Le Voci del Pacinotti Anno 0 Numero 0 Aprile 2018

 

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Giornale dell'ITI Pacinotti di Scafati

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EDITORIALE di Giuseppe Ricci Fare il giornale a scuola si può Giovani giornalisti crescono al Pacinotti Ogni inizio rappresenta nuove emozioni, nuove esperienze, nuove conoscenze. Da subito questo corso di formazione è stato positivo, a partire dal numero di alunni che hanno richiesto di parteciparvi. Nonostante fosse stato fissato a trenta alunni il limite di partecipanti, ben trentanove si sono presentati all’appello del primo incontro pomeridiano; ad oggi, solo in due hanno abbandonato per motivi personali, i restanti ragazzi, hanno affrontato gli incontri con molto entusiasmo e responsabilità. Sono solito arrivare agli incontri in anticipo rispetto all’orario previsto, ed il trovarli ad attendermi, è la migliore soddisfazione che un educatore possa ricevere. Il percorso proposto Educare allo studio attraverso i progetti interdisciplinari extracurriculari di Adriana Miro In un periodo come quello attuale, in cui sono sempre meno le persone che leggono i giornali e in una società nella quale stiamo assistendo alla fine della carta stampata, scegliere di realizzare una redazione e un giornale cartaceo della scuola, come progetto extra curriculare, è una sfida che ci auguriamo vada a buon fine. Siamo ormai arrivati al debutto e finalmente, dopo solo pochi mesi di accurato lavoro, verrà pubblicato il primo numero di “Le Voci del Pacinotti”. Il progetto di un giornale scolastico ha una valenza didattica e culturale altissima e mira a coniu- gare vita vissuta, parola scritta, immagini, consentendo l’apertura verso l’attualità e la lettura del mondo contemporaneo come nessun libro possa concorrere a fare. L’iniziativa, infatti, intende avviare gli studenti a sviluppare le loro capacità critiche e il dibattito verso la realtà circostante, aggiornarsi e partecipare in modo consapevole alla vita sociale. Inoltre permette lo sviluppo della creatività, della curiosità e della coscienza civile degli stessi.Come contributo interdisciplinare, è un utile strumento per abituare le classi all’uso dinamico della lingua scritta, come propedeutica alle modalità di scrittura richieste all’Esame di Stato, per sviluppare la capacità di sintesi e l’analisi delle informazioni, per arricchire il vocabolario personale e come spunto per sostenere percorsi didattici pluridisciplinari. Si tratta, dunque, di un’esperienza didattica capace di entusiasmare sia alunni che insegnanti, che prevede l’avvio di percorsi didattici paralleli centrati sulle reali attitudini ed interessi degli alunni che, in questo modo, sapranno sempre meglio gestire il proprio equilibrio emotivo, agire liberamente, assumendosi le proprie responsabilità. Le pagine che seguono, sapranno raccontarci le emozioni, i pensieri e le esperienze viste con lo sguardo dei ragazzi. Non mi resta che augurare a tutti voi buona lettura! ai ragazzi, prevedeva una serie di lezioni frontali sulla comunicazione sotto ogni forma, sia verbale che visiva, alle quali sono poi succedute varie esperienze di partecipazioni ad eventi e manifestazioni che ci hanno permesso di licenziare questo primo numero di periodico in forma cartacea, ma anche in formato digitale, attraver- so la pubblicazione su un canale youtube dedicato, di tutte le interviste e dei servizi giornalistici a cui l’intera redazione ha partecipato. Inoltre, a breve, sarà realizzato un sito web di news, completamente gestito in autonomia dai ragazzi e che prevede la pubblicazione di tutto ciò che accade nell’Istituto Pacinotti. E’ una speri- mentazione che, in accordo con la Dirigente, prof.ssa Adriana Loredana Miro e grazie all’appoggio dell’intero Consiglio d’Istituto, mi ha spinto a proseguire in questa esperienza fino alla fine del corrente anno scolastico, nonostante le ore disponibili siano quasi esaurite. Un particolare ringraziamento a tal proposito, mi corre l’obbligo di farlo anzitutto all’assistente tecnico con cui ho avuto il piacere di lavorare sin dal principio, Giovanni Serrapica, il quale è sempre disponibile e gentile con tutti noi; a seguire un grazie alla collaboratrice Ida Cirillo, che non manca mai di distribuire sorrisi e rendere così meno grigi, i pomerig- continua a pag. 2 Tanto tuonò che piovve di Giovanni Savarese Nella babele dell’editoria, sia essa cartacea che digitale, mondo nel quale l’effimero ed il pressapochismo regnano incontrastati, la nascita di un giornale scolastico non deve e non può passare inosservata nel nostro Istituto. La spinta è venuta dalla Dirigente Scolastica, la prof.ssa Adriana Loredana Miro, che ha fortemente voluto questo nuovo percorso di crescita per i nostri allievi dal titolo “Formare e motivare attraverso la comunicazione visiva e verbale”, coadiuvata dall’esperto esterno, prof. Pino Ricci (docente A.N.O.C.), e lo scrivente in funzione di tu- tor. Da circa due mesi, così, il laboratorio C2 al primo piano si è trasformato in una vera e propria redazione giornalistica, in cui gli allievi, circa 40 in tutto (ma il numero dei partecipanti è stato chiuso dopo il primo incontro, si parva licet!), si sono avvicinati ad una delle professioni più difficili degli ultimi decenni: quella di giornalista e comunicatore. Infatti, in un mondo veloce e ricco di informazioni come quello attuale, il giornalista è e resta, nonostante tutto, un mediatore che seleziona e gerarchizza le continua a pag. 2

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2 Territorio Aprile 2018 continua Editoriale da pag. 1 gi uggiosi; al professore, nonché giornalista, Giovanni Savarese, sempre pronto ad appoggiare ogni mia iniziativa tendente a dare ai ragazzi nuove opportunità di fare esperienza; infine, ma non per questo meno importante, un ringraziamento a tutto il personale dell’Istituto Pacinotti, dai docenti ai collaboratori, agli assistenti amministrativi che sono sempre pronti ad accoglierci con un sorriso o una parola gentile e che hanno reso e rendono più piacevole, la nostra permanenza durante le ore che ci vedono impegnati a portare a termine il nostro lavoro. Concludo questo mio intervento, con il ringraziamento che più mi rende orgoglioso: alla Redazione di “Le Voci del Pacinotti”, ai “miei” ragazzi, che hanno scelto di fare questa esperienza e che si impegnano ogni giorno a realizzare qualcosa che sicuramente sarà un’ulteriore opportunità per il loro futuro, ma che mi consente di rinnovare e rigenerare le mie modeste conoscenze, in campo culturale e di vita. Ad maiora, semper. continua da pag. 1 notizie. Quello che è cambiato radicalmente è il modo di lavorare, poiché il giornalismo digitale ha introdotto caratteristiche sconosciute rispetto al passato: la velocità della notizia, la sua ubiquità, la marea di informazioni, non sempre veritiere, che ci arrivano da Internet. Per essere veramente cittadino civile, bisogna così imparare a leggere con attenzione e criticità le informazioni che ci bersagliano continuamente e insegnare ai giovani ad usarle per produrre conoscenza e spingersi verso il livello profondo del sapere. Alla fine, grazie alla magistrale regia di Pino Ricci, con l’ausilio dell’assistente tecnico Giovanni Serrapica, si è venuto a creare un vero e proprio ambiente di apprendimento, che ha visto la partecipazione attiva intorno ad un’idea, di volta in volta, condivisa e poi messa in pratica secondo lo spirito costruttivista e il merito del docente di sollecitare il gruppo nella motivazione e nell’impegno. Di rilievo, a tal proposito, il metodo applicato dal prof. Ricci nel creare quell’alchimia relazionale con gli allievi in un ambiente in cui anche gli spazi hanno contribuito ai vantaggi della qualità pedagogica; un plauso va anche alla collaboratrice scolastica Ida Cirillo. Insomma, tanto tuonò che piovve! Le voci del Pacinotti sono qui. Mi verrebbe da dire: ascoltatele, ma mi limito a invitarvi, a leggerci e per i prossimi numeri a segnalarci notizie e punti di criticità su cui lavorare, nello spirito di questo new deal che da qualche anno ha intrapreso il Pacinotti animato dalle parole di un grande uomo come Don Luigi Sturzo: “promettere poco e mantenere quel che si è promesso!”. Orientarsi nel mondo della scuola a Scafati, tra Istituto Tecnico e nuovo Professionale L’offerta formativa del Pacinotti, tra vecchi e nuovi percorsi La “Fiera dei Mestieri” si è tenuta nell’Aula Magna dell’istituto di Alessia D’Auria e Antonio Santonicola Il 27 e 28 gennaio, grande affluenza all’Open Day con due nuove proposte. Gli Open Day aprono le porte delle scuole al territorio, affinché genitori e ragazzi, con l’approssimarsi della fine del percorso della Scuola Media di primo grado, possano visitare aule, laboratori e tutti gli ambienti, valutando ciò che ogni istituto propone come percorsi di studio, attraverso i lavori che annualmente vengono realizzati dagli alunni già iscritti. Gli studenti e i docenti, si sono impegnati a fondo attraverso iniziative che hanno coinvolto diretta- mente i presenti, come ad esempio, l’allestimento di un set fotografico, dove chi voleva, poteva farsi un ritratto; oppure nello stand del percorso Elettromedicale, si poteva assistere ad un filmato rea- lizzato durante le varie esperienze pratiche vissute dagli alunni nel corso dell’anno scolastico; o ancora presso lo stand di Elettronica, a piccoli esperimenti di robotica miniaturizzata. Insomma, una sorta di fiera dei mestieri. Quest’anno il Pacinotti ha presentato due nuovi percorsi: tecnico della Grafi- ca e Comunicazione e Professionale di Manutenzione ed assistenza tecnica. Un’occasione importante per aiutare i ragazzi nella giusta scelta. Gli alunni e i professori del Pacinotti, hanno spiegato, illustrato, e chiarito tutti i dubbi ai visitatori. Con un’iniziativa singolare, alcuni alunni che prendono parte al proget- to extracurriculare “Formare ed educare attraverso la comunicazione verbale e visiva”, hanno realizzato diverse interviste ai visitatori per raccogliere dati sull’indice di gradimento dei due giorni di Open Day. “Le Voci del Pacinotti” sono anche online www.levocionline.it Se ti interessa pubblicare un articolo, fare un’inserzione pubblicitaria, contattare la redazione, scrivi a: levocionline@gmail.com

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Aprile 2018 Attualità 3 di Francesco Pio Verdoliva Quasi cinquanta ragazzi delle classi 3°B, 3°H e 3°O/C dell’ I.T.I. A. Pacinotti di Scafati, il 18 febbraio siamo partiti per Rimini dove partecipavamo ad un progetto di alternanza Scuola Lavoro. Dopo una breve pausa per il pranzo, siamo ripartiti per San Marino, dove però, a causa di un’intensa nevicata, non abbiamo potuto fare la programmata escursione ai monumenti ed alla fortezza. Il secondo giorno c’è stato l’incontro di presentazione che si è tenuto presso la sede di Assoform e Confindustria Romagna, dove un esperto ci ha illustrato mediante filmati e slide, il territorio e il tessuto economico della Romagna. A continuare, nelle ore pomeridiane, un esperto di comunicazione interpersonale, ci ha erudito sui seguenti argomenti: Principi e componenti della comunicazione, i livelli della co- Alternanza Scuola Lavoro Un’opportunità per crescere e divertirsi Rimini ha ospitato uno dei progetti di ASL dell’ITI Pacinotti municazione, le variabili della comunicazione, nonché elementi e funzioni della comunicazione. Il terzo, quarto e quinto giorno si è parlato di progettazione e costruzione dei droni professionali, in particolare il quarto giorno ci siamo re- cati presso la DroneBase, azienda di progettazione e realizzazione di droni professionali, dove abbiamo visto come si costruisce un drone e quali possono essere i campi di utilizzo; l’utilizzo maggiore viene fatto dai fotografi per fare ripre- se aeree e per facilitare la ricerca di persone disperse o fuggitivi alle forze dell’ordine. Il quinto giorno si è parlato delle tecniche di volo e di ripresa e dei sistemi di rilevamento; successivamente ci hanno spiegato il concetto di In- dustria 4.0, il cui significato è poco conosciuto: permette alle aziende di ammodernare le proprie attrezzature. L’ultimo giorno presso il salone delle conferenze di Assoform, ci siamo divisi in quattro gruppi e abbiamo fatto un test, dopodiché ci è stato consegnato l’attestato di partecipazione al progetto. Nella settimana trascorsa a Rimini, abbiamo avuto anche modo di visitare la città ed il museo cittadino, il ponte di Tiberio, il Visitor Center, che è un percorso multimediale ed interattivo dove il visitatore rivive l’esperienza unica della storia di Ariminum, l’antica Rimini romana, attraverso l’utilizzo di nuovi tecnologie e linguaggi. Questa esperienza per noi ragazzi, oltre a rappresentare una crescita culturale, ha fatto in modo che si creasse un bel clima di aggregazione tra le diverse classi, dando vita ad un gruppo omogeneo di Amici. Vecchi mestieri si adeguono ai tempi moderni Barman o barwoman? Bartender mette tutti d’accordo Formazione professionale per nuove opportunità di lavoro di Diana Sabatino Arrivi ad un certo punto della vita ed inizi improvvi‐ samente a porti delle do‐ mande: "sono felice della mia vita? Amo il lavoro che sto facendo?" Ovviamente le risposte sono, di solito, negative. Inizi a guardarti un po' in giro; nella testa ti frullano tutte quelle idee che ti pos‐ sano rendere felice e soddi‐ sfatta nella vita; il mondo del bar è sempre stato quello che si avvicina di più alle mie; sono stata sempre af‐ fascinata da questo mondo. Perché non farlo diventare il mio lavoro? Girovagando in internet, ho trovato il sito di una scuola di bartender, la European Bartender School di Milano, la più gettonata scuola bartending, che or‐ ganizza corsi nelle oltre 25 sedi al mondo. Quello di Milano è stato un corso, di quattro settimane, che mi ha letteralmente e realmente cambiato la vita. Ho avuto la possibilità di co‐ noscere ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia e non solo; ognuno di loro mi ha regalato tantissimo, sia‐ mo diventati come una fa‐ miglia. Abbiamo trascorso queste settimane insieme, aiutandoci nello studio e ne‐ gli esami. Grazie alla professionalità, la passione e la serietà dei nostri istruttori, come Mat‐ teo Melara, Enrico Fiore, Stefano Fortunato e Mirko Ciman, che ci hanno guida‐ to giorno dopo giorno, tutti siamo riusciti ad arrivare ai nostri obiettivi con grande soddisfazione. Alla fine, ab‐ biamo ricevuto il nostro at‐ testato internazionale. Per me è stata tra le esperienze più belle che abbia mai fatto; veramente una soddi‐ sfazione unica il ricevere l’attestato, tanto sperato e sudato. Un immenso grazie alla mia famiglia, per aver creduto in me e per l'aiuto economico; grazie ai miei amici di avventura ed ai miei istruttori per la grande pazienza che hanno avuto nei nostri confronti. Un consiglio a chi sta leg‐ gendo: se pensi che il mon‐ do del bar potrebbe essere parte di te, scegli questa strada, ti cambia la vita to‐ talmente.

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4 Attualità Aprile 2018 Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia In migliaia pacificamente in marcia contro la mafia L’iniziativa istituita nel 2017 per ricordare magistrati, agenti, giornalisti e gente comune trucidati per mano dei mafiosi di Ludovico Sorrentino Pompei, 21 Marzo 2018. Nonostante la pioggia e il freddo, sono circa ventimila le persone che hanno sfilato da Pompei a ha dato il titolo alla manifestazione. Forte è stata la presenza anche delle forze dell'ordine; l'iniziativa, infatti, è stata coordinata dalle questure dei due capoluoghi di provincia Napoli e Salerno. In siderato da tutti, simbolo di speranza. Il messaggio che è stato lanciato dalla manifestazione, è che uniti, tutti, la mafia, la si può combattere.Quando siamo arrivati al piazzale Aldo Moro, a Scafati, c'è stato anche collegamento con altre città Italiane, in particolare con Foggia, da dove sono stati letti ad alta voce i nomi di 975 vittime di mafia. Scafati per la 23°giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di mafia. L'iniziativa è stata promossa da Libera Campania. I manifestanti si sono riuniti in piazza Immacolata; qui sono accorsi studenti da tutta la Campania con i loro insegnati, anche se diversi autobus da Benevento sono stati bloccati dalla neve. Immancabile la presenza di noi dell’Istituto Pacinotti, che orgogliosamente, non abbiamo fatto mancare il nostro vigoroso supporto. In testa al corteo c'era uno striscione portato dai familiari delle vittime: "Terra, solchi di verità e giustizia", che questo giorno si è voluta celebrare la giornata della memoria in ricordo delle vittime innocenti di mafia. Questa manifestazione, ha inoltre avuto anche lo scopo di fare avvicinare i giovani studenti, e tutti i cittadini, al concetto di legalità per allontanare le paure, i silenzi, l'omertà davanti ai soprusi della mafia. Ad accompagnare noi ragazzi, che anche sotto la pioggia abbiamo urlato a gran voce, i familiari delle vittime che compongono le varie associazioni che hanno ricordato che contro la mafia ed i soprusi non si è soli. La natura ha fatto poi il suo corso, regalandoci alla fine, un meraviglioso arcobaleno che è stato con- Foto Serena Acanfora Le Voci del Pacinotti Periodico attualità, cultura e sport Direttore responsabile Giuseppe Ricci Caporedattore Ludovico Sorrentino Responsabile servizi fotografici Michele Avino Grafica e Pubblicità Giuseppe Savastano - Nicola Arpaia Riccardo Fontana - Carmine Contaldi Editore A.N.O.C. Redazione: Via don Angelo Pagano,1 - Scafati (Sa) Supplemento a Le Voci, aut. Trib. Nocera Inferiore (Sa) n°3 del 2/3/2006 Direttore editoriale: Luigi Albano Stampa: Tipografia F.lli Donnaruma - S. Maria la Carità (Na)

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Aprile 2018 Tecnologia 5 Importanti innovazioni stanno avvenendo nel mondo dell’Internet of Things: i nostri oggetti interagiranno con noi “Internet delle cose” sarà parte del nostro quotidiano I ricercatori di Microsoft stanno portando l’intelligenza artificiale su Raspberry di Carmine Brizio L'IoT (acronimo di Internet of Things) è un neologismo che indica l'estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi, ma può essere anche definito come l'idea che la rete non connette più solo gli esseri umani, ma anche gli oggetti che fanno parte del nostro ambiente. Questa tecnologia si sta affermando in molti campi, dal controllo del traffico per scegliere il percorso più breve da percorrere (Smart Cities), al controllo dei semplici oggetti domestici che sono presenti nelle nostre abitazioni. Questi processi tecnologici, raggiungeranno l'apice nei prossimi 10/20 anni. Questo sistema funziona grazie ad alcuni presupposti, tra cui la miniaturizzazione dell'elettronica dei sensori e dei microcontrol- lori, lo sviluppo di algoritmi che gestiscono i nodi delle reti per connettere tra loro gli oggetti, e la capacità delle intelligenze artificiali di amministrare enormi database e di apprendere dall'ambiente circostante. Queste tecnologie innovative, oltre ad avere fattori positivi, presentano anche degli svantaggi. Infatti, così come tutti i dispositivi attualmente in uso che si connettono ad Internet, anche i dispositivi IoT potrebbero essere hackerati; di conseguenza potrebbero crearsi molti rischi per la sicurezza, soprattutto nelle nostre case: gli oggetti potrebbero passare sotto il controllo dell'hac- ker, che li gestirebbe a suo piacimento. Dobbiamo tener presente che queste tecnologie, potrebbero accrescere la potenza delle multinazionali dell'elettronica e dell'informa- tica, che conseguentemente ne trarrebbero vantaggi economici. Un aspetto positivo di queste innovazioni, sarà sicuramente l'aumento di posti di lavoro per gli informatici e i programmatori, ma anche l'automazione di alcune posizioni lavorative poiché le persone verranno sostituite da automi. Un esempio concreto di come l'IoT si sta espandendo in tutti i campi, è proprio il progetto che hanno realizzato i ri- Ricercatori di Microsoft di Redmond - Foto di Dan DeLong cercatori Microsoft dei laboratori di Redmond (USA) insieme ai ricercatori dei laboratori di Bangalore (India). Essi hanno studiato il modo affinché il Raspberry Pi 3, che è una scheda elettronica che implementa un computer, funzionasse utilizzando l'intelligenza artificiale. L'idea è stata del ricercatore Ofer Dekel, a capo del Machine Learning and Optimization dei Microsoft Research Lab di Redmond. Egli vedeva i propri fiori che venivano divorati dagli scoiattoli. Cominciò così a rivisitare il codice del Raspberry Pi 3, inserendo al suo interno un’intelligenza artificiale che, tramite un sensore visivo, rilevava gli scoiattoli. Collegando poi il tutto al sistema di irrigazione domestico, esso veniva attivato quando Raspberry identificava gli animaletti, e quindi questi si allontanavano. Dekel, per realizzare progetti di questo tipo, ha formato un team di 30 persone tra informatici, ingegneri e ricercatori. Lo scopo del team, è quello di realizzare dispositivi e software in grado di funzionare apprendendo dal mondo esterno. Inoltre, gli algoritmi sviluppati dal team, saranno tutti collegati a un sistema cloud; in questo modo le intelligenze artificiali, si scambieranno informazioni più velocemente. L’intelligenza artificiale la situazione attuale e le evoluzioni future attese di Agostino Cesarano L’Intelligenza artificiale è diventata una realtà negli ultimi anni. Sin dai primi sviluppi, si è intuito che sarebbe stata la futura tecnologia e che avrebbe rivoluzionato il mondo e il nostro modo di vivere. Attualmente, forme di intelligenza artificiale sono già presenti nei nostri smartphone; infatti da diversi anni, abbiamo la possibilità di usufruire di un assistente vocale, caratteristica questa, sempre più diffusa. Anche se può sembrare stupefacente, gli assistenti vocali non sono una delle forme più avanzate di intelligenza artificiale; di ancora più avanzato, c’è la ricerca già sperimentata per la creazione di umanoidi, cioè di robot dalle sembianze umane. Le ricerche sono molteplici e questo porta a continui miglioramenti con la creazione di numerosi prototipi. Gli umanoidi sono sicuramente la forma di intelligenza artificiale più lontana dalla realtà; infatti non prima dei prossimi vent’anni, saranno utilizzati per sostituire il lavoro di un umano, il primario scopo per cui sono stati progettati; soprattutto per quelli rischiosi. Per non parlare dei veicoli senza guidatore che secondo le previsioni, potranno davvero rivoluzionare il mondo dei trasporti. Essi saranno molto utili per le persone non abilitate alla guida, ma anche a facilitare le azioni che facciamo quotidianamente; Volkswaghen, uno dei primi ad investire nello sviluppo di questa tecnolo- gia, e ad averla presentata al Salone Internazionale dell’autovettura 2018, ha assicurato che le auto senza guidatore saranno commercializzate entro il 2022. Molto interessante è la forma di intelligenza artificiale usata a Sanremo quest’anno, chiamata Watson; essa è stata incaricata di intercettare tramite i social, cosa pensava il pubblico sugli artisti, le canzoni in gara e non solo, anche sui look, i trend e gli abiti che hanno sfilato sul palco dell’Ariston. In sintesi Watson, ha offerto una fotografia di ciò che i telespettatori hanno espresso sui social, le loro impressioni e i loro gusti. In particolare quest’anno sono stati analizzati da Watson i testi delle canzoni che hanno vinto le edizioni passate del festival e di quelle in gara quest’anno, con l’obiettivo di mettere in evidenza le diverse emozioni che suscitano. Possiamo dunque affermare che da questo progresso tecnologico, che sta crescendo a dismisura, ci si può aspettare di tutto.

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6 Sport Aprile 2018 La palestra del Pacinotti ospita una squadra di pallavolo composta da ragazzi con sindrome di down Lo sport, strumento di inclusione il progetto coinvolge atleti speciali per renderli autonomi nella vita quotidiana di Salvatore Perna La Xenia volley di Scafati, il cui presidente è il prof. Giovanni Savarese, in collaborazione con l’associazione Prendiamoci per Mano, dal mese di novembre ha messo in atto un progetto per ragazzi affetti dalla sindrome di down, che attraverso il gioco della pallavolo, gli permette di prendere il largo e lasciarsi trasportare dal vento delle emozioni; di vivere il quotidiano con un’attiva partecipazione alla costruzione della pro- pria vita e del proprio destino. Il tecnico specialista che segue i ragazzi, coadiuvata dal collaboratore Giovanni Ippolito, è la prof.ssa Nadia Malafronte, laureata in Scienze Motorie, alla quale poniamo qualche domanda: D.: Qual è il suo obiettivo con questi ragazzi ? R.: L’obiettivo è di coinvolgerli nella nostra società, foto di Michele Avino per renderli quanto più possibile autonomi sotto tutti gli aspetti della vita quotidiana, giacché lo sport incide positivamente sull’apprendimento motorio. D.: Quali sono le sue motivazioni? R.: Alleno da dodici anni; la fascia di età di cui mi occupo va dai cinque ai quindici anni, quindi sostanzialmente bambini e adolescenti. Appena ho ricevuto la proposta dal presidente, ho subito accettato perché sapevo che questi ragazzi mi avrebbero dato tanto; qualsiasi cosa gli chiedo di fare, ci mettono davvero tanta gioia e passione, spirito di partecipazione, elementi fondamentali per uno sport come la pallavolo che unisce; ciò non può che rendermi felice. La filosofia della Xenia Volley, è sempre stata quella di unire lo sport al sociale ed al culturale. D.: Aspira a qualche competizione con questi atleti? R.: Abbiamo intenzione di partecipare ad alcune gare ufficiali agonistiche, organizzate dal comitato paraolimpico Special Olympics. Ci prepareremo per dare il meglio. ACF Fiorentina in lutto per la morte del capitano Morto Davide Astori lascia la compagna Francesca e la figlia Vittoria di due anni di Luigi Guastafierro Nella tarda mattinata del 4 marzo, l’ACF Fiorentina in un comunicato stampa di poche righe, conferma la notizia della morte del proprio capitano Davide Astori. Notando l’assenza del ragazzo al momento della colazione, un massaggiatore del club è andato a chiamarlo. A quel punto la macabra scoperta: Davide era morto, riverso sul suo letto, all’interno della stanza dell’hotel che ospitava i viola prima della partita contro l’Udinese. Da una prima verifica, sembra che il calciatore sia deceduto per arresto cardiaco nel sonno, in seguito a bradiritmia (il cuore batte sempre più lentamente, fino a fermarsi). Malagò, Commissario straordinario della lega di Serie A, ha deciso di rinviare tutte le partite della 27° giornata. Astori era un difensore centrale di grande stazza fisica e di una buona tecnica. Di origine bergamasca, La sua carriera da professionista ha inizio nel set- tore giovanile del Milan nel 2001. Dopo le prime esperienze al Pizzighettone e alla Cremonese, Davide viene acquistato dal Cagliari, per poco più di un milione di euro e dove arriva ad indossare la fascia di capitano. Nel luglio 2014 il passaggio alla Roma, dato in prestito oneroso per due milioni di euro; l'accordo prevede inoltre, il diritto di riscatto in favore della Roma per l'acquisizione a titolo definitivo. Nonostante una buona stagione con il club capitolino, Davide si trasferisce nel capoluogo Toscano per giocare nella Fiorentina in prestito; con i viola firma un contratto quadriennale. Ha giocato in nazionale disputando 14 partite, realizzando anche un gol contro l’Uruguay nella finale per il 3° e 4° posto della Confederations Cup 2013. Per onorare e rendere indelebile il ricordo di Davide, Cagliari e Fiorentina nei giorni scorsi hanno deciso di ritirare congiuntamente la maglia numero 13. Il ricordo del 6 a 3 con il Pisoniano fa tornare la voglia di sognare Una scafatese di Eccellenza tra alti e bassi, pronta a risalire tra le grandi La storia di una piccola società di basket che sogna di tornare in serie A dopo 10 anni Scafati, il suo biglietto da visita il basket dal parquet arrivano le soddisfazioni per la Givova Scafati basket di Emanuele Conforti e Antonio Di Lauro La Signora del calcio campano, in questo campionato di promozione, ha terminato in vetta alla classifica con uno scarto non indifferente dalle inseguitrici. Concludere in vetta alla classifica con la conseguente promozione in Eccellenza è stato un traguardo importante per la società scafatese e per tutti i tifosi che in questi anni, nonostante gli alti e bassi del club, sono stati sempre al fianco della squadra. L'intento della dirigenza, è quello di riportare la Scafatese nel posto che le spetta; quel posto che gli è stato tolto dopo il fallimento del 2010. Questo salto di categoria, potrebbe essere il primo passo di un percorso non semplice. La storia della società parla di anni di gloria, altri di anonimato ed altri ancora di fallimenti sportivi, a partire da quando a Scafati si respirava l'aria della Serie B. Forse il punto più alto mai toccato dalla Scafatese, unitamente a quando stava per accedere alla serie A, resta la splendida giornata di festa vissuta il 4 aprile del 1962, quando la Signora del calcio campano, ospitò l'Inter del Mago Herrera allo stadio comunale. Dopo il ritiro per motivi economici, la Scafatese fu costretta a ripartire dal basso e non riuscì più a risalire dalle categorie inferiori. Nel cuore di molti tifosi scafatesi, aleggia ancora la splendida partita con la quale il 6 maggio del 2007, la Scafatese dominò contro il Pisoniano per il fantastico risultato di 6 a 3, approdando nuovamente in Serie C2. Tutta la città si colorò di gialloblù in onore della squadra. Giornate magiche che tutta la città auspica di rivivere al più presto. La storia del calcio insegna che dalla gloria al fallimento il passo è breve: infatti, nell'estate del 2010, la società non riesce ad iscriversi al campionato di Serie C2 per gravi motivi economici, ed è quindi costretta a ripartire dalla Terza Categoria. Dopo una rapida risalita avvenuta in quegli anni, nel 2014 riesce a raggiungere il campionato di Eccellenza, e l'anno successivo, addirittura a disputare la finale di Coppa Italia Regionale Dilettanti. Nella stagione successiva, la Scafatese retrocede in Promozione, dove, dopo due stagioni di anonimato, raggiunge la testa della classifica, grazie anche al nuovo assetto societario. Sotto la guida del Mister Macera, la squadra quest’anno ha disputato un campionato di spessore, soprattutto tra le mura di casa. L'obiettivo minimo, raggiunto con successo, era quello di essere promossa in Eccellenza, e la città, sogna un giorno di rivivere gli splendori di un tempo. di Luigi Guastafierro In una società come la nostra, dove il basket è una realtà poco seguita e praticata, a Scafati invece sta facendo tanto scalpore. La squadra milita in A2; al PalaMangano di Scafati, stanno arrivando squadre da tutta Italia per affrontare il roster del coach messinese Giovanni Perdichizzi. La Givova Scafati basket, si fa conoscere a metà degli anni ‘90 con due promozioni conse- cutive, che si ritrova così, in serie B1. Ma la vera svolta per la squadra campana, è agli inizi del nuovo secolo con la conquista della Serie A2, avvenuta nella terza e decisiva gara dei play-off del 1 giugno contro la Baltur Cento. Dopo alcuni anni di militanza in A2, l’apice più alto della favola scafatese è nel 2006; i campani approdano per la prima volta in serie A, partecipando alla massima serie per due anni di foto di Sebastian Ronzani Nicholas Crow, cestista della Givova Scafati basket seguito. Con un primo anno ricco di soddisfazioni, con gli storici derby contro la Casertana, il Napoli e il 10° posto conquistato in campionato sfiorando i Play-Off nazionali. Il secondo anno ha un andamento molto diverso rispetto al primo, con dei demeriti che si tramutano con la retrocessione in serie A2. Con i cambiamenti societari del 2013, la società rinuncia all'iscrizione in A2 per problemi economici e riparte dalla Divisione Nazionale B, ritrovando però la serie A2 nell’anno successivo, con 36 vittorie su 38 incontri. L’ultimo campionato di A2 per la Givova Scafati Basket, è stato decisamente sotto le aspettative che ha visto inoltre, tre cambi tecnici alla guida del roster campano, trovando una sofferta salvezza soltanto nei Play-Out contro il Forlì. Nel campionato in corso, la tendenza è cambiata: la squadra gode di ottima salute, anelando grandi prestazioni, come la schiacciante vittoria del 17 dicembre per 88 a 63 nel derby campano contro il Cuore Napoli. Sono molti i tifosi a pensare che se dovesse continuare così, la squadra potrà vincere i Play-Off, l’obiettivo fissato a inizio stagione.

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Aprile 2018 Cultura e Spettacolo 7 Presentato al Pacinotti il libro di Angelo Mascolo La primavera cade a novembre lo scrittore intervistato dalla nostra inviata di Roberta Baino e Michele Avino Lo scrittore vincitore del premio Giara d’Argento, Angelo Mascolo, è stato ospite d’onore al Pacinotti, dove ha presentato il suo ultimo libro, La primavera cade a novembre. Ne abbiamo approfittato per porgli qualche domanda. D.: La trama del libro, La primavera cade a novembre racconta una vicenda reale o immaginaria? R.: Il rapporto tra il commissario e sua moglie è del tutto immaginario, così come il delitto, anch’esso inventato; però pochi mesi prima, a Castellammare di Stabia, si era effettivamente registrato un fatto di cronaca nera di un delitto avvenuto in una zona completamente diversa, nei pressi del porto, ma con la stessa modalità di uccisione, cioè un accoltellamento. Rovistando un po’ i giornali dell’epoca, mi sono imbattuto in questo fatto di cronaca e non ho fatto altro che spostarlo solamente dal punto di vista cronologico, quindi diciamo che c’è metà finzione e metà realtà. D.: Come mai lei ha scelto questo genere? R.: In realtà il genere del giallo è forse quello che vende di più in Italia, però la mia non è tanto una scelta commerciale, quanto di flessibilità; secondo me, il genere giallo ti permette non solo di raccontare il fatto del delitto, ma è anche una scusa per indirizzarti sotto altri punti di vista, cioè parlare della città, che è comunque lo scopo principale; ricordarmi e ricordarci la bellezza che aveva; quindi il giallo è un genere, ma anche un non genere, perché ti permette di esplorare altri ambiti. D.: Quale messaggio vuole trasmettere con questa sua opera? R.: Il messaggio è di trasmettere soprattutto a chi non è del nostro territorio, la bellezza di una grande città; Castellammare di Stabia, fino a pochi decenni fa, aveva diversi primati: oltre al fatto che è stata agli inizi del 900, una città meta di turisti e intellettuali di un certo livello, ricordo che ci si sono fermati personaggi del calibro di Gabriele D’Annunzio, di gente che ha poi scritto la storia del nostro paese; è quindi una specie di cartina di tornasole, cioè di ciò che eravamo e di ciò che siamo diventati, perché se vuoi capire un po’ come è finito il nostro mezzogiorno d’Italia, ti basta leggere e vedere Castellammare di Stabia; da questo punto di vista è esemplificativa di molte cose. Voce, caparbietà e fame di successo: un mix perfetto per un cantante Da una sconfitta al successo meritato un giovane di Santa Maria la Carità affronta la sua scalata di Salvatore Perna Luca Marzano, già noto dal pubblico dei talent televisivi, in cui è stato protagonista ad X Factor nel settembre 2017 con l’interpretazione ammaliante del brano “When I was your man”. Si definisce cantautore 3.0, perché intende diramare il cantautorato in una chiave più moderna, ove la scena sembra dominata dal pop e trap. Il 19 gennaio 2017 la Cosmophonix lancia il suo primo inedito Figli di un’avventura, ottenendo un grande successo, in attesa del videoclip; è la soddisfazione di chi non smette di coltivare con tanta voglia il suo sogno, di quella musica che in qualche modo gli ha dato la scintilla per riaprire gli occhi come a dire: sveglia, io faccio parte di te. Figli di un’avventura è anche il titolo del suo primo singolo, l’inizio del suo percorso da cantante, ma anche l’inizio di quell’avventura sentimentale, la prima, quella che ti spiazza, quando dopo i vari tentativi di corteggiamento, capisci che non hai possibilità. D.: Cosa ti ha insegnato quest’avventura? R.: Avendo solo diciassette anni, ovviamente non ho chissà quali esperienze, ma posso dirti che questa storia mi ha insegnato che bisogna sempre dire quello che si pensa. L’amore non si nasconde, potresti avere il rimorso di non aver mai detto nulla, nel mio caso non è stato così, ma sono stato molto contento nel non aver nascosto il mio amore nei suoi confronti, ovviamente non possiamo piacere a tutti. D.: Qual è stata la tua cura? R.: La scrittura! E’ un atto di libertà, un qualcosa che sprigiona tutte le tue emozioni, quell’espediente che nessun altro può capire, solo tu, la tua penna ed il tuo foglio bianco. Anche la musica, come lo sport, riunisce un’intera comunità Youtube trema, è arrivato il Terremoto diciassettenne scafatese debutta nella musica rap: è un successo di Giuseppe Savastano Christian Terranova, in arte Terremoto Hyko, qualche mese fa ha inaugurato il suo canale Youtube con il suo primo singolo: “Pioggia”, che con nemmeno 3 mesi di vita, ha già raggiunto le 3.000 visualizzazioni con soli due video; un risultato impressionante per un ragazzo partito da zero. Abbiamo chiesto direttamente a Christian il segreto di tutto questo successo. D.: Com'è nata l'idea di fare musica? R.: Ad essere sincero, nasce un po' per caso, essendo io un ex rockettaro. Tramite alcuni amici, ho cominciato con il freestyle e con il tempo, la voglia di scrivere testi è aumentata fino a tramutarsi nel voler pubblicare un qualcosa di mio. D.: In quale genere etichetteresti la tua musica? R.: Partiamo dal presupposto che sto sperimentando un po' di sottogeneri del rap. Attualmente i miei primi due singoli, tendono più al Lo-Fi Chill e Trap, mentre il prossimo brano su cui sto lavorando sarà più Old School Rap. Sono dell'idea che un artista non debba avere un proprio stile fisso, perché è il cambiamento che riesce a far essere innovativi. D.: Di cosa trattano i tuoi testi? R.: I miei testi sono letteralmente degli storytelling. Nei miei brani racconto tutto ciò che provo, tutto ciò che vivo, tutto ciò che sono, mantenendo però la più totale sincerità, facendo per l'appunto rispecchiare me stesso in ciò che scrivo. D.: Quali sono i tuoi progetti futuri? R.: Attualmente, con l'uscita del mio primo singolo, pare il progetto per il mio mixtape chiamato "Natura", che conterrà i miei 4 singoli: “Pioggia”, “Fuoco”, “Vento” e “Montagna”. Ogni singolo parla di un mio particolare stato emotivo, ed attualmente si possono trovare online sia “Pioggia” che “Fuoco”. Un'altra aspettativa interessante sarebbe quella di partecipare ad una battle freestyle ufficiale, ma purtroppo per questo bisogna aspettare. Collaboratore del Pacinotti con l’hobby della musica Grande revival al Teatro San Pietro I Controsenso interpretano la musica degli anni ‘70 di Riccardo Fontana Avete mai desiderato riscoprire le vecchie glorie della musica? Se la risposta è sì, l’occasione è stata quella giusta. Il giorno 17 febbraio, con il concerto musicale dei Controsenso, si è tenuto un revival dei pezzi più famosi degli anni ’70. Lo spettacolo iniziato alle ore 21 presso il Teatro San Pietro, con ingresso gratuito, è stato un grande successo ed ha risvegliato le belle emozioni di un tempo in tutti i presenti. Lo scopo della manifestazione è stato proprio quello di far rivivere alle vecchie generazioni e far scoprire a quelle nuove, le opere piene di contraddizioni ma anche piene di spirito rivoluzionario che hanno caratterizzato gruppi come i Pooh, Le Orme, Dik Dik e molti altri ancora. I membri del gruppo si sono dati un gran da fare invit a n d o c a l o r o s amente tutti a partecipare all’evento, in particolar modo il cantante, pianista e chitarrista dei Controsenso, Il signor Matrone Emilio, lo stesso che siamo abituati a vedere tutti giorni nella hall della scuola, dove svolge la mansione di collaboratore scolastico.

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8 Spettacolo Aprile 2018 Giornalismo e teatro promuovono il riciclo dei materiali Carta d’imbarco ti aiuta a capire come Il giornalista e storyteller Luca Pagliari si racconta al nostro inviato di Riccardo Fontana Il 20 Marzo, gli studenti del Pacinotti sono stati all’ex teatro Scafati Solidale, attuale Sala Congressi, per assistere allo spettacolo teatrale Carta d’imbarco, iniziativa voluta dalla società Comieco, mirata alla sensibilizzazione dei ragazzi al riciclo. Lo spettacolo è stato strutturato come uno stand - up comedy in cui il signor Pagliari, giornalista e storyteller, alternava con ritmo incalzante battute, consigli e curiosità sul riciclo dei materiali. Dopo una prima parte più leggera, lo spettacolo è proseguito con i racconti dei viaggi del giornalista in paesi nei quali il riciclo è qualcosa di molto sentito, come in Brasile e in Africa centrale. Ci è stato raccontato di come i ragazzi nelle città più povere del Brasile, debbano scavare nei rifiuti di notte, quando la temperatura è sostenibile, nella speranza di recuperare qualcosa da rivendere. Pagliari in seguito, ci ha mo- strato l’intero percorso di una scatola di cartone riciclata, dal momento in cui viene gettata al suo arrivo nel centro di riciclo, fino alla sua nuova vita. Lo spettacolo è terminato con una parentesi riguardante un’esperienza particolare che il giornalista ha così espresso: “ho ereditato da una mia bizzarra amica antropologa”. La ricercatrice menzionata, è stata più volte a contatto con popolazioni indigene, allo scopo di studiare il loro comportamento. Durante lo spettacolo, si è preso in esame un viaggio in Perù. La ricercatrice, Agnese, ha vissuto in un villaggio di quelli che nella loro lingua, sono chiamati Locandoni, i veri abitanti, una popolazione che da sempre ha vissuto in quelle terre. Di questi indigeni, Agnese ha riportato in maniera dettagliata il loro rapporto con l’ambiente che li circonda. Ci è stato raccontato di Agnese che, accompagna- ta dal figlio del capovillaggio di tre anni, si era avventurata per la giungla perdendosi; lei era presa dal panico e non sapeva che fare, a differenza del bambino che avendo compreso la situazione, ha guidato Agnese al villaggio, esprimendosi a gesti. Lo spettacolo è stato molto interessante e le capacità espressive del signor Pagliari han fatto si che l’attenzione dei ragazzi fosse alta e costante. Al termine dello spettacolo, Luca Pagliari si è reso disponibile a rispondere ad alcune domande: D.: Quanto ha influito il viaggio in Brasile sulla sua opinione a proposito del riciclo dei materiali? R.: Il viaggio in Brasile ha confermato quello che già sapevo, cioè il riciclo è molto importante perché ci permette di risparmiare materie prime, ed è un po’ uno stile di vita che ci aiuta a comprendere quanto gli oggetti che circondano e rendono facile la nostra vita, possano essere riuti- lizzati. Un’esperienza molto bella quella del Brasile, mi ha fatto capire che dovremmo cancellare la parola rifiuti dal vocabolario, rimpiazzandola con risorsa. D.: Parlando degli sforzi che ognuno può fare nel suo piccolo, pensa che dovremmo assumere un po’ la mentalità degli indigeni studiati da Agnese? R.: Dovremmo assolutamente essere più vicini all’ambiente che ci circonda; per fare un esempio, gli antichi, sentendo il vento o il volo degli uccelli, riuscivano a prevedere un temporale. Ora lo fai andando su Meteo.it, ma questo vale anche per il senso dell’orientamento come nel caso di Agnese; quindi è importante capire che noi dobbiamo rispettare la natura perché la natura siamo noi. I Locandoni si sentono alla stregua di un giaguaro, una pianta,un sasso; per loro rispettare la natura, è rispettare se stessi. D.: In conclusione, cosa potrebbe dire ai nostri lettori per invogliarli e convincerli a riciclare? R.: Quello che si può dire, è che la pigrizia è il grande limite da superare, e si deve essere consapevoli della propria importanza nella società, e quindi anche piccoli gesti come riciclare il pezzo di carta, il non buttare la sigaretta per terra o il raccogliere il bicchiere in plastica per strada, possono contribuire ad un ambiente più pulito.

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