Liberamente Dicembre 2017

 

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Liberamente II uscita

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Dicembre 2017 - Anno XVI - n°2 PERFETTI SxCONOSCIUTI I neo-rappresentanti d' Istituto si presentano al Galfer "Il primo obiettivo? La macchinetta del caffè al piano terra" OTorpigoinraFliloNpe?tflix: Se anche voi, cari lettori galferini, durante tutta la giornata non desiderate nient’altro che tornare a casa per crogiolarvi sotto le coperte con un bel film targato “Netflix”, allora... SPLENDORE, p. 1 5 Ho mangiato Giulio Cesare “La matematica? Che noia. È difficile, incomprensibile e di sicuro la prossima verifica andrà male!’’ , “matematica? Non provare a.. PERETTI, p. 1 0 L'amico e il campione Correva l'anno 1 993 quando Francesco De Gregori pubblicò uno dei suoi brani più celebri... RIBERO, p. 1 6

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Dicembre 2017 n°2 Anno XVI Guglielm4o^FBarbetta ValeCriao4n^LcBoiarnenzo Sara Pisoni 4^M Lorenzo Ferlito 4^M Franca Perazzone 4^M Chiara Peretti 3^B Xhomela Sollaku Alessia Splendore Giorgio Ribero 4^B 4^F 5^I Simone Alberto Rolle 3^B Alessia Pinnarello 1 ^D Lucia Iannazzo 2^G Oliver Bergogno Benitez 4^H Anna Giordano 4^C 4 Atleticando Guglielmo Barbetta 5 Atleticando Guglielmo Barbetta 6 Prossima fermata: Galfer Valerio Loreno Cancian 7 Prossima fermata: Galfer Valerio Loreno Cancian 8 Galferini in incognito Sara Pisoni 9 Slovacchia? Si grazie! Lorenzo Ferlito, Franca Perazzone 10 Ho mangiato Giulio Cesare Chiara Peretti 1 1 Le pedine della scacchiera Oliver Borgogno Benitez 12 Scrivi un libro, avrai più problemi Lucia Iannazzo 13 Nessuno può volare Anna Giordano 14 Tanto non se lo legge nessuno Xhomela Sollaku 15 Originali Netflix: Top or Flop? Alessia Splendore 16 L'amico e il campione Giorgio Ribero 17 Scie d'argento sul Po Simone Albero Rolle 1 8 Rettili...che mondo misterioso!, Ricetta Alessia Pinnarello, Xhomela Sollaku 1 9 Oroscopo 20 Cruciverba, posta dei lettori LIBERAMENTE - Giornalino periodico studentesco del L.S.S. Galileo Ferraris DIRETTORE RESPONSABILE: Valerio Lorenzo Cancian VICEDIRETTORE: Sara Pisoni IMPAGINAZIONE: Sara Pisoni COLLABORAZIONE GRAFICA: Lorenzo Ferlito Manda il tuo articolo o la tua vignetta a: liberamentegalfer@gmail.com liberamente_galfer liberamentegalfer 2 Liberamente II uscita, Dicembre 2017

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Lorenzo Scarcelli 4^C Atleticando (Guglielmo Barbetta) a pag 4/5 Slovacchia? Si grazie! (Lorenzo Ferlito, Franca Perazzone) a pag 9 Tanto non se lo legge nessuno (Xhomela Sollaku) a pag 1 4 Studenti da squadrare ■VALERIO LORENZO CANCIAN Il grande campione di pallacanestro Michael Jordan diceva che “il talento fa vincere le partite, ma l’intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere i campionati”. Giustissimo. Tutti d’accordo. Ora vi comunico che gli studenti italiani non sanno fare squadra. A rivelarlo è l’indagine targata PISA (Programme for International Student Assessment) sulla capacità di risolvere i problemi in maniera collaborativa. Si tratta di uno studio che analizza le competenze degli studenti di seconda superiore in varie fasi della loro vita scolastica, con particolare attenzione alla capacità di interagire con gli altri, condividendo sforzi e conoscenze per raggiungere una certa soluzione. L’Italia risulta essere al ventiseiesimo posto tra i trentadue Paesi OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) analizzati. La medaglia d’oro va a Singapore, seguito da Giappone e Hong Kong, tre Stati d’eccellenza nel campo del team working, il lavoro di squadra. L’Italia si deve invece accontentare di un posto nella parte più abissale della classifica con Croazia e Ungheria come vicini di posizione. Quasi cento punti ci dividono dalla cima della classifica. Il motivo? Solo uno studente su 25 (il 4%) della Penisola raggiunge il Livello 4 (media OCSE 8%), il più alto, nello svolgimento di mansioni avanzate in problemi complessi che richiedono una certa collaborazione. Insomma, ci sono pochi ragazzi o ragazze consapevoli delle dinamiche di gruppo e in grado di prendere iniziative per superare ostacoli e risolvere disaccordi. Più in breve, mancano i leader del gruppo. Eppure, il 71 % dei quindicenni italiani afferma di preferire il lavoro in gruppo rispetto a quello individuale (media OCSE 67%), l'88% apprezza la collaborazione con i coetanei e oltre il 90% riferisce di essere contento di ascoltare differenti prospettive (il quarto dato più alto dell’OCSE). Dichiarazioni non in linea con i dati che, ancora una volta, mostrano un grande divario fra Nord e Sud: i migliori sono gli studenti di Bolzano, i peggiori i ragazzi della Campania. Risulta, inoltre, che i ragazzi immigrati di prima generazione siano più attenti dei compagni di classe non immigrati agli aspetti collaborativi e ai benefici derivanti dal lavoro di squadra. Tra gli elementi che più determinano una buona capacità di collaborazione ci sono le relazioni con i compagni, i professori e i genitori: gli esperti incoraggiano al dialogo e mettono al bando i videogiochi, ritenuti strumenti in grado di abbassare di sei punti il livello individuale di collaborazione. E a proposito di squadra, al Galfer, i nostri quattro neorappresentanti d’istituto sono già al lavoro per realizzare le proposte urlate ai microfoni durante il dibattito elettorale. Si presentano a pagina 6 con una sintesi delle loro idee e delle loro passioni. Buona lettura e, vista la data, buone feste! Liberamente II uscita, Dicembre 2017 3

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Atleticando ­ Giornate di sport al Ruffini ■GUGLIELMO BARBETTA Tra corse, salti e un po’ d’aria pulita Non era forse questo che aspettavate: ritrovare alcuni vostri compagni o addirittura voi stessi nelle classifiche pubblicate nell’ormai amatissimo “Liberamente” o addirittura comparire in una delle foto selezionate per questo articolo? Bene: il vostro sogno si è appena avverato. Siete sportive o sportivi vogliosi di fama? Ora avete la possibilità di farvi notare dagli studenti del Galfer Ma se foste degli scansafatiche come me? Ancora meglio: accomodatevi e prendetevi qualche minuto per concedervi all’articolo e, chi lo sa, forse troverete qualche ispirazione per rimettervi in pista O forse no. I vincitori Classi seconde Salto in lungo femminile: Tuberga 2I Salto in lungo maschile: Durante 2H Getto del peso femminile: Aimone 2A Getto del peso maschile: Alifredi 2L 60m piani femminile: Amucano 2D 60m piani maschile: Demi 2A 60m ostacoli femminile: Jorio 2A 60m ostacoli maschile: Focato 2H 800m femminile: Cavallo 2A 800m maschile: Imberti 2C Staffetta: 2A Classe: 2A Classi terze Salto in alto femminile: Odasso 3G Salto in alto maschile: Mortara 3M Lancio del disco femminile: Turillo 3C Lancio del disco maschile: Fazio 3I 1 00m piani femminile: Berton 3H 100m piani maschile: Tagliapietra 3H Staffetta: 3L Classe: 3A Classi quarte Salto in lungo femminile: Squadrone 4D Salto in lungo maschile: Biolato 4H Getto del peso femminile: Vergallo 4I Getto del peso maschile: Stanut 4F 100m piani femminile: Gemello 4B 1 00m piani maschile: Calabrese 4C Salto in alto femminile: Theseider 4G Salto in alto maschile: Vallino 4O 1 000m femminile: Baldacci 4D 1000m maschile: Calosso 4M Staffetta: 4B Classe: 4B Alberto D'Amato 4^I ‐ salto in alto maschiile 4 Liberamente II uscita, Dicembre 2017

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Classi quinte Salto in lungo femminile: Stevanella 5H Salto in lungo maschile: Olivero 5N Getto del peso femminile: Spinnicchia 5I Getto del peso maschile: Piras 5A 1 00m piani femminile: Ghirardo 5B 100m piani maschile: Cavallo 5D Salto in alto femminile: Pasquale 5D Salto in alto maschile: Lo Presti 5B Bianchetti 5N 1 000m femminile: Magrini 5H 1 000m maschile: Torrazza 5C Staffetta: 5M Classe: 5I Paolo Giacomini 4^O Foto di Guglielmo Barbetta 4^F Lorenzo Ferlito 4^M, Francesco Vellano 4^G, Leonardo Contini 4^P ‐ 100m piani Liberamente II uscita, Dicembre 2017 5

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Prossima fermata: Galfer Intervista ai neo rappresentanti d’Istituto N■VoAmLEeReIOCLoOgRnEoNmZeO: CANCIAN Federico De Nardo. Classe: 5^A. Lista: “Make it Galfer”. Nel tempo libero cerco di ricaricarmi. Piatto preferito: pasta alla carbonara. Canzone preferita: Remember When di A. Lavigne. Rappresentante d' istituto perché la scuola mi ha dato tanto e io vorrei restitu- ire ciò che mi ha dato. Quando ho saputo di essere stato e- letto sembrava che avessi un razzo nel corpo; non riuscivo a stare fermo un mi- nuto. Prometto che manterrò tutti gli impegni che mi sono preso senza rompere l’anima alla gente. Il mio primo obiettivo da realizzare per il Galfer sarà la macchinetta del caffè al piano terra. A coloro che sulla scheda hanno scritto "Putin", "Trump" o "Mussolini" dico “Make it Galfer” è meglio. Dopo il liceo farò Medicina. Ricorderò per sempre quel giorno al Galfer in cui il Sommeiller ha fatto picchetto dentro al Galfer (la vicenda è ricordata solo dall’intervistato, ndr). Ma vorrei dimenticare quegli altri in cui ho preso 3 di Matematica. Motto personale: “Oltre” perché si deve sempre guardare oltre. Altri segni particolari: versatile. Cari Galferini, vivete al meglio la vostra esperienza in questa scuola perché vi darà tanto. Nome e Cognome: Francesca Munno. Classe: 5^D. Lista: “Make it Galfer”. Nel tempo libero faccio thai boxe, teatro e doppiaggio. Piatto preferito: pizza prosciutto e funghi. Canzone preferita: Wonderwall degli Oasis. Rappresentante d' istituto perché tengo molto alla mia scuola e desidero che tutti stiano bene all’interno dell’istituto. Quando ho saputo di essere stata eletta ho chiamato subito i miei compagni di lista e tutti insieme abbiamo esultato e festeggiato. Prometto che sarò presente per chiunque voglia fare affidamento su di me e farò di tutto per migliorare il Galfer. Il mio primo obiettivo da realizzare per il Galfer sarà la macchinetta del caffè al piano terra. A coloro che sulla scheda hanno scritto "Putin", "Trump" o "Mussolini" dico che mi dispiace molto perché scegliere i rappresentati d’istituto è per se stessi, non per gli altri. Dopo il liceo farò Economia. Ricorderò per sempre quel giorno al Galfer in cui ci sono state le elezioni per la rappresentanza d’istituto. Ma vorrei dimenticare quegli altri in cui mi dichiarai ad un mio compagno di classe in prima e mi rifiutò in malo modo. Motto personale: “Make it Galfer, make the difference”. Altri segni particolari: amo viaggiare. Cari Galferini, siate fieri di essere Galferini! 6 Liberamente II uscita, Dicembre 2017

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Nome e Cognome: Federico Galetta. Classe: 5^B. Lista: “Make it Galfer”. Nel tempo libero studio, ahimè, e faccio palestra. Piatto preferito: pizza. Canzone preferita: VMPSB di Gemitaiz. Rappresentante d' istituto perché secondo me serve cambiare un po’ il Galfer. Quando ho saputo di essere stato eletto ero a pranzo fuori e ho chiamato subito i miei compagni di lista per festeggiare. Prometto che terrò fede a tutto ciò che ho proposto con la mia lista. Il mio primo obiettivo da realizzare per il Galfer sarà creare delle feste divertenti. A coloro che sulla scheda hanno scritto "Putin", "Trump" o "Mussolini" dico che non hanno capito l’importanza di queste elezioni che, oltretutto, sono fatte per loro e non per noi. Dopo il liceo farò si spera Medicina, altrimenti Scienze della Comunicazione a Bologna. Ricorderò per sempre quel giorno al Galfer in cui ho partecipato in prima persona al dibattito in cortile. Ma vorrei dimenticare quegli altri in cui è uscito dal Galfer il mio migliore amico. Motto personale: non ne ho idea. La passo. Altri segni particolari: disponibile, simpatico. Cari Galferini, vi auguro un anno tranquillo e soprattutto un’estate senza debiti. Nome e Cognome: Daniele Calosso. Classe: 4^M. Lista: “Gal 4 you”. Nel tempo libero amici e calcio. Piatto preferito: da buon italiano, la pizza. Canzone preferita: Depersonalizzazione di Mattak. Rappresentante d' istituto perché vorrei lasciare qualcosa di bello da ricordare per gli studenti attuali e venturi. Quando ho saputo di essere stato eletto ero tanto felice per la mia elezione quanto triste perché sono stato l’unico della mia lista a passare. Prometto che sarò trasparente con tutti e che manterrò le promesse fatte. Il mio primo obiettivo da realizzare per il Galfer sarà macchinetta del caffè, il più fattibile. A coloro che sulla scheda hanno scritto "Putin", "Trump" o "Mussolini" dico che l’elezione non è da prendere sottogamba come un gioco perché voti una persona che sarà il tuo rappresentante agli occhi dei professori. Dopo il liceo farò Economia. Ricorderò per sempre quel giorno al Galfer in cui sono uscito e ho visto Federico De Nardo (altro neoeletto, ndr) abbracciarmi perché eravamo stati eletti. Ma vorrei dimenticare quegli altri in cui presi due insufficienze di fila, probabilmente Inglese e Latino. Motto personale: “Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”. Altri segni particolari: simpatico, affabile, alla mano, pronto a parlare di tutto con tutti. Cari Galferini, godetevi questi anni perché sono i nostri anni. Liberamente II uscita, Dicembre 2017 7

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Galferini in incognito Intervista ai due gestori misteriosi della pagina Instagram dei memes del Galfer ■SARA PISONI Ogni giorno torniamo a casa ty_catta_memes) e conosce- ragazzo ce ne ha inviato uno distrutti dalla pesante giorna- vo i ragazzi che la gestivano, e ci ha chiesto, nel caso che ta passata tra le mura del i quali, in seguito alla creazio- venisse pubblicato, di tenere Galfer, dopo un piccolo pran- ne, da parte di alcuni galfe- nascosta la sua identità zo (che non abbiamo mai vo- rini, di una pagina di vignette perché aveva paura di finire glia di cucinare) apriamo svo- divertenti che assomigliava- nei guai se l’avessero scoper- gliatamente un quaderno ed no molto alle loro, hanno pub- to, ci abbiamo riflettuto e un libro ed iniziamo a studia- blicato un post dicendo che il abbiamo capito che aveva ra- re, riflettendo, in parallelo, su- Galfer, come al solito, copia- gione e che sarebbe stato gli strani motivi per cui ab- va le loro idee; Quindi ho stupido avere dei problemi biamo scelto di iscriverci al liceo. Per fortuna ci sono due studenti anonimi del Galfer a cui importa della nostra salute mentale e che si occupano di farci ridere anche durante gli attimi più oscuri della nostra giornata. Sono i due gestori della pagina @galformemes, account Instagram famoso per i suoi memes riguardanti tutti gli avvenimenti più divertenti che avvengono nella nostra scuola. Ho avuto il piacere di conoscerli e di chiacchierare un po’. Ecco quindi svelato qualche particolare in più sulle persone che contribuiscono, insieme al quarto piano, all’alone di mistero che circonda Galfer. Perché avete optato per l’anonimato? L’anonimato serve perché in questo modo il lettore non giudica il creatore ma il post in sé e inoltre sembrava di essere in una puntata di Gossip Girl. Com’è nata questa idea? Io sapevo dell’esistenza di una pagina di memes del liceo Cattaneo (@low_quali- pensato di ideare una nuova pagina, assolutamente originale di memes sul nostro liceo. Avreste mai pensato che sarebbe diventata così famosa? In realtà no, l’ho aperta un po’ per gioco; poi ho notato che iniziavano a seguirci molti studenti e ho pensato che poteva diventare una cosa seria. Come gestite la pagina? Avete dei criteri? Noi di solito pubblichiamo memes alle 1 5 e alle 21 ma questo orario non viene rispettato molto spesso. Per esempio quando ho iniziato a fare parte della pagina, lui mi ha mandato un messaggio, dicendomi che dovevo assolutamente far uscire un post alle 21 ma contemporaneamente è iniziato X-Factor e quindi mi è passato di mente (ride, ndr). Inoltre un altro criterio che seguiamo è non fare più memes sui professori; all’inizio anche noi facevamo, sono molto divertenti ed agli iscritti piacevano molto, ma poi un per questo genere di post e quindi abbiamo smesso. Quanto tempo ci mettete a ideare e creare un meme? Dipende, a volte non abbiamo niente da fare e quindi iniziamo a crearli e possiamo produrre anche 20 memes divertenti; altre volte invece non abbiamo molte idee e quindi ci costringiamo ad idearne qualcuno e di solito nessuno di questi fa ridere. Avete qualche curiosità o avvenimento divertente da raccontarci? Appena ho iniziato a fare parte della pagina avevo il terrore di pubblicare qualche foto sulle storie di Instagram dell’account sbagliato e mi immaginavo già la sua faccia arrabbiata (ride, ndr). Inoltre quando mi ha dato la password per entrare nell’account mi sono sentita veramente euforica e ho iniziato a leggere i messaggi che arrivavano alla pagina e all’improvviso mi ha scritto di non sbirciare; ma non può più dirmi niente oramai conviviamo! 8 Liberamente II uscita, Dicembre 2017

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Slovacchia? Si grazie! ■LORENZO FERLITO, FRANCA PERAZZONE Quest’anno la nostra classe, la per conto nostro. 3M, ha avuto la fortuna di par- Breve sintesi degli eventi più ri- tecipare Vi ricorda nulla? levanti di questo viaggio: Ebbene sì, stavolta è toccato a -Pranzo a base di cotoletta di noi (ormai in 4ª) andare a Košice pollo e riso OGNI GIORNO e- per la seconda parte dello scam- scluso l’ultimo, in cui la minestra bio di cui abbiamo già scritto lo propostaci dalla mensa della scorso anno. scuola ha creato non pochi di- Ci è sembrato tutto diverso: sagi (anche se qualcuno ha niente attività di preparazione provato a “migliorarla” con dei (chi studia con Dobrilla conosce cetrioli) i vari Moodle, Padlet, ThingLink -Visita alle grotte di Tatranska etc.) e soprattuto niente stress a Kotlina a temperatura di circa casa per accogliere i nostri a- 5°C mici. Seconda settimana di -Guida del castello medievale di scuola e stavamo già andando Spiš che ha ottenuto il famoso in vacanza! indice d’ascolto del 5% a pari Partenza di lunedì con ritrovo al- merito con la collega italiana, le 4.20 (4.30 causa immancabile battuta solo dalla guida alpina dimenticanza documenti), viag- che ha (forse) raggiunto lo 0,5% gio in autobus senza cassa per- -Escursione di quattro ore in ché nel micro-bagaglio a mano montagna con 500m di dislivello, dovevano entrare tremila cose circa 1 5°C di escursione termica (tra cui gli scarponi da monta- e nebbia da Pianura Padana nei gna) e infine volo per Budapest, momenti di gloria che non è in Slovacchia ma a -Servizio ferroviario in stile Tre- “sole” cinque ore di pullman da nitalia: treno prima perso causa Košice. coincidenza mancata, poi in ri- All’arrivo in aeroporto abbiamo tardo e infine fermo quaranta mi- scoperto che in Ungheria la mo- nuti per un suicidio sui binari neta è il fiorino ungherese e la (tranquilli, a quanto ci hanno metà di noi è stata truffata sul detto succede spesso in Slovac- cambio spendendo un capitale chia) per il pranzo, e non è andata -Un totale di 66 mila passi e l’e- meglio al ritorno, dove il terminal quivalente di 200 piani di scale era praticamente inesistente, ma saliti in cinque giorni: statistica- non lo erano i controlli di sicu- rezza a cui alcuni nostri eroi so- no ormai abbonati, con perqui- sizione e test antidroga per non farsi mancare nulla Giunti finalmente in città i nostri ospiti erano lì ad attenderci con le loro famiglie e ci hanno poi portati a casa: abbiamo scoperto che, dato l’inferiore costo della vita rispetto all’Italia, quasi tutte le famiglie abitano in ville piut- tosto grandi e possiedono auto- mobili di lusso. Il programma è stato molto inte- ressante, abbiamo girato molto e ciò ci ha permesso di cono- scere ed apprezzare un posto in cui, francamente, non ci sarebbe mai venuto in mente di andare mente può non sembrare tantissimo, ma le nostre gambe non conoscono la matematica Tutto interessante, tutto molto bello, ma ora passiamo agli avvenimenti DAVVERO importanti: sì, ci sono state tresche amorose (L: vorrei ringraziare personalmente Giulia per non avermi detto che piacevo alla slovacca più figa), ragazze molto colorate ed estroverse e anche alcune friendzone (tranquillo Dema, ti amiam vogliamo bene lo stesso). Poi, come dimenticare che sul volo di ritorno eravamo in compagnia di Rocco Siffredi? E vi sfido a spiegare alle prof, tra una risata e l’altra, come mai tutti lo conoscono e sono informatissimi sulla sua vita privata. Tirando le somme: lo scambio è una figata pazzesca, e anche chi si è trovato male con il proprio slovacco (italiani mai interpellati o trattati come animali da compagnia) ripeterebbe l’esperienza senza pensarci due volte (prof, colga il messaggio!!!!). Tornando seri, ringraziamo ancora le accompagnatrici professoresse Dobrilla e Varisco e tutti coloro che ci hanno permesso di vivere questa esperienza breve ma indimenticabile. Stay tuned for more (si spera)! Liberamente II uscita, Dicembre 2017 9

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Ho mangiato Giulio Cesare ■CHIARA PERETTI “La matematica? Che noia. È difficile, incomprensibile e di sicuro la prossima verifica andrà male!’’ , “matematica? Non provare a parlarmene!” sono sicura che moltissimi tra voi avranno avuto questo pensiero. Non sono molto d’accordo. Ultimamente mi sono imbattuta in un articolo su Focus, pieno di calcoli, ragionamenti e calcoli di probabilità, ma una volta arrivata alla fine (dopo averlo letto varie volte per capire) sono rimasta veramente affascinata da quanto il mondo dei numeri ci possa aiutare a concretizzare anche le situazioni più irreali. La questione era riguardante Giulio Cesare: tutti gli atomi che componevano il suo corpo sono ancora tra noi. Qualcuno più vicino di quanto si possa immaginare. Mentre state leggendo questo articolo ci sono molte probabilità che minuscoli frammenti di Giulio Cesare siano entrati in voi oppure passati davanti ai vostri occhi per poi magari spostarsi e viaggiare per continenti a seguito di un colpo d’aria. Tra una decina di giorni potrebbero finire sull’Empire State Building, in Australia o a Tokyo. L’articolo cita all’incirca questi ragionamenti: un corpo umano è composto da miliardi di cellule, bene, gli atomi sono una quantità molto superiore a questa, infatti, in uno come quello di Giulio Cesare ce n’erano più o meno 1 5 miliardi di miliardi di miliardi. Tutti questi atomi, dopo 2000 anni , hanno composto nuove forme di vita, nuovo terriccio o rocce. In luoghi ben definiti però: in modo approssimato, data la grandezza dei numeri da maneggiare, si possono fare delle previsioni e degli esempi. Nel metro cubo di aria in cui siete immersi mentre leggete il Liberamente, ci sono circa dieci milioni di miliardi di miliardi di atomi (1 025). Quanti di essi appartenevano a Cesare? Tenendo conto di una serie di varianti, si può arrivare a concludere che ce ne sono almeno dieci milioni. Sono gli atomi di carbonio che facevano parte dei suoi grassi, degli zuccheri contenuti nelle sue cellule. In un bicchiere d’acqua invece potremmo trovare almeno tre atomi di Cesare. Ogni uomo, infatti, è formato principalmente d’acqua, dunque di idrogeno e ossigeno. Cesare aveva 1 028 atomi di idrogeno e 1 026 atomi di ossigeno. La maggior parte degli atomi di idrogeno si trovano nell’acqua, uniti all’ossigeno. L’ossigeno, invece, partecipa al 50% del peso del pianeta, circa 3 mila miliardi di miliardi di tonnellate e Cesare ne conteneva circa 1 4 chili. Ma, dato che di atomi di ossigeno ne beviamo 1 024 a bicchiere, è molto probabile che ci sia già capitato di bere il famoso condottiero romano più volte. Tra gli elementi più abbondanti che componevano Giulio Cesare c’era anche l’azoto, circa 1 025 atomi, utilizzato per la sintesi delle proteine. Calcolando che sette miliardi di tonnellate di proteine vengono fabbricate ogni anno sulla Terra, è possibile con un miliardo di miliardi di probabilità che qualcuna di esse contenga un atomo di azoto appartenuto a Giulio Cesare. Un esempio più chiaro e soprattutto concreto può essere: "Potremmo mangiare Cesare ogni milione di bistecche" Infine Cesare era costituito da una manciata di minerali presenti in piccole quantità, tre chili in tutto. Tenendo conto del potassio si può dire che è contenuto nei succhi cellulari degli esseri viventi, ma al momento della morte le cellule si spaccano e lo liberano, successivamente riciclato da batteri, funghi e piante che, com’è noto, non si spostano molto. È molto facile quindi che le piante dei giardini di Villa Borghese, a Roma, vicini a Campo Marzio, dove venne bruciato il corpo, contengano atomi di potassio di Cesare. Vi siete persi in tutti questi calcoli? Sappiate solo che molto probabilmente dentro di voi saranno passati atomi appartenuti a Cesare. Vi sentite un po’ più importanti di prima, vero? Ma soprattutto, la matematica è un mondo in continua scoperta che può aiutare in azioni quotidiane o nelle piccole curiosità che ci poniamo. Bisogna solo scoprire in quale modo ci può giovare! 10 Liberamente II uscita, Dicembre 2017

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Le pedine della scacchiera o come le grandi nazioni giocano con le persone ■OLIVER BORGOGNO BENITEZ Tutto ha inizio con la fine della Guerra Mondiale. La Prima intendo. Dopo di questa l’Impero Ottomano (onnipresente per 700 anni) venne sconfitto dalle potenze alleate che vi riuscirono firmando un accordo supersegreto nel 1 91 6 noto come accordo di SykesPicot. Le maggiori potenze (Francia e Regno Unito) volevano conquistare quella zona che ancor oggi è la più grande riserva di petrolio e gas naturale, promettendo alle popolazioni locali una unica nazione unita di tutti i paesi Arabi che venne chiamata Grande Arabia. Idea fantastica! L’accordo però diceva proprio l’opposto e dopo la sconfitta dell’impero sopracitato, crearono tanti staterelli (Siria, Iran, Iraq, Libano, Giordania, Palestina) che di fatto erano retti da presidenti francesi e inglesi, che sono così in grado di controllare direttamente quella zona, portando le riserve naturali non più attraverso il canale di Suez, ma in modo diretto dalla Siria, che lo vende a compagnie straniere. Dopo la Seconda Guerra Mondiale gli Europei se ne vanno (o sono proprio costretti ad andarsene) creando lo Stato d’Israele, molto contestato e non riconosciuto appieno dalle nazioni intorno che nei secoli successivi cercheranno di combatterlo accanitamente. In medio oriente e nord africa si diffonde un’idea socialista dell’Unione di tutti i Paesi della ‘Grande Arabia’ promessa in modo laico, il Ba’th. Alcuni di questi stati cercano effettivamente di unirsi, ma le unioni durano troppo poco e sono instabili a causa dei numerosi e continui colpi di stato. Anche in Iran, Iraq, o Siria dove è diffuso questo panarabismo, le differenze sociali impediscono rapporti, anzi vengono istituite frontiere di guerra. Nel frattempo gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica capiscono che uno scontro diretto potrebbe inutilmente logorare e mutilare entrambi i Paesi pertanto decidono di scontrarsi su altre terre. Indovinate un po’? Le terre i questione sono proprio quelle del Medio Oriente, ma in che modo sono coinvolte negli obiettivi degli stranieri? Molto semplicemente USA e URSS forniscono accordi commerciali, fornendo ai Paesi che diventano inconsapevolmente alleati armamenti adatti a combattere gli Stati confinanti che inimicandosi gli uni con gli altri. Questo scontro aperto continua sotto le mentite spoglie degli antichi conflitti tra sunniti e sciiti. Gli sciiti sono generalmente la minoranza, ad eccezione dell’Iran dove era stato imposto in passato, sono laici, insieme ad una piccola parte di sunniti e sono stati alleati della Russia. I sunniti sono invece la mag- gioranza dei musulmani, formano la denominata Opposizione al regime di al-Assad (sciita) in parte laica e una parte di islamisti radicali, di cui fa parte il tanto famoso per le atrocità ISIS. Questa parte è stata fino al 201 2 sotto l’influenza degli Stati Uniti che hanno cercato di enfatizzare sempre questi movimenti per distruggere l’altra parte. Dal 2011 la parte sciita è sostenuta (ovviamente per scopi politici ed economici) da Russia, Cina e Iran mentre la parte dell’Opposizione è sorretto da USA, Francia, Gran Bretagna e Arabia Saudita. La parte estremista non è più sostenuta da quando si è rivoltata (probabilmente senza saperlo) contro le stesse nazioni che hanno dato loro il sostegno militare per permettere una guerra contro loro stessi. E questo tipo di politica avviene ovunque, per citare un esempio nella stessa Italia vi sono basi militari americane. sostenuta da quando si è rivoltata (probabilmente senza saperlo) contro le stesse nazioni che hanno dato loro il sostegno militare per permettere una guerra contro loro stessi. E questo tipo di politica avviene ovunque, per citare un esempio nella stessa Italia vi sono basi militari americane. Liberamente II uscita, Dicembre 2017 11

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Scrivi un libro, avrai più problemi ■LUCIA IANNAZZO Non so se qualcuno di voi lettori abbia mai scritto un libro o un racconto, ma se lo avete fatto vi compatisco. Io, provando a scrivere il primo libro di una trilogia fantasy, ho incontrato alcuni problemi leggermente scemi. Sapete qual è stato il peggiore? Trovare i nomi dei personaggi. Un conto è se la storia è ambientata nel mondo reale, ma se siamo in un mondo fantasy, la cosa si complica. I nomi devono avere quel qualcosa che li fonde bene con il loro universo, che si rapporti bene con il personaggio che li porta e che non sembri un’accozzaglia di lettere a caso. Dopo aver preso a testate un muro perché non riuscivo a trovare dei nomi che suonassero bene, ho avuto forse la mia migliore idea: affidarmi al mio dizionario di latino per trovare delle parole che avessero le caratteristiche che cercavo. Sembra una cosa stupida da fare, ma ho un consiglio per qualunque scrittore che sta leggendo: hai un’idea per facilitarti che non rovinerà il risultato? Usala. Non importa cosa tu voglia fare, fallo. Un’altra cosa stupida sugli studenti scrittori è che a volte ci sembra che la nostra classe sia trattata come un branco di analfabeti. Vi capita mai di sentire un professore parlare alla classe come se nessuno di loro sapesse come si legge un libro? Le rare volte che mi capita appaio ancora più basita dei miei compagni pensando a quelle magiche serate passate a cercare di capire come far funzionare la trama. Ma questo articolo, oltre a voler essere un minimo blema di un’eventuale pub- scherzoso, voleva dare anche blicazione il più tardi pos- qualche consiglio alle due sibile, e credo che sia inutile persone che lo stanno leg- stressarsi troppo presto. In gendo perché si sentono breve, in questo campo non chiamate in causa. Il primo è ho consigli da dare a nes- di fare le cose con calma, suno. perché non potete scrivere un Altra cosa scema? Quando libro così dal nulla. Ci vuole sei uno scrittore e hai la me- calma, dedizione e una buo- moria corta, devi conti- na dose di sclero. Oh, e an- nuamente andare a rileggerti che la fantasia. Il mondo è parti del tuo libro perché una pieno di libri, e molti si asso- volta non ti ricordi come si migliano. Quindi, che il vostro chiama quel posto, un’altra di racconto sia un fantasy come che colore aveva i capelli il mio (che tra l’altro per ora quel personaggio e un’altra ha solo sette capitoli, e potete ancora non hai la più pallida dedurre che non sono per idea se hai già detto una cosa niente una scrittrice afferma- o meno. Io ho dovuto togliere ta) o qualsiasi altra cosa, dei colpi di scena perché li dovete essere il più originali avevo già messi. possibile. Sembra una cosa Che altro posso dire? Tutti a complicata, ma per una men- pensare ai grandi problemi te ben organizzata trovare degli scrittori (o a non un’idea originale può essere pensarci affatto), ma queste anche divertente e per niente cose ridicole succedono. stressante. Fatevi ispirare da Oppure è un mio problema qualsiasi cosa, perché il se- greto è quel- lo! Io semplicemente SUDOKU ho pensato a che tipo di li- bro mi sa- rebbe piaciuto leg- gere, e da lì ho preso lo slancio. Un sacco di scrittori fa- mosi hanno metodi biz- zarri per i- spirarsi, e sono certa che ognuno abbia il suo. Io sto cer- cando di pormi il pro- 12 Liberamente II uscita, Dicembre 2017

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Nessuno può volare ■ANNA GIORDANO L'essere umano non può volare, ma la sua mente sì. E talvolta il tappeto magico di cui si serve per farlo è quello della scrittura. Oltre le barriere del tempo e dello spazio, oltre la realtà vista con gli occhi - magari un po' miopidella vita quotidiana, e oltre le convenzioni dettate dalla società. Racconta in un incontro al Circolo dei Lettori di Torino Simonetta Agnello Hornby, palermitana naturalizzata londinese: "Scrivere è come entrare in un altro mondo". E la sua esperienza lo prova. All'autrice di brillanti romanzi e saggi, il figlio George rivela nel 2002 di essersi scoperto affetto da una forma gravemente invalidante di sclerosi multipla. Il tutto a 32 anni, e proprio quando era riuscito a conquistarsi una posizione nel duro mondo dell'alta finanza della City. Ad aiutare la madre scrittrice a reagire intervengono i suoi trascorsi ( e sensibilità) di legale specializzata in diritti dei minori, e membro di una commissione britannica sulle necessità dei disabili. Appresa la notizia dal figlio, nella sua villetta di Londra, Simonetta Agnello Hornby osserva, fuori dalla finestra, dei piccioni svolazzare: " A parte gli uccelli, pensavo, nessuno può volare. E alcuni di noi non possono neanche camminare. Tutto qui." Nella nostra incapacità di spiegare le ali, insomma, noi esseri umani siamo tutti eguali, a dispetto delle nostre differenze e limitazioni personali, che peraltro possono cambiare in modo drastico all'improvviso. "E se si ha la fortuna di vivere a lungo, prima o poi disabili si diventa." osserva la scrittrice, ricordando la sua infanzia siciliana, accanto ad un padre con una gamba di legno (" è malata la sua gamba, non lui" si diceva con fierezza in famiglia), una balia zoppa e una zia cleptomane. Anche da questi ricordi e sentimenti prende vita il progettoaccompagnato dalla realizzazione di un film-documentario e di un libro di un viaggio in Italia di madre e figlio in sedia a rotelle alla scoperta del tema della disabilità, non solo nella vita moderna, ma anche nell'arte e nella storia. Con la gran voglia di "uscire all'aperto" e di raccontarne a tutti l'esperienza. Il viaggio inizia al Foro Italico, emblema del concetto mussoliniano di maschia virilità italica incarnato nel marmo di Carrara da sessanta statue di possenti atleti. Prima considerazione: sin dall'epoca classica greca e romana, il "mens sana in corpore sano" si accompagna all'ostentazione della prestanza fisica. Ciò che non vi ottempera viene nascosto e messo da parte con vergogna. Il discorso non cambia nella Firenze degli Uffizi, altra tappa del viaggio, dove la grazia della Venere di Botticelli o la forza del David di Michelangelo dettano i canoni della bellezza rinascimentale, e contrastano con le peraltro rare raffigurazioni grottesche di nani o di storpi. Simonetta Agnello Hornby spiega come la situazione non migliori con l'Illuminismo, dove il corpo umano "diverso" è trattato alla sola stregua di cavia da laboratorio per osservazioni più o meno scientifiche. Mentre il viaggio in Italia continua, ci si imbatte nei problemi che vive il disabile fuori di casa: le difficoltà legate ai trasporti e all'accesso ai luoghi, la scarsa qualità dei servizi igienici pubblici per disabili. La modernità esprime l'aspirazione alla perfezione estetica tramite immagini ritoccate con Photoshop, ma è lungi dall'aver risolto i tanti problemi pratici e soprattutto i molti residui pregiudizi legati alla disabilità. Intanto però George ha potuto vivere le emozioni del viaggio con la madre. Il tappeto magico della scrittura lo ha aiutato a uscire fuori, sotto il sole, in mezzo alla gente, e a raccontare la sua storia. Collabora del resto lui stesso anche alla stesura del libro, dettando i suoi pensieri. George non si dichiara disabile, ma "imperfetto". Imperfetto come ognuno di noi. E chi non si ritiene tale faccia un ( immeritato) passo in avanti, con le gambe che la Provvidenza gli ha per ora generosamente concesso. Liberamente II uscita, Dicembre 2017 13

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Tanto non se lo legge nessuno Tre libri da gustare con una cioccolata calda nelle fredde giornate di dicembre! ■XHOMELA SOLLAKU Purtroppo dai dati ISTAT i non Allende. La protagonista Lu- lettori sono aumentati di oltre cia, cilena espatriata in Ca4 milioni tra 2011 e 201 7; nada negli anni del brutale quest'indagine mostra chiara- inse-diamento di Pinochet, mente che il 57,6% della ha una storia traboccante di popolazione (soprattutto ma- sof-ferenze: la sparizione del schi) non hanno letto nemme- fra-tello, un matrimonio fallito, no un libro di carta in un an- una battaglia contro il cancro no. Ultimamente si sente dire e una figlia indipendente e che i giovani non leggono più, vitale. Decide di recarsi a non si interessano della cul- Brooklyn per un semestre cotura che i libri portano con sé me visiting professor. Anche e preferiscono trascorrere il la vita del secondo protaloro tempo libero in altri modi gonista, il professor Richard, (sport, amici, videogames). ha lasciato profondi ferite : la Forse, ciò è dovuto alla tecnologia che avanza e la lettura viene sempre più vista come una perdita di tempo. Al giorno d'oggi è molto più apprezzato un film, rispetto ad un libro. Il cinema ricrea un contesto semplificato e stimolante, grazie alla presenza di immagini ed effetti speciali che riescono ad attirare l'attenzione di tutti. Nonostante ciò, 90 minuti di film non saranno mai in grado di arricchire il vocabolario e insegnare il corretto uso dei verbi ad uno spettatore, un libro sì. Quanti insegnamenti possiamo prendere dai libri? Esperienze, momenti, cultura e relax ... Molto importante la frase di Umberto Eco : "Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto morte dei 2 figli e il suicidio della moglie. La terza protagonista, Evelyn, fuggita dal Guatemala poiché era diventata l'obiettivo di pericolose gang criminali, arriva negli Stati Uniti e trova impiego presso una 'strana' famiglia: un figlio disabile rifiutato dal padre, una madre vittima di abusi da parte del marito e un padre coinvolto in loschi affari. Un incidente d'auto e il ritrovamento di un cadavere nel bagagliaio uniranno le vite dei tre protagonisti per alcuni giorni tempestosi. 2. La forza imprevedibile delle parole, di Clara Sanchez. La protagonista quarant'enne Natalia, annoiata dalla quotidianità della sua vita, decide di partecipare ad un aperitivo 3. Sleeping beauties, di Ste- phen King. Rivela cosa potrebbe accadere se le donne scomparissero dal mondo degli uomini. Quando le donne vanno a dormire accade qualcosa di particolare: vengono avvolte da una sorta di garza e se vengono svegliate, diventano subito selvagge e incredibilmente violente. Il romanzo è reso ancora più misterioso dalla presenza di un'unica donna immune a questa maledizione / benedizione della malattia del sonno. una sola vita: la propria. Chi nella casa di una sua amica; legge avrà vissuto 5000 anni: in quest'occasione conosce c'era quando Caino uccise l'affascinante Raul MonteneAbele, quando Renzo sposò gro , che grazie alla forza imLucia, quando Leopardi am- prevedibile e al potere ina- mirava l'infinito.... perché la spettato delle parole riesce a lettura è un'immortalità all'indietro." Tra tante novità in libreria, ecco una selezione di nuovi libri: 1 . Oltre l'inverno, di Isabel conquistare Natalia fin da subito. Non sapendo tutte le bugie e gli inganni, Natalia si scopre pedina di una partita ardua ed intricata. 14 Liberamente II uscita, Dicembre 2017

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Originali Netflix: Top or Flop? IBOY – Il nuovo modello di eroe tecnologico ■ALESSIA SPLENDORE Se anche voi, cari lettori galferini, durante tutta la giornata non desiderate nient’altro che tornare a casa per crogiolarvi sotto le coperte con un bel film targato “Netflix”, allora questa è la vostra rubrica ideale. Oggi parleremo di iBoy, un originale Netflix uscito nel 201 7, con protagonisti Bill Milner e Maisie Williams (l’intrepida Aria Stark nella serie televisiva “Game of thrones”). La vicenda ha inizio con Tom Harvey, un comunissimo ragazzo tra tanti che abita in un quartiere malfamato di Londra, dove la violenza e le lotte tra gang regnano sovrane. Tom, classico teenager un po’ sfigatello, viene convinto dal suo migliore amico a provarci con una vecchia amica di infanzia, Lucy, per la quale il giovane ha una cotta da anni. Preso coraggio, il ragazzo si reca a casa dell’adolescente con l’intenzione di aiutarla per una ricerca di scienze, ma una volta entrato nell’appartamento si ritrova davanti ad uno scenario raccapricciante: il fratello di Lucy giace incosciente sul pavimento, mentre un gruppo di individui mascherati stanno violentando la ragazza. Tom cerca invano di fuggire chiamando la polizia, ma viene fermato con un colpo di pistola alla testa. Qualche giorno dopo, il ragazzo si risveglia in ospedale e viene informato di alcune complicazioni riguardanti il suo incidente: in seguito al colpo di pistola, alcuni frammenti del suo cellulare si sono introdotti nel suo cranio e non è stato possibile estrarli. Durante il periodo di con- valescenza, Tom si rende conto che questo avvenimento gli ha procurato dei poteri speciali: può difatti ascoltare le trasmissioni telefoniche e controllare attraverso la propria mente qualunque tipo di oggetto tecnologico. Con queste inverosimili abilità, Tom si impone di raggiungere un obiettivo: risalire agli aggressori di Lucy e successivamente farli fuori uno per uno. Volete sapere se ci riuscirà? Allora non vi resta altro che guardare il film! Nonostante le aspettative da parte della produzione, le prime recensioni relative all’uscita del film hanno riportato diversi feedback negativi. Il famoso sito di critiche “Rotten Tomatoes“ ha dato una valutazione del 60%, dichiarando che: "la premessa originale di iBoy e la forte performance di Maisie Williams non sono abbastanza per soprassedere una trama banale, un tono troppo serio e un'esecuzione IBOY Genere Fantascienza Regia Adam Randall Anno 201 7 Casadi XYZ Films Produzione Wigwam Films Pretty Pictures Soggetto Joe Barton Jonny Stockwood Mark Denton Musiche MaxAruj Steffen Thum Durata 91 min generalmente pasticciata". Personalmente, trovo che senza la straordinaria interpretazione dell’attrice, questo film sarebbe risultato molto più monotono e piatto; ma nonostante ciò reputo che la pellicola sia adatta per chiunque abbia intenzione di passare una piacevole serata senza troppe pretese e senza troppe aspettative. In poche parole, “iBoy” può essere riassunto come una banale di storia di un banale adolescente. Detto ciò, il mio giudizio finale è: FLOP. UN’ULTIMA CURIOSITA’: Will Poulter (famoso per aver interpretato Kenny in “Come ti spaccio la famiglia” e Eustachio Scrubb ne “Le cronache di Narnia”) era stato convocato inizialmente per la parte, ma ha rifiutato per ulteriori impegni dovuti alle riprese di “Maze Runner: - La Rivelazione”, sequel del film “Maze Runner - La fuga”. Liberamente II uscita, Dicembre 2017 15

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