L'arte del coro aprile 2018

 

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Quadrimestrale L'Arte del Coro #1 2018

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L’Arte del Coro Quadrimestrale di coralità, arte e cultura dell’Associazione Corale “Benedetto Marcello” anno IV – n. 1 – aprile 2018

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L’ARTE DEL CORO Quadrimestrale di coralità, arte e cultura fondato da Maria Teresa Carloni Anno IV – n. 1 – aprile 2018 Direttore della Rivista Luigi Ciuffa Direttore Artistico Giancarlo Catelli Redazione Tutti gli associati 2 Hanno collaborato a questo numero: Alessandra Carloni Giancarlo Catelli Luigi Ciuffa Loredana Errigo Chiara Felice Alfreda Incelli Augusto Livieri Federica Stacchi Associazione Corale “Benedetto Marcello” www.coralebenedettomarcello.it mail: info@coralebenedettomarcello.it “Associazione Corale Benedetto Marcello”

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Sommario EDITORIALE DI LUIGI CIUFFA 4 LA MUSICA NELLE ARTI FIGURATIVE ICONOGRAFIA MUSICALE - IL 700: ”CLASSICISMO” O “NEOCLASSICISMO” ? DI ALESSANDRA CARLONI 6 LA CAPPELLA MUSICALE DI SAN PETRONIO SAN PETRONIO: LA STORIA DELLA COSTRUZIONE DI CHIARA FELICE SAN PETRONIO: ARCHITETTURA E STILE DI CHIARA FELICE SAN PETRONIO: IL CONTESTO SOCIO POLITICO DI LOREDANA ERRIGO E AUGUSTO LIVIERI LA CAPPELLA MUSICALE E GLI ORGANI DI SAN PETRONIO DI ALFREDA INCELLI LA CAPPELLA MUSICALE NELLA STORIA DI GIANCARLO CATELLI 10 14 17 20 24 UN MUSICISTA DA RICORDARE MAURIZIO CAZZATI DI GIANCARLO CATELLI MAURIZIO CAZZATI - MAGNIFICAT OP. 37 DI LUIGI CIUFFA 28 31 LO SAPEVATE CHE… LA MERIDIANA DI SAN PETRONIO DI ALFREDA INCELLI MARIA ANNA ELISA BONAPARTE A BOLOGNA DI FEDERICA STACCHI WOLFGANG AMADEUS MOZART A BOLOGNA DI ALESSANDRA CARLONI LE CAMPANE DI SAN PETRONIO DI ALFREDA INCELLI GIOSUÈ CARDUCCI E SAN PETRONIO DI FEDERICA STACCHI LA CAPPELLA PALATINA E IL MALCOSTUME DEI MUSICISTI DI GIANCARLO CATELLI LA BASILICA DI SAN PETRONIO È ATTUALMENTE CONSIDERATA OBBIETTIVO SENSIBILE DEL TERRORISMO ISLAMICO? DI ALESSANDRA CARLONI 35 36 37 38 40 41 42 3

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A MARIA TERESA EDITORIALE di Luigi Ciuffa Cari lettori, il primo numero del 2018 riporta la nostra attenzione su di una Cappella musicale italiana, quella della basilica di S. Petronio a Bologna. Probabilmente meno nota di altre, anche perché cessò la sua attività nel 1926 per riprenderla solo negli ultimi decenni, fu tuttavia molto importante nei secoli passati. Oltre a Maurizio Cazzati, la cui figura troverete trattata con maggior evidenza, sono molti i musicisti che a vario titolo fecero parte di questa antica istituzione. Basti citare Bononcini, Torelli, Perti, che molto influenzarono la nascita e lo sviluppo della musica strumentale dell'epoca. 4 Infatti, come avrete modo di leggere, lo stile delle musiche eseguite in S. Petronio, da Cazzati in poi, fu caratterizzato dall'impiego di ricche compagini strumentali, formate oltre che dagli archi anche dagli ottoni, seguendo una pratica stilisticamente molto simile a quella policorale veneziana. Dai ricchi articoli sulla storia della basilica, della sua costruzione, sull'architettura e sui beni artistici in essa conservati, tra tutti i due organi quattrocinquecenteschi, emerge poi in tutta la sua evidenza la grandezza e l'importanza di S. Petronio per l'arte italiana in genere.

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Molto interessante, come al solito e particolarmente ricca la rubrica del Lo sapevate che…. Per finire vi aggiorno su alcune manifestazioni di rilievo che hanno coinvolto recentemente l'Associazione Benedetto Marcello. La rivista “Studi Cattolici”, nel numero di gennaio 2018, ha riportato una lusinghiera recensione della nostra rivista, l’Arte del coro. Il M° Carlo Alessandro Landini, autore della recensione, mette in evidenza la meritoria opera di diffusione della cultura corale operata dalla nostra associazione. Il 30 Gennaio u.s. la Cappella musicale di S. Maria in Via ha tenuto un concerto di polifonia sacra "Per la pace", presso la Chiesa di S. Maria della Visitazione e San Francesco di Sales, in Roma. Il concerto è stato organizzato dall'Ispettore generale dei cappellani delle carceri, Don Raffaele Grimaldi, in collaborazione con l'Associazione corale Benedetto Marcello e la Comunità di S. Egidio in un clima di fratellanza e pace tra persone di diverse culture e religioni. Durante il concerto è stato eseguito l”Alleluia” composto da Maria Teresa. In occasione della Giornata internazionale della donna, venerdì 9 marzo, presso l'Auditorium e la Biblioteca del Conservatorio Nicolini di Piacenza si è svolta la manifestazione "Le donne e la musica". Tra i vari pezzi in programma è stata eseguita anche "Beltà celeste" op. 8 del 2002 per violoncello e pianoforte di Maria Teresa Carloni. Gli esecutori sono stati Susanna Tagliaferri (vc) e Tommaso Battilocchi (pf). Nella mostra che ha arricchito e completato la manifestazione sono stati esposti anche manoscritti e spartiti di Maria Teresa. 5

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LA MUSICA NELLE ARTI FIGURATIVE ICONOGRAFIA MUSICALE - IL 700: “CLASSICISMO” O “NEOCLASSICISMO”? di Alessandra Carloni Continuando il nostro percorso di lettura della storia della musica attraverso l’arte, giungiamo ad un punto di difficile interpretazione. Siamo partiti da uno studio iconografico come strumento per la comprensione della realtà musicale, in assenza di documenti in forma scritta, sia per quanto riguarda la nascita e lo sviluppo delle varie forme musicali, sia dei singoli strumenti musicali, sia per il formarsi delle partiture. Abbiamo poi visto come la rappresentazione iconografica confermi le nostre conoscenze acquisite dalle fonti scritte, fino allo studio dell’evoluzione degli strumenti musicali nel 600 durante il periodo “Barocco”. Siamo giunti al 700: ho titolato classicismo o neoclassicismo? Se si chiede cosa è la letteratura classica è probabile la risposta sarà sicuramente quella dell’antichità greco-romana; se si chiede cosa sia l’arte classica è quasi sicuro che parlerà dei greci del V, IV secolo a.C.. Domandando cos’è la musica classica sicuramente verranno indicati Haydn, Mozart e Beethoven. È evidente che vi siano svariati secoli di distanza nella concezione di classicismo, fra le varie arti, ma possiamo notare che la definizione di “Classico”, data al periodo musicale del 1700, corrisponde nelle altre discipline a quello che viene chiamato periodo “Neo-classico”. Ma troviamo realmente la corrispondenza fra il classicismo musicale e il neoclassicismo nella storia dell’arte? Il 700 è il periodo dell’”Illuminismo”, una corrente filosofica che cerca di «illuminare» la mente degli uomini per liberarli dalle tenebre dell’ignoranza, della superstizione, dell’oscurantismo, attraverso la conoscenza e la scienza. Il pensiero illuministico pone a suo fondamento la ragione, la cui forma perfetta è la “Scienza”, con la tecnica ad essa connessa. La “Scienza” diventa l’attività pilota della società. Seguendo lo schema indicato da Carlo Giulio Argan l’arte, nei confronti del pensiero scientifico, ha tre possibilità: 1) differenziarsi, perseverando nelle proprie tecniche tradizionali; 2) adeguarsi, adottando metodi di ricerca scientifici; 3) divenire una scienza autonoma, cioè scienza del bello, estetica. Nel primo caso abbiamo lo sviluppo estremo del barocco, cioè il “Rococò”. Esaminiamo gli altri due casi. Le parole d'ordine nella filosofia del Settecento e nel razionalismo illuminista sono: ordine, equilibrio e simmetria che vengono ricercati ed ottenuti attraverso regole scientifiche. Questi, però sono anche i principi della musica “Classica”; possiamo accorgercene facilmente ascoltando Haydn, Mozart e Beethoven: un esempio su tutti la sinfonia n. 40 in Sol Minore di Mozart, opera che Schumann accosterà ai criteri ideali di bellezza greca. È facile in questa sinfonia apprezzare la regolarità e la

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chiarezza (l’ordine, l’equilibrio e la simmetria) che sono caratteristiche della musica classica. Non bisogna fraintendere però regolarità con monotonia: infatti la musica può dar voce ai sentimenti più profondi dell'animo umano. In tutte le forme musicali settecentesche, sinfonie, sonate e concerti, ritroviamo la “regolarità e chiarezza” che abbiamo visto nell’opera di Mozart citata prima. Infatti tutte queste forme musicali sono accomunate dalla forma sonata. Lo schema della forma sonata prevede l’”Esposizione” di un primo tema d’apertura (A) ed un secondo (B), collegati da una serie di modulazioni armoniche; dopo questa “esposizione” avviene l’elaborazione (Sviluppo) dei due temi negli elementi fondamentali come: timbro, ritmo, armonia, durata delle note, intensità, articolazione (legato o staccato). Alla fine di questo processo ritroveremo i due temi A e B riesposti nella forma originale, ma con il tema B presentato nella stessa tonalità di A (Ripresa). Questo procedimento conferisce al brano varietà e coerenza, mantenendo vivi l'interesse e l'attenzione dell'uditore. Ecco, possiamo vedere come la musica classica raggiunga i suoi massimi livelli adottando metodi scientifici, portando, cioè, alla sua massima espressione tutte le regole del contrappunto. 7

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E questo viene anche teorizzato: è del 1725 la pubblicazione del trattato “Gradus ad Parnassum” del teorico e compositore austriaco Johann Joseph Fux, che codificò in modo sistematico le tecniche contrappuntistiche, ripartendole in varie fasi, dalla semplice alla complessa. Possiamo quindi affermare che la musica nel 700 adotta metodi di ricerca scientifica. Veniamo ora all’arte figurativa neoclassica. Il neoclassicismo ha diversi punti di similitudine con il Rinascimento: come questo fu un ritorno all’arte antica e alla razionalità. Ma le differenze sono sostanziali: la razionalità rinascimentale era di matrice umanistica e tendeva a liberare l’uomo dalla trascendenza medievale, la razionalità neoclassica è invece di matrice illuministica e tendeva a liberare l’uomo dalla retorica, dalla ignoranza e dalla falsità barocca. Il ritorno all’antico, per l’artista rinascimentale era il ritorno ad un atteggiamento naturalistico, nei confronti della rappresentazione, che lo liberasse dal simbolismo astratto del medioevo; per l’artista neoclassico deve invece riuscire a realizzare una filosofia del bello, una scienza del bello. Nasce come un desiderio di semplicità rispetto all’arte barocca, ma è comunque alla ricerca della grandiosità. Attraverso il recupero delle forme classiche, tende alla perfezione, alla simmetria e alla chiarezza. Vi è la ricerca, anche teorica, di un fondamento razionale del bello, attraverso l’indagine storica delle fonti. Antonio Canova Amore e Psiche (Parigi: museo del Louvre)

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Per l’arte neoclassica, l’antico non è un riallacciarsi alle fonti storiche attraverso l’archeologia, ma la ricerca della bellezza ideale, attraverso la filosofia: per i suoi maggiori rappresentanti infatti l’arte è estetica (Canova) ed etica (David) Possiamo quindi affermare che le arti figurative neoclassiche, contrariamente alla musica del 700, si fondano come scienze autonome, cioè come scienza del bello. Jacques-Louis David La morte di Marat (Bruxelles: Museo Reale delle Belle Arti del Belgio) Per completezza è bene evidenziare che la critica contemporanea ha dato il nome di neoclassico all’indirizzo estetico musicale sviluppatosi tra la prima e la seconda guerra mondiale, consistente in un ritorno con sensibilità moderna ai moduli stilistici e formali della musica del settecento e di quella precedente. BIBLIOGRAFIA: - G. C. Argan: Storia dell’arte italiana; - Enciclopedia Treccani; - Il Cricco di Teodoro: Itinerario nell’Arte; - B. Leone: Il Neoclassicismo nella letteratura e nell’arte; - G. Pestelli: L’età di Mozart e di Beethoven EDT.

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LA CAPPELLA MUSICALE DI SAN PETRONIO SAN PETRONIO: LA STORIA DELLA COSTRUZIONE di Chiara Felice San Petronio e piazza Maggiore (www.basilicadisanpetronio.org) La basilica di San Petronio, situata a duomo cittadino costruito per volontà piazza Maggiore, nel cuore di ecclesiastica. Bologna, ebbe una costruzione lunga In accordo al mutato clima politico e complessa e rappresenta uno degli nel 1389 i gonfalonieri a capo del ultimi esempi di gotico italiano; la consiglio dei quattrocento (Bologna costruzione inizia alla fine del XIV stava sperimentando una forma di secolo e per certi aspetti si può ‘governo popolare’ della borghesia) considerare ancora indirono la costru- incompiuta! zione di un nuovo Per le sue imponenti grande duomo, un dimensioni è tra le vero e proprio più grandi basiliche monumento agli ideali d’Italia e d’Europa, comunali di libertà ed nonostante non sia la autonomia eretto per chiesa episcopale volontà civica, in della città. Il motivo aperta polemica con è forse da ricercarsi le autorità ecclesiasti- proprio nelle che. singolari vicende Del progetto iniziale della costruzione della basilica: alla fu incaricato Antonio di Vincenzo, esperto fine del medioevo Bologna era molto popolosa e puntava a Inquadramento planimetrico di San Petronio e di piazza Maggiore (Google Earth) architetto dell’epoca, che realizzò numerosi elaborati ed un rivaleggiare con le due grandi città modello in legno in scala 1/12; vicine, Milano e Firenze. Queste sembra che la visione dell’architetto ultime avevano avviato la fosse quella di una basilica a croce costruzione di due grandi basiliche, latina a tre navate con transetto e mentre Bologna già possedeva un coro con deambulacro e cappelle 10

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radiali. Le dimensioni dovevano essere veramente imponenti (10 campate quadrate di 19 metri per lato, per un totale di 190 metri!), completate da 4 campanili, uno per ciascuna delle cappelle d’angolo nell’incontro tra le navate ed il transetto. Le proposte di Baldassare Peruzzi (1522) (www.foliamagazine.it) Di questo iniziale progetto tuttavia abbiamo solo una descrizione, in quanto il materiale tecnico ed il modello vennero inspiegabilmente distrutti nel 1402, proprio in concomitanza con la morte di Antonio di Vincenzo. della facciata (generalmente i cantieri delle grandi basiliche cominciavano dalla parte dell’abside, dove è posto il presbiterio, per poter celebrare le funzioni prima del completamento della chiesa in quanto la costruzione durava per generazioni). La proposta di Giulio Romano (1545) (www.foliamagazine.it) Fino a quel momento, contrariamente alla prassi, erano state realizzate solo due campate, le navate laterali complete di volte e quattro cappelle laterali dalla parte La proposta di Andrea Palladio (1572) (www.foliamagazine.it) A questo punto la costruzione di San Petronio entra in un gioco di poteri politici tra chiesa e municipio che ne rallentano di molto il completamento: approfittando della morte dell’architetto il legato

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pontificio Baldassarre Cossa, fervente oppositore della costruzione della basilica, vendette il materiale edile del cantiere impedendo il proseguimento dei lavori. Baldassarre Cossa è forse più conosciuto come la torbida figura di Giovanni XIII, l’antipapa che nel periodo Avignonese successe ad Alessandro V, che si rumoreggia addirittura abbia fatto avvelenare. Il Cossa fu più tardi deposto dal concilio di Costanza per simonia, scandalo e scisma, nonché per i fatti relativi alla nostra basilica di San Petronio. Nel frattempo i lavori della fabbrica del duomo proseguirono a rilento: nel 1425 Jacopo della Quercia fu incaricato di decorare il portale maggiore, che lasciò incompleto alla sua morte nel 1438; orientativamente si erano completate cinque delle iniziali campate e si stava lavorando alla sesta, l’ultima ad essere realizzata. Nel XVI secolo venne nominato ingegnere Arduino Arriguzzi, che completò il portale maggiore e i due portali minori (1518-1530). inequivocabile: la città è sotto dominio papale. La statua fu distrutta nel 1511 dai seguaci dei Bentivoglio, famiglia oppositrice del pontefice, nel tentativo di riappropriarsi della città. A partire da 1514 si aprì una nuova fase per la costruzione del duomo; l’Arriguzzi, ispirato dalla straordinaria cupola di Brunelleschi a Firenze, voleva completare San Petronio espandendo l’originale progetto sino a renderla la più grande chiesa della cristianità: con i suoi 224 metri di altezza e 158 di larghezza, sulla basilica avrebbe dovuto troneggiare una grandiosa cupola, poggiante su otto enormi e poderose pilastrate, sulla definizione del transetto con quattro campanili ai lati delle relative facciate, l'ampia abside con deambulatorio e dodici cappelle radiali. La grandiosa basilica, assieme allo Stadium (l’università) doveva affermare la rilevanza di Bologna anche a livello europeo. Sebbene la costruzione non sia mai stata ultimata, il modello ligneo è tuttora visibile nel museo del duomo. La proposta di Francesco Morandi (1571) (www.foliamagazine.it) Per un breve periodo la facciata ospitò una statua in bronzo di Giulio II realizzata da Michelangelo; si trattava di un gesto politico 12 La proposta di Mauro Tesi (1749) (www.foliamagazine.it) Nel frattempo l’egemonia del papato sulla città venne ribadita a più riprese: proprio a San Petronio venne incoronato Carlo V nel 1530 (Roma, dopo il sacco dei lanzichenecchi, era

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stata scartata); pochi anni più tardi, nel 1562, Papa Pio IV volle dare la priorità agli edifici circondanti la basilica. Venne edificato al posto del transetto sinistro un Archiginnasio, nonostante le proteste del senato bolognese, finanziato con le risorse pontificie, completato in tempo record; si trattava della sede unica e stabile dell’università di Bologna. I lavori della basilica si arenarono allora sulla diatriba del completamento della facciata, per la quale vennero proposti numerosi progetti. Anche il completamento delle coperture generò un lungo dibattito. C’erano due scuole di pensiero: da un lato chi sosteneva che l’altezza delle volte dovesse essere quella di un triangolo equilatero avente per base la larghezza della facciata, secondo l’originario progetto di Antonio di Vincenzo, dall’altra parte chi preferiva proseguire con le proporzioni più tozze della volta già realizzata sulla quinta campata. Furono persino realizzati due modelli lignei per valutare le due opzioni; tuttavia non si pervenne ad una decisione ed ancora una volta nel 1594 il Papa, allora Clemente VIII, dispose la chiusura del cantiere. Le volte furono completate solo nel 1658: si accolse la proposta di Girolamo Rainaldi di una altezza intermedia, accettata dai fabbricieri. Sempre in quegli anni fu costruita l’abside, mentre si rinunciò ai lavori dei transetti, tuttora solo abbozzati, ed al completamento della facciata. Ultimati gli ultimi dettagli, come le vetrate ed il ciborio, i lavori si considerano conclusi. È il 1663. La facciata principale di S. Petronio (www.foliamagazine.it) 13

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LA CAPPELLA MUSICALE DI SAN PETRONIO SAN PETRONIO: ARCHITETTURA E STILE di Chiara Felice LA PLANIMETRIA E L’INTERNO San Petronio è composta da un impianto basilicale a tre navate, ciascuna composta da sei campate a rapporto obbligato (la navata principale è esattamente il doppio delle laterali). La navata principale termina con un’abside, mentre le laterali hanno terminazione retta, conclusione piuttosto brutale nella quale si palesa l’incompiutezza dell’edificio. Sulle navate laterali si innestano undici cappelle per lato, lungo tutta la lunghezza della chiesa. All’altezza del coro sono presenti due corpi appena sporgenti oggi adibiti a museo e sagrestia: sono ciò che rimane dell’iniziale progetto di un transetto. La sagrestia è decorata con una vasta serie di dipinti che rappresentano gli episodi della leggendaria vita di S. Petronio, eseguiti tra 1708-1713, mentre il museo contiene manufatti raccolti nel tempo circa l’evoluzione della basilica. Le campate sono scandite da grandi pile nervate in mattoni sagramati, con basi elaborate e capitelli a foglie in arenaria di Varignana, e sono coperte da volte a crociera. Le pareti sono intonacate di bianco mentre i costoloni, i sostegni e le cornici presentano un colore rossiccio tipico del mattone cotto. Nonostante le nervature che scompongono i pilastroni, lo spazio è scandito più dalla bicromia che dalla luce stessa: la basilica infatti non è orientata in modo tradizionale, con l’abside ad est e la facciata ad ovest, bensì in senso sud-nord; ciò comporta una luce tendenzialmente 14 diffusa lungo tutto l’arco della giornata, che penetra dalle aperture circolari delle fiancate, e non esalta i contrasti delle nervature stesse. La planimetria di S. Petronio (www.musicaantiqva.com) Nonostante l’altezza della struttura (le volte raggiungono quasi 45 metri) l’intento non è quello di esasperare la verticalità: il gusto italiano predilige proporzioni più ‘classiche’ anche nel gotico, mantenendo un certo rapporto tra lunghezza ed altezza, dimensioni della navata principale e laterali. Il presbiterio è rialzato, mettendo in evidenza il ciborio del Vignola. Sull’odierna cappella delle reliquie si imposta il campanile, costruito da Giovanni da Brensa tra 1481 e 1492, caratterizzato da volumi chiari e semplici; la cella campanaria ospita

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quattro campane ‘la grossa, la mezzana, la scolara e la piccola’ che suonano secondo il caratteristico sistema bolognese ‘a doppio’ per le feste, oppure, seguendo il tempo musicale, ‘a scappata’ compiendo un giro completo di 360° rispetto ai sostegni. Degna di nota è inoltre la meridiana di Domenico Cassini, antico strumento per la misurazione del tempo, che sostituiva la precedente meridiana di Danti, inutilizzabile con il completamento della basilica stessa; la precisione dello strumento fu controllato a più riprese per adattarsi ai cedimenti della struttura. Cassini, anziché porre il foro nella parete come aveva fatto Danti, decise di eseguirlo alla sommità di una delle volte della navata sinistra. punto in cui le colonne della chiesa non impedissero lo sviluppo al suolo della Linea, la quale doveva avere un obbligato percorso Nord-Sud. La meridiana indica il momento in cui il sole è ‘in meridie’, ovvero il mezzogiorno vero locale; da ciò, tramite operazioni trigonometriche, si può risalire all’inclinazione dei raggi solari al mezzogiorno, usato per calcoli astronomici di grande precisione, quali la determinazione dei solstizi. LA FACCIATA E L’ESTERNO La facciata di San Petronio è del tipo a salienti, che rende leggibile in alzato la struttura della pianta; presenta una finestra in asse con il portale principale e tre portali d’ingresso riccamente decorati. Tuttavia ciò che per primo si nota è l’incompiutezza della facciata stessa, divisa nettamente in una fascia decorata in marmi policromi e la restante e ‘nuda’ in mattoni. Vista di San Petronio (www.tumblr.com) La linea avrebbe occupato molta parte di tale navata, concludendo il suo ultimo tratto in quella centrale; per far questo si doveva scegliere un L’interno di San Petronio (www.tumblr.com) 15

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