Liberamente Gennaio 2018

 

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Liberamente III uscita

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Gennaio 2018 - Anno XVII - n°3 Luci e ombre di un anno continuamente in bilico

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Gennaio 2018 n°3 Anno XVII Guglielm4o^FBarbetta ValeCriao4n^LcBoiarnenzo Sara Pisoni 4^M Emma Scotti 2^H Chiara Peretti 3^B Xhomela Sollaku 4^B Denis Toropin 1 ^C Alessia4S^pFlendore Giorgio Ribero 5^I Julie Ann Hu 4^F Giulia Saracco Eleonora Pizzichelli 3^I 5^N Giulia Deledda 4^M 4 Eduscopio Valerio Lorenzo Cancian 5 Eduscopio Valerio Lorenzo Cancian 6 201 7: Sconfitta della pace Guglielmo Barbetta 7 Un anno di Trump Giulia Saracco 8 Da un post a un posto nella storia Emma Scotti 9 La triste storia di Spelacchio Sara Pisoni 1 0 Il caso Weinstein Eleonora Pizzichelli 1 1 Il caso Weinstein Eleonora Pizzichelli 1 2 I passatempi di nuova generazione Chiara Peretti 1 3 La vita di ieri nelle scoperte di oggi Xhomela Sollaku 1 4 Un anno di sport Giorgio Ribero 1 5 Originali Netflix 201 7: Top or Flop? Alessia Splendore 1 6 Cosa si è letto nel 201 7 Denis Toropin 1 7 Rewind Kpop 201 7 Julie Ann Hu 1 8 Lo chiamavano "Signor G" Giulia Deledda 1 9 Pizza: patrimonio dell' umanità! Xhomela Sollaku 20 Oroscopo, Sudoku LIBERAMENTE - Giornalino periodico studentesco del L.S.S. Galileo Ferraris DIRETTORE RESPONSABILE: Valerio Lorenzo Cancian VICEDIRETTORE: Sara Pisoni IMPAGINAZIONE: Sara Pisoni COLLABORAZIONE GRAFICA: Lorenzo Ferlito Manda il tuo articolo o la tua vignetta a: liberamentegalfer@gmail.com liberamente_galfer liberamentegalfer 2 Liberamente III uscita, Gennaio 2018

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Siria, attentato terroristico ad Aleppo 201 7: Sconfitta della pace (Guglielmo Barbetta) a pag 6 Da un post a un posto nella storia (Emma Scotti) a pag 8 Il caso Weinstein (Eleonora Pizzichelli) a pag 1 0/11 Rewind Kpop 201 7 (Julie Ann Hu) a pag 1 7 Un anno in cerca di risposte ■VALERIO LORENZO CANCIAN Un anno è passato. Di nuovo. All’inizio del 201 7 c’eravamo detti che i mesi seguenti sarebbero stati impegnativi e decisivi. Ora, trecentosessantacinque giorni dopo, possiamo tirare le somme. Il 201 7 è stato sicuramente un anno di contraddizioni, un anno che ha registrato grandi passi in avanti, ma anche momenti difficili e di terrore. Lo ricorderemo per la liberazione di Raqqa, roccaforte dello Stato Islamico, dopo anni di bombardamenti continui e distruzione; lo ricorderemo per l’approvazione, in Italia, del biotestamento con le lacrime di chi ha lottato una vita per vederlo trasformato in legge e per l’affossamento dello Ius soli, sotto lo sguardo di migliaia di persone normalissime, nate e vissute nel nostro Paese, ancora senza la cittadinanza italiana; lo ricorderemo anche per la tentata dichiarazione d’indipendenza della Catalogna in seguito a giorni di scontri, regione in cui si sente ancora il clima caldo di quei giorni di conflitto con il governo centrale. Allo stesso modo, nessuno dimenticherà lo stato di “alta tensione”, ancora in corso, tra il presidente statunitense Donald Trump e il numero uno nordcoreano Kim Jong-un, e la drammatica sconfitta della Nazionale italiana di calcio, grande assente dai Mondiali di calcio in Russia di quest’anno. E poi ci sarebbero da menzionare ancora decine e decine di eventi che hanno segnato il corso del 201 7, dall’elezione a sorpresa del trentanovenne Emmanuel Macron, attuale presidente della repubblica francese, all’addio, memorabile, di Paolo Villaggio, grande attore comico genovese che, con i suoi personaggi, ha fatto ridere milioni di Italiani, dagli scontri nelle strade di Caracas al mega concerto di Vasco Rossi a Modena. È stato un anno connotato da una notevole dinamicità, forse un periodo di preparazione al 201 8, durante il quale il mondo intero cercherà delle conferme, dalla stabilità economica a quella politica. Un appuntamento fondamentale per l’Italia è il 4 marzo, data in cui tutti i cittadini sono chiamati a scegliere, dopo cinque anni, i propri rappresentanti alla Camera e al Senato, in un clima di continua lotta interna tra i partiti. Nello stesso giorno, a Los Angeles, si svolgerà la novantesima cerimonia degli Oscar, dopo un anno di “allarme Weinstein” che ha sconvolto il mondo del cinema internazionale. E poi, sempre nel 201 8, ci saranno i XXIII Giochi olimpici invernali a PyeongChang, in Corea del Sud, evento che potrebbe ridurre la tensione tra Seul e Pyongyang. Insomma, un altro anno di grandi eventi ed emozioni tra cui il 95° compleanno del GalFer che, nonostante l’età, ancora una volta è risultato in cima alla classifica stilata da Eduscopio nel 201 7. Tutti pronti per affrontare il nuovo anno? Liberamente III uscita, Gennaio 2018 3

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Eduscopio: confrontarepersaperscegliere Ancora una volta il Galfer si conferma tra gli istituti migliori del Torinese ■VALERIO LORENZO CANCIAN (con la collaborazione del Prof. Carlo Bravi, docente di Fisica) Da sempre gennaio è il mese degli ultimi open day, delle discussioni conclusive in famiglia sulla scelta della scuola superiore e, perché no, delle grandi riflessioni degli studenti di terza media sul proprio futuro. Andrà bene il liceo vicino a casa o forse sarebbe meglio scegliere quell’istituto un po’ più lontano di cui, però, tutti parlano bene? E poi, latino o non latino? Su cinque o sei giorni? Gli interrogativi che ogni anno migliaia di tredicenni sono chiamati a risolvere sono molti. Si tratta, infatti, di una scelta difficile ad un’età ancora più complicata. Con quell’iscrizione sul sito del Miur le famiglie firmano una sorta di contratto che delineerà i seguenti cinque anni del proprio figlio. Fortunatamente, da qualche anno, la Fondazione Agnelli ha messo a disposizione dell’intera popolazione uno strumento chiamato Eduscopio, in grado di stilare delle classifiche degli istituti migliori nei pressi della propria città. Eduscopio è il risultato di una meticolosa ricerca e analisi di dati a stretto contatto con il mondo universitario e quello lavorativo. L’o- Parametri di analisi degli istituti preparatori per percorsi universitari Per quanto riguarda le scuole superiori che preparano ad un percorso universitario, Eduscopio prende in considerazione tutti i licei e tutti gli istituti tecnici con al minimo 21 diplomati, di cui almeno un terzo iscritto all’università, in modo da fornire informazioni puntuali e accurate. A questo punto viene analizzata la performance di ogni singolo studente nel primo anno di università. I dati di Eduscopio si basano ampiamente sull’indice FGA, un indicatore sintetico che tiene conto della media dei voti conseguiti negli esami universitari, ponderata per i crediti formativi di ciascun esame per soppesare i diversi carichi di lavoro ad essi associati e dei crediti formativi universitari ottenuti. In questo modo l’indice FGA è in grado di esprimere la velocità e il profitto negli studi, due aspetti definiti “cruciali” del successo nel proprio percorso universitario. La ricerca analizza solamente i risultati del primo anno proprio per sondare il metodo di studio consolidato nella scuola superiore di provenienza e l’adeguatezza della propria scelta, sulla base dei suggerimenti o- rientativi forniti dal proprio istituto. Eduscopio, dunque, utilizza il percorso universitario del primo anno come strumento per valutare le singole scuole superiori. Successivamente è possibile stilare delle classifiche che si basino su questi parametri, in modo da fornire alle famiglie una panoramica su ogni singolo istituto. Vengono infatti indicati il voto medio di maturità, il numero medio di diplomati per anno, i tassi di iscrizione all’università e le scelte principali degli immatricolati. Inoltre, per scelta socioculturale, Eduscopio consente un confronto diretto solamente tra scuole dello stesso indirizzo, poiché diverse tipologie di studio presuppongono un’offerta formativa differente, e tra scuole localizzate in territori relativamente circoscritti (con un raggio massimo di 30 km), poiché i confronti hanno senso solo a parità di condizioni di sviluppo economico e sociale dell’area di riferimento. In seconda battuta, tuttavia, è possibile confrontare in modo indiretto i punteggi di ogni istituto, così come abbiamo fatto nel grafico rappresentato, un modo utile per visualizzare istantaneamente le eccellenze nel campo dell’Istruzione. biettivo del progetto, infatti, è proprio quello di valutare gli esiti successivi della forma- zione secondaria, universitari e lavorativi, per trarne delle in- dicazioni di qualità sull’offerta formativa delle scuole da cui essi provengono. È uno studio complesso e rigoroso che ha dovuto anche superare i pro- blemi sorti nella comparazione di corsi di studio del tutto diffe- renti. 4 Liberamente III uscita, Gennaio 2018

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Parametri di analisi degli istituti preparatori per il mondo del lavoro In secondo luogo, Eduscopio analizza tutte quelle scuole superiori che forniscono una formazione finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro. Anche in questo caso la ricerca si concentra su tutti gli istituti tecnici, del settore economico e del settore tecnologico, e su tutti gli istituti professionali, del settore Servizi e del settore Industria e Artigianato, con almeno dieci diplomati all’anno. I parametri di cui lo studio tiene conto sono molteplici: in primis lo status occupazionale dei diplomati a due anni di distanza dall’Esame di Stato, poi il tempo di attesa per la prima occupazione, la distanza da casa al posto di lavoro, la tipologia di contratto e la coerenza di quest’ultimo con la propria qualifica. In questo modo Eduscopio è in grado di stilare più classifiche basandosi prevalentemente sull’indice di occupazione e sulla coerenza fra gli studi conseguiti e il lavoro trovato. Qui Galfer Dopo i primi due anni al terzo posto e l’anno scorso al secondo, il Galileo Ferraris sale finalmente sul gradino più alto del podio fra i 29 licei scientifici di Torino (e prima cintura, nel raggio di 1 0 km), scavalcando il Convitto Nazionale Umberto I, sempre in cima alla classifica nelle scorse edizioni. Analizzando più da vicino i dati pubblicati da Eduscopio, il nostro liceo si conferma come uno tra i migliori della città per la preparazione fornita ai propri studenti in vista di un percorso universitario. Rispetto ai numeri del 201 4, il voto medio di maturità degli immatricolati risulta essere passato da 78,2 a 80,6, il tasso di immatricolazioni con superamento del primo anno dal 79% all’89%. Non c’è da stupirsi, dunque, se dal-la ricerca del 201 4 a quella del 201 7 ci sia stato un aumento del numero dei diplomati pari al 51 %. Parlando, invece, delle scelte degli immatricolati, emerge che al primo posto ci sia sempre l’area tecnica, passata dal 31 ,2% al 38,4%, seguita dalle aree economico-statistica (1 9,6%), scientifica (1 5,6%) e medica, passata dal 6,5% al 1 0,4%. Per quanto riguarda gli atenei più scelti dagli immatricolati, nonostante sia in calo, rimane sempre al primo posto l’Università degli Studi di Torino, passata dal 64,7% al 57,3%. Cresce ogni anno di più, invece, il numero di galferini al Politecnico di Torino, che ha ormai raggiunto il 38,3% delle immatricolazioni “made in Galfer” (nel 201 4, il 31 ,7%). In breve, anche i dati danno ragione a chi sostiene che il nostro liceo sia un istituto d’eccellenza (da non confondere con istituto “d’élite”, come aveva precisato il professor Burzio nella prima edizione di Liberamente di quest’anno scolastico), in cui ognuno può ricevere gli strumenti per continuare a inseguire i propri sogni e le proprie ambizioni. Per una volta mettete da parte le insufficienze di Latino e le sudate di Matematica, siate fieri di essere parte del Galfer. Liberamente III uscita, Gennaio 2018 5

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2017: Sconfitta della pace Tra omicidi, dittatori e signori della guerra ■GUGLIELMO BARBETTA 01 .01 .1 7 Attentato a Istanbul: 39 morti, 69 feriti 22.03.1 7 Attentato a Londra: 6 morti, 50 feriti 07.04.1 7 Attentato a Stoccolma: 5 morti, 1 8 feriti 09.04.1 7 Attentato a Tanta / Alessandria d’Egitto: 44 morti, 1 26 feriti 20.04.1 7 Attentato a Parigi: 2 morti, 3 feriti 03.05.1 7 Attentato a San Pietroburgo: 1 4 morti, 47 feriti 22.05.1 7 Attentato a Manchester: 23 morti, 250 feriti 03.06.1 7 Attentato a Londra: 11 morti, 48 feriti 1 7.08.1 7 Attentato a Barcellona: 1 6 morti, 1 30 feriti 1 8.08.1 7 Attentato a Turku: 2 morti, 9 feriti 01 .1 0.1 7 Attentato a Marsiglia: 3 morti 01 .1 0.1 7 Strage a Las Vegas: 59 morti, 489 feriti 31 .1 0.1 7 Attentato a New York: 8 morti, 21 feriti 25.11 .1 7 Attentato in Sinai: 305 morti, 1 28 feriti Questo macabro elenco rappresenta solo in parte la lunga scia di morte che è stata lasciata da terroristi, assassini e/o folli soldati che hanno agito nel nome di un qualsiasi fantomatico dio o che hanno eseguito come burattini gli ordini di boriosi megalomani. Forse i media ci illudono che le ingenti perdite subite dal sedicente Stato Islamico (si parla di più di 70.000 jihadisti uccisi) possano portare alla conclusione di questa folle guerra. Ma va ricordato che a queste migliaia di vittime sono da aggiungere più di 4.000 civili, persone innocenti condannate a causa dei guerrafondai che agiscono nell’ombra e che alimentano questi violenti e inutili conflitti e li spacciano per missioni religiose o diplomatiche tanto da permettersi di parlare di “guerre per la pace” quando, se veramente si desidera la pace, è necessaria una più ampia apertura mentale ed una migliore capacità di dialogo da tutte le diverse parti interessate dal conflitto. Per allietare questo clima di angosce e supplizi, si aggiungono le ostilità tra le grandi potenze mondiali quali Russia, Nord Corea e Stati Uniti che, con governi costituiti da esaltati dal grilletto facile, non fanno che distruggere gli equilibri internazionali raggiunti con fatica e con l’utilizzo di molte risorse. Continua infatti a salire la tensione sull’asse WashingtonPyongyang. L’aviazione ha messo in preallarme i bombardieri nucleari B-52, un’operazione che non si verificava dai tempi della guerra fredda. “Non si tratta della preparazione di un evento specifico, ma è un ulteriore passo avanti per essere pronti”, ha dichiarato David Goldfein, capo di stato maggiore dell’Aeronautica Usa. Goldfein ha precisato che l’allarme non è ancora stato dato, ma che le procedure sono cominciate per anticipare uno scenario che sembra quasi inevitabile. “Se costretti non vedo alternative alla distruzione“, aveva dichiarato Trump alla sua prima apparizione all’Assemblea generale dell’Onu. In caso di effettivo ready alert, i B-52 saranno pronti a decollare nel giro di 24 ore con il loro carico nucleare. Negli ultimi mesi, le tensioni tra i due Paesi sono cresciute notevolmente, con il Pentagono che più volte si è detto pronto a entrare in guerra contro il regime di Pyongyang. La Corea del Nord ha continuato la sua propaganda militare con test atomici per mostrare la potenza di fuoco del paese asiatico. Non sono da sottovalutare i continui scontri verbali tra i due leader: Kim Jong-un ha infatti definito il presidente americano “un folle rimbambito che pagherà a caro prezzo le minacce al nostro Paese”. Donald Trump ha risposto definendo Kim “un pazzo che verrà messo a dura prova come mai prima”. L’ultima accusa personale nei confronti del presidente statunitense è arrivata poco dopo l’annuncio riguardante i B-52: “È un hooligan, un lunatico con il dito sul pulsante nucleare.” Per concludere vorrei citare una delle frasi secondo me più illuminanti di Martin Luther King: “Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte del vivere come fratelli”. Questa frase non appartiene ad alcuna religione, ad alcun partito politico o ad alcuna etnia, ma appartiene a tutti noi e dobbiamo sicuramente farne tesoro. 6 Liberamente III uscita, Gennaio 2018

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Un anno di Trump Che cosa è cambiato con la presidenza del 45° leader degli Stati Uniti d’America ■GIULIA SARACCO È impossibile, oggi, non sapere chi sia Donald Trump, il ricco imprenditore statunitense dai forti ideali repubblicani che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi anni: prima, nel 201 6, vincendo la corsa alla Casa Bianca contro la candidata democratica Hillary Clinton con una campagna elettorale xenofoba, camuffata dal motto “Make America great again”; poi, durante tutto il 201 7 con le numerose decisioni da lui prese in questo suo primo anno al potere. Ma tutte le sue promesse sono state mantenute? Per il momento no, e molti cittadini americani non sono soddisfatti del suo operato. Attenzione però: che siano scontenti non significa che abbiano cambiato idea riguardo alla sua elezione. Fra i punti salienti della sua campagna c’era quello di eliminare almeno in parte l’Obamacare, l’iniziativa del presidente precedente, da cui prende il nome e che ha consentito ad un vastissimo numero di cittadini di avvalersi della copertura sanitaria. Un cambiamento epocale in una nazione con un sistema medico fortemente privatistico, che resiste ai numerosi tentativi di Trump di eliminarlo a favore delle compagnie assicurative e a scapito della moltitudine di cittadini che non si possono permette- re di pagare i trattamenti sanitari standard. Ma la promessa simbolo della sua campagna elettorale, riflesso di una mentalità chiusa, era tenere gli Stati Uniti “al sicuro” costruendo un muro al confine con il Messico, dando la caccia agli irregolari, vietando l’immigrazione da paesi musulmani e aumentando le spese militari. Infatti, sebbene quest’anno il numero degli espulsi irregolari sia stato inferiore a quello del 201 6 (211 mila contro 240 mila), Trump ha continuato a sfruttare la paura causata dagli attacchi terroristici per promuovere i suoi decreti sulla sicurezza nazionale. Un punto, purtroppo, è stato portato a termine: annullare le politiche di Barack Obama sugli effetti dei cambiamenti climatici, sempre stati negati dal neoeletto presidente. Trump ha quindi distrutto tutti progressi del suo predecessore avviando la rottamazione del “Clear Power Plan” per il taglio delle emissioni degli impianti a carbone. Secondo il nuovo leader, infatti, i progetti per la lotta ai cambiamenti climatici ostacolano l’economia americana e la creazione di nuovi posti di lavoro. Parlando di politica estera, ha invece messo in bilico l’intesa nucleare con l’Iran, allineando gli Usa con Arabia Saudita e Israele; la tensione con l’Estremo Oriente è diventata più forte anche grazie al conflitto con il leader della Korea del Nord Kim Jong-un e ha inoltre ha deluso e irritato il suo più grande sostenitore, Vladimir Putin. Fra decreti, riforme, flop e commenti inappropriati, Trump è stato certamente fra le figure politiche più discusse e commentate del 201 7 e, visti i trascorsi, è probabile che anche negli anni a venire continuerà per la stessa strada, nel bene e nel male. Liberamente III uscita, Gennaio 2018 7

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Da un post a un posto nella storia ■EMMA SCOTTI Sembra strano, ma è capitato proprio questo con la Marcia delle Donne su Washington il 21 gennaio 201 7. In un’epoca in cui i Social Network giocano un ruolo di primo piano, un semplice messaggio in rete ha permesso di organizzare un movimento che ha contato circa cinque milioni di partecipanti in tutto il mondo. Anna Shook, dalle Hawaii, scrive preoccupata su Facebook: “Che cosa succederebbe se le donne marciassero in massa a Washington nell’Inauguration day?”. Il post diventa virale e nuove pagine vengono create per passare parola. E così l’intervento su Facebook diventa una vera e propria marcia, con quasi il doppio dei partecipanti rispetto a quella del celebre Martin Luther King Jr per i di- ritti civili degli afroamericani. L’idea di questa marcia nasce il 6 novembre 201 6, il giorno dopo l’elezione dell’attuale presidente degli U.S.A. Donald John Trump, in aperto scontro con la sua vittoria elettorale, anche se dopo la grande affluenza verrà classificata non solo contro il neopresidente ma bensì a tutela della donna, che egli stesso nella sua campagna ha spesso screditato. I partecipanti, accorsi nelle strade di tutto il mondo, non sono solo donne ma anche uomini e intere famiglie. E se ogni dimostrante ha contribuito in maniera significativa alla marcia, non sono certo sfuggite agli occhi della comunità tutte le celebrità che hanno preso parte al movimento. Dagli attori più famosi come Emma Watson, James Franco, Julia Roberts, ai cantanti, quasi sempre nella “top 50” del nostro amato Spotify, come Katy Perry, Miley Cirus, Rihanna, Ariana Grande e Macklemore. Non bisogna dimenticare, però, il messaggio di fondo che la marcia ha voluto trasmettere: la difesa e tutela dei diritti contro ogni discriminazione, razziale o di genere, perchè “tutte quelle voci che sono state messe a tacere fino a questo momento” meritano di essere ascoltate. Nessuno deve più essere messo a tacere, non nel ventunesimo secolo. Tutto questo a dimostrazione della potenza insita nei gesti quotidiani di ognuno: perfino un post da novanta caratteri può essere la scintilla che darà vita ad una rivoluzione. Concorso letterario ­ fotografico "Partecipa al V concorso fotografico-letterario del Galfer! Quest'anno il tema è la metamorfosi: “Esistere è cambiare; cambiare è maturare; maurare è continuare a creare se stessi senza fine” (Henry Bergson, L’evoluzione creatrice). Per quanto riguarda il concorso letterario potrai partecipare con una poesia o un testo in prosa, per quello fotografico con una fotografia 20x30 cm. Dovrai consegnare il tuo elaborato all’operatrice scolastica del primo piano dalle 1 3 alle 1 3.30 nella settimana dal 1 2 al 1 6 marzo. Per ulteriori informazioni visita www.liceogalfer.it o rivolgiti alla prof.ssa Marini." 8 Liberamente III uscita, Gennaio 2018

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La triste storia di Spelacchio L’abete più famoso di tutta Italia ■SARA PISONI Come ogni anno, da alcuni decenni a questa parte, le maggiori città occidentali abbelliscono la loro piazza principale con un grande abete. Porre questi alberi nei luoghi pubblici è forse una delle più antiche tradizioni per celebrare il Natale. L’ origine di questa usanza va ricercata nelle piazze della Germania medievale, quando veniva addobbato la Vigilia, soprattutto con frutta e candele. Successivamente, la tradizione si sposta nelle case dei tedeschi e si espande in tutta Europa, arrivando in Italia prima della fine del XIX secolo al Quirinale dalla regina Margherita, moglie di Umberto I. Dalla valle di Fiemme in Trentino, con furore arriva in Piazza Venezia a Roma l’albero di Natale più discusso del periodo. Un abete denutrito e spoglio di ogni voglia di vivere fa capolino davanti al Campidoglio suscitando non poche polemiche da parte dei cittadini romani. “Spelacchio”, così verrà chiamato, arriva nella Città Eterna già morto e si scoprirà in seguito ad una sua autopsia che la causa potrebbe essere negli acidi aggiunti al cemento del basamento per fare in modo che il suo tiraggio fosse più rapido. Essi si sono infiltrati nel tronco e hanno corroso il legno dell’abete causandone un più veloce deterioramento, portandolo alla prematura dipartita. Fattore non trascurabile, che ha contribuito all’aspetto malconcio dell’albero, è stato il brusco cambiamento clima- tico che ha dovuto subire: la temperatura media in Trentino è decisamente più bassa di quella di Roma! La rabbia ed il malcontento espresso dai romani, dovuto anche alla cospicua somma di denaro impiegata per l’acquisto di “Spelacchio” (si parla di circa 49.000 euro) ha lasciato subito spazio alla pena ed alla compassione. Ora è diventato una delle maggiori attrazioni di Roma e le statistiche riportano un aumento del 1 0% del turismo in Piazza Venezia. Si può affermare che siano tutti pazzi per l’abete romano dopo aver visto la moltitudine di bigliettini lasciati sul suo basamento con sopra scritto frasi come “Je suis Spelacchio”, “Spelacchio, sei tutti noi”, “Spelacchio, ti vogliamo tanto bene e ci dispiace se ti sei suicidato”, oppure “Spelacchio sei solo un diversamente albero”. In un’intervista fatta allo storico degli alberi ed esperto del patrimonio arboreo della capitale, Antimo Palumbo, rispondendo alla domanda “Visto che il sindaco Raggi non è stata fin qui fortunata, che consiglio può dare un esperto per il prossimo anno?” lui afferma: "Sarebbe bello addobbare un albero vero, con le radici, ma- gari cambiando location. A Piazza San Marco, per esempio, c’è un bell'agrifoglio con le bacche rosse. Non è spettacolare, ma non costa 49.000 euro. Oppure manteniamo l'abete a piazza Venezia ma scegliamone uno più piccolo, di 1 0 metri invece di 22, e lasciamolo nel vaso di terra". Comunque “Spelacchio” non è morto invano, infatti il botanico ha raccolto alcuni semi contenuti in una pigna dell’albero dicendo: "è un ultimo segno di vitalità dell'abete, penso che proverò a piantarli". Spelacchio ci ha quindi dato una grande lezione di vita: l’importante è essere belli dentro ed è proprio vero che il successo arriva sempre da postumi. Liberamente III uscita, Gennaio 2018 9

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Il caso Weinstein tra nuove denunce e molestie sessuali ■ELEONORA PIZZICHELLI Partiamo da un semplice assunto: produttori, attori ed esponenti dello starsystem mondiale non sono dopotutto che riflessi della società in cui vivono, pur essendone degli esponenti privilegiati. Fin dagli albori di Hollywood è sempre stato noto a tutti il binomio fama-sregolatezza. Davanti a tale eccesso, che in alcuni casi si tramuta in vere e proprie azioni illecite, l’opinione pubblica si divide in due: da una parte coloro che passano sopra ad ogni smoderatezza in nome del talento artistico, che ha qui il potere di giustificare qualsiasi illegalità, proprio perchè è qualcosa di unico, che fa provare emozioni e poco importa, quindi, a quale prezzo; dall’altra coloro che stigmatizzano le azioni delle grandi star, che assurgono qui a ruolo di veri modelli di comportamento e, come tali, devono rimanere immacolati dal punto di vista morale. Purtroppo o per fortuna anche i più grandi talenti di qualunque settore restano pur sempre uomini e donne, in grado contemporaneamente di produrre grandi opere dal punto di vista artistico e compiere azioni illegali dal punto di vista sociale. Spesso le persone dimenticano che effettivamente esiste ed è, dunque, possibile una dicotomia tra la produzione artistica e l’effettivo stile di vita o, comunque, le azioni di grandi geni creativi. Essi non possono nè essere elevati a modelli di comportamento in quanto sono, nonostante la genialità, pur sempre persone, nè si può loro perdonare qualunque azione essi commettano in nome del talento, che, per quanto inserito nella loro vita, non può essere con essa confuso: l’arte non può sempre giustificare l’azione. Ciò è accaduto proprio in occasione dello scandalo che ha travolto Hollywood questo autunno: grandi produttori e attori amatissimi dal pubblico sono stati accusati di molestie sessuali da un numero elevato di donne. La personalità che ha dato il nome al caso, la prima ad essere accusata, è Harvey Weinstein, colosso della cinematografia contemporanea, produttore di film cult quali Pulp Fiction, Kill Bill Vol. 3, Shakespeare in love e Marylin. A partire dall’ottobre di quest’anno egli è stato incolpato, da ben 30 donne, di aver commesso violenze sessuali su di loro negli ultimi venti/trent’anni. Quanto ha sconvolto l’opinione pubblica è stato sicuramente la levatura del personaggio coinvolto, importante e rispettato, unito alla lontananza nel tempo ma anche alla forza e alla coesione delle denunce: per la prima volta nella storia non più una persona isolata ma un cordone forte e compatto di donne e uomini (è il caso di Anthony Rapp, che ha accusato Kevin Spacey) hanno denunciato all’opinione pubblica mondiale, non solo alla polizia, le violenze subite. Il caso Weinstein non è rimasto isolato, come forse tutta la grande gerarchia Hollywoodiana sperava: la forza di queste denunce è serpeggiata tra le dive del cinema mondiale e nuove accuse sono state pronunciate, investendo grandi nomi del cinema quali Kevin Spacey, Woody Allen e Roman Polanski e scoperchiando un vaso di Pandora che era sempre stato conosciuto ma tenuto nascosto, ridotto al silenzio dalle stampe mondiali. I punti che hanno sollevato maggiori polemiche sono stati sicuramente 1 ) il tempo intercorso tra la denuncia e l’abuso, 2) il fatto che le denunce non riguardassero solo abusi sessuali ma ponessero più in generale l’attenzione sulla condizione della donna, spesso vittima di palpeggiamenti, avances spinte e trattamenti umilianti, all’interno del mondo dello spettacolo, 3) la dicotomia arte-vita prima citata e che quindi ora non approfondiremo oltre, ovvero grandi personaggi conosciuti per il loro talento artistico che compiono atti mirati a ledere la dignità di un’altra persona e a danneggiarla fisicamente. Per quanto riguarda il primo punto, le attrici e gli attori che hanno denunciato le molestie sessuali subite decenni prima hanno ammesso di aver aspettato molto tempo sia perchè psicologicamente scosse e assalite da un sentimento di vergogna e di colpa, sia perchè timorose di vedere la propria carriera rovinata da questi colossi, soprattutto nel caso di Weinstein, un super produttore che aveva un grandissimo potere ad Hollywood. 10 Liberamente III uscita, Gennaio 2018

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Le persone che hanno denunciato sono state criticate in merito a questo punto e accusate di aver mantenuto il silenzio solo per "proteggere" e mandare avanti la propria carriera. Ora, l’elemento sbagliato in tutto ciò non è la persona che non rivela le denunce subite per non mandare a rotoli la propria carriera, in quanto è diritto di ognuno di noi voler essere professionalmente soddisfatti, ma la persona che compie quelle violenze, per di più intimando il silenzio e minacciando ripercussioni. Il il nocciolo della questione è che una donna, come un uomo, dovrebbe poter avere tutto il diritto di continuare la propria carriera, senza dovere quindi rinunciarvi per qualcosa che non ha commesso ma subito. Dunque, che sia giusto o sbagliato moralmente, che una persona sia d’accordo o meno, è diritto, inteso giuridicamente, della persona che ha subito violenze dire: "Mi sono portata dentro la vergogna ed un immeritato senso di colpa perchè non volevo dover dire basta alla mia carriera per qualcosa che non ho commesso io, ma che io ho addirittura subito, per cui io sono la vittima", mentre nessuno ha il diritto di violentare fisicamente o umiliare verbalmente un’altra persona. Per quanto riguarda il secondo punto, la critica più frequente è stata quella di confondere avances con violenze sessuali vere e proprie. Moltissime persone sui social si sono scagliate contro le denunce, che a loro dire condannavano "il corteggiamen- to" e il ruolo della donna e dell’uomo in esso, più che le violenze vere e proprie. Questa linea di pensiero è stata ripresa anche da alcune testate giornalistiche come Il Giornale, che ha pubblicato un articolo dal titolo "Avances vietate. Ci estingueremo per femminismo". In questo articolo viene criticato il femminismo, che starebbe, sempre secondo l’articolo, vietando le avances e distruggendo il ruolo dominante dell’uomo nel processo di accoppiamento. Questo titolo esemplifica alla perfezione l’atteggiamento di una buona fetta dell’opinione pubblica, che non coglie il processo di rinnovamento che questa ondata di denunce sta portando avanti. Partendo dal presupposto che sia giusto e doveroso operare una differenza tra violenze sessuali, ovvero costringere una persona a compiere o a subire atti sessuali contro la sua volontà, molestie, cioè qualsiasi comportamento a connotazione sessuale fondato sull’appartenenza di genere, indesiderato da una delle parti e lesivo della dignità della persona, e a- buso di potere, quando un soggetto, che si trova in una posizione di supremazia rispetto ad un’altra persona, nel commettere un reato utiliz-za a proprio vantaggio il suo potere. È indubbio che queste denunce non solo riguardino violenze sessuali ma vogliano anzi scardinare comportamenti ormai assodati ed entrati nell’uso comune, comportamenti non essenziali all’interno del processo di accoppiamento ma che nascono semplicemente da una concezione di supremazia dell’uomo, che si vede quindi autorizzato a fare avances spinte per "conquistare la donna", considerata in questo senso un premio, un bottino. In conclusione è corretto sottolineare la novità e l’importanza di tali denunce, anche se è bene ricordare che sarà la legge a stabilire quali di esse siano effettivamente fondate e nell’attesa è giusto difendere le proprie idee, ricordandosi però che nessuno ha il diritto di ergersi a giudice di altre persone senza averne l’autorità. Liberamente III uscita, Gennaio 2018 11

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I passatempi di nuova generazione ■CHIARA PERETTI C’erano una volta la trottola, lo yo-yo, ma in questo 201 7 sono stati principalmente due i passatempi dei ragazzi: il famosissimo fidget spinner e la bottle-flip challenge. Il fidget spinner è una sorta di ‘trottola moderna’, diventata virale in poco tempo, una vera mania tra giovani di tutte le età. Ad inventarlo è stata Catherine Hettinger, una donna della Florida che oggi ha 62 anni. Sono due le storie su come sia nata l’idea. Potrebbe aver avuto un’intuizione mentre era in Israele: vedendo che dei ragazzi lanciavano pietre alla polizia, progettò un modellino di trottola con la quale potevano sfogarsi in maniera differente; oppure nell’estate in cui scoprì di essere affetta da una malattia autoimmunitaria che sviluppava una debolezza muscolare. In quel momento lo costruì per poter passare del tempo con la figlia senza stancarsi eccessivamente. Non appena il fidget spinner arriva in Italia in diversi materiali e forme, ogni ragazzo si affretta a comprarlo e le vendite su eBay e Amazon hanno un incremento in questo ambito del 3000%, vendendone uno ogni 2 minuti! Anche se ne esistono diversi tipi, il meccanismo è comune in ciascuno di essi. Nel momento in cui l’oggetto viene messo in rotazione, infatti, tende ad acquisire una notevole stabilità a causa della sua inerzia che lo fa girare vorticosamente e, se è ben bilanciato, le uniche forze che tendono a fermarlo sono l’attrito e la forza di gravità: per diminuire l’attrito e aumentare la durata della rotazione, l’asse principale del giochino è imperniato su un cuscinetto a sfera, la parte centrale, simile a quello presente nelle ruote degli skateboard o nei motorini degli hard disk. Con un attrito molto ridotto, è assicurata una rotazione di più di due minuti. Incredibile, no? “Ciò che separa un tipico lancio di bottiglia da un atterraggio perfetto è la giusta quantità di acqua combinata con una tecnica praticata e studiata.” afferma Nathaniel Stern, un assistente professore di fisica e astronomia presso la Northwestern University “Non è un mero problema di fisica universitaria, ma molto di più”. Il fenomeno della bottle-flip che ha stupito tutto il mondo nel 201 7, è veramente difficile da studiare: per un lancio roteato perfetto e un atterraggio altrettanto perfetto sulla base della bottiglia, ci vuole uno studio approfondito della fisica. La gravità, il momento angolare e la dinamica dei fluidi influenzano la probabilità di riuscita , in parole più semplici la bottiglia deve essere piena per un terzo e va lanciata tenendola dall’alto, vicino a al tappo. Poi, certo, come in tutto serve fare pratica, ma con queste piccole nozioni i prossimi lanci si avvicineranno ad uno ben riuscito. 12 Liberamente III uscita, Gennaio 2018

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La vita di ieri nelle scoperte di oggi Gli archeologi non si fermano mai! Ecco le più notevoli scoperte del 2017. ■XHOMELA SOLLAKU Nel corso del 201 7 gli archeologi hanno portato alla luce innumerevoli reperti che contribuiscono a chiarire il passato dell’umanità. Moltissimi di questi ritrovamenti sono avvenuti, naturalmente, in territorio italiano. Le infinite scoperte a Pompei sono molto rilevanti: ben 1 5 anfore poggiate alle pareti di una stanza a pianta quadrata così come le avevano lasciate i Pompeiani 2000 anni fa; inoltre nei pressi di Porta Stabia (uno degli accessi dell’antica Pompei) è stata rinvenuta una tomba monumentale in marmo con la più lunga epigrafe funeraria finora ritrovata: il nome del defunto non è presente ma in compenso sono riportati le tappe fondamentali della vita (nozze, acquisizione della toga virile, banchetti, organizzazione di incontri tra gladiatori e combattimenti con belve feroci). Molto interessante anche lo studio di ben 54 scheletri, scoperti già negli anni 90, nella villa romana di Lucius Crassius Tertius, a Torre Annunziata: si tratta di gruppi familiari che per scappare dalla violenta eruzione del Vesuvio del 79 d.C., avevano cercato rifugio proprio in questa villa, affacciata sul golfo di Napoli. Nella cavità addominale dello scheletro di una delle donne di questo gruppo sono stati trovati i resti di un feto di 36 settimane. Spostandoci più a Oriente, è stata scoperta a maggio del 201 7 un’antica brocca sulle ri- ve dell’Eufrate, al confine tra Turchia e Siria; fin qui nulla di straordinario, frequentemente vengono rinvenute centinaia di anfore, ma su questo antico recipiente è stata dipinta, all’incirca 3700 anni fa, un’icona sorridente con solo tre pennellate: "Un largo sorriso e due puntini al posto degli occhi, forse la prima emoji della storia!" Sempre in Turchia, è stata ritrovata una tavoletta di terracotta risalente a 4000 anni fa che riporta un contratto matrimoniale in cui vengono descritte, in caso di infecondità della moglie, le istruzioni per il capofamiglia: quest’ultimo doveva usare una schiava come madre surrogata! Particolare importanza hanno anche le migliaia di incisioni fatte su pietra in Arabia Saudita: una di queste è stata studiata nel dettaglio. Nella raffigurazione, di 7000 anni fa, è stilizzato un cacciatore armato e seguito da 1 3 cani, di cui due al guinzaglio: risulta la più antica testimonianza dell’addestramento dell’animale. Inoltre, sempre nel 201 7, sono stati trovati in Marocco, i resti più antichi di Homo Sapiens (tre adulti, un ragazzino e un bambino) risalenti a più di 300 mila anni fa; anche in Georgia sono state scoperte tracce di uomini di circa 8000 anni fa: in questa zona sono stati portati alla luce tantissimi vasi per il vino con resti della bevanda. La produzione di vino è cominciata 7000 anni fa, perciò si tratta del vino più antico del mondo. In campo matematico, continuano le scoperte sulla trigonometria antica: nel Sud dell’Iraq è stata trovata una tavoletta di terracotta di circa 3700 anni fa che studia la trigonometria utilizzando il sistema sessagesimale. E la lista non si interrompe qui, grazie all’ instancabile lavoro degli studiosi che cercano di risolvere il complicato puzzle del nostro passato. Liberamente III uscita, Gennaio 2018 13

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Un anno di sport ■GIORGIO RIBERO 201 7: 365 giorni di gioie, dolori, cambiamenti, ma anche di sport. Infatti, un anno dopo le olimpiadi di Rio, i vinti e i vincitori della rassegna olimpica si sono affrontati cercando gli uni riscatto e gli altri conferme, regalando grande spettacolo in tutte le competizioni. Ad esempio il 201 7 è stato l'anno del riscatto per due campionissimi del tennis: Nadal e Federer infatti fallirono la missione olimpica in quanto il primo uscì sconfitto dalla lotta per le medaglie e il secondo non partecipò nemmeno ai giochi. Nel 201 7 però la musica è cambiata radicalmente, dal momento in cui Nadal e Federer hanno vinto tutti e quattro gli slam della stagione, conquistando le prime due posizioni del ranking ATP. Allo stesso modo anche la nazionale italiana di tiro con l'arco, da cui ci si aspettava la conferma dell'oro olimpico di Londra 201 2, uscì prematuramente dal tabellone di Rio. L'anno scorso però ha dimostrato che il flop era dovuto solo a un incidente di percorso, travolgendo la Francia nella finale dei mondiali. Per parlare di vinti in cerca di riscatto, come non citare i due campioni del ciclismo che a Rio furono sconfitti dalla sfortuna: Sagan e Nibali. Lo slovacco si arrese ad una foratura nella prova di mountain bike mentre il capitano azzurro fu vittima di una brutta caduta nelle curve finali della gara mentre era lanciato verso la vittoria. Dodici mesi dopo Sagan si è preso la sua rivincita vincendo il terzo mondiale consecutivo, impresa che mai nessuno prima era riuscito a compiere. Lo stesso discorso vale per Nibali, che è riuscito a conquistare due tappe al giro di Spagna e al giro d'Italia (memorabile la sua vittoria sul passo dello Stelvio) prima di siglare il suo secondo successo in tre anni al giro di Lombardia. Tra chi è uscito vittorioso dalle olimpiadi e cercava conferme è emblematico l'esempio di Gregorio Paltrinieri, vincitore della medaglia d'oro sui 1 500 metri stile libero. Nel 201 7 il nuotatore italiano si è laureato anche campione del mondo e vicecampione europeo in vasca corta, continuando ad essere il dominatore della disciplina. Discorso diverso invece per la nostra nazionale di pallavolo, che dopo aver vinto l'argento a Rio (sconfitti solo dai padroni di casa del Brasile) si è presentata alla world league 201 7 con grandi aspettative, ma ha chiuso la competizione all'ultimo posto, il peggior risultato della nostra storia. Controtendenza l'Italia del basket, che dopo aver mancato la qualificazione per i giochi di Rio ha ottenuto un buon settimo posto ai campionati europei, eliminati solo dai vicecampioni della Serbia. Un'Italia che invece continua a gioire è quella della scher-ma, che ha chiuso i mondiali del 201 7 con quattro ori, confermando le quattro medaglie olimpiche di Rio. E, per finire, non posso non citare Marcel Hirscher, fenomeno dello sci che dopo aver mancato l'oro olimpico a Sochi 201 4, si è laureato l'anno scorso campione del mondo per la sesta volta, diventando il primo sciatore della storia a vincere sei coppe di cristallo. Adesso non ci resta che attendere il 201 8 e aspettarci un altro anno carico di emozioni, sfide e colpi di scena, anche se, purtroppo, non potremo tifare per la nostra nazionale ai prossimi mondiali di calcio, vista la clamorosa eliminazione ai turni di qualificazione. Hirscher (coppa del mondo 2017) 14 Liberamente III uscita, Gennaio 2018

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Originali Netflix 2017: Top or Flop? Tredici e Black Mirror: due dei maggiori successi Netflix del 2017 ■ALESSIA SPLENDORE Un altro anno è passato, le vacanze natalizie sono ormai un lontano ricordo e le interrogazioni sono ricominciate. Per distogliere un po’ la mente da compiti e verifiche di inizio pentamestre, come posso non parlarvi di due delle serie tv che hanno spopolato tra il pubblico durante lo scorso 201 7? La più popolare e discussa tra le due è sicuramente “Tredici”. Per i pochi che ancora non ne hanno sentito parlare, la serie ruota intorno ad una studentessa, Hannah Baker, e ai tredici motivi che l’hanno spinta a togliersi la vita. La ragazza in questione decide infatti di registrare sette cassette prima di morire contenenti le tredici ragioni che l’hanno portata a compiere il cruento gesto. Chiunque riceva la cassetta è una di queste ragioni. Coprotagonista della serie è Clay Jensen, compagno di scuola di Hannah che, traumatizzato per aver ricevuto i nastri e intento a scoprire il suo ruolo nella morte della giovane, decide infine di vendicarla facendo uscire allo scoperto tutti i crimini e gli abusi ricevuti dalla ragazza da parte degli altri destinatari delle cassette. Purtroppo, il grande successo della serie tv è dovuto più al modo con il quale sono state affrontate tematiche “sensibili”, quali bullismo, autolesionismo, violenze sessuali..., che alla vera e propria trama della storia. Proprio a causa di questi temi, non ritenuti consoni per un pubblico di adolescenti, in molti paesi i produttori hanno dovuto rispondere a numerose critiche negative e vietare la serie ai minori di 1 8 anni. In particolar modo, sono state criticate le scene di rappresentazione grafica del suicidio, giudicate troppo crude e vero- simili, capaci di influenzare il pubblico dei minori. Alcuni psicologi statunitensi hanno difatti dichiarato che: “la serie "romanza il suicidio" e ispira gli adolescenti a immaginare cosa potrebbe accadere dopo la loro morte”. A sostegno di questa teoria, il quotidiano “Washington Post” ha riportato che numerose scuole in Florida hanno osservato un aumento nei suicidi e nei comportamenti autolesionisti da parte degli studenti e che alcuni di questi studenti hanno associato tali azioni a quanto visto in Tredici. Io trovo che la fama e l’eccessiva pubblicità della serie tv provengano dalla notorietà della produttrice Selena Gomez e non dalla qualità effettiva del prodotto: la vicenda è costituita da un susseguirsi di dialoghi banali e non articolati, intrecciati in storie alquanto improbabili. Reputo che la maggior parte dei motivi per i quali il personaggio principale si sia tolto la vita siano insensati e di poco conto e che, per di più, siano solamente stati enfatizzati da una protagonista con una personalità troppo paranoica e permalosa. In aggiunta, ritengo che il ruolo del protagonista maschile non sia risultato essere quello del “paladino della giustizia”, quanto più quello dello “scemo del villaggio” (e chi ha visto la serie penso mi dia ragione). Nonostante un finale che non lascia molta immaginazione, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione, prevista per il 201 8. Cosa si inventeranno i produttori? Hannah Baker resusciterà grazie alle sfere del drago? Per scoprirlo, non ci resta nient’altro che aspettare con trepidazione l’arrivo della prossima stagione! Ovviamente, il mio giudizio finale è: FLOP. Se invece dei drammi adolescenziali preferite storie riguardanti la tecnologia e tutto ciò che la circonda, allora sarete felici di leggere ciò che ho da dire riguardo ad una delle mie ultime ossessioni targate Netflix: "Black Mirror". Si tratta di una serie antologica, dal momento che scenari e personaggi variano per ogni episodio, come fossero dei mi-crofilm slegati che non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro. L’unico filo conduttore alla base di tutte le singole storie è per l’appunto il progredire delle nuove tecnologie e le conseguenti assuefazioni ed effetti collaterali. Nella serie, la società di oggi viene proiettata in un mondo del futuro, dove sentimenti e rapporti umani sono compromessi da nuove tecnologie e paradossi virtuali, in cui l’uomo si ritrova il più delle volte prigioniero. Uno dei motivi che mi ha portato ad amare la serie è lo scorrimento fluido e lineare delle storie che la compongono. Inoltre, essendo episodi a sé stanti, non ci si deve preoccupare di perdere il filo logico del racconto e si ha la possibilità di non seguire in ordine cronologico le stagioni. Nonostante ciò, trovo sia divertente riuscire a scovare quei sottili riferimenti ammiccanti a episodi precedentemente visti nella serie. Mi sembra scontato dire che il mio giudizio finale per quanto riguarda Black Mirror sia: TOP. E a voi, quale è piaciuta maggiormente? Se non conoscevate una delle due serie e vi ho incuriosito, allora non vi resta altro che chiudervi in casa e iniziare una maratona targata “Netflix”! Buone serie tv a tutti! Liberamente III uscita, Gennaio 2018 15

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