Il Valdarno Aprile 2018

 

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un cuore www.otticabottacci.it per vedere Corso Mazzini, 79 Figline Valdarno Tel. 055 952612 IlValdarno gratis a casa tua un cuore www.otticabottacci.it per vedere Corso Mazzini, 79 Figline Valdarno Tel. 055 952612 Aprile 2018. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Antonella Mazzei. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Rotopress International s.r.l. Stabilimento di Loreto Via Brecce 60025 Loreto (AN) Diffusione Gratuita - commerciale@ilvaldarno.info - redazione@ilvaldarno.info Tanti i nomi per i sindaci di Figline e San Giovanni di Valdo Il 2019 manderà al voto anche San Giovanni e Figline Incisa. Nel comune fiorentino non è scontata la riconferma di Giulia Mugnai che potrebbe rischiare il ballottaggio. I malumori espressi dai commercianti per la situazione del centro storico, aggravano i mal di pancia nel Pd. Probabilmente la questione ricandidatura finirà sul tavolo degli organi regionali del partito. A San Giovanni è arrivato a fine corsa Viligiardi (alcuni lo vedrebbero bene come futuro esponente di Italia in Comune, il partito dei sindaci), così nel Pd c’è chi vorrebbe appellarsi alla grande esperienza di Valentina Vadi, che però è impegnata in Regione. Se invece il Pd ricucisse con Leu, potrebbe entrare in partita anche Ivano Ferri, ex sindaco di Cavriglia, dove tra l’altro si voterà come al solito senza pathos. samuele, il suo gesto alzheimer, la scoperta ha salvato un giovane fatta da manuela leri Un ragazzo di Roma deve la sua vita L’olio extravergine d’oliva combatte l’Alzheimer. a Samuele Castroreale che gli ha donato il midollo. Questo il sorprendente risultato dello studio compiuto Dopo anni i due si sono incontrati. Ecco la storia… dalla ricercatrice montevarchina Manuela Leri il caso: A pagina 3 A pagina 11 Sviluppi nella vicenda che ha contrapposto l’attuale sindaco all’ex primo cittadino di Figline Il ponte dei misteri Le brutture di piazza Ficino Alluvione del 2013. Finisce nel mirino un ponte costruito nel 1969 sul Ponterosso, vicino alla frazione dello Stecco. Ne scaturisce una vicenda complicata, anche sul piano politico, tanto da spingere l’attuale giunta comunale di Figline e Incisa, guidata da Giulia Mugnai, a costituirsi parte civile nel procedimento contro il precedente sindaco, Riccardo Nocentini. Decisione che ha provocato una profonda lacerazione nel Pd locale. Proprio ora che Nocentini è sotto processo per non avere demolito il vecchio attraversamento sul torrente Ponterosso, considerato abusivo, il giornale La Nazione pubblica una notizia per certi versi clamorosa. (segue a pagina 3) curiosità il pappagallo chiacchierone fa la radiocronaca di una partita di calcio A pagina 12 A pagina 14 sport italia fuori dal mondiale? con la collezione di roberto si rivive il brivido di italia ‘90 Una bici incatenata alla cancellata eretta in piazza Ficino, scatena l’ironia dei figlinesi. “Ecco a cosa servono questi ferri!”. Malcostume a parte, la situazione del centro storico suscita perplessità anche tra le forze politiche. Nannoni porta i giovani azzurri alle Olimpiadi Il tecnico valdarnese Lorenzo Nannoni porta al successo gli azzurri del Tennistavolo nel torneo di qualificazione per i Giochi Olimpici giovanili di Buenos Aires. Ad Asunción, in Paraguay, Jamila Laurenti e Matteo Mutti, hanno conquistato il pass per la capitale argentina, così per la prima volta l’Italia avrà due atleti di tennistavolo alle Olimpiadi Under 18. Il sangiovannese Lorenzo Nannoni durante la sua brillante carriera di atleta ha conquistato anche una medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo ed è stato vice campione europeo a squadre allievi nell’82. Nella foto: Laurenti e Mutti insieme ai tecnici Nannoni e Del Rosso bottegdaietetica Bottega Dietetica Piazza della Libertà 22 E/F 52027 San Giovanni Valdarno (AR) Tel. 055 9118197 www.bottegadietetica.it info@bottegadietetica.it ALIMENTI BIO, INTEGRATORI ALIMENTARI, INTEGRATORI PER LO SPORT, FRUTTA E VERDURA BIO, COSMESI NATURALE ...alimenti dietetici e biologici...

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L’Alta Qualità del pesce fresco per prenotazioni 055-943811 3335691201 Tris: tartare pesce spada, salmone e tonno con guacamole Trilogia: baccalà fritto, in guazzetto, al vapore con papaceti Tonno al sesamo nero con carcio cotti a bassa temperatura e chips di patate Lingotti liquirizia e vaniglia con pralinato alle noci e spuntoni di passion fruit gel Menù di Primavera Antipasti - Carpaccio di seppia cotto sottovuoto con pistacchi di bronte, mela Golden e gel al lampone - Tartare mista in base al pescato del giorno con avocado e gel al passion fruit - Polipo cotto a bassa temperatura su spuma di patate di Valdichiana e Sun-dried di pomodoro San Marzano Primi - Risotto alla Pescatora con alghe di mare - Calamarata con rana pescatrice e vongole veraci - Tortelli ripieni di ricotta e limone con gambero rosso di Mazara del Vallo crudo e bisque di crostacei Secondi - Gamberoni mandorlati su vellutata di piselli - Frittura mista di gamberi e calamari con verdure e in pastella - Trancio di salmone scottato con menta e limone su crema di asparagi e asparagi croccanti Desserts - Semifreddo alla nocciola con crumble di cantucci e cremoso al cioccolato fondente - Lingotti alla vaniglia e liquirizia su pralinato alle noci - Babà napoletano con crema al limone Aperto anche a pranzo prenotazioni per cerimonia convenzioni con aziende chiuso Lunedì e Martedì via Gruccia 23F - San Giovanni Valdarno (FI) San Giovanni SR69 A1 Joia Fish Resturant SR69 Montevarchi

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Aprile 2018 PAGINA 3 IlValdarnogratisacasatua Per la pubblicità su QUESTO giornale rivolgiti a... ALSEFI 055 952 137 info@alse .com MARKETING SOLUTIONS www.alse .com :storie Il racconto di Samuele Castroreale: “Ho abbracciato forte il giovane a cui ho donato il midollo” Così ho ridato la vita a quel ragazzo Nel 2008 Samuele aveva 38 anni e un po’ di pensieri gli frullavano nella testa: la sua mamma era morta da meno di un anno e sua moglie stava per partorire il figlio secondogenito. Poteva anche bastare. Invece il suo telefono cellulare squillò: una voce sconosciuta gli disse che un ragazzo di 16 anni stava morendo e che solo lui poteva salvarlo. “Forse avete sbagliato numero”, rispose frastornato. No, non avevano sbagliato. Al telefono gli spiegarono che, Nelle foto: Qui accanto Samuele Castroreale. In basso Ruggero Turrini, tecnico di laboratorio biomedico al Serristori per una rara e fortunata coincidenza, il suo midollo osseo era compatibile al 99,99% con quello di un ragazzino di Roma, colpito da leucemia fulminante. “Ma come fate a saperlo, e come mi avete trovato?” Samuele Castroreale si era già dimenticato di quell’atto di generosità compiuto 16 anni prima. Era il periodo del servizio militare; nella sua camerata c’era un soldato che aveva un fratello colpito da leucemia. Il giovane militare figlinese aveva ascoltato più volte il racconto straziante fatto dal commilitone. Era rimasto colpito dalla sua disperazione e così gli aveva fatto una promessa: “Appena mi congedo mi iscrivo al registro mondiale dei donatori del midollo”. Promessa mantenuta. Dal 1994 era diventato donatore di sangue alla Fratres di Figline (“proprio oggi ho fatto la mia 171ma donazione” racconta), ma della sua disponibilità a donare il midollo, proprio se ne era dimenticato. Ora il destino presentava il conto. “Mi convocarono subito a Ca- reggi e mi fecero un check-up completo, poi mi spiegarono a cosa andavo incontro: i rischi che correvo, le punture sulla pancia che mi avrebbero dovuto fare. Toccava a me decidere: pensai al ragazzo che stava morendo, ai suoi genitori. Pensai alla mia mamma che mi diceva sempre: Samuele fai la cosa giusta e non te ne pentirai”. E Samuele fece la cosa giusta. Nei giorni che precedettero la donazione gli iniettarono un farmaco per far crescere le cellule staminali nel midollo e per consentire il loro passaggio al sangue periferico. Poi lo misero per 5 ore disteso su un lettino, con due grossi aghi infilati nel braccio destro e in quello sinistro: da una parte il suo sangue finiva in una centrifuga e dall’altra rientrava nel suo corpo. Tre anni più tardi il telefono di Samuele Castroreale squillò ancora: “Sono vivo, sono quel ragazzo a cui hai salvato la vita. Appena sarò in grado, voglio incontrarti”. Passarono altri due anni: “Sì, l’ho incontrato alla stazione di Firenze. Ci siamo abbracciati forte, appena è sceso dal treno. Non posso dire il suo nome, ma ora lui sta bene, gioca al calcio e vive con il mio stesso midollo, siamo come gemelli”. Il gesto di generosità compiuto da Samuele è ora ricordato da una targa appesa nel centro trasfusionale del Serristori. Vi è incisa la frase di Albert Pine: “Cosa facciamo per noi stessi muore, cosa facciamo per gli altri rimane ed è immortale”, come omaggio dell’Azienda Sanitaria al primo donatore di midollo del Valdarno e a tutti i donatori di midollo iscritti al Gruppo Fratres di Figline. Ma Samuele non è il tipo che si vanta. È soddisfatto di ciò che ha fatto, ma resta con i piedi per terra: “E poi, se ora mi dovesse capitare qualcosa -dice Samuele, facendo un gesto scaramantico -adesso lui potrebbe fare la donazione a me: il nostro midollo è identico”. Ma.Z. solidarietà: In cento vanno al centro sangue Studenti del Vasari donatori con l’Avis Vecchie ricevute e il ponte “abusivo” che fu demolito Nelle foto: Alcuni studenti dell’Istituto Vasari diventati neodonatori di sangue Bella iniziativa dell’Avis comunale Figline e Incisa, guidata dal presidente Gino Calvani, che è riuscita a portare - in più occasioni - un centinaio di studenti del Vasari al Centro Sangue del Serristori. Così molti giovani hanno potuto sperimentare per la prima volta l’emozione di una donazione di sangue. “Questa visita e queste donazioni sono state precedute da alcune lezioni in classe - spiega Nicol Tivelli, volontaria Avis - Grazie all’istituto Vasari, che si è dimostrato molto collaborativo, abbiamo potuto spiegare ai ragazzi i vari tipi di donazione: sangue e plasma, cordone ombelicale e donazione del midollo osseo”. (segue dalla prima) Ci sarebbero nuove carte processuali che dimostrerebbero come la burocrazia pubblica, a suo tempo, fosse stata informata della costruzione di quel ponte tanto discusso. Ma allora il ponte che ha messo nei guai Nocentini - e poi demolito dalla giunta Mugnai - era davvero abusivo? Un chiarimento arriverà, forse, da un’altra aula di tribunale, quando la Corte d’appello esaminerà i documenti saltati fuori rovistando tra le carte dei proprietari di quella casa che ora è rimasta isolata, proprio a seguito della demolizione del ponte “abusivo”. Sono gli stessi proprietari che in primo grado furono condannati a 1 anno e tre mesi per l’alluvione del 2013. Tra i documenti riapparsi anche una ricevuta di pagamento fatta all’ufficio tributi del Comune di Figline nel giugno 1969: un’imposta di 27.768 Lire applicata sui materiali utilizzati per la costruzione del ponte “messo in opera in via di Norcenni (Stecco)”. Altra stranezza: nella stessa data del pagamento dell’imposta comunale per la costruzione del ponte, venne rilasciato dal medesimo ufficio agli stessi proprietari, anche un nulla osta per inizio di lavori. Quali lavori? Improbabile che si tratti del permesso per costruire la casa che sarà edificata successivamente dagli stessi proprietari vicino al ponte, perché la licenza edilizia per l’abitazione verrà rilasciata dalla Commissione Edilizia ben quattro mesi dopo. Allora quel permesso del giugno 1969 a cosa si riferiva? Per caso riguardava quel ponte, poi considerato abusivo, che in- finiti guai ha provocato 43 anni dopo? I dubbi potevano essere sciolti consultando i documenti relativi ad un collaudo fatto nel giugno del 1969 dall’ufficio cemento armato della Prefettura di Firenze. Ma il mistero è rimasto intatto, perché l’Archivio di Stato ha risposto che il fascicolo relativo, è arrivato all’archivio in condizioni così precarie “da non consentire la consultazione”. In attesa che i processi chiariscano il quadro della situazione, restano i malumori dentro il Pd per una vicenda che ha contrapposto due anime del partito e due figure istituzionali, ovvero l’attuale sindaco e l’ex primo cittadino. Riccardo Nocentini non commenta le ultime novità: “Proprio in questi giorni è iniziato il processo. Per il momento preferisco tacere”.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 4 Aprile 2018 Tutte le protagoniste del “Peer Counselor” Ecco chi sono le mamme-consulenti - “certi- Stiatti, Serena Stoppioni. Le 18 tutor saran- ficate” grazie all’attestato conseguito dopo il no presto attive su Facebook con una pagina corso organizzato dall’Ospedale della Gruc- dedicata in cui saranno indicati modi e tempi cia - che tra poco saranno operative in tut- per un contatto diretto. Inoltre, si alterneran- to il Valdarno: Cinzia Alamanni, Antonella no nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Aquiloni, Manuela Batignani, Veronica Bot- Montevarchi, nelle sedi che verranno presto teghi, Eva Bruschetini, Debora Buzzichelli, allestite in vari paesi della vallata e saran- Sara Carfagno, Clara Carusi, Maria Stefania no presenti ai corsi preparto. Inoltre, il ser- Ciraci, Chiara Danzi, Pamela Dolfi, Camilla vizio “Pronto? Latte!”, operativo 24 ore su Ferrario, Erika Maffei, Consuelo Magrini, 24 presso l’ospedale, dirotterà verso di loro Tessa Mugnai, Alice Riccobono, Valentina alcune delle richieste di aiuto. Nelle foto: alcune delle mamme coinvolte nel progetto organizzato dall’Ospedale di S. Maria alla Gruccia :sanità Da un’idea dell’ospedale della Gruccia parte un progetto innovativo a supporto delle puerpere Sono decise, consapevoli del proprio ruolo, determinate nell’affrontare una bella sfida, certe delle potenzialità della tecnologia ma soprattutto della forza dell’empatia e del rapporto “face to face”. Sono le 18 mamme valdarnesi che hanno risposto all’appello dell’Ospedale della Gruccia mettendo a disposizione tempo ed esperienza a chi mamma lo sarà tra poco o lo è appena diventata. Sanno di far parte di un progetto innovativo, di poter essere concretamente utili a chi sta per provare quell’esperienza che loro hanno già vissuto. Daranno consigli pratici e rassicurazioni, ma soprattutto sapranno ascoltare ragazze e donne in ansia per il travaglio che si avvicina o che si trovano già nel delicato periodo post-partum. Dopo un corso teorico intensivo di venti ore presso l’ospedale di Montevarchi, le diciotto mamme -tutte over 30 e di varie località della vallata, da Reggello a San Giovanni, da Levane a Terranuova e Figline -sono pronte ora a svolgere la fase pratica per andare poi a costituire un gruppo di auto-aiuto per le puerpere, il “Peer Counselor”. Saranno a loro disposizione Mamme che aiutano le mamme via mail, Facebook, whatsapp, telefono ma anzitutto personalmente ricevendo chi ha bisogno di un supporto in vari luoghi del territorio. “A Montevarchi probabilmente avremo una stanza presso la Bartolea; molti comuni e farmacie ci stanno aiutando a trovare un posto dove incontrare le future o neo mamme” spiega Debora Buzzichelli, fondatrice e amministratrice della pagina FB “Tra mamme”, tra le prime ad essere stata contattata dalla Gruccia proprio per il suo ruolo social. “Oggi c’è solo il consultorio di San Giovanni aperto il venerdì mattina, funziona bene, ma non basta. Ora speriamo che ci siano più sedi, aperte con il nostro contributo per più ore al giorno” sottolinea Debora che vive con la famiglia a Levane e ha un bimbo di sei anni. “Quan- do l’ostetrica Paola ha contattato me e altre due mamme per presentarci l’attività, sono stata contentissima; abbiamo raccolto altri nomi per formare il gruppo che ha seguito il corso per essere pronte a rispondere in modo professionale a dubbi e domande di chi è in cerca di sostegno. Qualcuno si è già fatto avanti tramite facebook e whatsapp”. Ma cosa chiedono le neo mamme, quali sono i loro timori? “Il problema principale è l’allattamento al seno - sottolinea Debora - per le neo mamme spesso è un trauma. Non sanno come attaccare il piccolo, temono di non avere latte sufficiente, si spaventano ad ogni pianto del bambino. Noi saremo lì a confortale, spiegando come si fa e raccontando che anche noi abbiamo avuto le loro stesse ansie. Il punto di forza L’importanza del sostegno nell’allattamento materno e il percorso “Ospedale amico del bambino” “Il sostegno dell’allattamento gno e perché richiesto come anni e provengono dalla vallata formatrice per l’allattamento al seno è sempre stata una ca- requisito per diventare BHFI- valdarnese. Hanno frequentato al seno dell’area aretina della ratteristica dell’Area Materno Ospedale Amico del Bambino, circa 20 ore di incontri teori- Usl Sudest, la Dr.ssa Stefania Infantile dell’Ospedale del abbiamo pensato di “formare” ci sull’allattamento secondo Mugnai, Responsabile Ostetri- Valdarno. Per questo è stata un gruppo di Peer Counselor le indicazioni dell’UNICEF/ cia Professionale e il Dr. Luca istituita, nel Reparto di Oste- che volontariamente offrirà OMS e si accingono a termi- Tafi, Direttore del reparto di tricia, una linea telefonica de- supporto a coloro che ne faran- nare la parte pratica che le ve- Pediatria. L’8 marzo, inoltre, dicata h24, il “Pronto? Latte!”, no richiesta. drà impegnate in Consultorio, nel Presidio Ospedaliero di mentre a livello territoriale al Abbiamo contattato le rappre- nel Reparto di Ostetricia e nei Montevarchi grazie a donazio- Consultorio di San Giovanni, sentanti dell’associazione “Tra corsi di accompagnamento alla ni di privati locali, è stato inau- il venerdì mattina è presente mamme-Toscana” per coinvol- nascita da noi organizzati. La gurato il primo Baby Pit Stop, il Punto Puerperale” spiegano gerle nel progetto. Le mamme formazione è stata fatta pres- un luogo dedicato all’allatta- dall’Ospedale S. Maria alla che hanno aderito sono 18, so l’Ospedale di Montevarchi mento/cambio del bambino Gruccia. tutte volontarie, con bambini da professionisti sanitari tra e delle poltrone nei vari piani “Sia per incrementare il soste- che vanno dai 40 giorni ai 5/6 cui le ostetriche Paola Rossini, dell’ospedale”. del progetto è parlare da mamme alle mamme”. Ma non solo. Come spiega Cinzia Alamanni -sangiovannese, un lavoro a Firenze e una bella bambina di 13 mesi -“durante il corso abbiamo approfondito varie tematiche; lo svezzamento, le malattie dell’infanzia, gli aspetti psicologici che possono riguardare le neo mamme, il reinserimento al lavoro. E soprattutto come porsi in relazione con le donne che ci contatteranno, creare con loro un feeling grazie al rapporto alla pari. Io mi sto già avvantaggiando, sto preparando due mie cugine che sono in dolce attesa. Magari avessi avuto anch’io una mamma consulente -aggiunge Cinzia -Ho partorito alla Gruccia e mi sono trovata benissimo, avevo seguito il corso preparto che mi è servito tantissimo e ho avuto l’appoggio delle ostetriche. Ma avere una mamma tutor sarebbe stato un valore aggiunto. Per questo ho accettato con entusiasmo di collaborare a questa iniziativa che sarà un punto di forza del servizio di ostetricia. Noi daremo una mano a mamme e ostetriche, saremo un ponte tra ospedale e paziente”. manto Il personale docente e non docente dell’Istituto Regina Mundi di Matassino, sotto la guida di Alessandro Lana, ingegnere specializzato nei progetti di sicurezza antisismica, ha concluso un progetto formativo a seguito dell’installazione del sistema “Poseidon” nella scuola. Si tratta di una apparecchiatura speciale che emette un suono in presenza di “scosse primarie”, ovvero movimenti tellurici che Il sistema Poseidon al “Regina Mundi” allarme in anticipo in caso di terremoto sono impercettibili per l’uomo. Le onde P sono le più veloci fra le onde generate da un terremoto e, dunque, le prime che vengono avvertite dall’apposito apparecchio. Una volta rilevate in anticipo, le onde primarie permettono di attuare le misure preventive del caso. Il personale docente e non docente della scuola è stato quin- di istruito sulle strategie da attuare in caso di terremoto come, ad esempio, ripararsi sotto un tavolo, evitare le scale o non sostare nell’area centrale di un edificio. L’Istituto paritario di Matassino si pone così all’avanguardia nel contesto delle buone pratiche relative alla sicurezza nelle scuole in caso di eventi sismici. Edo, che fotografa gli Elfi in Valdarno Si dice che gli elfi siano esseri della mitologia nordica, spiritelli che si aggirano per i boschi, simbolo delle forze dell’aria, del fuoco, della terra e dei fenomeni atmosferici. C’è chi sostiene di averli incontrati nei boschi delle Alpi Apuane e di aver partecipato alle loro feste, descrivendoli come esseri bassi e gracili, con tratti delicati, le donne, piccolissime, dotate di una voce melodiosa. Ma forse, chi li ha visti, ha avuto una visione onirica, o forse esistono davvero, chissà, ben nascosti nella natura per non farsi vedere. Edo Mugnai, un fotoamatore figlinese del Circolo fotografico Arno, dice di essersi imbattuto negli elfi in qualche bosco del Valdarno, di più alla ricerca di quei piccoli aver trovato i loro nascondigli e esseri completamente a sé, con di averli fotografati, mascherati tratti singolari che talvolta ri- nei ceppi d’albero, soprattutto chiamano sembianze umane e castagni, nelle radici, animali. nelle cortecce e perfi- “Questi sono i miei no nei sassi dei corsi amici elfi” - dice Edo d’acqua. Secondo Edo convinto - e a testi- pochi hanno il privi- monianza della loro legio di vederli, solo esistenza, ha espo- i veri amanti della na- sto le foto al Circolo tura, quelli che sanno Rinascita di Figline osservare i particolari, Nella foto: Una delle Valdarno. E così, mi- anche i più minusco- foto di Edo Mugnai metizzati dentro la li, e mentre si aggira senza una natura, individua i loro nascon- meta nelle nostre campagne in digli e a ognuno di loro dà un cerca di scorci suggestivi, li sco- nome a seconda di chi o che va e li immortala nei suoi scatti. cosa evocano: il giudice ingle- È proprio stampando le foto che se, gli innamorati, il serpente, il ha scoperto la loro presenza, e cane e tanti altri. allora si è appassionato sempre Adriana Bottacci

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 6 Aprile 2018 Per la pubblicità su QUESTO giornale rivolgiti a... ALSEFI 055 952 137 info@alse .com MARKETING SOLUTIONS www.alse .com :l’analisi Giacomo Cioni, tipografo e presidente di Cna Firenze, fa il punto sull’economia locale Ecco come vanno le imprese valdarnesi In che stato si trova attualmente l’economia del Valdarno Fiorentino? Quali sono i settori che godono di una migliore prospettiva? Quali strategie occorrono per un rilancio dell’economia locale? Per avere queste risposte abbiamo rivolto alcune domande a Giacomo Cioni, presidente della CNA Firenze Metropolitana (8.600 imprese associate) e vice-presidente regionale di CNA Toscana. Cioni, oltre a ricoprire incarichi di prestigio nella Confederazione Nazionale dell’Artigianato, è anche e soprattutto un noto imprenditore: è amministratore della tipografia Sartimagi di Figline, autorevole azienda del settore, fondata dal suo trisnonno nel 1879. Per tutti questi motivi, Giacomo Cioni è in grado di analizzare l’economia locale da un osservatorio privilegiato: “Per rispondere in modo sintetico, possiamo dire che quelle aziende valdarnesi che sono riuscite a rimanere sul mercato dopo questi dieci anni di crisi, oggi intravedono una lieve, ma costante crescita”. Questo vale per tutti i settori? “Il settore più colpito è quello dell’edilizia, che a cascata si è portata dietro la crisi dei co- siddetti impiantisti: idraulici, elettricisti e anche gli studi tecnici. Il discorso è diverso per altri settori, ad esempio per le piccole e medie aziende della meccanica: nei decenni scorsi l’attività della Pirelli aveva fatto nascere un indotto che per fortuna è rimasto in piedi Nella foto: Giacomo Cioni, presidente della Cna Firenze Metropolitana anche nel dopo-Pirelli”. Tutto merito del traino derivante dal comparto della moda? “Certamente il settore della moda ha fatto la sua parte, però c’è da dire che il Valdarno Fiorentino, a differenza di quello aretino, è meno dipendente dalla moda. La grande forza di questa terra è la differenziazione dei campi imprenditoriali, delle tipologie di aziende. Vedo un certo fermento nell’ambito dell’accoglienza legata all’attività agricola, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione al biologico. In definitiva il settore del turismo è quello che può dare le maggiori soddisfazioni nei prossimi anni”. Ma è tutto oro quello che luccica nel settore turistico del Valdarno? “Credo che ci sia la necessità di aggredire in modo nuovo questo settore. A dire il vero, credo che nel Valdarno fiorentino non vi sia ancora la giusta cultura del turismo, nonostante la presenza di importanti campeggi che, però, costituiscono un mondo a parte. Nella nostra zona la visione del turismo è da ripensare completamente, anche se costituisce attualmente la leva prospettica più importante per l’economia del nostro territorio, non mi riferisco solo all’approccio degli imprenditori del settore, ai quali rivolgo un plauso per gli sforzi compiuti fino ad ora e per i capitali investiti, ma specialmente a chi amministra i nostri territori, che con gli imprenditori dovrebbero pianificare il futuro”. Come si può intervenire? “Un ruolo importante può essere svolto dalla città metropolitana, proprio per differenziare i flussi turistici che gravitano su Firenze. In fondo ci sono 42 comuni che insistono su un’area metropolitana di 3514 kmq con 1.007.252 residenti, ovvero il 27% dell’intera popolazione della regione. Una integrazione ed un coordinamento delle politiche mi pare una scelta obbligatoria”. Da un punto di vista demografico il Valdarno Fiorentino come è messo? “In realtà abbiamo un tessuto demografico giovane: tante giovani coppie sono arrivate a Figline negli anni pre-crisi, soprattutto nel 2005 e nel 2006, per cercare un’abitazione a prezzi abbordabili fuori dalla città di Firenze. Questo fenomeno innescò all’epoca una sorta di bolla nel settore dell’edilizia, però quelle coppie ora si sono stabilizzate e così adesso abbiamo tanti bambini piccoli che hanno fatto nascere la richiesta di nuovi servizi, come gli asili, scuole, impianti sportivi e anche la richiesta di maggiori e più funzionali collegamenti con Firenze”. M.D.C. imprese:“Il mio inizio? Quasi per caso. Durante gli studi cercavo un La Brand Factory collabora con grandi marchi nazionali. Ecco come è nata “Mi considero una persona fortunata - ammette Massimi- modo per guadagnare qualche soldo. Così ho iniziato a ven- Massimiliano, il marketingdere una guida del Valdarno liano - Faccio un lavoro che mi piace e che mi ha fatto conoscere molte cose che mai avrei per l’Ente Fiera di Terranuova. Una esperienza utile, anche e soprattutto perché da lì ho gettato i primi ponti verso la pub- parte anche dal Valdarno vissuto altrimenti. Questo ha comportato girare molto, a volte è stato molto bello, altre solo molto faticoso. Ho lavo- blicità ma ho capito presto che rato in media 12 ore al giorno fare il venditore non era il mio e gestione operativa nel campo Parlando della comunicazione più apprezzati nel settore della e spesso anche il sabato o la mestiere”. della comunicazione azienda- Massimiliano ci dice “Spesso comunicazione aziendale. domenica togliendo un sacco Eppure, Massimiliano Lessi le. Si tratta di una realtà gio- nel nostro mondo si hanno ap- “Problemi, difficolta? Ce ne di spazio ad altro. Comunque il mondo della pubblicità, ma vane, che da 15 anni si avvale procci per moda o convenien- sono moltissime, ogni giorno, -ammette infine Massimilia- soprattutto del marketing, non di una dozzina di collaboratori, za. Ora vanno di moda Social complicato farne un elenco”. no. la cosa che più mi ha fat- l’ha più lasciato. E non ha la- i quali - a modo loro - hanno media specialist, influencer, Massimiliano Lessi ha man- to contento, lavorativamente, sciato nemmeno Terranuova saputo innovare radicalmen- ma sono i nuovi “volantinari” tenuto l’aspetto e il compor- in questi anni è vedere che il Bracciolini. Dopo aver ma- te l’approccio con le aziende: del 2000. Il segreto è sempre tamento da bravo ragazzo di nostro modello ha funzionato turato importanti esperienze “Non siamo la classica agenzia la strategia e la conoscenza, gli provincia, anche se ora il suo e funziona. lavorative come responsabile ma ci dedichiamo all’analisi strumenti poi sono fondamen- telefono squilla in continua- Brand Factory è uno studio, marketing fuori provincia e prima di tutto. Questa è stata la tali ma vengono dopo …molto zione. Non si esibisce, parla una casa, una fucina formati- fuori regione, ha deciso di fare nostra forza, la nostra specifi- dopo”. poco e a bassa voce. va, una realtà professionaliz- impresa cercando un punto fer- cità che ci ha messo in una po- Brand Factory ha macinato E non rinnega le sue origini: zata, un’azienda che partendo mo proprio nella terra in cui af- sizione di non concorrenza di chilometri e chilometri e oggi “Sono molto legato al Valdar- dal nostro territorio ha portato fondano le sue radici. Ora alle fatto e che ci ha permesso una collabora con marchi presti- no anche se lavorativamente il Valdarno a farsi apprezzare porte di Terranuova c’è una crescita costante. Ogni azienda giosi a livello nazionale. per noi non ha mai rappresen- anche fuori dai suoi confini ge- delle due sedi, la principale, di ha una storia, una specificità Insomma, quel ragazzino di tato molto purtroppo e anzi ografici. quella che può essere conside- che la fa distinguere dai suoi Terranuova, che vendeva gui- spesso ha rappresentato un li- Una piccola storia, ma una sto- rata la sua creatura: Brand Fac- competitors. Questo va capito, de mentre studiava Scienze mite per il reperimento di figu- ria positiva di impegno e obiet- tory, specializzata nella consu- interpretato e… messo a siste- Politiche alla “Cesare Alfieri” lenza, pianificazione strategica ma”. di Firenze, oggi è uno dei nomi re professionali adeguate, ma è casa mia e ci sto bene”. Massimiliano Lessi tivi raggiunti e da raggiungere. Ma.Z.

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CAMBIA STAGIONE? CAMBIA ARMADIO! VIENI IN SHOWROOM E SCOPRI TUTTE LE PROMOZIONI SU ARMADI E GUARDAROBA La primavera è alle porte (speriamo!) e questo è il momento giusto per cambiare il tuo armadio e scegliere tra uno dei tanti modelli che ti mettiamo a disposizione. Design classico o contemporaneo, perfetto equilibrio tra alto livello dei prodotti e giusto prezzo. Con alcune imperdibili opportunità che devi scoprire visitando il nostro showroom. Il più grande di tutto il Valdarno. APERTI ANCHE DOMENICA POMERIGGIO Via Aretina, 35 - 50060 Leccio, Reggello (FI) - Tel. e Fax 055.86.57.633 info@casa-cucina.com - www.casa-cucina.com

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 8 Aprile 2018 Reggello Tante iniziative del “Rotary” Figline e Incisa Premio “RotarArchitettura” a Vallombrosa Il Rotary Club gruppo di Rotary Figline e Incisa Club dell’area fio- Valdarno ha scelto rentina - ha deciso Vallombrosa per di effettuare un la consegna del importante service, premio al vinci- sicuramente uno tore del Concorso dei principali per di Progettazione l’anno rotariano “RotarArchitettu- 2018, partecipando ra 2018” (primo al Restauro delle concorso per neo laureati ) che tre Porte Sante della Basilica. sarà assegnato nella località Sarà invece dedicata ai cam- turistica di Reggello il 19 mag- pioni sportivi dell’Aeronautica gio, in concomitanza di data Militare di Firenze l’iniziativa con il Premio Letterario Val- del Rotary di Figline e Incisa lombrosa. L’iniziativa del Club che si svolgerà il 27 aprile in del Valdarno fiorentino è solo interclub con il Rotary Valdar- l’ultima di una serie di ope- no e il Panathlon Valdarno Su- razioni messe in atto a favore periore. Nell’occasione i cam- del territorio. Oltre ai nume- pioni sportivi dell’Aeronautica rosi “services” realizzati e in racconteranno la loro espe- corso di realizzazione, anche rienza olimpionica e sportiva. in questo anno rotariano sono Un’altra iniziativa in interclub state effettuate donazioni a fa- con Rotary Valdarno e Lions vore di importanti associazio- Valdarno Host, si svolgerà il ni, quali Calcit, Aseba e Lette- giorno 8 maggio. La serata, dal ra 8. Inoltre, in occasione del titolo “Valdarno tra Preistoria Millennio dalla Fondazione e attualità” sarà dedicata al della Basilica di San Miniato ritrovamento del Mammuthus al Monte a Firenze, il club val- in località Tasso-Terranuova darnese - insieme ad un nutrito Bracciolini. Rignano :mestieri Piero Tievoli e i suoi vent’anni trascorsi a fare il liutaio Quell’angolo del Valdarno dove nascono le chitarre Occorrono almeno cinque-sei zazione dei suoi violini, il cui anni di stagionatura prima che suono è rimasto ineguagliato. il legno sia messo in lavorazione “Quando si crea uno strumento per la creazione di uno strumen- non ci devono essere tensioni to musicale a corde. Dieci-do- -spiega Piero - ma si deve tende- dici ore di attività al giorno, per re alla perfezione, sperimentan- produrre due-tre chitarre in un do ogni volta dei piccoli cam- anno. Un lavoro lento, minuzio- biamenti che ti consentano di so, di altissima qualità, quello fare dei progressi controllati. Al- svolto da Piero Tievoli, liutaio di trimenti fai sempre le stesse cose Campiano con esperienza quasi e allora puoi produrre anche cin- ventennale. Lui, che è cresciu- quanta chitarre in un anno”. Di to all’Isola del Giglio, a questo Nella foto: Piero Tievoli al lavoro nel suo laboratorio chitarre Tievoli ne ha fabbricate mestiere ci è arrivato attraverso che ne limitava le facoltà uditi- nico può essere sempre la stessa, cinquantadue, ma nell’arco di la musica, una delle poche oc- ve, importanti per verificare i ri- una conifera come l’abete rosso, diciassette anni, una delle ulti- cupazioni alternative lì al lavoro sultati sonori dello strumento in ma ogni albero presenta delle me l’ha venduta al chirurgo che in miniera o nel turismo. Dopo costruzione: “I primi sette anni caratteristiche diverse in base operandolo all’orecchio ha risol- anni passati ad incidere dischi ho lavorato avvalendomi soprat- alla sua posizione e alle condi- to i suoi problemi di udito. “Mi negli studi di registrazione come tutto del tatto, valutando con le zioni climatiche a cui è esposto”. ha chiesto di fargli una chitarra chitarrista, decide di dedicarsi mani la flessibilità del legno e E l’artigiano che ha più tempo con una dedica sopra da regala- completamente alla liuteria: “Le appoggiando il mento sulle chi- e voglia di ottenere il massimo re alla figlia per il giorno della chitarre le ho sempre aperte, tarre che stavo fabbricando per tiene conto anche delle minime sua laurea, nonostante che lei smontate, guardate -ci racconta percepire le vibrazioni che erano variazioni, mentre l’industria non la sappia suonare”. Perché Piero - ho imparato da solo a in grado di emettere, e capire se che produce in serie non si cura uno strumento musicale quando crearle, senza la guida di un ma- erano ben intonate”. Apparente- di questi particolari. Basti pen- è fatto bene diviene un oggetto estro, studiando unicamente sui mente alcune chitarre possono sare che Antonio Stradivari, il prezioso in sé, la cui bellezza e libri di testo”. sembrare uguali, ma basta to- leggendario liutaio di Cremona valore vanno ben oltre l’uso pre- Animato da un’ammirevole de- gliere anche pochissimo legno vissuto tra ‘600 e ‘700, si recava sente, destinato a durare secoli, terminazione, è riuscito a svol- che tutto cambia, le frequenze personalmente in Val di Fiemme che potrai lasciare ai tuoi figli e gere bene questo antico mestiere cambiano. “Non c’è un pezzo di a scegliere i suoi “abeti di riso- ai figli dei tuoi figli per molte ge- anche nel periodo in cui era af- legno uguale ad un altro, la spe- nanza”, da cui ricavare i legni nerazioni a venire. fetto da un disturbo all’orecchio cie utilizzata per il piano armo- di maggior pregio per la realiz- Anita Zarra :politica Il sindaco si arrabbia per una pubblicità apparsa sul nostro giornale Lorenzini fa l’offeso e Benucci lo bacchetta Claudine, la scultrice del recupero Claudine Juliette Schirach è un’artista di grande talento che con il proprio estro collabora ad evitare sprechi di prodotti apparentemente inutili restituendo loro un valore straordinario molto al di là di quello effettivo. Con i materiali di scarto crea sculture figurative uniche, vere e proprie opere d’arte d’impatto veramente inconsueto. Chi è Claudine Juliette Schirach? Figlia dello scultore eclettico Hans Peter Schirach, è nata a Berna in Svizzera il 22 marzo 1962 e si trasferisce in Italia verso la fine degli anni ’80. In gioventù si dedica a disparate forme d’arte, ma sarà la musica a portarla all’attenzione del grande pubblico arrivando in vetta alle classifiche come membro di due gruppi musicali di succes- so. In seguito, pubblicherà anche due brani da solista. In Toscana si stabilisce a San Donato in Collina, dove ha iniziato a dedicarsi prima alla pittura e poi alla scultura del riciclo creativo. Nel 2013 le sue opere risultano tra le finaliste dell’Art Contest del Centro Tian-Qui di Milano per l’interpretazione del tema “L’emigrante ”. Nel 2014 espone le sue nuove e meravigliose opere nella galleria Roland Ehrsam di Balilea che nello scorso mese di gennaio sono state ammirate presso il Covo de’ Ricci a Figline Valdarno dando un esempio di come un’artista possa esprimere il proprio talento utilizzando materiali di scarto per creare sculture figurative veramente incomparabili. Adriana Bottacci E’ la prima volta che un sindaco non se la prende per un articolo, ma per una pubblicità. Non potendo contestare la correttezza del pezzo recentemente pubblicato dal nostro giornale in merito alla polemica relativa al marciapiede di Cellai, Daniele Lorenzini si è sentito offeso dal fatto che in quella stessa pagina comparisse una pubblicità ordinata dalla Pro Loco di Reggello. Così il sindaco di Rignano ha scritto una lettera aperta ai consiglieri comunali di Reggello - e anche alla stampa - per esternare la sua protesta: “Cari consiglieri, sorprende notare che, su un giornale a distribuzione gratuita, ci sia un’inserzione a pagamento a cura della Pro Loco di Reggello - con il patrocinio dello stesso Comune reggellese - nella stessa pagina in cui appare un articolo riguardante una normale dialettica tra maggioranza e opposizione all’interno del Consiglio Comunale di Rignano sull’Arno, Daniele Lorenzini argomento riguardo al quale un’altra Amministrazione solitamente dovrebbe rimanere estranea. Auspicando di poter mantenere corretti rapporti istituzionali tra i due enti locali, ci chiediamo se l’Amministrazione comunale di Reggello abbia correttamente verificato la propria azione nel rappresentare le proprie iniziative all’esterno. Possiamo immaginare che la risposta dell’Amministrazione evidenzierà che non sia tenuta a controllare quanto viene pubblicato, però ne approfittiamo per chiedere una maggiore attenzione”. Quando il sindaco di Reggello ha letto la protesta di Lorenzini, all’inizio ha pensato di essere su “Scherzi a parte”. Cristiano Benucci Poi, avuta la conferma che non era uno scherzo, ha risposto: “Caro collega, leggo, non senza stupore la tua mail. Onestamente fatico a comprendere il nesso che lega le due questioni, e, soprattutto il collegamento tra la questione posta e l’Amministrazione Reggellese. Si tratta infatti di un’inserzione a pagamento che la Pro-loco di Reggello ha legittimamente opzionato tra gli spazi all’uopo riservati per pubblicizzare le loro iniziative. Il Comune ha patrocinato il loro programma, come credo spesso avvenga anche nel tuo comune, senza oneri e spese. Non trovo in questo nulla di scorretto. In questo comune ogni associazione è libe- ra di assumere tutte le iniziative consentite dalla legge per promuovere il proprio programma e le proprie iniziative”. “Fatico a comprendere -aggiunge Cristiano Benucci come questa questione possa essere collegata con l’articolo che, nella parte superiore della pagina, tratta vicende politiche rignanesi, le quali, non ci riguardano e non ci appassionano. Trovo singolare, anzi decisamente inopportuno e istituzionalmente scorretto che un sindaco di comprovata esperienza come te possa solo pensare che sussista un collegamento tra due cose che nulla hanno a che vedere con l’Amministrazione comunale di Reggello e, ancor peggio che da questa indebita illazione ne scaturisca una mail, indirizzata all’intero consiglio comunale e agli organi di stampa, di quel tenore. Mi sfugge qualcosa in tutto ciò, ovviamente per una carenza tutta mia”. M.D.C.

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Aprile 2018 PAGINA 9 IlValdarnogratisacasatua Fortini espande la sua Grif Connubio tra Auto e Nautica Un pezzo di mare in riva all’Arno. Grazie allo spirito imprenditoriale di Fortini, i tanti valdarnesi appassionati di nautica possono ora usufruire di un centro specializzato per l’assistenza alle barche e ai motori, senza doversi sobbarcare faticose trasferte. “Il Centro Nautico allestito nella sede Grif di Montevarchi - spiega Giacomo Fortini -è nato proprio dal connubio tra la passione per il mare e gli oltre 40 anni di esperienza che la nostra azienda ha maturato sui motori”. In Valdarno il nome Fortini è da sempre sinonimo di auto e motori. Un’esperienza nata nel secolo scorso, prima in simbiosi con i grandi marchi tedeschi e poi sviluppandosi anche in altre direzioni. Proprio la nascita di Grif (acronimo che racchiude i nomi delle due generazioni di imprenditori della famiglia Fortini: Giacomo, Renato, Ivalda e Federica) ha segnato il punto di svolta che ha permesso all’azienda valdarnese di aggredire nuovi mercati: i Clienti possono scegliere tra una moltitudine di servizi offerti, dalla vendita e riparazione auto multimarca, la nuova linea revisione con macchinari altamente tecnologici in grado di effettuare revisioni a vetture sportive con assetti ribassati, 4x4, moto e ciclomotori. Il reparto pneumatici, elettrauto, carrozzeria e tutto quanto graviti attorno al mondo Automotive. E ora anche la nautica: “Questa nuova attività è nata in modo naturale e spontaneo -racconta Giacomo Fortini -In pratica è successo questo: per mettere in mare la mia barca nelle migliori condizioni, da sempre io facevo ricorso alla tecnologia e all’esperienza dei nostri Tecnici. Interventi accurati, che piacevano molto agli altri appassionati di nautica. È andata a finire che, prima gli amici, e poi anche altri proprietari di barche ci hanno chiesto di fare interventi mirati sui loro natanti; a volte per sistemare il motore, oppure per lavori di manutenzione allo scafo. Così, piano piano, la passione si è trasformata in un vero e proprio lavoro. Tant’è che quasi subito è arrivata una grande casa costruttrice di motori marini fuoribordo come Suzuki che ci ha scelto come punto di riferimento per l’area di Arezzo, Firenze e Siena; affidandoci la parte vendita e assistenza dei loro prodotti del settore nautico in Toscana”. Il centro nautico di via Enzo Ferrari a Montevarchi è una vera manna per gli appassionati. Nei locali della Grif, i clienti possono ordinare dai ricambi per motori sia entro che fuori bordo, tutti gli accessori per il campeggio nauti- Nelle foto: Il Centro Nautico allestito nella sede Grif di Montevarchi in Via Enzo Ferrari 91. In basso due generazioni di imprenditori della famiglia Fortini, Giacomo e Federica sulla sinistra, Ivalda e Renato sulla destra durante la presentazione della nuova Tiguan co, prodotti per la manutenzione delle proprie imbarcazioni e qualsiasi tipo di dispositivo di sicurezza e salvataggio. Presso lo showroom della Grif, sono in esposizione i nuovi motori fuoribordo Suzuki. Il reparto nautica di Grif, offre inoltre i ser- vizi di vendita e montaggio dei motori fuoribordo e la rimessa a nuovo della chiglia e murate. Dalla lucidatura alla verniciatura fino all’installazione di pellicole personalizzate. Dal decapaggio, alla ceratura dei gommoni. E poi tutta la parte del service-officina che garantisce una manutenzione regolare al motore. “In questo campo ci viene in aiuto l’enorme esperienza maturata dal nostro personale in ambito motoristico a cui si aggiunge la costante formazione specifica degli addetti di officina -specifica Giacomo Fortini -Questo ci permette una diagnosi tecnica rapida e un intervento di riparazione con ricambi originali: tutto ciò assicura non solo la sicurezza in mare, ma anche il mantenimento del valore del mezzo anche in caso di vendita o di permuta”. Il felice connubio auto-nautica, portato avanti da Fortini con la sua Grif, si concretizza nel servizio di vendita e assistenza di carrelli. “Perché capita che gli appassionati curino in modo maniacale la barca, la moto, l’auto o quanto trasportato con il proprio carrello (Roulotte comprese), ma spesso si dimenticano di fare una manutenzione idonea al rimorchio, dovuta anche dal fatto che non sono soggetti a revisione statale, mettendo gravemente a rischio la propria e l’altrui incolumità. Il personale Grif, attento alla sicurezza, invita tutti i possessori di rimorchi ad un controllo gratuito dello stato d’uso e conservazione del carrello”. Informazione pubblicitaria Via Enzo Ferrari, 91 www.grif.srl Montevarchi Tel 055 9850480 Aperto dal lunedì al sabato 08:30 - 12:30 14:30 - 19:30

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 10 Aprile 2018 Per la pubblicità su QUESTO giornale rivolgiti a... ALSEFI 055 952 137 info@alse .com MARKETING SOLUTIONS www.alse .com :libri Ecco come è nato il volume scritto dal vicesindaco di Cavriglia dedicato alla scorta di Moro Filippo: “Aveva soccorso mio padre quel poliziotto trucidato in via Fani” Filippo Boni - giornalista, vicesindaco di Cavriglia - è l’autore del libro “Gli Eroi di Via Fani”, un’opera che testimonia le vite degli agenti della scorta di Aldo Moro morti nell’attentato nel 1978; ma perché un valdarnese è così fortemente legato a fatti avvenuti quarant’anni fa a Roma? L’avventura di Filippo inizia dal ritrovamento di un biglietto autostradale e di una moneta da 50 lire in una scatola di latta conservata dal padre Luciano. Questi due oggetti colsero immediatamente la sua attenzione poiché Luciano, a differenza di altri ricordi sparsi nella casa, aveva appuntato una frase sul biglietto; “estate 1977 -16 marzo 1978 per non dimenticarti; per non dimenticarli”. La curiosità di Filippo lo portò quindi a chiedere al babbo quale fosse il ricordo legato a quegli oggetti, e da quel momento le vite di tante persone cambiarono. Un giorno d’estate del 1977 Luciano Boni ebbe un problema con la propria automobile in autostrada e un poliziotto gli diede gentilmente un passaggio fino al casello di Firenze Sud. Durante il viaggio i due uomini parlarono. Il poli- ziotto confidò i suoi programmi e le sue speranze; il matrimonio con Valeria, la ricerca di una casa. Poi, al momento di dover utilizzare il telefono a gettoni, Luciano si rese conto di aver lasciato il proprio portafogli nella macchina ferma; il poliziotto gli offrì una manciata di gettoni tra i quali c’era una moneta da 50 lire. Una volta tornato a casa, Luciano scrisse subito sul biglietto autostradale una frase semplice, per ricordarsi di quell’uomo gentile che lo aveva aiutato nel momento di difficoltà. La vita di Luciano andò avanti, finché un giorno - era il 16 marzo 1978 - accendendo la televisione sentì la notizia del sequestro Moro avvenuto a Roma per mano delle Brigate Rosse. In quel servizio si parlava della morte dell’intera scorta di Aldo Moro e mentre scorrevano i volti degli agenti Luciano riconobbe in Francesco Zizzi il poliziotto che lo aveva aiutato l’estate precedente. Sconvolto, cercò il biglietto autostradale che aveva conservato e ci aggiunse subito una seconda frase; per non dimenticare quelle vite spezzate. Il percorso di Filippo Boni parte da questo momento: nasce per scoprire e raccontare le vite legate a quel terribile giorno e per trovare Valeria, la promessa sposa del poliziotto che tanto aveva colpito Luciano. Nel 2016 inizia la ricerca dei parenti delle vittime dell’attentato di Via Fani: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino e Francesco Zizzi. Il grande sogno di Filippo era quello di ritrovare la fidanzata Nella foto: Filippo Boni riceve il “Pegaso” dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani di Zizzi e per fare questo chiese informazioni alle sorelle dell’agente di Polizia originario di Fasano. Adriana, Maria Pia e Sara gli raccontarono che dalla morte del fratello non ebbero più contatti con Valeria, ma promisero di fare il possibile per cercare di metterla in contatto con lui. Finalmente, il 21 luglio 2016, Filippo incontrò Valeria che, oltre al proprio bagaglio di ricordi, portò anche una valigetta di velluto bianco nella quale erano custoditi gli ultimi preparativi per il matrimonio come le partecipazioni e il preventivo del ristorante. Valeria non si è mai sposata, non è mai riuscita a superare completamente la perdita di quel grande amore. L’obbiettivo di Filippo era questo: raccontare le vite spezzate non solo delle vittime, ma delle persone che le hanno amate. In un momento in cui la necessità di rispolverare la memoria si fa sempre più necessaria, il libro di Filippo Boni diventa una testimonianza storica importantissima. In ogni riga ci coinvolge in prima persona e ci presenta gli agenti della scorta di Aldo Moro come se fossero nostri familiari. “Gli Eroi di Via Fani” è stato presentato a Roma in occasione del quarantesimo anniversario dell’attentato e nelle prossime settimane sarà portato anche nelle scuole del Valdarno; per avvicinare i giovani alla storia del nostro Paese e degli eroi che ne hanno fatto parte. Diletta Paoli malizia ABBIGLIAMENTO UOMO - DONNA MARE E ACCESSORI Corso Italia, 130 - Tel. 055 943554 52027 SAN GIOVANNI VALDARNO (AR)

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11Aprile 2018 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Per la pubblicità su QUESTO giornale rivolgiti a... ALSEFI MARKETING SOLUTIONS 055 952 137 info@alse .com www.alse .com :scienza I sorprendenti risultati di una ricercatrice valdarnese. Una storia partita dal Pestello Manuela e l’olio contro l’Alzheimer L’olio extravergine d’oliva combatte l’Alzheimer. Questo potrebbe essere il sorprendente risultato dello studio di Manuela Leri, ricercatrice montevarchina della rete Airalzh presso il Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze. Nel 2015 Manuela ha ottenuto il Dottorato in Biochimica e Biologia Applicata e l’anno successivo il suo progetto ha vinto uno dei venticinque assegni di ricerca distribuiti in 14 regioni italiane, promossi da Airalzh Onlus, banditi dall’Università di Firenze e finanziati da Coop. “Grazie a questo finanziamento ho potuto portare avanti la mia ricerca. Per noi ricercatori non è molto facile trovare i fondi che garantiscano la continuità ai nostri progetti” afferma Manuela. Gli effetti dei polifenoli naturali sono oggetto di ricerca clinica da anni e recenti studi hanno dimostrato il loro effetto protettivo su malattie neurodegenerative e non solo. “Il mio progetto si focalizza sulla valutazione del possibile effetto terapeutico e preventivo dei principali polifenoli presenti nell’olio extra vergine di oliva nei confronti della formazione delle placche amiloidi che sono una causa della perdita di funzionalità neuronale e progressione della malattia di Alzheimer. Attualmente non sono presenti terapie efficaci contro il decorso di tale patologia e il mio studio si concentra sull’ef- fetto di principi nutrienti in grado di prevenire la formazione di tali oligomeri proteici tossici che si accumulano nel cervello durante la progressione della malattia” spiega Manuela. I dati preliminari della sua ricerca confermano l’aspetto preventivo e protettivo rendendo i neuroni più resistenti. Da tre anni Manuela vive a Firenze insieme al fidanzato, ma il fine Nella foto: La ricercatrice montevarchina Manuela Leri settimana lo dedica alla famiglia e ai suoi amici del Pestello. “È qui che mi sento a casa” confida. Nei prossimi mesi sarà impegnata tra pubblicazioni e congressi dedicati ai giovani scienziati. Le sue giornate trascorrono tra il laboratorio e le ripetizioni a studenti di medie e superiori. “Non è solo una questione economica, con il tempo mi sono affezionata a loro e cerco di aiutarli” aggiunge. È la passione che ha spinto Manuela a scegliere il mestiere della ricerca. “È un interesse che ho sempre avuto dentro di me” racconta. Dopo il liceo scientifico c’è stato un momento in cui stava per rinunciare all’università ma, grazie a Libera Bramante, professoressa di filosofia del liceo Benedetto Varchi, ha ritrovato il giusto spirito per continuare gli studi. “Ha saputo aiutarmi e non finirò mai di ringraziarla” dice Manuela. Il prosieguo della sua ricerca permetterà di convalidare l’uso di questi polifenoli nella progettazione di farmaci efficaci nella prevenzione e nella cura della malattia. “Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo” diceva Ippocrate. Tra poco Manuela scoprirà se l’oro della dieta mediterranea può curare l’Alzheimer, il diabete di tipo II e il Parkinson, omaggiando così le parole di Ippocrate. Sara Bracchini editoria: Sarà stampato in migliaia di copie e sarà tradotto in otto lingue Capitan Giacomo trova il tesoro Così è nato il libro di solidarietà Caro Direttore, rispondo volentieri al Suo invito di spiegare come è nato il libro “Capitan Giacomo trova il tesoro!”. Tutto è iniziato grazie a una telefonata di una cara amica, Francesca Sottili, nella quale mi dice di essere la persona giusta per scrivere una storia. Mi spiega in poche parole il significato e l’insegnamento che dovrà uscire dal racconto e perché proprio il personaggio di Capitan Uncino. Mi racconta di Edoardo e di tutte le volte in cui deve fare la terapia, si veste da questo personaggio, indossando quel famoso cappello con la piuma e l’uncino e che grazie a questo, riesce a farsi coraggio. Ho così pensato a come si possa sentire un bambino e non solo, di fronte a una malattia che ti cambia non solo dentro, ma soprattutto nell’aspetto e di come riuscire a far accettare la malattia non solo a se stesso, ma anche ai suoi compagni e ai suoi genitori che vedono un figlio “diverso” per certi aspetti. Per me, sensibile ed empatica, è semplice e naturale riuscire a mettermi nei panni degli altri, vuoi anche per una mia fragilità di salute che ho avuto fin da piccola e per la quale ho sempre dovuto giu- stificarmi con i miei compagni di scuola e più tardi con le mie amicizie, vuoi forse per una sindrome dolorosa che non mi fa vivere come vorrei. Nasce così il personaggio di Capitan Giacomo. Questo ragazzo che, inizialmente lui per primo, non accetta il suo essere diverso dagli altri, tanto da allontanarsi da loro, invece di cercare conforto e aiuto. Un’avventura che diventa anche una sorta di cammino interiore di crescita, grazie anche a una serie di personaggi buffi e magici che troverà alla ricerca del tesoro e che lo aiuteranno a ritrovare soprattutto fiducia in sé stesso. Questa storia l’ho scritta di getto, quasi dettata da un mio bisogno di aiutare chi non solo ha un problema di salute, ma soprattutto per aiutarlo ad accettare la sua nuova condizione in modo che diventi magicamente un punto di forza e non di debolezza. Caro Direttore, mi permetta di ringraziare Armando Fontana per aver reso perfettamente nelle sue illustrazioni il mio pensiero e l’amico Giovanni Manuelli, che con una sua poesia ha arricchito la storia. Ma soprattutto Francesca che da amica, mi ha reso partecipe di un suo percorso personale e doloroso, dandomi la possibilità non solo di aiutare i bambini del reparto di oncoematologia del Meyer, ma soprattutto quei genitori che si trovano disorientati di fronte a tanto dolore, ma che soprattutto mi ha messo di fronte a me stessa e ai miei limiti, aiutandomi a comprendere quanto la fragilità, alla fine, sia una condizione bellissima. Valentina Trambusti C’è anche “Il Gran ballo delle debuttanti” che Meyer, alle Stanze Ulivieri si svolgerà alle Stanze il Gran ballo delle debuttanti Ulivieri di Montevarchi tra le tante iniziative che per la raccolta dei fondi arricchiscono il calenda- nati nel 2017. Il ballo del- Regina Mundi autore di rio degli eventi promossi le debuttanti si svolgerà un progetto parallelo. da Insieme per il Meyer. domenica 25 novembre, Altro appuntamento di Francesca Sottili, la mam- quasi a sigillo dell’intenso rilievo sarà il Gala Din- ma animatrice del proget- programma di eventi del ner di Autunno che si to di finanziamento del 2018. I principali appun- svolgerà al ristorante “La reparto di oncoematologia tamenti a breve riguarda- Borghetta” venerdì 26 ot- dell’ospedale pediatrico no invece il Gala Dinner tobre. Dopo il già citato fiorentino, ha voluto que- di Primavera a Villa La ballo delle debuttanti, in sto appuntamento monte- Palagina (venerdì 18 mag- programma a fine novem- varchino proprio per coin- gio), dove sarà presentato bre, la stagione di Insieme volgere tutto il Valdarno, il libro “Capitan Giacomo per il Meyer troverà una sia fiorentino che aretino, trova il tesoro”. La stessa degna conclusione nello nella raccolta fondi che presentazione del libro spettacolo “Lo Schiaccia- è giunta quest’anno alla sarà poi ripetuta il giorno noci” con Figline Danza, terza edizione. L’obietti- successivo alle ore 17,30 che si svolgerà nel mese vo è quello di superare la al Circolo Fanin di Figli- di dicembre al Teatro Co- soglia dei 35.000 euro do- ne, insieme all’Istituto munale Garibaldi.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 12 Aprile 2018 :curiosità La storia di Daniele e Tamara e della loro meravigliosa passione “Il pappagallo più chiacchierone? Fa la radiocronoca di una partita” ALSEFI MARKETING SOLUTIONS Piazza Marsilio Ficino 26, 50063 Figline Incisa Valdarno (Firenze) P.IVA: 06706080485 055 952 137 info@alse .com www.alse .com Nelle foto: Daniele Guerri e Tamara Masi con alcuni dei loro pappagalli È indubbio che Daniele Guerri e Tamara Masi, coniugi di Loro Ciuffenna, sono innamorati dei loro pappagalli, che allevano e curano con grande dedizione, come se fossero dei figli. Nella cucina della loro casa, all’interno di ampie gabbie appoggiate alle pareti, esemplari di vario genere fanno bella mostra di sé. Coppie di Inseparabili Alinere dell’Abissinia allevati a mano perché rifiutati dai genitori; un Ecletto rosso e blu dell’Australia, e un Cenerino di 25 anni, il più chiacchierone, capace di imitare qualsiasi rumore: “Riproduce perfettamente la sirena dell’ambulanza, o l’antifurto delle auto ed è in grado di rifa- re la radiocronaca di una partita di calcio per quindici secondi -racconta Daniele –. Quando rimane solo nella stanza ci chiama, babbo, se in casa ci sono io, oppure mamma, se vede che c’è mia moglie e io non ci sono, riuscendo a fare distinzione tra noi due”. Poi, in un locale appositamente riservato e adiacente alla casa, altri numerosi esemplari della specie Agapornis Taranta ancestrale, quelli più belli. Tra loro il ceppo della razza da cui è nata la squadra dei quattro pappagalli vincitrice della 66° edizione del Campionato Mondiale di Ornitologia, che quest’anno si è svolto a Cesena. Risultato di un attento lavoro di selezione svolto da Daniele, attraverso una serie di ripetuti accoppiamenti che hanno permesso di compensarne carenze e difetti, fissando sulla progenie i caratteri migliori. “Ho iniziato a fare le gare a livello locale non per vincere ma per capire se i miei pappagalli erano belli - spiega Daniele –. Per ogni categoria ci sono degli standard di qualità stabiliti dalla Federazione Ornitologica, che servono a giudicare il loro aspetto, come il colore del piumaggio che nel loro caso deve essere brillante e verde smeraldo, la taglia di 17 cm, la fronte rossa per il maschio, il portamento sostenuto ed elegante”. Al mondiale di Cesena sono stati 34.000 gli uccelli sottoposti nel corso di tre giorni alla valutazione di una commissione di giudici esperti, e che ha visto la partecipazione di allevatori provenienti da 28 nazioni differenti. Da quando Tamara e Daniele allevano pappagalli, non si assentano da casa per più di quattro giorni, mai durante il periodo della cova. Una scelta che a loro non sembra pesare molto, dimostrazione della sensibilità e del senso di responsabilità che hanno nei confronti dei propri animali e che li accomuna a tutti gli ornicoltori della FOI, il cui motto, che troviamo scritto all’ingresso dell’allevamento di Daniele, recita: “Allevare è proteggere”. Anita Zarra QUANDO LE IDEE DIVENTANO REALTÀ SITI WEB E-COMMERCE CAMPAGNE DIGITAL AND SOCIAL MARKETING SEO GRAPHIC DESIGN Professionalità passione e creatività per far crescere la tua impresa

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13Aprile 2018 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Per la pubblicità su QUESTO giornale rivolgiti a... ALSEFI MARKETING SOLUTIONS 055 952 137 info@alse .com www.alse .com :rubrica Valdarnesi da ricordare di ieri, oggi e domani Il “nostro” alfabeto sportivo Protagonisti presi alla lettera Da questo numero Leonardo De Nicola inizia la collaborazione con Il Valdarno. Giornalista esperto, penna raffinata, De Nicola è autore di libri e pubblicazioni. È considerato un punto di riferimento per molti giovani colleghi che si avvicinano a questo mestiere e soprattutto per l’ambiente sportivo valdarnese. Siamo felici di poter offrire ai nostri lettori una nuova rubrica che è frutto di tanti anni di passione e professionalità di Leonardo De Nicola Albanese Vincenzo Per vederlo sfrecciare in riviera o vedere la sua bici sui muri e sui ciottoli del nord bisogna pazientare ancora… un po’. Mentre gli sportivi del club del Matassino fremono... Bronzi Giuseppe Il dottore della pallacanestro fidessina, un pioniere la cui tabaccheria nei pressi della stazione era un cenacolo per tutti gli appassionati, a tutte le ore. Caleri Cristiano Un valdarnese di adozione lui nato in terra poliziana. Ma anche il diesse azzurro e, udite udite, il recordman di presenze all time con la maglia della Sangio, oltre 300 e dico poco. Dei Bruno Un attaccante coi fiocchi legato alla storia calcistica del Figline: regalò ai gialloblù un derby contro la Sangiovannese sotto l’acqua e le lacrime versate dai tifosi azzurri, un caro amico che se ne è andato troppo presto. Ensoli Ugo L’alter ego di Caleri nel derby infinito fra le due squadre. Lui infatti il primatista assoluto di presenze con la bella maglia aquilotta, protagonista con tanta umiltà di mille e mille 1234 Nelle foto: Da sinistra, Enzo Ragnini (foto 1), Ugo Fondelli (foto 2), Federica Stufi (foto 3 - Foto di Simone Spataro - Vivolley), Cristiano Caleri (foto 4) battaglie. Fondelli Ugo Un ciclismo fatto di sudore e di polvere, un gregario fedele verso il quale Alfredo Martini si toglieva il cappello e si scioglieva nell’emozione. Gioli Mauro Incisano, da anni impegnato nello sport di tutti e per tutti, lo si trova sempre ad insegnare il suo tennis nei campi del centro sportivo Borgonovo a fianco della statale ad Incisa Valdarno. Innocenti Renato, detto “Rimedia” Diesse e factotum delle due ruote negli anni 70-80: a Castelfranco teneva sempre l’ammiraglia Citroën davanti a casa, come un dolce richia- mo per i tanti appassionati del pedale. Listanti Mauro Un altro valdarnese acquisito, lui umbro dal goal facile e rapinoso: con il Monte anni ‘70 spiccò il volo verso platee più nobili, tenendo fede quasi del tutto (ci mettiamo il quasi) alle più fulgide promesse giovanili. Mini Piero 17 anni sulla panchina del Cavriglia, un calcio artigianale del quale avvertiamo un lontano profumo. E certe sue frasi rimangono leggendarie, come il vis à vis delirato per costringere il proprio difensore (spesso il caro Angiolino Redditi) alla più truce marcatura ad uomo. Nannini Cosimo Andate a rivedervi se potete alcune giocate di questo ragazzo di proprietà del Prato ed in forza alla Sangio; palla avanti ed avversari saltati come birilli con una forza fisica dirompente. Farà il suo bel cammino. Olimpiadi Posto dove han trovato casa pochi atleti valdarnesi, la prima volta che non si scorda mai fu quella di Stefania Bucci nel 1976, la Stefania che a Montevarchi forgia ed ha forgiato generazioni di ginnaste con la sua “giglio “. Furono i giochi di Montreal e della straordinaria Nadia Comaneci. Piovosi Lorenzo Compagno di mille avventure con il nostro Milan e personaggio attivo in mille rivoli: arbitro, dirigente federale e innamorato perdutamente delle sue tre M: Milan, Montevarchi e, da supporter anglofono... Manchester United. Ragnini Enzo Del Matassino, già campione italiano della categoria esordienti: quando correva il biondo Enzo, noi ragazzi si andava a vederlo correre con la sua maglia rossa e gialla come spinti in una processione laica della domenica. Stufi Federica Figlinese e grande pallavolista, gioca a Busto Arsizio e da anni lega il suo nome al club Italia con il quale è stata già protagonista in un campionato europeo juniores. Un’eccellen- za tutta valdarnese dello sport moderno. Toti Intesa come la storica famiglia montevarchina che imperversava nei campi vicino al casello Valdarno dell’autostrada. E dal maestro Marino al figlio giocatore di prima categoria che ha incrociato le racchette con Panatta e soci - è stato per anni un bel vedere per davvero. Unione Come quella fra la Traiana e la Terranuovese calcio, nel segno indiscusso di Mauro Vannelli, attivissimo dirigente sportivo e noto commerciante di via Roma a Montevarchi. E qui approfitto per mandare un abbraccio al fratello Piero a San Giustino, che ricordo come grande appassionato e praticante delle due ruote al tempo della Fam cucine e del commendator Lidio Fabiani. Viola come Vasarri Giornalista e fra le prime donne in Italia a guidare i treni ad alta velocità. Con lei ricordiamo il caro padre Andrea detto “Sasso” già campione del mondo master di ciclismo e compagno di strada per tanti appassionati. Zelli Gianfranco Di Pergine, per anni e anni appassionato dirigente dello sport locale, alternando l’impegno organizzativo a quello di impeccabile impiegato nella locale industria di azoto.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 14 Aprile 2018 Nella foto: Roberto Rotesi e alcuni pezzi della sua preziosa e originale collezione :sport Collezione unica di Italia ‘90. Compresa l’ultima videocassetta della Nannini Consoliamoci col Mondiale di Roberto e i 4000 cimeli delle “Notti magiche” C’era un tempo in cui la Nazionale italiana di calcio partecipava ai Mndiali e si aggiudicava un posto sul podio. C’è stato anche il tempo in cui l’Italia ha ospitato la Coppa del Mondo. Quelle notti magiche dell’estate ‘90 sono ancora nel cuore degli appassionati del pallone. Lo sa bene Roberto Rotesi, dipendente Bekaert e appassionato di calcio, che di quel Mondiale ha raccolto ben quattromila cimeli tra maglie, francobolli, cartoline, spillette e altri oggetti. “La passione per il calcio mi è stata trasmessa da mio padre che negli anni ’70 era il fotografo ufficiale dell’Aquila Montevarchi” racconta Roberto. Nei suoi ricordi questa collezione è legata a quella foto scattata nel ‘74 da Roberto Soldani che lo ritrae a bordo campo col padre in un momento felice della sua infanzia. Poi nel settembre del 1989 arrivarono le figurine Panini e poco dopo lapis, quaderni, diari e zainetti marchiati Italia ’90. “Qualcosa l’ho acquistato online ma tante cose le ho trovate nei vari mercatini in tutta Italia e nei negozi di coppe. Per anni sono stato alla ricerca dei gadget del nostro Mondiale” racconta Roberto. La lista è lunga e comprende oggetti di ogni tipo realizzati proprio per l’occasione; modellini Burago, la macchina da scrivere Olivetti, serie di bottiglie di vino e spumante, orologi, borsoni, spillette e varie riproduzioni della mascotte “Ciao”. Ogni oggetto è legato ad un ricordo o aneddoto. Tra i cimeli più curiosi c’è un telefono multilingua della Sip. La Società telefonica creò questi apparecchi per le postazioni giornalistiche degli stadi durante le partite del mondiale. “L’ho comprato online anni fa. Era quello nella postazione dello stadio di Palermo” racconta. Tra i regali che hanno arricchito il suo patrimonio c’è anche quello di Caterina Caselli: la videocassetta originale della registrazione di “Un’estate italiana” la hit cantata dalla Nannini e Bennato. “La custodisco gelosamente perché è l’unica copia esistente” dice Roberto. Anche la maglia originale del- la Germania gli è stata regalata da un ex dipendente della Federazione calcistica tedesca che incontrò nel ’94. Lo stesso anno, durante una mostra a Montevarchi, un tedesco offrì novecentomila lire per un box di sei scatole di Nobile di Montepulciano etichettato Italia ’90. Nel maggio del 2014 la sua collezione è stata esposta nella Pieve di San Giovanni e il libro firme è ancora tra i suoi oggetti più preziosi insieme alla maglia di Schillaci e la foto firmata da Azeglio Vicini. Quella di Roberto è una collezione unica. Un unico viaggio in ventiquattro paesi con una colonna sonora tutta italiana che lui è ben felice di esporre ancora per tutti i romantici del calcio. Sara Bracchini

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Medici tra la gente 15Aprile 2018 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Ecco come fare sport in sicurezza Le indicazioni del dottor Guaglio “Genitori, non fatevi spaventare dai casi di Astori o di Bruno Boban; in Italia l’attività sportiva è strettamente controllata sotto il profilo medico, e resta fondamentale per un corretto sviluppo psicofisico dei ragazzi”. Il dottor Giuseppe Guaglio per anni ha svolto il ruolo di responsabile medico di numerose società di calcio, sia dilettantistiche che professionistiche. A questo noto medico chirurgo, specializzato in medicina sportiva, abbiamo chiesto di fare il punto della situazione, dopo gli ultimi improvvisi decessi di calciatori. “Prima di tutto dobbiamo rassicurare sia i genitori che gli atleti: la legislazione italiana è Nella foto: Il dottor Giuseppe Guaglio la più avanzata in materia di tu- sionisti che avevano giocato tela dei soggetti che praticano all’estero e che hanno scoperto un’attività sportiva - specifica i loro problemi cardiaci solo il dottor Guaglio - Del resto grazie ai controlli a cui si sono sono noti alcuni casi di profes- sottoposti una volta giunti in Italia. Con gli esami clinici che sono stati resi obbligatori negli ultimi anni, compresa la prova da sforzo per chi fa agonismo, i casi di morte nel corso di manifestazioni sportive sono ormai ridotti al minimo, e spesso sono dovuti a fattori - come quelle genetici - praticamente impossibili da scoprire”. Ma chi deve sottoporsi a un elettrocardiogramma sotto sforzo? “Obbligatoriamente, una volta all’anno, tutti coloro che svolgono un’attività agonistica: per i professionisti l’obbligo è semestrale. Chi pratica sport non agonistico deve comunque sottoporsi ad un elettrocardiogramma di base. La periodicità di questi controlli non è specificata dalla legge, ma io consiglio di farli ogni anno”. Però, da ora in poi, non sarà più obbligatorio il certificato medico per i bambini da 0 a 6 anni, perché? Non è una contraddizione? “No, perché fino a 6 anni l’attività motoria del bambino è considerata di tipo ludico. Per fare un esempio pratico, con lo sport più popolare, fino a sei anni non si può iniziare l’attività calcistica, e quindi il certificato medico non serve. Da 6 a 12 anni si può praticare l’attività non agonistica e quindi occorrono sia la visita che l’elettrocardiogramma a riposo. Poi, dopo i 12 anni, si può iniziare l’agonismo e allora, insieme agli altri controlli, diventa obbligatorio effettuare ogni anno la prova da sforzo”. E per quanto riguarda l’attività scolastica? “Bisogna distinguere; per svolgere la normale ora di educazione fisica non occorrono certificazioni, invece i controlli diventano obbligatori per le eventuali attività sportive ‘parascolastiche’ che sono equiparate ad attività non agonistiche. Ad esempio, i Giochi della Gioventù. È sufficiente l’elettrocardiogramma a riposo finché non si arriva alle fasi nazionali. Invece le prove di carattere nazionale sono considerate vere e proprie attività agonistiche, per cui occorrono - come detto - tutti gli accertamenti del caso”. I CONSIGLI DELLA DIETISTA a cura di Elena Ermini Gonfiore addominale, le cause sono diverse dall’alimentazione al comportamento a tavola Il gonfiore addominale, causato da un eccessivo accumulo di gas nello stomaco e/o intestino, è uno dei sintomi gastrointestinali più comuni in tutte le età e riguarda dal 10 al 30% della popolazione generale, in particolar modo le donne. Una delle principali cause è la masticazione veloce in quanto si aumenta l’introito di aria e il cibo piuttosto che essere triturato viene ingerito interamente e quando arriva nell’intestino viene fermentato dalla flora batterica intestinale generando eccessi gassosi. È altresì consigliabile non consumare be- vande zuccherate gassate, perché aumentano l’introduzione di anidride carbonica. Anche la composizione della flora batterica incide sulla quantità di gas prodotti e sono le nostre abitudini che la influenzano, come ad esempio mangiare in modo scorretto, saltare i pasti, avere uno stile di vita sedentario ed essere sottoposti quotidianamente a situazioni stressanti. Il gonfiore addominale è esacerbato inoltre da pasti troppo abbondanti, cibi ricchi di grassi, dolciumi, insaccati e da cibi contenenti determinati zuccheri di difficile assorbi- mento presenti in una grande quantità di alimenti tra cui quelli di più uso comune sono ad esempio le gomme da masticare, le verdure a foglia larga, le cipolle, le mele, i legumi ma anche il grano, al quale talvolta possiamo alternare altri cereali in chicco come ad esempio il riso, il miglio, l’avena ecc. Infine il gonfiore addominale può rappresentare il sintomo di una vera e propria patologia, come un’intolleranza alimentare. Uno stile di vita corretto può essere tanto efficace quanto una terapia farmacologica ed è importante aver presente che qualsiasi tipo di trattamento non supportato da uno stile di vita adeguato può perdere di efficacia e risultare addirittura inutile. L’adozione di un regime alimentare sano ed equilibrato, personalizzato da un professionista, in molti casi è già una terapia sufficiente. È consigliato l’utilizzo di alimenti probiotici come lo yogurt e una integrazione di fermenti lattici che aiutano a riequilibrare la flora intestinale. Infine, praticare regolarmente attività fisica aiuta a ridurre lo stress e migliorare il transito intestinale. Dottoressa Elena Ermini Dietista Specialista in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana Via V. Locchi, 85 Figline Valdarno 338 4043127 - ermini.elena@gmail.com

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