UNIVERSO-NORDICO-44-2018

 

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Cross Country Ski - Rollerski -

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Coppa italia sportful e rode 44UNIVERSO ordico 7€ N C. S. ESERCITO Poste Italiane spa – Spedizione in abbonamento postale – 70% NO/Cuneo – Numero 5 Anno 4 IVO PERTILE FRANCESCO DE FABIANI ELISA BROCARD COPPA ITALIA SPORTFUL Rivista mensile maggio-giugno 2018 Edizioni Tecniche via Cuneo 16a 12011 Borgo San Dalmazzo skiroll calendario 2018 squadre nazionali 44/2018

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Dobbiaco BZ 24-03-2018 staffetta giovani maschile sommario 8 Intervista a Ivo Pertile - Un salto nel futuro 14 Coppa Italia Sportful - C.S. ESERCITO! 16 Crederci sempre - Elisa Brocard 18 Ben tornato - Francesco De Fabiani 20 The winners - Coppa Italia Sportful 26 The winners - Coppa Italia Rode 34 La prima Mix all’Esercito 38 Asiva - Friuli - Staffetta giovani 42 Flavio Roda rieletto Presidente 44 Skiroll 2018 IN COPERTINA Il Centro Sportivo Esercito ha vinto la Coppa Italia di società e le due assolute con Fabio Pasini e Alice Canclini. Francesco De Fabiani e per ben due volte Elisa Brocard sono stati medaglia d’oro a Dobbiaco. La medaglia più bella resta quella di squadra vinta nella prima staffetta mista della storia dello sci di fondo. foto Flavio Becchis NUniverso ordico Mensile di sport e cultura nordica DIRETTORE RESPONSABILE - Flavio Becchis Segreteria di redazione - info@universonordico.it 0039 346 8584988 - 0039 0171 387555 COLLABORATORI: Martina Castellino, Matteo Sironi, Michele Merenda, Angioletta Mauro, Stefano Ferrari, Corrado Borello GRAFICA E IMPAGINAZIONE Flavio Becchis Edizioni Tecniche Sas Amministrazione e redazione via Cuneo 16/a 12011 Borgo San Dalmazzo (CN) 0171 268422 info@edizionitecniche.net - www.edizionitecniche.org

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Editoriale di Flavio Becchis “Nuovi progetti“ Universo Nordico Universo Nordico si rinnova. Sono in corso grossi cambiamenti e forse ve ne sarete già in parte resi conto. Non mi riferisco al ritardo con cui vi è arrivato questo numero. Abbiamo intanto cambiato logo e l’avete visto a partire dal numero 43. Dopo quattro anni di intenso lavoro sono diventato Direttore Responsabile. Voglio ringraziare innanzitutto Fabrizio Pepino che ci ha aiutati in questo periodo a crescere e a raggiungere importanti traguardi. Abbiamo deciso di aprire online il sito Universo Nordico che d’ora innanzi verrà sempre più valorizzato e potenziato. Vogliamo farlo diventare la Gazzetta online di Universo Nordico. Inoltre la rivista d’ora in avanti la potrete prima gustare online e poi sulla carta alcuni giorni dopo a casa. Il sito diventerà sempre di più un punto di riferimento importante, una finestra aperta allo sci Nordico a 360°, con notizie, classifiche, interviste e speciali di Universo Nordico su alcune gare che riteniamo più importanti. Alcuni di questi speciali verranno anche stampati e sarà possibile l’acquisto. Ho sempre sognato fin da giovanissimo di fare il fotoreporter e coniugare la fotografia sportiva con il giornalismo. Non avevo ancora 18 anni, quando seguivo alcune prove nazionali ed internazionali di Motocross e poi scrivevo articoli sui giornali locali. Erano i primi anni ‘80 e alcune interviste fatte in quel periodo a piloti che stavano crescendo furono pubblicate. Per molti anni ho accantonato questo progetto “giornalistico“. Molte cose nel frattempo sono cambiate con l’avvento della fotografia digitale, il computer ed internet. Insomma il mondo è andato quasi fuori giri. Quando i miei figli hanno iniziato a praticare sport mi sono comprato una fotocamera compatta digitale. La fotografia che avevo in testa non arrivava mai perché il ritardo era di oltre un secondo su ciò che intendevo immortalare. Mi sono presto attrezzato, all’inizio facevo solo foto, poi dal 2007/2008 ho iniziato a pubblicare le foto che scattavo a tutti sul web. Da cosa nasce cosa, Pierluigi Papa, in quel periodo Commissario Tecnico della Nazionale di skiroll mi propone di diventare il responsabile nazionale della disciplina che era parte della FIHP. Accetto e nasce skirollisti.org. Il resto è storia recente. Concludo con un grazie speciale alla mia famiglia. GRAZIE, siete preziosi. Periodico mensile Anno 4 - n. 5 Finito di stampare nel mese di maggio 2018 presso Edizioni Tecniche - Borgo S. D. Iscrizione al Tribunale di Cuneo al n. 653 del 1/06/2015. Abbonamento annuale (10 numeri) Italia Euro 55,00 - Estero Euro 140,00 Copyright Edizioni Tecniche Sas Stampa: Edizioni Tecniche Sas www.edizionitecniche.org Diffusione e vendita per l’Italia Edizioni Tecniche Sas L’ufficio abbonamenti è attivo al 0171268422 con il seguente orario dal lun. al giov. 9,00 -12,30 / 14,30 - 18 (ven. 9-12) Ufficio Pubblicità: 0171268422 RUBRICHE 3 Editoriale 4 Alimentazione e Sport 53 Autoscatto UN 3

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Universo Nordico Rubrica Alimentazione e Sport a cura di Martina Castellino Laureanda in dietistica alla Scuola di Medicina di Torino PESCE BENEFICI E QUALITA’ NUTRIZIONALI Per l’uomo, il pesce rappresenta un’importantissima risorsa alimentare, sia dal punto di vista gastronomico, sia per l’importante valore nutritivo. Il pesce è anche un alimento altamente digeribile; questa caratteristica è imputabile a due proprietà ben note: relativamente bassa concentrazione di lipidi, nonostante vi sia una certa eterogeneità tra le specie; e particolari caratteristiche di composizione del muscolo, che consentono una ridotta permanenza gastrica e che diviene particolarmente evidente nello sfaldamento della carne dopo la cottura. Il pesce è anche un alimento altamente proteico, soprattuto contiene proteine ad alto valore biologico e contiene anche tutti gli amminoacidi essenziali in quantità soddisfacenti. Tuttavia anche la concentrazione peptidica non è la stessa tra le varie specie presenti in commercio; in tal senso, possiamo distinguere pesci a più alto contenuto proteico, come orata, tonno, sgombro e pesce spada, e pesce a più basso contenuto di proteine come la sogliola e la triglia. I diversi tipi di pesce possono essere ulteriormente classificati in base al loro contenuto di grassi, molto variabile da una specie all’altra, e si possono quindi distinguere pesci molto magri (merluzzo, nasello, ora- ta..), pesci con un contenuto di grassi medio (acciuga, spada, triglia..) e pesci più grassi (salmone, tonno, sgombro..). L’aspetto più interessante del pesce è che, soprattutto nel pesce dei mari freddi del Nord e nel pesce azzurro, la concentrazione di acidi grassi polinsaturi e relativi acidi grassi essenziali ω3 risulta particolarmente elevata: gli ω3 sono particolarmente utili nel contrasto delle malattie cardiocircolatorie, incidendo positivamente sul bilancio dei lipidi in circolo nel sangue e prevenendo di conseguenza la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie. Il pesce ha anche un minor contenuto in colesterolo rispetto alla carne e, anche se la sua concentrazione è molto variabile da una specie all’altra (escludendo i crostacei che non sono pesci), mediamente risulta di scarsa entità. Nonostante le sue caratteristiche nutrizionali a dir poco eccelse, il pesce risulta essere alimento di cui dovrebbe essere aumentato il consumo pro capite. Secondo le linee guida, andrebbe consumato come fonte proteica come secondo piatto o incluso nella preparazione di piatti unici almeno 2-3 volte a settimana, alternandolo con il consumo di carne, uova e latticini, in 4 UN

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Universo Nordico una porzione corrispondente a circa 150170g a crudo. Considerate le significative differenze nutrizionali e organolettiche tra i vari prodotti ittici, è anche molto importante variare il tipo di pesce consumato, alternando la scelta tra pesce azzurro, pesce di piccola o di grossa taglia, pesce di acqua dolce o salata. Inoltre, il commercio offre varie alternative anche riguardo la forma di consumo del pesce, ulteriore opportunità per variare la scelta; sarebbe sempre preferibile prediligere il pesce fresco, ma esistono valide alternative anche di prodotti conservati (sott’olio o al naturale) e di prodotti surgelati, prestando sempre attenzione all’etichetta per scegliere prodotti di qualità e senza ingredienti aggiunti. Le varie tipologie di pesce consentono an- che di essere inseriti in una grande varietà di ricette, abbinati a verdure e cereali, permettendo un’ulteriore varietà nella dieta e nella rotazione settimanale degli alimenti. Per concludere, possiamo quindi dire alimento che non può mancare nella dieta di un atleta è sicuramente il pesce, grande fonte di proteine magre, ideali per favorire il recupero fisico e garantire una buona sensazione di sazietà nel tempo. Un altro motivo per il quale il pesce non può mai mancare è la presenza degli acidi grassi omega-3, ottimi per ridurre il tempo di guarigione da infiammazioni e per prevenire infortuni da stress, utilissimi anche per migliorare la lucidità mentale e ridurre i tempi di reazione, tutte componenti fondamentali per uno sportivo. Podio Under 23 maschile: da sx Lorenzo Romano, al centro Simone Daprà e a dx Giacomo Gabrielli UN 5

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UNA grande COLLANA PER CHI AMA LO SCI NORDICO

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Richiedi l’annuario Skirollistinews 2012, 2013, lo speciale Mondiali skiroll in Val di Fiemme e lo speciale Mondiali di Solleftea in inglese Hai perso qualche numero? acquistalo scrivendo a info@edizionitecniche.net

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UN SALTO NEL FUT Ho parlato molto poco in questi anni perché mi piace cercar di lavorare e costruire. Un allenatore mi ha ricordato: Un giorno ci hai detto. Da oggi non voglio più sentire la parola potenziale, voglio solo vedere i risultati sulle classifiche. 8 UN Ivo Pertile è nato il 12 agosto 1971 a sei anni ha cominciato a saltare. Fino a quattordici anni ho praticato sia il salto che la combinata nordica, avevo tanta forza esplosiva ma poca resistenza e così mi sono dedicato completamente al salto. Ha esordito in Coppa del Mondo il 30 dicembre 1986 ad Oberstdorf durante la 35a edizione della Tournée dei Quattro Trampolini vinta dall’austriaco Ernst Vettori. Ha preso parte a due Olimpiadi (1992 Albertville FRA – 1994 Lillehammer NOR) e a tre campionati mondiali (1991 Predazzo ITA

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TURO i intervista a Ivo Pertile

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Il personaggio del mese 1993 Falun SWE – 1995 Thunder Bay CAN). Il suo miglior risultato individuale è stato un quarto posto il 16 febbraio 1990 in Coppa del Mondo a Predazzo sul trampolino k90 ed un secondo posto a squadre il 3 marzo 1990 a Lahti FIN con Roberto Cecon e Virginio Lunardi. Nel 1997 ha smesso e con una scelta radicale si è allontanato dallo sport per sviluppare altre competenze e si è trasferito a Milano rimanendo all’interno della Guardia di Finanza. Ha continuato gli studi e si è laureato in Economia e Commercio nel 2004. Per un paio di anni ha collaborato con Eurosport in veste di commentatore delle gare di salto e combinata nordica. Durante le Olimpiadi di Torino 2006 è stato direttore di gara nelle prove di combinata nordica. Dal 2007 al 2014 ha ricoperto il ruolo di direttore agonistico di Salto e Combinata Nordica. È stato un bel periodo, avevamo cinque junior che hanno vinto diverse medaglie ai Mondiali. Nel 2010 è arrivata la medaglia di bronzo di Alessandro Pittin a Vancouver e poi l’argento di Elena Runggaldier ai Mondiali di Oslo nel 2011. Dopo Sochi ho ricevuto l’incarico di responsabile del settore giovanile per questo ultimo quadriennio. Seguo anche il gruppo dei ragazzi più giovani del Comitato Trentino in Val di Fiemme, coordino la produzione delle tute da salto per tutte le squadre nazionali e supporto Carlo Petrini per la formazione tecnici per la parte salto e combinata nordica. Puoi parlaci di questo quadriennio appena trascorso e di come avete strutturato il settore giovanile? Abbiamo iniziato facendo un’analisi degli atleti che avevamo a disposizione, analizzando le loro caratteristiche e su cosa dovevamo maggiormente lavorare per alzare l’asticella. Sappiamo bene che alcuni aspetti vanno sviluppati in determinati momenti della vita di un atleta perché si hanno delle risposte migliori, abbiamo cercato inizialmente di fare questo lavoro con i ragazzi che c’erano, poi abbiamo un po’ alla volta ampliato il gruppo e siamo scesi con l’età dei ragazzi. L’ultimo anno c’erano anche i ragazzi del 2003 nel gruppo ed abbiamo cercato di partire appena possibile con lavori di acrobatica, di allenamento propriocettivo, tutti gli esercizi di coordinazione e di abilità che hanno un ritorno molto importante quando gli atleti sono giovani, per poi creare le condizioni per inserire successivamente il lavoro specifico. Dobbiamo cercare di rendere più completi gli atleti perché per le nostre discipline le abilità e capacità coordinative sono veramente importanti per riuscire ad essere competitivi. I giovani come Alex Insam e le sorelle Malsiner stanno facendo molto bene, hanno fatto un grande risultato in America riportando medaglie di peso in Italia… In America, i ragazzi erano seguiti da Łukasz Kruczek, l’allenatore della squadra A. Alex è cresciuto al famoso college di Stams nei pressi di Innsbruck in Austria, man mano che i suoi risultati miglioravano con l’allenatore Kruczek hanno strutturato un bel percorso che è culminato con la medaglia d’argento, tra l’altro molto vicino al primo, un risultato molto importante. Te lo aspettavi? Alex era già aggregato alla squadra A, ha delle grandi capacità e anche una struttura fisica idonea per il nostro sport sicuramente gli addetti al lavoro lo vedono. È stato molto bravo perché da poter fare il risultato e farlo c’è una grossa differenza, alla fine contano le classifiche. Lo scorso anno ricordo un finale di stagione per lui veramente eccezionale con grandi prestazioni… Si, aveva fatto il record italiano, sicuramente è un atleta di grande valore. In un’altra nazione potrebbe avere una maturazione più progressiva, da noi ha fatto tutto il circuito di Coppa del Mondo e questo per l’Italia ci sta. Ha comunque ancora grandi margini di miglioramento. Dove possono secondo te arrivare le sorelle Malsiner? Manuela è già arrivata seconda in Coppa del Mondo, Lara ad inizio stagione è arrivata 8a e 9a a Lillehammer, considerando che è nata nel 2000 dei margini di crescita ci sono. L’importante è lavorare con serenità ma con tanta determinazione perché si sa che arrivare costantemente ad alti livelli è estremamente difficile, ma le capacità ci sono. C’è poi la giovanissima Jessica del 2002 e sta 10 UN

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Il personaggio del mese crescendo anche lei con grande impegno e grinta. Probabilmente fra poco le vedremo tutte assieme. Quanto è stato importante far venire in Italia un allenatore come Kruczek, far ritornare Paolo Bernardi dopo l’esperienza Americana e l’allenatore delle ragazze Janko Zwitter? Sono tecnici che hanno grande esperienza, hanno fatto risultati importanti. Non tutto è andato come ci si aspettava fino adesso, ci sono state sicuramente delle ottime cose. Per quanto riguarda Kruczek il suo curriculum parla da solo, non ha raccolto qui quello che meritava e anche per gli sforzi che ha profuso ma sicuramente è un tecnico che ha delle grandi capacità e che avrà anche l’intelligenza per elaborare le cose e per trovare una soluzione. Paolo Bernardi ha fatto tantissimi risultati, ha vinto con Sarah Hendrickson i Mondiali e la Coppa del Mondo, è sicuramente l’allenatore italiano che ha avuto maggiori successi, mi spiace che non sia riuscito a raccogliere in quest’annata quello che si sperava. Le ragazze sono molto giovani, Manuela Malsiner è al suo primo anno seniores, Lara è juniores ancora per due anni. Dietro di loro c’è un gruppetto di altre 7/8 ragazze giovani ma con buone capacità per cui ci sono buone prospettive. Possiamo ripercorrere i risultati di questo quadriennio? La cosa che mi fa maggiormente piacere è la progressione che c’è stata, perché a livello di Mondiali juniores, il primo anno abbiamo avuto il miglior piazzamento con Alex Insam 15° posto ad Almaty (KAZ) nel 2015. Aaron Kostner classe 1999, è cresciuto gradualmente con un 9° posto ai Mondiali di Rasnov in Romania nel 2016 e nuovamente nei dieci quest’anno a Kandersteg. Grandi prestazioni a Park City nel 2017 con la medaglia d’oro di Manuela Malsiner e l’argento di Alex Insam. Quest’anno a Kandersteg Lara Malsiner che è del 2000 e gareggiava con atlete del 1998 è giunta quinta, era arrivata sesta lo scorso anno a Park City. Nelle Alpen Cup il dato più significativo è il numero di atleti che sono riusciti ad entrare a punti e a fare podio, perché il primo anno sono stati 3 i podi, mentre quest’anno sono stati ben 17 i podi, con sette atleti diversi e cinque vittorie. Abbiamo avuto una crescita graduale con un picco decisivo quest’anno. Abbiamo partecipato al circuito della Youth Cup. Si tratta di competizioni per ragazzi molto giovani su trampolini più piccoli, i primi anni partecipavamo senza grossi risultati, c’è poi stato un acuto di Giovanni Bresadola che ha vinto una gara. L’anno successivo ci sono stati due podi e quest’anno due vittorie ed otto podi con quattro atleti diversi, per cui da un punto di vista del lavoro, avere più atleti che arrivano davanti ti dà delle conferme importanti. Quest’anno c’è stato l’infortunio di Samuel Costa dopo un’ottima stagione, ci si aspettava tanto da lui. Avete schierato ragazzi giovani in prove di Coppa del Mondo e alle Olimpiadi. È stato sicuramente un investimento per il futuro… Dispiace per quello che è successo a Samuel, perché è un atleta che ha dimostrato un valore altissimo ed è una pedina importante per l’Italia, una speranza è che torni più forte di prima perché sicuramente ha ancora margine di crescita. Ci sono dei ragazzi juniores che si stanno facendo sempre più spazio e quello che più di tutti in qualche modo ha trovato già spazio nella passato stagione è Aaron Kostner che ha vinto l’anno scorso il circuito di Alpen Cup, quest’anno ha preso parte alle Olimpiadi ed ha fatto sicuramente una bellissima esperienza in prospettiva futura. È uno stimolo fortissimo per i ragazzi che sono cresciuti con lui ed hanno avuto la fortuna di poter condividere la sua determinazione, la sua grinta, le sue capacità e in qualche modo cercheranno di emularlo. A che punto è il cammino della combinata femminile? La combinata femminile è partita in maniera un po’ embrionale in Alpen Cup lo scorso anno durante il circuito delle gare femminili di salto c’erano delle prove di corsa e con gli skiroll e pian piano sta prendendo piede. Quest’anno c’è stata la prima edizione del campionato del mondo juniores ma si è trattato di una prova dimostrativa su un trampolino un po’ più piccolo un HN 70. Nel 2019 è prevista la prima edizione ufficiale dei Mondiali juniores e poi c’è una road map della Fis che prevede la Coppa del Mondo nella prossima stagione. Nel 2021 ci sarà la prova ai Mondiali di Oberstdorf con l’obiettivo delle olimpiadi 2022. UN 11

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Il personaggio del mese La Fis ha già preparato il protocollo da presentare al CIO per far diventare la disciplina olimpica, a giugno verrà presa una decisione. Se diventerà olimpica ci saranno dei passi da fare. Noi abbiamo alcune ragazze che sono brave a saltare e fanno bene anche nel fondo e alcune sono orientate in quella direzione, siamo direi a buon punto anche rispetto ad altre nazioni. La Germania è già molto avanti, hanno tantissime atlete. Tutto dipenderà dalla decisione del CIO. Già nel 2006 si parlava di salto femminile, poi nel 2010, la prima edizione è stata però nel 2014 a Sochi. I segnali che arrivano dalla Fis sono tutti estremamente ottimisti perché anche al Mondiale junior dimostrativo c’era un buon numero di atlete ed un buon livello. Adesso bisogna aspettare giugno per capire quale sarà il percorso. Dove sono localizzati i trampolini in Italia? I trampolini li troviamo a Predazzo, Pellizzano in Val di Sole, Tarvisio in Friuli e in Val Gardena. Sono quattro centri attivi in maniera stabile con degli atleti. Tarvisio è vicino al centro di Planica che ad oggi è il miglior centro al mondo come impianti e strutture. Predazzo ha un centro completo, in cui stanno adesso facendo i lavori per riattivare il trampolino K60 che serve per passare dai trampolini più piccoli a quelli che vediamo in televisione. Era più di 10 anni che mancava, adesso stanno facendo dei lavori e dovrebbe essere pronto per l’inverno perché sicuramente è un toccasana per il movimento. Nel frattempo gli atleti hanno sempre viaggiato dall’Italia all’Austria per riuscire a fare questo scalino intermedio necessario per la crescita degli atleti. Analogo discorso per Pellizzano. C’è un trampolino da 60 metri che dovrebbe essere costruito prossimamente, bisognerà aspettare i tempi della burocrazia, ma c’è stata una dichiarazione pubblica del presidente della provincia sulla realizzazione. In questo momento nel salto maschile, femminile e combinata maschile e femminile ci siamo con diversi atleti. Quello che succede storicamente in Italia, è che quando l’alto livello fa fatica, si fanno delle grosse fiammate nel settore giovanile. Quando invece ci sono molti atleti ad alto livello e gli allenatori sono impegnati nei vari circuiti c’è a volte un po’ di sofferenza. Di sicuro alla base abbiamo alcuni sci club molto attivi che fanno molto. I numeri non sono grandi, dovremo sicuramente potenziarli e bisognerà condividere anche con le realtà quale può essere il modo migliore per incidere meglio e cercare di riportare in attività qualche centro che nel frattempo si è spento per carenza di atleti e di allenatori. C’è molto lavoro da fare, bisognerà fare un progetto e anche probabilmente lavorare su delle leve incentivanti per rimpolpare i numeri della parte giovanile che sono un po’ striminziti. Vuoi fare dei ringraziamenti? Voglio ringraziare il Presidente, il segretario generale, tutto il personale della federazione soprattutto per gli investimenti che ci sono stati concessi e la fiducia che hanno avuto nei nostri confronti. Ringrazio il Direttore Sportivo che ha dato l’anima, ha messo un sacco di passione per cercare di supportarci e sopportarci e di agevolare il più possibile l’attività. Anch’io sono stato in quel ruolo, tante cose non si vedono ma ci sono un sacco di sacrifici e fatiche, ma che sono estremamente importanti per cercare di far funzionare l’attività al meglio. Un ringraziamento particolare va agli allenatori e skiman che hanno lavorato nel settore giovanile: Andrea Bezzi, Roberto Cecon, Enzo Delladio, Pier Ettore Gabrielli, Michael Lunardi e Fabio Selle. Ringrazio inoltre gli Sci Club e i Comitati per il prezioso lavoro che fanno, è la base da cui parte il futuro. 12 UN

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