Opificium 5-2011

 

Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1

osservatorio dei periti industriali su formazione industria cultura di impresa università management rofessione previdenza politica da bottaro jogna e savoldi un progetto unitario per la riforma economia la rottamazione degli impianti elettrici fa tappa a napoli dossier dialoghi filosofici tra cultura umanistica e sapere scientifico territorio cresce la presenza della categoria nell area sanitaria dopo la «miniriforma» lo presti nel cantiere dei periti industriali si lavora per un welfare più adeguato alle necessità dei liberi professionisti tutte le ipotesi per accrescere il valore della propria pensione previdenza in costruzione anno 2 n ° 5 settembre ottobre 2 0 11 larivistadeiperitiindustriali

[close]

p. 2

2 settembre ottobre

[close]

p. 3

sommario 2-3 editoriali politica 4 7 le professioni e la «liberalizzazione» triplicealleanzaperilnuovoordine tuttalaveritàsullariforma superiorimainferiori i partiti e la «liberalizzazione» noi andiamo avanti partecipare per essere protagonisti dopo barletta che fare 52 opificiumrisponde eppi sostegno alle situazioni di necessità 11 gli its della gelmini 14 tagliareinbasso,crescereinalto 62 radicaliliberi da rispedire al mittente una raccomandata smarrita economia 42 nuova tassazione al 20 cacciaaltesoro 64 lettere al direttore rivoluzione copernicana 46 risparmi luminosi tourelettricoe lowcost deregulationresponsabile professione previdenza direttore responsabile giuseppe jogna condirettore florio bendinelli redazione stefano esposito coordinatore valerio bignami vicecoordinatore andrea breschi carlo castaldo roberto contessi ugo merlo michele merola benedetta pacelli paolo radi gianni scozzai progetto grafico alessandra parolini illustrazioni luca corbellini editori consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati ­ via di san basilio 72 00187 roma ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati ­ piazza della croce rossa 3 ­ 00161 roma segreteria di redazione raffaella trogu tel 06.42.00.84.14 fax 06.42.00.84.44 e-mail stampa.opificium@cnpi.it immagini imagoeconomica fotolia 54 semplificare per crescere 56 l enciclopediadelfuoco 27 dossier la parola e il numero un ipotesi di riconciliazione 28 saperi a confronto 31 perunafilologiacomplessa 34 automa/anima:scommetteresull uomo 38 memoria/limite:lafabbricadelricordo strumentidellaragione,strumentidellapassione welfare 16 per una nuova previdenza comemigliorareilnostrodomani 20 vantaggiofiscale 23 starepiùsulterritorio 24 la pensione di chi lavora over65:finedelcontenzioso territorio 58 sanità emiliana professionistiinsalute cnpi consiglio nazionale giuseppe jogna presidente stefano esposito vice presidente antonio perra consigliere segretario claudia bertaggia berardino cantalini renato d agostin angelo dell osso,sergio molinari giulio pellegrini paolo radi claudio zambonin consiglieri chiuso in redazione il 14 ottobre 2011 cnpi commissione stampa stefano esposito coordinatore riccardo barogi carlo castaldo giuseppe guerriero ugo merlo costantino parlani maurizio tarantino componenti eppi consiglio d amministrazione florio bendinelli presidente gianpaolo allegro vice presidente umberto maglione michele merola andrea santo nurra consiglieri tipografia poligrafica ruggiero srl zona industriale pianodardine avellino anno 2 n 5 registrazione tribunale di roma n 60/2010 del 24 febbraio 2010

[close]

p. 4

editoriali mentre la crisi economica si sta avvitando su sé stessa risucchiando nel gorgo la politica del paese i consigli nazionali di geometri periti agrari e periti industriali in seduta comune siglano l intesa per l ordine dei tecnici laureati per l ingegneria noi andiamo avanti ai quel che devi accada quel che può ripetendo questo antico adagio abbiamo ripreso il cammino all indomani di un estate meteorologicamente splendida ma finanziariamente burrascosa per la verità per un breve periodo la stagione è stata anche brutta professionalmente il governo ha avuto la tentazione di abolire gli ordini poi ha capito ­ perché gli è stato fatto capire grazie anche alle nostre vibrate proteste ­ che non era il caso intanto le fragili condizioni economiche del paese hanno cominciato a scivolare su un piano inclinato che al momento in cui scriviamo nessuno sembra in grado di raddrizzare di conseguenza la politica sembra essere stata la prima vittima di una situazione fuori controllo si susseguono le dichiarazioni contraddittorie si sbandierano la sera «manovre» che il mattino dopo si sciolgono come neve al sole prevale alla fine un egoistico istinto di conservazione che è forse il peggiore effetto della «tempesta perfetta» che sta mettendo a dura prova il nostro sistema sociale ed economico e a questo punto qualcuno vuole ancora scommettere che non ci saranno le elezioni nel 2012 se così stanno le cose ­ e le cose stanno così ­ non dobbiamo però fermarci lungo il ciglio della strada predisponendoci ad una malinconica contemplazione del disastro piuttosto dobbiamo trovare la forza di spezzare le catene di uno stato d eccezione che non vuole restituirci la normalità del nostro quotidiano e comprendere che i nostri progetti 2 f sono ancora tutti realizzabili a condizione che volontà e intelligenza non ci abbandonino quindi per quello che ci riguarda ci siamo semplicemente rimessi al lavoro tornando a discutere con i nostri interlocutori di sempre sulla proposta di costituzione dell albo per le professioni tecniche d ingegneria di primo livello ed un altro passo in avanti è stato compiuto martedì 11 ottobre nell austera sala della giunta della camera di commercio di roma si sono riuniti in seduta plenaria i tre consigli nazionali di geometri periti agrari e periti industriali ne parliamo diffusamente da pag 4 la volontà dei tre organismi si è espressa in una sola lingua si va avanti uniti e compatti l intesa ha riguardato anche una strategia comune da adottare rispetto a quanto stabilito per la riforma degli ordinamenti professionali con il decreto legge n 138/11 in particolare eravamo interessati a definire una linea condivisa in merito al comma 5 dell art 3 è qui tra l altro che compare l ultimatum alle professioni quando si danno 12 mesi di tempo per la riforma ebbene quanto ai principi stabiliti nel decreto nessuno ha avuto nulla da eccepire né è stata posta alcuna pregiudiziale quindi in teoria ­ domanderete voi cari lettori ­ potrebbero bastare meno dei 12 mesi per fare qualcosa su cui tutti sono apparentemente d accordo in un paese normale sarebbe senz altro così ma voi sapete bene in quale paese viviamo e allora ripetiamo tutti assieme «fai quel che devi accada quel che può» settembre ottobre

[close]

p. 5

editoriali opo 15 anni dall istituzione della cassa periti industriali è giunto il momento di rivisitare in modo organico l impianto della nostra previdenza la ricerca di un sistema che renda più adeguato l assegno pensionistico e che fornisca maggiori opportunità sul fronte dei servizi e della solidarietà appare più che mai assolutamente necessaria e non dilazionabile certamente il momento economico in cui viviamo suggerirebbe maggior cautela ma proprio il disagio per una società che sistematicamente demolisce quei capisaldi che hanno caratterizzato il nostro sistema sociale ci induce a reagire con determinazione intelligenza e discernimento dobbiamo riappropriarci del nostro futuro con scelte consapevoli e condivise per attuare tutto ciò è necessario che i periti industriali partecipino con responsabilità e passione alla formulazione di una proposta riformatrice complessiva certo la partecipazione spesso è vista come una ricerca demagogica di consenso per legittimare scelte di vertice il punto qui è il vero e attivo coinvolgimento all elaborazione del progetto ed alla sua attuazione con questo spirito l eppi ha organizzato sull intero territorio nazionale quindici incontri con gli iscritti non per informare ma per condividere aspettative desideri e soprattutto per elaborare assieme il nostro futuro previdenziale nella consapevolezza granitica che solo la partecipazione può garantire un autentica riforma strutturale ovviamente è possibile partecipare non solo fisicamente il mezzo web permette a ciascun iscritto di inviare suggerimenti idee e considerazioni e ogni contributo arricchirà il dibattito ma per alimentare la crescita di tutti noi d partecipare per essere protagonisti a tragedia di barletta il crollo di una palazzina ha provocato la morte di cinque giovani donne si è come da copione trasformata nella consueta commedia di protagonismi e demagogie accuse controaccuse ognuno rinfacciando inadempienze e tutti invocando la scure del tribunale per punire i responsabili che la giustizia faccia il suo corso è nell ordine naturale delle cose ma a nostro giudizio non sarà una sentenza esemplare a cambiare le condizioni di pericolosità nelle quali versa una buona parte degli immobili del nostro paese né ad evitare che in futuro simili sciagure si ripetano in queste tristi occasioni una delle frasi fatte del dibattito pubblico è il ripetere come un mantra che «bisogna uscire dalla logica dell emergenza» che tanto per cominciare ha ben poco di logico ma poi i riflettori dei media si spengono e politica e cittadini finiscono per dimenticarsi di uscire dall illogicità dell emergenza purtroppo un piano per mettere in sicurezza gli edifici del paese richiede tempo e fatica merce poco spendibile nel rapporto tra politici ed elettorato ma noi un piano ce l abbiamo e chi ci segue lo sa vogliamo introdurre in italia il fascicolo del fabbricato uno strumento che consentirebbe finalmente un censimento ragionato del nostro patrimonio immobiliare e una radiografia precisa delle sue condizioni perché per curare una malattia prima di tutto bisogna effettuare una diagnosi corretta È solo questa la strada praticabile ci vorranno tempo e fatica e ci vorranno politici e cittadini che hanno ancora voglia di immaginare il futuro dell italia un futuro senza crolli settembre ottobre l dopo barletta che fare 3

[close]

p. 6

politica le professioni e la «liberalizzazione» triplice alleanza per il nuovo ordine di benedetta pacelli 11 10 9 8 7 12 1 2 3 4 5 6 cosa è successo lo scorso 11 ottobre presso la sede della camera di commercio di roma i tre consigli nazionali di geometri periti agrari e periti industriali si sono dati appuntamento per parlare di riforma delle professioni durante l incontro si è discusso di come arrivare alla costituzione del nuovo albo se attraverso una riforma vera e propria oppure se con un provvedimento legislativo ad hoc non è mancato ovviamente il riferimento all articolo 3 della manovra bis che propone un impianto di riforma per principi uniformanti identikit della nuova professione tecnica in salsa europea comincia a prendere forma accesso governance organizzazione della professione questi e molti altri i temi attorno ai quali i tre consigli nazionali di geometri periti agrari e periti industriali riunitisi a roma lo scorso 11 ottobre hanno fatto quadrato con l obiettivo di presentare un progetto unitario capace di rilanciare il professionista di area tecnica di primo livello e creare nello stesso tempo l albo unico degli ingegneri tecnici nessun dubbio o incertezza dunque tra le tre rappresentanze su quelli che saranno i principi attorno ai quali costituire l ossatura per creare un ordine autonomo e autosufficiente per il professionista di primo livello per il futuro l appuntamento capitolino dunque ha rappresentato un altra tessera di quel mosaico che pazientemente le tre professioni stanno componendo con l obiettivo di condividere un disegno unico così come unico sarà il regolamento che andranno a scrivere del tutto in linea con la sollecitazione arrivata dal sottosegretario alla giustizia maria elisabetta alberti casellati il numero due di via arenula infatti su mandato del guardasigilli francesco nitto palma lo scorso 4 ottobre ha incontrato le rappresentanze delle oltre 20 professioni regolamentate dando loro 15 giorni di tempo per avviare l autoriforma dei propri ordinamenti adeguando leggi e decreti che li disciplinano alla riforma delle professioni contenuta nella manovra economica due settimane di tempo in pratica per mettere nero su bianco le rispettive proposte di riformulazione articolo per articolo dei passaggi relativi a tariffe pubblicità formazione continua tirocinio e assicurazione che non sono in linea con l articolo 3 del dl 138/2011 convertito con la legge 148/2011 le proposte come tasselli di un mosaico saranno poi veicolate al ministero della giustizia il quale dovrà dar loro veste giuridica e avviare il tutto ad approvazione definitiva entro agosto 2012 questa dunque la parte della politica ma il progetto di riforma cui stanno lavorando geometri periti agrari e periti industriali non si ferma qui la conclusione cui sono giunte le rappresentanze dei tre consigli nazionali infatti è stata quella di scrivere un regolamento unitario per stabilire i confini precisi all interno dei quali si collocherà il professionista tecnico di primo livello settembre ottobre l 4

[close]

p. 7

con un esplicito riferimento ai principi comunitari in materia di accesso alla libera professione geometri periti agrari e periti industriali disegnano il percorso che intendono seguire per arrivare alla costituzione dell albo dei tecnici laureati per l ingegneria e l iniziativa intende muoversi anche nel solco di quanto stabilito dal governo con la manovra orchestrata da tremonti da sinistra andrea bottaro fausto savoldi e giuseppe jogna i capisaldi del progetto governance ­ uno dei primi temi oggetto del confronto è stato quello della governance cioè dei sistemi di governo della categoria tra le ipotesi che hanno raccolto il maggiore consenso vi è quella di creare una rappresentanza regionale lasciando intatte tutte le realtà provinciali anche solo come semplici delegazioni che garantiscano un minimo di iscritti a lungo si è discusso poi del potere deontologico e della necessità che questo istituto ottenga quella credibilità che non ha mai avuto gli ordinamenti professionali in sostanza dovranno prevedere l istituzione di organi diversi da quelli amministrativi per le decisioni disciplinari affidando la competenza al mondo dell avvocatura o della magistratura per garantirne quella terzietà più volte evocata accesso ­ tra i principi generali poi non è mancato il nodo degli accessi in questo senso dopo un ampio dibattito i tre presidenti hanno stabilito un punto vincolante per accedere al nuovo albo sarà necessario possedere i requisiti stabiliti dal livello d della direttiva qualifiche settembre ottobre il professionista cioè dovrà dimostrare di possedere «un diploma che attesta il compimento di una formazione a livello di insegnamento postsecondario di una durata minima di tre e non superiore a quattro anni o di una durata equivalente a tempo parziale impartita presso un università o un istituto d insegnamento superiore o un altro istituto che impartisce una formazione di livello equivalente nonché la formazione professionale eventualmente richiesta oltre al ciclo di studi postsecondari» dipendenti pubblici e organizzazione delle professioni ­ altro punto oggetto di dibattito il nodo relativo ai professionisti iscritti e nello stesso tempo dipendenti pubblici per questi si potrebbe pensare all iscrizione di uno specifico elenco speciale con regole comunque tutte da definire e ancora si è parlato delle società tra professionisti con un semplice punto di partenza nel settore tecnico pensare ad un esercizio della professione in forma singola costituisce una forte limitazione per un suo sviluppo ecco perché sarebbe ideale riuscire a introdurre concetti di semplificazione per favorire la nascita e la crescita di studi associati o di società tra professionisti 5

[close]

p. 8

politica le professioni e la «liberalizzazione» come sarà articolato il nuovo ordine l albo dei tecnici potrà essere suddiviso in tre settori di specializzazione civile e ambientale industriale agrario ognuno di questi sarà suddiviso in altre aree specialistiche il primo in costruzioni ambiente territorio infrastrutture il secondo in meccanica ed energia elettronica ed elettrotecnica grafica e comunicazione chimica moda informatica e telecomunicazioni l ultimo in agraria agroindustriale in questi settori troveranno collocazione anche i diplomati geometri periti agrari e periti industriali che manterranno il titolo attuale e le competenze l ordinamento elaborato dalla nuova professione che poi dovrà essere approvato dal ministero vigilante fisserà in forma chiara trasparente e comprensibile l abito di competenza per le singole aree di specializzazione l iniziativa del governo parallelamente e non in opposizione si colloca la nuova iniziativa del governo ordini e collegi hanno 15 giorni di tempo per avviare la prima «autoriforma» dei propri ordinamenti adeguando leggi e decreti che li disciplinano alla riforma delle professioni contenuta nella manovra economica ad un anno quindi di distanza dagli stati generali convocati dall ex guardasigilli angelino alfano con un cardine ulteriore cioè i parametri di una riforma delle professioni incisi nella manovra ma da adeguare ai singoli ordinamenti «un incontro positivo e interlocutorio» lo ha definito il sottosegretario «per arrivare entro 10 mesi ad adattare definitivamente tutte le leggi ordinamentali delle diverse professioni ai principi di carattere generale contenuti nella manovra» se sarà una legge ordinaria o un decreto a ospitare il preambolo valido per tutti i diversi capitoli in cui si declineranno le singole categorie professionali non è ancora stato stabilito perché come ha detto ancora il sottosegretario «faremo una ricognizione sulla veste giuridica più adeguata» le reazioni dunque le professioni tecniche lavoreranno per arrivare ad una totale condivisione dei principi generali e creare così una sorta di ombrello sotto il quale far convivere tutti in ogni caso tutto dovrà andare nella logica dell indispensabile semplificazione cercando possibili raggruppamenti tra professioni di area simile con l obiettivo di andare nella direzione dell ammodernamento del sistema «ora» dice fausto savoldi presidente dei geometri «dobbiamo pensare al futuro e andare avanti in modo concreto verso il progetto di unificazione È una decisione non più rinviabile perché è l unica via possibile non solo per riformare e semplificare ma anche per creare una rappresentanza globale di categoria» dopo la giornata di oggi precisa il numero uno dei geometri si partirà con «la scrittura del regolamento delle nostre tre professioni un regolamento moderno che punti alla semplificazione e allo snellimento e basato sui modelli europei questo dovrà contenere per punti i temi delle nostre attività rimandando eventualmente ad un successivo appuntamento la spiegazione più completa ed esaustiva delle specifiche 6 maria elisabetta alberti casellati competenze delle singole categorie cerchiamo di essere lungimiranti dobbiamo fare uno sforzo intellettuale per dar forma ad una nuova categoria con un ordinamento chiaro anche per facilitare ed invogliare i giovani ad entrare più facilmente nel mondo del lavoro per riuscire a trovare un accordo ci vogliono persone che tenacemente vogliono perseguire l accordo stesso e noi e parlo a nome di tutta la categoria che rappresento siamo pronti» sulla stessa scia anche il presidente dei periti industriali giuseppe jogna che parla di una riforma «difficile e complessa che solo uomini coraggiosi possono portare a casa e nessuno ha dimostrato di avere capacità di innovazione come noi» «È questa in sostanza ­ ribadisce ancora con forza jogna ­ l unica vera novità nel panorama delle professioni intellettuali tre professioni che si mettono insieme rinunciando a poltrone e cariche per il futuro di chi verrà dopo di loro per arrivare allo stesso obiettivo riformare quindi unificando e nello stesso tempo semplificando» in ogni caso precisa il presidente del cnpi in questa logica della indispensabile semplificazione è necessario cercare di creare possibili raggruppamenti tra professioni simili non solo per avere più peso ma soprattutto per andare nella direzione del sistema» in questo modo aggiunge invece andrea bottaro numero uno dei periti agrari «ribadiamo che la professione ingegneristica sarà svolta su due livelli di competenza triennale e quinquennale il progetto che stiamo portando avanti da tempo non vuole dire una semplice unificazione ma un nuovo albo per le professioni di primo livello ingegneristico europeo nel quale confluiranno tutti gli attuali iscritti ai tre ordini va ancora precisato però che questa spinta riformatrice non è certamente motivata da una difesa corporativa degli interessi di categoria bensì rappresenta il solo modo per risolvere i problemi che le tre categorie si sono visti cadere addosso a seguito di miopi riforme come il dpr 328/01 che non hanno saputo vedere ciò che già esisteva e funzionava positivamente» settembre ottobre

[close]

p. 9

politica i partiti e la «liberalizzazione» tutta la verità sulla riforma con la manovra di agosto il governo ha concesso dodici mesi per il riordino delle professioni abbiamo provato a fare una ricognizione tra le principali forze politiche per comprendere umori orientamenti e volontà le proposte non mancano ma siamo ancora lontani dalla «quadra» settembre ottobre di isidoro trovato giornalista del «corriere della sera» ante idee molte polemiche e poche certezze la liberalizzazione delle professioni ha seguito un lungo iter estivo che ha finito per separare nettamente qualora ce ne fosse bisogno i vari schieramenti politici facciamo un passo indietro e proviamo a capire da dove siamo partiti a luglio il governo e soprattutto il ministro tremonti dichiaravano di voler mettere mano ­ «una volta per tutte» ­ al mondo delle professioni ordinistiche sono stati proposti vari documenti in alcuni si parlava di abolizione degli esami di stato in altri di eliminazione stessa degli ordini alla fine il capitolo della manovra correttiva dedicato alle professioni ha portato alcune novità tariffe minime derogabili libero accesso alla pubblicità assicurazione professionale 7 t

[close]

p. 10

politica i partiti e la «liberalizzazione» antonino lo presti obbligatoria ma niente di strutturale o di rivoluzionario il governo si è dato 12 mesi di tempo per modificare e perfezionare questa riforma ma già si registrano alcune azioni concrete la prima regione ad aver applicato la riforma è il piemonte votando un testo di legge regionale si è scelto di riconoscere alle professioni pari dignità di aziende e imprese e verranno di diritto inserite tra i soggetti destinatari di incentivi e sostegni regionali È previsto uno stanziamento annuo di 500.000 euro da destinare a prestiti di onore per facilitare l accesso alla libera professione ai più giovani e ad agevolazioni alle attività che intendono associarsi e a finanziamenti con una parte a fondo perduto ­ come già accade per imprese e industrie ­ per tutte le professioni intellettuali a sostenere questo passo in piemonte è stato il pdl nell obiettivo di creare nella regione sabauda un piccolo laboratorio di sperimentazione ne è convinto gian luca vignale consigliere regionale del pdl primo firmatario della legge libere professioni «se nel passato i liberi professionisti erano considerati ­ afferma vignale ­ anche con un po di pregiudizio dei privilegiati l evoluzione economica sociale e lavorativa italiana ha generato un inversione di tendenza oggi i titolari di partita iva non godono di alcun supporto né sostegno istituzionale inoltre è sempre più frequente l apertura di partite iva da parte di giovani che provano a superare il momento di crisi lavorativa o in alcuni casi la disoccupazione con la propria professionalità e autonomia di fronte a un momento tanto incerto e alle difficoltà attuali e in controtendenza con quanti auspicano la sostituzione degli studi professionali con società di servizi per dare spazio ad un mercato non regolamentato emerge quindi sempre più forte l esigenza di dare un supporto ai professionisti e sicurezza a cittadini e imprese che si avvalgono delle prestazioni professionali» ma la linea della maggioranza in merito alle professioni non è sempre chiara e univoca qualcuno soprattutto l opposizione ha messo in evidenza l incoerenza tra un governo che punta alle liberalizzazioni e un ministro della giustizia che garantisce pieno appoggio a una riforma forense abbastanza conservativa «È l ennesima dimostrazione che al governo la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra ­ dice massimo orlando responsabile giustizia e professioni del pd ­ noi chiediamo parametri precisi per una riforma del comparto è evidente che troppi settori sono ormai saturi ma il criterio di selezione non può essere il censo come proposto dagli avvocati servono selezioni basate sulla preparazione e settembre ottobre rischiamolafine diunsistema se con liberalizzazione si pensa al libero accesso alle professioni vuol dire la fine di tutto in un sistema come quello italiano in cui operano 230 mila avvocati 150 mila commercialisti e altrettanti architetti solo per citarne alcuni pensare al libero accesso significa destinare alla povertà e al declino l intero mondo professionale 8

[close]

p. 11

maurizio zipponi la qualità non solo di chi deve entrare a far parte del mondo dei professionisti anche chi è professionista da decenni dovrebbe dimostrare di essere adeguatamente formato e aggiornato crediamo sia utile il numero chiuso all università nelle aree di studio che offrono sbocchi lavorativi molto risicati e siamo fermamente convinti che praticanti e tirocinanti debbano essere retribuiti e tutelati» una posizione quella del partito democratico in gran parte condivisa anche da fli e da un uomo esperto del mondo delle professioni come antonino lo presti «prima di iniziare qualsiasi discorso bisogna sgombrare il campo da equivoci ­ afferma lo presti ­ se con liberalizzazione si pensa al libero accesso alle professioni vuol dire la fine di tutto di ogni garanzia di preparazione e competenza ma soprattutto la fine di intere categorie professionali in un sistema come quello italiano in cui operano 230 mila avvocati 150 mila commercialisti e altrettanti architetti solo per citarne alcuni pensare al libero accesso significa destinare alla povertà e al declino l intero mondo professionale siamo seri pensiamo a soluzioni vere qualcuno mi dovrebbe spiegare perché dal testo della manovra è sparito il capitolo destinato alla creazione di società professionali di capitale sarebbe il sistema migliore per ottenere una consettembre ottobre tabilità semplificata e più trasparente garantirebbe al professionista la possibilità di mantenere il proprio studio anche in caso di malattia o altri impegni inderogabili a patto di mantenere sempre il controllo della società nelle mani di un professionista mi piacerebbe poter ragionare sui sistemi per aumentare la qualità dei servizi tutelando le fasce deboli come i praticanti e i giovani all inizio della carriera» proprio la tutela dei giovani è il tema che sta più a cuore all idv come sottolinea maurizio zipponi responsabile nazionale del lavoro «così come sono adesso gli ordini professionali servono solo a proteggere chi ne fa parte l attuale sistema crea un doppio danno sfrutta e sottopaga i giovani senza farli crescere e crea barriere d ingresso che favoriscono i figli d arte o i ricchi di famiglia con questo non chiediamo l eliminazione degli ordini ma una riforma quella sì non cadiamo nel tranello della bandiera ideologica della liberalizzazione ma vogliamo un cambiamento profondo chiediamo agli stessi ordini professionali di sederci a un tavolo per farci capire come possiamo superare e sanare le storture di questo sistema» sedersi attorno a un tavolo e trovare un compromesso costruttivo che si trasformi in una riforma del mondo delle professioni semplice ma sarebbe la prima volta dopo 50 anni Èunmodelloche produceingiustizie l attuale sistema crea un doppio danno sfrutta e sottopaga i giovani senza farli crescere e crea barriere d ingresso che favoriscono i figli d arte o i ricchi di famiglia con questo non chiediamo l eliminazione degli ordini ma una riforma quella sì non cadiamo nel tranello della bandiera ideologica della liberalizzazione ma vogliamo un cambiamento profondo 9

[close]

p. 12

10 settembre ottobre

[close]

p. 13

politica gli its della gelmini superiori ma inferiori nasce un nuovo canale di formazione postsecondario per le professioni tecniche ma gli istituti tecnici superiori partono con un grave handicap i corsi sono della durata massima di quattro semestri non possono quindi essere almeno per ora una valida alternativa alla laurea triennale necessaria tra pochi anni per accedere all albo e forse si correrà ai ripari settembre ottobre di benedetta pacelli arte la formazione tecnica superiore quel canale formativo di istruzione terziaria non universitaria cioè che integra istruzione formazione e lavoro dopo l approvazione del regolamento in conferenza stato-regioni lo scorso 27 luglio infatti i 59 istituti tecnici superiori costituitisi in 16 regioni italiane nelle 6 aree tecnologiche del piano di intervento «industria 2015» stanno scaldando i motori tanto che assicurano dal ministero dell istruzione sono pronti per il loro avvio già per l anno scolastico in corso integrando istruzione formazione e lavoro sul modello europeo gli its come ha spiegato il ministro dell istruzione mariastella gelmini vogliono costituire uno strumento per conseguire gli obiettivi di italia 2020 per l occupabilità dei giovani 11 p

[close]

p. 14

politica gli its della gelmini perché se è vero che non trovano facilmente lavoro è altrettanto vero che non si trovano giovani formati nell area tecnica tanto che secondo unioncamere ogni anno si registra un deficit di tecnici intermedi di circa 110 mila unità ed è proprio anche grazie a questi numeri che sono stati pensati gli its per rispondere all esigenza di formare tecnici specializzati nelle aree produttive più innovative del paese dal made in italy all efficienza energetica dalla mobilità sostenibile alle tecnologie della vita dai beni e dalle attività culturali alle aree dell informazione e della comunicazione ma non bisogna pensare come alcuni credono che questo tipo di formazione sia parallela o equivalente a quella universitaria e che quindi di conseguenza il titolo rilasciato possa consentire l accesso agli albi professionali perché così non è o meglio è valido a legislazione vigente ma quando entrerà in vigore pienamente la nuova istruzione tecnica targata gelmini mandando in pensione il vecchio titolo di «perito industriale» l accesso dovrà essere disciplinato da una formazione postsecondaria di durata triennale che cosa sono gli its mariastella gelmini gli its sono strutture speciali ad alta tecnologia costituite con l intento di riorganizzare il canale di formazione superiore non universitaria pensati già dalla legge bersani poi confermati dalla finanziaria 2007 gli its sono stati introdotti nell ordinamento nazionale dal dpcm del 25 gennaio 2008 e ripresi nel piano «industria 2015» dall attuale governo berlusconi insieme agli ifts compongono la terza gamba dell istruzione e della formazione tecnica e offrono la possibilità di conseguire il diploma di tecnico superiore con conseguente accesso al mondo del lavoro nell ambito del settore di specializzazione questa formazione consente anche di proseguire gli studi all università per il conseguimento del titolo di laurea con il riconoscimento di appositi crediti formativi che alcune indiscrezioni indicano in 72 al termine del percorso biennale degli its e che cosa non sono gli its non rappresentano come si legge chiaramente in una nota del ministero a firma del direttore generale per l istruzione e formazione tecnica superiore raimondo murano né il sesto e il settimo anno della scuola secondaria superiore né un ulteriore corso universitario ­ una sorta cioè di laurea superbreve biennale ­ ma si collocano all interno di un nuovo settore attualmente non esistente in italia quale quello del sistema terziario postsecondario gli its dunque si pongono in rapporto con il mondo della ricerca quello accademico con il lavoro e con le esigenze del mercato del lavoro e delle imprese chi può iscriversi a potersi iscrivere a questi istituti sono tutti i diplomati che intendono conseguire il diploma di tecnico superiore per poi inserirsi velocemente nel mondo del lavoro o anche proseguire gli studi all its si accede solo per selezione lo settembre ottobre incidenza sul pil 4,3 italia 5,2 media ue della spesa in istruzione fonte www.linkiesta.com strategie per il futuro cos è industria 2015 È il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal governo italiano il 22 settembre 2006 industria 2015 stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro fondato su · un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura servizi avanzati e nuove tecnologie · un analisi degli scenari economico-produttivi futuri che attendono il nostro paese in una prospettiva di medio-lungo periodo il 2015 12

[close]

p. 15

scopo infatti è anche quello di accertare il potenziale di competenze di base tecniche e tecnologiche nonché una conoscenza adeguata della lingua inglese e dell informatica i percorsi its hanno una durata di quattro semestri ma potrebbero anche durarne sei nell ambito di apposite convenzioni con le università per specifiche esigenze del territorio o anche per particolari figure puntare verso il modello tedesco la discussione sulla riforma degli its è ormai entrata nel vivo gli obiettivi annunciati dal ministero sono principalmente due accelerare l ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e riqualificare chi è già in possesso di un esperienza lavorativa ma soprattutto gli istituti tecnici superiori sono stati creati per rendere più stabile e articolata l offerta dei percorsi finalizzati a far conseguire una specializzazione tecnica il tutto per corrispondere in modo organico alla richiesta di tecnici superiori di diverso livello con più specifiche conoscenze culturali unite a una formazione tecnico-professionale approfondita e mirata proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato con particolare riferimento alle piccole e medie imprese e ai settori interessati da innovazioni tecnologiche e dall inter nazionalizzazione dei mercati inoltre nelle intenzioni del ministro dell istruzione mariastella gelmini c è la volontà di rafforzare la collaborazione con il territorio il mondo del lavoro le sedi della ricerca scientifica e tecnologica ma di certo non promuovendo nello stesso tempo l orientamento dei giovani verso le libere professioni tecniche perché innanzitutto perché è scritto chiaramente che gli its sono strutture formative non universitarie e quindi non possono abilitare i professionisti del futuro i periti industriali non hanno mai espresso assoluta contrarietà nei confronti di questo tipo di formazione l istruzione tecnica superiore potrebbe anche funzionare e dare i suoi frutti ma i punti di partenza dovrebbero essere totalmente diversi innanzitutto la durata degli its sempre affinché sia spendibile per l accesso alla libera professione deve avere una durata complessiva di tre anni e non di due come è attualmente previsto questo vorrebbe dire in sostanza considerarla equivalente alla formazione universitaria triennale anche ai fini della direttiva europea zappalà forse si potrebbe pensare anche di guardare al modello tedesco la famosa hochschule che ha una formazione del settore ingegneristico universitaria affiancata da una di stampo non universitario ma comunque equivalente una formazione che ha avuto un grande successo una scuola divisa in sei aree 1 efficienza energetica a approvvigionamento e generazione di energia b processi e impianti ad elevata efficienza e a risparmio energetico 2 mobilità sostenibile a mobilità delle persone e delle merci b produzione e manutenzione di mezzi di trasporto e relative infrastrutture c gestione infomobilità e infrastrutture logistiche 3 nuove tecnologie della vita a biotecnologie industriali e ambientali b produzione di apparecchi diagnostici e biomedicali 4 nuove tecnologie per il made in italy a b c d agroalimentare casa meccanica sistema alle imprese 5 tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e il turismo a fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale b conservazione riqualificazione e messa in sicurezza di edifici e luoghi di interesse culturale 6 tecnologie dell informazione e della comunicazione a metodi e tecnologie per lo sviluppo di sistemi software b organizzazione e fruizione dell informazione e della conoscenza c architetture e infrastrutture 13 settembre ottobre

[close]

Other Publications

Comments

no comments yet

YOUBLISHER
About
What Others Say
Sitemap
Impressum

PUBLISHERS
Login
Signup
Tutorials
FAQ
Support

BUSINESS
Overview
Advertising
Support

DEVELOPERS
API

LEGAL
Report a Copyright Violation
Copyright FAQ
Terms of Use
Privacy Policy