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sognihorror.com edizioni il foglio presentano numero tre novembre 2011 horror dreamagazine la rivista online e-magazine di sognihorror.com e le edizioni il foglio 1
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horror dreamagazine direttore responsabile fabio zanello e.i.f direttore editoriale gordiano lupi e.i.f direttore redazionale emanuele mattana s.h coordinatore redazionale luciano luccarelli s.h copertina emanuele mattana progetto grafico e impaginazione emanuele mattana luciano luccarelli s.h hanno collaborato fabio zanello aurora auteri ferruccio gemmellaro raffaele meale antonia lauria michela potenza gordiano lupi luccarelli luciano federica d ascani andrea ascari giovanna amoroso il foglio letterario registrato al numero 666 al tribunale di livorno il 1° febbraio 2000 editore associazione culturale il foglio via boccioni 28 57025 piombino li mail ilfoglio@infol.it contatti sito web redazione facebook www.sognihorror.com editorsognihorror@gmail.com lukas dreamagazine 2
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indice pag 4 the woman di aurora auteri italico horror la maschera di ferro tutta italiana di ferruccio gemmellaro anime tagliate di michela potenza mostra del cinema di venezia 2011 di andrea ascari cinema horror di luciano luccarelli le streghe di federica d ascani per conoscere dario argento di gordiano lupi cimiteri monumentali pisa di giovanna amoroso x stories mothman di matteo mancini un halloween da sognihorror di emanuele mattana pag 9 pag 12 pag 15 pag 20 pag 23 pag 29 pag 33 pag 36 pag 43 3
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recensione the woman titolo originale the woman paese e anno di produzione usa 2011 regia lucky mckee sceneggiatura lucky mckee jack ketchum fotografia alex vendler montaggio zach passero scenografia krista gall effetti speciali robert kutzman s creature corps musica sean spillane cast pollyanna mcintosh the woman angela bettis belle sean bridgers chris cleek lauren ashley carter peggy cleek zack rand brian shyla molhusen darlin cleek marcia bennett deana carlee baker genevieve raton lauren shroeder dorothy compagnia di produzione modernciné durata 101 prima proiezione 23 gennaio 2011 sundance film festival la vita ha inizio nel sangue questa l affermazione su cui nel 2009 andrew van den houten poggiava l intera architettura dei personaggi di offspring pellicola di cui questo the woman è il seguito aprendosi proprio pochi minuti dopo la chiusura del suo prequel È il sangue che avvolge madre e figlio durante la nascita in una semantica cinematografica in cui la maternità fa da fulcro psicologico e motivazionale all agire delle donne di entrambi i film basati su due romanzi di ketchum ma è anche il sangue di cui si nutrono i loro personaggi cannibali e che vediamo rifluire dal ventre della protagonista di the woman a pochi secondi dall inizio del film da una ferita ricavatasi sul finale di offspring l inquadratura simmetrica del bosco su cui si apre la pellicola viene subito decentrata dall entrata in campo della protagonista la quale urta la m.d.p rivelandone quella presenza che più volte sarà interpellata dagli sguardi in macchina dei personaggi soggettive alternate di vittima e carnefice il bosco elemento così carico di mistica su cui il regista aveva nel 2006 basato i movimenti di the woods e nei meandri del quale lars von trier imponeva ai protagonisti di antichrist di espiare presunte colpe ancestrali con punti di contatto con quest ultima opera di mckee è il luogo in cui comincia la narrazione là dove si chiudeva quella di offspring 4
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È qui che muove i propri passi l istintività e l animalità una selva naturale che relega all esterno la cosiddetta civilizzazione che chris avvocato e cacciatore per passione dice di voler insegnare a questa donna cannibale selvaggia da sempre vissuta nei boschi catturata come un animale durante una delle sue battute di caccia personaggio quello di chris che lucky mckee ricava dal protagonista di shadow of a doubt di alfred hitchcock la prima volta che l uomo scorge la ragazza nel fiume il regista sintetizza tecnicamente e visivamente i ruoli e il motore pulsionale del film lui imbraccia il fucile servendosi del mirino come cannocchiale come prolungamento meccanico di quell occhio curioso ed eccitato caparbio nel raggiungere in soggettiva la donna che si sta lavando mentre dalla colonna sonora che così spesso sovrasterà le immagini si elevano le parole ho capito che dovevi essere mia il possesso il delirio di onnipotenza l obbedienza dovuta la misoginia la visione del sesso come mezzo di sottomissione sotto il cui giogo viene abbassata la donna la separazione dei ruoli maschili e femminili questi gli elementi principali che si scateneranno a partire da quel primo atto visivo consumatosi vicino al fiume lì l uomo sarebbe poi tornato con una rete imprigionando la donna-animale come sarà successivamente chiamata richiudendola nella sua cantina e legandola in posizione crocifissa a una parete dove il suono delle manovelle si equiparerà a quello della tortura per educarla e liberarla dai suoi istinti primari assumendosene la responsabilità e condividendo questo progetto segreto con la sua famiglia piccola comunità di cui egli è il leader e in cui ogni componente è espressione di solitudine una prigioniera un esperimento sociale su cui lui e il figlio adolescente brian riverseranno la propria intrinseca misoginia le proprie perversioni la propria violenza davanti allo sguardo colpevole poiché immobile e accondiscendente delle donne della famiglia belle la moglie peg la figlia adolescente anch ella e segretamente incinta e darlin la figlia più piccola solo sul finale le prime due si ribelleranno quando la suddivisione dei ruoli e dei sessi diventerà marcata e reale dove l istinto materno di protezione avrà la meglio su quello reverenziale e debole che belle riservava al marito sempre pronto nella sua pacatezza a picchiarla in risposta a un suo dissenso un rapporto questo che ricalca quello che in offspring legava claire e steven dove quest ultimo gioiva nel vedere torturare la moglie che si era allontanata da lui a seguito delle ripetute violenze subite gli stacchi dall ambiente casalingo avvengono sovente su gambe femminili in movimento o comunque su donne riprese a partire da puri elementi estetici volti a inquadrare la visione sminuente che di queste ha il protagonista affiancato in ciò dal figlio animato dal disprezzo per una sua compagnia di classe che non aiuta quando questa è presa di mira da altri ragazzi per battere la quale si allena costantemente a basket e sulla cui spazzola per capelli attacca della gomma da masticare un ragazzino che rimane impassibile di fronte alle violenze subite dalla madre che si ricava un foro nella porta della cantina per poter spiare la donna catturata che raggiunge la sera di nascosto scoprendosi però anticipato in ciò dal padre che sta consumando un rapporto con lei realizzando così la pulsione provata la prima volta che l ha vista nel fiume legata e impossibilitata a reagire che gli ricambia lo sguardo spione a lui come a noi attraverso il suo guardare in 5
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macchina un ragazzino che torturerà a sua volta la preda incatenata colpendola proprio nel suo elemento femminile come punizione che le verrà somministrata per mezzo di una pinza metallica con la quale brian le sevizierà un capezzolo simbolo anche dell allattamento in ricongiungimento con il tema della maternità in una scena in cui l azione rimane fuoricampo suggerita dall inquadratura della pinza e dei visi dei due personaggi suggellata dalle urla di lei così forti da raggiungere le orecchie sempre tappate dagli auricolari di peg che interviene così in suo aiuto questa è l unica scena violenta a rimanere più negli occhi dei personaggi che in quelli dello spettatore per il quale è facile sentirsi quasi un complice impotente del macabro spettacolo inscenato nel film come se stesse legando anch egli allo schermo la protagonista una sensazione questa generata dall intensità delle riprese e dall ambiente serrato attributo che assumerà anche il ritmo della narrazione nella seconda parte del film che schiaccia la donna e che rivela mano a mano particolari inquietanti e bassi alla base dei personaggi maschili la violenza il sangue la crudezza non sono elementi deficitarii nella rappresentazione in cui the woman è l ultima rimasta di un gruppo di cannibali formato per lo più da bambini che negli anni avevano gettato nel panico alcune cittadine del maine luogo della tradizione kingiana autore non manchevole di elogi per ketchum un cannibalismo che la protagonista rivelerà subito appena legata in cantina quando strapperà a chris una falange quella simbolica dell anulare per poi lasciar cadere dalla bocca rossastra ed espansa in un sorriso divertito la sua fede nuziale che cadrà nella pozza di sangue appena creata e che le varrà le prime percosse a cui ricorre chris per mostrarle chi comanda l elemento cannibale tornerà ancora all interno della narrazione divenendo strumento di punizione e vendetta nonché espressione della reale barbarie dei cosiddetti civilizzati risultante unica di un cannibalismo metaforico che è quello nutrito da chris il quale si scoprirà sul finale con un inaspettato colpo di scena aveva dato il via ai suoi pseudoesperimenti comportamentistici già anni prima non ci sono tabù nel mostrare temi e immagini dal forte impatto visivo ed emotivo il che comprende anche l uccisione di brian così come in offspring non si lesinava il mostrare né bambini omicidi né bambini uccisi le buone maniere sono lasciate al di fuori della narrazione degli spazi degli animi 6
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questo non è il mito del buon selvaggio non è nemmeno truffaut questo è un binomio di animalità e di istinti primordiali dove l uno però è travestito da buon samaritano chris che non sopporta che qualcuno dio stesso si potrebbe dire gli si imponga dicendogli che non può fare qualcosa la limitazione del non potere infervora chris affamato insaziabile di onnipotenza di vite altrui di sangue in definitiva facendolo contravvenire a una delle sue regole quella secondo la quale non bisogna mai farsi sopraffare dalle emozioni sul finale infatti quando gli eventi si avvicineranno alla carneficina conclusiva dove padre e figlio si beeranno dello spettacolo di un corpo umano sbranato ancora vivo in un viaggio a ritroso che completerà il proprio cerchio là dove è cominciato nel bosco chris rigetterà su peg il suo astio e le sue convinzioni seguito in ciò da una rocambolesca m.d.p che girerà vorticosamente intorno ai due personaggi tornando a farsi mobile viva come all inizio nel bosco l uomo inveirà contro la figlia maltrattandola pur sapendola incinta sono stufo di questi non puoi tutte le donne di questa famiglia tua madre la tua stupida sorella tu siete tutte uguali siete delle sanguisughe tutte voi!prosciugate gli uomini lavoriamo ogni giorno come cani e voi ci prosciugate tu e le altre puttanelle sei brava solo in una cosa non sei diversa da quella cosa è tutto ciò che siete the woman è la donna-animale in mimesi con il lupo che le vediamo uccidere all inizio del film di cui ripropone i versi il ringhiare quando avverte un pericolo the woman è la donna in generale rientrante nel campo visivo di chris qualcosa che si ciba di sangue eccolo che ritorna un cannibale che infilza i propri denti nelle carni degli uomini e che di essi ci ciba unicamente servizievole e utile per il sesso un animale petulante di cui essere stufi e che è necessario punire e assoggettare maltrattare e legare a una parete cosicché possa farsi lavagna su cui scrivere le proprie convinzioni e sulla cui modificazione comportamentale poter apporre la propria firma di gesso forma che assumeranno i titoli di coda come scritte rupestri su caverne ancestrali È la netta scissione dei due sessi l uno di fronte all altro quando la pellicola sta per recitare le sue battute finali quando belle si opporrà a chris intimandogli di tenersi il loro figlio stupratore mentre lei porterà vie le figlie per difenderle da lui tracciando una linea rossa tra i due nuclei familiari uno schieramento al femminile così comune nelle pellicole di mckee che uscirà vittorioso sul finale quando gli unici individui a sopravvivere saranno le donne così come accadeva fatta eccezione per un bambino in offspring una presa di posizione questa che sul termine assumerà anche la protagonista la quale però si vendicherà anche dell inettitudine e del mancato intervento in suo favore di belle incitata con lo sguardo in una scena precedente affinché colpisse il marito con l asse di legno che stringeva tra le mani affinché realizzasse il desiderio comune a entrambe gli occhi delle due infatti veri protagonisti carichi di tensione erano sullo stesso piano leggevano gli stessi pensieri ma belle non aveva reagito non aveva seguito quell istinto non si era liberata aveva scelto di lasciare entrambe incatenate a quella casa a quell uomo la donna la punirà per questo e userà la stessa asse per uccidere i due uomini della famiglia 7
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la colpa la redenzione punizione e purificazione queste le due caratteristiche assunte poi dall acqua all interno della narrazione la prima volta questa è un getto dalla forte e quasi distruttiva intensità che investe la donna quando chris e belle cercano di lavarla per renderla più civile costringendola a dire la sua prima parola una parola di supplica please che sarà seguita poco dopo da una che esprime la civilizzazione stereotipica che chris cerca di inculcarle thanks la purificazione dell acqua è quindi violenta come violento è quel presunto voler civilizzare la donna ripulirla dal suo essere animalesco in nome di un progetto di cui tutti i membri della famiglia condividono la responsabilità sarà solo sul finale che l acqua sarà quella della salvezza dell uniformità quando darlin la porgerà alla donna per dissetarla gentilmente l acqua quella del fiume presso il quale alla fine lei tornerà non più sola bensì con altre tre donne al seguito come a riformare un clan al quale la bambina più piccola si unirà dopo aver assaggiato il sangue del padre all ampliamento del quale peg contribuirà con il figlio che porta in grembo il quale è valso l unica altra parola pronunciata dalla donna-selvaggia baby in reminiscenza a quanto uditole sussurrare in offspring una delle locandine del film recita no every monster lives in the wild e questo è il messaggio alla base della narrazione che ruota intorno a temi accennati nel suo prequel e qui portati all estrema presentazione in una situazione parossistica in cui ogni lato oscuro ogni calma e indifferente reazione agli eventi appare inverosimile fino a quando come dice il regista non si ascoltano le notizie delle diciotto allora si capisce che la bassezza e l efferatezza della natura umana può di gran lunga eguagliare o superare la fantasia più malata di qualsiasi regista di qualsiasi narrazione anche di una che come questa forse anche grazie all intensa interpretazione della sua protagonista ha suscitato così violente polemiche all ultimo sundance film festival a cura di aurora auteri 8
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rubrica italico horror la maschera di ferro tutta italiana celata armi e costumi medievali v veneto tv anguana verde forse anche turchese la storia della maschera di ferro è nota tra i cinefili per l omonimo film di j whale del `39 un remake del lungometraggio girato dieci anni prima da a dwan e di una pellicola del 1909 di oreste mentasti tutti tratti dall avventuroso romanzo di a dumas il visconte di bragelonne nel 98 è stata la volta di randall wallace che ne ha fatto una versione moderna siamo nel xvii secolo e si narra del futuro luigi xiv condannato a portare un inamovibile maschera di ferro perché non potesse essere mai riconosciuto e fatto rinchiudere nelle segrete dal gemello questi determinato a sostituirlo qui l interpretazione si svincola dalla semplice semantica per indossare una cupa metafora la maschera era lo strumento ideato dal perfido fratello pervaso dalla pulsione inconscia di cancellare per sempre quella duplice fisionomia ossia la gemellanza senza macchiarsi di fratricidio in una diversa scenografia e per altra motivazione era avvenuto che un giovane friulano del xvi secolo restasse tragicamente ingabbiato con l intero corpo in un armatura di perfetta fattura medievale non solo col capo nella celata ma sino alle gambiere e alle scarpe poche generazioni erano trascorse dalla scoperta dell america lo spartiacque con l età moderna e tantissime desuete corazze complete di accessori giacevano nelle soffitte delle abitazioni nei magazzini delle caserme e negli scantinati dei castelli in udine dei giovani buontemponi concertarono i propositi di travestirsi per ossequiare l ultima serata del carnevale 9
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l unico tra loro che aveva ottemperato a camuffarsi da cavaliere medievale s infilò a fatica in una malagevole armatura della quale poi non sarebbe riuscito a liberarsi perfino della maschera ferrea che gli nascondeva la faccia l episodio ebbe buona conclusione grazie all intervento miracoloso della fede quest esito è però la versione mistica del misterioso accadimento imposta a lettori e ascoltatori di una regione amministrata dal patriarcato di aquileia un istituzione che si protrasse dal 568 al 1751 soprattutto sotto il profilo politico-ecclesiastico che cosa dunque era accaduto o almeno come tramandata dalle fole delle nonne furlane il giovane era oggetto di attrazione fatale da parte di una sua coetanea la quale non si rassegnava al fatto che lui la trattasse piuttosto con noncuranza e che preferisse la compagnia di altre mule stravolta dalla gelosia si rivolse alla stria giacoma pittacola di pordenone una figura esile e spettrale famosissima per i suoi smisurati poteri che esplicava con originali artifizi di magia e che formulava in seno ad una recondita caverna montana dove dimorava in prossimità di una fonte d acqua si rievoca che pur presenza vagante tra il popolo perfino il tribunale dell inquisizione non riuscì mai a individuarla e catturarla al fine di tradurla in una parvenza di processo predestinata com era al rogo il maleficio prospettato e commissionato consisteva nel persuadere il giovane a indossare un armatura integrale durante le bolge carnascialesche per tale compito la giovane non faticò granché nell irretire un amico comune il poveretto com era nel diabolico disegno si ritrovò fatalmente intrappolato in una ferrea morsa dalla quale nemmeno il volto era indenne impedito dalla maschera o celata come altrimenti definita la quale cominciava ad asfissiarlo per la prolungata costrizione un atroce sofferenza quotidiana concausa l impossibilità di nutrirsi e di svolgere ogni altro bisogno fisiologico in maniera umana le urla del disgraziato che si diffondevano per tutto il vicinato intenerirono finalmente la mandataria dell atroce castigo la quale serbava nel cuore ancora una parvenza d amore avrebbe allora indirizzato la fattucchiera a far ricadere l armatura ma non la maschera la quale finì per essere definita dal volgo la maschera del diavolo qui la storia assume due epiloghi al solito dipendenti dalle convinzioni delle nonne raccontatrici l uno vuole che il misero giovane sia morto dissennato per non essere stato affrancato dalla celata e l altro clericale al contrario recita che sia riuscito a liberarsene mediante o esorcismo o intervento miracoloso della fede la maschera del diavolo in ogni caso oggi è esposta in qualità di ex voto nella basilica della beata vergine delle grazie a udine la maga pittacola è talvolta associata alla tradizione delle anguane mitiche creature femminili appartenenti alle saghe alpine la cui teogonia le aveva assimilate alle ninfe romane ma anche alle ondine germaniche e alle rusalki slave in friuli sono sovente accomunate alle krivapete creature che albergano nelle grotte e nelle montagne giusto alla maniera della citata giacoma le anguane avrebbero insegnato agli uomini come lavorare il latte per farne formaggi e burro 10
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una pratica questa che seguendo un evoluzione temporale insomma divenuta oramai di conoscenza universale avrebbero abbandonato per dedicarsi alle preparazioni di filtri magici la mitologia infatti sarebbe stata via via stravolta dalle paure indotte dai moniti del confessionalismo pertanto il volgo finì per considerare le anguane spiriti di bambine nate morte da leggere non battezzate e perciò non mondate dal peccato originale in una sorta di limbo terreno alcuni miti le descrivono metà serpente ma alla maniera delle sirene con viso e torso femminili plasmati di sensualità l artista luciano longo di treviso le ha magnificamente così raffigurate tra le proprie sculture l accostamento alle sirene sorge da una pretesa etimologia del nome anguana che si vorrebbe connesso col termine acqua infatti nel bergamasco questa è chiamata aigua e in friulano aghe altri ancora le additavano capaci di trasfigurarsi per intero in un serpente acquatico o meno insomma nell animalizzazione demoniaca adottata dal cattolicesimo secondo una più attestata tradizione invero le anguane assumevano complete seducenti fattezze femminili e accadeva che inconsapevoli maschi se ne innamorassero e che le conducessero perfino al matrimonio uomini che però l avrebbero pagata con un esistenza di sventure la letteratura locale è doviziosa di episodi riguardanti tali funesti accoppiamenti si racconta di un uomo che non si capacitava della sparizione della propria moglie la quale tuttavia in sua assenza continuava a provvedere alla prole quando finalmente riuscì a strappare ai bimbi il dove fosse nascosta la loro mamma scoprì che nel luogo in cui l avrebbe ritrovata viveva invece un corpulento serpente spinto dall istinto l ammazzò prima che i figlioli potessero impedirlo la donna era ritornata alle proprie sembianze di anguana mantenendo nondimeno l amorevole intenzione di allevare i figli a cura di ferruccio gemmellaro opera in ceramica resina epossidica e legno dello scultore trevigiano luciano longo foto di piergiorgio torresan 11
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recensione libro anime tagliate di francesco scardone anime tagliate come titolo direi azzeccato in pieno sia per l angoscia che si trascina dalla prima all ultima pagina che per le abitudini sessuali del protagonista scrittore molto capace soprattutto a rendere ben chiari i concetti di angoscia dolore e inettitudine scardone descrive in maniera molto colorita circostanze e situazioni attraverso gli occhi del suo protagonista con un modo di scrivere che non è del tutto suo però infatti rispecchia lo stile di pahlaniuk uno dei suoi autori preferiti e qua e là rimanda ogni tanto anche ai romanzi di irvin welsh ovvero i personaggi partono già con un infanzia travagliata e per questo sono dal principio condannati ad una vita di inettitudine sembra quasi una copia malriuscita di invisible monster di pahlaniuk tant è che anime tagliate è molto crudo e anche molto nudo simile forse allo stile degli scrittori pulp italiani i cannibali venuti fuori a metà anni novanta molte volte è grottesco perché enfatizza la drammaticità e la perversione delle situazioni tanto da renderle surreali il romanzo ha un ritmo molto accelerato e questo può essere un bene da un lato perché ti mantiene incollato alle pagine ma dall altro un male poiché ti catapulta tuo malgrado ,fino in fondo alla depravazione del suo personaggio e tu non puoi farci niente sei costretto a continuare a leggere il romanzo come uno spettatore costretto con la pistola alla tempia a tenere gli occhi fissi su un film dell orrore che non vuole assolutamente guardare il cruccio del protagonista è perseguire la libertà dalle oppressioni della società e fin lì ok 12
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sta di fatto che il personaggio principale imposta la sua intera esistenza il suo modo di essere e le sue abitudini su tutto quello che detesta e che non sopporta il dolore prima di tutto ovvero l unica cosa che sua madre abbia mai potuto dargli estromesso sin da piccolo dalla società reagisce alla vita con un inaudita aggressività autodistruttiva questo romanzo non può propriamente definirsi horror sembra più una satira sociale in cui il protagonista non è altro che l ennesima vittima della società se la prende con i suoi carnefici autodistruggendosi accettando e poi esaltando la sua inettitudine come l unica cosa che gli rimane tutto ciò che lo rende un essere umano l unico aspetto horror che si può attribuire al romanzo risiede nelle parti di scritto in cui il protagonista elogia la morte l unica cosa al mondo che per lui ha conservato dignità dal momento che non sembra essere al passo con le nuove tendenze e l unica cosa che si è mantenuta sempre uguale a sé stessa da sempre l unica cosa che non ha avuto bisogno di innovazioni per potersi affermare nelle generazioni avvenire nonostante non si sia nemmeno lontanamente degnata di darsi un aspetto nuovo nel cercare una vita da percorrere per non risultare stantia ancora non ci siamo stancati di lei anime tagliate è un romanzo profondamente doloroso se si cerca una bella botta di depressione ma solo dopo una lunga agonia in una pesante inettitudine che dura per tutta una vita allora questo è un romanzo che calza a pennello a quanto pare quando scardone decide di scrivere un romanzo su qualsiasi cosa in questo caso l angoscia e il dolore riesce a pieno a renderne l idea dolore e angoscia angoscia e dolore la colonna portante dell intero romanzo colorata qua e la dagli episodi di depravazione più spinta che una mente sana possa mai concepire i personaggi non sono altro che gente che si accontenta di una vita insignificante pensando che l esistenza sia un fenomeno accidentale siamo solo cibo per vermi tentare è il primo passo verso il fallimento bella botta di vita non ce che dire la storia di un transgender a metà non è etero si è curato per breve tempo per farsi crescere il seno perchè non vuole essere conforme alle regole che gli ha imposto sua madre da piccolo poi però non vuole nemmeno definirsi omosessuale perché non se ne fa niente dice dei suoi diritti civili e di una dignità sociale propria lui vuole solo rimanere l obbrobrio della natura che si è auto convinto di essere per poi alla fine trovarsi a baciare e altrola sua collega vergine che lui stesso definisce ammasso di lardo unto che una volta pronta a concedersi a lui poverina dio solo sa per quale motivo viene pure presa a calci in faccia il protagonista vive una vita di inettitudine e commette le azioni più depravate e sconsiderate che un essere umano in preda alla disperazione possa mai commettere come sfondare il cranio a una persona con un posacenere perché non sa se provare per lei amore o odio la detesta semplicemente perché lo attrae e questo basta a sfondarle il cranio prima con il posa cenere e poi a mani nude per il protagonista la vita è solo dolore ,l intera nostra esistenza è vana e noi siamo solo cibo per vermi probabilmente ha ragione nel dire che dio non esiste una cosa è certa però esiste un ordine cosmico e lui sa che esiste e che può manifestarsi attraverso la sua coscienza dopo sta a lui decidere 13
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perciò ecco ricomparirgli tutti i fantasmi del passato ed ecco che la coscienza comincia a rimordergli ,finalmente pensi tu che stai leggendo si convince che in realtà una speranza esiste anche per lui quindi torna ad essere l inetto insensibile che è stato per tutta la sua vita un debole che ha paura di affrontare ogni situazione della vita talmente debole da non essere neanche in grado si sostenere il confronto con una donna tant è che arriva addirittura a prenderla a calci in faccia l unica cosa che gli da la forza di andare avanti le 18.15 di ogni giorno quando ha visite ed è pronto a provocare un intenso atroce ed inaspettato dolore al prossimo inconsapevole inetto sprovveduto non c è che dire romanzo caldamente sconsigliato ai deboli di stomaco a cura di michela potenza richard o brien s rocky horror show a trieste dal 16 al 20 novembre 2011 in esclusiva nazionale lo spettacolo che appartiene a pieno titolo alla storia del musical dal debutto nel 1973 al royal court di londra si è imposto come un vero e proprio cult ed è diventato una sorta di rito collettivo che prevede una decisa interazione tra gli attori e il pubblico lo spettacolo rielabora con ironia e trasgressione il mito di frankestein si svolge nel regno di frank n furter dove in una notte da tregenda approdano janet e brad due morigerati fidanzatini lasciati in panne dalla loro automobile dapprima loro malgrado e poi con soddisfazione i due vengono iniziati ai segreti e alle piccanti stravaganze della lugubre dimora per maggiori informazioni visita il sito www.ilrossetti.it 14
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mostra del cinema di venezia 2011 non chiamatela mostra del cinema di venezia o mostra di venezia ma la mostra internazionale d arte cinematografica la storia del festival è notevolmente interessante essa si lega a grandi capolavori italiani e stranieri a piccoli e grandi personaggi alla storia e alla società a scandali e innovazioni la mostra si inquadra nel più vasto scenario della biennale di venezia anche se rispetto alle prime edizioni si svolge ogni anno ed è giunta quest anno alla 68ª edizione È uno dei maggiori festival cinematografici sul territorio italiano e si svolge nello storico palazzo del cinema al lido di venezia tra la fine del mese di agosto e l inizio di settembre È la manifestazione del genere più antica al mondo la sua prima edizione si tenne nel 1932 il premio principale che viene assegnato è il leone d oro simbolo di venezia con le analoghe di cannes e berlino venezia chiude il trio delle maggiori antagoniste degli oscar americani leggendo le recensioni dei titoli presentati in quest edizione mi è sembrato che ci sia maggiore variabilità di contenuti rispetto alla controparte di cannes rimanendo però preponderante il genere drammatico come nel precedente articolo del festival di cannes guarderemo assieme i film premiati e se c è qualcosa di interessante per il popolo horror struttura il presidente della biennale è paolo baratta mentre il direttore del festival è marco müller carica che riveste dal 2004 la giuria venezia 68 presieduta da darren aronofsky è composta da eija-liisa ahtila david byrne todd haynes mario martone alba rohrwacher andré téchiné 15
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