Repubblica Inchieste - Scaricati dall'articolo 8

 

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scaricati dall articolo 8 e stato infilato nelle pieghe della manovra e ha già causato scioperi e critiche dei giuslavoristi consente di mettere le mani sui contratti collettivi nazionali e sullo statuto dei lavoratori per allargare i confini del precariato e includervi anche chi oggi è garantito siamo andati a vedere cosa può succedere di flavio bini e claudia pratelli video a cura di valeria lombardo manovra ecco la scorciatoia verso un paese più precario licenziamenti senza giusta causa che si chiudono con un indennizzo ma senza il reintegro la retribuzione che diventa una variabile decisa dai contratti di prossimità mansioni e inquadramenti a prescindere dai titoli e dal curriculum orari pause notti in deroga agli accordi nazionali part time sempre più simile al lavoro a chiamata ecco come il contestato articolo 8 può ulteriormente cambiare la condizione dei lavoratori in italia roma tra le pieghe della manovra correttiva settembrina il governo ha inserito un articolo l articolo 8 che poco ha a che fare con la salute dei conti pubblici e molto con la salute del diritto del lavoro nei mesi del declassamento del debito pubblico italiano e dei conti in rosso il ministro sacconi non rinuncia a mettere le mani su contratto collettivo nazionale e articolo 18 dello statuto dei lavoratori l articolo 8 prevede la possibilità di derogare con intese a livello territoriale sia ai contratti collettivi nazionali di lavoro che alla legge su un ampio ventaglio di materie dal licenziamento agli orari di lavoro alla regolamentazione del part-time alle mansioni e agli inquadramenti fino alla disciplina delle assunzioni e dei rapporti di lavoro concretamente significa che i diritti dei lavoratori sanciti dalla legge e le condizioni previste nei contratti collettivi nazionali di lavoro potrebbero non valere più o almeno non per tutti non ovunque i contratti di prossimità questa la dicitura utilizzata per le intese da attivare a livello aziendale o territoriale potrebbero stabilire cose anche molto diverse tra luogo e luogo titolati a firmare queste intese i sindacati comparativamente più rappresentativi anche sul piano territoriale o aziendale un sindacato presente in una sola impresa magari perché gradito all azienda e quindi magari meno autonomo dagli interessi dell impresa è insomma investito dello stesso ruolo di un sindacato nazionale addio al principio di eguaglianza di trattamento tra lavoratori addio allo statuto dei diritti dei lavoratori questa è la posta in gioco lo si vedrà a partire dalle presumibilmente numerose cause di lavoro che partiranno non appena questa norma farà i primi passi sì perché la norma oltre ad essere stata fin da subito molto contestata in ambito sindacale tanto da scatenare una dura reazione della cgil partita con lo sciopero generale del 6 settembre 2011 è anche particolarmente confusa ragion per cui è diventata oggetto di una pioggia di critiche da parte di una consistente porzione di giuslavorasti in realtà ciò che ispira l articolo 8 sembra essere la generalizzazione a tutto il mondo del lavoro delle condizioni e del trattamento oggi riservate ai lavoratori precari per questo il modo migliore per raccontare

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le possibili ripercussioni di quella norma è raccontare la condizione di vita e di lavoro dei così detti atipici ormai sempre più numerosi ormai sempre più tipici licenziamenti mansioni e inquadramenti orario di lavoro compenso malattia disciplina sono tutti temi sui quali a chi ha un contratto precario non è data alcuna garanzia né alcuna certezza come denuncia la campagna giovani non+disposti a tutto della cgil che sulla condizione dei lavoratori precari e sui rischi dell articolo 8 della manovra economica ha promosso la campagna la precarietà non paga e ipotizzabile dunque che un contratto di prossimità preveda che a seguito di un licenziamento senza giusta causa non ci sia la reintegra nel posto di lavoro ma solo un indennizzo magari irrisorio ecco che l instabilità dei lavoratori precari irrompe anche nella vita di tutti gli altri oppure ci si può attendere che a livello aziendale vengano attribuiti ai lavoratori mansioni e inquadramenti a prescindere dai titoli e dall esperienza ed ecco quindi l iper-qualificato a cui viene chiesto di svolgere compiti di segreteria o il dirigente con venti anni di anzianità spostato all ufficio timbri oppure il contrario un lavoratore inquadrato a un basso livello cui viene chiesta un assunzione di responsabilità sproporzionata esattamente come avviene oggi per quell esercito di parasubordinati e lavoratori a termine a cui viene chiesto di far di tutto e di più pur di assicurarsi il rinnovo del contratto si tratta degli stessi soggetti per cui lo stipendio lo decide quasi sempre il datore di lavoro ora con l articolo 8 rischiano di essere in larga compagnia la retribuzione potrebbe diventare per tutti anche per chi ha un contratto collettivo di riferimento una variabile su cui intervengono i contratti di prossimità stipulare intese sull inquadramento del personale infatti potrebbe comportare anche un abbassamento della retribuzione senza alcun rispetto per la professionalità e le competenze del lavoratore ma l articolo 8 interviene anche nel concreto svolgimento della propria prestazione di lavoro sull orario di lavoro per esempio si rischia di dire addio al limite delle 40 ore settimanali così come sarà possibile una stretta sulle pause sui riposi giornalieri e settimanali o sul lavoro notturno uno scenario simile a quanto accaduto nella nota vicenda della fiat di pomigliano a cui l articolo 8 della manovra dà il suo imprimatur e a quello dei lavoratori precari costretti a lavorare con orari che lasciano poco spazio alla programmazione della propria esistenza chiamati senza preavviso a coprire turni improvvisamente vaganti o a svolgere lavoro extra a parità di retribuzione una stretta è assai probabile anche sul part-time su cui potrebbe accadere quasi di tutto il tempo di lavoro potrebbe essere organizzato a seconda delle esigenze dell impresa e distribuito in modo variabile da periodo a periodo qualcosa di simile a quanto avviene oggi ai lavoratori con contratto a chiamata una delle tipologie contrattuali introdotte con la legge 30 e ritenute tra le più precarizzanti e ancora nell universo delle possibili ripercussioni della nuova norma ritroviamo la tutela della malattia potenzialmente soggetta a restrizioni e tutto ciò che attiene alla disciplina del rapporto di lavoro che significa uno spettro particolarmente ampio di ambiti dal possibile allungamento del periodo di prova oggi di massimo 6 mesi da previsione legislativa producendo anche per questa via una surrettizia eliminazione dell articolo 18 alla drastica riduzione degli scatti d anzianità all ampliamento a dismisura dello spettro di sanzioni disciplinari possibili alla limitazione dei diritti sindacali tutte cose che i precari non hanno sostanzialmente mai conosciuto la norma sostegno alla contrattazione di prossimità il testo dell articolo controverso

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il testo integrale del decreto legge 138/2011 la cosiddetta manovra-bis approvata il 16 agosto dopo le lettera inviata dalla banca centrale europea con la richiesta di riordino dei conti e di pareggio di bilancio entro il 2013 contratti territoriali in grado di derogare alla contrattazione nazionale e questo il punto controverso della manovra bis approvata ad agosto dopo le sollecitazioni pervenute dalla banca centrale europea contenuto nell articolo 8 del decreto legge intese che possono riguardare l organizzazione del lavoro le mansioni l orario e le modalità di assunzione e licenziamento titolo iii misure a sostegno dell occupazione art 8 sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità 1 i contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda possono realizzare specifiche intese finalizzate alla maggiore occupazione alla qualità dei contratti di lavoro alla emersione del lavoro irregolare agli incrementi di competitività e di salario alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali agli investimenti eall avvio di nuove attività 2 le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l organizzazione del lavoro e della produzione incluse quelle relative a agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie b alle mansioni del lavoratore alla classificazione e inquadramento del personale c ai contratti a termine ai contratti a orario ridotto modulato oflessibile al regime della solidarietà negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro d alla disciplina dell orario di lavoro e alle modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite iva alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio 3 le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti approvati e sottoscritti prima dell accordo interconfederale del 28 giugno 2011 tra le parti sociali sono efficaci nei confronti ditutto il personale delle unità produttive cui il contratto stesso si riferisce a condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei lavoratori la ricercatrice ritardi nella paga e 700 euro al mese aspetta e spera che cambia il suo sogno era ed è lavorare per un istituto di ricerca ce l ha fatta ma con una remunerazione non adeguata agli standard gli orari di lavoro sono flessibili e l unica prospettiva è il co.co.pro link del video http inchieste.repubblica.it/it/repubblica/repit/2011/10/25/video/ritardi_nella_paga_e_700_euro_al_mese_aspetta_e_spera_che_cambia23838335/1 inchiesta 2fit%2frepubblica%2frepit%2f2011%2f10%2f25%2fnews%2fil_grimaldello_dell_articolo_8-23828587%2f lo stipendio

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questo è quanto prendere o lasciare le retribuzioni con i contratti di lavoro parasubordinato non sono legate ai contratti collettivi nazionali quanto è lo stipendio lo decide il datore di lavoro e il margine di trattativa del lavoratore è spesso pressoché nullo ora con l articolo 8 la paga può diventare anche per chi ha un contratto collettivo di riferimento una variabile impazzita su cui dettano legge i contratti di prossimità anche in deroga ai livelli di retribuzione stabiliti nazionalmente poter infatti stipulare intese specifiche in merito alla classificazione e all inquadramento del personale punto b comma 2 vuol dire che in base alle esigenze aziendali può mutare lo stipendio anche senza alcun rispetto per la professionalità e le competenze del lavoratore c.p l archeologo quale contratto il lavoro a partita iva 50 euro al giorno sempre che non piova walter grossi archeologo precario come libero professionista nessuna tutela tra un cantiere e un altro difficile riuscire a lavorare più di 200 giorni l anno e anche se l infortunio è dietro l angolo l assicurazione va fatta per conto proprio link del video http inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/10/25/video/archeologo23833257/1 inchiesta 2fit%2frepubblica%2frepit%2f2011%2f10%2f25%2fnews%2fil_grimaldello_dell_articolo_8-23828587%2f disciplina del rapporto di lavoro puntuali corretti e ricattati la possibilità di raggiungere specifiche intese sulla modalità di assunzione e sulla disciplina del rapporto di lavoro offre diverse di possibilità alle aziende possono intervenire su periodo di prova tipologia di contratto scatti di anzianità sanzioni disciplinari diritti sindacali ecc la ricattabilità che oggi caratterizza le forme di lavoro parasubordinato potrebbe dunque diventare una condizione diffusa e generalizzata soprattutto per chi ha velleità sindacali le misure disciplinari adottabili da un azienda sarebbero scollegate dalla normativa nazionale leggi e contratti nazionali e potrebbero riguardare ogni aspetto della vita lavorativa puntualità attività sindacale relazioni interne ecc l archeologa vietato ammalarsi nessuna tutela in caso di infortuni cambio lavoro divento libraia il racconto di giovanna vigna stando ore inginocchiata per terra mi sono rotta il menisco e mi sono dovuta pagare per intero le cure mediche mi sono trovata da sola l unica strada aprire una nuova attività e ricominciare da capo link del video http inchieste.repubblica.it/it/repubblica/repit/2011/10/25/video/vietato_infortunarsi_sul_cantiere_e_l_archeologa_diventa_libraia23834529/1 inchiesta 2fit%2frepubblica%2frepit%2f2011%2f10%2f25%2fnews%2fil_grimaldello_dell_articolo_8-23828587%2f

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vietato ammalarsi influenza tra un ora in ufficio la tutela della malattia è molto debole se non quasi un miraggio per molti lavoratori precari basta un raffreddore per perdere la retribuzione o nel peggiore dei casi il posto di lavoro i contratti di prossimità possibili grazie all articolo 8 potrebbero eliminare il periodo di carenza vale a dire quei primi tre giorni di malattia in cui il lavoratore percepisce l indennità solo dall azienda e non dall inps che invece inizia a versarla solo a partire dal quarto giorno i contratti collettivi di lavoro infatti prevedono che i giorni di malattia siano pagati in parte dall inps in parte dall azienda stessa appunto dal 4° giorno in poi ma con una deroga ai contratti collettivi di lavoro anche i lavoratori subordinati potrebbero essere privati dell indennità di malattia in altre parole come avviene oggi per i lavoratori autonomi il ricercato l incertezza del rinnovo assegnisti una vita sotto ricatto facciamo di tutto tranne che ricerca la testimonianza di un giovane appena entrato nel mondo accademico dove a fronte di un assegno di ricerca ci si trova a svolgere molte altre mansioni non c è scelta se rompi il rapporto con il tuo professore di riferimento sei fuori per sempre roma laurea specializzazione dottorato assegno di ricerca sono centinaia i giovani che ogni anno decidono in italia di intraprendere la carriera universitaria una vera e propria corsa a ostacoli fatta di sacrifici lunghi periodi senza stipendio baronati e piccole clientele accademiche una via crucis che ricercatori e dottorandi conoscono bene perché rappresenta una prassi consolidata negli atenei come racconta f assegnista di 29 anni che chiede di rimanere anonimo perché dice malgrado il sistema sia conosciuto ormai da tutti denunciarlo pubblicamente significa compromettere per sempre la propria carriera accademica qual è la tua situazione ho da poco concluso il mio primo assegno di ricerca annuale in cosa consiste esattamente un assegno di ricerca vuol dire che l ateneo ti paga per realizzare un progetto di ricerca e i fondi in teoria sono vincolati soltanto a quello in teoria e quello che accade anche nella pratica nel 95 dei casi no in che senso l assegno di ricerca prevede oltre al progetto lo svolgimento di 30 ore di lezione la maggioranza degli assegnisti ne svolge anche il doppio e il triplo non solo a queste vanno aggiunte le ore di ricevimento quelle per correggere le tesi tutte attività non previste dal nostro contratto e perchè le svolgete perchè non c è alternativa il progresso della tua carriera passa attraverso i favori che rendi al tuo professore di riferimento compromesso il rapporto con lui si perde qualsiasi possibilità di avanzamento accademico e un ricatto niente di meno.

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quindi la maggioranza delle persone sono nella tua condizione come fanno a portare avanti il proprio progetto di ricerca se devono svolgere anche queste altre attività accessorie semplice lavorando gratis tutte queste ore in più non sono certo retribuite e quindi finiscono per essere o aggiuntive al lavoro che già si deve svolgere oppure finiscono per sottrarre tempo ed energie all attività che dovrebbe essere principale creando un ulteriore paradosso quale che non solo in questo modo si finisce per fare male il proprio lavoro ma visto che l avanzamento di carriera non dipende dal merito e quindi dalla qualità delle tue pubblicazioni se la qualità del tuo lavoro è basso chi ha deciso il tuo assegno di ricerca quindi il professore per cui lavori non viene in alcun modo sanzionato vista così sembra una situazione insanabile l università si deve rassegnare a dinamiche di questo tipo assolutamente no proprio in virtù di quanto ho appena detto se si introducessero principi meritocratici nella scelta dell assegnazione dei fondi chi decidesse di fare lavorare qualcuno a progetti diversi da quelli previsti sarebbe il primo ad avere l interesse a che tu faccia quello per cui sei pagato cosa succede a chi non riesce a reggere questo ricatto ogni settore va da sé in ogni caso molto dipende anche dalle condizioni sociali di provenienza non tutti si possono permettere a 30 32 o 34 anni di poter affrontare sei mesi di buco senza stipendio tra la fine di un assegno di ricerca e un altro e quindi molli più per necessità che per scelta e che fai dipende nelle materie umanistiche non esiste quasi nessuna possibilità di reinserimento altrove non nelle altre università italiane né nel settore privato dove i titoli accademici valgono poco o niente e all estero e tutta un altra cosa soprattutto per le materie scientifiche negli atenei stranieri generalmente si è valutati per i prorpri titoli indipendentemente da chi ti manda giusto per dare le proporzioni del fenomeno l 80 dei colleghi che erano nella mia stessa situazione e hanno mollato se ne sono andati all estero e chi non può permettersi di andare via ed è specializzato in settori che non hanno mercato cambia lavoro dal giornalista all addetto al call center ricomincia da capo l incertezza del rinnovo quanto duri scado il 31.12 i garantiti non ci sono più chi lavora con contratti a termine ricorda bene la data di scadenza in base al comma 2 dell articolo 8 della manovra potrà essere derogato con specifiche intese a livello aziendale e territoriale magari estorti al sindacato potenzialmente sotto ricatto il datore di lavoro quindi potrà interrompere il rapporto con il dipendente in base a contratti di prossimità in modo del tutto arbitrario così come potrà rinnovare o meno contratti a termine di tre mesi in tre mesi la psicologa variabilita delle mansioni

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anni di studio e perfezionamento inutili c è chi toglie titoli dal curriculum la sfogo di una psicologa precaria lavorando in una cooperativa privata non sono richiesti gli stessi requisiti del pubblico ti impegni una vita per creare una professionalità che poi non ti viene riconosciuta link al video http inchieste.repubblica.it/it/repubblica/repit/2011/10/25/video/anni_di_studio_e_perfezionamento_inutili_c_chi_toglie_titoli_dal_curriculum23834076/1 inchiesta 2fit%2frepubblica%2frepit%2f2011%2f10%2f25%2fnews%2fil_grimaldello_dell_articolo_8-23828587%2f variabilita delle mansioni sei laureato un caffè grazie la precarietà adesso vale per tutti la possibilità di siglare intese specifiche in materia di mansioni del lavoratore classificazione e inquadramento del personale vuol dire che un azienda può attribuire la qualifica che preferisce ai propri lavoratori a prescindere dai loro titoli e dalla loro esperienza così all iperqualificato si chiede di rispondere al telefono e al dirigente con venti anni di anzianità di lavorare all ufficio timbri oppure l operaio specializzato viene assunto come generico e svolge mansioni da specializzato e l impiegato inquadrato a livello più basso deve assumersi responsabilità da dirigente la segretaria orari impossibili una quasi dipendente da quasi 12 al giorno lavora in appalto da un altra società ma viene trattata come una collega il contratto di lavoro è quasi a cottimo più lavori più guadagni e così sei costretto a turni forzati dalle 7,30 del mattino alle 18 di sera link al video http inchieste.repubblica.it/it/repubblica/repit/2011/10/25/video/una_quasi_dipendente_da_quasi_12_al_giorno23850133/1 inchiesta 2fit%2frepubblica%2frepit%2f2011%2f10%2f25%2fnews%2fil_grimaldello_dell_articolo_8-23828587%2f orari impossibili se 8 ore vi sembrano poche il punto d del comma 2 stabilisce che possono essere raggiunte specifiche intese anche sulla disciplina dell orario di lavoro addio quindi 40 ore settimanali come standard in generale si potrà derogare ai limiti legali in tema di pause riposi giornalieri e settimanali lavoro notturno insomma a dettare i tempi di lavoro e quindi di vita rischiano di essere le singole specifiche intese stipulate localmente questo in realtà già succede a tanti precari costretti a tempi che lasciano poco spazio alla programmazione della propria esistenza persone chiamate senza preavviso a coprire turni improvvisamente vaganti o a svolgere lavoro extra a parità di retribuzione l intervista giovani non più disposti a tutto

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estendere i diritti anche ai precari di flavio bini il coordinatore delle politiche giovanili della cgil ilaria lani guida il fronte del sindacato in difesa dei precari con l introduzione dell articolo 8 si abbassano le tutele dei lavoratori bisogna invece offrire anche ai lavoratori atipici le garanzie del contratto collettivo roma il 3 dicembre saranno in piazza insieme a tutta la cgil in difesa del lavoro per le nuove generazioni intanto loro i giovani non+disposti a tutto impegnati nel sindacato per tutelare i lavoratori atipici hanno dato il via alla nuova campagna diritti non+parole in difesa dell arcipelago dei lavoratori precari un esercito di co.co.pro collaboratori occasionali partite iva che per la prima volta il 9 aprile scorso si è mobilitato in una grande manifestazione in tutta italia al motto di il nostro tempo è adesso ilaria lani 33 anni è coordinatrice delle politiche giovanili della cgil e capofila della nuova campagna quali sono le vostre proposte la nostra ricetta è semplice ma deve essere realizzata subito bisogna porre un termine al moltiplicarsi delle tipologie di lavoro precario introdurre regole chiare per impedire l abuso dei contratti truffa e garantire a tutti i diritti fondamentali e i livelli retributivi previsti nei contratti nazionali di lavoro e necessario poi affermare il principio che il lavoro discontinuo deve costare di più e estendere l indennità di disoccupazione a chi oggi ne è privo da dove occorre partire servono delle regole chiare e qualcuno in grado di farle rispettare contrastando gli abusi per ogni lavoro stabile ci dev essere un contratto stabile e bisogna affermare una volta per tutte un principio fondamentale che oggi è sistematicamente disatteso a parità di lavoro deve essere previsto lo stesso compenso il lavoratore a tempo determinato non può costare di meno deve costare di più anche in ragione dei rischi a cui è esposto le vostre rivendicazioni arrivano in un momento in cui attraverso l approvazione dell articolo 8 il governo sembra voler restringere i diritti di chi è più garantito sta accadendo l inverso rispetto a quello che chiedete voi l introduzione di questa norma rischia di portare i diritti verso il basso derogando ai contratti nazionali tutte le intese e quindi le tutele ottenute a livello nazionale vengono messe in secondo piano nelle intenzioni delle aziende e del governo il provvedimento servirebbe a innescare maggiore sviluppo e competitività contratti più snelli non potrebbero essere proprio un incentivo all ingresso nel mercato del lavoro dei giovani io penso di no sembra piuttosto che si voglia generalizzare e rendere consentito quello che si è già fatto il principio in sostanza che si va ad affermare è che a seconda di quello che sei cambiano i diritti l esatto opposto di quello che rivendichiamo noi con la nostra campagna perché così aumenta il livello di ricattabilità dei lavoratori si parla di riforma di welfare come possibile volano per il rilancio dell economia pietro ichino parla di apartheid di diritti tra chi sarebbe ipertutelato e chi come i precari non lo è e ipotesi come quella del contratto unico vanno verso una sorta di redistribuzione delle tutele e questa la strada la storia degli ultimi anni dimostra che l ipotesi di sottrarre diritti a una categoria a favore di un altra è assolutamente infondata abbiamo visto erodersi progressivamente le tutele ai danni di una categoria di lavoratori ma allo stesso tempo nessuno ha beneficiato di questa progressiva riduzione dei diritti si tratta quindi di una soluzione che non è a somma zero e quello che si va profilando con l articolo 8 porta in questa direzione l unico modo per uscire da questa situazione è far valere per tutti i contratti collettivi non viceversa.

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però è vero che il sistema di ammortizzatori sociali previsto oggi è stato pensato in un momento in cui il mercato del lavoro era profondamente diverso senz altro ma questo significa che quel sistema non è più sufficiente senz altro si pone il tema di una riforma degli ammortizzatori serve ad esempio l introduzione di un indennità vera di disoccupazione per garantire una continuità di reddito anche ai precari la manifestazione del 9 aprile è stata la prima grande mobilitazione nazionale che ha visto scendere in piazza i precari non credi anche i sindacati abbiano qualche responsabilità nell aver atteso troppo ad affrontare di petto il problema il sindacato ha fatto tanto in questi anni utilizzando tutti gli strumenti che aveva a disposizione per arginare dove possibile il fenomeno forse quegli strumenti oggi non bastano più sindacalizzare i precari è molto più difficile sono facilmente ricattabili e vivono il loro contratto di lavoro come individuale la nostra campagna nasce per aggregare tutte queste realtà far conoscere il sindacato e sensibilizzare i giovani che è solo attraverso un azione collettiva che si possono ottenere dei diritti i giovani non+disposti a tutto in campo contro la precarietà di claudia pratelli in questi giorni con azioni e flash mob è stata lanciata la campagna diritti non+parole per manifestare l insofferenza alla retorica sulla precarietà fatta di parole vuote che nascondono politiche di tutt altra natura e una campagna che pone l urgenza di risposte concrete e coerenti lo fa attraverso proposte iniziative e mobilitazioni in programma assemblee cittadine dibattiti e manifestazioni che vedranno come protagonisti le lavoratrici e i lavoratori precari obiettivo aprire una discussione sulle proposte per azzerare la precarietà che verranno portate in piazza nella manifestazione nazionale della cgil prevista per il 3 dicembre sul lavoro e contro la precarietà il tema centrale è che quella contro la precarietà è una battaglia che riguarda tutti la precarietà è la scusa per avere lavoratori usa e getta e per eliminare le tutele a garanzia del lavoro esattamente quel che vuole fare l art 8 della manovra correttiva rendere tutti più precari e mettere fine al principio della parità di trattamento attraverso deroghe alla legge e ai contratti collettivi i dati giovani precari e sfruttati i numeri del disagio uno su tre è senza lavoro il 10 in più di quanto accade nel regno unito sei su dieci tra i 18 e i 34 anni vivono ancora in casa con i genitori in crescita il fenomeno degli stage selvaggi la metà non prevede alcun rimborso spese 14.927.407 il numero di lavoratori a tempo indeterminato 2.182.437 i lavoratori a tempo determinato 449.411 i lavoratori interinali 27,8 il tasso di disoccupazione giovanile in italia giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni 13,7 in francia 19,6 in gran bretagna 46,1 il tasso di disoccupazione giovanile femminile nel mezzogiorno 80 la percentuale di giovani che in norvegia e danimarca trova lavoro entro il primo anno dalla fine degli studi

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44.478 il numero i giovani sotto i 35 anni che tra il 2005 e il 2009 hanno subito un infortunio permanente sul posto di lavoro 40 la percentuale dei giovani che dichiara di avere avuto almeno un esperienza di lavoro nero 52,4 la percentuale di stage che non prevede alcun rimborso spese 14 la percentuale di stage che prevede una retribuzione inferiore ai 250 euro al mese 49 la percentuale di 18-34enni celibi e nubili che viveva in famiglia nel 1983 59 lo stesso dato nel 2009 25 ottobre 2011 tutti i diritti riservati per visualizzare l inchiesta completa visitare la pagina web http inchieste.repubblica.it/

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