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UP! aprile 2018

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POSTE ITALIANE SPA - SPED. A.P. - D.L. 353/03 ART. 1, CM. 1, DCB MI È ora! Non ci sono più scuse. Le NTC 2018 agevolano l’accesso al Sismabonus. È ora di ricostruire l’Italia.

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L’ESSENZIALE È CHE TI SOMIGLI Essential è la linea Scrigno dedicata alla creatività. Non solo controtelai, ma porte filomuro dal design essenziale: dove stipiti e cornici scompaiono. Così la parete è più libera, proprio come te di dare spazio all’arredo. Perché offrire soluzioni originali è la nostra idea fissa da oltre 25 anni. www.scrigno.it Scrigno® è un marchio registrato.

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Consigliano UP! Legnami - Controtelai - Pellets ® MAGAZINE PROGETTI | ARCHITETTURA | EDILIZIA BigMat è presente in Europa con oltre 900 Punti Vendita di materiali per costruire, ristrutturare e rinnovare casa. Direzione, Redazione, Abbonamenti e Amministrazione BigMat Italia S.c.p.a. Via Roma 74 - Centro Direzionale Colombirolo 20060 Cassina de’ Pecchi - Milano T. +39 02 95344836 F. +39 02 95341232 E-mail: info@bigmat.it Comitato di redazione Rosita Bacis, Massimo Bussola, Davide A. Milani, Francesca Negri, Pierluigi Sabato, Anna Maria Sciorelli, Dayana Venturiello Ufficio commerciale - Vendita spazi pubblicitari BigMat Italia S.c.p.a. Via Roma 74 - Centro Direzionale Colombirolo 20060 Cassina de’ Pecchi - Milano Direttore responsabile Francesca Negri Consulenza editoriale CommFabriK Srl Hanno collaborato a questo numero Sara Frumento, Cleo Fuentes, Stefano Guolo, Alessandra Guzzi, Francesca Negri, Michela Pesenti, Rosa Santavite, Cristina Serra, Carlo Vacca Grafica e Impaginazione CommFabriK Srl Registrazione N° 240 del 03/05/2011 Tribunale civile e penale di Milano Come abbonarsi Per abbonarsi iscriversi su www.bigmat.it/community Spedizione gratuita Stampa Industrie Grafiche Pacini Via Gherardesca, 1 - 56121 Pisa Ospedaletto (PI) Tiratura del presente numero: n. 22.000 copie Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati dalla rivista è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione dell’Editore. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti, anche se non pubblicati, e l’Editore non si assume la responsabilità nel caso si tratti di esemplari unici. L’Editore non si assume la responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati o di errori incorsi nella riproduzione sulla rivista. Periodicità: quadrimestrale Poste Italiane Spa - Sped in a.p. D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c. 1 - DCB Milano Ai sensi del D. Lgs 196/2003, informiamo che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per l’invio delle pubblicazioni edite da BigMat Italia S.c.p.a. Telefonando o scrivendo alla redazione è possibile esercitare tutti i diritti previsti dall’articolo 7 del D. Lgs. 196/2003. L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. Ovviamente è a piena disposizione per assolvere a quanto dovuto nei loro confronti. Questo volume è stato realizzato gaeImnepraattteodZaellrao©p.roLdeuezmionisesieonsitadmi CpOa2sono state compensate mediante crediti di carbonio provenienti da interventi di creazione e tutela di foreste in crescita.

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N. 25 A P R I L E 2018 MAGAZINE PROGETTI | ARCHITETTURA | EDILIZIA L’illustrazione per la copertina di STYLEUP! è a cura di Fabio Buonocore 6 SONO ARRIVATE LE NUOVE NTC 2018 44 A ROMA SORGE LA CITTÀ DEL SOLE 29 SPECIALE EDILIZIA SCOLASTICA ANTISISMICA 14 PIÙ SICUREZZA PER TUTTI 10 PROGETTISTI AL CENTRO Intervista ad Andrea Barocci, uno dei maggiori esperti di antisismica in Italia 18 IL RISCHIO SISMICO IN ITALIA La mappa completa degli edifici da risanare e degli abitanti a rischio sismico 20 COME RENDERE PIÙ SICURA LA TUA CASA Carrellata di prodotti e tecniche per una maggiore sicurezza strutturale 26 RISANARE LE SCUOLE D’ITALIA Fondi, app e concorsi per ristrutturare il patrimonio di edilizia scolastica nazionale 48 LE PRIME SCUOLE ITALIANE CERTIFICATE ITACA Il fiore all’occhiello dell’edilizia scolastica italiana con BigMat 67 RUBRICHE Voci dal mondo delle costruzioni 78 BIGMAT NEWS Novità dal mondo BigMat 52 IL VALORE DELLA PARTNERSHIP 55 STYLEUP! APPROFONDIMENTI DAL MONDO DEL DESIGN SHOWROOM D’INTERNI, RIVESTIMENTI E ARREDOBAGNO A CURA DELLA REDAZIONE DI UP! Aprile 2016 UP! 3

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LL’E’DEITODRIAILTE ORIALE di Rocco Alfano Presidente BigMat Italia Cari Lettori, il 2018 si è aperto con un’importante novità per il nostro settore: le nuove Norme Tecniche delle Costruzioni. In particolare, il capitolo 8 delle NTC 2018 ha introdotto alcune interessanti opportunità per gli interventi sugli edifici esistenti, con un sostanziale cambiamento di filosofia rispetto alle norme precedenti: si è passati dalla “sicurezza” a una richiesta di “riduzione del rischio sismico”. La “cultura della sicurezza” è entrata nella vita di tutti noi, nei cantieri, nelle aziende, negli uffici pubblici, ma va anche detto che questa “cultura della sicurezza” non sempre garantisce anche la “sicurezza della cultura”. Per questo motivo, ossia per dare il nostro contributo nella diffusione culturale delle nuove normative, abbiamo deciso di dedicare questo nuovo numero di UP! alle NTC 2018 con particolare focus sui temi dell’antisismica. Il nuovo anno per BigMat è iniziato con il solito entusiasmo e con una serie di appuntamenti di rilievo. In primo luogo il BigMarket, la fiera commerciale di BigMat (già presente in altri Paesi BigMat come Belgio, Francia e Spagna) il cui obiettivo è rafforzare la partnership tra produttori e Punti Vendita, ma anche condividere le reciproche competenze, per affrontare al meglio il mercato attuale e sviluppare insieme nuove opportunità di business con la possibilità di scoprire in anteprima nuovi prodotti e assistere a dimostrazioni dal vivo presso gli stand delle aziende. L’edizione italiana del 2018, che si è svolta come di consueto alla Fortezza da Basso di Firenze a marzo, conferma gli esisti positivi e i risultati delle passate edizioni (in crescita): 780 in totale i partecipanti tra titolari, responsabili acquisti di 100 soci BigMat – che rappresentano la quasi totalità dei Punti Vendita del Gruppo – e 96 fornitori partner leader nel loro settore. Continua poi anche quest’anno il programma loyalty “BigMat ti premia” che, dall’inizio dell’attività nel 2016, ha distribuito oltre 2.000 premi ai clienti fidelizzati. Da aprile è disponibile la nuova collezione di premi del catalogo 2018 (in tutti i Punti Vendita aderenti e sul sito www.bigmat.it). In più da quest’anno c’è un’altra novità: i possessori della Big Card potranno accumulare punti in tutti i negozi BigMat aderenti all’iniziativa e non solo in quello in cui è stata rilasciata la Card. Il programma si rivolge sia ai clienti professionali (con partita IVA) sia ai clienti privati. E a questi ultimi in particolare è stato dedicato lo spot BigMat che per la quarta volta è apparso sulle reti nazionali con oltre 1.400 passaggi messi in onda da metà febbraio su Rai, Sky, Discovery (Dmax, RealTime, Focus e Discvery Channel) e per la prima volta su La7. Non mi resta che augurarvi una buona lettura di UP!. ! Rocco Alfano Presidente BigMat Italia Aprile 2018 UP! 5

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Dal 22 marzo sono entrate in vigore le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, che sostituiscono in toto le precedenti del 2008 e introducono importanti novità, soprattutto in tema di antisismica. di Stefano Guolo 6 UP! Aprile 2018

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D opo dieci anni esatti arrivano le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC), che fissano i principi da seguire nel progetto, nell’esecuzione e nel collaudo delle costruzioni, nonché le prestazioni che gli edifici devono raggiungere in termini di resistenza meccanica e di stabilità. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso febbraio, le nuove NTC 2018 sono entrate in vigore il 22 marzo e prevedono diverse novità nell’approccio statico progettuale geotecnico, ma la più sostanziale – rispetto al testo del 2008 – riguarda l’adeguamento antisismico degli edifici esistenti (capitolo 7), che dovrà rispettare requisiti meno stringenti rispetto a quelli che saranno applicati alle nuove costruzioni. L’obiettivo è quello di consentire la realizzazione di interventi di ristrutturazione con costi sostenibili e di facilitare l’accesso al Sismabonus, la detrazione fiscale destinata all’adeguamento antisismico degli edifici (vedi pag. 14). In particolare, per quanto riguarda gli interventi di miglioramento, le nuove NTC 2018 prevedono che il livello di sicurezza della costruzione sia quantificato attraverso il coefficiente zE (zE) che rappresenta il rapporto tra l’azione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione. Le NTC 2018 introducono dei limiti sul coefficiente zE che le strutture devono rispettare a seguito dell’intervento di miglioramento sismico, le cui verifiche variano in funzione del tipo di costruzione (classe). La valutazione della sicurezza e il progetto di intervento devono essere estesi a tutte le parti della struttura potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonché alla struttura nel suo insieme. In linea generale, per la combinazione sismica delle azioni il valore di zE può essere minore dell’unità, mentre: • per le costruzioni di classe III a uso scolastico e di classe IV, a meno di specifiche situazioni relative ai beni culturali, il valore di zE, a seguito degli interventi di miglioramento, deve essere comunque non minore di 0,6; • per le rimanenti costruzioni di classe III e per quelle di classe II il valore di zE, sempre a seguito degli interventi di miglioramento, deve essere incrementato di un valore comunque non minore di 0,1; • nel caso di interventi che prevedano l’impiego di sistemi di isolamento si deve avere almeno zE=1,0. In altre parole, per gli edifici in classe d’uso IV e per quelli in classe d’uso III di tipo scolastico è obbligatorio raggiungere un livello di sicurezza sismico pari al 60% di quello richiesto per l’adeguamento; inoltre, per edifici in classe d’uso III non di tipo scolastico e per quelli in classe II, quando si effettua un intervento di miglioramento è obbligatorio conseguire un incremento di sicurezza sismica pari ad almeno il 10% del livello richiesto per l’adeguamento. L’intervento di adeguamento della costruzione è invece obbligatorio quando si intenda: a) sopraelevare la costruzione; b) ampliare la costruzione mediante opere a essa strutturalmente connesse e tali da alterarne significativamente la risposta sismica; c) apportare variazioni di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali verticali in fondazione superiori al 10%; resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle Aprile 2018 UP! 7

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singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione; d) effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino a un sistema strutturale diverso dal precedente; nel caso degli edifici, effettuare interventi che trasformano il sistema strutturale mediante l’impiego di nuovi elementi verticali portanti su cui grava almeno il 50% dei carichi gravitazionali complessivi riferiti ai singoli piani; e) apportare modifiche di classe d’uso che conducano a costruzioni di classe III a uso scolastico o di classe IV. In ogni caso, il progetto dovrà essere riferito all’intera costruzione e dovrà riportare le verifiche dell’intera struttura post intervento. Nel caso di adeguamento sismico, il coefficiente zE dipende dalla tipologia di intervento: • per gli interventi di cui alle lettere a), b) e d), per la verifica della struttura si deve avere zE≥1,0; • per gli interventi di cui alle lettere c) ed e) si può assumere zE≥0,80. Resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o degli elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione. Una variazione dell’altezza dell’edificio dovuta alla realizzazione di cordoli sommitali o a variazioni della copertura che non comportino incrementi di superficie abitabile, non è considerato ampliamento, ai sensi della condizione a). In tal caso non è necessario procedere all’adeguamento, salvo che non ricorrano una o più delle condizioni di cui agli altri precedenti punti. Le opere private le cui parti strutturali sono in corso di esecuzione, o per cui è già stato depositato il progetto esecutivo, resteranno fuori dalle nuove NTC e potranno utilizzare il vecchio regime. Stessa sorte anche per le opere pubbliche in corso di esecuzione, con contratti già firmati, progetti definitivi o esecutivi già affidati. Dal momento in cui le nuove NTC sono entrate in vigore (22 marzo 2018) quelle vecchie non avranno più valore, i progetti andranno redatti in base alle nuove regole. Altra novità rilevante delle NTC 2018 riguarda l’aspetto dell’affidabilità dei materiali e le loro interazioni alla luce della nuova disciplina nonché la manutenzione delle strutture. I COMMENTI Tutta la filiera delle costruzioni plaude all’arrivo delle nuove norme, ma ne sottolinea anche alcune criticità. Due voci per tutti: Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici evidenzia che «le nuove norme tecniche riservano particolare attenzione agli interventi sugli edifici esistenti. La vecchia normativa negli interventi di mi- CLASSI D’USO DEGLI EDIFICI SECONDO LE NUOVE NORME TECNICHE DELLE COSTRUZIONI CLASSE I Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli. CLASSE II Costruzioni il cui uso prevede normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attività non pericolose per l’ambiente. Ponti, opere infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in classe d’uso III o in classe d’uso IV, reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni di emergenza. Dighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti. 8 UP! Aprile 2018

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glioramento sismico, ad esempio, non imponeva il raggiungimento di standard particolari, mentre ora gli interventi di miglioramento sismico dovranno garantire una prestazione che oscilla, a seconda della destinazione d’uso, dal 60% al 100% delle prestazioni strutturali attese per le nuove costruzioni». Il CNAPPC sottolinea inoltre un’importante criticità: «Molta attenzione viene riservata all’affidabilità dei materiali e alla manutenzione programmata della struttura durante la sua vita presunta. Tuttavia, a fronte di una grande attenzione per la manutenzione delle strutture di nuova costruzione e degli edifici dove sono previsti interventi di adeguamento o miglioramento sismico, non viene previsto nessuno strumento per il monitoraggio e la verifica costante delle condizioni di stabilità del patrimonio edilizio esistente. Ciò costituisce una delle criticità più importanti della normativa vigente. La revisione delle norme avrebbe potuto costituire, infatti, una buona occasione per introdurre, anche con il supporto di un separato provvedimento normativo, quel “fascicolo del fabbricato” che promuoviamo da tanto tempo, quale strumento di monitoraggio delle condizioni di stabilità degli edifici esistenti. Una sorta di libretto sulla salute delle strutture e sullo stato di conservazione dei materiali che un professionista incaricato dovrebbe aggiornare con una cadenza prestabilita, al fine di scongiurare quei collassi strutturali improvvisi che si succedono con una frequenza sempre più allarmante, non solo a seguito di un sisma, ma anche per semplice fatiscenza strutturale». La Federazione di settore delle associazioni della filiera del cemento, del calcestruzzo, dei materiali di base, dei manufatti prefabbricati, componenti e strutture per le costruzioni, Federbeton, definisce le nuove regole di qualificazione e controllo dei materiali e le responsabilità degli operatori «sinonimo di un mercato più qualificato, condiviso dagli operatori della nostra filiera che promuove qualità ed etica in un settore in tensione per la decennale forte crisi. Tuttavia, fermo restando il vivo apprezzamento con il quale la Federazione ha accolto la notizia dell’approvazione del provvedimento, non mancano alcune criticità. Sembra, infatti, che la sua applicazione nei tempi previsti (ristretti e con progetti che si accavallano tra vecchie e nuove norme) potrebbe generare alcune difficoltà, soprattutto perché il quadro regolamentativo non è ancora completo». Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, infatti, sta lavorando alla stesura della Circolare esplicativa e di alcune linee guida che hanno l’obiettivo di fornire istruzioni operative per la corretta applicazione delle norme. «Molte le novità per la filiera che, pur se ancora migliorabili, vanno a chiarire alcuni aspetti che in questi anni hanno dato luogo a interpretazioni non univoche – conclude Federbeton –. Le precisazioni circa i metodi di identificazione, qualificazione, controllo dei materiali e prodotti e le responsabilità degli operatori vanno sicuramente nella direzione di una maggiore garanzia di durabilità e sicurezza delle opere». ! CLASSE III Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attività pericolose per l’ambiente. Reti viarie extraurbane non ricadenti in classe d’uso IV. Ponti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi situazioni di emergenza. Dighe rilevanti per le conseguenze di un loro eventuale collasso. CLASSE IV Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti. Industrie con attività particolarmente pericolose per l’ambiente. Reti viarie di tipo A o B e di tipo C quando appartenenti a itinerari di collegamento tra capoluoghi di provincia non altresì serviti da strade di tipo A o B. Ponti e reti ferroviarie di importanza critica per il mantenimento delle vie di comunicazione. Dighe connesse al funzionamento di acquedotti e a impianti di produzione di energia elettrica. Aprile 2018 UP! 9

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PROGETTISTI AL CENTRO Andrea Barocci, autore del libro Norme Tecniche per le costruzioni 2018 – Le NTC2018 (D.M. 17 gennaio 2018) e la loro applicazione, spiega e commenta le novità delle nuove norme che mettono al centro sicurezza antisismica, materiali e, soprattutto, il mondo della progettazione. di Francesca Negri

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L a partita più importante delle nuove NTC 2018 si gioca soprattutto sugli interventi di risanamento del nostro patrimonio edilizio. Ma per farlo c’è bisogno di “medici-progettisti”, capaci e attenti a mettere in campo le cure migliori: «Un grande ruolo sarà giocato dai professionisti, esperti, attenti, abituati a lavorare sugli edifici esistenti e a “sentirli”, ipotizzarne il comportamento anche nei cinematismi locali, alla stessa stregua di un bravo medico che sappia diagnosticare al paziente il futuro male e gli fornisca le giuste cure per la guarigione». A dirlo è Andrea Barocci, autore del volume, uscito a metà marzo per Maggioli Editore, dal titolo Norme Tecniche per le costruzioni 2018 – Le NTC2018 (D.M. 17 gennaio 2018) e la loro applicazione, 540 pagine in cui Barocci presenta e analizza punto per punto le NTC 2018 e la loro applicazione, confrontandole con le NTC 2008 ed evidenziandone similitudini e differenze. Oltre a questo, Barocci è anche uno dei maggiori esperti di antisismica in Italia, consigliere dell’associazione ISI (Ingegneria Sismica Italiana) e membro delle Commissioni tecniche UNI per l’Ingegneria Strutturale, le Strutture in zone sismiche e i Criteri generali di progettazione strutturale dell’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, associazione privata senza scopo di lucro riconosciuta dallo Stato e dall’Unione Europea che da quasi 100 anni elabora e pubblica norme tecniche volontarie – le norme UNI, appunto – in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario. La sa lunga, quindi, in tema di costruzioni antisismiche, dove ci tiene a precisare che «deve essere chiaro che non esiste un materiale più sicuro di un altro, se ben progettato e ben posato in opera, seguendo le normative tecniche». Barocci, quali sono in estrema sintesi le novità e i cambiamenti sostanziali introdotti dalle NTC 2018? Prima di tutto occorre precisare che il Nuovo Testo è scritto sulle NTC 2008 e su queste va a fare correzioni, chiarimenti, modifiche; ne consegue che è composto dagli stessi capitoli del D.M. Infrastrutture del 14/01/2008. È stata fatta una riscrittura d’intere parti per renderne più chiaro il contenuto (con una maggiore uniformazione di termini), sono stati eliminati alcuni refusi redazionali sia nelle formule sia nel testo, sono stati aggiornati i riferimenti normativi e si è proceduto a una riorganizzazione complessiva delle norme, spostando alcuni paragrafi per renderne più omogenea la lettura. Una grande attenzione è stata data ai materiali, cambiando completamente il capitolo 11 che va così a recepire le disposizioni dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei prodotti da costruzione, in relazione alla sopravvenuta pubblicazione del Regolamento UE n. 305/2011 relativo alla commercializzazione dei prodotti da costruzione, che ha abrogato e sostituito la precedente Direttiva 89/106/CE. Si segnalano poi alcuni cambiamenti nelle formule e nei valori dei coefficienti; trattandosi di modifiche puntuali e non cambi di formula o d’impostazione, ci si chiede come sia da valutare quanto progettato e verificato nei dieci anni precedenti. Infine, il normatore ha più volte ripetuto che questa nuova versione delle NTC è ancora più aderente agli Eurocodici (EC). Perché, allora, non passare direttamente agli EC? O almeno, perché non permetterne l’utilizzo in alternativa alle NTC? Si fa infatti notare che il capitolo 12, così come nella versione del 2008, riporta ancora che gli EC possono essere utilizzati “per quanto non diversamente specificato nella presente norma”. Aprile 2018 UP! 11

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Una nota a parte merita il capitolo 8 dedicato agli edifici esistenti. Sicuramente è stato nel corso di questi dieci anni il più dibattuto, arrivando a produrre, in fase di valutazione, due versioni profondamente diverse come filosofia: la prima esigeva per gli edifici esistenti la stessa sicurezza di quelli nuovi, la seconda ammetteva che questo principio risultava sotto molti aspetti non realizzabile tenendo conto delle criticità del nostro patrimonio edilizio. A parer mio è un bene che abbia “vinto” quest’ultima proposta, che rappresenta un importante cambio di prospettiva all’interno di una normativa tecnica altrimenti tarata sulle nuove costruzioni. Prima di parlare di antisismica, può spiegare meglio cosa cambia per i materiali e i prodotti per uso strutturale? Questo capitolo delle NTC 2018 ha avuto un’importante revisione, legata in parte agli aggiornamenti inevitabili su regolamenti e procedure anche in parallelo alle emanazioni internazionali. In sintesi: contiene riferimenti tecnici aggiornati; rispetto al vecchio testo sono cambiati alcuni valori e formule; sono stati inseriti nuovi capitoli (capitolo 11.2.12 su Calcestruzzo fibrorinforzato e capitolo 11.4 su Ancoranti per uso strutturale e giunti di dilatazione) e sono meglio specificati, e spesso inaspriti, gli oneri e le responsabilità in capo ai vari soggetti, aspetto quest’ultimo da consultare con attenzione. Nota non marginale, questo capitolo riguardante i materiali inizia proprio dalle definizioni: “Si definiscono materiali e prodotti per uso strutturale, utilizzati nelle opere soggette alle presenti norme, quelli che consentono a un’opera ove questi sono incorporati permanentemente di soddisfare in maniera prioritaria il requisito base delle opere n. 1 ‘Resistenza meccanica e stabilità’ di cui Stato Limite di operatività Stato Limite di danno Stato Limite di salvaguardia della vita Stato Limite di prevenzione del collasso 12 UP! Aprile 2018

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all’Allegato I del Regolamento UE 305/2011”. In generale, il testo è stato sostanzialmente rivisto in accordo con le disposizioni del Regolamento UE sui prodotti da costruzione n. 305/2011 entrato integralmente in vigore nel 2013, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e abroga la Direttiva 89/106/CEE. Tale revisione è avvenuta anche in base all’esperienza acquisita nell’ambito delle attività istituzionali del Servizio Tecnico Centrale e delle Sezioni del Consiglio Superiore, nonché a seguito di osservazioni al testo pervenute dai settori professionali e produttivi. L’iter delle nuove NTC è stato molto incentrato sulla messa in sicurezza in chiave antisismica del patrimonio edilizio nazionale; occorre a questo proposito ricordare anche il Sismabonus, previsto nella Legge di Bilancio 2017 e operativo (per il momento) fino al 31 dicembre 2021. Questo strumento è efficace secondo lei? A mio avviso il documento è un importante passo in avanti per la società, un nuovo punto di partenza che dovrà inevitabilmente essere affrontato in maniera trasversale, non solo dal punto di vista tecnico. È un documento assolutamente necessario, perché il nostro deficit nei confronti della riduzione del rischio sismico è aumentato talmente tanto che qualsiasi procedura che possa accendere l’attenzione su questo problema è vitale, nel senso letterale del termine. È interessante anche fare alcune considerazioni legate nello specifico al patrimonio edilizio italiano. Come sappiamo, nelle zone prossime all’epicentro è “lecito” che una costruzione si danneggi e le stesse normative tecniche lo prevedono. Purtroppo però vi sono vaste aree a intensità sismica medio bassa (e nelle quali tendenzialmente non vi sono morti o feriti) che sempre circondano le ridotte aree epicentrali dei terremoti violenti e che, tendenzialmente, sono quelle che pesano in maniera maggiore sulla conta dei danni. Il documento FEMA-E74 ha stimato che il 75% del costo di ricostruzione è riconducibile agli elementi non strutturali e solo il 25% è attribuibile a questi ultimi. In altre parole, per livelli di danno strutturale assente o molto contenuto, i danni agli elementi non strutturali e agli impianti possono essere già significativi? Esatto. Per questo motivo, a fronte di risorse contenute può essere preferibile intervenire su molte costruzioni in modo limitato (ad esempio utilizzando interventi di rafforzamento locale per eliminare alcune gravi carenze strutturali e/o perseguendo, con il miglioramento strutturale, un livello di sicurezza antisismica pari al 60 – 80% del livello di sicurezza antisismica previsto dall’adeguamento), piuttosto che intervenire su poche costruzioni adeguandole a quanto previsto per le nuove costruzioni. Può fare qualche esempio? Tutti sappiamo che gli edifici in calcestruzzo armato hanno problemi con i tamponamenti e che questi ultimi vengono espulsi o si danneggiano pesantemente rendendo inagibile la costruzione nonostante il telaio Andrea Barocci • Ingegnere, autore, docente e blogger, si occupa di strutture e rischio sismico sia in ambito professionale (www.ingegneriadellestrutture.it) sia come componente di Organi Tecnici, Comitati e Associazioni. sia perfettamente integro; inserire qualche ritegno per evitare questo fenomeno (magari mentre si decide di installare un termocappotto) potrebbe rientrare tra gli interventi che fanno diminuire una classe, con una spesa modesta. Allo stesso modo applicare delle catene per evitare il ribaltamento di un fronte, magari sulla prospiciente viabilità pubblica che è stata individuata quale via di fuga nei piani comunali di Protezione Civile, permette con poche risorse economiche, e con il metodo semplificato, di ridurre la classe e quindi migliorare il comportamento dell’edificio. Per gli edifici artigianali i concetti sono i medesimi. Il ribaltamento dei tamponamenti potrebbe avere gravi conseguenze sull’interruzione della produzione, nonostante l’elemento in sé abbia un costo esiguo; un costo ancora più esiguo ce l’ha l’intervento per mettere in sicurezza i pannelli e gli elementi secondari, a fronte quindi di grandi benefici. Come si rende una casa antisismica? Partiamo dagli edifici esistenti, che rappresentano sicuramente la più grande prospettiva d’intervento nei prossimi anni. Come sappiamo il patrimonio edilizio italiano è estremamente variegato e ogni bravo professionista saprà valutare al meglio le possibilità; senza fermarsi ai soli calcoli, con una buona analisi costi-benefici sarà in grado di spiegare al proprio committente “numeri alla mano” i vantaggi di un intervento. Non dimentichiamoci infatti che ogni intervento o classificazione deve essere la conseguenza di una valutazione di sicurezza eseguita ai sensi delle NTC. Ciò significa che un grande ruolo avrà il professionista, esperto, attento, abituato a lavorare sugli edifici esistenti e a “sentirli”, ipotizzarne il comportamento anche nei cinematismi locali, alla stessa stregua di un bravo medico che sappia diagnosticare al paziente il futuro male, e gli fornisca le giuste cure per la guarigione. Da qui in poi la strada è in discesa: una volta ben inquadrato il problema, la tecnologia non pone alcun limite nell’intervento e nella fantasia. Per quanto riguarda invece i nuovi edifici, essi devono già rispettare le prescrizioni delle Normative Tecniche per le Costruzioni, quindi risultano sicuri “a prescindere”. Qui però occorre fare una considerazione generale: spesso si sente dire che la casa fatta in questo o quel materiale è più sicura; deve essere chiaro che ogni materiale è sicuro, se ben progettato e ben posato in opera, e che può essere trasformato, in base alla propria attitudine, in un ottimo edificio con livelli di sicurezza dettati non dal materiale stesso bensì dalle normative tecniche. ! Aprile 2018 UP! 13

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