenenza alla comunità di cui siamo parte maneggiare le espressioni artistiche riproducendone e rielaborandone i contenuti ci rende parti attive e proprietarie del nostro patrimonio culturale e delle nostre profonde radici il progetto roma bella della classe 2 c della s.m.s g.b.piranesi di roma ha perseguito questo scopo gli alunni della classe 2 c con l ausilio dei metodi combinati del costruttivismo e del costruzionismo sociale in dinamiche alternate di lavoro di gruppo e individuale facilitati dalle docenti di musica e di lettere hanno percorso un coinvolgente itinerario didattico sul tema folclore del lazio hanno usato le tic a partire dalla ricerca dei materiali audio/video/letterari per continuare nella scelta ed elaborazione dei contenuti nella realizzazione di due prodotti video roma bella e roma bella 2 pubblicati in rete su youtube e di una raccolta di contributi audio in mp3 a corredo su supporto cd per giungere infine alla stesura della bozza e alla stampa definitiva di un libro usando semplici tecniche di scrittura collaborativa di revisione e impaginazione di un testo con un word processor a ciò si è aggiunta la cura dell aspetto musicale pratico con l orchestrazione di un saltarello e di una ballarella l esecuzione vocale di canti popolari del lazio l esperienza dell ascolto e della visione di contributi audiovisuali dedicati al tema oggetto della ricerca la semplicità dell approccio e la curiosità di ciascuno rispetto a questi repertori ha conferito all intero processo una pennellata di colore originale i due metodi del costruttivismo e del costruzionismo sociale pongono al centro dell attenzione l interazione fra gli studenti e la relazione fra gli studenti e l oggetto di conoscenza il primo metodo in particolare si è interessato della relazione tra studente e oggetto di conoscenza il folclore nel lazio vista in termini concreti con la produzione di artefatti libro cd video esecuzioni musicali balli folcloristici il metodo del costruzionismo sociale invece ha controllato la relazione tra gli studenti e la co-costruzione di una conoscenza che è derivata dal confronto delle conoscenze e dei punti di vista di tutti studenti e docenti impegnati in un unico processo di apprendimento collaborativo la bellezza delle nostre radici va difesa rispettata e apprezzata ciò che si condivide e si contribuisce a tramandare alle future generazioni resta vivo nel tempo e questa è la responsabilità culturale di ciascun uomo di ogni epoca maria rosa mazzola 6

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la musica popolare caratteri generali la musica popolare nasce tra le classi sociali più lontane dal potere economico e politico che per lo più escluse dalla cultura ufficiale hanno elaborato e tramandata nel corso dei secoli un patrimonio culturale alternativo per musica popolare si intende la musica prodotta e fruita dal popolo con modalità e pratiche differenti rispetto a quelle della musica colta alcuni tratti distintivi della musica popolare sono 1 la comunicazione la pratica la trasmissione l apprendimento affidati quasi esclusivamente alle tradizioni orali 2 il collegamento funzionale dell espressione musicale e specifici eventi della quotidianità o di carattere eccezionale come feste spettacolo e riti 3 una grande originalità e creatività in questo genere di musica è difficile collocare nel tempo i brani solo quando sono rintracciabili nei testi riferimenti a fatti storici o sociali è possibile individuare la situazione in cui è nata la composizione inoltre poiché la musica popolare è espressione di un determinato ambito storico sociale con i veloci cambiamenti della società molta parte del patrimonio tradizionale è andata perduta nel corso del tempo solo dall inizio del novecento dopo secoli d indifferenza la cultura ufficiale ha riconosciuto l importanza e il valore di questa musica l etnomusicologia è una disciplina che si occupa dello studio e della registrazione delle diverse forme di musica popolare in tutto il mondo la pratica della musica popolare in italia è differenziata per aree geografiche e comunità etnolinguistiche per fasce sociali e lavorative la pratica del canto è diffusa in maniera indifferenziata nell età infantile e nell età adulta la pratica strumentale è oggi differenziata all origine ed ha assunto comportamenti differenti a secondo della classe sociale che la produce la pratica della danza da sempre differenziata per sesso è stata abbandonata dalla parte maschile della società convenzionalmente l italia è divisa in due grandi aree che coincidono con le due grandi zone linguistiche l italia settentrionale gallo italico e l italia centro meridionale la sardegna musicalmente e linguisticamente fa un gruppo a sé le tradizioni regionali il piemonte e la valle d aosta presentano significativi repertori delle minoranze francofone con permanenze di musiche da ballo burea gurenta giga contraddanza e geta in cui prevale il tempo 6/8 e 12/8 la liguria si caratterizza per il tipico canto polivocale che dalla città di genova si irradia lungo tutta la costa sulle alpi marittime e sull appennino ligure la lombardia presenta la normale polivocalità alpina e padana per terze specie nella pianura padana si registrano convivenze monodiche come canti narrativi e ninne nanne il canto polivocale nel veneto e nel trentino si arricchisce dell influsso dei popolareschi cori di montagna organizzati da più di mezzo secolo 7

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nel friuli alpino oltre alle orchestrine violinistiche assumono particolari rilevanza i canti lirici a esecuzione corale e strumentale con zityra violino e vunkula violoncello a tre corde esistono canti in lingua tedesca con i balli tipici in alto adige accanto ad un consistente repertorio in furlano tra cui le villotte canto lirico monostrofico in emilia romagna si rilevano tipiche forme liriche monostrofiche le romanelle le bore la stesa in tutta italia settentrionale la musica strumentale legata per lo più al ballo è affidata a strumenti ottocenteschi quali fisarmonica clarinetto ottoni da banda sono presenti anche i pifferi del carnevale di ivrea i fregansoni flauti di pan e la priva istriana lungo l arco alpino nella pianura veneta emiliana romagnola bolognese e toscana in toscana si ha una ricca varietà di canti lirici monostrofici rispetti strambotti stornelli e una ridotta pratica di canto polivocale bei degne di attenzione sono le musiche dei rituali del maggio i cantamaggi e bruselli come pure le esecuzioni della befana in umbria e nelle marche il canto lirico monostrofico assume forma e discanto il vatoccu ossia di batacchio nel senso di chiamata e risposta strumento particolarmente usato è l organetto e i balli tipici sono la castellana e il saltarello lazio anche nel lazio è vivissima la pratica del canto lirico monostrofico tanto in area rurale quanto in zona urbana le strofette alla sor capanna o gli stornelli in lazio e in abruzzo ha inizio l area della zampogna la tipica cornamusa italiana con due canne con forme localmente variate ciociaria montagna campana e calabrese abruzzo molise e sicilia è sostanzialmente lo stesso strumento della ciaramella chiaromedo cennamella cedro strumento che è stato reso celebre in tutte le città italiane con le questue natalizie inizia nel lazio e negli abruzzi anche l area della tarantella il più noto ballo popolare dell italia meridionale in 6/8 o 12/8 in campania è famosa la tradizione urbana della canzone melodica napoletana vivissima è la pratica strumentale per il ballo e l accompagnamento al ballo strumento principale è il tamburello a tammuorra e altri strumenti che sono lo scetavojasse il triccheballacche e il putipu in molise sono notevoli le lamentazioni funebri che permangono inoltre tracce di musica albanese in puglia oltre alla tradizione strumentale garganica con chitarra castagnette e voce si ricorda il ballo della pizzica usato in chiave terapeutica contro il morso del mitico ragno-tarantola e collegato al culto locale di san paolo in calabria oltre ad una ricca tradizione contadina tutt ora assai vivace si riscontra una vasta produzione discografica popolare i cosiddetti dischi da bancarella prodotti da esecutori artigianali la basilicata presenta caratteri comuni alle aree circostanti 8

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in sicilia gli aspetti più notevoli della tradizione musicale sono costituiti dai conti da carrettiere vi sono poi i cantastorie itineranti con la chitarra e un grande cartellone suddiviso in riquadri che illustrano una storia strumento tipico per il ballo è il friscalettu un flauto di canna e lo scacciapensieri arcaico strumento idiofono che in sicilia è chiamato marranzano la sardegna fa caso a sé ed è assai diffusa la voce maschile i tenores e la tasgia i gosos costituiscono la parte più notevole del patrimonio sardo diffusa è anche la pratica del ballo popolare con l organetto e con le launeddas straordinario triplo clarinetto sardo che funziona come una zampogna con la differenza che la riserva d aria per il suono continuo è costituita non dall otre di pelle come nella zampogna ma dalla cavità orale del suonatore i suonatori di launeddas arrivano a punte di eccezionale virtuosismo anche grazie alla piena padronanza di complessi moduli di sviluppo melodico le nodas trasmessi da maestro ad allievo i caratteri musicali del repertorio popolare italiano la melodia le melodie italiane variano notevolmente secondo le differenti aree geografiche al nord l andamento melodico si presenta più facile e orecchiabile e generalmente troviamo canti sillabici in cui a ogni nota corrisponde una sillaba del testo il sud è invece caratterizzato da melodie più articolate e di difficile esecuzione perché derivate dalle tradizioni e dalle influenze arabe e orientali che utilizzano intervalli diversi da quelli cui siamo abituati tipici del meridione sono i canti melismatici ricchi di fioritura melodiche sulla stessa sillaba del testo l armonia la composizione armonica dei brani popolari e molto varia si va da esempi di semplice sovrapposizione di voci per intervalli di terza al complesso intreccio di voci diverse che seguono linee melodiche autonome alcuni strumenti popolari sono in grado di produrre più suoni contemporaneamente dando così una base armonica alla frase melodica 9

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il ritmo non è possibile tracciare un quadro complessivo delle caratteristiche ritmiche del repertorio popolare italiano in genere si può affermare che il ritmo dipende dalla funzione dei brani le musiche da ballo presentano un impostazione ritmica precisa e ripetitiva per agevolare i passi dei danzatori in una ninnananna sarà la metrica del testo l elemento su cui scandire il ritmo musicale la grande importanza del ritmo nella musica popolare e testimoniata anche dall abbondanza degli strumenti ritmici e percussivi in particolare tamburi e tamburelli l intensità tranne poche eccezioni come le ninne-nanne generalmente il repertorio popolare è eseguito con un volume in suono abbastanza forte ciò è dovuto anche al fatto che spesso la musica è eseguita all aperto o in luoghi in qui l acustica non è di buona qualità il timbro il repertorio popolare presenta una grande varietà timbrica poiché utilizza sia strumenti tipicamente popolari sia strumenti appartenenti al genere colto il violino è particolarmente diffuso sull appennino emiliano è nelle zone montane del bresciano il mandolino impiegato nell italia meridionale dalla xvi secolo e stato utilizzato frequentemente sia nella musica colta sia in quella popolare d altra parte specie al nord molti strumenti tipici sono scomparsi sostituiti dagli strumenti della banda o dalla fisarmonica che svolge funzioni da solista al sud permane ancora l uso di strumenti caratteristici come la zampogna la chitarra battente lo scacciapensieri o il putipù tamburo a frizione in cui il suono si ottiene sfregando la membrana con un asta infilata verticalmente per quanto riguarda l uso della voce esso è molto diverso da quello del genere colto nella musica popolare troviamo varie impostazioni vocali ad esempio nasali o di gola assolutamente proibite nel canto operistico 10

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il dialetto laziale caratteri generali il dialetto laziale è parlato in un area che corrisponde sostanzialmente a quello della regione roma la capitale è stata la culla del latino che è alla base delle lingue moderne che da esso derivano dette appunto neolatine o romanze e dei dialetti italiani questa lingua era parlata originariamente solo dal popolo dei latini successivamente soprattutto come lingua dell amministrazione e della cultura si diffuse parallelamente all espansione politica di roma dunque in un primo momento in tutta l italia e poi in tutto il bacino del mediterraneo il lento passaggio dal latino alle lingue romanze incomincerà poi con la crisi e la caduta dell impero romano elementi specifici i dialetti italiani possono essere divisi in due grandi gruppi quelli parlati nell italia settentrionale e quelli parlati nell italia centro-meridionale tra i due gruppi esistono forti differenze tanto che possiamo dividere la nostra penisola con una linea immaginaria che seguendo la linea degli appennini va da la spezia a rimini i dialetti parlati nell italia settentrionale si suddividono in tre grandi gruppi gallo italici piemontese lombardo ligure emiliano-romagnolo veneti parlati nel veneto e in alcune zone della venezia-giulia e dell istria istriani parlati sulle coste dell istria regione che oggi appartiene alla croazia ma che per molto tempo fu controllata dalla repubblica di venezia e poi dall italia i dialetti parlati nell italia centro meridionale invece sono suddivisi in cinque grandi famiglie toscani parlati nella regione omonima corsi parlati in corsica isola che appartiene alla francia da oltre due secoli ma che in precedenza era governata dalla repubblica di genova centrali umbro marchigiano settentrionale laziale settentrionale 11

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meridionali marchigiano meridionale laziale meridionale abruzzese-molisano campano lucano pugliese settentrionale calabrese settentrionale meridionali estremi pugliese della penisola salentina calabrese meridionale siciliano caratteristiche a sé hanno infine il dialetto sardo il friulano e il ladino il dialetto laziale appartiene al gruppo dei dialetti centro meridionali tra i suoi elementi specifici possiamo ricordare a i gruppi consonantici mb e nd si trasformano in mm e nn ad esempio gamba diventa gamma e quando diventa quanno b la lettera b cambia in v braccio diventa vraccio e bocca diventa vocca c la l subisce trasformazioni diverse ad esempio colpo e molto diventano rispettivamente coipo e moito ma salvo diventa sarvo alto diventa auto luna juna d anche le vocali subiscono trasformazioni vedi diventa vidi venti diventa vinti e mondo munno e la vocale all inizio della parola cade quando è seguita da consonanti nasali m n gn es nnicà indicare `mparà imparare f più recente è il fenomeno della caduta della doppia erre assente nel romanesco ottocentesco tera fero e guera se scrivono co ddu ere perché sinnò è erore g abituale è anche anteporre al verbo la particella ci che è pronunciata e spesso anche scritta legata al verbo stesso es ciavemo i vocaboli le parole del dialetto laziale sono per lo più comuni al vocabolario dei dialetti dell umbria e delle marche esistono alcuni termini che tipici del dialetto di questa regione sono ormai diventati famosi in tutta italia tra essi possiamo ricordare abbacchio agnello pennichella o penneca sonnellino menà picchiare pedalini calzini altri termini tipici anche se meno noti dei precedenti sono bardasso ragazzo vago chicco acino ferraiolo mantello zappo montone un dialetto laziale tanti dialetti laziali spesso tendiamo a far coincidere dialetto laziale e dialetto romanesco forse perché quest ultimo è stato reso famoso da canzoni film spettacoli di varietà certamente nella regione l influenza della capitale è stata forte ma ciò nonostante le parlate dialettali sono ugualmente varie si possono individuare sostanzialmente tre zone linguistiche a la prima corrisponde alla zona di roma b la seconda è riferibile alla zona di colli albani c la terza è quella più aperta alle influenze umbre marchigiane e toscane in tutte queste aree rimangono le caratteristiche che abbiamo elencato prima ma ci sono anche profonde differenze 12

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dopo la caduta dell impero romano infatti le vie di comunicazione diventarono per lungo tempo maltenute e insicure ci si spostava poco e con molte difficoltà quindi ogni zona e di conseguenza ogni dialetto era una realtà a sé stante lo dimostra chiaramente la traduzione del seguente brano l inizio di una novella di giovanni boccaccio fatta nel dialetto di tre diversi punti del lazio in lingua italiana il testo è il seguente al tempo del primo re di cipro dopo la conquista della terra santa compiuta da goffredo di buglione avvenne che una nobile signora della guascogna andò in pellegrinaggio al santo sepolcro quando nel viaggio di ritorno arrivò a cipro ci furono alcune persone malvagie che la offesero profondamente la traduzione a roma visto chello che gli antressava se remitti pe la via ch era fatta e ariva a cipria quann eeccot na vota quanno cutrifè de bugliolo s eva impossessato de la tera santa e a `no paese chiamatu cipria rignava gli primu principe `na signora de bona nascita de guascogna vozze ì a visità gli santu sebolucro se metti an viaggio e cammina cammina va an geisalemmo doppo e certi malannaci senza nisciuna creanza l afferarno e gli fraudarno la borsa la traduzione a rieti buone se `ncuntrone che `na signora e rieti si trova a nord-est di roma vicino ai confini con l umbria perciò il dialetto è spesso influenzato dalla cadenza di questa regione come si può osservare dalla seguente versione a lu tempu de lu primu re e cipru,doppo de avè fatto lo acquisto e tera santa goffridu e guscogna jè `n pellegrinaggio a lu sepurcrue quanno se ne renne jonta `n cipro da certi ommeni birboni receè villanie potrebbe suonare in questi termini la traduzione a latina agli tiempe de gliu primu re de cipre quanno gotafrede de buglione aveva già pigliate gerusalemme con la terra santa arrivai chistu fattu `na signora de guascone se ne jette `mpellegrinagge allu sante sepolcre e mentr se ne tornava a la casa soja quanno fuje arrivate a cipre ricevette nu grosso affrunte da cert uomene scellerate 13

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la canzone dialettale la musica popolare del lazio è più affine a quella della toscana fra le regioni limitrofe che a quella della campania questo sia per i comuni contatti con l antico territorio etrusco sia per l affinità del paesaggio del lazio con quello della maremma toscana i loro canti hanno lo stesso carattere grave e melanconico di quelli delle regioni desertiche e pianeggianti il canto popolare del lazio appare nelle sue espressioni più genuine influenzato dal gregoriano in questo è da vedere la sopravvivenza dell arte greco-romana una delle espressioni più tradizionali del canto popolare in genere è costituita dalla ninna nanna essa è molto presente nei canti romaneschi delle cui nenie con le quali le antiche madri romane addormentavano i figliuoli sono rimaste espressioni tipo lalla lalla lalla aut dormi aut lacta la forma più diffusa del canto popolare romanesco è costituita dallo stornello o ritornello simile a quello toscano e chiamato così perché nel canto si ripete il primo verso esso si distingue in stornello col fiore e senza fiore gli stornelli romaneschi presentano di solito una canzone piuttosto uniforme e sono meno agili di quelli toscani tra essi le canzoni a intenne rivelano il carattere fiero dell antico popolo del lazio presso il quale ricorrenti erano le canzoni d improperi e d infamia esiste anche un tipo di stornello rustico e gioioso il saltarello tra le danze va ricordato il saltarello fino al secolo scorso era accompagnato dalla cornamusa e dal tamburello oggi per lo più dalla fisarmonica ma il carattere e il ritmo sono rimasti tuttora immutati in tutta la campagna romana 14

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saltarello di atina 15

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