Il lavoro ai tempi dei Borbone

 

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Come si lavorava nella colonia serica di San Leucio

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roberto della rocca il lavoro ai tempi dei borbone san leucio storia e produzione serica centro studio ed alta formazione maestri del lavoro d italia

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caserta s occupe aussì dans ses course de la moltiplication de l espéce ayant un nombre considérable d enfants naturels il avait marié les merés et avait fondé pour ses menages prés de caserte une colonie appellé santo leucio 1 questo fu il malevolo commento che friederich melchior von grimm2 scrittore tedesco illuminista e illuminato 1 v gleijeses la storia di napoli società editrice napoletana napoli 1977 pag 687 friederich melchior von grimm ratisbona 26 dicembre 1723 ­ gotha 18 dicembre 1807 noto soprattutto per essersi affermato in quanto amico di voltaire e diderot diventando enciclopedista e redigendo la cronaca della vita parigina spedita alle corti di germania e a quella imperiale russa cronache 2 2

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inviò alla zarina caterina ii nonostante la malevolenza il messaggio dimostra come da un capo all altro dell europa fosse noto il piccolo centro che a 15 miglia dalla capitale del regno delle due sicilie sorgeva sulla collina di san leucio la real colonia doveva essere qualcosa di ben più grandioso di un piccolo centro artigiano una vera e propria città quasi una nuova capitale dal nome ferdinandopoli il risultato finale fu inficiato dalla crisi del 1789 la rivoluzione francese gettò lo scompiglio in tutto il vecchio continente fermando i processi innovatori che si erano messi in moto grazie alla lungimiranza di alcuni sovrani tra cui figuravano i sovrani di napoli ferdinando iv3 e maria carolina ricostruire la storia del lavoro nella colonia serica di san leucio non è affar semplice soprattutto perché su ferdinando iv e su tutta la sua famiglia nonché sulla storia del sud incombe una leggenda nera nata a seguito della sconfitta militare riportata contro i savoia nel biennio pubblicate tra il 1812 e il 1813 postume 3 ferdinando iv di borbone napoli 12 gennaio 1751 ­ 4 gennaio 1825 fu re di napoli con la numerazione di iv e re di sicilia con la numerazione di iii fino al 1815 dopo il congresso di vienna le due corone furono unificate nel regno delle due sicilie di cui fu il i sovrano verrà quindi indicato nel testo come ferdinando iv fino al 1815 e fedinando i dopo quella data 3

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1860 ­ 1861 una leggenda nera che si fa fatica a eliminare e che inficia tutti i giudizi che sono stati dati sulla nostra storia la storia di san leucio è una di queste non fu la real colonia un capriccio del sovrano l ennesimo dico io di una lunga serie come ferdinandea e mongiana in calabria pietrarsa a napoli la napoli ­ portici le regge di caserta carditello portici i cantieri di castellammare e via dicendo san leucio fu molto di più che un capriccio fu il tentativo di applicare praticamente i principi cristiani a cui i borbone erano stati educati san leucio è il nome di una collina che sorge poco distante da caserta antica e dalla caserta nuova ex villaggio torre feudo acquaviva scelto da don carlo di borbone per la costruzione della reggia don carlo di borbone re di napoli e sicilia dal 1734 una collina dove sorgeva una chiesa dedicata al santo che nativo di alessandria d egitto aveva predicato ed era morto nelle terre del vecchio principato di capua 4

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che si estendevano fino a benevento e che comprendevano per l appunto la catena dei tifatini gioiello verde della terra di lavoro disboscati dalla politica del profitto e sventrati dalla folle politica industriale dei cementifici e delle cave nel xviii secolo i borbone ben più seri e lungimiranti avevano compreso l importanza di quei boschi e di quelle realtà e già carlo di borbone ne fece riserva di caccia reale al fine di tutelarne vegetazione e animali la real colonia che ancora oggi è un gioiello da esportare in tutto il mondo sorse inizialmente per caso dal progressivo ampliamento della riserva di caccia del re di napoli la diroccata e abbandonata chiesa di san leucio divenne noto allora come il sedile il luogo dove si riposava il re di napoli durante le battute di caccia fu poi ferdinando che procedé al recupero del casino che si trovava ai piedi del colle nato come piccolo luogo di sosta di caccia del feudatario era divenuta seconda residenza dei conti di caserta e al momento della rilevazione dei loro beni entrò anch esso nella disponibilità di carlo di borbone il figlio ferdinando cominciò i lavori al belvedere così era chiamato il casino negli anni 70 avviando la costruzione delle mura leuciane oggi in parte usurate dal tempo ma ancora visibili che delimitavano i confini dell area reale nonostante solo custodi e addetti all assistenza al sovrano e alla sorveglianza dei luoghi dovessero vivervi nel 1775 a san leucio già 5

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erano presenti più di 130 persone che aumentarono ancora nel corso dei mesi successivi tanto che si rese urgente la costruzione di un edificio di culto che venne ricavato dalla sala da ballo dei vecchi proprietari chiesa di san ferdinando re che è tutt ora attiva per la popolazione del borgo la crescita della popolazione ovviamente si tradusse in una domanda ulteriore di servizi come l istruzione le infrastrutture per i collegamenti con la capitale e le altre città e in ultimo domanda di lavoro fu qui che il genio di ferdinando iv diede il meglio di sé con le regie disposizioni per la costruzione di una scuola per i giovani e di una manifattura per le sete decretandone l autonomia e cominciando a mettere in pratica il sogno di una nuova sede per la corte realizzando una città utopica centro di fede cultura ed arte nel 1773 mentre re ferdinando dava disposizione di alzare il muro di cinta a san leucio si spegneva l architetto luigi vanvitelli che più di tutti aveva contribuito a glorificare i sovrani del sud con la propria opera il progetto originario del vanvitelli era rovinosamente fallito caserta aveva la sua reggia ma la città attorno al complesso borbonico cresceva in modo disordinato e non organico non si impiantò in definitiva la seconda venezia la città delle chiese e dell arte progettata dall artista di origini olandesi la decisione di tanucci4 di stringere i cordoni 4 bernardo tanucci stia 20 febbraio 1698 ­ napoli 29 aprile 6

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del tesoro napoletano5 privò il regno di un vero e 1783 fu il capo del governo di carlo di borbone a napoli originario della toscana apparteneva a quella categoria di amministratori toscani che giunsero al sud al seguito del duca di parma per l appunto carlo a seguito della battaglia di bitonto e della presa di napoli nel 1734 fedele a casa borbone fu scelto per guidare la reggenza al momento dell ascesa al trono di spagna di carlo in nome e per conto del giovane ferdinando di cui rimase ministro fino a quando inviso alla moglie maria carolina d asburgo regina di napoli essa non riuscì ad ottenerne l estromissione dal governo nel 1776 ritirandosi allora a vita privata luigi vanvitelli nato ludwig van wittel napoli 12 maggio 1700 ­ caserta 1 marzo 1773 fu chiamato da carlo di borbone per progettare e costruire la reggia di caserta l edificio avrebbe dovuto essere il cuore di una nuova capitale che si rese necessaria per sfuggire alle pressioni che la gran bretagna poteva esercitare sul re di napoli in occasione della guerra di successione polacca la flotta inglese era stata mandata nella rada del golfo di napoli e l ammiraglio minacciò di bombardare il palazzo reale e la città se carlo non avesse fatto ritirare il contingente dell esercito napoletano inviato in lombardia per combattere contro gli austriaci alleati degli inglesi quando la reggia di caserta venne terminata il panorama internazionale era profondamente mutato l austria grazie all accorta politica matrimoniale dell imperatrice maria teresa aveva coronato il sogno di pace con la francia matrimonio tra luigi xvi e maria antonietta e con napoli nozze tra ferdinando iv e maria carolina e l inghilterra non era più un pericolo per questo 7 5

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proprio diamante da aggiungere alla collezione di gioielli che in pochi anni i borbone avevano realizzato nel meridione6 il progetto di san leucio più piccolo e meno costoso venne avviato con la complicità di tanucci e proseguì a ritmo spedito quando il ministro venne deposto nel 1776 proprio in quell anno fu avviata la produzione della seta su larga scala la seta non veniva soltanto lavorata ma prodotta in loco lo spazio per una ricca colonia di bachi da seta fu trovato in una piccola vallata tra i colli tifatini dove si installarono diversi gelsi così facendo si assicurò l autosufficienza produttiva al sito che non avrebbe dovuto dipendere dall esterno anzi ferdinando progettò e prospettò l autonomia completa e assoluta del sito rispetto al resto del regno sancendo l autonomia e la particolarità unica del sito nella raccolta di leggi passata alla storia come codice motivo il progetto urbanistico di caserta venne rapidamente abbandonato lasciando nello sconforto l architetto di corte che lasciò a metà il suo progetto caserta divenne così la città della reggia ma la crescita urbanistica degli anni successivi non fu armonica facendone una città da questo punto di vista anomala e soggetta a numerosi problemi di espansione urbana e di mobilità 6 il piano di opere pubbliche di carlo e ferdinando portò alla realizzazione solo in residenze reali dei siti di portici capodimonte caserta e san leucio 8

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leuciano che regolava in toto le attività della nuova città in molti oggi vedono in san leucio il primo esperimento socialista o addirittura comunista nel campo produttivo ma in realtà si è di fronte a qualcosa di estremamente più complesso e diverso ferdinandopoli doveva essere regolato dalle leggi di dio in un certo senso fu la risposta del cattolico sovrano all azione anticlericale del suo ministro tanucci oltre a dirimere le questioni economiche in quanto capo del governo e principale responsabile degli affari di stato il tanucci regolava anche i rapporti tra stato e chiesa sotto il suo ministero i gesuiti furono espulsi e la linea riformatrice e illuminista divenne la linea di condotta dello stato napoletano il potere della chiesa fu ridotto e anche i rapporti con il pontefice divennero tesi tanto che per lunghi anni fu negata l investitura ufficiale del borbone come re di napoli 9

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ferdinando iv da par suo era nato e cresciuto osservando le leggi di santa romana chiesa e restava un fervente seguace di roma e un sovrano cattolicissimo non gradì la politica anticlericale del suo ministro che precorse nei modi e nei tempi le posizioni giacobine e con lo statuto leuciano lo dimostrò chiaramente non a caso nell introduzione alle leggi per il governo del sito si legge nessun uomo nessuna famiglia nessuna città nessun regno può sussistere e prosperare senza il timor santo di dio dunque la principal cosa ch io impongo a voi è l esatta osservanza della sua santissima legge facendo poi discendere tutte le leggi da questo strettissimo legame con dio con questo spirito si progettò ferdinandopoli con questo spirito si scrissero 10

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le sue leggi e con questo spirito si diede avvio alla produzione della seta la città di re ferdinando visitare oggi il real sito di san leucio vuol dire fare un tuffo nel passato salvo poche strutture moderne per lo più di inizio novecento tutto è rimasto come ferdinando iv lo aveva progettato e come i suoi eredi lo avevano conservato salendo la strada del belvedere da piazza della seta le antiche case dove dimoravano i leuciani sono ancora lì solo qualche infisso o qualche copertura aggiunta dopo il 1900 tradiscono il resto dello stile architettonico il primo edificio che si incontra è quello dell antica taverna dove avevano accesso gli ospiti del sovrano che potevano rifocillarsi e sostare prima dell udienza o della visita al complesso negli stessi spazi erano allocati i forni che rendevano possibile la produzione del pane per gli abitanti della colonia lo sguardo viene però catturato dal portale di ingresso vero e proprio 11

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una porta alta 13 metri e larga 9 un vecchio portone che delimitava la residenza acquaviva e che fu riadattato restaurato e abbellito per volere di ferdinando iv sopra l arco svettano i due leoni che sorvegliano lo stemma del re di napoli sormontato dalla corona regia e attraversandolo si ha la sensazione di entrare a stretto contatto con il passato le case degli operai sorgono una accanto all altra per decine di metri e di fronte svetta il belvedere con la chiesa di san ferdinando in primo piano le unità abitative sono disposte sui due lati rispetto all accesso i quartieri san carlo e san ferdinando in onore dei primi due borbone di napoli quello che immediatamente si nota è l uguaglianza le case degli operai a san leucio tutti i cittadini dovevano essere uguali e così anche le case dovevano essere ugualmente belle seppur semplici solo salendo al sito ci si rende conto 12

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di quanto c è da vedere oltre l apparenza con le strutture della fabbrica della seta e degli appartamenti reali con i due cortili senza considerare i sette giardini all italiana posti su sette terrazzi a diverse altezze una meraviglia nascosta del sito ferdinandopoli non doveva però essere questo il progetto come detto era molto più ambizioso la pianta della città doveva essere circolare e l assetto viario avrebbe dovuto creare quartieri a spicchio l asse stradale principale è stato realizzato solo a metà parte che è oggi ancora visibile proprio nella strada che passa sotto la porta leonina e che da piazza della seta conduce al belvedere 13

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al lato opposto della fabbrica e degli appartamenti dove oggi sorgono le abitazioni moderne di via degli antichi platani si sarebbe dovuta realizzare una cattedrale definita dal progetto come grandiosa dalla piazza centrale girando la testa si sarebbero dunque visti il cuore spirituale e quello produttivo oltre al teatro che sarebbe stato il centro culturale della colonia questo insieme di architetture avrebbe dovuto convivere grazie ad un progetto d insieme armonioso affidato al primo assistente del defunto luigi vanvitelli l architetto francesco collecini7 che fu 7 francesco collecini roma 1723 caserta 24 dicembre 1804 fu l autore del progetto di ferdinandopoli qualificandosi così anche come urbanista oltre che come architetto primo assistente di luigi vanvitelli non ne fu il successore visto che il ruolo di architetto reale fu assunto dal figlio carlo riconosciuto comunque il suo valore ferdinando iv ne fece il suo architetto particolare in virtù di questa nomina lavorò soprattutto alle 14

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assieme al figlio del maestro carlo a gaetano sintes a francesco sabatini e a ferdinando fuga8 tra gli architetti più noti e apprezzati del settecento napoletano purtroppo per noi la fabbrica di san leucio aprì i battenti troppo tardi agli inizi degli anni 80 del settecento non erano ancora stati approvati gli schemi definitivi dei lavori e quando nove anni più tardi gli echi della rivoluzione francese giunsero a napoli la situazione politica e sociale fu gravemente compromessa la guerra senza senso scatenata dalla rivoluzione e l odio sociale creato dai giacobini aprì la strada al disordine e all instabilità il ministero della guerra e della marina ottenne maggiori finanziamenti a scapito del comparto infrastrutturale all interno del quale ricadeva il progetto urbanistico di san leucio per consentire l ammodernamento della macchina militare del regno di napoli la rivoluzione del 1799 e delizie reale di san leucio della vaccheria di caserta e di carditello ferdinando fuga firenze 1699 ­ napoli 1782 contemporaneo di collecini e vanvitelli già giovanissimo architetto fu chiamato nel 1751 da carlo di borbone a napoli e gli fu commissionata la realizzazione del grande albergo dei poveri che resta la sua opera di maggiore importanza assieme ai lavori alla cattedrale di palermo contese a vanvitelli la costruzione della reggia di caserta ma il suo progetto non superò l esame della commissione regia 15 8

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